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Luglio 24, 2008

MARIA MADDALENA E IL CODICE DA VINCI

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MARIA MADDALENA-ANALISI DI ANDREA NICOLOTTI SUL CODICE DA VINCI

 

Approfittando della recentissima uscita del volume curato da Mariano Tomatis Dietro il Codice Da Vinci – Antologia critica nella collana “I quaderni del Cicap” n.7, abbiamo intervistato Andrea Nicolotti, il quale nel libro ha trattato la figura della Maddalena in maniera esaustiva. Andrea Nicolotti, laureato in letteratura cristiana antica e dottore di ricerca in storia, è anche curatore del sito www.christianismus.it.

D-Professor Nicolotti, oltre ai vari svarioni storici compiuti da Dan Brown, pare che, come da lei indicato, il rapporto tra Gesù e la Maddalena ricavato dal Vangelo di Filippo sia in realtà poco conciliabile con la sua autentica dottrina.

R-”La lettura di qualche isolato passo, estrapolato dal contesto, non permette al lettore di farsi un’idea adeguata delle caratteristiche di quel testo. Si tratta di un’antologia di passi tratti da sermoni, catechesi, o scritti dei seguaci di Valentino, uno gnostico nato in Egitto attorno all’anno 100 d.C. Una prima stesura del testo avvenne probabilmente in Siria, tra il II ed il III secolo, in greco; ma del Vangelo di Filippo ci rimane solo una traduzione in copto che risale al IV secolo. Lo gnosticismo di Valentino si caratterizzava tra l’altro per un infinito disprezzo del mondo creato, elemento che generalmente si esplicitava in un’assoluta condanna della fisicità e nel rifiuto della riproduzione e della sessualità, intesa come impurità. Il Gesù del Vangelo di Filippo non è un Gesù più “umano” di quello dei quattro Vangeli della tradizione, come Brown sembra ritenere: è invece un uomo apparente, un essere fondamentalmente spirituale. Non è certamente una figura che desideri sposarsi e dare origine ad una discendenza di carne “

La frase riferita alla Maddalena “Cristo l’amava più di tutti gli altri discepoli e soleva baciarla spesso sulla bocca”, contenuta in quelli che Teabing – il personaggio che nel romanzo impersona lo storico che conosce tutti i retroscena del sacro Graal e delle sue origini – designa come “Rotoli di Nag Hammadi” (in realtà codici in pelle a forma di libro, non papiri arrotolati), ritrovati intorno al 1945 – non sarebbe leggibile, così come non si parlerebbe mai di una “moglie” di Gesù.

“La pagina del manoscritto in cui si dice che Gesù baciava la Maddalena è in parte illeggibile; secondo alcuni studiosi avrebbe potuto esserci scritto “baciare sulla bocca”, secondo altri qualcos’altro (”sulla guancia” o “sulla fronte”, ad esempio). In ogni caso, il bacio sulla bocca in quel contesto culturale non era un segno di amore carnale, ma un bacio rituale e spirituale che gli Gnostici si scambiavano tra loro. È per questo che in altri testi affini Gesù e la Maddalena baciano gli altri apostoli, indifferentemente. Secondo l’autore del romanzo, poi, il fatto che la Maddalena sia detta “compagna” di Gesù significa, “come ogni esperto di aramaico potrà spiegare”, che ne era la moglie. Ma Brown non sa che l’aramaico c’entra col copto ed il greco come l’italiano col cinese, e che il termine koinonos va preferibilmente tradotto “compagna, amica, socia, compartecipe”. Per indicare la moglie, il Vangelo di Filippo usa una parola diversa (shime)”.

D-La tesi secondo cui Sacro Graal sarebbe in realtà il Sang Real, nel libro viene rafforzata dall’ipotesi che la stirpe reale avrebbe un’origine non solo paterna – cioè Gesù Cristo della stirpe di Davide discendente di Salomone, re dei giudei – ma anche materna, in quanto Maria Maddalena proveniva dalla Casa di Beniamino. Cosa può dirci in proposito?

R-”La provenienza dalla Casa di Beniamino è completamente inventata, e non compare in nessuna fonte antica, né canonica né apocrifa”

D-Un’ultima domanda: la Maddalena non sarebbe mai giunta in Provenza, e la tradizione più antica la collocherebbe in tutt’altri luoghi, negli ultimi anni della sua vita.

“Prima del secolo X non vi è traccia alcuna di qualche luogo di culto in occidente dedicato alla Maddalena. La tradizione più antica riteneva che il corpo della santa fosse stato conservato prima a Efeso, poi a Costantinopoli; proprio a Efeso, si credeva, la Maddalena aveva terminato la sua esistenza terrena, vivendo accanto a Maria e a Giovanni.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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