Domenica 30 Novembre 2008
I Domenica di Avvento (Anno B)
I DOMENICA DI AVVENTO
Sant’ Andrea Apostolo
Meditazione del giorno
San Pascasio Radberto : « State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso »
Le letture del giorno
Is 63,16-17.19.
perché tu sei nostro padre, poiché Abramo non ci riconosce e Israele non si
ricorda di noi. Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami
nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il
nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per
amore delle tribù, tua eredità.
Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il
tuo nome non è stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.
Sal 80(79),2-3.15-16.18-19.
Tu, pastore d’Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi
davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in
nostro soccorso.
Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei
coltivato.
Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, sul figlio dell’uomo che per te
hai reso forte.
Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
1 Cor 1,3-9.
grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio
che vi è stata data in Cristo Gesù,
perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e
quelli della scienza.
La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente,
che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione
del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore
nostro Gesù Cristo:
fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo
Gesù Cristo, Signore nostro!
Mc 13,33-37.
State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
E’ come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa
e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al
portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se
alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
San Pascasio Radberto (? – circa 849), monaco benedettino
Commento al vangelo di Matteo, lib. 2, c.24 ; PL 120, 799
« State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso »
Noi dobbiamo sempre tener presente al pensiero la duplice venuta di Cristo:
l’una quando apparirà e dovremo render conto di tutte le nostre azioni;
l’altra di ogni giorno, quando egli visita di continuo le nostre coscienze
e viene a noi, affinché al suo arrivo ci trovi preparati. Che giova a me
conoscere quale sarà il giorno del giudizio, mentre ho coscienza di tanti
peccati? Sapere se il Signore verrà o quando verrà, se non viene dapprima
nella mia anima, e non ritorna nel mio spirito, se Cristo non vive in me e
mi parla? È per me un bene la sua venuta, se già Cristo vive in me, e io in
lui. E per me è già quasi l’ora del suo secondo avvento quando i valori di
questo mondo si ecclissano al mio sguardo e in un certo modo posso dire:
«Il mondo per me è stato crocifisso, e io per il mondo» (Gal
6,14). Considera anche queste altre parole di Cristo: «Molti verrano nel
mio nome» (Mt 24,5). Questo falso caratterizza l’anticristo che si assuma
il nome di Cristo… In nessun luogo delle Scritture si trova che il
Signore abbia usato l’espressione: «Io sono il Cristo». Gli bastava
dimostrare con la dottrina e i miracoli che lo era realmente, perché in lui
l’opera del Padre, la dottrina che insegnava e la sua potenza gridavano:
«Io sono il Cristo» molto più che se lo gridassero mille voci. Non so se si
trovi che Egli l’abbia affermato con le parole, ma dimostrò di essere il
Cristo «compiendo le opere del Padre» (Gv 5,36) e insegnando l’amore. I
falsi cristi, non possedendo questo, a parole proclamavano di essere ciò
che non erano.
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« Cominciate in voi l’opera della pace,
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possiate portare la pace agli altri. »
S. AMBROGIO
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Comincia domani, 28 novembre, alle ore 17, presso l’aula “Salvatore Pugliatti” della facoltà di Giurisprudenza di Messina, con il titolo “La comunità s’interroga”, la prima sessione della I edizione della due giorni di riflessione biblica a Messina intitolata “Anche voi siete stati stranieri (Esodo 22, 21). La Chiesa dalla parte dei poveri”, organizzata da numerose realtà messinesi, tra le quali l’associazione ecumenica “E. Cialla”, le associazioni “Terra e Cielo” e “Nuovi Orizzonti”, la Chiesa Valdese, la Gifra (Gioventù Francescana), l’Ufficio Migrantes, l’Arci, la Caritas, il Meic – Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale -, la cooperativa sociale “Scirin” e la Comunità di San Luca, in collaborazione con il Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina. Dopo la presentazione di Rosario D’Anna, presidente 