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Marzo 31, 2009

Claudia V. :“Io, Plagiata per 10 anni da un mago”

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Note: La mia vita nelle mani di un mago

Caratteristiche: rilegato, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Come può succedere che una donna colta e intelligente cada nella trappola psicologica di un malfattore fino a diventare, giorno dopo giorno, la sua schiava?
Claudia era una ragazza giovane e bella, fidanzata e innamorata della musica. Simile probabilmente a tante altre. E come tante altre ha attraversato un momento di difficoltà in seguito alla grave malattia della madre. È stato proprio in questa crepa che si è infilato Demos, sedicente mago in contatto col divino, che ha piegato la sua mente a proprio piacimento. Con la scusa di compiere strani rituali, che lui chiamava “le opere”, il mago ha iniziato ad abusare sessualmente di Claudia, costringendola a giochi osceni e contagiandola con il virus dell’Hiv.
Questa però è una storia a lieto fine. Grazie all’aiuto delle persone più vicine e soprattutto grazie a un coraggio straordinario (e in effetti assai raro), Claudia è riuscita dopo anni a svegliarsi dal suo incubo, a denunciare il suo oppressore e a ritrovare il sorriso.
La lucidità e insieme l’intensità emotiva con cui l’autrice racconta le sue vicende danno a questo libro una forza che va oltre le pur importantissime implicazioni sociali. Leggendo le parole di Claudia si viene trascinati nel vortice in apparenza assurdo del plagio e ci si rende conto che cadere vittima di episodi del genere è, al di là di ogni supposizione, drammaticamente possibile.

http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8804577754

 

“Io, Plagiata per 10 anni da un mago”

RIMINI: Claudia ha 20 anni quando la madre si ammala gravemente e il mondo crolla. Poi conosce Demos e per lei inizia l’inferno: abusi, violenze e il contagio da Hiv. “Questa prigione senza sbarre mi ha fatto capire il senso della libertà”

Ho pianto. Perché non si può fare altrimenti leggendo Plagiata libro autobiografico scritto da Claudia V. residente in una città di Rimini nord. In pratica è la sua giovane vita nelle mani di un mago che l’ha piegata alla sua volontà, abusando sessualmente di lei, costringendola a giochi osceni, contagiandola con il virus dell’Hiv. Il tutto in un periodo di disperazione, quando la madre (poi deceduta) era stata colpita da una grave malattia. Momenti in cui si viene colpiti negli affetti più cari: si è giovani, è difficile dominare la mente e purtroppo è facile cadere nelle grinfie di persone senza scrupoli. Che ti rubano soldi, giovinezza e vita. Claudia è stata una di queste. Ha creduto nelle promesse di Demos (nome fittizio), sedicente mago in contatto col divino, ha creduto in lui e per anni è stata succube di questo uomo che l’ha portata sull’orlo del precipizio. Una storia però a lieto fine, grazie a tante buone persone vicine a lei, ma soprattutto alla sua grinta e a un coraggio straordinario che l’ha portata prima a denunciare il suo oppressore e poi a ritrovare il sorriso. Recentemente è apparsa nelle trasmissioni “Uno Mattina” su Rai Uno, “Mattino 5” su Canale 5 e a “Piazza Grande” su Rai Due presentando il suo libro edito da Mondadori. Una ragazza straordinaria che ha avuto anche il coraggio di scrivere tutta la sua storia perché qualcuno non cada nelle illusioni e nei tranelli di questi maghi dei quali purtroppo ancora oggi l’Italia è piena.

Claudia, come e quando è iniziata tutta la vicenda?
“Tutto è cominciato nel 1991 quando a 20 anni mi sono trovata con mia madre ammalata senza una possibile via d’uscita. Quando ci sono gravi problemi in casa è facile diventare preda di avvoltoi, che senza scrupoli si approfittano di un periodo di vulnerabilità psicologica provocata dalla sofferenza”.
L’incontro con il mago come è avvenuto?
“Una persona mi disse che probabilmente questo mago mi avrebbe aiutata. Mi sono fidata di lui e sono andata. Di lì è iniziata la mia tragica storia durata una decina d’anni e fatta di sudditanza psicologica e fisica, tormento, terrore, angoscia e sfruttamento economico di un centinaio di milioni. Mi aveva allontanato dalla famiglia e dagli amici, facendoli passare tutti per nemici, diventando lui al centro della mia vita, facendosi credere la via per la mia salvezza. Poi l’intervento di mio cognato che, avendo capito che ero succube di questa persona, è stato decisivo per portare Demos allo scoperto. Quando il mago ha sentito il fiato grosso sul collo, ha cominciato a mollare la presa su di me. Di lì è iniziata, anche se molto lentamente, a gradi, la mia rinascita”.

Come è nata l’idea del libro?
“Cinque anni fa, subito dopo avere denunciato il mago alla polizia. Nello scrivere ho trovato il mio modo per liberarmi di tutte quelle cattive radici profonde che aveva inculcato dentro di me. Scrivere è stato il mio modo di liberarmi di quell’orribile macigno e ritrovare allo stesso tempo me stessa”.

E l’incontro con la Mondadori per la pubblicazione del libro?
“Due anni fa mandai alla Mondadori la copia del mio manoscritto. Dopo dodici mesi mi dissero che sarebbe stato pubblicato e poco tempo fa è finalmente uscito”.

L’ha scritto tutto da sola?
“Sì. Sono convinta che una storia del genere possa essere scritta solo da chi purtroppo l’ha vissuta direttamente in prima persona”.

Il titolo del romanzo, Plagiata, come è nato?
“In accordo con la Mondadori, perché in una sola parola si ha l’idea di quale è stata la mia condizione per dieci lunghi anni”.

Cosa significa essere plagiati?
“Mente, anima e vita in mano a un’altra persona. Quando si è nel pieno del vortice del plagio, da soli non se ne può uscire. Ci vogliono attenzione e aiuto degli altri. E in un certo senso sono poi stata fortunata perché mio cognato ha capito che da quel tunnel non ne sarei uscita da sola e di conseguenza ha agito”.

Chi è oggi, Claudia?
“Una donna che ha ricominciato a vivere, che ha ritrovato la sua famiglia, che ha incontrato nuovi amici. Per un periodo non ho creduto più di potere avere un amore tutto mio. La Claudia nuova è quella che non si vuole porre limiti alla vita. Dieci anni di prigione senza sbarre mi hanno fatto capire ora quanto è importante la libertà”.

Programmi per l’estate?
“Voglio portare avanti il messaggio che ho cercato di dare con il libro: il plagio e il condizionamento mentale sono questioni serissime, esistono, ma se ne parla poco e vengono considerate in modo troppo superficiale. Così chi si ritrova a essere vittima di manipolatori e ciarlatani può avere uno strumento in più per riconoscere il pericolo in cui sta per cadere. Il libro non l’ho scritto solo per me, ma anche per gli altri. È un libro che nella sua tragicità può aprire gli occhi a tante persone”.

Scriverà altri libri?
“Lo farò, perché scrivendo ho trovato un mio modo di dire quello che ho dentro”.

Un bis di Plagiataa?
“No. Ho pensato però che potrei anche raccontare il periodo dei cinque anni dalla denuncia a oggi dopo che si è concluso il processo di primo grado con la condanna di Demos a 15 anni di carcere. Un mio sogno sarebbe, invece, scrivere favole per bambini, frutto della mia fantasia”.

Ermanno Pasolini


IL FENOMENO DEL LOVE BOMBING. QUELL’AMORE RIPUDIATO

Si chiama “love bombing”. Che tradotto significa testualmente “bombardamento d’amore”. Ma è tutt’altro che una cosa positiva. Perché il love bombing è la tecnica utilizzata da tutti quei movimenti religiosi che vengono definiti distruttivi. Ti avvicinano, magari, parlando del più e del meno. Poi piano piano, giorno dopo giorno, ti “bombardano” con segnali precisi e sottili che hanno l’effetto ti portarti a cercare di conoscerli in maniera più approfondita. Ma è già troppo tardi. Perché in quel preciso momento, in quel preciso istante sei già stato “adescato”.
Quante storie, pazzesche, che vanno anche al di là della più fervida immaginazione, abbiamo imparato a sentire, conoscere in questi anni. Ragazzi, ragazze, uomini e donne che entrano a far parte di queste sette e faticano a uscirne con l’aiuto delle proprie gambe. Una delle tante è quella di un giovane riminese, da sette anni in un gruppo sincretico.
Una storia che ha dato a Caterina Boschetti, giovane giornalista di Cesena, il la per immergersi in una lunga inchiesta su questo fenomeno, una lunga inchiesta fatta di storie di grande dolore. E proprio da questa inchiesta Eddi Bisulli ha tratto il documentario “Love bombing. L’amore ripudiato” che è stato presentato durante l’ultima edizione del Premio Ilaria Alpi. Un documentario che fa entrare lo spettatore nel mondo sconosciuto delle sette che portano non solo allo sfaldamento della famiglia, nucleo fondamentale della società, ma soprattutto alla manipolazione psicologica di tantissimi individui.
Un vero e proprio grido d’allarme contro una piaga sociale che lede i diritti anche giuridici dell’uomo in maniera sotterranea ma capillare. (fra.ba.)

Il Ponte e’ una testata registrata Reg. presso il tribunale di Rimini
redazione@ilponte.com
 

AFGHANISTAN: LEGGE AMMETTE LO STUPRO DELLE MOGLI

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AFGHANISTAN: LEGGE AMMETTE LO STUPRO DELLE MOGLI

 

AGI) – Londra, 31 mar. – Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha firmato una legge che modifica il diritto di famiglia sciita legalizzando lo stupro della moglie da parte del marito e proibendo alle donne sposate di uscire di casa senza il permesso del coniuge. A denunciarlo all’”Independent” sono state fonti delle Nazioni Unite e diverse associazioni per i diritti delle donne che operano in Afghanistan. La riforma riguarda solo gli sciiti, per lo piu’ appartenenti all’etnia hazara, la terza del Paese, il cui voto Karzai ha voluto probabilmente corteggiare in vista delle presidenziali di agosto. All’articolo 132 la nuova legge stabilisce che le mogli devono assecondare i desideri sessuali dei loro mariti e prevede che un uomo possa aspettarsi di avere rapporti con la moglie “almeno una volta ogni quattro notti”, a meno che la consorte non sia indisposta. C’e’ inoltre un tacito consenso per i matrimoni con bambine e si proibisce alla donna di uscire di casa senza il permesso del marito. Il testo della legge e’ stato rivelato da fonti del Palazzo di Vetro al quotidiano inglese. Il progetto di legge giaceva in parlamento da piu’ di un anno e solo a febbraio e’ stato fatto dibattere da Karzai, in cerca di alleati nel braccio di ferro con l’opposizione sulla sua proroga in vista delle presidenziali. “Abbiamo detto a Kabul pubblicamente che questa legge deve essere modificata o che comunque ci aspettiamo un segnale chiaro che smentisca la possibilita’ che una legge del genere possa vedere la luce”, ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini dall’Aja, dove ha preso parte alla Conferenza internazionle sull’Afghanistan.
  http://www.agi.it/estero/notizie/200903311753-est-rt11259-art.html

http://www.asca.it/news-AFGHANISTAN__CARFAGNA__NO_A_LEGGE_CONTRO_LE_DONNE-819652-ORA-.html

VIOLENTAVA BIMBO DI 10 ANNI, ARRESTATO ECUADORIANO

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VIOLENTAVA BIMBO DI 10 ANNI, ARRESTATO ECUADORIANO
 
(AGI) – Milano, 31 mar. – Un ecuadoriano di 42 anni e’ stato arrestato dagli uomini della squadra mobile di Milano con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un bimbo di 10 anni.
  Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’uomo aveva avvicinato il piccolo in una comunita’ del paese e dopo averlo abusato lo aveva costretto a compiere gli stessi abusi su un bimbo di 5 anni. Le indagini sono partite proprio dalla denuncia dei genitori del bimbo piu’ piccolo che un giorno hanno visto tornare a casa il loro figlio in lacrime.
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200903311719-cro-rom1105-art.html

«Chattava con altri uomini e l’ho uccisa»

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Catania donna decapitata, il marito:
«Chattava con altri uomini e l’ho uccisa»

L’uomo si era costituito: a scatenare la furia omicida una e-mail. Al delitto hanno assistito il figlio e la madre della vittima

 

CATANIA (30 marzo) - «Non sopportavo più la situazione, il suo comportamento, ero disperato». Così Giuseppe Castro, 35 anni, disoccupato, ha spiegato agli inquirenti perché ha ucciso, decapitandola, la moglie, Maria Pia Scuto, 41 anni, nella loro casa a Catania davanti agli occhi del figlio 15enne e della madre di lei che hanno confermato che ammazzare la Scuto è stato Castro. L’uomo, reo-confesso, è stato arrestato per uxoricidio.

Alla base del delitto ci sarebbero la gelosia e i continui litigi tra moglie e marito perché la vittima era solita chattare con uomini. A scatenare la follia il ritrovamento di e-mail indirizzate alla moglie. 

L’aggressione. A raccontare la dinamica dell’omicidio proprio il figlio, che inizialmente si era accusato dell’omicidio per proteggere il padre. Castro  ha affiancato la moglie come se volesse abbracciarla e che invece all’improvviso l’ha bloccata e con un colpo di coltello da cucina le ha reciso la carotide e quasi le ha staccato di netto la testa dal collo prima di infierire anche sulla schiena. Il ragazzo racconta anche il difficile menage dei suoi genitori, aggravato forse dal fatto che il padre, di sei anni più giovane della moglie, non aveva un lavoro. Maria Pia Scuto apparteneva infatti a una famiglia benestante ed era economicamente indipendente dal marito. La ricostruzione dell’uxoricidio viene confermata anche dalla madre della vittima. La donna continua a imprecare contro il genero, con il quale, raccontano i vicini, non era mai andata d’accordo. Anzi pare che i contrasti tra suocera e genero fossero anche tra i temi scatenanti delle liti continue tra i due coniugi. 

Il corpo della donna
è stato trovato nell’ingresso della cucina della casa della coppia, al settimo piano di un edificio di via Costanza, con la testa quasi recisa dal collo. Era in una pozza di sangue. La madre della vittima, quando sono arrivati i carabinieri, stava spazzando per terra, cercando di pulire il pavimento.

Tra confessioni e ripensamenti. L’uomo aveva prima confessato l’omicidio, poi ritrattato. A quel punto il figlio aveva detto di essere stato lui a uccidere la madre. Confessione al solo scopo di proteggere il padre perché non sopportava che questi andasse in prigione, lasciando da sole anche  le altre due sue sorelline di 6 e 8 anni. Il ragazzo dopo l’uccisione della madre avrebbe telefonato a una cugina dicendo «venite, venite la mamma non c’è più».

I computer trovati in casa sono stati sequestrati
. Nessuna traccia per ora dell’arma con cui è stata uccisa la donna, figlia di un noto imprenditore edile della città siciliana, Gregorio Scuto, deceduto nel 1988. 

 
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=52757&sez=HOME_INITALIA

Tragedia nel Mediterraneo, naufragano 4 barconi: centinaia i dispersi in mare

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Tragedia nel Mediterraneo, naufragano 4 barconi: centinaia i dispersi in mare

L’ultimo bilancio parla di centinaia dispersi nel canale di Sicilia: 23 i corpi recuperati senza vita e solo 21 superstiti

31/03/2009

Ormai il tratto di mare tra la Libia e la Sicilia sta diventando un cimitero sottomarino. Tante, troppe tragedie verso quel sogno per una vita migliore. Sono ormai in migliaia gli sfortunati che ogni anno tentato il viaggio della speranza dalle coste del Nord Africa con destinazione Lampedusa o Capo Passero. A volte arrivano stremati, e vengono internati nei centri di prima accoglienza, altre volte non riescono neanche ad avvistare le spiagge siciliane perché trovano la morte in mare. Barconi fatiscenti, cattive condizioni climatiche per un tratto di mare impervio, e mercanti di anime senza scrupoli trasformano la speranza di donne uomini e bambini in un viaggio verso l’aldilà. Il canale di Sicilia come il fiume Stige degli inferi, gli scafisti come Caronte.

E nelle ultime ore il massiccio arrivo di barconi, e naufragi, nelle coste siciliane aveva fatto scattare l’allarme. Ma nuovamente non si è potuta evitare la strage. Una vera ecatombe: si parla di quattro imbarcazioni in difficoltà non lontano dalla costa della Libia. Di queste due sono sicuramente affondate, delle altre due non si sa niente. Per il momento sono state tratte in salvo 23 persone mentre di altre 21 sono stati recuperati i corpi senza vita. I dispersi: considerando che su una imbarcazione affondata si trovavano 253 persone e sull´altra 365, sono pertanto più di 500. Il ministero dell’Interno libico ha reso noto che una nave cisterna italiana ha salvato 350 clandestini che si trovavano a bordo di una imbarcazione alla deriva. Ma il bilancio delle vittime si aggiorna ora dopo ora. Una strage immane, come quella del Natale 1996, quando 300 clandestini persero la vita al largo di Porto Palo, diventando uno dei più tragici naufragi nella storia del Mediterraneo.

E non si fermano, comunque, i viaggi della disperazione verso l’Italia: oltre 400 extracomunitari sono approdati infatti nelle ultime ore sulle coste della Sicilia orientale, dopo i 222 giunti ieri a Lampedusa. Ci si chiede quando si scriverà la parola fine a questo suicidio. Per il momento il ministro dell´Interno Roberto Maroni, ha assicurato che gli sbarchi termineranno il 15 maggio prossimo, quando entrerà in vigore l’accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste.

Fabrizio Maggiore
http://www.90011.it/articolo.asp?idNotizia=5453&tags=immigrati-naufragio-clandestini-tragedia

Maddaloni – I testimoni di Geova commemoreranno la morte del nostro Signore Gesù

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RELIGIONE | Maddaloni – I testimoni di Geova commemoreranno la morte del nostro Signore Gesù Cristo Giovedì 9 Aprile , radunandosi dopo il tramonto nelle oltre 3.OOO comunità presenti in tutta Italia.
Si tratta della più importante celebrazione di questa confessione cristiana e trae origine dal comando che diede Gesù stesso agli apostoli durante l’ultima cena: “Continuate a fare questo in ricordo di me”. Ogni anno la Commemorazione della morte di Gesù viene celebrata dai testimoni di Geova nel giorno in cui secondo le scritture morì il Figlio di Dio, corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico.
Nel nostro paese lo scorso anno hanno assistito alla celebrazione 430.890 mila persone, tra testimoni di Geova e simpatizzanti. A livello mondiale sono stati circa 18.000.000 milioni coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre l00.000 comunità presenti in 236 nazioni. Come avviene in tutti gli incontri dei Testimoni, l’ingresso è libero e non si fanno collette.
Nella zona del Beneventano e Casertano si terranno: Maddaloni: Sala del Regno dei Testimoni di Geova in Via Pardo n.1, alle ore 19.15 e alle ore 20.45(secondo turno) S.Felice a Cancello: presso la Scuola Media Via XXI Giugno alle ore 19.30.

Benevento:presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova in Via Tommaso Bucciano 36 Orari: 19,15 e 20,45. Sempre a Benevento anche in lingua russa in viale Principe di Napoli 98 alle ore 19,15 Montesarchio: Ristorante Campo Verde Ore 19:30

S. Agata dei Goti: presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova in Via Santisi 25
La celebrazione avrà inizio con un canto e una breve preghiera. Dopo di che un ministro di culto pronuncerà un discorso per chiarire le ragioni per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità. Come fece Gesù durante l’ultima cena, durante il discorso saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, che per i testimoni di Geova simboleggiano rispettivamente il corpo e il sangue di Gesù. Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia, che in tutto durerà circa un’ora.

Fonte : comunicato stampa

 

http://www.casertanews.it/public/articoli/200903/art_20090330131324.htm

Celebriamo la vicina festa del Signore con autenticità di fede

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Dalle «Lettere pasquali» di sant’Atanasio, vescovo
(Lett. 14, 1-2; PG 26, 1419-1420)

Celebriamo la vicina festa del Signore con autenticità di fede

 

Il Verbo, Cristo Signore, datosi a noi interamente ci fa dono della sua visita. Egli promette di restarci ininterrottamente vicino. Per questo dice: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).
Egli è pastore, sommo sacerdote, via e porta e come tale si rende presente nella celebrazione della solennità. Viene fra noi colui che era
atteso, colui del quale san Paolo dice: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato» (1 Cor 5, 7). Si verifica anche ciò che dice il salmista: O mia esultanza, liberami da coloro che mi circondano (cfr. Sal 31, 7). Vera esultanza e vera solennità è quella che libera dai mali. Per conseguire questo bene ognuno si comporti santamente e dentro di sé mediti nella pace e nel timore di Dio.
Così facevano anche i santi. Mentre erano in vita si sentivano nella gioia come in una continua festa. Uno di essi, il beato Davide, si alzava di notte non una volta sola ma sette volte e con la preghiera si rendeva propizio Dio. Un altro, il grande Mosè, esultava con inni, cantava lodi per la vittoria riportata sul faraone e su coloro che avevano oppresso gli Ebrei. E altri ancora, con gioia incessante attendevano al culto sacro, come Samuele ed il profeta Elia.
Per questo loro stile di vita essi raggiunsero la libertà e ora fanno festa in cielo. Ripensano con gioia al loro pellegrinaggio terreno, capaci ormai di distinguere ciò che era figura e ciò che è divenuto finalmente realtà.
Per prepararci, come si conviene, alla grande solennità che cosa dobbiamo fare? Chi dobbiamo seguire come guida? Nessun altro certamente, o miei cari, se non colui che voi stessi chiamate, come me, «Nostro Signore Gesù Cristo». Egli per l’appunto dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Egli è colui che, al dire di san Giovanni, «toglie il peccato del mondo «(Gv 1, 29). Egli purifica le nostre anime, come afferma il profeta Geremia: «Fermatevi nelle strade e guardate, e state attenti a quale sia la via buona, e in essa troverete la rigenerazione delle vostre anime» (cfr. Ger 6, 16). 
Un tempo era il sangue dei capri e la cenere di un vitello ad aspergere quanti erano immondi. Serviva però solo a purificare il corpo. Ora invece, per la grazia del Verbo di Dio, ognuno viene purificato in modo completo nello spirito.
Se seguiremo Cristo potremo sentirci già ora negli altri della Gerusalemme celeste e anticipare e pregustare anche la festa eterna. Così fecero gli
apostoli, costituiti maestri della grazia per i loro coetanei ed anche per noi. Essi non fecero che seguire il Salvatore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito» (Mt 19, 27).
Seguiamo anche noi il Signore, cioè imitiamolo, e così avremo trovato il modo di celebrare la festa non soltanto esteriormente, ma nella maniera più fattiva, cioè non solo con le parole, ma anche con le opere.

http://groups.google.com/group/centro-religione-cristiana?hl=it

SALMO 22

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Salmo   Sal 22

Con te, Signore, non temo alcun male.

 

 

 

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

 

http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it

SALMO 50

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Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Salmo 50

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

Tu non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato,
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore fa’ grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti,
l’olocausto e l’intera oblazione.

 

IO VOGLIO L’AMORE E NON IL SACRIFICIO

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IO VOGLIO L’AMORE E NON IL SACRIFICIO
 

Dal libro del profeta Osea : 6, 1-6

“Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia di autunno,
come la pioggia di primavera, che feconda la terra”.
Che dovrò fare per te, Efraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti,li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti.

 

 

 http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it

 

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