
03/11/2009, ore 12:30 – Sentenza della Corte Europea
Strasburgo: il crocefisso in aula viola la libertà di religione
| di: Antonio Rispoli |
STRASBURGO – La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza del crocefisso in aula viola la libertà di religione. La sentenza è stata fatta su ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese, Soile Lautsi, che aveva protestato per la presenza nella classe dei figli dei crocefissi, sostenendo che questo violava la libertà di scelta religiosa dei figli.
Nel 2002 la donna aveva fatto richiesta all’istituto “Vittorino da Feltre” di Abano Terme, in provincia di Padova, di rimuovere il crocefisso dalle aule, ricevendo risposta negativa. Al che si era appellata al Tribunale Civile italiano, non trovando soddisfazione in nessuno dei tre gradi di giudizio. Fino alla sentenza di oggi.
La prima reazione alla sentenza è del Vaticano, che – con molta prudenza – ha riferito che bisogna aspettare di leggere la sentenza e soprattutto le sue motivazioni.
Nel 2002 la donna aveva fatto richiesta all’istituto “Vittorino da Feltre” di Abano Terme, in provincia di Padova, di rimuovere il crocefisso dalle aule, ricevendo risposta negativa. Al che si era appellata al Tribunale Civile italiano, non trovando soddisfazione in nessuno dei tre gradi di giudizio. Fino alla sentenza di oggi.
La prima reazione alla sentenza è del Vaticano, che – con molta prudenza – ha riferito che bisogna aspettare di leggere la sentenza e soprattutto le sue motivazioni.
Tra i giudici l’italiano Zagrebelsky
La Corte Europea: “No al crocifisso in classe, è contro la libertà di religione”
Strasburgo – (Adnkronos) – Il Tribunale europeo per i diritti dell’uomo dà ragione al ricorso presentato da un’italiana di origine finlandese che nel 2002 aveva chiesto all’istituto frequentato dai figli Abano Teme di togliere il simbolo religioso
Strasburgo, 3 nov. – (Adnkronos) – No al crocifisso nelle aule scolastiche. La Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe “e’ contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla liberta’ di religione”.
Il ricorso a Strasburgo era stato presentato il 27 luglio del 2006 da Solie Lautsi, moglie finlandese di un cittadino italiano e madre di Dataico e Sami Albertin, rispettivamente 11 e 13 anni, che nel 2001-2002 frequentavano l’Istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre. Secondo la donna, l’esposizione del crocifisso sul muro e’ contraria ai principi del secolarismo cui voleva fossero educati i suoi figli.
Dopo aver informato la scuola della sua posizione, la Lautsi, nel luglio del 2002, si e’ rivolta al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 ha consentito che il ricorso presentato dalla donna venisse inviato alla Corte Costituzionale, i cui giudici hanno stabilito di non avere la giurisdizione sul caso. Il fascicolo e’ quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che il 17 marzo del 2005 non ha accolto il ricorso della Lautsi, sostenendo che il crocifisso e’ il simbolo della storia e della cultura italiana, e di conseguenza dell’identita’ del Paese, ed e’ il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta’ e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel febbraio del 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione.
Di qui la decisione della donna di ricorrere alla Corte europea di Strasburgo. I sette giudici autori della sentenza sono: Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajo’ (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).