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gennaio 30, 2010

SHOAH-WIKIPEDIA

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Shoah

Wikipedia

 

La parola “olocausto” sta a significare sacrificio; ossia grave rinuncia deliberatamente sopportata in vista di uno scopo. Per decenni il termine è stato utilizzato, a seguito dell’editoriale comparso nel 1942 sulle pagine del «Jewish frontier»,[senza fonte] per descrivere il sacrificio di vite umane a cui gli ebrei hanno dovuto sottostare sotto il periodo nazista. In greco il termine, che significa “tutto bruciato”, si riferiva ai sacrifici che venivano richiesti agli Ebrei dalla Torah: si trattava di sacrifici di animali uccisi e bruciati sull’altare del tempio. A partire dalla meta del secolo XX il termine olocausto viene utilizzato anche per indicare massacri o catastrofi su larga scala. A causa del significato religioso del termine, alcuni, sia ebrei che di altre fedi, trovano inappropriato l’uso di tale termine[1]: costoro giudicano offensivo paragonare o associare l’uccisione di milioni di ebrei ad una “offerta a Dio”.

A seguito di alterne e contraddittorie vicende politiche,tra cui il problema del mancato rientro (alyha) degli ebrei della diaspora nel neo stato di Israele, promesso alla fine della prima guerra mondiale dall’Inghilterra[non chiaro] il termine olocausto ha assunto nel tempo una diversa denominazione al fine di garantire anche agli ebrei attualmente rimasti fuori dello stato ebraico (ebrei della diaspora) il diritto di godere della cittadinanza israeliana[non chiaro].

Popolazione ebraica in Europa nel 1939

Il termine Shoah, tratto dal titolo del documentario di 9 ore realizzato dal regista ebreo Claude Lanzmann nel 1985 narrante le vicende storiche della seconda guerra mondiale, è stato adottato solo recentemente per descrivere la tragedia ebraica di quel tragico periodo storico e allo scopo di sottolinearne la unicità rispetto ai molti altri casi di genocidio[non chiaro] di cui purtroppo la storia umana fornisce altri esempi.

Shoah (in lingua ebraica השואה ), significa “desolazione, catastrofe, disastro”. Questo termine venne adottato per la prima volta, nel 1938, dalla comunità ebraica in Palestina, in riferimento alla Notte dei cristalli (9-10 novembre 1938)[senza fonte]. Da allora definisce nella sua interezza il genocidio della popolazione ebraica d’Europa. Ciò spiega come la parola Shoah non sarebbe sinonimo di Olocausto, in quanto la seconda si riferisce allo sterminio compiuto dai tedeschi nei confronti di ebrei, omosessuali, comunisti, Rom, testimoni di Geova, dissidenti tedeschi e pentecostali, mentre la prima definisce solamente il genocidio degli ebrei.

Infine molti Rom usano la parola Porajmos o Porrajmos («grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») per descrivere lo sterminio operato dai nazisti.

Le eliminazioni di massa venivano condotte in modo sistematico: venivano fatte liste dettagliate di vittime presenti, future e potenziali, così come sono state trovate le meticolose registrazioni delle esecuzioni. Oltre a ciò, uno sforzo considerevole fu speso durante il corso dell’olocausto per trovare metodi sempre più efficienti per uccidere persone in massa, ad esempio passando dall’avvelenamento con monossido di carbonio dei campi di sterminio dell’Operazione Reinhard di Bełżec, Sobibór e Treblinka, all’uso dello Zyklon-B di Majdanek e Auschwitz; camere a gas che utilizzavano monossido di carbonio per gli omicidi di massa venivano usati nel campo di sterminio di Chelmno.

In aggiunta alle esecuzioni di massa, i nazisti condussero molti esperimenti medici sui prigionieri, bambini compresi. Uno dei nazisti più noti, il Dottor Josef Mengele, era conosciuto per i suoi esperimenti come l’”angelo della morte” tra gli internati di Auschwitz.

La portata di quello che accadde nelle zone controllate dai nazisti non si conobbe esattamente fino a dopo la fine della guerra. Numerose voci e testimonianze di rifugiati diedero comunque qualche informazione sul fatto che gli ebrei venivano uccisi in grande numero. Quindi l’affermazione che tali eventi fossero sconosciuti non è corretta, alcune notizie filtravano e nel Novembre 1944 il giurista e ricercatore polacco Raphael Lemkin nel suo lavoro Axis Rule in Occupied Europe: Laws of Occupation – Analysis of Government – Proposals for Redres riportava le uccisioni di massa naziste fatte contro le popolazioni polacche, russe , indicando fra liquidati nel ghetto e morti in luoghi sconosciuti, dopo deportazioni ferroviarie, la cifra di 1.702.500 uccisi, secondo un dato fornito dallo “Institute of Jewish Affairs of the American Jewish Congress in New York” [8].

Si tennero anche delle manifestazioni come, ad esempio, quella tenuta il 29 ottobre 1942 nel Regno Unito; molti esponenti del clero e figure politiche tennero un incontro pubblico per mostrare il loro sdegno nei confronti della persecuzione degli ebrei da parte dei tedeschi.

I campi di concentramento per gli “indesiderabili” erano disseminati in tutta l’Europa, con nuovi campi creati vicino ai centri con un’alta densità di popolazione “indesiderata”: ebrei, intellighenzia polacca, comunisti e gruppi Rom. La maggior parte dei campi era situata nell’area del Governatorato Generale.

I campi di concentramento per ebrei ed altri “indesiderabili” esistevano anche nella stessa Germania: benché non fossero pensati specificatamente per lo sterminio sistematico, i prigionieri di molti di questi morirono a causa delle terribili condizioni di vita o a causa di esperimenti condotti su di loro da parte dei medici dei campi.

Alcuni campi, come quello di Auschwitz-Birkenau, combinavano il lavoro schiavistico con lo sterminio sistematico. All’arrivo in questi campi i prigionieri venivano divisi in due gruppi; quelli troppo deboli per lavorare venivano uccisi immediatamente nelle camere a gas (che erano a volte mascherate da docce) e i loro corpi bruciati, mentre gli altri venivano impiegati come schiavi nelle fabbriche situate dentro o attorno al campo. I nazisti costrinsero anche alcuni dei prigionieri a lavorare alla rimozione dei cadaveri e allo sfruttamento dei corpi. I denti d’oro venivano estratti (senza anestesia) e i capelli delle donne (tagliati a zero prima che entrassero nelle camere a gas) venivano riciclati per la produzione industriale di feltro.

Tre campi, Bełżec, Sobibór e Treblinka II, erano usati esclusivamente per lo sterminio. Solo un piccolo numero di prigionieri veniva tenuto in vita per svolgere i compiti legati alla gestione dei cadaveri delle persone uccise nelle camere a gas.

Il trasporto dei prigionieri nei campi era spesso svolto utilizzando convogli ferroviari composti da carri bestiame, con un ulteriore elemento di umiliazione e di disagio dei prigionieri.

L’antisemitismo era comune nell’Europa degli anni ’20 e ’30 (anche se le sue origini risalgono a molti secoli prima). L’antisemitismo di Adolf Hitler venne esposto nel suo libro del 1925, il Mein Kampf, che, inizialmente ignorato, divenne popolare in Germania quando Hitler acquistò potere politico.

Corpi rinvenuti a Buchenwald

Il 1º aprile 1933, poco dopo l’elezione di Hitler al cancellierato, il fanatico antisemita Julius Streicher, con la partecipazione delle Sturmabteilung ed attraverso le colonne della rivista antisemita Der Stürmer da lui diretta, organizzò una giornata di boicottaggio di tutte le attività economiche tedesche gestite da ebrei (l’ultima impresa gestita da ebrei rimasta in Germania venne chiusa il 6 luglio 1939). Nonostante la fredda accoglienza da parte della popolazione tedesca che fece rientrare il boicottaggio dopo solo un giorno, questa politica servì a introdurre una serie di progressivi atti antisemiti che sarebbero poi culminati nella Shoah.

Con una serie di successive leggi le autorità tedesche limitarono sempre più le possibili attività della popolazione ebraica fino a giungere, nel settembre 1935, alla promulgazione delle leggi di Norimberga che, di fatto, esclusero i cittadini di origine ebraica[9] da ogni aspetto della vita sociale tedesca.

L’iniziale politica tedesca di obbligare gli ebrei ad un’emigrazione «forzata» dai territori del Reich raggiunse il suo apice nel corso del pogrom del 9-10 novembre 1938, passato alla storia con il nome di «Notte dei cristalli», quando circa 30.000 ebrei vennero deportati presso i campi di Buchenwald, Dachau e Sachsenhausen ed obbligati ad abbandonare, spogliati di ogni bene, la Germania e l’Austria (annessa nel marzo di quell’anno alla Germania) per poter riottenere la libertà.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale la politica di emigrazione forzata non poté più essere praticata con successo a causa delle difficoltà imposte dalla guerra stessa. La nuova «soluzione» si basò sul fatto che in molte città d’Europa gli ebrei avevano vissuto in zone ben delimitate. Per questo i nazisti formalizzarono i confini di queste aree e imposero una limitazione degli spostamenti agli ebrei che vi erano confinati, creando i ghetti moderni. I ghetti erano, a tutti gli effetti, prigioni nelle quali molti ebrei morirono di fame e malattie; altri furono uccisi dai nazisti e dai loro collaboratori dopo essere stati sfruttati nell’impiego a favore dell’industria bellica tedesca.

Durante l’invasione dell’Unione Sovietica oltre 3.000 uomini appartenenti ad unità speciali (Einsatzgruppen) seguirono le forze armate naziste e condussero uccisioni di massa della popolazione ebrea che viveva in territorio sovietico. Intere comunità vennero spazzate via, venendo catturate, derubate di tutti i loro averi e uccise sul bordo di fossati.

Nel dicembre del 1941 Hitler decise infine di sterminare gli ebrei d’Europa, durante la Conferenza di Wannsee (20 gennaio 1942), molti leader nazisti discussero i dettagli della “soluzione finale della questione ebraica” (Endlösung der Judenfrage).

Bambini liberati dall’Armata Rossa.

Dalle minute della Conferenza risulta che il dottor Josef Buhler, segretario di Stato per il Governatorato Generale[10], spinse Reinhard Heydrich ad avviare la «soluzione finale» nel proprio distretto amministrativo.

Le decisioni prese a Wannsee portarono alla costruzione dei primi campi di sterminio nel contesto dell’Operazione Reinhard che provvide alla costruzione ed all’utilizzo di tre centri situati nel Governatorato Generale: Bełżec, Sobibór e Treblinka che complessivamente, tra il 1942 ed l’ottobre del 1943, portarono alla morte di 1.700.000 persone deportate dai ghetti attraverso l’utilizzo di camere a gas fisse e mobili[11] che sfruttavano il monossido di carbonio per le uccisioni.

Le «esperienze» maturate nei campi dell’Operazione Reinhard condussero all’ampliamento del campo di concentramento di Auschwitz, situato strategicamente in una zona di facile accessibilità ferroviaria, e alla creazione di quattro nuove grandi camere a gas ed impianti di cremazione presso il centro distaccato di Auschwitz II – Birkenau. Ad Auschwitz, per lo sterminio degli ebrei, vennero studiate nuove «soluzioni» che permettessero di eliminare il maggior numero di soggetti nel modo più rapido ed efficiente. Negli alti comandi nazisti, in particolare, si mirava al risparmio delle munizioni che divenivano preziosissime per l’avanzata sul fronte orientale. Vennero dunque utilizzate le camere a gas, nelle quali il gas Zyklon B (acido prussico) veniva immesso attraverso normali docce: le vittime morivano per asfissia nell’arco di 10-15 minuti.

Si calcola che durante la seconda guerra mondiale persero la vita circa sei milioni di ebrei. Le condizioni di abbrutimento e annichilimento della persona sono state riportate nelle pagine di Se questo è un uomo, capolavoro dello scrittore italiano Primo Levi, deportato ad Auschwitz e miracolosamente sopravvissuto alla prigionia nel campo di sterminio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto

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2 commenti »

  1. trovo in giusto ke gli uomini e donne vengono trattati cosi
    x tutti quelli ke hanno fatto questo gesto di vandalismo
    volevo vedere se sarebbe capitato a loro cs avranno fatto

    Commento di marti96 — febbraio 20, 2011 @ 10:03 pm

  2. i nazisti sono stati proprio degli animali…..non dovevano fare questo a delle persone innocenti…..ogni volta che leggo qualche notizia sui poveri ebrei non faccio altro che commuovermi e mi scappa più di qualche lacrima…….nazisti=animali,anzi peggio degli animali perché gli animali uccidono solo per mangiare e non hanno nessuna colpa !!!

    Commento di พิชานนท์ ไชยเวช — gennaio 15, 2012 @ 10:58 am


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