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febbraio 22, 2010

GESU’ VIENE TENTATO DA SATANA NEL DESERTO

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STUDIO BIBLICO

 
 
GESU’ VIENE TENTATO DA SATANA NEL DESERTO
Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti
 
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Vangelo secondo Matteo  4: 1-11

1Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. 2E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.

3Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane”. 4Ma egli rispose: “Sta scritto:

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

5Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto:

Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani,
perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede
“.

7Gesù gli rispose: “Sta scritto anche:

Non tentare il Signore Dio tuo“.

8Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:

9“Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”. 10Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto:

Adora il Signore Dio tuo
e a lui solo rendi culto
“.

11Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

Vedi anche Marco 1: 12-13; Luca 4: 1-13

************************

Era giusto che Gesù prima di farsi conoscere dagli uomini ed iniziasse la sua missione incontrasse Satana

suo principale nemico e rivale.

Gesù stesso ha raccontato la sua esperinza nel deserto tentato da Satana ai suoi discepoli.

Davvero Satana era nel deserto e tentava Gesù, ed usava tutti i suoi poteri, riusciva a trasportare Gesù

su alture, monte, pinnacolo del Tempio.

Gesù ha voluto affrontare il nemico, era guidato dallo Spirito Santo; Luca 4: 1-2

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto 2dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo.

Vediamo che non è l’unica volta che Gesù incontra Satana; Luca: 10: 18

18Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore”

Satana non ha alcun potere su Gesù; Giovanni; 14: 30

30″Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me”

Quindi sebbene Satana usasse tutti i suoi poteri a provocare Gesù, non poteva ottenere nulla.

Vediamo che Gesù poteva avere solo tentazioni esteriori e non interiori, infatti le tentazioni interiori sono peccato per Gesù; Matteo 5: 27-30

27Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; 28ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

29Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri,

piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo,

tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

Matteo 15: 8-20; 18″Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo.

 19Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultéri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.

20Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo”

Gesù non è solo con Satana, ma vediamo che insieme a Gesù ci sono anche gli Angeli; Marco 1: 12-13

12Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.

Il deserto era il luogo adatto per pregare, meditare, ed anche affrontare le potenze del male, lontano dalla gente.

Quaranta giorni, come i  quaranta anni nel deserto del popolo ebraico.

La prima tentazione , significa che Satana sfida Gesù  ad impiegare il potere taumaturgico per ottenere del pane e soddisfare la sua fame.

La seconda tentazione, significa che Satana sfida Gesù ad una prova Messianica.

La terza tentazione, sinifica che Satana  non avendo ottenuto nulla, offre a Gesù il potere temporale, regnare su tutte le nazioni,

in cambio di esserre adorato, Gesù a questo punto scaccia via il tentatore.

Mentre in Marco le tentazioni non sono specificate in Matteo sono tre, e in Luca di più ; Luca 4: 13

13Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

Se erano più di tre, saranno state tutte sfide riguardo la divinità di Gesù e la sua obbedienza al Padre, e la sua opera messianica.

Comunque le più importante restano le tre raccontate sia da Matteo che da Luca.

Queste tre Gesù vuole che conosciamo e comprendiamo.

Ora mentre Satana non ha potere su Gesù, ha invece molto potere su di noi, per questo Gesù ci insgna a convertirci e pregare; Matteo 26: 41

41″Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.

Vediamo che Gesù esorcizzava i posseduti dal demonio e spiriti impuri, ci sono molti episodi nei Vangeli,  ne citiamo solo uno per esempio; Marco 1: 21-28

21Andarono a Cafàrnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento,

perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. 23Allora un uomo che era nella sinagoga,

posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: 24“Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci!

 Io so chi tu sei: il santo di Dio”. 25E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo”. 26E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità.

 Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”. 28La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

Ora Gesù aveva dato il potere di esorcizzare anche ai suoi Apostoli; Luca 10: 17-20

17I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome”.

18Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico;

 nulla vi potrà danneggiare. 20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.

Dopo la sua resurrezione Gesù manda i suoi Apostoli nel mondo a convertire, guarire ed esorcizzare; Marco 16: 14-20

14Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.

15Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.

17E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano i serpenti e,

se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

19Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.

20Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.

Citazioni Bibbia

http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/00_indic.htm

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7 commenti »

  1. Gesù non voleva o non poteva peccare?
    ——————————————————————————–

    San Tommaso d’Aquino affronta la questione nell’articolo 15 della parte III della Summa Theologiae.

    Questa in sintesi la risposta del Doctor angelicus:

    – Anche se Cristo è stato tentato dal demonio (art. 1) Egli «non assunse in nessun modo la miseria del peccato né originale né attuale» (art. 1, s.c.). E di questo eravamo certi già in precedenza.

    – L’Aquinate insegna anche che «in Cristo non c’era il fomite del peccato» dato che «lo Spirito Santo esclude il peccato e l’inclinazione al peccato, implicita nel termine fomite» (art. 2, s.c.).
    Per «fomite del peccato» si intende l’«inclinazione dell’appetito sensitivo a oggetti che sono contro la ragione» (art. 2, s.c.), la «ricerca del piacere fuori dell’ordine razionale» (art. 2, a. 2).
    La terza soluzione delle difficoltà proposta da san Tommaso mi sembra risolutiva del quesito posto da Solennio: «Una certa fortezza lo spirito la dimostra resistendo alla concupiscenza della carne quando gli si oppone, ma esso dimostra una fortezza maggiore quando la reprime totalmente così da eliminarne le brame disordinate. Questa era appunto la condizione di Cristo, il cui spirito aveva raggiunto il sommo grado della fortezza. E sebbene egli non abbia dovuto sostenere il combattimento inferiore del fomite, subì però la lotta esterna del mondo e del diavolo, trionfando dei quali meritò la corona della vittoria» (art. 2, a. 3).

    Consiglio vivamente, qualora fosse possibile, la consultazione della Summa. È assai raro vi siano questioni analoghe non affrontate da san Tommaso.
    __________________
    PROVA: A) – dalla Scrittura: ci consta che Gesù fu 1) immune dal peccato originale: «Quello che
    nascerà da te Santo, si chiamerà il Figlio di Dio» (Lc. 1,35).
    2) fu immune dal peccato attuale: «Le cose che piacciono a Lui, faccio sempre» (Gv. 8,29). Fare
    ciò che vuole il Padre, significa eseguire la sua volontà e non trasgredirla. Per cui Gesù poteva ripetere:
    «Chi di voi mi potrà incolpare di peccato?» (Gv. 8, 46). S. Paolo dirà che è «Pontefice santo, innocente,
    senza macchia, segregato dai peccatori» (Ebr. 4,15) e S. Pietro: «Che non fece peccato nè si è trovato
    inganno nella sua bocca» (1, Pt. 2,22). Tutti questi passi ed altri ancora ci dicono la sua «impeccanza» e al
    tempo stesso ci fanno intuire che oltre a essere di fatto immune dal peccato, era immune anche dalla
    possibilità di peccare.
    B) – dai Padri. S. Ippolito (Contra Noet. 17): «È stato fatto ciò che l’uomo è, eccetto il peccato».
    S. Cirillo di Alessandria (In Joan. 8, 29): «Ha avuto in sorte l’esimia prerogativa della natura divina e cioè
    di non poter peccare».
    C) – ragione teologica. Qualunque peccato o anche la semplice possibilità di peccare, costituisce
    l’uomo peccatore. Ma la Persona di Cristo, essendo divina non può essere di un peccatore. Dunque in
    Cristo non fu né poteva essere il peccato.
    Mentre gli Scotisti pongono la ragione della impeccabilità del Cristo nella visione intuitiva (chi
    véde Dio non può non amarlo come supremo bene), S. Tommaso e la maggioranza dei Teologi la pongono
    nel fatto della Unione Ipostatica. Il merito o demerito delle azioni dipende e ridonda nella persona:
    perciò Cristo, essendo Dio non poteva commettere peccato.
    Per questo Cristo fu immune anche da ogni imperfezione morale e da ogni moto disordinato
    della concupiscenza, anzi non ebbe nemmeno il fornite della concupiscenza.
    La concupiscenza e il suo fomite sono una conseguenza del peccato originale. Anche la Madonna è impeccabile e conserva il libero arbitrio.

    http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=6105

    Commento di mirabilissimo100 — febbraio 23, 2010 @ 10:38 am

  2. EBREI PER GESU’

    GESU’ L’AGNELLO DI DIO IL SALVATORE DEL MONDO

    Riflessione di Simone Oren esperto nelle Sacre Scritture

    ====================================

    Dall’Angelo del Signore sappiamo che Gesù è nato in questo mondo
    per salvare il suo popolo dai suoi peccati.

    “Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria,
    la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo.
    Essa partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i suoi peccati”.
    (Matteo; 1: 20-21)
    Gesù era senza peccato, ma quando venne il tempo si recò da Giovanni il Battezzatore,
    con umiltà, ma Giovanni in virtù dello Spirito Santo, sapeva che Gesù era senza peccato e Santo
    e non voleva battezzarlo.

    In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne fino al fiume Giordano e si avvicinò a Giovanni per farsi battezzare da lui.
    Ma Giovanni non voleva e cercava di convincerlo dicendo: – Sono io che avrei bisogno di essere battezzato da te; e tu invece vieni da me?
    Ma Gesù rispose:
    Lascia fare, per ora. Perché è bene che noi facciamo così la volontà di Dio sino in fondo.
    Allora Giovanni accettò.
    (Matteo; 3: 13-15)

    Comunque Gesù risalì subito dall’acqua, perché non aveva peccati da confessare.

    Appena battezzato, Gesù usci dall’acqua. All’improvviso il cielo si aprì, ed egli vide lo Spirito di Dio il quale,
    come una colomba, scendeva su di lui.
    E dal cielo venne una voce: “Questo è il Figlio mio, che io amo. Io l’ho mandato”.
    (Matteo; 3: 16-17)

    Qualche giorno dopo Giovanni testimonierà che Gesù è il Messia il Figlio di Dio.

    Il giorno dopo, Giovanni vede Gesù venire verso di lui, e dice: “Ecco l’Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo.
    parlavo di lui quando dicevo: dopo di me viene uno che è più grande di me, perché esisteva già prima di me.
    Anch’io non lo conoscevo, tuttavia Dio mi ha mandato a battezzare con acqua, per farlo conoscere al popolo d’Israele”.
    Poi Giovanni portò questa testimonianza: “Ho visto lo Spirito di Dio scendere come colomba dal cielo, e rimanere sopra di lui.
    Anch’io non lo conoscevo quando Dio mi mandò a battezzare con acqua, ma Dio mi disse:
    “Vedrai lo Spirito scendere e fermarsi su un uomo – è lui che battezzerà con Spirito Santo”.
    Ebbene, io l’ho visto accadere, e posso testimoniare che Gesù è il Figlio di Dio”.
    Il giorno seguente Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli. passò Gesù.
    Giovanni lo guardò e disse: “Ecco l’Agnello di Dio”.
    (Giovanni; 1: 29-36)

    Gesù insegnò che era il Pane Celeste.

    Io sono il pane che dà la vita. I vostri antenati, nel deserto, mangiarono la manna e poi morirono ugualmente;
    invece, il pane venuto dal cielo è diverso: chi ne mangia non morirà.

    Io sono il pane, quello vivo, venuto dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà per sempre.
    Il pane che io gli darò è il mio corpo, dato perché il mondo abbia la vita.
    ( Giovanni; 6: 48- 51)

    Gesù poi la notte che fù tradito celebrò la Pasqua con i suoi Apostoli e completò l’insegnamento di questa verità.

    Quando venne l’ora per la cena pasquale, Gesù si mise a tavola con i suoi apostoli. Poi disse loro:
    “Ho tanto desiderato fare questa cena pasquale con voi prima di soffrire. Vi assicuro che non celebrerò più la Pasqua,
    fino a quando non si realizzerà nel regno di Dio”. Poi Gesù prese un calice, ringraziò Dio e disse:
    “Prendete questo calice e fatelo passare tra di voi. Vi assicuro che da questo momento non berrò più vino fino a quando non verrà il regno di Dio”.
    Poi prese il pane, fece la preghiera di ringraziamento, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli e disse:
    “Questo è il mio corpo, che viene offerto per voi. Fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo,
    alla fine della cena, offrì loro il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio sangue, offerto per voi”.
    (Luca; 22: 14-20)

    Citazioni Bibbia Tilc

    http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it

    Commento di mirabilissimo100 — febbraio 23, 2010 @ 10:41 am

  3. STUDIO BIBLICO

    GESU’ SENZA PECCATO
    Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti

    II Corinzi
    5,21] Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore,
    perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.

    I Pietro 2
    21] A questo infatti siete stati chiamati, poiché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme:

    [22] egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca,

    [23] oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia.

    [24] Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia;

    [25] dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime.

    I Giovanni 3
    [4] Chiunque commette il peccato, commette anche violazione della legge, perché il peccato è violazione della legge.

    [5] Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v’è peccato.

    [6] Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non lo ha visto né l’ha conosciuto.

    Citazioni Bibbia:

    http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

    http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

    Commento di mirabilissimo100 — febbraio 23, 2010 @ 10:47 am

  4. STUDIO BIBLICO

    L’IMPECCABILITA’ DI GESU’
    Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti

    **********************************************
    Gesù ha sofferto tanto; persecuzioni, incomprensioni, tradimento, arresto,
    processo, flagellazione, crocifissione e morte, le soffernze sono prove,
    ma non sono tentazioni.
    La tentazione è una spinta a commettere il peccato, a trasghedire la legge Divina.

    *********************************************

    LE TENTAZIONI DI GESU’

    Gesù ha affrontato diverse tentazioni, il demonio nel deserto; V.Matteo: 4, 1-11,
    scribi e farisei che lo volevano mettere alla prova; V.Matteo: 16, 1; 22, 15,
    e perfino il suo Apostolo Pietro si è fatto strumento di tentazione; V,Matteo: 16, 22-23.
    Perfino Gesù era provocato quando si trovava in croce; V.Matteo: 27, 39-44.
    Comunque tutte queste tentazioni sono tentazioni esterne, non provengono dall’ interno
    del Signore Gesù, ma dall’esterno, da altre persone e circostanze.
    Infatti Gesù insegna che le tentazioni interiori sono peccato; V.Matteo: 5, 27-30;
    15, 18-20.
    Se le tentazioni interiori sono peccato, Gesù non poteva averle, perché Gesù non poteva
    peccare.
    *************************************

    Dalla Scrittura: ci consta che Gesù fu immune dal peccato originale:
    «Quello che nascerà da te Santo, si chiamerà il Figlio di Dio» V.Luca: 1,35.
    Fu immune dal peccato attuale: «Le cose che piacciono a Lui, faccio sempre» V.Giovanni: 8,29.
    Fare ciò che vuole il Padre, significa eseguire la sua volontà e non trasgredirla. Per cui Gesù poteva ripetere:
    «Chi di voi mi potrà incolpare di peccato?» V.Giovanni: 8, 46.
    S. Paolo dirà che Gesù è «Pontefice santo, innocente, senza macchia, segregato dai peccatori» E.Ebrei: 4,15;
    e S. Pietro: «Che non fece peccato nè si è trovato inganno nella sua bocca» 1, Pietro: 2,22.
    Tutti questi passi ed altri ancora ci dicono la sua «impeccanza» e al tempo stesso ci fanno intuire che oltre
    a essere di fatto immune dal peccato, era immune anche dalla possibilità di peccare.

    Dai Padri sappiamo;
    S. Ippolito (Contra Noet. 17): «È stato fatto ciò che l’uomo è, eccetto il peccato».
    S. Cirillo di Alessandria (In Joan. 8, 29): «Ha avuto in sorte l’esimia prerogativa della natura divina e cioè
    di non poter peccare».
    Qualunque peccato o anche la semplice possibilità di peccare, costituisce
    l’uomo peccatore. Ma la Persona di Cristo, essendo divina non può essere di un peccatore. Dunque in
    Cristo non fu né poteva essere il peccato.

    Mentre gli Scotisti pongono la ragione della impeccabilità del Cristo nella visione intuitiva
    (chi véde Dio non può non amarlo come supremo bene),
    S. Tommaso e la maggioranza dei Teologi la pongono
    nel fatto della Unione Ipostatica. Il merito o demerito delle azioni dipende e ridonda nella persona:
    perciò Cristo, essendo Dio non poteva commettere peccato.

    San Tommaso d’Aquino affronta la questione nell’articolo 15 della parte III della Summa Theologiae.

    Questa in sintesi la risposta del Doctor angelicus: Anche se Cristo è stato tentato dal demonio,
    Egli «non assunse in nessun modo la miseria del peccato né originale né attuale» .
    San Tommaso d’Aquino ; «Una certa fortezza lo spirito la dimostra resistendo alla concupiscenza della carne quando gli si oppone,
    ma esso dimostra una fortezza maggiore quando la reprime totalmente così da eliminarne le brame disordinate.
    Questa era appunto la condizione di Cristo, il cui spirito aveva raggiunto il sommo grado della fortezza.
    E sebbene egli non abbia dovuto sostenere il combattimento inferiore del fomite, subì però la lotta esterna del mondo e del diavolo,
    trionfando dei quali meritò la corona della vittoria» .
    L’Aquinate insegna anche che «in Cristo non c’era il fomite del peccato» dato che «lo Spirito Santo esclude il peccato e l’inclinazione al peccato,
    implicita nel termine fomite» .
    Per «fomite del peccato» si intende l’«inclinazione dell’appetito sensitivo a oggetti che sono contro la ragione» ,
    la «ricerca del piacere fuori dell’ordine razionale» .

    Per questo Cristo fu immune anche da ogni imperfezione morale e da ogni moto disordinato
    della concupiscenza, anzi non ebbe nemmeno il fornite della concupiscenza.
    La concupiscenza e il suo fomite sono una conseguenza del peccato originale.

    Infine Gesù non poteva peccare per la semplice ragione che Egli è PERSONA DIVINA.

    http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

    Commento di mirabilissimo100 — febbraio 23, 2010 @ 11:44 am

  5. PERCHE’ GESU’ E’ STATO MESSO ALLA PROVA

    Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes studiosi biblisti

    **************************************************

    Gesù è vissuto in questo mondo durante la sua permanenza terrena soffrendo tante prove;
    incomprensione dei suoi fratelli, persecuzioni, calunnie, tradimento, arresto, flagelli,
    insulti, torture,crocifissione e morte.

    Nella Lettera agli Ebrei viene spiegato il perché Gesù è stato messo alla prova.

    Ebrei 1: 1-4

    [1] Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente,

    [2] in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.

    [3] Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola,
    dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell’alto dei cieli,

    [4] ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.

    Ebrei 2:9-18

    [9] Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto,
    perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.

    [10] Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza.

    [11] Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli,

    [12] dicendo:
    Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
    in mezzo all’assemblea canterò le tue lodi;

    [13] e ancora:
    Io metterò la mia fiducia in lui;
    e inoltre:
    Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato.

    [14] Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo,

    [15] e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.

    [16] Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura.

    [17] Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.

    [18] Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

    Ebrei 4: 14-16
    [14] Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.

    [15] Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato.

    [16] Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.

    Ebrei 5: 1-10

    [1] Ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.

    [2] In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anch’egli rivestito di debolezza;

    [3] proprio a causa di questa anche per se stesso deve offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo.

    [4] Nessuno può attribuire a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne.

    [5] Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse:
    Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.

    [6] Come in un altro passo dice:
    Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek.

    [7] Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà;

    [8] pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì

    [9] e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono,

    [10] essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek.

    Quindi Gesù è il Sommo Sacerdote Eterno

    Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità,
    essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato.

    Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria,
    rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza.

    Conclusione:
    Gesù con la sua vita di prove e sofferenze, ci indica che questa è l’unica via di salvezza,
    senza prove e soffferenze non ci può essere santità, perfezione e salvezza.

    N.B
    Provare viene tradotto dal latino Tentare, tentare in latino aveva il significato di provare e non tanto tentare.
    Molte Bibbie oggi usano il termine Tentare invece di Provare, rendendo il testo confuso ed errato.
    Infatti mentre Provare si riferisce a sofferenze, oggi Tentare si rifeisce a provocare,e incitameto a peccare.

    Citazioni Bibbia

    http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

    http://groups.google.com/group/studio-biblico?hl=it

    Commento di mirabilissimo100 — marzo 10, 2011 @ 6:23 pm

  6. GESU’ AL GETSEMANI

    GESU’ AL GETSEMANI

    Riflessione di Sergiopaolo Falbo

    Gesu’ nel Getsemani soffrì molto,
    Lui sapeva che cosa gli stava accadendo, umiliazini infinite, tradimento, abbandono, arresto, e per un pò i perfidi sacerdoti e farisei avrebbero vinto su di lui,
    come avrebbero sofferto sua madre e i suoi fratelli e i discepoli nel vederlo flagelllato e ferito , denudato e crocifisso.
    Gesù è perfettissimo, se pregava e provava angoscia difronte a questa cosa è normale,
    degli psichiatri trovano il comportamento di Gesù razionale, e quello di Socrate e certi martiri cristiani che spontaneamente si facevano uccidere,
    comportamenti paranoici, deliranti, che presentano uno spiccato autolesionismo schizoide tipico dei suicidi.
    Ma Gesù bisogna leggerlo da tutte le angolature del Novo Testamento. In Luca dice che non vede l’ora di ricevre questo battesimo;
    V.Luca:12,50. Nel Vangelo di Giovannni Gesù appare molto risoluto e senza timore, non dice passi il calice ma dice;
    V.Giovanni: 12,27-“Ora la mia anima è turbata, e che cosa devo dire?….Padre salvami da quest’ora?
    Ma proprio per questo sono venuto a quest’ora. Padre,glorifica il tuo Nome!”.
    V.Giovanni: 18,11-” Metti la spada nel fodero. Non dovrò forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”
    Ecco che se si legge tutto su Gesù, il quadro che ne esce non è quello di un fifone,
    ma Gesù non teme le sofferenze fisiche, avendo la natura divina (Ricordiamo la trasfigurazione V.Matteo: 17,1-9),
    Gesù soffre per le umiliazioni, era l’ora delle tenebre e ora Lui diventava agli occhi di tutti un fallito, chissà come soffriva Gesù in croce
    sentendo dire alla gente di scendere dalla croce. Ma ecco un particolare sconvolgente Gesù ha obbedito al Padre
    ed è morto per admpiere le scritture, V.Matteo: 26,54 e 24,56,
    infattti Gesù se voleva poteva anche non morire crocifisso, ecco cosa dichiara;
    V.Matteo:26,52-53-“Rimetti la tua spada al suo posto, poiché tutti quelli che mettono mano alla spada ,di spada periranno.
    O CREDI CHE IO NON POSSA PREGARE IL PADRE MIO CHE MANDI SUBITO IN MIA DIFESA PIU’ DI DODICI LEGIONI DI ANGELI?”.

    Quindi Gesù è il figlio di Dio è sempre salvo, poveri noi invece che non conosciamo il nostro destino
    e nel momento del bisogno facciamo cose errate come perdere la fede o essere pessimisti o scoraggiarci troppo,
    e perfino facilitare la cattiva sorte.
    Basta criticare Gesù come un fifone, un debole, sono bestemmie he pronunciano quelli ignoranti della Parola di Dio.
    Concludiamo con un passo del Vangelo di Giovannni che chiarisce tutto: V.Giovanni:18,36-” Il mio regno non è di questo mondo.
    Se di questo mondo fosse il mio regno, le mie guardie avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei.Ora, il mio regno non è di qui”.
    Ecco Gesù ci fa capire che questo mondo è governato da Satana, ed anche per questo le
    cose dovevano andare in quel modo come era stato profetizzato.

    Citazioni Bibbia interconfessionale

    https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

    https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/gesu-al-getsemani

    Commento di mirabilissimo100 — marzo 12, 2011 @ 4:29 pm

  7. L’ORA DELLE TENEBRE

    A cura di Sergiopaolo Falbo

    L’ORA DELLE TENEBRE
    Satana,lascio Gesù dopo averlo tentato nel deserto, ma in LUCA :4,13-Satana è detto
    che ritornerà al tempo opportuno.
    Infatti ecco arriva l’ora delle tenebre;

    LUCA: 22,31-53.

    Annunzio del ritorno e del ringraziamento di Pietro
    22,[31]Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; [32]ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». [33]E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte». [34]Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi».

    L’ora del combattimento decisivo
    [35]Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». [36]Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. [37]Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». [38]Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».

    Sul monte degli Ulivi
    [39]Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. [40]Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». [41]Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: [42]«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». [43]Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. [44]In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. [45]Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. [46]E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

    L’arresto di Gesù
    [47]Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. [48]Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?». [49]Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». [50]E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. [51]Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l’orecchio, lo guarì. [52]Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? [53]Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre».

    GIUDA APOSTOLO E TRADITORE.
    Gesù aveva predetto che un suo apostolo era un diavolo; V.GIOVANNI: 6,70.
    Ecco che arriva il giorno del tradimento;

    V.LUCA: 22,1-6;
    Complotto contro Gesù e tradimento di Giuda
    [1]Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, [2]e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo,

    poiché temevano il popolo. [3]Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici.

    [4]Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

    [5]Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. [6]Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

    L’Apostolo Giovanni, ci descrive Giuda come un ladro;V.GIOVANNI: 12,6.

    Gesù, dice che si doveva compiere la scrittura:,V.GIOVANNI: 13,18 ” Colui che mangia il mio pane, ha levato contro i me il suo calcagno”.

    Gesù definisce Giuda come il figlio della perdizione; V.GIOVANNI: !7,12.

    Si presenta un occasione che spinge Giuda a tradire Gesù; V.GIOVANNI: 12,1-8;

    L’unzione di Betania
    [1]Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.

    [2]Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.

    [3]Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso,

    cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento.

    [4]Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo,

    disse: [5]«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?».

    [6]Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa,

    prendeva quello che vi mettevano dentro. [7]Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

    [8]I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

    Quindi Giuda è spinto a tradire Gesù; V.MATTEO: 26,14-16;

    Il tradimento di Giuda
    [14]Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti [15]e disse:

    «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento.

    [16]Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.

    LA SANTA CENA DAL VANGELO DI MATTEO: 26,17-35;

    Preparativi del pasto pasquale
    [17]Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:

    «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?». [18]Ed egli rispose:

    «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino;

    farò la Pasqua da te con i miei discepoli». [19]I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

    Annunzio del tradimento di Giuda
    [20]Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. [21]Mentre mangiavano disse:

    «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». [22]Ed essi, addolorati profondamente,

    incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». [23]Ed egli rispose:

    «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. [24]Il Figlio dell’uomo se ne va,

    come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito;

    sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». [25]Giuda, il traditore, disse:

    «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

    Istituzione dell’Eucaristia
    [26]Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione,

    lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo».

    [27]Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti,

    [28]perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.

    [29]Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».

    Predizione del rinnegamento di Pietro
    [30]E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. [31]Allora Gesù disse loro:

    «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti:

    Percuoterò il pastore
    e saranno disperse le pecore del gregge,

    [32]ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea». [33]E Pietro gli disse:

    «Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai». [34]Gli disse Gesù:

    «In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte».

    [35]E Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.

    Gesù è stato tradito dal suo Apolstolo Giuda, questo era stato predetto; V.GIOVANNI: 13,18.
    Ma chi è il colpevole per la morte di Gesù a parte l’apostolo indemoniato Giuda ?
    Questo lo vediamo nel;V.GIOVANNI: 19,10-12;

    Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?».
    [11]Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto.
    Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande».

    Nel processo si nota con chiarezza che Pilato vuole liberare Gesù ma i giudei sono ostinati contro Gesù; V.LUCA: 23,1-25

    Luca – Capitolo 23

    Gesù davanti a Pilato
    [1]Tutta l’assemblea si alzò, lo condussero da Pilato [2]e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re». [3]Pilato lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». [4]Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in quest’uomo». [5]Ma essi insistevano: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea fino a qui».

    [6]Udito ciò, Pilato domandò se era Galileo [7]e, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

    Gesù davanti a Erode
    [8]Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. [9]Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. [10]C’erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. [11]Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato. [12]In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c’era stata inimicizia tra loro.

    Gesù di nuovo davanti a Pilato
    [13]Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, [14]disse: «Mi avete portato quest’uomo come sobillatore del popolo; ecco, l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; [15]e neanche Erode, infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. [16]Perciò, dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò». [17]. [18]Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «A morte costui! Dacci libero Barabba!». [19]Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio.

    [20]Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. [21]Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». [22]Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». [23]Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. [24]Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. [25]Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

    I giudei perfino si mandano una maledizione, tanto odiano Gesù; V.MATTEO: 27,24-25;

    [24]Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». [25]E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli».

    Durante la Santa Cena, Gesù spiega perchè si fa crocifiggere; V.LUCA: 22,19-20;

    Istituzione dell’Eucaristia
    [19]Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi;

    fate questo in memoria di me». [20]Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo:

    «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

    Ma Gesù deve obbedire al Padre e sottoporsi alla sofferenza anche per adempiere le scritture; V.MATTEO: 26,51-56;

    [51]Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.

    [52]Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.

    [53]Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?

    [54]Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?».

    [55]In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Siete usciti come contro un brigante,

    con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato.

    [56]Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.

    Gesù aveva preparato i suoi discepoli alla sua morte dolorosa, con degli annunci.

    V.MATTEO :16,20-23;

    Primo annunzio della passione
    [21]Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare

    a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi,

    e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. [22]Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò

    a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». [23]Ma egli,

    voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

    V.MATTEO :17,22-23;

    Secondo annunzio della passione
    [22]Mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato

    nelle mani degli uomini [23]e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.

    V.MATTEO: 20,17-19;

    Terzo annunzio della passione
    [17]Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici e lungo la via disse loro:

    [18]«Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi

    sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte [19]e lo consegneranno ai pagani

    perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà».

    LETTERA AI FILIPPESI: 2,5-8-“Abbiate in voi gli stessi sentimenti he furono in Cristo Gesù,
    il quale,pur esendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
    ma spoglio se stesso,assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini;
    apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte in croce”.
    Gesù dichiara che per questo sacrificio è vnuto al mondo; V.GIOVANNI: 12,23-30;

    [23]Gesù rispose: «E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. [24]In verità, in verità vi dico:
    se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
    [25]Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
    [26]Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.
    [27]Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!
    [28]Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».
    [29]La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano:

    «Un angelo gli ha parlato». [30]Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi.

    Gesù dichiara che non vede l’ora di affrontare il sacrificio; V.LUCA: 12,49-50;

    Gesù e la sua passione
    [49]Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gia acceso!

    [50]C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

    Gesù vuole obbedire al padre fino alla morte, e chiama Satana chi l vorrebbe dissuadere; V.MATTEO: 16,21-23;

    [21]Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto

    da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.

    [22]Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai».

    [23]Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

    Vediamo che Gesù, al Getsemani prega con angoscia che passi da lui il calice,ma ecco che non vuole che sia fatta la sua volontà,

    ma vuole che sia fatta la volontà del Padre;

    V.MATTEO:26,36-46;

    Al Getsemani
    [36]Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli:

    «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». [37]E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo,

    cominciò a provare tristezza e angoscia. [38]Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte;

    restate qui e vegliate con me». [39]E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo:

    «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

    [40]Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?

    [41]Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».

    [42]E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva,

    sia fatta la tua volontà». [43]E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti.

    [44]E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.

    [45]Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo

    sarà consegnato in mano ai peccatori. [46]Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina».

    Gesù passato il momento di preghiera, con ardore si avvia verso la dolorosa morte; V.GIOVANNI: 18,3-11;

    [3]Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei,

    si recò là con lanterne, torce e armi. [4]Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere,

    si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». [5]Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù:

    «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. [6]Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra.

    [7]Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». [8]Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io.

    Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano». [9]Perché s’adempisse la parola che egli aveva detto:

    «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». [10]Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e

    colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. [11]Gesù allora disse a Pietro:

    «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?».

    Bibbia Cei

    http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home

    Commento di mirabilissimo100 — marzo 14, 2011 @ 4:29 pm


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