Mirabilissimo100′s Weblog

dicembre 26, 2010

NATALE IN INDIA

Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 10:11 am

Natale in India
tra festa e pregiudizio

Ecco qua che la festa cristiana del Natale è diventata di tutti. I “Capital City Minstrels”, un gruppo canoro molto famoso a Delhi, è la prova vivente di quanto questa festività, una volta riservata solo a chi crede che Gesù Cristo sia il figlio di Dio, sia ormai molto diffusa

Times of India, 24 dicembre 2010

Natale in India, tra festa e pregiudizio

Ecco qua che la festa cristiana del Natale è diventata di tutti.
I “Capital City Minstrels”, un gruppo canoro molto famoso a Delhi, è la prova vivente di quanto questa festività, una volta riservata solo a chi crede che Gesù Cristo sia il figlio di Dio, sia ormai molto diffusa. Prabhsharan Singh Kang, un Sikh praticante, fa parte di quel coro ormai da undici anni e dichiara con gioia che l’appartenere a quel gruppo musicale è “la più bella cosa che gli è capitata nella vita, che lo fa rimanere giovane e che lo aiuta a sopportare le fatiche quotidiane”.
Maxwell Pereira, ex capo della polizia municipale di Delhi, fa parte del coro da sempre e ci dice che, per avere un quadro esatto della situazione, basta ricordare che quando fu fondato, sedici anni fa, i componenti non cristiani erano solo il 20%, oggi sono la metà.
I motivi di tanto successo sono vari, primo fra tutti il valore commerciale del Natale. Come per quello di Diwali, la principale festa Hindu, quello natalizio è un periodo nel quale le famiglie hanno una grande predisposizione a spendere, e gran parte delle attività commerciali indiane si sono ben adattate a questo doppione dell’impegno festivo, che comunque sempre soldi porta.
Nel celeberrimo mercato delle spezie di Delhi, Khari Baoli, i negozianti hanno imparato a vendere pacchetti di frutta secca per i dolci natalizi da fare a casa. Si potrebbe anche dire che quei pacchettini sono così carini che fanno venire voglia a tutti, anche ai non cristiani, di preparare un bel “panettone” fatto in casa.
A Bangalore, i buoni acquisto e gli sconti fanno del Natale un periodo gioioso per molti. Per Kabir Lumba, per esempio, manager della catena Landamark Group, il Natale rappresenta il 10-11% di vendite in più. “Natale è andato ben oltre qualsiasi appartenenza religiosa”, ci dice contento. Per Koshy, oramai specializzato in merci natalizie, gli affari di stagione cominciano già verso la fine di novembre, e i suoi clienti non sono affatto solo cristiani.
Al Police Bazaar di Shillong, poi, il periodo di Natale è diventato il periodo migliore per pubblicare un nuovo CD, specialmente di nuove versioni di canzoni natalizie ad opera di qualche gruppo locale.
C’è anche un altro aspetto della vicenda, che va in senso contrario rispetto a quanto raccontato finora, con un tocco di contaminazione tra religioni. Per le tribù cristiane di Jarkharand Natale significa “bhajan” e “arsa”, dolci fatti di jaggery, una pasta di zucchero di canna, e farina di riso.
In alcune zone del Chota Nagpur, la sera della vigilia, gli anziani della famiglia vanno in giro per il vicinato e si fanno regalare la farina, con la quale il giorno dopo verrà preparato il “khullai roti”, il pane di casa, che sarà nascosto nella caccia al tesoro organizzata per i bambini. Chi lo trova riceverà auguri di felicità e dei regali.
Vediamo, però, se in qualche modo è anche cambiata la percezione dell’indiano cristiano, sempre considerato un po’ come un “effetto collaterale” degenerato e dissoluto del colonialismo. La risposta è no, o almeno non del tutto, ci dicono gli esperti, anche se quel tipo di percezione è basata su un falso approccio alla materia.
Il sociologo TK Oommen rileva quanto sia sempre stato sbagliato considerare così l’intera comunità cristiana. “Esistono tre tipi di cristiani: quelli che si dicono discendenti di San Tommaso, uno degli Apostoli di Cristo di passaggio in India nel I Sec., i convertiti dalle minoranze residuali SC, ST e OBC (ovvero di bassa estrazione sociale, legata al vecchio sistema delle caste), e gli anglo-indiani. Circa il 67% dei cristiani appartengono al secondo gruppo”.
Il 70 per cento dei cristiani indiani vive nelle aree rurali e nelle piccole città. “L’India Meridionale, la regione nordorientale e le zone tribali del Chota Nagpur ospitano quasi il 90% dei cristiani indiani, mentre solo l’1% vive nelle pianure dell’Indo e del Gange” dice il sociologo. L’assimilazione è tale che nomi come Reshma, Nirmala e Sushm sono molto comuni.
Molti cristiani indiani celebrano anche l’ aarti Hindu, sottolinea Padre Dominic Emmanuel, portavoce dell’Arcidiocesi Cattolica di Delhi.
Comunque sia, la comunità cristiana è troppo variegata da poterla restringere a un’unica appartenenza di categoria, basti pensare che conta 252 denominazioni diverse, e che i cristiani del Kerala e del Tamil Nadhu sono completamente diversi dai correligionari tribali, da quelli del Dalit o da quelli che vivono nel nord-est.
Ecco perché, continua il sociologo, i cristiani non costituiscono motivo di disturbo né hanno influenza politica. Ma Roy Paul, ex componente della Commissione Union Public Services e ex ministro per l’aeronautica, sostiene che i “tranquilli cristiani” hanno di per sé una cultura più forte rispetto a chi appartiene ad altre comunità.
Padre Emmanuel, però, ci ricorda come sia noto che i cristiani gestiscono alcuni degli ospedali, delle scuole e delle ONG migliori di tutta l’India, anche se sempre guardati con sospetto perché accusati di proselitismo. “Il censimento ha valutato in un 2% la presenza cristiana in India” e gran parte del resto degli indiani temono  possano aumentare.

http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-1339f33e-2c9c-4d95-ad80-2b971f926e29.html

 

dicembre 25, 2010

SAVONA: RAGAZZO TROVATO MORTO DAL PADRE

Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 10:58 pm

Leggo.it

Sabato 25 Dicembre 2010  

SAVONA, 16ENNE S’IMPICCA:
PAPÁ LO TROVA SENZA VITA

Un ragazzo di 16 anni si è impiccato in un locale del condominio dove si trova l’abitazione dei genitori ad Albisola, nel levante savonese. Il corpo del ragazzo è stato trovato stamani dal padre che lo cercava da qualche giorno. Il ragazzo se n’era andato da casa qualche giorno fa ma solo il 23 dicembre i genitori ne hanno denunciato la scomparsa. La polizia ha avviato le ricerche anche tramite la microcella della telefonia mobile e con l’ausilio di protezione civile e vigili del fuoco, ricerche che sono proseguite fino a oggi quando il padre ha annunciato il ritrovamento del corpo del ragazzo. Il giovane tra l’altro aveva inviato alcuni sms ai genitori annunciando loro l’intenzione di uccidersi. Secondo quanto appreso, il giovane aveva già tentato di uccidersi con i barbiturici qualche mese fa.

FOGGIA: ROTTWEILER UCCIDE E DECAPITA UN ROMENO

Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 10:55 pm

Leggo.it

FOGGIA CHOC, DECAPITATO
DALLA CATENA DEL CANE

Sabato 25 Dicembre 2010  
 
Era l’unico che riusciva ad avvicinarsi ad un grosso rottweiler tenuto a guardia di una azienda agricola nelle campagne di Foggia e a lui era stato dato il compito di accudire l’animale. Ma l’ultima volta che Ion Mema, un romeno di 52 anni, si è avvicino al cane, questi lo ha aggredito buttandolo a terra. Ha poi cominciato a strattonare con violenza mentre la catena che lo teneva legato si è attorcigliata attorno al collo dell’uomo. Così Mema è stato prima strangolato e poi decapitato dalla violenza inconsapevole dell’animale che si è poi avventato sulla testa portandola a qualche centinaio di metri dal corpo. Non è ancora certo se la cosa sia avvenuta questa mattina o ieri sera. Il ritrovamento è stato fatto stamani da un altro dipendente dell’azienda che era andato nei campi a raccogliere i finocchi e ha scoperto lo scenario raccapricciante. È stata subito avvertita la polizia che è giunta sul posto insieme con il magistrato inquirente e il medico legale. Dalle analisi di quest’ultimo è stato possibile ricostruire l’ accaduto: sul corpo, infatti non c’erano altri segni di violenza mentre sul collo lacerato erano evidenti i segni lasciati dalla catena. Mema era da qualche anno regolarmente assunto dall’azienda agricola e, secondo, il racconto degli altri dipendenti, il compito di accudire il cane era stato dato a lui proprio perchè era l’unico che riuscisse ad avvicinarsi al rottweiler tenendolo calmo.

Filippine, attaccata una chiesa la sera della vigilia

Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 10:52 pm

tg1.rai.it

Filippine, attaccata una chiesa la sera della vigilia

La bomba è stata rivendicata da al Qaeda: almeno 11 i feriti, tutti civili.

MANILA (FILIPPINE)-  Un sacerdote e dieci fedeli sono rimasti feriti in una cappella all’interno di un accampamento della polizia nel sud delle Filippine, dove è esplosa una bomba durante la messa di Natale. L’ordigno era nascosto all’interno di una finestra per la ventilazione vicino al soffitto, che si trova nell’edificio dove sorge l’ufficio della polizia provinciale di Jolo, città nell’isola omonima.

ISOLA PRESIDIATA DA AL QAEDA. L’isola è ritenuta una roccaforte dei militanti di Abu Sayyaf, organizzazione terroristica legata da al Qaeda, ma non è chiaro chi ci sia dietro l’esplosione. Gli inquirenti hanno recuperato parti di un telefono cellulare che probabilmente è stato utilizzato come detonatore. Tutti i feriti erano civili.

sabato, 25 dicembre 2010
 

Nigeria, attacchi alle chiese durante la messa di Natale

Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 10:50 pm

tg1.rai.it

Nigeria, attacchi alle chiese durante la messa di Natale

 

Gli attentati da parte di presunti estremisti islamici la sera della vigilia: 6 vittime e una chiesa data alle fiamme. Almeno sette esplosioni a Jos hanno causato decine di morti e centinaia di feriti.

Nigeria, attacco ai cristiani

  • I cristiani sempre più sotto attacco, in troppi paesi. Alla vigilia di Natale la violenza contro di loro è esplosa in Nigeria, come era già accaduto in passato.
    Servizio di Marco Clementi dal Tg delle 20.00
  •  

    TRE ATTACCHI CONTRO LE CHIESE LA SERA DI NATALE. La sera della vigilia di Natale, durante la messa, uomini armati sospettati di appartenere alla setta Boko Haram, i “talebani” nigeriani, hanno sferrato tre attacchi contro chiese. Dietro l’attentato ci sarebbe la mano di presunti estremisti islamici. La notizia arriva da un portavoce dell’esercito nigeriano secondo cui l’aggressione è avvenuta in una zona del nord del Paese a maggioranza musulmana. La chiesa è stata data alle fiamme. “In un attacco compiuto contro una chiesa battista nella regione di Alamderi cinque fedeli tra i quali un pastore sono stati uccisi da uomini armati sospettati d’appartenere alla setta Boko Haram”, ha dichiarato il tenente Abubakar Abdullahi, aggiungendo che questo attacco è avvenuto nella città di Maiduguri, ritenuta un feudo dei talebani.

    SVENTATO UN ATTENTATO A MAIDUGURI. In un’altra parte di questa città, una guardia di sicurezza è stata uccisa da altri sospetti membri della setta Boko Haram, che hanno attaccato un’altra chiesa, ha aggiunto il portavoce. Soldati nigeriani, secondo la stessa fonte, sono riusciti a impedire un altro attacco contro una terza chiesa a Maiduguri.

    sabato, 25 dicembre 2010

     

    http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-fe0516ea-53cf-4f9a-9dce-2dbdee35cbf2.html#p2

    PAKISTAN: DONNA KAMIKAZE 45 MORTI

    Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 11:27 am

    Donna kamikaze in Pakistan, 45 morti

     

    Islamabad, 25-12-2010

    E’ di almeno 45 morti e oltre 70 feriti il bilancio provvisorio di un attentato suicida realizzato oggi da una donna in una zona tribale pachistana alla frontiera con il Pakistan denominata Bajaur Agency. Lo riferiscono le tv ad Islamabad.

    Lo scoppio è avvenuto alle 8,40 del mattino, quando oltre 1.000 persone erano ferme ad un posto di controllo della polizia davanti ad un ufficio del Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu nella Civil Colony di Khar, principale città della Bajaur Agency.

    Non sono chiare ancora le modalità dell’azione dell’attacco suicida, mentre nessun gruppo lo ha per il momento rivendicato.

    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=148631

    Natale a Betlemme

    Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 11:23 am

    Natale a Betlemme

    24/12 15:33 CET

    Al via le celebrazioni del Natale a Betlemme con l’arrivo del patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, che celebrerà la messa di mezzanotte alla presenza del presidente palestinese Mahmud Abbas.

    Quest’anno in Terra santa c‘è un’affluenza record di pellegrini e turisti. A Betlemme per il Natale ce ne sono 90mila, 20mila in più rispetto all’anno scorso. Questo malgrado il clima sempre più pesante per i cristiani in tutto il medioriente, punto culminante: il massacro del 31 ottobre scorso in una chiesa siriaco-cattolica di Baghdad, con un bilancio di 46 morti.

    Un clima di intolleranza che, nei territori palestinesi, si unisce ai problemi economici e a quelli legati alle restrizioni imposte dalle autorità israeliane. Tutto ciò spinge molti ad andarsene, tanto che in Terra Santa i cristiani sono ormai solo poco più dell’1% della popolazione.

    Copyright © 2010 euronews

    Tags: , ,

     

    http://it.euronews.net/2010/12/24/natale-a-betlemme/

    IRAQ: NATALE BLINDATO

    Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 11:21 am
    24/12/2010 – L’ombra di Al Qaeda sulle celebrazioni
    Natale da bersagli
    per i cristiani dell’Iraq
    Annullata la messa di mezzanotte, niente luminarie, chiese blindate.
    Messaggi di solidarietà dall’Italia per una comunità che sta scomparendo nel caos e nel terrore
     

    Niente decorazioni, niente alberi di Natale, niente messa di mezzanotte, cancellata la prevista “visita” di Babbo Natale a Baghdad. Sarà una notte di Natale da clandestini nel Paese dove il cristianesimo è arrivato con l’apostolo Tommaso e la fede conserva la varietà di riti del mondo antico: assiro nestoriano, siro-cattolico e siro-ortodosso. In Iraq tutte le cerimonie ufficiali e le celebrazioni sono state cancellate – per la prima volta dopo la pausa forzata della guerra nel 2003 – di fronte alle nuove minacce di Al Qaeda contro la piccola e sempre meno numerosa comunità cristiana.
    Quelli che i terroristi definiscono “bersagli legittimi” sono ormai 400-600 mila contro il milione e 400 mila anteguerra secondo il Dipartimento di Stato americano. L’invito al massacro natalizio è solo l’ultima goccia di un crescendo di attacchi, assassini e sparizioni, 65 attentati contro i luoghi di culto dal 2004 al 2009, un fine anno da incubo: il 15 dicembre a Mosul una ragazza è stata rapita da un gruppo di uomini armati che hanno fatto irruzione a casa sua, il 31 ottobre nell’assalto alla cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad erano stati uccisi una cinquantina di fedeli alla messa della domenica. Un assedio che ha reso le chiese irachene superstiti simili a fortezze circondate da muri e difese da telecamere, filo spinato e guardie armate. ”Non troviamo nei nostri cuori neanche la più piccola gioia per celebrare. La situazione dei cristiani è tremenda”, commenta l’arcivescovo caldeo Louis Sako di Kirkuk, destinatario di una lettera di minacce firmata dal «Ministero della guerra dello Stato islamico dell’Iraq», esprimendo un sentimento ormai diffuso tra i fedeli: chi resta non lo fa per scelta, ma perché non ha modo di emigrare. Anche i cristiani di Bassora, nel Sud, hanno scelto di non celebrare una festa che sembra aver perso ogni fascino. “E’ il nostro modo di protestare, ma abbiamo anche paura”, dichiara sul sito al-Sumaria il presidente della commissione per le minoranze religiose, Saad Petrus. Alla protezione invocata pochi giorni fa dagli esponenti della comunità irachena e sollecitata anche da Amnesty International il governo ha risposto promettendo “un dispiegamento di forze di polizia senza precedenti”. Ma nessuno si fida. Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International, denuncia uno stillicidio che logora i nervi: le famiglie cristiane sono bersaglio di lancio di razzi sulle loro abitazioni ma anche di minacce via mail o vergate a vernice sui muri del quartiere, i sequestri sono all’ordine del giorno, il 90 per cento degli studenti cristiani ha smesso di andare all’università e molti cristiani non osano uscire di casa nemmeno per recarsi al lavoro. L’unica zona relativamente sicura, dove infatti i cristiani si stanno concentrando, è il Kurdistan iracheno: 1.100 famiglie vi si sono rifugiate solo dopo l’attentato di fine ottobre, ma questo rischia di creare un’emergenza umanitaria.
    A Natale, durante la celebrazione della messa, rigorosamente diurna e blindata, verrano letti nelle chiese della capitale e del Paese i messaggi di pace e solidarietà raccolti in Italia dall’ong “Un ponte per” tra parrocchie, associazioni e religiosi. La speranza, in realtà sempre più esile, è che “il nuovo Iraq torni a essere quel mosaico di culture e religioni che lo ha reso nel passato un modello di pace e convivenza tra popoli”.
     
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=90&ID_articolo=500&ID_sezione=163&sezione=

     

    NATALE A BAGHDAD

    Archiviato in: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 11:19 am

    BAGHDAD Il Natale del parto

    di Alessandra Stoppa

    20/12/2010 – Non stanno preparandosi alle feste. Non sanno cosa sarà di loro domani. «Ma la nascità di Gesù non è un momento, è quello che ci fa vivere». Intervista a padre Mukhles, parroco nella chiesa della Domenica di Sangue
    Padre Mukhles Quriaqos (il primo, da sinistra).

    Padre Mukhles Quriaqos (il primo, da sinistra).

    È il parroco della chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Quella dell’attentato del 31 ottobre. La domenica che ha segnato per sempre la vita dei cristiani di Baghdad. Padre Mukhles Quriaqos, sacerdote da quattro anni, non sa dire che cosa sarà il domani. Né per sé, né per la sua gente. Questo per loro è «il Natale del parto», dove la nascita è mischiata alla morte. «Ma quando il dolore si mescola alla gioia crea una speranza».

    Come stanno vivendo i suoi fedeli?
    Ci chiedono cose materiali, per affrontare la vita, ma noi non possiamo rispondere a questo, possiamo solo dare la fede. I fedeli hanno bisogno di stabilità, sicurezza e pace, ma noi sacerdoti siamo i primi a vivere in modo non stabile.

    Come vi state preparando al Natale?
    Il Natale dopo il massacro ha un altro gusto. Ma la comunità non lo sta “preparando”: il Natale non è solo un momento, è quello per cui possiamo vivere. Per queste festività non ci sono tanti segni, simboli, come di solito prima, e proprio per il fatto che la nostra chiesa è ferita non lo festeggiamo come le altre volte, perché la comunità non vive la pace. Però può vivere il Natale, che è il fondamento delle feste: il Natale “si fa” nella fede, è un fondamento di fede. Di certo possiamo esprimere la nostra fede in modo più visibile, ma è difficilissimo farlo attualmente.

    Che cosa significa per voi «vivere la fede»?
    Il cristianesimo in Iraq ha delle radici forti, è una presenza dal primo secolo dopo Cristo. Ora, dopo quello che è successo, la fede è messa alla prova, ma così si chiariscono tante cose: se siamo veri cristiani – cristiani di fede – o cristiani solo di una religiosità esteriore. Il cristiano di fede è quello che sfida tutto con la sua fede, è proprio quello che cerca di costruire la sua famiglia dal di dentro, e non solo di cercare di uscire. Ed oggi la nostra identità come cristiani cade nella paura per tutto quello che viviamo: sia per gli attacchi alle chiese, che per l’azione degli uffici governativi che si dimostrano contro i cristiani. Ai miei fratelli accade di non poter lavorare, e nelle scuole i loro figli si sentono dire: «Siete miscredenti e impuri». Poi le prediche dei capi religiosi musulmani, ogni venerdì, riempiono la testa dei loro credenti di odio contro l’Occidente e contro i cristiani.

    Come affrontate tutto questo?
    Le condizioni dell’Iraq sono condizioni molto difficili. Il cristianesimo qui non ha vissuto il riposo, è stato sempre perseguitato, sia dall’interno che da fuori, perciò il nostro servizio è per Cristo: oggi togliamo il male con la nostra presenza e perseveranza e non sappiamo del domani, forse saremo uccisi. Ma per i cristiani, il sangue di Cristo salva gli uomini, anche attraverso il sangue dei nostri fratelli martiri, e crediamo che salverà tanti altri e forse salverà anche l’Iraq. Il sacrificio di Cristo è sacrificio vivo.

    Ma che cosa vuol dire per voi vivere questo sacrificio?
    Oggi il sacrificio non ha bisogno solo di parole, ma di vita da dare. Se abbiamo collegato il dolore con la croce, allora il dolore non rimane dolore, ma avrà un altro significato e la croce è per la Resurrezione. Ed oggi il nostro dolore è collegato al dolore di Gesù: oggi noi sentiamo sangue e dolore perché Gesù sale più di una volta sulla croce della chiesa in Iraq, allora noi superiamo il dolore affinché possiamo continuare quello che ha voluto Gesù Cristo e così il sangue non sia per la morte, ma per la vita. Oggi il nostro sangue è molto prezioso, ma non è più prezioso del sangue di Gesù che è stato versato per noi, perciò il nostro sangue lo diamo non per il male ma per il bene, con il nostro sangue coltiviamo il bene.

    Qual è la vostra speranza?
    La promessa di Cristo è che non ci lascerà mai, in ogni momento, e oggi sentiamo che non Dio ci ha lasciati, ma che noi lo abbiamo lasciato: per questo il nostro dolore è tanto, e chiediamo che ci tenga sotto la Sua cura. Infine, spero una cosa, che tutti quelli che leggeranno questa intervista, oltre a pregare, possano fare anche altro per salvare i cristiani dell’Iraq. Ogni giorno i nostri giovani soffrono e i nostri bambini e le donne vivono una grande paura, perciò oggi abbiamo bisogno di un forte aiuto da parte di tutti per passare alla riva della pace: abbiamo bisogno di uno sguardo serio verso la nostra comunità cristiana in Iraq, ma anche un sguardo vero e concreto verso il Cristianesimo nel mondo intero.

     
    Older Posts »

    The WordPress Classic Theme Blog su WordPress.com.

    Iscriviti

    Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

    Unisciti agli altri 25 follower