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aprile 27, 2011

SAI BABA: PARLANO I FUORIUSCITI

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Sathya Sai Baba

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Sai Baba: parlano i fuoriusciti

 

Omicidi irrisolti, denaro raccolto e mai utilizzato per gli scopi per il quale doveva essere impiegato, abusi e molestie sessuali, guarigioni fasulle, plagio, indagini insabbiate da funzionari compiacenti e molto altro.  A parlare molti ex che hanno vissuto negli ashrams di Sai Baba dell’India meridionale o membri per molti anni dell’Organizzazione Sathya Sai Bamba oppure semplici devoti, le cui testimonianze sono raccolte in un sito, www.exbaba.it, ricchissimo di materiale audio-video, e che con una petizione chiede a governi e associazioni per i diritti umani di prodigarsi per chiedere giustizia.
Gravissime le accuse che riguardano molti minori allevati nelle comunità del guru indiano che sono cresciuti nella convinzione che Sai Baba fosse un Dio Onnipotente al quale non ci si poteva opporre. Si dà anche conto di una notifica emessa dal Dipartimento di Stato statunitense che mette in guardia i viaggiatori americani che si recano nello stato indiano di Andhra Pradesh, dove è situato il più importante degli ashram del defunto Sathya Sai Baba. Ed ancora di un episodio inquietante risalente al settembre del 2000 quando l’UNESCO si è ufficialmente ritirato da una conferenza educativa tenuta nell’ashram di Sai Baba, sotto il patrocinio dell’Organizzazione Sathya Sai Baba, con la motivazione di “accuse ampiamente riferite di abusi che coinvolgono giovani e bambini”.
Quanto ai famosi “prodigi” attribuiti al santone, testimoni oculari riferiscono di trucchi coperti da stretti collaboratori che servivano ad attirare le folle. Una televisione australiana, nel suo programma “60 minutes” ha mostrato come venivano eseguiti quelli che vengono definiti “giochi di prestigio di bassa lega”. Svelato anche il “trucco” della cenere: si tratta di vibhuti, ovvero sterco di vacca mescolato a legno di sandalo, preparato in piccole tavolette, che il santone teneva tra le dita e sotto le vesti opportunamente sbriciolato durante gli incontri pubblici.
Il sito poi dà conto che il famoso “Progetto acqua” destinato a circa 750 villaggi indiani, non è mai decollato mentre i fondi raccolti per l’apertura di una nuova ala del Super Speciality Hospital da parte di lauti donatori – uno dei quali da solo aveva versato circa 49 milioni di dollari! – sono praticamente “scomparsi”.

Stefano Marullo

AGGIORNAMENTO. Scrive l’ANSA che alla cerimonia funebre, a cui hanno partecipato 200.000 devoti, “qualcuno ha indicato la luna apparsa in cielo come un “segno” divino”.

AGGIORNAMENTO. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante articolo di Enrica Garzilli, intitolato Sai Baba, il santone da 12 miliardi di euro, che si conclude con un’interessante frase del guru: “Io sono l’incarnazione dell’amore divino. Non c’è esistenza senza amore; il più basso ama se stesso, come minimo. E se stesso è Dio. Quindi non esistono atei”, e “in ognuno di voi, sappiatelo, c’è Dio”.

Notizie correlate
 
 
 
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Sai Baba: se un dio muore

suoi seguaci in effetti lo consideravano la reincarnazione della divinità indù Sai Baba di Shirdi. Lui, che al secolo si chiamava Sathya Narayana Raju, era conosciuto da tutti, per l’appunto, come Sathya Sai Baba ed è morto all’età di 85 anni nell’ospedale di Puttaparthi, una cittadina dell’Andhra Pradesh, nell’India meridionale, dove si trovava ricoverato da oltre un mese per problemi cardiaci. La notizia campeggia su tutti i media indiani ed è riportata da tutte le agenzie di stampa e dai quotidiani italiani. Il leader indù, guru, guaritore – sosteneva di avere finanche risuscitato dei morti – noto per i suoi abiti color arancio e i capelli alla Jimi Hendrix, lascia almeno 10 milioni di adepti in tutto il mondo e un patrimonio personale stimato in diversi miliardi di euro. Tra i tantissimi devoti, l’uomini politici e del mondo dello spettacolo come l’ex Beatle George Harrison, Michael Jackson, Sarah Ferguson, Indira e Rajiv Gandhi, Steven Seagal e il primo uomo sulla luna, l’astronauta Neil Armstrong. Tra i politici italiani, spicca il nome di Bettino Craxi, il cui fratello, Antonio, decise di trasferirsi nell’ashram del santone. Nel corso di una visita in India, in veste di presidente del consiglio, lo stesso Bettino fece visita a Sai Baba il quale gli predisse che sarebbe rimasto a lungo a Palazzo Chigi (due mesi dopo il governo si dovette dimettere). Più volte apparso in trasmissioni televisive collegato dal suo quartier generale, molti ricordano, tra i tanti prodigi, quello della cenere, che “spontaneamente” sgorgava dai suoi vestiti e dalle sue mani, e anche il “dono” di forgiare dal nulla oggetti preziosi. Più prosaicamente, su di lui pesavano gravi accuse da parte di molti ex fedeli che lo bollavano come pedofilo e indagini a carattere fiscale. Alla notizia della morte diverse migliaia di fedeli si sono radunati davanti all’ospedale di Puttaparthi e c’è da giurare che saranno ancora in molti ad arrivare, tra cui i principali leader politici indiani. Il suo corpo non verrà cremato perché secondo le usanze indù gli esseri di conclamata santità devono essere sepolti per poterne venerare le spoglie.

Stefano Marullo

 

http://www.uaar.it/news/2011/04/25/sai-baba-se-un-dio-muore/

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Petizione pubblica per l’indagine ufficiale su Sathya Sai Baba e la sua organizzazione mondiale

Cliccare qui per firmare la petizione o per vedere le firme apposte

A tutti i governi, tutte le istituzioni per i diritti umani, tutti i capi religiosi e spirituali,  organizzazioni non governative, politici, funzionari pubblici e gli organi di comunicazione di tutti i paesi.

Questa petizione vuole portare all’attenzione le gravi testimonianze di molestie su minori e abusi omosessuali da parte di Sathya Sai Baba nei suoi ashrams nell’India meridionale, che coinvolge molte vittime, inclusi ragazzi e giovani visitatori da altri paesi. Un’altra preoccupante faccenda riguarda gli omicidi irrisolti che si sono verificati nel principale ashram di Sai Baba nel 1993. Sathya Sai Baba, un indiano che afferma di essere la completa manifestazione di Dio sulla terra, è adorato da parecchi milioni di seguaci provenienti da quasi tutti i paesi del mondo. Fra questi seguaci troviamo capi di stato, membri di famiglie reali e altri famosissimi dignitari. Anche in India, nelle più alte sfere del Governo, del sistema giudiziario, e del servizio civile vi sono molti seguaci, tra i quali l’ex Primo Ministro indiano A.B. Vajpayee.

Sathya Sai Baba è stato accusato da molte vittime delle sue aggressioni. I più importanti giornali investigativi del mondo hanno riferito delle sue presunte molestie sessuali nei confronti di numerosi ragazzi e giovani da tutto il mondo, molti dei quali sono stati allevati nella convinzione che egli fosse Dio Onnipotente. Alcune delle molte attendibili testimonianze personali possono essere esaminate su http://www.exbaba.it.

Alcuni funzionari dell’Organizzazione di Sai Baba hanno mancato al loro dovere pietoso e morale, ignorando e non allertando gli interessati circa tali asserzioni, mettendo quindi a rischio i minorenni che erano a contatto con Sai Baba. (In alcuni paesi, l’abuso sessuale è preso in così grande considerazione che esistono leggi molto restrittive). Dato che questi funzionari, alcuni dei quali sono educatori ed altri esercitano la professione medica, si sono dimostrati privi del coraggio morale per applicare la dovuta attenzione, invece di adeguarsi ad una campagna di segreti e insabbiamenti,  le molestie sono proseguite per almeno 30 anni. E’ stata emessa una direttiva per vari alti funzionari dell’organizzazione proibendo la discussione delle accuse nei centri.

Il Dipartimento di Stato americano è consapevole di queste innumerevoli accuse di abusi sessuali e ha emesso una notifica consolare per tutti i viaggiatori statunitensi che si recano in India, facendo specifico riferimento allo stato di Andhra Pradesh, dove è situato il più importante ashram di Sathya Sai Baba (1).

Inoltre, un Membro del Parlamento britannico ha posto delle interrogazioni alla Camera dei Comuni riguardo al possibile rischio per i bambini del Regno Unito in visita da Sai Baba in India (2).

L’UNESCO si è ufficialmente ritirato da una conferenza educativa organizzata per il settembre 2000 presso l’ashram di Sai Baba sotto il patrocinio dell’ Organizzazione Sathya Sai, con la motivazione di “accuse ampiamente riferite di abusi sessuali che coinvolgono giovani e bambini……attribuite al leader del movimento in questione, Sathya Sai Baba” (3).

Nel giugno 1993, Sai Baba rimase impassibile mentre sei persone venivano assassinate nei suoi appartamenti nella città indipendente di Prashanthi Nilayam, il suo principale ashram, conosciuta per essere completamente sotto il suo stretto controllo. Dopo alcune discussioni tra i funzionari di Sai Baba e la polizia locale, la polizia sparò da vicino e a sangue freddo a quattro di queste persone. Benché si dica che Sai Baba inizialmente abbia parlato con gli intrusi e sia rimasto nei paraggi nel corso dell’intero episodio, conferendo con i suoi funzionari, non fu neanche interrogato dalla polizia né dagli investigatori! A causa della grave incompatibilità e inettitudine, il caso fu tolto alla polizia  locale dal CBI, ma l’intera investigazione fu successivamente invalidata per ordine governativo grazie all’intervento dei devoti di Sai Baba che detenevano alte cariche politiche. Così, nessuna adeguata azione giudiziaria fu intrapresa e nessuna giustizia o riparazione fu possibile per le famiglie delle vittime (4) (5).

In termini di diritti umani, i governi locali, così come il governo nazionale indiano, sono obbligati ad investigare su ogni fondata accusa di violazione ricevuta. Appoggiare l’inattività giudiziaria  o della polizia viola i diritti umani delle vittime e trasforma anche le autorità civili in violatori dei diritti umani stessi.

Facciamo appello a tutti coloro i quali vogliono che questi fatti siano adeguatamente investigati e a chi vuole che le persone responsabili vengano incriminate attraverso giusti procedimenti giudiziari, a FIRMARE QUESTA PETIZIONE. In particolare, invitiamo a partecipare tutti i capi religiosi e spirituali, O.N.G.,  politici e funzionari pubblici e gli organi di comunicazione di tutti i paesi. Questa Petizione è per il bene del pubblico in generale e sarà inviata a tutte le autorità competenti perchè possano promuoverla. Per favore, leggi le istruzioni per la firma.

Ognuno dei promotori di questa Petizione ha abbandonato il culto di Sai Baba per diverse ragioni. Alcuni sono stati membri attivi della Organizzazione Sathya Sai per molti anni, altri non hanno svolto mansioni importanti nella O.S.S. ma erano devoti seguaci. Leggi le loro lettere di dimissioni su http://www.saiguru.net.

FONTI DELLA DOCUMENTAZIONE
Le fonti della documentazione per gli argomenti di cui sopra possono essere trovate su alcuni siti Internet, come segue:

1 – Avvertimento del Dipartimento di Stato americano ai cittadini in viaggio verso l’Andhra Pradesh, 23 novembre 2001:
India – Foglio Informativo Consolare
Sotto il titolo “CRIME INFORMATION” della pagina http://travel.state.gov/travel/india.html, scorrendo verso il basso, è possibile leggere: “I cittadini americani dovrebbero essere al corrente del fatto che sono stati resi noti comportamenti sessuali inappropriati da parte di un importante leader religioso locale in un ashram o luogo religioso situato nell’Andhra Pradesh. Molte delle notizie indicano che oggetto di questi approcci sono stati giovani devoti di sesso maschile, tra i quali anche alcuni americani. Benché questi rapporti non siano confermati, i cittadini americani dovrebbero essere al corrente di questa informazione e contattare il Consolato Generale americano a Chennai per ulteriori informazioni“. Il 25 maggio 2004 il Dipartimento di Stato americano confermerà che il “leader religioso locale” è in realtà Sathya Sai Baba. Per indagini diverse da quelle dei media, contattate: John C. Peters, <petersJC2@state.gov>, tel. 206 647 – 6179, Citizen Services Specialist for India, American Citizen’s Services Unit. Dipartimento di Stato americano, Washington DC. Per ulteriori dettagli, fare clic qui. Sai Baba è di gran lunga il più importante leader religioso in Andhra Pradesh. Il suo vero nome è stato senza dubbio omesso solo perché le accuse non sono state formalizzate.

2 – Interrogazione parlamentare di Tony Colman e lettera al Primo Ministro Tony Blair e sua risposta (vedere Motion in The House of Commons, U.K. by M.P. Tony Colman, tratto dal sito della Camera dei Comuni del Regno Unito e  Letter by Prime Minister Tony Blair.

3 – Il Servizio Centrale Internazionale dell’UNESCO ha emesso un comunicato stampa il 15 settembre 2000 (vedere Il documento ufficiale dell’UNESCO), affermando che non avrebbe più sponsorizzato o preso parte alla conferenza che avrebbe dovuto essere organizzata in collaborazione con l’Institute of Sathya Sai Education (Tailandia) e la Flinders University Institute of International Education (Australia). Il comunicato sosteneva che l’UNESCO non era più associata in alcun modo – attraverso sponsorizzazioni, organizzazione, o partecipazione di alcun tipo – con la conferenza e che l’UNESCO era profondamente preoccupata per le ricorrenti voci di abusi sessuali riguardanti giovani e bambini e che erano state attribuiti al capo del movimento in questione, Sathya Sai Baba.

4 – I quattro seguaci giustiziati, che si dice volessero solo parlare con Sai Baba, uccisero a coltellate due degli attendenti di Sai Baba. Quest’ultimo, più tardi, dichiarò pubblicamente che non c’era stato alcun attentato alla sua vita. A proposito degli omicidi, il Presidente Internazionale dell’Organizzazione di Sai Baba e membro del Sathya Sai Central Trust, Indulal Shah, riferì alla stampa: ”…la faccenda è puramente interna e non vogliamo nessuna indagine imposta dall’esterno” (The Hindu, 10-6-1993). L’unico possibile significato di questa affermazione è che il Presidente della O.S.S. voleva porre gli autori di questi crimini completamente al di là e al di sopra della legge. Questo è esattamente quello che è accaduto finora.

5 – Per documentazione riguardante i più importanti rapporti, trascrizioni, procedimenti, e materiale relativo alle indagini degli omicidi, esamina il libro di 844 pagine “Murders in Sai Baba’s Bedroom” di B. Premanand (publ. Premanand. 11/7 Chettipalayam Road, Podnadur, 641 023 Tamil Nadu, India). Trascrizioni e altri dati possono essere esaminati su questa pagina.

In fede
THE JuST GROUP (Just Seekers of Truth)


La petizione pubblica per l’indagine ufficiale su Sathya Sai Baba e la sua organizzazione mondiale, rivolta a tutti i governi, istituzioni per i diritti umani, tutti i leader politici e spirituali, O.N.G., politici e funzionari ufficiali e gli organi di comunicazione di tutti i paesi è stata creata da Just Seekers of Truth e scritta da Arthur Klein.

 

 

http://www.exbaba.it/pages/petizione.htm

 

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