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gennaio 28, 2012

DROGARSI FA DAVVERO MALE ALLA SALUTE

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DROGARSI FA DAVVERO MALE ALLA SALUTE

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Il Breviario dei tipi Tossici

Nota: Questa e’ una versione preliminare del breviario, una bozza con errori e confusione generale.

Questo è esclusivamente un testo informativo sulle droghe. L’autore di questo testo (Fabio Ciucci) non suggerisce in alcun modo l’uso di sostanze stupefacenti o illegali, anzi vorrebbe fornire informazioni sui danni da esse provocate e sconsigliarne vivamente l’uso.

Le informazioni contenute in questa pagina sono ricavate da dati presente in rete, vari testi sull’argomento e racconti o aneddoti di ex-consumatori. Non è garantita l’esattezza di tutte le informazioni, e in ogni caso l’autore declina qualsiasi responsabilità per il contenuto delle stesse. L’utilizzo delle informazioni presenti su questa pagina avviene a rischio e pericolo dell’utente.


I tipi tossici sono detti “tossici” o si chiamano tra loro così perchè si intossicano con le droghe. Il termine “tossico” in questo testo non vuole assolutamente essere offensivo per nessuno, è un termine in linea col tono del sito. Le intossicazioni da droghe, a differenza delle intossicazioni comuni, modificano la psicologia o l’attività mentale, insomma si diventa più tranquilli, o più irrascibili, si ha più voglia di fare sesso o se ne ha meno, si vedono volare gli asini, si fanno incontri con UFO, e così via.
Le droghe sono chiamate anche “sostanze stupefacenti”, termine che indica sia l’aspetto del “rincoglionimento” che procurano, che la loro illegalità. Si tende a fare la separazione tra “droghe leggere” (cannabis) e “droghe pesanti” (eroina, cocaina…). In ogni caso questa separazione non è accettata univocamente, perchè fa accomunare droghe diverse tra loro, e può indurre a considerare meno tossico chi fuma 30 canne al giorno di chi assume LSD o cocaina una volta ogni 6 mesi.

A seconda degli effetti che procurano, le droghe si separano in tre categorie:

a) CALMANTI-ABBIOCCANTI (psicolettici), che hanno effetto calmante e depressivo: oppiacei, sedativi, analgesici, sonniferi, alcolici…
b) ECCITANTI (psicoanalettici), che eccitano, come la cocaina, il caffè, le anfetamine…
c) PSICHEDELICHE-ALLUCINOGENE (psicodislettici), che modificano l’attività cerebrale e l’interpretazione delle percezioni: funghi allucinogeni, LSD, mescalina, “ecstasy”, ecc.

Naturalmente certe sostanze possono procurare contemporaneamente più di uno di questi effetti.

Le droghe sono assunte in vari modi (fumate, iniettate, sniffate, calate, mangiate).
Perche’ la gente assume questa roba?
Alcuni per la curiosità di sperimentare nuove esperienze, altri per rincoglionirsi per “godersi meglio” musica, balli, feste, divertimenti in genere; oppure in modo più mirato si usano tranquillanti per annullare uno stato di tensione, stimolanti per “farsi coraggio” ed “essere più ganzi”, o allucinogeni per essere più creativi e fare viaggi intergalattici ai confini delle tre lune rosse di Orione.

E’ bene ricordare che le droghe sono ILLEGALI, procurano DANNI vari all’organismo, e creano TOLLERANZA (assumendo la droga l’organismo si abitua, per cui serve sempre più droga per ottenere l’effetto) e DIPENDENZA (la sospensione dell’uso crea disturbi psicologici/fisici e il desiderio incontrollabile di uso, alle volte fino alla cosiddetta tossicodipendenza).
La dipendenza può essere fisica, quando i sintomi dell’astinenza sono dolori fisici, o psichica, quando c’è una spinta incontrollabile ad assumere la droga, pur senza sintomi fisici. L’astinenza può essere contemporaneamente fisica e psichica.

 

Iniziamo con le droghe “legali” e istituzionalizzate, tabacco ed alcool:

 


Tabacco e Alcool


Tabacco

Pianta della famiglia delle solanacee, le cui foglie, dopo trattamento, sono fumate in sigarette, sigari o pipa. Il fumo di tabacco contiene la nicotina, uno stimolante del sistema nervoso, e una quindicina di sostanze cancerogene.
Il 25% dei decessi fra i 45 e i 64 anni sono attribuibili al fumo, principalmente per cardiopatia, cancro ai polmoni e bronchite.
Non esistono farmaci o sistemi in grado di far smettere di fumare automaticamente, l’unico mezzo efficace è la forza di volontà.

 

 


Alcool

Le bevande alcooliche contengono alcool etilico, ottenuto mediante la distillazione dei prodotti della fermentazione del mosto d’uva (da cui si ottiene vino e grappa), di mele o di cereali come granoturco, orzo (da cui si produce la birra), segala.
Il contenuto di alcool si misura in percentuale, o gradi: per esempio la birra ha il 5% di alcool, ossia 5 gradi, mentre il vino tra 8 e 15 gradi, infine i liquori, che possono avere 40-45 gradi.
L’alcool contiene calorie, che danno energia, ma non fornisce nessun elemento nutritivo. Viene assorbito e introdotto nel sangue appena viene a contatto con le pareti dello stomaco, rallentando e diminuendo l’efficienza del cervello, facendo scomparire ansie e inibizioni, in una momentanea sensazione euforica (ebbrezza).
Quando il livello di alcool nel sangue supera la concentrazione dello 0,1 %, si ha una vera e propria intossicazione (ubriachezza), in cui il cervello è anestetizzato; la percezione, i riflessi e il pensiero sono ulteriormente rallentati, i movimenti si fanno scoordinati e le reazioni incontrollate. I sintomi del “dopo-sbornia” sono nausea con vomito e mal di testa. In caso di grave intossicazione, si può finire in coma o morire.
L’abuso abituale di bevante alcooliche è detto alcoolismo cronico (o etilismo cronico), in questo caso l’individuo (detto anche ubriacone o alcoolizzato) è spinto da un impulso irrefrenabile a bere, anche perchè il suo organismo si è assuefatto all’alcool e servono quantità sempre maggiori.
Spesso poi si raggiunge una tale sensibilità che bastano un paio di bicchieri di vino per andare in stato di ubriachezza (è il caso in cui si dice volgarmente che “ormai il vino cel’ha nel sangue”). L’alcoolizzato muta spesso la propria personalità, è irascibile, perde appetito e quindi salute (in particolare si compromettono il fegato, il cuore e il sistema nervoso, con il manifestarsi di attacchi di convulsioni, delirium tremens, demenza e in certi casi morte).

 

 


Droghe eccitanti: Cocaina, Anfetamine, Ecstasy


Coca e Cocaina

Cocaina

LA PIANTA: La piccole foglie dal sapore aspro della pianta Erytroxylon coca erano masticate a lungo (3 ore) dagli Inca in Perù già cinquemila anni fa, per vincere la fame e la sete in caso di grandi fatiche. Le foglie hanno forma d’uovo e sono lunghe 5-6 cm.
STORIA DELLA COCA: La coca fu importata dai conquistadores in Europa e Nord America, e usata in alcune bevande, come ad esempio la Coca-Cola (inventata nel 1886), che conteneva coca e Noce Kola, contenente caffeina: nel 1903 il governo ordinò di escludere la cocaina, infatti a partire da quella data la coca usata per fare la Coca-Cola è decocainizzata in centri controllati dal governo, e l’effetto tonico è dato solo dalla caffeina.
La cocaina è l’alcaloide attivo delle foglie di coca, è stata scoperta nel 1860 e si presenta come una polvere bianca e amara; in passato era ricavata dalle foglie di coca, oggi è prodotta anche sinteticamente: la cocaina viene in gran parte raffinata in Bolivia, Perù e Colombia, ed esportata sopratutto in Nord America, dove alcuni stimano che ci siano sessanta milioni di consumatori. Sigmund Freud nel 1884, dopo averla assunta, pubblicò un libro in cui ne elogiava gli effetti antidepressivi, che fece molto scalpore, si legge infatti: “Il mio collega, che non aveva toccato cibo dalla mattina presto e aveva lavorato come un dannato tutto il giorno, ingerì 0,05 g di cocaina e qualche minuto dopo dichiarò di sentirsi come uno che avesse appena divorato un pranzo abbondante, e di avvertire tanta energia da intraprendere una lunga passeggiata. Sir Robert Christison, che ha 68 annim scalò una montagna di tremila piedi, arrivando alla vetta completamente esausto: quindi assunse coca e discese invece con vigore giovanile e senza avvertire fatica”. Ma già due anni dopo, dopo il decesso di molti medici e pazienti che avevano fatto largo uso di coca, Freud fù accusato di dar via libera ad un flagello, per cui in seguito si astenne dal pubblicizzarla, scrivendo: “La cocaina usata troppo spesso come sostituto della morfina è più pericolosa della morfina stessa: molti morfinomani, che fino a quel momento erano riusciti a rimanere in vita, furono visti soccombere alla cocaina. L’intossicazione da cocaina provoca stati allucinatori con agitazione simile al delirium tremens e, secondo la mia esperienza, allucinazioni di animaletti striscianti sulla pelle”.
Agli inizi del novecento la coca era usata da pochi, soprattutto artisti (cubisti, dadaisti e astrattisti) e aristocratici. In seguito cantanti e complessi rock, come i Beatles, i Rolling Stones e Bob Dylan hanno propagandato la droga assumendola come protagonista di canzoni.
Attualmente, specie dopo il 1970, è detta “la droga dei ricchi”, dato che costa sulle 200mila lire a grammo ed è usata in particolare nell’alta società. Nel 1980 è comparso il crack, un composto fumabile ottenuto dalla pasta di coca, che non costa molto (50mila il grammo circa), e si è diffuso molto, specie tra i neri e i più poveri.

EFFETTI DELLA COCAINA: Quando la droga viene sniffata, gli effetti insorgono dopo circa dieci minuti: si avvertono sensazioni di benessere accompagnate da uno stato di eccitamento e aumento dell’immaginazione, si ha un’ impressione di onnipotenza, si pensa di essere in grado di fare qualsiasi cosa. I colori e i suoni diventano più vividi, e possono verificarsi illusioni e allucinazioni per lo più a contenuto gradevole, a meno che le dosi non siano elevate: in questo caso compaiono le idee deliranti e fobie persecutorie. Quando l’effetto ha termine, dopo venti-quaranta minuti, si ha uno stato piuttosto depressivo e di malessere, per cui si ha voglia di farsi un’altra sniffata, col rischio di diventare dipendenti. Tra l’altro, se si sniffa troppe volte l’effetto non si presenta, e occorre attendere un pò di tempo perchè si ricostituiscano le riserve di catecolamine nel cervello (far capire meglio).
Quando la droga viene assunta per via endovenosa o per fumo, gli effetti sono istantanei (si ha il rush cocainico, o stato di high, dove i rumori si sentono metallici e più forti, per questo la cocaina è chiamata anche “roba sonante”) e durano molto meno; il maggior numero di morti cocainiche avviene durante queste somministrazioni. Dopo lo stato di high però c’è quello di down, che porta a stare altrettanto male quanto si stava bene prima, così si sniffa o fuma nuovamente fino a che non finisce la sostanza (si arriva anche a 2-3 grammi).
DOSAGGI: Per la cocaina cloridrato (la polvere bianca, o neve) le dosi oscillano da 3 a 30 mg, se pura, pari a 1,5 g al giorno. Se tagliata (ossia “allungata”) si può arrivare a 2,5-3 g. Per il crack, che si presenta sotto forma di cristalli brunastri, le dosi variano da 60 a 100 mg, e in una giornata un fumatore ne può assumere fino a 30 g.
VIE DI ASSUNZIONE: Generalmente si dice che ci si fa “una pista”, una “sniffata”, oppure la cocaina si “pippa”, viene “pippata”, ci si fa un “pippotto”. In pratica la polvere bianca, detta anche “neve”, viene aspirata dalle narici, spesso attraverso un foglio arrotolato o una cannuccia di penna biro, oppure negli ambienti altolocati si usa una carta da L. 100.000 o una cannula in oro o argento.
La cocaina blocca la neuro-trasmissione della dopamina, e rimane in concentrazioni elevate a livello delle sinapsi producendo la sensazione di “high”.

Grosso modo gli effetti dell’uso cronico di cocaina possono paragonarsi a quelli del fumo. Esiste comunque un circolo chiuso: la cocaina a lungo andare provoca tutta una serie di effetti negativi sulla salute e questi ultimi, a loro volta, spingono a persistere nell’auto-cura cocainica.

Differenze tra le diverse forme di cocaina. c’è una sostanziale identità chimica fra le diverse forme di cocaina, è la modalità di assunzione (intranasale, endovena, per fumo) a determinare il potenziale di dipendenza fisica e le patologie comportamentali. Senza dubbio la cocaina idrocloruro è quella più in uso, specie presso i bianchi, mentre il crack è popolare fra afro-americani. Le foglie di coca sottoposte all’azione di diverse sostanze chimiche (alcali, solventi organici, acido idrocloridrico, ammoniaca) si trasformano in pasta di coca; il prodotto finale è la cocaina idrocloruro che è la forma esportata. L’idrocloruro non può essere fumato perché si decompone alle temperature necessarie per la sua vaporizzazione, ma mescolando l’idrocloruro con una sostanza alcalina come il bicarbonato di sodio o con ammoniaca si ha la cocaina base. Questa può essere fumata ad una temperatura nettamente inferiore a quella dell’idrocloruro e quindi forma il crack. Il potenziale di abuso-dipendenza è massimo con l’iniezione endovena di cocaina idrocloruro e di crack, ma il potenziale è minore per via intranasale; attualmente, anche in virtù del rischio AIDS, l’uso endovena è andato diminuendo a favore del fumo. E’ appena il caso di ricordare come il crack, provocando un aumento di atti sessuali, sopratutto nel quadro di “sesso contro droga”, sta costituendo un importante mezzo di trasmissione dello’HIV.

Vie di assunzione ed effetti fisiologici. In genere l’uso intranasale è quello iniziale, successivamente si passa al fumo; lo “sniffing” difficilmente porta ad un uso frequente e va ricordato come il picco dopo l’uso intranasale si abbia dopo 30-40 minuti, contro i 5 minuti del fumo e dell’iniezione endovena. Per via intranasale gli effetti fisiologici (tachicardia) e soggettivi durano più a lungo. Il passaggio dalla via endonasale al fumo provoca un aumento delle dosi ed un rapido avvicinamento alla fase di dipendenza. .
A dosaggi elevati può determinare una grave forma di alterazione psichica, assimilabile alla schizofrenia, e caratterizzata da allucinazioni visive, uditive e tattili (percezione di insetti sotto la pelle) con idee persecutorie.


TOSSICITA’ DELLA COCAINA E DEL CRACK: Le complicanze nell’abuso possono essere l’infarto, la rottura di arterie, febbre alta e convulsioni, edema polmonare, insufficienza renale, fegato spappolato, stato confusionale e delirante con amnesie e rincoglionimento cronico. Altre conseguenze possono essere insonnia, sanguinamento nasale, mal di testa, problemi di memoria e concentrazione. In ogni caso fumare il crack crea più dipendenza e più danni, fino alla morte che è molto frequente.

CRISI DI ASTINENZA DA COCAINA: La prima fase, quella di crash (crollo) dura da nove ore a quattro giorni dopo l’assunzione dell’ultima dose. Prima si avverte malessere, agitazione e affaticamento e naturalmente un forte desiderio della droga. Poi compare insonnia e voglia di dormire, dopodichè si ha un periodo in cui si dorme troppo. La seconda fase, quella di Withdrawal (astinenza) si protrae una settimana-dieci giorni, inizia riprendendosi dal sonno del crash, ed essendo scomparsa la voglia di cocaina, è un momento in cui si può ragionare sugli effetti negativi, anche perchè subito dopo si ha un periodo con passività, ansia e depressione, che può facilmente indurre alla riassunzione della cocaina. La terza fase, quella di estinzione, ha una durata indefinita, ed è caratterizzata da episodi di desiderio che durano qualche ora, anche a distanza di anni dall’ultima assunzione, magari evocati vedendo talco o zucchero, simili alla coca; comunque, non essendo accompagnate da dolori fisici, resistere non è difficile.

 


Droghe calmanti-abbioccanti: oppioidi, eroina


Oppioidi (morfina, eroina)

OPPIO: L’oppio è il succo essiccato, estratto dai semi non maturi del Papaver somniferum album (papavero bianco), pianta del medio oriente, contenente morfina e papaverina, che hanno la caratteristica di provocare sonnolenza e far rilasciare la muscolatura. Fumato è un potente stupefacente.
L’oppio è usato fin dall’antichità in Cina e Medio Oriente, poco in Europa. Viene mescolato con tè o caffè (tyl), fumato (soprattutto in cina), masticato o ingerito. Già i Sumeri, settemila anni fa, conoscevano gli effetti del “papavero che dona la gioia e l’ebbrezza”, e pare che l’imperatore romano Marco Aurelio fosse oppiomane. Tra le vittime illustri, si può citare l’alchimista Paracelso, morto nel 1541 per intossicazione da oppio: una dose eccessiva (più di 600 mg di polvere o di 30 g di “laudano”) procura la morte. Nella Parigi di inizio secolo tra i fumatori di oppio (misto spesso ad ashish) troviamo Baudelaire, Rimbaud, Maupassant, Apollineaire e Delacroix.

EFFETTI DELL’OPPIO: Prima si va in stato euforico, poi in condizione di serenità e sonnolenza piena di sogni, dove l’immaginario si confonde col reale, si attenuano gli stimoli esterni e le sensazioni sgradevoli. Aumentando uso e dosi però il distacco dalla realtà aumenta a dismisura. Un movimento involontario costante degli occhi a sguardo fisso rientra fra la sintomatologia della tossicodipendenza da oppioidi. La dipendenza fisica e psichica si manifesta dodici ore dopo l’ultima assunzione con irrequietezza, insonnia, tremori e dolori vari. L’intossicazione cronica porta ad apatia ed abbattimento, perdita di iniziativa ed interessi, scarso appetito, dimagrimento.

MORFINA: Agli inizi dell’ottocento è stata estratta dall’oppio la morfina, la quale veniva somministrata con siringhe ai soldati feriti in preda a forti dolori, per farli cessare. Ben presto però i medici si sono accorti del fatto che i soldati divenivano dipendenti, richiedendo (o rubando) morfina sempre più spesso simulando dolori da curare. E’ per questo che l’uso di morfina è stato ristretto quasi esclusivamente a soggetti in preda a dolori fortissimi o precedenti la morte. La dose letale di morfina è di 200-400 mg.

EROINA: Nel 1874 dall’oppio è stata ottenuta una sostanza semisintetica, l’eroina, che è più antidolorifica e meno ipnotica della morfina, ma a differenza delle previsioni si è rilevata più tossica e soggetta a rendere dipendenti. Il consumo di eroina in Italia è dilagato dai primi anni settanta, e se ne trovano quattro tipi: la bianca o thailandese (la più pregiata), la rosa (della Birmania), la brown sugar, che si presenta in granellini del colore dello zucchero bruciato, e la turco-persiana, detta anche eroina al limone, perchè si scioglie più facilmente in acqua con succo di limone.
La dose letale di eroina per chi non è assuefatto è di 100 mg, ma i dipendenti ne assumono 2 o 3 g al giorno in 2 o 3 dosi. La tolleranza e dipendenza eroinica è la più rapida tra le droghe.

PREPARAZIONE E ASSUNZIONE: L’eroina viene preparata disciogliendola in acqua distillata in un cucchiaio o un bicchierino ottenuto da carta stagnola, che viene scaldato con un accendino prima dell’iniezione.

EFFETTI DI MORFINA ED EROINA: Le prime assunzioni sono prive di effetti gradevoli, e alle volte si presenta ansia e nausea, e chi si aspetta molto rimane deluso. In una settimana o due si instaura lo stato di dipendenza, e l’effetto è quello di benessere, di distacco dall’esterno e dalle situazioni spiacevoli, come si fosse trasportati in un luogo creato dai propri desideri. Se le droghe sono somministrate con la siringa, si avverte il flash (detto anche sontuoso o royal), una sensazione che dura pochi istanti paragonato da molti all’orgasmo sessuale, come una vampata di calore; dopodichè si ha l’impressione di essere punti da spilli parsi su tutto il corpo (per questo l’eroina è detta “roba spillante”). Naturalmente il flash si fa sempre più breve e occorre aumentare la dose volta dopo volta. Gli effetti indesiderati, a parte la dipendenza, sono il restringimento delle pupille, calo della temperatura corporea, disturbi del sonno, rallentamento nella respirazione, nausea, mancanza di libido e impotenza. Il soggetto diventa apatico, vengono trascurati tutti gli impegni (scuola, lavoro e famiglia), interessa solo la droga.

CRISI DI ASTINENZA DA MORFINA ED EROINA: I primi sintomi compaiono dopo 6-12 ore dopo l’ultima assunzione: respiro velocizzato, sudorazione, scarichi di liquidi nasali, sbadigli. Dopo 24 ore gli sbadigli diventano così violenti da danneggiare la mandibola, la pupilla si dilata, insorgono tremori, dolori e scosse, la pelle diventa fredda, sudata, con peli eretti (la cosiddetta sindrome da tacchino freddo). Tra 24 e 48 ore, oltre ad aumentare questi sintomi, si aggiungono agitazione, insonnia, elevazione della temperatura e della pressione, del respiro e del battito cardiaco, con vomito e diarrea. Tra il secondo e il terzo giorno compaiono forti brividi squassanti e sensazione di freddo intenso, i piedi scalciano involontariamente, si sentono forti dolori alle ossa. Se il soggetto resiste a questa situazione per una settimana o due, senza assumere l’eroina, i sintomi cominciano a calare, anche se persisteranno in modo ridotto per alcuni mesi. A questo punto si tenta il recupero aiutando il soggetto sostituendo l’eroina col metadone o altre sostanze meno gratificanti, e facendogli fare una psicoterapia che dovrà durare almeno due anni in comunità o simili.

OVERDOSE DA EROINA: L’organismo si abitua un po’ alla volta all’eroina, per cui occorre aumentare la dose, che porterebbe alla morte se assunta da un non dipendente. Alle volte la dose assunta è superiore all’assuefazione, sia a scopo suicida, sia per assunzione di “roba” più pura quindi più forte, che per l’assunzione di eroina in forti dosi (come l’ultima assunzione) dopo una parziale disintossicazione in clinica o carcere. In caso di overdose le pupille si restringono fino ad apparire come punte di spillo, il respiro rallenta e si finisce in coma. Se non avviene una cura tempestiva con il naloxone (antagonista della morfina) la morte è certa; in ogni caso possono comparire altre complicanze come l’edema polmonare e la paralisi intestinale.

METADONE: Questa sostanza viene data come sostitutivo dell’eroina ai tossicodipendenti.

 


Anfetamine

Anfetamine

Le anfetamine sono droghe che velocizzano le funzioni del corpo: il cuore batte piu’ forte e l’adrenalina sale. Sono state usate nella seconda guerra mondiale per rendere più efficienti i soldati. Le anfetamine (chiamate anche speed, ovvero velocità) sono vendute in strada slitamente come polvere da sniffare (anfetamina solfato) o da iniettare (in quesgto caso i rischi sono maggiori).
Le anfetamine danno energia extra per 4-6 ore, riducono il sonno e l’appetito, velocizzano la respirazione e i battiti del cuore e allargano le pupille; inoltre danno allegria, e alle volte si può avvertire prurito quando la pelle viene toccata. Le riserve di energia del corpo vengono terminate a causa della mancanza di fame e sonno, per cui dopo l’effetto ci si può sentire stanchi per qualche giorno. Dosi alte e ripetute spesso possono causare delirio, panico e altri effetti da paranoia.
Chi assume anfetamine per un lungo periodo deve incrementare le dosi, e se smette risulta depresso e estremamente affamato: le anfetamine posticipano il bisogno di riposo e di cibo, non lo sostituiscono. Chi ha la pressione alta o fa grande esercizio fisico in seguito all’assunzione di anfetamine rischiano arresti cardiaci.
Le anfetamine possono ridurre l’efficienza delle pillole anticoncazionali, se prese in dosi troppo forti possono causare morti da overdose. E’ pericolosissimo assumere contemporaneamente anfetamine e altre droghe o alcool.


Ecstasy (MDMA)

L’MDMA è una metossiamfetamina, che ha acquisito popolarità tra i giovani a partire dagli anni Ottanta.
l’Ecstasy facilita una più diretta comunicazione fra persone coinvolte in un significativo rapporto emozionale. L’MDMA rimuove in particolare la paura di apparire emotivamente maldestri o ingenui
Il dosaggio non deve superare i 150 mg, e non si deve assumere assieme a sostanze come oppiacei e cocaina. L’uso continuato causa intensi danni neurologici.
Si narra che in una discoteca fiorentina un giovane la prima volta che si è “calato” una pasticca abbia perso la vista a causa di una sua particolare predisposizione (detta down level).

Le pasticche si “calano” o “mangiano”.

In discoteca sovente giungono gli spacciatori di pasticconi, che ti urlano nelle orecchie:
“Chicche?”
“Paste ne vuoi?”
“Vi interessano le caramelle?”

Gli effetti psicologici sono frenesia, eccitazione, nervosismo per 4-6 ore. E’ raro che ci sia un bad-trip, ovvero che il panico e il cattivo umore prevalgano, a meno che non fosse presente precedentemente uno stato del genere o ci siano conflitti psicologici irrisolti. Il flash back (ovvero il ripresentarsi degli effetti dopo un po’ di tempo) è assai raro.
Gli effetti fisici di una dose (75-100 mg di MDMA) salgono dopo 20 minuti – 1 ora dall’assunzione della pillola/capsula. I primi effetti sono il sentire delle “farfalle nello stomaco”, bocca secca, pupille dilatate e sesazioni varie di formicolio e prurito. I movimenti sono veloci e scoordinati, per cui guidare è pericoloso. Il cuore batte più forte e la pressione del sangue sale. Uno che “ha calato” più di una pasticca si riconosce dagli occhi “rigirati” con le pupille tirate su e/o giù, inoltre solitamente digrigna i denti e si lecca le labbra perchè la temperatura corporea gli si è innalzata (alle volte volte si superano i 42 gradi, sindrome detta “colpo di caldo”), inoltre sbava e sputa per la maggiore salivazione. Si sono registrati vari casi di morte causata principalmente da disidratazione o surriscaldamento in seguito all’assunzione di ecstasy in rave party o altre lunghe e movimentate feste. I sintomi gravi che possono portare all’estrema conseguenza sono: cessazione della sudorazione, crampi caldi a braccia e gambe, vertigini, stato di stanchezza e irritabilità, impossibilità di urinare.
Negli uomini l’ecstasy può impedire l’erezione e l’orgasmo, mentre pare che le femmine non siano inibite sessualmente.
Nei giorni seguenti all’uso solitamente si avverte un gran senso di stanchezza e fame.
L’Ecstasy non produce dipendenza fisica, comunque può indurre quella psicologica. La tolleranza sale velocemente, per cui servono dosi maggiori per ottenere lo stesso effetto; comunque basta avere dei periodi di astinenza perchè la tolleranza scenda.

Per ridurre i rischi, è consigliabile bere solo bevande non alcooliche, e fermarsi ogni tanto per raffreddarsi.

 

 


Cannabis (Canapa indiana)

Pianta tropicale, da cui si estraggono la marijuana o erba (foglie e inflorescenze, detta bhang in Asia) e l’hashish o kif (resina agglomerata in blocchi, ottenuta dalle influorescenze). La jinsemilla è marijuana coltivata in maniera particolare che non contiene semi, ed è molto forte. Si hanno notizie sull’uso della cannabis già nel 3000 avanti Cristo.
La droga si ricava in particolare dalle cime fiorite delle piante femminili non fecondate (la cannabis ha piante maschio e femmina) raccolte in Febbraio.
L’hashish è commercializzato in pani o piastre verde brunastre, mentre la marijuana si trova come polvere verdastra compressa sotto forma di mattonelle, riposta in piccoli astucci o bustine di plastica.
Il principio attivo è il cannabinolo (delta-9THC, abbreviato in THC), più presente nelle sommità fiorite (i “cimini”, detti ganja in Asia), quindi più presente nell’hashish (da 5 al 15% di THC) che nelle foglie (la marijuana ha dall’1 al 10% di THC). L’olio di cannabis è un concentrato alcoolico che contiene tra il 20 e il 55% di THC.
Il contenuto di THC cala del 3-5% al mese, specie se è esposta a calore e luce… insomma la stagionatura impoverisce la cannabis: dopo due anni, anche se conservata bene, la canapa è priva di effetti.
Marijuana e hashish vengono generalmente fumati, in questo caso i polmoni assorbono la metà del THC. Gli effetti iniziano qualche minuto dopo l’assunzione, raggiungono il massimo dopo circa mezz’ora, cominciano a diminuire dopo un’ora e svaniscono dopo circa tre.
Se la cannabis viene mangiata, l’assorbimento del THC è un terzo di quello da fumo, e l’effetto inizia dopo 45 minuti a stomaco vuoto o 2 ore a stomaco pieno, e dura da 6 a 12 ore: questo significa che a parità di effetto occorre quasi il triplo di cannabis, ed è più difficile controllare e prevedere il grado di “botta” che si prenderà.
L’olio di cannabis viene in genere fumato insieme al tabacco, e alle volte è tagliato (ossia sofisticato, mischiato) con altre sostanze, in certi casi piuttosto tossiche.

TOLLERANZA E DIPENDENZA DA CANNABIS: Per quanto riguarda la tolleranza e la dipendenza, ci sono pareri piuttosto contrastanti tra proibizionisti e antiproibizionisti, comunque la necessità di aumento delle dosi (tolleranza) si arresta interrompendo l’assunzione per qualche giorno, la dipendenza fisica è molto bassa o secondo alcuni inesistente, per cui la dipendenza sarebbe per lo più di tipo psicologico, spesso legata agli usi e costumi di gruppi di persone che fumano collettivamente. Nel caso di assunzione cronica, si ha un atteggiamento detto “marijuanismo”, ossia senso di insicurezza, insoddisfazione e sconforto, riduzione dell’efficienza, disturbi del sonno, mal di testa, necessità sempre maggiore della droga.

EFFETTI DELLA CANNABIS: Le prime volte alcuni restano delusi perchè gli sembra di non provare nulla: in certi casi si tratta di resistenze psicologiche o di ricerca di effetti che la cannabis non procura, come allucinazioni o altro.
I primi effetti si manifestano dopo 5 minuti dalla fumata e sono l’arrossamento degli occhi e una minore salivazione (il cosiddetto senso di bocca secca), l’accelerazione del polso e la diminuzione della pressione del sangue, alle volte con un senso di calore al volto; le mani diventano pesanti e la testa sembra ingigantita. Gli effetti psicologici, che si avvertono dopo un quarto d’ora, in genere sono i seguenti:
Le distanze appaiono più lunghe o brevi della realtà, il tempo sembra rallentarsi (i secondi sembrano minuti, oppure in rari casi il tempo si velocizza) e si perdono i legami con il passato ed il futuro, questo è uno dei motivi per cui si rimane più concentrati su ciò che accade nel presente. La memoria si indebolisce: in caso di dosaggi alti si dimentica perfino come si sono iniziate le conversazioni in corso, e i pensieri si susseguono saltando di palo in frasca senza nessi logici.
Si vedono in modo più accentuato i contorni e i colori delle immagini, per cui alle volte si possono interpretare in modo diverso oggetti di cui vediamo aspetti mai notati prima, in ogni caso non si hanno allucinazioni visive. Per quanto riguarda i suoni, si percepisce meglio la separazione delle fonti sonore, e ascoltando la musica ogni strumento viene seguito separatamente. Anche i sapori dei cibi si sentono più forti, e ciò a volte fa crescere l’appetito.
Altri effetti frequenti sono una maggiore accettazione delle contaddizioni e delle situazioni comiche (si ride più facilmente), una maggiore tendenza all’introspezione e a dare significati profondi a situazioni banali e comuni (questo effetto è detto jamais vu, e in caso di dosi forti può provocare un senso di depersonalizzazione e perdita dell’identità che da molti è vissuto in modo spiacevole).
Da notare che se è vero che aumenta l’intensità delle percezioni (rallentamento del tempo), altro effetto è la tendenza ad occuparsi di una cosa sola per volta, ad es. ascoltare la musica oppure parlare, anzichè ascoltare e parlare allo stesso tempo. Inoltre, ad alti dosaggi, l’immaginazione e il rincoglionimento aumentano troppo e la concentrazione è minore rispetto al normale, e l’intensificazione delle emozioni può portare a ridere eccessivamente o ad attacchi di ira o di panico, anche perchè gli oggetti possono apparire distorti e colorati a macchie, e le “scene” separate da dissolvenze come nei film (ormai si “connette” sporadicamente).
Per quanto riguarda il comportamento, diminuice il rispetto delle regole e dei ruoli sociali a cui ci si attiene solitamente, diminuisce la chiassosità e l’aggressività, si diventa più disinibiti come quando si è ubriachi da alcool, ma con meno aggressività, e si intensificano i rapporti con gli altri: se questi però non sono buoni la reazione è più traumatica del normale, essendo amplificato il senso di incomprensione. Lo stato d’animo iniziale è molto importante: se non è buono, dopo aver fumato gli effetti piacevoli possono non essere presenti, sostituiti da ansia, panico, sospetto (ci si sente spiati da tutti e insorgono idee di persecuzione con illusioni sgradevoli o terrificanti, si va in “paranoia”).
Molti fumatori fanno notare che aumenta il desiderio sessuale e che i contatti fisici sono sentiti in modo amplificato. A dosi forti comunque può avere un effetto negativo sui rapporti sessuali.
Guidare dopo che ci si è cannati è sconsigliabile anche se, a differenza di chi ha bevuto alcool, si tende ad andare più piano. L’uso congiunto di alcool e cannabis è molto più pericoloso per la guida dell’uso di una delle due sostanze da sola.
In sintesi, gli effetti che si hanno sono euforia, rilassamento e pace, sensibilià più acuta, specialmente dei suoni, aumento di fame e sete (bocca e gola secche), rallentamento del tempo e senso di fluttuazione, e anche se non sempre, tendenza al ridere e aumentato desiderio sessuale. Gli effetti più apprezzati sono l’aumentata possibilità di rilassarsi, evitando noia e irritazioni-depressioni, e godendo meglio cibi, sesso e altre attività ricreative, senza essere ossessionati dalle cose che si sono fatte prima o che si devono fare in futuro. I più giovani danno molta importanza al fatto di stare in rapporto stretto con gli amici con cui fumano e al cambiamento di prospettive, la conoscenza di se stessi ecc. Alcune persone non sentono gli effetti positivi, o non li gradiscono.
Secondi alcuni la marijuana fa compiere un “viaggio” migliore, mentre l’hashish che è troppo forte, induce troppo rapidamente il sonno (dopo 2 ore gli effetti scompaiono e compare una forte sonnolenza).

TOSSICITA’ DELLA CANNABIS: Una dose di cannabis per essere letale dovrebbe essere equivalente a qualche migliaio di spinelli, quindi teoricamente non c’è rischio di morte durante una fumata. Comunque l’uso di cannabis può provocare una serie di disturbi fisici, come l’aumento di pulsazioni cardiache, giramenti di testa e svenimenti/collassi, nausea, vomito, diarrea, mal di testa, insonnia, tremori, scoordinamento motorio. Uno di questi sintomi è riscontrato almeno una volta da un consumatore su due. Dal punto di vita psichico le reazioni negative possono essere ansia, angoscia, timore di non poter più tornare allo stato normale, depressione: uno di questi sintomi è riscontrato almeno una volta da un consumatore su tre. In casi piuttosto rari si hanno condizioni di paranoia, paura, allucinazioni e pensieri ossessivi.
Chi soffre di arterie coronariche o è iperteso può avere problemi in seguito all’effetto di accelerazione del polso ed abbassamento di pressione.
Se l’uso è cronico, invece (da 15 a 40 canne di ashish al giorno) si manifestano laringiti, bronchiti, ipertensione arteriosa, insonnia, dimagrimento, anemia, diarrea, crampi, riduzione della sessualità fino all’impotenza maschile, carie dentaria e unghie facilmente spezzabili. Dal punto di vista psicologico il fumatore cronico perde energia, interesse, memoria, e spesso è in stati confusionali con deliri di tipo persecutorio. Questi effetti comunque avvengono solo, come si è detto, in chi fuma una trentina di spinelli al giorno per molto tempo.
Se si confronta la tossicità della cannabis con quella dell’alcool, comunque, si riscontra che è peggio l’acool, sia per la maggiore dipendenza creata, sia per la maggiore aggressività prodotta (che porta a suicidi, omicidi e violenze varie), sia per la possibilità di andare in coma o morire in caso di assunzione eccessiva di alcoolici, a differenza delle grosse fumate che portano al massimo disturbi ai polmoni, come per le sigarette di tabacco.
Confrontando la tossicità della cannabis con quella del tabacco a parità di sostanza fumata (tossicità derivata semplicemente dall’assunzione del fumo contenente ossido di carbonio, prodotto da una qualsiasi sostanza), si riscontra che la cannabis è tre volte più tossica delle sigarette, ma solo perchè il fumo viene aspirato più profondamente e trattenuto più a lungo. E’ quindi falso che fumare cannabis è meno pericoloso che fumare tabacco, sempre fumo è.

APPLICAZIONI MEDICHE DELLA MARIJUANA: La cannabis ha effetti terapeutici per il glaucoma (eccessiva pressione dell’occhio), per l’inappetenza da chemioterapia e per gli attacchi di sclerosi multipla. Naturalmente i medici non possono prescrivere la cannabis come cura, e per questo ci sono continui scontri tra i sostenitori della cura con cannabis e la polizia antidroga.

MODALITA’ DI FUMATA CARATTERISTICA: Le “Trombe (si dicono anche così a Lucca, pare)” vengono fumate lentamente, per lo più in gruppo, trattenendo l’inspirazione per aumentare l’assorbimento e tenendo la sigaretta nel cavo della mano per ridurre l’autocombustione. Il contesto in cui si assume la sostanza è molto importante: la compagnia deve essere gradita, l’ambiente rilassato ed eventualmente ricco di musica adatta e colori. Infatti, la canna non provoca un particolare stato d’animo, ma accentua la situazione emotiva già esistente, negativa o positiva che sia.

DOSAGGI: Fumare le canne è illegale e gli effetti negativi sono stati esposti. Detto ciò, questi sono i consigli per ridurre (se non altro) i danni e i rischi al minimo. Per quanto riguarda il dosaggio, questo può essere controllato abbastanza quando si fuma, si consideri che l’effetto pieno si ha dopo mezz’ora, per cui occorre attenderla prima di sapere se è il caso di smettere. Nel caso di cannabis ingerita l’effetto si ha dopo 1-2 ore, per cui il controllo è più difficile.
Se non si sentono gli effetti voluti, è inutile insistere, probabilmente si cercano effetti che la cannabis non procura per niente: non si può sperare di avere allucinazioni o di diventare super euforici; altro consiglio è quello di fumare con persone con cui si va d’accordo: se ci sono contrasti, questi aumenteranno dopo l’assunzione.

Nomi di tipi di fumo trattati in vari modi:

SuperSkunch -> Marijuana con presenza (minima) di LSD.

Shitto: equivalente di hashish in gergo “rozzo”, usato soprattutto anni fa.

Marocchino (o marocco) -> Hashish di colore marroncino, si presenta in tavolette (si misura in “cinquantini”, “decini”, ventini”). Ha un sapore amarognolo, da una buona “botta”, dato che il momento di “veglia” è più duraturo rispetto al cioccolato. A differenza di quest’ultimo, il marocchino quando si scalda “gonfia”, cioè cresce di volume.

Cioccolato: Hashish più scuro del marocchino, consistenza simile, è tagliato a pezzi partendo da una “panettina”. Ha un sapore migliore del marocchino, ma fa abbioccare (addormentare) prima.

Preparazione canna: si prende una sigaretta, si da una leccatina sulla giuntura della cartina per aprirla e prendere il tabacco. Poi si usa una cartina, ci si mette il tabacco preso dalla sigaretta, con un pezzino di cartone arrotolandolo ci si fa il filtro. A questo punto con l’accendino si scalda un po’ il marocco/cioccolato per poterlo sfare (se è maria invece basta spezzettarla o tagliarla con le forbicine), poi si mischia per bene col tabacco e si chiude la “canna”.

Il “fumo” solitamente viene nascosto (a Lucca si dice “incistare”, ho “incistato” il fumo) e ripreso soltanto nel momento della fumata (spesso collettiva).

Le canne si rollano, o si girano.

Termini più rari e locali: fistioni, tromba

Tipi di spinelli/cannoni/joint: telaio, carciofo,cintola, baffo, veliero (con bottiglia di vodka)


Sostanze Psicotrope

 


LSD

LSD

LSD Simpson

Nelle immagini potete vedere il cosiddetto cartone (con stampato sopra Simpson, Superman, Batman) che si imbeve di LSD, detto anche “Acido”. Oltre al cartone ci sono le “micropunte” e le “piramidi”.
Tratteremo questo allucinogeno nella prossima versione del breviario.

 


mescalina


psilocibina


Funghi Magici (Magic Mushrooms)

Funghetti magici

Molti funghi hanno proprietà allucinogene. L’argomento sarà trattato in future versioni del breviario.


POP: Da la botta che dura solo pochi secondi. E’ un liquido, si sniffano le esalazioni che producono una vasodilatazione e un conseguente aumento del battito cardiaco.


Analgesici

Gli analgesici sono i farmaci che servono per diminuire o annullare le sensazioni di dolore, ad esempio gli anestetici.

Ketamina (Special K)

Ketamina da iniettare

Ketamina da sniffare

La Ketamina è un anestetico che era usato nella chirurgia infantile, oggi solo per anestetizzare animali, che a basse dosi diventa uno psichedelico molto potente, più dell’LSD. Questa sostanza in molti paesi (come l’Inghilterra) non è compresa nella lista degli stupefacenti, essendo usata come analgesico ed anestetico ed essendovi, da parte della classe medica, opposizioni alla sua inclusione nell’elenco in quanto farmaco veramente utile.
La Ketamina pone il soggetto in uno stato vegetativo, in cui i muscoli sono rilassati e non si presentano stati di ansietà, e il “viaggio” dura solo un quarto d’ora minimo, un’ora e mezzo al massimo. Di solito la si assume per via endonasale (sniffata). Dato che il soggetto rimane anestetizzato non è una droga da assumersi in locali o feste, in quanto si perde la festa, musica compresa, in quanto come primo effetto se ne và l’audio. E’ solitamente assunta in casa o in ritrovi di pochi amici. Chi la usa alle volte chiama la botta/viaggio (stato di high/trip) ketaminico “K Land”, ovvero “Mondo K”, descrivendo profonde allucinazioni che includono distorsioni visuali e perdita dle senso del tempo e dell’identità, e alle volte un “viaggio post-morte”, ovvero ci si vede dall’esterno, come fossimo un’anima, si imbocca un tunnel dove si rivive tutta la vita in pochi secondi, e al suo termine c’è la classica luce…
Stan Grof così descrive l’effetto della Ketamina: “Ti può portare alla realtà subatomica o astrofisica, ad altre galassie. Ti può far vivere la vita di un girino o sperimentare quello che tu senti sia la coscienza di oggetti inanimati”.
John Lilly, che ha assunto ketamina per cento giorni consecutivi, scrive: “Sotto Ketamina posso oltrepassare il confine che porta ad altre realtà… Ho sperimentato stati in cui posso contattare i creatori dell’universo”.
Riporto i risultati di un test sugli effetti della ketamina a dosi da anestesia: più o meno su 100 gatti che l’hanno assunta in ne muoiono 3, lo stesso vare per i cani, di cavalli ne muoiono in media uno ogni 70; per quanto riguarda le scimmie ne muoiono 3 ogni 100, ovvero una ogni 30 circa, questo dovrebbe far supporre una statistica simile per l’uomo. Naturalmente per scopi ricreativi la ketamina è usata in dose molto minore rispetto al trattamento anestetico, per cui il rischio di morte è assai ridotto, a parte i casi di overdose dove il cuore rallenta troppo, fino a fermarsi, oppure il cervello e i muscoli ricevendo poco ossigeno possono danneggiarsi.
I rischi sono soprattutto causati dallo stato di semi-anestesia in cui non si sente più il dolore, per cui è possibile ferirsi senza accorgersene durante il “viaggio”. Anche la Ketamina crea tolleranza, se usata con regolarità, per cui servono dosi sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto.
La ketamina si presenta come un liquido (nella foto in alto), adatta all’iniezione, mentre per ottenere la polvere sniffabile (detta solitamente Special K, nell’altra foto) viene bollita. Da notare che spesso viene spacciata col nome Special K un mix di ketamina e altre sostanze più pericolose, come il PCP!!!
Prima di assumere Ketamina non si deve mangiare (bisogna essere digiuni da almeno 2 ore) e dopo averla presa bisogna di evitare di mangiare nuovamente (bisogna aspettare altre 2 ore, meglio se più), altrimenti sopraggiunge nausea e vomito.
Il dosaggio per iniezione intramuscolare è il seguente: la dose solitamente è 60-80 mg (ovvero 0,4 mg/lb), mentre una dose più forte è 80-125 mg (0,5-0,8 mg/lb). Sopra 1 mg/lb, cioè più di 150 mg, si ha la dose anestetica, eccessiva per uso ricreativo. Le dosi sopra i 4500 mg (77 mg/Kg) provocano la morte del 50% degli animali, e si suppone anche degli uomini. Quando è presa per iniezione, l’effetto inizia dopo 2-3 minuti, dura 1 ora – 1 ora e mezzo, e dopo 2 ore si torna normali. Normalmente i muscoli fanno male dopo un’iniezione di ketamina, anche qualche giorno, se non si usano aghi sottili e non si inietta lentamente.
Il dosaggio per via nasale è di 150 mg (1 mg/lb), per una dose più forte si assumono 150-250 mg (1 – 1,5 mg/lb). Sopra i 4500 mg si ha la morte nel 50% dei casi. La polvere per uso nasale si ottiene bollendo lentamente la ketamina liquida. L’effetto della ketamina sniffata dura meno che negli altri modi di assunzione.
Il dosaggio per via orale e’ di 150 mg (1 mg/lb), per una dose più forte si assumono 300-375 mg (2 – 2,5 mg/lb), e la dose anestetica è di 600 mg o oltre (4 mg/lb). Sopra i 4500 mg si ha la morte nel 50% dei casi. L’effetto inizia dopo 5-20 minuti (dipende da quanto è che si è mangiato), dura un’ora e mezzo e si torna normali dopo 4 ore. Per preparare una dose da prendere per bocca, occorre mettere la polvere di ketamina in una tazza, poi versarci un cm di acqua calda e mescolare finche’ non si scioglie. Quindi riempire il resto della tazzina con un acido come ad esempio succo d’arancio.

 


Racconti del nonno:
Si narra che in tempo di guerra, viste le difficoltà economiche e la scarsità di approvvigionamenti merceologici vari, i nostri nonni fumassero sostanze “stupefacenti” come le code dell’aglio secche e le canne di granturco (incendiando la parte interna della canna, che si presenta morbida e spugnosa).


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