Mirabilissimo100′s Weblog

giugno 27, 2012

GETTA I FIGLI PICCOLI DAL 15° PIANO-ARRESTATA A MOSCA

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LEGGO.IT

GETTA I FIGLI PICCOLI DAL 15° PIANO:
“ERO STUFA DI LORO” -FOTO/VIDEO

 
Martedì 26 Giugno 2012 – 11:10

MOSCA – Una madre russa è stata arrestata dalla polizia per aver ucciso i suoi due figli di 4 e 7 anni, gettandoli dal quindicesimo piano del palazzo dove abitavano a Mosca. La 30enne Galina Ryabkova è stata raggiunta dagli agenti, chiamati da alcuni passanti che avevano assistito allo schianto dei due corpicini. «Era stufa di loro» dice il sito Lifenews.ru, che mostra anche il video di sorveglianza che ha incastrato la donna. Quando gli agenti sono arrivati sul luogo hanno trovato la donna che stava lasciando lo stabile e gli hanno chiesto: «Sono suoi figli quelli precipitati». La donna non ha avuto problemi ad ammettere: «Si, li ho buttati giù io. Ero stufa di loro». 

IL VIDEO SU LIFENEWS.RU
http://www.leggo.it/news/mondo/getta_i_figli_piccoli_dal_15deg_piano_ero_stufa_di_loro_foto_video/notizie/185663.shtml

NONNA TAGLIA LE MANI ALLA NIPOTINA DI OTTO MESI E POI TENTA IL SUICIDIO

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LEGGO.IT

NONNA TAGLIA LE MANI ALLA NIPOTINA DI OTTO MESI E POI TENTA IL SUICIDIO – FOTO CHOC

 
Mercoledì 27 Giugno 2012 – 11:55

SHANDONG – Ha avuto le mani mozzate dalla nonna e ora i medici stanno cercando di restituire alla piccola l’uso degli arti, L’incidente è avvenuto nella provincia cinese di Shandong, dove la bambina era stata lasciata in custodia alla nonna poiché i genitori erano entrambi al lavoro. La nonna ha poi tentato il suicidio e ora è in coma.

Un vicino ha assistito alla scena e poi accompagnato la piccola e la madre in ospedale, come riporta il Daily Mail: “Ho visto la donna tornare a casa dopo il lavoro nel primo pomeriggio, ma a soli 10 minuti dopo si è precipitata giù con la bambina coperta di sangue. Le mani erano sparite. Poi la madre ha chiamato il marito, chiedendogli di tornare a casa a prendere le mani tagliate”. I medici hanno operato per 12 ore nel tentativo di ricucire le mani ma non si sa se la piccola ne riacquisterà la piena funzionalità. Probabilmente quando crescerà dovrà sottoporsi a un altro intervento.

giugno 25, 2012

MANUELE BRAJ CARABINIERE SCELTO E’ STATO UCCISO DA UN RAZZO IN AFGHANISTAN

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LEGGO.IT

AFGHANISTAN. UN RAZZO UCCIDE MANUELE, 
CARABINIERE 30ENNE. LASCIA UN FIGLIO DI 8 MESI -FOTO

 
Il carabiniere Manuele Braj

 
Il carabiniere Manuele Braj
 
 
 
Lunedì 25 Giugno 2012 – 12:57

ROMA – Il militare dell’Arma morto in seguito all’esplosione ad Adraskan è il carabiniere scelto Manuele Braj, 30enne di Galatina (Lecce), effettivo al 13/o Reggimento ‘Friuli-Venezia Giulià. Lascia la moglie, 28enne, e il figlio di 8 mesi.

I DUE FERITI Le lesioni alle gambe riportate dai due militari dell’Arma sono gravi, anche se – viene ribadito – non sono in pericolo di vita: entrambi sono stati subito soccorsi e trasportati in elicottero all’ospedale Usa ‘Role 2′ di Shindand. Appeana possibile saranno trasferiti. Nella base di Adraskan, la zona dell’esplosione è stata isolata per permettere i rilievi da parte degli artificieri e ricostruire la dinamica.

L’ESPLOSIONE – Un carabiniere è morto ed altri due sono rimasti feriti in seguito ad una esplosione avvenuta stamani in un campo addestrativo della polizia afghana, ad Adraskan. Lo apprende l’Ansa da fonti qualificate.  L’attentato è avvenuto alle 8.50 locali (le 6.20 in Italia) in prossimità di una garitta di osservazione installata a ridosso della linea di tiro del poligono. L’esplosione ha coinvolto 4 militari dell’Arma appartenenti al PSTT (Police Speciality Training Team) uno speciale nucleo addestrativo della polizia afghana. Il seguito all’esplosione un carabiniere è morto e due sono rimasti feriti alle gambe, mentre il quarto è illeso. I familiari sono stati informati.

RAZZO RPG L’esplosione che ha ucciso oggi un carabiniere in Afghanistan e ne ha feriti altri due è stata provocata, secondo i primi accertamenti, da un proiettile proveniente dall’esterno, presumibilmente un razzo Rpg. Lo ha appreso l’ANSA da fonti qualificate. Sempre stando ai primi accertamenti, dunque, la base della polizia afgana sarebbe stata oggetto di un attacco dall’esterno ed un proiettile di grosse dimensioni ha centrato la garitta di osservazione dove si trovavano i carabinieri. Uno è morto sul colpo, mentre altri due sono rimasti feriti dalle schegge. Il proiettile, forse di tipo controcarro, l’unico sparato contro la base, sarebbe stato esploso da una notevole distanza ed ora sono in corso i calcoli balistici per determinarne l’esatta provenienza.

“COLPA DELLA POLIZIA AFGHANA” L’agenzia di stampa Afghan Islamic Press (AIP) fornisce una ricostruzione dell’accaduto a Adraskan, dove è morto un carabiniere e altri due sono rimasti feriti, che non trova però riscontro da parte italiana. In una corrispondenza da Herat City l’agenzia sostiene di avere appreso da un agente di polizia afghano del Centro che un suo collega «ha sparato sul team di addestratori italiani causando un morto e due feriti». La stessa AIP ha comunque consultato il responsabile del Centro di addestramento, Fazl Ahmad Khalili, il quale ha invece detto che «un italiano è morto e due altri sono rimasti feriti da una esplosione seguita da una sparatoria», senza entrare in particolari sulla vicenda. Elicotteri dell’Isaf sono giunti immediatamente sul posto per portare via le vittime.

IL SINDACO: MANUELE RAGAZZO CORAGGIOSO «Manuele era un bravo ragazzo, onesto e coraggioso che credeva nel suo lavoro». Così il sindaco di Collepasso Paolo Menozzi ricorda all’Adnkronos il carabiniere Scelto Manuele Braj effettivo al 13° Reggimento ‘Friuli-Venezia Giulià morto ad Adraskan, in Afghanistan. Il Carabiniere Braj era nato a Galatina ma ha la sua famiglia a Collepasso, comune sempre in provincia di Lecce. «Lo conoscevo molto bene e sono sconvolto per la notizia della sua morte», dice il sindaco. Braj lascia la moglie e un figlio piccolo di soli 8 mesi. «La sua è una famiglia unita, persone perbene. Oggi è un triste risveglio per tutti». 

http://www.leggo.it/news/mondo/afghanistan_un_razzo_uccide_manuele_carabiniere_30enne_lascia_un_figlio_di_8_mesi_foto/notizie/185519.shtml

BAMBINO PICCHIATO DAI GENITORI E VIOLENTATO DAL PADRE NEL COSENTINO

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COSENZA, LEI PICCHIA IL FIGLIO DI 7 ANNI
E LUI LO VIOLENTA: GENITORI IN MANETTE

 
Lunedì 25 Giugno 2012 – 16:26

COSENZA – Due coniugi, lui di 40 anni e lei di 38, sono stati arrestati per lesioni e violenza sessuale nei confronti del figlio di sette anni. Ai due è stata notificata una ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza. Un insegnante del ragazzo ha notato che il minore era aggressivo ed ha chiesto l’intervento dei servizi sociali. Dal racconto del ragazzo sono emerse le violenze e gli abusi sessuali subiti dal padre e dalla madre. I due arrestati vivono in un paesino della media valle crati nel cosentino. Gli abusi iniziati dalla primissima infanzia sono proseguiti ininterrottamente fino a qualche mese fa, quando dopo la denuncia degli assistenti sociali il procuratore di Cosenza Dario Granieri il sostituto Paola Izzo, hanno avviato le prime indagini al termine delle quali hanno ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice di Cosenza. La storia è venuta alla luce grazie all’attenzione di un insegnante che notando il comportamento del bambino ha chiesto l’intervento dei servizi sociali. Il ragazzino ha quindi raccontato delle violenze quotidiane, delle botte con la cinghia, dei calci, dei pugni che riceveva dal padre e dalla madre. Il bambino ha poi raccontato di aver subito dal padre numerose violenze sessuali oltre ad essere costretto ad assistere ai rapporti sessuali tra i genitori. Dopo l’arresto dei due coniugi il bambino è stato affidato dal Tribunale dei Minori ad una casa d’accoglienza.

http://www.leggo.it/news/cronaca/cosenza_lei_picchia_il_figlio_di_7_anni_e_lui_lo_violenta_genitori_in_manette/notizie/185550.shtml

USA: MADRE TIENE LA FIGLIA RINCHIUSA IN UN ARMADIO-ARRESTATA

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USA, MADRE TIENE RINCHIUSA LA FIGLIA NELL’ARMADIO. A 10 ANNI PESA 15 KG

 
 
Jacole Prince

 
Jacole Prince
Domenica 24 Giugno 2012 – 18:48

NEW YORK – Teneva la sua bimba di dieci anni chiusa in un armadio, circondata dai suoi stessi escrementi, e non le dava da mangiare “perché si sporcava sempre”.

Probabilmente segregata in casa da anni, la piccola pesa appena 15 chili e ha problemi dermatologici: sua madre, Jacole Prince, una donna di 29 anni, è stata ora arrestata, a Kansas City, con l’accusa di aggressione e maltrattamento di un minore. Gli agenti di polizia sono arrivati venerdì allertati da una telefonata anonima giunta ad un numero verde per la protezione dell’infanzia. Hanno bussato alla porta, anche se i vicini avevano detto che in casa non c’era nessuno, che la donna era appena uscita, “con le sue due figlie”. Da dentro l’appartamento una vocina ha però risposto “si”, e gli agenti sono entrati. Rapidamente, hanno trovato l’armadio-gabbia, seguendo un forte odore di orina.

Ora la bimba, che il Kansas Star identifica con le iniziali L.P., è ricoverata in un ospedale pediatrico, dove era stata visitata l’ultima volta sei anni fa, e da allora il suo peso è aumentato di meno di tre chili. Il procuratore distrettuale Peter Baker ha affermato che era costretta a vivere in condizioni “assolutamente atroci”, ma ciononostante, “ha sorprendentemente un ottimo spirito. E’ molto cooperativa con la polizia, e ha detto che non vuole tornare a casa”.

Anche le due sorelline, di due e otto anni, che i vicini pensavano fossero le sole due figlie della donna e hanno descritto come sempre “pulite e ordinate”, sono ora state affidate ai servizi sociali. La madre è invece dietro le sbarre. La polizia l’ha facilmente rintracciata a casa del fidanzato, che ha affermato di non sapere in condizioni viveva L.P. e non è stato per il momento incriminato. La polizia però continua ad indagare. Sono molte le risposte che mancano ancora in questa triste storia.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/usa_madre_tiene_rinchiusa_la_figlia_nellarmadio_a_10_anni_pesa_15_kg_foto_/notizie/185382.shtml

GAY: NOZZE NELLA CHIESA LUTERANA DANESE

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“Nozze” gay anche in una chiesa protestante. Superato l’ultimo limite

Segnalazione di Raimondo Gatto

Polemiche per il sì di Stig e Steen a Copenaghen. Ma nei Paesi nordici è via libera per legge ai matrimoni omo

Stig Elling e Steen Andersen passeranno alla storia. Sono loro la prima coppia omosessuale ad essersi sposata in una chiesa in Danimarca. Confetti, bomboniere, prove ristorante, correzioni al menù, abito, parrucchiere, trucco.

Come un uomo e una donna Stig e Steen sono entrati in chiesa, emozionati e intimoriti dalla chiesa addobbata e piena di parenti. Hanno ascoltato il prete, detto sì, scambiato un bacio a suffragio del loro amore, indissolubile e consacrato. Riso e petali di rose. Con Stin e Steen anchela Danimarcaha detto sì alle unioni in chiesa tra gay. Un passo epocale, che divide ancora molto tra favorevoli e contrari, che annienta diversità, disuguaglianze. D’ora in poi le coppie dello stesso sesso non solo potranno diventare marito e moglie in comune, ma potranno scambiarsi la promessa anche davanti al prete.

Grazie alla nuova legge danese sui matrimoni, Stig e Steen hanno potuto unirsi in matrimonio nella chiesa luterana evangelica di Frederiksberg di Copenhagen. La legge presentata dai socialdemocratici è stata approvata il 7 giugno a maggioranza schiacciante con 85 voti a favore e 24 contrari; quasi la metà dell’Assemblea che conta 179 seggi era però vuota.

Gli omosessuali avevano già la possibilità di ricevere una benedizione nelle chiese luterane. La legge prevede comunque una clausola sull’obiezione di coscienza: nessun pastore sarà obbligato a celebrare nozze gay.

In Danimarca le coppie omosessuali possono adottare bambini già dal 2009. Avotare contro la legge il Partito Popolare Danese, una formazione populista che ha ribadito come il matrimonio debba essere l’unione di un uomo e una donna. Il Partito Cristiano Democratico, che non è al momento in parlamento, ha annunciato l’intenzione di contestare in giustizia la legge con una class action che riunisca i fedeli, perché costituirebbe una violazione della libertà di credo religioso.

Secondo Oerum Joergensen, ex deputato dei Cristiano democratici, un recente sondaggio dimostra che circa 440mila membri della chiesa luterana potrebbero uscire dalla Chiesa come conseguenza della nuova norma. Circa l’80% dei danesi, ovvero circa 4,5 milioni di persone, è membro della chiesa luterana. Eppurela Danimarcanon è il primo paese a concedere questo diritto ai gay.

È dal 2009 che in Svezia con la legge sul «matrimonio neutro» si consente alle coppie dello stesso sesso di scegliere se unirsi in matrimonio in comune o in chiesa.

Non così semplice invece sembra essere in Inghilterra, dove i molti continuano a non vederlo di buon occhio. Così, quando il governo Cameron si preparava a varare la legge sui matrimoni tra omessessuali, i vertici della chiesa anglicana sono intervenuti per dire no, parlando di decisione «completamente irrazionale». Ma non basta, la chiesa anglicana ha affermato che se il governo dovesse rendere legale tale irrazionalità si potrebbe rompere il legame tra stato e chiesa che dura da oltre 500 anni. Fatto della discordia è la bozza della legge che il governo ha presentato e che vede entro il 2015 la libertà di sposarsi tra pari sesso.

Insomma, per il momento la Churchof England non ci sta.

Fonte: Il Gazzettino.it, 19/06/2012

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=11645#more-11645

giugno 23, 2012

GAZA: ATTACCHI CONTINUI-MUORE BIMBO PALESTINESE

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LEGGO.IT

 

STRISCIA DI GAZA, ATTACCHI CONTINUI: MUORE BIMBO PALESTINESE DI 5 ANNI. ACCUSATO HAMAS 

 
Sabato 23 Giugno 2012 – 13:01

Un bambino palestinese di 5 anni sarebbe stato ucciso stamattina dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza controllata da Hamas, sullo sfondo di una vampata di nuove violenze segnata nelle ultime ore da numerosi lanci di razzi verso il sud d’Israele – alternati a ritorsioni e raid aerei – a dispetto dell’abbozzo di tregua delineatosi l’altro ieri sera. Lo riferiscono fonti locali. Ma Israele nega il coinvolgimento della sua aviazione nell’esplosione che stamane ha ucciso il bambino e ferito altre due persone. Un portavoce militare interpellato a Tel Aviv afferma che in mattinata non si sono avuti raid sulla Striscia. Il portavoce viceversa ribadisce che alcune incursioni aeree (le quali avrebbero causato diversi feriti) sono state compiute nella notte contro installazioni di Hamas e obiettivi identificati come cellule armate, dopo la ripresa di lanci di razzi verso il sud d’Israele seguita a una breve fase di tregua relativa sullo sfondo della spirale di violenze riavviatasi a inizio settimana. Egli ha pure confermato che uno degli ultimi razzi sparati dalla Striscia ha ferito nelle prime ore di oggi un civile israeliano nella cittadina di Sderot.

La tensione – dopo 12 ore di quiete quasi totale – si è riaccesa gia’ venerdi’ sera con alcuni lanci a cui sono seguite incursioni dell’aviazione israeliana contro presunte cellule armate di tiratori (e un bilancio di due morti, entrambi ritenuti legati a una fazione iperintegralista salafita). Poi, nella notte e all’alba, il numero dei razzi e’ tornato a intensificarsi, con un ventina di ordigni piovuti in Israele (uno dei quali, esploso vicino a una casa di Sderot, ha provocato il ferimento d’un abitante) e altri cinque intercettati dalle batterie anti-missile Iron Dome. Nelle stesse ore i raid aerei israeliani hanno ripreso a colpire a ondate la Striscia, facendo almeno 17 feriti.

In totale, da lunedi’ scorso, momento d’inizio di quest’ultima escalation, sono caduti su Israele quasi 150 razzi, con un bilancio di cinque feriti (l’abitante di Sderot e quattro militari della Guardia di Frontiera colpiti da schegge nei giorni scorsi). Mentre nella Striscia si sono avuti almeno una dozzina di morti, in maggioranza combattenti, ma fra i quali si contano almeno tre civili, incluso il bambino ucciso oggi e un ragazzo di 14 anni dilaniato da una bomba d’aereo finita fuori bersaglio tre giorni fa. A questi va aggiunto un bebe’ rimasto vittima martedi’ delle schegge d’un razzo sparato dagli stessi miliziani verso Israele e caduto invece ‘corto’ nella Striscia.

Lo scontro – alimentato nei giorni scorsi in prima fila direttamente dal braccio armato di Hamas, dopo mesi di basso profilo – si era attenuato da giovedi’ sera grazie a un tacito accordo di cessate il fuoco mediato discretamente dall’Egitto. Accordo accettato in teoria – su base di reciprocita’ – da tutte le maggiori fazioni di Gaza, ma che alcuni gruppi minori sembrano aver ignorato e che adesso vacilla chiaramente.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/striscia_di_gaza_attacchi_continui_muore_bimbo_palestinese_di_5_anni_accusato_hamas_/notizie/185244.shtml

VESCOVO PRESIDENTE DELLA CARITAS ARGENTINA FA SCANDALO AL MARE CON UNA AMICA

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Continenza conciliare: “vescovo” presidente della Caritas argentina al mare con un’amica

Segnalazione di Raimondo Gatto tramite Radiocristiandad

Il titolare della diocesi di Merlo-Moreno, regione di Buenos Aires, Argentina, è sotto il fuoco di fila della gerarchia ecclesiastica: forse un’esito prevedibile, dal momento che è stato ripreso mentre era in vacanza nella località di Puerto Vallarta, in Messico, un resort di lusso con una donna. Che, immerso in acqua, abbracciava amorevolmente.

L’ABBRACCIO FATALE - Il “Vescovo” ha rilasciato immediatamente un’intervista all’emittente A24, in cui affermava che di certo il suo comportamento è stato “ambiguo”, ma la donna è “una vecchia amica” con la quale non c’è assolutamente niente di sentimentale.

INTERVISTA AL “VESCOVO”:http://www.youtube.com/watch?v=dAUW5rbCWZg&feature=player_embedded

Al Vaticano, sembra, la giustificazione non è bastata: riporta La Nacion che il Vaticano ha caldamente consigliato al vescovo di cedere il passo. “Le fonti della diocesi affermano che Fernando Maria Bargalló”, questo il nome del prelato, “avrebbe presentato le sue dimissioni anticipate dal governo pastorale della diocesi per evitare uno scandalo di grandi dimensioni”: ma ancora la Nacion spiega che le fonti avevano già assicurato che il prelato poteva essere rimosso d’autorità per “condotta privata confliggente con le sue funzioni pastorali”.

CHI HA PAGATO? - L’arcivescovo Emil Paul Tscherrig, nunzio apostolico in Argentina, aveva comunque già inviato un rapporto ufficiale a Roma per sollevare questione sul comportamento del prelato. La donna sarebbe “un’imprenditrice nel settore della ristorazione, proprietaria di ristoranti nella zona di Belgrano”; le fotografie risalgono al gennaio 2011: e non c’è soltanto lo scandalo interno alla gerarchia, nel senso che molti, dice ancora la Nacion, iniziano a chiedersi “chi abbia pagato le vacanze” in quell’esclusivo resort al vescovo che, da presidente della Caritas Argentina, aveva più volte criticato il governo nazionale per la mancanza di una politica sociale e assistenziale per i poveri.

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=11700

 

GERMANIA: BIMBO DI DUE ANNI MUORE DI SETE VICINO AL CADAVERE DELLA MADRE

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GERMANIA, A DUE ANNI MUORE DI SETE
VICINO AL CADAVERE DELLA MADRE -FOTO

 
Tragedia a Lipsia, la casa sono stati trovati i cadaveri (Bild)

 
Tragedia a Lipsia, la casa sono stati trovati i cadaveri (Bild)Tragedia a Lipsia, la casa sono stati trovati i cadaveri (Bild)Tragedia a Lipsia, la casa sono stati trovati i cadaveri (Bild)Tragedia a Lipsia, la casa sono stati trovati i cadaveri (Bild)
 
Venerdì 22 Giugno 2012 – 20:36

LIPSIA – Dopo due giorni di sofferenze è morto di sete, a due anni, vicino al cadavere della madre tossicodipendente, deceduta nell’indifferenza di vicini e servizi sociali in un quartiere bene di Lipsia, in Germania. I corpi della 26enne Yvonne F. e di suo figlio sono rimasti per settimane nell’appartamento al piano terra di un palazzo elegante nel quartiere di Gohlis, racconta oggi la stampa. Li ha trovati nella notte tra domenica e lunedì la polizia, a terra, l’uno accanto all’altra, dopo che un vicino li aveva messi in allarme per l’odore insopportabile che emanavano i loro cadaveri. Secondo la stampa la donna, 1,65 metri per soli 40 chili, sarebbe deceduta per un collasso multiplo di diversi organi interni, probabilmente causato dal prolungato consumo di droghe. Il piccolo, invece, è morto disidratato. I medici legali non hanno potuto stabilire quanto sia durato il suo calvario. Ma il bambino si sarebbe potuto salvare se solo qualcuno si fosse accorto della scomparsa della madre, hanno spiegato i medici. «Conoscevo tutti e due – ha raccontato un vicino al tabloid Bild – Il piccolo ha giocato un paio di volte con il mio cane. Ma la madre non voleva contatti. Le finestre erano sempre tappate con delle lenzuola». L’uso di stupefacenti da parte di Yvonne F. era noto da oltre dieci anni ai servizi sociali, la cui macchina è stata evidentemente incapace di evitare questa tragedia.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/germania_a_due_anni_muore_di_sete_vicino_al_cadavere_della_madre_foto/notizie/185209.shtml

 

CANNIBALE MANGIA BRACCIO DI UN AMICO-NUOVO CASO IN USA

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CANNIBALE MANGIA BRACCIO DI UN AMICO, NUOVO CASO IN USA -FOTO 

 
Charles Baker,

 

Charles Baker

Venerdì 22 Giugno 2012 – 23:10

PALMETTO (FLORIDA) – Un nuovo caso di cannibalismo allarma gli Stati Uniti:  l’ultimo ‘zombiè è un uomo di 26 anni di nome Charles Baker, entrato in azione a Palmetto, in Florida. Recatosi nella casa dell’ex compagna per fare visita ai figli, Baker, sotto l’effetto di droga, ha iniziato ad urlare e a spaccare alcuni mobili in preda ad un impeto di rabbia, quindi si è tolto i vestiti e ha mangiato il braccio di un altro uomo, Jeffrey Blake, che vive nell’abitazione. L’episodio ha riacceso l’attenzione sull’allarme di qualche settimana fa: a fine maggio un ragazzo ha ridotto in fin di vita un senzatetto dopo avergli divorato il 75% del viso; e solo qualche giorno dopo a Baltimora, in Maryland, uno studente ha confessato di aver ucciso il compagno di stanza per poi mangiarne parte di cuore e cervello. In entrambi i casi gli aggressori avevano assunto un nuovo tipo di droga sintetica chiamata ‘sali da bagnò. La sostanza equivale ad un mix di cocaina, Lsd, ecstasy e metanfetamina, e farebbe scattare l’impulso irrefrenabile di mangiare carne umana.
http://www.leggo.it/zoom/cannibale_mangia_braccio_di_un_amico_nuovo_caso_in_usa_foto_/notizie/185226.shtml

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