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agosto 4, 2011

LAMPEDUSA: SOCCORSO UN BARCONE-“100 CORPI GETTATI IN MARE”

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LEGGO.IT

LAMPEDUSA, ALTRO DRAMMA.
SOCCORSO UN BARCONE:
“100 CORPI GETTATI IN MARE”

 
 
Giovedì 04 Agosto 2011 – 21:40                   

LAMPEDUSA –  Decine di morti, il Mediterraneo come una bara liquida che ingoia corpi destinati a restare senza nome. L’ultima tragedia dell’immigrazione la racconta con un filo di voce una delle superstiti, Fatima, una giovane marocchina soccorsa dalla guardia costiera mentre, insieme ai suoi compagni di viaggio, navigava alla deriva in acque libiche. «All’inizio eravamo trecento, ma un centinaio, soprattutto donne, non ce l’hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi». Numeri tutti da confermare riferiti da testimoni sotto choc su cui forse non si avrà mai certezza: al momento la Guardia Costiera, infatti, ha avvistato un solo corpo in acqua. Ma l’ultima tragedia dell’immigrazione rischia di avere anche conseguenze diplomatiche: a 27 miglia dal barcone in avaria c’era una nave della Nato che sarebbe stata sollecitata dalle autorità italiane a intervenire in soccorso dei migranti. L’Alleanza, però, avrebbe risposto picche e la carretta con centinaia di uomini, donne e bambini senza acqua e senza cibo da giorni avrebbe continuato il suo viaggio disperato. Un no, quello della Nato, su cui il Viminale vuole risposte. Tanto da chiedere ai ministri della Difesa e degli esteri un intervento presso la coalizione. Secondo quanto hanno raccontato i migranti a bordo, comunque, il natante sarebbe partito venerdì dalla Libia. Dopo qualche ora il motore si sarebbe guastato. Ieri un rimorchiatore cipriota che incrociava in acque libiche l’ha avvistato e ha avvertito le autorità italiane rassicurate dalla presenza dell’imbarcazione. I ciprioti avrebbero gettato in acqua delle zattere di salvataggio ma poi si sarebbero allontanati. Alcuni migranti, disperati, si sarebbero buttati in acqua per seguirli. Il legno è stato poi nuovamente avvistato questa mattina da un elicottero della Guardia Costiera decollato da Catania. Dal velivolo è stato calato il cestello con acqua e cibo: qualcuno, a bordo dell’imbarcazione, ha tentato disperatamente di attaccarsi e raggiungere l’elicottero. Alle 14.40 i naufraghi a bordo del barcone e delle zattere, sono stati raggiunti da tre delle quattro motovedette nel frattempo partite da Lampedusa e hanno iniziato il trasbordo al sicuro degli occupanti, ridotti ormai allo stremo delle forze. Disidratati, affamati e sotto choc. In cinque – un uomo e quattro marocchine – sono stati portati con l’elisoccorso al Poliambulatorio di Lampedusa. Due, intubate e in gravissime condizioni, verranno trasferite in ospedale a Palermo: i medici definiscono il loro stato «molto preoccupante». Solo qualche giorno fa, Lampedusa è stata teatro di un’altra tragedia. Un’imbarcazione partita da Tripoli con più di 300 persone a bordo è stata raggiunta a un miglio dall’isola dalla Capitaneria: a bordo 25 cadaveri sepolti nella stiva rimasti per ore senza un filo d’aria. Alcuni sono morti soffocati, altri per le percosse subite da chi, dal ponte stipato di gente, non voleva che risalissero per paura di finire in acqua. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

aprile 30, 2011

LAMPEDUSA: SBARCANO 100 IMMIGRATI OGNI ORA

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articolo di sabato 30 aprile 2011

 

Lampedusa sta per esplodere:
sbarcano 100 immigrati ogni ora

 
Clicca per ingrandire
 
di Redazione

 

Continua l’assalto all’isola, nelle ultime 24 ore sono arrivati più di 2500 immigrati
La situazione sta per esplodere, gli sbarchi continuano senza sosta a tutte le ore del giorno. Due barconi carichi di migranti sono arrivati tra la scorsa notte e questa mattina a Lampedusa, dove sono più 2.000 gli stranieri giunti nelle ultime 24 ore. Un altra barca con oltre 500 profughi a bordo ha lanciato l’Sos con un telefono satellitare. L’imbarcazione si trova a circa 40 miglia dall’isola siciliana

Continua l’invasione di Lampedusa. Due barconi carichi di migranti sono arrivati tra la scorsa notte e questa mattina a Lampedusa, dove sono più 2.000 gli stranieri giunti nelle ultime 24 ore. Una delle due imbarcazioni, con a bordo 360 persone, è giunta sulla spiaggia di Isola dei Conigli, mentre un altro natante che trasportava 500 profughi è stato soccorso a una decina di miglia dall’isola. Entrambe le barche erano salpate dalla Libia, come quelle che ieri hanno portato a Lampedusa un migliaio di profughi. La situazione dell’accoglienza è nuovamente al limite, con il centro di contrada Imbriacola e l’ex base Loran al massimo della capienza.

Un altro barcone con oltre 500 profughi a bordo, secondo quanto hanno riferito gli stessi extracomunitari, ha lanciato l’Sos con un telefono satellitare. l’imbarcazione si trova a circa 40 miglia da Lampedusa, in acque Sar (le operazioni di ricerca e soccorso ndr) di competenza maltese. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono in netto peggioramento, con mare forza 5-6 e forti raffiche di vento. L’allarme è stato girato alle autorità maltesi. Intanto sta per giungere a Lampedusa, scortato dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, un altro barcone con circa 500 migranti soccorso questa mattina a poche miglia dall’isola. Un’altra imbarcazione era approdata in nottata a cala Galera. I carabinieri hanno bloccato a terra fino ad ora circa 360 profughi. 

http://www.ilgiornale.it/interni/lampedusa_sta_esplodere_sbarcano_100_immigrati_allora/30-04-2011/articolo-id=520283-page=0-comments=1


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aprile 8, 2011

LAMPEDUSA: ARRIVA CARRETTA CON 600 CLANDESTINI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 8:54 pm

lampedusa:  arriva carretta con 600 clandestini

Nel primo pomeriggio di venerdì la Guardia Costiera ha avvistato centinaia di clandestini in arrivo a Lampedusa a brodo di due barconi. Successivamente, tre scafisti, probabilmente tunisini e intercettati nel canale di Sicilia, hanno costretto una cinquntina di profughi a buttarsi in acqua, per sfuggire all’inseguimento della Guardia costiera. I naufraghi sono stati recuperati e gli scafisti arrestati.  E dopo alcune giornate di relativa calma sono ripresi gli sbarchi: è arrivata a Lampedusa una nave su cui erano imbarcate circa 600 persone. La nave era stata avvistata a una ventina di miglia dall’isola ed è poi stata scortata in porto dalle motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza. La carretta del mare sembra giungere dalla Libia.

RIMPATRI, RIVOLTA TUNISINI - A Lampedusa intanto scattano i primi rimpatri e i tunisini minacciano la rivolta. Nella notte la Polizia ha dovuto sedare una violenta protesta di una settantina di immigrati del centro d’accoglienza. A fare scattare i disordini è stata la notizia del rimpatrio di trenta persone, che dai primi controlli sono risultati avere precedenti penali. Il volo è decollato ieri sera dall’aeroporto di Lampedusa ed è il primo dopo gli accordi italo-tunisini. Altri 74 tunisini, ancora ospiti nel centro, appresa la notizia hanno protestato animatamente, minacciando di dare fuoco alla struttura e solo a tarda notte gli agenti sono riusciti a sedare gli animi. Dopo il rimpatrio, l’isola è praticamente svuotata. La Nave Flaminia della Tirrenia con a bordo gli ultimi immigrati presenti sull’isola è salpata intorno alle 2.30 di giovedì notte. Il traghetto aveva provato ad attraccare per tutto il giorno, non riuscendoci per le cattive condizioni del mare.

“SARKOZY OSTAGGIO” – In un’intervista al Messaggero, il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha chiarito l’applicazione degli accordi tra governo ed enti locali: “La protezione temporanea si applica solo a chi è già in Italia mentre gli altri saranno tutti rimpatriati”. Alla domanda se il premier Silvio Berlusconi riuscuirà a convincere Nicolas Sarkozy a far ‘collaborare’ la Francia, il titolare della Farnesina replica: “La Francia ha con noi legami indissolubili, storici, geografici e culturali. In questo momento però in Francia ha notevole peso la dinamica interna e il fatto che Marine Le Pen, leader di una destra xenofoba, arrivi ad insidiare le posizioni dei più accreditati candidati presidenziali, a cominciare da Sarkozy e dai leader della sinistra”. E sul ‘blocco’ degli immigrati alla frontiera di Ventimiglia: “Gli immigrati per tre mesi possono circolare nello spazio Schengen. Questa è la nostra tesi ma ci confronteremo nel bilaterale del 26 aprile”.

SBARCHI IN CALABRIA – Mentre proseguono le ricerche dei dispersi del terribile naufragio in acque maltesi, si alzano nuovi allarmi per le imbarcazioni presenti nel Mediterraneo. Unità navali tunisine e personale del campo petrolifero britannico Miscar, hanno soccorso, nel golfo di Gabes, un barcone, con a bordo 51 persone che stava per inabissarsi. Un’imbarcazione con 82 immigrati è stata invece intercettata al largo delle coste calabresi. A bordo della barca a vela, che proveniva dalla Grecia battente bandiera americana, sono stati trovati clandestini di nazionalità palestinese, irachena, afgana e quattro immigrati del Bangladesh. Sono stati individuati e arrestati i due scafisti, di nazionalità ucraina. Tra i clandestini ci sono 12 donne e 25 bambini, oltre ai 47 uomini. Dopo essere stati rifocillati, sono stati trasferiti al centro di accoglienza di Crotone.

08/04/2011

http://www.libero-news.it/news/710637/Lampedusa__arriva_carretta_con_____clandestini.html

aprile 7, 2011

LAMPEDUSA: 250 IMMIGRATI DISPERSI IN MARE ANCHE DONNE E BAMBINI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 3:56 am

LAMPEDUSA: 250 IMMIGRATI DISPERSI IN MARE ANCHE DONNE E BAMBINI
  
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TG.COM
6.4.2011
Lampedusa, 250 immigrati dispersi in mare

In salvo una cinquantina, primi naufraghi arrivati a Lampedusa

foto LaPresse

22:27 – Tragico bilancio del naufragio nel Canale di Sicilia. In tutto erano 300 gli immigrati caduti in mare nella notte mentre venivano soccorsi al largo di Lampedusa. Una cinquantina le persone recuperate, mentre continuano le ricerche. I trecento immigrati, tutti dell’Africa subsahariana, avevano chiesto soccorso tramite telefono satellitare. Si temono molti morti. Il barcone era partito due giorni fa dalla Libia.

Dei primi naufraghi giunti a Lampedusa, tre sono stati trasferiti in barella sulle ambulanze, gli altri sono stati trasportati con gli autobus direttamente nei centri di accoglienza nell’attesa di essere trasferiti. Anche una donna incinta tra le vittime del naufragio. Michele Prosperi di Save The Children che l’ha potuta vedere, ha riferito che la donna è in “avanzato stato di gravidanza”. La donna è stata accompagnata in ambulanza al poliambulatorio dell’isola. Secondo Prosperi, gli immigrati soccorsi “erano tutti stremati e senza un filo di voce”. A tutti sono stati forniti delle coperte termiche nelle quali si sono avvolti prima di salire sul pullman.

Tre naufraghi sono stati salvati da un peschereccio di Mazara del Vallo (Trapani) impegnato in operazioni di pesca nel Canale di Sicilia.

Molte donne e bambini tra le vittime
Tra i naufraghi ci sarebbero molte donne e bambini, hanno riferito i primi clandestini giunti a Lampedusa. “Temiamo che molti possano essere morti”, ha detto una persona che sta seguendo le operazioni di soccorso. L’equipaggio dell’elicottero della Guardia di finanza accorso sul posto ha confermato di aver visto in mare, nell’area dove il barcone dei migranti è naufragato, decine di cadaveri. “Abbiamo sperato di vedere qualcuno che alzasse il braccio – dicono – ma non è accaduto. Tra i cadaveri, difficili da quantificare, anche corpicini di bambini”. Secondo quanto riferito dal Comando generale delle Capitanerie di porto, i duecento profughi, tutti dell’Africa subsahariana, si trovavano su un barcone che aveva chiesto aiuto alle autorità maltesi e, su richiesta di queste ultime, erano partite da Lampedusa due motovedette della Guardia Costiera e un elicottero della Guardia di Finanza.

Il barcone naufragato, lungo 13 metri circa, era partito due giorni fa da Zuwarah, in Libia, come ha detto la Guardia Costiera italiana. Secondo quanto riporta la Capitaneria di Porto, le autorità maltesi, una volta ricevuto l’sos, avrebbero a loro volta chiesto aiuto nella notte quando hanno saputo che un barcone stava imbarcando acqua, ma senza dichiarare l’emergenza. All’arrivo sul posto della motovedetta pare che i profughi abbiano iniziato ad agirtarsi fino a che l’imbarcazione si è rovesciata.

Giunta sul posto alle quattro circa di mattina, la prima delle motovedette ha intercettato il barcone alla deriva in una situazione di grave pericolo. “Il mare molto agitato (stato quattro) e la concitazione a bordo del barcone hanno reso vano ogni tentativo di trarre in salvo gli immigrati, finiti in acqua nel corso delle operazioni di soccorso”, spiegano alle Capitanerie di Porto.

Fino ad ora sarebbero 20 i cadaveri avvistati nell’area del naufragio, circa 250 i dispersi e 53 le persone tratte in salvo. Nelle ricerche sono impegnate tre motovedette, un aereo e un elicottero della Guardia Costiera e un aereo maltese, oltre a un motopesca di Mazara del Vallo che è stato dirottato nella zona.

Forse nessuno scafista, solo Gps
L’imbarcazione naufragata al largo di Lampedusa era probabilmente senza scafista. E’ questa l’ipotesi del comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana, il quale spiega che i gestori di questi traffici “potrebbero limitarsi a programmare la rotta attraverso il Gps” e lasciare che i barconi arrivino a destinazione senza alcun altro supporto. “Non si possono far partire duecento persone con questo mare – si dispera il comandante Morana -. Nell’area del naufragio le onde sono alte tre metri”.

La Russa: caserme per gli immigrati
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha annunciato che per affrontare l’emergenza immigrazione, il Viminale ha richiesto luoghi “come caserme, dove poter alloggiare persone senza bisogno di tende”. Entrando a Palazzo Chigi, La Russa ha aggiunto che “è stata chiesta una tipologia diversa di siti militari per ospitare gli immigrati: non luoghi aperti dove allestire tendopoli, ma siti recintati”.

Sbarchi, 25.800 immigrati da gennaio
Fino ad oggi sono sbarcati 25.800 immigrati dall’inizio dell’anno: 2.300 provenienti dalla Libia, gli altri dalla Tunisia. Il dato è emerso nel corso della riunione a Palazzo Chigi della cabina di regia tra governo, Regioni e altri enti locali sull’emergenza immigrazione.

 
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Naufragio, una donna incinta tra i superstiti

Il barcone, con più di 200 persone a bordodi nazionalità eritrea e somala, era partito dalla Libia 2 giorni fa.

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Con molta probabilità era salpato dalle coste libiche il barcone con più di 200 migranti a bordo naufragato nella notte a largo di Lampedusa. L’imbarcazione era lunga appena 13 metri ed era partita quasi certamente da Zuwarah (a ovest di Tripoli). Alla Capitaneria di porto di Lampedusa questa ipotesi viene data “al 90 per cento”, anche sulla base della posizione in cui è avvenuta la tragedia, il tratto di mare tra Malta e Lampedusa. Si tratta di una rotta battuta dalle imbarcazioni provenienti dalle coste libiche rispetto a quella più a ovest seguita dai barconi partiti dalle coste tunisine. I migranti che trasportava , tra cui molte donne e bambini, erano per lo più di nazionalità eritrea e somala.  L’imbarcazione era lunga appena 13 metri ed era partita due giorni fa da Zuwarah (Libia).

UNA DONNA INCINTA TRA I 48 SUPERSTITI. Tra i naufraghi portati in salvo nel porto di Lampedusa c’è anche una donna incinta, “in avanzato stato di gravidanza”. A riferirlo Michele Prosperi di Save The Children. La donna è stata accompagnata in ambulanza al poliambulatorio dell’isola. Secondo Prosperi, “erano tutti stremati e senza un filo di voce”, mentre il comandante della capitaneria di porto, Pietro Carosia, spiega che i 48 extracomunitari arrivati erano in stato di ipotermia. A tutti sono stati forniti delle coperte termiche nelle quali si sono avvolti prima di salire sul pullman.

mercoledì, 06 aprile 2011

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-07251015-517b-416c-8198-bd6a72dff647.html

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LEGGO.IT

MIGRANTI, TRAGEDIA IN MARE:
BIMBI TRA I 250 MORTI -FOTO

Mercoledì 06 Aprile 2011 – 21:47

LAMPEDUSA – È notte fonda nel Canale di Sicilia ed è tempo di morire: 250, forse di più, fanno naufragio a 39 miglia dalla costa di Lampedusa quando sono circa le due. La Guardia costiera ne salva 48, un peschereccio ne prende a bordo 3: tra loro due donne, una incinta all’ottavo mese. Gli altri sono ancora lì, corpi sbattuti tra le onde che raggiungono 4 metri. Non doveva finire così la storia di questi profughi partiti dal porto libico di Zuwarah. Il mare era l’ultima tappa di un viaggio cominciato dall’Africa sub-sahariana e durato mesi, se non anni.

E invece la loro barca, un legno di 13 metri, non ha retto. Quando a bordo hanno visto il mare gonfiarsi, gli immigrati hanno capito che era finita. Da un telefono satellitare hanno chiamato le autorità di Malta – competente per i soccorsi in quell’area – che hanno comunicato l’emergenza ai colleghi italiani. Due motovedette della Guardia costiera sono subito salpate, mentre l’area veniva monitorata da elicotteri e aerei. Giunti sul posto, gli uomini della Capitaneria di porto hanno tentato di «agganciare» la carretta senza più governo, che già imbarcava acqua, lanciando una cima. A bordo il peso si è squilibrato, la barca si è piegata su un fianco e rovesciata. Così si è compiuta la tragedia.
La sommaria dinamica è quella ricostruita dai sopravvissuti, arrivati intorno alle 11, su due mootovedette, al molo Favaloro di Lampedusa, dove sono stati avvolti in coperte termiche e alcuni accompagnati al poliambulatorio dell’isola. Il racconto dei soccorritori è ancora più agghiacciante: «Uomini, donne e bambini cadevano dalla barca e andavano giù come piombo. Un inferno. Alcuni sopravvissuti li abbiamo presi per i capelli». Non è servito lanciare zattere e salvagenti in acqua, tutto è accaduto in un attimo. Da quanto si apprende, le indicazioni riferite dai naufraghi ai maltesi sarebbero state sommariamente girate alle autorità italiane. Il contenuto delle comunicazioni non avrebbe lasciato presagire che si trattava di una emergenza così grave. Solo quando i soccorritori sono arrivati sul posto hanno visto che lo scafo aveva una falla. Le ricerche di altri sopravvissuti sono state sospese con il buio, dopo che sono andate avanti per tutto il giorno, con l’ausilio della nave «Flaminia» che stamane era in rada a Lampedusa, in attesa di trasferire i migranti del centro d’accoglienza, e alla quale adesso spetterà il triste compito di imbarcare cadaveri. Le speranze di trovare vivo qualcuno sono al lumicino. Il racconto fatto dall’equipaggio di un elicottero della Guardia di finanza dà la dimensione della sciagura: «Abbiamo visto decine di corpi galleggiare a gruppi, e comparandone le dimensioni abbiamo capito che in mare c’erano anche bambini. Speravamo che qualcuno agitasse una mano. Non è accaduto».

Però è successo che poco prima delle 14 arrivasse in porto un peschereccio di Mazara del Vallo, il «Cartagine». A bordo aveva tre sopravvissuti, salvati nel buio. Il comandante, Francesco Rifiorito, ha raccontato di aver ricevuto l’allarme dalla Guardia costiera intorno alle due, quando stava effettuando una battuta di pesca a dieci miglia dal luogo del disastro. Ha tirato su le reti e invertito la rotta. «Non si vedeva nulla – ricorda – si sentivano solo urla. Sono state le grida a guidarci in un punto dove abbiamo lanciato le cime alle quali tre naufraghi si sono aggrappati. Un altro comandante guarda sconsolato il mare: è Antonio Morana, che a Lampedusa guida la Capitaneria di porto. Di gente ne ha salvata. »Non si fa – dice – Non si mandano queste persone a morire così«. E azzarda l’ipotesi che ormai i mercanti di uomini abbiano ridotto a zero i loro rischi: su queste barche, spiega, vengono installati dei Gps, programmati su una rotta. I migranti vengono stipati sulle carrette e spinti in mare, in balia delle onde, senza nessun marinaio; al suo posto uno strumento che gracchia.

BOSSI: “COSTRETTI A FIDARCI DI TUNISI” «Siamo costretti a fidarci della Tunisia. Spero che mantengano la parola». Così il leader della Lega, Umberto Bossi, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se si fidasse delle ‘promessè strappate ieri a Tunisi sull’immigrazione dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. «È una bella domanda», ha aggiunto il Senatur. A chi gli ha chiesto infine se il blocco delle partenze dal paese nordafricano funzionerà, il senatur ha replicato: «funzionerà, puttana Eva».

“HO PERSO MOGLIE E FIGLIO”  «Eravamo 370, siamo stati due notti e tre giorni in mare, poi abbiamo visto la nave italiana che si avvicinava». Sono drammatici i racconti di alcuni dei 51 superstiti della tragedia del canale di Sicilia dove un barcone carico di migranti si sarebbe rovesciato durante le operazioni di soccorso provocando la morte di almeno 150 persone. Un uomo ha raccontato: «La nave italiana è arrivata molto lentamente a motori spenti, molto lentamente, fino a un metro da noi. Ci siamo spostati e la nostra barca si è rotta e siamo caduti in mare». Il numero dei migranti, partiti dalla Libia e di varie nazionalità africane, non è certo. Secondo il racconto di alcuni sopravvissuti sarebbero stati oltre 350 sul barcone. Un giovane del Camerun dice di essere rimasto in Libia almeno due anni a fare l’imbianchino e quando è divampata la guerra gli avrebbero proposto di combattere contro i ribelli. Ma lui – racconta – è riuscito a trovare un barcone per partire pagando 1200 dollari sia per lui, che per la sua fidanzata, 24 anni, e un suo amico: gli altri due sono morti. «Siamo partiti dalla Libia su un barcone e ieri verso le sei di sera è cominciato il cattivo tempo. Siamo caduti in acqua – dice – era un inferno. Mi entrava acqua in bocca ma sono riuscito a rimanere a galla. C’erano almeno tre bambini e molte donne. Io mi chiamo Peter Ugo, ho 29 anni».  Mentre era al poliambulatorio di Lampedusa è arrivata una telefonata della donna che si era salvata e che si trova nella base Loran di Lampedusa. Lo ha detto lui stesso parlando con i giornalisti.

CADAVERI DI BAMBINI IN MARE Sono decine i cadaveri che l’equipaggio dell’elicottero della Guardia di finanza ha visto in mare, nell’area dove il barcone dei migranti è naufragato. Lo riferiscono al loro rientro i piloti che hanno volato dalle 10.30 alle 12.30 per fornire assistenza agli uomini della Capitaneria di porto che coordina i soccorsi. «Abbiamo sperato di vedere qualcuno che alzasse il braccio – dicono – ma non è accaduto. Tra i cadaveri, difficili da quantificare, anche corpicini di bambini». I cadaveri galleggiano a gruppi nello specchio d’acqua, dice l’equipaggio della Gdf, e questo consente di compararne le dimensioni: purtroppo ci sono anche bambini. L’elicottero è tornato alla base per rifornirsi e si alzerà di nuovo in volo.

FORSE NESSUNO A PILOTARE LA BARCA L’ultima trovata dei trafficanti di migranti è imbarcare gli stranieri su una carretta e lasciare che se la cavino da soli, senza scafisti, senza nessuno che abbia esperienza di mare. Questa è più di una ipotesi per il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana, il quale spiega che i gestori di questi traffici «potrebbero limitarsi a programmare la rotta attraverso il Gps» e lasciare che i barconi arrivino a destinazione senza alcun altro supporto. In condizioni meteo ottimali l’operazione può tecnicamente riuscire. Proprio ieri notte è accaduto qualcosa del genere: una barca con 104 tunisini è arrivata al porto vecchio e sono stati gli stessi extracomunitari a riferire di essere partiti da Zarzis senza un marinaio a bordo. Si erano limitati a fare una colletta di 400 euro a testa per acquistare una carretta e un Gps. Nessuno di loro aveva esperienza di mare e la loro speranza d’arrivare era legata a quello strumento che segnava una rotta di 74 gradi. «Non si possono far partire duecento persone con questo mare – si dispera il comandante Morana -. Nell’area del naufragio le onde sono alte tre metri. Il merito dei nostri uomini è averne salvati 48, e non è stato facile». Sulla dinamica del naufragio, Morana non si esprime: «Non abbiamo ancora parlato con i comandanti delle motovedette – dice – e per adesso non si possono avanzare ipotesi. Ma ripeto, le condizioni del mare sono proibitive».

ONDE DI TRE METRI Nell’area del Canale di Sicilia, dove si è verificato il naufragio del barcone di 13 metri che trasportava circa 200 persone ci sono onde alte tre metri. È quanto spiega uno dei soccorritori. Le condizioni meteo sono abbastanza proibitive e le previsioni danno calma di vento solo a partire da domani. Attualmente il mare è forza 6 e spira un vento di Maestrale a oltre 30 nodi. 
Cinque extracomunitari, tra i sopravvissuti al naufragio nel Canale di Sicilia, sono ricoverati nel poliambulatorio di Lampedusa. Il cardiologo che li ha appena visitati ha riscontrato ipotermia ma complessivamente li ha trovati in discrete condizioni di salute. Tra le persone ricoverate c’è anche una donna all’ottavo mese di gravidanza. Le sue condizioni non sono preoccupanti e anche il bambino, secondo quanto dicono i sanitari, sta bene. 

MANDURIA, INDAGINI SU RICHIESTA RIMPATRI La polizia ha avviato indagini su una decina di immigrati tunisini ospitati nella tendopoli di Manduria che hanno chiesto alle autorità italiane di essere rimpatriati sulla base degli accordi stipulati ieri tra Italia e Tunisia. La richiesta ha sollevato qualche sospetto tra gli investigatori tarantini – si apprende da fonti di polizia – perchè i richiedenti potrebbero essere traghettatori di immigrati che, all’arrivo a Lampedusa, si sono confusi con i migranti. 

TUNISINI ARRESTATI IN TOSCANA Due tunisini arrivati da Lampedusa a Monte San Savino (Arezzo), sono stati arrestati dai carabinieri. Dalle procedure di identificazione a cui sono sottoposti gli immigrati ospiti delle strutture di accoglienza è emerso che uno dei due aveva precedenti per droga; l’altro era stato espulso dall’Italia nel 2006. «Su segnalazione della questura di Arezzo – spiega una nota – i carabinieri di Monte San Savino hanno arrestato due tunisini appartenenti al gruppo di immigrati giunti ieri da Lampedusa ed alloggiati in località Palazzuolo». Uno di loro, 35 anni, doveva scontare un residuo di pena di un anno e due mesi di reclusione per spaccio; l’altro, 40 anni, «sebbene espulso con provvedimento del prefetto di Reggio Emilia e notificato il 30 novembre 2006 ha fatto rientro prima di dieci anni nel territorio nazionale senza autorizzazione».

 

LAMPEDUSA: 250 IMMIGRATI DISPERSI IN MARE ANCHE DONNE E BAMBINI
  
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TG.COM
6.4.2011
Lampedusa, 250 immigrati dispersi in mare

In salvo una cinquantina, primi naufraghi arrivati a Lampedusa

foto LaPresse

22:27 – Tragico bilancio del naufragio nel Canale di Sicilia. In tutto erano 300 gli immigrati caduti in mare nella notte mentre venivano soccorsi al largo di Lampedusa. Una cinquantina le persone recuperate, mentre continuano le ricerche. I trecento immigrati, tutti dell’Africa subsahariana, avevano chiesto soccorso tramite telefono satellitare. Si temono molti morti. Il barcone era partito due giorni fa dalla Libia.

Dei primi naufraghi giunti a Lampedusa, tre sono stati trasferiti in barella sulle ambulanze, gli altri sono stati trasportati con gli autobus direttamente nei centri di accoglienza nell’attesa di essere trasferiti. Anche una donna incinta tra le vittime del naufragio. Michele Prosperi di Save The Children che l’ha potuta vedere, ha riferito che la donna è in “avanzato stato di gravidanza”. La donna è stata accompagnata in ambulanza al poliambulatorio dell’isola. Secondo Prosperi, gli immigrati soccorsi “erano tutti stremati e senza un filo di voce”. A tutti sono stati forniti delle coperte termiche nelle quali si sono avvolti prima di salire sul pullman.

Tre naufraghi sono stati salvati da un peschereccio di Mazara del Vallo (Trapani) impegnato in operazioni di pesca nel Canale di Sicilia.

Molte donne e bambini tra le vittime
Tra i naufraghi ci sarebbero molte donne e bambini, hanno riferito i primi clandestini giunti a Lampedusa. “Temiamo che molti possano essere morti”, ha detto una persona che sta seguendo le operazioni di soccorso. L’equipaggio dell’elicottero della Guardia di finanza accorso sul posto ha confermato di aver visto in mare, nell’area dove il barcone dei migranti è naufragato, decine di cadaveri. “Abbiamo sperato di vedere qualcuno che alzasse il braccio – dicono – ma non è accaduto. Tra i cadaveri, difficili da quantificare, anche corpicini di bambini”. Secondo quanto riferito dal Comando generale delle Capitanerie di porto, i duecento profughi, tutti dell’Africa subsahariana, si trovavano su un barcone che aveva chiesto aiuto alle autorità maltesi e, su richiesta di queste ultime, erano partite da Lampedusa due motovedette della Guardia Costiera e un elicottero della Guardia di Finanza.

Il barcone naufragato, lungo 13 metri circa, era partito due giorni fa da Zuwarah, in Libia, come ha detto la Guardia Costiera italiana. Secondo quanto riporta la Capitaneria di Porto, le autorità maltesi, una volta ricevuto l’sos, avrebbero a loro volta chiesto aiuto nella notte quando hanno saputo che un barcone stava imbarcando acqua, ma senza dichiarare l’emergenza. All’arrivo sul posto della motovedetta pare che i profughi abbiano iniziato ad agirtarsi fino a che l’imbarcazione si è rovesciata.

Giunta sul posto alle quattro circa di mattina, la prima delle motovedette ha intercettato il barcone alla deriva in una situazione di grave pericolo. “Il mare molto agitato (stato quattro) e la concitazione a bordo del barcone hanno reso vano ogni tentativo di trarre in salvo gli immigrati, finiti in acqua nel corso delle operazioni di soccorso”, spiegano alle Capitanerie di Porto.

Fino ad ora sarebbero 20 i cadaveri avvistati nell’area del naufragio, circa 250 i dispersi e 53 le persone tratte in salvo. Nelle ricerche sono impegnate tre motovedette, un aereo e un elicottero della Guardia Costiera e un aereo maltese, oltre a un motopesca di Mazara del Vallo che è stato dirottato nella zona.

Forse nessuno scafista, solo Gps
L’imbarcazione naufragata al largo di Lampedusa era probabilmente senza scafista. E’ questa l’ipotesi del comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana, il quale spiega che i gestori di questi traffici “potrebbero limitarsi a programmare la rotta attraverso il Gps” e lasciare che i barconi arrivino a destinazione senza alcun altro supporto. “Non si possono far partire duecento persone con questo mare – si dispera il comandante Morana -. Nell’area del naufragio le onde sono alte tre metri”.

La Russa: caserme per gli immigrati
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha annunciato che per affrontare l’emergenza immigrazione, il Viminale ha richiesto luoghi “come caserme, dove poter alloggiare persone senza bisogno di tende”. Entrando a Palazzo Chigi, La Russa ha aggiunto che “è stata chiesta una tipologia diversa di siti militari per ospitare gli immigrati: non luoghi aperti dove allestire tendopoli, ma siti recintati”.

Sbarchi, 25.800 immigrati da gennaio
Fino ad oggi sono sbarcati 25.800 immigrati dall’inizio dell’anno: 2.300 provenienti dalla Libia, gli altri dalla Tunisia. Il dato è emerso nel corso della riunione a Palazzo Chigi della cabina di regia tra governo, Regioni e altri enti locali sull’emergenza immigrazione.

 
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Naufragio, una donna incinta tra i superstiti

Il barcone, con più di 200 persone a bordodi nazionalità eritrea e somala, era partito dalla Libia 2 giorni fa.

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Con molta probabilità era salpato dalle coste libiche il barcone con più di 200 migranti a bordo naufragato nella notte a largo di Lampedusa. L’imbarcazione era lunga appena 13 metri ed era partita quasi certamente da Zuwarah (a ovest di Tripoli). Alla Capitaneria di porto di Lampedusa questa ipotesi viene data “al 90 per cento”, anche sulla base della posizione in cui è avvenuta la tragedia, il tratto di mare tra Malta e Lampedusa. Si tratta di una rotta battuta dalle imbarcazioni provenienti dalle coste libiche rispetto a quella più a ovest seguita dai barconi partiti dalle coste tunisine. I migranti che trasportava , tra cui molte donne e bambini, erano per lo più di nazionalità eritrea e somala.  L’imbarcazione era lunga appena 13 metri ed era partita due giorni fa da Zuwarah (Libia).

UNA DONNA INCINTA TRA I 48 SUPERSTITI. Tra i naufraghi portati in salvo nel porto di Lampedusa c’è anche una donna incinta, “in avanzato stato di gravidanza”. A riferirlo Michele Prosperi di Save The Children. La donna è stata accompagnata in ambulanza al poliambulatorio dell’isola. Secondo Prosperi, “erano tutti stremati e senza un filo di voce”, mentre il comandante della capitaneria di porto, Pietro Carosia, spiega che i 48 extracomunitari arrivati erano in stato di ipotermia. A tutti sono stati forniti delle coperte termiche nelle quali si sono avvolti prima di salire sul pullman.

mercoledì, 06 aprile 2011

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-07251015-517b-416c-8198-bd6a72dff647.html

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LEGGO.IT

MIGRANTI, TRAGEDIA IN MARE:
BIMBI TRA I 250 MORTI -FOTO

Mercoledì 06 Aprile 2011 – 21:47

LAMPEDUSA – È notte fonda nel Canale di Sicilia ed è tempo di morire: 250, forse di più, fanno naufragio a 39 miglia dalla costa di Lampedusa quando sono circa le due. La Guardia costiera ne salva 48, un peschereccio ne prende a bordo 3: tra loro due donne, una incinta all’ottavo mese. Gli altri sono ancora lì, corpi sbattuti tra le onde che raggiungono 4 metri. Non doveva finire così la storia di questi profughi partiti dal porto libico di Zuwarah. Il mare era l’ultima tappa di un viaggio cominciato dall’Africa sub-sahariana e durato mesi, se non anni.

E invece la loro barca, un legno di 13 metri, non ha retto. Quando a bordo hanno visto il mare gonfiarsi, gli immigrati hanno capito che era finita. Da un telefono satellitare hanno chiamato le autorità di Malta – competente per i soccorsi in quell’area – che hanno comunicato l’emergenza ai colleghi italiani. Due motovedette della Guardia costiera sono subito salpate, mentre l’area veniva monitorata da elicotteri e aerei. Giunti sul posto, gli uomini della Capitaneria di porto hanno tentato di «agganciare» la carretta senza più governo, che già imbarcava acqua, lanciando una cima. A bordo il peso si è squilibrato, la barca si è piegata su un fianco e rovesciata. Così si è compiuta la tragedia.
La sommaria dinamica è quella ricostruita dai sopravvissuti, arrivati intorno alle 11, su due mootovedette, al molo Favaloro di Lampedusa, dove sono stati avvolti in coperte termiche e alcuni accompagnati al poliambulatorio dell’isola. Il racconto dei soccorritori è ancora più agghiacciante: «Uomini, donne e bambini cadevano dalla barca e andavano giù come piombo. Un inferno. Alcuni sopravvissuti li abbiamo presi per i capelli». Non è servito lanciare zattere e salvagenti in acqua, tutto è accaduto in un attimo. Da quanto si apprende, le indicazioni riferite dai naufraghi ai maltesi sarebbero state sommariamente girate alle autorità italiane. Il contenuto delle comunicazioni non avrebbe lasciato presagire che si trattava di una emergenza così grave. Solo quando i soccorritori sono arrivati sul posto hanno visto che lo scafo aveva una falla. Le ricerche di altri sopravvissuti sono state sospese con il buio, dopo che sono andate avanti per tutto il giorno, con l’ausilio della nave «Flaminia» che stamane era in rada a Lampedusa, in attesa di trasferire i migranti del centro d’accoglienza, e alla quale adesso spetterà il triste compito di imbarcare cadaveri. Le speranze di trovare vivo qualcuno sono al lumicino. Il racconto fatto dall’equipaggio di un elicottero della Guardia di finanza dà la dimensione della sciagura: «Abbiamo visto decine di corpi galleggiare a gruppi, e comparandone le dimensioni abbiamo capito che in mare c’erano anche bambini. Speravamo che qualcuno agitasse una mano. Non è accaduto».

Però è successo che poco prima delle 14 arrivasse in porto un peschereccio di Mazara del Vallo, il «Cartagine». A bordo aveva tre sopravvissuti, salvati nel buio. Il comandante, Francesco Rifiorito, ha raccontato di aver ricevuto l’allarme dalla Guardia costiera intorno alle due, quando stava effettuando una battuta di pesca a dieci miglia dal luogo del disastro. Ha tirato su le reti e invertito la rotta. «Non si vedeva nulla – ricorda – si sentivano solo urla. Sono state le grida a guidarci in un punto dove abbiamo lanciato le cime alle quali tre naufraghi si sono aggrappati. Un altro comandante guarda sconsolato il mare: è Antonio Morana, che a Lampedusa guida la Capitaneria di porto. Di gente ne ha salvata. »Non si fa – dice – Non si mandano queste persone a morire così«. E azzarda l’ipotesi che ormai i mercanti di uomini abbiano ridotto a zero i loro rischi: su queste barche, spiega, vengono installati dei Gps, programmati su una rotta. I migranti vengono stipati sulle carrette e spinti in mare, in balia delle onde, senza nessun marinaio; al suo posto uno strumento che gracchia.

BOSSI: “COSTRETTI A FIDARCI DI TUNISI” «Siamo costretti a fidarci della Tunisia. Spero che mantengano la parola». Così il leader della Lega, Umberto Bossi, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se si fidasse delle ‘promessè strappate ieri a Tunisi sull’immigrazione dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. «È una bella domanda», ha aggiunto il Senatur. A chi gli ha chiesto infine se il blocco delle partenze dal paese nordafricano funzionerà, il senatur ha replicato: «funzionerà, puttana Eva».

“HO PERSO MOGLIE E FIGLIO”  «Eravamo 370, siamo stati due notti e tre giorni in mare, poi abbiamo visto la nave italiana che si avvicinava». Sono drammatici i racconti di alcuni dei 51 superstiti della tragedia del canale di Sicilia dove un barcone carico di migranti si sarebbe rovesciato durante le operazioni di soccorso provocando la morte di almeno 150 persone. Un uomo ha raccontato: «La nave italiana è arrivata molto lentamente a motori spenti, molto lentamente, fino a un metro da noi. Ci siamo spostati e la nostra barca si è rotta e siamo caduti in mare». Il numero dei migranti, partiti dalla Libia e di varie nazionalità africane, non è certo. Secondo il racconto di alcuni sopravvissuti sarebbero stati oltre 350 sul barcone. Un giovane del Camerun dice di essere rimasto in Libia almeno due anni a fare l’imbianchino e quando è divampata la guerra gli avrebbero proposto di combattere contro i ribelli. Ma lui – racconta – è riuscito a trovare un barcone per partire pagando 1200 dollari sia per lui, che per la sua fidanzata, 24 anni, e un suo amico: gli altri due sono morti. «Siamo partiti dalla Libia su un barcone e ieri verso le sei di sera è cominciato il cattivo tempo. Siamo caduti in acqua – dice – era un inferno. Mi entrava acqua in bocca ma sono riuscito a rimanere a galla. C’erano almeno tre bambini e molte donne. Io mi chiamo Peter Ugo, ho 29 anni».  Mentre era al poliambulatorio di Lampedusa è arrivata una telefonata della donna che si era salvata e che si trova nella base Loran di Lampedusa. Lo ha detto lui stesso parlando con i giornalisti.

CADAVERI DI BAMBINI IN MARE Sono decine i cadaveri che l’equipaggio dell’elicottero della Guardia di finanza ha visto in mare, nell’area dove il barcone dei migranti è naufragato. Lo riferiscono al loro rientro i piloti che hanno volato dalle 10.30 alle 12.30 per fornire assistenza agli uomini della Capitaneria di porto che coordina i soccorsi. «Abbiamo sperato di vedere qualcuno che alzasse il braccio – dicono – ma non è accaduto. Tra i cadaveri, difficili da quantificare, anche corpicini di bambini». I cadaveri galleggiano a gruppi nello specchio d’acqua, dice l’equipaggio della Gdf, e questo consente di compararne le dimensioni: purtroppo ci sono anche bambini. L’elicottero è tornato alla base per rifornirsi e si alzerà di nuovo in volo.

FORSE NESSUNO A PILOTARE LA BARCA L’ultima trovata dei trafficanti di migranti è imbarcare gli stranieri su una carretta e lasciare che se la cavino da soli, senza scafisti, senza nessuno che abbia esperienza di mare. Questa è più di una ipotesi per il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana, il quale spiega che i gestori di questi traffici «potrebbero limitarsi a programmare la rotta attraverso il Gps» e lasciare che i barconi arrivino a destinazione senza alcun altro supporto. In condizioni meteo ottimali l’operazione può tecnicamente riuscire. Proprio ieri notte è accaduto qualcosa del genere: una barca con 104 tunisini è arrivata al porto vecchio e sono stati gli stessi extracomunitari a riferire di essere partiti da Zarzis senza un marinaio a bordo. Si erano limitati a fare una colletta di 400 euro a testa per acquistare una carretta e un Gps. Nessuno di loro aveva esperienza di mare e la loro speranza d’arrivare era legata a quello strumento che segnava una rotta di 74 gradi. «Non si possono far partire duecento persone con questo mare – si dispera il comandante Morana -. Nell’area del naufragio le onde sono alte tre metri. Il merito dei nostri uomini è averne salvati 48, e non è stato facile». Sulla dinamica del naufragio, Morana non si esprime: «Non abbiamo ancora parlato con i comandanti delle motovedette – dice – e per adesso non si possono avanzare ipotesi. Ma ripeto, le condizioni del mare sono proibitive».

ONDE DI TRE METRI Nell’area del Canale di Sicilia, dove si è verificato il naufragio del barcone di 13 metri che trasportava circa 200 persone ci sono onde alte tre metri. È quanto spiega uno dei soccorritori. Le condizioni meteo sono abbastanza proibitive e le previsioni danno calma di vento solo a partire da domani. Attualmente il mare è forza 6 e spira un vento di Maestrale a oltre 30 nodi. 
Cinque extracomunitari, tra i sopravvissuti al naufragio nel Canale di Sicilia, sono ricoverati nel poliambulatorio di Lampedusa. Il cardiologo che li ha appena visitati ha riscontrato ipotermia ma complessivamente li ha trovati in discrete condizioni di salute. Tra le persone ricoverate c’è anche una donna all’ottavo mese di gravidanza. Le sue condizioni non sono preoccupanti e anche il bambino, secondo quanto dicono i sanitari, sta bene. 

MANDURIA, INDAGINI SU RICHIESTA RIMPATRI La polizia ha avviato indagini su una decina di immigrati tunisini ospitati nella tendopoli di Manduria che hanno chiesto alle autorità italiane di essere rimpatriati sulla base degli accordi stipulati ieri tra Italia e Tunisia. La richiesta ha sollevato qualche sospetto tra gli investigatori tarantini – si apprende da fonti di polizia – perchè i richiedenti potrebbero essere traghettatori di immigrati che, all’arrivo a Lampedusa, si sono confusi con i migranti. 

TUNISINI ARRESTATI IN TOSCANA Due tunisini arrivati da Lampedusa a Monte San Savino (Arezzo), sono stati arrestati dai carabinieri. Dalle procedure di identificazione a cui sono sottoposti gli immigrati ospiti delle strutture di accoglienza è emerso che uno dei due aveva precedenti per droga; l’altro era stato espulso dall’Italia nel 2006. «Su segnalazione della questura di Arezzo – spiega una nota – i carabinieri di Monte San Savino hanno arrestato due tunisini appartenenti al gruppo di immigrati giunti ieri da Lampedusa ed alloggiati in località Palazzuolo». Uno di loro, 35 anni, doveva scontare un residuo di pena di un anno e due mesi di reclusione per spaccio; l’altro, 40 anni, «sebbene espulso con provvedimento del prefetto di Reggio Emilia e notificato il 30 novembre 2006 ha fatto rientro prima di dieci anni nel territorio nazionale senza autorizzazione».

 

 

 

 

 

 

 

aprile 5, 2011

LAMPEDUSA: GLI SBARCHI CONTINUANO-ARRIVATI ANCHE DONNE INCINTE E BAMBINI!

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LEGGO.IT

IMMIGRATI, MARONI A TUNISI.
IERI NOTTE ANCORA SBARCHI

 
Manduria migranti in fuga
 
Martedì 05 Aprile 2011 – 11:59
 

LAMPEDUSA – Il ministro dell’Interno Roberto Maroni è arrivato a Tunisi per definire l’intesa, con le autorità locali, contro l’immigrazione clandestina. «Siamo qui per concludere l’accordo, speriamo di fare una buona cosa», ha detto il responsabile del Viminale, che ha aggiunto come ieri, a proposito della precedente visita a Tunisi con il premier Silvio Berlusconi, «non c’è stato alcuno stop: abbiamo continuato a lavorare ieri pomeriggio e continueremo ora». Maroni è a colloquio con il ministro dell’Interno tunisino, Habib Essid.
Da ieri a Tunisi è rimasta una commissione tecnica italiana, guidata dal prefetto Rodolfo Ronconi, direttore della Polizia delle frontiere, per definire i dettagli della possibile intesa insieme alla controparte tunisina. In cambio della stretta sui controlli per bloccare la partenza dei migranti e del rimpatrio dei tunisini arrivati, l’Italia mette sul piatto mezzi (motovedette, gip, ecc.) e fondi per il reinserimento dei migranti. Un pacchetto dal valore stimato intorno ai 250 milioni di euro.

RIPRESI GLI SBARCHI È ripresa anche oggi, dopo i trasferimenti di massa dei giorni scorsi, l’ondata di sbarchi a Lampedusa. Questa mattina all’alba sono arrivati nell’isola due barconi con oltre 600 migranti, uno dei quali, partito dalla Libia con 400 persone a bordo (per la maggior parte eritrei e somali), è riuscito ad eludere i controlli e a raggiungere Cala Creta. A bordo, numerose donne incinte e una decina di bambini: alcuni migranti si sono dispersi per l’isola e i carabinieri li stanno ancora cercando. Gli extracomunitari arrivati provengono da numerosi paesi: Somalia, Eritrea, Pakistan, Ghana, Burkina Faso, Mali e NIgeria.
Ieri sera altri tre barconi, con a bordo complessivamente oltre 200 persone, avevano raggiunto l’isola. Intanto, la nave «Catania», che secondo le autorità ha imbarcato 450 migranti, è partita soltanto questa notte alle 12.50 dal molo di Cala Pisana, dopo essere rimasta in banchina per circa 15 ore. La destinazione del traghetto, secondo quanto appreso, dovrebbe essere Civitavecchia o Livorno.
Intanto, stamane partiranno dall’isola 40 minori di nazionalità tunisina, che ieri sono stati identificati nel Cspa dell’isola; saliranno sul traghetto di linea diretto a Porto Empedocle, e da lì saranno condotti in comunità d’accoglienza. Nel centro dell’isola restano così altri 97 ragazzi che saranno trasferiti dopo la procedura d’identificazione.

ARRIVATI IN 917 Sono 917 i migranti arrivati da ieri sera a Lampedusa e ospitati nel Cspa e nella ex base militare Loran. Il numero complessivo degli extracomunitari presenti nell’isola è di circa 1.500. Sette gli sbarchi che si sono susseguiti in 12 ore: ieri sera sul primo barcone ne sono arrivati 99; 67 e 52 nei due episodi successivi. Stamane alle 5, nel primo arrivo della giornata, sono giunti 400 profughi (tra cui 37 donne e 8 bambini) provenienti dalla Libia. Stessa provenienza per un’altra barca, che ha portato a Lampedusa 34 persone, tra le quali 2 donne. Infine, due «carrette» sono arrivate dalla Tunisia, con 77 e 188 extracomunitari.

NAVE CLODIA A CIVITAVECCHIA Andrà a Civitavecchia la nave Clodia della Grimaldi, partita da Lampedusa con a bordo 1.040 migranti. La nave sarebbe dovuta attraccare a Taranto questa mattina ma nella giornata di ieri è stato deciso un cambio di programma e la nave è stata dirottata prima su Napoli e successivamente su Civitavecchia, dove dovrebbe arrivare nelle prossime ore.
Saranno ospitati alla caserma dell’Esercito ‘De Carolis’, alla periferia di Civitavecchia, 600 dei 1.040 immigrati tunisini che nel pomeriggio di oggi sbarcheranno al porto di Civitavecchia dal traghetto della Tirrenia, Clodia, proveniente da Lampedusa. Lo ha detto il sindaco della città tirrenica, Gianni Moscherini. Intanto, in mattinata, è previsto un incontro tra i responsabili locali dell’ordine pubblico allo scopo di organizzare i trasferimenti degli stranieri. Non si conosce al momento la destinazione degli altri immigrati.

700 MIGRANTI A TRAPANI Settecento migranti sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa stanno per raggiungere la tendopoli allestita a Chinisia, nei pressi dell’aeroporto di Trapani Birgi. Gli extracomunitari, che erano a bordo dell’Excelsior, sono arrivati questa mattina nel porto di Trapani e subito dopo sono stati trasferiti in pullman verso la struttura d’accoglienza. Sulla nave della Gnv viaggiavano anche gli altri 500 immigrati giunti ieri a Catania e successivamente trasferiti nella tendopoli di Pian del Lago a Caltanissetta. Sono quindi complessivamente 1200 i tunisini che da Lampedusa hanno raggiunto le due tendopoli della Sicilia. Nei giorni scorsi si erano registrate manifestazione di protesta contro l’arrivo degli immigrati sia a Trapani sia a Caltanissetta.

PRIMI ARRIVI IN TOSCANA Primi arrivi e qualche contestazione per i migranti sbarcati poco fa a Livorno dalla nave «La Superba» e ospitati in strutture di accoglienza toscane. I 20 tunisini ospiti dell’Oasi Madonnina a Le Capanne, nel comune di Montopoli Valdarno, sono stati ad esempio accolti da circa 40 ragazzi al grido «tornate a casa vostra» e da qualche «buu». Le forze dell’ordine hanno controllato che le contestazioni verbali non sfociassero in nessun atto concreto. Velocissima la discesa dall’autobus per raggiungere quella che attualmente è la sede della Caritas locale, messa a disposizione dalla Diocesi di San Miniato. Appena entrati nell’edificio gli uomini del commissariato hanno provveduto a una prima identificazione, mentre quella definitiva sarà effettuata domani mattina. Qualche contestazione anche per il sindaco Alessandra Vivaldi, perchè la decisione di ospitare i migranti sarebbe stata presa senza consultare i cittadini.

NOTTE TRANQUILLA A MANDURIA È trascorsa tranquilla la notte nella tendopoli di Manduria, dove sono ospitati circa 1.300 immigrati tunisini trasferiti nei giorni scorsi da Lampedusa. Durante la notte è rimasto un piccolo presidio di immigrati che per protesta ha dormito all’aperto in un’area di fronte all’ingresso del campo, ma poi questa mattina lo stesso gruppo è rientrato in tendopoli. Gli immigrati attendono con ansia che venga loro rilasciato un attestato per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo. La stragrande maggioranza degli immigrati ospitati nelle tendopoli, a detta degli stessi immigrati, sarebbe di transito in Italia e interebbe raggiungere altri paesi europei, soprattutto Francia, Germania e Olanda, anche per ricongiungersi con familiari.

TUNISIA: ACCORDO SI TROVERA’ Un accordo sull’emergenza «si troverà». Ma «se non rilanciamo la nostra economia, possiamo mettere tutte le navi che vogliamo a guardia delle nostre coste, ma in tre mesi saremo daccapo». Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro del turismo tunisino Mehdi Havas, secondo il quale serve «un piano da 5 miliardi di investimenti e prestiti a tasso ridotto su scala europea». «Negli ultimi tre mesi – spiega – la nostra economia è andata a picco» e «il risultato è che ci troviamo con 500 mila disoccupati. Se andiamo avanti con questo ritmo produttivo, ci vorranno cinque anni per riassorbirli». Nel turismo, considerando «anche l’indotto, arriviamo a circa 800 mila occupati» su una popolazione attiva in Tunisia paria a «due milioni di lavoratori». Ma «oggi registriamo una flessione di questo comparto pari al 60%. Se non invertiremo questa tendenza, alla fine della stagione turistica ci ritroveremo con almeno altri 100-200 mila disoccupati» che cercheranno di emigrare. La questione, per Havas, va affrontata «su scala europea, se non mondiale. Serve un piano di aiuti massiccio per i Paesi del Nord Africa». E «l’Europa non può che essere in prima fila».

http://www.leggo.it/articolo.php?id=115117

 

marzo 26, 2011

lampedusa: neonato nato in un barcone trasportato con i genitori in elicottero

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 10:29 pm

lampedusa: neonato nato in un barcone trasportato con i genitori in elicottero

Palermo, 26 mar. – (Adnkronos) – E’ atteso a Lampedusa (Agrigento) il neonato partorito a bordo del barcone con a bordo 330 somali ed eritrei, partito dalla Libia quattro giorni fa ed attualmente in navigazione a circa 60 miglia dalla piu’ grande delle Pelagie. Un elicottero si e’ levato dalla nave “Etna” della Marina militare, che ha preso a bordo la mamma, il piccolo e il papa’, e si sta dirigendo a Lampedusa.

“All’aeroporto e’ gia’ arrivata la nostra ambulanza, presteremo le prime cure a tutti e tre – dice all’ADNKRONOS Pietro Bartolo, direttore del Poliambulatorio di Lampedusa e responsabile per l’emergenza sanitaria nell’isola -. Poi con un elicottero li trasferiremo all’ospedale Cervello di Palermo”.

Intanto in soccorso del barcone con a bordo oltre 300 persone, sui cui viaggiavano anche la mamma e il neonato, si stanno dirigendo alcune motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. La nave della Marina, che ha prelevato il piccolo, sta invece scortando l’imbarcazione, a bordo della quale ci sarebbero 26 donne e dieci bambin.

26/03/2011

LAMPEDUSA:L’ITALIA AIUTA I CLANDESTINI TUNISINI E GLI ITALIANI?

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 12:34 pm
SBARCHI: I CLANDESTINI SCAPPANO!
  
  
L’ITALIA AIUTA I CLANDESTINI TUNISINI E GLI ITALIANI?
Gli italiani del Sud, sono disoccupati, l’Italia invece di pensare ai sui abitanti, aiuta i clandestini tunisini.
La Tunisia non è povera, come turismo fa concorrenza all’Italia!
  
  
Frattini: 2.500 dollari al migrante che accetta rimpatrio!

Con questa proposta molti tunisini veranno in Italia, per prendersi i 2.500 dollari!
Forse quasi tutti gli abitanti tunisini vorranno fare il viaggetto per prendersi il denaro come clandestino che rimpatria!

 
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TMNews

Frattini: 2.500 dollari al migrante che accetta rimpatrio

Oltre al pacchetto di aiuti offerto ieri alla Tunisia: “per favorire le transizioni democratiche sostenere rilancio economico”

 
Roma, 26 mar. (TMNews) – Fino a 2.500 dollari a ogni clandestino giunto in Italia che accetterà di rientrare volontariamente nel suo Paese e un pacchetto di aiuti economici alla Tunisia in modo che possa affrontare in modo autonomo il problema sottosviluppo che è alla radice dell’ondata migratoria: queste le proposte presentate ieri a Tunisi dal ministro degli Esteri Franco Frattini, intervistato dal Quotidiano Nazionale. Frattini è stato a Tunisi con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per discutere con il nuovo governo tunisino le condizioni perché Tunisi metta un freno al flusso migratorio che sta sbarcando su Lampedusa.

“Il modo migliore per favorire le transizioni democratiche è sostenerne il rilancio economico. Se l’Europa non è pronta, noi crediamo che sia opportuno iniziare a prendere impegni nazionali. E così abbiamo offerto da un lato un sostegno per il bilancio del Paese nordafricano con una linea di credito da 95 milioni di euro, e dall’altro abbiamo predisposto un pacchetto di aiuti che incida sui settori che hanno un valore aggiunto, a cominciare dalle piccole e medie imprese. Una proposta globale che cerca di affrontare le radici del problema”, ha spiegato il ministro, che ha “ben presente” anche il problema rappresentato nel breve periodo da Lampedusa: “Abbiamo fatto fronte a una richiesta di fuoristrada, motovedette, radar che arriverà a fornire aiuti per 70 milioni di euro e abbiamo pure aggiunto la disponibilità di addestratori di polizia. A questo ha corrisposto l’impegno del governo tunisino di cominciare con effetto immediato un controllo piu stringente per bloccare le partenze”.

Quanto al rimpatrio dei clandestini, principio accettato da Tunisi, “per favorire questo processo abbiamo proposto che ogni tunisino che accetta volontariamente il rimpatrio sia accompagnato da un aiuto economico che il governo italiano è pronto a mettere a disposizione per aiutare il suo reinserimento sociale. L’Oim, l’organizzazione delle migrazioni, dà una ‘dote’ di 1.500 dollari. Noi possiamo superare questo importo, fino a 2.000 o magari 2.500 dollari, dando così la possibilità di creare le condizioni per un rientro di migliaia di persone”.

Ieri, Frattini aveva annunciato che l’Italia ha accordato alla Tunisia una linea di credito di 150 milioni di euro per rilanciare l’economia, in particolare per la promozione del turismo italiano che nelle prossime settimane vedrà il varo di una campagna in Italia.

mgi-aqu

 
 
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«L’Oim, l’organizzazione delle migrazioni, dà una ‘dotè di 1.500 dollari. Noi possiamo superare questo importo, fino a 2.000 o magari 2.500 dollari, dando così la possibilità di creare le condizioni per un rientro di migliaia di persone».
 
ACCORDO ITALIA-TUNISIA PER 150 MLN I ministri degli Interni Roberto Maroni e degli Esteri Franco Frattini hanno preso accordi con le autorità tunisine per contrastare l’ondata di clandestini che da settimane sta invadendo le coste del Sud Italia. I colloqui si sono tenuti a Tunisi: in cambio dei controlli marittimi del governo di Tunisi, l’Italia fornirà uomini e mezzi di addestramento e una linea di credito di 150 milioni di euro.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=113603
 
 

LEGGO.IT

LIBIA, MIGRANTI SCAPPANO
DAL CENTRO DI MINEO -VIDEO.
“DENARO A CHI RIMPATRIA”

Sabato 26 Marzo 2011 – 13:08
Ultimo aggiornamento: 13:11
                  

Immigrati in fuga dal centro di Mineo

PALERMO – Altre due imbarcazioni, con a bordo decine di immigrati, sono state avvistate al largo dell’isola di Lampedusa. Il loro arrivo è previsto in serata. Intanto avanza verso Lampedusa il barcone con a bordo 330 eritrei di cui si erano perse due giorni fa le tracce. Stamattina all’alba è arrivata a Lampedusa la prima nave cisterna con acqua inviata dalla Regione siciliana con a bordo quasi 5.000 metri cubi di acqua potabile per fare fronte alla crisi idrica. Per il pomeriggio è previsto l’arrivo di un’altra nave cisterna con 1.500 metri cubi d’acqua. «Entro giungo prossimo – ha spiegato l’assessore regionale siciliano Giosuè Marino – invieremo a Lampedusa circa 60.000 metri cubi di acqua».

FRATTINI LANCIA “DOTE” A CHI RIMPATRIA «L’Oim, l’organizzazione delle migrazioni, dà una ‘dotè di 1.500 dollari. Noi possiamo superare questo importo, fino a 2.000 o magari 2.500 dollari, dando così la possibilità di creare le condizioni per un rientro di migliaia di persone». È quanto spiega, in un’intervista sul Quotidiano Nazionale, il ministro degli Esteri Franco Frattini parlando della ‘dotè da mettere a disposizione di ogni immigrato che accetterà di rimpatriare volontariamente nel proprio paese. L’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) Š un ente intergovernativo fondato nel 1951 e che raggruppa oggi 123 stati. «Abbiamo detto al governo di tunisino – spiega Frattini, che ieri è stato a Tunisi con il collega Roberto Maroni – che ovviamente dobbiamo rimpatriare i clandestini e loro hanno ben presente che questo si deve fare». Ed «abbiamo proposto che ogni tunisino che accetta volontariamente il rimpatrio sia accompagnato da un aiuto economico che il governo italiano è pronto a mettere a disposizione per aiutare il suo reinserimento sociale». «Il modo migliore per favorire le transizioni democratiche è sostenerne il rilancio economico» torna così a ribadire Frattini. «Se l’Europa non è pronta, noi crediamo che sia opportuno iniziare a prendere impegni nazionali. E così – spiega – abbiamo offerto da un lato un sostegno per il bilancio del Paese nordafricano, con una linea di credito da 95 milioni di euro, e dall’altro abbiamo predisposto un pacchetto di aiuti che incida sui settori che hanno un valore aggiunto, a cominciare dalle piccole e medie imprese. Una proposta globale che cerca di affrontare le radici del problema».

ACCORDO ITALIA-TUNISIA PER 150 MLN
I ministri degli Interni Roberto Maroni e degli Esteri Franco Frattini hanno preso accordi con le autorità tunisine per contrastare l’ondata di clandestini che da settimane sta invadendo le coste del Sud Italia. I colloqui si sono tenuti a Tunisi: in cambio dei controlli marittimi del governo di Tunisi, l’Italia fornirà uomini e mezzi di addestramento e una linea di credito di 150 milioni di euro.

IMMIGRATI IN FUGA DAL CENTRO DI MINEO
Immigrati in fuga dal centro di accoglienza di Mineo hanno messo in allarme gli abitanti di tutto il catanese. Come mostrato in un servizio di Sky Tg24 gli immigrati scavalcano la rete di sicurezza nonostante il filo spinato e si allontanano per le campagne, per evitare i controlli.

ALBERGATORE OFFRE HOTEL A VERONA «Per i profughi, siano essi libici, tunisini o di altre nazionalità, metto a disposizione duecento posti letto con possibilità di colazione, pranzo e cena, basta che me lo chiedano». A riferirlo è il responsabile di un residence di Verona, Giorgio Tedeschi che lo scorso 3 marzo, con una lettera alla Prefettura, e il 22 marzo, con un’altra alla Provincia, ha dato la sua disponibilità ad ospitare i profughi. Il titolare del residence non ha ricevuto alcuna risposta. «Siamo a confermarvi – si legge nelle missiva pubblicata da ‘l’Arenà – la disponibilità della struttura per ospitare eventuali profughi libici/tunisini per una capienza di circa 200 posti, con possibilità di somministrazione pasti». Ma il responsabile del residence si dice perplesso «nesuna risposta e adesso leggo che c’è difficoltà a reperire posti letto per i profughi, anche a causa della stagione turistica alle porte… Sinceramente c’è qualcosa che mi sfugge. E mi disturba che, magari inconsapevolmente, si dia un’immagine razzista degli albergatori veronesi». Recentemente, sulla polemica profughi, la disponibilità scaligera di posti, parole del Sindaco Flavio Tosi, era stata di circa 30 persone. «Da parte nostra – continua Tedeschi – siamo pronti ad affrontare qualsiasi evenienza: con le nostre 96 stanze possiamo ospitare senza problemi duecento persone e siamo in grado di garantire i pasti. Inoltre siamo vicini al casello di Verona sud, alle tangenziali e all’aeroporto, meglio di così. Dopo i fax ho provato anche a telefonare, vorrei sbagliarmi ma ho come la sensazione di dare fastidio».

ANCORA SBARCHI A LAMPEDUSA, SONO UN CENTINAIO
Ancora sbarchi a Lampedusa, dove si trovano ancora oltre 4mila immigrati. La notte scorsa altri 92 profughi sono approdati sull’isola. E’ intanto partita la nave militare San Marco diretta a Taranto, con circa 500 migranti che dovrebbero essere trasferiti in una tendopoli a Manduria. E’ arrivata una nave cisterna con 4 mila metri cubi d’acqua per fare fronte all’emergenza idrica. Per domani e’ invece previsto l’arrivo di una nave passeggeri in grado di imbarcare circa mille persone.

 

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  Benvenuti in Tunisia, un Paese vicino, dall’atmosfera esotica, che non finirà mai di sorprendervi.
Non una, ma tante vacanze diverse. Più di 1300 km di costa, con 300 giorni di sole all’anno. 3 millenni di storia. Il fascino delle oasi ai bordi del deserto e delle escursioni a dorso di dromedario. L’emozione dei rally sahariani. Il relax della talassoterapia. Il piacere del golf, delle immersioni subacquee, del windsurf. E ancora, una grande tradizione gastronomica e la calorosa accoglienza della gente.
La Tunisia è facilissima da raggiungere, grazie a frequenti collegamenti aerei. Tutti i giorni da Milano e Roma.

CONTATTI: SitoWeb:www.tunisietourisme.com.tnEMail: tunisia.turismo@libero.it

 
     
 
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nel Deserto in Tunisia

continua…
   
 

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 mirabilissimo100

LAMPEDUSA:CONTINUANO GLI SBARCHI-2.500 DOLLARI AD OGNI CLANDESTINO CHE ACCETTA IL RIMPATRIO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 10:30 am

TMNews

Frattini: 2.500 dollari al migrante che accetta rimpatrio

Oltre al pacchetto di aiuti offerto ieri alla Tunisia: “per favorire le transizioni democratiche sostenere rilancio economico”

 
Roma, 26 mar. (TMNews) – Fino a 2.500 dollari a ogni clandestino giunto in Italia che accetterà di rientrare volontariamente nel suo Paese e un pacchetto di aiuti economici alla Tunisia in modo che possa affrontare in modo autonomo il problema sottosviluppo che è alla radice dell’ondata migratoria: queste le proposte presentate ieri a Tunisi dal ministro degli Esteri Franco Frattini, intervistato dal Quotidiano Nazionale. Frattini è stato a Tunisi con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per discutere con il nuovo governo tunisino le condizioni perché Tunisi metta un freno al flusso migratorio che sta sbarcando su Lampedusa.

“Il modo migliore per favorire le transizioni democratiche è sostenerne il rilancio economico. Se l’Europa non è pronta, noi crediamo che sia opportuno iniziare a prendere impegni nazionali. E così abbiamo offerto da un lato un sostegno per il bilancio del Paese nordafricano con una linea di credito da 95 milioni di euro, e dall’altro abbiamo predisposto un pacchetto di aiuti che incida sui settori che hanno un valore aggiunto, a cominciare dalle piccole e medie imprese. Una proposta globale che cerca di affrontare le radici del problema”, ha spiegato il ministro, che ha “ben presente” anche il problema rappresentato nel breve periodo da Lampedusa: “Abbiamo fatto fronte a una richiesta di fuoristrada, motovedette, radar che arriverà a fornire aiuti per 70 milioni di euro e abbiamo pure aggiunto la disponibilità di addestratori di polizia. A questo ha corrisposto l’impegno del governo tunisino di cominciare con effetto immediato un controllo piu stringente per bloccare le partenze”.

Quanto al rimpatrio dei clandestini, principio accettato da Tunisi, “per favorire questo processo abbiamo proposto che ogni tunisino che accetta volontariamente il rimpatrio sia accompagnato da un aiuto economico che il governo italiano è pronto a mettere a disposizione per aiutare il suo reinserimento sociale. L’Oim, l’organizzazione delle migrazioni, dà una ‘dote’ di 1.500 dollari. Noi possiamo superare questo importo, fino a 2.000 o magari 2.500 dollari, dando così la possibilità di creare le condizioni per un rientro di migliaia di persone”.

Ieri, Frattini aveva annunciato che l’Italia ha accordato alla Tunisia una linea di credito di 150 milioni di euro per rilanciare l’economia, in particolare per la promozione del turismo italiano che nelle prossime settimane vedrà il varo di una campagna in Italia.

mgi-aqu

 
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Ancora sbarchi a Lampedusa, giunti soccorsi per emergenza idrica

E’ arrivata la nave cisterna chiesta dal Comune. Altri 140 nordafricani sono approdati nella notte sull’isola

 
Palermo, 26 mar. (TMNews) – Sono proseguiti anche la notte scorsa gli sbarchi di nordafricani a Lampedusa. Nelle ultime ore altre due imbarcazioni con circa 140 persone hanno raggiunto l’isola dove al momento, nonostante continuino intensamente i trasferimenti via nave e con i ponti aerei, si trovano ancora più di quattromila immigrati.

Il primo dei due natanti è stato soccorso intorno 2 a circa sei miglia a sud dalla costa dalle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, il secondo è approdato direttamente sulla terraferma. A mezzanotte, intanto, dopo aver caricato a bordo 500 persone, ha lasciato la rada lampedusana la nave San Marco, della Marina militare italiana, per far rotta verso il porto di Taranto dove arriverà questo pomeriggio.

Al molo di Lampedusa, poi, questa notte ha attraccato la nave cisterna che con i suoi 4mila metri cubi d’acqua dovrebbe rimediare all’emergenza idrica creatasi negli ultimi giorni.

Dopo le tensioni di ieri, legate al malcontento degli immigrati nei confronti del cibo e dei beni di prima necessità distribuiti loro sulla banchina del porto, un gruppo di cittadini lampedusani ha distribuito nel pomeriggio centinaia di razioni di couscous, contribuendo così a distendere il clima. Per domani, infine, è atteso sull’isola il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che incontrerà il sindaco Bernardino De Rubeis.

Xpa/Dmo

 
 

marzo 20, 2011

LAMPEDUSA: ANCORA SBARCHI E PROTESTE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 3:10 pm
LA STAMPA.IT
20/03/2011 – EMERGENZA IMMIGRATI

Lampedusa, ancora sbarchi e proteste
L’isola al collasso: altri 320 immigrati

  

Gli isolani esasperati: «Non
vogliamo un’altra tendopoli»

LAMPEDUSA (AGRIGENTO)
Hanno toccato terra gli ultimi due barconi carichi di disperati in fuga. Per 320 tunisini partiti da Zarzis, Lampedusa, vicina al tracollo, è diventata realtà. Tra loro anche 17 bambini.  Nel porto, ormai saturo e battuto da pioggia e vento, si è consumata un’altra mattinata d’emergenza: molti, all’attracco, sono stati portati via in barella con sintomi da assideramento. Mancano acqua per lavarsi e cibo a sufficienza per sfamare gli oltre 3.800 clandestini approdati stremati dopo ore di viaggio in condizioni limite. La Croce Rossa sta razionando pane e latte. Non c’è più ordine, ovunque bivacchi improvvisati e immondizia, che fanno temere il peggio: giorno dopo giorno cresce il rischio dettato dalle precarie condizioni sanitarie in cui versano i centri di accoglienza dell’isola.

Il primo sbarco della giornata porta con sé un carico di sofferenza a cui si aggiunge la paura che anche dalla Libia possano arrivare nuove ondate di espatriati. Resta alta la tensione. I cittadini di Lampedusa sono scesi di nuovo in piazza per impedire a un traghetto proveniente da Porto Empedocle di scaricare tende e bagni chimici per allestire l’ennesima tendopoli nell’area della ex base Loran. «Noi la tendopoli non la vogliamo». Non usa mezzi termini il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che ha preso parte alla manifestazione: «Siamo determinati a non far sbarcare dalla nave le attrezzature necessarie, le tende se ne torneranno da dove sono venute».

La decisione di allestire l’accampamento è giunta il collasso al centro d’accoglienza di contrada Imbriacola: nella struttura infatti sono ospitate circa tremila persone, a fronte di una capienza di 850 posti. A questi sono da aggiungere i quasi 800 clandestini in giro per le strade del paese, e che al momento non hanno un riparo dove trascorrere la notte.

Il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, commissario straordinario per l’emergenza immigrati che sta seguendo le proteste dei lampedusani che si oppongono all’arrivo della tendopoli sull’isola, ha lanciato un appello ai cittadini: «Chiedo agli abitanti di Lampedusa di pazientare ancora un pò in attesa di avere la disponibilità in altri siti per ospitare gli immigrati, oltre alla nave militare che è già stata individuata e che potrà accogliere oltre 2 mila persone. Intanto la nave con la tendopoli è arrivata a Lampedusa -ha spiegato Caruso- e la stiamo scaricando, nel frattempo vediamo come si evolve la situazione per procedere allo smistamento dei migranti presenti a Lampedusa. Ma nel frattempo non si possono tenere tutte queste persone all’addiaccio, ecco perchè necessita la tendopoli».

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/394208/

 

marzo 19, 2011

LAMPEDUSA: ANCORA SBARCHI E TENSIONI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 12:17 pm
LA STAMPA.IT
 

Lampedusa, ancora sbarchi tra le tensioni

  

  

Continuano gli sbarchi di immigrati a Lampedusa: nella notte altri tre barconi sono approdati sull’isola. Intanto salgono tensione e malcontento tra la popolazione: ieri gli isolani hanno presidiato il porto impedendo l’attracco di alcune “carrette del mare” in avvicinamento alla costa: «Siamo stremati, qui non c’è più posto»

Servizio di Niccolò Zancan  http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/30667/——————————————————————————————————-LA STAMPA.IT  

19/03/2011 – IMMIGRAZIONE

Ancora sbarchi a Lampedusa

Il centro d’accoglienza al collasso

LAMPEDUSA
Altri 378 migranti sono giunti nella notte a Lampedusa su barconi approdati direttamente sulla costa. Nel primo natante, giunto a cala Creta, c’erano 116 persone; in quello arrivato a Capo Grecale, 118, e nel terzo entrato in porto altre 144 persone. Ieri erano giunti sull’isola oltre 500 migranti e il centro di accoglienza è ormai invivibile.

Qui si trovano infatti oltre 3.000 immigrati su una capienza di non più di 850 persone. Iniziano a esserci problemi igienico-sanitari a causa dell’alto numero di ospiti della struttura di contrada Imbriacola gestita da “Lampedusaccoglienza”. Solo ieri sono sbarcate complessivamente 1.300 persone su 18 imbarcazioni. Oggi dovrebbero riprendere i trasferimenti degli immigrati in altri centri italiani, già saturi. I lampedusani, dopo la protesta di ieri, hanno annunciato nuove iniziative di protesta.

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/394072/

 
 

    

  
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