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luglio 27, 2015

SANT’ANNA E SAN GIOACCHINO

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Sant’Anna e San Gioacchino

Secondo un’antica tradizione che risale al II secolo, ebbero questo nome i genitori della beata Vergine Maria. È il protovangelo di Giacomo, a darne i nomi. Il culto di sant’Anna esisteva in oriente già nel secolo VI e si diffuse in occidente nel secolo X. Più recente è il culto di san Gioacchino.

Dai «Discorsi» di san Giovanni Damasceno, vescovo

Poiché doveva avvenire che la Vergine Madre di Dio nascesse da Anna, la natura non osò precedere il germe della grazia; ma rimase senza il proprio frutto perché la grazia producesse il suo. Doveva nascere infatti quella primogenita dalla quale sarebbe nato il primogenito di ogni creatura «nel quale tutte le cose sussistono» (Col 1, 17).  O felice coppia, Gioacchino ed Anna! A voi é debitrice ogni creatura, perché per voi la creatura ha offerto al Creatore il dono più gradito, ossia quella casta madre, che sola era degna del creatore. Rallégrati Anna, «sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori» (Is 54, 1). Esulta, o Gioacchino, poiché dalla tua figlia é nato per noi un bimbo, ci é stato dato un figlio, e il suo nome sarà Angelo di grande consiglio, di salvezza per tutto il mondo, Dio forte (cfr. Is 9, 6). Questo bambino é Dio.
O Gioacchino ed Anna, coppia beata, veramente senza macchia! Dal frutto del vostro seno voi siete conosciuti, come una volta disse il Signore: «Li conoscerete dai loro frutti» (Mt 7, 16). Voi informaste la condotta della vostra vita in modo gradito a Dio e degno di colei che da voi nacque. Infatti nella vostra casta e santa convivenza avete dato la vita a quella perla di verginità che fu vergine prima del parto, nel parto e dopo il parto. Quella, dico, che sola doveva conservare sempre la verginità e della mente e dell’anima e del corpo.
O Gioacchino ed Anna, coppia castissima! Voi, conservando la castità prescritta dalla legge naturale, avete conseguito, per divina virtù, ciò che supera la natura: avete donato al mondo la madre di Dio che non conobbe uomo. Voi, conducendo una vita pia e santa nella condizione umana, avete dato alla luce una figlia più grande degli angeli ed ora regina degli angeli stessi.
O vergine bellissima e dolcissima! O figlia di Adamo e Madre di Dio. Beato il seno, che ti ha dato la vita! Beate le braccia che ti strinsero e le labbra che ti impressero casti baci, quelle dei tuoi soli genitori, cosicché tu conservassi in tutto la verginità! «Acclami al Signore tutta le terra, gridate, esultate con canti di gioia» (Sal 97, 4). Alzate la vostra voce, gridate, non temete.


Natività di Maria

santa genitrice di Dio e gloriosissima madre di Gesù Cristo.

Così come viene narrata nei Vangeli “apocrifi”:
Protovangelo di Giacomo
Con integrazioni, in corsivo, dal cosiddetto Evangelo dello Pseudo-Matteo

[1, 1] Secondo le storie delle dodici tribù di Israele c’era un certo Gioacchino, uomo estremamente ricco. Le sue offerte le faceva doppie, dicendo: “Quanto per me è superfluo, sarà per tutto il popolo, e quanto è dovuto per la remissione dei miei peccati, sarà per il Signore, quale espiazione in mio favore”.

[2] Mentre egli così agiva, il Signore gli moltiplicava i greggi, sicché nel popolo d’Israele non c’ era uomo come lui. AvevaGiotto - Il bacio di Anna e Gioacchino iniziato a comportarsi così dall’età di quindici anni. A vent’anni, prese in moglie Anna, figlia di Achar della sua tribù, cioè della tribù di Giuda, della stirpe di Davide. Ma pur avendo convissuto con lei per vent’anni, da lei non ebbe figli, né figlie.

[2] Giunse il gran giorno del Signore e i figli di Israele offrivano le loro offerte. Davanti a lui si presentò Ruben, affermando: “Non tocca a te offrire per primo le tue offerte, poiché in Israele non hai avuto alcuna discendenza”. [3] Gioacchino ne restò fortemente rattristato e andò ai registri delle dodici tribù del popolo, dicendo: “Voglio consultare i registri delle dodici tribù di Israele per vedere se sono io solo che non ho avuto posterità in Israele”. Cercò, e trovò che, in Israele, tutti i giusti avevano avuto posterità. Si ricordò allora del patriarca Abramo al quale, nell’ultimo suo giorno, Dio aveva dato un figlio, Isacco.

[4] Gioacchino ne restò assai rattristato e non si fece più vedere da sua moglie. Si ritirò nel deserto, vi piantò la tenda e digiunò quaranta giorni e quaranta notti, dicendo tra sé: “Non scenderò né per cibo, né per bevanda, fino a quando il Signore non mi abbia visitato: la mia preghiera sarà per me cibo e bevanda”.

[2, 1] Ma sua moglie innalzava due lamentazioni e si sfogava in due pianti, dicendo: “Piangerò la mia vedovanza e piangerò la mia sterilità”. [2] Venne il gran giorno del Signore, e Giuditta, sua serva le disse: “Fino a quando avvilisci tu l’anima tua; Ecco, è giunto il gran giorno del Signore e non ti è lecito essere in cordoglio. Prendi invece questa fascia per il capo che mi ha dato la signora del lavoro: a me non è lecito cingerla perché io sono serva e perché ha un’impronta regale”. [3] Ma Anna rispose: “Allontanati da me. Io non faccio queste cose. Dio mi ha umiliata molto. Forse è un maligno che te l’ha data, e tu sei venuta a farmi partecipare al tuo peccato”. Replicò Giuditta: “Quale imprecazione potrò mai mandarti affinché il Signore che ha chiuso il tuo ventre, non ti dia frutto in Israele?”. Anna si afflisse molto. [4] Si spogliò delle sue vesti di lutto, si lavò il capo, indossò le sue vesti di sposa e verso l’ora nona scese a passeggiare in giardino. Vedendo un alloro, si sedette ai suoi piedi e supplicò il Padrone, dicendo: “O Dio dei nostri padri, benedicimi e ascolta la mia preghiera, come hai benedetto il ventre di Sara, dandole un figlio, Isacco”.

[3, 1] Guardando fisso verso il cielo, vide, nell’alloro, un nido di passeri, e compose in se stessa una lamentazione, dicendo: “Ahimè! chi mi ha generato? qual ventre mi ha partorito? Sono infatti diventata una maledizione davanti ai figli di Israele, sono stata insultata e mi hanno scacciata con scherno dal tempio del Signore. [2] Ahimè! a chi somiglio io mai? Non somiglio agli uccelli del cielo, poiché anche gli uccelli del cielo sono fecondi dinanzi a te, Signore. Ahimè! a chi somiglio io mai? Non somiglio alle bestie della terra, poiché anche le bestie della terra sono feconde dinanzi a te, Signore. Ahimè! a chi somiglio io mai? [3] Non somiglio a queste acque, poiché anche queste acque sono feconde dinanzi a te, o Signore. Ahimè! a chi somiglio io mai? Non somiglio certo a questa terra, poiché anche questa terra porta i suoi frutti secondo le stagioni e ti benedice, o Signore”.

[4, 1] Ecco, un angelo del Signore le apparve, dicendole: “Anna, Anna! Il Signore ha esaudito la tua preghiera; tu concepirai e partorirai. Si parlerà in tutta la terra della tua discendenza”. GIOTTO di Bondone (1267-1337)- Annunciazione a Sant’Anna - Cappella Scrovegni, Padova

Ciò detto, si allontanò dai suoi occhi. Tremante e timorosa per aver visto questa visione e udito il discorso, entrò in camera, si gettò sul letto mezza morta e rimase giorno e notte in gran timore e in preghiera.

Anna rispose: “(Com’è vero che) il Signore, mio Dio, vive, se io partorirò, si tratti di maschio o di femmina, l’offrirò in voto al Signore mio Dio, e lo servirà per tutti i giorni della sua vita”. [2] Ed ecco che vennero due angeli per dirle: “Tuo marito Gioacchino sta tornando con i suoi armenti”. Un angelo del Signore era infatti disceso da lui per dirgli: “Gioacchino, Gioacchino! Il Signore ha esaudito la tua insistente preghiera. Scendi di qui.

Ecco, infatti, che Anna, tua moglie, concepirà nel suo ventre”.

“Io sono un angelo di Dio e oggi sono apparso a tua moglie piangente e orante, e l’ho consolata; sappi che dal tuo seme concepì una figlia e tu l’hai lasciata ignorandola. Questa starà nel tempio di Dio; su di lei riposerà lo Spirito santo; la sua beatitudine sarà superiore a quella di tutte le donne sante; nessuno potrà dire che prima di lei ce ne sia stata un’altra uguale: e in questo mondo, dopo di lei un’altra non ci sarà. Discendi perciò dai monti, ritorna dalla tua sposa e troverai che è in stato interessante. Dio infatti ha suscitato in lei un seme, del quale devi ringraziarlo. Il suo seme sarà benedetto, e lei stessa sarà benedetta e sarà costituita madre di una benedizione eterna”.

[3] Dopo avere adorato l’angelo, Gioacchino gli disse: “Se ho trovato grazia davanti a te, siediti un po’ nella mia tenda e benedici il tuo servo”. L’angelo gli rispose: “Non dirti servo, ma conservo; siamo infatti servi di uno stesso Signore. Ma il mio cibo è invisibile e la mia bevanda non può essere vista da alcun mortale. Perciò non mi devi pregare di entrare nella tua tenda. Se hai intenzione di darmi qualcosa, offrila in olocausto al Signore”.

Gioacchino prese allora un agnello immacolato e disse all’angelo: “Non avrei osato offrire un olocausto al Signore se il tuo ordine non mi avesse dato il potere sacerdotale per offrirlo”. L’angelo gli rispose: “Non ti avrei invitato ad offrire, se non avessi conosciuto la volontà del Signore”. Mentre Gioacchino offriva il sacrificio a Dio, salirono in cielo sia l’angelo sia il profumo del sacrificio.

[3] Gioacchino scese, e mandò a chiamare i suoi pastori, dicendo: “Portatemi qui dieci agnelli senza macchia e senza difetto: saranno per il Signore, mio Dio. Portatemi anche dodici vitelli teneri: saranno per i sacerdoti e per il consiglio degli anziani; e anche cento capretti per tutto il popolo”. [4] Ed ecco che Gioacchino giunse con i suoi armenti. Anna se ne stava sulla porta, e vedendo venire Gioacchino, gli corse incontro e gli si appese al collo, esclamando: “Ora so che il Signore Iddio mi ha benedetta molto. Ecco, infatti, la vedova non più vedova, e la sterile concepirà nel ventre”. Il primo giorno Gioacchino si riposò in casa sua.

[5, 1] Il giorno seguente presentò le sue offerte, dicendo tra sé: “Se il Signore Iddio mi è propizio, me lo indicherà la lamina del sacerdote”. Nel presentare le sue offerte, Gioacchino guardò la lamina del sacerdote. Quando questi salì sull’altare del Signore, Gioacchino non scorse in sé peccato alcuno, ed esclamò: “Ora so che il Signore mi è propizio e mi ha rimesso tutti i peccati”. Scese dunque dal tempio del Signore giustificato, e tornò a casa sua. [2] Si compirono intanto i mesi di lei. Nel nono mese Anna partorì e domandò alla levatrice: “Che cosa ho partorito?”. Questa rispose: “Una bambina”. “In questo giorno”, disse Anna, “è stata magnificata l’anima mia”, e pose la bambina a giacere. Quando furono compiuti i giorni, Anna si purificò, diede poi la poppa alla bambina e le impose il nome Maria.

[6, 1] La bambina si fortificava di giorno in giorno e, quando raggiunse l’età di sei mesi, sua madre la pose per terra per provare se stava diritta. Ed essa, fatti sette passi, tornò in grembo a lei che la riprese, dicendo: “(Com’è vero che) vive il Signore mio Dio, non camminerai su questa terra fino a quando non ti condurrò nel tempio del Signore”. Così, nella camera sua fece un santuario e attraverso le sue mani non lasciava passare nulla di profano e di impuro. A trastullarla chiamò le figlie senza macchia degli Ebrei. [2] Quando la bambina compì l’anno, Gioacchino fece un gran convito: invitò i sacerdoti, gli scribi, il consiglio degli anziani e tutto il popolo di Israele. Gioacchino presentò allora la bambina ai sacerdoti, i quali la benedissero, dicendo: “O Dio dei nostri padri, benedici questa bambina e dà a lei un nome rinomato in eterno in tutte le generazioni”. E tutto il popolo esclamò: “Così sia, così sia! Amen”. La presentò anche ai sommi sacerdoti, i quali la benedissero, dicendo: “O Dio delle sublimità, guarda questa bambina e benedicila con l’ultima benedizione, quella che non ha altre dopo di sé”. [3] Poi la madre la portò via nel santuario della sua camera, e le diede la poppa. Anna innalzò quindi un cantico al Signore Iddio, dicendo: “Canterò un cantico al Signore, Dio mio, poiché mi ha visitato e ha tolto da me quello che per i miei nemici era un obbrobrio: il Signore, infatti, mi ha dato un frutto di giustizia, unico e molteplice dinanzi a lui. Chi mai annunzierà ai figli di Ruben che Anna allatta? Ascoltate, ascoltate, voi, dodici tribù di Israele: Anna allatta!”. La pose a giacere nel santuario della sua camera e uscì per servire loro a tavola. Terminato il banchetto, se ne partirono pieni di allegria, glorificando il Dio di Israele. Educazione di Maria - Tiepolo

[7, 1] Per la bambina passavano intanto i mesi. Giunta che fu l’età di due anni, Gioacchino disse a Anna: “Per mantenere la promessa fatta, conduciamola al tempio del Signore, affinché il Padrone non mandi contro di noi e la nostra offerta riesca sgradita”. Anna rispose: “Aspettiamo il terzo anno, affinché la bambina non cerchi poi il padre e la madre”. Gioacchino rispose: “Aspettiamo”. [2] Quando la bambina compì i tre anni, Gioacchino disse: “Chiamate le figlie senza macchia degli Ebrei: ognuna prenda una fiaccola accesa e la tenga accesa affinché la bambina non si volti indietro e il suo cuore non sia attratto fuori del tempio del Signore”. Quelle fecero così fino a che furono salite nel tempio del Signore.

Maria salì velocemente i quindici gradini senza neppure voltarsi indietro né – come suole fare l’infanzia – darsi pensiero dei genitori. Perciò i genitori si affrettarono entrambi stupiti, e cercarono la bambina fino a quando la trovarono nel tempio. Anche i pontefici del tempio si erano meravigliati.

Il sacerdote l’accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell’ultimo giorno, il Signore manifesterà in te ai figli di Israele la sua redenzione”. [3] La fece poi sedere sul terzo gradino dell’altare, e il Signore Iddio la rivestì di grazia; ed ella danzò con i suoi piedi e tutta la casa di Israele prese a volerle bene.

[1] Maria destava l’ammirazione di tutto il popolo di Israele. All’età di tre anni, camminava con un passo così maturo, parlava in un modo così perfetto, si applicava alle lodi di Dio così assiduamente che tutti ne restavano stupiti e si meravigliavano di lei. Essa non era considerata una bambinetta, ma una persona adulta; era tanto assidua nella preghiera, che sembrava una persona di trent’anni. Il suo volto era così grazioso e splendente che a stento la si poteva guardare. Era assidua nel lavoro della lana; e nella sua tenera età, spiegava quanto donne anziane non riuscivano a capire.

[2] Si era imposta questo regolamento: dalla mattina sino all’ora terza attendeva alla preghiera; dall’ora terza alla nona si occupava nel lavoro tessile; dalla nona in poi attendeva nuovamente alla preghiera. Non desisteva dalla preghiera fino a quando non le appariva l’angelo di Dio, dalla cui mano prendeva cibo: così sempre più e sempre meglio progrediva nel servizio di Dio. Inoltre, mentre le vergini più anziane si riposavano dalle lodi divine, essa non si riposava mai, al punto che nelle lodi e nelle vigilie non c’era alcuna prima di lei, nessuna più istruita nella conoscenza della Legge, nessuna più umile nell’umiltà, più aggraziata nei canti, più perfetta in ogni virtù. Era costante, salda, immutabile e progrediva in meglio ogni giorno.

[3] Nessuno la vide adirata né l’udì maledire. Ogni suo parlare era così pieno di grazia che si capiva come sulle sue labbra c’era Dio. Assidua nella preghiera e nella meditazione della Legge, nel parlare era attenta a non mancare verso le compagne. Vigilava inoltre a non mancare in alcun modo con il riso, con il tono della bella voce, con qualche ingiuria, con alterigia verso una sua pari. Benediceva Dio senza posa, e per non desistere dalle lodi a Dio neppure nel suo saluto, quando era salutata rispondeva: “Deo gratias”. Quotidianamente si nutriva soltanto con il cibo che riceveva dalla mano dell’angelo; il cibo che le davano i pontefici lo distribuiva ai poveri. Frequentemente si vedevano gli angeli di Dio parlare con lei e obbedirle diligentemente. Se qualche malata la toccava, nello stesso istante se ne tornava a casa salva.

[8, 1] I suoi genitori scesero ammirati e lodarono il Padrone Iddio perché la bambina non s’era voltata indietro. Maria era allevata nel tempio del Signore come una colomba, e riceveva il vitto per mano di un angelo.


 http://www.ora-et-labora.net/annagioacchino.html

luglio 22, 2015

SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI APOCRIFI E GNOSTICI

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI APOCRIFI E GNOSTICI

SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI APOCRIFI

I Vangeli Apocrifi sono molto tardivi, pieni di errori storici e geografici, sono dei romanzi,

scritti per riempire la curiosità dei fedeli, i quali volevano sapere di più di quanto è detto

nei Vangeli Canonici.

I Vangeli apocrifi si dividono in quelli dell’Infanzia, Passione, Apocalissi, Lettere e Atti.

S.M.Maddalena si trova menzionata nei Vangeli della Passione, citata con le altre

pie donne accanto alla croce, e al sepolcro.

Una bella descrizione di S.M.Maddalena che va a piangere sul sepolcro di Gesù,

la troviamo nel Vangelo di Pietro trovato nel 1886 ad Akhmim in Egitto.

Nel capitolo XII, 50-54, S.M.Maddalena si reca al sepolcro con le amiche a piangere,

poi nel capitolo XIII, 55-57, vediamo il sepolcro vuoto e l’apparizione di Angeli alle donne,

Racconto molto simile al Vangelo di Marco.

In un altro Vangelo della Passione;

Il Libro della Resurrezione di Cristo dell’Apostolo Bartolomeo, del VII secolo,

vediamo che S.M.Maddalena è citata fra le donne al sepolcro, ma la prima apparizione

di Gesù avviene a sua madre Maria, stessa cosa avviene nel Vangelo di Gamaliele

del  V secolo. S.M.Maddalena al sepolcro con le altre pie donne si trova pure nei frammenti copti,

del V secolo.

S.M.Maddalena a Roma

Il Viaggio di S.M.Maddalena a Roma, il primo documento a parlarne è il Vangelo di Nicodemo,

detto anche Atti di Pilato, del V secolo,  dove viene raccontato che S.M.Maddalena è presso la croce,

insieme alle altre pie donne e alla S.V.Maria, tutte piangenti, ora S.M.Maddalena si rivolge al popolo,

dicendo che si recherà Roma, per accusare Pilato presso Cesare.

Un altro Vangelo Apocrifo che parla di S.M.Maddalena a Roma, appartiene al Ciclo di Pilato,

del X secolo, davvero molto tardivo, si tratta della Lettera di Tiberio a Pilato, dove Tiberio scrive a Pilato,

dicendo che una donna Maria Maddalena, gli ha riferito che lui avrebbe fatto crocifiggere Gesù.

Il viaggio di .M.Maddalena a Roma riappare poi nelle cronache bizantine e in altri documenti posteriori.

La leggenda del viaggio di S.M.Maddalena a Roma per accusare Pilato e i complici ritorna negli Scritti di Glykas,

XIII secolo, e del Cedreno, XI secolo, di G.Cinnamo e C.Menasse, XII secolo, di Niceforo Callisto, XIV secolo,

sono tutti documenti della Patrologia Greca, quindi bizantini e molto tardivi, senza alcun valore storico,

ma davvero leggendari, come è anche una leggenda bizantina  quella dell’uovo rosso, riguardante Maria Maddalena, che dopo la morte e risurrezione di Gesù, avrebbe approfittato della sua posizione per ottenere un invito a un banchetto dato dall’imperatore Tiberio.

 Quando Maria incontrò l’imperatore, teneva un uovo nelle sue mani ed esclamò “Cristo è risorto!” Tiberio rise,

 e disse che la resurrezione di Cristo dalla morte era probabile quanto l’uovo che teneva in mano diventasse rosso.

Prima che finisse di parlare, l’uovo nella sua mano diventò rosso, e la Maddalena potè così continuare a proclamare il Vangelo a tutta la casa imperiale.

Da questa leggenda è nata la tradizione delle uova pasquali.

Questo è quanto tramandano i Vangeli Apocrifi su S.M.Maddalena, niente altro, fra tanti errori e confusone,

come quella in cui S.M.Maddalena sarebbe persino la S.V.Maria stessa, citata in un frammento copto,

il 20° sermone di Cirillo di Gerusalemme, questo è caratteristico delle rapsodie egiziane.

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI VANGELI GNOSTICI TRASMESSI DAI PADRI ERESIOLOGI

Vediamo che i Padri eresiologi sono a conoscenza dell’importanza di S.M.Maddalena per gli gnostici.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4

“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

Vediamo lo schema delle sizighie più importanti per certe correnti gnostiche.

S.Epifanio di Salamina nel suo libro contro tutte le eresie Panarion cita due vangeli gnostici,

Questioni di Maria, le Grandi e le Piccole. Le Grandi questioni riguardano un vangelo molto

blasfemo, dove la salvezza si ottiene tramite l’uso del seme maschile e unioni sessuali,

Gesù stesso sale sul mone con Maria (Maddalena), poi giunti sul monte, Gesù dopo aver

pregato, avrebbe formato una donna da un costato di Maria, e poi si sarebbe  unito sessualmente con questa

nuova creatura, e prendendo il suo seme in mano avrebbe indicato con questo la via della salvezza,

Maria si spaventa difronte a questo rituale, ma Gesù la sgrida per la poca fede.

Questo brano si trova in; Panarion XXVI: 8, 1-3. Questo vangelo circolava presso gnostici che praticavano

il libertinaggio più sfrenato e stomachevole come; Nicolaiti, Stratiotici, Borboriti, Manichei.

Epifanio poi soltanto cita le Piccole questioni, molti studiosi pensano si tratti di Pistis Sofia.

Presso gli gnostici, S.M.Maddalena non è l’unica donna importante, vediamo che circolavano vangeli gnostici,

sotto il nome di altre donne, perfino c’erano sette sotto altre donne, tanto erano diffuse che li conosceva

anche il pagano Celso, ne parla Origene nel suo libro Contro Celso nel capitolo V,62; dove vediamo

che c’era la setta degli Arpocratiani, discepoli di Salomè, i discepoli di Marta, i marcelliani, discepoli

della maestra gnostica Marcella, ed anche i discepoli di Mariamme ( Maddalena).

Molto famosa nello gnosticismo era Salomè, la quale interroga Gesù su vari misteri, questo si trova

nel vangelo gnostico degli Egiziani citato da Clemente Alessandrino nel suo libro Gli Stromati,

capitolo III: 6,45; 9,63; 9,64; 9,66; 13, 91-93.

Questo vangelo apparteneva alle sette gnostiche encratite, che vietavano matrimonio e procreazione,

e praticavano la castità assoluta. Il Vangelo degli Egiziani viene citato anche da altri Padri;

Giulio Cassiano, S.Ippolito Romano e S.Epifanio di Salamina, e si trova in opere gnostiche come

nel libro di Teodoto gnostico.

Questo è quello che ci hanno tramandato i Padri eresiologi riguardo vangeli gnostici e S.M.Maddalena.

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S.M.MADDALENA NEL CODICE DI ASKEWIANUS

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva

comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,

ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato

conservato presso il British Museum.

Il Codice Askewianus, contiene il voluminoso trattato gnostico Pistis Sofia.

Pistis Sofia è stato scritto in Egitto verso il III secolo, si tratta di un lungo dialogo tra Gesù

ed i suoi Apostoli, ed anche quattro discepole, Maria madre di Gesù, Maria Maddalena,

Salome e Marta. Vediamo che proprio Maddalena è quella che  più spesso prende la

parola, ben 67 volte. Maddalena può parlare francamente, poiché il suo cuore è rivolto verso

il regno celeste, più di tutti i suoi fratelli (c. 17). La sua posizione di privilegio, insieme con

quella della madre di Gesù e Giovanni, si estende anche nella vita futura (c. 96).

La sua origine, come quella della madre di Gesù, è pure superiore: la materia viene da Barbelo,

ma la sua forza luminosa è simile a quella della vergine di luce (c. 59). Ella intercede per gli altri discepoli,

specie quando costoro non riescono più a seguire l’esposizione profonda concernente il mistero

dell’ineffabile (c. 94). Il suo uomo della luce, cioè la parte di lei appartenente al regno della luce, è sempre

intelligente e desta, pronta ad interpretare le parole di Pistis Sofia. Ella chiede di tutto con precisione.

Lo stesso Gesù è stupito delle sue risposte. Ella è divenuta puro spirito ed egli, pieno di misericordia

per lei, le rivolge le più belle espressioni di lode. La parte svolta dalle donne, specie dalla Maddalena

 non è gradita ai discepoli: essi si vedono menomati. Pietro è l’espressione del malcontento (cc 36. 146).

La Maddalena se ne accorge; vorrebbe sempre parlare, ma teme Pietro (c. 72).

Sorge così una tensione, presto sciolta da Gesù con il riconoscere i diritti delle donne, di chiunque cioè

è fervente e pieno dello spirito luminoso. Questo rispecchia la lotta tra la grande Chiesa rappresentata

da S.Pietro e le sette gnostiche rappresentate dalle donne con a testa Maddalena.

La presenza di Barbelo, indica un origine della setta dei Barbelognostici, comunque ci sono anche

elementi valentiniani ed  altro genere specialmente ermetico, filosofico e pagano, ma sempre si tratta di gnosticismo egiziano.

Questo è quello che possiamo dire di S.M.Maddalena in Pistis Sofia. 

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S.MARIA DI MAGDALA NEL CODICE DI BERLINO

Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,

precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt

per il Museo di Berlino, dove ora si trova. Esso inizia col Vangelo di Maria,

segue l’Apocrifo di Giovanni e poi La Sofia di Gesù Cristo, e infine gli Atti di Pietro.

S.M.Maddalena viene nominata in tutti i documenti tranne l’Apocrifo di Giovanni.

Tralasciamo gli Atti di Pietro, o Vangelo di Pietro, che appartiene ai Vangeli Apocrifi,

trattato nella prima parte del nostro studio.

Parliamo ora per primo del documento gnostico; La Sofia di Gesù Cristo, vediamo che

Gesù risorto, prima di salire al cielo, su un monte, dinanzi a dodici discepoli e sette donne,

fa un dialogo, rivelando importanti misteri, infine Gesù scompare e i discepoli vanno a predicare il  Vangelo.

Maddalena la vediamo che insieme ad altri apostoli interroga Gesù.

Gli argomenti sono dottrine gnostiche, sul pleroma, Sofia, la missione di Gesù, sceso per

liberare le particelle di luce schiave della materia. Si tratta di gnosticismo egiziano.

Il Vangelo di Maria, in questo vangelo, Gesù risorto, lascia i suoi discepoli in grande turbamento.

Poi Maddalena ha una sua visione, dove Gesù gli comunica dei misteri. I discepoli non riescono

a crederla, specie Pietro, ma poi Maddalena viene creduta ed escono a predicare il Vangelo.

In questo Vangelo gnostico, viene detto che Madalena era molto amata da Gesù, amava lei più delle altre discepole.

La dottrina è quella gnostico-egiziana.

Questo è ciò che abbiamo su S.M.Maddalena nel Codice di Berlino.

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEI MANOSCRITTI DI NAG HAMMADI

S.M.Maddalena la incontriamo in diversi documenti scoperti a Nag Hammadi;

La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,

Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore.

Il Vangelo di Filippo, iniziamo col dire che è un opera della scuola valentiniana,

precisamente di origine siro-egiziano, del III secolo, l’autore sembra essere

un giudeo-cristiano gnostico. L’autore non è l’Apostolo Filippo, ma il testo è stato chiamato

Vangelo di Filippo perché nel testo Filippo è l’unico Apostolo ad essere nominato (cap. 91).

I Padri eresiologi conoscevano però un vangelo gnostico sotto il nome di Filippo,

citato in Panarion XXVI: 13,2. Torniamo al testo trovato a Nag Hammadi, ha suscitato molte

polemiche proprio per come viene presentata Maria Maddalena in due distinti brani: 32 e 55;

32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.

55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.

Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).

Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”

Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.

Specifichiamo che nel testo è usato un termine che non significa consorte in senso di moglie,

ma con il significato di compagna cioè sizighia. Infatti nel testo scritto in copto la parola

Koinonos con cui viene indicata Maddalena equivale a compagna, socia, amica,

mentre per indicare moglie e donna nel testo viene usato il termine Shime.

Vediamo che nel Nuovo Testamento, Koinonos e molto usato, un esempio;

Luca: 5,10-Giacomo e Giovanni sono compagni ( koinonos) di Simone.

Il bacio, nel testo non compare bocca, essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe

essere bocca  c’è un buco. Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.

Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,

 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.

 Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.

Ora cerchiamo di spiegare questi passi 32 e 55 del Vangelo di Filippo;

32-La madre, la sorella e la consorte del Salvatore terreno sono per l’accezione gnostica

manifestazioni di un unica Maria.

55-Sofia è la madre degli angeli, cioè dei pianeti e delle costellazioni dello zodiaco.

A Sofia decaduta, che concepì senza il proprio compagno, fa capo il mondo materiale,

una specie di aborto. Perciò è detta sterile (paragrafo 36). Maria Maddalena rappresenta invece

per la gnosi, la quale ne fa la compagna di Cristo terreno, il prototipo dell’unione

perfetta tra Sofia celeste e il compagno, cioè tra l’immagine e il suo angelo.

Vedi anche; Refutatio VI: 36,4 “Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

Quindi Maddalena ha realizzato la sua perfezione ed è degna di formare un unione mistica

 una sizighia con il Gesù terreno.

Vangelo di Tommaso, iniziamo col dire che questo ritrovamento ha risolto il problema del

Papiro Ossirinco trovato in Egitto nel 1897 e 1903, la parte dei Logia, che destavano dubbi

a quale vangelo potessero appartenere, non avendo carattere proprio gnostico.

Ma dopo il ritrovamento del Vangelo di Tommaso, sappiamo che questo testo come i Logia

del Papiro Ossirinco, sono testi gnostici del II secolo, scritti dalla setta dei Naasseni,

setta encratita. Molti punti del Vangelo di Tommaso sono simili alla dottrina dei Naassseni,

riportata da S.Ippolito di Salamina in Refutatio V: 6-11; dove si parla proprio del Vangelo

di Tommaso. Torniamo al testo di Nag Hammadi, Maddalena viene citata nell’ultimo  brano, il 114;

Simon Pietro disse loro: Maria  se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita !

Gesù rispose: Ecco, io  la trarrò così da renderla uomo. Così  anche lei diverrà spirito vivente,

simile a voi uomini. Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli.

Questo brano va interpretato nella dottrina gnostica dell’ androgine, per entrare nel regno

occorre diventare androgini, oppure semplicemente occore rinunciare alla sessualità.

Il Dialogo del Salvatore, un testo del II secolo, tipo gnostico-egiziano ed encratita, un testo molto danneggiato.

Maddalena nel testo è considerata  la Donna che conosceva il Tutto, si trova fra gli Apostoli che ricevono

ordini da Gesù,  e rifiuta le opere del genere femminile,cioè i rapporti sessuali e la procreazione.

Questo è tutto quello che dicono i Vangeli gnostici su S.M.Maddalena.

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Bibliografia;

Testi Gostici U.T.E.T

I Vangeli Gnostici  Adelphi

Le Apocalissi Gnostiche Adelphi

Vangeli Apocrifi; U.T.E.T, Marietti, Einaudi

Patrologia Latina e Greca

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Centro Studi S.M.Maddalena

https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-maria-di-magdala-nei-vangeli-apocrifi-e-gnostici

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SANTA MARIA DI MAGDALA NEL NUOVO TESTAMENTO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:25 am
SANTA MARIA DI MAGDALA NEL NUOVO TESTAMENTO
S.M.Maddalena nel Nuovo Testamento viene citata solo nei Vangeli,
si tratta di una delle pie donne che seguivano Gesù, erano tante;
 Luca 8: 1-3; Marco 15: 40-41; Matteo 27: 55-56.
 Le pie donne erano pittosto donne anziane,
o vedove, infatti era costume allora che le donne si sposassero adolescenti,
e restavano in casa ad accudire la casa e crescere i figli, poi in tarda età quando
i figli erano sistmati,  rimanvano sole o vedove, avevano tempo a dedicarsi ad opere
pie e religiose,come la profetessa Anna che serviva al Tempio; Luca 2: 36-38.
S.M.Maddalena come altre pie donne che seguivano Gesù, era stata una miracolata,
esattamente essendo posseduta da 7 demoni Gesù l’aveva esorcizzata e guarita;
Luca 8: 1-3

1In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

 2C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala,

dalla quale erano usciti sette demòni, 3Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Marco 16: 9Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.

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S.M.Maddalena dai Vangeli risulta chiaro che si tratta di una donna della città di Magdala, situata sulle sponde del lago Tiberiade in Galilea,

ed è diventata discepola di Gesù, quasi all’inizio della sua missione, ed insieme ad altre anziane, ha seguito Gesù fino a Gerusalemme,

divenendo testimone della sua morte, resurezzione ed ascensione.

Vediamo che per ignoranza la chiesa latina e precisamente nel 591 il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  S.M.Maddalena è stata unita ad altre

donne del Vangelo formandone un  unica persona; quindi secondo la chiesa latina S.M.Maddalena sarebbe anche la peccatrice anonima;

Luca 7: 36-50, e perfino una S.Maria di Betania sorella di Lazzaro; Luca 10: 38-42; Giovanni 11: 1-44, non solo queste qualcuno ha identificato

S.M.Maddalena anche con l’adultera; Giovanni 8: 1-11.

Quanta confusione ed ignoranza, infatti mentre S.M.Maddalena è stata guarita, la peccatrice anonima è stata pedonata,

mentre S.M.Maddalena è galilea, S.Maria di Betania è giudea, e quando Gesù si reca in Giudea e viene ospitato da S.Marta

di Betania, S.M.Maddalena era venuta in Giudea con Gesù dalla Galilea; Luca 23: 55-24:10.

L’adultera, la incontriamo a Gerusalemme nel periodo che precede la Passione; Giovanni 8: 1-11.

Sono quindi persone diverse, e farle divenire un unica persona, ha alterato la loro identità,

vediamo che S.M.Maddalena e S.Maria di Betania vengono prese per peccatrici, si prostitute  ed adultere!

Tutto questo è blasfemo, ma vediamo che nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità,

e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne, e ora S.M.Maddalena

non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno S.Maria di Betania e l’adultera.

Ma la chiesa cattolica per lungo tempo non ha voluto dissociare S.M.Maddalena dalle altre donne, cosa che ancora continua

nella cultura cattolica, i cattolici ed anche alcuni protestanti continuano ad identificare S.M.Maddalena nella peccatrice,

e la trattano da prostituta, è difficile sdradicare legende popolari.

Veniamo al Nuovo Testamento, di  S.M.Maddalena sappiamo che dalla Galilea seguì Gesù fino a Gerusalemme, insieme a molte donne,

la incontriamo accanto la croce; Matteo 27: 55-56; Marco 15: 40-41; Luca 23: 55-56; Giovanni 19: 25.

Ancora S.M.Maddalena la incontriamo durante la deposizione di Gesù al sepolcro insieme alle altre pie donne;

Matteo 27: 61; Marco: 15: 46-47; Luca 23: 55-56;

Vediamo che S.M.Maddalena insieme alle altre pie donne tornano a casa a preparare gli aromi per la sepoltura di Gesù,

e poi il mattino del Sabato si recano al sepolcro dove hanno apparizioni di Angeli; Matteo 28: 1-8; Marco 16: 1-8; Luca 23: 56-24: 1-10.

Gesù apare risorto a S.M.Maddalena insieme a S.Maria di Giacomo  Matteo 28: 8-10.

Gesù appare risorto a S.M.Maddalena Marco 16: 9,11; Giovanni 20: 1,18.

Pare che sia stata proprio S.M.Maddalena a vedere Gesù risorto per primo, possiamo dedurre che ne era degna,

amando ardentemente  Gesù con un cuore puro:

Giovanni 20: 1-18

1Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. 3Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

11Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. 16Gesù le disse: “Maria!”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! 17Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. 18Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

Sicuramente S.M.Maddalena è stata testimone dell’Ascensione di Gesù insieme alle altre donne, alla S.V.Maria e agli Apostoli e discepoli; Atti 1 : 9-14.

Sicuramente S.M.Maddalena ha ricevuto anche lei lo Spirito Santo Atti 2: 1-4.

Dal  Nuovo Testamento solo questo ci viene raccontato di S.M.Maria di Magdala.

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MARIA MADDALENA E MARIA DI BETANIA E LA PECCATRICE ANONIMA E L’ADULTERA SONO DIVERSE PERSONE NEL NUOVO TESTAMENTO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:22 am

MARIA MADDALENA E MARIA DI BETANIA E LA PECCATRICE ANONIMA E L’ADULTERA SONO DIVERSE PERSONE NEL NUOVO TESTAMENTO

Analisi di Martino Gerber e Giuliano Lattes, studiosi biblisti

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Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.

Nel Nuovo Testamento Maria Maddalena viene citata nei quattro Vangeli; Matteo, Marco, Luca, Giovanni.

Nel Nuovo Testamento Maria di Betania viene citata nei quattro Vangeli; con il nome Maria  nel Vangelo di Luca e Giovanni,

senza nome nel Vangelo di Matteo e Marco.

Nel Nuovo Testamento la peccatrice anonima viene citata solo nel Vangelo di Luca.

Nel Nuovo Testamento la donna adultera viene citata solo nel Vangelo di Giovanni.

Riassumiamo, nel Vangelo di Matteo e di Marco troviamo Maria Maddalena e Maria di Betania, due donne diverse,

nel Vangelo di Luca troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la peccatrice anonima, tre donne diverse,

nel Vangelo di Giovanni, troviamo Maria Maddalena, Maria di Betania e la donna adultera, tre donne diverse.

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La peccatrice anonima, Maria Maddalena e Maria di Betania sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Luca.

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La peccatrice anonima che unse i piedi di Gesù

LUCA 7, 36-50

7:36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 7:37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; 7:38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio. 7:39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: “Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice”. 7:40 E Gesù, rispondendo gli disse: “Simone, ho qualcosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, di’ pure”. 7:41 “Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 7:42 E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?” 7:43 Simone rispose: “Ritengo sia colui al quale ha condonato di più”. Gesù gli disse: “Hai giudicato rettamente”. 7:44 E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 7:45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 7:46 Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. 7:47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama”. 7:48 Poi disse alla donna: “I tuoi peccati sono perdonati”. 7:49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: “Chi è costui che perdona anche i peccati?” 7:50 Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace”.

La peccatrice anonima bacia i piedi a Gesù

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Maria Maddalena

LUCA  8, 1-3

8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio. 8:2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 8:3 Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.

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Maria di Betania

LUCA 10, 38-42

10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

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Nel Vangelo secondo Luca vediamo che la peccatrice anonima è una donna pentita della Galilea, perdonata da Gesù.

Maria Maddalena è pure della Galilea, precisamente della città di Magdala, ed è una donna indemoniata ed esorcizzata e guarita da Gesù.

Anche nel Vangelo di Marco viene detto che Maria Maddalena era stata esorcizzata e guarita da Gesù;

MARCO 16,9

16:9 Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena,

dalla quale aveva scacciato sette demòni.

Maria di Betania è della Giudea, sorella di Marta e Lazzaro, amici di Gesù.

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Maria Maddalena è della Galilea  e segue Gesù fino a Gerusalemme.

LUCA 23,55-56

23:55 Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù. 23:56 Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

LUCA 24, 10

24:10 Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro.

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Maria di Betania è della Giudea

LUCA 9,51-53

9:51 Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo,

Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme. 9:52 Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. 9:53 Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.

(Luca 9,54…..10,37; Gesù insegna alcune cose, e poi s reca a casa di Marta)

Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta viveva a Betania.

(Giovanni11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella).

LUCA 10, 38-42

10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua. 10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. 10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

Maria di Betania con la sorella Marta e Gesù

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Maria Maddalena e Maria di Betania  e la donna adultera sono tre diverse donne nel Vangelo secondo Giovanni.

Maria di Betania è la sorella di Marta e di Lazzaro, e vivono a Betania in Giudea

GIOVANNI 11, 1-57

11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 11:2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato. 11:3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”. 11:4 Gesù, udito ciò, disse: “Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato”. 11:5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 11:6 com’ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 11:7 Poi disse ai discepoli: “Torniamo in Giudea!” 11:8 I discepoli gli dissero: “Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?” 11:9 Gesù rispose: “Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 11:10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”. 11:11 Così parlò; poi disse loro: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo”. 11:12 Perciò i discepoli gli dissero: “Signore, se egli dorme, sarà salvo”. 11:13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 11:14 Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto, 11:15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!” 11:16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: “Andiamo anche noi, per morire con lui!” 11:17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 11:18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 11:19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. 11:20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 11:21 Marta dunque disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 11:22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà”. 11:23 Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”. 11:24 Marta gli disse: “Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno”. 11:25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?” 11:27 Ella gli disse: “Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo”. 11:28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: “Il Maestro è qui, e ti chiama”. 11:29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 11:30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 11:31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. 11:32 Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. 11:33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 11:34 “Dove l’avete deposto?” Essi gli dissero: “Signore, vieni a vedere!” 11:35 Gesù pianse. 11:36 Perciò i Giudei dicevano: “Guarda come l’amava!” 11:37 Ma alcuni di loro dicevano: “Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?” 11:38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. 11:39 Gesù disse: “Togliete la pietra!” Marta, la sorella del morto, gli disse: “Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno”. 11:40 Gesù le disse: “Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?” 11:41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 11:42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato”. 11:43 Detto questo, gridò ad alta voce: “Lazzaro, vieni fuori!” 11:44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. 11:45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui. 11:46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto. 11:47 I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: “Che facciamo? Perché quest’uomo fa molti segni miracolosi. 11:48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione”. 11:49 Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla, 11:50 e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione”. 11:51 Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; 11:52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi. 11:53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. 11:54 Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli. 11:55 La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 11:56 Cercavano dunque Gesù; e, stando nel tempio, dicevano tra di loro: “Che ve ne pare? Verrà alla festa?” 11:57 Or i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno sapesse dov’egli era, ne facesse denuncia perché potessero arrestarlo.

GIOVANNI 12: 1-11

12:1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 12:2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. 12:3 Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio. 12:4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 12:5 “Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” 12:6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro. 12:7 Gesù dunque disse: “Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. 12:8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre”. 12:9 Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 12:10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, 12:11 perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.

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Maria Maddalena è una discepola di Gesù

GIOVANNI 19, 25

19:25 Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.

GIOVANNI  20, 1-18

20:1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. 20:2 Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo”. 20:3 Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. 20:4 I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; 20:5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. 20:6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, 20:7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. 20:8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 20:9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. 20:10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa. 20:11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 20:12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. 20:13 Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”. 20:14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 20:15 Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò”. 20:16 Gesù le disse: “Maria!” Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!” 20:17 Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro””. 20:18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

Gesù risorto appare a Maria Maddalena

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La donna adultera salvata da Gesù

GIOVANNI 8, 1-11

8:1 Gesù andò al monte degli Ulivi. 8:2 All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. 8:3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, 8:4 gli dissero: “Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 8:5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?” 8:6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 8:7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. 8:8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 8:9 Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 8:10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?” 8:11 Ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”.

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Nel Vangelo secondo  Giovanni, Maria di Betania è una giudea amica di Gesù, Maria Maddalena è galilea della città di Magdala, discepola di Gesù,  sono quindi donne diverse.

Maria di Betania profuma Gesù ma non è la peccatrice anonima citata da Luca 7, 36-50, Maria di Betania è giudea, amica di Gesù, la peccatrice anonima  è galilea, una pentita perdonata.

Maria di Betania non è l’adultera citata da Giovanni 8, 1-11,  ma è una amica di Gesù.

La donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11  non è la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50.

La donna adultera vive a Gerusalemme in Giudea, è incontra Gesù verso la fine, la peccatrice anonima è Giudea,

e incontra Gesù all’inizio.

Maria Maddalena non è la donna adultera citata da Giovanni 8, 1-11 , Maria Maddalena è  una discepola di Gesù, venuta insieme a lui dalla Galilea, la donna adultera è una peccatrice di Gerusalemme.

Maria Maddalena non è nemmeno la peccatrice anonima citata da Luca  7, 36-50, sono entrambe galilee, ma mentre la peccatrice,

è una donna pentita perdonata da Gesù, Maria Maddalena è una delle pie donne che seguvano Gesù, il quale l’aveva guarita essendo

indemoniata,( vedi Luca 8:2 e Marco 16,9) .

Gesù perdona l’adultera

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Maria Maddalena  Maria di Betania sono due diverse donne nel Vangelo secondo Marco  e secondo Matteo 14 ,3 and 15, 40-41.

MARCO 14 ,3

14:3 Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato,

di nardo puro, di gran valore; rotto l’alabastro, gli versò l’olio sul capo.

MARCO 15, 40-41, 15:40 Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano. Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Iose, e Salome, 15:41 che lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

MATTEO 26, 6-7

26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, 26:7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.

MATTEO 27, 55-56

27:55 C’erano là molte donne che guardavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per assisterlo; 27:56 tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.

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Conclusione: dal Nuovo Testamento risulta chiarissimo che Maria Maddalena, Maria di Betania, la peccatrice anonima e la donna adultera sono quattro donne diverse.

Sebbene il Nuovo Testamnto è chiaro, la gente cristiana e laica continua ad essere confusa, ed unisce queste diverse donne in una sola.

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Appendice:

Vediamo che  nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604),  ha unito queste donne in una;

Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l’adultera.

Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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Citazioni da: La Sacra Bibbia “Nuova Riveduta sui testi originali” Copyright © 1994, Società Biblica di Ginevra – CH-1211 Ginevra

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

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SANTA MARIA DI MAGDALA NELLA TRADIZIONE E NELLA LEGGENDA

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SANTA MARIA DI MAGDALA NELLA TRADIZIONE E NELLA LEGGENDA

 GESU' RISORTO GIOTTO

SANTA MARIA DI MAGDALA NELLA TRADIZIONE CRISTIANA

 La tradizione più antica ritiene che il corpo di S.M.Maddalena  è stato conservato prima a Efeso,

 poi a Costantinopoli; proprio a Efeso, si credeva, che S.M. Maddalena aveva terminato la sua esistenza terrena, vivendo accanto alla S.V. Maria e a S.Giovanni.

L’Oriente  ha sempre affermato che la S.M.Maddalena, “apostola degli apostoli”, morì a Efeso.

La leggenda del suo viaggio in Provenza non è anteriore al IX secolo, e i suoi resti non vi furono riportati fino al XIII secolo, infatti in Francia prima si credeva che S.M.Maddalena era morta in Efeso come testimonia S.Gregorio Da Tours (538-594), che si recò ad Efeso per visitare il luogo dove visse la S.V.Maria, e trovandosi in quel luogo visitò anche la tomba

di S.M.Maddalena, e poi scrisse questo nei suoi libri.

S.Gregorio Da Tours,viveva in Francia e frequentava la corte dei Franchi di cui scrisse libri,

i Franchi sono i discendenti dei Merovingi, ora chi meglio di S.Gregorio da Tours, poteva sapere se S.M.Maddalena visse in Francia oppure altrove ?

S.M.Maddalena era sepolta ad Efeso, ma nel 886 l’imperatore Leone il Filoso fece trasportare le sue reliquie a Costantinopoli.

Poi da Costantinopoli le reliquie  furono trasportate a Marsiglia nel XIII secolo, per salvarle dal saccheggio saraceno.

I resti mortali di S.M.Maddalena sarebbero stati conservati anche a Senigalia, vicino Ancona,

nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma e nella chiesa di San Lazzaro a Costantinopoli, l’odierna Istanbul.

 Non solo: ad Abbeville, in Francia, era conservato un cranio. Ad Aix-en-Provence una mascella.

 A Colonia si trovavano due braccia e nella Cattedrale di Exeter un dito.

Tutto ciò ci fa capire la popolarità di S.M.Maddalena ma anche l’ossessione tutta medievale per reliquie e pellegrinaggi.

Il culto più antico rivolto a S.Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo,

è quello che si svolgeva nei riti della  Chiesa Orientle la seconda domenica dopo Pasqua, 

chiamata “delle mirofore”. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione

e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.

 Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva S.Maria Maddalena, colei che aveva visto Gesù risorto per prima.

Il culto di S.M.Maddalena si diffuse in occidente dopo il XI secolo, specialmente ad opera dell’Ordine dei Frati Predicatori.

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SANTA MARIA DI MAGDALA NELLA LEGGENDA

Durante il Medioevo regnava ignoranza e conusione anche presso i cristiani,

i quali scrivevano tantissime leggende, anche sulla vita dei Santi.

S.M.Maddalena non è stata risparmiata, anzi è una Santa sulla quale sono

nate tante leggende.

Rabano Mauro di Magonza ( 780-856), ha scritto un racconto su S.M.Maddalena:

“La vita di Maria Mddalena”

del tutto falso senza nessun fondamento storico.

S.M.Maddalena sarebbe la sorella di Marta e Lazzaro, ed insieme ad altri discepoli,

furono messi su una barca senza remi dai giudei. La barchetta approdò in Francia,

giunti a terra si dividero per andare ed evangelizzare mentre S.Lazzaro si recò a Marsiglia,

 S.Giuseppe D’Arimatea si recò in Britannia.

Da Rabano ha poi copiato il domenicano Jacopo da Varazze, che scrisse la Leggenda Aurea,

dove raccoglie moltissime vite dei Santi, tra il 1263-1273. Riguardo a S.M.Maddalena,

Jacopo scrive la stessa favola della barchetta senza remi che arriva in Francia,

e racconta che S.M.Maddalena compie anche dei miracoli.

Nella leggenda Aurea sono riportate altre menzogne riguardo S.M.Maddalena.

S.M.Maddalena prende il cognome dal castello Magdalo, era di nobile famiglia, discendente del re.

 Il padre si chiamava Siro e sua  madre Eucaria.

Viveva con i genitori, sua sorella Marta, e suo fratello Lazzaro,

erano ricchi ed avevano possedimenti a Magdala, Betania e Gerusalemme.

Vediamo che qui S.M.Maddalena non solo è confusa con S.Maria di Betania, ma anche con la peccatrice anonima.

S.M.Maddalena diventa peccatrice dopo che viene lasciata dal fidanzato,

che niente di meno sarebbe S.Giovanni Evangelista, il quale abbandona lei per seguire Gesù.

Vediamo  poi che S.M.Maddalena si converte e si pente e si reca da Simone il lebbroso,

e unge Gesù con profumo, poi  diventa sua discepola, a lei Gesù appare risorto.

Vediamo che la Leggenda Aurea si diffonde in Francia, e vediamo che mentre fino al

X secolo, non esisteva nessun luogo di culto verso la Santa, ecco che a partire dal 1050,

l’abbazia di Vézelay in Borgogna, dedicata alla S.V.Maria, custodita dalle suore,

viene dedicata a S.M.Maddalena, e viene custodita dai monaci benedettini.

A Vézelay, allora si cominciò a raccontare che li venivano custoditi le reliquie

di S.M.Madalena, ed iniziano così i pellegrinaggi.

La menzogna è tale riguardo la Santa, che un altro luogo in Francia St-Maximin in Provenza

 incomincia verso il XII secolo a reclamare di possedere le reliquie, e rccontano anche

che S.M.Maddalena, sarebbe vissuta eremita presso la grotta di Sainte-Baume,

nuda coperta solo dai capelli, leggenda questa copiata dalla vita di S.Maria Egiziaca.

Quanta ignoranza e confusione e bestemmie, non è tutto, ecco che iniziano le contese,

tra Vézalay e St-Maximin, entrambi reclamano di possedere le reliquie di S.M.Maddalena,

ed entrambe producono falsi documenti, tutto questo avviene dentro la Chiesa Cattolica !

La legenda continua, ecco che anche in un altro luogo francese Saintes-Maries-de-la-Mer,

in Provenza, si racconta che presso questo luogo è avvenuto lo sbarco di S.M.Maddalena,

insieme a S.Marta, S.Lazzaro, S.Maria di Giacomo, S.Maria Salome, S.Sidonio, S.Massimino,

ed altri ancora. Poi verso il 1521 viene aggiunta S.Sara. Oggi ancora il popolo Rom venera

S.Sara-Kali, una Santa inventata tra ricordi dell’india, paganesimo e cristianesimo.

Questa leggenda di S.M.Maddalena in Francia è stata accettata dai cattolici come verità!

Questo dimostra che i cattolici preferiscono credere nelle favole invece delle Sacre Scritture.

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Centro Studi S.M.Maddalena

https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-maria-di-magdala-nella-tradizione-e-nella-legenda

SANTA M.MADDALENA: LE CREDENZE ERRATE DELLA CHIESA CATTOLICA E PROTESTANTE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:08 am

SANTA M.MADDALENA: LE CREDENZE ERRATE DELLA CHIESA CATTOLICA E PROTESTANTE

S.M.MADDALENA NELLE CREDENZE ERRATE DELLA  CHIESA CATTOLICA E PROTESTANE
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S.M.MADDALENA VIENE UNITA AD ALTRE DONNE DEL VANGELO PER ERRORE

Vediamo che nella chiesa latina e precisamente nel 591, il papa S.Gregorio Magno ( 540-604), ha unito queste donne in una;

Maria Maddalena sarebbe anche Maria di Betania, la peccatrice anonima e perfino l’adultera.

Nella chiesa orientale queste donne hanno mantenuto la loro identità, e vengono ricordate in date diverse.

Vediamo che dopo il Concilio Vaticano II, nel 1969 la chiesa cattolica ha separato queste diverse donne,

Maria Maddalena non viene più considerata la peccatrice anonima, e nemmeno Maria di Betania e l’adultera.

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1)
NEL VANGELO

Nel Vangelo di Luca si racconta che mentre Gesù se n’andava per le città e i villaggi «predicando e annunziando la buona novella

del regno di Dio», era accompagnato dai dodici apostoli e «alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni» e altre (Lc 8, 1-3).

Questa Maria Maddalena compare in modo rilevante ogni volta che gli evangelisti citano le donne che servirono Gesù: è la prima delle donne presenti alla passione e alla sepoltura di nostro Signore in tre Vangeli, e segue la Madonna e Maria di Cleofa nel racconto di Giovanni (Mc 15, 40; Mt 27, 61; Gv 19, 25). Il fatto che di solito sia nominata per prima dimostra che è «un punto di riferimento, una guida forse, per le altre» (Ricci), e la sua importanza è sottolineata dalla commovente descrizione fatta da S. Giovanni della sua visita al sepolcro da sola, e del suo dolore nello scoprire l’assenza del corpo di Gesù, quando piangendo dice agli angeli che sono all’interno: «Hanno portato via il corpo dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto! ». Allora Gesù risorto le appare nel giardino, prima di farsi vedere dagli apostoli, e la chiama semplicemente «Maria», e le dona il privilegio di annunciare la sua resurrezione agli altri (Gv 20, 1-18).

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2)
NELLA TRADIZIONE

Nella tradizione occidentale, Maria Maddalena è stata identificata con la donna, una peccatrice, che unse i piedi di Gesù,com’è descritto nel Vangelo di Luca nei versi che precedono immediatamente il riferimento a Maria Maddalena (Lc 7, 36-50), ma anche con Maria, sorella di Marta e Lazzaro di Betania (Gv 12, 1-8), che unse i piedi di Gesù e li asciugò con i propri capelli. Poiché la donna descritta da Luca era una “peccatrice” o, nella Bibbia di Gerusalemme, una «che non aveva un buon nome in città» e da Maria Maddalena erano usciti “sette demoni”, si è affermato tradizionalmente che si trattava di una prostituta pentita,credenza che ha dominato il pensiero occidentale e la sua rappresentazione artistica per secoli (ne è testimonianza, per esempio, il nome Maddalena dato alle case di ricovero per prostitute pentite).

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I recenti studiosi della Bibbia, hanno rifiutato queste identificazioni, sostenendo che le tre donne chiamate Maria erano persone diverse; ciò è confermato dal nome Maria Maddalena, in Lc 8, 1-3, che può essere stato scelto solo per distinguerla dalla donna che unse i piedi di Gesù, nei versetti precedenti (che non è nominata, in ogni caso), e dal fatto che i “sette demoni” non indicano obbligatoriamente che la donna era stata una prostituta, giacché non esiste necessariamente una relazione tra la possessione demoniaca e il peccato sessuale.

Non si dice quando fu guarita da Gesù, ma Magdala era una città sulla riva occidentale del mare di Galilea, e Gesù all’inizio svolse gran parte del suo ministero lungo queste sponde. Luca colloca l’unzione di una donna peccatrice nella casa di Simone il Fariseo. Sia Matteo che Marco descrivono un’unzione simile compiuta da una donna senza nome (Mt 26, 6-13; Me 14, 3-9), nella casa di Simone, un lebbroso, in Betania, poco prima della passione. Anche il Vangelo di Giovanni racconta una simile unzione, avvenuta a Betania subito prima della passione, in una casa sconosciuta, ma alla presenza di Marta e Lazzaro e forse nella loro casa, e la donna è Maria, sorella di Marta e Lazzaro (Gv 12, 1-8).

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Se questi racconti si riferissero a una singola unzione, allora ne conseguirebbe che Maria di Betania era la peccatrice pentita del racconto di Luca, ma non ci sarebbe ancora bisogno di identificarla con Maria Maddalena.

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La tradizione nella Chiesa orientale ha mantenuto separate le tre donne, festeggiandole il 21 marzo (la peccatrice senza nome), il 18 marzo (Maria di Betania) e il 22 luglio (Maria Maddalena).

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In passato, molti esegeti in Occidente sostennero l’opinione di S. Girolamo (30 set.) e di S. Gregorio Magno (3 set.) che le tre donne fossero in realtà una sola. Maria Maddalena, benché S. Bernardo (20 ago.) e altri scrittori cistercensi lo avessero negato nel XII secolo. Gli esegeti del XX secolo, in ogni caso, si allontanarono da questa posizione, poiché credevano nell’esistenza di tre donne distinte chiamate Maria e nel fatto che più di una di loro praticò l’unzione; né Maria di Betania, né Maria Maddalena dovrebbero essere identificate con la peccatrice nel racconto dell’unzione di Luca.

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E’ probabile ci voglia molto tempo prima che l’identificazione di Maria Maddalena con una prostituta pentita scompaia dall’arte, dall’agiografia, e dalla coscienza popolare, nonostante il Calendario Romano l’abbia scartata, nel 1969. Sarebbe nel complesso più giusto rispetto alla posizione privilegiata a lei accordata da tutti gli evangelisti, porre in rilievo il suo ruolo di portatrice di buone notizie, di araldo della Resurrezione di Cristo, un simbolo di speranza, un ruolo che è messo in luce nell’antica sequenza pasquale: «Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via? Il sepolcro del Cristo vivo e ho visto la gloria del Risorto [ . . . ] Cristo, mia speranza, è risorto». Doveva portare questa notizia agli altri, che piangevano ancor la morte di Gesù, «mediatrice della proclamazione che la vita prevale sulla morte, la luce sull’oscurità » (Ricci).

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Una festa di Maria Maddalena è stata conservata in Occidente dall’VIII secolo; la sua popolarità in Inghilterra è evidente dal gran numero di dedicazioni di antiche chiese in suo onore (centottantasette), e dal fatto che compare in tutti i calendari medievali. Sia l’università di Oxford che quella di Cambridge possiedono dei collegi che portano il suo nome.

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3)
NELLE PITTURE E RAFFIGURAZIONI

La sua partecipazione a eventi come la Passione, la deposizione, la Resurrezione e, naturalmente, l’unzione di Gesù, rese Maria Maddalena un soggetto preferito dell’arte cristiana dal Medio Evo in poi (non sembra che esistano mosaici primitivi o incisioni che la raffigurino, una prova, forse, che giustifica il relativo ritardo dello sviluppo del suo culto).

Nelle raffigurazioni orientali compare solo nel gruppo delle pie donne.

Nelle raffigurazioni occidentali, esistono due immagini contrastanti di lei: è rappresentata sia con il ricco vestito da prostituta (specialmente nei dipinti veneziani e olandesi), sia con gli stracci di eremita penitente; il suo simbolo è la giara dell’unguento od olio che usò nell’unzione, e i suoi capelli di solito sono lunghi.

A La Sainte-Baume c’è una grotta davanti alla scogliera di calcare, dove si dice la penitente Maddalena abbia trascorso i suoi ultimi giorni.

S. Giovanni Cassiano (23 lug.) fondò un monastero in quel luogo nel V secolo, che fu però devastato dai barbari e dimenticato fino al XIII secolo, quando la grotta diventò una cappella e iniziarono i pellegrinaggi. Una statua (di Fossati; XVIII sec), che la rappresenta supina, era originariamente una statua della speranza sulla tomba del conte di Valbelle a Montrieux. Esiste un’altra cappella in cima a una roccia sopra la grotta, che segna il luogo in cui si pensava gli angeli l’avessero condotta ogni giorno per pregare.

A Saint-Maximin, suo presunto luogo di sepoltura, molto anticamente fu costruito un oratorio e fondata un’abbazia benedettina, distrutta dai saraceni nell’VIII secolo, quando le reliquie furono nascoste e presumibilmente trasferite a Vézelay. L’abbazia fu fondata di nuovo nel Medio Evo, e il corpo “scoperto” in uno scantinato della città.

La chiesa attuale fu probabilmente costruita dai domenicani, che successero ai benedettini nel 1295. Durante la Rivoluzione francese, Luigi Bonaparte visse a Saint-Maximin e si afferma che abbia salvato la chiesa e le reliquie dalla distruzione. Le reliquie sono contenute in un sontuoso scrigno di bronzo che risale al 1860 conservato nella cripta (Michelin, Guida Bleu).

Il governo francese nel VII secolo scoraggiò il culto relativo a La Sainte-Baume poiché era associato a certe corporazioni, e lo scrittore Jean de Launoy scrisse un libro nel 1644 contro le leggende provenzali di Maria Maddalena, ma il culto restò popolare, e i pellegrinaggi a La Sainte-Baume e Saint-Maximin avvengono ancora, nonostante la critica dei bollandisti e di altri studiosi autorevoli, tesi a negare l’attendibilità delle leggende.

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4)
LE LEGGENDE

Data la sua importanza nei Vangeli non sorprende che attorno a lei si siano sviluppate diverse tradizioni. In Oriente, si credeva che avesse accompagnato S. Giovanni e la Vergine Maria a Efeso, dove morì (la Legenda aurea afferma persino che era promessa in sposa a Giovanni); il corpo fu poi trasferito a Costantinopoli e venerato in quella città per molti secoli. Nella tradizione occidentale si afferma che Maddalena, Marta, Lazzaro e altri andarono alla deriva su una barca senza remi che proveniva dalla Palestina, verso la costa della Francia meridionale, dove predicarono il Vangelo e riuscirono a porre le basi del cristianesimo.

Un membro del gruppo era S. Massimino (8 giu.) probabilmente uno dei settantadue discepoli, che divenne il primo vescovo di Aix. Si narra che Maria Maddalena trascorse i suoi ultimi anni di vita in una grotta (nel XII secolo chiamata La Sainte-Baume, sulle Alpi Marittime a est di Marsiglia), e che fu trasportata miracolosamente prima di morire a Saint-Maximin, per ricevere gli ultimi sacramenti da Massimino. Una di queste leggende provenzali trasse alcuni elementi dalla storia di S. Maria Egiziaca (1 apr), affermando che viveva da eremita e si copriva solo con i suoi lunghi capelli. Altre leggende raccontano che predicò al popolo di Marsiglia, e che morì a Le Saint-Pilou, dove ricevette gli ultimi sacramenti da Massimino.

Queste leggende congiunte sembrano risalire al IX secolo, ma si sono sviluppate in Francia principalmente nel periodo dall’XI e XII secolo; nonostante la loro grande popolarità non hanno alcun fondamento storico, sebbene attualmente si pensi che alcune zone della Provenza siano state evangelizzate sin dal I secolo.

Dall’XI secolo in poi, Vézelay in Borgogna affermò di custodire le sue reliquie e divenne una meta di pellegrinaggio popolare. Nel tardo XIII secolo, in ogni caso, i monaci di Saint-Maximin “scoprirono” il corpo della santa nella loro cripta, così l’interesse dei pellegrini si trasferì verso quel luogo.

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5)

LA FESTA

La Festa ricorre il 22 Luglio

E’ INVOCATA: – come protettrice di peccatrici ravvedute, farmacisti, giardinieri, fabbricanti di guanti, parrucchieri/e, profumieri

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Fonte: Il primo grande libro dei santi di Alban Butler
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Centro Studi S.M.Maddalena

https://sites.google.com/site/centrostudismmaddalena/home/santa-m-maddalena-le-credenze-errate-della-chiesa-cattolica-e-protestante

22 LUGLIO E’ LA FESTA DI SANTA MARIA MADDALENA

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GESU' RISORTO ACCENDE SPEGNE

L’ANGELO CUSTODE DA UN ICONA RUSSA

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ICONA RUSSA L'ANGELO CUSTODE

luglio 16, 2015

LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO

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LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO

LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE

PER CHI PORTA L”‘ABITINO”

  SCAPOLARE MDAGLIE

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA II. FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l’Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti­nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA 

1) Ricevere al collo l’Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra­zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s’indossa l’Abitino. Dopo, quando s’indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani.

2) L’Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa­mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.

3) È necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l’ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

ALCUNI CHIARIMENTI

L’Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell’abito dei religiosi carmeli­tani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L’immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l’immagine o staccandosi l’Abitino vale lo stesso.

L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.

Chi, per qualche motivo, non può portare l’Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all’imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l’effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall’altra quella della Beata Vergine del Carmelo.

L’Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.

Non è necessario che l’Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugl’indumenti, purché sia messo al collo.

Chi porta l’Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo pregale per noi».

Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l’indulgenza parziale.

IL PRIVILEGIO SABATINO

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme­litana, che è l’Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell’Inferno.

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima­na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO 

1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.

2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

3) Osservare la castità secondo il proprio stato.

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale.

La S. Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l’Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l’astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po’ di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell’astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine.

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.

La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con­sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu­dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d’illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell’amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi­tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of­frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu­scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l’eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente… O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen. 3 Ave, 3 Gloria.

LODE ALLA MADONNA DEL CARMELO

L’abitino che io porto

è sicuro mio conforto,

e lo stimo mio tesoro più d’argento, gemme e oro.

Da Voi spero, Gran Signora, ciò che voi diceste allora

a Simone Vostro amato, dando l’abito sacrato.

Prometteste, certamente,

a chi il porta piamente,

esentar da cruda sorte ed in vita e dopo morte.

Ed il sabato che viene, esentarlo dalle pene

col sovrano Vostro zelo e condurlo poi nel Cielo.

Orsù dunque, Verginella,

Madre, Sposa, tutta bella, me infelice liberate d’ogni male e consolate.

Aiutatemi nei guai mentre afflitto sono assai,

specialmente, allora, quando il mio fiato sta spirando.

Allora sì datemi aiuto,

d’impetrar l’eterna vita, e sfuggire in tutti i modi di Lucifero le frodi.

Fate allora che io gioiendo e con gli Angeli godendo, canti dolce melodia,

Viva, viva del Carmine Maria. Salve Regina

Chi può, diffonda questo foglio tramite fotocopie.

TESTIMONIANZA SULLA POTENZA DELLO SCAPOLARE

Sulla Piazza di Jlfurt in Alsazia (Francia) vi è una Statua monumentale in bronzo dell’Immacolata, con questa iscrizione:

«In memoria della liberazione dei due ossessi – Teobaldo e Giuseppe Burner – ottenuta per l’inter­cessione della B.V. M. Immacolata – Anno del Signore 1869».

Questi due fratelli furono invasi dal demonio per circa quattro anni (1864-69; curati inutilmente e visitati da molti Medici e specialisti, quando varie volte finalmente furono esorcizzati dal Parroco Brey e da tre Sacerdoti e Religiosi, incaricati dalla Curia di Strasburgo. Molte volte furono presenti, oltre ai genitori e parenti, anche il Sindaco del luogo Tresch e persone importanti, tra cui il Deputato Sig Ignazio Spies.

Teobaldo morì poi il 3-4-1871, all’età di 16 anni. Giuseppe morì più tardi – 1882 – a 25 anni.

Molti fatti diabolici sono pure registrati nel Vangelo e in molte Vite di Santi.

Quindi non è fantasia: il demonio esiste, come l’Inferno!!!

I due ossessi erano soggetti a fenomeni straordinari, per es.:

– Torcere il collo o le gambe all’indietro, in modo straziante.

– Arrampicarsi sugli alberi, fino a tenui rami, che non si rompevano.

– Vomitare fuoco, schiuma, piume che appestavano la casa.

– Parlavano tutte le lingue e dialetti.

– Svelavano colpe segrete o delitti di persone presenti, che fuggivano.

– Quando i visitatori si erano prima Confessati, i ragazzi ossessi (per opera del demonio) dicevano: Prima siete stati nel porcile (la Chiesa) a togliere lo sterco dalle vostre coscienze!

– Al contrario quando si presentavano coloro che vivevano male o in peccato, dicevano: Oh! ecco uno dei nostri!… Che brava gente! Dovrebbero essere tutti così!… Risparmiano fatica al nostro padrone, e ‘gli guadagnano molte anime. – ecc…

– Quando la camera o altre cose, a loro insaputa, venivano benedette con l’Acqua santa, dicevano: l’hanno spalmata col lordume!…

Bestemmiavano Dio, Gesù, l’Eucarestia, La Chiesa, i Santi… e mai la Madonna.

Fu loro chiesto: Perché bestemmiate Tutti… e mai la Madonna?

– Perché la Marionetta (Gesù) sulla Croce ce lo ha proibito!

Che pensate dell’Immacolata Concezione?

– Vattene alla malora con la tua Grande Signora!

Gli si mise addosso l’Abitino della Madonna del Carmine a Teobaldo, senza che se ne accorgesse.

Ma tosto egli gridò: toglimi questo strazio! Mi brucia…!

– Non è uno straccio – si rispose – e te lo toglierò solo quando tu mi dirai cos’è.

L’Abitino della Grande Signora!

Un’altra persona chiede a Giuseppe: Che cosa odiate di più nei Cristiani?

– … La Devozione alla Grande Signora!… – fu risposto. Capite? Oh! Come dobbiamo essere grati alla Mamma del Cielo, che ci vuol vestire del Suo Santo Abitino: lo Scapolare!!!

http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/devozione%20dello%20scapolare%20della%20madonna%20del%20carmine.htm

BEATA MARIA VERGINE DEL CARMELO 26 LUGLIO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:28 am
Nome: Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
Ricorrenza: 16 luglio
MADONNA DEL CARMINE 2

Il Monte Carmelo fu, fin dai tempi più remoti, assai famoso in Palestina ma oggi territorio israeliano. Su di esso infatti si ritiravano uomini di santa vita per onorarvi, ancor prima che nascesse, la Vergine Madre di Dio. Venne santificato pure da un lungo soggiorno che vi fece il profeta Elia.

Continuarono poi sempre pii solitari a ritirarsi sul Monte Carmelo, ma quando la spada di Maometto assoggettò la Palestina, a stento alcuni riuscirono a salvarsi nascondendosi nelle spelonche.

Verso il secolo XI, un pio sacerdote calabrese eresse sui ruderi di una cappella anteriore una chiesetta alla Vergine, ed, avendo raccolti altri compagni, ebbe dal patriarca di Gerusalemme una regola di vita. Ebbe così inizio l’ordine dei Carmelitani che fu poi approvato dai Sommi Pontefici Onorio II e Gregorio IX.

Ma la festa della Madonna del Carmine è strettamente legata al grande devoto della Vergine, S. Simone Stock. Era questi un inglese che, per onorare la Madre di Dio, si era dato ad austerissime discipline, rinnovando le mortificazioni dei primi eremiti. E quando, sul principio del xm secolo, l’Ordine Carmelitano si estese in Inghilterra, S. Simone, attratto dalla devozione che i Carmelitani professavano a Maria, volle entrare nel loro Ordinè. Accettato, chiese di vedere il Monte Carmelo, e così visitò a piedi nudi tutti i luoghi sacri della Palestina, trattenendovisi per ben sei anni. Solo Iddio è testimonio delle fervorose preghiere che il Santo fece su quel sacro suolo nelle notti silenziose!

Ed appunto in una di quelle notti gli apparve la Vergine che, consegnandogli uno scapolare, gli disse con dolcezza: Figlio, prendi il segnale del mio amore.

E che questo sia il segnale dell’amore di Maria ce lo dice il seguente versetto, riferito allo scapolare: Protego nunc, in morte juvo, post funera salvo! —Avranno, dice Maria, la mia protezione in vita, saranno da me aiutati in morte e dopo la morte li condurrò in cielo.

S. Simone, per soddisfare il desiderio della Regina del Cielo, con grande zelo propagò questa devozione, che si estese rapidamente.

Anche i Papi si tennero onorati di appartenere alla milizia di Maria, e concessero molte indulgenze agli ascritti. Il Privilegio sabatino che godono gli ascritti all’abitino del Carmine assicura la liberazione dal Purgatorio, per intercessione di Maria, il primo sabato dopo la morte.

La solennità della Beata Vergine del Carmine si celebra il 16 luglio, in ricordo dell’apparizione e della consegna dello scapolare a S. Simone.

Il Beniamino di Maria, l’apostolo dell’abitino del Carmine, morì proprio il 16 luglio del 1265 in età di oltre cento anni.

PRATICA. Impariamo ad amare Maria, e portiamo sempre sul nostro corpo l’abitino del Carmine.

PREGHIERA. O Dío, che decorasti l’ordine del Carmelo del titolo singolare della tua beatissima sempre Vergine e Madre Maria, concedi propizio che mentre oggi ne celebriamo la festa con solenne ufficio, muniti della sua protezione, meritiamo di giungere ai gaudi eterni.

http://www.santodelgiorno.it/beata-vergine-maria-del-monte-carmelo/
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