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febbraio 4, 2016

SCOPERTA LA CASA DI GESU’ A NAZARETH

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:24 am
VANGELI

Scoperta a Nazareth una casa dei tempi di Gesù nei pressi della “casa di Maria”

             Probabilmente una prova definitiva dell’ esistenza di Nazareth nel I sec. (vedi anche il ns. articolo) arriva dagli ultimi scavi compiuti nella cittadina della Galilea dall’archeologa israeliana prof.ssa Yardenna Alexandre,  dell’Israel Antiquieties Authority. Infatti,  nei pressi della Basilica dell’Annunciazione  sono stati scoperti resti di un’abitazione risalente al I sec. d.C., e si tratta del primo rinvenimento con la possibilità di datare i reperti in modo abbastanza preciso, con un ridotto margine di errore e collocabili quasi certamente a 2000 anni fa.

Nello specifico della scoperta della casa del I sec. gli scavi sono stati effettuati in un’area dove dovrebbe sorgere la costruzione di un Centro dell’Associazione Maria di Nazareth.

 

“Gesù ha sicuramente conosciuto questo luogo e forse questa casa”, aggiunge in un comunicato l’Associazione Maria di Nazareth, istituzione che è proprietaria dell’area degli scavi.

 

Secondo la direttrice degli scavi Yardenna Alexandre, “il ritrovamento ha un’importanza capitale, perché scopre per la prima volta una casa del popolo ebraico di Nazareth e permette di riportare alla luce lo stile di vita dei tempi di Gesù”.

 

 

“L’edificio che abbiamo trovato è piccolo e modesto – ha spiegato l’archeologa – e quasi sicuramente è un tipico esempio delle case di Nazareth di quell’epoca. Secondo le rare fonti scritte esistenti, sappiamo che nel primo secolo della nostra era Nazareth era un piccolo villaggio ebraico, situato in una valle. Finora era stato trovato anche un certo numero di tombe dell’epoca di Gesù, ma non si era mai scoperto alcun resto che potesse essere attribuito a questo periodo”.

 

 

Nella casa, ricorda l’Autorità per le Antichità di Israele, sono stati rinvenuti alcuni oggetti, per la maggior parte frammenti di ceramica dell’epoca romana (I e II secolo), in particolare oggetti “utilizzati solo da ebrei in quel periodo, perché questi recipienti non sono suscettibili di trasformarsi ritualmente in impuri”.

 

 

 

La Alexandre ha rivelato di aver trovato nella casa una fossa realizzata probabilmente nel contesto dei preparativi compiuti dagli ebrei per difendersi dalla grande rivolta contro i romani, nel 67 d.C.

 

L’attuale Basilica di Nazareth, costruita nel 1969, si eleva sui resti di tre chiese precedenti, la più antica delle quali risale al periodo bizantino (IV secolo).

In questo luogo si trova una grotta che, come ricorda l’Autorità, “nell’antichità è stata attribuita alla famiglia di Gesù”.

 

Secondo l’Autorità, “l’associazione Maria di Nazareth vuole conservare e presentare i resti della casa scoperta all’interno dell’edificio che si trasformerà nel Centro Internazionale Maria di Nazaret”, che verrà inaugurato alla fine del 2010.

 

 

 

 

 

(da Zenit.org – adatt. da parte della nostra redazione

foto tratte da http://www.mariedenazareth.com)

 

Articolo ufficiale sul sito del Governo d’Israele:

clicca quihttp://www.gesustorico.it/htm/archeologia/casa-nazareth.asphttp://design.fanpage.it/nazareth-scoperta-la-casa-di-gesu-dove-visse-con-giuseppe-e-maria/https://www.youtube.com/watch?v=zdj46eL7pMkhttp://www.mfa.gov.il/mfa/israelexperience/history/pages/residential_building_time_jesus_nazareth_21-dec-2009.aspxhttp://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2015/3/5/CASA-DI-GESU-Video-Nazareth-ecco-dove-vivevano-Maria-Giuseppe-e-il-Cristo/587940/http://www.nazarethvillage.com/https://www.youtube.com/watch?v=auAfyZwo4Q4


Nazareth: la città dove visse Gesù. Ma è esistita veramente?

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:23 am
Nazareth: la città dove visse Gesù. Ma è esistita veramente?
Sull’esistenza o meno della città dove crebbe Gesù, nel corso della storia si è fatta moltissima confusione. Anche dopo la pubblicazione degli scavi condotti sotto la città moderna, durante i quali furono rinvenuti alcuni luoghi neotestamentari, la confusione è continuata. Cerchiamo di mettere un po’ di ordine. Per leggere correttamente questa pagina è necessario installare il
Ma udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione di Galilea, e venne ad abitare in una città chiamata Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti «Nazoreo sarà chiamato» (Mt 2, 22-23)

Queste precise parole non si ritrovano in nessuno scritto profetico della Bibbia ebraica: l’ambiguità Nazaret/Nazoreo ha dato adito a tutta una questione filologica della quale incertezza hanno approfittato alcuni studiosi, decisi a ritrovare il cristianesimo prima di Gesù, per supporre una setta di Nazorei di derivazione e tendenza varie.

Dei due appellativi Nazoreo e Nazareno:

  • Marco impiega esclusivamente il secondo (4 volte)
  • Matteo impiega esclusivamente il primo (2 volte e 1 volta nella variante Galileo)
  • Giovanni impiega esclusivamente il primo (2 volte e 1 volta nella variante Nazareno)
  • Atti impiegano esclusivamente il primo (6 volte)
  • Luca impiega sia il primo (1 sola volta in forma di variante), sia il secondo (due volte)
  • Ma Matteo (21,11), Giovanni (1,45) e Atti (10,38), chiamano Gesù “quello da Nazareth”

In pratica dunque basarsi sull’etimologia della parola è quanto mai tendenzioso ed errato: i Vangeli sotto questo punto di vista si smentiscono a vicenda. Leggiamo i passi:

Mc 1, 24:

Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!

Mc 10, 47:

“Poi giunsero a Gerico. E come Gesù usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù figlio di Davide, abbi pietà di me!»

Mc 14, 67:

“Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote; e, veduto Pietro che si scaldava, lo guardò bene in viso e disse: «Anche tu eri con Gesù Nazareno»

Mc 16, 6:

“Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo»

Mt 2, 23:

“Ma udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione di Galilea, e venne ad abitare in una città chiamata Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti «Nazoreo sarà chiamato»

Mt 2, 69-71:

Pietro, intanto, stava seduto fuori nel cortile e una serva gli si avvicinò, dicendo: «Anche tu era con Gesù il Galileo». Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so che cosa dici». Come fu uscito nell’atrio, un’altra lo vide e disse a coloro che erano là: «Anche costui era con Gesù il Nazoreo»

Gv 18, 5:

“Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadere, uscì e chiese loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù il Nazareno!». Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro

Gv 18, 7:

Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno»

Gv 19, 19:

“Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. Pilato fece pure un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: gesù il nazoreo, il re dei giudei

Act 2, 22:

«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazoreo, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete»

Act 3, 6:

Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazoreo, cammina!»

Act 4, 10:

“«Capi del popolo e anziani, se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com’è che quest’uomo è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazoreo, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest’uomo compare guarito, in presenza vostra»

Act 6, 14:

Infatti lo abbiamo udito affermare che quel Nazoreo, Gesù, distruggerà questo luogo e cambierà gli usi che Mosè ci ha tramandati

Act 22, 8:

“Caddi a terra e udii una voce che mi disse: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Io risposi: «Chi sei, Signore?» Ed egli mi disse: «Io sono Gesù il Nazoreo, che tu perseguiti»

Act 26, 9:

Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazoreo

Lc 4, 34:

“Or nella sinagoga si trovava un uomo che aveva uno spirito di demonio impuro, il quale gridò a gran voce: «Ahi! Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!»

Lc 24, 19:

“Uno dei due che si chiamava Cleopa, gli rispose: «Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?». Egli disse loro: «Quali?». Essi gli risposero: «Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo;»

Lc 18,37:

“Com’egli [Gesù] si avvicinava a Gerico, un cieco che sedeva presso la strada, mendicando, udì la folla che passava, e domandò che cosa fosse. Gli fecero sapere che passava Gesù il nazareno

Mt 21,11:

“Quando Gesù fu entrato in Gerusalemme, tutta la città fu scossa, e si diceva: «Chi è costui?» E le folle dicevano: «Questi è Gesù, il profeta che viene da Nazareth di Galilea »

Gv 1,45:

“Filippo era di Betsaida, della città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe». Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?». Filippo gli rispose: «Vieni a vedere».

At 10,38:

“Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea , incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni: vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret …

Dal punto di vista filologico la regolare derivazione dall’ebraico Nasrath o Nasrah (col significato originario di “guardiana”, “custodiente”) è chiaramente indicato dalla sua posizione alta rispetto alla pianura orientale. In greco Nazaraq( t ) o Nazareq, sarebbe Nazarjnév, Nazareno, che invece è la forma meno impiegata. La forma Nazoreo, Nazwra²ov sembrerebbe derivata da un nome come Nasõr(ath) : ora, può darsi benissimo che questo fosse il nome usuale di Nazareth nella pronunzia dei Galilei, i quali avevano un particolare idioma ben caratteristico ( Matteo 26,73 e Marco 14,70). Se poi la forma Nazoreo prevalse su quella più regolare di Nazareno, ciò forse avvenne sotto l’influenza di appellativi analoghi dati ai seguaci di varie correnti dottrinali giudaiche, dal momento che i seguaci di Gesù formavano anch’essi una di queste correnti ( Atti 24,5): anche per gli Esseni si ha la doppia forma appellativa di HEssa²oi e di HEsseno°, per gli Erodiani hJrwde²oi ed hJrwdiano°, mentre più tardi si avranno le forme fisse di Amoreo , Saboreo , analoghe a Nazoreo . Vi è dunque scarsezza di dati per risolvere la questione filologica in maniera definitiva. Si può però provare a riproporre una teoria in voga negli anni ’50 del secolo scorso.

Nell’Antico Testamento non è facile trovare elementi di somiglianza o assonanza verbale soprattutto per nomi di persona o di luogo (come nei casi di Abramo, Genesi 17,5; Mosè, Esodo 2, 10; Babilonia, Genesi 11, 9; Ghilgal, Giosuè 5, 9; ecc.). Prendiamo dunque proprio una frase dell’AT, quella di Isaia 11, 1 ove del futuro Messia si dice:

Uscirà un virgulto dal tronco di Isai (Jesse, padre di David) , e un germoglio dalle sue radici fiorirà

Germoglio in ebraico è neser : Matteo, uomo colto che certamente conosceva le Scritture, vi può aver visto un richiamo verbale al nome di Nazareth, tanto più che anche la tradizione rabbinica riferiva al futuro Messia il passo di Isaia. Può darsi anche, almeno in maniera concomitante e secondaria, si sia pensato allo stato del nazir , cioè di colui che era «nazireo» per consacrazione della sua persona a Dio; è vero che in ebraico nazir è scritto probabilmente con una lettera differente (N Z R) da quelle di Nazareth (N S R), ma per questi riavvicinamenti onomastico-simbolici bastava una certa corrispondenza empirica o assonanza, come era bastata in casi simili dell’Antico Testamento (Genesi 11, 9; 17, 5; Esodo 2, 10): e forse più distintamente si è visto un simbolo prefigurativo del Messia in Sansone, salvatore del suo popolo e chiamato “nazir” di Dio fin dalla fanciullezza, come si legge nel libro dei Giudici 13, 5 che appartiene appunto ai “profeti anteriori” della Bibbia ebraica.

Questa interpretazione viene oggi tuttavia sostanzialmente rifiutata, se non rigettata: neser non è un nome che sarà dato al Messia nei profeti posteriori, laddove infatti germoglio viene reso semah, facendo cadere un possibile riallacciamento a Nazar™q, Nazwra²ov.

In ogni caso, predicare ancora oggi che Nazaret venne fondata al più presto nel II secolo d.C. è fuor di senno. Dicono i Vangeli:

Mc 1, 9:

In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano

Lc 1,26:

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret

Lc 4, 16:

Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga.

È assolutamente impensabile che ben quattro scrittori prendessero come punto di riferimento una città inesistente: proprio perché è certo che ognuno avesse letto i Vangeli dell’altro (almeno per quanto riguarda i tre sinottici, quelli di Marco, Matteo e Luca), sarebbe stato ben facile poter correggere le inesattezze altrui, soprattutto in rapporto al fatto che era il popolo il diretto destinatario. Inoltre, chiunque avesse nel II o III secolo copiato gli scritti non avrebbe avuto alcun impedimento a correggere un errore così madornale, se c’era, come è riscontrabile in diversi altri passi dei vari Vangeli. La necessaria ipotesi sussidiaria che il nome della città, o essa stessa, sia stato inventato in età protocristiana si riduce da sé all’assurdo, solo pensando ai salti mortali che Matteo e Luca devono fare per far combinare l’origine nazarena di Gesù con la nascita in Betlehem.

Eludere tutte queste obiezioni credo sia onestamente estremamente difficile e scientificamente inaccettabile. Per non parlare ovviamente delle evidenze archeologiche, quelle cioè che rimangono visibili sul terreno. Affrontiamo dunque il discorso archeologico: la vastità dell’argomento suggerisce una divisione in più pagine:

Le fonti letterarie
Le fonti iconografiche
Gli scavi
Il Santuario dell’Annunciazione
Altre antichità del villaggio

Al termine di questo lungo excursus storico-archeologico-letterario sulla città di Nazareth possiamo avviarci alla conclusione. Distinguere un piccolo insediamento, magari a carattere di villaggio, è cosa ben diversa dal negarne l’esistenza!!! Che fosse un villaggio abbastanza povero e storicamente irrilevante ci viene confermato non solo dalla sua assenza nell’Antico Testamento, in Flavio Giuseppe e nel Talmud (il che non ne nega l’esistenza: nella letteratura storica esistono milioni di siti sconosciuti alle scritture che pure sono lì in tutta la loro maestosità) ma anche nel disprezzo che emerge dagli stessi Vangeli: dice infatti Giovanni 1, 46:

Può forse venir qualcosa di buono da Nazareth?

Perché gli storici ufficiali avrebbero dovuto ricordare o solo menzionare una città composta di poche capanne, sostanzialmente improduttiva, con numerose grotte essenzialmente adibite a depositi di vettovaglie, il cui unico motivo di richiamo era probabilmente una fonte d’acqua per le greggi? La risposta, pura e semplice, è solo una: “Non ne avevano alcun motivo”…

Alla fine di tutto, faccio mia la conclusione alla quale giunge H.H. Schaeder, grande studioso di lessico biblico e collaboratore alla realizzazione di quel fondamentale strumento per lo studio della Bibbia in greco che è il “Grande Lessico del Nuovo Testamento” (vers. or. in tedesco): «L’opinione che Nazwra²ov renda l’aramaico nasraja e derivi dal nome aramaico di Nazaret, nasrat , è inoppugnabile sia linguisticamente che sostanzialmente; né l’autodesignazione dei Mandei ( nas o raje , che risale piuttosto al nome siriaco dei cristiani) né il nome di una presunta setta precristiana di Nasara²oi è in grado di fornire con sicurezza un altro e più originario significato di Nazwra²ov».

 http://www.cristianesimo.altervista.org/archeologia/nazaret.htm

LE BESTEMMIE IMPERDONABILI NEL TALMUD E TOLEDOTH YESHU VERSO GESU’

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:19 am

LE BESTEMMIE IMPERDONABILI NEL TALMUD E TOLEDOTH YESHU VERSO GESU’

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PARTE PRIMA
LE CALUNNIE GIUDAICHE NEI VANGELI
I farisei e gli scribi, vedendo Gesù che scacciava i demoni, lo accusavano di farlo in nome del principe dei demoni Belzebù, quindi lo accusavano di essere un mago.
Affermare che Gesù opera con l’aiuto di Belzebù, è bestemmia contro  lo Spirito Santo.
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Dal Vangelo secondo San Matteo 12: 22-37;
12:22 Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo guarì, in modo che il muto parlava e vedeva.
12:23 E tutta la folla stupiva e diceva: “Non è questi il Figlio di Davide?”
12:24 Ma i farisei, udendo ciò, dissero: “Costui non scaccia i demòni se non per l’aiuto di Belzebù, principe dei demòni”.
12:25 Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse loro: “Ogni regno diviso contro sé stesso va in rovina; e ogni città o casa divisa contro sé stessa non potrà reggere.
12:26 Se Satana scaccia Satana, egli è diviso contro sé stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno?
12:27 E se io scaccio i demòni con l’aiuto di Belzebù, con l’aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Per questo, essi stessi saranno i vostri giudici.
12:28 Ma se è con l’aiuto dello Spirito di Dio che io scaccio i demòni, è dunque giunto fino a voi il regno di Dio.
12:29 Come può uno entrare nella casa dell’uomo forte e rubargli la sua roba, se prima non lega l’uomo forte? Allora soltanto gli saccheggerà la casa.
12:30 Chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.
12:31 “Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
12:32 A chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro.
12:33 O fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero.
12:34 Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla.
12:35 L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie.
12:36 Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;
12:37 poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato”.
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Dal Vangelo secondo San Marco 3: 22-30;
 
3:22 Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: “Egli ha Belzebù, e scaccia i demòni con l’aiuto del principe dei demòni”.
3:23 Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: “Come può Satana scacciare Satana?
3:24 Se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare.
3:25 Se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere.
3:26 Se dunque Satana insorge contro sé stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire.
3:27 D’altronde nessuno può entrare nella casa dell’uomo forte e rubargli le sue masserizie, se prima non avrà legato l’uomo forte; soltanto allora gli saccheggerà la casa.
3:28 In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita;
3:29 ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno”.
3:30 Egli parlava così perché dicevano: “Ha uno spirito immondo”.
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Dal Vangelo secondo San Luca 12:8-10;
 
12:8 Or io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio;
12:9 ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
12:10 E chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
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I giudei accusavano Gesù di essere un samaritano, di avere un demonio.
Dal Vangelo secondo San Giovanni 8: 31-59;
8:31 Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;
8:32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.
8:33 Essi gli risposero: “Noi siamo discendenti d’Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?”
8:34 Gesù rispose loro: “In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.
8:35 Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre.
8:36 Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.
8:37 So che siete discendenti d’Abraamo; ma cercate di uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi.
8:38 Io dico quel che ho visto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro”.
8:39 Essi gli risposero: “Nostro padre è Abraamo”. Gesù disse loro: “Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo;
8:40 ma ora cercate di uccidermi, perché vi ho detto la verità che ho udita da Dio; Abraamo non fece così.
8:41 Voi fate le opere del padre vostro”. Essi gli dissero: “Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio”.
8:42 Gesù disse loro: “Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non son venuto da me, ma è lui che mi ha mandato.
8:43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola.
8:44 Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna.
8:45 A me, perché io dico la verità, voi non credete.
8:46 Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?
8:47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio”.
8:48 I Giudei gli risposero: “Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio?”
8:49 Gesù replicò: “Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.
8:50 Io non cerco la mia gloria; v’è uno che la cerca e che giudica.
8:51 In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”.
8:52 I Giudei gli dissero: “Ora sappiamo che tu hai un demonio. Abraamo e i profeti sono morti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte”.
8:53 Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?”
8:54 Gesù rispose: “Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite essere vostro Dio,
8:55 e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola.
8:56 Abraamo, vostro padre, ha gioito nell’attesa di vedere il mio giorno; e l’ha visto, e se n’è rallegrato”.
8:57 I Giudei gli dissero: “Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abraamo?”
8:58 Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono”.
8:59 Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
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Avere un demonio, essere un samaritano, forse i giudei volevano dire che Gesù era un mago come Simon  il samaritano, citato in Atti 8. 9-24.
A quei tempi c’erano anche maghi giudei, che vivevano anche fuori dalla Palestina, uno è citato in Atti 13: 6-12, il mago Elimas Bar-Jesus.
A quei tempi c’erano anche esorcisti giudei itineranti, Atti 19: 11-20, in questo episodio tentano di esorcizzare in nome di Gesù, i quali furono assaliti dallo spirito malvagio.
A quei tempi, gli Apostoli incontravano, anche indovini, come la schiava che aveva uno spirito divinatorio,citato in Atti 16: 16-18.
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Al tempo di Gesù, esistevano maghi di tutti i tipi, in  tutti i paesi del Medio Oriente, Grecia, Egitto.
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Gesù ci ha insegnato come conoscere i falsi profeti, quindi anche maghi e indovini, dal Vangelo secondo San Matteo 7: 15-20;
7:15 “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.
7:16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?
7:17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi.
7:18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni.
7:19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco.
7:20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.
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Ora mentre sappiamo dalla storia la fine dei maghi e degli indovini, che hanno dato frutti cattivi, vediamo che da Gesù, e poi dai suoi Apostoli e discepoli,
sono venuti buoni frutti, è nata la Chiesa Cristiana, che ha portato nel mondo santità, e ogni grazia e virtù.
Vediamo che dal principio è stato così, Atti 2:42-47;
2:42 Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.
2:43 Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli.
2:44 Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune;
2:45 vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
2:46 E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,
2:47 lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.
Atti 4: 32-35;
4:32 La moltitudine di quelli che avevano creduto era d’un sol cuore e di un’anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva ma tutto era in comune tra di loro.
4:33 Gli apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande era la stima per tutti loro.
4:34 Infatti non c’era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l’importo delle cose vendute,
4:35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi, veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.
STUDIO BIBLICO
Bibbia Nuova Versione Riveduta

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PARTE SECONDA
 
Mentre il cristianesimo si diffondeva i tutta la zona del Mediterraneo, gli ebrei che non credevano in Gesù, iniziarono a raccontare falsità contro di lui.
Queste false calunnie poi dalla trasmissione orale passarono nel Talmud, il libro  che raccoglie gli insegnamenti dei rabbini redatto nel III-V secolo d.C., e poi nel Medioevo queste calunnie furono raccolte in un libricino, il Toledot Yeshù.
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I Padri della Chiesa, conoscevano le calunnie giudaiche, e le confutavano nei loro libri come Origine.
Celso, filosofo del II secolo d.C. , scrisse un’opera contro i Cristiani dal titolo Discorso veritiero. Non ci è pervenuta quest’opera, ma sappiamo della sua esistenza e conosciamo alcune sue parti grazie al testo di Origene Contra Celsum, scritto intorno nel 248 d.C., dove lo scrittore cristiano confuta le argomentazioni di Celso.
Celso rivolge attacchi diretti contro la persona di Gesù e contro gli apostoli:« Colui al quale avete dato il nome di Gesù in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. »
« Di esser nato da una vergine, te lo sei inventato tu [Gesù].
Tu sei nato in un villaggio della Giudea da una donna del posto, una povera filatrice a giornata. Questa fu scacciata dal marito, di professione carpentiere, per comprovato adulterio. Ripudiata dal marito e ridotta a un ignominioso vagabondaggio, clandestinamente ti partorì da un soldato di nome Pantera. A causa della tua povertà, hai lavorato come salariato in Egitto, dove sei diventato esperto in taluni poteri, di cui vanno fieri gli Egiziani. Poi sei tornato, e insuperbito per questi poteri, proprio grazie ad essi ti sei proclamato figlio di Dio. »
« Gesù raccolse attorno a sé dieci o undici uomini sciagurati, i peggiori dei pubblicani e dei marinai, e con loro se la svignava qua e là, vergognosamente e sordidamente raccattando provviste. »
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Anche Tertulliano conosceva le calunnie giudaiche e ce li ha trasmessi nei suoi scritti;
Tertulliano: De Spectaculis, cap. XXX:
6. Ecco, dirò, quel figlio di un fabbro e di una prostituta, distruttore del Sabato, eretico [xxviii] e indemoniato; ecco quello che acquistaste da Giuda, che con canne e pugni percuoteste, con sputi decoraste, cui deste da bere aceto e fiele; ecco quello che i discepoli di nascosto sottrassero perché si dicesse che era risorto o l’ortolano spostò perché la folla dei visitatori non gli rovinasse le verdure [xxix].
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GESU’ NEL TALMUD
1) LA NASCITA’ ILLEGITTIMA
IL Talmud insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito durante il periodo mesturale; che aveva l’anima di Esaù; che era un pazzo, uno stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all’inferno e innalzato come un idolo dai suoi seguaci.
Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
“Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due giovani, uno dei quali aveva il capo coperto mentre l’altro l’aveva scoperto. Il rabbino Eliezer disse che quello con il capo scoperto era illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era stato concepito durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque, disse che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri chiesero al rabbino Akibah perchè egli osasse contraddire i suoi colleghi. Egli rispose che poteva fornire le prove di ciò che affermava. Perciò, egli andò dalla madre del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse: ‘Figlia mia, se risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti prometto che sarai salva nella vita che verrà’ Essa gli chiese di giurare di mantenere la promessa, e il rabbino Akibah glielo giurò – ma solo con le sue labbra, perchè nel suo cuore egli invalidò il suo giuramento. Poi disse: ‘Dimmi, che razza di figlio è questo tuo ragazzo?’ Al che essa rispose: ‘Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò, mio marito mi lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da quel rapporto mi nacque questo figlio.’ Fu così dimostrato che questo ragazzo non solo era illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il periodo mestruale. E quando coloro che avevano posto la domanda ebbero sentito, dichiararono: ‘Davvero grande è stato il rabbino Akibah quando ha corretto i suoi Anziani’! Ed essi esclamarono: ‘Benedetto il Signore Dio di Israele che ha rivelato il suo segreto al rabbino Akibah figlio di Giuseppe'”!
Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Gesù e a sua madre, Maria, è chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -‘Le Generazioni di Gesù’ – dove quasi le stesse parole vengono usate per narrare la nascita del nostro Salvatore.
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2) FIGLIO ADULTERINO DI PANDIRA
Un’altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
“Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo viene preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza essere visti, possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato di sedurre gli dice ‘Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai detto prima.’ Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l’altro gli chiede ‘Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e servire degli idoli?’ Se il seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se egli dice ‘E’ nostro dovere e diritto di farlo,’ allora i testimoni che l’hanno sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono con la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed essi lo appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus, il figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito.”
Il significato di ciò è che questa Maria era chiamata Stada, cioè prostituta, perchè, secondo l’insegnamento del Pumbadita, avava lasciato il marito e commesso adulterio. Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme e in Maimonide.
Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù, si può verificare nel trattatello Chagigah, 4b:
“Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall’Angelo della Morte (il demonio), quest’ultimo disse al suo assistente: ‘Vai e portami Maria la parrucchiera’ (cioè, uccidila). Egli andò e portò Maria, la parrucchiera per bambini – al posto dell’altra Maria.”
Una nota a margine spiega questo passo come segue:
“Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al periodo del Secondo Tempio. Essa era la madre di Peloni, ‘quell’uomo,’ come viene chiamato nel trattatello Schabbath,” (fol.104b).
Nello Schabbath, il passo indicato dice:
“Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: ‘Non è vero che il figlio di Stada esercitava la magia egizia incidendosela nella carne?’ Essi risposero: “Era un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi. Il figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'” come sopra nel Sanhendrin, 67a
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3)MAGO E STREGONE
Il libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega la magia del figlio di Stada:
“I Magi, prima di lasciare l’Egitto, prestarono particolare attenzione a che la loro magia non fosse messa per iscritto per evitare che altri la imparassero. Ma egli haveva escogitato un nuovo modo di scriverla nella pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela. Quando le ferite si rimarginavano, non era possibile vederne il significato.”
Inoltre, “Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere nelle mani dei cristiani, essi dicono che in Cristo entrò l’anima di Esau, e che egli fu perciò perverso e che fu Esaù stesso.”

Da alcuni viene chiamato pazzo e folle
Nello Schabbath, 104b:
“Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer). ‘Era un folle, e nessuno presta attenzione ai folli.'”
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4) TOLEDOT YESHU’
Nell’infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro Salvatore come segue:
“E Gesù disse: Non è vero che Isaia e Davide, miei antenati, profetarono su di me? Il Signore mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho concepito, ecc. In maniera simile, in un altro punto: Il Signore ha detto al mio Signore, siedi alla mia destra. Ora io ascendo al Padre mio che è in cielo e siederò alla sua destra, come potrete vedere con i vostri occhi. Ma tu, Giuda, non arriverai mai a quell’altezza. Allora Gesù pronunciò l’alto nome di Dio (IHVH) e continuò a farlo fino a che venne un vento che lo portò in alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda pronunciò il nome di Dio e in simil modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi fluttuarono nell’aria fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di nuovo il Nome Divino, prese Gesù e lo spinse in basso verso la terra. Ma Gesù cercò di fare lo stesso a Giuda e così lottarono l’uno contro l’altro. E quando Giuda vide che non poteva averla vinta sulle arti di Gesù, gli urinò addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e nemmeno poterono di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati.”
In un altro punto dello stesso libro si dice che nella casa del Santuario c’era una pietra che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su questa pietra erano incise le lettere tetragrammatiche del Nome (IHVH), e se alcuno avesse potuto impararle avrebbe potuto distruggere il mondo. Essi perciò decretarono che nessuno avrebbe dovuto impararle, e misero due cani su due colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera che, se alcuno avesse imparato quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva e gliele avrebbero fatto dimenticare per la paura. Si racconta poi: “Gesù venne ed entrò, imaparò le lettere e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un taglio nella carne della coscia e ve le inserì, e dopo aver pronunciato il nome, la ferita si rimarginò.”
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5) IDOLATRO
Nel trattatello Sanhedrin (103a) le parole del Salmo XCI, 10: ‘Nessun flagello verrà mai vicino alla tua casa,’ sono spiegate come segue:
“Che tu non possa mai avere un figlio o un discepolo che sali il suo cibo tanto da distruggersi il gusto in pubblico, come Gesù il Nazzareno.”
Salare troppo il proprio cibo, o distruggere il proprio gusto, viene detto proverbialmente di chi corrompe la sua moralità o si disonora, o che cade in eresia ed idolatria e le predica apertamente ad altri.
6) SEDUTTORE
Nello stesso libro Sanhedrin (107b) si legge:
“Mar disse: Gesù sedusse, corruppe e distrusse Israele.”
7)CROCEFISSO
Infine, per punizione dei suoi crimini ed della sua empietà, egli soffrì una morte ignominiosa appeso ad una croce alla vigilia della pasqua (ebraica) (come abbiamo già visto).
8)SEPPELLITO ALL’INFERNO
Il libro Zohar, III, (282), dice che Gesù morì come un animale e fu seppellito in quel “mucchio di immondizie … dove gettano le carcasse dei cani e degli asini, e dove i figli di Esaù (i cristiani) e di Ismaele (i turchi). inclusi Gesù e Maometto, non-circoncisi e immondi come carcasse di cani, sono seppelliti.”
9. DOPO LA MORTE, ADORATO COME UN DIO DAI SUOI SEGUACI.
George El. Edzard, Nel suo libro Avoda Sara, cita le seguenti parole del commentatore dello Hilkoth Akum (V,3) di Maimonide:
“In molti passi del Talmud si fa menzione di Gesù Nazzareno e dei suoi discepoli, e del fatto che i Gentili credono che non ci sia altro dio fuori di lui. Nel libro Chizzuk Emunah, parte I, cap. 36, leggiamo: ‘I Cristiani ne fanno una questione (Zachary XII, 10) e dicono: Ecco come il Profeta ha testimoniato che nei tempi futuri gli ebrei avrebbero pianto e mandato lamenti per aver crocefisso ed ucciso il Messia che era stato loro inviato; e per dimostrare che egli intendeva Gesù il Nazzareno, che possedeva sia la natura divina che quella umana, essi citano le parole: E guardarono colui che avevano trafitto e piansero su di lui come una madre sul suo primogenito.'”
Dal Sito:
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IL TALMUD ODIA GESU’ CRISTO E I CRISTIANI:

  • Gesù nacque bastardo (Yebamoth, 49b; Jewish Encyclopedia).
  • Maria era una prostituta (Sanhedrin, 106a,b).
  • Gesù “praticò la stregoneria e portò Israele all’apostasia” (Sanhedrin, 43a).
  • Gesù fu punito e mandato all’inferno dove fu gettato in “escrementi ribollenti” (Gittin, 56b,57a).
  • I cristiani andranno all’inferno e “saranno puniti lì per tutte le generazioni” (Rosh Hashanah, 17a).
  • Quelli che leggono “le opere dei giudeo-cristiani” (cioè il Nuovo Testamento) finiranno all’inferno (Sanhedrin, 90a).
  • I libri dei cristiani “non possono essere salvati da un incendio, ma devono essere bruciati al loro posto, loro e i nomi sacri scritti in essi” (Shabbath, 116a).

Verso il 500 d.C. circa, gli scribi ebrei avevano completato il voluminoso Talmud, la versione scritta di quella che era stata a lungo la tradizione religiosa orale degli ebrei – quella stessa tradizione che Gesù condanna duramente come è scritto in diverse parti del Nuovo Testamento (si leggano Matteo 15:3-9, Matteo 23:13-36, Marco 7:8-13; cfr. Colossesi 2:8).

http://camcris.altervista.org/talmud.html

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GESU’ NEL TOLEDOTH YESHU
Nel Toledoth Yeshu  ci sono racconti polemici che rivisitano la storia di Gesù e della nascita del Cristianesimo in chiave di derisione e condanna. I documenti risalgono al più presto al tardo Medioevo; più spesso sono inseriti in opere a stampa di età rinascimentale. Le tradizioni cui si riferiscono sono invece in parte assai più antiche, dovendo essere ricondotte alla prima polemica tra giudaismo e corrente giudeo-cristiana e successivamente alla difesa ebraica contro l’accusa di deicidio. Numerosi elementi narrativi riconoscibili in questa Toledoth sono già presenti nella polemica antigiudaica dei primi padri della chiesa (Tertulliano, Origene); altri episodi sono riscontrabili in testi di provenienza rabbinica, anch’essi databili ai primi secoli del Cristianesimo.

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Esistono alcuni testi più tardi con ricostruzioni polemiche della sua vita , fra le quali la nascita di Gesù come frutto della seduzione di una donna (quaestuaria secondo Tertulliano) di nome Myriam (Maria) da parte di un ufficiale romano di nome Pandera o Panthera. Questo trova apparente adito nel fatto che il nome Panthera era molto diffuso tra le truppe romane, ma la parola Panthera sembrerebbe piuttosto un equivoco gioco di parole per ridicolizzare l’affermazione cristiana di Gesù figlio della Parthénos, cioè figlio della Vergine.
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1. come avviene nella maggior parte dei testi ebraici sull’argomento, l’ambito cronologico della vita di Gesù viene retrocesso di più di un secolo, al tempo dell’ultimo grande re asmoneo, Alessandro Ianneo; in quell’epoca, sconfitti i Siriani e prima che si affermasse l’influenza romana, Israele era indipendente; le lotte religiose erano molto accanite. Alessandro perseguitò crudelmente i farisei (secondo la testimonianza di Giuseppe Flavio); gli successe la moglie Alessandra Salome (che il nostro testo chiama Elena).
2. in mancanza dei Romani, gli Ebrei riconoscono la propria responsabilità nella condanna di Gesù, interpretandola come un atto secondo giustizia nei confronti di un empio e impostore. Anche questo è un elemento che ricorre già a partire dai primi secoli: gli Ebrei non hanno mai cercato, quanto meno fino ai tempi moderni, di rivendicare una loro estraneità alla morte di Gesù.
3. gran parte degli episodi inclusi nella Toledoth possono essere letti come rovesciamenti capziosi di fatti narrati nei vangeli (canonici e non): così, in particolare:
a) la negazione della nascita verginale,
b) la capacità di Gesù quale operatore di miracoli, ottenuta con l’inganno,
c) le dispute scritturali con i Dottori (probabilmente rabbini, quali successori dei farisei),
d) la base primigenia del movimento cristiano in Galilea.
Particolarmente interessante mi pare la citazione attribuita a Gesù della formula messianica contenuta nel salmo II: “Mio figlio sei tu; oggi ti ho generato”. Come è noto, questa formulazione non si trova nei vangeli canonici, (che conoscono la formula “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”) ma solo in Atti 13:33, dove però è chiaramente riferita alla Resurrezione, e nella Lettera agli Ebrei. E’ invece presente, riferita al battesimo di Gesù, nel vangelo apocrifo degli Ebioniti [1]. Si può quindi legittimamente pensare che sia proprio questo vangelo, anticamente in uso da parte di una corrente giudeo-cristiana presto dichiarata eretica dalla chiesa cattolica, ad essere la specifica fonte della citazione.
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[1] Il testo è perduto e sopravvive solo in alcune citazioni del padre della chiesa Epifanio nel Panarion, che lo definisce anche Vangelo degli Ebrei.
Altri tratti narrativi non sembrano avere riscontro nella letteratura cristiana: si tratta probabilmente di elementi favolistici e tardi, ma non si può escludere che in parte derivino da tradizioni antiche delle quali non siamo più a conoscenza. Senz’altro antico è il nome “Pantera” o “Pandera” per il padre di Gesù, che si trova già in Celso (attribuito però ad un soldato romano) e in accenni di Origene alla genealogia di Giuseppe. Siamo probabilmente di fronte alla deformazione ingiuriosa del termine “parthenos” (= vergine in greco), per cui Gesù, da figlio della vergine diventerebbe “figlio della pantera”. Non è probabilmente lecito, anche se intrigante, pensare che dalla formula (polemica e anticristiana) Gesù ben Pantera sia sorta, per assonanza, l’immagine figurata di Gesù come pantera, leopardo o tigre, frequente nei bestiari medievali ed usata in epoca contemporanea da T. S. Eliot, sia in Gerontion che in Mercoledì delle Ceneri.
4. fondamentale mi sembra l’insistenza del testo sulla discordia che l’azione di Gesù e dei suoi seguaci avrebbe creato in Israele; discordia che, nonostante l’uccisione dei discepoli, sarebbe continuata anche dopo la morte di Gesù, tanto da dover inventare un personaggio a mezzo tra Pietro e Paolo che avrebbe condotto, “a fin di bene” al distacco dei seguaci di Gesù dal giudaismo; il che, si noterà, fu proprio l’effetto che storicamente ebbe la predicazione paolina, ma interpretato come purificazione del giudaismo da una setta eretica. Ci troviamo qui evidentemente di fronte ad una giustificazione “provvidenziale” a posteriori del fatto che il movimento nato dalla predicazione di Gesù, pur avendo origine da un inganno e nonostante l’eliminazione dei discepoli, sia risultato a conti fatti vincente.
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CONCLUSIONE
Le calunnie giudaiche contenute nel Talmud e Toledoth Yeshu, sono molto blasfeme, accusano Gesù di essere nato da adulterio, di essere mago, e di essere un dannato.
Sono bestemmie imperdonabili , perché sono contro lo Spirito Santo, e poi sono false calunnie contro Gesù Figlio di Dio nostro Salvatore Eterno.
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A cura del Centro Anti-Blasfemia
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C., sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C. esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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Bibliografia e Fonti;
Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.
 
 
Testimonianze extracristiane
 
 
 
I Documenti più antichi del cristianesimo
 
Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica
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Centro Anti-Blasfemia

Il Cristo storico è lo stesso descritto nei Vangeli?

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Gesù è davvero esistito? Il Cristo storico è lo stesso descritto nei Vangeli?

Sabino Sabini

Articolo già pubblicato su La Croce Quotidiano del 02/12/2015

Gesù è davvero esistito?

Chi crede e vive quotidianamente il rapporto con Lui nella preghiera, non esita a rispondere di “sì” con certezza. Senza cercare prove a sostegno. Ci crede e basta, perchè ha fatto esperienza di un incontro reale. Ma non per tutti è così!

Ma se anche fosse davvero esistito, siamo sicuri che il Gesù Cristo storico è lo stesso dei Vangeli e che la Chiesa ci invita ad adorare come Dio?

Proviamo ad avventurarci in un percorso di conoscenza partendo dall’analisi di alcune prove storiche che ci parlano di lui. Ma per non subire influenze di alcun tipo prenderemo in considerazione solo quelle NON CRISTIANE, confrontando la figura del Cristo che emerge con quello biblico per valutarne indirettamente l’attendibilità.

IL CRISTO STORICO

Partiamo da un noto evento storico che studiamo sin da bambini: nel 64 d.C. sappiano che Nerone appiccò il famoso “incendio di Roma” ed a seguito della rivolta del popolo contro di lui, indicò i cristiani come colpevoli.

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Lo storico romano Conelio Tacito (55-120 d.C) ce ne parla nei suoi “Annali” come segue: <<Nerone si inventò dei colpevoli e colpì con pene di estrema crudeltà coloro che, odiati per il loro comportamento contro la morale, il popolo chiamava Cristiani. Colui al quale si doveva questo nome, Cristo, nato sotto l’impero di Tiberio, attraverso il procuratore Ponzio Pilato era stato messo a morte; e quella pericolosa superstizione, repressa sul momento, tornava di nuovo a manifestarsi, non solo in Giudea, luogo d’origine di quella sciagura, ma anche a Roma, dove confluisce e si celebra tutto ciò che d’atroce e vergognoso giunge da ogni parte del mondo. (Tacito, Annali XV, 44).>>

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Come possiamo osservare, abbiamo da subito una prima conferma storica dell’esistenza di un uomo chiamato Cristo che è vissuto in Giudea quando era amministrata da Ponzio Pilato, sotto l’impero di Tiberio.

Esattamente come il Gesù indicato nel Vangelo di Luca 3,1-23 ” Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea […] Gesù, […] cominciò il suo ministero, [quando] aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe …”.

Questo Cristo storico, come quello evangelico, era stato “messo a morte” da Pilato nel tentativo di “reprimere” una “pericolosa superstizione”, addirittura considerata “sciagura” che però “tornava di nuovo a manifestarsi” non solo in Giudea ma anche a Roma facendo molti proseliti tra la gente.

I PRIMI CRISTIANI

I credenti in questo nuovo culto furono chiamati dai romani “Cristiani”, ovvero seguaci di Cristo e furono molto perseguitati, come ci conferma ancora Tacito:

<<Quindi dapprima vennero arrestati […] un gran numero di persone non tanto per il crimine di incendio, quanto per odio nei confronti del genere umano. E furono aggiunti anche scherni per coloro che erano destinati a morire, che, con la schiena ricoperta di belve, morissero dilaniati dai cani, o che fossero crocefissi o dati alle fiamme e, tramontato il sole, utilizzati come torce notturne. (Tacito, Annali XV, 44)>>

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Queste atroci persecuzioni narrate anche da altre fonti storiche non cristiane confermano quanto emerge dai racconti biblici, in particolare negli atti degli Apostoli e nelle lettere di Paolo ed altri.

Racconti di storie vere che ci fanno riflettere sulla forza della testimonianza delle prime comunità che erano disposte a morire in modo atroce pur di non indonesia-cristiani-perseguitati.jpgrinnegare la loro appartenenza a Cristo ed al suo vangelo.

Ancora oggi in molte parti del mondo si persegue questa mattanza a danno di tanti nostri fratelli.

Nella nostra “cristiana” Italia invece assistiamo inermi allo smembramento dei nostri valori cristiani senza agire.

taXnFQ2LbOJt2gZFhVFC.jpegTimorosi, ci lasciamo scippare i nostri simboli di appartenenza più cari come il crocefisso nelle scuole e luoghi pubblici, il presepe, recite e concerti di Natale nelle scuole, sostituiti da anonimi simboli ed iniziative tese a non offendere altre culture.

Ma dov’è finito l’ardore dei cristiani? Dov’è la forza della testimonianza? Dobbiamo rialzare la testa e svegliarci dal nostro sonno ed uscire dai nostri comodi giacigli. Con fede e rinnovata certezza, anche storica, dobbiamo opporci con ogni mezzo lecito all’imporsi di ideologie e modelli culturali che non ci appartengono e che minano il futuro e la salvezza dei nostri figli.

Proseguiamo con l’analisi delle fonti e cerchiamo di capire come queste prime comunità cristiane erano organizzate e come vivevano la loro fede in Cristo.

Lo facciamo analizzando un estratto della epistole X, 96 di Gaio Plinio Cecilio Secondo (61-113) detto “Plinio il giovane” per distinguerlo dallo zio “Plinio il vecchio”, scritta indicativamente tra il 111 ed il 113:

Worship.gif <<[I cristiani erano] soliti riunirsi prima dell’alba e intonare a cori alterni un inno a Cristo come se fosse un dio, e obbligarsi con giuramento non a perpetrare qualche delitto, ma a non commettere né furti, né frodi, né adulteri, a non mancare alla parola data e a non rifiutare la restituzione di un deposito, qualora ne fossero richiesti. Fatto ciò, avevano la consuetudine di ritirarsi e riunirsi poi nuovamente per prendere un cibo, ad ogni modo comune e innocente>>

Per prima cosa possiamo osservare che sin dai primi tempi il Cristo storico, come il Cristo evangelico, era ritenuto (un) Dio dai suoi seguaci, che tenevano in grande considerazione i suoi insegnamenti “obbligandosi con giuramento” a rispettare i suoi comandamenti.

Emerge in modo palese che la deicità di Cristo non è quindi un’invenzione della Chiesa prodotta a tavolino come alcuni filoni di pensiero, anche contemporanei, confessioni o sette vogliono farci credere.

7ee14390.jpgPenso ai Testimoni di Geova che ritengono Gesù una creatura (San Michele Arcangelo), la più importante, ma pur sempre una creatura e hanno spogliato o alterato la loro Bibbia di tutti quei riferimenti espliciti al Cristo-Dio. E che bussando alle nostre case mettono in confusione tante persone semplici e poco informate proprio sull’aspetto più importante della nostra cristianità: la figura di Gesù vero uomo-vero Dio.

Oppure i molti che vogliono far credere che il Gesù realmente esistito non sia quello biblico, cercando in questo modo di discreditare la Chiesa facendola passare per un’organizzazione cialtrona che si sarebbe costruito un Gesù a suo uso e consumo.

Proseguendo con l’analisi, osserviamo che i primi cristiani si riunivano per vivere un momento particolare: per Fractio.jpgprendere un cibo, ad ogni modo comune e innocente “.

Sappiamo che questo” cibo” era il pane ed il vino con il quale si celebrava l’eucarestia. I seguaci di Cristo erano costretti a giustificarsi, evidenziando che ciò che facevano era “innocente” perché venivano tacciati di cannibalismo, in quando si era sparsa la voce che si nutrivano del corpo e sangue del loro Dio e facevano altre “nefandezze”.

Per questo Nerone li odiava per il loro “comportamento contro la morale (vedi Tacito)”. Troviamo conferma di questo pensiero diffuso in un racconto con toni sarcastici di Marco Cornelio Frontone (100-168 d.C.) estratto dalla sua “Orazione contro i cristiani” scritta nel 162 d.C. circa e citata nell’Octavius di Minucio Felice:6448_180.jpg

<<E chi ci parla di un uomo punito per un delitto con il sommo supplizio e il legno della croce, […] Orribile a dirsi, ne succhiano poi con avidità il sangue, se ne spartiscono a gara le membra, e con questa vittima stringono un sacro patto>>

Ovviamente Frontone racconta un “sentito dire” e lo fa con toni accusatori verso i cristiani. Anzi nella versione completa possiamo leggere tante altre accuse davvero bizzarre ed irreali. Ed è proprio questo tono dispregiativo che indirettamente rende credibile la conferma che i primi cristiani credevano davvero che il pane ed il vino si trasformassero in corpo e sangue di Cristo.

Anche questa è una conferma importante della corrispondenza tra le prove storiche ed i racconti biblici.
Non solo. Possiamo comprendere che le Chiese Cattolica ed Ortodossa, che credono davvero nella realeAdorazione.jpg presenza di Cristo nell’Eucarestia, siano le “vere” eredi della tradizione originaria.

Contrariamente ad altre confessioni pur cristiane come molte Chiese evangeliche che ritengono il “fate questo in memoria di me”, dettato da Gesù nell’ultima cena, solo un rito di commemorazione.

Evidenzio inoltre un altro particolare: la traduzione di W. Melmoth dell’epistola di Plinio, riporta nella parte iniziale un elemento importante “Essi avevano l’abitudine di incontrarsi in un certo giorno prestabilito prima che facesse giorno…”

“Un certo giorno”. Sappiamo dai racconti biblici che Gesù dopo la sua morte apparve a Maria di Magdala il giorno dopo il sabato e con cadenza regolare continuò ad apparire ai suoi discepoli in tale giorno, fino a che ascese al cielo.

Manetti_La_cena_in_Emmaus.jpgNel tempo i discepoli mantennero l’abitudine a riunirsi il giorno dopo il sabato per onorare la memoria dell’incontro, divenendo quello che noi oggi conosciamo come Domenica che significa: il giorno del Signore. Quindi, anche questo elemento storico conferma i racconti evangelici e la tradizione della Chiesa.

Ma passiamo ora ad analizzare quella che forse è la più importante – pur se controversa e contestata – fonte non cristiana a nostra disposizione conosciuta come “Testimonium Flavianum” di Giuseppe Flavio (37-103), ebreo romano, storico ed autore di Antichità Giudaiche, una raccolta di racconti in cui narra la storia del suo popolo da Abramo sino al suo tempo.

3219708065_9198cf7f62.jpgDi questa fonte vi sono due versioni, una che descrive Gesù con espressioni che cercano di esaltarne la sua grandezza di uomo, quasi di Dio.

Alcuni storici però ritengono che possa essere stata modificata nei secoli successivi da qualche cristiano che ha voluto enfatizzare la figura del Cristo.

Per questo, nel dubbio, non la prendiamo in considerazione.

Nel 1971 in Siria è stata trovata però una seconda versione scritta da un vescovo nel X secolo. E poiché è risultata essere più scarna e meno enfatizzate, è ritenuta più attendibile e vicina all’originale. Prendiamo quindi in considerazione quest’ultima, evidenziando che i punti salienti della testimonianza storica sono gli stessi in entrambe le versioni.

Il vescovo scrive: “Similmente dice Giuseppe l’ebreo (Giuseppe Flavio, ndr), poiché egli racconta nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: 6ecceho.jpg<<Ci fu verso quel tempo un uomo saggio che era chiamato Gesù, che dimostrava una buona condotta di vita ed era considerato virtuoso (o: dotto), e aveva come allievi molta gente dei Giudei e degli altri popoli. Pilato lo condannò alla crocifissione e alla morte, ma coloro che erano stati suoi discepoli non rinunciarono al suo discepolato (o: dottrina) e raccontarono che egli era loro apparso tre giorni dopo la crocifissione ed era vivo, ed era probabilmente il Cristo del quale i profeti hanno detto meraviglie>>”

Davvero sorprendente questa prova storica di fonte ebreo-romana, quindi non influenzabile, che oltre a confermarci, in perfetta concordanza con i vangeli, l’esistenza di un uomo di nome Gesù, di buona condotta, virtuoso e dotto che aveva molti seguaci e morto per crocifissione sotto Pilato.

Ci evidenzia come le primissime comunità affermassero che Egli era resuscitato tre giorni dopo la morte ed era vivo.  Ed era probabilmente il Cristo predetto dai profeti.

RIEPILOGO

imagesQuindi in sintesi possiamo affermare che il Gesù storico è vissuto in Giudea sotto l’impero di Tiberio, nel periodo in cui Ponzio Pilato l’amministrava (vedi Tacito, Flavio). Pilato lo condannò a morte (vedi Tacito) in croce (vedi Frontone, Flavio).

I suoi seguaci, chiamati “Cristiani” (vedi Tacito), sostenevano che fosse risorto dai morti il terzo giorno ed era vivo (vedi Flavio). Lo adoravano “come un dio” (vedi Plinio) e si riunivano un “certo giorno” per mangiare un “cibo semplice” (il pane ed il vino) che presumibilmente ritenevano fosse il sangue ed il corpo di Cristo. (vedi Plinio, Frontone). Si sono diffusi in Giudea, a Roma ed in altri popoli (vedi Tacito, Flavio)

CONCLUSIONE

Possiamo quindi concludere affermando che Gesù Cristo è davvero esistito e la sua descrizione che emerge dalle fonti storiche non cristiane (e ricordo non influenzabili) corrisponde con quella dei vangeli.

gesù_discepoli

Di conseguenza abbiamo anche una conferma storica dell’attendibilità dei racconti biblici legati alla sua figura: Vangeli, atti degli Apostoli, lettere.  Inoltre, poiché le fonti si rifanno a fatti del primo secolo, dimostrano in modo indiretto che i testi biblici sono arrivati fino a noi sostanzialmente inalterati.

In fine possiamo constatare che il Cristo storico è lo stesso inalterato Signore Gesù che la Chiesa Cattolica ci invita ad adorare come Dio-Salvatore, confermandoci che essa è la Chiesa voluta da Cristo, fondata su Pietro e guidata dallo Spirito Santo.

Cappella-S-Pietro-02b.jpg

Allora con più consapevolezza ci apprestiamo ad accogliere Cristo nelle nostre vite ogni giorno. Con qualche prova in più sulla sua esistenza, avviciniamoci a Lui in preghiera aprendogli il nostro cuore sicuri di una sua intima risposta, che non tarderà ad arrivare ed a quel punto anche noi loderemo il Signore come fece Zaccaria:

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo,

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza

nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,

per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte, 

e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

 

Sabino Sabini

Articolo già pubblicato su La Croce Quotidiano del 02/12/2015

Link all’articolo pubblicato su LA CROCE

https://sabinosabini.wordpress.com/2016/01/04/gesustorico1/

https://www.facebook.com/sabino.sabini?fref=ts

I FRATELLI DI GESU’ ERANO SUOI CUGINI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:09 am

I FRATELLI DI GESU’ ERANO SUOI CUGINI

 
I COSI’ DETTI FRATELLI DI GESU’ IN REALTA’ SONO SUOI CUGINI
 
Testimonianza di Egesippo
 

Egesippo (110 c.ca – 180 c.ca),  fu uno scrittore cristiano del II secolo che scrisse contro le eresie.

 È venerato come santo dalla Chiesa cattolica: il martirologio romano ne riporta la commemorazione il 7 aprile.

Viene considerato il primo autore post-apostolico, probabilmente originario della Palestina e conoscitore del greco,

dell’ebraico e del siriaco. Visse a Roma durante il papato di Aniceto fino a quello di Eleuterio e sembra abbia scritto la “Storia degli Atti Ecclesiastici”.

Le sue opere sono andate perdute, a parte alcuni passaggi citati da Eusebio, che ci dice che scrisse Hypomnemata (Memorie) in cinque libri,

 in uno stile semplicissimo sulla tradizione della predicazione Apostolica. Egesippo era anche conosciuto da Girolamo di Dalmazia.

 I suoi scritti intendevano confutare lo gnosticismo e l’eresia di Marcione. Si riferì principalmente alla tradizione,

 come parte integrante degli insegnamenti che erano stati tramandati dalla successione dei vescovi,

dando così molte informazioni sui primi vescovi che altrimenti sarebbero andate perse.

Eusebio dice che Egesippo era un ebreo convertito, poiché citava dall’ebraico, conosceva il Vangelo degli Ebrei e un Vangelo siriaco,

 e citò anche delle tradizioni giudaiche non scritte. Sembra che sia stato a Corinto e a Roma,

 raccogliendo di volta in volta le dottrine delle varie chiese che visitava, e accertandosi che fossero in conformità con Roma,

cosi come riporta quest’estratto: “E la Chiesa di Corinto rimase nella vera Parola finché Primus fu vescovo dei Corinti,

questi li conobbi durante il mio viaggio verso Roma, e rimasi con i Corinti per molti giorni, durante i quali fummo rinfrescati con la vera Parola.

 Quando arrivai a Roma, ho scritto la successione dei vescovi fino ad Aniceto, e a Sotero Eleutero.

 E in ogni successione e in ogni città tutto funziona secondo le ordinanze della Legge, e i Profeti, e il Signore”.

Egesippo racconta tante cose sui famigliari di Gesù, e svela il mistero dei così detti fratelli di Gesù.

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Dal Vangelo secondo San Matteo 13: 54-58;

Visita a Nazaret

([53]Terminate queste parabole, Gesù partì di là [54]e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:

 «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? [55]Non è egli forse il figlio del carpentiere?

Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?

 [56]E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?».

 [57]E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».

 [58]E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità. )

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Questi che sono chiamati fratelli di Gesù; Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda, non sono figli di Giuseppe e Maria,

 genitori di Gesù, né figli di Giuseppe con un precedente matrimonio.

Secondo Egesippo, sarebbero figli di Cleopa, fratello di Giuseppe, e di Maria di Cleofa una sorella, o cugina,o cognata di Maria, madre di Gesù.

Egesippo afferma, dopo aver parlato di Giacomo “fratello” di Gesù, che Simone era “ancora figlio di Clopa, zio del Signore” e “secondo cugino del Signore”,
intendendo implicitamente Giacomo come “figlio di Clopa” e “cugino del Signore” (cit. in Eusebio, SE 4,22,4).

 quindi è storico che un fratello di Gesù, Simone sia figlio di Cleopa, ora Giacomo il Giusto, si dice sia fratello a questo Simone di Cleopa, quindi i così detti fratelli di Gesù;

Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda sono figli di Cleopa, fratello di Giuseppe, padre putativo di Gesù, quindi i così detti fratelli, sono in realtà cugini di Gesù e non fratelli.

Epistola di Giuda 1: 1, qui Giuda afferma anche di essere fratello di Giacomo.

Non ha nessun fondamento evangelico o storico che i così detti fratelli di Gesù siano suoi veri fratelli o fratellastri.

Maria madre di Gesù, non ha atri figli tranne Gesù, infatti Gesù prima di morire l’affida al suo apostolo prediletto Giovanni; Vangelo di San Giovanni 19:27;

questo non sarebbe accaduto se Maria avesse altri figli. Per quanto riguarda Giuseppe non è possibile, che quando sposò Maria fosse vedovo, con figli,

 né avesse un altra sposa oltre Maria, poiché Maria la madre di Gesù, doveva essere affidata ad un uomo pio e casto, degno di lei, e di Gesù, il Figlio di Dio.

Poi nei Vangeli, durante l’infanzia di Gesù, si capisce che la sua famiglia comprende solo Maria e Giuseppe, non compaiono fratellastri di Gesù,

questo accade nel tardivo e leggendario Protovangelo di Giacomo, che da studi specialistici, risulta falso, almeno riguardo storia e geografia della Palestina.

Storicamente, la testimonianza di Egesippo è la più credibile.

Quindi Maria, madre di Giacomo e Giuseppe; (V.Matteo 27:56; V.Marco15:40; V.Luca 24:10),non sarebbe Maria madre di Gesù, ma la sua perente,

Maria moglie di Cleofa; V.Giovanni 19:25.

San Gerolamo, visse in Palestina, conosceva tutto su Gesù, è stabilì che i così detti fratelli di Gesù, erano figli di Cleofa fratello di Giuseppe, padre putativo di Gesù.

Il più antico e sistematico enunciatore di tale teoria è Girolamo che, rispondendo a Elvidio per cui i ‘fratelli’ erano fratelli carnali , scrive nel suo De Viri illustribus:
« Giacomo, chiamato fratello del Signore, soprannominato il Giusto, alcuni ritengono che fosse figlio di Giuseppe con un’altra moglie,

ma a me pare piuttosto il figlio di Maria sorella della madre di nostro Signore di cui Giovanni fa menzione nel suo libro. »

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I FRATELLI DI GESU’ SONO I FIGLI DI CLEOFA
 

Simone è figlio di Cleofa, fratello di Giuseppe,secondo Esegippo
 Giacomo è fratello di Gesù in Galati 1,10, Egesippo dice che è figlio di Cleofa fratello di Giuseppe.
Giuda è fratello di Giacono in Giuda 1,1.
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Maria di Cleofa di Giovanni 19,25 è sicuro la sposa di Cleofa, fratello di Giuseppe, quindi è madre di Simone e Giacomo.
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Maria di Cleofa, è la Maria detta madre di Giacomo e Giuseppe, che è presente alla crocifissione, in Matteo 27,56; in Marco 15,40;
in Luca 24, 10, infatti mentre in Giovanni presso la croce c’è Maria di Cleofa, citata come sorella ( cognata) della Madre di Gesù,
Matteo, Marco e Luca, hanno Maria di Giacomo e Giuseppe.
Quindi Maria di Cleofa, è madre di Simone, Giacomo e Giuseppe, e siccome Giuda è fratello di Giacomo, Giuda è pure suo figlio.
Quindi i fratellidi Gesù, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda,
citati in Matteo 13,55, in Marco 6,3, sono figli di Cleofa fratello di Giuseppe, e sua moglie viene chiamata Maria di Cleofa
 e cognata della madre di Gesù in Giovanni,
 e Maria di Giacomo e Giuseppe in Matteo e Marco.
 
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ALFEO NON E’ PARENTE DI GESU’

La tesi che identifica Alfeo con Cleofa, non ha alcun fondamento nelle scritture.
Questa tesi è stata inventata, per sostenere che gli Apostoli Giacomo di Alfeo
e Giuda Taddeo erano fratelli-cugini di Gesù.
Ma questa tesi è ridicola, infatti l’Apostolo Matteo si chiamava Levi figlio di Alfeo;
V.Marco 2:14. Quindi Matteo il publicano sarebbe fratello-cugino di Gesù.

Nei Testi Antichi abbiamo questa verità, in Recogn., const. apost., di Eusebio,
si specifica che in passato Giacomo figlio d’Alfeo; (V.Matteo10:3 ; V.Marco 3: 18; V.Luca 6: 15 )

fu ritenuto come Apostolo, mentre Giacomo il parente del Signore uno dei settanta discepoli.
 
Vediamo che nella storia ecclesiastica di Eusebio viene specificato che Taddeo è uno dei 72 discepoli,
 mentre in certi apocrifi come gli Atti di Tommaso in greco, Taddeo viene scambiato per un Giuda Tommasofratello del Signore.
Comunque i Padri della chiesa credevano che Taddeo fosse l’apostolo Giuda figlio di Giacomo, infatti questo è chiaro dai Vangeli Sinottici.
 Giuda fratello del Signore si presenta nella sua lettera come fratello di Giacomo e non come suo figlio.
Molti in passato hanno attribuito a Simone lo Zelota parecchie identità, che era Natanaele, Giuda-Taddeo.
Ma ecco una prova che Simone lo Zelota non è parente del Signore; vediamo che il parente del Signore,
 Simone figlio di Cleopa, è morto crocifisso dai Romani a Gerusalemme, a 120 anni
sotto Traiano. Egesippo che racconta la sua storia non dice che era un Apostolo, uno dei dodici.
Vediamo invece che per quanto riguarda l’Apostolo Simone lo Zelota, esistono molte leggende apocrife,
che lo vogliono martire in terre lontane, secondo molte tradizioni sarebe morto martire di spadanelle regioni del Caucaso.
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TRE FRATELLI FRA GLI APOSTOLI SECONDO LA TRADIZIONE CATTOLICA
La tradizione cattolica ha identificato tre dei quattro fratelli con gli apostoli Giacomo di Alfeo, Giuda Taddeo (o di Giacomo),
Simone Zelota. Questa triplice identificazione però, che non viene chiaramente ed esplicitamente affermata dalle fonti neotestamentarie,
 non è del tutto sicura e le valutazioni degli studiosi contemporanei sono variegate: gli esegeti cattolici sono (tendenzialmente) possibilisti,
mentre quelli protestanti scindono i sei personaggi. Il problema è poi strettamente correlato con l’identificazione di Alfeo con Cleofa .
A favore dell’identificazione vi è innanzitutto l’affermazione di Gal 1,19: “degli apostoli non vidi nessun altro, se non [oppure: ma soltanto] Giacomo, il fratello del Signore”.
Il passo viene comunemente inteso e tradotto nel senso che Paolo definisce con l’epiteto apostolo Giacomo, il “fratello” del Signore.
 L’interpretazione più immediata porta a identificarlo pertanto con l’apostolo Giacomo di Alfeo.
Alcuni però (Chapmann, p. 423 n. 2; Blinzler, p. 145) interpretano il titolo in senso lato:
Giacomo, come altri personaggi neotestamentari (Paolo Rm 1,1;1Cor 1,1;Ef 1,1;Col 1,1; Barnaba At14,14;
 Andronico e Giunia Rm16,7; Sila e Timoteo 1Ts 1,1;2,6; Apollo 1Cor4,6.9) sarebbe indicato col titolo onorifico pur non facendo parte della cerchia dei dodici.
Girolamo sostiene contro Elvidio che i “fratelli” erano cugini materni di Gesù, figli di Alfeo e Maria di Cleofa, sorella di Maria madre di Gesù.
 Girolamo però non identifica Alfeo con Cleofa, sebbene alcuni studiosi contemporanei, errando, hanno sostenuto che lo avesse fatto.
Nelle sue argomentazioni Girolamo non tiene conto dell’improbabilità di due sorelle con lo stesso nome e non considera le informazioni di Egesippo,
 circa Clopa (Alfeo-Cleofa) come zio paterno di Gesù.
Cathopedia
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Quindi vediamo che sono interpretazioni errate, che i fratelli di Gesù fossero Apostoli, e che l’Apostolo Giacomo di Alfeo sia il fratello di Gesù.
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I NOMI DEI DODICI APOSTOLI
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Matteo 10: 2-4
10:2 I nomi dei dodici apostoli sono questi: il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello;
10:3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo;
10:4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.
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Marco 3. 1619
3:16 Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro;
3:17 Giacomo, figlio di Zebedeo e Giovanni, fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figli del tuono;
3:18 Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo
3:19 e Giuda Iscariot, quello che poi lo tradì.
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Luca 6: 14-16
6:14 Simone, che chiamò anche Pietro, e suo fratello Andrea; Giacomo e Giovanni; Filippo e Bartolomeo;
6:15 Matteo e Tommaso; Giacomo, figlio d’Alfeo, e Simone, chiamato Zelota;
6:16 Giuda, figlio di Giacomo, e Giuda Iscariota, che divenne traditore.
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Atti 1: 13
1:13 Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea,
 Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.
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I FRATELLI DI GESU’ NON ERANO FRA I DODICI APOSTOLI
  I Vangeli indicano chiaramente che i fratelli parenti di Gesù non erano i suoi dodici Apostoli ;
V.Giovanni 2: 11-12, vediamo che dopo il miracolo di Cana, Gesù si reca a Cafarnao, insieme a sua Madre,
 i suoi fratelli e i suoi discepoli. Rimasero insieme molti giorni.
V.Giovanni 7:3-10, vediamo che questi parenti non hanno molta fede in Gesù, è viaggiano separatamente
da lui, che invece è sempre con i dodici  Apostoli.
 Infatti mentre Gesù è con i suoi Apostoli, vediamo che i fratelli parenti vanno a trovarlo, V.Matteo12: 46-47, V.Marco 3:21; 3: 31.
Un altro esempio, dopo l’Ascensione di Gesù, gli Apostoli pregavano insieme alle donne,e si univano
a loro anche Maria madre di Gesù e i suoi fratelli; Atti1:13-14.
Un altro esempio è in; I Corinti 9:5.
Qui sono indicati gli Apostoli separatamente dai fratelli del Signore.
E’ tanto chiaro che i fratelli parenti di Gesù non sono suoi Apostoli, e non sono compresi nei dodici.
Nelle Epistole vediamo che Pietro si presenta come Apostolo, mentre Giacomo e Giuda parenti
di Gesù, si definiscono suoi servi; Epistola di Giacomo 1: 1;
 Epistola di Giuda 1: 1, qui Giuda afferma anche di essere fratello di Giacomo.
Giuda fratello di Giacomo si riferisce agli apostoli come se si trattasse di un gruppo al quale non appartiene:
“Ma voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo.
 Essi vi dicevano: Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno
secondo le loro empie passioni.” (Gd vers. 17-18)
Giacomo,  viene chiamato Apostolo; Gal 1,19: “degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore”.  
 Ma anche altri personaggi neotestamentari  sono chiamati apostoli, (Paolo Rm 1,1;1Cor 1,1;Ef 1,1;Col 1,1; Barnaba At 14,14;
 Andronico e Giunia Rm16,7; Sila e Timoteo 1Ts 1,1;2,6; Apollo 1Cor4,6.9) pur non facendo parte della cerchia dei dodici.
Pietro Rossano, Vescovo e biblista, nel commento a Galati 2:9 dice: “Giacomo, il fratello, cioè parente, cugino del Signore, si deve distinguere da Giacomo di Zebedeo,
 detto il Maggiore, e da Giacomo di Alfeo, entrambi del collegio dei Dodici. Presiedeva con grande autorevolezza la comunità di Gerusalemme.”
Fedele Pasquero, sacerdote e biblista, sembra escludere che sia Giacomo sia Giuda (gli scrittori delle Lettere) fossero apostoli: infatti nella Introduzione alla Lettera di Giacomo scrive:
 “L’autore di questa lettera si presenta come Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, Giacomo 1:1.
 

Nei Testi Antichi abbiamo questa verità, in Recogn., const. apost., di Eusebio,
si specifica che in passato Giacomo figlio d’Alfeo; (V.Matteo10:3 ; V.Marco 3: 18; V.Luca 6: 15 )

fu ritenuto come Apostolo, mentre Giacomo il parente del Signore uno dei settanta discepoli.
 
Vediamo che nella storia ecclesiastica di Eusebio viene specificato che Taddeo è uno dei 72 discepoli,
 mentre in certi apocrifi come gli Atti di Tommaso in greco, Taddeo viene scambiato per un Giuda Tommasofratello del Signore.
Comunque i Padri della chiesa credevano che Taddeo fosse l’apostolo Giuda figlio di Giacomo, infatti questo è chiaro dai Vangeli Sinottici.
 Giuda fratello del Signore si presenta nella sua lettera come fratello di Giacomo e non come suo figlio.
Molti in passato hanno attribuito a Simone lo Zelota parecchie identità, che era Natanaele, Giuda-Taddeo.
Ma ecco una prova che Simone lo Zelota non è parente del Signore; vediamo che il parente del Signore,
 Simone figlio di Cleopa, è morto crocifisso dai Romani a Gerusalemme, a 120 anni
sotto Traiano. Egesippo che racconta la sua storia non dice che era un Apostolo, uno dei dodici.
Vediamo invece che per quanto riguarda l’Apostolo Simone lo Zelota, esistono molte leggende apocrife,
che lo vogliono martire in terre lontane, secondo molte tradizioni sarebe morto martire di spadanelle regioni del Caucaso.
 
La Chiesa Ortodossa distingue tra Giacomo d’Alfeo e Giacomo “fratello del Signore” detto il Giusto, mentre la Chiesa Cattolica li considera la stessa persona. La seconda interpretazione vede in Giacomo uno dei membri del collegio dei Dodici, la prima lo pone invece all’esterno.
La Chiesa d’Oriente distingue tuttora tra l’apostolo e il vescovo di Gerusalemme, sulla base di una tradizione introdotta da scritti pseudoclementini (Ipotiposi, VI),
 tra la fine del II e l’inizio del III secolo e seguita in particolare da Eusebio di Cesarea e Giovanni Crisostomo,
 ma non da altri numerosi Padri greci;
 mentre per la Chiesa d’Occidente il Concilio di Trento ha affermato l’identità dell’uno con l’altro.
Analisi a cura del Centro Anti-Blasfemia
 
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 Dal Centro Anti-Blasfemia
 

ALESSANDRO DE ANGELIS CONVEGNO DENTRO UNA CHIESA CATTOLICA CON LE SUE BESTEMMIE!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:58 am

ALESSANDRO DE ANGELIS CONVEGNO DENTRO UNA CHIESA CATTOLICA CON LE SUE BESTEMMIE!

Basta eresie all’interno della Chiesa!

di Annalisa Colzi

bluGli autori spirituali e il Catechismo ci insegnano a non giudicare mai la persona in se stessa. Mai! Ma sempre ci insegnano a giudicare o meglio a condannare il peccato. Quindi è conveniente non condannare il peccatore (poichè tutti lo siamo) ma è sempre opportuno condannare il peccato. SEMPRE!

In realtà si fa fatica a distinguere le due cose ma è uno sforzo che ogni cattolico devi fare, facendo violenza su se stesso e ricordandosi costantemente che anche lui è stato salvato dall’errore grazie alla Misercordia di Dio. Misericordia che sempre deve esssre implorata su chi ancora vaga nell’errore.

Fatta questa premessa passo ai fatti di cui desidero parlare agli amici del blog e a chiunque prema la salvezza delle anime.

Un amico mi ha segnalato questo video

Abbiate la pazienza di guardarlo ed ascoltarlo e rimarrete inorriditi da ciò che viene detto. D’altra parte il signor Alessandro De Angelis è un ateo e da tale combatte il cristianesimo insieme al figlio Alessio.

Ma di loro poco mi importa, ciò che invece vorrei denunciare è il sacerdote che ha avuto l’ardire di far parlare nella casa del Signore questi due personaggi.

Orbene, senza giudicare il sacerdote per la scelta fatta (errata) chiedo a tutti voi una mobilitazione per portare a conoscenza di questi fatti i responsabile della Congregazione della Fede.

Personalmente non so come si potrebbe procedere ma confido che tra voi, amici, ci sia qualcuno in grado di prendersi carico di questa incombenza per la salvezza della anime.

Gli errori quando sono supportati da un sacerdote e divulgati all’interno di una Chiesa producono danni gravissimi.

Per farvi capire chi è questo Alessandro De Angelis vi copio – incollo alcune sue risposte che potete trovare sotto il filmato in youtube.

“gesu apostoli e san paolo sono personaggi di fantasia mai esistiti, si legga a tal proposito le prove che portiamo nel nostro libro la fine del cristianesimo gesu e gli apostoli non sono esistiti le prove, quelli che lei definisce miracoli avvengono anche in altre culture con religioni diverse dalla sua e quando non sono bufale hanno altra spiegazione e ne parliamo nel libro che sta per uscire GODMAN L’UNIVERSO OLOGRAFICO, quanto a dio non date una sola prova della sua esistenza”.

Preghiamo per loro e per il sacerdote che li ha ospitati ma denunciamo alle autorità competenti tale fatto.

https://annalisacolzi.wordpress.com/2014/01/10/basta-eresie-allinterno-della-chiesa/

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https://www.youtube.com/watch?v=r7UPmRJ2sxI

Dio Biblico Confutato! Alessio e Alessandro De Angelis

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https://www.youtube.com/watch?v=Mkx-AiJgnrQ

Le confessioni di un sacerdote

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https://www.youtube.com/watch?v=lXix7zKWOtc

Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis a confronto con un prete e un teologo

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https://www.youtube.com/watch?v=n5EQkGzw2yE

Giovanni Battista ovvero Gesù – Ist. teologico (Alessandro De Angelis)

ALESSANDRO DE ANGELIS: CONFUTAZIONE DI DANIELE SALAMONE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:56 am
CONFUTAZIONE SUI LIBRI DI ALESSANDRO DE ANGELIS
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 Gesù – Il Che Guevara dell’Anno Zero
Ecco come Alessandro De Angelis presenta il suo libro:

Un libro documentatissimo… un saggio che fa giustizia una volta per tutte delle bugie della Chiesa.

Tutto quello che crediamo di sapere su Gesù è falso.

Gesù e Giovanni detto Battista sono due personaggi inventati e costruiti sul rivoluzionario Giovanni, figlio di Giuda di Gamala. Gli apostoli? Costruiti sui fratelli di Giovanni ed anche loro figli di Giuda.

In questo libro troverete le prove che hanno permesso di svelare l’inganno dopo duemila anni, grazie alla comparazione dei vangeli con gli scritti di Giuseppe Flavio in russo antico, oltre che in greco, nei quali le pie mani censorie della chiesa si sono fatte sfuggire passi determinanti.

In base a queste nuove scoperte è stato possibile ricostruire il vero luogo e le modalità di cattura del personaggio che chiamarono Gesù: un rivoluzionario al quale fu tolta la spada di mano per sostituirla con un ramoscello d’ulivo, e a cui fu creato un alter-ego per ricopiare l’allegoria solare dei due dei egizi Seth ed Horus.

Gesù era un rivoluzionario palestinese: e come i rivoluzionari del tempo, venne crocifisso.

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__gesu-il-che-guevara-dell-anno-zero.php

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La confutazione di Daniele Salomone

Gesù il Che Guevara dell’anno zero.
Secondo il De Angelis, ciò che ci è stato raccontato su Gesù di Nazareth sarebbe una vera e propria eresia storica non rendendosi conto che ad una tale dichiarazione sta già formulando lui in primis un’eresia storica.
Attraverso un ambiguo linguaggio, l’autore cita dei passi biblici che andrebbero “contro” la morale stessa del Crstianesimo, illustrando questo Gesù come un rivoluzionario pronto a sguainare la spada contro i romani che in quell’epoca dominavano sul popolo ebraico. In tutta la lettura non solo l’autore travisa spudoratamente il messaggio biblico dei Vangeli e di tutto il Nuovo Testamento, ma anche il pensiero storico di Giuseppe Flavio in quanto lui stesso avrebbe introdotto il “Gesù detto il Cristo” nei suoi scritti per far combaciare l’esistenza di questo personaggio “inventato” con personaggi storici realmente esistiti, ad esempio Ponzio Pilato ed Erode il Grande (e flgli) solo per citarne un paio. Quindi, attraverso il travisamento stesso delle testimonianze storiche ormai conosciute da tutti, il De Angelis gioca tutte le sue carte dicendo che il Gesù Cristo biblico non corrisponde al “Gesù” storico in quanto il primo è stato ricostruto a dovere verso il II° secolo d.C. su di un personaggio storico (Giovanni di Gamala), protettore del popolo ebraico a motivo del dominio romano su tutta Israele.
In aggiunta, non solo Gesù Cristo sarebbe un personaggio inventato, ma anche gli apostoli (fratelli di sangue e non) non sarebbero mai esistiti.

La vera identità dei fratelli/apostoli di Gesù.
In questo capitlo l’autore dà il meglio di se riguardo ai nomi di determinati personaggi quali Giuda Iscariota: per il De Angelis questo personaggio era un sicario, pronto ad uccidere al comando di Giovanni di Gamala (alias Gesù), ma in una mia personale tesi che ho scritto nel mio ultimo saggio ho descritto quanto segue:

Riguardo a Giuda il traditore, per il saggista il termine Iscariota deriverebbe dall’aramaico [s-q-r-t] e dall’ebraico [ekariot], da cui derivano il greco sikariotes e il latino sicarius, che si possono rendere con l’italiano sicario. _A sua volta, il termine deriverebbe dalla ”’sica”’, un tipo di pugnale di piccole dimensioni usati dai sicari in mezzo alla confusione di gente in modo da sferrare l’attacco nella massina invisibilità dell’atto, di questo Giuseppe Flavio ne parla in Guerra Giudaica II 13; 3:254-255. Il De Angelis pone il lettore ad una disattenzione molto evidente poiché tale affermazione che fà circa l’origine del termine “Iscariota” non ha alcuna valenza in quanto non menziona nessuna fonte dalla quale se ne può evincere l’evidenza. Al contrario suo noi ci avvarremo di fonti valide, citate anche in bibliografia, che attestano la reale origine del termine “Iscariota”:

ENCICLOPEDIA TRECCACANI
Giuda Iscariota (raro G. Iscariòte, ant. G. Scariòtto; gr. Iouda Iscariotas, lat. Iuda Iscariotes). Apostolo e traditore di Gesù, “designato dal nome del villaggio sua patria” (Qeriyyot, nella Giudea meridionale) [tratto dal saggio Il Mezzosangue – Vita, Morte e Miracoli di un Rivoluzionario, reperibile su Lulu.com]

In questa mia citazione, di cui ne ho trascritto solo un estratto, ho dimostrato quanto sia fraudolento il pensiero del De Angelis, e non solo riguardo ad Iscariota. Anche in merito a Giuseppe di Arimatea l’autore tenta di fare il furbo affermando che la città di Arimatea non è mai esistita e mai nessun documento storico ne parla; tuttavia il sottoscritto è stato in grado di dimostrare il contrario in quanto la città di Arimatea (Ramataim-Sofim) è realmente esistita e persino il Libro dei Maccabei 11:34, 1Samuele 1:1, Matteo 27:57, Marco 15:43, Luca 23:51 e Giovanni 19:38 viene citato testualmente Yoseph min-ha-Ramataim, lett. Giuseppe da la Ramataim, di Arimatea.

Il De Angelis è anche molto bravo a confondere i nomi di molti personaggi DIVERSI che si ripetono nel Vangelo. Essendoci troppe donne di nome Maria, troppi uomini di nome Giuda, Giuseppe e Giovanni, ha condito una vera insalata così piccante da affermare che persino l’omicida Barabba non era un uomo qualunque, ma era Gesù stesso! Non vi dico la nauesa che ho provato verso la disonestà intellettuale dell’autore nel solo leggere queste scempiaggini!

Il depistaggio: la creazione dei nuovi apostoli
Questo capitolo non ha bisogno di essere spiagato, parla già da solo il titolo. Giocando sempre con i nomi dei vari personaggi, il De Angelis afferma che Gesù sarebbe sia Giovanni il Battista, sia Barabba. Detto questo, potrei anche fermarmi qui nell’esplicazione di questo inutile capitolo.

Dopo duemila anni sveliamo al vera identità di Gesù
Anche in questo caso non sono necessarie ulteriori parole sprecate. Il presuntuoso titolo si commenta da solo. Ecco a voi il paladino di giustizia ALESSANDRO DE ANGELIS!

La sintesi degli altri capitoli non li riporto, altrimenti non vi sarebbe più il (dis)gusto della lettura.

CONCLUSIONE PERSONALE
Il testo del De Angelis, come tutti i suoi testi, sono davvero deludenti. Questa visione negativa circa la figura di Gesù può offendere immediatamente il credente più semplice e devoto; chi invece è slegato dai dogmi imposti dalla chiesa può intravedere la probabile appartenenza dell’autore a quel mondo di quelle Forze Occulte antagoniste che da millenni si contrappongono alla chiesa cristiana.
Che la religione sia una mera invenzione del potere, come potrebbe essere vero, come potrebbe essere falso. PER ME E’ FALSO! Ad ognuno le proprie considerazione, ognuno è libero di pensarla come crede; ma ritengo sia sbagliato attaccare e offendere il popolo dei credenti. Così come nessuno vuole che i gay e gli obesi vengano discriminati, perchè ci si può avvalere della facoltà di prendersi gioco dei credenti, schernendoli, e deridendoli delle loro speranze?
Chi conosce davvero la storia e soprattutto è onesto dal punto di vista intellettuale, sà fin da subito che le dichiarazione di padre e figlio De Angelis sono delle vere e proprie falsità dedite ad un personale lucro monetario.
I De Angelis dicono “la verità è scritta nei nostri libri”, va benissimo, ma chi vi credete di essere? Il Messia?
Consiglio la lettura del libro solo per trascorrere qualche ora in abbondanza di risate, poichè la comicità delle affermazioni dello studioso vanno oltre che nel grottesto, anche nel comico e demenziale permettendosi pure di travisare le testimonianze storiche inconfutabili.

http://danielesalamone.altervista.org/recensione-gesu-il-che-guevara-dellanno-zero-alessandro-de-angelis/

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DANIELE SALOMONE

Secondo alcuni teorici, Gesù e Barabba erano lo stesso personaggio a motivo di un “gioco di parole” dell’assurda serie “tu sei Pietro e su questa pietra…”

Quindi ci sarebbe un (Gesù detto il) Barabba e un (Gesù detto il) Cristo.
La folla avrebbe scelto la scarcerazione di (Gesù detto il) Barabba e chiesta l’incarcerazione per (Gesù detto il) Cristo. Ma quindi, se questi due individui fossero stati davvero un solo personaggio, che motivo avrebbe avuto Pilato di chiedere “una scelta” se la possibilità era una sola?
O Pilato era un cretino o la folla era completamente mentecatta… oppure, entrambi erano rincitrulliti. Oppure peggio ancora, qualcuno cerca di fare il professorone di fronte a certe semplici evidenze letterali.

Punto primo: Pilato pose una netta differenza tra due personaggi per i quali, come si nota molto spesso, potevano essere soggetti a casi di omonimia visto che erano molto frequenti in quel tempo non esistendo ancora i cognomi. Le persone che avevano lo stesso nome venivano identificate sì con il loro nome, ma accompagnato con quello del proprio padre o con il paese di provenienza. Queste furono le prime forme di identificazione a mo’ di “cognome” o soprannome.

Punto secondo: Gesù non era “detto il Barabba” ma era “detto il Cristo”.

Punto terzo: Gesù veniva definito frequentemente “Figlio di Ypsistou”, che tradotto significa “figlio dell’Altssimo”. Questo possiamo leggerlo in Marco 5:7; Luca 1:32 e Luca 8:28.

Punto quarto: nella Bibbia non esiste da nessuna parte che Gesù “detto il Cristo” viene definito Gesù “detto il Barabba”. Nella Bibbia (in greco ovviamente) non esiste questa affermazione, in quanto si può leggere alla Seconda Epistola di Pietro versetto 3 (libro costituito da un solo capitolo) che Gesù era il “Figlio del PATROS” e non il “Bar-Abba”. Questo è l’unico verso in cui dei “terzi” (altre persone) lo identificano come Gesù il “Figlio del Patros”, mentre nelle altre circostanze era Gesù che di se stesso diceva apertamente che il Padre sarebbe il “πατρος μου” Patros Mou, “Padre mio”. Sebbene nella Bibbia troviamo scritto ABBA’, questo significa che nel testo greco emergono diversi casi di semitismi, vale a dire che diversi termini e parole aramaiche venivano scritte con le lettere greche. Questi sono i cosiddetti “semitismi letterali” che in pochi prendono in considerazione.
Quindi, che motivo avrebbe avuto Pilato nel citare un termine prettamente ARAMAICO (bar-abbà) se Gesù non si identificava MAI con quel termine aramaico (abbà) ma con il termine trascritto in greco “Patros Mou” che corrisponde all’ebraico “Avinu” (Av =padre; nu = mio/nostro)??? A parte che “Padre mio” o “Padre nostro” in aramaico è “Abùn”, sempre con la tessa radice id “AB/AV” che cambia pronuncia per questioni grammaticali ebraico/aramaiche che non sto qui a spiegarvi.

Punto quinto: il termine ABBA è aramaico, non ebraico. E significa PAPA’ e non “Padre”.

Seso e ultimo punto: sebbene Il termine BARABBA significhi letteralmente in aramaico “figlio di papà”, non ha niente a che vedere con Gesù Cristo che non era “il barabba” ma “il Cristo” Figlio dell’Ipsistou e Figlio del Patros.

Molti di voi si chiederanno sicuramente qual’è la differenza tra “papà” e “Padre” se in fin dei conti ci si riferisce sempre alla stessa figura di riferimento: Gesù si rivolgeva al Padre sia come uomo che come Dio. Così come a volte Gesù chiamava sua madre “mamma” e a volte “donna”. “Padre” era la forma di rispetto, “papà” era la forma “affettiva”, e Gesù si rivolgeva al Padre in entrambi i modi, in base alla manifestazione della sua personalità “umana” o “divina”.

http://danielesalamone.altervista.org/gesu-detto-barabba-gesu-detto-cristo/

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DANIELE SALAMONE

Lo pseudo-ricercatore e “Antropologo” Alessandro De Angelis insieme al figlio Alessio, nel loro libro – La fine del Cristianesimo – Gesù e gli Apostoli non sono esistiti, LE PROVE (UNO Editori, 2012), pag.38 – sostiene che nessuno storico tra Giuseppe Flavio, Strabone di Amasia e Plinio il Vecchio «dimostra di conoscere, neppur vagamente, l’esistenza, nel I° secolo CE (d.C.), di qualche setta ebraica dal nome “Cristianesimo”, né tantomeno di alcuno dei suoi seguaci e neppure, incredibile a dirsi, del suo presunto fondatore Gesù […]».
Il De Angelis ha continuato dicendo che nel capitolo successivo del libro in cui è scritto questo estratto è in grado di offrirne pure le prove che, per il momento, non ne parleremo in questo articolo.
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Adesso, io dico, senza entrare nel merito di Strabone di Amasia e di Plinio il Vecchio, al contario di quanto dice il De Angelis, lo stirico Giuseppe Flavio è pronto a smentire ogni accusa. Quando lo storico Giuseppe Flavio identifica la figura di “Gesù detto il Cristo”, per il De Angelis non andrebbe confuso con il “Gesù detto il Cristo” di cui parlano le Scritture. Sarebbe da ritenere uno strano caso di omonimia, secondo lui. Gesù era un nome molto comune nella sua epoca, come Giuda, Giuseppe, Maria e tanti altri nomi. All’epoca di Cristo, coevi a lui, ed anche prima, c’erano altri uomini di nome Gesù e per citarne qualcuno si legga quanto segue:

– Il mago e falso profeta Bar-Gesù (Atti 13:6-11);
– Gesù il sommo sacerdote (o gran sacerdote) vissuto nell’epoca della costruzione del secondo Tempio (Antichità Giudaiche 11:90);
– Gesù figlio di Gamaliel (Antichità Giudaiche 20:213).

Ma vediamo cos’ha da dirci più nello specifico il Flavio in merito alla figura di Gesù storico (non quello inteso dal De Angelis) che sembra rappresentare proprio il Gesù biblico:

«Verso questo tempo visse Gesù, uomo saggio, ammesso che lo si possa chiamare uomo. Egli infatti compiva opere straordinarie, ammaestrava gli uomini che con piacere accolgono la verità, e convinse molti giudei e greci […]».

Poi aggiunge:

«Egli era IL Cristo. E dopo che Pilato, dietro accusa dei maggiori responsabili del nostro popolo lo condannò alla croce, non vennero meno coloro che fin dall’inizio lo amarono. Infatti apparve loro il terzo giorno, di nuovo vivo, avendo i divini profeti detto queste cose su di lui e moltissime altre meraviglie. E ancor fino al giorno d’oggi continua a esistere la tribù dei cristiani che da lui prende il nome».

Adesso, vorrei porre alla vostra attenzione quanto segue: ammettendo senza vergogna alcuna che il Flavio non nomina i seguaci di Cristo per nome ma ne cita comuque l’esistenza, come fa a dire il De Angelis che Giuseppe Flavio non «dimostra di conoscere, neppur vagamente, l’esistenza, nel I° secolo CE (d.C.), di qualche setta ebraica dal nome “Cristianesimo”, né tantomeno di alcuno dei suoi seguaci e neppure, incredibile a dirsi, del suo presunto fondatore Gesù […]»?

Cosa significa secondo voi la frase scritta dallo Storico «Egli era il Cristo […] E ancor fino al giorno d’oggi continua a esistere la tribù dei cristiani che da lui prende il nome»?

In primo luogo sarebbe giusto dire che Gesù non è venuto per fondare un movimento religioso o un movimento rivoluzionario guerrafondaio, ma è venuto per fondare un movimento sì rivoluzionario, ma spirituale, vale a dire «per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo» (1Timoteo 1:15).
Gli ebrei convertiti non si autodefinivano “cristiani” e ciò è testimoniato dagli Atti degli Apostoli, da cui si desume che il termine “cristiani” venne coniato solo qualche decennio DOPO i fatti di Gesù e probabilmente in senso dispregiativo.

«[…] essi parteciparono per un anno intero alle riunioni della Chiesa e istruirono un gran numero di persone; ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati cristiani».

Avete letto bene? I discepoli di Cristo «furono chiamati» Cristiani o si “autoproclamarono” Cristiani?

A voi le dovute analisi.
Alessandro De Angelis non smentisce la storia, ma se stesso.

(Per ulteriori approfondimenti si legga Il Mezzosangue – Vita, morte e miracoli di un Rivoluzionario).

http://danielesalamone.altervista.org/riflessioni-de-angelis-specula-sulla-bibbia-il-gesu-biblico-non-e-mai-esistito/

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OLTRE LA MENTE DI DIO

Ecco come Alessandro De Angelis  presenta il suo libro

Un percorso travolgente che ricostruisce la storia dell’umanità

 dal diluvio universale all’esodo biblico attraverso

nuove news scientifiche.

Si dimostra attraverso la paleografia e l’etimologia come Yahweh, il dio della bibbia, fosse un’evoluzione degli antichi dei sumeri Enki ed Enlil, che porterà all’aberrante conclusione che Dio avesse un padre e una madre, che poi prenderà come sposa.

Il calcolo degli omicidi di Dio nella Bibbia, pari a 34.682.212 persone.

Prove dell’inesistenza del peccato originale, attraverso un’attenta analisi filologica della Genesi, dove Dio si sbaglia di albero confondendo l’albero della Vita per quello della Conoscenza… La prima parte di una trilogia destinata a rivoluzionare la vera storia dell’umanità.

Il plagio della Bibbia dalle leggende sumere sulla creazione di Adamo ed Eva, sul diluvio universale, Sodoma e Gomorra e la torre di Babele, le guerre atomiche degli dèi dimostrate dal ritrovamento di antiche metropoli a Mohenjo Daro ed Harappa, con un livello di radioattività ancora oggi 50 volte superiore alla norma; la dimostrazione attraverso nuove prove di come il faraone Akhenaton fosse il Mosè della Bibbia e di come gli Ebrei non fossero un popolo ingiustamente scacciato dalle loro terre, ma i feroci conquistatori Hyksos, che dominarono l’Egitto per quasi 400 anni.

Il perché delle tante morti legate al ritrovamento della tomba del faraone Tutankhamon e di una scatola a di papiri scomparsa, che raccontava la vera storia degli invasori Hyksos e tanto altro ancora attraverso traduzioni interlineari dall’ebraico, dal sumero, dal greco e dal latino, che aprono nuove frontiere all’interpretazione storica della Bibbia e della figura fisica di Yahweh.

La prima parte di una trilogia destinata a rivoluzionare la vera storia dell’umanità.”

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre-la-mente-di-dio-nuova-edizione-libro.php#

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“Quando i De Angelis pretesero di essere Dio, senza sapere di non esserlo”

Confutazione di Daniele De Angelis

Con questa nuova recensione riapro le danze. Il libro di cui vi parlerò a breve è la solita delusione proposta da padre e figlio De Angelis, Alessandro e Alessio. Questo testo è una “pretesa” continua di essere in una ragione che va al di là della sana razionalità. Quest’opera si presenta presuntuosa già dal titolo stesso, come e il lettore potesse essere davvero in grado di andare “oltre” l’irraggiungibile. Una cosa di questa mi pare di averla sentita per sino in un cartone animato della Pixar “Toy Story”, dove il piccolo astronauta Bugs cita la famosa frase “verso l’infinito… e oltre!” Ebbene sì, probabilmente i due autori del libro, padre e figlio, credono che confutare delle verità bibliche e storiche sia una passeggiata assegnando al proprio libro il seguente sottotitolo: “quanto l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”.
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PARERE PERSONALE SULL’OPERA

È buona abitudine dei De Angelis esprimersi con tonalità di puro disprezzo nei confronti della fede, della chiesa, della Bibbia. Tonalità che non dovrebbero emergere da due (pseudo)studiosi, così per come si proclamano. Un saggista dovrebbe esporre le proprie idee e teorie in maniera imparziale e serena, senza pregiudizi, mentre i due autori di questa sottospecie di libro (anzi di trilogia di cui questo è il primo volume) non mostrano alcuna pietà nei confronti della cristianità, rendendo questa realtà avvolta nel pieno ridicolo offendendo così quella fede verso la quale miliardi di persone ancora oggi affidano la propria esistenza. Cosa c’è di male nell’avere fede? Perché i “senza-dio” pretendono di essere lasciati in pace dai credenti (per carità, ci mancherebbe) mentre i credenti non sono tenuti a difendere la propria posizione di “credente”? Questi critici della Bibbia vivono davvero in maniera serena anche “senza-dio”?
Secondo voi cos’è meglio, vivere in una presunta illusione dell’esistenza di Dio con la speranza di ricevere da Lui un “premio di condotta” alla fine della nostra vita e nel frattempo vivere nella gioia di questa speranza, oppure vivere nella più totale consapevolezza di una presunta non esistenza di Dio, assaporando una vita triste, abbattuta, delusa, senza alcuna speranza di un “dopo”, dopo la vita?
Ebbene, questo libro, come tutti gli altri testi della “De Angelis family”, lasciano un amaro in bocca, non tanto perché i due pretendano che la gente apra gli occhi sui loro scritti, ma perché si può costatare quanto è pazza e perversa la mente dell’uomo nel formulare certe affermazioni attraverso presunti parallelismi storico-mitologici che cercano di annullare la persona ed esistenza di Gesù Cristo. Sembra essere ormai un dato di fatto che la figura di Gesù sia stata ricostruita non solo sopra un personaggio storico realmente esistito (un rivoluzionario e sanguinario guerrafondaio) ma anche tramite racconti più antichi riguardanti le divinità mitologiche delle varie popolazioni del mondo antico: Mitra, Dionisio, Budda, Baal, Krishna… tutti personaggi che condividerebbero le stesse caratteristiche di Gesù: nati da una vergine il 25 Dicembre, furono visitati da tre saggi (re Magi) il giorno della loro nascita, predicarono l’amore che il Padre Celeste gli riferiva loro di predicare, furono condannati a morte per crocifissione insieme ad altri due malfattori, morirono, stettero tre giorni negli inferi e il terzo giorno risorsero. Dopo la loro risurrezione ascesero al Padre in carne ed ossa promettendo alle generazioni future che avranno avuto fede che un giorno sarebbero ritornati per essere “rapiti” in Cielo per l’eternità. Insomma, miti più antichi di 1000/1500 anni, se non di più, raccontavano la stessa storia che noi conosciamo sulla personalità di Gesù. Tuttavia gli storici, gli studiosi e gli esperti in generale hanno affermato che i miti antecedenti a Gesù Cristo restano dei miti che a dire il vero non sono mai esistiti, ma costruiti appositamente DOPO la morte di Cristo per speculare sopra questo personaggio e _“farlo valere niente”_. Documentari raccapriccianti come Zeitgeist raccontano come la figura di Cristo sia falsa, mentre in realtà così non è. Purtroppo se non si ha un’esperienza personale trascendente con il Cristo non si può avere la piena certezza che Egli Vive, e vi sono tantissimi passi biblici che da soli annienterebbero il lavoro blasfemo di questi presunti studiosi che non fanno altro che fomentare confusione, odio, rancore e tantissimi altri sentimenti negativi nei cuori delle persone.Un libro come questo chissà quale fine avrebbe potuto fare ai tempi dell’inquisizione, ma forse dovrò correggermi, non tanto il libro, ma i suoi autori! Mi chiedo se gli autori di questo libro avessero avuto lo stesso coraggio di oggi nello scrivere le proprie pubblicazioni ai tempi dell’inquisizione. Avrebbero svolto comunque il lavoro di “paladini di giustizia”? A parte che se un individuo come Alessandro De Angelis si mettesse a dire: “dopo 2000 anni svelata la vera identità di Gesù e degli Apostoli”, subito diremmo “ma chi ti credi di essere”?
Ebbene, gente come lui si sente “arrivata” solo perché avendo dichiarato di aver avuto una presunta esperienza pre-morte si è in diritto a dover dire cosa ci sia realmente nell’aldilà. Ma qui andrei troppo sul personale quindi non mi soffermo più di tanto.
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Ritornando al libro devo dire che la delusione della lettura nasce dal fatto che in primo luogo il testo è introdotto dal fenomeno del web attuale, Mauro Biglino, il quale ha egli stesso dichiarato in un video su Youtube che _“se non esistesse internet, io (Biglino) non esisterei”_. Nulla da dire su internet né alla persona di Biglino, che io rispetto quanto a persona, ma riguardo alle sue teorie e alle cose che insegna non faccio altro che maledire il giorno in cui è stato inventato internet. Per colpa delle sue affermazioni molta gente rimane confusa, frustrata. Questa gente crede di aprire gli occhi alla gente, ma non è così, la gente rimane amareggiata, delusa e anche offesa.
Poi, l’altra cosa che dispiace durante la lettura del libro è che la prima parte è uno spudorato copia/incolla delle opere di Mauro Biglino e di Zecharia Sitchin, troppo facile per un autore avvalorare teorie che già sono state scritte da altri. Nulla di nuovo insomma, pagando € 16,50 ci si ritrova ad avere dei riassunti di alcuni libri di Biglino e Sitchin, quindi chi ha letto queste opere può benissimo risparmiarsi la lettura di questo testo e andare “Oltre la mente dei De Angelis” che risulterà alquanto frustrata, triste e amareggiata da chissà quale pesante torto subito da qualche istituzione religiosa o altro che non saprei immaginare.
Inoltre il libro presenta un’esposizione sulla presunta “vera” nascita del popolo di Israele e delle parallelistiche che vedrebbero gli antichi Hyksos come il popolo ebraico che noi conosciamo, che Mosè era in realtà il faraone Akhenaton e che tanti personaggi biblici sono strettamente collegati al mondo egizio. Nel senso che in realtà non era il popolo egizio a perseguitare gli ebrei, ma al contrario erano gli ebrei, sanguinari, predoni saccheggiatori di tutto quello che incontravano. Infine si arriva ai famosi 400 anni di schiavitù degli ebrei/Hyksos” sotto il gioco degli egizi, che la loro uscita dal “Paese di Egitto” con a capo Mosè/Akhenaton non fu una vera uscita di libertà, ma una cacciata voluta proprio dal faraone Egizio. A differenza di come narra la Scrittura, ovvero che fu Yahwéh ad ordinare a Mosè di parlare con Faraone (suo fratellastro di adozione) affinché gli permettesse di lasciar andare il suo popolo.
Poi, attraverso delle acrobazie pseudo-intellettuali si arriva pure a dire che il simbolo della massoneria, squadra e compasso con la grande G al centro, sia in realtà il simbolo dei Giudei, contrassegnata appunto dalla “G”. Insomma, un libro che pretende di affermare che la Bibbia si un libro di favole, mentre questo è proprio il primo che racconta sì delle favole, ma non adatto ad un pubblico minore.
Come tutti i libri dell’allegra famiglia De Angelis, il testo si presenta con un linguaggio molto scolaresco, infatti è in gran parte scritto dal figlio, Alessio, un ragazzino di appena vent’anni che il padre elogia come l’essere _“il più giovane scrittore italiano di tutti i tempi!!!”_. BOOOOM. Qui ci stava proprio il botto, oppure una sigla in stile 20th Century Fox.
Devo dire comunque che il libro è un buon strumento di intrattenimento che va dal trash al blasfemo, che mischia falsità su falsità non documentate a dovere, ma solo superficialmente. Specialmente quando gli autori dicono _“molti esperti affermano che…”_ , bene… i nomi di questi “esperti”? È facile menzionare nomi e cognomi di personaggi esistenti, ma quando questi non esistono cosa ci si può inventare? “Molti esperti dicono che…”. Troppo facile. Quando bisogna confutare qualcosa bisogna farlo con serietà, a costo di pubblicare non una trilogia, ma una caterba di materiale invidiabile per sino alla collana enciclopedica della Treccani. Negare l’esistenza di personaggi storici non è semplice, specialmente quando sono realmente esistiti!!!
Bene cari amici, detto questo credo che basti. Anche perché i lavori di Alessio e Alessandro De Angelis è un continuo copia/incolla da altri testi. Basti leggere la recensione che ho scritto su un altro libro di cui sempre loro sono gli autori “Gesù il Che Guevara dell’anno zero”. Basta leggere un libro da loro pubblicato per capire la tipologia di personaggi che sono. Giusto per farvi un esempio, e poi concludo: ultimamente padre e figlio avrebbero pubblicato un ennesimo libro dove si dice che Gesù sarebbe stato gay, sposato con la Maddalena dalla quale avrebbe avuto più di due figli, e che soprattutto NON SIA MAI ESISTITO. Che strano… attribuire così tante peripezie di omosessualità ed eterosessualità ad un personaggio che secondo loro non è mai esistito.

Vi lascio in attesa della recensione al prossimo libro, il secondo volume della trilogia a cui appartiene questa specie di coso… ah sì… libro intitolato “Oltre la mente di Dio – quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”

http://danielesalamone.altervista.org/recensione-quando-de-angelis-pretesero-di-essere-dio-senza-sapere-di-non-esserlo/

ALESSANDRO DE ANGELIS E IL SUO VANGELO DELL’ANTICRISTO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:51 am

ALESSANDRO DE ANGELIS E IL SUO VANGELO DELL’ANTICRISTO
Di Marco Vuyet
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E’ davvero DIFFICILE parlare di Alessandro De Angelis.

Le castronerie, le sciocchezze, le bugie che sono uscite dalla bocca di questa persona, ormai non si contano più.
De Angelis ha mostrato negli anni un PURO SPIRITO ANTICRISTO.
Senza ritegno, senza la minima vergogna o un briciolo di DECENZA,senza alcun timore, De Angelis ha semplicemente SPUTATO su tutto…su Dio Padre, su Gesù Cristo, sulla Bibbia, sui profeti… mostrando sempre un ORGOGLIO e una SUPPONENZA davvero spaventose.
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LO SPIRITO ANTICRISTO DI DE ANGELIS

“Gesù é un personaggio INVENTATO”
De Angelis ha ormai NEGATO il FIGLIO DI DIO in tutti i modi.
Da ogni video, da ogni dichiarazione, da ogni libro di De Angelis trasuda un ODIO INFINITO per il Salvatore, il Figlio di Dio.
De Angelis le ha tentate davvero tutte, ha inventato ogni sorta di sciocchezza, ha detto di TUTTO…De Angelis si contraddice SU TUTTO ma é SEMPRE “CERTO” di TUTTO…
“CERTAMENTE Gesù e gli apostoli NON SONO MAI ESISTITI”
“Gesù NON E’ CERTO mai esistito”
“Gesù ha CERTAMENTE avuto un figlio”
“Gesù era CERTAMENTE gay”
Dunque “Gesù non é mai esistito” ma “ha avuto un figlio” ed “era gay”… (…)
Finito? No.
“Gesu’ Cristo ERA UN RAZZISTA”
Altro?
Due miliardi e trecentomilioni di persone credono in un Gesù che NON VUOLE la loro salvezza,
visto che egli ordinò di NON PREDICARE a chi non è ebreo il regno di Dio e di non liberare chi è posseduto dal demonio”
De Angelis MENTE in modo OSCENO, veramente VERGOGNOSO.
“Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a OGNI CREATURA”
Marco 16:15
De Angelis non é ancora soddisfatto…
Gesù era Barabba… Anzi no, era un alieno ibrido… Anzi no, era Giuseppe, anzi no, era Gesù degli apocrifi…
anzi no, era un SOTER inventato dai cristiani per essere competitivi (?) con le altre religioni…
Anzi no, Gesù era Giovanni il Battista…
Il circo del grottesco continua e arriva un nuovo “scoop mondiale”, De Angelis ne ha pensata ancora un’altra:
“GESU’ E’ IL FIGLIO SEGRETO DI ERODE IL GRANDE”
“Gesù ebbe due mogli: Erodiade e Marta SORELLA DI SUA MADRE”
E la beata Maria? La umile donna descritta nel Vangelo? DE ANGELIS ha uno scooop anche su di lei:
“Maria, la Madonna CERCO’ DI AVVELENARE suo marito Erode e per salvarsi fuggì con suo nipote Giuseppe con cui ebbe un figlio: Giacomo il Giusto”

A questo punto non resta che aspettare i prossimi titoli:

“IL MESSIA ERA FIGLIO DI PIPPO BAUDO” o “IL MESSIA SONO IO, DE ANGELIS!”
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De Angelis non conosce decenza, è davvero convinto che non dovrà mai rispondere a nessuno per le sue parole…
“Gesù diceva di NON PAGARE LE TASSE…”
??? In quale Vangelo? Quello di Pinocchio?

“Rendete dunque ciò che è di Cesare a Cesare, e ciò che è di Dio a Dio “secondo il Vangelo (Luca, 20, 25), così replicò Gesù agli “uomini subdoli”emissari dei sacerdoti, i quali gli domandavano se fosse lecito pagare il tributo a Cesare, da parte di un buon ebreo,
sperando in una sua risposta negativa che permettesse loro di denunciarlo ai Romani. Cristo, però, non cadde nel tranello.
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De Angelis ha anche NEGATO la resurrezione, offrendo la stessa dottrina del CORANO:

“GESU’ NON ANDO’ IN CROCE, MANDO’ UN ALTRO PERSONAGGIO,

lo leggerete sul mio libro…”
Alessandro De Angelis

Ovvio. Bisogna SEMPRE comprare qualcosa e il grande “esperto” continua a sfornare libri su libri e “scoop”.

Questo non sorprende… quello che è davvero triste è che questa persona abbia anche un pubblico pronto a bersi queste falsità.
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Dopo tante peripezie De Angelis finisce con l’offrire la PURA DOTTRINA GNOSTICA e MASSONICA la DOTTRINA GIOVANNITA:
“a distanza di duemila anni io oggi voglio svelare il segreto.
Il VERO Gesù é GIOVANNI IL BATTISTA, sono una
Oggi queste antiche eresie sono riproposte da moltissimi “iniziati” e “neo-gnostici”:
“la teoria che porto avanti é l’identificazione piena di Gesù con Giovanni il Battista”
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Mike Plato in conferenza

Naturalmente queste non sono AFFATTO “personali teorie di Mike Plato”, come forse si vorrebbe far credere,

ma PRECISE DOTTRINE da sempre CONSERVATE e TRASMESSE segretamente in ambiente

MISTERICO- ESOTERICO e MASSONICO.

Esiste una VERA VENERAZIONE MASSONICA per la TESTA del BATTISTA.

Negli statuti MASSONICI pubblicati nel 1721 si legge:

“I FRATELLI DI TUTTE LE LOGGE DI LONDRA, DI WESTMINSTER e DEI DINTORNI si

UNIRANNO NEL LUOGO CONVENUTO NEL GIORNO DI SAN GIOVANNI BATTISTA”

Questi “misteri” sono stati occultati in molti dipinti ed immagini ove si vede una TESTA associata all'”AGNELLO DI DIO”,

una vera PARODIA del Vangelo (Gesù Cristo non é mai stato decapitato):

stessa figura

La TESTA é ovviamente quella del BATTISTA DECAPITATO, considerato appunto dalla MASSONERIA

come il “VERO MESSIA”.

Il NOME GIOVANNI é infatti importantissimo per la MASSONERIA

ed é consuetudine fare l’elogio di Giovanni Battista il 24 giugno, “festa solstiziale”.

(non sorprende che DUE GIOVANNI siano stati “canonizzati” nello stesso giorno…)

La dottrina Gnostica/Giovannita é ovviamente FUNZIONALE

alla dottrina finale, l’AUTODIVINIZZAZIONE dell’UOMO.

Giovanni Battista é dunque considerato come una figura di salvatore e INIZIATORE ai “misteri” e
Gesù Cristo RIGETTATO come MESSIA e FIGLIO DI DIO.

ROSACROCIANI, MASSONI, GURU, GNOSTICI… portano TUTTI le stesse DOTTRINE
http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20FALSI%20PROFETI32.htm

ALESSANDRO DE ANGELIS SCAMBIA LA MADRE DI GESU’ CON MARIAMNE II SPOSA DI ERODE IL GRANDE

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ALESSANDRO DE ANGELIS SCAMBIA LA MADRE DI GESU’ CON MARIAMNE II SPOSA DI ERODE IL GRANDE

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ALESSANDRO DE ANGELIS AFFERMA

Signor Bergoglio, come è stato possibile che non vi siete accorti che la Maria “Vergine” era la figlia della regina Cleopatra e la madre del tetrarca Filippo e di Gesù con suo marito il re Erode e di Giacomo, Simone, Giuda e Giuseppe con Giuseppe “falegname” nipote di Marco Antonio e di Cleopatra? Come è stato possibile che nessuno si sia accorto che è stato falsificato il racconto dello scrittore G. Flavio in Antichità Giudaiche, completamente diverso dall’altro suo libro Guerra Giudaica nel racconto di Maria che cercò di avvelenare suo marito Erode con un veleno venuto dall’Egitto? Eccovi i passi nei due libri, dove potete constatare che Maria in Antichità Giudaiche si cerca di deresponsabilizzarla dalla congiura di tentato omicidio verso il marito per paura che si scoprisse la sua vera identità:
Si trovò che anche Mariamme (Maria), la figlia del sommo sacerdote, era partecipe della congiura; lo svelarono, infatti, i suoi fratelli sottoposti alla tortura. Della colpa materna il re punì anche il figlio, cancellando dal testamento Erode (Gesù), suo figlio, che vi era nominato come successore di Antipatro.

La versione di Giuseppe Flavio nel libro Antichità Giudaiche su Maria, cambia rispetto a quella sopra di Guerra Giudaica:

In queste accuse venne coinvolta anche la figlia del sommo sacerdote, che era moglie del re, perché, consapevole di ogni cosa, non aveva voluto dire nulla. Per questo motivo Erode divorziò da lei e cancellò la parte del testamento nella quale suo figlio era nominato suo successore al trono; depose inoltre il sommo sacerdote Simone, suo suocero, figlio di Boeto, e al suo posto designò Mattia, figlio di Teofilo, nativo di Gerusalemme.

Maria figlia di Cleopatra e di Simone Boeto, sacerdote del culto di Iside ad Alesandria con Cleopatra e sorella di Marta, Lazaro e madre di Gesù, che nei vangeli va a casa di Simone il nonno, dove vi era Maria che gli unge i piedi di olio, Marta e Lazzaro.

Che Maria era la figlia della regina Cleopatra d’Egitto e che Giuseppe era il nipote di Marco Antonio e di Cleopatra? Che il Giuseppe d’Arimatea che liberò Gesù dalla croce era il potentissimo principe romano Giuseppe Heli figlio di Alessandro Heli a sua volta figlio di Marco Antonio e di Cleopatra, fatto scomparire dalla storia per coprire la verità? Heli Heli perché mi hai abbandonato gridò Gesù dalla croce pensando che Giuseppe non facesse ritorno per liberarlo mentre era con Pilato a chiedere la sua liberazione, Gesù, Giuseppe, Heli, questa la genealogia dell’evangelista Luca ma vi stiamo dando solo indizi, stiamo per travolgere veramente 2000 anni di storia ragazzi. Abbiamo trovato gli scottanti documenti dove si parla della corruzione dei legionari per salvare Gesù e ben tre pagine del suo vero discorso che troverete integralmente nel libro Sangue reale Gesù il figlio segreto del re Erode il Grande e la sua vera morte nel 68 d.C., grazie a tutti quelli che ci condividono e diffondono in quanto fb blocca se si condivide su più gruppi. TUTTI I LIBRI SONO DISTRIBUITI DA MACROLIBRARSI.

14 01 2016 Facebook

Estratto dal suo libro

L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro

         

La discendenza reale del sangue di Cristo

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-ultimo-faraone-erode-gesu-libro.php

Il ministero di Gesù e i suoi messaggi che trovate nei vangeli sono inventati, ripresi dai filosofi ellenici come Epicuro. Abbiamo trovato ben tre pagine del vero discorso di Gesù che pronunciò nel 68 d.C., prima che fosse ucciso dagli idumei nel tentativo di fermare la rivolta a Gerusalemme. Queste le scoperte pubblicate nei libri Sangue Reale, Gesù il figlio segreto del re ERode il Grande e L’ultimo Faraone Erode Gesù acquistabili su macrolibrarsi:
1) Gesù, il re dei re, er…a il figlio e successore al trono d’Israele del re Erode il Grande e l’ultimo faraone della potente dinastia tolemaica, che partì con Tolomeo I fratello di Alessandro Magno.
2) Maria era la terza moglie del re Erode e la figlia della regina Cleopatra d’Egitto.
3) Giuseppe era il nipote del triumviro Marco Antonio e di Cleopatra, figlio di Alessandro Heli.
4) Il Santo Graal o Sang Real era il sangue reale di Gesù, la Maddalena era Maria Vergine, Erodiade era la moglie di Gesù e Salomè la loro figlia.
5) Ricostruzione storica dai motivi veri che portarono all’arresto di Gesù, al processo Gesù-Pilato e la sua liberazione da parte di Giuseppe Heli d’Arimatea.
6) La vera morte di Gesù che si sacrificò nel tentativo di fermare la rivolta di Gerusalemme e le sue vere parole prima di morire.
Ma allora perchè se abbiamo tirato fuori le prove storico documentali da Guerra Giudaica di G. Flavio di tutto questo non se ne può parlare nei mass media che censurano la più grande scoperta di tutti i tempi? La risposta è semplice, Maria cercò di avvelenare suo marito Erode con un veleno fatto venire dall’Egitto in quanto si ritrovò incinta da Giuseppe di Giacomo detto il Giusto, inoltre Paolo di Tarso disse:”Vana sarebbe la nostra fede se Gesù non fosse risorto”, quindi si assisterebbe alla caduta del cristianesimo dopo 2000 anni e crollerebbe il potere del vaticano con Bergoglio Ultimo Papa. Ma che colpa abbiamo noi se hanno ingannato un’intero pianeta per 2000 anni? Stiamo per andare all’estero per farci riconoscere la straordinarietà delle nostre ricerche, poi i mass media italiani, che parlano ancora di sindone, di Gesù esseno, ibrido, mito solare e che ricostruiscono in maniera errata il processo con Pilato dovranno dare spiegazioni a tutti gli italiani che capiranno come la chiesa controlla tutti i mezzi d’informazioni. Nessuna televisione italiana è libera, altrimenti ci darebbero spazio, abbiamo contattato mistero e focus, aspettiamo risposta.

https://www.facebook.com/alessandro.deangelis.330?fref=ts

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http://www.mednat.org/religione/gesu_nazareno.htm

De Angelis dichiara la fonte dei suoi dati;

Conferme su Gesu’ della famiglia Boeto, ecco l’albero genealogico:
http://www.biblesearchers.com/yahshua/davidian/dynasty3.shtml

Inaudito, pazzesco, sono stati proprio gli esperti biblici a dare conferma storica alla validità delle mie ricerche, che vedevamo Maria Boeto, moglie di Erode il Grande e madre di Gesù, la Maria (madonna) dei vangeli.
Le ricerche di David Hughes – Davidian Genealogy, Robert Mock – Biblical History,Robert Killian – Biblical Chronology ed altri eminenti studiosi di livello mondiale, ci fanno sapere che Gesù III Boeto, figlio di Fabi Boeto, era il padre di Anna ed Elisabetta dei vangeli. Anna è la madre di Maria vergine dei vangeli, quindi Maria Boeto. Fabi Boeto era il fratello di Simone Boeto, padre di Maria Boeto che Erode il Grande prenderà come sposa.
Come avevamo verificato dalle nostre ricerche, Simone Boeto era il marito di Anna, fatta nascere da una vergine, come Maria, per nascondere l’identità dei veri genitori. Erodiful supera sempre più Beautiful. Pensate, Simone Boeto prende per sposa la figlia di suo nipote Gesù III Boeto. Ma non c’è da meravigliarsi, in quel periodo era la norma i matrimoni tra consanguinei e le donne si sposavano già a 12/14 anni.
Una trilogia destinata a riscrivere la storia passata. “Il figlio segreto di Gesù”- “Sangue Reale, Gesù il figlio segreto del re Erode il Grande” – “Erode Gesù, Il re senza corona” in prossima uscita a novembre 2015.

Info su Cleopatra di Gerusalemme
http://www.biblesearchers.com/yahshua/davidian/dynasty5.shtml
L’eredità politica e Reale di Miriam (Maria la madonna dei cattolici), la principessa prescelta, madre del messia ebreo
http://www.biblesearchers.com/yahshua/davidian/dynasty2.shtml

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The Ancestors of Jesus in First and Second Century Judea BCE

By Robert Mock M.D.

robertmock@biblesearchers.com

Questo è un libro dove l’autore  ha inventato delle false geanologie dei re ebraici finendo ai re britannici, un libro molto blasfemo e falso.

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Riassumiamo, secondo De Angelis Mariamne sposa di Erode il Grande, ad un certo punto è incinta e scappa con Giuseppe di Arimatea che sarebbe figlio di un certo Heli nipote di Marco Antonio e Cleopatra, personaggio inventato da Robert Mock.

Ora  secondo De Angelis Giuseppe d’Arimatea sarebbe anche Giuseppe il falegname di Nazareth.

Maria di Nazareth, secondo De Angelis sarebbe Mariamne II sposa prima di Erode il Grande e poi di Giuseppe d’Arimatea.

Gesù di Nazareth,secondo De Angelis sarebbe figlio di Eode il Grande e Mariamne II, che sarebbe Maria di Nazareth, e figlia di Cleopatra e sorella di Marta, e Lazzaro.

Gesù secondo De Angelis sarebbe Erode Fippo figlio di Erode il Grande e Mariamne.

Gesù secondo De Angelis sarebbe anche il Sommo Sacerdote Gesù Gamaliel.

Maria di Nazareth secondo De Angelis  sarebbe anche Maria Maddalena e Maria di Betania.

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VEDIAMO COSA DICE LA STORIA

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MARIAMNE

Le donne che ebbero questo nome all’interno della dinastia erodiana furono:
•Mariamne (seconda moglie di Erode il Grande), anche nota come Mariamne I o Mariamne Asmonea, seconda moglie di Erode il Grande;
•Mariamne (terza moglie di Erode il Grande), anche nota come Mariamne II, terza moglie di Erode il Grande;
•Mariamne (figlia di Aristobulo), anche nota come Mariamne III, figlia di Aristobulo IV;
•Mariamne (figlia di Agrippa I), figlia di Erode Agrippa I.
•Mariamne (figlia di Giuseppe), moglie di Erode di Calcide;

Quella usata da De Angelis sarebbe la figlia del sacerdote Simone Boeto

Mariamme II

Biografia

Mariamne,  nacque il 45 a.C. sposò  Erode il Grande verso il 25,  fu la terza moglie di Erode il Grande, seconda con questo nome. Cadde in disgrazia presso il marito, che la allontanò da corte il 4 a.C.
Mariamne era la figlia di Simone Boeto, un sacerdote ebreo di Gerusalemme ma nativo di Alessandria d’Egitto. Aveva fama di essere una bellissima donna, «la più bella donna dell’epoca», riferisce lo scrittore Flavio Giuseppe.[1] La fama di Mariamne raggiunse Erode il Grande, che conobbe la ragazza innamorandosene, e decise che sarebbe stato opportuno sposarla. Il problema era che Simone era un semplice sacerdote e non sarebbe stato opportuno imparentarsi con lui; Erode, allora, tolse l’onore del sommo sacerdozio a Gesù figlio di Phiabet e lo conferì a Simone (25 a.C.), rimuovendo tale ostacolo al matrimonio con Mariamne.[1]
Dal matrimonio tra Mariamne ed Erode nacque Erode Filippo I (anche noto come Erode Boeto), marito di Erodiade e padre di Salomè. Filippo era il quarto figlio maschio di Erode, dopo Antipatro (figlio della prima moglie Doride) e Alessandro e Aristobulo (figli di Mariamne); nel 7 a.C. Erode fece giustiziare per tradimento Alessandro e Aristobulo, e Filippo divenne secondo nella linea di successione.
Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo: Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie, depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.
Note
[1] Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVII.4.2.
Wikipedia
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Per conoscenza riportiamo;
Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.
Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra VII Thea Philopatore è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Fu l’ultima regina del Regno tolemaico d’Egitto, l’ultimo membro della Dinastia tolemaica e l’ultima sovrana dell’età …
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Berenice IV, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia

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Per conoscenza riportiamo;

Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.

Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita, in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C.
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Luogo di morte: Roma
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Wikipedia

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Per conoscenza riportiamo;

Non ha legame con la dinastia degli Erodi.

Cleopatra VIII
Cleopatra VIII Selene II fu l’unica figlia femmina della regina d’Egitto Cleopatra VII e del triumviro romano Marco Antonio, gemella di Alessandro Helios. Sposò Giuba II. Wikipedia
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 6 a.C., Cherchell, Algeria
Coniuge: Giuba II
Figli: Tolomeo di Mauretania, Drusilla di Mauretania
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Tolomeo XV, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Wikipedia
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Per conoscenza riportiamo;
Questa è l’unica Cleopatra che fa parte della dinastia degli Erodi.
Cleopatra di Gerusalemme
Cleopatra di Gerusalemme (florì) 25 a.C. – dopo il 4 a.C.) fu la quinta moglie di Erode il Grande.
Nulla si conosce delle origini di Cleopatra. Sposò Erode nel 25 a.C. e gli diede due figli: Filippo (II), nato nel 20 a.C., ed Erode II, nato nel 18 a.C. circa.
Sopravvisse alla morte di Erode avvenuta nel 4 a.C.
   Wikipedia
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Erode il Grande
Governante
Erode Ascalonita detto il Grande, fu re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.C. alla morte.
Luogo di nascita: Edomiti
Data di morte: 4 a.C., Gerico
Luogo di sepoltura: Giudea
Erode il Grande nacque intorno al 73 a.C. da padre idumeo, Antipatro, e da madre araba, Cipro, originaria di Petra, capitale dei Nabatei. L’Idumea, una regione compresa tra il regno di Giuda e il deserto del Negev, era stata conquistata dagli ebrei ed i suoi abitanti convertiti a forza all’ebraismo ai tempi del re asmoneo Giovanni Ircano (135-104 a.C.), circa cinquanta anni prima.
Erode ebbe tre fratelli (Giuseppe, Fasael, Ferora) e una sorella, Salomè.
Coniuge: Mariamne I (s. 38 a.C.–29 a.C.), Mariamne II (s. 23 a.C.–4 a.C.), Doris (s. ?–4 a.C.), altre.
Figli: Erode Antipa, Erode Archelao, Filippo, Erode, Antipatro, altri
Genitori: Cypros, Erode Antipatro
La strage degli innocenti è un episodio presente soltanto nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), in cui Erode il Grande, re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi. Secondo la narrazione evangelica, Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto; solo dopo la morte di Erode Giuseppe tornò indietro, stabilendosi in Galilea, a Nazaret.
Wikipedia
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Erode Antipa
Erode Antipa era figlio di Erode il Grande, re di Giudea, e della sua quarta moglie, la samaritana Maltace. Secondo i Vangeli, fece arrestare e uccidere Giovanni il Battista e incontrò Gesù durante la sua passione.
Data di nascita: 20 a.C., Giudea
Data di morte: 39 d.C.
Coniuge: Erodiade (s. ?–39 d.C.)
Genitori: Maltace, Erode il Grande
Fratelli: Erode Archelao, Filippo, Erode, Archelao
Nipote: Salomè
Wikipedia
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Erodiade
Data di nascita: 15 a.C.
Data di morte: 39 d.C.
Coniuge: Erode Filippo, Erode Antipa (s. ?–39 d.C.),
Figli: Salomè
Genitori: Berenice, Aristobulo
Fratelli: Erode Agrippa I
Dapprima fu sposa di Erode Filippo (figlio di Mariamne II, terza moglie di Erode il Grande) da cui ebbe una figlia, Salomè. Dopo il divorzio da Erode Filippo,sposò Erode Antipa, altro figlio di Erode il Grande e tetrarca di Galilea. La loro relazione scatenò gli strali del profeta Giovanni Battista. ErodeAntipa lo fece mettere in prigione, ma non osava ucciderlo, per timore di sollevazioni popolari. Secondo quanto riportato nel Vangelo di Marco, fu Erodiade che chiese alla giovane figlia Salomè di pretendere in dono da Erode la testa di Giovanni Battista dopo aver ballato per lo zio in un convito.
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Erode Filippo
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana.
 Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò
 (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata
 da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).
Fonti storiche
Viene citato da Giuseppe Flavio (18,5,1.4) col nome di “Erode”, senza alcuna specificazione, mentre nei vangeli viene citato come “Filippo” (Mt 14,3; Mc 6,17; v. anche Lc 3,19 che non riporta il nome)
Wikipedia
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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C. poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti. Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri, a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto. Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte. Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”. Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
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Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. , non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso 14 a.C, ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

Il  Sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.,era zio di Erode Filippo,

 perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo, e non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

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VEDIAMO COSA DICE IL NUOVO TESTAMENTO
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I personaggi del Nuovo Testamento vissero il I secolo d.C.
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SANTA MARIA DI NAZARETH
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù. (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l’arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.
Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.
Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..
Dopo l’ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.
Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove muore e viene assunta in cielo in anima e corpo.
Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38). La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:
« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. » (Lc 1,38)
Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi. Da Elisabetta Maria è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).
Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
Francesco Botticini, L’Assunzione della Vergine Maria
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.
Negli Atti degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14). Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).
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Nei Vangeli apocrifi
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei, che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).
Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù. Maria sarebbe rimasta nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe, che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.
Cathopedia
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GESU’ DI NAZARETH
Gesù di Nazaret (Betlemme, 7 a.C.-2 a.C.[2] – Gerusalemme, 26-36) è il fondatore e la figura centrale del Cristianesimo, religione che lo riconosce come il Cristo (Messia), atteso dalla tradizione ebraica, e Dio fatto uomo. Durante gli ultimi anni della sua vita, Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista nella provincia romana della Giudea, la regione storica della Palestina.
Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua), che significa “YHWH è salvezza” o “YHWH salva”. Secondo la tradizione cristiana, le principali fonti testuali relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici. Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l’attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi, sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.
I vangeli narrano la nascita di Gesù da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull’annuncio del Regno dei Cieli e sull’amore al prossimo e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione, morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il Figlio di Dio. Le neotestamentarie lettere di Paolo esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione. Per le principali confessioni religiose cristiane è la seconda persona della Trinità, assieme al Padre e allo Spirito Santo e “vero Dio e vero uomo”.
Dai vangeli appare come la predicazione e l’operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto territorialmente ma che ha, secondo le fonti canoniche, raggiunto vari strati della società. Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce, richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall’autorità di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte), su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Gesù ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione, facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale.
Wikipedia
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SAN GIUSEPPE DI NAZARETH
Giusèppe, santo – Sposo di Maria madre di Gesù, di cui G. era “reputato” (Luca 3, 23) padre; le poche notizie che abbiamo su di lui sono nei Vangeli (soprattutto Matteo e Luca), mentre pressoché privi di valore sono i tardi racconti dei Vangeli apocrifi che ebbero però molta influenza sulla tradizione e sull’arte. Presentato nella genealogia di Gesù come discendente di David, forse nato a Betlemme (o a Nazaret), esercitava un mestiere (di carpentiere o falegname: il gr. ha τέκτων che la Vulgata traduce faber); secondo gli Apocrifi e parte della tradizione antica (orientale, Ambrogio e, con qualche incertezza, Agostino) già vedovo prima di sposare Maria, G. avrebbe avuto dal primo matrimonio dei figli: ipotesi questa adottata per spiegare la presenza dei “fratelli di Gesù” nei Vangeli; ma già s. Girolamo avversava questa ipotesi (secondo la comune teologia cattolica quei “fratelli” sarebbero dei cugini), ritenendo G. vergine prima e dopo il matrimonio con la madre di Cristo. Nel racconto dell’Annunciazione, quando l’angelo Gabriele si presenta a Maria, essa è detta vergine sposa promessa a G. (Matt. 1, 18; Luca 1, 27), ma costui non l’aveva ancora introdotta nella sua casa (Matt. 1, 18): quindi erano uniti da vincolo di fidanzamento (che presso gli Ebrei era giuridicamente considerato già matrimonio). I Vangeli non dicono dell’età di G. (secondo alcuni apocrifi era di età avanzata) quando egli chiese la mano di Maria, mentre mettono in risalto la verginità di lei e il fatto che G. non ebbe alcuna parte nel concepimento di Gesù. Tuttavia, prima di conoscere il carattere prodigioso della maternità di Maria, G., preso da dubbio, nella sua giustizia pensò di scindere il contratto matrimoniale senza denunciare la gestante; poi, avvertito in sogno dall’Angelo del mistero del concepimento di Maria, G. visse con lei senza consumare il matrimonio (nella dottrina cattolica Maria restò vergine anche post partum). Il censimento indetto da Augusto obbligò G. a recarsi da Nazaret, sua dimora abituale, a Be tlemme, paese d’origine, giacché questa era stata la patria di David (Luca 2, 1-5); e ivi nacque Gesù. La persecuzione di Erode lo costrinse con la sua sposa e il bambino a rifugiarsi in Egitto, donde ritornò con essi, dopo la morte del re, a Nazaret: ivi restò forse fino alla fine della vita, probabilmente avvenuta prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Enciclopedia Treccani
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GIUSEPPE DI ARIMATEA
Giuseppe di Arimatea è un personaggio del Nuovo Testamento e degli apocrifi del Nuovo Testamento, coinvolto in modo particolare nella crocefissione e deposizione di Gesù; durante il medioevo sorsero alcune leggende che lo collegano alla Britannia e al mito del Santo Graal. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa luterana, dalla Chiesa ortodossa e da alcune Chiese anglicane; in Occidente la sua ricorrenza è il 31 agosto, mentre gli ortodossi lo commemorano la domenica dei “portatori di mirra” (la seconda domenica dopo pasqua) e il 31 luglio.
nel Vangelo secondo Marco, Giuseppe è presentato come membro autorevole del sinedrio, «che aspettava anche lui il regno di Dio»; ricevuta la richiesta di Giuseppe, Pilato, sorpreso che Gesù fosse già morto, chiede conferma del decesso ad un centurione, e solo dopo concede il corpo a Giuseppe; la tomba era un sepolcro scavato nella roccia, chiuso rotolandovi davanti una pietra;
nel Vangelo secondo Matteo, Giuseppe è un ricco uomo di Arimatea diventato discepolo di Gesù; solo in questo vangelo il sepolcro è detto essere la sua tomba, e si aggiunge che era nuovo;
il Vangelo secondo Luca dedica ben due versetti alla presentazione di Giuseppe; oltre a definirlo un membro del sinedrio che attendeva il regno di Dio, nota come fosse una «persona buona e giusta» e che non avesse condiviso la decisione degli altri membri del sinedrio riguardo alla condanna di Gesù; della tomba dice che non era mai stata usata;[4]
nel Vangelo secondo Giovanni si racconta che Giuseppe era discepolo di Gesù, ma che mascherava questa sua adesione alle prediche del Nazareno per non far ricadere su di sé i sospetti dei Giudei. Giuseppe e Nicodemo chiesero il corpo di Gesù a Pilato, che glielo concesse. Giuseppe si recò al patibolo con Nicodemo, che recava mirra e aloe; i due deposero il corpo dalla croce e lo avvolsero in bende e oli aromatici. Nel luogo dell’esecuzione c’era un giardino con all’interno una tomba mai usata; lì deposero Gesù, in quanto era Parascève e la tomba era vicina e utilizzabile prima dell’inizio del sabato.
Wikipedia
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SAN GIUSEPPE D’ARIMATEA
I pochi riferimenti storici si desumono dai quattro Evangelisti allorquando narrano la deposizione e la sepoltura di Gesú. Originario di Arimatea, di condizione assai agiata, era un discepolo di Gesú, ma come Nicodemo non aveva dimostrato la propria fede per paura dei Giudei, fino al periodo della Passione. Tuttavia durante il processo di Gesú, partecipando alle sedute del sinedrio, per il senso di giustizia che l’animava e per l’aspettativa del regno di Dio, aveva osato dissentire dai suoi colleghi non approvando le risoluzioni e gli atti di quell’assemblea. Anzi maggior coraggio dimostrò dopo la morte del Maestro, quando arditamente, come si esprime Marco, si presentò a Pilato per ottenere la sua salma e darle degna sepoltura, impedendo così che fosse gettata in una fossa comune, con quella dei due ladroni. Nel pietoso intento, Giuseppe trovò collaborazione, oltre che nelle pie donne, anche in Nicodemo, accorso portando con sé aromi (mirra ed aloè). Giuseppe, secondo quando detto in Mt. 27,59, aveva comprato una bianca sindone. I due coraggiosi discepoli, preso il corpo di Gesú, lo avvolsero in bende profumate e lo deposero nel sepolcro nuovo, scavato nella roccia, che Giuseppe si era fatto costruire nelle vicinanze del Calvario. Era il tramonto quando Giuseppe “rotolata una grande pietra alla porta del sepolcro andò via”.
La storia ha qui termine, ma il personaggio non fu trascurato dalla leggenda ed in primo luogo dagli anonimi autori degli apocrifi. Nello pseudo-Vangelo di Pietro (sec. II) la narrazione non si distacca da quella del Vangelo; l’unica differenza sta nel fatto che Giuseppe chiese a Pilato il corpo di Cristo ancora prima della Crocifissione. Ricchi di nuovi fantastici racconti sono inveci gli Atti di Pilato o Vangelo di Nicodemo (sec. V), in cui si narra che i Giudei rimproverarono a Nicodemo e a Giuseppe il loro comportamento in favore di Gesú e che proprio per questo, Giuseppe venne imprigionato, ma, miracolosamente liberato, fu ritrovato poi ad Arimatea. Riportato a Gerusalemme narrò la prodigiosa liberazione. Ancora piú singolare è una narrazione denominata Vindicia Salvatoris (sec. IV?), che ebbe poi larghissima diffusione in Inghilterra ed Aquitania. Anzi, a questo opuscoletto si è voluto dare un intento polemico contro Roma, giacchè il Vangelo sarebbe stato diffuso in quelle zone non da missionari romani, ma da discepoli di Gesú. Il racconto si dilunga nel descrivere l’impresa di Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, che partì da Bordeaux con un grande esercito per recarsi in Palestina a vendicare la morte di Gesú, voluta ingiustamente dai Giudei. Occupata la città, trovò Giuseppe in una torre dove era stato rinchiuso dai Giudei perché morisse di fame e di stenti; egli era invece sopravvissuto per nutrimento celeste. Già Gregorio di Tours faceva menzione di questa prigionia di Giuseppe. Altre leggende di origine orientale riferiscono che Giuseppe fu il fondatore della Chiesa di Lydda, la cui cattedrale fu consacrata da s Pietro.
Ma nell’ambiente francese ed inglese dei secc. XI-XIII la leggenda si colorì di nuovi particolari inserendosi e confondendosi nel ciclo del Santo Graal e del re Artù. Secondo una di queste narrazioni Giuseppe, prima di seppellire Gesú, ne lavò accuratamente il corpo tutto cosparso di sangue, preoccupandosi di conservare quest’acqua e sangue in un vaso, il cui contenuto fu poi diviso fra Giuseppe e Nicodemo. Il prezioso recipiente si tramandò da Giuseppe ai suoi figli e cosí per varie generazioni fino a quando venne in possesso del patriarca di Gerusalemme. Questi nel 1257, temendo cadesse in mano degli infedeli, su consiglio dei suffraganei, lo consegnò ad Enrico III d’Inghilterra, perchè lo tutelasse.
Altre leggende, pur collegandosi alla precedente, riferiscono che Giuseppe, con il prezioso reliquiario, peregrinò accompagnato da vari cavalieri per evangelizzare la Francia (alcuni racconti dicono che sarebbe sbarcato a Marsiglia con Lazzaro e le sue sorelle Marta e Maria), la Spagna (dove sarebbe andato con s. Giacomo, che lo avrebbe creato vescovo!), il Portogallo ed infine l’Inghilterra. Quivi il vaso (il Santo Graal) andò smarrito e solo un cavaliere senza macchia e senza paura l’avrebbe ritrovato. Questa leggenda del Santo Graal fa parte del ciclo di Lancillotto e specialmente della ‘Estoire du Graal’, che non è altro che una versione in prosa del poema di Roberto di Boron.
Forse questa diffusione della leggenda in Francia si collega anche alla narrazione riguardante le ossa di Giuseppe. Un racconto del sec. IX riferisce che il patriarca Fortunato di Gerusalemme per non essere catturato dai pagani, fuggí in Occidente al tempo di Carlo Magno portando con sé le ossa di Giuseppe d’Arimatea; nel suo peregrinare si fermò per ultimo nel monastero di Moyenmoutier, di cui divenne abate. Le reliquie del santo furono poi trafugate dai canonici.
Il culto più antico sembra però stabilito in Oriente. In alcuni calendari georgiani del sec. X la festa è menzionata il 30, 31 agosto o anche la terza domenica dopo Pasqua. Per i Greci invece la commemorazione era il 31 luglio. In Occidente fu particolarmente venerato a Glastonbury in Inghilterra, ove, secondo una tradizione, avrebbe fondato il primo oratorio. Nel Martirologio Romano fu inserito al 17 marzo dal Baronio. Al compilatore degli Annali l’inserimento fu suggerito dalla venerazione che i canonici della basilica vaticana davano ad un braccio del santo, proprio il 17 marzo. Al tempo del Baronio la più antica documentazione della reliquia era uno scritto del 1454. Tuttavia nessun martirologio occidentale prima di tale data faceva menzione di culto a s. Giuseppe d’Arimatea.

Gian Domenico Gordini. Enciclopedia dei Santi

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I FRATELLI DI BETANIA LAZZARO MARTA E MARIA

Nel Nuovo Testamento sono citati;
• In Lc 10,38-42, le due sorelle accolgono Gesù in casa, ma mentre Marta si occupa delle faccende domestiche, Maria si siede ad ascoltare la parola di Gesù. Marta se ne lamenta con Gesù, ma questi le risponde: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».
•In Gv 11,1-46, le due sorelle mandano a chiamare Gesù perché venga a guarire Lazzaro che si è ammalato, ma Gesù si attarda e quando giunge Lazzaro è già morto. Gesù dialoga con Marta e ottiene da lei una professione di fede: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo». Quindi si reca al sepolcro e risuscita Lazzaro.
• In Gv 12,1-9, Lazzaro e le sue sorelle ospitano Gesù a cena; Marta serve a tavola. Durante la cena Maria cosparge i piedi di Gesù con un unguento molto prezioso e li asciuga con i propri capelli. Il fatto è riportato anche nel Vangelo secondo Matteo (26,6-13) e nel Vangelo secondo Marco (14,3-9), che però non nominano le due sorelle e situano la cena in casa di Simone il lebbroso.

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TRADIZIONE ORIENTALE

Nella tradizione della Chiesa ortodossa, anche se non espressamente menzionate come tali nei Vangeli, Maria e Marta erano tra le “Donne Mirrofore” (che portavano la mirra). Queste donne, fedeli seguaci di Gesù, lo accompagnarono sul Golgota e assistettero alla sua Crocifissione. Dopo la notte che seguì il sabato, seguendo la tradizione ebraica, andarono al Sepolcro di Cristo portando con sé la mirra (pregiatissimo unguento aromatico), per ungere il corpo del Signore. Le Mirrofore divennero le prime testimoni della Risurrezione di Gesù, trovando la tomba vuota e ricevendo da un angelo la gioiosa notizia. La tradizione ortodossa riferisce anche che il fratello di Marta, Lazzaro, dovette allontanarsi da Gerusalemme, durante la persecuzione della Chiesa di Gerusalemme dopo il martirio di Santo Stefano. Le sue sorelle Marta e Maria fuggirono con lui, e lo aiutarono nella proclamazione del Vangelo nei diversi luoghi dove sostarono. I tre poi giunsero a Cipro, dove Lazzaro divenne il primo Vescovo di Kition. Tutti e tre sono morti a Cipro. Lazzaro durò nell’episcopato per circa un trentennio. Già dal IV secolo si diffuse questa versione, forse per suffragare le pretese di autocefalia della Chiesa di Kition]], l’odierna Larnaca. Tuttavia, a supporto di questa versione, nell’anno 890 fu ritrovata una lapide con l’iscrizione “Lazzaro, l’amico di Cristo”. Successivamente le reliquie furono traslate a Costantinopoli e quindi in Francia dai Crociati. Nel 1972 sotto l’altare della chiesa di Larnaca fu rinvenuta un’arca di marmo contenente resti umani, che si ritengono quelli di Lazzaro. Secondo quest’ipotesi, il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli fu soltanto parziale.

TRADIZIONE OCCIDENTALE

Invece secondo la tradizione occidentale, Lazzaro, la tre Marie e Marta, dopo essere passati da Cipro, approdarono nel 48 d.C. in Provenza, alla foce del Rodano, nel luogo dove poi sorse la cittadina chiamata Saintes-Maries-de-la-Mer, e qui portarono il credo cristiano. Lazzaro sarebbe diventato il primo Vescovo di Marsiglia, subendo poi il martirio durante la persecuzione di Diocleziano, sul luogo del suo martirio fu costruita la prigione di San Lazzaro.

Cathopedia

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SANTA MARIA DI MAGDALA

Maria Maddalena è stata, secondo il Nuovo Testamento, una importante seguace di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua festa il 22 luglio.
La sua figura viene descritta sia nel Nuovo Testamento che nei Vangeli apocrifi. Il soprannome Maddalena pare che derivi da Magdala – una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche di Genezaret.
Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso alcuni versetti, facendoci constatare quanto ella fosse una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell’avvenuta resurrezione.
Maria Maddalena è menzionata nel Vangelo secondo Luca (8:2-3) come una delle donne che «assistevano Gesù con i loro beni». Secondo tale vangelo, esse erano spinte dalla gratitudine: proprio da Maria Maddalena «erano usciti sette demòni». Costoro finanziavano personalmente la missione itinerante del Maestro.
Secondo la tradizione, era una della tre Marie che accompagnarono Gesù anche nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme (Matteo 27:55; Marco 15:40-41; Luca 23:55-56), dove furono testimoni della crocifissione. Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba ad opera di Giuseppe di Arimatea.[3]
« Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria Maddalena. » (Giovanni 19,25)
Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salomè e Maria la madre di Giacomo il Minore (Matteo 28:1 e Marco 16:1-2, oltre che nell’apocrifo Vangelo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere la salma. Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una “visione di angeli” che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28:5).
« Nel giorno dopo il sabato, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro… Maria Maddalena andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. » (Giovanni 20,1;20,18) .
Nella Chiesa antica[modifica
Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua, chiamata “delle mirofore”. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo. Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva Maria Maddalena, l’unica che è sempre citata in tutti e quattro i vangeli canonici. Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti; si sposta poi a Costantinopoli, dove all’epoca di Leone il Filosofo (nell’886) sarebbe stato trasferito il corpo, e si diffonde poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo.
Wikipedia
Nei Vangeli Apocrifi sono scritte le stesse cose dei Vangeli Canonici, ma molto romanzati. Nei Vangeli gnostici Maria Maddalena è un Apostolo, importante e anche di più degli altri Apostoli.
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MARIAMNE II FAMILY

Mariamne II Boethus

Birthdate: circa -45
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Daughter of Simon ben Boethus, High Priest
Ex-wife of Herod “The Great”, King of Judea
Mother of Herod Philip “Herod II’ of Judaea
Sister of Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Simon ben Boethus, High Priest

Birthdate: circa -64
Death: Died -5
Son of Boethus of Alexandria
Father of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Boethus of Alexandria

Birthdate: estimated between 129BCE and 69BCE
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Father of Simon ben Boethus, High Priest

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Martha daughter of Boethus

Birthdate: circa 14
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Daughter of Simon ben Boethus, High Priest
Wife of NN 1st husband of Martha ‘daughter of Boethus’ and Joshua ‘Jesus’ ben Gamla / Gamaliel, High Priest of Iudaea
Mother of NN son of 1st husband of Martha ‘daughter of Boethus’, Priest
Sister of Mariamne II Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Simon Cantharus (Boethus), Sadducee High Priest

Birthdate: before 3
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Son of Simon ben Boethus, High Priest
Father of Elioneus Cantharus, Sadducee High Priest
Brother of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Joazer Boethus, Sadducee High Priest

Birthdate: circa 34
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Son of Simon ben Boethus, High Priest
Brother of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

Birthdate: estimated between 35BCE and 25
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Son of Simon ben Boethus, High Priest
Brother of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest and Joazer Boethus, Sadducee High Priest

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Herod King of Judaea

Hebrew: הורדוס King of Judaea, Greek: Ἡρῴδης King of Judaea, Dutch: Herod (הוֹרְדוֹס) the Great, Client King of Judah
Also Known As: “Herodes (Ἡρῴδης; Hērṓidēs)”
Birthdate: -73
Birthplace: Edom, Dead Sea Valley, (now Jordan)
Death: Died March 1, -4 in Jericho, Judea
Place of Burial: Herodium, Judea
Immediate Family: Son of Antipater II ‘the Idumaean’, Procurator of Judaea and Cypros – Kypros – Kufra of Nabatea- Arabia
Husband of Mariamne I, princess of Judaea; Malthace of Samaria; Cleopatra of Jerusalem; Pallas; Phaedra and 1 other; and Elpis « less
Ex-husband of Doris of Judaea and Mariamne II Boethus
Father of Antipater III of Judea; Alexander, Prince of Judaea; Salampsio Princess of Judaea; Aristóbulus IV, Prince of Judaea; Cypros , Princess of Judaea and 10 others; NN son of Herod the Great & Mariamne I; Herod Philip “Herod II’ of Judaea; Olympias Daughter of Herod ‘the Great’; Herod Archelaus, Ethnarch of Samaria Judaea and Edom; Herod Antipas,Tetrarch of Galilee and Perea; Philip, Tetrarch of Judaea; Herod of Judaea; Phasael ‘by Herod’ of Judaea; Roxane of Judaea and Salome of Judaea « less
Brother of Phasael I of Judea; Josephus brother of Herod the Great; Pheroras Tetrarch of Perea and Salome I of Judaea
Occupation: King of Judea, King Of Judea, Roy de Judée

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Herod Philip “Herod II’ of Judaea (Boethus)

Birthdate: circa -27
Death: Died 33
Immediate Family: Son of Herod “The Great”, King of Judea and Mariamne II Boethus
Ex-husband of Herodias of Judaea
Father of Salome of Judaea
Half brother of Antipater III of Judea; Alexander, Prince of Judaea; Salampsio Princess of Judaea; Aristóbulus IV, Prince of Judaea; Cypros , Princess of Judaea and 9 others; NN son of Herod the Great & Mariamne I; Olympias Daughter of Herod ‘the Great’; Herod Archelaus, Ethnarch of Samaria Judaea and Edom; Herod Antipas,Tetrarch of Galilee and Perea; Philip, Tetrarch of Judaea; Herod of Judaea; Phasael ‘by Herod’ of Judaea; Roxane of Judaea and Salome of Judaea « less

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Herodias of Judaea

Birthdate: circa -15
Death: Died 40
Immediate Family: Daughter of Aristóbulus IV, Prince of Judaea and Berenice, Princess of Judaea
Wife of Herod Antipas,Tetrarch of Galilee and Perea
Ex-wife of Herod Philip “Herod II’ of Judaea
Mother of Salome of Judaea
Sister of Herod Agrippa I; Herod III Pollio, King of Chalcis; Mariamne III of Judaea and Aristobulus Minor V of Judaea

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Salome of Judaea (daughter of Herodias)

Greek: Σαλωμη of Judaea (daughter of Herodias)
Birthdate: estimated between 10BCE and 32
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Daughter of Herod Philip “Herod II’ of Judaea and Herodias of Judaea
Wife of Aristobulos of Chalcis and Philip, Tetrarch of Judaea
Mother of Herod of Chalcis; Agrippa of Chalcis and Aristobulos of Chalcis

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Joshua ‘Jesus’ ben Gamla / Gamaliel, High Priest of Iudaea

Also Known As: “Jesus ben Gamala”, “Yehoshua ben Gamla”
Birthdate: circa 34
Death: Died 68 in Jerusalem, Israel
Cause of death: killed with Ananius by Zealots taking retribution for Ananius’ stoning of James the Just
Immediate Family: Son of NN father of Joshua ‘Jesus’ Gamla / Gamaliel
Husband of Martha daughter of Boethus

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http://www.geni.com/people/Mariamne-II/6000000015496325268

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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.c, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.c esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.c ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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 Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia

ALESSANDRO DE ANGELIS SCAMBIA GESU’ CON ALTRI PERSONAGGI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:46 am

ALESSANDRO DE ANGELIS SCAMBIA GESU’ CON ALTRI PERSONAGGI

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ALESSANDRO DE ANGELIS SCAMBIA GESU’ CON ALTRI PERSONAGGI CHE CON GESU’ NON HANNO NESSUN LEGAME MANIPOLANDO ASSURDAMENTE LA STORIA E I VANGELI CON GRANDE ODIO VERSO GESU’ E CERCANDO IN TUTTI I MODI DI DISTRUGGERE IL VERO GESU’ FIGLIO DI DIO E NOSTRO SALVATORE.
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Vediamo che nei primi libri Gesù sarebbe Giovanni Battista che sarebbe Giovanni Gamala, e il cristianesimo sarebbe stato inventato sui miti pagani.
Negli ultimi libri Gesù sarebbe Erode Filippo il figlio di Erode il Grande e Mariamne II, e poi sarebbe il Sommo sacerdote Gesù Gamalliel,
mentre Giovanni Battista non è piu’ identificato con Gesù, ma rimane Giovanni di Gamala personaggio inesistente.
 
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ECCO COSA DICHIARA DE ANGELIS NEI  SUOI ULTIMI LIBRI
 

Gesù, il figlio segreto del re Erode il Grande-Libro Giugno 2015

http://www.alteraveritas.it/?p=8890

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sangue-reale-libro.php

Le sue scoperte rivoluzionarie lo hanno portato a un risultato sconcertante: Gesù sarebbe il figlio di re Erode il Grande.

È stato spesso enfatizzato dalla religione cristiana che il regno di Gesù non fosse di questo mondo. La ricerca storica, tuttavia, sembra recentemente indirizzata verso una opinione differente: Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono della Giudea, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

Intrighi, cospirazioni e congiure di palazzo ostacolarono il cammino del futuro re, costretto a fuggire con sua madre Maria in Egitto, episodio che fu all’origine della leggendaria “strage degli innocenti”.

Governatori, re e tetrarchi coinvolti in un sanguinario gioco di potere per il controllo della terra palestinese; un re che tentò, fino alla morte, di conquistare il trono che gli spettava di diritto.

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L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro    Dicembre 2015

           La discendenza reale del sangue di Cristo

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-ultimo-faraone-erode-gesu-libro.php

Il quadro che emerge è un Cristianesimo che trae molti dei suoi aspetti caratteristici dall’antico Egitto, primo fra tutti la similarità tra il culto mariano e quello della dea Iside,

legato alla celebrazione delle cosiddette “madonne nere”.

L’anello di congiunzione tra i due culti risulterebbero essere, secondo gli studi dell’autore, la ‘Vergine Maria, figlia della regina Cleopatra VII d’Egitto, e Giuseppe,

 nipote di Marco Antonio e della stessa Cleopatra.

L’autore prosegue spiegando i processi che furono alla base della nascita del Cristianesimo, avvenuta soprattutto grazie a Simone Pietro e Saulo Paolo,

 implicati nella congiura dei Pisoni e nell’incendio che colpì l’Urbe nel 64 d.C contro la reggenza di Nerone.

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RIASSUMIAMO COSA DICE DE ANGELIS  DI GESU’ IN QUESTI ULTIMI SUOI LIBRI

Gesù sarebbe il figlio di re Erode il Grande.

Il re senza corona: Gesù, il figlio segreto di Erode il Grande.

Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono della Giudea, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

Il primo profeta dell’Islam è stato Gesù, non Maometto, Gesù figlio del re arabo Erode il Grande.

 Gesù marito di Erodiade e di sua zia Marta con Lazzaro, Simeone e Salome figli, ucciso dagli arabo-idumei nel 65 trasformato nel cristo re redentore.

Saul e Simeone, nipote e figlio di Gesù, pluriomidici che incendiarono Roma sotto Nerone con la collaborazione di Seneca, Rufo ed altri altolocati romani e colpevoli della morte di migliaia di uomini, donne e bambini, trasformati in san Paolo e san Pietro.

Pietro e san Paolo erano figlio e nipote di Gesu, uccisi da Nerone per aver cospirato contro di lui incendiando Roma per destabilizzarlo politicamente, insieme a senatori e politici romani.

Fin qui abbiamo i seguenti figli di Gesù; Lazzaro, Simeone, Salome,( Pietro, il nipote Paolo, sono Simone e Saul).

Paolo di Tarso era il nipote di Gesù ed Erodiade sorella di suo padre.

Paolo era un brigante Erodiano di sangue reale che dopo aver ucciso e rubato agli ebrei decise di costruire su suo zio Gesù, il Cristo re redentore, in perfetta concordanza con la nobiltà romana con cui era imparentato grazie a sua madre Berenice di Cilicia.

Maria terza moglie di Erode il Grande che ebbe con lui Filippo e Gesù e Giacomo detto il Giusto con suo cugino Giuseppe.

Maria nel cerco di avvelenare il re  Erode il Grande, che scoprì tutto  e la costrinse a fuggire in Egitto.

Gesù ebbe due mogli: Erodiade con cui ebbe tre figli Salomè, Lazzaro e Simeone di Gerusalemme e con Marta sorella di sua madre Maria che sposò in tarda età.

 Gesù si salvò nel processo con Pilato e  morì nel 65 d.C. a Gerusalemme ucciso dai suoi connazionali arabo-idumei.

Gesù era ateo e non credeva nella resurrezione dell’anima e il suo lunghissimo discorso ai suoi connazionali prima di essere ucciso.

Lazzaro, Giuda l’Iscariota e Giuda Taddeo, ovvero i figli di Gesù, Simone e Giacomo.

Quindi Gesù ha altri figli, Giuda Iscariota, Giuda Taddeo, Giacomo.

Simone, Lazzaro e Salomè: i 3 figli di Gesù ed Erodiade

Gesù e Giovanni Battista, un complotto comune contro Antipa?

Gesù: prima muore poi compie l’ultima cena.

Giovanni Battista di Gamala e gli apostoli, inseriti tra i  fratelli di Gesù e replicati per portarne il numero a dodici, erano dei rivoluzionari figli di Giuda il Galileo. 

Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono di Israele, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

 Erode cercava il figlio Gesù perché era destinato a diventare il re d’Israele, e non per ucciderlo.

Gesù, saputo del viaggio di Antipa, avvisato da Giovanna, moglie di Cuza, amministratore delle ricchezze di Antipa, si accorda con Giovanni Battista, figlio di Giuda di Gamala, per attaccare Antipa.

Giovanni inizia a criticare Antipa per aver violato le leggi ebraiche, che non gli consentivano di sposare la moglie di suo fratello ancora vivente, e insieme a Gesù tentano una rivolta

 insieme al tetrarca.

Nel frattempo il suocero di Antipa, sapendo che stava ripudiando sua figlia, lo attacca con il suo esercito e, mentre impervia lo scontro, Giovanni e Gesù attaccano Antipa, che chiederà soccorso a Pilato.

Pilato li catturerà; mozzerà la testa a Giovanni, ma salverà Gesù, facendosi corrompere dal denaro offertigli dalla ricchissima Marta e da Giuseppe, suo cugino e padre putativo.

Nel processo Pilato accusa Gesù di essersi voluto dichiarare “re dei Giudei”, lo appende al palo, o stauros, e dopo poche ore, quando Giuseppe gli chiede il corpo di Gesù, acconsente affinché lo portino via.

Questo darà il via alle sue numerose apparizioni, che serviranno per la costruzione del mito della resurrezione di Gesù, che ritroviamo nel 64 d.C. come sommo sacerdote e marito di Marta, sua zia, nonché sorella di Maria.

Gesù è coinvolto  nella diatriba con Anano, che voleva uccidere il fratello di Gesù, Giacomo il Giusto, figlio di Maria e di Giuseppe. Gesù riuscirà a salvarlo, per essere poi ucciso nel 65 d.C.

Gesù insieme ad Anano per aver cercato di placare l’inizio della rivolta a Gerusalemme, che iniziò grazie alle angherie di Gessio Floro.

Mariamne II Boeto terza moglie del re Erode il Grande madre di Gesù.

Martha Boethos, sorella di Maria che diventerà sposa di Gesù quando rimase vedova.

A Gesù fu dato l’epiteto di “Gamala” in quanto si alleò con i rivoluzionari figli di Giuda di Gamala, quando attaccò il fratellastro Antipa che cercò di spodestarlo dalla successione della tetrarchia del fratello Filippo morto a cui doveva succedere, accordandosi con la moglie di Gesù, Erodiade, per unirsi in matrimonio con lei.

Tutti i figli di Erode il Grande hanno un nome tranne questo “Erode” in quanto era Gesù, successore al trono d’Israele in caso di morte di Antipatro che venne ucciso nel 4 a.C., processato dal governatore Varo insieme ad Erode il Grande.

Dopo essere fuggita in Egitto con Giuseppe e dopo aver avuto il tetrarca Filippo ed Erode Gesù con Erode il Grande, Maria ebbe un altro figlio con Giuseppe: Giacomo detto il Giusto.

La vera morte di Gesù raccontata da G. Flavio nel 68 d.C.:

Così parlò Gesù, ma la massa degli Idumei non gli dette ascolto, anzi era infuriata di non poter entrare immediatamente, mentre i capi fremevano all’idea di deporre le armi: a farlo per ingiunzione di altri pareva loro come di esser caduti prigionieri.[…]Durante la notte scoppiò un violento temporale con venti impetuosi, piogge torrenziali, un terrificante susseguirsi di fulmini e tuoni e spaventosi boati di terremoto. […]A lui si affiancava degnamente Gesù, inferiore rispetto ad Anano, ma superiore agli altri. Debbo ritenere che dio, avendo condannato alla distruzione la città contaminata e volendo purificare col fuoco i luoghi santi, eliminò coloro che vi erano attaccati con tanto amore. E quelli che poco prima, avvolti nei sacri paramenti, avevano presieduto a cerimonie di culto di portata universale ed erano stati oggetto di venerazione da gente venuta nella città da ogni paese, era dato ora di vederli gettati ignudi in pasto ai cani e alle fiere. Su uomini siffatti io credo che la stessa virtù abbia lacrimato, lamentando di esser stata così calpestata dalla malvagità: tale fu la fine di Anano e di Gesù.

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In questa parte Gesù è stato scambiato con Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome.

Erode Filippo nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.

Gesù sarebbe anche il sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.  Gesù Gamaliel era zio di Erode Filippo, perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo.

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VEDIAMO COSA DICE LA STORIA

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ERODE FILIPPO I
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana. Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).
 
Alla sua nascita, Erode aveva ben due fratellastri che lo precedevano nella linea di successione, i fratelli Alessandro e Aristobulo, figli della seconda moglie di Erode il Grande, l’asmonea Mariamne I, che però, nel 7 a.C., quest’ultimo fece mettere a morte per aver complottato contro di lui.
La figlia di Aristobulo, Erodiade, era all’epoca minore, oltre che orfana, e il nonno la diede in moglie al proprio figlio Erode, che era suo zio. In questo modo Erode si legò alla dinastia asmonea, acquisendo diritti alla successione.[3] Tale matrimonio, però, mise in contrasto Erode il Grande col figlio primogenito, Antipatro (figlio della prima moglie di Erode), e dunque il sovrano decise di ricollocare Erode secondo nella linea di successione, proprio dopo Antipatro.
Nel 4 a.C. Antipatro fu accusato di complotto contro il padre e condannato a morte; però, poiché Mariamne (II) era venuta a conoscenza di tale complotto ma non ne aveva avvisato il marito, Erode il Grande la allontanò da corte e rimosse dalla linea di successione loro figlio Erode, che si trasferì a Roma con la moglie Erodiade.[4] Quindi, quando Erode il Grande morì, quello stesso anno, suo figlio Erode non fu tra i suoi eredi, e il suo regno fu spartito tra i restanti figli.
3) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.5.4.
4) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.116-119
Cathopedia

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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C. poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti. Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri, a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto. Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte. Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”. Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
Wikipedia

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Giuseppe Flavio, in Antichità Giudaica testimonia su Giovanni Battista e Gesù.
Giovanni Battista: (cap. 18,116-119);
Ad alcuni dei Giudei sembrò che l’esercito di Erode fosse stato annientato da Dio, il quale giustamente aveva vendicato l’uccisione di Giovanni soprannominato il Battista. Erode infatti mise a morte quel buon uomo che spingeva i Giudei che praticavano la virtù e osservavano la giustizia fra di loro e la pietà verso Dio a venire insieme al battesimo; così infatti sembrava a lui accettabile il battesimo, non già per il perdono di certi peccati commessi, ma per la purificazione del corpo, in quanto certamente l’anima è già purificata in anticipo per mezzo della giustizia. Ma quando si aggiunsero altre persone – infatti provarono il massimo piacere nell’ascoltare i suoi sermoni – temendo Erode la sua grandissima capacità di persuadere la gente, che non portasse a qualche sedizione – parevano infatti pronti a fare qualsiasi cosa dietro sua esortazione – ritenne molto meglio, prima che ne sorgesse qualche novità, sbarazzarsene prendendo l’iniziativa per primo, piuttosto che pentirsi dopo, messo alle strette in seguito ad un subbuglio. Ed egli per questo sospetto di Erode fu mandato in catene alla già citata fortezza di Macheronte, e colà fu ucciso”. (Ant. XVIII, 116-119).
Gesù: (cap. 18,63ss)
«Verso questo tempo visse Gesù, uomo saggio, ammesso che lo si possa chiamare uomo. Egli infatti compiva opere straordinarie, ammaestrava gli uomini che con piacere accolgono la verità, e convinse molti Giudei e Greci. Egli era il Cristo. E dopo che Pilato, dietro accusa dei maggiori responsabili del nostro popolo lo condannò alla croce, non vennero meno coloro che fin dall’inizio lo amarono. E ancor fino al giorno d’oggi continua a esistere la tribù dei cristiani che da lui prende il nome.»
Giacomo fratello di Gesù:(cap. 20, 199-203).
«Il più giovane Anano tuttavia, del quale ho menzionato più sopra la nomina a sommo sacerdote… apparteneva alla setta dei sadducei, i quali, come già s’è notato in antecedenza, nel giudizio erano più duri e spietati di tutti gli altri Giudei. Per gratificare questa sua durezza di cuore, Anano ritenne di aver trovato già ora, che Festo era morto e Albino non era ancora arrivato (si tratta di due procuratori romani: Porcio Festo governò dal 60 al 62 d.C. e Luccio Albino dal 62 al 64 d.C.), un’occasione propizia. Convocò perciò il sinedrio per il procedimento giudiziario e gli pose dinanzi il fratello di Gesù, che è detto il Cristo, di nome Giacomo, nonché alcuni altri, che egli accusò di trasgressione della legge, e li fece lapidare. Ciò però amareggiò anche i più zelanti osservanti della legge, i quali perciò inviarono in segreto ambasciatori al re (Agrippa II,) con la richiesta di invitare Anano – per iscritto – a non permettersi mai più, in futuro, di combinare azioni simili… Alcuni di loro andarono persino incontro ad Albino che era in cammino da Alessandria e lo informarono che Anano non aveva alcun diritto di convocare il sinedrio per procedimenti giudiziari, senza la sua approvazione… Agrippa peraltro, in seguito a ciò, già tre mesi dopo che aveva assunto la carica lo depose… »
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Testimonianze storiche su Gesù;
Plinio
Due decenni dopo, verso il 112 d.C., il governatore Plinio il Giovane scrive una lettera all’imperatore Traiano. In essa non si parla di Gesù, ma si accenna ai cristiani i quali, in Bitinia (Turchia), regione posta sotto il suo comando, erano “abituati a radunarsi prima del levare del sole, per cantare un carme a Cristo come a un Dio” (Epist., X, 96).
Plinio chiede lumi all’imperatore riguardo l’atteggiamento da tenere nei confronti dei cristiani. Sa che, in base alla legge, vanno con­dannati con l’accusa di empietà, perché rifiutano di credere nella reli­gione ufficiale dell’impero e mancano di rispetto verso l’imperatore. Denuncia, inoltre, che i Cristiani sono in gran numero nelle città e nelle campagne, ma reputa innocue le loro riunioni e sa che con giuramento si obbligano a non commettere furti, a non commettere adulterio, a resti­tuire i prestiti e a non tradire la Fede.
La lettera di Plinio all’imperatore Traiano “è la più antica testi­monianza pagana sulle assemblee liturgiche dei Cristiani primitivi e sul­l’Eucaristia” (MARTA SORDI, I cristiani e l’impero romano, Jaka Book, Milano 1984, p. 67).
La risposta di Traiano non si fa attendere. Noi la conosciamo ed abbiamo così fra le mani il “più antico documento ufficiale sui rapporti fra il Cristianesimo e lo stato romano” (MARTA SORDI, op cit., p 67). L’imperatore dispone che i Cristiani non devono essere ricercati, ma pos­sono essere perseguitati solo se denunciati da qualcuno purché non ano­nimo, salvo che, sacrificando agli dei dell’impero, non rinneghino la loro Fede.
La lettera di Plinio ci impone qualche riflessione. Nei primi anni del II secolo vi erano Cristiani che si radunavano per rendere gloria a Cristo come a Dio. Se anche l’esistenza di Gesù fosse stata solo una invenzione mitologica, ebbene questa doveva risalire almeno al I secolo, quindi in epoca molto vicina alla vita del Nazareno, quando potevano insorgere molti testimoni in grado di smascherare il pericoloso inganno.
Invece di questi non abbiamo notizia e anche Plinio non fa alcun cenno di presunte invenzioni. Al contrario dà per scontato ciò che ai suoi tempi era pacificamente accettato: un certo Gesù era effettiva­mente esistito qualche decennio prima.
Qui dobbiamo registrare un secondo punto a favore della documentata storicità dell’esistenza di Cristo, mentre il cartellino su cui marcare le testimonianze a sfavore segna ancora zero.
Tacito
Cinque anni dopo i fatti sopra ricordati, nel 117, lo storico Tacito scrive nei suoi Annali che Nerone, per evitare sospetti che potevano colpirlo a causa dell’incendio di Roma avvenuto nel 64 d.C., “ne presentò come rei e colpì con supplizi raffinatissimi coloro che il volgo, odiandoli per i loro delitti, chiamava Cristiani. L’autore di questa deno­minazione, Cristo, sotto l’impero di Tiberio (imperatore dal 14 al 37 d.C.,), era stato condannato al supplizio dal Procuratore Ponzio Pilato; ma, repressa per il momento, l’esiziale superstizione erompeva di nuovo, non solo per la Giudea, origine di quel male, ma anche per l’ Urbe, ove da ogni parte confluiscono tutte le cose atroci e vergognose” (Annales, XV 44).
Come è facile notare, Tacito aveva nei confronti dei Cristiani e della loro religione una pessima opinione ed un atteggiamento marcatamente ostile. Ma questo non è sufficiente per spingerlo ad accusare i Cri­stiani di essersi inventati l’esistenza di Cristo. Eppure, niente al pari di questa accusa, se provata, sarebbe valso a screditare defintivamente quella “esiziale superstizione”.
Ma Tacito ci fornisce anche un dato molto interessante. Stando a lui, che è uno storico, nel 64 a Roma vi era gente che si professava cristiana, dunque seguace di quel Cristo che era morto poco più di 30 anni prima. Nulla ci vieta di pensare che qualcuno della comunità romana, prima di trasferirsi dalla Palestina all’Urbe, abbia conosciuto personalmente Gesù. È questo, tra gli altri, il caso di Simon Pietro. Ma a noi interessa sottolineare che se l’esistenza di Cristo fosse stata inventata, qualcuno a Roma l’avrebbe certamente contestata e a Tacito, di questa falsificazione, ne sarebbe giunta l’eco. Invece, significativamente, non ci dà alcuna notizia di simili contestazioni.
Segnamo un terzo punto a favore della esistenza storica di Gesù, ma la nostra ricerca non è ancora giunta al termine.
Svetonio
Lo storico Svetonio, verso l’anno 120, ci lascia una indica­zione precisa sui Cristiani i quali, a suo dire, e come aveva rilevato Tacito, sotto Nerone furono “sottoposti a supplizi (…), razza di uomini d’una superstizione nuova e malefica” (Nero, 16).
Il giudizio di Svetonio sui Cristiani è fortemente negativo ed espresso con tinte di spregevole disprezzo. Egli avrebbe avuto buon gioco a svergognare la loro “superstizione nuova e malefica” se appena avesse saputo che era fondata su un personaggio mitologico, mai esistito. Invece, anche in questo caso, non troviamo accuse di questo genere.
Non solo. Egli ci informa che durante l’impero di Claudio (imperatore dal 41 al 54), predecessore di Nerone, furono “espulsi da Roma i Giudei i quali, ad impulso di Cresto, facevano frequenti tumulti” (Claudius, 25). Con tutta probabilità, l’espulsione citata da Svetonio avvenne tra il 49 e il 50 d.C. Tutti gli studiosi concordano nel ritenere che quel “Cresto” altri non sia che il Cristo e Svetonio, conoscendo troppo poco i Cristiani, lo crede presente a Roma.
A noi, però, interessa un dato: meno di 20 anni dopo la morte di Cristo, a Roma vi è già una comunità di suoi seguaci. È certamente passato troppo poco tempo per inventare l’esistenza di un Messia senza rischiare di essere scoperti e denunciati.
Segnamo un ulteriore punto, il quarto, a favore dell’esistenza storica di Gesù. Nessuna delle testimonianze storiche, non uno dei docu­menti che ci sono pervenuti, provenienti da ambienti non cristiani dei primissimi decenni dopo la morte di Cristo, contesta l’esistenza di Gesù.
Qualche decennio fa è stato scoperto un altro documento. È una lettera che uno storico siriaco, di nome Mara Bar Sarapion, indirizza a suo figlio nell’anno 73 d.C. In questa lettera viene ricordato come i Giudei avrebbero messo a morte il loro “saggio re”, dove il riferimento a Gesù, del quale non si fa tuttavia il nome, è comunque di una evidenza lampante.
Celso
Anche gli avversari accaniti del Cristianesimo non contestano l’esistenza storica di Gesù. Tra questi, merita di essere ricordato un filosofo di nome Celso, vissuto nel Il secolo, autore di scritti polemici contro la nuova religione. Ciò che conosciamo di lui proviene da Origene, che scrisse un’opera per confutarlo (Contra Celsum).
Tra il 178 e il 180, Celso mise mano ad uno scritto, forse pubblicato in due libri, fortemente polemico nei confronti del Cristianesimo. Egli mostra di conoscere bene la Bibbia e la letteratura cristiana apologetica dei primi secoli. Parlando dei Cristiani non conosce mezzi termini: li accusa di ignoranza, di fanatismo, di superstizione. Accusa Gesù di essere stato un ciarlatano, in possesso di arti magiche con le quali si spiegherebbero i miracoli che gli vengono accreditati.
Per la sua violenza verbale, Celso può essere considerato il Voltaire del Il secolo; tuttavia, nonostante questa avversione, non ha mai messo in dubbio l’esistenza storica di Gesù Cristo.
Per attaccare i Cristiani, Celso si serve di tutti gli argomenti a sua disposizione, ma non dell’unico che avrebbe avuto valore ultima­mente definitivo: quello di essersi inventati l’esistenza di Cristo. E anche questo dato, che va ad aggiungersi ai precedenti, deve essere tenuto in debita considerazione.
Altre testiminianze:
Giulio Africano cita lo storico Tallo in una discussione sull’oscurità che seguì alla crocifissione di Cristo (Fragmenta Historicorum Graecorum, frammento 8).
Luciano di Samosata fu uno scrittore greco del II sec. che ammise che Gesù era adorato dai cristiani, che introdusse nuovi insegnamenti e che fu crocifisso per loro. Egli disse che gli insegnamenti di Gesù includevano la fratellanza dei credenti, l’importanza della conversione e di rinnegare gli altri dèi. Inoltre, disse che i cristiani vivevano secondo le leggi di Gesù, si credevano immortali ed erano caratterizzati dallo sprezzo della morte, dall’abnegazione volontaria e dalla rinuncia ai beni materiali.

Fonte Giudaica
Il Talmud di Babilonia (Sanhedrin 43a) conferma la crocifissione di Gesù alla vigilia della Pasqua nonché le accuse mosse a Cristo di praticare la stregoneria e di incoraggiare i Giudei all’apostasia.

http://www.gotquestions.org/Italiano/Gesu-esisteva.html

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GLI ALTRI LIBRI DI ALESSANDRO DE ANGELIS CONTRO GESU’

Dove Gesù sarebbe Giovanni Battista e anche Giovanni Gamala.

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LAZZARO IL FIGLIO SEGRETO DI GESU’ LIBRO MAGGIO 2015

In questo libro Alessandro De Angelis e suo figlio Alessio dichiarano;

Incredibile, uno scoop dietro l’altro che devasteranno 2000 anni di inganni degli evangelisti. Gesù prima viene crocifisso e poi il giorno seguente va a fare l’…ultima cena. Questa e tantissime altre scoperte che riportiamo nei 10 punti sottostanti sui due libri”Il figlio segreto di Gesù” e “Lazzaro il figlio segreto di Gesù in prossima uscita a inizio maggio.
1) Giovanni Battista era Gesù.
2) Giovanni, san Giacomo e Simon Pietro erano figli del rivoluzionario Giuda di Gamala.
3) Lazzaro era il figlio di Gesù e nipote Giuda di Gamala.
4) Giuda il traditore era figlio di Simon Pietro e Giuda Taddeo di Giacomo.
5) Il tradimento di Giuda che cercò di spodestare Lazzaro dal trono di re d’Israele quando conquistarono Gerusalemme nel 66 d.C. e che per questo fu ucciso da Lazzaro.
6) Ricostruzione della morte di Giovanni/Gesù, Giacomo, Simon Pietro, Lazzaro, Giuda l’Iscariota il traditore e Giuda Taddeo.
7) Ricostruzione della cattura e processo di Gesù con Pilato ed Antipa.
8) Prove di come replicarono Giovanni, Giacomo e Simone per coprire i rivoluzionari, e di come replicarono Maria con Maria di Cleopa e Salome per dare nuove madri e padri ai personaggi replicati.
9) Prova di come Nazareth era Gamala, patria dei rivoluzionari e di Giuda il Galileo.
10) Prova di come i rivoluzionari coniarono moneta locale ed abolirono la schiavitù, per essere poi trasformati dal potere di Roma in pacifici predicatori e coercizzare i popoli, ieri come oggi.

https://www.facebook.com/IlFiglioSegretoDiGesu

RIASSUMIAMO

Gesù era Giovanni Battista, insieme a Pietro e Giacomo erano i figli di Giuda Gamala.

Lazzaro era figlio di Gesù, Giuda Iscariota di Pietro, Giuda Taddeo di Giacomo.

Quindi una rielaborazione della tesi di Luigi Cascioli che dichiarava che Gesù era Giovanni di Gamala, personaggio in realtà inesistente.

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Questo è lo stesso libro descritto sopra con diverso titolo;

Il Figlio Segreto di Gesù – Libro Dicembre 2014

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-figlio-segreto-di-gesu-libro.php

In questo libro Alessandro De Angelis e il figlio Alessio dichiarano;

Il figlio segreto sarebbe Lazzaro di Betania.

“Gesù allora, avendo visto la madre [ovvero la madre del discepolo che Gesù amava, NdA] e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:

 Moglie, ecco tuo figlio! Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”.

Quindi sotto la croce ci stava la moglie e il figlio.

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Incredibile, solo nel vangelo di Giovanni c’era Maria madre di Gesù sotto la croce, nella deposizione al sepolcro e nella resurrezione, insieme a Maria di Cleop…a e Maria di Magdala compagna di Gesù, negli altri vangeli è assente. Come è possibile? In realtà c’è anche negli altri vangeli, presente come Maria di Cleopa. Infatti abbiamo trovato le prove che Maria madre di Gesù è stata replicata in Maria di Cleopa, presente negli altri vangeli e Salome. ma a cosa serviva replicare la madre di Gesù? A nascondere i rivoluzionari Giacomo fratello di Giovanni Battista e Simone, figli del rivoluzionario Giuda di Gamala fondatore della setta degli zeloti, uccisi sotto Tiberio Alessandro nel 46/48, mentre Giovanni Battista alias Gesù fu ucciso tra il 35 ed il 36 d.C. da Pilato. Il più grande inganno che questo pianeta abbia mai conosciuto sta per essere svelato al mondo intero, serve solamente che ve ne accertiate e ci aiutate a diffondere le prove. Tutte le prove nei due libri “Il figlio segreto di Gesù” e “Lazzaro il figlio segreto di Gesù” in prossima uscita dove portiamo le prove che:
1) Giovanni Battista era Gesù.
2) Giovanni, san Giacomo e Simon Pietro erano figli del rivoluzionario Giuda di Gamala.
3) Lazzaro era il figlio di Gesù e nipote Giuda di Gamala.
4) Giuda il traditore era figlio di Simon Pietro e Giuda Taddeo di Giacomo.
5) Il tradimento di Giuda che cercò di spodestare Lazzaro dal trono di re d’Israele quando conquistarono Gerusalemme nel 66 d.C. e che per questo fu ucciso da Lazzaro.
6) Ricostruzione della morte di Giovanni/Gesù, Giacomo, Simon Pietro, Lazzaro, Giuda l’Iscariota il traditore e Giuda Taddeo.
7) Ricostruzione della cattura e processo di Gesù con Pilato ed Antipa.
8) Prove di come replicarono Giovanni, Giacomo e Simone per coprire i rivoluzionari, e di come replicarono Maria con Maria di Cleopa e Salome per dare nuove madri e padri ai personaggi replicati.
9) Prova di come Nazareth era Gamala, patria dei rivoluzionari e di Giuda il Galileo.
10) Prova di come i rivoluzionari coniarono moneta locale ed abolirono la schiavitù, per essere poi trasformati dal potere di Roma in pacifici predicatori e coercizzare i popoli, ieri come oggi.

https://www.facebook.com/IlFiglioSegretoDiGesu

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Gesù, il Che Guevara dell’Anno Zero – Libro Luglio 2014

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gesu-il-che-guevara-dell-anno-zero-libro.php

In questo libro Alessandro De Angelis dichiara;

Gesù e Giovanni detto Battista sono due personaggi inventati e costruiti sul rivoluzionario Giovanni, figlio di Giuda di Gamala.

Gli apostoli? Costruiti sui fratelli di Giovanni ed anche loro figli di Giuda.

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La Fine del Cristianesimo – Gesù e gli Apostoli non sono Esistiti: Le Prove – Libro Marzo 2012

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fine-del-cristianesimo-gesu-e-gli-apostoli-non-sono-mai-esistiti-le-prove-libro.php#

In questo libro Alessandro De Angelis e il figlio Alessio dichiarano;

  • Perché le uniche due testimonianze della sua esistenza, presenti nelle opere di Tacito e Giuseppe Flavio, sottoposte a una attenta analisi linguistica e filologica risultano essere dei clamorosi falsi?
  • Perché i quattro vangeli canonici, vale a dire gli unici documenti che testimoniano l’esistenza di Gesù, risultano essere dei falsi introdotti nel III secolo, ma redatti intorno a un fulcro del II secolo d.C.?
  • Perché alcune iscrizioni epigrafiche testimoniano l’esistenza dei cristiani prima della canonica venuta di Gesù?
  • Può la ricerca storica dimostrare la falsità dei racconti evangelici e attestare l’inesistenza di personaggi neotestamentari come gli Apostoli e san Paolo, quest’ultimo considerato come «l’inventore del Cristianesimo»?

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Giovanni il Galileo Ovvero Gesù-Libro Ottobre 2012

La fine del potere politico-economico della chiesa la truffa del debito pubblico e del global warming

In questo libro Alessandro De Angelis con il figlio Alessio dichiarano;

Descrizione di Giovanni il Galileo Ovvero Gesù, ripropongono  la tesi inventata da Luigi Cascioli.

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http://www.nocensura.com/2014/10/lo-scrittore-de-angelis-gesu-era-gay-e.html

15 Ottobre 2015

In questo articolo si parla che Alessandro De Angelis dichiara che Gesù era gay.

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Gesù sarebbe gay e il suo amante sarebbe l’Apostolo Giovanni.

Giovanni Apostolo sarebbe Giovanni di Gamala, ma anche Barabba e Giovanni Battista sono Giovanni di Gamala, in altri libri Gesù è Giovanni Gamala,

tesi copiata da Luigi Cascioli.

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VEDIAMO COSA DICE LA STORIA

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Vediamo che Giovanni Gamala non è un personaggio storico ma inventato.

Giovanni di Gamala è un personaggio del romanzo del XIX secolo For the Temple di George Alfred Henty. Il libro lo presenta come una figura eroica che combatte i Romani, specialmente quando essi decidono di distruggere il Tempio di Gerusalemme nel 70. Nel seguito del romanzo Giovanni si converte e diventa un discepolo di Gesù. Henty nella prefazione del suo libro specifica espressamente che Giovanni di Gamala è soltanto una sua creazione letteraria.
Luigi Cascioli, ex-seminarista italiano e poi militante ateo, nel libro La favola di Cristo afferma che la Chiesa avrebbe confuso deliberatamente Gesù con Giovanni di Gamala (che quindi sarebbe realmente esistito) e che questo sarebbe stato un pretendente al trono di Gerusalemme in quanto figlio di Giuda il Galileo e nipote del rabbino Ezechia, discendente diretto della dinastia degli Asmonei, fondata da Simone, figlio di Mattatia, e spodestata dalla dinastia erodiana. Secondo Cascioli i figli di Giuda furono: Giovanni primogenito, Simone, Giacomo il maggiore, Giuda, Giacomo il minore, Menahem ed Eleazaro.
Wikipedia

Per maggiori informazioni su Giovanni Gamala vedi ;

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=178

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VEDIAMO COSA DICE IL NUOVO TESTAMENTO

Nel Nuovo Testamento, Gesù è il Figlio di Dio, Dio incarnato, santissimo e purissimo, il Messia atteso dal popolo eletto, il Salvatore del mondo venuto sulla terra a salvare l’uomo dal peccato. Gesù non ha moglie e figli,  Gesù essendo Dio non vuole e non può sposarsi, Gesù però ha una bellissima sposa la Chiesa, poi Gesù chiede a chi puo’ di rimanere vergine.

I genitori di Gesù, Maria  e Giuseppe erano di Nazareth, della casa di David, Maria al momento del concepimento era una giovane fanciulla,

Gesù nacque per opera dello Spirito Santo,( i genitori di Maria sono San Gioacchino e Sant’Anna secondo la Tradizione).

Giovanni Battista è l’ultimo profeta del Vecchio Testamento, il Santo Messaggero mandato da Dio per preparare la via al Messia, San Giovanni Battista è cugino di Gesù, e i suoi genitori sono il sacerdote Zaccaria ed Ellisabetta cugina di Maria madre di Gesù.

Gli Apostoli e i fratelli di Gesù sono tutti santi e pieni di virtu’, non erano mai stati guerrieri.

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VEDIAMO COSA DICONO I VANGELI APOCRIFI E GNOSTICI

I Vangeli apocrifi dicono le stesse cose del Nuovo Testamento, solo che sono troppo romanzati, tardivi e non attendibili, la chiesa non li ha messi nel canone,
 ma si possono leggere.
I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono cose strane riguardo a Gesù, per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente, poi sono tardivi, non attendibili, e specialmente dicono eresie gnostiche e poco cristiane, la chiesa li vieta come eresie.
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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.c, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.c esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.c ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!

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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_storico

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

Data di nascita di Gesù

https://it.wikipedia.org/wiki/Data_di_nascita_di_Ges%C3%B9

Data di morte di Gesù

https://it.wikipedia.org/wiki/Data_di_morte_di_Ges%C3%B9

San Paolo di Tarso

https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_di_Tarso

Giovanni di Gamala personaggio inventato

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=178

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Confutaione a cura del Centro Anti-Blasfemia

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

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