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giugno 18, 2019

CORONCINA AL SACRO CUORE DI GESU’

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:11 pm


CORONCINA AL SACRO CUORE DI GESU’

Amorosissimo mio Gesù, pensando alla bontà del tuo Cuore, tutto pieno di pietà e di dolcezza per i peccatori, mi sento colmare di fiducia di essere da te bene accolto. 

Ahimè, quanti peccati ho commesso!

 Ma ora, li piango e li detesto, perché sono offesa di te sommo bene.

 Ti prego di concedermi il tuo perdono: fa che io sia pronto a morire piuttosto che offenderti ancora, e viva solo per riamarti.

 Padre nostro. 5 Gloria al Padre.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.

Benedico, Gesù mio, l’umilissimo tuo cuore, e ti ringrazio che, nel darmelo come esempio, non solo mi inciti a imitarlo, ma, a costo pure di tante tue umiliazioni, me ne additi e appiani la via.

 Quanto fui cattivo e ingrato! Perdonami.

Non più superbia e vanità, ma con cuore umile, voglio seguir te e ottenere pace e salute.

Dammi forza e benedirò in eterno il tuo sacro Cuore.

 Padre nostro. 5 Gloria al Padre.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.

Ammiro Gesù mio, il pazientissimo tuo Cuore, e ti ringrazio di tanti meravigliosi esempi d’invitta sofferenza a noi lasciati. 

Essi mi rimproverano la mia delicatezza, insofferente d’ogni piccola pena.

 Ah, Gesù caro, infondi nel mio cuore un fervido e costante amore alla croce, alla mortificazione e alla penitenza, affinché, seguendoti al Calvario, giunga con te alla gloria, alla gioia in paradiso. 

Padre nostro. 5 Gloria al Padre.

 Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.

Davanti al mansuetissimo tuo Cuore, caro Gesù io mi vergogno del mio, così diverso dal tuo. 

Purtroppo, a un gesto, a una parola in contrario, mi inquieto e mi lamento. 

Perdona i miei impulsi e dammi grazia d’imitare per l’avvenire, in qualunque contrarietà, l’inalterabile tua mansuetudine, e così godere perpetua e santa pace.

Padre nostro. 5 Gloria al Padre.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.

Si cantino lodi, o Gesù, al generosissimo tuo Cuore, vincitore della morte e dell’inferno.

Io resto più che mai confuso a vedere il mio povero cuore così meschino che teme di qualunque diceria e rispetto umano; ma non sarà più così.

Da te imploro la forza coraggiosa di combattere e vincere in terra, per trionfare poi lieto con te in cielo.

Padre nostro. 5 Gloria al Padre. Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.

VOLGIAMOCI A MARIA

Per i meriti del tuo cuore dolcissimo, impetrami, o gran Madre di Dio e Madre mia, Maria, vera e stabile devozione al Sacro Cuore di Gesù,

 tuo Figlio, affinché io, racchiuso in esso coi miei pensieri ed affetti, adempia tutti i miei doveri e con l’alacrità di cuore serva sempre, 

ma specialmente in questo giorno, a Gesù. Gesù mite e umile di cuore. Rendi il nostro cuore simile al tuo.

PREGHIAMO: Dio, Padre buono, nel Cuore di tuo Figlio celebriamo le meraviglie del tuo amore:

 da questa fonte inesauribile riversa su di noi l’abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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SACRO CUORE DI GESU’ ORAZIONE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:24 pm



INVOCAZIONI AL SACRO CUORE

Amore del Cuore di Gesù, infiamma il mio cuore. 

Carità del Cuore di Gesù, diffonditi nel mio cuore. 

Forza del Cuore di Gesù, sostieni il mio cuore. 

Misericordia del Cuore di Gesù, rendi dolce il mio cuore. 

Pazienza del Cuore di Gesù, non ti stancare del mio cuore. 

Regno del Cuore di Gesù, stabilisciti nel mio cuore. 

Sapienza del Cuore di Gesù, ammaestra il mio cuore.

Atto di riparazione

Amorissimo Cuore del mio Gesù sacramento, quali oltraggi tu ricevi nella santissima eucaristia! Tu qui fai l’ultimo sforzo del tuo amore e gli uomini fanno l’ultimo sforzo delle loro ingratitudini. 

O Gesù mio! Infedeli che non credono, eretici che ti negano, cattolici che ti dimenticano, peccatori che ti offendono, anime a te consacrate che ti sono infedeli. 

O cuore, del mio Gesù, orribilmente oltraggiato e vilipeso! E io sono stato nel numero di anime così ingrate! Un tale pensiero mi riempie il cuore di un dolore acerbo. Oh, potessi con le mie lacrime lavare tutte le mie colpe! Potessi avere tutti i cuori degli uomini per offrirteli in riparazione di tanti oltraggi. 

Angeli del paradiso, risarcite voi con le vostre adorazioni gli affronti che Gesù riceve dagli uomini. Maria santissima, il tuo Cuore pieno di grazia compensi il tuo Figlio delle nostre ingratitudini. 

E tu, Gesù amabilissimo, accetta queste nostre riparazioni e perdona le nostre infedeltà. Che se queste meritano vendetta, vendicati da Padre amoroso gettando nel nostro cuore una scintilla del tuo fuoco divino che arda il nostro cuore e lo faccia vittima di amore in vita e in morte e lo unisca a te per tutta l’eternità. Amen.

LITANIE RIPARATRICI DEL SACRO CUORE

Divino Salvatore Gesù! Degnati di abbassare uno sguardo di misericordia sui devoti del tuo Cuore che riuniti in un medesimo pensiero di fede, di riparazione e di amore, vengono a piangere ai tuoi piedi le loro iniquità e quelle dei poveri peccatori loro fratelli. 

Deh! potessimo noi, con le promesse unanimi e solenni che stiamo per fare, commuovere il tuo divin Cuore ed ottenere misericordia per noi, per il mondo infelice e colpevole, per tutti quelli che non hanno la fortuna di amarti. 


Per l’avvenire sì noi tutti lo promettiamo: noi ti consoleremo, o Signore. 

Della dimenticanza e della ingratitudine degli uomini, noi ti consoleremo, o Signore. 

Del tuo abbandono nel santo tabernacolo, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dei delitti dei peccatori, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dell’odio degli empi, noi ti consoleremo, o Signore. 

Delle bestemmie che si vomitano contro di te, noi ti consoleremo, o Signore. 

Delle ingiurie fatte alla tua Divinità, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dei sacrilegi coi quali si profana il tuo sacramento d’amore, noi ti consoleremo, o Signore. 

Delle irriverenze commesse alla tua adorabile presenza. noi ti consoleremo, o Signore. 

Dei tradimenti dei quali tu sei l’adorabile Vittima, noi ti consoleremo, o Signore. 

Della freddezza del maggior numero dei tuoi figlioli, noi ti consoleremo, o Signore. 

Del disprezzo che si fa delle tue amorevoli attrattive, noi ti consoleremo, o Signore. 

Delle infedeltà di coloro che si dicono tuoi amici, noi ti consoleremo, o Signore. 

Della nostra resistenza alle tue grazie, noi ti consoleremo, o Signore. 

Delle nostre proprie infedeltà, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dell’incomprensibile durezza dei nostri cuori, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dei nostri lunghi indugi ad amarti, noi ti consoleremo, o Signore. 

Della nostra tiepidezza nel tuo santo servizio, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dell’amara tristezza in cui ti getta la perdita delle anime, noi ti consoleremo, o Signore. 

Del tuo lungo aspettare alla porta dei nostri cuori, noi ti consoleremo, o Signore. 

Degli amari rifiuti di cui sei abbeverato, noi ti consoleremo, o Signore. 

Dei tuoi sospiri d’amore, noi ti consoleremo, o Signore. 

Delle tue lacrime d’amore, noi ti consoleremo, o Signore. 

Della tua prigionia d’amore, noi ti consoleremo, o Signore. 

Del tuo martirio d’amore, noi ti consoleremo, o Signore. 

Preghiamo 
Divino Salvatore Gesù, che ti sei lasciato sfuggire dal Cuore questo doloroso lamento: lo ho cercato dei consolatori e non ne ho trovati…, degnati di gradire l’ummile tributo delle nostre consolazioni, ed assistici così potentemente con l’aiuto della tua santa grazia, che per l’avvenire, schivando sempre più tutto ciò che potrebbe dispiacerti, noi ci mostriamo in tutto e per tutto tuoi fedeli e devoti. 

Noi te lo domandiamo per il tuo Cuore, o caro Gesù, che essendo Dio col Padre e con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

PREGHIERE AL SACRO CUORE DI GESU’ TRAFITTO DALLA LANCIA

(per il primo venerdì del mese) 

O Gesù, così amabile e così poco amato! Noi ci prostriamo umilmente ai piedi della tua croce, per offrire al tuo divin Cuore, aperto della lancia e consumato dall’amore, l’omaggio delle nostre profonde adorazioni. Ti ringraziamo, o amatissimo Salvatore, di aver permesso al soldato di trafiggere il tuo costato adorabile e d’averci così aperto un rifugio di salvezza nell’arca misteriosa del tuo Sacro Cuore. Permetti che in esso noi ci rifugiamo in questi tempi cattivi per poterci salvare dall’eccesso di scandali che contamina l’umanità.

Pater, Ave, Gloria. 

Noi benediciamo il preziosissimo sangue, uscito dalla ferita aperta nel tuo divin Cuore. Dégnati di farne un lavacro salvifico per il mondo infelice e colpevole. Lava, purifica, rigenera le anime nell’onda uscita da questa vera fontana di grazie. Permetti, o Signore, che noi vi gettiamo dentro le nostre iniquità e quelle di tutti gli uomini, supplicandoti, per l’amore immenso che divora il tuo Sacro Cuore, di salvarci ancora.

Pater, Ave, Gloria. 

Finalmente, dolcissimo Gesù, permettici che, fissando per sempre la nostra dimora in questo Cuore adorabile, vi passiamo santamente la nostra vita, e vi rendiamo in pace il nostro ultimo respiro. Amen.

Pater, Ave, Gloria.

Volontà del Cuore di Gesù, disponi del mio cuore. 

Zelo del Cuore di Gesù, consuma il mio cuore.

Atto di ammenda

(da recitarsi nella solennità del Sacro Cuore, nei primi venerdì del mese e in altre occasioni opportune) 

O Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene da noi ripagato con ingratitudini, dimenticanze, disprezzi e peccati, ecco che noi, prostrati davanti a te, intendiamo di riparare con questa ammenda onorevole, al nostro comportamento così indegno e alle tante offese con le quali viene ferito il tuo Cuore amabilissimo da parte di tanti tuoi figli ingrati. 
Ricordando, però, che anche noi nel passato ci siamo macchiati di simili colpe e provandone sempre vivissimo dolore, imploriamo, anzitutto per noi, la tua misericordia, pronti a riparare, con un’adeguata espiazione, non solo i nostri peccati, ma anche le colpe di coloro che, calpestando le promesse del battesimo, hanno scosso il soave giogo della tua legge e come pecore sbandate rifiutano di seguire te, pastore e guida. 

Mentre intendiamo staccarci dalla schiavitù delle passioni e dei vizi ci proponiamo di riparare tutte le nostre colpe: le offese fatte a te e al tuo divin Padre, i peccati contro la tua legge e contro il tuo vangelo, le ingiustizie e le sofferenze arrecate ai nostri fratelli, gli scandali dei costumi, le insidie tese contro le anime innocenti, le colpe pubbliche delle nazioni che conculcano i diritti degli uomini e che impediscono alla tua Chiesa l’esercizio del suo ministero salvifico, le negligenze e le profanazioni del tuo stesso sacramento d’amore. 

A questo fine ti presentiamo, o Cuore misericordioso di Gesù, come riparazione per tutte le nostre colpe, quella espiazione infinita che tu stesso offristi sulla croce al tuo Padre e che ogni giorno tu rinnovi sui nostri altari, unendola alle espiazioni della tua santa Madre, di tutti i santi e delle molte anime pie. 

Intendiamo riparare i nostri peccati e quelli dei nostri fratelli, presentandoti il nostro sincero pentimento, il distacco del nostro cuore da ogni affetto disordinato, la conversione della nostra vita, la fermezza della nostra fede, la fedeltà alla tua legge, l’innocenza della vita e il fervore della carità. 

Accogli o benignissimo Gesù, per l’intercessione della beata vergine Maria, questo nostro volontario atto di riparazione. Donaci la grazia di conservarci fedeli ai nostri impegni, in obbedienza a te e in servizio ai nostri fratelli. Ti chiediamo ancora il dono della perseveranza finale, per potere un giorno pervenire tutti a quella patria beata, dove tu regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. 
Breve offerta 
Amabile mio Gesù, per esserti grato e per riparare le mie infedeltà, ti dono il mio cuore e interamente mi consacro a te, e col tuo santo aiuto propongo di non più peccare.

Atto di oblazione

(per le anime vittime) 

Ecce venio! Eccomi pronto! O Gesù mio, mite e dolce Agnello divino, perennemente immolato sui nostri altari per la salvezza degli uomini, io voglio unirmi a te, soffrire con te, immolarmi con te. A questo fine ti offro tutte le pene, le amarezze, le umiliazioni e le croci di cui la tua Provvidenza vuole seminare i miei passi. 


Te le offro secondo tutte le intenzioni per cui il tuo Cuore dolcissimo offre e immola se stesso. Possa il mio modesto sacrificio ottenere le tue benedizioni per la Chiesa, per il sacerdozio, per i poveri peccatori, per la società. E tu, o caro Gesù, degnati di accettarlo dalle mani di Maria Santissima, in unione col suo Cuore Immacolato. Amen.

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PREGHIERA A GESU’ PER UNA GRAZIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:12 pm


                                                                           

O Signore buono e misericordioso;sono qui a recitare questa preghiera

Tu che tutto puoi,ti chiedo di non scordarti di me umile peccatore

e di concedermi la grazia tanto attesa e desiderata.

Tu che a causa dei nostri peccati,hai portato per primo, il peso della croce con tanto sacrificio;

illumina il mio percorso e rendimi fortenell’affrontare tutte le croci a me assegnate.

Dammi il coraggio per accettare la tuavolontà ; ho bisogno del tuo sostegno edi sentire vicino il tuo amore.

Ti ringrazio per tutto quello sin orami hai concesso e per tutto quello cheinaspettatamente mi darai …

Ti imploro e mi inginocchio dinanzia te, sperando in un tuo segno, in unatua risposta;

 fà in modo che la miarichiesta venga esaudita, Amen.

Pater, Ave, Gloria

Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch’io t’ami sempre più.

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SACRO CUORE DI GESU’: PREGHIERA DEL PRIMO VENEDI’ DEL MESE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:07 pm

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Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù. Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.

Atto di Consacrazione al Sacro Cuore
Il tuo Cuore, o Gesù, è asilo di pace, il soave rifugio nelle prove della vita, il pegno sicuro della mia salvezza. A Te mi consacro interamente, senza riserve, per sempre.

Prendi possesso, o Gesù, del mio cuore, della mia mente, del mio corpo, dell’anima mia, di tutto me stesso. I miei sensi, le mie facoltà, i miei pensieri ed affetti sono tuoi. Tutto ti dono e ti offro; tutto appartiene a te.

Signore, voglio amarti sempre più, voglio vivere e morire di amore. Fa o Gesù, che ogni mia azione, ogni mia parola, ogni palpito del mio cuore siano una protesta di amore; che l’ultimo respiro sia un atto di ardentissimo e purissimo amore per te.

Le promesse di Gesù a Santa  Margherita Maria Alocoque per i devoti del suo Sacro Cuore

1. Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato
2. Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise.
3. Li consolerò nelle loro afflizioni.
4. Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.
5. Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere.
6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia.
7. Le anime tiepide si infervoreranno.
8. Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione.
9. Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata.
10. A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò loro il dono di commuovere i cuori più induriti.
11. Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato.
12. Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti coloro che si comunicheranno al Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà il loro asilo sicuro in quell’ora estrema.


LA CORONCINA AL SACRO CUORE DI GESU’1. O mio Gesù, che hai detto: “In verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!”, ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia…
· Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
· Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
2. O mio Gesù, che hai detto: “In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!”, ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia…
· Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
· Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.3. O mio Gesù, che hai detto: “In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!”, ecco che, appoggiato all’infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia…
· Recitare: un Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
· Infine: Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell’Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre.
· S. Giuseppe, padre putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.
Recitare Salve o Regina

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A CURA DI LA VERA RELIGIONE CRISTIANA

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DEVOZIONE AL SACRO CUORE DI GESU’

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:01 pm

DEVOZIONE AL SACRO CUORE DI GESU’

GESU' SACRO CUORE SCINTILLE

Santifichiamo questo mese di giugno, accogliendo con gioia l’invito della Chiesa ad onorare il Cuore di Gesù poichè è segno dell’immenso Amore di Dio per noi, è segno della sua tenerezza e segno della sua bontà.

DICE IL PAPA BENEDETTO XVI

“Invito ciascuno a rinnovare nel mese di giugno la propria devozione al Cuore di Cristo, valorizzando anche la tradizionale preghiera di offerta della giornata e tenendo presenti le intenzioni da me proposte a tutta la Chiesa”.

La devozione al Sacro Cuore ha radici nel medioevo, ma ha preso sostanza e incoraggiamento da parte dei papi dopo l’apparizione di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque nel XVII secolo.

“Il Cuore di Cristo – ha spiegato il pontefice – esprime in modo semplice e autentico la ‘buona novella’ dell’amore, riassumendo in sé il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione…. Dall’orizzonte infinito del suo amore, infatti, Dio ha voluto entrare nei limiti della storia e della condizione umana, ha preso un corpo e un cuore; così che noi possiamo contemplare e incontrare l’infinito nel finito, il Mistero invisibile e ineffabile nel Cuore umano di Gesù, il Nazareno”.

IL SACRO CUORE DI GESU’

Una delle devozioni più diffuse tra il popolo cristiano è la devozione al sacro Cuore di Gesù. Non si tratta tuttavia di una devozione fra tante, perché è stata rivestita dalla Chiesa di una dignità tutta particolare e si situa al centro della rivelazione cristiana.

Il documento guida in materia è certamente l’enciclica di Pio XII, Haurietis aquas (Attingerete alle acque) del 15 maggio 1956, testo che andrebbe letto e meditato per intero. Questa devozione – contenuta in germe nella Sacra Scrittura, approfondita dai santi Padri, dai Dottori della Chiesa e dai grandi mistici medioevali – ha avuto un particolare incremento e la sua configurazione odierna in seguito alle apparizioni di Gesù Cristo a santa Margherita Maria Alacoque, nel monastero di Paray-le-Monial, a partire dal 27 dicembre 1673.

E’ lo stesso Gesù che per primo presenta il suo Cuore come fonte di ristoro e di pace: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11,28-30).

In san Giovanni si legge come venne trafitto il Cuore di Cristo, l’uscita da esso del sangue e dell’acqua e il particolarissimo significato simbolico che il quarto evangelista attribuisce al fatto (Gv 19,33-37). Anche nell’Apocalisse Gesù è presentato come un Agnello «ucciso», cioè «trafitto» (cfr. Apoc 5,6; 1,7).

Coroncina al Sacro Cuore di Gesù

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Con la prima preghiera si domanda la Virtù della Fede

Amabilissimo Cuore di Gesù, che per eccesso di Amore hai voluto restartene con noi sino alla consumazione dei secoli nell’Adorabile Eucaristia, e qui ti offri vittima continua per noi: dimentica le ingratitudini, perdona le colpe che ti abbiamo fatto e col perdono donaci una fede viva e operosa.

Pater, Ave, Gloria.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.

Con la seconda preghiera si domanda la Virtù della speranza

Sacratissimo Cuore di Gesù, tesoro ricchissimo delle divine misericordie:  fiducioso delle tue promesse, rivestimi ti prego di tutte le virtù del tuo Santissimo Cuore perché diventi un vero tuo servo;  adornami della sua mansuetudine, della sua umiltà, della sua illibatezza e Santità.

Pater, Ave, Gloria.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.

Con la terza preghiera si domanda la virtù della Carità

Amorosissimo Cuore di Gesù, sorgente vivissima ed immacolata

di gaudio e di vita eterna, tesoro infinito della divinità,

fornace ardentissima del Divino Amore: tu solo sei il mio rifugio,

tu la sede del mio riposo, tu il mio tutto. O Cuore amatissimo, infiamma questo mio cuore di quel vivo amore di cui avvampi, affinché amando te ed il prossimo per amor tuo, io possa essere felice in questa e nell’altra vita.

Pater, Ave, Gloria.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.

Rivolgiamoci a Maria, consacriamoci a lei e confidando nel suo cuore materno, diciamole:

Per gli alti pregi del Tuo Cuore pieno di dolcezza, impetrami, o grande Madre di Dio e Madre mia Maria, vera e stabile devozione al Sacro Cuore di Gesù Tuo Figlio; perché racchiuso in esso coi miei pensieri ed affetti adempia tutti i miei doveri e serva sempre Gesù con alacrità di cuore, specialmente in questi giorni.

V: Cuore di Gesù infiammato d’Amore per noi.

R: Infiamma i nostri cuori d’Amore per Te!

Preghiamo: Fa’, o Signore, che lo Spirito Santo c’infiammi di quell’amore che il Signore nostro Gesù Cristo dal profondo del Suo Cuore riversò sulla terra, desiderando vivamente che arda sempre più. Il quale vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen

LITANIE DEL SACRO CUORE DI GESU’

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Dio, Padre Del Cielo,                                     Abbi pietà di noi

Dio, Figlio redentore dei mondo,

Dio, Spirito Santo,

Santa Trinità, unico Dio

Cuore di Gesù, Figlio dell’Eterno Padre,     Abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo

                           nel seno della Vergine Maria,

Cuore di Gesù, sostanzialmente unito al Verbo di Dio,

Cuore di Gesù, maestà infinita,

Cuore di Gesù, tempio santo,

Cuore di Gesù, tabernacolo dell’Altissimo,

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo,

Cuore di Gesù, fornace ardente di Carità,

Cuore di Gesù, pieno di giustizia e di Amore,

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amore,

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù,

Cuore di Gesù, degnissimo di ogni lode,

Cuore di Gesù, Re e centro di tutti i cuori,

Cuore di Gesù, in cui si trovano tutti i tesori

                             di sapienza e di scienza,

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pienezza della divinità,

Cuore di Gesù, dalla cui abbondanza noi tutti ricevemmo,

Cuore di Gesù, desiderio dei colli eterni,

Cuore di Gesù, paziente e Misericordioso,

Cuore di Gesù, largo verso tutti coloro che ti invocano,

Cuore di Gesù, fonte di vita e di Santità,

Cuore di Gesù, propiziazione per i peccati nostri,

Cuore di Gesù, saziato di obbrobri,

Cuore di Gesù, spezzato per le nostre colpe scelleratezze,

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte,

Cuore di Gesù, trapassato dalla lancia,

Cuore di Gesù, fonte di ogni consolazione,

Cuore di Gesù, pace e consolazione nostra,

Cuore di Gesù, vittima per i peccati,

Cuore di Gesù, salute di chi spera in Te,

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in Te,

Cuore di Gesù, delizia di tutti i Santi,

Agnello dì Dio che togli i peccati dei mondo,

perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati dei mondo,

esaudiscici, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati dei mondo,

abbi pietà di noi.

V. Gesù, mite e Umile di Cuore.

R. Rendi il nostro cuore simile al Tuo.

PREGHIAMO:- Dio Onnipotente ed Eterno, guarda il Cuore del Tuo Figlio diletto e alle lodi e soddisfazioni che Egli ti presenta a nome dei peccatori, e ad essi, che ti chiedono misericordia, Tu Mite, concedi il perdono nel Nome dello Stesso Tuo Figlio Gesù Cristo, il quale vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Offerta giornaliera dei meriti del Cuore di Gesù

Eterno Padre vi offro il S. Cuore di Gesù con tutto il suo amore, e tutte le sue sofferenze e tutti i suoi meriti.

l. – Per espiare tutti i peccati che ho commesso in questo giorno e du­rante tutta la mia vita. Gloria.

2. – Per purificare il bene che ho fatto malamente in questo giorno e durante la mia vita. Gloria.

3. – Per supplire alle opere che do­vevo fare e che ho trascurato in questo giorno e durante la mia vita. Gloria.

Altra offerta da recitarsi dopo l’Elevazione nella Santa Messa

Eterno Padre, vi offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo e i me­riti di Maria Santissima in isconto dei miei peccati; in suffragio delle anime sante del Purgatorio; per la conversione dei peccatori; per la per­severanza dei giusti; per i bisogni di Santa Madre Chiesa e per tutte le mie necessità sia spirituali che tem­porali. Sia lodato e ringraziato ogni mo­mento il Santissimo e Divinissimo Sacramento! ».  

Offerta giornaliera al Sacro Cuore di Gesù

“Cuore Divino di Gesù, io vi offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria le preghiere, le azioni e i patimenti miei di questo giorno in riparazione delle offese che vi si recano da me stesso e da tutti gli uomini, specialmente delle bestemmie, colle quali è oltrag­giato il vostro Santo Nome e secondo tutte le intenzioni per le quali vi immolate continuamente sugli altari”.

 LA PRATICA DEI PRIMI VENERDI ‘ DEL MESE

Nelle celebri rivelazioni di Paray le Monial, il Signore chiese a S. Margherita Maria Alacoque che la conoscenza e l’amore del suo Cuore si diffondessero nel mondo, come fiamma divina, per riaccendere la carità che languiva nel cuore di molti.

Una volta il Signore, mostrandole il Cuore e lamentandosi delle ingratitudini degli uomini, le chiese che in riparazione si frequentasse la Santa Comunione, specialmente nel Primo Venerdì d’ogni mese. Spirito di amore e di riparazione, ecco l’anima di questa Comunione mensile: di amore che cerca di contraccambiare l’ineffabile amore del Cuore divino verso di noi; di riparazione per le freddezze, le ingratitudini, il disprezzo con cui gli uomini ripagano tanto amore. Moltissime anime abbracciano questa pratica della Santa Comunione nel Primo Venerdì del mese per il fatto che, tra le promesse che Gesù fece a S. Margherita Maria, vi è quella con la quale Egli assicurava la penitenza finale (cioè la salvezza dell’anima) a chi per nove mesi consecutivi, nel Primo Venerdì, si fosse unito a Lui nella Santa Comunione. Ma non sarebbe molto meglio deciderci per la Santa Comunione nei Primi Venerdì di tutti i mesi della nostra esistenza? Tutti sappiamo che, accanto a gruppi di anime ferventi che hanno compreso il tesoro nascosto nella Santa Comunione settimanale, e, meglio ancora, in quella quotidiana, vi è un numero sterminato di coloro che raramente durante l’anno o solo a Pasqua, si ricordano che vi è un Pane di vita, anche per le anime loro; senza tener conto di quanti neppure a Pasqua sentono il bisogno del nutrimento celeste.

La Santa Comunione mensile costituisce una buona frequenza alla partecipazione dei divini misteri. Il vantaggio e il gusto che da essa l’anima ritrae, forse indurranno dolcemente a diminuire la distanza tra un incontro e l’altro col Maestro divino, fino anche alla Comunione quotidiana, secondo il desiderio vivissimo del Signore e della Santa Chiesa. Ma questo incontro mensile deve essere preceduto, accompagnato e seguito da tale sincerità di disposizioni che veramente l’anima ne esca ristorata. Il segno più certo del frutto ricavato sarà la constatazione del miglioramento progressivo della nostra condotta, ossia della maggiore somiglianza del cuore nostro al Cuore di Gesù, attraverso l’osservanza fedele e amorosa dei dieci comandamenti. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” (Gv. 6,54)

LE PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE

PER I DEVOTI DEL SUO SACRO CUORE

Gesù benedetto, apparendo a S. Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo Cuore, splendente come il sole di fulgidissima luce, fece le seguenti promesse per i suoi devoti:

1.    Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato

2.   Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie

3.   Li consolerò in tutte le loro pene

4.   Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di     morte

5.    Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa

6.    I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia

7.    Le anime tiepide si infervoreranno

8.    Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione

9.    La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l’immagine del mio Cuore

10.   Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti

11.   Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.

12.  A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

La dodicesima promessa è detta “grande”, perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l’umanità.

Queste promesse fatte da Gesù sono state autenticate dall’autorità della Chiesa, in modo che ogni cristiano può credere con sicurezza alla fedeltà del Signore che vuole tutti salvi, anche i peccatori.

CONDIZIONI

Per rendersi degni della Grande Promessa è necessario:

1. Accostarsi alla Comunione.  La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.

2. Per nove mesi consecutivi. Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.

3. Ogni primo venerdì del mese. La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell’anno.

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 CURA DI LA VERA RELIGIONE CRISTIANA

https://sites.google.com/site/laverareligionecristiana/Home/devozione-al-sacro-cuore-di-gesu

SANTA MARGHERITA M. ALACOQUE : TESTIMONE DELL’AMORE DI CRISTO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 2:52 pm

GESU’ MOSTRA IL SUO SACRO CUORE A SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE

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In questo mese di Giugno vi presento la figura di santa Margherita Maria Alacoque. Una suora dell’Ordine della Visitazione (fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna de Chantal) vissuta in Francia dal 1647 al 1690. Morì all’età di 43 anni, dopo aver vissuto per 19 anni nello stesso monastero di Paray-le-Monial, dove ebbe lo straordinario privilegio delle rivelazioni di Gesù, che parlava con lei Cuore a cuore. 
Per molti cristiani, con una certa cultura religiosa e soprattutto con una buona frequenza alla chiesa, il nome di santa Margherita Maria Alacoque richiama subito la devozione al Sacro Cuore, e in particolare la novena in suo onore dei primi venerdì del mese.

Soprattutto a questa santa infatti (e a San Claudio de la Colombiere, che ne fu il primo apostolo) si deve la diffusione della devozione al Sacro Cuore nel passato. Oggi (o per lo meno in questi ultimi decenni), sembra una devozione in calo o addirittura in crisi. Si afferma che non ha più la forza di attrazione spirituale sui fedeli “moderni”, figli della rivoluzione telematica. Sembra inoltre che il suo richiamo e lo stesso contenuto siano trascurati, snobbati quanto non addirittura criticati più o meno apertamente. Per qualcuno di questi critici parlare della devozione al Sacro Cuore è uguale a gettare olio sul fuoco di un certo cristianesimo imbevuto di sentimentalismo esagerato, di devozionalismo al confine con la magia e di un certo utilitarismo spirituale un po’ sospetto (vedi la “Grande Promessa” fatta dal Sacro Cuore alla Santa). Affermano che la vita spirituale, fondata su questa devozione sembra in forte commistione con quel mondo problematico ed enigmatico che sono le emozioni umane.

Che cosa dire di queste critiche e sospetti? Tutto esagerato e senza fondamento? Non direi. Purtroppo il testo delle “Promesse” fu molto semplificato, ridotto a brevi formule, senza spiegazioni teologiche e staccate dal contesto storico. Talvolta furono pubblicizzate in forma di slogan, venendo così recepite (erroneamente) come semplici e facili ricette di vita eterna, a basso prezzo, destinate ad ottenere le grazie e la grazia per eccellenza (la salvezza eterna) a colpo sicuro. “Si fanno sperare risultati prodigiosi senza sottolineare le impegnative condizioni richieste da Cristo stesso. L’imprecisione teologica poi, in cui è stata lasciata per qualche tempo da alcuni la vera natura del culto al Cuore di Cristo, permette ai più di credere che tutto si riduce ad un sentimentalismo facile o tutt’al più ad alcune pratiche esteriori.

Il culto al Sacro Cuore invece è un’autentica scuola di santità, esige una profonda rieducazione del cuore, suppone una riforma dei sentimenti, mettendoli all’unisono con il Cuore del Salvatore” (G. Bettan). Come dire che con questa devozione non si vende o si svende un certo Cristianesimo a basso prezzo, non si offre la salvezza eterna all’interno di un quadro di garantismo spirituale semplicemente fondato su poche ed esteriori pratiche. Qui c’è tutta la ricchezza (e le esigenze) del Vangelo di Cristo.

In convento con l’incarico di custodire… l’asinello della comunità

La vita di Margherita (a 22 anni, ricevendo la Cresima prese anche il nome di Maria) è molto semplice. Nacque in Francia, nel dipartimento della Loira, nel 1647. I genitori erano ferventi cristiani, di buona situazione sociale ed economica. Fin dall’infanzia la piccola Margherita è favorita da particolari grazie. Cresce tra un ardente fervore che la spinge sempre più fortemente verso Dio, fino all’offerta totale di sé. Mostrò sempre una vivace attrazione verso la preghiera, il ritiro ed il silenzio, nonostante la sua indole vivacissima. Mostrava un grande amore all’Eucarestia, una grande sensibilità ed interessamento verso poveri e sofferenti. Non le mancarono certo le difficoltà.

A soli otto anni perse il padre. Venne a trovarsi così insieme alla mamma, alle dipendenze di alcuni parenti egoisti ed esosi. Questi continui e molteplici maltrattamenti procurarono loro grandi sofferenze. Margherita sopportava tutto con pazienza ed in atteggiamento di rispetto e benevolenza verso i persecutori suoi e della mamma. Crescendo anche lei conobbe le attrattive della società in cui cresceva e che la posizione economica le permetteva, quali feste, ricevimenti, bei vestiti. Tutte cose normali per una ragazza. I parenti stretti poi facevano anche proposte concrete di matrimonio. Una prospettiva che, all’inizio, a Margherita non dispiaceva. Ma dopo un po’ di esitazione rifiutò decisamente e irreversibilmente, affermando di volersi fare religiosa. Entrò infatti nell’Ordine della Visitazione a 24 anni, nel monastero di Paray-le-Monial. Qui visse 19 anni fino alla morte.

Il noviziato di Margherita non fu per niente facile, nonostante i privilegi mistici da parte di Dio. Lei era diventata un’attenta discepola di Cristo, fattosi suo diretto Maestro, attraverso l’alto grado di contemplazione cui era arrivata. La superiora e la comunità capivano e non capivano queste grazie mistiche. Saranno solo l’obbedienza, l’umiltà e l’indiscussa sottomissione di Margherita a vincere ogni esitazione e ad essere così ammessa alla professione religiosa (1672). Ma le difficoltà non finirono lo stesso. La superiora e le consorelle la sottoposero (speriamo a fin di bene!) a molteplici prove… insomma volevano vederci chiaro nelle estasi e nelle grazie soprannaturali di cui quella consorella veniva gratificata dall’Alto, senza apparenti grandi meriti (pensavano).

La consideravano insomma una visionaria. Ecco il rimedio. Un incarico terra terra: custodire… un intraprendente asinello, in dotazione alla comunità… perché non allargasse troppo gli orizzonti del suo pascolo. Per Suor Margherita il disagio cresceva, e questo non certo per l’asinello da custodire, ma per la diffidenza della superiora e consorelle, e perché non poteva risvegliare nel mondo, come le aveva ordinato Gesù in una delle visioni, la memoria del suo grande amore per l’umanità attraverso il culto del Sacro Cuore. Difficoltà fatta presente dall’interessata. Ed ecco la promessa e la soluzione del problema: Gesù stesso le promise l’arrivo (1975) del “Suo servo fedele e perfetto amico” nella persona del gesuita Claudio de la Colombiere, che diventerà il suo direttore spirituale (sarà poi santo).

“Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini…”

Padre de la Colombiere credette alle visioni di Suor Margherita. Purtroppo rimase solo un anno, poi ricevette un altro incarico. Morirà, dopo molte sofferenze, nel 1682. Suor Margherita (che l’aveva rivisto prima della morte), dirà di non aver pregato per lui, alla notizia del decesso: “È lui che deve pregare per noi, perché si trova in Paradiso; il Sacro Cuore l’ha reso molto potente in cielo”.

Il messaggio centrale che Suor Margherita ricevette nelle rivelazioni di Gesù si possono sintetizzare in alcune parole dirette: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini… però la maggior parte di essi ricambia con ingratitudine, irriverenza verso il SS. Sacramento, sacrilegi”. Nelle varie apparizioni a Suor Margherita e tramite lei al mondo intero, il messaggio si concentra sempre sul fatto che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio”; Cristo presentava il proprio Cuore come simbolo del suo Amore infinito per l’umanità, chiedendone un particolare culto, oltre ad una vita coerente, naturalmente. Il Cristo assicurava i suoi tesori di misericordia attraverso il culto al suo Sacro Cuore e all’Eucarestia, da ricevere frequentemente. Chiedeva infine la partecipazione alla riparazione delle offese fatte a Dio.

Ma è specialmente quella che viene detta la “Grande Promessa” il messaggio più conosciuto tra il popolo cristiano (e che ha suscitato anche più critiche, di cui parlavo all’inizio). È la famosa promessa della salvezza finale se si fa la Comunione nei primi nove venerdì consecutivi, di ogni mese. Santa Margherita scrisse il contenuto della Rivelazione: “Io ti prometto nella eccessiva misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente accorderà a tutti coloro che si comunicheranno per nove primi venerdì del mese consecutivi, la grazia della penitenza finale, non morranno nella mia disgrazia né senza ricevere i sacramenti…”. È una promessa formidabile, sembra quasi una sicura polizza sulla vita… eterna.

Comunque non c’è e non ci può essere niente di magico o di automatico. Sappiamo dall’insieme della Rivelazione che ogni dono di Dio all’uomo, ogni grazia sua presuppone sempre la risposta dell’uomo, della sua vita coerente, nell’obbedienza alla volontà di Dio espressa nei suoi Comandamenti. Le promesse di Dio, e anche questa fatta da Gesù a santa Margherita Alacoque, sono inseparabili dalle divine esigenze, soprattutto dalla conformità alla volontà di Dio nella propria vita quotidiana, dalla totale adesione a Lui e alla sua Parola, dal prendere la propria croce quotidiana e portarla (magari qualche volta trascinarla) dietro a Cristo.

La devozione al Cuore di Gesù significa una devozione fatta di unione a Lui, di appartenenza a Lui, di identificazione con Lui. Significa una risposta di amore quotidiano, anche a caro prezzo. Altro che sentimentalismo pseudo spirituale.
                                                                                             MARIO SCUDU sdb ***


  *** Questo e altri 120 santi e sante e beati sono presenti nel volume di :
             MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni, Editrice Elledici, Torino

 CHE COS’È LA DEVOZIONE AL SACRO CUORE?

“Con la spiritualità del Cuore di Gesù giungerai alla più alta santità”.                                              Santa Margherita Maria
“Nella devozione al Sacro Cuore è racchiuso il compendio di tutta la religione cattolica”.

Pio XI, 1928 “Nel Cuore di Gesù possiamo ammirare, per così dire, la sintesi di tutto il mistero della nostra redenzione… la professione pratica di tutto il cristianesimo”.

Pio XII, 1956 “Il fine del culto al Sacro Cuore, infatti, è di accendere e far crescere in te l’amore per Gesù e di riparare le ingiurie che gli vengono arrecate. In tal modo sei condotto al centro della rivelazione cristiana che consiste nell’amore, il quale è alla base dell’Incarnazione della vita, della dottrina e del sacrificio di Gesù…

Non si tratta quindi di un complesso di pie pratiche, poiché questa devozione si fonda sulla rivelazione e ha un profondo contenuto teologico”. (F. Bersini)

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Santo_del_mese/09-Ottobre/Santa_Margherita_M._Alacoque.html?fbclid=IwAR2Y7eCp6-JmCn69f4Qy3VHCYq0EKxOeR0u_XRdWhpZgUzrj6LIPxAmjdm8

giugno 12, 2019

SANT’ANTONIO DA PADOVA: PREGHIERA PER OTTENERE UNA GRAZIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:04 am


Preghiera:

Ammirabile sant’Antonio, glorioso per fama di miracoli e per predilezione di Gesù, venuto in sembianze di bambino a riposare tra le tue braccia, ottienimi dalla sua bontà la grazie che desidero ardentemente nell’interno del mio cuore. Tu, così pietoso verso i miseri peccatori, non badare ai miei demeriti, ma alla gloria di Dio, che sarà ancora una volta esaltata da te a e alla mia salvezza eterna, non disgiunta dalla richiesta che ora sollecito vivamente.

(Si dica la grazia che si ha nel cuore)

Della mia gratitudine, ti sia pegno la mia carità verso i bisognosi con i quali, per grazia di Gesù redentore e per la tua intercessione, mi sia dato entrare nel regno dei cieli.Amen.

Ringraziamento:

Glorioso Taumaturgo, padre dei poveri, tu che hai prodigiosamente scoperto il cuore di un avaro immerso nell’oro, per il grande dono ottenuto di avere il tuo cuore sempre rivolto alle miserie e agli infelici, tu che offristi al Signore le mie suppliche e per la tua intercessione sono state esaudite, gradisci in segno della mia riconoscenza l’offerta che depongo ai tuoi piedi in soccorso della sventura.Giova ai sofferenti, come a me; accorri in aiuti di tutti per soccorrerci nelle necessità temporali, ma soprattutto in quelle spirituali, adesso e nell’ora della nostra morte.Amen.

http://www.santantonio.org/it/content/ottenere-qualche-grazia-speciale

SANT’ANTANIO DA PADOVA IL SANTO DEI MIRACOLI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:51 am


Sant’Antonio è conosciuto come il Taumaturgo, il Santo dei miracoli.Di diversa natura ci appaiono i prodigi da lui compiuti, in vita e dopo morte. A volte sono miracoli di guarigione – e perfino di resurrezione! – che annunciano che tutto sarà sanato. A volte sono miracoli di conversione e di cambiamento del cuore che annunciano la riconciliazione di tutta l’umanità con Dio. A volte sono miracoli che sembrano sconvolgere le leggi della natura, per impedirci di dimenticare che queste stesse leggi sono un incessante miracolo.Ancora oggi il Santo continua ad essere nella chiesa mediatore concreto e privilegiato presso Dio. Anzitutto orienta il senso della vita dei fedeli verso Cristo, sollecitando il cuore degli uomini ad una continua e radicale conversione. In secondo luogo, prolunga nel mondo la misericordia di Dio, donando fiducia e speranza. Problemi familiari o di lavoro, deviazione dei figli o malattie: in tantissime occasioni della vita, in cui gli uomini si sentono impotenti, il Santo, così attento durante la sua vita ai bisogni della famiglia, continua ad intercedere presso l’Altissimo e ad ottenere, per tutti noi, grazie e favori.

Noi figli dobbiamo chiedere qualcosa al Padre nostro. Ma tutto ciò che esiste è nulla, fuorché amare Dio. Dobbiamo quindi chiedere di amare Dio, sostentandolo nelle sue membra più deboli e malate, cibarlo nei poveri e negli indigenti. Se chiediamo amore, ebbene, lo stesso Padre, che è Amore, ci darà ciò ch’egli è: l’amore!” (dai Sermoni di S. Antonio)

 Il miracolo della mula

Girolamo Tessari (attrib.), LA MULA CHE SI PROSTRA DAVANTI ALL'EUCARESTIA (partic.), 1511, Scoletta del Santo, Padova

Nella regione di Tolosa il Beato Antonio, disputando sul Sacramento dell’Eucaristia con un eretico, fu sfidato da quest’ultimo: «Se tu, Antonio, riuscirai a provare con un miracolo che nella Comunione dei credenti c’è, per quanto velato, il vero corpo di Cristo, io, abiurata assolutamente ogni eresia, mi convertirò, senza indugio, alla fede cattolica». Il Santo accettò la sfida, confidando nel Signore, per la conversione di quell’eretico. L’uomo aggiunse: «Io lascerò digiuno l’animale per tre giorni, al termine dei quali lo condurrò dinanzi a tutti e gli offrirò del foraggio; tu intanto ti presenterai con quello che ritieni essere il Corpo di Cristo e si vedrà!». Trascorsi i tre giorni in preghiera, dopo aver celebrato messa, il Santo uscì tenendo alto il Santissimo Sacramento. Venne condotta la mula, lasciata digiuna per tre giorni. Sant’Antonio la invita a rendere atto di adorazione dinanzi all’Ostia consacrata e l’animale, prontamente, disinteressandosi della biada che gli era stata porta, piegando la testa fino ai garretti, si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento. Irrefrenabile gioia suscitò l’evento fra i cattolici e la pronta conversione di quell’eretico.

 Il miracolo del piede riattaccato

Tiziano (o Francesco?) Vecellio, IL SANTO RIATTACCA IL PIEDE AD UN GIOVANE, 1511, Scoletta del Santo, Padova

Un padovano di nome Leonardo andò a confessarsi dal Santo e gli disse di aver dato alla madre un calcio così forte da farla cadere a terra. Sant’Antonio, fremente per questo peccato contro il quarto comandamento, riecheggiando le parole di Gesù, gli rispose: «Quel piede che ti ha dato scandalo, disonorando la madre, sarebbe stato meglio per te tagliarlo!». L’uomo semplicione prese alla lettera quelle parole e andò a mozzarsi il piede. La madre, visto Leonardo così mutilato, corse al convento e si scagliò contro sant’Antonio, il quale subito si recò nella casa di lei e, premessa un’angosciata, devota orazione, congiunse alla gamba il piede mozzato, facendovi il segno della croce. Leonardo lietamente si alzò e cominciò a saltare e a cantare le lodi del Signore.

 Il miracolo del neonato che parla

Tiziano Vecellio, UN NEONATO PROCLAMA L'INNOCENZA DELLA MADRE (partic.), 1511, Scoletta del Santo, Padova

Un giorno il Santo si trovava a Ferrara. Una coppia di sposi aveva da pochi giorni avuto un bambino. Al marito venne il brutto sospetto che la moglie lo avesse tradito e che quel bambino fosse nato dalla relazione con un altro uomo. Se ne convinse a tal punto da non voler toccare più il neonato. Il Santo prese in braccio l’infante e gli disse: «Ti scongiuro, in nome di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nato da Maria Vergine, di dirmi a voce chiara, così che tutti sentano, chi è tuo padre». Il bimbo, rivolto verso il padre, per quanto fosse naturalmente ancora incapace di parlare, proclamò con chiara vocina: «Ecco, questo è mio padre!». Così sant’Antonio, riportando la pace fra i due coniugi, disse al marito: «Prendi tuo figlio e ama tua moglie che è donna fedele e merita tutta la tua stima!»

Il miracolo del cuore dell’avaro

Francesco Vecellio (attrib.), IL SANTO FA TROVARE IL CUORE DI UN AVARO NEL FORZIERE (partic.), 1511, Scoletta del Santo, Padova

Il Santo stava predicando in Toscana, quando giunse la notizia che era morto all’improvviso un famoso usuraio della città. Tante volte sant’Antonio aveva predicato contro i perfidi usurai, chiamandoli bestie feroci che rapinano e divorano, coi denti di leone sempre in moto, per maciullare e divorare i beni dei poveri, dei bambini e delle vedove.Quel giorno sant’Antonio, fremente, proclamò che quel cadavere non doveva essere sepolto in luogo consacrato, bensì messo sotto terra come un cane. Infatti in lui si era verificata la frase del Vangelo che dice: «Dov’è il tuo tesoro, lì è anche il tuo cuore». I chirurgi allora aprirono il petto e in effetti il cuore non c’era; andarono quindi ad aprire il forziere dell’avaro usuraio e trovarono lì il suo cuore, in mezzo al denaro, come il Santo aveva profetizzato.

Il miracolo del bambino caduto nell’acqua bollente

Sant’Antonio giunse un giorno in un paese per tenervi una predicazione. Là una donna teneva il suo figlioletto vicino ad una caldaia per fargli il bagno. Venendo a sapere che il Santo si accingeva a predicare, nel fervore di andare ad ascoltarlo, uscì quasi da se stessa, per cui, credendo di deporre il bambino nella culla, lo mise, invece, nella caldaia. Stordita dalla fretta, dimenticò il figlio e si precipitò alla predica, lasciando il piccolo nella caldaia. Finito il sermone, si diresse verso casa. I vicini la interrogarono dove fosse suo figlio. Solo allora si ricordò di averlo lasciato accanto al fuoco e, temendo si fosse bruciato, prese a strapparsi i capelli, a graffiarsi il viso e a gridare alla disgrazia. In tutta fretta, seguita da un codazzo di gente, irruppe in casa. Ma grande fu il suo stupore quando trovò il bambino che stava nella caldaia intento a giocare con l’acqua bollente. Allora tutti i presenti, ben a ragione trasecolati, notando che il piccolo non aveva alcun segno di lesione, alzando la voce, resero grazie a Dio e al Santo.

Il miracolo del giovane risuscitato

Benedetto Montagna (attrib.), IL SANTO RISUSCITA UN GIOVANE PERCHE' ATTESTI L'INNOCENZA DEL PROPRIO PADRE, sec. XVI, Scoletta del Santo, Padova

Nella città di Lisbona, di cui sant’Antonio era originario, si verificò un grave delitto: due famiglie erano in lite tra di loro e un ragazzo venne ucciso. L’omicida pensò di nascondere il cadavere nel giardino di proprietà dei genitori di sant’Antonio. Di notte vi entrò, scavò una fossa e sotterrò il corpo del ragazzo. Quando venne scoperto il cadavere, furono incolpati i familiari del Santo, il quale, venuto a sapere dell’accaduto per divina ispirazione, miracolosamente trasportato da Dio a Lisbona, si fece portare il corpo del ragazzo morto e lo risuscitò perché attestasse davanti ai giudici la verità. E quel giovane scagionò totalmente i genitori del Santo.

Il miracolo della predica ai pesci

Girolamo Tessari, SANT'ANTONIO PREDICA AI PESCI, sec. XVI, Santuario del Noce, Camposampiero

La città di Rimini era piena di eretici infedeli. Nonostante sant’Antonio predicasse, nessuno lo ascoltava. Allora egli, recatosi in riva al mare, disse agli abitanti della città: «Dal momento che voi dimostrate di essere indegni della parola di Dio, ecco, mi rivolgo ai pesci, per confondere più apertamente la vostra incredulità». E cominciò a predicare a tutte le creature del mare, enumerando i copiosi doni elargiti loro da Dio. Ed ecco, subito, accorrere una ressa di pesci piccoli e grandi, così folta che mai fu vista una tale moltitudine. I pesci, a quel parlare, guizzavano con le bocche aperte sulla superficie dell’acqua e, ascoltato il suo sermone, si allontanarono solo dopo aver ricevuto la benedizione del Santo. Allora il popolo della città gridò al miracolo: gli eretici si convertirono e la fede cristiana si irrobustì. Colui che aveva reso attenti gli uccelli alla predicazione di san Francesco, riunì i pesci e li rese attenti alla predicazione del figlio di lui, Antonio.

 Il miracolo della visione

Bartolome' Esteban Murillo, SANT'ANTONIO DI PADOVA CON IL BAMBINO, 1656, Cattedrale, Siviglia

Trovandosi in una città a predicare, sant’Antonio venne ospitato da un abitante del luogo. Questi gli diede una stanza appartata, affinché potesse dedicarsi indisturbato allo studio ed alla contemplazione. Una notte l’uomo, passando davanti alla porta della stanzetta, dalle fessure vide una grande luce. Subito aprì temendo un incendio, ma grande fu il suo stupore quando vide comparire fra le braccia di sant’Antonio un bellissimo bambino gioioso. Il Santo lo abbracciava e baciava senza sosta. Quel bimbo era Gesù Bambino. Dopo una lunga preghiera, scomparsa la visione, sant’Antonio proibì al suo ospite di rivelare ciò che aveva visto. L’uomo obbedì, confessandolo solo dopo la morte del Santo.

 Il miracolo del salterio rubato   

Sant’Antonio possedeva un salterio scritto e annotato di sua mano, che utilizzava per le lezioni e le prediche, uno strumento prezioso custodito con cura. Una notte un novizio non seppe resistere alla tentazione di rubarlo dalla cella dove il Santo dormiva. Impossessatosi dell’ambito libro, il novizio fuggì dal convento. Sant’Antonio si mise a cercare il libro, ma non trovandolo, iniziò a pregare; in quel momento il demonio comparve al fuggitivo e gli ordinò minaccioso di tornare al convento e di restituire il maltolto. La cosa avvenne e il ladro pentitosi, dopo aver domandato perdono, fu riammesso da sant’Antonio nel noviziato. Per questo il ritrovamento degli oggetti smarriti è affidato all’intercessione del Santo e, a questo riguardo, è molto conosciuto il responsorio “Si quæris miracula” che i fedeli sono soliti recitare con frequenza durante la giornata, nel caso di smarrimento di utensili e oggetti, dai più umili ai più preziosi.

Il miracolo del bicchiere intatto 

Aleardino di Salvaterra, uno scettico cavaliere eretico, si trovava a Padova con la moglie e la famiglia. A pranzo, tutti i commensali proclamavano la grandezza di sant’Antonio ed enumeravano i miracoli che il Signore aveva elargito per intercessione del Santo. Allora Aleardino li sfidò: «Io scaglierò giù in strada questo bicchiere; se non si infrangerà, anch’io crederò in quello che dite!» E lanciò la coppa di cristallo che, sbattendo sul selciato, restò intatta fra lo stupore dei numerosi passanti. Il cavaliere corse a raccogliere il bicchiere e lo custodì come segno. Si convertì, fece penitenza e spese la vita proclamando la potenza di Cristo e del Santo.

http://santantoninob.altervista.org/index.php/s-antonio-di-padova/miracoli.html

SANT’ANTONIO: LE PREGHIERE DELLA TREDICINA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:42 am


SANT’ANTONIO DA PADOVA

BREVE TREDICINA A SANT’ ANTONIO

Si tratta di una delle devozioni caratteristiche al Santo di Padova alla cui festa ci si prepara per ben tredici giorni (invece dei soliti nove giorni della novena). La devozione ha origine dalla convinzione popolare che il Santo conceda ogni giorno ai suoi devoti ben tredici grazie e anche dal fatto che la sua festa ricorre proprio il 13 del mese; così per suo merito il tredici è diventato un numero che porta fortuna.

1. O glorioso sant’Antonio, che hai avuto da Dio il potere di risuscitare i morti, risveglia l’anima mia dalla tiepidezza e ottienimi una vita fervorosa e santa. 

Gloria al Padre…

2. O sapiente sant’Antonio, che con la tua dottrina sei stato luce per la santa Chiesa e per il mondo, illumina l’anima mia aprendola alla divina verità. 

Gloria al Padre…

3. O pietoso Santo, sempre pronto a soccorrere i tuoi devoti, soccorri anche l’anima mia nelle attuali necessità. 

Gloria al Padre…

4. O generoso Santo, che accogliendo la divina ispirazione, hai consacrato la tua vita al servizio di Dio, fa’ che io ascolti docilità la voce del Signore.

Gloria al Padre…

5. O sant’Antonio, vero giglio di purità, non permettere che la mia anima resti macchiata dal peccato, e fa’ che viva nell’innocenza della vita.

Gloria al Padre…

6. O caro Santo, per la cui intercessione tanti infermi ritrovano la salute, aiuta la mia anima a guarire dalla colpa e dalle inclinazioni cattive. 

Gloria al Padre…

7. O S. Antonio, che ti sei prodigato per salvare i fratelli, guidami nel mare della vita e dammi il tuo aiuto perché possa giungere al porto della salvezza eterna.

Gloria al Padre…

8. O compassionevole S. Antonio, che durante la vita hai liberato tanti condannati, ottienimi la grazia di essere sciolto dai legami del peccato per non essere riprovato da Dio nell’eternità. Gloria al Padre…

9. O santo Taumaturgo, che hai avuto il dono di ricongiungere ai corpi le membra recise, non permettere che io mi separi mai dall’amore di Dio e dall’unità della Chiesa. Gloria al Padre..

10. O soccorritore dei poveri, che ascolti quanti ricorrono a te, accogli la mia supplica e presentala a Dio affinché egli mi doni il suo aiuto.

Gloria al Padre…

11. O carissimo Santo, che ascolti tutti quelli che ricorrono a te, accogli con bontà anche la mia preghiera, e presentala a Dio affinché io sia esaudito. 

Gloria al Padre…

12. O sant’ Antonio, che sei stato apostolo instancabile della parola di Dio, fa’ che io possa dare testimonianza della mia fede con la parola e con l’esempio. 

Gloria al Padre…

13. O amatissimo sant’Antonio, che a Padova hai la tua tomba benedetta, guarda alle mie necessità; parli a Dio per me la tua lingua miracolosa affinché io possa essere consolato ed esaudito. 

Gloria al Padre…

Prega per noi, Sant’Antonio di Padova
E saremo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo

Dio onnipotente ed eterno, che in sant’Antonio di Padova hai dato al tuo popolo un insigne predicatore del Vangelo e un patrono dei poveri e dei sofferenti, concedi a noi, per sua intercessione, di seguire i suoi insegnamenti di vita cristiana e di sperimentare, nella prova, il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

LITANIE A SANT’ ANTONIO DA PADOVA

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo pietà
Signore, pietà Signore pietà
Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo,Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi


Santa Maria prega per noi
S. Madre di Dio prega per noi
Santa Vergine delle vergini prega per noi
Sant’Antonio: martire di desiderio prega per noi
Sant’Antonio: sublime per contemplazione prega per noi
Sant’Antonio: esempio di semplicità prega per noi
Sant’Antonio: esempio di castità prega per noi
Sant’Antonio: esempio di mitezza prega per noi
Sant’Antonio: ricco di prudenza prega per noi
Sant’Antonio: ricco di temperanza prega per noi
Sant’Antonio: ricco di fortezza prega per noi
Sant’Antonio: fervido nella carità prega per noi
Sant’Antonio: generoso nell’amore prega per noi
Sant’Antonio: amante della pace prega per noi
Sant’Antonio: nemico dei vizi prega per noi
Sant’Antonio: disprezzatore della vanità prega per noi
Sant’Antonio: modello di ogni virtù prega per noi
Sant’Antonio: gemma dei confessori prega per noi
Sant’Antonio: predicatore insigne del Vangelo prega per noi
Sant’Antonio: predicatore della grazia prega per noi
Sant’Antonio: apostolo di ogni virtù prega per noi
Sant’Antonio: dottore evangelico prega per noi
Sant’Antonio: dottore della verità prega per noi
Sant’Antonio: arca del testamento prega per noi
Sant’Antonio: vincitore del demonio prega per noi

Sant’Antonio: mirabile operatore di miracoli prega per noi
Sant’Antonio: protettore delle cose perdute prega per noi
Sant’Antonio: potente contro la lebbra prega per noi
Sant’Antonio: potente contro ogni infermità prega per noi
Sant’Antonio: potente contro la morte prega per noi
Sant’Antonio:  consolatore degli afflitti prega per noi
Sant’Antonio: emulo del Padre S. Francesco prega per noi
Sant’Antonio: immagine di Gesù Cristo prega per noi
Sant’Antonio: gloria del Portogallo prega per noi
Sant’Antonio: letizia dell’Italia prega per noi
Sant’Antonio: onore della Chiesa prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici, o Signore
Agnello dì Dio, che togli i peccati del mondo, 
abbi pietà di noi

INVOCAZIONE A SANT’ ANTONIO

(di san Bonaventura)

Ricordati, o caro sant’Antonio, che tu hai sempre aiutato e consolato chiunque è ricorso a te nelle sue necessità.

Animato da grande confidenza e dalla certezza di non pregare invano, anch’io ricorro a te, che sei così ricco di meriti davanti al Signore. Non rifiutare la mia preghiera, ma fa’ che essa giunga, con la tua intercessione, al trono di Dio.

Vieni in mio soccorso nella presente angustia e necessità, e ottienimi la grazia che ardentemente imploro, se è per il bene dell’anima mia…

Benedici il mio lavoro e la mia famiglia: tieni lontane da essa le malattie e i pericoli dell’anima e dei corpo. Fa’ che nell’ora del dolore e della prova io possa rimanere forte nella fede e nell’amore di Dio. Amen.

PREGHIERA A SANT’ ANTONIO DA PADOVA

O gran Santo, chiamato comunemente il Santo di Padova ma degno di essere nominato il Santo del mondo, perchè in ogni terra si onora il vostro merito, e tanti altari s’alzano al vostro nome, quanti sono i cuori degli uomini, deh! non sdegnate di ricevere anche i piccoli tributi della mia divozione e d’accogliermi sotto il vostro patrocinio. Voi che di frequente stringeste nelle braccia il Celeste Bambino, e ve l’accostaste al seno, riconducetelo in questo mio cuore, donde più volte l’ho scacciato peccando; ma che non parta mai più dandomi perseveranza in servirlo, e gratitudine in riamarlo.

PREGHIERA A SANT’ ANTONIO PER QUALUNQUE BISOGNO

Indegno per le colpe commesse di comparire davanti a Dio
Vengo ai tuoi piedi, amorosissimo Sant’Antonio,
per implorare la tua intercessione nella necessità in cui verso.
Siimi propizio del tuo possente patrocinio,
liberami da ogni male, specie dal peccato, 
e impetrami la grazia di……………
Caro Santo, sono anch’io nel numero dei tribolati 

che Dio ha commesso alle tue cure, e alla tua provvidente bontà.
Sono certo che anche io per mezzo tuo avrò quanto chiedo
e così vedrò calmati i miei dolori, confortate le mie angustie,
asciugate le mie lacrime, ritornato alla calma il mio povero cuore.
Consolatore dei tribolati
non negarmi il conforto della tua intercessione presso Dio.
Così sia! 

PREGHIERE A SANT’ ANTONIO PER LA FAMIGLIA

O caro sant’Antonio, a te ci rivolgiamo per chiedere la tua protezione 

su tutta la nostra famiglia.

Tu, chiamato da Dio, lasciasti la tua casa per consacrare la vita al bene del prossimo, e a tante famiglie venisti in aiuto, anche con interventi prodigiosi, per riportare ovunque serenità e pace.

O nostro Patrono, intervieni in nostro favore: ottienici da Dio la salute del corpo e dello spirito, donaci un’autentica comunione che sappia aprirsi all’amore verso gli altri; fa’ che la nostra famiglia sia, sull’esempio della santa Famiglia di Nazaret, una piccola chiesa domestica, e che ogni famiglia nel mondo diventi un santuario della vita e dell’amore. Amen.

Glorioso Sant’Antonio
Invitto propugnatore delle verità cattoliche e della fede di Gesù Cristo,
tesoriere e distributore di grazie e di portenti,
con tutta umiltà e fiducia
vengo ad implorare il tuo patrocinio in vantaggio della mia famiglia.
Io la metto oggi nelle tua mani, accanto a Gesù Bambino.
Tu assistila nelle sue temporali necessità;
Tu tieni lungi da essa il calice dei dolori e delle amarezze.
Che se non le potesse sempre e del tutto evitare,
almeno ottienile il merito della pazienza e della rassegnazione cristiana.
Soprattutto poi, salvala dall’errore e dal peccato!
Tu sai, o caro Santo, che i tempi che corrono
Sono avvelenati dall’indifferenza e dalla incredulità,
che gli scandali e le bestemmie insolentiscono per ogni dove;
deh! che non ne resti contaminata la mia famiglia;
ma vivendo sempre fedele alla legge di Gesù Cristo, 
e ai dettami della Chiesa Cattolica,
meriti un giorno di ritrovarsi tutta riunita
a godere il premio dei giusti in Paradiso.
Così sia!

AFFIDAMENTO DEI BAMBINI A SANT’ ANTONIO 

O sant’Antonio, ci rivolgiamo a te per mettere sotto la tua protezione ciò che abbiamo di più caro e prezioso: i nostri figli.

A te, immerso nella preghiera, apparve Gesù Bambino, e, mentre lasciavi questo mondo confortato dalla visione dei Signore, i bambini diffondevano l’annuncio della tua morte beata: rivolgi il tuo sguardo a questi fanciulli che ti affidiamo perché tu li aiuti a crescere, come cresceva Gesù, in età, sapienza e grazia.

Fa’ che essi conservino l’innocenza e la semplicità di cuore; concedi che abbiano sempre accanto l’affetto premuroso e la guida saggia dei genitori. Vigila su di loro perché, progredendo negli anni, arrivino alla completa maturità e, come cristiani, diano testimonianza di una fede esemplare.

O sant’Antonio nostro patrono, sii vicino a tutti i bambini e conforta anche noi con la tua continua protezione. Amen.

PREGHIERA DELLO STUDENTE
A SANT’ANTONIO DI PADOVA

O amabile S. Antonio,
che in premio della tua profonda umiltà
e angelica purezza
meritasti da Dio il dono della sapienza,
con cui approfondisti i più reconditi misteri
e li svelasti alle moltitudini
con la tua meravigliosa predicazione.
Volgi uno sguardo benigno su di me
e sopra i miei studi,
fa che io conosca il mio nulla
e mi conservi casto di mente e di corpo
per ottenere dal Signore la benedizione
necessaria
per il buon esito dei miei studi e dei miei esami,
a gloria Sua e a bene dell’anima mia.
Amen!

PER LA CONVERSIONE DI UN FIGLIO

O mio tenerissimo protettore Sant’Antonio,
che durante la tua vita mortale tanto zelo avesti per la salvezza delle anime,
ti muova a pietà l’angoscioso cuore di una madre (di un padre),
straziato alla vista dell’indifferenza religiosa del proprio figlio.
Tu sei il ritrovatore delle cose perdute, fa trovare al figlio mio 
quel retto sentiero religioso che io gli insegnai,
e per il quale egli, prima che le ree massime del mondo
ammorbassero la sua esistenza, camminava con tanta mia consolazione.
Deh! caro Santo,  tu che tante volte dissipasti le tempestose nubi del cielo
e svelasti gli inganni del demonio, fa che torni il sereno in quell’anima.
Svela le insidie del maligno Perché conosca la sua miseria spirituale,
e, qual figlio prodigo rinsavito, ritorni fra le braccia del Padre Celeste,
per non dipartirsene mai più.
Questa la grazia che da Te aspetto! Tu me la devi ottenere!

PER LA CONVERSIONE DI UNA PERSONA CARA

Amabile Sant’Antonio,
che fosti pieno di santa carità per i poveri peccatori
e non risparmiasti fatiche, orazioni e penitenze per richiamarli a Dio, 
vieni in mio soccorso,baiutami a convertire quella persona cara al mio cuore,
ma non cara a Dio per la sua vita disordinata.
Tu sai che essa non è del tutto cattiva.
Ha cuore, sente compassione dei miserabili e procura di aiutarli,
ama la propria famiglia e ne cerca tutto il bene.
Ma, infelice, mentre si interessa degli altri, trascura se stessa;
mentre si intenerisce alle altrui miserie temporali, non cura le sue spirituali.
E’ una povera cieca, e tocca a te, o tenerissimo Santo, 

a impetrarle lume da Dio.
E’ una pecorella smarrita!
Deh! riconducila tu all’ovile del buon Pastore.
Deh! falle sentire tutta l’abiezione in cui è caduta, toccale il cuore,
così che domandi a Dio e ottenga perdono e pace.
O caro Santo, ti prego!
Non negarmi questa importantissima grazia!

PER UNA PERSONA IMFERMA

Mi prostro ai tuoi piedi, o mio protettore Sant’Antonio,
e ti presento un’umile ma fervida preghiera
per quella persona, pur tua devota, che giace oppressa da fiero malore
che ne minaccia la vita.
Tu che hai un cuore benefico, tu che sei il Taumaturgo di tutti i tempi,
deh! volgi uno sguardo di compassione a quell’infelice,
ascolta le sue lacrimevoli voci,
e con la tua potente intercessione sollevala dal suo male e guariscila.
Parla a Gesù, parla a Maria, per lei.
Dalla loro bontà, per tua intercessione, si aspetta
la perduta sanità del corpo, e altre grazie spirituali.
Se le otterrà, non se ne servirà a scopo di male, 
ma se ne gioverà per attendere con maggiore proposito
alla santificazione dell’anima sua.

PREGHIERA A SANT’ ANTONIO NELL’AFFLIZIONE

Amorosissimo Sant’Antonio, tenero protettore delle anime afflitte,
io mi prostro umilmente davanti alla tua immagine
con il cuore straziato.
Nella piena dei mali che mi opprimono 
a chi posso rivolgermi per avere tranquillità e pace,
se non a te che sei lo speciale ritrovatore delle cose perdute?
E qual motivo di confidenza e di speranza
non devo avere in te che tutti invocano il Santo dei miracoli?
Nello splendore della gloria, ove Dio volle premiare le tue eroiche virtù,
non puoi dimenticare chi soffre.
Mentre sulla terra fosti tutto carità per il prossimo, e per accorrere in suo aiuto 
rompesti spessissimo le leggi della natura e operasti i più insigni prodigi,
è possibile che ora, e solamente per me,tu abbia a negare la tua intercessione?
Il mondo abbandona i suoi amici nel tempo della sventura!
Per te, tenerissimo amico di Dio, è questo il tempo 

in cui concedi più spesso i tuoi soccorsi.
Ebbene, caro Santo, tu vedi quali pene io soffra
e quali angustie mi opprimono.
Sii, te ne prego, il mio amoroso e potente protettore:
sollevami da tanti affanni, perché io non ne posso più!
Vedi che sono in procinto di soccombere sotto il peso di tante sventure che mi tormentano e di tanti nemici che mi assediano.
Intorno a me non veggo che tenebre, desolazione e tempeste:
un raggio di speranza lo trovo solo nel tuo valevole patrocinio.
Potresti lasciarmi deluso?
Se Dio, per i suoi imprescrutabili fini, non vuol togliermi da sì fiero travaglio,
ottienimi almeno la forza necessaria e la grazia di accettare tali pene con rassegnazione, di sopportarle con pazienza,di soffrirle in espiazione dei miei peccati,
per soddisfare la divina giustizia, e per meritare un giorno 

la ricompensa e la gloria dei Santi 
Così sia!

PREGHIERA PER LA SCELTA DELLO STATO

O sapientissimo Sant’Antonio,
tu sai quanto importi al bene temporale
ed eterno di un’anima,
la savia e prudente scelta dello stato.
Ecco io mi trovo dinanzi a questo interessantissimo affare,
e comprendo bene che, se mi mettessi per altra via 
da quella segnatami dalla Provvidenza,
avrei a pentirmene in questo mondo e, forse, nell’altro.
Ho bisogno di lume e di grazia!
E che meglio di te potrà ottenermene, o mio tenerissimo Protettore?
No, io non voglio fare di mio capriccio;
ma mentre dipenderò da coloro che hanno da Dio il compito di dirigermi,
porgo umile e calda preghiera a te,perché illumini essi e me,
così che lo stato che abbraccerò,
sia quello a cui il Signore mi chiama!
Non l’interesse, l’amor proprio, lo spirito del mondo,
abbiano alcuna parte nella mia scelta;
ma fa che io cerchi in essa 
soltanto la gloria di Dio
e il bene dell’anima mia.
Amen! 

PREGHIERA A SANT’ ANTONIO PER DOMANDARE LA PURITA’

O purissimo Sant’Antonio,
se tutti gli uomini portano il prezioso tesoro della purità
in fragilissimo vaso che corre ad ogni istante pericolo di rompersi,
o di essere rubato da scaltri nemici,
quanto non devo temere io, che da una parte conosco la mia debolezza e, 
dall’altra, i pericoli a cui spesso, anche senza volerlo, mi trovo esposto!
Caro Santo, tu che fanciullo mettesti la tua verginità 
sotto la tutela di Maria Immacolata,

 e fosti poi sì geloso custode di quest’angelica virtù.
da essere ognora assomigliato ad un candidissimo giglio, e stimato un vero angelo,
abbi pietà di me che sono in continue lotte col senso ribelle,
e impetrami che non abbia giammai a macchiare così bella virtù!
Tieni lontano da me tutti i cattivi pensieri, tutti i desideri sensuali, 

tutte le affezioni sregolate.
Dammi la purità della mente e del cuore; santificami così nell’anima e nel corpo.
E se il tuo solo alito ottenne ad un’anima 
che era moltissimo travagliata da impuri fantasmi e da fiere tentazioni,
la tranquillità e la calma di spirito, deh!, te ne prego,
ottieni anche a me una somigliante grazia;
non lasciarmi più a lungo esposto a fiera lotta, perché io sono debole.
Questa grazia la voglio da te, purissimo Santo, 

e, per tua intercessione, da Maria Immacolata.
Fammela per carità, perche è troppo giusto il desiderio e 
la ferma volontà mia di non offendere mai più il Signore,
e di venire un giorno a godere il premio promesso
ai puri di cuore.

PREGHIERA DOPO AVER OTTENUTO LA GRAZIA

Glorioso Taumaturgo, Padre dei poveri, 
per il gran dono ottenuto di avere il Cuor Vostro attento alle miserie degli infelici,
Voi che, prodigiosamente, avete scoperto il cuore di un avaro immerso nell’oro,
Voi che offriste al Signore le nostre suppliche e ne impetraste l’esaudimento,
gradite in segno della nostra riconoscenza
l’obolo che deponiamo ai Vostri piedi in soccorso alla sventura.
Torni a vantaggio dei sofferenti, come a nostro vantaggio;
agli uni e agli altri soccorrete, con l’usata benevolenza,
aiutandoci nelle necessità temporali, 
ma più ancora provvedete alle nostre necessità spirituali,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen! 

SI QUAERIS MIRACULA

Si quaeris miracula
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt
aegri surgunt sani. 

Cedunt mare, vincula
membra, resque perditas,
petunt et accipiunt
juvenes et cani.

Pereunt pericula,
cessat et necessitas,
narrent hi qui sentiunt,
dicant Paduani.

Cedunt mare, vincula, ect. 

Gloria Padri et Filio et Spiritui Sancto. 

Cedunt mare, vincula ecc.

V. Ora pro nobis, beate Antoni,
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi. 

Oremus:
Ecclesiam tuam, Deus, beati Antonii Confessoris tui commemoratio votiva laetificet, ut spiritualibus semper muniatur auxiliis et gaudiis perfrui mereatur aeternis. Per Christum Dominum nostrum. Amen 

SE CERCHI I MIRACOLI

(traduzione del “Si quaeris”)

Se cerchi i miracoli, ecco messi in fuga la morte, l’errore, la calamità e il demonio; ecco gli ammalati divenir sani.

Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.

S’allontanano i pericoli e scompaiono le necessità: lo attesti chi ha sperimentato la protezione del Santo di Padova.

Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Il mare si calma, le catene si spezzano; i giovani e i vecchi chiedono e ritrovano la sanità e le cose perdute.

Sant’Antonio, prega per noi.
E saremo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo
O Dio, il ricordo di sant’Antonio, dottore evangelico della Chiesa, allieti la tua famiglia, affinché, forte del suo spirito, meriti di godere un giorno la felicità eterna del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

http://www.preghiereperlafamiglia.it/sant-antonio-da-padova.htm

SANT’ANTONIO DA PADOVA: LA SUA SANTA VITA

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Le origini

Sant’Antonio è nato in Portogallo, a Lisbona, nel 1195. Una tradizione barocca indica la data del 15 agosto. Era figlio dei nobili Martino de’ Buglioni e donna Maria Taveira. La loro casa distava pochi metri dalla cattedrale. Fu battezzato con il nome di Fernando. 

Soprattutto per la mediocrità morale, la superficialità e la corruzione della società si sentì spinto ad entrare nel monastero agostiniano di São Vicente, fuori le mura di Lisbona, per vivere l’ideale evangelico senza compromessi. 
Tra gli agostiniani

Fernando dimorò A São Vicente per circa due anni. Poi, infastidito dalle continue visite degli amici, con i quali più nulla aveva a che spartire, chiese di trasferirsi altrove, sempre all’interno dell’Ordine agostiniano. Antonio affrontava così il suo primo grande viaggio, 230 chilometri circa, quanti separano Lisbona da Coimbra, allora capitale del Portogallo.

Fernando aveva 17 anni. Arrivava in un ambiente dove sarebbe convissuto con una grossa comunità di circa 70 membri per il corso di 8 anni, dal 1212 al 1220.

Furono anni importantissimi per la formazione umana e intellettuale del Santo, il quale, poteva fare affidamento su valenti maestri e su una ricca e aggiornata biblioteca.

Fernando si dedicò completamente allo studio delle scienze umane e teologiche, anche per estraniarsi dalle tensioni che attraversavano la comunità religiosa. Gli anni trascorsi a Santa Cruz di Coimbra lasciarono una traccia profonda nella fisionomia psicologica e nell’iter esistenziale del futuro apostolo. 

Da Coimbra uscì uomo maturo. La sua cultura teologica, nutrita di Bibbia e di tradizione patristica, aveva raggiunto uno stadio definitivo.

Ferdinando sacerdote

A Santa Cruz Fernando fu ordinato sacerdote, probabilmente nel 1220. Anche per il giovane Fernando venne disattesa la norma ecclesiastica che fissava a un minimo di 30 anni l’età per avere accesso al sacerdozio.

La scelta francescana

Verso fine estate del 1220 Fernando chiese ed ottenne di lasciare i Canonici regolari di sant’Agostino per abbracciare l’ideale francescano. Non è certo se abbia conosciuto personalmente i primi francescani approdati in terra lusitana. Certo, ne sentì parlare, ne subì il fascino.

Soprattutto quando i loro resti mortali di martiri, raccolti dai cristiani, furono racchiusi in due cofani d’argento e portati fino a Coimbra, dove furono collocati nella chiesa agostiniana di Santa Cruz (nella quale tuttora sono custoditi e venerati). 

La richiesta da parte di Fernando di entrare a far parte dei seguaci di Francesco d’Assisi matura in previsione di una forte vocazione alla missione e, in particolare, al martirio di sangue.

Antonio missionario

Nel settembre 1220, Fernando lascia i bianchi panni di agostiniano per rivestirsi della grezza tunica di bigello e una corda ai fianchi.

Per l’occasione, abbandona anche il vecchio nome di battesimo per assumere quello di Antonio, l’eremita egiziano titolare del romitorio di Santo Antao dos Olivãis presso cui vivevano i francescani. Dopo un breve periodo di studio della regola francescana, Antonio parte alla volta del Marocco. 

Antonio non poté dare corso al suo progetto di predicare perché preda di una non meglio specificata malattia tropicale. Per recuperare almeno in parte la salute, decise di ritornare in patria, senza però abbandonare il suo ideale di martirio. Fu dunque costretto a ritirarsi dal Marocco, prendendo a ritroso la via del mare.

Ma, a causa di un’imprevista violenza dei venti contrari, la nave fu trascinata fino alla lontana Sicilia. La sua convalescenza siciliana durò circa due mesi.

Informato dai confratelli siciliani, Antonio lasciò la Sicilia. Risalì la penisola per prendere parte al capitolo generale – detto delle Stuoie – celebrato in Assisi dal 30 maggio all’8 giugno del 1221. Era uno dei tanti, nulla aveva che lo distinguesse. Al momento del commiato non fu preso con sé da nessuno dei “ministri”.
Quando furono partiti quasi tutti i conventuali, Antonio fu notato da frate Graziano, ministro provinciale della Romagna. Saputo che il giovane frate era anche sacerdote, lo pregò di seguirlo. 

Eremita a Montepaolo

In compagnia di Graziano da Bagnacavallo e d’altri confratelli romagnoli, Antonio giunse a Montepaolo nel giugno 1221.

Le sue giornate trascorrevano in preghiera, mediazione e umile servizio ai confratelli. 

Durante questo periodo il Santo poté maturare la sua vocazione francescana, approfondire l’esperienza missionaria bruscamente interrotta, rinvigorire l’impegno ascetico, affinarsi nella contemplazione.

Le tesi più accreditate riferiscono che sant’Antonio rimase a Montepaolo fino alla Pentecoste (22 maggio) o al massimo fino a settembre dello stesso anno. 

Sulle prime, data la visione prevalentemente sacrale in cui era tenuto il sacerdote, i confratelli trattarono Antonio con venerazione.

Avendo visto che uno dei compagni aveva trasformato una grotta in una cella solitaria, gli chiese con insistenza che la cedesse a lui. Il buon fratello accondiscese all’appassionato desiderio del giovane portoghese.

Cosi tutte le mattine, compiute le preci comunitarie, Antonio si affrettava alla volta della sua grotta (ancor oggi devotamente conservata) per vivere solo con Dio, solo in rigore di penitenze e intima preghiera, in prolungate letture della Bibbia e riflessioni. Per le ore canoniche e per i pasti si riuniva ai confratelli. 

Antonio si accorse che i suoi fratelli d’ideale coniugavano preghiera e servizio reciproco. Lui, che contributo poteva portare? Ne parlò con il guardiano (il superiore dei frati). Conclusero che egli avrebbe tenuto pulite le povere stoviglie di cucina e spazzato la casa.

L’ora della chiamata 

Nel settembre 1222 si tenevano a Forlì le ordinazioni sacerdotali di religiosi domenicani e francescani. Prima che il drappello degli ordinandi si recasse nella cattedrale cittadina per ricevere gli ordini sacri dal vescovo Alberto, si era soliti rivolgere un sermone ai candidati. Ma nessuno era stato incaricato preventivamente e pertanto nessuno dei sacerdoti domenicani o minoriti presenti si era preparato. Arrivato il momento di prendere la parola in pubblico, tutti ricusarono d’improvvisare l’esortazione di circostanza. Solo il superiore di Montepaolo conosceva bene le doti di Antonio.

 L’interpellato tentò di schermirsi. Di fronte alle insistenze del superiore piegò il capo e prese serenamente la parola. Man mano che il discorso si dipanava in sonante latino, le espressioni si facevano più calde e suadenti, originali ed emozionanti. 

Egli rivelava, sia pur contro voglia, la profonda cultura biblica, la coinvolgente spiritualità. 

Commozione, esultanza, soprattutto stupore dell’uditorio. Non risalì a Montepaolo che per dire addio alla sua grotta, per riabbracciare i confratelli, raccomandandosi alla loro simpatia e preghiera.

Antonio predicatore

Sant’Antonio inizia così la sua missione di predicatore in Romagna. Parlava con la gente, ne condivideva l’esistenza umile e tormentata, alternando l’impegno della catechizzazione con l’opera pacificatrice. Attendeva alle confessioni, si confrontava personalmente o in pubblico con i sostenitori di eresie.

La Romagna, all’epoca del Santo e per secoli dopo, era una contrada funestata da una guerriglia civile endemica. Non bastasse questa maledizione, anche sul piano religioso si pativa la calamità delle sette, prima fra tutte, nelle sue ramificazioni, quella catara.

Proprio a Rimini, nel 1223, ha luogo l’episodio riportato dalla tradizione, secondo il quale sant’Antonio vince la testardaggine di un eretico che non voleva credere nella presenza reale di Cristo nell’Eucarestia. 

Teologo a Bologna

Dopo la rivelazione di Forlì, dopo che per invito dei superiori fu inviato a predicare nelle città e villaggi della Romagna, sul finire del 1223 ad Antonio viene chiesto anche di insegnare teologia a Bologna. Per due anni, all’età di 28-30 anni, come teologo insegna le basilari verità di fede al clero e ai laici, attraverso un metodo semplice ma efficace. Partiva cioè dalla lettura del testo sacro per giungere ad una interpretazione che interpellasse e parlasse alla fede e alla vita dell’uditorio.

Sant’Antonio è dunque il primo insegnante di teologia del neonato ordine francescano, il primo anello di una catena di teologi, predicatori e scrittori, che nei secoli diedero e danno onore alla Chiesa.

“Antonio, mio vescovo”

Francesco d’Assisi non voleva che i suoi frati si dedicassero allo studio della teologia. Questa indicazione fu riportata anche nella regola di vita. Ma per sant’Antonio, viste la sua solida fede e la sua integrità morale, fece una eccezione concedendogli di insegnare ai suoi frati.

E’ ormai largamente provata, in sede critica, la sostanziale autenticità della breve lettera fattagli pervenire dal Poverello. Eccone il testo, in versione italiana, secondo l’edizione stabilita da Kajetan Esser.

“Al fratello Antonio, mio vescovo, auguro salute. Approvo che tu insegni teologia ai frati, purché, a motivo di tale studio,tu non smorzi lo spirito della santa orazione e devozione, come è ordinato nella Regola. Sta sano”.

Teologo su richiesta dei confratelli

Furono i confratelli a chiedere a sant’Antonio di avviare uno studio di teologia e di insegnarvi.

Essi, vivendo a contatto con le anime, erano allarmati e dispiaciuti per la situazione d’inferiorità del giovane Ordine francescano, chiamato da un numero crescente di fedeli a coprire, assieme ai domenicani, i grossi vuoti lasciati dal clero diocesano nella conduzione pastorale e nella catechesi.

Fu in occasione del capitolo generale del 1230, avvenuto durante la traslazione delle spoglie di Francesco nella nuova basilica eretta in suo onore, che frate Antonio da Lisbona fu liberato dagli incarichi di governo dell’ordine.
Per la grande stima che godeva presso i responsabili dell’Ordine minoritico, gli fu conferito il nuovo incarico di “predicatore generale”, con la facoltà di recarsi liberamente dovunque riteneva opportuno, e prescelto, con sei altri confratelli, a rappresentare l’Ordine presso papa Gregorio IX.
Antonio a Padova

A Padova, Antonio fece un paio di soggiorni ravvicinati relativamente brevi: il primo, fra il 1229 e il 1230; il secondo, fra il 1230 e il 1231, durante il quale venne precocemente a morte. Sommando i due periodi, si arriva a mettere insieme una serie di dodici mesi o poco più. Come dire che il missionario non trascorse nella sua patria di elezione che un anno, in due puntate. Quale Padova lo attirava, lo aspettava, lo accolse? Tutta intera, nelle sue diverse, talora contrastanti, componenti.
E la troviamo unanime, pochi mesi dopo, ai piedi del suo pulpito e del suo confessionale; e in seguito appassionatamente impegnata alla sua glorificazione culturale. Padova gli servì nuovamente come scriptorium dei suoi commentari biblico-liturgici. 

I Sermones antoniani vanno considerati come l’opera letteraria di carattere religioso più notevole compilata in Padova durante l’epoca medievale. 
E ancora, la città euganea interessava vivamente Antonio per la sua università. Egli aveva un debole per i centri di alti studi. Aveva prediletto, dopo Bologna, Montpellier, Tolosa, Vercelli… Lui stesso era, sia pure fuori di strutture burocratiche, un emerito cattedratico. Ma dire università era soprattutto sinonimo di concentrazione di elementi giovanili. Antonio era un esperto “pescatore di giovani”.

Presentisse o meno che il suo peregrinare sulla terra volgeva al termine, egli aspirava a reclutare nuove leve nell’oneroso entusiasmante incarico di portatori del Vangelo. Poi, la terra veneta viveva una pace malferma. Antonio sentiva forte l’invito a intervenire, moltiplicando ogni sforzo per scongiurare il riattizzarsi dei conflitti. E ancora, non mancavano nemmeno nella fedele Padova, in forme ora subdole, ora palesi, gli adepti dell’eresia. 


I giorni di salvezza

Allo spuntar del 5 febbraio, il Santo sospese la fatica di carta, penna e calamaio. La città viveva un magico intervallo di pace dentro e fuori dei suoi confini. Si diffuse la voce che sant’Antonio intendeva predicare giornalmente, prendendo spunto dai testi offerti dalla liturgia. Ben presto non solo l’angusta chiesetta di S. Maria, ma le più ampie chiese della città risultarono via via incapaci di contenere la moltitudine crescente. La gente affluiva a grandi schiere, dove accoglierla? La voce non faceva problema, essendo Antonio dotato di un volume vocale d’eccezione. Si riunivano nelle piazze. Ma queste pure si mostrarono anguste. Anche a Padova, com’era già accaduto in Francia, sant’Antonio si vide costretto a parlare fuori città, in mezzo ai prati. Nobili e popolani, donne e uomini, giovani e vecchi, praticanti fervorosi e persone indifferenti o “lontane”, galantuomini e mariuoli, ecclesiastici e laici si disponevano in ordine sparso, aspettando con pazienza l’arrivo dell’uomo di Dio. Il vescovo Jacopo insieme con gruppi del clero prendeva parte personalmente al cammino quaresimale, da lui stesso autorizzato e seguito con la gioia del pastore che vede riunito il suo gregge in pascoli ubertosi.

Di sermone in sermone si dilatava la fama di quanto stava accadendo a Padova, provocando un continuo accrescersi dell’uditorio. Una folla incessante si assiepava intorno al suo confessionale. Era impossibile farvi fronte, sebbene dei confratelli sacerdoti e una schiera di presbiteri della città cercassero di alleggerirgli tale fatica. Non gli restava che aspettare il deflusso dei penitenti al calar della sera. L’Assidua informa che si rassegnava a rimaner digiuno fino al tramonto. Alcuni accorrevano al sacramento della penitenza, dichiarando che un’apparizione li aveva spinti alla confessione e a mutar vita.

Testimonia l’Assidua: “Riconduceva a pace fraterna i discordi; ridava libertà ai detenuti; faceva restituire ciò ch’era stato rapinato con l’usura e la violenza”.

Non posso passar sotto silenzio come egli induceva a confessare i peccati una moltitudine così grande di uomini e donne, da non essere bastanti a udirli né i frati, né altri sacerdoti, che in non piccola schiera lo accompagnavano”.

Antonio intervenne anche a modificare la legislazione comunale di Padova. Si tratta di uno statuto relativo ai debitori insolventi, datato 17 marzo 1231, lunedì santo.

Eccolo, tradotto dall’originale latino.

“A richiesta del venerabile fratello Antonio, dell’Ordine dei frati Minori, fu stabilito e ordinato che nessuno sia detenuto in carcere, quando non sia reo che di uno o più debiti in denaro, del passato o del presente o del futuro, purché egli voglia cedere i suoi beni. E ciò vale sia per i debitori che per gli avallatori. Se però una rinuncia o cessione o un’alienazione sia fatta frodolentemente, sia da parte dei debitori, sia degli avallatori, essa non abbia alcun valore e non porti danno ai creditori. Quando poi la frode non possa venir dimostrata in modo evidente, della questione sia giudice il podestà. Questo statuto non possa subire modificazioni di sorta, ma resti immutato in perpetuo”.


Nell’eremo di Camposampiero 

Diversi i motivi per cui Antonio si ritirò nel romitorio di Camposampiero.

Il primo è sottaciuto, ma intuibile. Dopo l’intenso, sfibrante lavoro della quaresima e del periodo pasquale, le forze del Santo erano pressoché esauste. 

Seconda motivazione, espressa dall’Assidua (15,2) ed echeggiata dagli agiografi successivi.

Bisognava sospendere la predicazione e la disponibilità per chi veniva a confessarsi o consigliarsi, allo scopo di lasciar libera la gente per attendere alle occupazioni rurali, essendo imminente il tempo della mietitura.

Terzo motivo: isolarsi in una località tranquilla e difficilmente accessibile, al fine di seguitare e, chissà, ultimare la stesura dei Sermoni festivi.   

Quarto movente: allontanarsi dagli occhi affettuosamente scrutatori dei confratelli padovani, che avrebbero potuto allarmarsi notando le sue condizioni di salute in crescente peggioramento e soffrirne. 

Quinto scopo, il più alto e desiderato: quello di sottrarsi alla morsa della vita attiva, frastornante e alienante se protratta sopra certi livelli, per tuffarsi nell’orazione, nel raccoglimento dello spirito, in vista del grande appuntamento. 

Possiamo ipotizzare che il Santo abbia lasciato Padova il lunedì 19 maggio, e pertanto il suo soggiorno a Camposampiero sia durato, compresa l’ipotetica parentesi dell’andata-sosta-ritorno da Verona, sui 25 giorni. 

La morte

Nella tarda primavera del 1231, Antonio fu colto da malore. Deposto su  un carro trainato da buoi venne trasportato a Padova, dove aveva chiesto di poter morire.Giunto però all’Arcella, un borgo della periferia della città la morte lo colse. Spirò mormorando: “Vedo il mio Signore”. Era il venerdì 13 giugno. Aveva 36 anni.

Il Santo venne sepolto a Padova, nella chiesetta di santa Maria Mater Domini, il rifugio spirituale del Santo nei periodi di intensa attività apostolica.

Al termine dei festosi funerali, il corpo del Santo venne sepolto nella chiesetta del conventino francescano della città.
Probabilmente non interrato, ma anzi un po’ sopraelevato, in maniera che i devoti, sempre più frequenti e numerosi, potessero vederne e toccarne l’arca-tomba. 

Un anno dopo la morte la fama dei tanti prodigi compiuti convinse Gregorio IX a bruciare le tappe del processo canonico e a proclamarlo Santo il 30 maggio 1232, a soli 11 mesi dalla morte. 

La chiesa ha reso giustizia alla sua dottrina, proclamandolo nel 1946 “dottore della chiesa universale”, col titolo di Doctor evangelicus.


http://www.ilcamminodisantantonio.org/ita/pagina.asp?id=113

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