Mirabilissimo100’s Weblog

ottobre 20, 2018

SIRIA ANCORA FALSITA’ : PER LA BBC ASSAD STA VINCENDO USANDO ARMI CHIMICHE!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 2:21 am

VIETATO PARLARE 15 10 2018

PATRIZIO RICCI

BBC comunica: Assad sta vincendo la guerra con le armi chimiche. Media di stato rilanciano

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PREMESSA:

Prima di stancarvi , vi dico subito che l’articolo della BBC – ripreso così diligentemente in massa da una pluralità di media –  non è nient’altro che l’esecuzione di un accordo, ovvero di un lucroso contratto siglato alla stregua di un’agenzia di PR. Vale la pena ricordare che non è la prima volta che questo è avvenuto. Una  queste creazioni  nell’ambito della guerra siriana, è stata l’organizzazione The Syria campaign.

In particolare, se seguite il link di “The Syria campaign” vedrete che il “back office” è costituito da Oxfam, Greenpeace, le Nazioni Unite e la BBC. Per quando possa sembrare incredibile, anche la BBC e l’Organizzazione delle Nazioni Unite è parte integrante del “gruppo di pressione” finalizzato a porre fine alla “dittatura” di Bashar al Assad. (l’avevo scritto a suo tempo su il Sussidiario) .


…una delle prime ‘creazioni’ per indirizzare la pubblica opinione,  è stata l’organizzazione The Syria campaign. In particolare, se seguite il link di “The Syria campaign” vedrete che il “back office” è costituito da Oxfam, Greenpeace, le Nazioni Unite e la Bbc.

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ECCO COSA E’ SUCCESSO

Mi metto sulla cyclette e leggo sul mio tablet nella rassegna stampa di Ansa: “Siria: Bbc, almeno 106 attacchi chimici . Così Assad sta vincendo la guerra ”. Il significato non da adito a fraintendimenti: Assad sta vincendo la guerra contro i jihadisti con le armi chimiche che ha usato ben 106 volte.

Ecco lo screenshot del titolo del rilancio Ansa:

Tornato in casa, accendo il PC e mi metto alla ricerca di qualche riscontro. Innanzitutto vado sul sito della BBC, in cui la news occupa una posizione secondaria nella disposizione della ‘home’. Ma è graficamente straordinariamente ben fatta, con innografiche animate e grafici (per farli io ci rimetterei molti dei miei stipendi). Ma sono perplesso, davanti a tanta grossolanità nei contenuti mi chiedo perché tanto lavoro, visto che manca il principale ingrediente per una notizia: la verità.

Ed è su questo che vorrei richiamare la vostra attenzione…

 

Il che tradotto significa:

Allora, com’è che il signor Assad è stato così vicino a vincere questa sanguinosa e brutale guerra?

Un’indagine congiunta di BBC Panorama e BBC Arabic mostra per la prima volta la misura in cui le armi chimiche sono state cruciali per la sua strategia vincente.

Stento a credere ai miei occhi. Ma quale sarebbe la fonte? Ecco la risposta della BBC:

Che tradotto vuol dire :

La BBC ha stabilito che ‘ci sono prove sufficienti per essere sicuri che almeno 106 attacchi chimici siano avvenuti in Siria dal settembre 2013, quando il presidente ha firmato la Convenzione internazionale sulle armi chimiche (CWC) e ha accettato di distruggere le scorte di armi chimiche del paese’.

La Siria ha ratificato la CWC un mese dopo un attacco di armi chimiche in diversi sobborghi della capitale, Damasco, che ha coinvolto l’agente nervino Sarin e lasciato centinaia di persone morte. Le orribili immagini delle vittime che si agitano in agonia hanno scioccato il mondo. Le potenze occidentali hanno detto che l’attacco potrebbe essere stato effettuato solo dal governo, ma Assad ha accusato l’opposizione.

…..ma né OPCW, nè indagini indipendenti danno contezza di questo che asserisce la BBC

E’ singolare che la BBC sia riuscita a fare quello che neanche l’OPCW è riuscita a fare (non ha mai dato le stesse conclusioni), la BBC ha sconfessato addirittura i governi occidentali hanno mai fornito alcuna prova indipendente. Al contrario, ci sono evidenze che l’attacco riferito sia stato un ‘false flag’ dei ribelli. In proposito esistono vari dossier indipendenti ( (vedi rapporto Onurapporto del Mitconclusioni HeshHuffington Post e inchiesta Insteams).)

Ma allora come è riuscita a dare queste conclusioni? E’ semplice: prendendo per buone in toto le prove dei ribelli e dei ‘White Helmet’. Dimostrando in questo, addirittura meno scrupolo dei belligeranti…

Poi c’è la terribile foto che correda la nota Ansa. E’ del 2017, è stata fatta a  Khan Sheikhoun e corrisponde a quella diffusa dei White Helmet nell’attacco ‘false flag ‘ di aprile, su cui l’OPCW non ha trovato alcuna prova di colpevolezza a carico dell’esercito governativo. 

Ma innumerevoli sono le evidenze di segno opposto. Ad esempio, nell’ultima settimana di marzo del 2018 all’’Aja presso la sede dell’Opcw si è svolta una conferenza che ha demolito le tesi del presunto incidente chimico di Douma. 17 testimoni presenti nel luogo del preteso attacco chimico di Duma hanno chiarito che è stato frutto di una messinscena per provocare l’intervento occidentale. Ma evidentemente esistono testimoni di serie A o di serie B. Ovvero il discrimine è rispetto a ciò che dicono.

Ma proseguiamo . Leggo su Ansa che:

“…L’inchiesta della Bbc ha esaminato 164 segnalazioni di attacchi chimici che sarebbero avvenuti in Siria dalla firma della Convenzione ad oggi. Oltre ai rapporti delle organizzazioni internazionali, la Bbc ha analizzato, con l’aiuto di vari analisti indipendenti i dati disponibili sulla rete, incluse testimonianze delle vittime, fotografie e video, tenendo conto solo di quelli con più di un riscontro. La maggior parte di questi attacchi sarebbe avvenuta nella provincia di Idlib”.

Da 106 a 164. Ma quanti attacchi chimici sono avvenuti in Siria?L’ambasciatore Jaafari la prima settimana del 2018 ha detto in sede Onu che la Repubblica siriana ha fatto 140 segnalazioni particolareggiate di uso di armi chimiche da parte dei ribelli siriani senza alcuna risposta da parte dell’Onu.  La vicenda si fa sempre più confusa. La comunicazione della BBC è straordinariamente vaga anche se ha realizzato un’ottima grafica. Non potrebbe essere altrimenti visto che che di sostanza non c’è nulla e la fonte a cui la BBC rimanda è sé stessa.

Il ‘timing’…

Ma esaminiamo il ‘timing’. Perché ora questa notizia? Cosa si vuol ‘rinfrescare‘? Il motivo della comunicazione è molto semplice. Ad Idlib , non tutti i gruppi ribelli – sta a dire quelli più radicali – hanno accettato il piano di cessate il fuoco che comprenda la zona ‘buffer’ decisa tra Russia e Turchia a Sochi a settembre. Così si rilancia il solito asso di coppe delle armi chimiche . Una carta che a quanto pare è pronta sempre nascosta nella manica.

La cosa è questa volta particolarmente spudorata e sfacciata. Dalla loro parte ci sono solo i mezzi di cui dispongono e questo genere di notizie passano indifferentemente dalla notizia di Belen che gli si scopre la tetta in trasmissione e l’Orietta Berti coinvolta in caso simile (queste notizie erano precedenti nella mia rassegna stampa).

Se Ansa e media si occupassero di gossip, forse riuscirebbero meglio in questo. Certamente guadagnerebbero di più visto che questo è all’apice del loro interesse. Non sono  niente più che aziende e non certe etiche.

Ormai è sotto gli occhi di tutti che l’informazione anziché informare, istruisce.

In Gran Bretagna il Foreign Office stanzia fondi per questo. Non c’è niente di ‘segreto’ in questo. In un servizio il Guardian  ha chiarito che il governo inglese manipola l’informazione, non lo fa direttamente ma tramite   la Regester Larkin, una società di consulenza di comunicazione internazionale. Questa, a sua volta, ha messo in piedi una società denominata‘Innovative Communications & Strategies’, o ‘InCoStrat‘, che ha rilevato il contratto a partire da novembre 2014. Per non parlare dell’Osservatorio dei siriano dei diritti umani  che per anni è stata l’unica fonte delle notizie provenienti dalla Siria, organo di informazione costituito da un unico individuo residente in provincia di Londra e finanziato allo stesso modo dal governo inglese e dai paesi europei.

Buongiorno Italia e che Dio ci protegga.

Patrizio Ricci – Vietato Parlare

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http://www.vietatoparlare.it/bbc-comunica-media-di-stato-rilanciano-assad-sta-vincendo-la-guerra-con-le-armi-chimiche/?fbclid=IwAR2OsJ35Cv1IYJeyhpFTcszQzuYvJe1EsYEN0ZFi3rC9V-sJskPtpKY1YhM

SIRIA: L’OCCIDENTE E’ RIMASTO INORRIDITO PER AVER APPRESO CHI SONO VERAMENTE I CASCHI BIANCHI HA DETTO LAVROV!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 2:04 am

L’ANTIDIPLOMATICO 17 10 2018

Lavrov: L’Occidente “è rimasto inorridito” dopo aver appreso la storia dei Caschi bianchi

Lavrov: L'Occidente è rimasto inorridito dopo aver appreso la storia dei Caschi bianchi

Tre mesi dopo la loro evacuazione dalla Siria, i membri della controversa organizzazione rimangono in Giordania perché i paesi occidentali non vogliono accettarli dopo avergli promesso il contrario, secondo il ministro degli Esteri russo.

I membri dei caschi bianchi evacuati dalla Siria lo scorso luglio non sono ancora stati accettati dal Canada e in diversi paesi europei e rimangono in Giordania, dal momento che i paesi occidentali sono rimasti “inorriditi” dopo aver appreso la loro storia. Lo ha affermato ieri il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un’intervista a Euronews.
Lavrov ha ricordato che circa tre mesi fa, i partner occidentali “avevano deciso di, come dicevano, salvare le squadre dei Caschi Bianchi nel sud della Siria”. Poi hanno chiesto alla Giordania che ospitava gli attivisti con le loro famiglie di trattenerli “temporaneamente, per circa tre o quattro settimane” prima di essere trasferiti in altri paesi, tra cui Regno Unito, Canada e Germania. Tuttavia, “sono passati tre mesi e sono ancora lì”, ha affermato il capo della diplomazia russa.

Secondo i dati provenienti dalla Russia, i paesi occidentali si sono impegnati con la Giordania per “prendere queste persone” e di accoglierli in Europa e in Canada, ma “hanno cominciato a studiare i fascicoli personali dei caschi bianchi e sono rimasti inorriditi”, ha svelato il ministro russo, il quale ha spiegato che “i paesi europei hanno semplicemente già paura” di accettare questo tipo di persone con inclinazioni “criminali”.

Anche se i volontari Caschi Bianchi dicono di perseguire obiettivi nobili ed essere disposti a “rischiare la vita per salvare gli altri e portare speranza” per la Siria, la loro attività ha provocato polemiche e controversie.

Uno degli scandali più noti di tutta questa organizzazione è scoppiata quando alcuni media, hanno smantellato la loro messa in scena su un presunto attacco chimico a Douma (Damasco) il 7 aprile scorso.

Fonte: Euronews
Notizia del: 
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SIRIA: L’AMBASCIATORE SIRIANOALL’ONU ACCUSA LA COALIZIONE!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 1:55 am

L’ANTIDIPLOMATICO  18 10 2018

La Siria attacca gli USA: “La coalizione ha combattuto tutto tranne il terrorismo”

La Siria attacca gli USA: La coalizione ha combattuto tutto tranne il terrorismo

L’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Al-Ja’afari, ha bocciato la coalizione degli Stati Uniti durante il suo breve discorso alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

 

Durante il suo discorso al Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’ambasciatore siriano delle Nazioni Unite, Bashar Ja’afari ha accusato la Coalizione statunitense di usare armi vietate contro i civili nella provincia di Deir Ezzor in Siria.

Ja’afari ha sostenuto che la coalizione statunitense ha usato il fosforo bianco mentre bombardava le postazioni dell’ISIS nella parte orientale della valle del fiume Eufrate.

Il diplomatico siriano ha aggiunto quindi che la Coalizione statunitense ha fatto ben poco nella lotta contro i terroristi all’interno della Siria.

“Questa cosiddetta coalizione ha combattuto tutto tranne il terrorismo”, ha ribadito Ja’afari al Consiglio di sicurezza dell’ONU.

La coalizione degli Stati Uniti non ha risposto alle accuse dell’ambasciatore siriano.

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SYRIA: ISIS TAKE 700 REFUGEES HOSTAGE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 1:47 am

 

RT 15 10 2018

ISIS take 700 refugees hostage as US keeps ‘imitating’ fighting terrorists in Syria – MoD

ISIS take 700 refugees hostage as US keeps ‘imitating’ fighting terrorists in Syria – MoD

Islamic State terrorists in Syria © AFP

slamic State terrorists have attacked a refugee camp in Syria’s Deir ez-Zor province and took hundreds of people hostage, while the US and its allied armed groups looked away, according to the Russian Defense Ministry.

The brazen assault on the El Bahra refugee camp took place on Saturday and saw “130 families of about 700 people”abducted and taken away to Hajin, the head of the Russian Reconciliation Center, Major General Vladimir Savchenko, said in a statement.

“The kidnapped civilians… can be used by terrorists as a ‘human shield’” to protect them from the possible advance of the US-backed Syrian democratic forces, he said.

The town of Hajin, where the people were taken, is located in the 20-kilometer area along the eastern bank of the Euphrates River currently controlled by Islamic State (IS, formerly ISIS/ISIL) terrorists. IS has managed to maintain control of such large territory in Deir ez-Zor as a result of “inaction of the US-backed armed units,”Savchenko emphasized.

“The US-led coalition and the Pentagon-controlled Kurdish forces continue to imitate the fight against Islamic State in the south of Deir ez-Zor province,” without making actual steps to eradicate the terrorists, he said.

Read more in this Link:

https://www.rt.com/news/441348-isis-hostages-syria-us/

 

 

SIRIA: L’ISIS RAPISCE 700 CIVILI A NORD DELL’EUFRATE!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 1:42 am

VIETATO PARLARE 16 10 2018

L’ISIS rapisce 700 civili a nord del fiume Eufrate

“L’ISIS ha preso in ostaggio 700 profughi mentre gli Stati Uniti continuano a ‘imitare’ la lotta contro i terroristi in Siria” – (Ministero della Difesa russo)

Secondo il ministero della Difesa russo, i terroristi dello stato islamico hanno attaccato un campo profughi nella provincia siriana di Deir ez-Zor e hanno preso in ostaggio centinaia di persone, mentre gli Stati Uniti e i loro gruppi armati alleati hanno guardato altrove.

L’assalto sfrontato al campo profughi di El Bahra si è svolto sabato e ha visto “130 famiglie di circa 700 persone” rapite e portate via ad Hajin, lo ha riferito il responsabile  del Centro di riconciliazione russo,  maggiore generale Vladimir Savchenko,  in una nota diffusa da RT.

“I civili rapiti possono essere usati dai terroristi come  ‘scudi umani’” per “proteggersi dal possibile avanzamento delle forze democratiche siriane sostenute dagli Stati Uniti”.

La città di Hajin, dove sono state prelevate le persone, si trova nell’area di 20 chilometri lungo la sponda orientale del fiume Eufrate attualmente controllata dai terroristi dello Stato Islamico ( ISIS ). L’ISIS è riuscito a mantenere il controllo di un territorio così ampio in Deir ez-Zor come risultato dell’ “inazione delle unità armate sostenute dagli Stati Uniti”, ha sottolineato Savchenko.

https://www.rt.com/news/441348-isis-hostages-syria-us/

Intanto, l’esercito siriano da settembre è impegnato contro l’ISIS nella difficile offensiva “Operazione Dignità” sulle vette strategiche di Tulul #Safa, nel deserto di #Suweida. I governativi si trovano a fronteggiare un nemico molto insidioso e numericamente rilevante,  in un terreno montuoso impervio molto difficile, ricco di caverne e di fessure.

Il filmato che segue fornisce un’idea delle difficoltà che l’esercito siriano sta incontrando da settimane per stanare l’ISIS su un terreno difficile e ricco di appigli tattici.

Ciò avviene mentre i drusi del moovimento Rijal al-Karama hanno minacciato il governo siriano di ribellarsi se lo stesso non fornirà subito una soluzione al problema delle donne di Suweida rapite e detenute dallo”Stato islamico” “.

Anche da questo altro elemento si evince che la presenza USA in Siria continua a non essere principalmente indirizzata contro l’ISIS, contro cui impiega risorse molto blande. Ricordo che da molti documenti desecretati si evince che gli Stati Uniti hanno facilitato l’ascesa dell’ISIS e l’Arabia Saudita ha fornito all’organizzazione terroristica, sostanziale sostegno.

Continua a leggere in questo Link:

http://www.vietatoparlare.it/lisis-rapisce-700-civili-a-nord-del-fiume-eufrate/?fbclid=IwAR2C1YiYNtiE-XNFidS1-3HQVuAMTbw2p3OD64QQbWO-9uhclF_3XX9_t3s

ottobre 1, 2018

SIRIA: INTERVISTA A PADRE DANIEL MAES

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:29 am

‘Senza Putin, la Siria avrebbe cessato di esistere’: intervista a padre Daniel Maes

Secondo il padre fiammingo Daniel Maes, che vive in Siria dal 2010, la copertura della guerra in Siria si basa su menzogne. Il Presidente Bashar al-Assad non è il problema, ma lo sono invece i nostri politici, che sostengono l’ISIS e Al Nusra, solo per rovesciare il governo siriano. “I veri capi terroristi si trovano nell’Occidente e nell’ Arabia Saudita”.
Padre Daniel Maes,79 anni, è tornato nel suo paese natale, il Belgio, per trascorrere un periodo nell’Abbazia Norbertine al villaggio fiammingo Postel. Nel 2010 ha lasciato il Belgio per la Siria, quando il Paese non era ancora in guerra. A Qara ha vissuto momenti critici, soprattutto quando il villaggio di 25.000 persone è stato invaso da un esercito ribelle di circa 60.000 uomini.
Adesso Padre Daniel Maes è in Belgio per recuperare le forze dopo essersi ammalato in Siria (‘ ho pensato: è la fine ‘) e non tollerava più la cucina locale. Ma è venuto in Belgio anche per raccontare alla gente in Occidente la “vera storia” della Siria, poiché i media mainstream non scrivono la verità.Verso metà giugno ritornerà con le valigie pieno di aiuti umanitari per la popolazione siriana bisognosa.
 
Intervista di Eric van de Beek 
Russia Insider, 13 giugno 2017
Lei vive in un monastero risalente al sesto secolo D.C., in un paese lontano da casa. Perchè?
Sono arrivato a Qara su invito della madre superiora, Suor Agnes-Mariam. È un bel personaggio. Per anni, lei ha girovagato il mondo come un’ hippie. E lei ha il dono di modernizzare la vita del monaco, mantenendone comunque l’autenticità. Nel monastero Mar Yakub io ho trovato quello che avevo cercato per tutta la mia vita: entusiasmo carismatico, apertura ecumenica, opera missionaria e la cura per i poveri. Il monastero era un rudere quando madre Agnes-Mariam l’ha scoperto nell’anno 2000 e dopo sotto la sua guida è stato restaurato in modo splendido. Sono venuto come un turista e l’avrei lasciato come un turista, ma madre Agnes-Mariam mi ha chiesto se volevo organizzare un anno propedeutico in questo monastero, cioè una preparazione per la formazione al sacerdozio, il primo seminario cattolico di tutta la Siria, e così ci sono rimasto.
 
Qual era la sua impressione della Siria prima della guerra? 
Era un bellissimo paese. Come mi aspettavo, mancava la libertà politica. Ma sono soprattutto rimasto sorpreso in modo piacevole. Ho apprezzato molto l’ospitalità orientale, e ho sperimentato una società pacifica e ordinata che non avevo mai sperimentato prima nel mio paese o altrove. Rubare e insolenza erano praticamente inesistenti. Molti gruppi religiosi ed etnici vivevano in armonia tra loro.
Il paese non aveva debiti e non c’erano i senzatetto. Al contrario, oltre 2 milioni di rifugiati dai paesi vicini, come l’Iraq, erano curati e trattati nello stesso modo dei nativi siriani. Inoltre, la vita quotidiana era molto economica, come il cibo. Scuole, Università e ospedali erano gratuiti anche per noi stranieri. Ho parlato con un chirurgo francese che mi ha detto che gli ospedali in Siria erano meglio di quelli in Francia.

Come è cominciato il conflitto in Siria? L’opinione prevalente in Occidente è che le prime proteste a Homs sono iniziate pacificamente, e che le cose sono precipitate (escalation) perché il governo ha reagito in modo violento.

Questo è una sciocchezza totale. Ho visto con i miei occhi come questa cosiddetta sollevazione popolare si è presentata a Qara. Un venerdì sera, nel novembre 2011, sulla strada verso il Vicariato dove ero invitato, ho visto un gruppo di circa quindici giovani presso la Moschea centrale. Gridavano che Assad era un dittatore, e che doveva lasciare il paese. Poi ho visto altri ragazzi che hanno fotografato queste scene. Hanno fatto tantissimo chiasso che mi ha dato i brividi. L’ho riferito al Vicario, ma lo sapeva già. Ha detto che già da tempo erano venuti qui alcuni uomini da fuori della Siria, per fare rumore, e invitando i giovani locali a scattare foto e video. Se consegnavano questi materiali ad Al Jazeera, avrebbero ricevuto denaro. “
Questo succedeva nello stesso tempo in cui è iniziata la violenza a Homs? 
Doveva essere intorno a quel tempo. Il padre olandese Frans van der Lugt, che viveva a Homs e fu poi ucciso lì, aveva anche visto e segnalato tutto questo nelle sue lettere dove scriveva anche che non era la polizia che ha iniziato a sparare, ma invece i terroristi nascosti tra i manifestanti.

Il ministro olandese degli affari esteri Bert Koenders ha dichiarato che Assad dovrebbe essere processato dalla Corte penale internazionale dell’Aia per i crimini di guerra.

Koenders è proprio come gli altri cosiddetti leader europei. E’ un ragazzino che fa il gioco di imperatore, pur non accorgendosi di non aver vestiti addosso. Chiunque, anche con mezzo cervello può vedere che lui è un burattino degli americani, dicendo esattamente le cose che è costretto a dire. Colui che serve gli interessi di potenze straniere e distrugge la vita delle persone di altre nazioni è un leader terrorista, indegno del nome di un uomo di stato.

Assad non ha sbagliato niente?

Guarda l’attacco con il gas velenoso in Goutha, vicino a Damasco, nel 2013, per cui Assad è stato accusato immediatamente. È così difficile capire che i terroristi erano dietro tutto questo?
Un anno prima dell’attacco con il gas velenoso, Obama ha detto che , “l’uso di armi chimiche implica una linea rossa”. In quel momento ogni giornalista dovrebbe aver pensato: “questo suona come il Presidente Bush, il quale ha detto che ” entro 48 ore, le armi di distruzione di massa dell’Iraq devono venire alla superficie”.
Ma i giornalisti si lasciano di nuovo ingannare.
Una Commissione internazionale d’inchiesta è stata inviata a Damasco, accompagnata dai media di tutto il mondo, e subito dopo il loro arrivo, c’è stato questo attacco enorme di gas velenoso, praticamente sotto il loro naso. Che tempismo, no? E questo precisamente a Ghouta, che è un’area disabitata, dove il popolo era già fuggito molto tempo fa. Entro due ore sono saltate fuori immagini con bambini morenti nelle stanze. Immagini di una qualità da Hollywood. Hanno scoperto che alcune foto sono stato scattate molto tempo prima e altre foto solo due ore dopo l’attacco. E da nessuna parte c’erano in vista le madri in lutto.
Tuttavia i padri e le madri erano assolutamente in lutto, ma essi non vivevano a Ghouta. I padri e le madri si trovavano a 200 chilometri di distanza, nei loro villaggi nei dintorni di Latakia. Loro hanno riconosciuto i loro figli nelle foto. Due settimane prima dell’attacco di gas velenoso infatti, i loro villaggi erano stati attaccati dai terroristi, che avevano rapito i loro figli. Così, questi bambini nelle immagini erano infatti bambini rapiti da Latakia, che sono stati uccisi per fare un colpo mediatico. Com’è possibile che ci siano tanti stupidi giornalisti che non hanno capito questo? Tutto questo è ben documentato nella relazione della madre Agnes-Mariam.

Pensa che non siano stati commessi affatto crimini di guerra da parte delle autorità siriane? Nel mese di febbraio, Amnesty International ha pubblicato un rapporto su esecuzioni di massa in un prigione vicino a Damasco.

Se, come giornalista, vuoi sapere cosa sta davvero succedendo in Siria, devi venire personalmente in Siria per scoprire la verità invece di leggere solo i rapporti di Amnesty. E io vi chiedo: come è possibile che un presidente che ha commesso tanti crimini di guerra contro il suo popolo sia ancora vivo e non ancora assassinato in un paese affollato di terroristi assassini? E perchè si vedono allora così tante persone in Siria con una foto di Assad sui finestrini delle loro auto?

Cristiani, sciiti, drusi e alawiti forse. Ma anche sunniti? 
Assolutamente. La stragrande maggioranza dei sunniti è pro Assad. Se tu vieni a Tartous, dove vivono molti sunniti, vedrai non solo immagini di Assad, ma anche di Putin.

Per il rapporto di Amnesty sulla prigione di Saydnaya, decine di testimoni sono stati intervistati. 
Questo è falso. L’ultima storia è che Assad ha cremato migliaia di persone in quella prigione. Questo non può essere vero. Questa prigione è così piccola, che non avrebbero mai potuto fare questo in un breve periodo di tempo.
Amnesty ha anche detto che non può confermare la storia degli US di cremazioni.
Ma Amnesty non lo ha neanche negato. E nel frattempo, i media hanno ripetuto questa ridicola denuncia così spesso che il pubblico ha iniziato a credere che sia la verità.

Come vede il ruolo del giornalismo? Come è possibile che il loro punto di vista sulla Siria sia così diverso dal suo?

Per questo devi leggere quel libro del giornalista tedesco Udo Ulfkotte: “Bought Journalists” (giornalisti comprati), che scrive della sua propria esperienza. Quando si va contro l’opinione dominante e non si segue lo ‘script’ (la versione corretta), arriva inevitabilmente lo scontro con i Poteri di fatto. E come conseguenza ti mettono fuori dal mercato.
In un certo senso posso capire questi giornalisti. Hanno spesso una famiglia di cui prendersi cura.
Ma io non sono assolutamente in grado di capire come un’organizzazione come ‘Pax Christi’ supporta l’assassinio dei cristiani siriani. Agendo nel nome delle comunità ecclesiali, essi promuovono e sostengono questi cosiddetti “ribelli moderati”. In questo modo essi si sono messi completamente contro i cristiani, i vescovi e i Patriarchi in Siria.
Ho visto una presentazione di un cosiddetto esperto di Medio Oriente di Pax Christi. Alla fine del suo intervento, ha mostrato le sue fonti. Erano: Al Jazeera, Al Jazeera e Al Jazeera.
Perche tanti paesi vogliono sbarazzarsi di Assad?
Nel 2009 il Qatar domandava a Bachar-al-Assad il permesso di far passare un ‘pipeline’ attraverso la Siria verso il Mediterraneo. Assad ha detto di no perché aveva già concesso a Iran e la Russia tale progetto. Poi è cominciata la guerra, e non nel 2011. Non dobbiamo dimenticare che Homs è un luogo importante per il passaggio del ‘pipeline’. Perciò non è una coincidenza che la violenza è iniziata proprio in Homs e che la stazione televisiva del Qatar, cioè ‘Al Jazeera’ lo trasmetteva nel dettaglio.
 
E gli altri paesi? Perché trattano Assad con tanta ostilità? 
Per l’Occidente, è inaccettabile che la Siria sia ancora uno dei pochi paesi con una banca centrale che è veramente indipendente e che il paese non avesse nessun debito di stato e così non avesse bisogno di essere ‘salvato’.
E i turchi vogliono solo far rivivere l’Impero ottomano. È scandaloso quello che hanno fatto in Aleppo. La città di Aleppo era il cuore industriale della Siria. I turchi hanno smantellato tutte le fabbriche in pochi giorni e hanno trasportato il tutto in Turchia.

Israele è anche un motore molto importante dietro il conflitto. I sionisti vogliono uno stato ebraicopuro dal Nilo all’Eufrate. Vogliono tagliare la Siria in Stati piccoli, deboli, che lottano l’uno contro l’altro. Come il vecchio motto romano: ‘divide et impera’: dividi e domina. Gli israeliani stannobombardando la Siria, mentre curano i terroristi feriti e forniscono armi.

Penso che il sionismo è così male per l’ebraismo come ISIS lo è per l’Islam. Ma non lo diciamo ad alta voce, perché molti potrebbero prendersela.
Gli israeliani dicono che hanno preso parte al conflitto a causa della presenza delle milizie di Hezbollah. 
Questo è vero. Ma Hezbollah è uno dei più grandi movimenti di resistenza. Ho parlato con giovani uomini di Hezbollah, e dicono: “Abbiamo iniziato la nostra organizzazione, quando i sionisti sono venuti a cacciarci e uccidere le nostre famiglie. E quindi aiutiamo coloro che vengono eliminati nello stesso modo.”

Israele considera Hezbollah come un’organizzazione terroristica. 
È anche grazie a Hezbollah che tanti cristiani e altri siriani sono ancora vivi. Sono venuti in nostro soccorso nelle nostre ore più buie. E lo stesso vale per l’esercito siriano e i russi. Se Putin non fosse venuto in nostro aiuto nel 2015, la Siria avrebbe certamente cessato di esistere.

Si dice che i russi sono venuti in Siria per tenerla nella loro sfera di influenza.
Certamente ci saranno alcuni interessi in gioco. Ma Putin è un vero cristiano, che vuole difendere il cristianesimo. E vuole anche un ordine mondiale multipolare, in cui nessun paese domini gli altri. Infastidisce Putin che gli americani non rispettano le regole internazionali. Gli americani hanno rovesciato il governo ucraino e poi hanno avuto la faccia tosta di dire che i russi hanno risposto così aggressivamente. La Siria è un paese sovrano. Ecco quello che Putin sottolinea. Egli dice anche: «Non siamo in Siria per la protezione di Assad, ma per la protezione dello stato siriano». La Russia non vuole un altro stato fallito, come l’Iraq e la Libia. E non dimentichiamo: quello militare russo è l’unico l’esercito straniero in Siria con il  consenso del governo siriano. Che cosa stanno facendo gli altri paesi in Siria? Gli americani? I francesi? I sauditi? Non hanno diritto di essere lì. Stanno solo lavorando alla distruzione della Siria.

I governi occidentali dicono che stanno combattendo ISIS. Ha dei dubbi? 
Vi ricordate quelle immagini stile Hollywood su come l’ISIS ha fatto la sua entrata in Siria? Unacolonna infinita di Toyota nuove. Si muovevano attraverso il deserto come bersagli. Non sarebbe stato facile per l’Occidente di spazzarli via dalla faccia della terra ? Ma non è accaduto niente. E perché no? E come hanno fatto ad avere tante Toyota nuove? Chi gli ha fornito questi nuovi costosi fuori strada?
Ripetutamente sentiamo che l’ISIS ottiene ‘accidentalmente’ armi che erano destinate agli inesistenti ribelli moderati, e sentiamo anche che ‘per errore’  hanno bombardato le truppe del governo siriano. Gli Stati Uniti e i suoi alleati uccidono qua e là alcuni guerrieri di ISIS, ma queste sono piuttosto delle eccezioni.

I cristiani sono una minoranza in Siria. Come considerano la violenza dell’ISIS, al Nusra e altri gruppi? Come un problema dell’Islam? 
Prima di tutto, essi considerano questi gruppi terroristici come strumento politico dell’Occidente per distruggere la Siria e per cambiare il regime. E non solo i cristiani, ma anche i musulmani in Siria sono dello stesso parere. Si vergognano dell’ISIS e Al Nusra. Dicono: “Questo non è l’Islam.”

Come vedete la violenza nell’Islam?

L’Islam è ambiguo. Il Corano contiene versi molto belli sulla pace. Ma nel Corano si dice anche che i miscredenti, i non-musulmani, devono essere uccisi.

Neanche la Bibbia e la Torah non sono esenti da violenza.
E’ così. Ma le imperfezioni dell’Antico Testamento sono superate nel Nuovo Testamento. E del Corano, si potrebbe dire: è l’Antico Testamento senza lo spirito del Nuovo Testamento.

Ma Gesù disse: “Non sono venuto a portare la pace ma la spada.” 
Se uno uccide o ferisce qualcuno con la spada, poi in tutta la cristianità nessuno dirà, “quell’uomo sta seguendo il Vangelo”. Ma se un musulmano si fa esplodere in mezzo a un grande gruppo di persone, poi ci sono  musulmani che diranno, “in realtà dovrei farlo anch’io, ma non ho il coraggio.”

Ma le vostre esperienze con i musulmani in Siria sono principalmente positive?
Sono sempre stato trattato con la stessa ospitalità dai musulmani come dai cristiani. La Siria è uno stato laico. I siriani si considerano in primo luogo come siriani e in secondo luogo come cristiani, sunniti, grapi, alawiti o sciiti. È chiaramente visibile nel governo siriano: vi si vedono ministri di varie religioni. Ognuno può essere se stesso. La cooperazione armoniosa delle popolazioni è sempre stata una caratteristica della Siria. Si consideravano come una sola famiglia. Ho anche incontrato un colonnello dell’esercito siriano, un sunnita, che mi ha chiesto la benedizione prima di partire per Aleppo.

Che pensano i cristiani in Siria del sostegno dei governi occidentali ai gruppi jihadisti? 
Soffrono per il fatto che i loro fratelli cristiani in Occidente li hanno abbandonati. Semplicemente non lo capiscono.

Forse ci sono cristiani in Siria che approvano il fatto che l’Occidente sostiene gruppi armati? 
Non conosco queste persone, ma se li state cercando, forse li troverete. Ci sono sempre eccezioni alla regola, ma il siriano medio si oppone a qualsiasi supporto dell’Occidente verso qualsiasi gruppo armato.

E’ in contatto con qualche politico nell’Unione Europea? 
Ho parlato con Herman van Rompuy, nel 2012, quando era presidente del Consiglio Europeo. Ho avuto l’impressione che sapeva a malapena dove era la Siria. Tutto quello che sapeva della Siria era fondato sui rapporti che descrivono il paese come la dittatura più terribile del mondo. Quell’incontro mi ha veramente deluso. Quando gli ho detto che nella mia esperienza il presidente Assad è sostenuto da una vasta maggioranza della popolazione, anche da quella sunnita, lui mi ha guardato come se avessi commesso un sacrilegio. Mi è sembrato che egli fosse principalmente preoccupato di non calpestare nessun piede dei membri del Consiglio Europeo. Ho letto che, nei Paesi Bassi, i partiti cristiani hanno votato a favore di una proposta di smettere di sostenere l’Esercito Siriano Libero, ma il partito di Geert Wilders “Partito della Libertà” ha votato contro. Riesci a capirlo? È perché sono sionisti? Se sei contro l’Islam radicale, come puoi votare per il sostegno ai terroristi islamici in Siria?

Molti siriani sono fuggiti in Libano e nelle zone in Siria sotto il controllo dello stato siriano. Che cosa distingue questi rifugiati da coloro che fuggono verso l’Occidente?
Tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di fuggire nelle zone controllate dall’esercito governativo lo hanno fatto, ad eccezione di quelli che non hanno più speranza per un futuro in Siria.

Giovani uomini che lasciano la Siria per l’Europa sono oggetto di critiche. Gli europei si chiedono: perché non lottare per il loro paese e proteggere le loro madri, sorelle e altri membri della famiglia? 
È una disgregazione organizzata. Quei giovani sono stati attratti verso l’Europa, perché l’Europa deve essere islamizzata.

Qualsiasi giovane può arruolarsi nell’esercito siriano? C’è un obbligo di servizio militare? 
Sì, l’unico modo per sfuggire all’obbligo di servizio militare è nascondersi o fuggire all’estero. D’altra parte, molti uomini anziani si sono offerti come volontari nell’esercito.

L’Occidente impone sanzioni contro la Siria. Come i siriani riescono a sopravvivere? 

Tanti aiuti sono portati nel paese attraverso la carità. Ma, con mia grande sorpresa – prima della mia partenza dalla Siria – ho visto farmaci provenienti da Aleppo. Così, nonostante tutta la devastazione, sono riusciti a ri-iniziare la produzione.

In una precedente intervista, lei ha espresso la speranza che il presidente Donald Trump avrebbe apportato modifiche alla politica degli Stati Uniti. E’ ancora così fiducioso su di lui? 
Trump ha detto durante la sua campagna elettorale quello che qualsiasi persona sana di mente avrebbe detto al suo posto: “dobbiamo smettere di fornire armi ai gruppi di combattenti in Siria, perché non sappiamo chi sono. Smettiamola di intervenire in nazioni sovrane. E combattiamo il terrorismo insieme con la Russia. ”
Che era un messaggio pieno di speranza. Ma nel frattempo è venuto sotto attacco dello ‘deep state’, i veri dominatori del paese. Trump ha sparato quei missili verso quell’ aeroporto militare in Siria, probabilmente sotto la pressione dello ‘deep state’. Tuttavia, ha informato i siriani, così è stato fatto poco danno. La maggior parte dei velivoli erano stati già portati via e metà dei missili non sono neanche arrivati. Il giorno successivo l’aeroporto era di nuovo operativo.

E in vacanza in Belgio. Tornerà con un cuore riposato in Siria? Ne ha passato di tempi turbolenti…
Nel 2013, Qara è stata presa da un enorme esercito di decine di migliaia i terroristi. Hanno camminato per le strade sparando. Noi ci siamo nascosti nei sotterranei del monastero. Dopo una settimana, l’area è stata liberata dall’esercito siriano. Questi erano solo 200 uomini! Hanno spinto indietro i terroristi verso il Libano, un gruppo dopo l’altro. Infatti i terroristi non formavano un’unità. Hanno anche combattuto tra di loro. Eppure, non c’è spiegazione umana del perché i terroristi appena arrivati non hanno preso il monastero.

Non aveva paura in quel tempo?
La maggior parte di noi non aveva paura anche nei momenti in cui abbiamo pensato: ‘E la fine’. Inoltre non abbiamo avuto tempo di preoccuparci, perché c’erano bambini, donne e disabili di cui abbiamo dovuto prenderci cura. C’era anche un bambino nato mentre eravamo nel nascondiglio. Tutti erano molto preoccupati per gli altri. Abbiamo dovuto distrarre i bambini con giochi, preghiere e canti . Dopo pochi giorni, eravamo senza acqua, solo con latte e alla fine della settimana ha cominciato a nevicare. Quello fu l’inizio della fine dell’assedio.
       ( traduzione di A. Wilking) 

PADRE PIO UN SANTO DA TENERE SEMPRE NEL CUORE !

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PADRE PIO GESU' E' CON TE

 

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SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU’

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SANTA TERESA LISIEUX

 

Carmelitana, Dottore della Chiesa

Festa il 1 Ottobre

Teresa, al secolo Marie Françoise Thérèse Martin, nasce il 2 gennaio 1873, ultimogenita di Louis Martin e Marie Zélie Guérin, in rue Saint-Blaise, 36 (oggi 42), ad Alençon, cittadina della Normandia situata nel nord della Francia. I suoi genitori (beatificati il 19 ottobre 2008 a Lisieux, a l’occasione della Giornata Mondiale delle Missioni) avevano desiderato entrambi di abbracciare la vita monastica: tuttavia i due si conobbero e, dopo un breve fidanzamento, il 13 luglio 1858, decisero di sposarsi pur vivendo il loro matrimonio nella castità. Andati ad abitare in via del Pont-Neuf, vissero per dieci mesi come fratello e sorella. Accadde invece che il loro confessore e padre spirituale li dissuase da questo proposito: nacquero loro così nove figli di cui quattro morirono ancora neonati.

Dopo la morte della madre, avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia nella città di Lisieux.

Verso la fine del 1879 si accosta per la prima volta al sacramento della penitenza. Nel giorno di Pentecoste del 1883 ha la singolare grazia della guarigione da una grave malattia, per l’intercessione di nostra Signora delle Vittorie. Educata dalle Benedettine di Lisieux, riceve la prima comunione l’8 maggio 1884, dopo una intensa preparazione, coronata da una singolare esperienza della grazia dell’unione intima con Cristo.

Poche settimane più tardi, il 14 giugno dello stesso anno, riceve il sacramento della cresima, con viva consapevolezza di ciò che comporta il dono dello Spirito Santo nella personale partecipazione alla grazia della Pentecoste.

Desiderosa di abbracciare la vita contemplativa, come le sue sorelle Paolina e Maria nel Carmelo di Lisieux, ma impedita per la sua giovane età, durante un pellegrinaggio in Italia, dopo aver visitato la Santa Casa di Loreto e i luoghi della Città Eterna, nell’udienza concessa dal Papa ai fedeli della diocesi di Lisieux, il 20 novembre 1887, con filiale audacia chiede a Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) di poter entrare nel Carmelo all’età di 15 anni.

Fu così che, a poco più di quindici anni, il 9 aprile 1888, Teresa fa il suo ingresso al Carmelo di Lisieux. Il 10 gennaio dell’anno seguente riceve l’abito dell’Ordine della Vergine ed emette la sua professione religiosa l’8 settembre del 1890, festa della Natività della Vergine Maria; assume il nome di “Teresa di Gesù Bambino”, aggiungendovi in seguito “del Volto Santo” così che il nome completo di Thèrèse da religiosa è “Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo”.

Intraprende nel Carmelo il cammino della perfezione, tracciato dalla Madre Fondatrice, Teresa di Gesù, con autentico fervore e fedeltà, nell’adempimento dei diversi uffici comunitari a lei affidati. Illuminata dalla Parola di Dio, provata in modo particolare dalla malattia del suo amatissimo padre, Louis Martin, che muore il 29 luglio del 1894, si incammina verso la santità, ispirata dalla lettura del Vangelo, insistendo sulla centralità dell’amore.

Teresa ci ha lasciato nei suoi manoscritti autobiografici non solo i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, ma anche il ritratto della sua anima e le sue esperienze più intime. Scopre e comunica alle novizie affidate alla sue cure la piccola via dell’infanzia spirituale; riceve come dono speciale di accompagnare con il sacrificio e la preghiera due “fratelli missionari”. Penetra sempre di più nel mistero della Chiesa e, attirata dall’amore di Cristo, sente crescere in sé la vocazione apostolica e missionaria che la spinge a trascinare tutti con sé, incontro allo Sposo divino.

Il 9 giugno del 1895, nella festa della SS. Trinità, si offre vittima di olocausto all’Amore misericordioso di Dio. Nel frattempo redige il primo manoscritto autobiografico, che consegna a Madre Agnese di Gesù nella sua festa, il 21 gennaio 1896.

Pochi mesi più tardi, il 3 aprile, durante la notte fra il giovedì ed il venerdì santo, ha una prima manifestazione della malattia che la condurrà alla morte e che lei accoglie come la misteriosa visita dello Sposo divino. Nello stesso tempo entra nella prova della fede che durerà fino alla sua morte e della quale offrirà una sconvolgente testimonianza nei suoi scritti. Durante il mese di settembre conclude il Manoscritto B, che costituisce una stupenda illustrazione della piena maturità della Santa, specialmente mediante la scoperta della sua vocazione nel cuore della Chiesa.

Mentre peggiora la sua salute e continua il tempo della prova, nel mese di giugno 1897 inizia il Manoscritto C, dedicato alla Madre Maria di Gonzaga; nuove grazie la conducono ad una più alta perfezione ed ella scopre nuove luci sull’estensione del suo messaggio nella Chiesa a vantaggio delle anime che seguiranno la sua via.

L’8 luglio 1897 viene trasferita in infermeria. Le sue sorelle ed altre religiose raccolgono le sue parole, mentre i dolori e le prove, sopportati con pazienza, si intensificano fino a culminare con la morte, nel pomeriggio del 30 settembre del 1897.

“Io non muoio, entro nella vita”, aveva scritto al suo fratello spirituale missionario don Bellier. Le sue ultime parole “Dio mio, io ti amo”sono il sigillo della sua esistenza, che all’età di 24 anni si spegne sulla terra per entrare, secondo il suo desiderio, in una nuova fase di presenza apostolica in favore delle anime, nella comunione dei Santi, per spargere una pioggia di rose sul mondo.

Fu canonizzata da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) il 17 maggio 1925 e dallo stesso Papa proclamata “Patrona universale delle missioni”, insieme a S. Francesco Saverio, il 14 dicembre 1927; dal 1944, assieme a Giovanna d’Arco, è considerata anche patrona di Francia.

Dal 19 ottobre 1997, dopo che la richiesta di dottorato era stata fatta alla Santa Sede, una prima volta nel 1932 e poi ripresa nel 1987, San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) l’ha nominata Dottore della Chiesa: è il 33° Dottore della Chiesa e la terza donna a ricevere questo riconoscimento dopo Teresa d’Avila e Caterina da Siena, entrambe dichiarate Dottore della Chiesa dal Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) nel 1970.

Significato del nome Teresa : “donna amabile e forte” (tedesco).

EVANGELIZO

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SS.ARCANGELI MICHELE GABRIELE E RAFFAELE

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SANTI ARCANGELI BELLI

Festeggiato Il 29 Settembre

Il nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre.

Dell’esistenza di questi Angeli parla esplicitamente la Sacra Scrittura che dà loro un nome e ne determina la funzione:

S. Michele, l’antico patrono della Sinagoga, è ora patrono della Chiesa universale;

S. Gabriele è l’angelo dell’Incarnazione e forse dell’agonia nell’orto degli ulivi;

S. Raffaele è la guida dei viandanti.

Michele è citato nella Bibbia come primo dei principi e custode del popolo di Israele: « Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. » (Dn 12,1)
Nel Nuovo Testamento è definito come arcangelo nella Lettera di Giuda 9 : « L’arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore! » mentre nell’Apocalisse di Giovanni, Michele conduce i suoi angeli nella battaglia contro il drago, rappresentante il demonio, e lo sconfigge: « Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. » (Ap 12,7-8)

Dopo l’affermazione del cristianesimo, il culto per S. Michele ebbe in Oriente una diffusione enorme: ne sono testimonianza le innumerevoli chiese, santuari, monasteri a lui dedicati. Perfino il grande fiume Nilo fu posto sotto la sua protezione; anche la chiesa funeraria del Cremlino a Mosca è dedicata a S. Michele.

In Occidente si hanno testimonianze di un culto, con le numerosissime chiese intitolate a volte a S. Angelo, a volte a S. Michele, come pure località e monti vennero chiamati Monte S. Angelo o Monte S. Michele, come il celebre santuario e monastero in Normandia in Francia, il cui culto fu portato forse dai Celti sulla costa della Normandia; certo è che esso si diffuse rapidamente nel mondo Longobardo, nello Stato Carolingio e nell’Impero Romano.

In Italia sano tanti i posti dove sorgono cappelle, oratori, grotte, chiese, colline e monti tutti intitolati all’arcangelo Michele che non si può accennarli tutti.

Difensore della Chiesa, la sua statua compare sulla sommità di Castel S. Angelo a Roma, che, com’è noto, era diventata una fortezza in difesa del Pontefice.

Significato del nome Michele : “chi come Dio?” (ebraico).

Gabriele è l’annunciatore per eccellenza delle divine rivelazioni. Rivela a Daniele i segreti del piano di Dio:« intesi la voce di un uomo, in mezzo all’Ulai, che gridava e diceva: “Gabriele, spiega a lui la visione”. » (Dn 8, 16) – « mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera. Egli mi rivolse questo discorso: “Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere”. » (Dn 9, 21-22).

Gabriele annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni : « Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni… L’angelo gli rispose: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio .»(Lc 1, 11-19);

Gabriele annunzia a Maria la nascita di Gesù : « Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.” »
(Lc 1, 26-31).

Significato del nome Gabriele : “uomo di Dio” (assiro), “fortezza di dio” (ebraico).

Raffaele anch’egli sta davanti al trono di Dio: « Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore. »(Tb 12, 15); – « Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe » (Ap 8,2). Accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco.

Dei tre, Raffaele è il meno noto, e meno diffuso è il suo culto tra i fedeli. Forse ciò dipende dal fatto che egli appare soltanto nell’Antico Testamento, ma non nel Nuovo, dove figura invece Gabriele, l’Angelo dell’Annunciazione, e Michele, l’Angelo guerriero dell’Apocalisse.

Anche nell’arte Raffaele ha avuto minore abbondanza di raffigurazioni. Nell’iconografia cristiana i suoi attributi sono il pesce e il vaso dei medicamenti ma appare anche accanto al giovanetto Tobiolo, come attento compagno di viaggio, specialmente nell’episodio del pesce catturato nel Tigri.

Raffaele è invocato come protettore dei mali della carne e delle infermità del corpo. Ma più giustamente, viene considerato come esemplare Custode nei viaggi : colui al quale ogni padre, come Tobia, vorrebbe affidare il proprio figlio che affronta, solo, il lungo e sconosciuto viaggio della vita.

Essendo un personaggio di un libro deuterocanonico della Bibbia, Raffaele non è riconosciuto dalla maggior parte dei Protestanti.

Significato del nome Raffaele : “Dio guarisce, ha guarito” (ebraico).
Evangelizo

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SAN PIO DA PIETRALCINA

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PADRE PIO GUARDAFesteggiato Il 23 Settembre

Sacerdote O.F.M. Cap.

Intorno alla sua figura si sono versati molti fiumi di inchiostro. Un incalcolabile numero di articoli e tantissimi libri : si conta che approssimativamente sono più di 200 le biografie a lui dedicate soltanto in italiano. “Farò più rumore da morto che da vivo”, aveva pronosticato lui con la sua solita arguzia.

Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento; fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant’Anna. Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a S. Francesco d’Assisi. Il padre Grazio Maria, nato nel 1860, e la madre Maria Giuseppa De Nunzio, nata nel 1859, erano poveri contadini sposati da sei anni ed avevano già avuto tre figli, di cui due già morti, alla nascita di Francesco.

Il 27 settembre 1899 riceve la Comunione e la Cresima dall’allora arcivescovo di Benevento Donato Maria dell’Olio.

Il desiderio di diventare sacerdote si manifestò molto presto e fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone, fra Camillo da S. Elia a Pianisi, che periodicamente passava per Pietrelcina a raccogliere offerte. Le pratiche per l’entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Francesco aveva 14 anni, ma la sua prima domanda ebbe esito negativo. Solo nell’autunno del 1902 arrivò l’assenso.

Francesco raccontò di aver avuto una visione, il 1° gennaio del 1903 dopo la Comunione, che gli confermava e chiariva la sua vocazione alla continua lotta con satana. La notte del 5 gennaio, l’ultima che passava con la sua famiglia, disse di aver avuto un’altra visione in cui Dio e Maria lo incoraggiavano e lo assicuravano della loro predilezione. La mattina del 6 gennaio, dopo aver assistito alla messa nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina, accompagnato dal suo maestro Angelo Caccavo e dal sacerdote don Nicola Caruso, Francesco venne ricevuto al noviziato dei Cappuccini della provincia religiosa di Foggia, a Morcone (Benevento). Il 22 gennaio dello stesso anno, a 15 anni, Francesco vestì i panni di probazione del novizio cappuccino e diventò fra Pio.

Concluso l’anno del noviziato, fra Pio emise la professione dei voti semplici (povertà, castità ed obbedienza) il 22 gennaio del 1904. Tre giorni dopo si recò a S. Elia a Pianisi per intraprendere gli studi ginnasiali. Il 27 gennaio 1907 emise la professione dei voti solenni. Seguì studi classici e di filosofia e nel novembre del 1908 raggiunse Montefusco, dove proseguì i suoi studi di teologia. Il 18 luglio del 1909, ricevette l’ordine del diaconato, nel noviziato di Morcone.

Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento, da mons. Paolo Schinosi; nell’immagine ricordo della sua prima messa aveva scritto “Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero d’amore, con Te io sia per il mondo Via,Verità e Vita e per Te sacerdote santo, vittima perfetta”.

I primi anni di sacerdozio sono compromessi e resi amari dalle sue pessime condizioni di salute, tanto che i superiori lo rimandano più volte a Pietrelcina, nella casa paterna, dove il clima gli è più congeniale. Padre Pio è malato assai gravemente ai polmoni. I medici gli danno poco da vivere. Come se non bastasse, alla malattia si vanno ad aggiungere le terribili vessazioni a cui il demonio lo sottopone, che non lasciano mai in pace il povero frate, torturato nel corpo e nello spirito.

Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a S. Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Un numero incalcolabile di uomini e donne, dal Gargano e da altre parti dell’Italia, cominciano ad accorrere al suo confessionale, dove egli trascorre anche quattordici-sedici ore al giorno, per lavare i peccati e ricondurre le anime a Dio.

Il 20 settembre 1918 riceve le stigmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti, per ben cinquant’anni. Padre Pio viene visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e calunnie per le quali deve sottostare a infamanti ispezioni canoniche; si dichiara “figlio dell’obbedienza” e sopporta tutto con serafica pazienza. Infine, viene anche sospeso a divinis e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle accuse calunniose, può essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale.

La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: “Maria è tutta la ragione della mia speranza”. Maria è il segreto della grandezza di Padre Pio, il segreto della sua santità. A Lei, nel maggio 1956, dedica la Casa Sollievo della Sofferenza, una delle strutture sanitarie oggi più qualificate a livello nazionale e internazionale, con più di 70.000 ricoveri l’anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo.

Negli anni ’40, per combattere con l’arma della preghiera la tremenda realtà della seconda guerra mondiale, Padre Pio diede avvio ai Gruppi di Preghiera, una delle realtà ecclesiali più diffuse attualmente nel mondo, con oltre duecentomila devoti sparsi in tutta la terra. Con la Casa Sollievo della Sofferenza essi costituiscono la sua eredità spirituale, il segno di una vita tutta dedicata alla preghiera e contrassegnata da una devozione ardente alla Vergine.

Da Lei il frate si sentiva protetto nella sua lotta quotidiana col demonio, il “cosaccio” come lo chiamava, e per ben due volte la Vergine lo guarisce miracolosamente, nel 1911 e nel 1959. In quest’ultimo caso i medici lo avevano dato proprio per spacciato quando, dopo l’arrivo della Madonna pellegrina di Fatima a San Giovanni Rotondo, il 6 agosto 1959, Padre Pio fu risanato improvvisamente, tra lo stupore e la gioia dei suoi devoti.

“Esiste una scorciatoia per il Paradiso?”, gli fu domandato una volta. “Sì”, lui rispose,“è la Madonna”. “Essa-diceva il frate di Pietrelcina – è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni”. Esortava sempre i suoi figli spirituali a pregare il Rosario e ad imitare la Madonna nelle sue virtù quotidiane quali l’umiltà, la pazienza, il silenzio, la purezza, la carità.

“Vorrei avere una voce così forte – diceva – per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna”.

Lui stesso aveva sempre la corona del rosario in mano; lo recitava incessantemente, per intero, soprattutto nelle ore notturne. “Questa preghiera – diceva Padre Pio – è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità”.

Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: “Amate la Madonna e fatela amare.Recitate sempre il Rosario”.

Tra i segni miracolosi del santo frate ci sono, oltre alle stigmate, il dono della bilocazione e della capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone.

Padre Pio muore, all’età di 81 anni, il 23 settembre 1968; ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d’Italia.

Il 20 marzo 1983iniziò il processo diocesano per la sua canonizzazione.

Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile; fu beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato, il 16 giugno 2002, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

Il vostro servitore, che ha preparato questa composizione agiografica, ha conosciuto Padre Pio (a l’occasione di una visita fatta a S. Giovanni Rotondo col Seminario Arcivescovile di Napoli) e messo fuori dalla sacrestia, dallo stesso Padre Pio, insieme ad un altro seminarista, divenuto poi prete (Don Luigi Graziuso), per aver scattato due foto di nascosto (la pellicola, stranamente, risultò nera).

Nella chiesa del citato amico, fine 1998, si impresse indelebilmente, su un pezzo di marmo di Carrara, di uno dei pilastri della parte destra della navata centrale, l’effigie di Padre Pio, tuttora visibile.

Per la cronaca : ci fu il prelievo e sequestro del marmo in questione, da parte della Curia, e restituito dopo diversi mesi di accurati controlli per verificare, come era il caso, che non ci fossero artifizi. (gpm)

Evangelizo

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