Mirabilissimo100’s Weblog

agosto 27, 2016

TERREMOTO DEL 24 AGOSTO CENTRO ITALIA ZONE COLPITE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:43 pm

TERREMOTO LAZIO 24 08 2016

CARTINA DELLE ZONE COLPITE DAL TERREMOTO DEL 24 AGOSTO 2016

CARTINA ITALIA CENTRALE.jpg

CARTINA DELL’ITALIA CENTRALE COLPITA DAL TERREMOTO DEL 24 AGOSTO 2016

 

Tre le scosse più forti. Una di magnitudo 6 è stata registrata alle 3:36. L’epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L’ipocentro è stato a soli 4 km di profondità. Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4:32 e 4:33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 km. Oltre 50 finora (alle 6:40) le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore.

L’epicentro del terremoto più distruttivo tra quelli della notte del 24 agosto, con magnitudo di circa 6.0 della scala Richter, è stato localizzato nel villaggio di Accumuli, non lontano da Amatrice. L’ipocentro (o sorgente) di questo evento si calcola fosse non più profondo di 10 Km, cioè relativamente vicino
alla superficie.

Ricordiamo che i terremoti con origine poco profonda tendono ad avere effetti maggiori in superficie, ad essere quindi i più distruttivi.


https://www.facebook.com/Terra-Geografia-e-Geologia-695764443877499/?hc_ref=SEARCH&fref=nf

“La pietà di Amatrice”, la foto simbolo di questo terremoto di morte

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:23 pm

Scattata nel centro di Amatrice è diventata il simbolo dei tragici fatti che hanno colpito il Centro Italia. Questa donna, seduta tra le macerie, osserva sconsolata la devastazione che la circonda

Terremoto, “C’era più sabbia che cemento” Così si è sbriciolata Amatrice

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:21 pm

L’accusa del procuratore di Rieti: “La tragedia non può essere stata solo una fatalità”. E i morti salgono a 284

“No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità”. È la dura accusa del procuratore capo di Rieti che indaga per disastro colposo e omicidio colposo per il terremoto che ha distrutto il Centro Italia.

“L’esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino”, dice Giuseppe Saieva a Repubblica, “Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati. All’ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un’enorme tettoia di cemento armato. Poco lontano c’era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento. Cose che accerteremo a tempo debito. Se emergeranno responsabilità e omissioni, saranno perseguite. E chi ha sbagliato, pagherà“.

Sono oltre un centinaio gli edifici crollati solo nel reatino. La procura dovrà verificare caso per caso se sono stati costruiti o ristrutturati male negli ultimi 15 anni, da quando cioè è in vigore il testo unico sulla normativa antisismica. A partire dalla scuola materna e elementare Romeo Capranica di Amatrice, che si è sbriciolata nonostante fosse stata ristrutturata appena quattro anni fa.

La priorità resta al momento quella delle vittime. Una quindicina di persone mancano ancora all’appello ad Amatrice, dove si scava senza sosta per cercare i corpi. Molte salme sono ancora da identificare e devono essere sottoposte ad esame medico-legale. Il bilancio ufficiale parla di 284 morti, ma si cercano ancora corpi senza vita tra le macerie dell’hotel Roma, ad Amatrice.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/terremoto-cera-pi-sabbia-che-cemento-cos-si-sbriciolata-1299830.html

FENOMENI LUMINOSI DURANTE I TERREMOTI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:18 pm

TERREMOTI FENOMENI LUMINOSI

Le nubi del terremoto

Colonne di fuoco, globi di luce, nuvole in fiamme, lampi improvvisi: sono i misteriosi bagliori che la terra emette prima e durante le scosse sismiche più violente.

Colonne di fuoco, globi di luce, nuvole in fiamme, lampi improvvisi: sono i misteriosi bagliori che la terra emette prima e durante le scosse sismiche più violente.
Nel caso del terremoto dello Sichuan (Cina), 30 minuti prima della scossa sono state riprese queste nuvole iridescenti.
Il 15 agosto 2007, durante un terremoto in Perù sonos tate osservati degli strani bagliori (guarda video). E anche nel sisma in Abruzzo sono state osservati nubi rossastre, strane nebbie e altre anomalie…

Di che cosa si tratta? È difficile dirlo, perché queste “luci sismiche” sono lontane, durano pochi istanti e sfuggono alle registrazioni degli scienziati. Eppure ci sono, insieme a tante altre anomalie – per esempio nuvole iridescenti  – che spesso accompagnano i terremoti più intensi.
(leggi tutti gli approfondimenti sui terremoti)
Bussole impazzite
Innanzitutto bisogna chiarire una cosa. Questi fenomeni non sono ben compresi dagli scienziati, e anche il nome “luci sismiche” non è ufficiale.
Le testimonianze, però, sono innumerevoli. Plinio il Vecchio, descrivendo un terremoto che avvenne nei pressi di Modena nell’89 a. C., parlò di fiamme e fumo che “guizzavano al cielo”. Nel 1600, nei pressi di Arequipa (Perù), furono avvistati molti globi luminosi in corrispondenza di un’eruzione vulcanica accompagnata da un terremoto.
Perfino il filosofo tedesco Immanuel Kant nel ‘700 riportò nei suoi scritti numerose testimonianze di fenomeni strani, come bussole impazzite, luci abbaglianti o cieli colorati prima del terremoto. Kant concluse che le cause dei terremoti sembrano estendere il loro effetto fin nell’atmosfera.

Il sacerdote scienziato
Il primo a studiare sistematicamente le luci sismiche – per esempio i globi luminosi  – fu il sacerdote italiano Ignazio Galli, che nel 1910 compose un primo catalogo al quale contribuì anche Giuseppe Mercalli (per il sisma del 1908). Galli registrò 148 casi, a partire dal terremoto di Modena (ma non era una zona non sismica?)dell’89 a. C., e catalogò le luci in 4 gruppi: bagliori istantanei, nubi luminescenti, fiamme e forme strutturate (globi, colonne, trombe). Successivamente le luci sismiche sono state catalogate anche da altri scienziati in Giappone (per esempio Torahiko Terada e Yutaka Yasui) e in Svizzera (Frédéric Montandon).

Fiamme e globi
Nonostante tutte le testimonianze, però, ancora non si conosce l’origine di queste luci misteriose. L’ipotesi più plausibile è che fenomeni diversi abbiano origini diverse. Le fiamme, per esempio, potrebbero essere causate dai gas combustibili che filtrano attraverso il terreno che si deforma per il sisma. Infatti, la loro apparizione è spesso accompagnata da fumo e odore di zolfo o di bitume. Le sfere luminose, invece, potrebbero essere fenomeni specifici di tipo geofisico, o forse anche “semplici” fulmini globulari. I lampi e le nebbie luminose, forse anche alcune sfere, infine, hanno probabilmente una natura elettrica, che si originerebbe nel sottosuolo, dove durante un sisma le rocce sono sottoposte a enormi compressioni.

Come un mega-accendino
Ci sono, infatti, diversi fenomeni fisici che possono giustificare lo sviluppo di elettricità a causa della pressione. C’è, per esempio, la piezoelettricità di minerali come il quarzo: se sono compressi, questi materiali sviluppano un campo elettrico come quello capace di generare la scintilla negli accendigas. Un altro fenomeno possibile è la triboelettricità, che si genera per attrito, a causa dello sfregamento della roccia. E c’è la piroelettricità, che è prodotta dal calore.
Una teoria più recente è stata sviluppata da Friedemann Freund: «Le rocce, quando sono sotto stress, attivano portatori di cariche elettriche (lacune, cioè cariche positive causate dall’assenza di elettroni)» dice Freund. «In queste condizioni, le rocce, che normalmente sono isolanti, diventano conduttrici: le lacune fluiscono attraverso di loro e, quando arrivano in superficie, creano campi elettrici intensi».
Questi ultimi strapperebbero elettroni alle molecole d’aria, elettrizzandole e producendo flash luminosi noti come “effetto corona”. Un’altra ipotesi recente è che alcuni lampi e bagliori nel cielo siano generati da fuoriuscite di radon, un gas radioattivo che si può liberare prima, durante e dopo un sisma: le radiazioni prodotte dal radon elettrizzerebbero l’aria nei pressi dell’epicentro, creando un effetto simile a una lampada al neon.

Interferenze radio
La presenza di fenomeni elettrici di questo tipo, tra l’altro, spiegherebbe anche un altro fatto, spesso osservato in occasione di forti terremoti: la presenza di alterazioni (attenuazione e disturbi del segnale) nelle comunicazioni radio. Infatti durante i terremoti più intensi si osserva anche la presenza di onde elettromagnetiche. «Ci sono emissioni di frequenza molto bassa, che secondo i miei modelli sono generate da intense correnti elettriche sotterranee dovute alla compressione delle rocce» spiega Freund. «E c’è anche una forma specifica di radiazione, nota come “anomalia termica infrarossa”». Quest’ultima è stata scoperta recentemente grazie ai satelliti meteorologici su un raggio di centinaia di km attorno all’epicentro del terremoto. E ancora non si sa bene di che cosa si tratti: secondo Freund sono fenomeni legati alla compressione delle rocce descrivibili per mezzo della sua teoria.

Attraverso i peli
Forse queste anomalie elettromagnetiche contribuiscono a spiegare un altro fenomeno misterioso, e cioè il fatto che prima dei terremoti molti animali appaiono inquieti: i pesci si agitano nell’acqua, i topi escono dalle tane, i cani si innervosiscono, vermi e serpenti vengono allo scoperto. Fino a poco tempo fa questi episodi erano relegati alla credenza popolare, ma verso la fine del XIX secolo lo scienziato Alessandro Serpieri (1823-1885) si accorse che quei comportamenti potevano essere indotti dalle correnti elettriche e oggi ci sono diversi studi sull’argomento, tra cui il libro Earth­quakes and Animals. Insomma, gli animali sembrerebbero in grado di percepire alcuni segnali precursori dei terremoti, come onde elettromagnetiche (attraverso i peli) e vibrazioni.

La Terra si riorganizza
Per comprendere tutti questi fenomeni è necessario applicare un approccio “sistemico”: bisognerebbe raccogliere una maggior quantità di dati e studiare i terremoti nel loro complesso, senza limitarsi alle singole componenti, ma interessandosi anche alle reciproche relazioni. Perché il terremoto è, in senso più ampio, una riorganizzazione della crosta terrestre, che non si manifesta soltanto con un brusco movimento meccanico, ma anche con segnali elettromagnetici. Con l’obiettivo, in futuro, di sviluppare tecniche per prevedere l’arrivo dei terremoti pericolosi con un anticipo utile a prendere provvedimenti.

http://www.focus.it/scienza/scienze/le-luci-del-terremoto

Commissione Grandi Rischi: possibilità eventi sismici in tre aree contigue a faglia Amatrice

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:13 pm

L’Aquila. terremotoCi sono tre aree contigue alla faglia responsabile della sismicita’ in corso che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e “hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo”, tra 6 e 7, quindi di intensita’ pari ed oltre quella registrata nella notte tra martedi’ e mercoledi’ nel Reatino e nell’Ascolano. Queste aree “identificano possibili futuri terremoti nella regione gia’ colpita dagli eventi degli ultimi anni”. Lo dice la Commissione nazionale Grandi Rischi che ha tenuto una riunione durata ore presso il Dipartimento della Protezione civile per un esame della situazione all’indomani del terremoto che ha colpito l’Appennino centrale nella zona attorno ad Amatrice. I tecnici dell’area geologica e sismica del Dipartimento della Protezione civile hanno chiarito che le tre aree sono quelle di Monte Gorzano, che si trova all’interno dei Monti della Laga e a cavallo tra Abruzzo e Lazio, al confine fra la provincia di Teramo e quella di Rieti; quella del Monte Vettore, che e’ il rilievo montuoso piu’ alto del massiccio dei Monti Sibillini, appartenente al comune di Montemonaco, provincia di Ascoli Piceno, e quella di Montereale, nella provincia de L’Aquila. Non a caso e’ rilevato che l’evento di Amatrice “si inserisce nella sismicita’ che ha sconvolto l’Appennino centrale negli ultimi secoli e decenni e puo’ essere considerato come un tipico terremoto appenninico, compatibile con la storia sismica e con il contesto sismotettonico regionale” e che “i dati disponibili non evidenziano anomalie nella sismicita’ nelle settimane precedenti, che possano essere collegate all’evento principale”. Lo scopo della riunione era la valutazione dei possibili scenari evolutivi dell’evento, “alla luce delle informazioni attualmente disponibili”, e la “proposta di misure atte a ridurre la vulnerabilita’, con speciale attenzione alla salvaguardia della vita umana”. La Commissione Grandi Rischi rileva che nelle prime 36 ore la sequenza ha seguito il decorso tipico delle sequenze sismiche appenniniche, con un numero relativamente alto di scosse di assestamento. Tuttavia, altre volte nel passato le sequenze sismiche di questa regione hanno avuto una ripresa o si sono propagate alle aree limitrofe, ad esempio per gli eventi del 1703 (con due eventi di magnitudo quasi 7 a distanza di un mese) e del 1639 (con una distribuzione dei risentimenti simile a quella della scossa del 24 agosto scorso). La Commissione Grandi Rischi non manca di rilevare poi che come emerge dalle prime risultanze dei danni provocati dal terremoto di mercoledi’ “le criticita’ sono legate alle vulnerabilita’ tipiche delle varie tipologie edilizie storiche presenti non solo in questa zona, ma anche in buona parte d’Italia”. Si tratta di “vulnerabilita’ ben note, collegate in gran parte a carenze costruttive originarie ma anche a scarsa manutenzione ed alla trasformazione degli edifici nell’arco del tempo”. L’esperienza dei terremoti passati ha dimostrato che “e’ possibile aumentare considerevolmente la sicurezza, in particolare per quanto riguarda la salvaguardia delle vite umane, anche con interventi di miglioramento sismico limitati e localizzati, accompagnati da una adeguata manutenzione”. Di qui la raccomandazione di “intensificare l’azione delle amministrazioni pubbliche al fine di velocizzare e completare i programmi gia’ avviati per la valutazione della vulnerabilita’ e la riduzione del rischio sismico nell’intera regione, con particolare attenzione agli edifici strategici e rilevanti, e di incoraggiare i proprietari a valutare la vulnerabilita’ sismica delle proprie abitazioni e ad intraprendere le azioni migliorative conseguenti”. Un appello quindi a mettere mano alla materia edilizia, intendendo con questo il rafforzamento della protezione antisismica.

Commissione Grandi Rischi: possibilità eventi sismici in tre aree contigue a faglia Amatrice

QUANDO LA TERRA TREMA “Il terremoto non uccide è la nostra casa che lo fa”

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:07 pm

AMATRICIANA PRIMA E DOPO LA SCOSSA DEL 24 AGOSTO 2016

TERREMOTO LAZIO AMATRICE 24 08 2016

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Sabato, 27 Agosto 2016

QUANDO LA TERRA TREMA
“Il terremoto non uccide è la nostra casa che lo fa”

Tutti ancora ricordiamo il sisma che nel 1976 ha duramente colpito la nostra Regione Friuli Venezia Giulia, son stati momenti duri
che lentamente siamo riusciti a superare ma, che ad ogni piccolo movimento della terra, ci ritornano alla mente.
Il 31 ottobre scorso, il terremoto si è fatto sentire in Molise, dove, hanno perso la vita ben 30 persone, 27 erano bambini rimasti
sepolti sotto il crollo della loro scuola a San Giuliano di Puglia. Quando si verificano eventi del genere subito ci poniamo
un’infinità di domande sulla natura del terremoto, perché esiste, perché ci fa paura ecc. Siccome non siamo esperti in materia e,
non riusciamo mai a trovare plausibili risposte ecco che, attraverso Internet, mi sono rivolta al Signor Paolo Frediani
Responsabile dell’ Osservatorio Sismico Apuano — Rete I.E.S.N. . Questa è l’intervista rilasciatami riguardo al terremoto. Colgo
l’occasione per ringraziare pubblicamente il Signor Frediani per la sua disponibilità e collaborazione e a tutti voi auguro una
buona lettura.
L:- Ci può spiegare come si verifica un terremoto e se è un fenomeno prevedibile?
F:- Il nostro è un pianeta “vivo” al centro della terra ci sono temperature elevatissime e il materiale si presenta allo stato liquido
avendo raggiunto il punto di fusione, questo calore si propaga dal nucleo verso la crosta terrestre che ha uno spessore di
alcune decine di km, ma prima della crosta c’è uno strato di materiale plastico chiamato mantello questo materiale si comporta
come l’acqua all’interno di una pentola messa a bollire, le particelle riscaldate salgono verso l’alto e una volta raggiunta la
superficie si raffreddano e precipitano verso il basso. All’interno della pentola il processo è velocissimo ma sotto i nostri piedi
tutto ciò avviene molto lentamente e quando il materiale raggiunge la crosta terrestre che è molto rigida nel precipitare verso il
basso la trascina, questa si spacca fino a creare grandi zolle intercontinentali, le zolle premono una contro l’altra, così nascono
catene montuose o fosse oceaniche, le zolle si spostano pochi centimetri all’anno. Queste enormi pressioni fanno si che la
crosta terrestre all’improvviso si frattura creando terremoti più o meno violenti, i forti sismi si verificano nei punti di conflitto fra
le zolle intercontinentali. I sismi non sono prevedibili con la tecnologia che attualmente disponiamo, possiamo solo affermare
che in una determinata zona si verificherà un terremoto che potrà avere una forte intensità ma non certo l’anno ne tanto meno il
giorno
L:- Le particolari condizioni atmosferiche, ad esempio il gran caldo, può scatenare un evento sismico?
F:- Le condizioni atmosferiche non sono elemento scatenante di un sisma, le forti piogge o le alte o basse pressioni repentine
possono creare in stabilità dei strati superiori del la crosta e verificare frane o abbassamento o innalzamento del terreno, i sismi
“killer” hanno generalmente una profondità che va da 5 ai 20 km e elemento scatenante và ricercato nelle forti pressioni di
compressione o di distensione di un ampio territorio
L:- Il boato che si sente pochi istanti prima di un terremoto, da cosa è dovuto?
F:- Durante un sisma si possono udire dei “boati” che possono avere nature diverse. Un primo può essere originato nei centri
abitati, dalle infrastrutture (palazzi etc) che sotto le sollecitazioni sismiche scricchiolano e emettono rumori generati da materiali
sottoposti a pressioni o distorsioni, nonché da infissi, serrande, avvolgibili che sollecitati emettono un forte frastuono. Ma
credo che la sua domanda sia da riferire al boato che si avverte generalmente dopo pochissimi istanti dalle vibrazioni sismiche.
Questo boato è generato dall’energia sismica che da materiale solido (crosta terrestre) raggiunge a forte velocità un altro
materiale di propagazione che è l’atmosfera, parte di questa energia nel passaggio di materiale si trasforma in onda acustica.
Sostanzialmente si crea un effetto diapason dove le vibrazioni meccaniche entrano in risonanza con altro materiale e generano
onde sonore. (attenzione il nostro udito ascolta solo una parte di queste frequenze). Quando si è più lontani dall’epicentro si
può avvertire i due fenomeni in tempi diversi (pochi decimi) di secondo, in quanto le onde sismiche che raggiungono la
superficie viaggiano a velocità comprese dai 5 ai 9 km al secondo, mentre le onde sonore che si propagano anche nell’aria
viaggiano alla velocità del suo no dai 350 — 400 metri al secondo. Da quello che si è potuto verificare il boato generalmente è
più forte in prossimità dell’epicentro dove l’energia che raggiunge la superficie è maggiore. Si possono verificare anche boati
generati da sottosuoli carsici soggetti a crolli sismici.
L:- E’ vero che gli animali avvertono molto prima un terremoto?-
F:- Non ci sono prove scientifiche che attestino che gli animali possano avvertire l’avvicinarsi di un sisma, quello che è certo gli
animali hanno i sensi spesso più sviluppati del l’uomo e molte specie per la loro costituzione fisica sono più a contatto con il
suolo e possono percepire in maniera più forte anche un piccolo sisma che l’uomo non percepirebbe
L:- In un anno, in Italia, quante scosse vengono registrate? Quali sono le Regioni più a rischio?
F:- In Italia in un anno si verificano migliaia di scosse, in una settimana nel Molise si sono verificate circa 260 scosse, le zone a
maggior rischio sismico in Italia si collocano lungo tutto l’appennino, nelle alpi orientali e nell’isola Sicilia, zone di conflitto la
zolla eurasiatica e quella africana
L:- Un maremoto è conseguente ad un terremoto o sono due eventi diversi?
F:- Una forte sisma in mare può originare un maremoto, l’innalzamento o l’abbassamento del fondo marino genera uno
spostamento dell’acque, man mano che questa onda raggiunge i bassi fondali diventa sempre più evidente e impressionante per
le sue dimensioni. Solo un forte sisma può creare un maremoto, queste onde anomale possono attraversare un oceano e creare
distruzione a migliaia di km dall’epicentro del terremoto. Esistono centri di ricerca che al verificarsi di forti sismi in determinate
aree emettono bollettini di allarme per probabili onde anomale (tsunami) e ne seguono costantemente l’andamento
L:- C’è la speranza che in futuro la terra smetta di tremare? Sul nostro pianeta c’è un luogo immune a questo fenomeno?
F:- Non abbiamo speranza, la terra continuerà a tremare per milioni di anni finché al suo interno ci sarà calore, posti “tranquilli”
sul nostro pianeta ce ne sono tanti, in Italia la Sardegna centrale è uno di questi. Ma attenzione, ciò che oggi non è a rischio
sismico lo potrebbe diventare magari fra un milione di anni, per “fortuna” sarà un problema di altri
L:- Riguardo alla zona della faglia di Sant’Andrea, è vero che si potrebbe verificare un distacco dal Continente?
F:- La faglia di Sant’Andrea stà dividendo una grande porzione di territorio dal resto del continente, ma non aspettiamoci di
vedere la California staccarsi di netto, ci sono forti spostamenti anche di diversi decimetri l’anno. Un forte terremoto in questa
zona potrebbe spostare di alcuni metri una intera regione
L:- Lei, da esperto nel settore, che consiglio ci può dare in caso di terremoto? Cosa si deve fare?
F:- A dare una risposta a questa domanda ci tengo in maniera particolare, oltre al comportamento che si deve tenere durante un
sisma che varia secondo dove ci troviamo, è importante divulgare questo concetto: il terremoto non uccide è la nostra casa che
lo fa.
Bisogna acquisire consapevolezza fattiva della sismicità della nostra zona e una nuova cultura “dell’edilizia della sicurezza”.
Tetti con strutture in acciaio o in ferro, pannelli autoportanti dovrebbero sostituire le vecchie coperture pesanti in caso di
ristrutturazioni, le nuove costruzioni dovrebbero sempre più abbandonare il cemento armato per far posto a travi di ferro.
Dopo un forte terremoto la nostra casa potrà essere inagibile, essersi piegata su di un lato, ma saremo salvi e non sepolti sotto
macerie di cemento e calcinacci.

Laura Plozner
http://www.osservatorioapuano.org/intervista.asp

IL TERREMOTO DEL 24 AGOSTO DEL CENTRO ITALIA: ARTICOLI PER NON DIMENTICARE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:03 pm

TERREMOTO LUTTO NAZIONALE

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Terremoto, oggi il lutto nazionale. Mattarella: “Non vi lasceremo soli”. Il vescovo ai funerali: “E’ il momento della speranza”. I morti sono 290

Renzi ai terremotati: «Diteci cosa è meglio per voi, non possiamo decidere tutto a Roma»

sismologi: “Ecco le cause del terremoto”

http://www.lastampa.it/2016/08/27/italia/cronache/terremoto-si-continua-a-scavare-morti-oggi-il-giorno-del-lutto-nazionale-mattarella-ai-funerali-VRhOM6XDKgXKli2wkWay4J/pagina.html

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Terremoto

A view of collapsed and damaged houses in Pescara del Tronto, central Italy, 24 August 2016.  ANSA/CROCCHIONI

E’ lo ‘stiramento’ dell’Appennino, ossia il processo di estensione da Est a Ovest, il meccanismo all’origine del terremoto

Il terremoto

Mercoledì 24 agosto alle 3:36 del mattino c’è stato un terremoto di magnitudo 6.0 della Scala Richter con epicentro nei pressi di Amatrice e Accumoli, due piccoli paesi (2.600 e 670 abitanti rispettivamente) nella provincia di Rieti. Il terremoto si è verificato ai piedi dei Monti della Laga che si si sviluppano per oltre 24 km tra gli altopiani di Amatrice (RI) e di Campotosto (AQ).

Lo sciame sismico

La mappa di scuotimento del terremoto più forte, calcolata con i dati delle reti accelerometriche dell’Ingv e del Dipartimento della Protezione Civile, indica uno scuotimento del terreno relativamente più alto nella zona Nord-Occidentale. I valori di picco piu’ alti registrati sono pari a circa il 45% di g alla stazione della Rete Accelerometrica Nazionale di Arquata del Tronto, a 11 km dall’epicentro.

Le decine di repliche del terremoto di magnitudo 6,0 che ha colpito Rieti sono sempre meno intense, ma per i sismologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’andamento della situazione e’ “imprevedibile”, al momento è cioè impossibile escludere scosse confrontabili a quella principale.

Le cause

E’ lo ‘stiramento’ dell’Appennino, ossia il processo di estensione da Est a Ovest, il meccanismo all’origine del terremoto di magnitudo 6 che ha colpito Rieti alle 3:36 di oggi e che ha finora provocato oltre 40 scosse in una zona di circa 30 chilometri compresa fra Lazio, Marche e Umbria. Lo indicano le prime analisi condotte dai sismologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “Il tipo di movimento osservato dai dati sismici indica una faglia estensionale, simile a quella all’origine dei terremoti più recenti e vicini, ossia quello de L’Aquila del 2006 e quello di Colfiorito del 1997″, dichiara il sismologo Alessandro Amato, dell’Ingv. “Anche quei terremoti – ha aggiunto – erano stati superficiali, avvenuti come questo alla profondità compresa fra 8 e 10 chilometri, cosa che spiega i forti scuotimenti”.

“La zona della faglia attiva è di 25 chilometri e comprende aree delle province di Perugia, Rieti, Ascoli Piceno arrivando anche in Abruzzo”. Non e’ escluso che si possa attivare un’altra faglia – aggiunge Amato, rispondendo ad una domanda – ma al momento non si sta osservando”.

http://www.unita.tv/focus/terremoto-i-sismologi-spiegano-le-cause/


Ingv: terremoto 2 volte inferiore a L’Aquila. Cnr: possibili altre scosse

Altre due repliche, in gergo “aftershocks“, alle 04.32 e alle 04.33, rispettivamente di magnitudo 5.1 e 5.4, nella zona di Norcia.

Fra le vittime, secondo la Protezione Civile 53 si riferiscono alla zona di Amatrice ed Accumoli ed altre 20 al territorio di Arquata, nelle Marche. La magnitudo intorno a 6 gradi, in base alle prime notizie con profondità di 4 chilometri. E proprio in omaggio alle vittime del terremoto in Centro Italia, Andrew Cuomo, il governatore di New York, di origini italiane, ha fatto illuminare di verde, bianco e rosso il One World Trade Center di New York, il quarto grattacielo più alto del mondo. Lo indicano le prime analisi condotte dai sismologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Alla sala operativa dei vigili del fuoco sono arrivate decine di segnalazioni: le aree piu’ colpite sarebbero, oltre a quelle di Amatrice, quelle di Accumoli e di Posta.

La zona colpita dal terremoto odierno rientra nella fascia ad altissima pericolosità sismica che corre lungo l’asse della catena appenninica. In un primo momento si pensava che l’epicento fosse tra Norcia e Castelluccio. Ieri 10 nuovi sismometri mobili e ricevitori gps collocati nella zona della faglia e ricevitori. Ad Amatrice si lavora per salvare un bimbo che chiede aiuto da sotto le macerie, ad Accumoli estratto vivo, fra gli applausi, un quarantenne romano. “Stiamo valutando – ha concluso Amato – se questi dati possano essere un indizio per capire come potrà evolvere la situazione”. La scossa notturna, i crolli, la paura. “Già nel 1639 in quest’area è stato registrato un sisma ‘gemello’ al terremoto verificatosi questa notte”. Da quanto spiegato, quello il sisma di 8 anni fa aveva una magnitudo leggermente inferiore, ma un’intensità (in gergo “magnitudo momento”) di 6.3 contro i 6 di ieri. Degli altri recenti ‘grandi’ terremoti in Italia, quello del 1976 in Friuli è stato di magnitudo 6.2, quello dell’Irpinia (1980) di magnitudo 6.8, quello di Umbria e Marche (1997) di magnitudo 5.6, quello della pianura padana modenese (2012) di magnitudo 5.9.

I paesi distrutti offrono scene apocalittiche, i soccorritori a Pescara del Tronto descrivono una situazione ‘mai vista’, ed anche la presidente della Camera Laura Boldrini, giunta sul posto, commenta: ‘Non c’è più nulla, sembra un bombardamento’.

http://molisedoc.com/2016/08/ingv-terremoto-2-volte-inferiore-a-laquila-cnr-possibili/


 

agosto 12, 2016

GESU’ ETERNO DIO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:32 am

 

GESU' RE ANGELI

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GESU’ DIO ETERNO
Gesù è Dio nel passato presente e futuro.
Gesù era Dio nella sua preesistenza prima di nascere in questo mondo, era Dio quando visse sulla terra, era Dio quando risorse dalla morte e ascese in cielo e sedette alla destra del suo Padre celeste, da dove regna e regnerà per tutta l’eterntà insieme al Padre e allo Spirito Santo.
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Gesù prima di nascere in questo mondo, viveva presso Dio, era il Verbo e il Figlio di Dio;
Giovanni 1: 1
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Giovanni 1: 14
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

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Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;
Giovanni 3: 13
Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.
Giovanni 6: 51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.
Gesù spiega bene la sua preesistenza ;
Giovanni 8: 23
Egli diceva loro: “Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.
Giovanni 8: 58
Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.
Giovanni 13:3
Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava…………………..
Giovanni 16: 27-28
16:27 poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono uscito da Dio.
16:28 Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre”.
Giovanni 17: 5
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Giovanni 17: 24
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;
poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
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Testimonianze Apostoliche sulla divinità eterna di Gesù;
Filippesi 2,5-11
5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
——————————————————————-
Colossesi 1,15-20
15 Egli è immagine del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura;
16 poiché per mezzo di lui
sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potestà.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
17 Egli è prima di tutte le cose
e tutte sussistono in lui.
18 Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa;
il principio, il primogenito di coloro
che risuscitano dai morti,
per ottenere il primato su tutte le cose.
19 Perché piacque a Dio
di fare abitare in lui ogni pienezza
20 e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificando con il sangue della sua croce,
cioè per mezzo di lui,
le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.
———————————————————————
Ebrei 1: 1-3
1:1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,
1:2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l’universo.
1:3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi.
—————————————————————————-
Gesù insegnò ai suoi discepoli che era il Figlio di Dio;
Giovanni 10: 30
Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Giovanni 14: 7-11
Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”.
Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.
Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
Giovanni 14: 6
Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Giovanni 11: 25
Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
Giovanni 5: 26-29
5:26 Perché come il Padre ha vita in sé stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in sé stesso;
5:27 e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo.
5:28 Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori;
5:29 quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio.
—————————————————————————-
Gesù la Luce del mondo;
Matteo 4: 12-17
4:12 Gesù, udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.
4:13 E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali,
4:14 affinché si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia:
4:15 “Il paese di Zabulon e il paese di Neftali,sulla via del mare, di là dal Giordano, la Galilea dei pagani,
4:16 il popolo che stava nelle tenebre,ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell’ombra della morte
una luce si è levata”.
4:17 Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: “Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino”.

Giovanni 1: 9-10
1:9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.
1:10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.
Giovanni 8: 12
Di nuovo Gesù parlò loro: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.
Giovanni 9,5
Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».
Giovanni 12,35
Gesù dunque disse loro: «La luce è ancora per poco tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va.
Giovanni 12,36
Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce».
Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro.
Giovanni 12,46
Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

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Vediamo che il Padre stesso afferma che Gesù è il suo Figlio prediletto;
Matteo 3: 16-17
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.
Matteo 17: 1-5
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.
E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: “Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”.
Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva:
“Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”.

Giovanni 12: 23-33
12:23 Gesù rispose loro, dicendo: “L’ora è venuta, che il Figlio dell’uomo dev’essere glorificato.
12:24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.
12:25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.
12:26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà.
12:27 Ora, l’animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest’ora.
12:28 Padre, glorifica il tuo nome!”
Allora venne una voce dal cielo: “L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!”
12:29 Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Gli ha parlato un angelo”.
12:30 Gesù disse: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
12:31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo;
12:32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me”.
12:33 Così diceva per indicare di qual morte doveva morire.
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Gesù spiega perchè è venuto sulla terra, per salvarci dai peccati;
Giovanni 6: 51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.
Questo lo spiega bene nell’ultima Cena;
Matteo 26: 26-28
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”.
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti,
perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.
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Gesù dopo essere morto e risorto prima di ascendere al cielo,
si presentò ai suoi apostoli come la seconda persona della Santa Trinità;
Matteo 28: 18-20
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
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Gesù dopo essere asceso regna insieme al Padre e allo Spirito Santo, e tornerà alla fine dei tempi per fare il giudizio a tutte le genti;
Matteo 7:21-23
21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
23 Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.
Matteo: 10, 23
23 Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo
Matteo 13: 40-43
40 Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità
42 e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
43 Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!
Matteo 16: 26-27
26 Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?
27 Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

Matteo 24: 23-31
23Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete.
24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.
25Ecco, io ve l’ho predetto.
26 Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete.
27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.
28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.
29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.
31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.
Matteo 25: 31-33
31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Matteo 26: 63-64
63 Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”.
64 “Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico:
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra di Dio,
e venire sulle nubi del cielo”.

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Studio Biblico
Bibbia Nuova Versione Riveduthttps://sites.google.com/site/gesueternovergine/home/gesu-eterno-dioa
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agosto 7, 2016

LA PREESISTENZA DI GESU’ SECONDO NT

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:59 am
GESU' RE ANGELI
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LA PREESISTENZA DI GESU’ SECONDO NT

Gesù prima di nascere in questo mondo, viveva presso Dio, era il Verbo e il Figlio di Dio;

Giovanni 1: 1

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Giovanni 1: 14

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

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Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;

Giovanni 3: 13

Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.

Giovanni 6: 51

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

Gesù spiega bene la sua preesistenza ;

Giovanni 8: 23

Egli diceva loro: “Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.

Giovanni 8: 58

Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.

Giovanni 13:3

Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava…

Giovanni 16:28

Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre”.

Giovanni 17: 5

E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Giovanni 17: 24

Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;

poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
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Filippesi 2,5-11

5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
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Colossesi 1,15-20

15 Egli è immagine del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura;
16 poiché per mezzo di lui
sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potestà.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
17 Egli è prima di tutte le cose
e tutte sussistono in lui.
18 Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa;
il principio, il primogenito di coloro
che risuscitano dai morti,
per ottenere il primato su tutte le cose.
19 Perché piacque a Dio
di fare abitare in lui ogni pienezza
20 e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificando con il sangue della sua croce,
cioè per mezzo di lui,
le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

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Ebrei 1: 1-3

1:1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,
1:2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l’universo.
1:3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi.
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Studio Biblico
Bibbi Nuova Versione Riveduta

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ RISULTATO ESSERE UN FALSO MODERNO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:50 am

ARTICOLI DA VARIE FONTI

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PAPIRO MOGLIE

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’

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Giu 18, 2016 |

INFO.STUDENTI.NET

Vi ricordate il papiro scritto in copto che qualche anno fa fece tanto discutere, in cui si parlava della moglie di Gesù? Molto probabilmente si trattava di un falso; adesso lo ammette anche la professoressa universitaria di Harvard che aveva rivelato l’esistenza del documento.

Vi ricordate il papiro scritto in copto che qualche anno fa fece tanto discutere, in cui si parlava della moglie di Gesù? Ne scrivemmo all’epoca QUI.

Probabilmente si trattava di un falso; adesso lo ammette anche la professoressa universitaria di Harvard che aveva rivelato l’esistenza del documento, e aveva contribuito in maniera clamorosa alla sua “scoperta” e pubblicizzazione.

Il frammento, della grandezza di un biglietto da visita, contiene quattordici righe scritte in copto, e nel testo a un certo punto si legge: “Gesù disse loro: Mia moglie…”.

Il frammento era antico – si diceva – a 1300 anni fa, e sarebbe stato una briciola di un’opera più ampia, evidentemente persa.

Karen King, una nota studiosa di Storia Cristiana all’Università di Harvard presentò il reperto alla stampa nel 2012, a Roma, e in maniera lievemente provocante ne parlò come “del Vangelo della moglie di Gesù”.

Ora di una moglie di Gesù (Maria Maddalena) parlano alcune tradizioni particolari dell’islam, tanto che si afferma che Gesù, salvato dalla croce , guarito e partito con Maria Maddalena, sia sepolto in Kashmir.

Il mondo degli studiosi si divise e il dibattito continuò per un certo periodo. Adesso un’inchiesta molto lunga e documentata di Ariel Sabar, sulla rivista Atlantic , offre consistenti indizi, e forse anche più di indizi che si sia trattato di un falso moderno.

A questo punto, dopo aver letto l’inchiesta, anche la professoressa Karen King che questo “fa pendere la bilancia dalla parte del falso”, come scrive il Catholic Herald. Il papiro della moglie di Gesù ha perso anche il suo difensore più fedele.

18/06/2016 LA STAMPA MARCO TOSATTI

http://infostudenti.net/it/la-moglie-di-gesu-era-un-falso/

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NOTIZIA DELLA SCOPERTA IL 2012

marco tosatti

26/09/2012

La scorsa settimana una studiosa americana, Karen King, dell’università di Harvard ha presentato a Roma un frammento di papiro copto, con anticipazione a New York sul New York Times, acquisito – secondo quanto dichiarato – da un collezionista che vuole mantenere l’incognito, in cui Gesù diceva: “Mia moglie e lei potrà essere discepola a me”…
Naturalmente la sola allusione a una possibile moglie di Gesù, negli Stati Uniti dell’era Obama diventa subito interessante. Anche se non lo era ai tempi di Gesù: Pietro era sposato, e c’era comunque una tradizione ben viva nell’ebraismo di celibi dedicati a Dio.
Ma adesso uno studioso britannico, Francis Watson, dell’università di Durham, lancia l’ipotesi che ci si trovi di fronte a una falsificazione, o comunque a un paprio “costruito”. Francis Watson, uno specialista del settore e che a quanto pare ha nel suo curriculum la scoperta di altri documenti presunti storici, e poi rivelatisi falsi, sostiene che il testo costruito. E lo argomenta in sei pagine di elaborazione, di cui alleghiamo il link. http://markgoodacre.org/Watson.pdf.
“Karen King ammette uno scetticismo iniziale – scrive Watson – ma ora è convinta che questo frammento di papiro derivi da una copia del quarto secolo di un testo del secondo secolo. Io cercherò di dimostrare che lo scetticismo è esattamente l’atteggiamento giusto. Il testo è stato costruito con piccoli pezzi – parole o frasi – ricavate principalmente dal Vangelo di Tommaso, gnostico, sezioni 101 e 114, e sistemati in un nuovo contesto. Questa probabilmente è la procedura di composizione di un autore moderno che non è di lingua madre copta”.
E’ ovviamente impossibile, per ragioni di spazio, seguire Watson nella sua analisi passo dopo passo, che parte dal Vangelo di Tommaso, trovato a Nag Hammadi, nel 1945, e il cui testo è accessibile a tutti. E afferma che nel breve frammento sono presenti frasi (in particolare la formula: “I discepoli dissero a Gesù”) che morfologicamente non appaiono nei quattro canonici, ma appartengono al Vangelo di Tommaso.
E restano, comunque, e sempre valide tutte le possibili interpretazioni di quella “mia sposa” che ha creato tanto abile interesse. La “sposa” potrebbe essere la Chiesa, come nel libro dell’Apocalisse, e nella tradizione cristiana di due millenni; potrebbe essere, come nel Cantico dei Cantici, l’anima dell’uomo in ricerca di Dio; potrebbe essere, nella tradizione gnostica, il discepolo che cerca la perfezione.
Insomma, non è detto che Gesù parlasse della signora Gesù, se anche – e Watson afferma di no – il frammento del quarto secolo fosse un frammento autentico di chissà che cosa. Da ricordare poi che in realtà questa tesi di Gesù sposato è ben presente nella tradizione Ahmadiya, che vuole Cristo guarito con unguenti miracolosi dopo la crocifissione, fuggito con la Maddalena, e sistemato stabilmente in Kashmir, dove ancora oggi si possono vedere la sua tomba e magari incontrare suoi discendenti. https://www.lastampa.it/2012/09/26/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/lipotesi-del-papiro-falso-xooiv3wiPFq8WvbYne8yHJ/pagina.html

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IL GIORNALE  DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DIPADOVA

Gesù non era sposato e non legge Dan Brown. Per ora

19 luglio 2016

18 settembre 2012: durante un congresso internazionale di studi copti a Roma, a pochi passi dal Vaticano, Karen L. King, titolare della prestigiosa Hollis Chair alla Harvard University, presenta un frammento di papiro recante un testo copto lacunoso. La notizia deflagra come una bomba perché nel testo, che si presume risalente almeno al IV secolo d.C. (se non prima), Gesù non solo chiama Maria (forse la Maddalena) “mia moglie”, ma afferma anche che questa è degna di diventare sua discepola. Il reperto, grande appena come una carta di credito, viene in fretta e furia battezzato Vangelo della moglie di Gesù e l’ateneo americano gli dedica addirittura un apposito sito internet.

Nasce così un dibattito avvincente intorno all’autenticità e al significato del papiro, che dura fino a pochi giorni fa, quando l’inchiesta del giornalista Ariel Sabar getta luce sulla vicenda. Sabar infatti identifica il proprietario del frammento, la cui identità non era stata rivelata dalla King: un uomo d’affari di origine tedesca, con studi in coptologia alle spalle e un debole per la pornografia e la spiritualità New Age. Il ritratto perfetto dell’aspirante falsario, capace di confezionare il testo niente poco di meno che sotto l’influenza del Codice Da Vinci, il polpettone pseudo-storico di Dan Brown.

Una vicenda che ha dell’incredibile e sulla quale riflettiamo assieme ad Alberto Camplani, docente alla Sapienza in storia del Cristianesimo e delle chiese, che proprio il giorno dell’annuncio presiedeva il convegno in qualità di organizzatore, nonché uno dei primi studiosi a gettare un’ombra di dubbio sull’autenticità e il significato del testo. “A differenza di studiosi del calibro di Stephen Emmel, Wolf-Peter Funk, Alin Suciu, Tito Orlandi e Paola Buzi, convinti che il papiro fosse un falso io ho assunto un atteggiamento più possibilista – racconta al Bo lo studioso – ma ho comunque sempre escluso che si trattasse di un vero e proprio vangelo”.

Tra i punti oscuri c’era proprio la provenienza del papiro: “Non era stata rivelata l’identità del possessore, né come era giunto negli Stati Uniti, e questo non è mai un buon segno: l’origine di qualsiasi frammento copto dovrebbe infatti essere tracciabile perlomeno fino al momento in cui lascia l’Egitto”. Inoltre i due studiosi che, secondo i documenti in possesso della King, avrebbero esaminato e validato il frammento (Peter Munro e Gerhard Fecht della Freie Universität di Berlino), erano entrambi morti. “Non solo: non avevano fatto parola della scoperta con i colleghi, come ho verificato nel corso di alcune indagini che ho condotto personalmente. Una cosa molto strana per il nostro ambiente. In quel momento ho capito che qualcosa non funzionava”.

Un dubbio che alla fine è divenuto certezza: “Subito dopo la pubblicazione dell’articolo di Karen King nella Harvard Theological Review, nel 2014, le osservazioni del coptologo Christian Askeland mi hanno definitivamente convinto che si trattava di un falso”. Cosa aveva scoperto il giovane studioso americano? “Che la mano che aveva redatto il Vangelo della moglie di Gesù era la stessa di un altro frammento che il falsario desiderava far acquistare all’Università di Harvard: il testo copto di un passo del Vangelo di Giovanni che riproduceva esattamente un’edizione critica degli anni ‘30”. Un indizio giudicato molto importante dalla stessa King, ma che non aveva completamente messo d’accordo tutta la comunità scientifica. A favore dell’autenticità del reperto rimanevano infatti la datazione con il radiocarbonio, che lo collocava tra il 659 e il 859 della nostra era, e l’analisi dell’inchiostro e delle tecniche di redazione: elementi comunque non impossibili da replicare per un falsario particolarmente abile.

Oggi, dopo l’inchiesta di Sabar sull’Atlantic, la vicenda sembra ormai incamminata sulla via della soluzione, lasciando però alcuni interrogativi. Quanto ha pesato all’inizio la spettacolarizzazione di una ricerca scientifica? “Personalmente non sono contrario al fatto che i giornali si occupino di scienza e di ricerca, ma in questo caso però si è esagerato – risponde Camplani –. Quando nel 2012 è stato dato l’annuncio, la notizia della ‘scoperta’ è subito apparsa sui giornali online americani non appena Karen King ha iniziato a parlare. Tutto quindi era stato preparato da giorni”. Un comportamento irrituale? “Quello che ci ha resi perplessi – e allo stesso tempo ci ha insospettito – è stato il fatto di sollecitare l’informazione su una scoperta non ancora discussa e validata dagli altri studiosi. Perché in questo modo si rischia di fare pressioni sulla comunità scientifica per orientare il dibattito”. Com’è potuto accadere? “Forse è stato considerato che una scoperta così eclatante e mediatizzata poteva portare attenzione alla coptologia e fondi alla ricerca”.

Rimane infine aperta la questione dell’influenza dello spirito del tempo su un terreno, quello della ricerca scientifica, che in teoria dovrebbe essere alieno da personalismi e influenze culturali e ideologiche. Invece, se a volte la realtà supera la fantasia, altre può accadere che sia la fantasia a manipolare letteralmente la realtà. E può persino capitare che uno scenario alla Dan Brown impegni per quasi quattro anni storici e studiosi di tutto il mondo.

Daniele Mont D’Arpizio http://www.unipd.it/ilbo/gesu-non-era-sposato-non-legge-dan-brown-ora

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Nuovi dubbi sul Vangelo della moglie di Gesù

  • 31-07-2014
  • di Roberto Labanti

Forse ricorderete il Vangelo della moglie di Gesù (GJW), l’apparente frammento in copto saidico di un testo cristiano antico altrimenti sconosciuto di cui avevamo scritto in questa rubrica su Query 12. Era stato presentato al decimo International Congress of Coptic Studies tenutosi a Roma nel settembre 2012 dalla storica del cristianesimo Karen L. King, che lo aveva ricevuto per studio e pubblicazione da un collezionista statunitense ancora oggi ignoto: quest’ultimo, a sua volta, lo avrebbe acquistato da un tedesco insieme ad altri cinque papiri in greco e in copto. La studiosa, con il contributo della papirologa AnneMarie Luijendijk, aveva preparato un articolo, accettato per la pubblicazione dall’Harvard Theological Review dopo un processo di peer review, nel quale procurava l’edizione del frammento e situava il testo all’interno delle idee delle varie forme di cristianesimo antico. Per King, si trattava di un frammento di un codice del quarto secolo dell’età volgare, testimone di un testo originariamente composto forse già nel secondo secolo (in greco?), dal quale emergerebbe, tra l’altro, una controversia sul fatto che Gesù fosse o meno sposato, presente anche in altri testi di quel periodo.
Come all’epoca avevamo segnalato, in seguito ai dubbi e alle difficoltà sollevati sulla Rete da diversi studiosi di cristianesimo delle origini e di coptologia, la rivista aveva sospeso la pubblicazione in attesa, nel caso che il proprietario avesse dato la propria autorizzazione, di una serie di esami scientifici sul supporto e sull’inchiostro del reperto.
Senza particolare pubblicità, in effetti, le analisi sono state infine realizzate. Coloro che si aspettavano risultati decisivi sull’autenticità saranno rimasti piuttosto delusi: era peraltro chiaro a quasi tutti che solo un falsario alle prime armi avrebbe utilizzato un papiro moderno o inchiostro incompatibile con quello utilizzato nell’antichità. Partiamo dalla datazione del supporto con il metodo del radiocarbonio (o carbonio-14): un primo test (effettuato da Gregory Hodgins presso l’University of Arizona) ha attribuito il supporto al terzo-quarto secolo avanti era volgare, pur in presenza di un’anomalia, al momento non spiegata, del valore del carbonio-13, che potrebbe avere alterato la datazione; tale risultato non soddisfacente (perché uno scriba cristiano del quarto secolo avrebbe dovuto utilizzare un papiro di quasi un millennio precedente?) ha portato alla realizzazione di un secondo test (Noreen Tuross, dipartimento di biologia evoluzionistica umana, Harvard University) che ha invece indicato una data fra il 659 e l’869 dell’era volgare (età media: 741 e.v.). L’ossidazione del materiale cellulosico mostrata dalla microspettrografia ad infrarossi (Joseph M. Azzarelli et al., Massachusetts Institute of Technology) è compatibile con l’antichità del papiro. La composizione chimica dell’inchiostro (o degli inchiostri, perché sembra possibile che sui due lati siano stati utilizzati due differenti ma simili partite di inchiostro) lo identifica come inchiostro nero di carbonio, non diverso da quelli usati nell’antichità (James T. Yardley e Alexis Hagadorn, Columbia University). L’esame paleografico sull’originale (Malcolm Choat, Macquarie University) rende possibile abbandonare alcuni degli argomenti evidenziati dai sostenitori del falso durante il dibattito precedente (dovuti ad artefatti dell’immagine digitale), ma il paleografo chiarisce che «non h[a] trovato la “pistola fumante” che indichi senza dubbio che il papiro non sia stato scritto nell’antichità, ma neppure tale esame permette di provare che sia genuino».
A questo punto, l’Harvard Theological Review ha ritenuto fosse giunto il momento di pubblicare, in un fascicolo di aprile 2014 così trasformato in un numero quasi monografico, una versione rivista dell’articolo di King, seguito da sommari dei risultati delle analisi delle scienze ancillari (i rapporti più ampi sono stati infatti contemporaneamente pubblicati su un sito web), da una valutazione critica e dalla controreplica a quest’ultima della stessa King[1].
Nel suo intervento King, dopo aver ringraziato Roger Bagnall, AnneMarie Luijendijk (non più indicata nella dichiarazione autoriale) e Ariel Shisha-Halevy, gli studiosi che per primi avevano potuto collaborare con l’autrice nello studio del papiro, riconosce l’utilità di «molti dei commenti critici e costruttivi» circolati in ambito informale. Procede poi a fornire l’edizione critica del frammento e ad analizzare il reperto, il linguaggio utilizzato e la storia del manoscritto. In quest’ultima sezione, dove si occupa anche della questione del falso, è costretta a scartare la datazione paleografica che appariva nella prima versione del suo studio e a proporne una più tarda (settimo-ottavo secolo e.v.) in linea con i risultati dell’analisi del 14C di Tuross (giunti quando l’articolo in realtà era già pronto) e a riconoscere che la mano che ha vergato il testo è «non professionale» e «inesperta»; tutto considerato, ritiene però improbabile che ci si trovi di fronte ad un falso moderno. Consapevole che non si è di fronte all’ultima parola sulla questione, scrive che «[u]lteriori ricerche o lo sviluppo di nuovi metodi potranno offrire prove determinanti, ma per ora, giudicherei che il peso dell’evidenza sia a favore» a ritenere il frammento un prodotto materiale dell’antichità.
Il ruolo dell’advocatus diaboli è stato assunto dal fiammingo Leo Depuydt, professore di egittologia presso la Brown University di Providence, Rhode Island, uno degli studiosi che aveva sollevato pubblicamente dubbi sulla genuinità del frammento. Nel suo intervento questi ribadisce la dipendenza dal Vangelo di Tommaso e segnala una serie di errori grammaticali in cui sarebbe incorso il falsario, prove ed argomenti che nella sua controreplica King ritiene rispettivamente non sostanziali e non persuasivi.
Un tempo la disputa avrebbe potuto chiudersi qui. Non è più così nell’epoca del Web 2.0. Del gruppo di sei papiri acquistati in blocco, solo due erano stati quelli consegnati dall’anonimo collezionista a King per studio e pubblicazione. Uno era il GJW; l’altro, di dimensioni un poco più grandi, contiene invece sui due lati un frammento della versione copta licopolitana del vangelo canonico di Giovanni. Il supporto è stato datato dai test del 14C al 681/877 e.v. (Hodgins) o al 648/800 e.v (Tuross; età media: 718 e.v) ed è composto da cellulosa ossidata (Azzarelli et al.); l’inchiostro utilizzato è simile ma abbastanza distinto da quello/quelli utilizzati per il GJW (Yardley & Hagardon). Non ancora formalmente pubblicato, ne sono però state diffuse immagini all’interno dei rapporti d’analisi e l’attenzione dei critici si è presto concentrata su queste. Lo storico del cristianesimo e coptologo Christian Askeland (Indiana Wesleyan University) ricercatore presso la Kirchliche Hochschule Wuppertal/Bethel (per la quale si sta occupando della versione copta dell’Apocalisse canonica presso uno dei più importanti centri di critica testuale, l’Institut für neutestamentliche Textforschung dell’università di Münster) e collaboratore della Green Scholars Initiative (sponsorizzata dalla famiglia evangelicale statunitense dei Green), aveva studiato per il suo dottorato di ricerca presso l’University of Cambridge proprio le traduzioni del Nuovo Testamento in copto. Prima in alcuni interventi su un blog cui collabora e poi in un articolo apparso sul fascicolo di maggio della rivista peer-review Tyndale Bulletin (edita da una biblioteca di studi biblici di ispirazione cristiana con sede a Cambridge) ha messo in dubbio l’autenticità anche di questo frammento: egli ritiene che il falsario abbia impiegato, per costruire il testo, l’edizione critica di Herbert Thompson (1924) del Codex Qau, un codice del quarto secolo proveniente da Qaw e conservato a Cambridge contenente il Vangelo di Giovanni in licopolitano, un dialetto che, comunque, nel settimo-ottavo secolo non è più documentato. Soprattutto, Askeland giudica che la mano che ha vergato il GJW e quella che ha prodotto questo frammento siano la medesima[2]. Anche da un punto di vista codicologico, come ha notato Stephen Emmel, professore di coptologia presso l’università di Münster, già presidente e dal 2000 segretario dell’International Association for Coptic Studies, il frammento del Vangelo di Giovanni è anomalo: il codice avrebbe dovuto avere dimensioni assai diverse rispetto agli altri codici dell’epoca[3].
Dopo la pubblicazione dell’analisi di Askeland, il New York Times ha contattato King per la quale questa «è sostanziale, vale la pena di prenderla sul serio e potrebbe puntare nella direzione del falso» ma non considera chiusa la questione[4]. Da parte sua Alin Suciu (Hiob Ludolf Centre for Ethiopian Studies (HLCES) dell’università di Amburgo), uno dei primi coptologi a dimostrarsi pubblicamente critico nei confronti del papiro, scrive sul suo blog un post riassuntivo dedicato alla vicenda: «Dato che l’evidenza di una falsificazione è ormai schiacciante, considero la polemica che circonda il [“]papiro della moglie di Gesù[“] superata. Personalmente, da questo momento in poi non sono interessato a speculare su chi possa essere il falsario e quali siano le sue intenzioni. Inoltre, non ritengo […] King responsabile di questa vicenda. Come studiosa, ha solo seguito la sua vocazione ed edito un frammento di manoscritto potenzialmente interessante. Sono certo che, al suo posto, molti altri studiosi avrebbero fatto esattamente la stessa cosa»[5]. Sarà forse possibile chiudere definitivamente il caso solo quando gli studiosi avranno modo di esaminare fianco a fianco i frammenti del GJW e del Vangelo di Giovanni per studiarne i rapporti reciproci, come ha suggerito Choat sempre al New York Times. E in quell’occasione sarà forse il caso che anche gli altri quattro papiri siano su quel tavolo.

Note

1) Il fascicolo è accessibile all’url http://journals.cambridge.org/action/displayIssue?decade=2010&jid=HTR&volumeId=107&issu… purtroppo dietro accesso a pagamento; il materiale supplementare è disponibile all’url http://gospelofjesusswife.hds.harvard.edu/

2) Si veda http://evangelicaltextualcriticism.blogspot.com/2014/04/the-forgery-of-lycopolitan-gosp… e Askeland, C. 2014. A Fake Coptic John and Its Implications for the ‘Gospel of Jesus’s Wife’. “Tyndale Bulletin” 65.2, pp. 1-10

3) https://suciualin.files.wordpress.com/2014/06/emmel-codicologyharvardjohn-2014-06-22.pdf

4) http://www.nytimes.com/2014/05/05/us/fresh-doubts-raised-about-papyrus-scrap-known-as-g…

5) 26/the-gospel-of-jesus-wife-papyrus-final-considerations/

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=275814

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