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giugno 29, 2015

29 GIUGNO FESTA DI SAN PIETRO E PAOLO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:51 pm

29 GIUGNO FESTA DI SAN PIETRO E PAOLO

SANTI PIETRO E PAOLO

Tutto il Popolo di Dio è debitore verso di loro per il dono della fede. Pietro è stato il primo a confessare che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Paolo ha diffuso questo annuncio nel mondo greco-romano. E la Provvidenza ha voluto che tutti e due giungessero qui a Roma e qui versassero il sangue per la fede. Per questo la Chiesa di Roma è diventata, subito, spontaneamente, il punto di riferimento per tutte le Chiese sparse nel mondo. Non per il potere dell’Impero, ma per la forza del martirio, della testimonianza resa a Cristo! (Papa Francesco)

S. PIETRO APOSTOLO

Pietro nacque a Betsaida in Galilea da poveri genitori. Quegli che doveva divenire il primo Papa, la prima colonna della Chiesa, era un semplice pescatore. Però era uno di quegli israeliti semplici e retti che aspettavano con cuore mondo il Redentore d’Israele.

La natura lo aveva dotato di gran cuore, di mente aperta e di generosità ammirabili. Con suo fratello, con, Natanaele e con altri era discepolo di Giovanni il Battista. Racconta il Vangelo che un giorno il Precursore mentre si intratteneva con due suoi seguaci; vide passare Gesù e disse: « Ecco l’Agnello di Dio ». « I due discepoli, avendo udite queste parole, seguirono Gesù. E Gesù rivoltosi a guardare questi che lo seguivano, disse loro: Che cercate? ed essi risposero: Rabbi, dove abiti? Ed egli a loro: venite e vedrete. Andarono e videro dove abitava e rimasero con lui quel giorno ».

« Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveva udito le parole di Giovanni ed aveva seguito Gesù. Il primo in cui s’imbattè, fu il suo fratello Simone a cui disse: Abbiamo trovato il Messia, che tradotto vuol dire il Cristo: e lo condusse da Gesù. E Gesù fissatolo disse: Tu sei Simone figlio di Giona, tu sarai chiamato Cefa che vuol dire Pietro. Poi disse ai due fratelli: venite dietro a me, e vi farò pescatori di uomini. Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono ».

Da quel momento Pietro non abbàndona più il Divin Maestro. La sua generosità, la sua fede ed il suo amore al Salvatore non hanno più limiti e Gesù lo ricambia con divina generosità.

Gesù domanda agli Apostoli: chi dicono che io sia? Udite le varie opinioni degli uomini, riprende: « Ma voi chi dite che io sia? E Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivente » e Gesù gli risponde: « Ed io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno mai contro di lei ». Quando Gesù profetizza la sua passione, Pietro ne è turbato ed esclama: O Signore, non sia mai! Ma ripreso dal Salvatore, protesta: Sono pronto a venire con te anche alla morte. È vero che anche Pietro ha un momento di debolezza, ma subito piange amaramente, ed alla richiesta di Gesù: Pietro mi ami tu? risponde: « Signore, tu sai tutto, tu lo sai che io ti amo ». E Gesù gli risponde: Pasci le mie pecorelle ».

Ricevuto lo Spirito Santo, S. Pietro predica agli Ebrei con uno zelo ed un coraggio eroico; a quelli del Sinedrio che l’avevano arrestato e flagellato risponde: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini » e continua a predicare, contento di aver sofferto qualcosa per il nome di Gesù. Lo vediamo ancora a Genisalemme presiedere il concilio; a Ioppe dal centurione Cornelio; in carcere liberato da un Angelo; ad Antiochia ove fonda la prima Chiesa; a Roma ove stabilisce la sua cattedra di verità e dove sotto Nerone dà la sua vita per l’amato Maestro. La tradizione dice che San Pietro ricordandosi anche in quell’estremo momento del suo peccato, e ritenendosi indegno di morire come Gesù, pregasse i carnefici ed ottenesse di essere crocifisso col capo all’ingiù.

Sulla sua tomba si sono inginocchiati Papi, imperatori, principi ed una turba infinita di fedeli: da quel povero ed umile pescatore di Galilea è venuta all’umanità la verità, la pace, la civiltà, la salvezza.

PRATICA. — Amiamo il Papa e preghiamo per lui.

PREGHIERA. O Dio che a perpetuare nei secoli il tuo insegnamento, hai eletto la Chiesa come maestra infallibile di verità, fa’ che noi siamo sempre suoi docili figli.

S. PAOLO APOSTOLO

Saulo, in seguito Paolo, nacque a Tarso, capitale della Cilicia, nei primissimi anni dell’era volgare. Fu circonciso l’ottavo giorno, ricevendo il nome di Saulo a ricordo del primo re d’Israele, il più grande personaggio della tribù di Beniamino, cui la famiglia apparteneva. La sua educazione fu austera quale si conveniva ad un figlio di farisei zelanti della legge. Ben presto gli misero in mano la Sacra Bibbia che egli approfondì talmente che, convertito, trasfonderà abbondantemente nei suoi scritti. Frequentò a Gerusalemme la scuola ebraica ed ebbe a precettore il celebre Gamaliele, l’uomo più saggio di Gerusalemme. Da lui si rafforzò nell’amore alle tradizioni ebraiche ed imparò una scrupolosa osservanza delle prescrizioni della legge. Ma a sconvolgere tutta questa educazione, sorse allora la dottrina del Nazareno che riempiva già Gerusalemme di seguaci e dilagava anche nelle vicine province.

Saulo, intransigente fariseo e strenuo difensore della tradizione, li odiò subito a morte. Dopo aver assistito impavido alla lapidazione di Santo Stefano, intraprese la lotta contro di essi, battaglia che doveva portarlo a quel Gesù che egli inconsciamente perseguitava.

Ed eccolo cavalcare alla volta di Damasco per perseguitare anche lì i cristiani.

Ad un tratto una luce fulgidissima lo abbaglia e lo precipita da cavallo, mentre una voce misteriosa lo apostrofa: « Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? ». Il futuro apostolo tremebondo risponde: « Chi sei, o Signore?… che vuoi che io faccia? ».

Il miracolo è compiuto, Saulo da terribile lupo è trasformato m agnello mansueto, nell’Apostolo ai cristo.

Da questo momento, il suo cuore, la sua mente, tutta la sua anima inebriata dalla luce divina a null’altro aspirano che alla verità e al Cristo.

Egli non conosce pericoli ed ostacoli. Si fa giudeo coi Giudei, greco coi Greci, romano coi Romani e nella sua profonda umiltà si stima debitore a tutti, mentre a tutti porta la luce, la salvezza e la vita. Nelle sue missioni è preso, flagellato, imprigionato, contraddetto, ma il suo cuore è saldo e nulla potrà separarlo dalla carità di Cristo. La sua parola risuonerà ovunque apportatrice di pace, di luce e di salvezza. Dove non può arrivare colla persona, arriva colle sue lettere e collo zelo dei suoi seguaci. Naturalmente tanto bene esacerbava l’animo protervo dei Giudei che dopo averlo combattuto riuscirono ad averlo tra le mani. Ma Paolo appella a Cesare quale cittadino romano e viene condotto a Roma. Quivi l’attendeva nuovamente la prigionia. Ma anche dal tenebroso e tetro carcere mamertino egli lancia al mondo la sua parola scritta. A Roma s’incontrò pure con S. Pietro, Principe degli Apostoli, col quale doveva rendere testimonianza alla verità subendo il martirio. Paolo tratto davanti a Nerone viene condannato alla decapitazione. Un colpo di spada lo getta tra le braccia del suo amato Signore. Era il 29 giugno.

PRATICA. — Chiediamo a S. Paolo l’amore delle anime e preghiamo per gli apostoli che si dedicano alla loro salvezza.

http://www.santodelgiorno.it/santi-pietro-paolo/

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30 GIUGNO FESTA DEI SANTI PROTOMARTIRI ROMANI

SANTI PROTOMARTIRI ROMANI
«intorno a questi uomini vissuti santamente [Pietro e Paolo; si è raccolta una grande moltitudine di eletti che, per aver patito a causa della gelosia molti oltraggi e tormenti, sono stati uno splendido esempio fra di noi» (Lettera di Clemente ai Corinzi).

Dopo i due grandi apostoli Pietro e Paolo, la Chiesa ricorda oggi i primi cristiani di Roma messi a morte nella persecuzione di Nerone degli anni 64-67. Di questa persecuzione abbiamo due testimonianze: l’una proveniente dal mondo pagano, l’altra di origine cristiana. La prima, riportata da Tacito negli Annali, afferma che a Roma circolava con insistenza la voce secondo la quale Nerone fosse responsabile del colossale incendio che il 16 luglio 64 distrusse completamente diversi quartieri della città. Per stornare da sé questo sospetto, l’imperatore indusse alcuni cittadini corrotti a denunciare come colpevoli i cristiani. Essi vennero arrestati in gran numero e giustiziati in modo particolarmente crudele. La testimonianza di provenienza cristiana è presente nella lettera che Clemente Romano mandò alla comunità di Corinto poco dopo l’anno 90. Le due testimonianze concordano nella descrizione dei fatti, non certo nella valutazione. Tacito non prova alcuna compassione per dei cittadini messi a morte per il crudele arbitrio di un singolo. Clemente, invece, dice che questi cristiani divennero uno splendido esempio nella convinzione che chi soffriva per il nome di Cristo diveniva per ciò stesso partecipe e compagno della sua passione. A fondamento della Chiesa di Roma, come di altre comunità cristiane di ieri e di oggi, vi è il sangue dei martiri che invita alla sequela e all’imitazione di Cristo.

http://www.santodelgiorno.it/santi-primi-martiri-santa-chiesa-di-roma/

IL CRISTIANESIMO NON E’ UNA FAVOLA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:43 pm

Cristo: favola o realtà – Un ex ateo risponde

di Jim Sheffield

In Italia è stato recentemente diffuso da uno scrittore ateo un libro che ha lo scopo di attaccare il Cristianesimo. L’autore, che definisce il Cristianesimo una “frode”, è arrivato a sporgere ufficialmente denuncia affinché il Cristianesimo “sia bandito dalla società”. Nel seguente scritto, Jim Sheffield, ex-ateo, risponde ad alcune delle domande poste (quella che segue è la mia traduzione dall’inglese, adattata e pubblicata con il permesso dell’autore).


Per la scienza (ad es. la meccanica quantistica) si può parlare solo di probabilità. In questo ambito, io posso affermare che dal punto di vista storico i Vangeli sono “molto probabilmente” veri, ma il modo migliore per conoscere Cristo vivente è leggere voi stessi il Nuovo Testamento; leggetelo, chiedendo a Gesù di mostrarvi se Lui è la Verità.

Io sono stato cresciuto nell’ateismo, e sono venuto a Gesù solo dopo aver studiato a lungo ed aver ricevuto molti miracoli, perciò posso parlare per esperienza personale.

Cominciamo dalla teodicea, ossia il problema dell’esistenza di un Dio onnipotente in rapporto all’esistenza del male.
Il punto di vista biblico mostra dal principio Dio che avverte gli uomini di non imparare il bene e il male; ma noi abbiamo scelto di imparare, sia per conoscenza che per esperienza.
Ma il Dio vivente e vero ha stabilito un giorno in cui giudicherà ogni uomo; Egli è potente da resuscitare i morti, e come ha promesso introdurrà nella vita eterna i giusti e farà giustizia degli empi e di tutto ciò che essi hanno fatto.
Per un ateo, le vittime del male non hanno alcuna speranza, e gli operatori di malvagità non affronteranno mai la giustizia nell’eternità.
La vera questione allora è se Dio ci ha visitati nel nostro mondo e ci ha dimostrato la sua capacità di resuscitare i morti.

Dal cosiddetto Illuminismo in poi sono stati scritti centinaia di libri confutatori per attaccare il Cristianesimo. Il più noto è quello di Strauss; egli asseriva che Gesù era solo un mito, e così divenne seguace di Karl Marx.
L’accusa più frequente è quella del silenzio storico: “non esiste alcun riferimento a Gesù mentre era in vita”. Il fatto è che la maggior parte degli storici non menzionavano neppure l’Imperatore che era in vita, per timore di offenderlo. Sarebbe stato alquanto sorprendente se gli storici alla corte dell’Imperatore avessero scritto di una persona crocifissa da Roma per essersi proclamato re dei Giudei.

Piuttosto, per quale motivo i Romani non usarono gli scritti di Giuseppe Flavio, Tacito e Plutarco per confutare il Cristianesimo?
Se ci rivolgiamo al Nuovo Testamento, osserviamo che ci furono interrogazioni da parte di alti ufficiali romani – Pilato, Gallio, Felice, Festo. Gallio in particolare era il fratello di Seneca il quale nel 50-51 d.C. probabilmente dirigeva l’Impero per l’ormai attempato Claudio. Dunque l’uomo più potente di Roma poteva essere interessato in questa nuova ‘religione’. Tutte queste persone avevano atti ufficiali di ciò che i Cristiani facevano.

Perché allora i Romani non fecerno riferimento a quegli atti nel cercare di distruggere il Cristianesimo, invece di utilizzare le torture e l’omicidio? Tertulliano li sfidò a mostrare gli atti di Pilato. Ci furono tentativi da Celso, Porfirio di Tiro, ed Eusebio di Cesarea parla di un’opera falsificata di Pilato. Tutte queste furono facilmente confutate. Il fatto è che non esiste alcun documento storico attendibile che confuti il Cristianesimo. Ricordiamo che esso fu fuorilegge fino all’Editto di Milano (312 d.C.). In quanto all’idea che tali confutazioni possano essere andate distrutte, quando i filosofi pagani furono espulsi dalla Persia, nessuno scritto credibile fu prodotto per confutare il Cristianesimo. L’argomento del “silenzio” è evidentemente in favore del Cristianesimo.

Guardiamo ora le prove positive; in tutto il mondo antico troviamo che le chiese avevano un elenco dei loro conduttori risalente fino agli apostoli, e tutti avevano gli stessi quattro Vangeli e le lettere di Paolo, con solo qualche minima variazione di copista. Dunque, a differenza degli gnostici e di altri eretici i cui testi cambiarono, i Vangeli canonici rimasero invariati. Quest’argomentazione fu usata nel passato da Ireneo di Lione e da Tertulliano molto prima dell’Editto di Milano (vedi nota*). Tali testi esistono in Aramaico, Greco, Copto (sia Egitto inferiore che superiore), Latino, e altre lingue antiche.
In quanto all’idea di un canone forzato, la Peshitta aramaica pur avendo i quattro Vangeli e le lettere di Paolo, non ha l’Apocalisse, 2 Pietro, Giuda, e 1 e 2 Giovanni. Ciò dimostra dunque che non è vero che il canone fu imposto. Sebbene possa essere difficile risalire a tutte le chiese antiche, chi fosse interessato può scrivere a una Società Biblica e chiedere a loro notizie sulle antiche versioni.

Un ultimo punto da considerare: cosa pensereste di quattro testimoni oculari che descrivono le stesse cose nello stesso modo? Si potrebbe pensare a una collusione. Sebbene i quattro Vangeli concordano sui punti principali della crocifissione di Gesù sotto Ponzio Pilato, sul fatto che Gesù fu sepolto, e che risuscitò, per secoli si è discusso sui punti di minori, apparenti divergenze che essi contengono.

L’Armonia composta da Tatiano sui quattro Vangeli risale a solo un secolo circa dalla stesura del primo Vangelo, eppure è ancora inconfutabilmente valida e ne ho una traduzione nella mia libreria. Sebbene i detrattori continueranno come sempre a scrivere libri contro il Cristianesimo, presentando tesi che sono profondamente in disaccordo l’una con l’altra, milioni di persone continueranno a credere alla Verità del Vangelo. A Dio sia la gloria!


(*) Nota: Il filosofo pagano neoplatonico Porfirio di Tiro non riuscì a confutare Ireneo di Lione e Tertulliano di Cartagine, e anch’io propongo una piccola sfida. Si scrivano quattro libri in cui si racconta di una persona immaginaria dando riferimenti a città realmente esistenti. Si affermi che in esse si sono realmente svolti gli eventi narrati, e in particolare che questa persona sarebbe nata da una vergine, avrebbe predicato in città specifiche, sarebbe stata giustiziata, e sarebbe risuscitata. Poi si convinca la maggior parte del mondo civilizzato che realmente quei quattro libri sono stati scritti nei maggiori linguaggi così come la Bibbia in tempi antichi esisteva in Aramaico, Greco, Copto, Latino (Vetus Latina), e altri linguaggi. Dovrebbe essere assai più facile oggi se si considera che all’epoca della stesura del Nuovo Testamento, i Romani usavano la tortura per arrivare alla verità! Vediamo se riuscite a PROVARE la vostra fantasia. La potenza dell’Impero Romano non potè confutare un solo iota o un apice dei quattro Vangeli.

Alcuni anni fa le ossa del sommo sacerdote Caiafa furono rinvenute (cfr. Biblical Archaeology Review, settembre/ottobre 1992, p. 38-44,76), ma non furono trovate quelle di Gesù, poiché Egli è risorto. Egli è risorto, alleluia!



Nota del traduttore
:
Nel suo tentativo di propagandare l’ateismo, l’autore del libro di cui abbiamo parlato ha affermato che esiste una prova talmente schiacciante che da sola basta a dimostrare la falsità del Cristianesimo. La prova consisterebbe in un’affermazione del teologo cattolico Agostino, il quale nell’anno 350 scrisse che affermare che la Terra è rotonda è un’eresia: “Se si potesse dimostrare che la Terra è tonda”, scriveva Agostino, “allora si sarebbe dimostrato che il Cattolicesimo è in errore”.
Si noti anzitutto che Agostino si riferiva al Cattolicesimo (religione, precetti, dogmi e interpretazioni del clero cattolico), non al Cristianesimo biblico (gli insegnamenti e la fede cristiana così come sono insegnati dalla Bibbia).
Il Cattolicesimo insegnava che la Terra è piatta, e che dire il contrario era un’eresia. Questa è solo un’interpretazione del clero, priva di fondamento biblico. La Bibbia, infatti, nel libro di Isaia, scritto ben 8 secoli prima di Cristo – dunque molto prima di Galileo, di Giordano Bruno, della scienza moderna, e della chiesa romana – parla di “globo della terra” (cfr. Isaia 40:22; alcune traduzioni in italiano stravolgono questo verso, ma questa è la traduzione esatta delle parole del testo originale, “hug ha arez”); essa inoltre sottolinea questo concetto dicendo che Dio “sospende la terra sul nulla” (cfr. Giobbe 26:7).
 http://camcris.altervista.org/ateismo2.html

IL CRISTIANESIMO NON L’HA INVENTATO PAOLO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:39 pm

Il Cristianesimo, opera di Paolo?

Una delle tante teorie che i critici usano per attaccare il Cristianesimo, è quella secondo cui il Cristianesimo così come lo conosciamo fu inventato dall’apostolo Paolo. Diversi scettici, infatti, accusano Paolo di aver intenzionalmente distorto gli insegnamenti di Gesù.

Ci sembra lecito presumere che non si possa affermare che gli insegnamenti di Gesù furono distorti, senza prima sapere quali erano gli insegnamenti di Gesù.
Ma i critici dimostrano questa conoscenza? Vediamo: essi accusano Paolo di aver creato una nuova religione, e generalmente dicono che Gesù non affermò mai di essere il Messia, né di essere il figlio di Dio. Molti ripetono quest’accusa senza neppure aver mai letto le parole di Gesù.

Basta sfogliare i primi quattro libri del Nuovo Testamento (che non furono scritti da Paolo) per rendersi conto di quanto sia infondata la loro obiezione. Ad esempio, si consideri il seguente resoconto scritto da Matteo:

“Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?»
Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti».
Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?»
Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.”

(Matteo 16:13-17)

Questo è solo uno degli innumerevoli passaggi che parlano di chi Gesù diceva di essere. Un altro è Giovanni 10:30, dove Gesù afferma: “Io e il Padre siamo uno”. Il testo greco originale del Nuovo Testamento è molto preciso: letteralmente, qui Gesù dice: “Io e il Padre, Noi siamo uno”.
Gesù affermò anche di essere l’unica Via per andare a Dio: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Anche qui, il testo greco è molto chiaro: viene usato l’articolo determinativo. Gesù dichiarò non di essere “una” via, ma “la” via per andare a Dio. Tutto questo corrisponde a ciò che era stato profetizzato molti secoli prima sulla venuta e sulla persona di Gesù, nell’Antico Testamento (vedere
qui).

Non va dimenticato, poi, che l’autorità di Paolo è riconosciuta dai restanti libri del Nuovo Testamento. Si parla in dettaglio della sua conversione nel libro degli Atti degli Apostoli, e gli altri apostoli di Gesù riconoscevano Paolo come apostolo guidato dal Signore (si leggano ad esempio le parole di Pietro in 2 Pietro 3:15-16).
L’idea che Paolo abbia inventato un ruolo che Gesù non aveva mai inteso avere è falsa, e chiunque può facilmente verificarlo.

http://camcris.altervista.org/apolpaolo.html

GESU’ E’ VERAMENTE ESISTITO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:34 pm

GESU SINAGOGA

Domanda: “Gesù è davvero esistito? Esiste qualche prova storica di Gesù Cristo?”

Risposta: Solitamente, quando viene posta questa domanda, la persona che la pone delimita la domanda dicendo “al di fuori della Bibbia”. Noi non ammettiamo quest’idea secondo cui la Bibbia non possa essere considerata una fonte di prova dell’esistenza di Gesù. Il Nuovo Testamento contiene centinaia di riferimenti a Gesù Cristo. Ci sono alcuni che datano la stesura dei Vangeli al II sec. d.C., più di 100 anni dopo la morte di Gesù. Anche se fosse così (cosa mettiamo fortemente in discussione), nei termini delle prove antiche, gli scritti risalenti a meno di 200 anni dopo il verificarsi degli avvenimenti sono considerati delle prove affidabilissime. Inoltre, la stragrande maggioranza degli studiosi (cristiani e non) ammetterà che le lettere di Paolo (o almeno alcune di esse) furono effettivamente scritte da Paolo a metà del I sec. d.C., meno di 40 dopo la morte di Gesù. In termini di prove manoscritte antiche, questa è una dimostrazione straordinariamente potente dell’esistenza di un uomo di nome Gesù in Israele agli inizi del I sec. d.C.

È anche importante riconoscere che, nel 70 d.C., i Romani invasero e distrussero Gerusalemme e la maggior parte di Israele, massacrandone gli abitanti. Intere città furono letteralmente rase al suolo! Non dovremmo sorprenderci, dunque, se molte prove dell’esistenza di Gesù siano andate perse. Molti testimoni oculari di Gesù saranno stati uccisi. Probabilmente, questi avvenimenti hanno limitato la quantità di testimoni oculari di Gesù sopravvissuti.

Considerando il fatto che il ministero di Gesù fu prevalentemente confinato a una zona depressa e relativamente insignificante in un angolino dell’Impero Romano, una sorprendente quantità di informazioni su Gesù può essere attinta dalle fonti storiche secolari. Alcune delle prove storiche più importanti su Gesù comprendono le seguenti:

Il romano Tacito, del I sec., il quale è considerato uno degli storici più accurato del mondo antico, menzionò i superstiziosi “cristiani” dicendo: “Il fondatore di questa sètta, il Cristo, aveva avuto il supplizio sotto il regno di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato” (Annali, XV, 44 ). Svetonio, il segretario personale dell’imperatore Adriano, scrisse che vi fu un uomo di nome “Chrestus” (ovvero Cristo) che visse durante il I sec.

Giuseppe Flavio è il più famoso storico ebreo. Nelle sue Antichità giudaiche egli fa riferimento a Giacomo, “fartello di Gesù il cosiddetto Cristo”. C’è un passo controverso (XVII, 63-64) che dice: “Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie […]. Questi era il Cristo. […] Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d’altre meraviglie riguardo a lui”. Un’altra versione recita: “A quell’epoca viveva un saggio di nome Gesù. La sua condotta era buona, ed era stimato per la sua virtù. Numerosi furono quelli che, tra i Giudei e le altre nazioni, divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò ad essere crocifisso ed a morire. Ma coloro che erano suoi discepoli non smisero di seguire il suo insegnamento. Essi raccontarono che era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo. Forse era il Messia di cui i profeti hanno raccontato tante meraviglie”.

Giulio Africano cita lo storico Tallo in una discussione sull’oscurità che seguì alla crocifissione di Cristo (Fragmenta Historicorum Graecorum, frammento 8).

Nelle sue Lettere (10, 96-97), Plinio il Giovane registrò le antiche pratiche cultuali cristiane incluso il fatto che i cristiani adoravano Gesù come a un dio e che erano molto etici, includendo un riferimento all’àgape e alla Cena del Signore.

Il Talmud di Babilonia (Sanhedrin 43a) conferma la crocifissione di Gesù alla vigilia della Pasqua nonché le accuse mosse a Cristo di praticare la stregoneria e di incoraggiare i Giudei all’apostasia.

Luciano di Samosata fu uno scrittore greco del II sec. che ammise che Gesù era adorato dai cristiani, che introdusse nuovi insegnamenti e che fu crocifisso per loro. Egli disse che gli insegnamenti di Gesù includevano la fratellanza dei credenti, l’importanza della conversione e di rinnegare gli altri dèi. Inoltre, disse che i cristiani vivevano secondo le leggi di Gesù, si credevano immortali ed erano caratterizzati dallo sprezzo della morte, dall’abnegazione volontaria e dalla rinuncia ai beni materiali.

Mara bar Serapion conferma che si pensava che Gesù fosse un uomo saggio e virtuoso, che fosse considerato da molti il re d’Israele, che fu messo a morte dai Giudei e che continuava a vivere negli insegnamenti dei Suoi seguaci.

Poi abbiamo tutti gli scritti gnostici (il Vangelo della Verità, l’Apocrifo di Giovanni, il Vangelo di Tommaso, il Trattato sulla Resurrezione, ecc.) che menzionano Gesù.

In effetti, possiamo quasi ricostruire il Vangelo solo basandoci sulle prime fonti non cristiane: Gesù era chiamato Cristo (Giuseppe Flavio), fece “magia”, introdusse Israele a nuovi insegnamenti e fu appeso a Pasqua per loro (Talmud di Babilonia) in Giudea (Tacito), ma affermava di essere Dio e che sarebbe tornato (rabbi Eliezer), cose in cui i Suoi seguaci credevano, adorandoLo come Dio (Plinio il Giovane).

In conclusione, ci sono prove schiaccianti dell’esistenza di Gesù Cristo, tanto nella storia secolare quanto in quella biblica. Forse la prova maggiore che Gesù è esistito è il fatto che letteralmente migliaia di cristiani del I sec. d.C., inclusi i 12 apostoli, furono disposti a dare la propria vita come martiri di Gesù Cristo. La gente morirà per ciò che crede essere vero, ma nessuno per ciò che sa essere una menzogna.

http://www.gotquestions.org/Italiano/Gesu-esisteva.html

giugno 24, 2015

SAN GIOVANNI BATTISTA: LA NASCITA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:51 pm

SAN GIOV BATTISTA BIMBO

SAN GIOVANNI BATTISTA: NASCITA

Dal Vangelo di San Luca

Luca 1: 5-25

1:5 Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote di nome Zaccaria, del turno di Abìa; sua moglie era discendente d’Aaronne e si chiamava Elisabetta.
1:6 Erano entrambi giusti davanti a Dio e osservavano in modo irreprensibile tutti i comandamenti e i precetti del Signore.
1:7 Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano tutti e due in età avanzata.
1:8 Mentre Zaccaria esercitava il sacerdozio davanti a Dio nell’ordine del suo turno,
1:9 secondo la consuetudine del sacerdozio, gli toccò in sorte di entrare nel tempio del Signore per offrirvi il profumo;
1:10 e tutta la moltitudine del popolo stava fuori in preghiera nell’ora del profumo.
1:11 E gli apparve un angelo del Signore, in piedi alla destra dell’altare dei profumi.
1:12 Zaccaria lo vide e fu turbato e preso da spavento.
1:13 Ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e gli porrai nome Giovanni.
1:14 Tu ne avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno per la sua nascita.
1:15 Perché sarà grande davanti al Signore. Non berrà né vino né bevande alcoliche, e sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre;
1:16 convertirà molti dei figli d’Israele al Signore, loro Dio;
1:17 andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto”.
1:18 E Zaccaria disse all’angelo: “Da che cosa conoscerò questo? Perché io sono vecchio e mia moglie è in età avanzata”.
1:19 L’angelo gli rispose: “Io son Gabriele che sto davanti a Dio; e sono stato mandato a parlarti e annunziarti queste liete notizie.
1:20 Ecco, tu sarai muto, e non potrai parlare fino al giorno che queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo”.
1:21 Il popolo intanto stava aspettando Zaccaria, e si meravigliava del suo indugiare nel tempio.
1:22 Ma quando fu uscito, non poteva parlare loro; e capirono che aveva avuto una visione nel tempio; ed egli faceva loro dei segni e restava muto.
1:23 Quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli se ne andò a casa sua.
1:24 Dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta rimase incinta; e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo:
1:25 “Ecco quanto ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui mi ha rivolto il suo sguardo per cancellare la mia vergogna in mezzo agli uomini”.

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Luca 1: 57-80

1:57 Compiutosi per lei il tempo del parto, Elisabetta diede alla luce un figlio.
1:58 I suoi vicini e i parenti udirono che il Signore le aveva usato grande misericordia, e se ne rallegravano con lei.
1:59 L’ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre.
1:60 Allora sua madre intervenne e disse: “No, sarà invece chiamato Giovanni”.
1:61 Ed essi le dissero: “Non c’è nessuno nella tua parentela che porti questo nome”.
1:62 E con cenni domandavano al padre come voleva che fosse chiamato.
1:63 Egli, chiesta una tavoletta, scrisse così: “Il suo nome è Giovanni”. E tutti si meravigliarono.
1:64 In quell’istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta, ed egli parlava, benedicendo Dio.
1:65 E tutti i loro vicini furono presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta la regione montuosa della Giudea.
1:66 Tutti quelli che le udirono, le serbarono nel loro cuore e dicevano: “Che sarà mai questo bambino?” Perché la mano del Signore era con lui.
1:67 Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo e profetizzò, dicendo:
1:68 “Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo,
1:69 e ci ha suscitato un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo,
1:70 come aveva promesso da tempo per bocca dei suoi profeti;
1:71 uno che ci salverà dai nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano.
1:72 Egli usa così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto,
1:73 del giuramento che fece ad Abraamo nostro padre,
1:74 di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, lo serviamo senza paura,
1:75 in santità e giustizia, alla sua presenza, tutti i giorni della nostra vita.
1:76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie,
1:77 per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati,
1:78 grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio; per i quali l’Aurora dall’alto ci visiterà
1:79 per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace”.
1:80 Or il bambino cresceva e si fortificava nello spirito; e stette nei deserti fino al giorno in cui doveva manifestarsi a Israele.

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Studio Biblico

Bibbia Nuova Versione Riveduta

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NON CONDANNANO L’ISIS PER GLI ORRORI CHE FA MA CONTINUANO AD ACCUSARE ASSAD SENZA PROVE!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:04 am

ISIS MANGIA SIRIANON CONDANNANO L’ISIS PER GLI ORRORI CHE FA MA CONTINUANO AD ACCUSARE ASSAD SENZA PROVE!

Lo Stato Siriano è multipartitico? Ha concesso libere elezioni? Difende la libertà religiosa? Non importa tutto questo: è e resterà, qualsiasi cosa faccia, ‘il regime’.

di Patrizio Ricci – Vietato Parlare

L’ 8 aprile 2015 la Corte penale internazionale (Cpi) si è dichiarata incompetente per i crimini perpetrati dall’ISIS come uccisioni di massa di civili, rapimento di bambini per avviarli alla guerra, riduzione di donne in schiavitù.
La Corte si è rifiutata un’ inchiesta sui crimini commessi dalle milizie jihadiste dello Stato islamico (Isis) alcun fascicolo, nonostante molti orrendi crimini sono stati documentati dall’ISIS stesso con documenti video diffusi in tutto il mondo.

La Corte si è detta ‘incompetente’ e ha detto che tra l’altro nessuno stato gli ha presentato alcuna richiesta di incriminazione verso lo Stato Islamico.

‘Inoltre, l‘ISIS – si è giustificata la CPI- non ha ratificato lo Statuto della Corte penale internazionale e, quindi, non è perseguibile’.

Ma è una giustificazione non vera: in caso di genocidio ‘non valgono le immunità, né la prescrizione, nulla serve a giustificare la condotta criminosa le eventuali disposizioni della legge nazionale o l’ordine del superiore, e infine vige il principio di universalità della giurisdizione (gli autori dei crimini possono essere processati dalle autorità giurisdizionali di qualsiasi Stato)‘.

Perché la Corte possa esercitare la propria giurisdizione è sufficiente un deferimento da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Infatti ‘in virtù’ di questa procedura, le richieste di incriminazione sono arrivate eccome. Le accuse non sono però arrivate contro ISIS bensì contro Assad che attualmente costituisce l’ultimo baluardo contro i terroristi. Precisamente l’accusa contro Assad è stata firmata da 55 stati. E non è avvenuto solo una volta: sono diversi tentativi (che hanno provocato il veto di Russia e Cina).
Cosi dunque, la Comunità Internazionale sembra non avere tempo per presentare prove e lanciare l’accusa di genocidio verso ISIS: è troppo impegnata a dare il colpo di grazia al popolo siriano con scuse risibili.

E’ troppo impegnata a rinnovare le sanzioni contro il popolo siriano. Come lo è stato in Iraq all’epoca delle sanzioni anche in Siria le sanzioni hanno un effetto devastante verso la popolazione civile. La gente muore non solo di bombe ma anche di diabete, di tumore, i neonati muoiono per indisponibilità di incubatrici e combustibile per i generatori elettrici. E’ la conseguenza dell’embargo. Non possono entrare neanche i farmaci, pezzi di ricambio per le macchine radiografiche, niente… è un vero assedio: lo scopo è per far mutare il sentimento del popolo e non ‘sanzionare per difendere i civili’.

La ‘Comunità internazionale’ è il nome roboante e ‘tranquillizzante’ che tutti invocano per la pace ma in realtà è il motore e la ‘mente’ della lenta distruzione della Siria. Essa è costituita dagli USA e dalle Petrolmonarchie più un cospicuo stuolo di stati che seguono come anatroccoli mamma anatra: controfirmano e ratificano ogni provvedimento venga loro sottoposto, senza alcun giudizio o obiezione.

La riprova di questo ‘modus operandi’ è avvenuta in questi giorni. Questa volta la denuncia è arrivata da parte di 71 stati; in sede Onu sono state reiterate le accuse delle ‘barrel bomb’. E’ segno che vanno per ‘le spiccie’, adottano ogni sorta di pressione per dare al popolo siriano ‘un altro duce ed un altro re” che non ha chiesto.

Le accuse, come sempre, sono deboli, rozze e pretestuose. Sempre le stesse: prima le armi chimiche (il caso si è rivelato un clamoroso falso senza colpo ferire), adesso le barrel bomb . Le prove? Anche in questo caso, quelle fornite ‘dall’opposizione armata’ mentre viene evitata con cura la domanda ‘per cosa combatte l’esercito siriano’?
Quindi nessuna responsabilità da parte dell’ISIS: il principio della ‘responsabilità individuale’ vale solo verso Assad ma non verso al Baghdadi.

Sorprendente e desolante che si reiterano le accuse verso Damasco che è l’ultimo baluardo di difesa contro i terroristi di tutto il mondo convenuti in Siria.

Sorprendente e desolante che la CIA sta spenda un miliardo di dollari ogni anno per addestrare terroristi al fine di stabilire un esercito di 10.000 combattenti con il compito di uccidere i siriani e distruggere le infrastrutture siriane.

Sorprendente e desolante la formazione degli Stati Uniti dei terroristi quali designati come “opposizione moderata” nei campi da loro allestiti nei paesi limitrofi.

Sorprendente e desolante che i terroristi continuano ad essere i destinatari degli aiuti occidentali compresi i razzi che mietono migliaia di vittime tra i civili.

Sorprendente e desolante il crescente numero di terroristi feriti che sono stati ammessi alle cure dagli ospedali israeliani.
http://www.vietatoparlare.it/siria-uccidere-affamare-armar…/

giugno 23, 2015

IL DIRITTO DEL FANCIULLO CONTRO LA PEDOFILIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 1:31 am

GESU' BIMBI

IL DIRITTO DEL FANCIULLO CONTRO LA PEDOFILIA
I bambini devono crescere sani, puri e sereni. Non sono maturi, fisicamente, mentalmente, spiritualmente e culturalmente alla vita sessuale. I bambini devono, crescere, sviluppare e diventare maturi in tutti i sensi, quindi adulti anche per la legge. Una volta adulti i giovani, decideranno loro come gestire la loro sessualità. Loro e solo loro sono padroni del loro corpo, dei loro sentimenti, e della loro vita sessuale. I bambini non sono capaci ancora di intendere e volere, specialmente riguardo alla sfera sessuale, sono ancora minorenni e vanno tutelati dai genitori e dalle leggi dello Stato, anche dalla scuola e dalla società. I giovani adulti hanno piene facoltà di intendere e volere, non sono più minorenni, e possono pienamente gestire la loro vita sessuale. In base a questa realtà, i bambini non possono essere, usati, manipolati, corrotti, sedotti, abusati, violentati, stuprati dagli adulti, nemmeno da coetanei o ragazzi più grandi, e peggio ancora da famigliari e genitori. Dal punto di vista della religione cristiana, i bambini devono crescere puri, nei valori dettati dal Vangelo, e devono rimanere vergini fino al matrimonio, come vuole il Signore, matrimonio che dovrebbe avvenire in età matura. Chi abusa sessualmente dei bambini, commette un gravissimo peccato mortale, come ci ha insegnato Gesù;
Matteo 18: 1-10;
18:1 In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: “Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?”
18:2 Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
18:3 “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
18:4 Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli.
18:5 E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me.
18:6 Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.
18:7 Guai al mondo a causa degli scandali! perché è necessario che avvengano degli scandali; ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene!
18:8 Se la tua mano o il tuo piede ti fanno cadere in peccato, tagliali e gettali via da te; meglio è per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.
18:9 Se il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che aver due occhi ed essere gettato nella geenna del fuoco.
18:10 “Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli; perché vi dico che gli angeli loro, nei cieli, vedono continuamente la faccia del Padre mio che è nei cieli.
CONTRO LA PEDOFILIA
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https://www.facebook.com/pages/CONTRO-LA-PEDOFILIA/187038688011455?fref=ts

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ORRORE IN OLANDA: LECITO IL CLUB PEDOFILO

http://www.lastampa.it/2013/04/03/esteri/sentenza-choc-in-olanda-sulla-pedofilia-via-libera-al-club-che-la-promuove-srVRzSLjEU6tXqpp5dp3nN/pagina.html

Sentenza choc in Olanda sulla pedofilia Via libera al club che la promuove

Secondo la Corte d’appello non va vietata la fondazione che propone la liberalizzazione del sesso coi minori

La pedofilia è «un comportamento aberrante». Ma non può essere negato il diritto di fare campagne per promuoverla. È il senso della sentenza shock di una corte d’appello olandese che ieri, ribaltando la decisione di primo grado, ha stabilito come non debba essere vietata l’attività di una fondazione che da oltre trenta anni promuove la pedofilia.

Lo scorso anno il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento del gruppo `Sticthing Martijn´ rilevando che le sue proposte per legalizzare i contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme ed ai valori della società olandese.

Ieri la corte d’appello di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non contravvenivano la legge. Aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali, non andava connesso al lavoro della fondazione stessa.

La Corte d’appello ha anche rilevato che le proposte per la liberalizzazione della pedofilia sono «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», in particolare per quanto concerne la minimizzazione dei «pericoli dei contatti sessuali con giovani». Ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è sufficientemente «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante» promosso dal gruppo fondato nel 1982 e sciolto lo scorso anno in seguito alla sentenza di primo grado. Un suo ex presidente, Martijn Uittenbogaard, ha affermato che i 60 soci non si riuniranno per decidere i prossimi passi, mentre l’ufficio del procuratore sta valutando l’ipotesi di un ricorso in terzo grado. Una portavoce della pubblica accusa ha definito la sentenza «deludente».

Nel corso degli anni l’attività della lobby pro-pedofilia è stata al centro di una serie di proteste. Ma il colpo più duro lo subì nel 2007, dopo aver pubblicato sul suo sito le foto della principessa Amalia, figlia del principe ereditario Guglielmo Alessandro (che il prossimo 30 aprile sarà incoronato re al posto della madre, la regine Beatrice). Il futuro re fece causa, chiedendo la rimozione immediata delle foto ed il pagamento di una multa. Richieste accolte dal tribunale.

Tre anni dopo l’abitazione del presidente dell’epoca, Ad van den Berg, fu perquisita, portando alla scoperta di ingenti quantità di materiale pedopornografico e all’arresto dello stesso van den Berg. Ma l’associazione ha continuato il suo «lavoro», forte del parere emesso dal ministero per la sicurezza e la giustizia che nel giugno 2011 aveva stabilito che per la legge olandese la sua attività non era illegale. Ciò nonostante il 27 giugno 2012 il tribunale di Assen ne aveva decretato la chiusura. Annullata oggi nel nome della libertà di associazione.

giugno 20, 2015

LA DIVINA PROVVIDENZA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:36 am

LA DIVINA PROVVIDENZA

provvidenza divinaIl Vangelo ci invita ad abbandonarci con fiducia alla Provvidenza Divina: Egli tutto sa e tutto provvede. Questo abbandono però implica una grande fede e non tutti la possiedono, ecco perchè è importante conoscerla per saperla apprezzare e goderne i frutti.

Possiamo dire che la storia umana è diretta da due grandi forze: la provvidenza di Dio e la libertà dell’uomo. La provvidenza di Dio guida sempre ogni uomo verso il bene e la sua felicità, ma l’uomo con la sua libertà personale può accettare o rifiutare l’amore di Dio.

Se analizziamo attentamente l’Antico Testamento, vedremo una serie di fatti chiave nei quali si manifestano l’amore e la provvidenza di Dio sul suo popolo prediletto: la storia di Noè, la misteriosa nascita di Isacco, Sansone, Lot, la storia di Giuseppe… Non occorre dire che, nel Nuovo Testamento, i casi di intervento divino sono innumerevoli tramite la persona di Gesù.

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Dio ci ama tanto che ha desiderato scriverci una lettera d’amore nella Bibbia per insegnarci la via del bene e per non farci dubitare del suo amore. Lì ci dice: “Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono” (Sal 103, 13). E desidera che ci rivolgiamo a lui con piena fiducia chiamandolo papà, perché abbiamo ricevuto “uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”… Siamo figli di Dio, e se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Rm 15, 17).

Che bello sapere che, anche nei momenti più difficili della vita, quando tutto è oscurità e nebbia intorno a noi, Dio nostro Padre veglia su di noi! Non importa, se siamo importanti o semplici, Dio ci ama tutti allo stesso modo. Dio ha creato il piccolo ed il grande e si cura ugualmente di tutti (Sap 6, 7). Che bello leggere il Salmo 91, un canto alla provvidenza di Dio: Tu che abiti al riparo dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente, di’ al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido”. …

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Che tristezza vedere molti uomini senza fede che, non credendo nell’amore di Dio, cercano sicurezza negli indovini perché leggano loro il futuro o facciano l’oroscopo per poter così controllare il domani e potersi difendere dalle forze del male! Essi non credono nel potere di Dio né nel potere della preghiera e le loro vite vanno ogni giorno sempre più alla deriva, come navi senza bussola nelle tormente e nelle difficoltà della vita. La provvidenza di Dio è la cura e la sollecitudine che Dio ha per tutte le sue creature, procurando loro tutto ciò di cui necessitano. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “la sollecitudine della divina provvidenza… Si prende cura di tutto, dalle più piccole cose fino ai grandi eventi del mondo e della storia

Dice Gesù alla grande mistica francese Gabriella Bossis nel suo diario Lui e io n° 845: “Non ti è mai accaduto di pensare che questa o quella grazia, che hai ricevuto, ti è stata concessa a causa di una preghiera che qualcuno recitò per te? O che fu dovuta a questa o a quella benedizione di un sacerdote ? O per i meriti che ebbero in vita i tuoi genitori? O semplicemente per la divina misericordia? O per la bontà di mia Madre?”.

SANTA TERESINA2

Santa Teresina del Bambin Gesù dice inoltre: “Quante volte ho pensato che molte delle grazie straordinarie, con le quali Dio mi ha ricolmata, le devo a qualche anima umile che conoscerò solamente in cielo!” Questo cosa vuol dire? Che Dio ci dà molte grazie e benedizioni, se gliele chiediamo e non ce le darà se non gliele chiediamo. Pertanto, è una grande grazia di Dio darci il desiderio di chiedere qualcosa per il nostro bene.

Dice la stessa santa Teresina: “Dio non mi ha mai fatto desiderare qualcosa che poi non mi abbia concesso” (MA 71). “Non ha desiderato che avessi neanche un solo desiderio senza vederlo realizzato; non solo i miei desideri di perfezione, ma anche quelli la cui vanità io comprendevo senza averla provata” (MA 81).

Dice santa Teresina che “la preghiera è come una regina che ha sempre il permesso di entrare nel palazzo del Re, potendo ottenere tutto quello che chiede”. Ci rendiamo conto ora di quante benedizioni perdono quelli che non chiedono e non pregano? Cer­to la migliore preghiera è la Messa, poiché nella Messa Ge­sù si offre al Padre per la salvezza del mondo. Se ci offriamo con Gesù in ogni eucaristia, tutto sarà più facile, poiché, uniti a Gesù, il Padre ci vedrà come Gesù.

Nella sua provvidenza divina noi siamo come strumenti del suo amore per gli altri.

madre teresa di calcuttaMadre Teresa di Calcutta diceva: “Quando una persona muo­re di fame o di dolore, non è perché Dio l’ha trascurata, ma perché non abbiamo fatto nulla per aiutarla. Non siamo stati strumenti del suo amore, non abbiamo saputo riconoscere Cristo sotto l’apparenza di questo uomo derelitto, di questo bambino abbandonato”. Racconta Madre Teresa: “Un giorno andando per strada incontrai una bambina che tossiva ed era quasi morta dal freddo con un vestito rotto e sporco. Chiedeva l’elemosina con un viso macilento. Tutti passavano evitandola. Quello spettacolo mi irritò e mi fece esclamare interiormente: «Ma, perchè Dio permette questo? Perché non fa qualcosa perché ciò non accadaAl momento la domanda restò senza risposta. Ma nella notte, nel silenzio della mia camera udii la voce di Dio che mi diceva: “Certo che ho fatto qualcosa per risolvere questi casi, ho creato te”. Allora, forse a noi potrebbe dire lo stesso: Che cosa hai fatto tu per alleviare le sofferenze degli altri? Tu facevi parte della mia provvidenza per aiutare i tuoi fratelli. Compi la tua missione.

Ha senso il nostro dolore nella provvidenza di Dio?

preghiera uliviForse ci potrà sembrare assurdo ed incomprensibile secondo il nostro modo di pensare. Ma Dio ha una visione più ampia della vita e del mondo. Per questo, nei momenti difficili, quando non capiamo nulla, dobbiamo dire come Gesù nell’orto di Getsemani: “Padre mio, sia fatta la tua volontà” (Mt 26, 39). Dio ha un progetto superiore, che non ci ha mostrato, ma è migliore dei nostri progetti umani. Ci dice in Isaia: “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55, 8). Quello che lui desidera è la nostra fiducia, che non dubitiamo mai della sua bontà e del suo amore per noi, anche se non comprendiamo i suoi motivi. Lasciamoci portare in braccio come un bambino nelle braccia di sua madre, sapendo che ciò che lui ha disposto per noi è la cosa migliore.

La sua provvidenza non è provvidenzialismo facile.

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Vale a dire, non dobbiamo aspettare tutto da Dio, come se tutto dipendesse solo da lui. Dobbiamo pregare, sì, come se tutto dipendesse da lui. Ma, a nostra volta, dobbiamo sforzarci e lavorare, come se tutto dipendesse esclusivamente da noi stessi. La provvidenza di Dio non annulla la nostra libertà, ma la esalta. A questo proposito, diceva molto bene sant’Agostino: “Egli che ti creò senza di te, non ti salverà senza di te”. Dio non ti darà la salvezza senza la tua collaborazione e senza la tua volontà di essere salvato. Egli vuole che tu sia libero di accettare o rifiutare il suo amore. Per tutto questo, devi tenere come norma di vita l’Ora et labora dei Benedettini. Pregare e lavorare.

Dall’obbedienza, la provvidenza

Ma molti uomini non accettano i consigli di Dio e preferiscono essere liberi e fare quello che vogliono senza imposizioni o consigli di sorta, eppure è proprio attraverso l’obbedienza che si esprime la provvidenza. 

s. margherita maria alacoque2

Diceva santa Faustina Kowalska: “Un’anima disobbediente si espone a grandi danni e non progredirà mai nella perfezione e non otterrà nessun risultato nella vita spirituale. Dio, in cambio, colma di grazie abbondanti le anime obbedienti”. Gesù disse a santa Margherita Maria Alacoque: “Il mio Cuore rifiuta in tal modo i disobbedienti che, più cercano di avvicinarsi a me per mezzo dei sacramenti, preghiere ed altri esercizi, e più mi allontano da loro per l’orrore che mi ispirano… dato che il superiore, buono o cattivo che sia, occupa il mio posto” (Fram­menti autobiografici).

Santa Teresina del Bambin Gesù diceva: “Da molto tempo non mi appartengo, mi sono donata totalmente a Gesù; pertanto egli è libero di fare di me ciò che desidera…! Come sono felici le semplici religiose! Essendo la loro unica bussola la volontà dei superiori, sono sempre sicure di seguire la retta via. Non hanno paura di sbagliarsi, anche se sembra con certezza che i superiori si sbaglino. Ma, quando l’anima smette di guardare la bussola infallibile [dell’obbedienza], quando si separa dalla via che indica con il pretesto di fare la volontà di Dio che, secondo lei, non illumina con chiarezza quelli che senza dubbio sono i suoi rappresentanti, allora immediatamente, l’anima si perde per aride vie, dove presto viene a mancarle l’acqua della grazia” (MC f. 11).

La sofferenza

sant'alfonso maria de liguori1

A sant’Alfonso Maria de Liguori, essendo infermo, proibirono di scendere in chiesa per adorare Gesù sacramentato. A volte, portato dal suo amore per Gesù, si dimenticava della proibizione e si trascinava fino alla scala, attratto da una forza irresistibile; ma, subito, si ricordava del divieto e tornava nella sua camera dicendo: “Gesù, è meglio allontanarsi da te per obbedire, che rimanere ai tuoi piedi disobbedendo”.

Madre Teresa di Calcutta diceva: “L’obbedienza è Parola di Dio. Si deve obbedire per essere santi. La santità non è in un sentimento, ma nell’obbedienza… Credetemi, l’obbedienza è segno sicuro di santità. Chiedete a voi stessi: Sono santa? Come saprò di essere santa? Rifletti come va la tua obbedienza… Se l’obbedienza non va bene nella nostra vita religiosa, non siamo altro che un numero e nessuna di noi ha lasciato casa, famiglia, ecc. per essere un numero”. “Obbedite di cuore con un’obbedienza di anima e spirito. Obbedite fino al più piccolo dettaglio. Nelle cose più piccole e più ridicole? Anche in queste. Io posso sbagliare nel destinarvi qui o là, e dopo sei mesi altrove. Ma voi non sbaglierete mai obbedendo”. Riassumendo, obbedire è il modo più sicuro di fare la volontà di Dio e di non sbagliarsi, il modo migliore di compiere fedelmente il progetto che Dio, nella sua provvidenza, ha su di noi da tutta l’eternità.

Jean Pierre de Caussade

Jean Pierre de Caussade (1673-1751) scrisse un libro molto famoso “L’abbandono nella divina Provvidenza.” In questo libro parla di abbandonarsi fiduciosi nella provvidenza di Dio, facendo in ogni istante la sua santa volontà. Dice: “Tutto ciò che accade in ogni momento porta in sé il sigillo della volontà di Dio… Nessuno dei nostri istanti è piccolo, poiché tutti portano in sé un regno di santità” (p. 60). “Il momento presente è sempre come un ambasciatore, che manifesta la volontà di Dio” (p. 59).

Il cardinale vietnamita Nguyen Van Yhuan, che rimase 12 anni prigioniero dei comunisti del suo paese, imparò a vedere la volontà di Dio in ogni momento e a fare tutto con amore. Diceva: “Ho paura di perdere un secondo vivendo senza sentimento… Ogni conversazione telefonica, ogni decisione che prendo è la cosa più bella della mia vita e devo riservare per gli altri tutto il mio amore ed il mio sorriso… Perciò, il momento più bello per te deve essere il momento presente. Vivilo nella pienezza dell’amore di Dio. La tua vita è meravigliosamente bella, se è come un cristallo formato da milioni di questi momenti”.

Sant’Agostino diceva: “La volontà di Dio è che siate sani, alcune volte; altre, che siate infermi. Se la volontà di Dio è per te dolce quando sei sano, ed amara quando sei infermo, non sei perfetto di cuore. Perché? Perché non vuoi unire la tua volontà alla volontà di Dio, ma pretendi di piegare quella di Dio alla tua”.

san giovanni d'avila

San Giovanni d’Avila diceva ad un sacerdote infermo: “Amico mio, non esaminare quello che faresti se tu fossi sano, ma accontentati di essere un buon malato tutto il tempo che Dio vuole. Se è la sua volontà quello che cerchi, cosa ti importa essere sano o infermo?

E san Francesco di Sales: “Obbedite, prendete le medicine e gli alimenti ed altri rimedi per amore di Dio… Desiderate curarvi per servirlo, ma non rifiutate di essere ammalati per obbedirgli: e siate pronti a morire, se così vuole, per lodarlo e godere di lui… Umiliatevi di buona voglia davanti a quegli atti che esternamente sono meno degni, quando sapete che Dio lo vuole, perché non ha importanza che gli atti che facciamo siano grandi o piccoli, ma che si faccia la volontà di Dio. Aspirate spesso all’unione della vostra volontà con quella di nostro Signore”.

Se crediamo che Dio è amore e che ci ama con tutto il suo infinito amore, la conclusione è che possiamo abbandonarci tranquillamente nelle sue mani, sapendo che lui pensa a noi e ci guida e vuole il meglio per noi. Abbandonarsi è fidarsi di Dio. è accettare la sua volontà in ogni istante, e non ribellarsi ai suoi progetti su di noi. È lasciarsi portare senza domandarsi dove, né perché. È consegnargli la vita.

Santa Teresa di Calcutta diceva: “Gesù desidera che riponiamo tutta la nostra fiducia in lui. Io gli chiedo che faccia di me una santa, lasciando nelle sue mani la scelta dei mezzi che possono portarmi a questo”.

S. MARIA FAUSTINA KOWALSKA2

Santa Faustina Kowalska disse a proposito delle grandi tenebre spirituali che patì: “Il pensiero che più mi tormentava era l’essere respinta da Dio. Avevo questo pensiero: perché impegnarsi nella virtù e nelle buone azioni? Perché sono rifiutata da Dio? Solo Dio sa quello che succede nel mio cuore. In un momento che mi trovavo terribilmente oppressa per questa sofferenza entrai nella cappella e dissi, dal profondo della mia anima: Gesù fai di me ciò che vuoi. Ti adorerò in tutti i modi. Che sia fatta la tua volontà. Io loderò la tua misericordia. E, repentinamente, cessarono i miei terribili tormenti e vidi Gesù che mi disse: «Io sono sempre nel tuo cuore». Una gioia indicibile inondò la mia anima e la riempì di tanto amore di Dio che infiammò il mio povero cuore. Vedo che Dio non permette mai prove superiori a quelle che possiamo sopportare… un solo atto di fiducia, in questi momenti, dà più gloria a Dio che molte ore trascorse nel gaudio delle consolazioni”.

Quello che lui desidera è la nostra fiducia, che non dubitiamo mai della sua bontà e del suo amore per noi, anche se non comprendiamo i suoi motivi. Lasciamoci portare in braccio come un bambino nelle braccia di sua madre, sapendo che ciò che lui ha disposto per noi è la cosa migliore. Lui ha una visione d’insieme della realtà delle cose e desidera la nostra santificazione, poiché, per via di questa, avremo la nostra eterna felicità. Per questo possiamo dire con sicurezza che, se accettiamo senza ribellarci le sofferenze che ci arrivano senza cercarle, Dio ci può far avanzare nella via spirituale più che in molti anni di vita normale. Forse questo non lo possiamo capire facilmente, ma questa è la verità. Nell’accettare le nostre infermità, noi diventiamo simili a Gesù e la nostra sofferenza, unita alla sua, ci fa diventare collaboratori dell’umanità nella grande missione della salvezza.

Madre Teresa di CalcuttaI malati e tutti quelli che soffrono con amore, o almeno sen­za rifiutare espressamente, sono benefattori dell’umanità, anche senza saperlo. Madre Teresa di Calcutta diceva: “La vita dei poveri, dei rifiutati dalla società, degli inabili fisicamente, dei ciechi, dei sordi, dei moribondi… è una preghiera continua a Dio. Con la loro pazienza e sofferenze intercedono, senza saperlo, per la salvezza del mondo”. Le loro sofferenze, quindi, non sono inutili. E lei stessa diceva che la casa del moribondo a Calcutta era la sua banca spirituale da dove faceva uscire un’infinità di beni spirituali per tutte le sue opere. Inoltre, i poveri e malati, nel sentirsi umanamente deboli, sono, in genere più umili e questa è una benedizione dal punto di vista spirituale. Perciò, confidiamo nei progetti della provvidenza di Dio su di noi.

Egli ci dice: “Non temere, perché io sono con te” (Is 43, 5). “E ti ho preso per mano” (Is 42, 6). “Ti ho disegnato sulle palme delle mie mani” (Is 49, 16). “Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella mano del tuo Dio” (Is 62, 3). “Ma con affetto perenne ho avuto pietà di te… e non si allontanerebbe da te il mio affetto” (Is 54, 8-10). “E non saranno delusi quanti sperano in me” (Is 49, 23).

tratto da:Angel Peña © Edizioni Villadiseriane

Imprimatur – Mons. José Carmelo Martínez – vescovo di Chota (Perù)

http://blog.studenti.it/biscobreak/2015/06/la-divina-provvidenza/

giugno 19, 2015

MEDIANTE ABRAAMO SARANNO BENEDETTE TUTTE LE NAZIONI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:13 am

GERUSALEMME6

MEDIANTE ABRAAMO BENEDETTE TUTTE LE NAZIONI
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Genesi 18:17-19;
18:17 Il Signore diceva: “Devo io tener nascosto ad Abraamo quello che sto per fare,

18:18 mentre Abraamo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?

18: 18 Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abraamo quanto gli ha promesso”.
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Galati 3: 6-9;
3:6 Così anche Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia.
3:7 Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli d’Abraamo.
3:8 La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunziò ad Abraamo questa buona notizia: “In te saranno benedette tutte le nazioni”.
3:9 In tal modo, coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abraamo.
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Galati 3: 29;
3:29 Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d’Abraamo, eredi secondo la promessa.
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GLI APOSTOLI DECIDONO DI CONVERTIRE I PAGANI
Atti 15: 5-21;
15:5 Ma alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, si alzarono dicendo: “Bisogna circonciderli, e comandar loro di osservare la legge di Mosè”.
15:6 Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione.
15:7 Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse:
“Fratelli, voi sapete che dall’inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero.
15:8 E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi;
15:9 e non fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede.
15:10 Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare?
15:11 Ma noi crediamo per essere salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro”.
15:12 Tutta l’assemblea tacque e stava ad ascoltare Barnaba e Paolo, che raccontavano quali segni e prodigi Dio aveva fatti per mezzo di loro tra i pagani.
15:13 Quando ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse:
15:14 “Fratelli, ascoltatemi: Simone ha riferito come Dio all’inizio ha voluto scegliersi tra gli stranieri un popolo consacrato al suo nome.
15:15 E con ciò si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:
15:16 “Dopo queste cose ritornerò e ricostruirò la tenda di Davide, che è caduta; e restaurerò le sue rovine, e la rimetterò in piedi,
15:17 affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni, su cui è invocato il mio nome,
cerchino il Signore, dice il Signore che fa queste cose,
15:18 a lui note fin dall’eternità”.
15:19 Perciò io ritengo che non si debba turbare gli stranieri che si convertono a Dio;
15:20 ma che si scriva loro di astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati, e dal sangue.
15:21 Perché Mosè fin dalle antiche generazioni ha in ogni città chi lo predica nelle sinagoghe dove viene letto ogni sabato”.
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COME GLI APOSTOLI INIZIARONO A CONVERTIRE I PAGANI
Atti 10: 1-48;
10:1 Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta “Italica”.
10:2 Quest’uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente.
10:3 Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: “Cornelio!”
10:4 Egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: “Che c’è, Signore?” E l’angelo gli disse: “Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio.
10:5 E ora manda degli uomini a Ioppe, e fa’ venire un certo Simone, detto anche Pietro.
10:6 Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui casa è vicino al mare”.
10:7 Appena l’angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici, e un pio soldato fra i suoi attendenti
10:8 e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.
10:9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l’ora sesta, per pregare.
10:10 Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi.
10:11 Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro angoli, veniva calata a terra.
10:12 In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo.
10:13 E una voce gli disse: “Àlzati, Pietro; ammazza e mangia”.
10:14 Ma Pietro rispose: “No assolutamente, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato”.
10:15 E la voce parlò una seconda volta: “Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure”.
10:16 Questo avvenne per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu ritirato in cielo.
10:17 Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa significasse la visione, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta.
10:18 Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì.
10:19 Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: “Ecco tre uomini che ti cercano.
10:20 Àlzati dunque, scendi, e va’ con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io”.
10:21 Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: “Eccomi, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?”
10:22 Essi risposero: “Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e di ascoltare quello che avrai da dirgli”.
10:23 Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente andò con loro; e alcuni fratelli di Ioppe l’accompagnarono.
10:24 L’indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi amici intimi.
10:25 Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si inginocchiò davanti a lui.
10:26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: “Àlzati, anch’io sono uomo!”
10:27 Conversando con lui, entrò e, trovate molte persone lì riunite,
10:28 disse loro: “Voi sapete come non sia lecito a un giudeo di aver relazioni con uno straniero o di entrar in casa sua; ma Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato.
10:29 Perciò, essendo stato chiamato, sono venuto senza fare obiezioni. Ora vi chiedo: qual è il motivo per cui mi avete mandato a chiamare?”
10:30 Cornelio disse: “Quattro giorni or sono stavo pregando, all’ora nona, in casa mia, quand’ecco un uomo mi si presentò davanti, in veste risplendente,
10:31 e disse: “Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio.
10:32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa’ venire Simone, detto anche Pietro; egli è ospite in casa di Simone, conciatore di pelli, in riva al mare”.
10:33 Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore”.
10:34 Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: “In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali;
10:35 ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito.
10:36 Questa è la parola ch’egli ha diretta ai figli d’Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti.
10:37 Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni;
10:38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
10:39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno.
10:40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse
10:41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
10:42 E ci ha comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti.
10:43 Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome”.
10:44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola.
10:45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri,
10:46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
10:47 Allora Pietro disse: “C’è forse qualcuno che possa negare l’acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?”
10:48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.
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GESU' MAESTRO 9
NEL REGNO DI DIO VERRANNO UOMINI DA TUTTE LE NAZIONI
Luca 13: 22-30;
13:22 Egli attraversava città e villaggi, insegnando e avvicinandosi a Gerusalemme.
13:23 Un tale gli disse: “Signore, sono pochi i salvati?” Ed egli disse loro:
13:24 “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno.
13:25 Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici”. Ed egli vi risponderà: “Io non so da dove venite”.
13:26 Allora comincerete a dire: “Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!”
13:27 Ed egli dirà: “Io vi dico che non so da dove venite. Allontanatevi da me, voi tutti, malfattori”.
13:28 Là ci sarà pianto e stridor di denti, quando vedrete Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi ne sarete buttati fuori.
13:29 E ne verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e staranno a tavola nel regno di Dio.
13:30 Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi”.
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LA PROFEZIA DI GAMALIELE
Atti 5: 12-42;
5:12 Molti segni e prodigi erano fatti tra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone.
5:13 Ma nessuno degli altri osava unirsi a loro; il popolo però li esaltava.
5:14 E sempre di più si aggiungevano uomini e donne in gran numero, che credevano nel Signore;
5:15 tanto che portavano perfino i malati nelle piazze, e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra ne coprisse qualcuno.
5:16 La folla accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi; e tutti erano guariti.
5:17 Il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, si alzarono, pieni di invidia,
5:18 e misero le mani sopra gli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica.
5:19 Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione e, condottili fuori, disse:
5:20 “Andate, presentatevi nel tempio e annunziate al popolo tutte le parole di questa vita”.
5:21 Essi, udito ciò, entrarono sul far del giorno nel tempio, e insegnavano. Or il sommo sacerdote e quelli che erano con lui vennero, convocarono il sinedrio e tutti gli anziani del popolo d’Israele, e mandarono alla prigione per far condurre davanti a loro gli apostoli.
5:22 Ma le guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione; e, tornate, fecero il loro rapporto,
5:23 dicendo: “La prigione l’abbiamo trovata chiusa con ogni diligenza, e le guardie in piedi davanti alle porte; abbiamo aperto, ma non abbiamo trovato nessuno dentro”.
5:24 Quando il capitano del tempio e i capi dei sacerdoti udirono queste cose, rimasero perplessi sul conto loro, non sapendo cosa ciò potesse significare.
5:25 Ma sopraggiunse uno che disse loro: “Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione, sono nel tempio, e stanno insegnando al popolo”.
5:26 Allora il capitano, con le guardie, andò e li condusse via, senza far loro violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo.
5:27 Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò,
5:28 dicendo: “Non vi abbiamo forse espressamente vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di noi il sangue di quell’uomo”.
5:29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.
5:30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno
5:31 e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati.
5:32 Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono”.
5:33 Ma essi, udendo queste cose fremevano d’ira, e si proponevano di ucciderli.
5:34 Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio, comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati.
5:35 Poi disse loro: “Uomini d’Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini.
5:36 Poiché, prima d’ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla.
5:37 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi.
5:38 E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest’opera è dagli uomini, sarà distrutta;
5:39 ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio”.
5:40 Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.
5:41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù.
5:42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo.
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Ebrei con Gesù

https://sites.google.com/site/ebreicredentiingesu/Home/mediante-abraamo-saranno-benedette-tutte-le-nazioni

giugno 18, 2015

ALLA FINE TUTTI GLI EBREI ACCETTERANNO GESU’

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:04 pm

ALLA FINE TUTTI GLI EBREI ACCETTERANNO GESU’

ALLA FINE TUTTI GLI EBREI ACCETTERANNO GESU’

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Romani 9:1—fino–11: 36;
9:1 Dico la verità in Cristo, non mento – poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo –
9:2 ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore;
9:3 perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne,
9:4 cioè gli Israeliti, ai quali appartengono l’adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il servizio sacro e le promesse;
9:5 ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen!
9:6 Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra; infatti non tutti i discendenti d’Israele sono Israele;
9:7 né per il fatto di essere stirpe d’Abraamo, sono tutti figli d’Abraamo; anzi: “È in Isacco che ti sarà riconosciuta una discendenza”.
9:8 Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio; ma i figli della promessa sono considerati come discendenza.
9:9 Infatti, questa è la parola della promessa: “In questo tempo verrò, e Sara avrà un figlio”.
9:10 Ma c’è di più! Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre;
9:11 poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione,
9:12 che dipende non da opere, ma da colui che chiama) le fu detto: “Il maggiore servirà il minore”;
9:13 com’è scritto: “Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù”.
9:14 Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo!
9:15 Poiché egli dice a Mosè: “Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione”.
9:16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.
9:17 La Scrittura infatti dice al faraone: “Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra”.
9:18 Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.
9:19 Tu allora mi dirai: “Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?”
9:20 Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: “Perché mi hai fatta così?”
9:21 Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile?
9:22 Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione,
9:23 e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria,
9:24 cioè verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra gli stranieri?
9:25 Così egli dice appunto in Osea: “Io chiamerò “mio popolo” quello che non era mio popolo e “amata” quella che non era amata”;
9:26 e “avverrà che nel luogo dov’era stato detto: “Voi non siete mio popolo”, là saranno chiamati “figli del Dio vivente””.
9:27 Isaia poi esclama riguardo a Israele: “Anche se il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare,
solo il resto sarà salvato;
9:28 perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra in modo rapido e definitivo”.
9:29 Come Isaia aveva detto prima: “Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza,
saremmo diventati come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra”.
9:30 Che diremo dunque? Diremo che degli stranieri, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede;
9:31 mentre Israele, che ricercava una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge.
9:32 Perché? Perché l’ha ricercata non per fede ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d’inciampo,
9:33 come è scritto: “Ecco, io metto in Sion un sasso d’inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà deluso”.
10:1 Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati.
10:2 Io rendo loro testimonianza infatti che hanno zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza.
10:3 Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio;
10:4 poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono.
10:5 Infatti Mosè descrive così la giustizia che viene dalla legge: “L’uomo che farà quelle cose, vivrà per esse”.
10:6 Invece la giustizia che viene dalla fede dice così: “Non dire in cuor tuo: “Chi salirà in cielo?” (questo è farne scendere Cristo) né:
10:7 “Chi scenderà nell’abisso?”” (questo è far risalire Cristo dai morti).
10:8 Che cosa dice invece? “La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore”: questa è la parola della fede che noi annunziamo;
10:9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato;
10:10 infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.
10:11 Difatti la Scrittura dice: “Chiunque crede in lui, non sarà deluso”.
10:12 Poiché non c’è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo egli lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano.
10:13 Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.
10:14 Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunzi?
10:15 E come annunzieranno se non sono mandati? Com’è scritto: “Quanto sono belli
i piedi di quelli che annunziano buone notizie!”
10:16 Ma non tutti hanno ubbidito alla buona notizia; Isaia infatti dice: “Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?”
10:17 Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.
10:18 Ma io dico: forse non hanno udito? Anzi, “la loro voce è andata per tutta la terra
e le loro parole fino agli estremi confini del mondo”.
10:19 Allora dico: forse Israele non ha compreso? Mosè per primo dice: “Io vi renderò gelosi di una nazione che non è nazione; contro una nazione senza intelligenza provocherò il vostro sdegno”.
10:20 Isaia poi osa affermare: “Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano;
mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me”.
10:21 Ma riguardo a Israele afferma: “Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e contestatore”.
11:1 Dico dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Perché anch’io sono Israelita, della discendenza d’Abraamo, della tribù di Beniamino.
11:2 Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha riconosciuto già da prima. Non sapete ciò che la Scrittura dice a proposito di Elia? Come si rivolse a Dio contro Israele, dicendo:
11:3 “Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari, io sono rimasto solo e vogliono la mia vita”?
11:4 Ma che cosa gli rispose la voce divina? “Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal”.
11:5 Così anche al presente, c’è un residuo eletto per grazia.
11:6 Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia.
11:7 Che dunque? Quello che Israele cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti,
11:8 com’è scritto: “Dio ha dato loro uno spirito di torpore,occhi per non vedere
e orecchie per non udire, fino a questo giorno”.
11:9 E Davide dice: “La loro mensa sia per loro una trappola, una rete, un inciampo e una retribuzione.
11:10 Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano e rendi curva la loro schiena per sempre”.
11:11 Ora io dico: sono forse inciampati perché cadessero? No di certo! Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta agli stranieri per provocare la loro gelosia.
11:12 Ora, se la loro caduta è una ricchezza per il mondo e la loro diminuzione è una ricchezza per gli stranieri, quanto più lo sarà la loro piena partecipazione!
11:13 Parlo a voi, stranieri; in quanto sono apostolo degli stranieri faccio onore al mio ministero,
11:14 sperando in qualche maniera di provocare la gelosia di quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni.
11:15 Infatti, se il loro ripudio è stato la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non un rivivere dai morti?
11:16 Se la primizia è santa, anche la massa è santa; se la radice è santa, anche i rami sono santi.
11:17 Se alcuni rami sono stati troncati, mentre tu, che sei olivo selvatico, sei stato innestato al loro posto e sei diventato partecipe della radice e della linfa dell’olivo,
11:18 non insuperbirti contro i rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.
11:19 Allora tu dirai: “Sono stati troncati i rami perché fossi innestato io”.
11:20 Bene: essi sono stati troncati per la loro incredulità e tu rimani stabile per la fede; non insuperbirti, ma temi.
11:21 Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppure te.
11:22 Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti, anche tu sarai reciso.
11:23 Allo stesso modo anche quelli, se non perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio ha la potenza di innestarli di nuovo.
11:24 Infatti se tu sei stato tagliato dall’olivo selvatico per natura e sei stato contro natura innestato nell’olivo domestico, quanto più essi, che sono i rami naturali, saranno innestati nel loro proprio olivo.
11:25 Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d’Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri;
11:26 e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: “Il liberatore verrà da Sion.
11:27 Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro,
quando toglierò via i loro peccati”.
11:28 Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa vostra; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati a causa dei loro padri;
11:29 perché i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili.
11:30 Come in passato voi siete stati disubbidienti a Dio, e ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza,
11:31 così anch’essi sono stati ora disubbidienti, affinché, per la misericordia a voi usata, ottengano anch’essi misericordia.
11:32 Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti.
11:33 Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!
11:34 Infatti, “chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere?
11:35 O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?”
11:36 Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.
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Ebrei con Gesù

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