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ottobre 9, 2008

Gesù rispettava la legge ebraica?

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Gesù rispettava la legge ebraica?

Era un ebreo e si comportò come tale in quanto questo prevedeva la legge. Egli nel comportarsi come tale dimostrò che non era venuto per abolire la legge
17 «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento.
Ma proprio perchè ha compiuto tutta la legge è potuto morire Egli giusto per gli ingiusti. In virtù di questo può essere il nostro avvocato davanti al padre e può aprirci un altra via di salvezza, oltre a quella di osservare la legge, quella di essere attraverso l’accettazione del suo sacrificio al nostro posto purificati, pur essendo trasgressori, per Grazia
Galati 3:10 Infatti tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione; perché è scritto: «Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica». 11 E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede. 12 Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: «Chi avrà messo in pratica queste cose, vivrà per mezzo di esse». 13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), 14 affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso.

Possiamo a questo punto citare in che cosa Gesù rispettava la legge ebraica:
1. Il nome Gesù (Giosuè) deriva dall’ebraico Yeshua, Yehoshua (Dio salva) e anche Joshua, nonché dal greco Iesous. Si tratta di un nome molto diffuso ai tempi del Salvatore. Anche oggi, peraltro, lo si ritrova pure tra gli ebrei, tant’è vero che, così si chiama il famoso scrittore vivente israeliano Abraham Yehoshua.

2. Come ogni bambino ebreo, anche Gesù viene circonciso nel Tempio all’ottavo giorno dalla sua nascita.
“Quando furono passati gli otto giorni per circonciderlo” (Lc 2,21) “…secondo l’usanza….secondo la Legge di Mosè, lo portarono a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come sta scritto legge di Mosè” (Lc 2,22-23).
In Giovanni 7,22-23 si legge: “Poiché Mosè ha dato la circoncisione”.

3. Il Vangelo di Luca racconta che Gesù inizia il suo ministero a circa trent’anni (3,23).

4. Gesù, fa sottolineare sia la conoscenza del Vecchio Testamento sia la sua devozione allo stesso, fa spesso riferimento ai Profeti ed ai Re ebrei. Cita Salomone (Mt 6,29), Isaia (Mt 12,18 ; Lc 3,3/6 ; 4,16), Giona nella pancia della balena (Mt 12,40; Lc 11,30), Mosè ed Elia a colloquio con lui (Mt 17,3-4; 17,12; Mc 1,44; Gv 3,14 7,19), Geremia (Mt 27,9-10), Abramo, Isacco e Giacobbe (Lc 20,37).

5. Rispetta le abluzioni dei Giudei per la purificazione Lc 2,22 Venuto poi il tempo della loro purificazione, secondo la legge di Mosè, lo portarono a Gerusalemme….

6. Sono citati, in modo dettagliato, i “filatteri” (dal greco: custodire):
Mc 5,25-28 E una donna che da molti anni era affetta da un flusso di sangue…..si ficcò in mezzo alla folla e da dietro gli (a Gesù) toccò la veste.
Lc 8,43-44 E una donna che da dodici anni soffriva di continue perdite di sangue….gli si avvicinò, toccò la frangia del suo mantello….
Questo dei filatteri non è un dettaglio da poco: esso evidenzia, per un ebreo, una religiosità osservata e praticata. Il mantello, appena richiamato, è il talled ebraico. Si tratta di un manto rettangolare, munito di frange e di fiocchi agli angoli, nel quale si avvolgono, durante il rito, i fedeli maschi, dall’età di tredici anni compiuti.
Quello che gli ebrei osservanti portano (come faceva Gesù) sotto le vesti, è denominato talled katan (piccolo).

7. Gesù raccomanda di salutarsi con la pace (Shalom):
Lc 10,5 “ …in qualunque casa entrate, dite prima: Pace a questa casa”. Si richiamano in tal modo sia una particolare usanza ebraica, sia il tipico saluto ebraico “Shalom”, che significa proprio pace.
Questa stessa raccomandazione viene rivolta da Gesù anche ai suoi discepoli dopo la sua resurrezione (Gv 20,19).
Emblematica, al riguardo, l’usanza ebraica ancora in uso di salutarsi semplicemente con Shalom (come dire: salve, ciao, buon giorno,ecc.).

8. Circa i comandamenti impartiti dall’Antico Testamento, Gesù stesso diceva
Mt 5,17-18 “Non crediate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; ma in verità vi dico che fino a quando non passeranno il Cielo e la terra, uno iota solo o un solo apice non passerà dalla legge fino a che non sia tutto adempiuto”. Jota: lettera greca, corrispondente allo jod, la più piccola lettera ebraica che non sempre si pronuncia.

9. La designazione di altri 72 discepoli (dopo i 12, tanti quante erano le tribù d’Israele), fa riferimento alle 72 nazioni che, secondo gli Ebrei, popolavano allora la terra.
Proseguiamo nell’evidenziare espliciti richiami dei Vangeli alle tradizioni ed ai costumi ebraici del tempo.
Lc 10,1 Dopo questi fatti il Signore [Gesù] designò ancora settantadue discepoli e li inviò a due a due innanzi a sé, in ogni città e luogo che egli stava per visitare.
Annotazione in [1].

10. Teneva in considerazione pure la funzione del Sinedrio
Mt 5,22 Chi dice al suo fratello stupido, sarà sottoposto al sinedrio.

11. Così come pure quella dei sacerdoti
Mt 8,4 Gli [al lebbroso che chiede la guarigione] disse allora Gesù “Guardati dal dirlo a qualcuno. Ma và, mostrati al sacerdote e porta l’offerta [di ringraziamento] prescritta da Mosè a loro testimonianza.
Analogo in Mc 1,41-44 ; Lc 5,14 e Lc 17,14.

12. Gesù predicava anche che era necessario adempiere tutto quanto comandato da Dio nelle Scritture, vale a dire nell’Antico Testamento. Infatti, secondo Gesù non poteva considerarsi credente (nella religione ebraica, l’unica seguita da Gesù per tutto l’arco della sua vita terrena) chi conosceva la Legge, ma solo colui che la professava veramente, mettendone in atto gli insegnamenti (non alla forma, quindi, doveva essere data importanza, ma alla sostanza).

13. Egli frequentava assiduamente la Sinagoga (dal greco synagoghè: riunione) ed in essa predicava e insegnava, non solo di Sabato (lo Shabbàt ebraico), ma anche durante gli altri giorni (Mt 4,23 _Mc 1,21 _Lc 2,43/48; 4,15-16; 13,10; 20,1 _Gv 6,59; 18,20).
Shabbàt trae la sua radice dal verbo omonimo, impiegato con il significato di “smettere” e, di conseguenza, “riposare”.

14. Gesù esortava sempre a glorificare il Padre e a seguire scrupolosamente gli insegnamenti di Dio: i comandamenti e la Scrittura (Torah).
Mt 7,12 “Quanto dunque desideri che gli uomini vi facciano, fatelo anche voi ad essi. Questa è infatti la legge e i profeti”. Ed ammoniva: Mt 23,9 “Nessuno chiamerete sulla terra vostro padre, poiché uno solo è il vostro Padre, quello celeste”.

15. Rispettava i 10 comandamenti infatti a chi gli chiede quali sono i comandamenti da rispettare, Gesù così risponde Mt 19,18 “Sono: Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non dirai falsa testimonianza; onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso”.
Analoghi nella sostanza anche Mc 10,19 e Lc 18,20

16. Rispettava le Festività ebraiche :
a. Sabato: : la “festa” ebraica per antonomasia.
In più passi dei Vangeli emerge che Gesù venerava questa giornata, ancora prima di osservarla (Mc 2,27-28). Per ogni Ebreo è infatti un dovere assoluto santificare il Sabato, perché è il giorno in cui si riposò l’Altissimo. Tra l’altro, è proprio Gesù che mette anche in risalto come durante il Sabato (derogando dall’osservare un assoluto riposo) sia comunque sempre lecito far del bene e, ancor più, prodigarsi per salvare una vita (Gv 2,6; Mt 12,1-12,12; Mc 3,4; Lc 14,14). Peraltro, ciò è quanto, ancora oggi, insegna l’ebraismo.
Di questa giornata così importante per gli Israeliti, si fa riferimento esplicito in numerosi passi dei Vangeli (Mt 27,62; Mc 16,2; Lc 23,54- 24,1; Gv 20,1). La si ricorda, anche, come si è potuto verificare, a riguardo della sepoltura di Cristo.
b. Pasqua (dall’ebraico Pesach: passaggio), una festività importantissima tanto nella tradizione ebraica quanto in quella cristiana, che la riprende aggiungendovi nuovi motivi. Circa questa festività, il racconto dei Vangeli inizia con l’entrata di Gesù in Gerusalemme, nella settimana santa per osservare la Pasqua (ovviamente quella ebraica) [Mt 26,2; Mc 11,1-8; Lc 2,41- 19,28; Gv 11,55-12,12].
c. Festa dei Tabernacoli o delle Capanne: Gv 7,3 Ed era prossima la festa dei Giudei, la festa dei tabernacoli.

 

http://rispostebibbia.com/2008/03/01/gesu-rispettava-la-legge-ebraica/

 

 

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