Mirabilissimo100’s Weblog

novembre 30, 2008

IL VANGELO DI OGGI 30 NOVEMBRE 2008

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Domenica 30 Novembre 2008
I Domenica di Avvento (Anno B)

I DOMENICA DI AVVENTO
Sant’ Andrea Apostolo

Meditazione del giorno
San Pascasio Radberto : « State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso »

Le letture del giorno

Is 63,16-17.19.
perché tu sei nostro padre, poiché Abramo non ci riconosce e Israele non si
ricorda di noi. Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami
nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il
nostro cuore, così che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per
amore delle tribù, tua eredità.
Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il
tuo nome non è stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.

Sal 80(79),2-3.15-16.18-19.
Tu, pastore d’Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi
davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in
nostro soccorso.
Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,

proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei
coltivato.
Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, sul figlio dell’uomo che per te
hai reso forte.
Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

1 Cor 1,3-9.
grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio
che vi è stata data in Cristo Gesù,
perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e
quelli della scienza.
La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente,
che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione
del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore
nostro Gesù Cristo:
fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo
Gesù Cristo, Signore nostro!

Mc 13,33-37.
State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
E’ come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa
e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al
portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se
alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».

Traduzione liturgica della Bibbia

Meditazione del giorno

San Pascasio Radberto (? – circa 849), monaco benedettino
Commento al vangelo di Matteo, lib. 2, c.24 ; PL 120, 799

« State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso »

Noi dobbiamo sempre tener presente al pensiero la duplice venuta di Cristo:
l’una quando apparirà e dovremo render conto di tutte le nostre azioni;
l’altra di ogni giorno, quando egli visita di continuo le nostre coscienze
e viene a noi, affinché al suo arrivo ci trovi preparati. Che giova a me
conoscere quale sarà il giorno del giudizio, mentre ho coscienza di tanti
peccati? Sapere se il Signore verrà o quando verrà, se non viene dapprima
nella mia anima, e non ritorna nel mio spirito, se Cristo non vive in me e
mi parla? È per me un bene la sua venuta, se già Cristo vive in me, e io in
lui. E per me è già quasi l’ora del suo secondo avvento quando i valori di
questo mondo si ecclissano al mio sguardo e in un certo modo posso dire:
«Il mondo per me è stato crocifisso, e io per il mondo» (Gal
6,14). Considera anche queste altre parole di Cristo: «Molti verrano nel
mio nome» (Mt 24,5). Questo falso caratterizza l’anticristo che si assuma
il nome di Cristo… In nessun luogo delle Scritture si trova che il
Signore abbia usato l’espressione: «Io sono il Cristo». Gli bastava
dimostrare con la dottrina e i miracoli che lo era realmente, perché in lui
l’opera del Padre, la dottrina che insegnava e la sua potenza gridavano:
«Io sono il Cristo» molto più che se lo gridassero mille voci. Non so se si
trovi che Egli l’abbia affermato con le parole, ma dimostrò di essere il
Cristo «compiendo le opere del Padre» (Gv 5,36) e insegnando l’amore. I
falsi cristi, non possedendo questo, a parole proclamavano di essere ciò
che non erano.

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« Cominciate in voi l’opera della pace,
così che rappacificati con voi stessi
possiate portare la pace agli altri. »

S. AMBROGIO

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grazie all’azione volontaria di un’équipe internazionale. Il funzionamento
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LA FAVLOSA STELLA ALPINA

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LA FAVOLOSA STELLA ALPINA

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30 NOVEMBRE SANT’ANDREA APOSTOLO

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SANT’ANDREA APOSTOLO

Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: “Ecco l’agnello di Dio!”. Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: “Abbiamo trovato il Messia!”. Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale “fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa””. Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4,18-20).
Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo “con grande potenza e gloria” (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione.
E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: “Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen”. Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso. E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre.
Nel 357 i suoi resti vengono portati a Costantinopoli; ma il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso. Nel 1206, durante l’occupazione di Costantinopoli (quarta crociata) il legato pontificio cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce quelle reliquie in Italia. E nel 1208 gli amalfitani le accolgono solennemente nella cripta del loro Duomo. Quando nel 1460 i Turchi invadono la Grecia, il capo dell’Apostolo viene portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il papa Paolo VI, nel 1964, farà restituire la reliquia alla Chiesa di Patrasso.

Autore: Domenico Agasso

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22000

IL CANDIDO BUCANEVE

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UN SUGGESTIVO PAESAGGIO MONTANO

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Mumbai: il film delle 60 ore di terrore

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Mumbai: il film delle 60 ore di terrore

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ROMA (29 novembre) – Ecco il film (con le indicazioni in ora italiana) delle 60 ore di terrore seguite agli attacchi terroristici iniziati mercoledì scorso a Mumbai il cui bilancio – ancora provvisorio – è di 195 morti e quasi 300 feriti. Tra le vittime vi sono 27 cittadini stranieri, tra cui il consulente finanziario italiano Antonio Di Lorenzo, ucciso dallo scoppio di una granata all’interno dell’Hotel Oberoi-Trident.

Mercoledì 26: Poco dopo le 18 (le 22.30 locali), alcuni uomini armati con fucili mitragliatori e granate attaccano simultaneamente una serie di obiettivi a Mumbai. Tra questi figurano la stazione ferroviaria centrale, un ospedale e due alberghi di lusso frequentati solitamente da turisti e uomini d’affari occidentali: il Taj Mahal e l’Oberoi-Trident.

Ore 22.30. Reparti speciali indiani compiono un blitz all’interno dell’Hotel Oberoi, dove di odono spari ed esplosioni. Un’organizzazione finora sconosciuta, i “Mujaheddin del Deccan”, rivendica gli attacchi.
 
Giovedì 27. Ore 7: Alcune compagnie aeree annunciano la sospensione dei voli da e per Mumbai. La Borsa rimane chiusa. 

Ore 8:13. La tv indiana dà notizia dell’inizio di un blitz dei reparti antiterrorismo nei due alberghi. 

Ore 9:47. La Farnesina annuncia: «Un italiano è morto». La vittima è Antonio Di Lorenzo, 63 anni.
 
Ore 10:53. Si odono esplosioni presso i due alberghi e presso il centro ebraico ultraortodosso Chabad nella Nariman House.

Ore 12:05. Il ministro degli Esteri Franco Frattini annuncia che 40 italiani sono sani e salvi nel consolato italiano.

Ore 12:20. Il primo ministro indiano Manmohan Singh sostiene che i terroristi hanno «collegamenti esterni».

Ore 16:42. Un alto responsabile dell’esercito sostiene che i terroristi sono giunti dal Pakistan, ma il governo di Islamabad respinge le accuse.

Ore 17:29. I commando dell’esercito indiano combattono contro i terroristi rimasti asserragliati all’interno del Taj Mahal e dell’Oberoi con decine di ostaggi. Scoppia un incendio in un’ala dell’Oberoi, dove sono intrappolati sette italiani, tra cui una donna con la sua bambina di sei mesi.

Ore 19:02. Fonti ufficiali indiane annunciano che tutti i terroristi asserragliati nell’Hotel Taj Mahal, meno uno, sono stati uccisi; si odono ancora spari ed esplosioni all’interno.

Venerdì 28. Ore 6:19. Sono libere la donna italiana e la sua bimba di sei mesi rimaste bloccate da mercoledì sera nell’Oberoi.

Ore 7. Si diffonde la notizia che all’interno del Taj Mahal vi sono ancora due o tre terroristi.

Ore 8:45. Si cominciano a trovare cadaveri negli alberghi: al Taj Mahal in una sola camera ve ne sono 15.

Ore 9:41. Tutti gli italiani sono liberi e stanno bene.

Ore 9:44.
Il ministro degli Esteri indiano accusa il Pakistan di essere coinvolto nell’attacco terroristico. Il suo omologo pachistano risponde: «Terrorismo è nemico comune».

Ore 13:45. Un testimone italiano: «I terroristi facevano processi sommari».

Ore 14:40. Il ministro degli Esteri pachistano afferma di voler cooperare con New Delhi.

Ore 14:43. La tv israeliana rivela che al centro ebraico sei ostaggi e tre terroristi sono morti. Tra le vittime anche il rabbino, di nazionalità americana, e la giovane moglie.

Ore 18:18. A due giorni dall’inizio degli attacchi si combatte ancora al Taj Mahal. 

Sabato 29. Ore 2: Nuovo blitz al Taj Mahal. «È l’assalto finale», dice il capo della polizia Hassan Gaoor.

Ore 5:37. Finita la battaglia al Taj Mahal, uccisi gli ultimi tre terroristi.

Ore 07:38. Per il “Times of India” sono almeno 195 i morti. Per l’Afp, le vittime straniere sono 26.

Ore 11:09. Il premier indiano Singh, al centro di critiche interne per inefficienza, tiene un vertice e Mumbai con i capi dell’esercito e dei servizi.

Ore 12:55. Secondo una tv indiana, le teste di cuoio hanno ucciso 15 terroristi e ne hanno catturato uno, pachistano, che avrebbe dichiarato di essere un militante del Lashkar-e-Taiba, gruppo islamico pachistano attivo nell’India orientale.

Ore 12:57. 19 italiani provenienti da Mumbai sbarcano all’aeroporto di Parigi, da dove proseguiranno per l’Italia. È la fine di un incubo.

 
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=11939&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

«io non ci sto. Il futuro è di chi lo ricerca»

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proteste anche a roma, bologna, palermo

Milano: sfilano studenti e genitori

Tre cortei partiti da punti diversi della città si sono riuniti in Piazza Duomo

MILANO – «Noi non ci stiamo»: si può raccogliere in questa affermazione, scritta su tanti striscioni e cartelli, il senso della manifestazione di protesta dell’Onda Anomala contro la riforma Gelmini che si è svolta nel pomeriggio a Milano. Studenti di superiori e università, insegnanti, genitori, tanti bambini e ragazzi, esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati sono ancora una volta scesi in strada per chiedere al Governo di fare marcia indietro. I manifestanti sono partiti, verso le 15.30, da tre punti diversi della città – piazza Lima, a metà di corso Buenos Aires, Porta Romana e piazzale Baracca – e i vari cortei, aperti da camion e pullmini con altoparlanti per diffondere slogan e musica, si sono riuniti in una sorta di serpentone unico in piazza Duomo. Alle 17 erano presenti, complessivamente secondo gli organizzatori, oltre 10 mila persone che sono poi andate a casa prima delle 18. Tutto si è svolto tranquillamente, all’insegna di un happening sì di lotta ma anche del divertimento. È stato lanciato qualche fumogeno colorato. I manifestanti hanno chiesto di abolire il maestro unico e i tagli alla scuola e alla ricerca e di reintrodurre il tempo pieno. Sono anche stati contestati i finanziamenti alla scuola privata. Gli organizzatori parlano di oltre diecimila partecipanti. Il tema della manifestazione: «io non ci sto. Il futuro è di chi lo ricerca»

ROMA- La protesta della scuola si è intrecciata con quella dell’università a Roma dove in piazza Bocca della Verità è stato allestito un laboratorio di giochi e di arti a cielo aperto. Bambini, genitori e insegnanti del movimento «Non rubateci il futuro» hanno manifestato così la disapprovazione e insieme la richiesta di chiarezza a proposito delle recenti iniziative del Governo in materia di istruzione. Presente anche lo stand del coordinamento precari dell’istituto nazionale di fisica nucleare di Roma e di Frascati.

BOLOGNA – I ricercatori di Bologna hanno messo in scena oggi una singolare protesta: si sono fatti calpestare per denunciare il fatto che in Italia anche la ricerca è calpestata. Non sono stati, ovviamente, calpestati in prima persona, ma hanno tappezzato il Crescentone di Piazza Maggiore con le loro 1.800 fotografie, invitando i passanti a camminarci sopra. Più che una manifestazione (durante la quale sono state ribadite le ragioni della protesta contro i tagli alla ricerca e all’Università) l’iniziativa è stata una festa..

PALERMO –A Palermo continua l’occupazione della facoltà di Lettere e filosofia da parte degli studenti che intendono utilizzare la sede per le previste «cinque giornate di incontri e dibattiti sulla precarietà, l’autoriforma, i beni comuni».

 
 

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“La comunità si interroga”

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Società
27/11/2008

Domani, 28 novembre, “La comunità si interroga”

La prima delle sessioni della due giorni di riflessione biblica dal titolo “Anche voi siete stati stranieri. La Chiesa dalla parte dei poveri”, presso l’aula “Salvatore Pugliatti” della facoltà di Giurisprudenza di Mes

Comincia domani, 28 novembre, alle ore 17, presso l’aula “Salvatore Pugliatti” della facoltà di Giurisprudenza di Messina, con il titolo “La comunità s’interroga”, la prima sessione della I edizione della due giorni di riflessione biblica a Messina intitolata “Anche voi siete stati stranieri (Esodo 22, 21). La Chiesa dalla parte dei poveri”, organizzata da numerose realtà messinesi, tra le quali l’associazione ecumenica “E. Cialla”, le associazioni “Terra e Cielo” e “Nuovi Orizzonti”, la Chiesa Valdese, la Gifra (Gioventù Francescana), l’Ufficio Migrantes, l’Arci, la Caritas, il Meic – Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale -, la cooperativa sociale “Scirin” e la Comunità di San Luca, in collaborazione con il Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina. Dopo la presentazione di Rosario D’Anna, presidente dell’associazione “Nuovi Orizzonti”, seguiranno rispettivamente la prima comunicazione dei gruppi di studio e gli interventi di Silvia Geraci, dottoressa di ricerca in Filosofia, sul tema “Lo straniero tra Bibbia e riflessione”. Santino Tornese, responsabile del settore immigrazione per la Caritas Diocesana di Messina, relazionerà sul tema “Gli stranieri bussano e attendono risposte” e Filippo Miraglia, responsabile del settore immigrazione per l’Arci nazionale, su “La condizione dei migranti oggi in Italia”. La prima sessione dei lavori si concluderà con un confronto e con l’intervento di Sandro Gorgonie, presidente della cooperativa sociale “Scirin” di Messina e dottore di ricerca in Filosofia. La seconda sessione – dal titolo “Le testimonianze” – è prevista per sabato 29 novembre, dalle ore 10, con la seconda comunicazione dei gruppi di studio, sempre presso l’aula “Salvatore Pugliatti” della facoltà di Giurisprudenza di Messina e con l’introduzione della dottoressa Marina La Rocca (associazione “Nuovi Orizzonti” di Messina), gli interventi dell’architetto Antonino Amato (associazione “Nuovi Orizzonti”) su “I cristiani in cammino”, quelli del teologo gesuita Felice Scalia e della dottoressa di ricerca in Filosofia Rita Fulco su “Una teologia scomoda. Il caso Sobrino” e dell’avvocata Matilde Di Giovanni (associazione “Senza Confini”), parte civile nel processo contro i responsabili della strage del Ferry Boat maltese affondato la notte di Natale del 1996, a Portopalo, provocando la morte di 300 migranti. Sono previsti poi gli interventi programmati del pastore della Chiesa Valdese di Messina Jens Hansen e di Ivana Risitano (Gifra, Gioventù Francescana, di Messina). Alle 12.30 le conclusioni saranno affidate a Carmelo Labate, responsabile dell’associazione ecumenica “E. Cialla”.
Il seminario proseguirà, sempre sabato 29, alle 15.30, con la terza sessione – dal titolo “La parola di Dio ci interpella” – introdotta dal docente universitario Antonino Mantineo, presidente del Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina. Subito dopo il teologo Carlo Molari interverrà sul tema “Cristo ha scelto i poveri: e la Chiesa?”. Sono poi previsti gli interventi programmati, nel segno delle esperienze nella città di Messina, di Giuseppe Lipari (Comunità di San Luca), Salvatore Rizzo (cooperativa sociale “Ecos-Med”), Carmen Cordaro (Arci territoriale di Messina) e Dino Calderone (Meic, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale). Subito dopo sarà proposto e approvato un documento conclusivo, prima di conclusioni e prospettive della due giorni affidate alla docente di Filosofia (Università di Messina) Caterina Resta.
“Questa iniziativa nasce dall’esigenza, da parte di una comunità di credenti, di riappropriarsi della Parola, in senso teologico, secondo le indicazioni del magistero e del Concilio Vaticano II”, sottolinea il docente universitario (Università di Catanzaro) Antonino Mantineo. “In base, infatti, a queste indicazioni, il popolo di Dio è chiamato a testimoniare il Vangelo e ad annunciare ai popoli la Buona Novella. Partendo da questa riflessione – prosegue il professore Mantineo – abbiamo deciso di riprendere le iniziative intraprese negli anni Settanta, con la settimana teologica, collegandoci ad esse. In particolare, di fronte al momento drammatico che viviamo come comunità civile, ci è sembrato necessario contestualizzare la Parola di Dio e incarnarla nella storia di oggi. In autonomia e responsabilità, da laici, ci confrontiamo sulle tematiche bibliche, in modo da essere lievito e luce, senza mire propagandistiche e senza tentativi di egemonia culturale. Abbiamo deciso di prendere come spunto iniziale i versetti dell’Esodo (22, 21, “Anche voi siete stati stranieri”), perché riteniamo che la Chiesa di Sicilia debba agire nel segno dell’accoglienza, della “prossimità” e di una vera integrazione, a sostegno di tutti i poveri cristi che approdano (quando non annegano) nel mare nostrum, lasciandosi alle spalle guerre, carestie e malattie endemiche”, conclude il docente universitario.
L’invito a partecipare a questa importante riflessione è naturalmente esteso a tutti.

Per informazioni Cesv, Centro Servizi per il Volontariato di Messina, Via G. La Farina n. 7, – 98122 Messina, tel. 090/ 6409598, fax: 090/6011825, sito internet http://www.cesvmessina.it, e-mail: info@cesvmessina.it.

Santino Irrera
 http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=11529

SULLA CONVERSIONE DI GRAMSCI

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Circolare 121

 

RITROVARE LA VITA QUANDO LA SI PERDE

 

Raduno

 

In questi giorni si è parlato di una possibile conversione di Antonio Gramsci. A riguardo lo storico marxista Luciano Canfora in un’intervista al TG1 del 25 novembre scorso ha detto che, indipendentemente da cosa sia avvenuto di cui -secondo lui- non ci sarebbero le prove, sarebbe umiliante approfittare dei migliori cervelli in punto di morte.

 

Partiamo da queste parole del professor Canfora per fare alcune riflessioni.

 

Prima di tutto è significativa l’espressione “migliori cervelli”, degna del più lucido materialismo: “migliori cervelli” per convincersi che ogni pensiero ed ogni progetto altro non sono che l’esito di meccanismi cerebrali, meccanici e cellulari.

 

Ma non è tanto questo che colpisce, quanto quello che viene dopo: sarebbe umiliante approfittare di una persona nel momento della morte. Ebbene, è proprio qui il nocciolo della questione. In questo caso è chiara l’incapacità di capire quando davvero l’uomo può trovare se stesso.

 

Va detto che come l’uomo diventa grande non nel momento in cui gonfia il petto ma quando s’inginocchia, così l’uomo tende a capire davvero se stesso non quando è nella massima efficienza e fa tante cose, bensì quando incontra (senza più sfuggire) il mistero della morte.

 

E’ quello che avviene nella vita di tutti i giorni: fino a quando le cose si hanno, non ci si fa caso e non le si apprezza; quando poi si corre il serio rischio di perderle, allora s’iniziano ad apprezzarle. Un uomo ammalatosi precocemente di parkinson confidò ad un amico: prima della malattia avevo la possibilità di scrivere con la penna, ma non ci facevo caso, non apprezzavo questa possibilità, la ritenevo una cosa dovuta, normale…oggi, invece, proprio perché non posso farlo, ne capisco tutta la bellezza. San Pio da Pietrelcina ha scritto: “Non è degno di ricevere nuove grazie chi non è riconoscente di quelle già ricevute.”

 

La grandezza dell’uomo sta proprio, paradossalmente, nella sua piccolezza e nella possibilità di avvertire fragile la propria vita. Pascal ha scritto: L’uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna che pensa. Non occorre che l’universo intero si armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua bastano per ucciderlo. Ma quando l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe anche allora più nobile di ciò che lo uccide, perché sa di morire e conosce la forza che l’universo ha su di lui; l’universo non ne sa nulla”. L’animale, che è ben più limitato dell’uomo, non è consapevole della fragilità della sua vita, rifugge il pericolo solo istintivamente. Esso (l’animale) vive, ma non sa di vivere. L’uomo invece avverte tutto il peso (ma anche la grandezza!) del suo esistere.

 

Torniamo a Gramsci. Non sappiamo come siano andate davvero le cose. Certamente non c’è nessun motivo per dubitare della dichiarazione di chi ha detto di averlo visto baciare la statuina di Gesù Bambino e addirittura morire riconciliato e con i sacramenti. Resta che c’è una verità umana da cui non si può onestamente prescindere, ovvero che l’uomo può trovare la propria vita proprio quando sta per perderla. E qui non ci riferiamo soltanto alla possibilità di trovare la “vera vita”, che è la Vita di Grazia, quanto alla capacità di riconoscere il perché si sta al mondo. Questa possibilità si palesa non tanto quando si fa, si produce o -come oggi si ama dire- si vive pienamente, ma paradossalmente proprio quando non si riesce a fare tutto questo, quando tutto sfugge e la fragilità diviene più dirompente.

 

L’uomo può diventare davvero forte proprio quando la debolezza lo costringe. E’ questa una sua peculiarità, ed è su di essa che dovremmo continuamente riflettere pena la vera alienazione da sé, ovvero la menzogna di illuderci onnipotenti e incapaci di implorare.

 

Lo scandalo manifestato dal professor Canfora (è umiliante approfittare di un uomo in punto di morte) esprime questa menzogna, che diventa ancora più grave nella consapevolezza che così non è: perché non c’è evidenza più chiara e più facilmente raggiungibile del fatto che la verità dell’uomo è nell’invocazione!  

 

 

 

Chi volesse leggere le circolari precedenti, può andare al sito http://www.itresentieri.it 

In questo stesso sito, cliccando sulla scritta ‘I Tre Sentieri’, si possono leggere le ragioni per cui è nato questo cammino 


 

info@itresentieri.it

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