Mirabilissimo100’s Weblog

gennaio 31, 2009

Maroni: “Traffico di organi di minori in Italia”

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Maroni: “Traffico di organi di minori in Italia”

Il Ministro degli interni italiano lancia l’allarme

30.01.2009 18:01:44

maroni.jpgRoma – “Traffici di organi di minori sono presenti e sono stati rintracciati in Italia. Uno dei mezzi più efficaci che useremo adesso sarà l’attuazione dell’accordo internazionale di Prum che istituisce in Italia la banca dati nazionale del DNA, potremmo contrastare meglio il fenomeno con questo strumento.”

Questa è la pesante accusa lanciata questa mattina dal ministro degli interni Roberto Maroni intervenuto all’assemblea annuale dell’Unicef a Roma che, per inciso, era incentrata sul bilancio annuale.

Da questa affermazione subito il Centro Nazionale Trapianti ha voluto chiarire, ed era d’obbligo, per bocca del direttore, il dottor Alessandro Nanni Costa, che “la rete trapianti italiana è totalmente estranea a qualunque traffico di organi. Tutti gli organi prelevati nelle rianimazioni e utilizzati nei centri trapianto hanno un percorso, dal donatore al ricevente, chiaramente definito e immediatamente rintracciabile. In questo l’Italia è già pienamente adeguata agli standard di sicurezza europei, recentemente proposti dalla Commissione Europea e nessun organo, con provenienza sconosciuta, può entrare nella rete trapiantologica italiana. Le procedure di sicurezza del sistema trapianti in Italia garantiscono un’immediata allerta qualora si verificassero segnalazioni o richieste di assistenza da parte di pazienti che abbiano disponibilità di organi provenienti da paesi che non hanno misure di sicurezza conformi a quelle italiane ed europee.”

A dare man forte al ministro Maroni è intervenuta anche la senatriceprocaccini.jpeg Maria Burani Procaccini, l’ex presidente della Commissione Bicamerale Infanzia, che ammette che “con Maroni abbiamo sempre lavorato bene già da quando lui era ministro del Wellfare ed è  bello lavorare con lui a stretto gomito in un lavoro di squadra, poiché condividiamo le idee anche in questo senso, il dovere civile prima di tutto, entrambi ci siamo sempre impegnati e lo continueremo a fare. Io credo che il superiore interesse del fanciullo sia la cosa più importante e va sempre difeso. E’ fondamentale nel discorso di Maroni il voler creare la banca dati del DNA per i bambini aggregati soprattutto ai campi Rom poiché vi è troppa discordanza tra il numero di coloro che entrano e di coloro  che escono dal nostro Paesi, i numeri non tornano e questi non vengono mai registrati se non quando si iscrivono a scuola, ma sappiamo bene che molti di loro non frequentano le aule. Così si viene a creare una miriade di così detti ‘bambini oggetto’, ‘bambini ombra’ merce da comprare e vendere. Il traffico d’organi è un importante fenomeno da eliminare e combattere così come lo sfruttamento del lavoro e della prostituzione minorile. Se Maroni ha parlato così evidentemente ha dati precisi sui quali fondare le proprie idee. Il controllo del DNA e della impronta dell’iride è una cosa che molti hanno criticato e si è urlato allo scandalo quando è stata portata la proposta, ma molti Paesi già l’hanno introdotta e gli effetti positivi sono evidenti. Personalmente credo che sia importante anche per la salvaguardia dei nostri bambini e tutti i cittadini italiani, potrebbe facilitare il compito di ritrovare i bambini come Denise, scomparsi e mai ritrovati ai quali attualmente è difficile dare un volto. Con questa presa di responsabilità e questa accusa lanciata il ministro Maroni ha dato ancora una volta segnale della grande qualità e bontà del suo lavoro.”

Mara_Carfagna1.jpgIntanto il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, non ha voluto rilasciare un commento sulle dichiarazioni del collega riservandosi evidentemente del tempo per pensare.

Il Telefono Azzurro da sempre in prima linea alla lotta contro i soprusi verso i minori ha preferito “non rilasciare dichiarazioni, ma faremo dei controlli e se ciò dovesse essere confermato sicuramente intavoleremo delle trattative e procedure con i vari ministeri interessati ed apparati statali per delle attività comuni di lavoro”.

Anche nell’associazione umanitaria Save the Children ci fanno sapere “si stanno facendo tutti i controlli del caso per questa importante e grave accusa di Maroni, ma che per il momento non vi sono dichiarazioni”.

Aspettiamo quindi di sapere i risultati di queste ricerche e verifiche, sicuramente approfondite, da parte di queste associazioni.

 

Giorgio Riccardi | News ITALIA PRESS

http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=5_149732

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Addio Mike Francis, fece ballare il mondo con “Survivor”

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il Giornale.it
n. 27 del 2009-01-31 pagina 32

Addio Mike Francis, fece ballare il mondo con “Survivor”

 
 
di Antonio Lodetti
L’artista, che in realtà si chiamava Francesco Puccioni, aveva 47 anni. Spopolò anche con “Friends” cantata da Amii Stewart

Il mondo della canzone è strano; a volte bastano due successi, due brani leggeri e ballabili per entrare nella storia. Magari nessuna ricorda chi li ha scritti, ma li canticchia, li balla e ne ricorda la melodia. Mike Francis è uno di questi artisti, che magari ti aspetti di trovare in tv a Meteore, anche se lui ha continuato a cantare. Fino a ieri, quando un tumore a un polmone lo ha fermato brutalmente, a 47 anni, lui che col nome d’arte inglese (è nato a Firenze e si chiama Francesco Puccioni), nel 1983 è stato alfiere della dance anni Ottanta con Survivor (che spopolò nelle classifiche italiane, tratto dal suo primo album, Let’s not talk about it), e l’anno dopo ha regalato ad Amii Stewart Friends, che dominò alla grande anche l’hit parade inglese e poi quelle di mezzo mondo, diventando uno dei 15 singoli più venduti dell’anno (uscirà poi una versione remix di 8 minuti fatta apposta per le discoteche). In coppia con la Stewart porterà al successo anche la raffinata Together. Per uno scherzo del destino, pochi giorni fa è uscito il doppio album The very best of Mike Francis, (fotografia del suo repertorio italiano ed inglese, da cui è stato tratta una versione inedita di Song from the love dance), che oggi è diventato il suo testamento artistico.
Ma Francis non si è dato solo alla dance o alla pop dance; ha collaborato con Mogol nell’album melodico Mike Francis in italiano e con Pasquale Panella in Francesco innamorato, che nel 1994 fece capolino nella classifica di «Musica & dischi». Dalla fine degli anni Novanta, più popolare all’estero che in Italia, Mike ha inciso numerosi album alla guida dei Mystic Diversions, per poi proporre l’anno scorso, da solista, Inspired, un album in cui legava classici dance e nuove composizioni.
Tra le sue collaborazioni quella con Rossana Casale nel pezzo romantico Let me in, sempre del 1984. «Mike era un musicista vero, perciò non ha mai rincorso le case discografiche per ottenere il successo. Ha preferito cantare all’estero, dove i suoi successi sono ancora amati e apprezzati. Credeva ancora in certi valori, per questo dovrebbe essere di esempio» ha detto Rossana.


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ADDIO MIKE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 2:08 pm
Addio Mike
Il cantante è morto per una grave malattia
Mike Francis E’ morto a Roma Mike Francis, protagonista del boom musicale pop-dance anni Ottanta con il brano ”Survivor”. Francesco Puccioni, questo il suo vero nome, nato a Firenze 47 anni fa, è deceduto all’Ospedale S. Pietro per un tumore al polmone. Il suo best è uscito una settimana fa, dopo due anni di assenza dalla scena musicale. Una raccolta che in due cd e 32 tracce riassume la doppia anima italo-inglese e il percorso artistico di Mike Francis, star discreta del pop.

LA VITA Fiorentino, classe 1961, Francesco Puccioni in arte Mike Francis è noto ai più per la hit ”Survivor”, raffinato singolo italo-dance che negli anni ’80 lo fece conoscere in tutta Europa. Un pezzo incluso nel best insieme a Friends, nato dalla sua fortunata collaborazione con Amii Stewart. Nei frenetici Eighties il cantante e musicista toscano svolge un’attività trasversale, spaziando dai dischi in inglese (”Features of Love”, ”Flashes of Life”, ”Let me in”) alle colonne sonore per il cinema e alle musiche composte per la tv. Tra l’89 e il ’96 è a Londra dove lavora con Richard Darbyshire, leader dei ”Living in the Box” e autore tra gli altri di Lisa Stanfield. Fino ad arrivare agli anni ’90, quando decide di cimentarsi anche con la lingua italiana, avvalendosi dell’aiuto di Mogol e Pasquale Panella (che nel ’94 firma ”Bellissimi occhi chiusi”). La popolarità è in costante crescita in patria e all’estero e nel ’99 è la volta di ”All Rooms With View”, che vede rinascere le sue hit più amate in nuove vesti musicali.
    http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/104090

gennaio 29, 2009

GAZA: LA TREGUA VIENE VIOLATA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 5:01 pm
Gaza, attacco aereo israeliano
Feriti undici cittadini palestinesi
Raid aereo da parte degli Israeliani a Gaza per colpire un agente delle forze di sicurezza di Hamas. Alcune ore prima la cittadina di Sderot era stata bersagliata da un razzo palestinese.
AP) Alcuni palestinesi sono rimasti feriti oggi a Khan Yunes (a sud di Gaza) in un attacco aereo israeliano. A quanto pare l’obiettivo era un agente delle forze di sicurezza di Hamas che circolava a bordo di una motocicletta e che è stato colpito. Lo riferiscono fonti locali. L’attacco è avvenuto alcune ore dopo il lancio di almeno un razzo da Gaza verso la città israeliana di Sderot, nel Neghev. Secondo le prime informazioni, almeno undici persone sono rimaste ferite a Khan Yunes nell’attacco israeliano. Fra queste anche alcuni allievi di una vicina scuola dell’Unrwa, l’ente delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. La identità del motociclista colpito non è per il momento nota a Gaza. In Israele l’episodio non è ancora stato commentato. Nel frattempo, malgrado il ritorno della tensione nella zona, prosegue anche oggi l’ingresso a Gaza di convogli di aiuti umanitari per la popolazione palestinese. Fonti israeliane prevedono che oggi transiteranno circa 200 camion di aiuti.  

Abitazioni colpite nella Striscia di Gaza (foto: AP)   

 

I DUBBI DEI LEFEBVRIANI SULLE CAMERE A GAS

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 4:59 pm

“Dubbi su funzione camere a gas”

Lo dichiara prete lefebvriano italiano

 

Le camere a gas? “L’unica cosa certa è che sono state usate per disinfettare”. Lo afferma in un’intervista alla ‘Tribuna’ di Treviso il prete lefebvriano don Floriano Abrahamowicz. Dopo la clamorosa intervista del vescovo Williamson, che minimizza la Shoah, altre affermazioni negazioniste. Don Abrahamowicz ha poi aggiunto:”E gli israeliani non possono mica dirmi che il genocidio che loro hanno subito dai nazisti è meno grave di quello di Gaza”.

 

 

Don Floriano Abrahamowicz aveva già vissuto in precedenza un momento di gloria mediatica quando, il 15 settembre 2007, celebrò messa in latino a Lanzago di Silea per il leader della Lega Nord Umberto Bossi. Oggi afferma di avere “da parte paterna, origini ebraiche” e che le sue opinioni riguardano i fatti storici e non manifestano antisemitismo, in quanto “è veramente impossibile per un cristiano cattolico essere antisemita”.

E se pure ammette che “sicuramente è stata un’imprudenza” per Williamson fare quelle affermazioni alla tv svedese, poi sostiene che “accanto a una versione ufficiale, esiste un`altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi”. Quanto al numero delle vittime per il sacerdote non ci sono certezze: “potevano essere anche piu’ di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre hanno un valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola persona uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale a 6 milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto all’essenza del genocidio, che è sempre un’esagerazione”.

 

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo440032.shtml
 

MOBILITAZIONE PER SALVARE ELUANA ENGLARO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 4:58 pm
MOBILITAZIONE URGENTE PER ELUANA!

Eluana: Roccella, Hanno trovato un escamotage per togliere alimentazione

26 Gennaio 2009, 10:14
 
ROMA – Una soluzione di confine che aggira l’ordinanza del ministro Maurizio Sacconi per togliere l’alimentazione e l’idratazione a Eluana. Lo ha detto il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella riferendosi alla possibilità che la casa di cura “La Quiete” di Udine accolga la Englaro. ”La Quiete è una casa di cura per anziani finanziata dal Comune – spiega Roccella – è pubblica. Non solo. Nasce come residenza, ma c’è anche una piccola struttura sanitaria: è un ibrido. Nel caso di Eluana si limiterà a mettere a disposizione le mura, in cambio di un corrispettivo economico ma sarà un’equipe medica privata e un gruppo di volontari a gestire il restò’.
 
Eluana: via libera a ricovero Udine
Lo ha reso noto direttore sanitario clinica ‘La Quiete’
 
28 Gennaio 2009
 
ANSA) – UDINE, 28 GEN – Si’ del Distretto sanitario di Udine alla domanda della famiglia Englaro per il ricovero di Eluana in una delle strutture di sua competenza. Lo ha riferito il vicedirettore generale della casa di riposo ‘La Quiete’, Luciano Cattivello, spiegando che il parere, anticipato oggi dal Messaggero Veneto, ‘non significa che la Quiete abbia gia’ dato il proprio via libera all’accoglienza di Eluana per l’attuazione della sentenza di sospensione del trattamento di alimentazione-idratazione artificiale’.
 
 
 
 
 
 
MOBILITAZIONE URGENTE PER ELUANA!
 
E’ urgente che il popolo della vita si mobiliti il più presto possibile per salvare Eluana dall’ennesimo tentativo di ucciderla. Hanno escogitato un trucco e si sono rivolti ad una casa di riposo per porre in essere una sentenza di morte di una incapace come avveniva nei campi di sterminio nazisti.
 
Per farsi sentire abbiamo due vie: la posta elettronica e il telefono.
 
Per la posta elettronica scrivere a: segreteria@laquieteudine.it
 
Per il  telefono telefonare a: Ufficio Segreteria dell’Asp “La Quiete”, la responsabile dell’ufficio è la sig.ra Barbara Duriavig, tel.  0432-8862216 oppure 0432-8862214, fax. 0432-26460
 
Che cosa scrivere? Scrivete quello che volete oppure: NO ALLA MORTE DI ELUANA NEL VOSTRO CENTRO.  QUESTA E’ UNA SENTANZA DI MORTE INDEGNA PER UNA STRUTTURA COME LA VOSTRA CHE E’ CHIAMATA AL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA FINO ALLA SUA FINE NATURALE.
 
Dato che la casa di riposo è convenzionata con il comune di Udine non sarebbe male scrivere e telefonare anche in comune. Stesse parole….
 
Per scrivere al comune: e-mail: urp@comune.udine.it
 
Per telefonare in comune: Ufficio Relazioni con il Pubblico  Telefono:  0432-271616 – Fax: 0432 – 271355
 
 
PIU’ GENTE SCRIVERA’ E TELEFONERA’
 E PIU’ CI SONO PROBABILITA’ CHE ELUANA
 NON VENGA CONDOTTA AD UDINE PER MORIRE.


MANDA DUNQUE A TUTTI I TUOI CONTATTI
QUESTO APPELLO PER ELUANA!
 
La redazione

MINO REITANO ED IL FILM BLASFEMO “POVERO CRISTO”

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 4:56 pm
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
LA MORTE DEL CANTANTE CALABRESE MINO REITANO CI HA FATTO COMMUOVERE
 
Abbiamo pubblicato articoli sulla sua dolorosa fine.
Ecco che un certo Lorenzo De Angelis ci ha scritto, che Mino Reitano ha fatto un film
blasfemo dove interpretava un uomo, un giovane ignorante che per denaro doveva scoprire prove
sull’esistenza di Gesù, e alla fine scopre che Gesù Cristo è proprio lui, si lui peccatore, ignorante e amante
del denaro e della speculazione, e la sua amichetta ex-prostituta sarebbe Maria Maddalena.
La cosa peggiore scrive Lorenzo è che siccome il film fu accettato  dalla chiesa cattolica,
 Mino bonaccione come era non ha capio che era una bestemmia e non si è potuto pentire.
Ma preghiamo il Signore che lo perdoni, poichè sappiamo che ha agito per ignoranza.
La colpa non è di Mino, e nemmeno molto della Massoneria, ma della chiesa cattolica
che ormai è solo una guida cieca.
 
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

MINO REITANO HA FATTO UN FILM BLASFEMO CONTRO GESU’!

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 2:07 am
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
POVERO CRISTO
 
IN OCCASIONE DELLA SCOMPARSA DI MINO REITANO
HABBIAMO SCOPERTO CHE AVEVA PRESO PARTE IN UN FILM BLASFEMO IL 1975.
Il film si intitola “Povero Cristo”
Mino Reitano interpreta la parte di Gesù, un Gesù totalmente blasfemo.
Ecco la trama in sintesi;
 
Trama del film POVERO CRISTO:
Stanco del tipo di lavoro e della miseria del proprio paese il non ancora trentenne Giorgio Cavero raggiunge la città ove vorrebbe iniziare l’attività di detective privato se non lo diffidasse il commissario di polizia. Una notte, tuttavia gli si presenta un signore sconosciuto che, datogli un anticipo, gli promette cento milioni se entro due mesi gli fornirà la prova dell’esistenza di Gesù Cristo. Il ragazzo ci si mette di buzzo buono, ma non sa da che parte cominciare e che cosa esattamente cercare. Mara, una compaesana datasi alla prostituzione, lascia il marciapiede e lo aiuta a inutili ricerche tra le ex colleghe e tra i passanti. Nulle sono anche le ricerche presso gli amici della “corte dei miracoli””, presso una biblioteca nel bel mezzo di un carnevale o nei templi dell’arte e della bellezza. Con le mani vuote allo scadere del tempo fissato, Giorgio ritrova il committente presso una chiesa: dallo stesso viene pagato perché la missione è compiuta e viene invitato a entrate nella Chiesa per prendere coscienza della scoperta fatta. All’interno del tempio tutti i personaggi conosciuti riappaiono trasfigurati in personaggi evangelici: Giorgio ha trovato il Cristo in se stesso e in se stesso ne compie la passione.
 
Quindi un uomo peccatore e ignorante, scopre di essere Gesù, e perfino viene ricrocifisso, quindi ogni uomo è Gesù, è Dio,
Ma Gesù quello vero è assiso alla destra del Padre nell’alto dei cieli, poi Gesù è morto una volta per sempre, e tornerà sulla terra non con una reincarnazione,
ma sulle nubi del cielo a fare il Giudizio Universale.
Questo film è tratto dal romanzo omonimo di Pier Carpi, vediamo che già allora nel 1975 già regnava la New-Age.
La cosa più assurda è che il film è stato accettato dalla chiesa cattolica, quindi una chiesa già falsa !
Il film secondo il Centro Cattolico: “Ottimo per dibattiti, il film merita interessamento anche da parte di spettatori adolescenti e adulti.
 
Il regista del film è Pier Carpi, fumettista dell’Horror, il  suo nome è stato ritrovato negli elenchi della P2.
Pier Carpi  è marito di Franca Bigliardi, autrice del romanzo blasfemo  “Il Ventre di Maria”, da cui il regista Memè Perlini
ha tratto il racconto per l’omonimo film.
 
Ecco allora la P2, quindi la Massoneria ha legami con tutti questi film blasfemi contro Gesù e il Vangelo.
 

CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
GESU’ VISTO DA ARNALDO PIER CARPI
PREFAZIONE
 
Pier Carpi, morto prematuramente tre anni fa (il 26 giugno 2000), era nato a Scandiano (RE) il 16 gennaio del 1940 e,
oltre che un importante giornalista, è stato anche scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico di un certo rilievo .
 

Arnaldo Piero Carpi, dopo il liceo artistico, collabora al quotidiano Gazzetta di Parma e negli anni Sessanta fa parte del giornale satirico Bertoldo, edito da Gino Sansoni. Si dedica ai fumetti scrivendo sceneggiature per Topolino (dal 1963), Superman, Batman, I Naufraghi, Lancillotto, Bob Lance, Zakimort, Teddy Bob, Boy, Brancaleone, l’Agente senza Nome, Kolosso, I Serpenti, Uranella, Jessica e molti altri personaggi. Alcuni di questi pocket – fra cui Zakimort – li ha scritti in tandem con lo sceneggiatore Michele Gazzarri.

Cura rubriche e disegna vignette umoristiche per e il Giallo Mondadori, Segretissimo e Settimana Radio TV.

Nel 1970, crea e dirige la rivista Horror con Alfredo Castelli, per la quale – oltre che scrivere storie sperimentali e colte in gran parte disegnate da Sergio Zaniboni – crea le strips Beatrice e Alice, entrambe ad opera grafica di Marco Rostagno. Dirige la collana Il romanzo di Diabolik e ne scrive alcuni. Adatta una versione a fumetti di Pinocchio illustrata da Giovanni Manca. Per la Sugar idea la collana L’Olimpo dei Fumetti. Nel 1969 riceve lo Yellow Kid come migliore autore. Nel 1990 torna al fumetto scrivendo qualche sceneggiatura di Martin Mystère e Zona X.

Per le Éditions Lug di Lione, casa editrice di Marcel Navarro, produce sceneggiature di Bob Lance, Dick Demon, Morgane, Sibilla.

Tra i disegnatori che hanno disegnato suoi testi, figurano: Giorgio Montorio, Carlo Peroni, Antonio Toldo, Giancarlo Alessandrini, Luciano Bernasconi, Pini Segna, Flavio Bozzoli, Pietro Gamba, Emilio Uberti, Annibale Casabianca e vari artisti della Disney Italia.

Come scrittore debutta con La morte facile (1964); seguono moltissimi libri tra cui Storia della magia (1968), Il mistero di Sherlock Holmes e Le società segrete (1969), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell’occulto (1974), Un Ombra nell’Ombra, Rasputin (1975), Le profezie di Papa Giovanni XXIII (1977), Palazzo d´Estate (1978), La Banda Kennedy (1980; nuova edizione nel 1990), Il caso Gelli (1982), Il diavolo (1988), Il venerabile (1993), Gesù contro Cristo (1999).

Dirige due film tratti dai suoi libri, Povero Cristo e Un’ombra nell’ombra. Per il teatro realizza il dramma religioso L’abbraccio (premio Festival dei Due Mondi di Spoleto), Il Papa in vacanza e Mandrake a Dallas.

Nella sua carriera ha vinto vari premi come quello internazionale di giornalismo, l’Hans Cristian Andersen per la fiaba, il premio Carlomagno di Acquisgrana, il Bancarella e il Bancarellino, il premio Carlo Alberto Dalla Chiesa e il premio J. L. Borges. Per il cinema è stato selezionato alla Biennale di Venezia e al Festival di Cannes.

Nel 2003 Editoriale Mercury [1] ripubblica Zakimort in volume cartonato.

La moglie è la scrittrice Franca Bigliardi, premio L’Espresso 2004 con il racconto Il ventre di Maria.

Il suo nome è stato ritrovato negli elenchi della P2.

È determinante la sua collaborazione con le sorelle Giussani per la creazione di Diabolik e per la scelta del personaggio (scrive alcune sceneggiature dei primi numeri) dato che tale scelta doveva cadere su due proposte, una delle quali era Diabolicus. Suo sarà il “Romanzo di Diabolik” in edicola nel 1969 per i tipi di Sansoni e dirigerà la collana .

Dal suo libro “Cagliostro il Taumaturgo” viene tratto l’omonimo film con la sua sceneggiatura.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Carpi

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Pier Carpi si è sempre interessato a Gesù e si era creato un suo Gesù.

Per capire il tipo di Gesù creduto da Pier Carpi, basta analizzare tre sue opere.

Il 1975 fa il film POVERO CRISTO, tratto dal suo romanzo omonimo.

Il 1992 è sceneggiatore del film  IL VENTRE DI MARIA, tratto dal romanzo omonimo di sua moglie Franca Bigliardi.

Il 1999 scrive il libro GESU’ CONTRO CRISTO.

 

http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
IL FILM BLASFEMO POVERO CRISTO
 
Tratto dal romanzo omonimo di Pier Carpi
 
Povero Cristo 1975
 
Stanco del tipo di lavoro e della miseria del proprio paese il non ancora trentenne Giorgio Cavero raggiunge la città ove vorrebbe iniziare l’attività di detective privato se non lo diffidasse il commissario di polizia. Una notte, tuttavia gli si presenta un signore sconosciuto che, datogli un anticipo, gli promette cento milioni se entro due mesi gli fornirà la prova dell’esistenza di Gesù Cristo. Il ragazzo ci si mette di buzzo buono, ma non sa da che parte cominciare e che cosa esattamente cercare. Mara, una compaesana datasi alla prostituzione, lascia il marciapiede e lo aiuta a inutili ricerche tra le ex colleghe e tra i passanti. Nulle sono anche le ricerche presso gli amici della “corte dei miracoli””, presso una biblioteca nel bel mezzo di un carnevale o nei templi dell’arte e della bellezza. Con le mani vuote allo scadere del tempo fissato, Giorgio ritrova il committente presso una chiesa: dallo stesso viene pagato perché la missione è compiuta e viene invitato a entrate nella Chiesa per prendere coscienza della scoperta fatta. All’interno del tempio tutti i personaggi conosciuti riappaiono trasfigurati in personaggi evangelici: Giorgio ha trovato il Cristo in se stesso e in se stesso ne compie la passione.
 
 
ALTRI DESCRIZIONI DEL FIM
 
Trama

Con aspirazioni di investigatore privato, Giorgio (M. Reitano), giovane di provincia, è avvicinato in città da uno sconosciuto che gli promette 100 milioni se entro due mesi gli fornirà le prove dell’esistenza di Gesù Cristo. In compagnia di una passeggiatrice compaesana (R. Dexter) il giovane comincia l’inchiesta tra gente e luoghi diversi. Non trova le prove ma, scaduti i due mesi, riceve egualmente il compenso pattuito. Entra in chiesa dove gli appaiono le persone già incontrate trasfigurate in personaggi evangelici: ha trovato Cristo in sé stesso. Guazzabuglio allegorico raccontato con dilettantismo incompetente e recitato in modi filodrammatici. Secondo il Centro Cattolico: “Ottimo per dibattiti, il film merita interessamento anche da parte di spettatori adolescenti e adulti. Accettabile/complesso/dibattiti.”

Crediti

http://www.kataweb.it/cinema/scheda_film.jsp?idContent=120027

MORANDINI

Con aspirazioni di investigatore privato, Giorgio (M. Reitano), giovane di provincia, è avvicinato in città da uno sconosciuto che gli promette 100 milioni se entro due mesi gli fornirà le prove dell’esistenza di Gesù Cristo. In compagnia di una passeggiatrice compaesana (R. Dexter) il giovane comincia l’inchiesta tra gente e luoghi diversi. Non trova le prove ma, scaduti i due mesi, riceve egualmente il compenso pattuito. Entra in chiesa dove gli appaiono le persone già incontrate trasfigurate in personaggi evangelici: ha trovato Cristo in sé stesso. Guazzabuglio allegorico raccontato con dilettantismo incompetente e recitato in modi filodrammatici.

 PDF

FARINOTTI

Un giovane meridionale vuole diventare detective e un misterioso personaggio lo incarica di ritrovare Gesù Cristo. Il nostro eroe interroga vari personaggi del mondo d’oggi, ma l’indagine pare approdare al niente: il misterioso personaggio gli mostrerà infine che le persone interrogate non sono altro che i personaggi del Vangelo e che Cristo si trova in ogni uomo.

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=18901&farinotti=1

 

http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

 

CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
IL FILM BLASFEMO IL VENTRE DI MARIA
 
Il Ventre Di Maria 1992
Tratto dal romanzo omonimo di Franca Bigliardi (moglie di Pier Carpi)
Il Ventre Di Maria
Cast
Irene Grazioli, Giuseppe Ieracitano, Agnese Nano, Nuccio Siano, Viviana Fedeli, Mario Schiano, Karl Zinny
Regia
Meme’ Perlini
Sceneggiatura
Pier Carpi, Meme’ Perlini
Data di uscita
1992
Genere
Religioso

TRAMA

Maria, giovane popolana di periferia che abita con la ruvida madre in un capannone fatiscente, occupandosi delle faccende domestiche, viene rozzamente corteggiata da Giuseppe un artigiano del luogo, per il quale prova contemporaneamente attrazione e ripulsa. Il comportamento della donna nei suoi riguardi è contraddittorio e nevrotico ai limiti dell’isterismo: un pò lo cerca un pò lo respinge, presa da fantasie visionarie che la spingono a “non esser di nessuno”. In preda a tali suggestioni irrazionali, crede di vedere un corposo giovanotto ignudo che le “annuncia” confusamente un misterioso avvenire. Dopo di che la ragazza farnetica di esser posseduta da lui, senza tuttavia smettere i propri giochetti con il collerico pretendente, il quale, esasperato è sul punto di violentarla, sennonché la scopre incinta: nonostante ciò i due finiscono per convivere. Anni dopo Maria e Giuseppe sono alle prese con Gesù un figlio già cresciuto, autistico e semideficiente, che si gingilla – perennemente in disparte – a trasformare in volatili dei rudimentali uccelli di creta e i pupazzi di fango piagnucolosi dei bambini veri che poi l’aspra genitrice farà smettere di piagnucolare pestandoli sotto i piedi. Divenuto adulto e corposo come il giovanotto dell'”annuncio” Gesù grida a Maria, dal cavalcavia di una fragorosa autostrada, un gelido e torvo: “non ho madre”.

Note

– REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.

 

http://it.movies.yahoo.com/i/il-ventre-di-maria/index-130847.html

 

ALTRE DESCRIZIONI DEL FILM

 

Solo, nevrotico e crudele: è il Gesù di Perlini
http://www.mymovies.it/recensioni/?id=27316

Giovanna Grassi Il Corriere della Sera

Il regista parla del suo nuovo film “Il ventre di Maria” che uscirà a Pasqua. protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano.
“Non ho mai pensato – dice Memé Perlini – di raccontare la storia di Maria, Giuseppe e Gesù con lo stile scioccamente illustrativo di Franco Zeffirelli e non volevo neppure stimolare con qualche sequenza nuda uno scandalo, come fece Jean Luc Godard con il suo film “Je vous salue, Marie” ispirato alla figura della Vergine”. “Ciò che mi interessava fare era affrontare il complesso, solitario, esclusivo rapporto di una madre con il figlio, l’estraniazione di Giuseppe e la diversità capace di dolorosa crudeltà di un bambino chiamato Gesù”. Abituato da sempre alle sfide e a un teatro “figurativo”, il rigoroso e appartato regista cinematografico di “Grand Hotel des Palmes” e “Ferdinando, uomo d’onore” ha scelto per “Il ventre di Maria”, prodotto da Massimo Vigliar e a Pasqua distribuito dalla Lucky Red, la bionda e delicata Agnese Nano, che dopo aver ottenuto un successo personale nella telenovela “Edera” ha lavorato con la Von Trotta e in Francia con Paul Vecchiali. E il suo piccolo Gesù, che cresce in un casolare ai margini di una metropoli moderna, ha il viso malinconico e lo sguardo intenso di Giuseppe Ieracitano (“Il ladro di bambini”). Tratto da un racconto di Franca Bigliardi vincitore nel 1987 del “Premio Espresso”, “Il ventre di Maria”, quarto film del regista, ha ottenuto il visto di censura. “Quindi non farà notizia “blasfema” – dice Perlini – come accadde a “L’ultima tentazione di Cristo” di Scorsese. Ma la lettura “apocrifa”, laica, però intimamente cristiana, del legame tra Maria e il piccolo Gesù farà certamente discutere i cattolici”. “Sono pronto a discutere con amici e nemici – prosegue il regista.. Il mio Gesù non è venuto a portare la pace ma il disaccordo. Lucido, silenzioso, osservatore della realtà, Gesù non parla quasi mai: le sue giornate sono solitarie, ma nell’incontro con i bambini zingari o con gli adulti rivela lucide nevrosi e sa anche uccidere”. Spiega Perlini che quel rapporto di “amore totalizzante e di solitudine a due di Maria con Gesù” ha, a suo parere, una carica eversiva. “I cattolici integralisti – precisa – non troveranno nel mio povero Cristo in calzoni corti risposte alla loro spiritualità – Tutto si svolge in miseri interni, nelle sub città dimenticate che stanno alla periferia delle nostre metropoli, nel nostro Sud sempre più simile a qualche esterno del Nord Africa”. E continua: “Io vedo sempre più il rapporto viscerale tra Maria e Gesù come un atto d’egoismo. “Siamo povera gente: abbiamo solo la carne”, aveva detto Giuseppe a Maria, ma lei lo aveva respinto. E l’averlo ritrovato dopo, come padre putativo, è una riprova del vulnerabile “cinismo” del personaggio femminile”. Negandosi come “angelico cantastorie figurativo”, ma rivendicando il suo ruolo di regista pittore e non illustratore, Perlini conferma di essere già al lavoro per un altro film tratto dal libro di Giorgio Manacorda, “L’amore per Amos”, e in cui il protagonista, un adolescente costretto su una carrozzella, sarà iniziato al sesso dal padre e dalla madre.
Da Il Corriere della Sera, 17 marzo 1993
 
 

” Gesu’ in autostrada e Maria tutta nuda “

il regista Meme’ Perlini parla del suo 4o film dal titolo ” il ventre di Maria ” . attrice protagonista: Agnese Nano. interpreti: Giuseppe Ieracitano, Nuccio Siano e Karl Zinny. il film sara ‘ in gara per la Mostra del cinema di Venezia

————————- PUBBLICATO —————————— Perlini parla del suo film con Agnese Nano TITOLO: “Gesu’ in autostrada e Maria tutta nuda” – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – ROMA . C’ e’ Gesu’ Cristo che predica dal ponte di un’ autostrada, interrogato dagli automobilisti che gli rivolgono le stesse domande di Barabba nel calvario della croce; c’ e’ Maria che si fa il bagno nuda e viene violentata da Giuseppe; c’ e’ Maddalena, che diventa sua amica e protettrice. “E un film che fara’ discutere, e’ sempre cosi’ quando i sacri testi non si ripensano come un santino. E la visione laica della storia di Gesu’ , Giuseppe e Maria. Ma e’ soprattutto un film sulla poesia”, dice Meme’ Perlini. Preferisce non parlare della Madonna ma di Maria: “Potrebbe anche essere la storia di una ragazza qualsiasi che prende a pretesto il Vangelo”. Si intitola “Il ventre di Maria” il suo quarto film come regista, che sara’ in corsa per la Mostra del cinema di Venezia. E nato da un suggerimento di Alberto Moravia, che aveva messo nelle mani di Perlini il primo racconto di Franca Bigliardi, vincitore nel 1987 del premio dedicato dal settimanale “L’ Espresso” ai nuovi scrittori senza editore. “L’ ho letto, mi sono emozionato e ho voluto portare sullo schermo il pensiero della scrittrice”, prosegue Perlini. Nel racconto ha ritrovato segni del suo codice espressivo, barlumi della poesia visionaria che nutre il suo percorso nel teatro di ricerca e nel cinema (e da domani Perlini torna attore con Antonio Banderas e Barbara Sukowa nel “Giovane Mussolini” di Gianluigi Calderone). Ha voluto Agnese Nano (“Nuovo Cinema Paradiso”, “La Piovra 5”, “Edera”), per il volto di Maria. “Un ruolo che mi ha intimorito, all’ inizio non sapevo come avvicinarlo ma ho evitato d’ istinto la chiave naturalistica”, dice l’ attrice. Giuseppe Jeracitano (il piccolo protagonista nel “Ladro di bambini” di Gianni Amelio) per Gesu’ ; Nuccio Siano e’ Giuseppe mentre Karl Zinny e’ il personaggio definito “l’ uomo”. Una creatura irreale, una divinita’ astratta che puo’ essere l’ arcangelo Gabriele come Dio. “Sara’ lui a mettere incinta Maria, non attraverso un rapporto ma un’ emozione poetica”, spiega il regista. Il bambino ha gia’ 10 anni quando lo incontriamo, dentro di se’ ha il peso di una verita’ enorme. Perlini si e’ allontanato dallo sguardo celeste di Gesu’ descritto nel Vangelo cosi’ come dall’ infanzia oleografica e plastificata della pubblicita’ . E ha creato un adolescente muto e ombroso che compie pure alcuni piccoli malefici. Saranno alcune ombre femminili a rivelare a Maria che suo figlio e’ diventato il Messia. Si mette sulle tracce del figlio, lo ritrova sul ponte dell’ autostrada mentre predica alle auto che schizzano via veloci e indifferenti; quando si volta verso di lei, ha pero’ il volto dell’ uomo che somiglia a Dio o all’ Arcangelo Gabriele. E lui la rinneghera’ : “Io non ho madre”. Un film con tinte surreali dove i personaggi indossano abiti moderni tranne quando entrano in scena uomini armati di sciabole e avvolti nella porpora dell’ antica Roma. I personaggi vivono un dramma antico in un contesto moderno: si muovono in una ex fabbrica d’ armi tra i pini di Ostia e gli aerei che sorvolano il cielo sono stati inquadrati dalla cinepresa. Qui e’ stato ricostruito un intero paese dove riecheggiano gli umori dell’ Africa. Nella fabbrica abbandonata viveva fino a poco tempo fa una comunita’ di extracomunitari neri ai margini della societa’ ; hanno lasciato segni della loro presenza, dipinti e graffiti sui muri, un tappeto di siringhe e vetri rotti ai piedi delle palme”. Valerio Cappelli

Cappelli Valerio

Pagina 39
(5 maggio 1992) – Corriere della Sera

 

http://archiviostorico.corriere.it/1992/maggio/05/Gesu_autostrada_Maria_tutta_nuda_co_0_9205056882.shtml

 

 

Pier Carpi a Perlini: ” rivesti Maria “

lo scrittore e sceneggiatore chiedera’ al regista di togliere le scene di nudo del film ” ventre di Maria “

 

CINEMA PIER CARPI A PERLINI: “RIVESTI MARIA” “Non voglio assolutamente che il film “Ventre di Maria” faccia scandalo e quindi chiedero’ al regista Meme’ Perlini di togliere le scene del nudo di Maria e inoltre ho contattato a Roma i cardinali Oddi e Ruini perche’ lo vedano e diano se lo credono il loro assenso”. Lo ha detto lo scrittore Pier Carpi co sceneggiatore del film tratto da un racconto della moglie Franca Bigliardi. Il film parla della fanciullezza di Maria e di Gesu’ intesi come “personaggi normali”.


Pagina 38
(31 marzo 1993) – Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/31/Pier_Carpi_Perlini_rivesti_Maria_co_0_93033115057.shtml

 

 

cinema: a Torino scandalo mancato all’ anteprima del film di Meme’ Perlini ” il ventre di Maria ” , nonostante le denunce dello sceneggiatore Pier Carpi

nessuno vuol rivestire Maria nuda

il portavoce dell’ arcivescovo: ” di questi tempi abbiamo altro cui pensare ” .

————————- PUBBLICATO —————————— CINEMA A Torino scandalo mancato all’ anteprima del film di Perlini, nonostante le denunce di Pier Carpi TITOLO: Nessuno vuol rivestire Maria nuda Il portavoce dell’ arcivescovo: “Di questi tempi abbiamo altro cui pensare” – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – N TORINO iente processioni ne’ rosari, ieri sera davanti al Cinema Adua di Torino per l’ anteprima del “Ventre di Maria”, il film di Meme’ Perlini sulla vita di Gesu’ . Non un prete, non una suora, non un militante di Comunione e Liberazione a distribuire volantini. Sul marciapiede, solo i due immancabili extracomunitari (sicuramente musulmani), che esponevano la mercanzia. Altro che scandalo: un fiasco all’ acqua santa. E dire che l’ evento era stato preparato con cura, come una bomba a orologeria programmata per esplodere nel bel mezzo della settimana di Pasqua. Forse Perlini pregustava una polemica come quelle che a suo tempo avevano accompagnato l’ uscita di “Je vous salue Marie” di Godard o dell’ “Ultima tentazione di Cristo” di Scorsese. E il cosceneggiatore Pier Carpi aveva dato fuoco alle polveri, accusando il regista di aver tradito il testo originale (il romanzo di sua moglie Franca Bigliardi) mostrando la Madonna nuda e facendola picchiare da Giuseppe. Il cattolicissimo Carpi (a sua volta regista di film come “Cagliostro” e autore di una commossa biografia di Licio Gelli) non aveva esitato a mobilitare le gerarchie ecclesiastiche, i cardinali Oddi e Ruini, monsignor Tettamanzi. Tutto inutile. A parte qualche lettera minatoria degli oltranzisti di Lefebvre e la denuncia per oscenita’ di un oscuro avvocato torinese, la provocazione sembra caduta nel vuoto pneumatico. Pier Carpi non nasconde l’ amarezza: “Il mondo cattolico m’ ha lasciato solo. In questi giorni la Cei si e’ pronunciata per ben tre volte in difesa della Dc e di Andreotti e neppura una volta per la Madonna. Io non invoco la santa Inquisizione, non voglio la censura. Mi dispiace soltanto che per qualche scena di nudo si perda il significato piu’ profondo di un film peraltro bellissimo”. Replica Perlini: “Non avevo nessuna intenzione blasfema. Anch’ io sono credente, ma quando un corpo e’ bello, pur se si tratta della Madonna, mostrarlo e’ un atto di omaggio e di amore”. Fine della polemica: le sequenze incriminate restano e, dato che il film non e’ vietato, anche i ragazzi torinesi potranno inchinarsi, fino a Pasquetta, davanti al santissimo pube di Agnese Nano (Maria). E la Chiesa? L’ arcivescovo di Torino, Giovanni Saldarini, tace. Il suo addetto stampa, don Sangalli, invitato, ha preferito declinare: “Se dovessimo seguire tutto quello che si fa o si dice contro la religione non la finiremmo piu’ . E poi, di questi tempi, abbiamo ben altro cui pensare”.

Chiaberge Riccardo

Pagina 33
(8 aprile 1993) – Corriere della Sera

 

http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/08/nessuno_vuol_rivestire_Maria_nuda_co_0_9304084477.shtml

 

chiesto sequestro ” ventre di Maria “

l’ avvocato milanese Pietro Bianco ha chiesto alla procura di Torino il sequestro del film ” il ventre di maria ” di Meme’ Perlini per vilipendio della religione cattolica

CHIESTO SEQUESTRO “VENTRE DI MARIA” L’ avvocato milanese Pietro Bianco ha presentato alla Procura di Torino istanza di sequestro del film “Il ventre di Maria” di Meme’ Perlini. Secondo il legale, la pellicola contiene immagini e situazioni altamente pornografiche e tali da vilipendere la religione cattolica. “Definire ritardati mentali o invasati dal demonio questi due (il regista Perlini e il produttore Vigliar, n.d.r.) sarebbe ancora troppo poco . scrive l’ avvocato, che afferma di non aver voluto vedere il film, ma di averne solo sentito parlare .. Essi vogliono scherzare con Dio: la Sacra Famiglia e’ solo una coppia in crisi, tormentata e sola. Il casto Giuseppe appare come un lussurioso che cerca di violentare Maria su un tavolo da cucina. Maria, dal canto suo, desidera carnalmente l’ arcangelo Gabriele. Gesu’ Bambino uccide i coetanei che lo deridono e, da grande, si prende gioco dei convitati alle nozze di Cana e trasforma il vino in acqua”.
http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/10/chiesto_sequestro_ventre_Maria__co_0_9304103395.shtml

 

solo, nevrotico e crudele: e’ il Gesu’ di Perlini

il regista parla del suo nuovo film ” il ventre di Maria ” che uscira’ a Pasqua. protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano

————————- PUBBLICATO —————————— CINEMA Il regista parla del suo nuovo film che uscira’ a Pasqua. Protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano, il piccolo eroe del “Ladro di bambini” TITOLO: Solo, nevrotico e crudele: e’ il Gesu’ di Perlini “Col “Ventre di Maria” voglio far discutere, ma non potete accusarmi di essere blasfemo” – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – “NROMA on ho mai pensato . dice Meme’ Perlini . di raccontare la storia di Maria, Giuseppe e Gesu’ con lo stile scioccamente illustrativo di Franco Zeffirelli e non volevo neppure stimolare con qualche sequenza nuda uno scandalo, come fece Jean Luc Godard con il suo film “Je vous salue, Marie” ispirato alla figura della Vergine”. “Cio’ che mi interessava fare era affrontare il complesso, solitario, esclusivo rapporto di una madre con il figlio, l’ estraniazione di Giuseppe e la diversita’ capace di dolorosa crudelta’ di un bambino chiamato Gesu’ “. Abituato da sempre alle sfide e a un teatro “figurativo”, il rigoroso e appartato regista cinematografico di “Grand Hotel des Palmes” e “Ferdinando, uomo d’ onore” ha scelto per “Il ventre di Maria”, prodotto da Massimo Vigliar e a Pasqua distribuito dalla Lucky Red, la bionda e delicata Agnese Nano, che dopo aver ottenuto un successo personale nella telenovela “Edera” ha lavorato con la Von Trotta e in Francia con Paul Vecchiali. E il suo piccolo Gesu’ , che cresce in un casolare ai margini di una metropoli moderna, ha il viso malinconico e lo sguardo intenso di Giuseppe Ieracitano (“Il ladro di bambini”). Tratto da un racconto di Franca Bigliardi vincitore nel 1987 del “Premio Espresso”, “Il ventre di Maria”, quarto film del regista, ha ottenuto il visto di censura. “Quindi non fara’ notizia “blasfema” . dice Perlini . come accadde a “L’ ultima tentazione di Cristo” di Scorsese. Ma la lettura “apocrifa”, laica, pero’ intimamente cristiana, del legame tra Maria e il piccolo Gesu’ fara’ certamente discutere i cattolici”. “Sono pronto a discutere con amici e nemici . prosegue il regista .. Il mio Gesu’ non e’ venuto a portare la pace ma il disaccordo. Lucido, silenzioso, osservatore della realta’ , Gesu’ non parla quasi mai: le sue giornate sono solitarie, ma nell’ incontro con i bambini zingari o con gli adulti rivela lucide nevrosi e sa anche uccidere”. Spiega Perlini che quel rapporto di “amore totalizzante e di solitudine a due di Maria con Gesu’ ” ha, a suo parere, una carica eversiva. “I cattolici integralisti . precisa . non troveranno nel mio povero Cristo in calzoni corti risposte alla loro spiritualita’ . Tutto si svolge in miseri interni, nelle sub citta’ dimenticate che stanno alla periferia delle nostre metropoli, nel nostro Sud sempre piu’ simile a qualche esterno del Nord Africa”. E continua: “Io vedo sempre piu’ il rapporto viscerale tra Maria e Gesu’ come un atto d’ egoismo. “Siamo povera gente: abbiamo solo la carne”, aveva detto Giuseppe a Maria, ma lei lo aveva respinto. E l’ averlo ritrovato dopo, come padre putativo, e’ una riprova del vulnerabile “cinismo” del personaggio femminile”. Negandosi come “angelico cantastorie figurativo”, ma rivendicando il suo ruolo di regista pittore e non illustratore, Perlini conferma di essere gia’ al lavoro per un altro film tratto dal libro di Giorgio Manacorda, “L’ amore per Amos”, e in cui il protagonista, un adolescente costretto su una carrozzella, sara’ iniziato al sesso dal padre e dalla madre.

Grassi Giovanna

Pagina 37
(17 marzo 1993) – Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/17/solo_nevrotico_crudele_Gesu_Perlini_co_0_93031718021.shtml

 
 
 
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«Gesù contro Cristo» : un titolo sbagliato?
S
embrerebbe proprio così visto che questo volume scritto per uomini di autentica fede viene confuso come un testo blasfemo da mettere all’indice. E la sentenza di condanna viene emessa soltanto sulla base del titolo, senza averne prima letta neppure una pagina. E chi la emette sono poi quegli stessi che, in circa quattordici milioni, prima del Natale 1999, sono rimasti incollati ai teleschermi per assistere a uno sceneggiato che li affascinava perché raccontava un Gesù più umano e meno divino. È appunto la stessa cosa che aveva già fatto Pier Carpi nel suo romanzo rifiutato e la chiave di quel titolo che ha tanto disturbato era appunto per sottolineare questo aspetto.
Sapevo che «Gesù contro Cristo», proposto dallo stesso autore, era un titolo forte ma credevo, con Pier Carpi, che il pubblico dei critici come dei lettori fosse sufficientemente maturo da coglierne il reale significato. Soprattutto, autore ed editore si illudevano che alle soglie del 2000 nessuno si permettesse più di condannare senza prima conoscere.
Ma io sono un inguaribile ottimista. Credo che quanto è accaduto a questo romanzo sia stato un incidente e sono soprattutto convinto che il caso non sia chiuso. Cari librai, cari critici, cari lettori cattolici che lo avete rifiutato a scatola chiusa perché non ricominciamo tutto daccapo?
«Gesù contro Cristo» non è un libro blasfemo, è un romanzo da leggere e da amare. Credo che nell’Anno del Giubileo non si possa ignorare un volume scritto per uomini di autentica fede. E, per riprendere il discorso, ecco gli appunti di lettura di un vero cattolico come Benito Ciarlo e la risposta dello stesso autore: Pier Carpi.

Luciano Simonelli

 

RIFLESSIONI IN ORDINE SPARSO
di Benito Ciarlo

Pochi libri mi hanno creato problemi durante la prima lettura come il «Gesù contro Cristo» di Pier Carpi. Li ricordo tutti e li elenco nell’ordine in cui li ho letti nelle diverse età della mia vita: «Io Giuda» di Caldwell; «Processo a Gesù» di D. Fabbri (anche se, nella rappresentazione teatrale organizzata dalla filodrammatica studentesca di cui facevo parte, alla fine interpretai Giuda); «Essere Cristiani» di Hans Küng.
I primi due hanno in comune con quello di Carpi lo spessore umano prevalente di tutti i personaggi del Vangelo e la ricerca dei motivi che hanno indotto a comportamenti negativi alcuni di essi, mentre l’ultimo afferra ed attualizza in chiave inusuale, per l’epoca in cui uscì, il messaggio sociale dell’Evangelo dimostrando la stridente attualità dei disattesi insegnamenti di Cristo dopo duemila anni.
Il libro in esame, di problemi ne crea subito, sin dalle prime pagine con la sconvolgente originalità di far diventare Cristo in prima persona il narratore delle sue angosce di uomo, in contrasto col destino (disegno divino) da Dio (lui stesso) assegnatogli. Per la prima volta, ci si stupisce dell’ineluttabilità del sacrificio e si riflette sull’infinita bontà di Dio associata alla sua infinita cattiveria. E, ciò che la logica di Carpi dà per acquisito (Dio che contiene “tutto” e, quindi, anche il male, fino a rendere superflua l’esistenza di Satana) fa apparire più chiare le riflessioni di Paolo Sesto sullo stesso argomento.
Per vie sicuramente diverse, papa Montini si pose l’angoscia di quella domanda: «Esiste il Diavolo? Quale utilità ha, Satana, nell’economia del Progetto Divino» ? I teologi ancora dibattono.
Proseguendo senza avidità, capitolo dopo capitolo, scivoli senza accorgertene nella piega della magia, dell’esoterismo (a cui non sfugge nemmeno Cristo stesso, che s’ostina a separare i granelli di sabbia bianca da quelli neri alla perenne ricerca di tutte le sfumature del grigio) e non sai più se definire l’operato di Gesù un prodigio divino o semplice suggestione. Ti meravigli di questo Gesù malato, scontroso, pieno di problemi esistenziali, alla ricerca affannosa di chi possa guarirlo, aiutandolo a capire il suo ultimo scopo. Poi scopri che è il Cristo di sempre, visto (o meglio che si vede) in una prospettiva diversa da quella narrata agli evangelisti: a tratti lo senti prossimo, angosciato dai tuoi stessi problemi, a tratti lo scopri Dio nella sua incommensurabile potenza.
La novità sta in alcune sottili argomentazioni logiche e filosofiche che, nel concetto magico nel quale sono inserite, si confondono con una narrazione che tale non è. Si tratta, in buona sostanza, di un tentativo di dimostrazione dell’estrema fragilità dell’uomo di fronte al divino. Si tratta del voler dar corpo e giustificazioni all’operato di Dio rendendolo comprensibile. Eppure, al cospetto di personaggi come l’ammalata di lebbra senza piaghe, che attua la sua sottilissima vendetta traendo spunto da una parabola di Cristo, non si può che restare profondamente turbati. Non per il comportamento della donna “miracolata” ma per la “condizione” della guarigione, funzionale ad una vendetta di perfidia infinita, suggerita proprio da Gesù…
Coinvolge la delicata poesia del colloquio di Cristo col Signore delle Mosche attraverso la quale, Carpi, dà al lettore un’alta misura dell’amore di questo Dio contraddittorio, verso tutti gli uomini. Il destino di Lazzaro, risuscitato e subito dopo suicida è un vero incubo che diventa parossismo quando, molte pagine dopo, il suo cadavere viene ritrovato nelle reti di Pietro. Mentre i più moderni esegeti del Vangelo di Giovanni affermano che l’episodio della risurrezione di Lazzaro è solo “un segno” nella narrazione Giovannea (è soltanto Cristo il primo nato dei morti) Carpi ci offre una metafora di non facile comprensione che riassume l’inutilità del prodigio rispetto all’eterna validità della Parola.
In tutto il libro vi sono momenti che ti costringono a pensare a cose che avresti preferito lasciare in sospeso: la sessualità di Maria e Giuseppe ad esempio. Il disfacimento dei rapporti familiari che cancella d’un subito tutta l’iconografia della Sacra Famiglia, della mansuetudine di Giuseppe, del bastone gigliato eccetera.
Quante volte lo smarrimento mi ha impedito di proseguire nella lettura?
Tante e, soprattutto, nel capitolo dedicato all’Annunciazione. Per una sorta di analogia mi sono visto costretto a pensare alla sessualità dei miei genitori che, per quanto naturalissima, ha per me, sempre rappresentato un tabù.
Quante volte, invece, la poesia di cui alcune pagine sono stracolme m’ha indotto a rileggerle per meglio gustare l’armonia delle parole utilizzate per descrivere situazioni, al solito, incredibilmente complesse? Una fra tutte non sarà più possibile dimenticarla: il colloquio di Satana con Cristo, immaginato dall’Autore, che è permeato di una rassegnazione dell’Avversario che ha del meraviglioso (in quanto simile alla rassegnazione dello stesso Cristo che sa che dovrà sacrificarsi : «Io combatto contro di te già sapendo d’aver perso». Le argomentazioni che seguono le scambi per bestemmie, di primo acchito e, invece, poi t’accorgi che sono serie e reali e che ti spronano a pensare fino a farti venire il mal di testa: «Io», afferma Satana, «sono la mano sinistra di Dio!…. Io e gli altri angeli caduti non vogliamo più recitare questa parte…. liberaci dalla nostra stolta schiavitù…uccidici!» e la risposta di Cristo è quasi di condivisione: «No, Lucifero, perchè tu devi vivere, essere nell’ombra del Padre di cui sei figlio».
Angustia l’apparente bisogno di magia da parte di Gesù. Cosa rappresenta quella pietra dalle sette facce? Quasi un globo da zingara. Perchè Mosè riesce a mettersi in comunicazione col Signore utilizzando i misteri magici dei Sacerdoti Egizi? Perchè immaginare una soluzione al problema dell’Arca dell’Alleanza scomparsa dal Tempio di Salomone? Perchè trovare giustificazioni a Caino e a Giuda? Perchè santificare Barabba, la Maddalena e Salomè? Quale ragione spinge il Battista verso un amore disperato per la donna che detesta e che sa colma d’ignominia? In altre parole: perchè sminuire il Divino ed esaltare l’istinto?
Queste e moltissime altre domande pone la lettura del libro di Carpi. Un libro che susciterà dibattito se, chi s’appresta a leggerlo, riesce a proseguire nella lettura non per fascinazione ma per voglia di capire. Certamente le problematiche che pone sono concrete e le riflessioni che suscita spronano ad una più attenta rilettura del Vangelo. Niente a che spartire con le affascinanti farneticazioni di Peter Kolosimo, tutto da spartire, invece, con le nostre turbe adolescenziali riferite ad una Divinità cannibale e crudele, idiosincrasica, che fagocita tutti i miti dell’Universo e si placa soltanto di fronte alla dimostrazione del coraggio del figlio che rinuncia (in una lacrima d’eternità) alla sua divinità per autogenerarsi come Uomo. E, come tale, darsi “in pasto a Pluto” per amore di tutto il genere umano.

Benito Ciarlo

 

 

 

La risposta di Pier Carpi

Pochissimi testi mi hanno aperto il cuore e colpito nell’anima come quello di Benito Ciarlo, che ha capito, amato e vissuto il mio romanzo «Gesù contro Cristo», facendo delle osservazioni e traendo delle conclusioni, sul piano teologico, poetico e morale, di rara efficacia. Grazie, Benito Ciarlo, mi hai dato la gioia di sentirmi capito come scrittore e come uomo. Per rispondere a tutte le considerazioni, dovrei scrivere un altro libro: ma l’esempio di Ciarlo dovrebbe essere seguito da critici cattolici, stampa cattolica, librerie cattoliche che sabotano il mio libro senza leggerlo, basandosi solo sul titolo.
Voglio raccogliere alcuni dei punti toccati da Ciarlo, tralasciando quelli di elogio, che ho molto gradito, ma preferendo quelli del dubbio. È l’Uomo Gesù che vince, e la sua realtà, tra tante sofferenze, malattie, paure, è per questo mille volte più grande ed esalta il sacrificio immenso del Dio. Giusta l’osservazione sulla problematica di Paolo VI: nel mio libro Satana è una presenza inquietante e costante, che tenta in tutti i modi di impedire all’Uomo Gesù di compiere il destino che egli stesso si è dato, per amore dell’umanità.
Mi spiace di aver dato l’impressione che gesti e miracoli di Gesù non siano tali, ma semplice suggestione. Io credo al Gesù dei miracoli, scintille della fede sposata al divino. La parabola che spinge l’ammalata di lebbra, che resta tale, tranne che nell’aspetto, è misura di giustizia: Gesù non distrugge il fico che non dà più fichi? Non è motivo egli stesso di scandalo, quando dice di essere venuto a portare la guerra e non la pace, che intende mettere i padri contro i figli?
Non cerco di penetrare il mistero di Dio, ma del Figlio dell’Uomo. In quanto a Lazzaro, mi sono rifatto alla frase evangelica: «Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti». È Cristo infatti il primo a vincere la morte, secondo la verità giovannita.
Una frase mi colpisce a fondo, perché comprende l’essenza del libro e la mia stessa condizione spirituale: «l’inutilità del prodigio rispetto all’eterna verità della Parola». Sì, la Parola è il Tutto. Distruggo il mito della Sacra Famiglia, ma lo ricostruisco alla fine, quando Giuseppe capisce Gesù. La sessualità di Maria dobbiamo comprenderla per accettarla nei suoi valori più alti, contro la sua mercificazione. È vero, Satana vuole essere ucciso perché si sente inutile, assieme agli dèi falsi e bugiardi. La pietra dalle sette facce è un oggetto sacro come il Graal, che finirà a Giovanni, che se ne servirà per scrivere l’Apocalisse. Mosè usa il suo potere per arrivare al vero Dio, al suo e nostro Dio. Giuda non lo riabilito, ma ne giustifico le scelte, fatte per amore e non per mero tradimento. Amo soprattutto Pilato, la Maddalena e Salomè. In quanto a Caino, il Sgnore dice: «Guai a chi tocca Caino».
Avrei molto da dire ancora ma non mancherà l’occasione.
Grazie, amico Benito Ciarlo.

 

http://www.simonel.com/speciali/gesu1.html

 

 

gennaio 28, 2009

IL CROCIFISSO BLASFEMO DI FEDERICO SOLMI

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Prima del debutto spunta un crocefisso blasfemo

Bologna, sconcerto per l’opera dell’artista Federico Solmi. Gli organizzatori: “Oscenità? Oggi valuteremo”

 

Il crocefisso in legno di Federico Solmi (foto Schicchi) Bologna, 22 gennaio 2009 – C’È UN’OPERA blasfema che rischia di far scoppiare uno scandalo, ma è probabile che non venga mai vista dal pubblico. Perlomeno nella cornice di Arte Fiera a Bologna.

 

È un crocefisso in legno (foto Schicchi) con un papa “immaginario”, in atteggiamento evidentemente blasfemo campeggia al centro dello stand della Not Gallery, spazio espositivo napoletano con una vetrina alla fiera internazionale d’arte contemporanea Arte Fiera-Art First di Bologna (oggi la “vernice” a inviti, domani l’apertura al pubblico), padiglione 18, stand D6.

 

L’opera è dell’artista bolognese Federico Solmi, 35 anni, da dieci newyorkese d’adozione e con studio a Brooklyn. Solmi ha preso di mira la figura del pontefice e la storia della chiesa non solo in questo dipinto dissacrante che per la prima volta, internazionalmente, viene mostrato a Bologna, ma soprattutto in un video di quattro minuti intitolato “The Evil Empire” che già l’anno scorso fece scandalo a Madrid quando venne mostrato in una pubblica piazza, nell’ambito di una manifestazione, suscitando un vespaio di polemiche anche a livello internazionale.

 

Sia il lavoro di animazione che il crocefisso sono quindi il “biglietto da visita” che il videoartista sceglie per mostrarsi nella sua città per la prima volta. Il video, che mostra immagini animate “vietate ai minori”, è qui solo in vetrina: è infatti già stato comprato da 10 collezionisti di tutto il mondo (a 15mila dollari al pezzo), tra cui Marlene Nathan Meyerson (tra le sostenitrici del Metropolitan Museum) e i collezionisti milanesi Guido Curti e Annamaria Gambuzzi che da tempo seguono e sostengono il lavoro di Solmi. Il crocefisso invece è in vendita a circa 5mila euro.

 

Mi sembra normale fare satira su un potere millenario come la chiesa — spiega l’artista — e ci tengo a dire che non c’è nessun riferimento al Papa attuale perché non ho alcun interesse a farlo. Il mio è un papa assolutamente di fiction che uso per parlare di potere e della gente che lo utilizza per devastare le vite altrui. L’ho messo con altri cattivi che invece hanno un volto e sono Stalin, Hitler e Napoleone”. Secondo Federico Solmi, il crocefisso, se mostrato a New York, “passerebbe inosservato”.

 

Come è stato per il video di “The Evil Empire” che proprio nella Grande Mela è stato mostrato in una famosa galleria. Personali con la videoanimazione, realizzata disegnando su una preparazione in 3D del collega neozelandese Russell Lowe, si sono già tenute a Parigi, a Barcellona e a Bergen. Ma le polemiche accompagnano il cammino mondiale di questo giovane artista: Solmi è arrivato a Bologna dalla Francia appena in tempo per scoprire che è stato “cacciato” dal museo della città di Rouen dove era stato selezionato, nell’ambito di una collettiva, con le opere “King Kong and the End of The World” e “Rocco Never Dies”.
Ma non è detto che il pubblico veda le opere di Solmi a Bologna. “La regola di Arte Fiera — spiega il direttore artistico Silvia Evangelisti — è questa: il comitato organizzativo compirà questa mattina un giro tra i padiglioni per verificare che tutto sia in regola, dalle strutture alla collocazione delle opere, alla loro congruità. Entro le 14, ovvero prima della “vernice”, verrà presa una decisione”.

di BENEDETTA CUCCI

 

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/01/22/146093-prima_della_prima_spunta.shtml

 

 

Arte blasfema, la Procura sequestra il crocefisso

La Procura ha emesso un ulteriore decreto di sequestro, oltre a quello dei carabinieri, per il crocefisso di Federico Solmi esposto ad Artefiera. Il nuovo decreto, firmato dal procuratore reggente Silverio Piro e dal Pm Luigi Persico, è stato deciso per il reato di esposizione di oggetti osceni. Reato diverso da esposizione di opere d’arte oscene, e questo significa che i magistrati non lo hanno considerato come tale.

Piro come Pm a Roma aveva condotto il processo per offese alla religione dello stato mediante vilipendio di cose e di tentata truffa che vedeva imputati i registi di ‘Cinico tv’ Daniele Ciprì e Franco Maresco per il film “Totò che visse due volte” (i registi, il produttore e lo sceneggiatore vennero poi assolti dal Tribunale).

“Credo – ha spiegato Piro – che il sentimento religioso vada protetto a prescindere che si riferisca ad una corrente minoritaria o maggioritaria. E’ qualcosa di cui il magistrato si deve far carico. In questo caso mi sembra che il lavoro sia totalmente blasfemo e osceno. L’unica cosa cosa che mi ha frenato prima di decidere il sequestro è l’inevitabile pubblicità che deriverà per l’autore. Ma sul piatto della bilancia ci sono i simboli della cristianità che non vanno toccati: qui abbiamo un crocefisso, un Cristo che diventa Papa e delle pulsioni sessuali, che francamente potevano essere risparmiate. Effettivamente già in passato mi sono occupato di vicende simili: ma nel caso del fim di Ciprì e Maresco si trattava di un’opera d’arte, qui invece siamo lontani mille miglia da considerarla tale. Quel crocefisso è una bestemmia”.

 

SOCIETA’. Postmodernismo e modi “alternativi” di essere chiesa

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SOCIETA’. Postmodernismo e modi “alternativi” di essere chiesa

ITALIA, 08:13:00

2009-01-28 Redazione

 

Salvatore Loria ha intervistato Valerio Bernardi:

Il postmodernismo può essere definito una “corrente di pensiero” o piuttosto “uno stato mentale”?

La domanda è pertinente, in quanto possiamo dire che non esiste una corrente filosofica che si possa definire “pensiero postmoderno”. Uno dei maggiori pensatori, Jean-Francois Lyotard, che hanno contribuito a coniare il termine parla, di “condizione postmoderna”, ovvero di una situazione in cui l’uomo contemporaneo, preso atto della crisi della ragione illuministica e della sua fallibilità, vive il suo mondo con minori certezze di prima e in una crisi permanente. Di contro alla definizione lyotardiana possiamo dire, però, che vi sono diverse correnti di pensiero che possono definirsi “postmoderne”, pur non avendo usato questo come loro termine principale di riferimento. Direi che il post-strutturalismo di Foucault in Francia, dove il soggetto e il potere vengono esaminati non più nella loro struttura razionale, ma nei loro reticolati simili ad una sorta di sistema nervoso senza un luogo centrale di riferimento ed il “pensiero debole” italiano cui si sono rifatti alcuni dei maggiori intellettuali italiani come Eco, Ferraris e Vattimo rappresentano in genere bene il pensiero post-moderno e cercano una rappresentazione del mondo alternativa a quella propugnata dalla razionalità occidentale. In conclusione, quindi, si potrebbe dire che esiste una condizione postmoderna, in cui l’uomo contemporaneo accetta la crisi della razionalità illuministica e la perdita di ogni certezza derivante dalla ragione strumentale e, dall’altro lato, esistono scuole di pensiero (post-strutturalismo, pensiero debole) che cercano di costruire un quadro di riferimento alternativo a quello del razionalismo occidentale.

Ci sono punti di contatto con la fede cristiana?

Alcuni studiosi hanno cercato di sfruttare il termine “post-moderno” per affermare che si potesse costruire un modello “alternativo” di religiosità all’interno del cristianesimo. Il tentativo più articolato in campo evangelico conservatore è stato quello di Thomas Oden. Oden, teologo di origine metodista o presbiteriana che aveva una formazione di tipo liberale negli anni Novanta ha scritto un testo dal titolo After Modernity…what? Affermando di accettare l’idea che ci troviamo in un mondo post-moderno, egli afferma che il post-moderno è uguale, per la teologia cristiana e per il cristianesimo al mondo tradizionale dei Padri della Chiesa, per cui, qualche anno dopo, egli scriverà una teologia dogmatica che si rifaceva direttamente al pensiero dei Padri. L’idea di Oden, quindi, è che post-moderno possa anche significare ritorno alla tradizione. Dal punto di vista del protestantesimo liberale, invece, direi che i tentativi migliori siano stati fatti dai cosiddetti teologi post-liberali. A capeggiare la scuola dei Postliberali ci sono stati George Lindbeck e Hans Frei. Frei, in particolare, ha affermato che ci trovavamo di fronte ad un eclisse delle grandi narrazioni (affermazione tipico di alcuni pensatori postmoderni) e che quindi bisognava ritornare a recuperare discorsi di tipo linguistico e comunicativo. I postliberali hanno poi preso altre pieghe, formulando ipotesi di una nuova apologetica (come Placher) oppure di una nuova teologia militante (come quella di Hauerwas). Dal punto di vista di organizzazione della struttura ecclesiale l’atteggiamento postmoderno ha avuto i suoi effetti nei modelli delle megachurch come quello proposto da Rick Warren per Saddleback o anche da quel movimento denominato negli Stati “emergent church” che ha cercato modi “alternativi” di essere chiesa per farsi meglio ascoltare da coloro cui si voleva trasmettere il messaggio. La stessa idea di un “modern contemporary service” presente oramai in quasi tutte le chiese evangeliche cerca di trovare modi di comunicazione del Vangelo che possano essere più consoni alla nostra società.
E’ interessante dire che, proprio la emergent church ha cercato di diffondere, più degli altri, le sue idee attraverso mezzi più moderni, come quelli permessi dal web 2.0 oggi.

La nostra è piuttosto una società “postmodernista” o “relativista” o tutt’e due?

Se parliamo della società occidentale direi che dovremo usare entrambi i termini. L’atteggiamento postmoderno annuncia la fine di ogni certezza, la fine delle grandi narrazioni, la perdita di valore della razionalità e, pertanto va verso il relativismo. Non sempre, però, possiamo dire che postmodernismo e relativismo sono coincidenti. Direi, quindi, che l’uomo contemporaneo vive una crisi di valori e di punti di riferimento che trova validazione nell’atteggiamento dei postmoderni che affermano che non vi è possibilità di avere chiari punti di riferimento. Quindi direi che i due termini possono essere talvolta usati indifferentemente, talaltra distinguendoli tra pratica quotidiana (relativismo) e sua ideologia (postmodernismo). Spero di essere stato chiaro.

[Salvatore Loria ha intervistato Valerio Bernardi]

Valerio Bernardi è laureato in filosofia presso l’Università di Bari ed è dottore di ricerca in Antropologia Culturale. Insegna storia e filosofia presso i licei ed è docente a contratto presso l’Università degli Studi della Basilicata per le discipline antropologiche. Anziano della Chiesa di Cristo di Bari, attualmente è candidato al dottorato in teologia sistematica presso la Facoltà Teologica Valdese. I suoi interessi vertono sulla teologia sistematica, la filosofia della religione, la storia della Chiesa, la sociologia della religione, l’esegesi biblica.

http://www.icn-news.com/?do=news&id=5703

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