Mirabilissimo100’s Weblog

agosto 30, 2009

GESU’ CI RACCOMANDA DI NON FARE DEL MALE AI BAMBINI

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GESU’ CI RACCOMANDA DI NON FARE DEL MALE AI BAMBINI
 
 
  GESU' BAMBINI SCRITTA

Vangelo secondo Matteo; 18: 1-11

 

18,[1] In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”.

[2] Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:

[3] “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

[4] Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

[5] E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.

[6] Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

[7] Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

[8] Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.

[9] E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.

[10] Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

[11] È venuto infatti il Figlio dell’uomo a salvare ciò che era perduto].

Bibbia CEI

 

VANGELO MATTEO 18,3 BAMBINI REGNO

 

 

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L’Associazione Psichiatrica Americana normalizza la pedofilia

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giovedì 16 aprile 

L’Associazione Psichiatrica Americana normalizza la pedofilia

AUTORE DEL L’ARTICOLO

Ascanio Montisci

ascanio montisci
sono un essere pensante
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L’Associazione Psichiatrica Americana e la normalizzazione della PEDOFILIA.

Sapete che esiste uno studio che insinua che gli abusi sessuali non sono dannosi per i bambini che ’consentono’? L’APA (Associazione Americana di Psicologia) pensate che abbia preso le distanze da questo allucinante studio? Giammai!

Nel luglio 1998 il “prestigioso”(sic!) Bollettino di Psicologia ha addirittura pubblicato uno studio di tre professori — Bruce Rand della Temple University, Philip Tromovitch della Università della Pennsylvania e Robert Bauserman della Università del Michigan, che in pratica ridefinisce “abuso sessuale sui bambini”. L’obiettivo di questo studio, chiamato “Esame Meta-Analitico delle Proprietà Assunte da Abusi Sessuali su Bambini Usando Esempi Raccolti nei College”, era quello di determinare: “Nella fascia delle persone con una storia di abusi sessuali nel periodo infantile, questa esperienza causa danni psicologici intensi su larga scala su entrambi i generi, maschile e femminile? I professori dicono che i loro studi dimostrano che le esperienze sofferte da bambini, sia maschi che femmine, che hanno avuto abusi sessuali sembrano abbastanza moderate. Essi asseriscono inoltre che l’abuso sessuale su un bambino non necessariamente produce conseguenze negative di lunga durata. Le loro conclusioni ulteriormente insinuano che quando avvengono effetti negativi sono spesso temporanei, e che il sesso consensuale tra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi, come “sesso adulto-bambino” e “sesso adolescente- bambino”.  

Nel frattempo “l’altra” APA, l’Assocìazione Americana degli Psichiatri, sta facendo di tutto per dissociarsi dalla ricerca. I critici considerano strano questo comportamento dato che nel loro Manuale delle Statistiche e Diagnosi, o DSM-IV (la BIBBIA degli psichiatri in tutto il mondo) l’Associazione degli Psichiatri Americana ha deciso che i pazienti che molestano i bambini non devono più essere definiti “pedofili” a meno che non si sentano dispiaciuti o angosciati per quello che hanno fatto o che il loro lavoro o le loro relazioni sociali non vengano conseguentemente compromessi.

Harold Pincus, uno psichiatra e vice direttore medico dell’Associazione Americana degli Psichiatri, spiega che “è importante distinguere fra l’atto criminale e la malattia mentale. C’è una grande differenza. La differenza entra in gioco, secondo Pincus, quando un pedofilo viene preso e viene accusato del crimine”.

Quindi sei pedofilo solo se ti beccano?

Un gruppo che è stato esplicito nel dare il suo supporto a questa ricerca è la North American Man-Boy Love Association, o NAMBLA, un gruppo di pedofili che reclama leggi che permettano il sesso fra adulti e bambini “consenzienti”.(!!!!!!!). Il curatore della ricerca, lo ha comunque fatto nei confronti della NAMBLA dicendo: “L’APA non appoggia in alcun modo la posizione assunta dalla NAMBLA”.

SIAMO OLTRE I LIMITI DELL’ASSURDO

Tre decenni fa, con piccoli ma fermi passi, gradualmente l’Associazione degli Psichiatri Americana ha rimosso il termine omosessualità dal loro Manuale delle Statistiche e Diagnosi (DSM) spiegando che la condizione era normale nella misura in cui la persona non ne era dispiaciuta”. Quando l’omosessualità fu rimossa dal DMS, l’ordine del giorno fu: “l’omosessualità è normale” e se dicevi qualcosa contro quell’asserzione, voleva dire che eri ostile e bigotto. La deviazione fu ridefinita come diversità, e la tolleranza fu definita come accettazione, poi celebrazione.

D’altronde gli psichiatri celebravano come medicina miracolosa l’LSD, niente di cui stupirsi quindi.

Sembra che si stia tentando di fare lo stesso con la pedofilia.

Fra poco vedremo forse qualche pasciuto pedofilo, celebrato nei salotti dei costanzi al posto delle ormai onnipresenti Platinette?

L’APA comunque ha intrapreso da tempo i primi passi verso la normalizzazione della pedofilia. Sappiamoci regolare, prendiamo qualche pasticca per il voltastomaco e non stupiamoci per le sorprese che spero mai e poi mai arriveranno.

SE LI CONOSCI LI EVITI…

http://www.agoravox.it/L-Associazione-Psichiatrica.html

Respinta barca con 75 migranti in rotta verso la Sicilia

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A bordo anche 15 donne e 3 bambinni

Respinta barca con 75 migranti in rotta verso la Sicilia

 

Lampedusa, 30-08-2009

Un nuovo respingimento in Libia è stato deciso dal governo italiano nei confronti dei 75 migranti, tra i quali 15 donne e tre minori, a bordo di un gommone che e’ stato intercettato questa mattina al di fuori delle acque territoriali, a circa 24 miglia a Sud di Capo Passero.

 Una motovedetta della Marina militare maltese era andata sul posto e aveva intercettato la barca: i militari avevano rifocillato gli immigrati e avevano dato loro anche dei salvagenti. Si potrebbero quindi riaccendere le polemiche tra Roma e La Valletta sulla politica adottata dal governo maltese lo scorso aprile di non intervenire se gli immigrati non fanno espressa richiesta di sbarcare a Malta.

Tranne un immigrato con alcune costole rotte, che dopo un controllo del medico e’ stato trasferito a Pozzallo (Ragusa), tutti gli altri sono gia’ stati trasbordati su un pattugliatore d’altura della Guardia di Finanza che sta facendo rotta su Tripoli.

Secondo le prime informazioni gli extracomunitari sarebbero in maggioranza somali o comunque provenienti dal Corno d’Africa, dunque nelle condizioni di fare richiesta d’asilo.

Quello di oggi e’ l’ennesimo respingimento, dopo l’accordo bilaterale tra Italia e Libia; dal 6 maggio ad oggi sono oltre un migliaio gli immigrati che sono stati riportati a Tripoli.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=130281

‘Giornale’ attacca Boffo su vicende sessuali, Cei lo difende

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2009-08-29 11:14
‘Giornale’ attacca Boffo su vicende sessuali, Cei lo difende
GENOVA – ‘L’attacco che e’ stato fatto al dott. Boffo direttore di Avvenire e’ un fatto disgustoso e molto grave’: lo ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia.

di Domitilla Conte

ROMA – Non si potrà forse definire un fulmine a ciel sereno, viste le nubi addensate negli ultimi mesi tra governo Berlusconi e Chiesa cattolica, ma del fulmine ha di certo avuto l’impatto. Il Giornale, quotidiano che fa capo alla famiglia Berlusconi, dedica l’intera prima pagina ad un “incidente sessuale” del direttore del quotidiano dei vescovi Dino Boffo, protagonista, nelle scorse settimane, di alcuni interventi critici sulla “condotta morale” del presidente del Consiglio. Il Giornale rivela, citando atti giudiziari del Tribunale di Terni riferiti a fatti del 2001, che il direttore di Avvenire ha posto fine con un patteggiamento ad un processo per aver molestato, con minacce e intimidazioni, la moglie di un uomo con il quale aveva una relazione omosessuale.

Accusa pesante, secondo Vittorio Feltri, appena richiamato alla guida del quotidiano, il quale ne evince, nell’editoriale che accompagna la notizia, che “il direttore di Avvenire non ha le carte in regola per lanciare anatemi furibondi contro altri peccatori, veri o presunti, e neanche per tirare le orecchie a Berlusconi”. Dopo un minivertice a palazzo Grazioli con il sottosegretario Gianni Letta ed il portavoce Paolo Bonaiuti, il premier – in una nota – “si dissocia” dall’iniziativa di Feltri. Quest’ultimo precisa di essersi limitato a trascrivere un documento pubblico sottolineando che la presa di distanza di Berlusconi dimostra la sua indipendenza e quella del giornale. Per qualche ora si fa gelo in Vaticano e a Palazzo Chigi, intenti agli ultimi preparativi per la Perdonanza dell’Aquila, alla quale sono attesi il segretario di Stato della S.Sede, card.Tarcisio Bertone e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Il terremoto dello scorso aprile avrebbe richiamato per la prima volta le massime autorità di Italia e Santa Sede all’annuale Giubileo celestiniano, favorendo indirettamente un incontro destinato a smentire possibili attriti. Invece arriva l’annullamento della visita del premier. Il primo a intervenire è stato, questa mattina, il diretto interessato, denunciando “un killeraggio giornalistico allo stato puro” portato avanti da ‘il Giornale’ di Vittorio Feltri che ha montato “una vicenda inverosimile, capziosa e assurda”. Boffo non nega del tutto i fatti, precisando però che di quella circostanza era stato “la prima vittima”. Pronta l’alzata di scudi dei vescovi, editori dell’Avvenire, che arriva quasi in contemporanea.

La Cei conferma la sua “piena fiducia” al direttore che guida il giornale – precisa in una nota – “con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza”. E l’accento sembra cadere su quest’ultima parola, quasi a dire che, sui casi berlusconiani, si sarebbe potuto dire anche di più, o magari prima, invece di aspettare le lettere angustiate di tanti cattolici allarmati per le notizie sulle feste di Villa Certosa. Il cdr di Avvenire parla di attacco “plateale e ripugnante” e nelle redazioni cominciano a piovere prese di posizione di ogni parte politica, in gran parte in difesa di Boffo. Lupi, del Pdl parla di “attacco brutale” da parte del Giornale. Franceschini, segretario del Pd, lo definisce “un segno di degrado” e Bersani, anima laicista del partito, si preoccupa di “un clima torbido” che sta “degenerando”. Il leader dell’Udc, Rocco Buttiglione, è il primo a dichiarare che “Berlusconi non può immaginare che non venga fatta risalire a lui la colpa di questa aggressione condotta dal suo giornalista di fiducia sul suo giornale di famiglia”.

Poco dopo Berlusconi si dissocia dalla prima pagina del Giornale, “per le stesse ragioni” per cui ha respinto il gossip sulla sua vita privata. Intanto, intorno alle 13, la sala stampa vaticana comunica che la cena della Perdonanza annunciata per la sera all’Aquila, “é stata annullata” e che il presidente del Consiglio delegherà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta a presenziare alle celebrazioni, “per evitare strumentalizzazioni”. Da palazzo Chigi non una parola, ma Letta é all’Aquila, vicino a Bertone con il quale, si dice, non ha mai interrotto i rapporti. E ieri, Bertone, aveva detto chiaramente che la Chiesa non vuole alcuno scontro.

Il costo della cena all’Aquila al termine della cerimonia della Perdonanza sarà devoluto ai terremotati, ha riferito il numero due della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini. “Su invito dell’arcivescovo dell’Aquila, mons.Giuseppe Molinari, e del Comitato della Perdonanza celestiniana, il segretario di Stato, sua eminenza il card. Tarcisio Bertone – ha riferito padre Ciro Benedettini – si è recato nella città dell’Aquila per rinnovare i sentimenti di vicinanza e di affetto del Santo Padre alle popolazioni terremotate.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1648087340.html

Chiusa la sala operatoria:muore un giovane, rivolta in paese

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 6:33 pm
Chiusa la sala operatoria:
muore un giovane, rivolta in paese
 
 sanitari non hanno potuto soccorrere un 23enne, ferito in un incidente a Mazzarino, vicino Caltanissetta. Trasferito in un altro centro, non ce l’ha fatta. Nel paese chiusi i negozi, occupata dalla notte la statale Caltanissetta-Gela Continua l’occupazione di diverse importanti strade da parte dei cittadini di Mazzarino (Cl) che protestano perché non vogliono il declassamento del loro ospedale “Santo Stefano”, come previsto dal nuovo piano sanitario regionale. L’intera comunità è in rivolta. Mentre alcuni uomini si sono incatenati davanti l’ospedale e hanno cominciato lo sciopero della fame altra gente con auto e trattori ha bloccato la scorrimento veloce Caltanissetta-Gela, e ieri sera il bivio “Cipolla” per Mazzarino, la rotonda “Bivio Vigne Vanasco” e l’uscita dalla cittadina per la “Cimia”. Stamane gran parte dei negozi di Mazzarino, che ha oltre 12 mila abitanti, sono rimasti con le saracinesche abbassate per solidarietà con la famiglia del giovane morto dopo un incidente stradale, forse a causa della chiusura della sala operatoria del nosocomio del Comune e del successivo trasferimento a Caltanisseta, e per protestare contro il declassamento del Santo Stefano.

IL PADRE DELLA VITTIMA. Dopo aver partecipato al funerale del figlio, ieri, morto il 21 agosto in un incidente stradale, si è incatenato davanti all’ospedale “Santo Stefano” per protestare per i ritardi nei soccorsi. Questa mattina Giovanni Li Gambi, 57 anni, ha spostato la sua protesta sulla strada statale 626, Caltanissetta-Gela. Chiede giustizia perché “ciò che è accaduto a mio figlio Filippo, a soli 23 anni, deve servire a salvare altre vite”. Li Gambi, protesta affinchè non venga chiuso il nosocomio di Mazzarino inserito nel piano di ridimensionamento dell’assessorato alla Sanità. Assieme ai familiari stamani ha collocato sulla carreggiata una roulotte e alcune auto sulle quali campeggiano dei cartelli come: “Filippo, la prima vittima del decreto Russo”. “La struttura di Mazzarino non deve chiudere – dice Li Gambi – chiedo a tutte le autorità della provincia di intervenire al più presto e in maniera concreta”. Filippo Li Gambi è morto mentre era alla guida della sua moto acquistata da un mese. Il giovane era stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale “Santo Stefano”, da dove era stato disposto il trasferimento all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Il giovano, però, è morto all’arrivo. I familiari hanno presentato una denuncia sostenendo che il giovane si sarebbe potuto salvare se al “Santo Stefano” fosse stata aperta la sala operatoria. I

Venerdì 28 agosto 2009 08.28

Bimba rapita nel ’91, due arresti

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Bimba rapita nel ’91, due arresti

Usa, ragazza si presenta alla polizia

La polizia californiana ha confermato che la donna di 29 anni che si è presentata agli agenti della stazione di Concord è Jaycee Dugard, la bambina rapita nel 1991 di cui erano scomparse le tracce da 18 anni. Phillip Craig Garrido e sua moglie Nancy, accusati di essere i responsabili del sequestro, sono stati arrestati. La ragazza in questi anni è sempre stata sotto sequestro e ha avuto due figli concepiti con il suo rapitore.

Sulle circostanze che hanno portato al ritrovamento della ragazza si hanno ancora informazioni discordanti. Secondo alcune fonti, Jaycee si sarebbe presentata da sola alla polizia fornendo le sue generalità. Altre fonti sostengono che è andata al commissariato assieme a Garrido e dalla moglie, oltre che con i due bambini avuti dal suo rapitore.

L’uomo, a quanto pare, era stato convocato dopo essere stato fermato da una pattuglia nel compound dell’Università di Berkley. Con lui c’erano le due donne e i due bambini e il gruppo aveva insospettito gli agenti.

Garrido era stato arrestato già nel 1999 per molestie. Marito e moglie sono stati trasportati in una località ancora segreta e su di loro è stata posta una cauzione di 1 milione di dollari ciascuno. La polizia ha già perquisito la casa dove i Garrido hanno vissuto negli ultimi anni vicino ad Antioch, che si trova tra San Francisco e la cittadina di South Lake Tahoe, dove la ragazza fu rapita quando aveva 11 anni.

Jaycee era stata rapita nei pressi di lac Tahoe, a 200 chilometri a nord di San Francisco, sotto gli occhi del patrigno Carl Probyn. La ragazza, secondo le autorità, sta per riabbracciare la madre, che per tutti questi anni l’aveva data per morta.

Rapita e violentata per vent’anni Il mostro: un giorno il mondo capirà
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| Esteri | Alessandro Carlini
Pubblicato il giorno: 29/08/09
California sotto choc
Dice di poter parlare con gli angeli tramite una scatola e che un giorno tutti capiranno il suo gesto. Un fanatico religioso in California si è costruito il suo surreale mondo, nel quale gli “angeli” in carne e ossa erano Jaycee Lee Dugard, 29 anni, scomparsa da quando ne aveva 11, e le sue due figlie di 15 e 11 anni. Il “mostro” è Phillip Garrido, 58 anni, il “Fritzl” americano, come già viene chiamato in tutto il mondo. E al suo fianco è rimasta la moglie di 55 anni, Nancy, che non ha fatto nulla per fermare i crimini che si svolgevano nella baracca dietro casa. 

Ad Antioch, nella Contea di Contra Costa, a un’ora di auto da San Francisco, i vicini di casa dei Garrido non avevano sospetti su quella famiglia “normale” che aveva quel giardino nascosto da una staccionata e alcuni tendoni. Là dietro, in quel cortile degli orrori, c’era Jaycee Lee, rapita da Garrido quando aveva 11 anni, da allora nessuno aveva più notizie di lei: l’ultimo a vederla era stato suo patrigno, Carl Probyn, mentre la piccola veniva caricata su un’auto da due sconosciuti. 

La famiglia dopo le ricerche si era rassegnata, si pensava che la piccola fosse morta, casomai uccisa da un folle. Ma un folle, invece, l’aveva scelta per portare avanti il suo mondo perverso, fatto di vaneggiamenti religiosi, stupri e violenze carnali. 

La piccola Dugard è cresciuta lì, è diventata adolescente e poi donna. Ha subito periodicamente le violenze del suo rapitore, che l’ha pure messa incinta, due volte. E nella prigione dietro casa sono nate due bambine, che ora hanno 15 e 11 anni, e che nella loro vita non hanno mai visto un medico e non sono mai state a scuola. Un testimone ha detto di aver visto le due piccole mentre erano con il padre degenere: erano molto timide, non erano abituate alla gente. 

Nella casa degli orrori andava periodicamente la polizia. Garrido infatti aveva precedenti per reati di violenza carnale, si era fatto anche un periodo in galera. Gli agenti arrivavano, scambiavano qualche battuta e poi se ne andavano. Mentre dietro, a pochi metri da loro, era rinchiusa Jaycee Lee, che era anche obbligata a stampare i volantini religiosi che il mostro distribuiva. 

Ora l’incubo è finito, la ragazza, diventata donna, ha potuto riabbracciare la famiglia, dopo essere andata in una stazione di polizia e aver rivelato la sua identità. Era finita lì perchè Garrido doveva presentarsi per un controllo e aveva portato tutta la famiglia. Jayce Lee prima ha tentennato e poi ha detto chi era. I Garrido sono stati arrestati e ora li attende sicuramente un lungo periodo dietro le sbarre. 

Così la donna, dopo 18 anni, è tornata a casa, abbracciando i suoi cari, sconvolti dalle notizie, e presentandogli le loro nipotine. Mentre Garrido continua a vaneggiare dal carcere: «Quello che è successo all’inizio è una cosa disgustosa, ma poi la mia vita è completamente cambiata», ha detto in un’intervista telefonica. 

Triste e lungo l’elenco dei precedenti, da Josef Fritzl 73 anni, che aveva tenuto sequestrata la figlia Elisabeth per quasi 24 anni e l’aveva obbligata a rapporti incestuosi con lui dai quali sono nati 7 figli, fino a Natascha Kampusch, che dopo otto anni e mezzo di prigionia, è riuscita a fuggire dal suo sequestratore Wolfgang Priklopil di 44 anni. 

  

http://www.libero-news.it/articles/view/568402 

Usa in lutto, morto Ted Kennedy

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fratello di john e bob fu portabandiera della battaglia per i diritti civili

Usa in lutto, morto Ted Kennedy

Obama: «Ho il cuore a pezzi»

Il senatore democratico, malato da tempo di un tumore al cervello, è deceduto all’età di 77 anni

NEW YORK (USA) – E’ morto a 77 anni seguito di una lunga malattia il senatore democratico americano Edward Kennedy (meglio noto come Ted) fratello dell’ex presidente degli Stati Uniti John Kennedy e del candidato alla presidenza Bob entrambi morti assassinati. «Abbiamo perso il centro insostituibile della nostra famiglia e della luce gioiosa della nostra vita, ma l’ispirazione della sua fede, ottimismo e perseveranza vivrà nei nostri cuori per sempre», si legge in un comunicato della famiglia citato dalla Cnn. «Ringraziamo tutti coloro che gli hanno dato assistenza nell’ultimo anno, e tutti quelli che lo hanno accompagnato nella sua incessante marcia per il progresso verso la giustizia».

OBAMA – «Ho il cuore spezzato» ha commentato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. «Un capitolo importante della nostra storia si è chiuso. Il nostro Paese – ha detto Obama in un comunicato diffuso da Martha’s Vineyard, feudo proprio del clan Kennedy – ha perso un grande leader, che ha preso il testimone dei suoi fratelli caduti ed è diventato il più grande senatore degli Stati Uniti dei nostri tempi».

MALATO DA TEMPO – Ted Kennedy era malato da tempo di un tumore al cervello. Da giorni si rincorrevano voci circa un drastico peggioramento delle sue condizioni, alimentate anche dalla sua assenza al funerale della sorella Eunice Shriver Kennedy, due settimane fa. Kennedy aveva inoltre scritto una disperata lettera ai vertici del suo Stato, il Massachusetts, chiedendo di essere sostituito nel suo ruolo di senatore a Washington il prima possibile, senza aspettare l’elezione suppletiva necessaria per legge. Il senatore, infaticabile sostenitore di Barack Obama, temeva infatti che la sua assenza nuocesse al partito al momento di votare la tanto discussa riforma sanitaria.

 

CHI ERA – Nato a Boston il 22 febbraio 1932, ultimogenito di Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, cresciuto fra New York, la Florida e l’Inghilterra, Edward Moore Kennedy si laureò ad Harvard nel 1956, dopo essere stato espulso e poi riammesso per aver falsificato un esame di spagnolo. In seguito si specializzò in legge alla University of Virginia, curando nel frattempo la campagna elettorale del fratello John, eletto presidente nel 1960. Divenuto senatore del Massachussetts nel 1962 prendendo il posto del fratello grazie a una elezione suppletiva, Ted Kennedy non lascerà più l’impegno politico, venendo eletto per otto mandati consecutivi dal 1964 al 2006. Durante gli oltre quaranta anni nelle prime fila della politica di Washington, Kennedy ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie della sinistra americana, contribuendo attivamente alla realizzazione di leggi di impatto decisivo sulla vita dei cittadini. La sua storia riassume in modo emblematico quella della famiglia Kennedy, il più grande clan della politica americana, segnata da grandi trionfi così come da scandali e tragedie. Dopo l’omicidio di Jfk, il 22 novembre del 1963, e dopo averne dovuto comunicare la morte al padre, Ted si salvò nel 1964 da un incidente aereo nel quale morirono il pilota e un suo assistente. Il senatore rimase per diversi mesi in ospedale con alcune costole rotte, un polmone perforato, emorragie interne e forti dolori alla schiena che non lo abbandonarono più.

 

I MOMENTI STORICI – Fu sempre Ted nel 1968 a pronunciare l’elogio funebre di un altro fratello ucciso, Robert, al quale era profondamente legato. Dalla scomparsa del padre, nel 1969, il più giovane dei fratelli Kennedy divenne di fatto il patriarca della famiglia, oltre che il tutore dei 13 figli dei fratelli John e Robert. Lo scandalo che però ne ha segnato indelebilmente, e forse stroncato, l’ascesa politica risale alla notte del 18 luglio 1969. Di ritorno da una festa a Chappaquiddick Island, a Martha’s Vineyard, ebbe un incidente e finì in mare con l’auto. Ted Kennedy riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza che era con lui, Mary Jo Kopechne. Il senatore non chiamò la polizia fino al giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Il 25 luglio si dichiarò colpevole di omissione di soccorso, negando però di essere ubriaco al momento dell’incidente, e fu condannato a due mesi di prigione, condanna poi sospesa. L’anno seguente Kennedy vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62% dei voti. Nella sua unica corsa per la presidenza, nel 1980, venne sbaragliato durante le primarie dall’allora inquilino della Casa Bianca, Jimmy Carter. In seguito, alla convention democratica di Boston nel 2004, venne celebrato definitivamente come il patriarca del partito. Nel 2005 divenne inoltre il più anziano senatore in carica dopo Robert Byrd. Nel 2006 la rivista Time lo selezionò tra i migliori dieci senatori d’America. Il più giovane dei Kennedy è divenuto negli anni uno degli ultimi baluardi della sinistra del partito democratico, sebbene al Senato fosse tra i principali promotori delle coalizioni.

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Il Patriarca Kirill e il confronto tra le fedi

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Il Patriarca Kirill e il confronto tra le fedi

  

27-08-2009

Collaborazione e rispetto
Cirillo sul confronto tra le fedi

 

 

Archangelsk, 27. “Siamo profondamente convinti che gli uomini di religioni differenti devono rispettarsi e lavorare insieme in modo che nessun conflitto interetnico o interreligioso possa scuotere la vita di un Paese multinazionale come il nostro”. È uno dei passaggi più significativi del discorso pronunciato nei giorni scorsi dal Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Cirillo, in visita alla diocesi ortodossa di Archangelsk, dove ha tenuto una conferenza, della quale il sito internet della Chiesa ortodossa russa in Francia riporta una sintesi.
Rispondendo alle domande dei fedeli sulla missione della Chiesa e sul suo ruolo nella società, in particolare sulla questione della costruzione in Russia di un sempre più grande numero di luoghi di culto non ortodossi (soprattutto sinagoghe e moschee), Cirillo ha affermato che “noi viviamo in un Paese libero e ogni uomo ha il diritto di professare la propria fede”. Tuttavia, “occorre che questa manifestazione non generi alcuna animosità interconfessionale o interreligiosa”.
Per il Patriarca di Mosca, l’obiettivo della religione è “riunire gli uomini, anche quelli che appartengono a religioni diverse. Abbiamo i mezzi per arrivare a questo”. Poi il Primate della Chiesa ortodossa russa torna su uno degli argomenti da lui più trattati negli ultimi mesi, ovvero la civiltà contemporanea “senza Dio”, che “ha occultato la nozione di peccato e la distinzione fra il bene e il male”. Invece le comunità religiose “badano alla nozione di peccato perché una gran parte di esse segue i dieci comandamenti di Mosè”. La fedeltà a questi comandamenti è, per Cirillo, “una virtù tanto per un cristiano quanto per un musulmano o un ebreo”, così come la loro trasgressione è “un peccato agli occhi del cristiano, del musulmano e dell’ebreo”. Se “noi condividiamo la stessa visione della virtù e del peccato – sottolinea il Patriarca – abbiamo dunque un fondamento per cooperare. È su questa base che si costruisce in Russia la collaborazione interreligiosa”.
Durante il viaggio nella diocesi di Archangelsk, Cirillo ha fatto tappa al monastero della Trasfigurazione a Solovki, fondato nel XVI secolo, tristemente noto per essere stato chiuso e trasformato in un gulag dalle autorità bolsceviche durante gli anni Venti del secolo scorso. Il Patriarca, accompagnato da alcuni vescovi ortodossi, ha visitato il museo dedicato alle vittime del campo per detenuti politici. Migliaia i cristiani – vescovi, preti, laici – che trovarono la morte a Solovki. Accanto al campo dove erano imprigionati gli ortodossi, c’era quello per i cattolici, i protestanti e i credenti di altre religioni.
Cirillo è stato anche alla collina di Sékirnaïa, luogo di torture e di esecuzioni. “È qui, sulla collina di Sékirnaïa – ha dichiarato – che fu commesso certamente uno dei più grandi crimini che abbiano mai macchiato la storia del nostro Paese. È qui che tante persone furono sottoposte a torture atroci, è qui che si sente un’atmosfera particolare, da una parte per le gesta dei martiri, dall’altra per l’abisso delle sofferenze umane”. Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie ha commemorato anche suo nonno, Vassili Gundiaev, che fu imprigionato a Solovki per aver fondato una scuola ortodossa della domenica e poi torturato sulla collina di Sékirnaïa per aver partecipato a una celebrazione liturgica nel campo di prigionia. Cirillo ha infine presieduto la divina liturgia per la festa dei santi Zosima e Sabbatius, fondatori del monastero.
Nell’ottobre 2008, il monastero della Trasfigurazione è stato visitato da una delegazione della Chiesa cattolica di Francia guidata dal cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, che ha reso omaggio alle vittime cattoliche del campo di detenzione. L’Osservatore Romano 

http://xavier.blogspirit.com/archive/2009/08/27/il-patriarca-kirill-e-il-confronto-tra-le-fedi.html

Uruguay, l’Arcivescovo di Montevideo boccia la Legge sull’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali

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Uruguay, l’Arcivescovo di Montevideo boccia la Legge sull’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali

CITTA’ DEL VATICANO – Accettare l’adozione di bambini da parte delle coppie gay ”e’ molto grave” e ”va contro la natura umana e di conseguenza contro i diritti della persona stessa”. Lo sostiene l’Arcivescovo di Montevideo, Monsignor Nicolas Cotugno (nella foto), ribadendo cosi’ la posizione della Chiesa in materia mentre in Uruguay il Senato si appresta a dare il via libera ad una nuova normativa per autorizzare l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Secondo il presule, la questione – prima di essere un problema ”della religione, della filosofia o della sociologia -, riguarda il rispetto della natura umana stessa”. Cotugno, in dichiarazioni rilanciate dalla Radio vaticana, ha anche citato il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 31 luglio 2003, a firma dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger, in cui il futuro Papa affermava che ”la Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non puo’ portare in nessun modo all’approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l’unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della societa’. La Chiesa non puo’ non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società”. Monsignor Cotugno ricorda che la stessa Convenzione sui diritti del bambino, in Uruguay recepita come legge nazionale, esorta le autorita’ pubbliche a ”curare sempre gli interessi superiori del bambino”. ”E certamente – sottolinea il presule – nel caso di adozione di questo tipo non e’ proprio l’interesse superiore del bambino cio’ a cui viene data priorita’ bensi’ all’interesse di chi adotta”

 

http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=12784

Enzo Jannacci: «Credo in Dio»

Filed under: CULTURA CRISTIANA — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 6:24 pm
  

 

«Ho visto la carezza del Nazareno a un povero operaio stanco su un tram di Milano»

Enzo Jannacci: «Credo in Dio»

Il cantautore rivela ad “Avvenire”: «Non sono ateo, sto vivendo una maturazione del mio credo religioso»

ROMA – «Credo in Dio e non sono ateo»: lo rivela Enzo Jannacci in un’intervista esclusiva per «Avvenire», nella quale racconta il suo percorso di ricerca della fede. Un’intervista che anticipa la partecipazione del cantautore milanese al Meeting di Rimini, giunto alla sua 30/ma edizione. Il cantautore spiega di affrontare una «costante dialettica interna» attraverso la lettura della Bibbia e del Vangelo. «Sto vivendo una maturazione del mio credo religioso», dichiara, raccontando di quando vide «la carezza del Nazareno a un povero operaio stanco su un tram di Milano».

CAREZZA DEL NAZARENO – Uno Jannacci che parla di questo cammino «con i piedi di piombo», senza enfasi o retorica, e che confessa la convinzione che «uno non nasce con la fede dentro, in qualche interstizio della propria anima o dell’ipotalamo». L’intervista è lunga e tocca anche gli aspetti dolorosi della vicenda Eluana Englaro, quando Jannacci rilasciò un’intervista al Corriere della Sera nella quale diceva «avremmo così tanto bisogno di una carezza del Nazareno». E proprio nel Meeting che ha come tema ‘La conoscenza è sempre un avvenimento’, l’artista milanese termina con una riflessione personale: «Quando uno ha la fortuna di riconoscere e di alimentare un’esperienza di fede, prova le stesse situazioni emotive dell’amore, vede la luce attraverso uno spettro diverso, ha voglia di parlare con gli altri, di cantare. Sì, di cantare come ho fatto io la scorsa settimana, in auto, a squarciagola».

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