Mirabilissimo100’s Weblog

marzo 31, 2010

PASQUA: UNA FESTA DI GIOIA E DOLORE

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Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo

Susanna Tamaro

La Pasqua si avvicina. Gli scaffali dei supermercati sono un trionfo di uova di cioccolata di ogni dimensione, di colombe con tutte le possibili varianti — con uvetta, senza uvetta, ricoperte di cioccolata, con lo zabaione — per accontentare i gusti più stravaganti. Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento. 

Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l’ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un’immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c’è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l’età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all’altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba. 

  

«L’agnello» (1913) del pittore tedesco Franz Marc (1880-1916) considerato uno dei padri fondatori del movimento «Der Blue Reiter» 

L’altro giorno mi ha chiamato un’amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l’abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell’esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po’ troppo spesso, ma dimenticare l’ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all’improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell’occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell’uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile — temibile per l’animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre. 

Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall’insonnia delle notti e dall’angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest’immagine di Dio onnipotente, da quest’idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L’onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l’onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l’uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione. 

Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest’idea — sull’idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell’onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità. 

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http://www.bibbiablog.com/2010/03/31/il-pianto-degli-agnelli-e-il-dolore-del-mondo/

La passione di Cristo di M.Gibson

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 2:12 pm
 
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
  
La chiesa cattolica e molte chiese protestanti ed evangeliche hanno accettato un film dell’orrore,
blasfemo e falso riguardo la Passione del Signore Gesù, ormai nelle chiese cristiane regna l’apotasia.
  

La passione di Cristo di M.Gibson

 
 
 
 

 

 
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RECENSIONE VERITIERA DA MYMOVIES
 

M.Gibson,descrive una tortura senza fine. 

di Walter

 
Mel gibson,col suo film,”La Pssione di Cristo”,racconta secondo il suo punto di vista,i momenti della passione di Gesù.In diversi punti il film è lontano dalla narrazione semplice e delicata dei vangeli. Mel,nel produrre il film si è basato sulle visioni di due mistiche; A.Catherine Emmerich,(il cui racconto delle sue visioni fù affidato allo scrittore C.Brentano,che per molti studiosi lò modificò), e Maria Agreda,(ci sono dubbi su possibili alterazioni sugli scritti dopo la sua morte).Il film non è adatto alle persone sensibili ed ai bambini,per la crudeltà delle scene.Nessuno,vedrebbe un filmato sù un suo parente stretto,che verrebbe torturato senza fine come Gesù nel film di Mel.Vediamo che i soldati romani cominciano a picchiare Gesù già nel Getsemani.Mentre scortano Gesù,dopo il suo arresto,i soldati lo buttano giù da un ponte.Al suo arrivo,davanti i sacerdoti Gesù appare già sfigurato con un occhio gonfio e tumefatto.Gesù,viene fustigato due volte separatamente con 39 frustate ciascuna,prima sulle spalle,e poi davanti,e i soldati continuano a fustigarlo finchè non giunge alla croce. Viene usata anche una frusta con uncini,a tale tortura è impossibile sopravvivere.I soldati nel film,vengono mostrati come persone molto vendicative verso Gesù e sadiche all’estremo,addirittura rifiutano di smettere di fustigarlo finché non sono obbligati a smettere,per ordine del loro comandante.Alla fine del supplizio,Gesù è stremato,il suo corpo presenta infinite ferite sanguinanti e profonde,(nella realtà,tali ferite avrebbero provocato la morte o quasi per emorragie).Poi i soldati martellano la corona di spine sulla testa di Gesù.Lungo la strada verso la croce Gesù per la pesantezza della grossa croce, cade sei volte,scene riprese con il rallentatore in un crescendo di immagini esasperate di sofferenza.La crocifissione è davvero atroce,dopo che la prima mano di Gesù viene inchiodata alla croce con un grosso chiodo,l’altro braccio viene tirato violentemente perchè raggiunga l’altro buco che era stato fatto per il secondo chiodo.Dopo che Gesù viene inchiodato alla croce, questa viene alzata,girata e fatta cadere a faccia in giù,(Una cosa del genere nella realtà lo avrebbe ucciso),questo procura a Gesù terribili dolori.Poi girano di nuovo la croce,e la fanno cadere di nuovo,(questo avrebbe spezzato la schiena a un uomo in salute,figuriamoci a uno che era stato già flagellato crudelmente come Gesù nel film).Dopo che il soldato infila la lancia nel fianco di Gesù che gli procura una forte perdita di sangue come una cascata,(impossibile nella realtà).Mel,al quale per il suo gusto sadico non bastavano le sofferenze di Gesù,descritte nei vangeli,ha scelto di accentuare al massimo le quantità di dolore sopportate da Gesù nelle ultime ore della sua vita terrena quasi a volere sottolineare,in questa capacità di abbracciare volontariamente una tale sofferenza,un segno della divinità.Nel film ci sono molte invenzioni riguardo a Satana ed altri personaggi. Satana,viene rappresentato come una donna che ha la voce di un uomo, e appare molte volte a Gesù,in una scena Satana appare con un bimbo in braccio,un bimbo dal volto demoniaco.Ci sono nel film anche altri due bambini diabolici,che tormentano Giuda,lo inseguono fino al deserto dove s’impicca.Nel flm c’è una scena macabra,un corvo cava un occhio al cattivo ladrone,una sorta di vendetta da parte di Dio. Né a Gesù,né a chi lo ama davvero può piacere questo film. dell’orrore.

 
http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=204511
 
 
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http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home
 
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/la-passione-di-cristo-di-m-gibson-1
 
 

Reender Kranenborg scopre che “Tutte le storie su Gesù in India hanno una data successiva al 1894.

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 12:46 pm

Cristianesimo e rinascita

L’indice europeo di credenza nella reincarnazione superava nel 1981 il 21% della popolazione specificatamente intervistata, e indagini recenti suggeriscono che attualmente in molti paesi dell’Occidente afferma di credere nella reincarnazione da un quinto a un quarto della popolazione.
Nella nota redazionale di presentazione al pubblico italiano di un testo magisteriale di Hans Ludvig Martensen – gesuita e teologo danese, nonché vescovo di Copenaghen – sul tema Reincarnazione e dottrina cattolica , si può leggere:
Se è vero che non tutti i ‘nuovi movimenti religiosi’ professano la dottrina della reincarnazione, essa però costituisce, indubbiamente, una delle caratteristiche più evidenti e significative della ‘nuova religiosità’, cioè dell ‘atmosfera religiosa’ diffusa nel mondo moderno come volto gemello della modernità”.
Intorno all’idea di reincarnazione induista sono nati nell’800 miti che proponevano ‘idea secondo cui Gesù avrebbe soggiornato in India.Tale barzelletta venne lanciata nel 1894 con l’opera dell’ebreo russo convertito al cristianesimo Nicholas Notovitch Il Vangelo buddista della vita di Gesù .Lo studioso olandese di esoterismo Reender Kranenborg scopre che  “Tutte le storie su Gesù in India hanno una data successiva al 1894. A partire da quell’epoca ritroviamo questa tradizione ovunque, e la vediamo comparire in messaggi dall’altro mondo: ma prima del 1894 non si sapeva nulla di questa idea”.

La Bibbia

La Bibbia non contiene l’affermazione esplicita della reincarnazione.
Il giudaismo, da parte sua, ha ignorato a lungo qualsiasi nozione di reincarnazione.  E’ però verosimile che alcune credenze popolarí e non scritte andassero in quella direzione, sia a causa di influenze esterne sia per ragioni spirituali (analoghe a quelle che portarono dai Veda alle Upanishad, cioè da una concezione comunitaria a una maggiore personalizzazione della vita). Abbiamo indizi di una credenza del genere a proposito di Elia, di Giovanni Battista e di Gesù. Tali indizi non consentono di individuare una vera e propria dottrina della reincarnazione. Possiamo solo dire sia che il giudaismo aveva il senso della continuità funzionale tra i personaggi che segnavano la sua storia, sia che pensava a un influsso misterioso esercitato da alcuni morti su alcuni viventi (Elia e Giovanni Battista, Giovanni Battista e Gesù).
 Gesù non prende in considerazione queste concezioni

Il Catechismo Universale Cattolico

1013 La morte è la fine del pellegrinaggio terreno dell’uomo, è la fine del tempo della grazia e della misericordia che Dio gli offre per realizzare la sua vita terrena secondo il disegno divino e per decidere il suo destino ultimo. Quando è « finito l’unico corso della nostra vita terrena », noi non ritorneremo più a vivere altre vite terrene.« E ‘ stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta »(Eb 9,27). Non c’è « reincarnazione » dopo la morte.

http://www.corsodireligione.it/religioni/pensierorient/reincarnazio_4.htm

GESU’ NON ERA ESSENO E NON SI RECO’ IN ORIENTE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 12:26 pm
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
 
GESU’ NON ERA ESSENO E NON SI RECO’ IN ORIENTE
 
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GESU’ ERA ESSENO?
Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni,eretici esseni
o pagani idolatri impuri indù.E’ blasfemo solo pensare queste diavolerie.
Noi abbiamo avuto come maestro dei testi di Qumram il grande e ora defunto
Dott.Luigi Moraldi,egli ci ha insegnato che tra Gesù e gli esseni c’è un abisso.
Dal Nuovo Testamento sappiamo,che i farisei volevano uccidere Gesù,perché
non rispettava il Sabato,compiendo guarigoni,per questioni di lavanda delle mani.
Ora chi legge i testi di Qumram che si presume siano appertenuti agli esseni,
scoprirà che sul Sabato e la lavanda delle mani e altri battesimi erano molto
pù rigorosi dei farisei,figuriamoci come odiavano Gesù quando lo sentivano predicare.
Moraldi ci ha spiegato che gli esseni erano paganeggianti pre-gnostici,conoscevano
le cure con le erbe e le pietre,preparavano ammuleti magici,erano astrologi e compilavano
oroscopi,avevano legami con la setta dei terapeuti d’Egitto,i quali pur essendo considerati
ebrei,erano piuttosto pagani collegati con le scuole esoteriche d’Alessandria,magisti,
quindi considerati impuri dai farisei.Gli esseni aspettavano un Messia sacerdote-guerriero
che li avrebbe aiutati a liberare la loro terra dai romani,infatti gli esseni erano una sorta
di monaci-soldati.Quindi Gesù con gli esseni non ha alcun legame,tranne gli elementi
che sono comuni a tutte le correnti ebraiche d’allora.Dal Nuovo Tetamento sappiamo
che Gesù non è stato in nessuna scuola di rabbini,e tanto meno di enciclopedici
maghi eretici esseni, ma la sua dottrina veniva direttamente dal Padre suo celeste;
V.Giov.7,15-18.—-Gesù già a dodici anni faceva quello che il Padre suo celeste
gli ordinava;V.Luca,2,49.
Si potrebbe continuare ancora per svelare l’infinita e divina sapienza di Gesù,
per ora basta così,ne riparleremo.
 
GESU’ VIAGGIO’ IN ORIENTE?
Un grande esperto di religioni orientali R.Kranenborg,ha indagato sui presunti
viaggi di Gesù in oriente,ha scoperto che queste leggende new-age e della
teosofia,sono incominciate a diffondersi solo dopo il libro dell’ebreo-russo
N.Notovitch,il quale pur dichiarando che si era convertio alla religione
cristiana ortodossa,aveva sicuramente aderito alla scuola di Teosofia
della baronessa russa Madam Blavansky.Prima del 1894 non c’è
traccia di libri che parlano di Gesù in oriente.
Abbiamo una grande testimonianza che toglie ogni dubbio,Mani che
visse in Persia nel III secolo,e conosceva tutto sulle religioni orientali,
anzi perfino ne aveva preso alcuni elementi ed apportati nel suo
cristianesimo eretico.Pur essendo eretico Mani professava che Gesù
era sceso dal cielo,era totalmente di natura divina ed aveva assunto solo
in apparenza la natura umana,era vissuto sempre in palestina ove era
morto e risosto ed asceso al cielo.Mani quindi ci testimonia questo,
ma inoltre vediamo che in oriente arrivò presto la religione cristiana.
In India la chiesa cattolica rivendica di essere stata fondata dall’Apostolo
San Tommaso.Ora se Gesù fosse morto in Kashmir il cristianesimo
non si sarebbe diffuso.N.Notovitch è il demonio che ha seminato
questa zizzania di Gesù che va in India,ma fù subito smascherato
da certi giornalisti che si recarono in Oriente a verificare se N.Notovitch
dicesse la verità,scoprirono  che il suo libro era solo un romanzo
di fantasia,dove aveva commesso degli errori che lo smascheravano,
ne citiamo solo uno per ora,nel suo libro;”La Vita Sconosciuta di Gesu'”,
vediamo che Gesù è chiamato SANTO ISSA,questo termine è post-islamico.
Prima del corano,arabi ed orientali chiamavano Gesù con il nome
 Yus,o similmente.
La setta del falso  Messia Ahmad,non subito ma dopo un pò di tempo
incominciò a creare la storia di Gesù che non sarebbe morto in croce
ma a Srinagar in Kashmir.Noi posssediamo degli articoli dove il falso Messiab Ahmad,
sulla tomba di Gesù in principo crede sia in palestina e solo dopo molti anni dice che è
a Srinagar,ne parleremo in seguito.Ora ci sarebbe  un certo Kasmiro Fida Hassnain,il
quale si dichiara musulmano sufi ma in realtà ha legami sia con la setta di Ahmad che
con dei massoni tedeschi e austriaci,questo Fida scrive libri per dimostrare che
sia N.Notovitch,che Ahmad dicono la verità,che Gesù da giovane fù educato in Oriente,
e poi dopo essere guarito dalla crocifissione ha ingannato tutti,e in occulto se ne è andato
in Kashmir dove si è rifatto una nuova vita con moglie e figli,mentre naturalmente
gli apostoli per professare Gesù risorto diventavano martiri.
Ci sono altre cose da chiarire,lo faremo in seguito,ma vogliamo aggiungere
dei particolari su Fida,il quale nel suo libro;”Sulle tracce di Gesù Esseno”,
si rende blasfemo,asserendo che Gesù è stato concepito tramite il
tantra-sex tra Maria e qualche esseno.Inoltre per costruire la sua
falsa vita di Gesù,usa un libro della massoneria tedesca inesistente;
“The Crucicixion by an Eye-Witness”,dove viene raccontato che Gesù non morì in
croce,ma fù guarito.Parleremo ancora di tutto questo,per ora convincetevi che
Gesù non era esseno e non viaggiò presso popoli considerati impuri dai pii ebrei.
 
 
 
 

LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO UN FILM CON UN GESU’ ESSENO E PECCATORE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 12:24 pm
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
  
LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO UN FILM CON UN GESU’ ESSENO E PECCATORE
  
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I GIARDINI DELL’EDEN

 

 


  Regia di Alessandro D’Alatri

  
  Italia, 1998; col., dur. 90′
  
  sceneggiatura di A. D’Alatri e Miro Silvera
  
  con Kim Rossi Stuart, Massimo Ghini, Lorenzo Cherubini, Saturnino
  

  

Recensione da Mymovies

  

Gesù va a caccia d’ avventure.

A. D’Alatri,ha fatto questo film per dimostrare che Gesù non era Figlio di Dio, nato dallo Spirito Santo,nemmeno un profeta un Santo,ma un giovane ignorante che per farsi strada andò a caccia d’ avventure.Così nel film vediamo Gesù che lascia la ragazza che lo vuole,e con i risparmi di sua madre parte a caccia di avventure.Entra nella guerriglia zelota anti-romana,si ferisce un braccio, poi diventa carovaniere e va in India,qui vede la statua di Budda,non sa cosa fare e chiede consiglio all’amico carovaniere,gente impura,pagana e criminale. Poi lo vediamo,sotto la luna passare la notte con una ragazza esotica. Finisce nel monastero di Qumran,dagli esseni che gli insegnano le arti magiche e come guarire.Viene preso dalle ossessioni,va via dal monastero,e chiede consiglio a G.Battista,su cosa deve fare,il quale gli consiglia il deserto. Qui,vince l’ossessione,e prende in braccio e culla il matto che l’ossessionava. Poi lo vediamo intento a curare un cieco,poi incontra dei pescatori,ai quali chiede di insegnargli a pescare gli uomini,ed inizia così la sua avventura di guaritore con i segreti esseni.Per fare questo film,D’Alatri non si è ispirato ai vangeli ufficiali,ne tanto meno ai vangeli apocrifi e gnostici,dove Gesù e ancora più divinizzato,per non parlare dei manoscritti di Qumran del Mar Morto,che sono copie del Vecchio Testamento e regole della comunità essena e opere di divinazione e astrologia,dove non c’è traccia di Gesù, chiuque vuole verifichi.In verità D’Alatri ha realizzato questo film insieme allo scrittore Miro Silvera,il quale ha publicato l’omonimo romanzo(ed.Piemme e Feltrinelli).Per costruire il loro Gesù dai 12-30 anni,D’Alatri-Silvera hanno lavorato di fantasia,,prendendo qualche spunto nei recenti libri e romanzi di teosofia e New-Age,dove si para di un Gesù che va in India,per finire negli esseni.Però mentre nella teosofia e New-Age,Gesù è un grande iniziato,nel film Gesù è un ignorante ,un peccatore libertino,un guerriero zeloto,un caraovaniere,un sincretista e mago esseno.Questo Gesù,non sarebbe stato accettato dagli ebrei religiosi e pii,e il cristianesimo non sarebbe mai nato. Il Gesù dei vangeli ufficiali,ma anche apocrifi e gnostici è totalmente diverso,prima di tutto Gesù preesisteva,egli stesso insegnava che era il Figlio di Dio sceso dal cielo,e prima che Abramo fosse Lui era,e il Padre lo aveva mandato,e non aveva bisogno di nessun maestro terreno,tanto meno degli eretici esseni,Lui si definiva l’unico vero Maestro,la Luce del mondo,la sua dottrina veniva dal Padre,era Re per questo era venuto in questo mondo che non era il suo regno,non aveva bisogno dei rozzi e crudeli zeloti,ma disponeva di Legioni d’Angeli,infatti gli Angeli lo servivano.Gesù,nacque per opera dello Spirito Santo,era divino e Santo dalla nascita,già a 12 anni dichiara che si deve occupare delle cose che riguardano il Padre suo.Fino ai 30 anni visse a Nazaret,lavorava,costruiva aratri.Era talmente Santo, che quando da Nazaret si recò da G.Battista,questi voleva lui stesso farsi battezzare da Gesù. Gesù,disse al Battista,che era doveroso adempiere ogni giustizia,quindi Gesù entrò in acqua,ma risalì subito,essendo senza peccato,ed ecco il cielo si aaprì e lo Spirito Santo,sotto forma di colomba scese su di lui,e venne una voce dal cielo che diceva :”Questi è il mio Figlio diletto nel quale ho posto la mia compiacenza”.Dio stesso,testimoniava la natura divina,e la santità del suo Unigenito Figlio Gesù Salvatore.

  

http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=208816

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I Giardin dell’Eden è un film che è stato accettato dalla chiesa cattolica,
 i cattolici lo apprezzano, ha avuto il consenso del Vaticano (1),
un premio delMessaggero di Sant’Antonio (2),
elogiato da Famiglia Cristiana (3),
e perfino è stato lanciato a Radio Maria,la sera del 30 Dicembre 2001,in collegamento
da Torino,in un progamma dei Salesiani sul Cinema,alle ore 21.
  
Ma ci sono stati anche critiche da parte di altri cattolici, ecco un commento interessante di Marco Vanelli:
  
  Inserito in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia dopo la defezione del regista americano Mike Figgis, I giardini dell’Eden era assai atteso per la curiosità dell’argomento affrontato: gli anni giovanili di Gesù.
  
  Alessandro D’Alatri, coadiuvato dallo sceneggiatore ebreo Miro Silvera, ha scelto di raccontare il periodo che i vangeli trascurano, cioè gli anni che vanno dai dodici (quando troviamo Gesù a Gerusalemme con i dottori del tempio, dopo di che si sa che crebbe “in sapienza, e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52) ai trenta, quando inizia la predicazione (Lc 3,23).
  
  L’idea in sé era ottima, dal momento che si poteva cercare di mostrare il quotidiano di Gesù a Nazaret, il suo vivere «laicamente» nella realtà del tempo, la sua partecipazione alla vita della città e il suo impegno professionale come carpentiere (Mc 6,3), il suo essere messia anche senza gesti messianici, il suo essere il salvatore passando inosservato. E’ un Gesù che ci manca quello, di cui abbiamo bisogno a volte come punto di riferimento nella vita familiare e lavorativa di tutti i giorni. E’ il Gesù preso a modello da Charles De Foucauld per la sua congregazione, il Gesù segreto, il Gesù silenzioso, il Gesù operaio, il Gesù laico.
 
  D’Alatri — tanto vale dirlo subito — opta per un Gesù-New Age, tormentato giramondo, che scopre la sua vocazione dopo aver fatto esperienze fuori di Nazaret, dopo aver lasciato la bottega paterna dove lui è l’unico tra i figli di Giuseppe ad avere gli occhi azzurri. Questo del colore degli occhi è il principale motivo di alterità rispetto alla sua famiglia. Di Giuseppe, falegname e rabbino, viene sottolineato che ha già avuto figli da matrimoni precedenti e poiché in cuor suo soffre a dover applicare la legge mosaica che prevede la lapidazione nei confronti delle donne che hanno commesso adulterio con i soldati romani, si capisce che ha accolto Maria presso di sŽ per salvarla da analoga fine. Da dove vengano, quindi, i cromosomi degli occhi azzurri il film non lo dice: forse da un Padre celeste, forse da un soldato romano di origini nordiche [sia detto assolutamente per inciso: questa era la teoria di un certo Adolf Hitler].
 
  Perché Gesù-New Age? Perché il giovane Jeoshua, così« si chiama, a un dato punto della sua vita familiare decide di seguire le orme del cugino Giovanni, contestatore desideroso di lasciare la natia Nazaret [sic] per conoscere i fermenti della capitale. Anche Jeoshua parte, e a Gerusalemme entra in contatto con i fondamentalisti zeloti, i mercanti che fanno viaggi in oriente e, da l«, con gli esseni della comunità di Qumran, sul Mar Morto. In questo itinerario rientra anche un accenno di idillio con una ragazza durante la sosta in un’oasi, momento garbato descritto con delicatezza. Un Gesù giovane, quindi, pensato come i giovani di oggi, neoromantici che vanno dove li porta il cuore.
 
  Il cuore di Jeoshua lo porta in oriente, di fronte a una statua del Buddha, dove si pone in meditazione. Quella di far incontrare Gesù con il buddismo attraverso le vie dei mercanti rientra appieno nelle fantasticherie della letteratura New Age, sempre più pseudo-archeologica e pseudo-storica. Fatto sta che al ritorno dall’oriente Jeoshua dichiara testualmente che: “ogni uomo ha la sua verità” e che “se rispetterai il tuo cuore non avrai niente da temere”. Non è chiaro se poi dopo i trenta anni Gesù metta la testa a partito e riveda le sue affermazioni giovanili correggendole con “io sono la verità” (Gv 14,6) e “dal cuore degli uomini escono le intenzioni cattive” (Mc 7,21).
 
  Inoltre ad accompagnare il viaggio di Jeoshua ci sono un paio di eloquenti inquadrature al cielo azzurro con le nuvole in viaggio, praticamente la cifra stilistica e estetica della Nuova Era: basta guardare le copertine dei CD o delle riviste annesse. E se non bastasse, una volta entrato nella comunità degli esseni ed aver imparato varie discipline, Jeoshua se ne va dopo un lungo discorso di accusa alla rigidità della loro regola, il loro formalismo, il loro vivere lontani dalla gente. Rifiuta cioè la dimensione organizzata e istituzionale della vita religiosa, evidente allusione alla chiesa d’oggi, al punto che D’Alatri lo fa guardare per due volte in macchina (verso gli spettatori) durante il suo discorso, per rafforzarne l’attualità.
 
  Fosse solo per questo, il film si aggiungerebbe alle altre versioni personalizzate della figura del Cristo che in letteratura e al cinema sono sempre esistite, spesso anche stimolanti per la fede di un cristiano (si pensi al tanto frainteso film di Scorsese). Ma D’Alatri va oltre e pretende di dare veridicità storica alle sue fantasie. Così« incastra il racconto filmico tra un prologo di carattere storico e un epilogo fedelmente evangelico, così« da suffragare ciò che ha inventato in mezzo.
 
  L’inizio mostra il ritrovamento casuale avvenuto nel 1947 in Palestina dei rotoli della comunità di Qumran, abbandonati dentro strette giare di terracotta. Si trattava di testi biblici e regole della comunità logorati dall’uso dei monaci, ma che per rispetto non potevano essere distrutti. Così li seppellivano nelle grotte intorno alla comunità, in una delle quali un pastorello li scoprì accidentalmente cinquant’anni fa inseguendo una capra. L’episodio, ricostruito con grande precisione, apre il film e fa scattare un flash back all’anno 30 quando Jeoshua, accolto dai monaci, racconta loro la sua storia.
 
  Al termine di questa parte centrale Jeoshua segue l’esempio di un altro monaco insofferente alla regola [si tratta di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti] e se ne va da Qumran. I pochi episodi che seguono coincidono con la vita pubblica di Gesù: il battesimo, il deserto, la chiamata dei primi discepoli, la guarigione della suocera di Pietro.
 
  Quindi D’Alatri pone il suo Gesù adolescente e giovane [ma a trenta anni si era già adulti da un pezzo nel mondo antico] tra la cronaca storica (il prologo) e il vangelo (l’epilogo), creando un’apparente continuità logica che invece puro racconto filmico.
 
  Con questo non vogliamo mettere in dubbio l’onestà della ricerca personale di D’Alatri nei confronti di Gesù. Egli afferma di aver letto più di cinquecento testi, di essersi consultato con biblisti e teologi [anche con Enzo Bianchi della comunità di Bose, ci risulta], di aver riscoperto il vangelo dopo anni di un cattolicesimo distratto e formale. Di questo non possiamo che gioirne. Ma il suo film crea solo confusione e si dirige pericolosamente verso il sincretismo delle Nuove Tendenze che già su queste pagine abbiamo cercato più volte di smascherare.
 
  Il discorso di D’Alatri si fa debole, inoltre, sul piano artistico, dato che il film ha un andamento prettamente televisivo, con scenari da Bibbia-tv, luci false e attori dallo scarso mordente. Kim Rossi Stuart fa bella mostra di sŽ, ma non basta a creare un personaggio credibile. Purtroppo per D’Alatri non serve nemmeno per richiamare quei fantomatici giovani spettatori, cui il film sembra diretto, nelle sale, visto che sta andando malissimo al botteghino. E a poco servono anche le apparizioni-specchietto di Jovanotti e Saturnino.
 
  In Toscana si è visto solo in due cinema d’essai, a Firenze e Pisa. Qualora uscisse anche nella provincia di Lucca i catechisti e gli operatori pastorali farebbero bene a precipitarsi a vederlo, proprio per valutare di persona come anche Gesù possa essere oggetto di una rilettura in chiave con i Tempi Nuovi. Una lettura in apparenza innocua, buonista e spiritualista. Tanto che buona parte della critica cattolica ha approvato e difeso il film durante e dopo la Mostra veneziana. D’Alatri sta attualmente girando l’Italia per presentarlo nelle diocesi e ha ricevuto il placet da parte di don Dario Viganò [responsabile per il cinema della Cei], mons. John Foley [presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali] e mons. Enrique Planas [direttore della cineteca vaticana]. Il «Messaggero di Sant’Antonio» ha pubblicato una lettera del regista a tutti i parroci italiani e «Famiglia Cristiana» n. 37 ha messo in copertina Kim Rossi Stuart in versione Jeoshua, titolando: Il vangelo fa ancora notizia. Dall’ultimo Gesù cinematografico alla nostra Bibbia a fascicoli [ogni commento ci sembra superfluo].
 
  E’ bene non solo che i catechisti lo vedano, ma che ci accompagnino i gruppi giovani e ne discutano, ne facciano una lettura attenta e dettagliata, spieghino in cosa e perché Jeoshua non è Gesù, dove stanno i trabocchetti e se tutti siamo d’accordo nel considerarli trabocchetti.
 
  Non dimentichiamo che D’Alatri ha al suo attivo anche la campagna pubblicitaria Lavazza, di cui ci siamo già occupati in passato (cfr. «Educare alla fede» n. 10, dicembre 1996). Afferma in proposito D’Alatri:
 
  ]] Delle promesse più grandi che nel vecchio testamento veniva fatta agli ebrei era il Giardino dell’Eden. […].E la promessa di un premio finale, così straordinaria come quella dei Giardini dell’Eden, era in qualche modo a me vicina come la promessa cattolica del Paradiso. In quel periodo lavoravo già da un po’ di tempo a una fortunata campagna pubblicitaria per un noto caffè, ambientata proprio in Paradiso, che anziché risultare blasfema e irriverente, era piaciuta moltissimo agli italiani. Era un paradiso che aveva colpito l’immaginario di tutti. Fatto di nuvole di cotone e fondali cielo, e tutto nello stereotipo dell’immaginario collettivo sembrava corretto” (da: Alessandro D’Alatri-Miro Silvera, Attraversando i Giardini dell’Eden, Frassinelli, 1998, p. 8).
 
  Tutto nello stereotipo dell’immaginario collettivo sembrava corretto: può essere vero per il paradiso consumista del caffè Lavazza, può essere vero per il Gesù pre-evangelico dei Giardini dell’Eden. Ma «sembrare» non è «essere» e la nostra fede si basa su qualcosa di più concreto che le nuvole di cotone e i fondali color cielo.
*************************************************************************
(1) Don Dario Viganò responsabile per il cinema della Cei,
 mons. John Foley presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali,
 e mons. Enrique Planas direttore della cineteca vaticana hanno dato al film
 I Giardini dell’Eden un giudizio molto positivo,
Per loro Gesù poteva essere davvero come è rappresentato nel film.
 
(2) Dicembre 1998-Il Messaggero di Sant’antonio di Padova,comunica i vincitori della
Prima edizione del «Premio internazionale Sant’Antonio».
Per il cinema viene premiato il regista D’Alatri per il film I Giardini dell’Eden;
ecco come lo giudicano:
 
“Alessandro D’Alatri perché con il suo film I giardini dell’Eden ha realizzato un’opera che commuove
e coinvolge anche perché svela senza artifici inutili ma con semplice talento cinematografico,
la modernità dell’esempio tramandatoci da Gesù.”
 
(3) Famiglia Cristiana mette in prima pagina il film I Giardini dell’Eden
Anno LXVIII – N. 37 – 20 settembre 1998
 
L’articolo è una critica positiva verso il film.
 
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DA QUALCHE TEMPO I CATTOLICI VEDONO DI BUON OCCHIO UN  GESU’ ESSENO
 
 

Il defunto P. Pixner asseriva che Gesu’ era esseno.
Ha fatto scandalo ultimamente, la dichiarazione del Papa, che pensa che Gesù
era amico degli esseni, come dice Enzo Bianchi.
 
La chiesa cattolica è cambiata, hanno accettato il film: “I GIARDINI DELL’EDEN”
di A. D’alatri, dove Gesù va in India e poi impara la magia dagli esseni,
però quando il secolo scorso gli atei accusavano Gesù di essere  esseno,
la chiesa cattolica faceva battaglie dure contro di loro,
perché un Gesù esseno porta al crollo della religione cristiana.
Il cristianesimo passerebbe da una religione rivelata, a una setta eretica ebraica.
 
Ma la realtà è diversa, secondo gli esperti Gesù e gli esseni litigherebbero di continuo.
Un esempio fra mille:
Gesù e i farisei non andavano d’accordo sul rispetto del sabato e della purità,
ora gli esseni erano più rigorosi dei frisei, se i farisei volevano uccidere Gesù per queste regole,
figuriamoci gli esseni.
Poi gli esseni erano monaci-soldati si prepravanoa fare la guerra ai romani,
aspettavano un Messia guerriero e non un Messia celeste come Gesù.
Gli esseni erano eretici, credevano in scienze pagane, come l’astrologia,facevano oroscopi,
e creavano ammuleti magici e facevano anche altre cose tipo riti di sesso sacro.
Se volete potete documentarvi. Chi asserisce che Gesu’ era esseno
nega la sua divinità, Gesù è sceso dal cielo, la sua dottrina viene dal Padre,
non  andò a scuola dai rabbini, e nemmeno dai maghi esseni, non ne aveva bisogno.
S.Giovanni il Battista o era l’ultimo profeta della vecchia Alleanza, e tramite lo Spirito Santo
era in contatto con il Signore, o era stato a scuola da eretici e paganeggianti
maghi esseni. La verità è che S.Giovanni Battista sicuramente a questi monaci-soldati
li calcolava da veri peccatori eretici.
 
 

 

I Giardin dell’Eden è un film che è stato accettato dalla chiesa cattolica,
 i cattolici lo apprezzano, ha avuto il consenso del Vaticano (1),
un premio delMessaggero di Sant’Antonio (2),
elogiato da Famiglia Cristiana (3),
e perfino è stato lanciato a Radio Maria,la sera del 30 Dicembre 2001,in collegamento
da Torino,in un progamma dei Salesiani sul Cinema,alle ore 21.
 
Ma ci sono stati anche critiche da parte di altri cattolici, ecco un commento interessante di Marco Vanelli:
 
  Inserito in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia dopo la defezione del regista americano Mike Figgis, I giardini dell’Eden era assai atteso per la curiosità dell’argomento affrontato: gli anni giovanili di Gesù.
 
  Alessandro D’Alatri, coadiuvato dallo sceneggiatore ebreo Miro Silvera, ha scelto di raccontare il periodo che i vangeli trascurano, cioè gli anni che vanno dai dodici (quando troviamo Gesù a Gerusalemme con i dottori del tempio, dopo di che si sa che crebbe “in sapienza, e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52) ai trenta, quando inizia la predicazione (Lc 3,23).
 
  L’idea in sé era ottima, dal momento che si poteva cercare di mostrare il quotidiano di Gesù a Nazaret, il suo vivere «laicamente» nella realtà del tempo, la sua partecipazione alla vita della città e il suo impegno professionale come carpentiere (Mc 6,3), il suo essere messia anche senza gesti messianici, il suo essere il salvatore passando inosservato. E’ un Gesù che ci manca quello, di cui abbiamo bisogno a volte come punto di riferimento nella vita familiare e lavorativa di tutti i giorni. E’ il Gesù preso a modello da Charles De Foucauld per la sua congregazione, il Gesù segreto, il Gesù silenzioso, il Gesù operaio, il Gesù laico.
 
  D’Alatri — tanto vale dirlo subito — opta per un Gesù-New Age, tormentato giramondo, che scopre la sua vocazione dopo aver fatto esperienze fuori di Nazaret, dopo aver lasciato la bottega paterna dove lui è l’unico tra i figli di Giuseppe ad avere gli occhi azzurri. Questo del colore degli occhi è il principale motivo di alterità rispetto alla sua famiglia. Di Giuseppe, falegname e rabbino, viene sottolineato che ha già avuto figli da matrimoni precedenti e poiché in cuor suo soffre a dover applicare la legge mosaica che prevede la lapidazione nei confronti delle donne che hanno commesso adulterio con i soldati romani, si capisce che ha accolto Maria presso di sŽ per salvarla da analoga fine. Da dove vengano, quindi, i cromosomi degli occhi azzurri il film non lo dice: forse da un Padre celeste, forse da un soldato romano di origini nordiche [sia detto assolutamente per inciso: questa era la teoria di un certo Adolf Hitler].
 
  Perché Gesù-New Age? Perché il giovane Jeoshua, così« si chiama, a un dato punto della sua vita familiare decide di seguire le orme del cugino Giovanni, contestatore desideroso di lasciare la natia Nazaret [sic] per conoscere i fermenti della capitale. Anche Jeoshua parte, e a Gerusalemme entra in contatto con i fondamentalisti zeloti, i mercanti che fanno viaggi in oriente e, da l«, con gli esseni della comunità di Qumran, sul Mar Morto. In questo itinerario rientra anche un accenno di idillio con una ragazza durante la sosta in un’oasi, momento garbato descritto con delicatezza. Un Gesù giovane, quindi, pensato come i giovani di oggi, neoromantici che vanno dove li porta il cuore.
 
  Il cuore di Jeoshua lo porta in oriente, di fronte a una statua del Buddha, dove si pone in meditazione. Quella di far incontrare Gesù con il buddismo attraverso le vie dei mercanti rientra appieno nelle fantasticherie della letteratura New Age, sempre più pseudo-archeologica e pseudo-storica. Fatto sta che al ritorno dall’oriente Jeoshua dichiara testualmente che: “ogni uomo ha la sua verità” e che “se rispetterai il tuo cuore non avrai niente da temere”. Non è chiaro se poi dopo i trenta anni Gesù metta la testa a partito e riveda le sue affermazioni giovanili correggendole con “io sono la verità” (Gv 14,6) e “dal cuore degli uomini escono le intenzioni cattive” (Mc 7,21).
 
  Inoltre ad accompagnare il viaggio di Jeoshua ci sono un paio di eloquenti inquadrature al cielo azzurro con le nuvole in viaggio, praticamente la cifra stilistica e estetica della Nuova Era: basta guardare le copertine dei CD o delle riviste annesse. E se non bastasse, una volta entrato nella comunità degli esseni ed aver imparato varie discipline, Jeoshua se ne va dopo un lungo discorso di accusa alla rigidità della loro regola, il loro formalismo, il loro vivere lontani dalla gente. Rifiuta cioè la dimensione organizzata e istituzionale della vita religiosa, evidente allusione alla chiesa d’oggi, al punto che D’Alatri lo fa guardare per due volte in macchina (verso gli spettatori) durante il suo discorso, per rafforzarne l’attualità.
 
  Fosse solo per questo, il film si aggiungerebbe alle altre versioni personalizzate della figura del Cristo che in letteratura e al cinema sono sempre esistite, spesso anche stimolanti per la fede di un cristiano (si pensi al tanto frainteso film di Scorsese). Ma D’Alatri va oltre e pretende di dare veridicità storica alle sue fantasie. Così« incastra il racconto filmico tra un prologo di carattere storico e un epilogo fedelmente evangelico, così« da suffragare ciò che ha inventato in mezzo.
 
  L’inizio mostra il ritrovamento casuale avvenuto nel 1947 in Palestina dei rotoli della comunità di Qumran, abbandonati dentro strette giare di terracotta. Si trattava di testi biblici e regole della comunità logorati dall’uso dei monaci, ma che per rispetto non potevano essere distrutti. Così li seppellivano nelle grotte intorno alla comunità, in una delle quali un pastorello li scoprì accidentalmente cinquant’anni fa inseguendo una capra. L’episodio, ricostruito con grande precisione, apre il film e fa scattare un flash back all’anno 30 quando Jeoshua, accolto dai monaci, racconta loro la sua storia.
 
  Al termine di questa parte centrale Jeoshua segue l’esempio di un altro monaco insofferente alla regola [si tratta di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti] e se ne va da Qumran. I pochi episodi che seguono coincidono con la vita pubblica di Gesù: il battesimo, il deserto, la chiamata dei primi discepoli, la guarigione della suocera di Pietro.
 
  Quindi D’Alatri pone il suo Gesù adolescente e giovane [ma a trenta anni si era già adulti da un pezzo nel mondo antico] tra la cronaca storica (il prologo) e il vangelo (l’epilogo), creando un’apparente continuità logica che invece puro racconto filmico.
 
  Con questo non vogliamo mettere in dubbio l’onestà della ricerca personale di D’Alatri nei confronti di Gesù. Egli afferma di aver letto più di cinquecento testi, di essersi consultato con biblisti e teologi [anche con Enzo Bianchi della comunità di Bose, ci risulta], di aver riscoperto il vangelo dopo anni di un cattolicesimo distratto e formale. Di questo non possiamo che gioirne. Ma il suo film crea solo confusione e si dirige pericolosamente verso il sincretismo delle Nuove Tendenze che già su queste pagine abbiamo cercato più volte di smascherare.
 
  Il discorso di D’Alatri si fa debole, inoltre, sul piano artistico, dato che il film ha un andamento prettamente televisivo, con scenari da Bibbia-tv, luci false e attori dallo scarso mordente. Kim Rossi Stuart fa bella mostra di sŽ, ma non basta a creare un personaggio credibile. Purtroppo per D’Alatri non serve nemmeno per richiamare quei fantomatici giovani spettatori, cui il film sembra diretto, nelle sale, visto che sta andando malissimo al botteghino. E a poco servono anche le apparizioni-specchietto di Jovanotti e Saturnino.
 
  In Toscana si è visto solo in due cinema d’essai, a Firenze e Pisa. Qualora uscisse anche nella provincia di Lucca i catechisti e gli operatori pastorali farebbero bene a precipitarsi a vederlo, proprio per valutare di persona come anche Gesù possa essere oggetto di una rilettura in chiave con i Tempi Nuovi. Una lettura in apparenza innocua, buonista e spiritualista. Tanto che buona parte della critica cattolica ha approvato e difeso il film durante e dopo la Mostra veneziana. D’Alatri sta attualmente girando l’Italia per presentarlo nelle diocesi e ha ricevuto il placet da parte di don Dario Viganò [responsabile per il cinema della Cei], mons. John Foley [presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali] e mons. Enrique Planas [direttore della cineteca vaticana]. Il «Messaggero di Sant’Antonio» ha pubblicato una lettera del regista a tutti i parroci italiani e «Famiglia Cristiana» n. 37 ha messo in copertina Kim Rossi Stuart in versione Jeoshua, titolando: Il vangelo fa ancora notizia. Dall’ultimo Gesù cinematografico alla nostra Bibbia a fascicoli [ogni commento ci sembra superfluo].
 
  E’ bene non solo che i catechisti lo vedano, ma che ci accompagnino i gruppi giovani e ne discutano, ne facciano una lettura attenta e dettagliata, spieghino in cosa e perché Jeoshua non è Gesù, dove stanno i trabocchetti e se tutti siamo d’accordo nel considerarli trabocchetti.
 
  Non dimentichiamo che D’Alatri ha al suo attivo anche la campagna pubblicitaria Lavazza, di cui ci siamo già occupati in passato (cfr. «Educare alla fede» n. 10, dicembre 1996). Afferma in proposito D’Alatri:
 
  ]] Delle promesse più grandi che nel vecchio testamento veniva fatta agli ebrei era il Giardino dell’Eden. […].E la promessa di un premio finale, così straordinaria come quella dei Giardini dell’Eden, era in qualche modo a me vicina come la promessa cattolica del Paradiso. In quel periodo lavoravo già da un po’ di tempo a una fortunata campagna pubblicitaria per un noto caffè, ambientata proprio in Paradiso, che anziché risultare blasfema e irriverente, era piaciuta moltissimo agli italiani. Era un paradiso che aveva colpito l’immaginario di tutti. Fatto di nuvole di cotone e fondali cielo, e tutto nello stereotipo dell’immaginario collettivo sembrava corretto” (da: Alessandro D’Alatri-Miro Silvera, Attraversando i Giardini dell’Eden, Frassinelli, 1998, p. 8).
 
  Tutto nello stereotipo dell’immaginario collettivo sembrava corretto: può essere vero per il paradiso consumista del caffè Lavazza, può essere vero per il Gesù pre-evangelico dei Giardini dell’Eden. Ma «sembrare» non è «essere» e la nostra fede si basa su qualcosa di più concreto che le nuvole di cotone e i fondali color cielo.
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(1) Don Dario Viganò responsabile per il cinema della Cei,
 mons. John Foley presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali,
 e mons. Enrique Planas direttore della cineteca vaticana hanno dato al film
 I Giardini dell’Eden un giudizio molto positivo,
Per loro Gesù poteva essere davvero come è rappresentato nel film.
 
(2) Dicembre 1998-Il Messaggero di Sant’antonio di Padova,comunica i vincitori della
Prima edizione del «Premio internazionale Sant’Antonio».
Per il cinema viene premiato il regista D’Alatri per il film I Giardini dell’Eden;
ecco come lo giudicano:
 
“Alessandro D’Alatri perché con il suo film I giardini dell’Eden ha realizzato un’opera che commuove
e coinvolge anche perché svela senza artifici inutili ma con semplice talento cinematografico,
la modernità dell’esempio tramandatoci da Gesù.”
 
(3) Famiglia Cristiana mette in prima pagina il film I Giardini dell’Eden
Anno LXVIII – N. 37 – 20 settembre 1998
 
L’articolo è una critica positiva verso il film.
 
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DA QUALCHE TEMPO I CATTOLICI VEDONO DI BUON OCCHIO UN  GESU’ ESSENO
 

 
 

 

 

Il defunto P. Pixner asseriva che Gesu’ era esseno.
Ha fatto scandalo ultimamente, la dichiarazione del Papa, che pensa che Gesù
era amico degli esseni, come dice Enzo Bianchi.
 
La chiesa cattolica è cambiata, hanno accettato il film: “I GIARDINI DELL’EDEN”
di A. D’alatri, dove Gesù va in India e poi impara la magia dagli esseni,
però quando il secolo scorso gli atei accusavano Gesù di essere  esseno,
la chiesa cattolica faceva battaglie dure contro di loro,
perché un Gesù esseno porta al crollo della religione cristiana.
Il cristianesimo passerebbe da una religione rivelata, a una setta eretica ebraica.
 
Ma la realtà è diversa, secondo gli esperti Gesù e gli esseni litigherebbero di continuo.
Un esempio fra mille:
Gesù e i farisei non andavano d’accordo sul rispetto del sabato e della purità,
ora gli esseni erano più rigorosi dei frisei, se i farisei volevano uccidere Gesù per queste regole,
figuriamoci gli esseni.
Poi gli esseni erano monaci-soldati si prepravanoa fare la guerra ai romani,
aspettavano un Messia guerriero e non un Messia celeste come Gesù.
Gli esseni erano eretici, credevano in scienze pagane, come l’astrologia,facevano oroscopi,
e creavano ammuleti magici e facevano anche altre cose tipo riti di sesso sacro.
Se volete potete documentarvi. Chi asserisce che Gesu’ era esseno
nega la sua divinità, Gesù è sceso dal cielo, la sua dottrina viene dal Padre,
non  andò a scuola dai rabbini, e nemmeno dai maghi esseni, non ne aveva bisogno.
S.Giovanni il Battista o era l’ultimo profeta della vecchia Alleanza, e tramite lo Spirito Santo
era in contatto con il Signore, o era stato a scuola da eretici e paganeggianti
maghi esseni. La verità è che S.Giovanni Battista sicuramente a questi monaci-soldati
li calcolava da veri peccatori eretici.
 
 

 

PER PAPA RATZINGER GESU’ E S.G.BATTISTA AVEVANO LEGAMI CON LA SETTA ERETICA DEGLI ESSENI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 12:23 pm

EBREI CON GESU’
 
PER PAPA RATZINGER GESU’ E S.G.BATTISTA AVEVANO LEGAMI CON LA SETTA ERETICA DEGLI ESSENI
 
Di Simone Oren esperto nelle Sacre Scritture ebraico-cristiane
 
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Papa Ratzinger nel suo libro dedicato a Gesù, rivela  che Giovani il Battista e perfino Gesù erano esseni o quasi.
 
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Nel primo capitolo del libro Gesù di Nazareth, Papa Ratzinger scrive quanto segue. 
“Ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni il Battista,

ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa comunità.

 In ogni caso i manoscritti di Qumram presentano molteplici punti di contatto con l’annuncio cristiano.

Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche tempo

in questa comunità e abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione religiosa.”

 

Quindi Papa Ratzinger crede che Giovanni il Battista era esseno veramente,

e Gesù almeno era un simpatizzante degli esseni. 

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LA VERITA’ E’ UN’ALTRA
GIOVANNI IL BATTISTA NON EBBE ALCUN LEGAME CON GLI ESSENI 
E TANTO MENO GESU' FIGLIO DI DIO
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Duccio, Gesù tra i dottori, Storie della vita pubblica di Cristo, Museo dell'opera del Duomo, Siena
Gesù fanciullo fra i dottori nel Tempio
Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni eretici esseni
è blasfemo solo pensare queste diavolerie.
Noi da anni conosciamo tutto sugli esseni,possediamo volumoni e siamo in contatto diretto con
i gruppi di archeologi in Israele.Gli esseni erano eretici,credevano in scienze pagane come
l'astrologia, facevano oroscopi,e creavano ammuleti magici e facevano anche altre cose tipo
riti di sesso sacro.Se volete potete documentarvi.
Noi abbiamo avuto come maestro dei testi di Qumram il grande e ora defunto
Dott.Luigi Moraldi, egli ci ha insegnato che tra Gesù e gli esseni c'è un abisso.
Dal Nuovo Testamento sappiamo, che i farisei volevano uccidere Gesù perché
non rispettava il Sabato, compiendo guarigoni, per questioni di lavanda delle mani.
Ora chi legge i testi di Qumram che si presume siano appertenuti agli esseni,
scoprirà che sul Sabato e la lavanda delle mani e altri battesimi erano molto
pù rigorosi dei farisei, figuriamoci come odiavano Gesù quando lo sentivano predicare.
Moraldi ci ha spiegato che gli esseni erano paganeggianti pre-gnostici, conoscevano
le cure con le erbe e le pietre, preparavano ammuleti magici, erano astrologi e compilavano
oroscopi,avevano legami con la setta dei terapeuti d'Egitto, i quali pur essendo considerati
ebrei, erano piuttosto pagani collegati con le scuole esoteriche d'Alessandria, erano i magisti,
quindi considerati impuri dai farisei. Gli esseni aspettavano un Messia sacerdote-guerriero
che li avrebbe aiutati a liberare la loro terra dai romani, infatti gli esseni erano una sorta
di monaci-soldati. Quindi Gesù con gli esseni non ha alcun legame,tranne gli elementi
che sono comuni a tutte le correnti ebraiche d'allora. Dal Nuovo Tetamento sappiamo
che Gesù non è stato in nessuna scuola di rabbini, chiamati allora dottori della legge,
e tanto meno di enciclopedici maghi eretici esseni,
ma la sua dottrina veniva direttamente dal Padre suo celeste;V.Giovanni: 7,15-18.
Gesù già a dodici anni faceva quello che il Padre suo celeste
gli ordinava; V.Luca: 2,49.
Chi asserisce che Gesu' era esseno nega la sua divinità, Gesù è sceso dal cielo,
la sua dottrina viene dal Padre, non  andò a scuola dai rabbini, e nemmeno dai maghi esseni,
non ne aveva bisogno.
Poi un Gesù esseno porta al crollo della religione cristiana, infatti il cristianesimo
passerebbe da una religione rivelata, a una setta eretica ebraica.
 
***************************************************
 
S.G.Battista fanciullo
 
Passiamo ora a Giovanni il Battista, con lui c' è più insistenza da parte di Teologi e studiosi a reputarlo esseno.
Quindi saremo molto analitici a negare questa falsità.
 
***************************************************************************************************************
 
Giovanni fliglio di Zaccaria era pieno di Spirito Santo dal seno materno quindi prima della nascita';V.Luca: 1,15; 1,41-45 Giovanni figlio di Zaccaria visse nel deserto mentre cresceva e si fortificava nello Spirito; V.Luca: 2,80 Giovanni figlio di Zaccaria riceve la parola di Dio come avviene con i profeti del Vecchio Testamento; V.Luca: 3,2.   Quindi Giovanni figlio di Zacaria è l'ultimo profeta della Vecchia Alleanza, ricolmo di Spirito Santo, non aveva bisogno di maestri-maghi eretici e peccatori esseni. Chi asserisce che Gesù e Giovanni il Battista avevano legami con i maghi esseni bestemmia contro lo Spirito Santo. Citazioni Bibbia Cei   http://groups.google.com/group/ebreicongesu?hl=it
 

Doppio attentato, tensione nel Caucaso

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31/3/2010 (11:9) – TERRORISMO IN RUSSIA

Doppio attentato, tensione nel Caucaso
Un kamikaze vestito da poliziotto
fa strage in Daghestan: 12 vittime
MOSCA
Nuovi lutti per l’inquieto Caucaso del Nord. Dopo il doppio attentato terroristico della metropolitana di Mosca di due giorni fa, che gli inquirenti ritengono causato da kamikaze provenienti proprio dall’instabile regione della Russia meridionale, oggi due esplosioni nella città di Kizliar hanno provocato almeno 12 morti.

La prima esplosione ha avuto luogo alle 8.40 locali (6.40 in Italia). Un’auto Niva ha forzato un posto di blocco ed è esplosa nel momento in cui una pattuglia della stradale le si è avvicinata, secondo quanto riferisce in un comunicato il comitato inquirente. Venti minuti più tardi, un kamikaze travestito da poliziotto s’è fatto esplodere nello stesso luogo, mentre gli inquirenti stavano facendo i loro primi rilievi. «Come risultato delle esplosioni, 12 persone sono rimaste uccise, nove delle quali sono poliziotti, tra cui il capo della polizia (Vitali Vedernikov)», ha spiegato il portavoce del comitato inquirente Vladimir Markin all’agenzia di stampa Interfax. «Inoltre – ha continuato – 23 persone sono state ricoverate con diverse ferite».

Gli attentati terroristici sono ormai parte di una terribile normalità in Daghestan, una provincia in cui vivono due milioni e mezzo d’abitanti per lo più di credo islamico. Come le altre, vicine repubbliche del Caucaso russo (Cecenia e Inguscezia) da diversi mesi sono teatro di frequenti scontri tra ribelli islamisti e forze di sicurezza. Secondo il ministro degli Interni russo Rashid Nurgalev, chi ha voluto questi attentati puntava a colpire sia obiettivi civili, tra cui una scuola, sia obiettivi della polizia e della sicurezza. «È necessario – ha spiegato il ministro – analizzare dove era diretto di carico di morte. C’è una scuola, la polizia cittadina, gli uffici del servizio di sicurezza federale Fsb». Gli attentati di Kizliar vengono due giorni dopo la doppia esplosione, prodotta da donne kamikaze, nelle stazioni della metropolitana moscovita, in cui hanno perso la vita almeno 39 persone.

I servizi di sicurezza russi hanno finora battuto la pista del Caucaso settentrionale per questo attentato che ha spinto ieri il primo ministro Vladimir Putin a promettere che i terroristi verranno «stanati dalle fogne». Ciononostante, c’è anche chi ritiene plausibili altre ipotesi. Il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev, per esempio, parlando ieri con Interfax, ha evocato la pista georgiana e l’ipotesi che dietro gli attentati di Mosca vi siano i servizi di Tbilisi. Russia e Georgia si sono scontrati in una guerra lampo nell’estate di due anni fa e tutt’ora intrattengono relazioni assai tese.

 

marzo 29, 2010

Mosca, due esplosioni in metrò

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Mosca, due esplosioni in metrò

29/3/2010

La strage opera di donne kamikaze

Due esplosioni hanno scosso la metropolitana di Mosca provocando almeno 37 morti. La prima esplosione ha devastato la stazione di Lubyanka, sotto il quartier generale dei Servizi di Sicurezza Federale. Lo scoppio ha fatto saltare una vettura del convoglio, provocando 25 morti e molti feriti. Nella seconda deflagrazione, alla fermata Park Kulturi, hanno perso la vita 15 persone.Sembra che a commettere gli attacchi siano state due donne kamikaze.

 

11.55 – Si indaga su gruppo terroristico del Caucaso. Potrebbe essere stato un gruppo terroristico legato al Caucaso del Nord l’autore degli attentati alla metropolitana di Mosca: lo ha reso noto il capo dei servizi di sicurezza (Fsb) Aleksandr Bortnikov nella riunione di emergenza convocata dal leader del Cremlino, Dmitri Medvedev.

11.02 – Due ricercate. Due donne che accompagnavano le kamikaze sono ricercate dalle autorità.

10.59 – “Li staneremo”. Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev ha dichiarato che la linea per sconfiggere il terrorismo sarà proseguita senza esitazione e sino alla fine. Lo riferisce l’agenzia Itar-Tass.

10.27 – Nessun italiano tra le vittime. “Allo stato attuale dovremmo escludere la presenza di italiani nella metropolitana di Mosca, ma stiamo verificando per scongiurare che vi siano casi di doppia nazionalità. Al momento comunque non sembra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini all’aeroporto di Ciampino prima di imbarcarsi per la riunione dei ministri degli Esteri del G8 in Canada.

08.44 – Attentati opera di donne kamikaze. Sembra che i due attentati nella metropolitana di Mosca siano opera di due donne kamikaze. Lo ha detto il sindaco della capitale russa, Yuri Luzhkov, e lo riferisce anche l’agenzia Interfax citando delle fotni di polizia. L’ipotesi, appoggiata dalle prime ricostruzioni, riporta in Russia l’incubo delle azioni terroriste affidate alle cosiddette “fidanzate di Allah”, giovani donne legate in qualche modo al terrore di matrice caucasica e usate per compiere attentati suicida.

08.38 – Terza bomba inesplosa. C’era una terza bomba a Mosca, che non è esplosa. Il terzo attentato avrebbe dovuto colpire la stazione Prospekt Mira, ma la bomba, secondo i media russi, sarebbe rimasta inesplosa.08.17 – Tre kg di tritolo. Nell’attentato alla stazione della metro di Lubianka sono stati utilizzati almeno “tre chili di tritolo”. Lo ha riferito il procuratore di Mosca, Iuri Semin. ”E’ una catastrofe”, ha aggiunto. Nella piazza della Lubianka è atterrato un elicottero per i soccorsi.

08.06 – Forse opera di kamikaze. Le esplosioni nella metropolitana di Mosca potrebbero essere “opera di kamikaze”. Lo ha detto Yuri Semin, procuratore di Mosca.

07.47 – Linea bloccata, panico. La linea della metropolitana moscovita Sokolniceskaia, dove stamane si sono verificate le due esplosioni, e’ interrotta in entrambe le direzioni dalla stazione Sportinvanaia fino alla Komsomolskaia. Gli accessi alle stazioni sono bloccati. Numerose ambulante e forze di polizia sono sul luogo degli attentati, dove si sentono ancora ululare le sirene. Traffico stradale in tilt nella zona. I feriti sono stati evacuati con gli elicotteri. Le esplosioni hanno seminato il panico tra i passeggeri e la popolazione.

07.38 – Colpito il cuore di Mosca. Le due esplosioni che hanno causato almeno una quarantina di morti stamane a Mosca sono avvenute lungo la linea rossa Sokolniceskaia, che taglia in diagonale la citta’ da nord est a sud est passando sotto il cuore della capitale, a due passi dal Cremlino e dalla piazza Rossa. La fermata Lubianka si trova a poche centinaia di metri, nell’omonima piazza, dove si trova la sede storica dei servizi di sicurezza, l’Fsb (l’ex Kgb). Le esplosioni si sono verificate nell’ora di punta: la prima alle 07.57 ora di Mosca (le 05.57 in Italia), la seconda quaranta minuti dopo.

07.37 – Farnesina avvia controlli. L’Unità di crisi della Farnesina, in contatto con l’ambasciata a Mosca, ha avviato i controlli per verificare l’eventuale presenza di cittadini italiani nella metropolitana della capitale russa, dove si sono verificate oggi due esplosioni. Lo riferisce il ministero degli Esteri italiano.

07.22 – Si indaga per terrorismo. La Russia ha aperto formalmente un’inchiesta per “terrorismo” dopo gli attentati gemelli che hanno devastato le due stazioni centralissime di Mosca. Lo ha reso noto il portavoce della commissione inquirente. Poco dopo le esplosioni, una fonte dei servizi di sicurezza aveva ipotizzato l’azione di kamikaze.

07.18 – 15 morti nella seconda esplosione. Sono almeno 15 le persone morte nella seconda esplosione verificatasi stamane nella stazione della metropolitana di Park Kulturi, sulla stessa linea della prima esplosione. Lo riferiscono le agenzie.

07.04 – Kamikaze in azione. La prima esplosione, che secondo l’agenzia russa Interfax, potrebbe esser stata causata da un kamikaze, e’ avven uta poco prima delle 6 ora italiana nella stazione di Lubyanka, che si trova proprio sotto il quartier generale dei Servizi di Sicurezza Federale, la struttura nata dalle ceneri dei servizi segreti d’epoca sovietica, il KGB. L’esplosione ha fatto saltare la seconda vettura del convoglio e ci sono state vittime tanto nella vettura che sulla pensilina.

06.49 – Due esplosioni. Sono due le esplosioni in altrettante fermate della metro di Mosca, una delle quali è quella di Lubyanka. Lo riferiscono le agenzie russe.

06. 30 – Esplosione nella metropolitana a Mosca. Almeno venticinque persone sono morte in seguito a un’esplosione nella metro di Mosca. Lo riferisce la Tass.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477693.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

 

 

Mosca, seconda esplosione in metrò

29/3/2010

Duplice attentato: almeno 40 morti

Sono due le esplosioni che hanno scosso la metropolitana di Mosca. In totale i morti sono almeno 40. La prima esplosione è stata provocata da un kamikaze nella stazione di Lubyanka, proprio sotto il quartier generale dei Servizi di Sicurezza Federale. Lo scoppio ha fatto saltare una vettura del convoglio, provocando 25 morti e decine di feriti. Nella seconda deflagrazione, avvenuta alla fermata di Park Kulturi, hanno perso la vita altre 15 persone.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477694.shtml

Violento terremoto in Cile

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Violento terremoto in Cile

29/3/2010

Avvertita scossa di magnitudo 6.1

A un mese dal devastante terremoto del 27 febbraio, una forte scossa di magnitudo 6.1 ha colpito il Sud del Cile. Lo hanno reso noto le autorità locali, secondo cui il sisma non avrebbe provocato né feriti, né danni. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a una profondità di 19 km, 175 km a nord di Concepcion. Molte persone sono scappate di casa, per precauzione, per poi farvi presto ritorno.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477691.shtml

Moglie uccide figli,lui deve pagare

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Moglie uccide figli,lui deve pagare

 
28/3/2010

Belgio, Stato gli chiede spese processo

L’ex moglie ha ucciso, sgozzandoli, i cinque figli; ora a lui, riconosciuto come vittima nel processo, lo Stato belga ha chiesto di risarcire le spese della giustizia: oltre 72mila euro. La richiesta è rivolta sia a Bouchaib Moqadem sia alla ex consorte Genevieve Lhermitte; ma siccome la donna è in carcere per l’infanticidio, dovrà essere il marito a pagare. “Sono disgustato e sgomento”, ha commentato l’uomo; il suo legale ha presentato ricorso.

Secondo la ricostruzione fatta durante il processo, la donna sgozzò una dopo l’altra le sue quattro figlie Yasmine, di 14 anni, Nora di 12, Miryam di 10, Mina di 8 e il maschietto di tre anni, Medhi. Li uccise in casa, dove si trovava da sola dato che il marito algerino era da quasi un mese assente, nel suo Paese. Poi cercò a sua volta di togliersi la vita ma senza successo. La giuria ha ritenuto che Genevieve Lhermitte “fosse in uno stato ansioso-depressivo grave che ha alterato, ma non annullato, la sua capacità di capire” ciò che stava facendo.

Moqadem e la sua ex moglie hanno nel frattempo venduto la casa familiare, nella divisione dei beni seguita al divorzio. L’avvocato dell’uomo si e’ rivolto al ministro delle finanze Didier Reynders, sperando che la “morale superi le ragioni amministrative” e che lo Stato dia prova di “moderazione giustificata dal carattere tragico di questo quintuplo infanticidio”.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo477636.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

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