Mirabilissimo100’s Weblog

aprile 30, 2011

LIBIA: GHEDDAFI VUOLE NEGOZIARE CON LA NATO

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LEGGO.IT

LIBIA, L’APPELLO DEL RAÌS:
“NEGOZIAMO PER FINE RAID”

 
Sabato 30 Aprile 2011 – 10:58
 
                  

Il raìs Muammar Gheddafi

TRIPOLI – Il leader libico Muammar Gheddafi afferma di essere pronto ad un cessate il fuoco, che però coinvolga ogni fronte e non solo le forze libiche impegnate contro i ribelli e ha lanciato stamani un appello alle forze Nato per avviare negoziati che mettano fine i raid aerei sulla Libia.

“Noi non li abbiamo attaccati, né abbiamo oltrepassato i loro confini: perché allora ci stanno attaccando?” ha detto il Colonnello in un’apparizione in diretta tv. “Paesi che ci attaccate, fateci negoziare con voi”, ha chiesto Gheddafi.

“La Libia è pronta già da ora ad un cessate il fuoco, ma che non sia unilaterale. Siamo stati i primi ad accogliere un cessate il fuoco, ma l’attacco dei crociati Nato non si è fermato” ha aggiunto il Colonnello.

TV STATO, BOMBE NATO VICINO LUOGO INTERVISTA GHEDDAFI Bombe della Nato sono cadute su Tripoli nei pressi degli studi della tv dove stamattina il leader libico Muammar Gheddafi stava rilasciando una dichiarazione. Lo rende noto la tv di Stato, parlando di un tentativo da parte della coalizione di attentare alla vita del Colonnello.
“Un edificio adiacente alla sede di al-Jamahiriya è stato bombardato mentre Muammar Gheddafi stava tenendo il suo discorso: questo significa che l’obiettivo era lo stesso leader della rivoluzione”, ha affermato l’emittente dopo le dichiarazioni del Colonnello. La ricezione del segnale da al-Jamahiriya è stata più volte disturbata durante il discorso di Gheddafi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LAMPEDUSA: SBARCANO 100 IMMIGRATI OGNI ORA

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articolo di sabato 30 aprile 2011

 

Lampedusa sta per esplodere:
sbarcano 100 immigrati ogni ora

 
Clicca per ingrandire
 
di Redazione

 

Continua l’assalto all’isola, nelle ultime 24 ore sono arrivati più di 2500 immigrati
La situazione sta per esplodere, gli sbarchi continuano senza sosta a tutte le ore del giorno. Due barconi carichi di migranti sono arrivati tra la scorsa notte e questa mattina a Lampedusa, dove sono più 2.000 gli stranieri giunti nelle ultime 24 ore. Un altra barca con oltre 500 profughi a bordo ha lanciato l’Sos con un telefono satellitare. L’imbarcazione si trova a circa 40 miglia dall’isola siciliana

Continua l’invasione di Lampedusa. Due barconi carichi di migranti sono arrivati tra la scorsa notte e questa mattina a Lampedusa, dove sono più 2.000 gli stranieri giunti nelle ultime 24 ore. Una delle due imbarcazioni, con a bordo 360 persone, è giunta sulla spiaggia di Isola dei Conigli, mentre un altro natante che trasportava 500 profughi è stato soccorso a una decina di miglia dall’isola. Entrambe le barche erano salpate dalla Libia, come quelle che ieri hanno portato a Lampedusa un migliaio di profughi. La situazione dell’accoglienza è nuovamente al limite, con il centro di contrada Imbriacola e l’ex base Loran al massimo della capienza.

Un altro barcone con oltre 500 profughi a bordo, secondo quanto hanno riferito gli stessi extracomunitari, ha lanciato l’Sos con un telefono satellitare. l’imbarcazione si trova a circa 40 miglia da Lampedusa, in acque Sar (le operazioni di ricerca e soccorso ndr) di competenza maltese. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono in netto peggioramento, con mare forza 5-6 e forti raffiche di vento. L’allarme è stato girato alle autorità maltesi. Intanto sta per giungere a Lampedusa, scortato dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, un altro barcone con circa 500 migranti soccorso questa mattina a poche miglia dall’isola. Un’altra imbarcazione era approdata in nottata a cala Galera. I carabinieri hanno bloccato a terra fino ad ora circa 360 profughi. 

http://www.ilgiornale.it/interni/lampedusa_sta_esplodere_sbarcano_100_immigrati_allora/30-04-2011/articolo-id=520283-page=0-comments=1


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Palestina:Accordo tra Hamas e Fatah-gli Usa ” potremmo rivedere aiuti”

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TMNews

 30 apr 2011

 

Accordo tra Hamas e Fatah, gli Usa: potremmo rivedere aiuti

 

Per Washington Hamas è un’organizzazione terroristica

Accordo tra Hamas e Fatah, gli Usa: potremmo rivedere aiuti

Washington, 30 apr. (TMNews) – L’amministrazione americana è pronta a rivedere la sua politica di aiuti verso l’Autorità palestinese qualora l’accordo di riconciliazione raggiunto da Fatah con il movimento islamico Hamas dovesse portare alla nascita di un nuovo governo. Hamas è considerato dagli Stati Uniti come un’organizzazione terroristica.

Il leader in esilio del gruppo islamico, Khaled Meshaal, incontrerà la prossima settimana al Cairo il Presidente dell’Autorità palestinese e leader del partito moderato Fatah, Abu Mazen, per sottoscrivere la riconciliazione tra i due movimenti palestinesi. “Finché il presidente Abu Mazen rimarrà al potere, garantiremo i nostri programmi di aiuto”, ha detto alla stampa il direttore politico del dipartimento di Stato americano, Jacob Sullivan. “Il nostro attuale sostegno all’Autorità palestinese rappresenta un forte contributo alla costruzione delle istituzioni palestinesi necessarie a un futuro Stato – ha aggiunto Sullivan – se dovesse nascere un nuovo governo palestinese, dovremo valutare i suoi principi politici e decidere quali saranno le conseguenze sul nostro aiuto, definito dalla legge americana”.

“Noi sosteniamo la riconciliazione palestinese a patto che incoraggi la pace”, ha proseguito, precisando che “quale che sia il nuovo governo palestinese, dovrà comunque rispettare i principi del Quartetto”. I membri del Quartetto (Stati Uniti, Ue, Russia e Onu) hanno posto diverse condizioni già respinte da Hamas: fine delle violenze, riconoscimento degli accordi firmati in passato da Israele e Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina), e riconoscimento del diritto di esistere di Israele.

Hamas e Fatah hanno raggiunto mercoledì scorso un accordo al Cairo per formare un governo composto da personalità indipendenti, in vista di nuove elezioni presidenziali e legislative da tenersi entro un anno.

Sim 300741 apr 11 MAZ

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110430_093627.shtml

SIRIA: SE CADE IL GOVERNO E’ IL CAOS

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LA STAMPA.IT
 
30/4/2011 – INTERVISTA
“La Siria è una nazione artificiale
Se cade Damasco è il caos”
 
Kaplan: repressione inaccettabile, ma rischiamo qualcosa peggio dell’Iraq
MAURIZIO MOLINARI
«La caduta di Bashar Assad potrebbe far riemergere le questioni irrisolte, etniche e religiose, che risalgono alla fine dell’Impero Ottomano». A parlare di «rischio di caos in Siria» è Robert Kaplan, esperto di strategia del Center for a New American Security di Washington, secondo il quale «il regime per 40 anni ha imposto un nazionalismo che ora potrebbe dissolversi».

L’uso dei carri armati può consentire a Bashar Assad di arginare le proteste di piazza?
«La Siria si trova imprigionata in una spirale di violenza. Più civili vengono uccisi dalle forze di sicurezza di Bashar Assad, più funerali vengono celebrati, più manifestazioni si moltiplicano e più la repressione continua ad aumentare per tentare di proteggere il regime. Assad sta adoperando la forza per riprendere le redini della situazione ma la Siria non è più quella del 1982».

Che cosa avvenne nel 1982?
«La strage di Hama. Hafez Assad, padre dell’attuale Presidente, usò l’esercito per schiacciare nel sangue una rivolta islamica facendo almeno 20 mila morti. Ma allora Internet non c’era e le notizie si diffusero lentamente, andando di bocca in bocca, il regime riuscì così a limitare l’impatto della strage. Oggi è tutto diverso: i morti sono molti di meno rispetto a Hama, nell’ordine delle centinaia, ma i social network e le tv satellitari hanno diffuso le informazioni con tale rapidità da far traballare il regime. Se Bashar sta tentando di ripetere ciò che fece Hafez nel 1982, rischia questa volta di far crollare il suo regime».

Che cosa potrebbe avvenire dopo?
«Nessuno può dirlo con certezza perché la Siria è un Paese con un’identità nazionale molto debole. In realtà è anche difficile definirla una nazione. Nacque infatti all’indomani della fine dell’Impero Ottomano mettendo assieme un mosaico etnico che include i sunniti della regione di Damasco, Homs e Hama, gli eretici alawiti vicini agli sciiti delle montagne del Nord-Ovest, i drusi nelle regioni del Sud e le minoranze curde, cristiane, armene e circasse. Sono queste identità che potrebbero tornare a emergere, gettando la Siria in un caos etnico e religioso dalle conseguenze imprevedibili».

Ma allora perché i manifestanti in piazza inneggiano alla Siria?
«È un risultato di quarant’anni di regime autoritario degli Assad che hanno imposto l’identità siriana come una sorta di ideologia. Ma questo regime non ha dato cibo e lavoro e dunque la gente è scesa in piazza. Se dovesse prevalere la protesta, del regime potrebbe rimanere ben poco, identità siriana inclusa».

Vede un’analogia con la frammentazione etnica dell’Iraq?
«La Siria è assai più debole dell’Iraq perché l’Iraq ha per vicini nazioni solide come l’Iran e la Turchia o ricche come l’Arabia Saudita, mentre la Siria è circondata da aree a forte instabilità come il Libano, la Giordania, lo stesso Iraq e il confine con Israele. L’instabilità irachena ha trovato nei Paesi confinanti una cornice di contenimento. Nel caso siriano questo argine non esiste, i Paesi vicini rischiano piuttosto di essere contagiati, basti pensare al Libano».

Vede un Medio Oriente in decomposizione?
«Bisogna tener presente che nell’area che va dal Mediterraneo orientale all’altopiano iranico vi sono poche nazioni davvero solide, come l’Iran, l’Oman o qualche sceiccato del Golfo Persico. Tutte le altre sono frutto dei problemi irrisolti dell’Impero Ottomano, dalle guerre tribali alle dispute etniche, a cui le potenze coloniali risposero disegnando nel deserto i confini artificiali di nuove nazioni. Così nacquero Siria, Iraq e anche la Giordania».

Quali potrebbero essere le conseguenze della ricomparsa delle etnie in Medio Oriente?
«Nessuno può dirlo, ma è un processo che può portare a ridiscutere l’esistenza di molti Stati senza storia né identità nazionale, come la Siria. È questa decomposizione che può favorire l’affermarsi di gruppi fondamentalisti religiosi».

Come spiega la cautela che dimostra Israele rispetto a quanto sta avvenendo a Damasco?
«Con il fatto che Israele si trova davanti a una situazione ambivalente: da un lato vede la possibilità di un rovesciamentodel regime arabo che più di tutti si è dimostrato un bastione dell’antisionismo negli ultimi decenni, ma dall’altro teme le conseguenze della caduta degli Assad che, in una maniera o nell’altra, hanno mantenuto una pace di fatto con lo Stato ebraico sin dal 1974. Il confine del Golan è stato fra i più stabili del Medio Oriente e a Gerusalemme temono che tutto ciò possa cambiare».

 
 

Siria: decine di morti nelle proteste antiregime

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 11:01 am

Siria: decine di morti nelle proteste antiregime

30/04 00:33 CET

VIDEO

http://it.euronews.net/2011/04/30/siria-decine-di-morti-nelle-proteste-antiregime/

Ancora un venerdì di collera e violenze in Siria.

Sfidando il pugno di ferro, a decine di migliaia sono scesi in piazza ancora una volta. Più di una sessantina le vittime della dura risposta del governo di Damasco.

Le riforme, promesse o attuate, ai siriani non bastano più.

A 10 giorni dalla fine di uno stato di emergenza lungo trent’anni, il loro obiettivo è chiedere la fine del regime di Bashar Al Assad.

Ed esprimere solidarietà a Deraa, epicentro della rivolta esplosa il 15 marzo scorso, da giorni senza acqua ed elettricità, tagliata fuori dalle comunicazioni.

Da questa città del sud, là dove la repressione ha colpito più pesantemente, le proteste e gli scontri sono dilagati a Damasco, Homs, Hama, Deir al Zour e altre città.

Un bagno di sangue condannato dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu che ha chiesto l’invio urgente di una missione per indagare sulle violenze e accertare le responsabilità.

Dal canto suo l’Unione europea rivede la politica di cooperazione con la Siria e opta per l’embargo sulle armi, il congelamento dei beni e il no ai visti.

E sanzioni economiche sono state decise anche dalla Casa bianca.

Copyright © 2011 euronews

 

BARI: MAROCCHINA UCCISA SULL’USCIO DI CASA

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LEGGO.IT

BARI, MAROCCHINA 40ENNE
UCCISA SULL’USCIO DI CASA

Sabato 30 Aprile 2011 – 10:06
 
 
BARI – Una marocchina di 40 anni, Lakbira El Hayj, originaria di Khenifra, è stata uccisa sulla soglia della sua abitazione con quattro, cinque colpi di pistola sparati a bruciapelo. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto fatta dalla polizia, verso mezzanotte qualcuno ha bussato all’uscio della casa di Lakbuira El Hayj, in via Vito Rosa, a Canosa di Puglia. Quando lei, che forse conosceva chi era dietro la porta, ha aperto, è stata uccisa. La donna aveva un compagno, un vedovo di 50 anni, di Canosa di Puglia, con qualche precedente penale. Gli agenti di polizia per chiarire le cause dell’omicidio stanno interrogando le amiche, i conoscenti e i vicini di casa di Lakbira El Hayi. Le indagini sono coordinate dal pm Giuseppe Maralfa della procura di Trani. Sul cadavere della donna domani sarà effettuato l’esame autoptico dal medico legale Divella.
 

TORINO:CONDANNATI PADRE E NONNO PER ABUSI SU BIMBA

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LEGGO.IT

TORINO, BIMBA ABUSATA DA
PADRE E NONNO. CONDANNATI

Venerdì 29 Aprile 2011
 
 

TORINO – Otto anni di reclusione, secondo la condanna deI Gup di Biella, Claudio Passerini, per l’uomo qurantottenne accusato di aver abusato della figlia di quattro anni.
Anche il nonno della bambina, di 69 anni, ha commesso atti sessuali sulla nipotina, pertanto è stato condannato a due anni e quattro mesi. I primi abusi risalgono al 2002. La madre insospettita con l’aiuto delle assistenti sociali aveva segnalato la vicenda ai carabinieri e alla Procura della Repubblica. Sentita in audizione protetta, le dichiarazioni della piccola vittima avevano portato all’imputazione del padre e nonno mentre da una perquisizione in casa del principale imputato, erano state trovate prove delle sue tendenze sessuali.
Per i due, inoltre, interdizione in perpetuo dai pubblici uffici mentre il padre ha perso la patria potestà e dovrà pagare un risarcimento di 20 mila euro. 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=118991

EDIMBURGO: CONDANNATA THERESA RIGGI PER AVER UCCISO I SUOI TRE FIGLIOLETTI

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LEGGO.IT

MADRE MASSACRA I TRE FIGLI.
MARITO: “UN MOSTRO” -FOTO

Giovedì 28 Aprile 2011 – 15:28
Ultimo aggiornamento: 15:32
                  

Edimburgo, madre uccide tre figli a coltellate (Sun)

EDINBURGO – Assassina, mostro crudele. E’ stata marchiata e lo sarà a vita Theresa Riggi, condannata a 16 anni di galera per aver massacrato i suoi tre figli. Il padre dei bambini, Pasquale, è distrutto dal dolore, la moglie ha ucciso i gemellini Austin e Luke di otto anni e Cecilia di 4 anni. E’ successo ad Edinburgo, in Scozia. “La loro vita si è conclusa ingiustamente – ha detto l’uomo – e io non sono stato in grado di proteggerli dalla cattiveria della madre”. La donna 47enne ha sferrato otto coltellate ad ognuno dei bambini ad agosto dopo un fallito tentativo di suicidio. “Il modo orribile in cui sono morti lascerà in me un segno indelebile per tutta la vita”, ha spiegato il padre 46enne che vive e lavora ad Aberdeen. L’Alta Corte di Glasgow sostiene che la donna li abbia massacrati per paura che la separazione dal marito li avrebbe condotti ad una dura battaglia per la custodia.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
http://www.leggo.it/articolo.php?id=118765
 
 
 
 

INDIA: 18ENNE DECAPITA RAGAZZA PERCHE’ NON PUO’ SPOSARLA

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LEGGO.IT

INDIA, NON PUÒ SPOSARLA:
18ENNE DECAPITA RAGAZZA

 
Venerdì 29 Aprile 2011
 

NUOVA DELHI – La ama, ma secondo i genitori di lei, non può sposarla. E’ per questo che un diciottenne in India ha decapitato in classe la ragazza, davanti a tutti i compagni. L’omicidio sarebbe stato compiuto con una lama rituale asiatica, nota come Khukri. L’assalitore ha detto alla polizia di essere innamorato della vittima, ma che i parenti non le avrebbero permesso di sposarsi. Le autorità di polizia hanno detto di aver arrestato Bijendra Kumar con l’accusa di aver uccisio Khushbu, nota solo per nome. Le autorità affermano che la lama avrebbe tagliato via la testa di netto, uccidendola all’istante. Kumar ha dichiarato che aveva intenzione di suicidarsi di lì a breve.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=118931

INDIA: SACRIFICI UMANI-SGOZZATI DUE BIMBI

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LEGGO.IT

INDIA CHOC, BIMBI DI 4 E 9 ANNI
SGOZZATI: “SACRIFICIO DIVINO”

 
Giovedì 28 Aprile 2011 – 17:32
 
 

NUOVA DELHI – Condannati all’ergastolo per aver ucciso barbaramente un bambino di 4 anni, loro figlio, ad una cugina di nove. Il tutto per vile denaro, o meglio, per la speranza di avere del denaro, grazie agli dei che avrebbero dovuto far trovare loro un tesoro nella loro proprietà. La storia, che sembra provenire da un passato più remoto che mai, è invece più che mai contemporanea e viene da Aurangabad, nello stato di Maharashtra, in India, ed è stata raccontata dal quotidiano The Times of India.
I protagonisti sono Krishna Jadhav, un muratore di 34 anni, e sua moglie Rohini che, convinti che da qualche parte nel loro terreno si celasse una cassa di oggetti preziosi, nell’aprile 2009 hanno fatto ricorso a un personaggio, ora latitante, Bal Yogi Maharaj, conosciuto per i suoi «poteri magici». Questi chiese a Jadhav di trovare una tartaruga con 21 unghie per poter fare una puja (rito) sacrificale, altrimenti sarebbe stato necessario donare agli dei due vite umane. Dopo aver cercato invano per un po’ il rettile necessario alla cerimonia, il muratore ha messo in atto il ‘piano B’, scegliendo per il sacrificio il figlio maggiore, piuttosto che Rohan di due anni, e la sua cuginetta Sharada, figlia della sorella della moglie.
Il 15 aprile 2009, ha potuto ricostruire la polizia, Krishna Jadhav ha denunciato di aver trovato i bambini sgozzati in una pozza di sangue non lontano da casa, cercando di camuffare l’atto come un delitto compiuto da sconosciuti. Ma gli agenti hanno recuperato sul posto una spada, un coltello e un’ascia, insieme a piccoli idoli di pietra, noci di cocco e altri oggetti utilizzati per la sanguinosa ‘pujà. Sottoposto a interrogatorio e anche grazie all’infallibile fiuto di un segugio, l’uomo ha finito per confessare, inducendo i giudici a sentenziare martedì per lui e per la moglie l’ergastolo.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=118786

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