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agosto 20, 2011

PAKISTAN: KAMIKAZE 16ENNE IN MOSCHEA: 50 MORTI

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LEGGO.IT

PAKISTAN, KAMIKAZE 16ENNE
IN MOSCHEA: 50 MORTI

Venerdì 19 Agosto 2011 – 16:27
Ultimo aggiornamento: 18:05
                  

ISLAMABAD – Almeno 53 persone sono morte e oltre 120 ferite oggi in un attentato suicida contro una moschea affollata per la preghiera del venerdì nel distretto tribale di Khyber, turbolenta area pashtun e porta d’ingresso in Afghanistan. Secondo testimonianze, a compiere l’attacco è stato un kamikaze sui 16 anni entrato nella Mandokhel Masjid, nella località di Jamrood, a 25 chilometri dalla principale città di Peshawar. È uno dei più gravi atti terroristici degli ultimi mesi in Pakistan, dove la violenza non sembra fermarsi neppure durante il mese sacro del Ramadan come dimostra anche la scia di brutali omicidi nella metropoli di Karachi dove negli ultimi tre giorni sono morte oltre 50 persone. L’attacco non è stato rivendicato, ma la tattica fa pensare a un’azione dei talebani che controllano il valico di frontiera dove sono frequenti gli scontri tra diversi gruppi tribali e bande criminali. Da una ricostruzione della polizia, il ragazzo è entrato da una finestra e si è fatto esplodere nella sala principale dove c’erano circa 600 fedeli. «Sono stati usati dagli otto ai dieci chili di esplosivo», ha detto all’ANSA un funzionario locale, Syed Ahmed Jan. Per rendere più letale l’esplosione sono state aggiunte schegge di ferro. La pista talebana è suffragata dal fatto che tre giorni fa alcuni militanti sono stati cacciati dalla zona dai capi della comunità tribale locale. Sembra che prima del suo gesto il ragazzo abbia urlato: «Chi mi butterà fuori ora?». Secondo un giornalista che conosce bene il distretto, Waheedur Rehman, le parole indicano che l’attentato è stata una vendetta dei talebani. In passato ci sono state diverse rappresaglie contro moschee e consigli di pace (jirga) nella Khyber Agency. Un altro esperto, Rahimullah Yousafzai, ricorda che la comunità del distretto, dove passa la principale strada verso Kabul, ha una lunga storia di scontri con i militanti. «La maggioranza dei capi tribali non tollera la presenza dei talebani nell’area, ma siccome non è possibile estrometterli, sono alla mercè di questi gruppi terroristi». Il gruppo dominante è il Tehrik-e-taleban (Ttp), proveniente dal Waziristan, sospettato delle principali stragi degli ultimi anni in Pakistan. Il controllo della Khyber Agency è importante per la presenza dei convogli di rifornimento Nato diretti in Afghanistan che usano la strada Peshawar-Torkham. Ma il Ttp ha spesso trovato l’opposizione di forti gruppi estremisti locali che ha cercato di eliminare con attacchi alle diverse jirga dei capi tribali

I PRECEDENTI Indottrinati, indotti con l’inganno e con il denaro o irretiti dalla promessa delle delizie che in paradiso attendono lo ‘shahid’, il martire: sono sempre più frequenti i casi di adolescenti, o addirittura bambini, fatti immolare sul sentiero della jihad dal fanatismo degli estremisti islamici. L’ultimo episodio, in questa lista dell’orrore, è avvenuto oggi in PAKISTAN: un ragazzo di 15-16 anni si è fatto esplodere all’ingresso della moschea di Masrood. Appena pochi giorni fa, l’11 agosto, era stata un’adolescente di 15 anni, nascosta sotto un burqa, a farsi saltare in aria a Peshawar. Sempre in Pakistan, lo scorso 21 giugno, una bambina di di 9 anni era stata bloccata dalla polizia con indosso un giubbotto imbottito di esplosivo. Negli stessi giorni, in AFGHANISTAN, i talebani avevano fatto esplodere un ordigno dopo averlo consegnato a una bambina di otto anni. Casi analoghi, negli anni, sono stati registrati in IRAQ, in CECENIA, nei territori palestinesi. In CISGIORDANIA, nel marzo del 2004, un ragazzo di 16 anni venne fermato a un posto di blocco vicino a Nablus con indosso un corpetto-bomba. Ai militari israeliani spiegò di aver deciso di diventare un kamikaze allettato dalla promessa di trovare 72 vergini in paradiso. Più spesso, gli attentati sono andati a segno: negli stessi giorni altri due ragazzi di 17 anni si erano fatti saltare in aria nel porto di Ashdod, provocando 10 morti. Il fanatismo islamico, quando si tratta di scegliere potenziali attentatori, non sembra dunque tenere in considerazione nè l’età, nè il sesso, nè le condizioni di salute. Ieri in Afghanistan era stata la volta di un uomo che, a 70 anni, ha deciso di concludere la propria esistenza alla guida di un camion-bomba scagliato contro una base militare americana. In Iraq, invece, a fine giugno aveva agito un kamikaze disabile, entrato in sedia a rotelle in un commissariato. Con frequenza sempre maggiore, poi, sono impiegate donne per queste missioni senza ritorno, con gli esplosivi nascosti sotto le ampie vesti e i burqa, che permettono evitare con più facilità i controlli. A fine giugno, in Pakistan, c’era stato anche il primo attentato suicida di coppia: nel distretto di Dara Ismail Khan una donna e il marito avevano azionato insieme le cinture esplosive

 

VIDEO

 

http://www.leggo.it/video.php?idv=10740&id_news=135887

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
http://www.leggo.it/articolo.php?id=135887
 
 

agosto 19, 2011

Squali killer da Capraia alle Seychelles, passando per la Russia

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TMNews

Squali killer da Capraia alle Seychelles, passando per la Russia

Sulle isole africane due attacchi mortali in 15 giorni. Pescecani perfino in Russia, un team per ucciderli

Squali killer da Capraia alle Seychelles, passando per la Russia

Roma, 19 ago. (TMNews) – Da Capraia alle isole Seychelles, passando per la Russia: quest’estate molti Paesi hanno avuto a che fare con il pericolo squali. Se nell’isola toscana un esemplare “bianco” di quattro metri aveva creato il panico ma senza mordere nessuno, sulle isole africane un altro pescecane ha colpito al largo della stessa spiaggia uccidendo a 15 giorni di distanza un 30enne inglese in viaggio di nozze e un turista francese. Anche la Russia per la prima volta ha dovuto affrontare l’emergenza. E’ stata messa infatti in campo una sala operativa per dare la caccia al pescecane assassino che terrorizza l’Estremo oriente e catturarlo prima che vi siano altri attacchi contro gli uomini. L’ha reso noto oggi, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Interfax, la Commissione per la prevenzione delle emergenze di Primorye, la regione di Vladivostok. “Sono in corsi sforzi per catturare lo squalo”, si legge nel comunicato. Tutte le imbarcazioni disponibili sono state inviate in mare per intercettare lo squalo, mentre le municipalità costiere hanno imposto un divieto di balneazione.

Infatti negli ultimi due giorni due bagnanti – un 25enne e un 16enne – sono stati aggrediti. Il primo ha perso entrambe le mani, il secondo presenta una grave ferita a una gamba, ma non rischierebbe l’amputazione. Gli attacchi hanno lasciato sconcertati gli esperti, secondo i quali mai gli squali bianchi, pericolosi per l’uomo, si sono spinti così a Nord. Con il raffreddamento repentino delle acque, che dovrebbe avvenire a inizio settembre, comunque, gli squali dovrebbero lasciare la zona. La caccia, in ogni caso, ha fatto infuriare il direttore del Centro oceanografico Yuri Blinov: “Se l’animale attacca l’uomo, va preso. Ma come possiamo dare la caccia specificamente allo squalo che ha attaccato l’uomo? Chi ci dirà che è esattamente quello squalo? Come rendere legittima questa caccia?”.

Altri attacchi di squali sono stati registrati in Africa. Il primo a Città del Capo, in Sudafrica. Qui il 21 luglio un gruppo di scienziati marini è stato assaltato da uno squalo bianco di grosse dimensioni, che stavano osservando al largo delle coste. Il pescecane è letteralmente saltato sull’imbarcazione del gruppo di esperti della Oceans Research Organization, che stavano raccogliendo informazioni sugli squali a Mossel Bay, a Ovest di Città del Capo.

Alle Seychelles, invece, la luna di miele è finita in tragedia per una coppia inglese. Un 30enne britannico in viaggio nelle isole è stato ucciso. Ian Martin Redmond, residente nel Lancashire, è deceduto nell’arcipelago dell’Oceano Indiano. La polizia locale ha reso noto che ha perso la vita nella spiaggia di Anse Lazio, nell’isola di Praslin, che proprio di recente era stato teatro di un simile attacco: un cittadino francese era stato assalito a morte nella stessa spiaggia due settimane prima.

Cla

 

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110819_134110.shtml

PAKISTAN: STRAGE DI FEDELI IN MOSCHEA

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TMNews

Strage di fedeli in una moschea in Pakistan, almeno 33 uccisi

Oltre 100 i feriti. L’ordigno è esploso durante la preghiera del venerdì nella zona nord occidentale del Paese

Strage di fedeli in una moschea in Pakistan, almeno 33 uccisi

Islamabad, 19 ago. (TMNews) – Almeno 33 persone sono morte in un attentato dinamitardo avvenuto oggi contro una moschea nella regione pachistana del Khyber, nella zona nord occidentale del Paese sotto il controllo dei clan tribali: lo hanno reso noto le autorità di Islamabad, precisando che i feriti sono un centinaio.

L’ordigno è esploso nel momento in cui centinaia di fedeli si erano radunati per la preghiera del venerdì nella moschea di Jamrud, 25 chilometri a sudest di Peshawar. L’attentato non è stato rivendicato ma le autorità puntano il dito contro i talebani pachistani che hanno proclamato un jihad contro il governo di Islamabad, colpevole di essersi alleato agli Stati Uniti.

Mgi-Cer

 

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110819_131218.shtml

AFGHANISTAN: ATTENTATI CONTRO I BRITANNICI

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LA STAMPA.IT
 
19/08/2011 – TORNA LA PAURA

Kabul, attentati contro i britannici
nel giorno dell’indipendenza afgana

 
 
 
 

Cinque attacchi al Brtish Council
Il bilancio è di almeno 12 morti.
Rivendicazione dei taleban: così celebriamo l’anniversario dell’indipendenza dagli inglesi

 
 

KABUL
Ondata di attentati dinamitardi in Afghanistan nell’anniversario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna. Nel mirino dei cinque attacchi, due dei quali realizzati da kamikaze, proprio obiettivi britannici.

Colpita la sede del British Council, l’ente parastatale che promuove i rapporti culturali tra il Regno Unito e il resto del mondo. Subito dopo le esplosioni iniziali, all’interno del complesso sono cominciati a risuonare spari e raffiche di armi automatiche, segno che gli attentatori erano numerosi. Il bilancio provvisorio è di 12 morti, compresi 4 kamikaze. Fra le vittime vi sono agenti della polizia e guardie private mentre i feriti sono almeno una decina.

Attraverso il loro portavoce Zabihullah Mujahid, i talebani hanno rivendicato l’assalto multiplo, preceduto da un messaggio che celebrava il 92° anniversario dell’indipendenza dell’Afghanistan dall’«aggressione britannica», in cui sostengono che gli americani «invasori» oggi, come i britannici allora, «non comprendono le autentiche aspirazioni del popolo afghano». Dopo aver sottolineato che anche «gli invasori americani compiono lo stesso errore», i vertici degli insorti ricordano che «la libertà è un nostro diritto naturale, umano e religioso» e che «la Jihad (Guerra santa) in corso contro gli arroganti infedeli invasori è un nostro obbligo religioso».

 
 

SIRIA: USA E UE ATTACCANO ASSAD: “SI DEVE DIMETTERE”

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LEGGO.IT

SIRIA, USA E UE ATTACCANO
ASSAD: “SI DEVE DIMETTERE”

Giovedì 18 Agosto 2011 – 20:18                   

Assad

BRUXELLES -Adesso basta. Dopo cinque mesi di sanguinosa repressione costata la vita a migliaia di persone, il presidente siriano Bashar al-Assad se ne deve andare: lo hanno chiesto oggi per la prima volta a gran voce il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton, e i leader di Francia, Germania e Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e David Cameron. Con un ordine esecutivo Obama ha inoltre stabilito nuovi congelamenti di beni siriani in Usa e l’interdizione ai cittadini americani a fare investimenti in Siria, oltre ad aver vietato qualsiasi scambio petrolifero o di prodotti petroliferi con Damasco. Solo poche ore prima, al Assad aveva detto al telefono al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon (che ha poi chiesto una verifica) di aver ordinato la «sospensione delle operazioni militari e di polizia» in varie località del Paese. Evidentemente il rais – che ha accusato in seguito l’Occidente di fomentare la violenza – non è stato creduto. Anche perchè attivisti e testimoni oculari hanno continuato a riferire di nuove violenze a Homs e Latakia, di nuovi arresti nei sobborghi di Damasco, e della presenza diffusa di carri armati in vari centri del Paese. «Il futuro della Siria deve essere determinato dai siriani, ma il presidente Bashar al-Assad si è messo di traverso sulla loro strada. È giunto il momento che il presidente Assad si faccia da parte», ha detto Obama, disponendo allo stesso tempo le ulteriori, dure sanzioni contro il regime. Quasi contemporaneamente, in un comunicato congiunto, Merkel, Sarkozy e Cameron hanno affermato che Assad «ha perso ogni legittimità. Lo invitiamo a trarre le conseguenze del rifiuto totale del suo regime da parte del popolo siriano e a lasciare il potere, nell’interesse superiore della Siria e dell’unità del suo popolo». Subito dopo si è unita al coro la Ashton, affermando che «l’Unione europea ritiene che Assad abbia perso qualsiasi legittimità agli occhi del popolo siriano e che debba lasciare il potere». Una richiesta condivisa in serata anche dalla Farnesina. Solo pochi giorni fa, in un rapporto al Consiglio di Sicurezza, Ban Ki-moon aveva affermato di avere notizia di sistematici attacchi ai civili da parte delle forze di sicurezza, spesso con colpi di arma da fuoco esplosi senza preavviso e indiscriminatamente, anche contro bambini. E ancora, di soldati siriani che si rifiutano di sparare ai civili e vengono giustiziati da altri militari. Di fatto, una serie di elementi che potrebbero configurare l’accusa di crimini contro l’umanità. Sul bilancio delle vittime dall’inizio della repressione l’Onu parla di circa 1.900 morti, mentre attivisti siriani per la democrazia di almeno 2.300, di cui circa 400 membri delle forze di sicurezza. Damasco parla solo di circa 500 morti, tra soldati e agenti di polizia. Di certo, in assenza di stampa indipendente in Siria, è estremamente difficile stabilire una cifra esatta. E anche raccogliere reazioni all’alzata di scudi occidentale. Finora, da Damasco è arrivato solo il commento di un responsabile del ministero dell’Informazione, Rim Haddad, secondo cui «Obama e il mondo occidentale vogliono attizzare la violenza», invece di «offrire il loro aiuto per le riforme». Allo stesso tempo, un analista politico, Issam Takruri, ha dato la chiave di lettura non ufficiale, di certo ufficiosa, e al momento fantasiosa. «Con queste mosse – ha sostenuto Takruri su un portale internet – l’Occidente mira a preparare il terreno per un intervento della Nato, usando il pretesto umanitario».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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ISRAELE: RAZZI CONTRO BUS-MORTI E FERITI A EILAT

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LEGGO.IT

ISRAELE, RAZZI CONTRO BUS:
MORTI E FERITI A EILAT -VIDEO

 
 
Giovedì 18 Agosto 2011 – 20:37                   

TEL AVIV – Torna a scorrere il sangue in Israele. E questa volta colora il deserto del Neghev – caro al padre fondatore David Ben Gurion – dove oggi cellule terroristiche penetrate verosimilmente dalla Striscia di Gaza attraverso il Sinai egiziano hanno attaccato in rapida successione un bus di linea, veicoli privati e unità militari, seminando morti e feriti lungo la strada che conduce alle spiagge di Eilat: la ‘Riminì israeliana incuneata fra Egitto e Giordania, all’estremo sud del Paese, sulla costa del Mar Rosso. È stata un’incursione a vasto raggio come non se ne vedevano da anni. Una giornata di terrore – sulle vie del turismo – scandita dal fuoco delle armi automatiche, dal sibilo dei razzi anticarro degli Rpg, dall’esplosione di mine e bombe di mortaio. Le prime raffiche e le prime fiammate sono risuonate a fine mattina lungo la statale 12, che costeggia la frontiera fra Israele ed Egitto, e la 90, che porta da nord verso il Mar Rosso correndo parallela al confine con la Giordania. Sulla 12, vicino a Netafim, un commando ha preso di mira un autobus in viaggio fra Beer Sheva ed Eilat, con a bordo decine di passeggeri, compresi militari di leva in libera uscita. Secondo l’autista, a sparare da una vettura sarebbero stati almeno tre uomini in uniforme egiziana. Una grandine di proiettili di kalashnikov che ha mandato in frantumi i finestrini ferendo una ventina di persone, una della quali deceduta più tardi in ospedale. Poi, a breve distanza di tempo, il secondo agguato: contro un veicolo privato centrato da un rpg in prossimità di Beer Ora. Il bilancio è stato stavolta di sei morti, un’intera comitiva familiare di gitanti. Nel frattempo un’unità militare, intervenuta per soccorrere il bus, cadeva in una trappola minata predisposta dagli assalitori, lasciando sul terreno anch’essa diverse vittime. Ma non era finita: una terza cellula aveva ancora in serbo razzi anti-carro, lanciati a qualche chilometro di distanza contro altre due vetture (sette feriti). Alle forze di sicurezza israeliane ci sono volute ore per venire a capo della minaccia: dopo la chiusura dell’intera area di accesso a Eilat, l’avvio di battute a vasto raggio, l’intervento di elicotteri e reparti d’elite. L’epilogo è stato un conflitto a fuoco prolungato con il nucleo più numeroso di terroristi, conclusosi con l’uccisione di sette di loro: alcuni dei quali trovati poi con indosso i corpetti esplosivi di una missione senza ritorno. Missione che pare aver lasciato d’altronde alle spalle ancora qualche cellula dispersa, come conferma la sparatoria denunciata in serata a ridosso del confine egiziano, con un altro soldato israeliano ferito gravemente. Sulle responsabilità dell’accaduto, il ministro della Difesa, Ehud Barak, non ha avuto dubbi nell’indicare la regia dell’operazione nella Striscia di Gaza: l’enclave palestinese controllata dagli integralisti di Hamas. Gli attacchi «vengono da Gaza» e Israele «reagirà con forza e determinazione», ha ammonito subito Barak, anticipando di poche ore il breve discorso alla nazione nel quale il premier, Benyamin Netanyahu, ha parlato di un «attentato alla sovranità dello Stato». Una fonte militare ha precisato che le cellule risultano essersi infiltrate in territorio israeliano da Gaza attraverso il Sinai: territorio che – a dispetto delle smentite del Cairo – Israele ritiene essere ormai diventato una terra di nessuno, nell’Egitto del dopo-Mubarak, e una retrovia comoda per gli estremisti, fra reti di complici e zone franche di addestramento. Fonti d’intelligence hanno infine ipotizzato che l’attacco concentrico mirasse alla cattura – fallita – di un militare israeliano da affiancare a Ghilad Shalit, prigioniero a Gaza da sei anni. Sia come sia, la rappresaglia d’Israele non si è fatta attendere, con una prima ondata di raid aerei sulla Striscia segnalata già nel tardo pomeriggio e un bilancio indicato in almeno altri sei morti: inclusi un leader emergente della galassia ultraradicale salafita e il capo militare dei Comitati di Resistenza popolare, Kemal Nera. Hamas, dal canto suo, ha smentito per bocca del portavoce Taher Nunu ogni coinvolgimento diretto negli attacchi. Ma un dirigente del movimento islamico, Ahmed Yusef, non ha mancato di elogiarne gli autori. Dal resto del mondo, le condanne sono state viceversa unanimi: da quella di Ban Ki Moon a quella di Barack Obama o dell’Ue. A pagare lo scotto politico di una escalation potrebbe intanto essere soprattutto il presidente moderato dell’Anp, Abu Mazen: che rischia di vedere travolta dalla violenza la sua sfida diplomatica a Israele per il riconoscimento all’Onu d’uno Stato palestinese nei confini del 1967 addirittura un mese prima dell’appuntamento del 20 settembre dell’Assemblea generale Onu.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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AFGHANISTAN: KAMIKAZE CONTRO SEDE ISAF: 4 MORTI

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LEGGO.IT

AFGHANISTAN, KAMIKAZE
CONTRO SEDE ISAF: 4 MORTI

 
Martedì 16 Agosto 2011 – 10:21                   

KABUL – Alcuni kamikaze hanno attaccato la notte scorsa nella provincia meridionale afghana di Kandahar la sede del Supreme Group, una compagna specializzata in logistica spesso utilizzata dalla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) per i rifornimenti di carburante, uccidendo quattro guardie. Lo riferisce l’agenzia di stampa Pajhwok. Gli attentatori suicidi, ha dichiarato il generale Salem Ehsas, comandante della polizia della zona di Maiwand, sono entrati in azione verso le 22,30 attaccando la base operativa della compagnia lungo l’autostrada Kandahar-Spin Boldak. Il bilancio è di quattro guardie morte ed altre otto ferite, di cui tre nepalesi. Uno dei kamikaze, ha poi detto il gen. Ehsas, ha fatto saltare un’autobomba davanti all’ingresso del compound permettendo a due compagni di infiltrarsi. Un secondo attaccante ha poi attivato la carica che portava indosso vicino al secondo ingresso mentre il terzo è stato ucciso in uno scontro a fuoco. L’operazione è stata rivendicata dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, secondo cui essa avrebbe causato la morte di «una decina di soldati afghani e stranieri». Già lo scorso anno il Supreme Group aveva subito un attacco durante il ramadan che era costato la vita a dieci guardie

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CINA: ANNUNCIA E UCCIDE FIGLIOLETTO IN DIRETTA WEB

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LEGGO.IT

CINA, ANNUNCIA E UCCIDE
FIGLIOLETTO IN DIRETTA WEB

Mercoledì 17 Agosto 2011 – 17:36                   

L'articolo dello Shanghai Daily

SHANGAI – Ha strangolato il figlioletto di 10 mesi e diffuso su internet il video dell’uccisione per poi chiamare la polizia e costituirsi: è successo nella provincia sud orientale cinese del Fujian e la donna protagonista della tragedia è una giovanissima madre di 19 anni. La polizia, riferisce lo Shanghai Daily, sta indagando sull’ambiente familiare e sulla situazione della donna, forse esasperata da un ambiente ostile e difficile da gestire. Eppure Zou, questo il nome della ragazza, sembrava tranquilla. I vicini di casa e i familiari raccontano di una donna appagata, divenuta madre forse troppo giovane ma innamorata del suo compagno, con cui era andata a convivere già da tempo per dare una famiglia al bimbo che i due nel frattempo avevano avuto. Ma secondo le prime informazioni, a guastare il tutto, sarebbe subentrato un rapporto difficile con la suocera, andata a convivere, come spesso accade in Cina, con la giovane coppia. Screzi, incomprensioni, ma nulla che potesse far presagire un gesto tanto disperato. Zou avrebbe confessato di aver ucciso il piccolo proprio per vendetta verso la suocera e forse anche verso il compagno, incapace di difenderla da quelle continue invadenze. E avrebbe – ma il condizionale è d’obbligo trattandosi di una vicenda dai contorni ancora molto oscuri sotto diversi punti di vista – addirittura deciso di agire nella maniera più plateale possibile, annunciando quell’omicidio via internet per poi addirittura metterne in rete (sul sito qq.com) le immagini. Salvo poi, una volta terminato tutto, chiamare prima l’ambulanza (pur sapendo che ormai per il bimbo non c’era niente più da fare) e poi la polizia per costituirsi e raccontare tutto. Ma quello di Zou e del suo bambino non è un caso isolato. Episodi che hanno per oggetto bimbi piccoli uccisi dai genitori sono abbastanza diffusi di recente nel paese, tanto che c’è qualcuno che già parla di effetto emulativo. Ai primi di luglio un padre ha ucciso il figlio di dieci mesi gettandolo dal 14/esimo piano di un grattacielo a Shanghai. L’uomo poi ha cercato di uccidersi tagliandosi le vene. Anche in quel caso, alla base del folle gesto, ci sarebbero state delle liti familiari. In un altro episodio un uomo, ubriaco, ha ucciso il bimbo che era in braccio alla moglie quando questa gli si è avvicinata per impedire una rissa con un vicino di casa, anche lui ubriaco. Molti i commenti in rete di quanti si dicono scioccati per la sempre maggiore frequenza di questi episodi, specie di quelli che hanno come vittime bambini innocenti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

UFO: UN OGGETTO NON IDENTIFICATO RIPRESO IN DIRETTA TV A LONDRA

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LEGGO.IT

GB,UN MISTERIOSO OGGETTO
PASSA IN DIRETTA TV -VIDEO

Giovedì 18 Agosto 2011 – 19:03
Ultimo aggiornamento: 19:04
                  

A sinistra l'oggetto volante

LONDRA – «Ma di cosa si tratta? Un Ufo? Un uccello? Un aereo?». Questa è la domanda che è balzata in testa a molti telespettatori inglesi, mentre assistevano ad un’intervista a Tom Watson, parlamentare laburista, sul canale Channel 4. In effetti un oggetto volante sorvola Westmister a velocità supersonica, senza che si riesca a capire di cosa si tratti. Channel 4 ha pubblicato questo video su Youtube, non per aumentare le voci sugli oggetti volanti non identificati, ma per chiedere il parere dei telespettatori.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

UFO: UN OGGETTO NON IDENTIFICATO HA SORVOLATO IL CIELO DELLA CINA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 12:40 am

LEGGO.IT

UFO NEI CIELI DELLA CINA:
CAOS E VOLI CANCELLATI

Giovedì 18 Agosto 2011 – 09:17                   

L'aeroporto di Chongqing

PECHINO – Un Ufo ha sorvolato ieri l’aeroporto di Chongqing, bloccando per un’ora il traffico aereo. Lo scrive lo Shanghai Daily. Intorno alle 12.30 un oggetto volante non identificato è stato avvistato sulla pista dell’aeroporto internazionale Jiangbei di Congqing. In quel momento diversi aerei erano già pronti per decollare e sono stati fermati e altri voli ritardati o dirottati. La municipalità di Chongqing non ha voluto confermare l’evento, confermato invece dalle autorità aeroportuali. Queste ultime hanno annunciato una indagine in merito, anche se si propende per una lanterna aerea, come quelle usate durante le cerimonie di preghiera o funebri, o un grande pallone. La notizia dell’avvistamento dell’Ufo ha fatto il giro della rete creando molto interesse. Non è la prima volta che viene avvistato un Ufo a Chongqing, la più popolosa città cinese. L’anno scorso dopo diversi giorni da un paio di avvistamento, le autorità spiegarono che gli oggetti volanti erano in realtà dei grossi aquiloni.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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