Mirabilissimo100’s Weblog

dicembre 23, 2011

SIRIA: KAMIKAZE A DAMASCO-40 MORTI E 100 FERITI. “È AL QAIDA”

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LEGGO.IT

SIRIA, KAMIKAZE A DAMASCO: 40 MORTI
E 100 FERITI. “È AL QAIDA”

 
Venerdì 23 Dicembre 2011 – 14:51

DAMASCO – È strage a Damasco. Poche ore dopo l’arrivo nella capitale siriana della prima squadra di osservatori arabi incaricati di preparare il terreno all’intera missione della Lega Araba, il centro della città è stato scosso stamani da due attentati dinamitardi, compiuti secondo la tv di Stato da due kamikaze legati ad al Qaida e nei quali sono morte – secondo il bilancio non definitivo – 40 persone, mentre oltre 100 sono rimaste ferite. A differenza dei vicini Libano e Iraq, la Siria è raramente teatro di attentati kamikaze e l’attacco odierno si inserisce in un contesto di forte tensione nel Paese scosso da dieci mesi di proteste anti-regime, soffocate da una sanguinosa repressione (oltre 5.000 uccisi secondo l’Onu) e sfociate da settimane in una rivolta armata attiva in alcune regioni, come quelle di Homs, Daraa e Idlib. Anche oggi, com’è consuetudine ormai ogni venerdì, giorno di preghiera comunitaria islamica, sono in corso manifestazioni di protesta in varie località del Paese e gli attivisti anti-regime riferiscono dell’uccisione stamani di almeno 14 civili, per lo più a Homs, nel «Venerdì del protocollo della morte», in riferimento al protocollo, firmato tra Lega Araba e Siria, per la definizione della missione di osservatori arabi.

 
http://www.leggo.it/articolo.php?id=155216

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dicembre 22, 2011

IRAQ: 11 ATTENTATI CON MORTI E FERITI-STRAGE

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LEGGO.IT

STRAGE A BAGHDAD, UNDICI ATTENTATI
IN POCHE ORE: 63 MORTI

 
Giovedì 22 Dicembre 2011 – 12:15

BAGHDAD – Almeno 63 persone sono rimaste uccise e oltre 180 ferite – secondo l’ultimo bilancio del ministero dell’Interno iracheno – in una serie di attentati dinamitardi che hanno scosso Baghdad nella prima mattinata di oggi. Attentati opera di sconosciuti che avvengono mentre si impenna la tensione tra gli schieramenti politici sciita e sunnita dopo la partenza delle ultime truppe americane. Le esplosioni, undici in tutto, hanno colpito indiscriminatamente quartieri sciiti e sunniti della capitale irachena. Quella che ha provocato più vittime – 13 morti e 36 feriti – è avvenuta nella sede della commissione governativa per l’integrità, nel distretto di Karrada, dove un attentatore suicida si è lanciato con un’automobile imbottita di esplosivo contro l’edificio. Altri attentati sono avvenuti nei quartieri centrali di Alawi e Bab al Mudham, in quello sciita di Shula, nel nord-ovest della città, in quello sunnita di Adhamiya, in quello meridionale di Abu Dashir, nel distretto di Amil e in quello di Waziriya. La serie di attentati coincide con un aggravamento delle tensioni politiche in Iraq, pochi giorni dopo il completamento del ritiro delle forze americane, il 18 dicembre scorso. Contro il vice presidente sunnita Tareq al Hashemi è stato spiccato un mandato di arresto in un’inchiesta per atti di terrorismo, mentre il primo ministro sciita, Nuri al Maliki, ha chiesto al Parlamento di ritirare la fiducia al vice premier sunnita Salih al Mutlaq, che aveva definito il capo del governo «un dittatore peggiore di Saddam Hussein». Il partito Iraqiya, a cui appartengono Hashemi e Mutlaq, ha risposto ritirando i suoi parlamentari dai lavori del Paralmento e i suoi ministri dalle riunioni del governo di unità nazionale tra sciiti e sunniti in carica da un anno.

 

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=155025

 

dicembre 20, 2011

OLANDA: TV-REALITY-I CONDUTTORI CANNIBALI!

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REALITY CHOC, I CONDUTTORI
MANGIANO CARNE UMANA

 
Martedì 20 Dicembre 2011 – 10:18

AMSTERDAM – È vero che gli ascolti sono tutto per un programma televisivo, ma forse ci sono dei limiti che non andrebbero oltrepassati. Nel reality olandese Proefkonijnen (che significa cavie) i presentatori si sottopongono a delle prove per rispondere a delle domande sui principali tabù dell’essere umano.  La cosa macabra è che nell’ultima puntata i due, Danny Storm e Valerio Zeno, hanno dovuto fare i “cannibali”.  Un chirurgo ha prelevato un pezzo della loro carne, dalla pancia di uno e dal sedere dell’altro, carne che poi è stata soffritta da un cuoco e mangiata in diretta tv. La puntata ha fatto molto scalpore, anche se l’idea era di “cattivo gusto”, i due concorrenti non dovrebbero rischiare nulla dal punto di vista legale. Infatti, secondo la legge olandese, il cannibalismo come è stato praticato non dovrebbe violare alcun articolo, al massimo rischia qualcosa il medico chirurgo che ha partecipato, tagliando i lembi di carne dei due. Storm e Zeno sono rimasti felici dell’esperienza: «La carne umana non è male, anche se con qualche condimento in più si poteva migliorare. Il difficile è guardare un amico mentre stai mangiando un pezzo di lui». 

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=154642

GERMANIA: STUPRA LA FIGLIA 500 VOLTE PER 30 ANNI

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LEGGO.IT

STUPRA LA FIGLIA 500 VOLTE PER 30 ANNI.
SENTENZA CHOC: 2 ANNI E 8 MESI

 
Martedì 20 Dicembre 2011 – 14:24

BERLINO – Ha stuprato per oltre 30 anni la figlia Renate, consumando con la giovane vittima oltre 500rapporti e avendo dalla ragazza tre bimbi, tutti nati disabili a causa dei rapporti incestuosi. È stato condannato a neanche tre anni di prigione: 2 anni e 8 mesi per la precisione. Il motivo? Il sesso era “apparentemente consenziente”. La sentenza con la quale è stato condannato Adolf B, padre orco bavarese, sta scuotendo la Germania e trovando ampio risalto nei media tedeschi.
La vicenda di Adolf B era emersa qualche mese fa, quando una denuncia aveva fatto emergere questa storia terribile di violenza e sesso domestico. Renate, la figlia dell’uomo, aveva ricattato il medico che curava suo figlio e questa l’aveva denunciata: un atto che ha squariato il velo sulle vicend della famiglia. Si è infatti scoperto in seguito che Adolf B aveva consumato con la figlia oltre 500 rapporti, iniziati quando la piccola aveva 13 anni, per circa 30 anni e che da quegli atti erano nati tre bambini, tutti malati, di cui uno solo era sopravvissuto. La barbarie, consumata con l’assenso della moglie di Adolf, è finita solo nel marzo di qust’anno.
Oggi la sentenza choc del tribunale di Norimberga, che non ha ritenute credibili le testimonianze di Renate. La donna si è contraddetta troppe volte, per esempio raccontando diverse versioni su come avvenne il primo rapporto tra padre e figlia. Così Adolf B.è stato condannato per i rapporti incestuosi ottenuti con la costrizione, con una pena decisamente irrisoria, considerando il crimine commesso. La maggior parte dei rapporti sarebbero infatti consumati, secondo la corte, consenzientemente. Quindi non si tratterebbe di stupro. Una sentenza che ha già aperto un ampio dibattito.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=154687

GERMANIA: PADRE E FIGLI MASCHI STUPRANO LE OTTO FIGLIE PICCOLE

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LEGGO.IT

GERMANIA CHOC, PADRE E FIGLI MASCHI
STUPRANO LE OTTO FIGLIE PICCOLE

Giovedì 15 Dicembre 2011 – 11:00

BERLINO – La stampa tedesca li ha già definiti mostri, e forse parola più appopriata non si può trovare. Stiamo parlando di un uomo e dei due figli maschi di 16 e 18 anni, che hanno stuprato le rispettive figlie e sorelle, tutte minori di 14 anni. Sarebbero otto le vittime della violenza. La notizia che sta sconvolgendo il paese è stata riportata dal canale televisivo pubblico Ndr 1 e dal quotidiano Hamburger Abendblatt. Le violenze si sono consumate a Itzehoe, nel nord del Paese. L’uomo èstato arrestato per abusi sessuali ripetuti. La famiglia sarebbe in tutto composta da 10 figli: le otto vittime e i due ragazzi carnefici.

 

http://www.leggo.it/articolo.php?id=153802

LA VIPERA CORNUTA DI MATILDA

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GREENREPORT

 

Ricerca italiana scopre in Tanzania la vipera cornuta di Matilda

Un programma di allevamento in cattività per evitare il rischio estinzione da collezionismo

[ 19 dicembre 2011 ]

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Recenti ricerche condotte nelle Southern Highlands della Tanzania dal Museo Tridentino di scienze naturali e dalla Wildlife conservation society (Wcs) hanno portato alla scoperta di una “nuova” ed eccezionale specie di vipera cornuta. Somiglia alla vipera del bush Usambara (Atheris ceratophora), ma è molto più grande e le indagini genetiche dimostrano che le due specie si sono separate 2,2 milioni di anni fa. La nuova specie è stata chiamata vipera cornuta di Matilda (Atheris matildae).

 

Secondo quanto scrivono i ricercatori nell’articolo “Description of a new and critically endangered species of Atheris (Serpentes: Viperidae) from the Southern Highlands of Tanzania”, si tratta di una specie arborea che vive in un piccolo frammento di meno di 100 km2 delle foreste montane delle Southern Highlands, in un territorio di un altipiano isolato, costituito da boschi intervallati da praterie. E’ probabile che la vipera di Matilda abbia un areale molto ristretto e che, secondo i ricercatori, sembra già in forte degrado «Pertanto, secondo le linee guida dell’Iucn (Iucn 2010), dovrebbe essere indicata come “in pericolo critico” CR-B1b (i, ii, iii)».

La vipera Matilda prende il suo nome dalla figlia di 5 anni di Tim Davenport, del Wcs, che spiega: «Quando abbiamo scoperto il serpente, ne abbiamo mantenuto uno sicuro in un contenitore fuori dell’ufficio, mentre lo studiavano. Mia figlia, di 5 anni, era affascinata ed insisteva sempre per aiutarci ad prendersene cura. E’ diventata nota come la vipera di Matilda e il nome è rimasto. Abbiamo semplicemente aggiunto “cornuta”‘ più tardi. Lei è molto felice, ma ovviamente la sua sorella minore vuole anche lei  una nuova specie! Vedremo cosa possiamo fare…».

I rischi per questa vipera, lunga 64 cm e con una magnifica livrea giallo-nera, è legato soprattutto al commercio di specie selvatiche, che è il secondo traffico commerciale illegale nel mondo dopo la droga, avendo probabilmente raggiunto i 159 miliardi di dollari all’anno. Serpenti velenosi rari come questa vipera cornuta sono molto richiesti (e pagati) dai collezionisti e la cattura dei rettili in natura  «Sta avendo un effetto devastante sulle popolazioni selvatiche – si legge sul blog del Museo Tridentino di scienze naturali e dalla Wcs dedicato alla scoperta – Tanto che in molte parti dell’Africa, è la minaccia maggiore per l’esistenza di molte specie in natura. Le colorate, affascinanti vipere del bush africano del genere Atheris sono serpenti popolari come animali domestici in molti Paesi, tuttavia, il loro habitat naturale è seriamente minacciato e il numero degli animali selvatici catturati destinati al commercio di animali domestici continua ad essere insostenibile».

La “nuova” vipera cornuta degli altipiani della Tanzania potrebbe pagare molto cara la sua rarità e bellezza e il suo grande valore sul mercato illegale: la caccia a Matilda potrebbe portare ad una rapida eradicazione della specie e ad una sua estinzione allo stato selvatico. Per evitarlo, i ricercatori e l’editore di Zootaxa hanno deciso di non rivelare l’esatta localizzazione dell’area dove vivono le Atheris matildae, pubblicando solo informazioni e dati molto generali, con la possibilità che gli autori possano fornire più informazioni specifiche solo su richieste a scopi scientifici. Secondo i ricercatori questa pratica dovrebbe essere presa in considerazione «Ogni volta che viene descritta una nuova specie rara di potenziale interesse commerciale».

Proprio in Tanzania, che ospita molte specie endemiche, la fauna è seriamente minacciata dalla perdita di habitat, malattie e dal commercio di specie illegale sempre più pervasivo. I ricercatori italiani e del Wcs sottolineano che «La raccolta allo stato selvatico è per lo più insostenibile e ha raggiunto un livello in cui  rappresenta forse la più grande minaccia per gli anfibi e rettili della Tanzania. Eppure con la volontà politica, un sistema di quote e del commercio derivato scientificamente, che si concentri sulla riproduzione in cattività piuttosto che nel catturare i selvatici, la minaccia potrebbe essere trasformata in una opportunità di conservazione». Davenport, ha spiegato a mongabay.com: «La nostra preoccupazione è che un’improvvisa raccolta di questo nuovo serpente da una piccola foresta, nella migliore delle ipotesi è insostenibile, e nel peggiore dei casi ha un forte impatto negativo sulla sopravvivenza della specie  Per mantenere la nuova specie in sicurezza, 11 ricercatori hanno raccolto i serpenti per un programma di riproduzione in cattività: 4  maschi, 5 femmine e due giovani. La prole di questi serpenti è destinata ad essere un’assicurazione contro l’estinzione. Stiamo progettando di mettere a disposizione poche decine di figli dalla popolazione in cattività a titolo gratuito, al fine di rifornire il mercato con gli esemplari allevati in cattività delle nuove specie. Lo scopo è quello di evitare il collezionismo di esemplari selvatici catturati, abbassare il prezzo degli animali e favorire la riproduzione responsabile in cattività da parte degli allevatori nei paesi più esigenti».

L’obiettivo finale è quello di aumentare la consapevolezza e il sostegno ad un  programma conservazione della foresta in situ, basato sulle comunità, con la formazione e la gestione delle foreste. La vipera cornuta di Matilda dovrebbe essere la  specie simbolo dell’iniziativa. Inoltre, i ricercatori chiedono alla CItes di inserire la specie nell’ Appendix 1 e la popolazione allevata in cattività nell’Appendix 2. Tute azioni che «Dovrebbero rallentare l’accesso al sito da parte dei commercianti e dei collezionista e, al tempo stesso, di spostare l’attenzione del mercato sulla riproduzione in cattività, piuttosto che sulla raccolta in natura. Il successo della conservazione dovrebbe essere rafforzato dalle attività di conservazione in situ  svolte nei dintorni della foresta.

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=13739

 

ASTRONOMIA: LA COMETA LOVEJOY

Filed under: Senza Categoria — Tag:, — mirabilissimo100 @ 12:04 am

La scoperta: la cometa Lovejoy più forte del Sole

Tornerà fra 800 anni.

Era stata avvistata per la prima volta qualche giorno fa da un astrofilo dilettante australiano, Terry Lovejoy, che ha avuto il privilegio di regalarle il suo nome. Lovejoy è una piccola cometa del diametro di 200 metri, che aveva puntato dritto verso il Sole. Durante la sua breve parabola è anche diventata una star di Twitter: esperti e semplici appassionati scommettevano sul web se avrebbe impattato contro il sole sciogliendosi completamente (il nucleo delle comete è fatto di ghiaccio).
 
 
Tornerà tra 800 anni

 

Alla fine Lovejoy è riuscita a sopravvivere, scampando la notte scorsa all’incontro ravvicinato col Sole dopo averlo circumnavigato. L’hanno immortalata i telescopi della Nasa, che hanno ripreso le varie fasi del possibile suicidio scampato. Certo, ne è uscita molto ridimensionata, vedendo evaporare il 90% della sua massa, ma almeno potrà ripresentarsi all’appuntamento con la nostra stella tra 800 o 900 anni.


 
Ultimo aggiornamento: 18/12/11

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=La%20scoperta:%20la%20cometa%20Lovejoy%20pi%C3%B9%20forte%20del%20Sole&idSezione=13838

Guerra contro Siria e Iran? Cina e Russia : ” se toccate Teheran interverremo militarmente”

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GREENREPORT

L’Iran: non costruiremo la seconda centrale nucleare

Dopo il ritiro dall’Iraq tocca a Siria e Iran? Cina e Russia: se toccate Teheran interverremo militarmente

 

[ 16 dicembre 2011 ]

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Il ritiro delle forze americane, mascherato da missione compiuta – è il segno del fallimento della strategia globale neoconservatrice dell’era di Bush – è stato impietosamente ratificato dalle vere e proprie “feste pubbliche” in diverse città irakene per celebrare il ritiro dei “liberatori”. Un fallimento che dal 2003 ha fatto decine di migliaia di morti e feriti, per non contare le centinaia di migliaia di vittime irakene. Un fallimento al quale anche l’Italia ha dato il suo inutile ed irresponsabile contributo di sangue e denaro.

Ma il ritiro degli americani dell’Iraq, oltre a fornire carne fresca all’altro mattatoio afghano/pakistano, potrebbe essere il preludio ad un altro e più drammatico conflitto/i.

Secondo il sito Debka, che gli iraniani definiscono vicino alla Cia ed al Mossad israeliano, «Le forze speciali Usa ritiratesi dall’Iraq si sono stanziate in Giordania, a ridosso del confine della Siria». Le forze Usa si sarebbero riunite nella base aerea giordana di Al-Mafraq, a 10 km dal confine con la Siria, dove continua la feroce repressione degli oppositori al regime nazional-socialista di Assad. Debka afferma che «Nei villaggi di confine tra Giordania e Siria, l’esercito Usa starebbe costruendo da un bel po’ torri di controllo e fortificazioni».

Ma il rischio più grande sembra il possibile attacco all’Iran (vero vincitore politico della guerra irakena) ed è praticamente passato sotto silenzio la notizia clamorosa che, mentre gli statunitensi abbandonavano l’Iraq, il 13 dicembre il presidente cinese Hu Jintao, citato dall’European Union Times, avvertiva gli Usa ed i loro alleati che «Nel caso in cui l’Iran venisse attaccato da Washington e da qualunque altro Paese, Pechino entrerà subito in azione scegliendo l’opzione militare a favore di Teheran».

A confermare la notizia è stato per primo il premier russo, Vladimir Putin, che ha citato Hu Jintao: «L’unica via per fermare l’aggressione occidentale all’Iran é quella militare; la Cina adotterà misure di rappresaglia contro ogni azione ostile alla Repubblica islamica. Le forze marine della Cina sono attualmente in stato di massima allerta dietro l’ordine dello stesso Hu Jintao».

Secondo l’agenzia ufficiale iraniana Fars News, il presidente cinese «In un incontro con i capi dell’esercito del suo Paese ha promesso di sostenere l’Iran ad ogni costo correndo persino il rischio di entrare nella terza guerra mondiale».

Che l’annunciatissimo ritiro Usa dall’Iraq abbia terremotato lo scacchiere politico mediorientale è evidente in quanto ha detto (anche a fini nazionalistico-elettorali) alla televisione russa Putin: «Gli Usa hanno l’intenzione di dominare gli altri Paesi. Il mondo è ormai stanco di ricevere ordini da Washington. Alcune volte mi sembra che l’America non abbia bisogna di alleati, ma che abbia bisogno di vassalli. La gente è stanca di ricevere ordini da un unico paese. Un tempo la Russia volle essere alleata degli Usa, ma oggi nessuna forma di alleanza può esistere tra i due Paesi».

Putin ha fatto proprio l’esempio della guerra in Iraq, «Quella fu alleanza? Fu una decisione presa in gruppo? Alleanza significa discussione, decidere insieme, concordare un’agenda sulle minacce comuni e sulle misure da intraprendere».

Ieri il quotidiano russo Nezavissimaïa gazeta, facendo riferimento a fonti del ministero della difesa, scriveva che «La situazione geopolitica intorno alla Siria ed all’Iran spinge la Russia ad ottimizzare urgentemente le sue forze armate in Transcaucasia, nel mar Caspio e nella regione del Mediterraneo».

Le stesse fonti affermano di aver ricevuto informazioni sulla preparazione di un attacco israeliano contro i siti nucleari iraniani con il sostegno Usa. «L’attacco sarebbe improvviso e lanciato molto prossimamente – scrive il giornale – La riposta di Teheran non dovrebbe farsi attendere. Potrebbe allora innescarsi una guerra totale, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili».

Il presidente russo Dmitri Medvedev ha presentato una possibile guerra in Medio Oriente come una delle priorità al vertice con l’Ue di ieri a Bruxelles. Il gruppo aereo-navale della flotta russa del nord starebbe per entrare nel porto siriano di Tartus e il ministero della difesa russo si è rifiutato di specificare se sia accompagnato anche da sottomarini nucleari e di fornire notizie riguardo alla missione militare se scoppiasse una guerra in Iran.

Il colonnello Vladimir Popov, un noto analista militare russo, non esclude la partecipazione della Russia ad un conflitto: «Nel peggiore degli scenari, se Teheran fosse minacciata da una disfatta militare totale resistendo all’invasione delle forze Usa e della Nato, la Russia le fornirebbe il suo aiuto militare. Almeno tecnico».

Insomma cinesi e russi non sembrano disposte ad ingoiare in Siria ed Iran un altro rospo come quello libico, dove il loro alleato Gheddafi è stato fatto fouri dai bombardamenti Nato e poi giustiziato barbaramente dai ribelli.

Intanto l’Organizzazione iraniana dell’energia atomica (Ioea) ha smentito il deputato iraniano Avaz Heidarpur che aveva annunciato l’avvio, entro 3 anni, della costruzione di una nuova centrale nucleare nella provincia centrale di Isfahan. Secondo il network televisivo satellitare iraniano Press TV la Ioea ha comunicato che «I reportages pubblicati da alcune agenzie sulla costruzione di una nuova centrale nucleare nel nostro Paese non sono vere e noi le smentiamo per il presente».

Il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha dovuto smentire anche un altro deputato, Parviz Sorouri, che aveva annunciato esercitazioni militari per simulare il blocco dello stretto di Ormuz, f da dove passa gran parte del petrolio irakeno e delle monarchie arabe del Golfo e la Turchia ha chiesto spiegazioni a Teheran sulla minaccia di attacco contro il sistema di difesa antimissilistica nell’est turco.

Il vice-presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, Hussein Ibrahim, l’11 dicembre aveva detto che «In caso di attacco è diritto naturale dell’Iran prendere a bersaglio i sistemi di lancio antimissile della Turchia».

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=13716

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CALABRIA: CONTINUANO LE SCOSSE NELLA VALLE DEL CRATI

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Scossa di terremoto, sisma in provincia di Cosenza

Leggi tutto: http://www.cronacalive.it/scossa-di-terremoto-sisma-in-provincia-di-cosenza.html#ixzz1h1V9w6VT

 

COSENZA / Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 2.1 della Scala Richter è stata registrata dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel distretto sismico della Valle del Crati, in provincia di Cosenza. Un altro sisma di pari magnitudo era stato rilevato prima di mezzogiorno, mentre una scossa di terremoto pari a 3.4 era stata registrata il 17 dicembre e a differenza delle ultime di intensità minore, era stata avvertita dalla popolazione.
La protezione civile non ha divulgato notizie di danni a persone o cose, ma un vero e proprio sciame sismico da giorni sta interessando la zona, aumentando l’allerta della popolazione residente. Secondo l’Ingv, dal settembre 2010 ad oggi, in una zona più a nord, sul Pollino, sono stati registrate oltre 500 scosse. (
GUARDA MAPPA)


I comuni situati ad un raggio di circa 10-20 chilometri dall’epicentro del sisma nella Valle del Crati sono: Castrolibero, Lattarico, Marano Marchesato, Morano Principato, Montalto Uffugo, Rende, San Benedetto Ullano, San Fili e San Vincenzo La Costa.

Leggi tutto: http://www.cronacalive.it/scossa-di-terremoto-sisma-in-provincia-di-cosenza.html#ixzz1h1UpKdrb

 
 
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Terremoto: Calabria schiacciata tra due enormi placche
     
  19 dicembre 2011
 

È quanto sta avvenendo in provincia di Cosenza dove da settembre ad oggi si sono verificate ben 521 scosse di terremoto di bassa ma anche media entità
CATANZARO. La piccola Calabria schiacciata tra due placche enormi, quella europea e quella africana, che si avvicinano una verso l’altra alla velocità di sette millimetri l’anno generando gigantesche fratture nel sottosuolo, conosciute come faglie, che rilasciando energia provocano terremoti. È quanto sta avvenendo in provincia di Cosenza, da settembre ad oggi, da 521 scosse di bassa ma anche media entità. Il fenomeno è studiato dal geologo del Cnr Carlo Tansi, responsabile scientifico del progetto Amamir (Azioni di monitoraggio avanzato per la mitigazione del rischio idrogeologico) nato nell’ambito di una convenzione tra il Cnr-Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica ed il ministero dell’Ambiente e che interessa la faglia “San Fili – San Marco Argentano”. Tansi ha messo su facebook una sua analisi in otto pagine, scaricabile da tutti, dal titolo “Viaggio nel cuore di una faglia”. La Calabria, sostiene Tansi, è attraversata da un sistema di faglie in piena attività che si sviluppa dalla valle del Crati, passa per lo Stretto di Messina e termina nella Sicilia orientale. Una di queste faglie, responsabili della quasi totalità dei terremoti che hanno colpito la Calabria in epoca storica, si estende, appunto, per circa 30 chilometri tra San Fili e San Marco Argentano e toccando o lambendo anche Rende, San Vincenzo La Costa, Montalto Uffugo, Lattarico, San Benedetto Ullano, Rota Greca, San Martino di Finita, Cavallerizzo di Cerzeto, Cervicati e Mongrassano. La faglia, che si sviluppa ad una profondità di una decina di chilometri, ha originato numerosi terremoti: quello del 1184 che ha raso al suolo molti abitati della media valle del Crati; il sisma del 20 febbraio 1980 che ha portato in strada molti cosentini; il sisma del 20 dicembre 1987, sempre a Cosenza; e lo sciame sismico che da mesi interessa l’area del Pollino. Ma la faglia “San Fili – San Marco Argentano”, rileva Tansi, non provoca solo terremoti. Lo sbriciolamento delle rocce dovuta alla pressione delle placche determina una “fascia cataclastica” che tende a richiamare l’acqua circostante come una gigantesca spugna. E, nello specifico, trovando la “diga” costituita dai terreni argillosi della calle del Crati, sfoga la sua pressione riversando enormi quantitativi d’acqua in superficie. Tutto ciò, spiega Tansi nella sua analisi, provoca l’innalzamento della falda acquifera sotterranea predisponendo i terreni alle frane. È stato questo fenomeno, evidenzia il geologo, a determinare la frana di Cavallerizzo che il 7 marzo 2005 ha distrutto gran parte dell’abitato, o quelle che hanno distrutto l’abitato di Palazzello di Lattarico (gennaio 2009) e parte dell’abitato di San Benedetto Ullano (febbraio 2010). Il progetto Cnr-Amamir, dunque, si propone di monitorare questo contesto geologico ad alto rischio, differenziandosi dai sistemi di controllo classici, per la continuità. Ciò significa che, istante per istante, sono tenuti sotto controllo tutti i parametri che possono influenzare le frane. Una sofisticata strumentazione consente di tenere sotto stretto controllo non solo gli spostamenti sub-centimetrici legati alle frane ma anche l’attività tettonica della stessa faglia. Inoltre è monitorato continuamente l’andamento della falda d’acqua sotterranea e le piogge, nonché la torbidità delle acque di sorgente che scaturiscono dalle frane.


http://www.giornaledicalabria.net/index.php?section=news&idNotizia=27388&idarea=2

dicembre 13, 2011

FISICA: CERN-SCOPERTA LA PARTICELLA DI DIO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 11:53 pm

LEGGO.IT

SCOPERTA E AVVISTATA
LA “PARTICELLA DI DIO”

Martedì 13 Dicembre 2011 – 16:08

GINEVRA – La “particella di Dio” è stata avvistata. Lo rivelano i primi dati presentati oggi a Ginevra, in un seminario organizzato al Cern dai coordinatori degli esperimenti Atlas e Cms, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli. Per “particella di Dio”, si intende il bosone di Higgs, ovvero un tipo di particella senza la quale la massa non esisterebbe.
Tonelli e Gianotti hanno presentato i dati che individuano la massa della cosiddetta particella di Dio nell’intervallo di energia compreso fra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ciascuno con uno scarto compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard. Vale a dire che c’è ancora un margine di errore, anche se molto ridotto.

CHE COS’È LA PARTICELLA DI DIO La particella di Dio grazie alla quale esiste la massa, il bosone di Higgs, è l’ultimo mattone necessario per confermare con i dati la teoria che costituisce il pilastro della fisica contemporanea, chiamata Modello Standard. L’esistenza di una simile particella è importantissima, alla luce delle conoscenze fisiche attuali perchè senza la massa l’universo intero avrebbe un aspetto completamente diverso. Per esempio, se gli elettroni non avessero una massa non potrebbero esistere gli atomi e senza massa la materia ordinaria, quella che ogni giorno è sotto i nostri occhi, non esisterebbe. Per questo a partire dal 1964 i fisici hanno ritenuto indispensabile l’esistenza di una particella di questo tipo nel quadro delle teorie che descrivevano il mondo dell’infinitamente piccolo, il Modello Standard. Quest’ultimo è il modello che prevede l’esistenza di tutti gli «ingredienti» fondamentali dell’universo così come lo conosciamo. Comprende 12 particelle elementari organizzate in due famiglie: i quark e i leptoni, che sono i veri e propri mattoni della materia (presenti nell’infinitamente grande, come nelle galassie, negli stessi esseri umani come nel mondo microscopico). Il Modello Standard prevede poi un’altra famiglia di 12 particelle, che sono i messaggeri delle tre forze della natura che agiscono nell’infinitamente piccolo (chiamate forza forte, elettromagnetica e debole). Di queste particelle-messaggero fanno parte, ad esempio, i componenti elementari della luce chiamati fotoni, e i gluoni, che sono la colla che unisce fra loro i mattoni della materia, come i quark all’interno del nucleo dell’atomo. «Questi 24 attori sarebbero dei burattini immobili se non venissero animati da qualcosa in grado di dare loro una massa», spiega il fisico teorico Antonio Masiero, della giunta esecutiva dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). A «far recitare» i 24 attori del Modello Standard è il bosone di Higgs. Grazie ad esso le particelle cominciano a interagire fra loro e, rallentate dall’attrito, non viaggiano più alla velocità della luce e acquisiscono una massa.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=153435

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