Mirabilissimo100’s Weblog

gennaio 29, 2012

ADDIO AL GRANDE OSCAR LUIGI SCALFARO

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Oscar Luigi Scalfaro

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LEGGO.IT

MORTO A 93 ANNI L’EX PRESIDENTE SCALFARO.
IL DISCORSO DEL “NON CI STO”

 
Domenica 29 Gennaio 2012 – 14:48

ROMA – Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, è morto nella notte l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Capo dello Stato dal 1992 al 1999, aveva 93 anni. Appresa la notizia della morte di Oscar Luigi Scalfaro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è avviato presso l’abitazione del suo predecessore al Quirinale per rendergli l’estremo saluto. Il capo dello Stato è accompagnato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra. 

IL SALUTO DI NAPOLITANO Oscar Luigi Scalfaro «è stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell’Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale», ha dichiarato Napolitano. «È con profonda commozione – sottolinea -che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato». Scalfaro, prosegue il presidente della Repubblica, «si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l’impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell’Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana». «Mai dimenticando la sua giovanile scelta di magistrato, Oscar Luigi Scalfaro – sottolinea Napolitano- ha avuto sempre per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni repubblicane. In questa luce sarà ricordato e onorato, innanzitutto da quanti come me hanno potuto conoscere da vicino anche il calore e la schiettezza della sua umanità. Alla figlia Marianna che gli è stata amorevolmente, ininterrottamente vicina – conclude- la mia commossa solidarietà».

IL PAPA: “FU STATISTA CATTOLICO PER BENE COMUNE” Il Papa ricorda il presidente Oscar Luigi Scalfaro come un «illustre uomo cattolico di Stato», che «si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia».

LE ESEQUIE I funerali del Presidente Emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro avranno luogo in forma privata domani 30 gennaio 2012 alle ore 14.00 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere in Roma. Il saluto al Presidente Emerito – si legge in una nota – potrà essere reso nella chiesa di Sant’Egidio, sita nella piazza omonima, nella stessa giornata di domani 30 gennaio dalle ore 10.30 alle ore 13.30.

DA COSTITUENTE A CAPO DELLO STATO Magistrato, deputato fin dalla Costituente, dirigente della Dc, più volte sottosegretario e ministro, presidente della Camera dal 24 aprile ’92, Oscar Luigi Scalfaro è nato il 9 settembre 1918 a Novara. La sua attività politica è cominciata prestissimo: il primo incarico come presidente diocesano a Novara, prima della Gioventù maschile e poi dell’ Azione cattolica; durante il periodo della lotta clandestina si è adoperato attivamente per aiutare gli antifascisti. Eletto deputato alla Costituente, è sempre stato confermato nel mandato dagli elettori nella circoscrizione di Torino-Novara-Vercelli. Come deputato ha partecipato attivamente alla vita politica legislativa, quale componente della commissione Giustizia e della giunta delle autorizzazioni a procedere. Eletto vice presidente della commissione speciale per la Corte costituzionale, Scalfaro ha ricoperto la carica di segretario e poi di vice presidente del gruppo parlamentare. Membro del consiglio nazionale della Dc, è entrato a far parte della direzione centrale del partito durante la segreteria di De Gasperi. Il primo incarico di governo lo ha avuto come sottosegretario al ministero del Lavoro nel primo gabinetto Fanfani; ha poi ricoperto, nel governo Scelba, la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e, in un secondo tempo, gli è stato affidato contemporaneamente anche il sottosegretariato dello Spettacolo. In questo periodo della sua attività ha promosso la costituzione dell’ Opera nazionale ciechi civili e si è adoperato attivamente per il rientro di Trieste all’ Italia, nonchè per la sistemazione degli esuli della terra istriana. Nel settore dello spettacolo ha impostato e condotto a termine il risanamento degli enti lirici, teatrali e cinematografici dipendenti dallo Stato. Sottosegretario al ministero della Giustizia, nei governi Segni e Zoli, dopo le elezioni del 1958 è stato eletto presidente della commissione Interni della Camera; dal ’59 al ’62 è stato sottosegretario all’ Interno. Il suo primo incarico come ministro è stato al dicastero dei Trasporti nel terzo governo Moro, carica nella quale è stato riconfermato nel secondo governo Leone. Ha poi ricoperto, per un biennio, la carica di segretario organizzativo della Dc e quella di dirigente dell’ ufficio legislativo. Nuovamente ministro dei Trasporti nel primo governo Andreotti, è stato nominato ministro della Pubblica istruzione nel secondo governo Andreotti, prima di essere eletto alla vice presidenza della Camera. Rieletto deputato il 3 giugno 1979, Scalfaro è entrato a far parte della commissione Esteri ed è stato riconfermato vice presidente della Camera. Rieletto deputato per la decima volta, nel 1983, è stato ministro dell’ Interno nel primo e secondo governo Craxi. Quello di ministro dell’Interno, dall«83 all»87, è stato l’ultimo incarico di governo svolto da Oscar Luigi Scalfaro. I funzionari che collaborarono con lui lo ricordano «mattiniero, efficiente, instancabile, uomo di grande dirittura morale e correttezza». Craxi, all’epoca presidente del Consiglio, gli conferì la delega per sottoscrivere accordi bilaterali internazionali, in tema di lotta al traffico di stupefacenti e contro il terrorismo. Fu con lui che il ministero dell’Interno si pose il problema dell’ordine pubblico negli stadi, costituendo il primo comitato nazionale con la collaborazione del Coni. Scalfaro affrontò in maniera decisa il problema dei sistemi di prevenzione sul territorio e quello dell’efficienza della pubblica amministrazione con incontri diretti con i prefetti e gli amministratori locali in tutte le province italiane. Fu Scalfaro, nell’87 ha proporre la nomina del prefetto Vincenzo Parisi, all’epoca reponsabile del Sisde, a capo della polizia di stato. Nel 1987 il Presidente della Repubblica Cossiga gli affidò l’incarico di formare il governo, incarico al quale rinunciò. Come magistrato, Scalfaro svolse le funzioni di Pubblico ministero presso le corti d’assise speciali di Novara ed Alessandria. Come magistrato – ha ricordato più volte – visse un’esperienza profondissima che segnò la sua vita: in un processo sostenne l’accusa contro un fascista che poi fu condannato a morte, ma Scalfaro, già allora, era contrario alla pena capitale. Nella vita di Scalfaro un episodio fece scalpore, molti anni fa: un preteso schiaffo ad una signora in un ristorante per una eccessiva scollatura accompagnato dalle parole «Si vergogni». Il presidente ha sempre smentito questo episodio, definendolo una «leggenda» e precisando, in un’intervista di alcuni anni fa, di essersi limitato a chiamare il proprietario del ristorante per invitare la signora a «coprirsi», anche perchè nel locale c’era un anziano sacerdote. Scalfaro ha detto più volte di non aver mai schiaffeggiato nessuno nella sua vita. Nel 1992 il ritorno ai vertici delle istituzioni prima con una breve parentesi da presidente della Camera quindi (in una situazione politica complessa in piena tangentopoli e la pressione della mafia sugli apparati dello Stato culminata nell’assassinio del giudice Falcone a Capaci) con il salto al Quirinale, il 25 maggio. Un settennato complesso, e caratterizzato soprattutto dalla lunga partita con il primo governo Berlusconi e la nascita dell’Esecutivo ‘tecnicò di Lamberto Dini. Nel 1999 il passaggio delle consegne a Carlo Azeglio Ciampi e il trasferimento a Palazzo Giustiani come senatore a vita.

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gennaio 28, 2012

DROGARSI FA DAVVERO MALE ALLA SALUTE

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DROGARSI FA DAVVERO MALE ALLA SALUTE

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Il Breviario dei tipi Tossici

Nota: Questa e’ una versione preliminare del breviario, una bozza con errori e confusione generale.

Questo è esclusivamente un testo informativo sulle droghe. L’autore di questo testo (Fabio Ciucci) non suggerisce in alcun modo l’uso di sostanze stupefacenti o illegali, anzi vorrebbe fornire informazioni sui danni da esse provocate e sconsigliarne vivamente l’uso.

Le informazioni contenute in questa pagina sono ricavate da dati presente in rete, vari testi sull’argomento e racconti o aneddoti di ex-consumatori. Non è garantita l’esattezza di tutte le informazioni, e in ogni caso l’autore declina qualsiasi responsabilità per il contenuto delle stesse. L’utilizzo delle informazioni presenti su questa pagina avviene a rischio e pericolo dell’utente.


I tipi tossici sono detti “tossici” o si chiamano tra loro così perchè si intossicano con le droghe. Il termine “tossico” in questo testo non vuole assolutamente essere offensivo per nessuno, è un termine in linea col tono del sito. Le intossicazioni da droghe, a differenza delle intossicazioni comuni, modificano la psicologia o l’attività mentale, insomma si diventa più tranquilli, o più irrascibili, si ha più voglia di fare sesso o se ne ha meno, si vedono volare gli asini, si fanno incontri con UFO, e così via.
Le droghe sono chiamate anche “sostanze stupefacenti”, termine che indica sia l’aspetto del “rincoglionimento” che procurano, che la loro illegalità. Si tende a fare la separazione tra “droghe leggere” (cannabis) e “droghe pesanti” (eroina, cocaina…). In ogni caso questa separazione non è accettata univocamente, perchè fa accomunare droghe diverse tra loro, e può indurre a considerare meno tossico chi fuma 30 canne al giorno di chi assume LSD o cocaina una volta ogni 6 mesi.

A seconda degli effetti che procurano, le droghe si separano in tre categorie:

a) CALMANTI-ABBIOCCANTI (psicolettici), che hanno effetto calmante e depressivo: oppiacei, sedativi, analgesici, sonniferi, alcolici…
b) ECCITANTI (psicoanalettici), che eccitano, come la cocaina, il caffè, le anfetamine…
c) PSICHEDELICHE-ALLUCINOGENE (psicodislettici), che modificano l’attività cerebrale e l’interpretazione delle percezioni: funghi allucinogeni, LSD, mescalina, “ecstasy”, ecc.

Naturalmente certe sostanze possono procurare contemporaneamente più di uno di questi effetti.

Le droghe sono assunte in vari modi (fumate, iniettate, sniffate, calate, mangiate).
Perche’ la gente assume questa roba?
Alcuni per la curiosità di sperimentare nuove esperienze, altri per rincoglionirsi per “godersi meglio” musica, balli, feste, divertimenti in genere; oppure in modo più mirato si usano tranquillanti per annullare uno stato di tensione, stimolanti per “farsi coraggio” ed “essere più ganzi”, o allucinogeni per essere più creativi e fare viaggi intergalattici ai confini delle tre lune rosse di Orione.

E’ bene ricordare che le droghe sono ILLEGALI, procurano DANNI vari all’organismo, e creano TOLLERANZA (assumendo la droga l’organismo si abitua, per cui serve sempre più droga per ottenere l’effetto) e DIPENDENZA (la sospensione dell’uso crea disturbi psicologici/fisici e il desiderio incontrollabile di uso, alle volte fino alla cosiddetta tossicodipendenza).
La dipendenza può essere fisica, quando i sintomi dell’astinenza sono dolori fisici, o psichica, quando c’è una spinta incontrollabile ad assumere la droga, pur senza sintomi fisici. L’astinenza può essere contemporaneamente fisica e psichica.

 

Iniziamo con le droghe “legali” e istituzionalizzate, tabacco ed alcool:

 


Tabacco e Alcool


Tabacco

Pianta della famiglia delle solanacee, le cui foglie, dopo trattamento, sono fumate in sigarette, sigari o pipa. Il fumo di tabacco contiene la nicotina, uno stimolante del sistema nervoso, e una quindicina di sostanze cancerogene.
Il 25% dei decessi fra i 45 e i 64 anni sono attribuibili al fumo, principalmente per cardiopatia, cancro ai polmoni e bronchite.
Non esistono farmaci o sistemi in grado di far smettere di fumare automaticamente, l’unico mezzo efficace è la forza di volontà.

 

 


Alcool

Le bevande alcooliche contengono alcool etilico, ottenuto mediante la distillazione dei prodotti della fermentazione del mosto d’uva (da cui si ottiene vino e grappa), di mele o di cereali come granoturco, orzo (da cui si produce la birra), segala.
Il contenuto di alcool si misura in percentuale, o gradi: per esempio la birra ha il 5% di alcool, ossia 5 gradi, mentre il vino tra 8 e 15 gradi, infine i liquori, che possono avere 40-45 gradi.
L’alcool contiene calorie, che danno energia, ma non fornisce nessun elemento nutritivo. Viene assorbito e introdotto nel sangue appena viene a contatto con le pareti dello stomaco, rallentando e diminuendo l’efficienza del cervello, facendo scomparire ansie e inibizioni, in una momentanea sensazione euforica (ebbrezza).
Quando il livello di alcool nel sangue supera la concentrazione dello 0,1 %, si ha una vera e propria intossicazione (ubriachezza), in cui il cervello è anestetizzato; la percezione, i riflessi e il pensiero sono ulteriormente rallentati, i movimenti si fanno scoordinati e le reazioni incontrollate. I sintomi del “dopo-sbornia” sono nausea con vomito e mal di testa. In caso di grave intossicazione, si può finire in coma o morire.
L’abuso abituale di bevante alcooliche è detto alcoolismo cronico (o etilismo cronico), in questo caso l’individuo (detto anche ubriacone o alcoolizzato) è spinto da un impulso irrefrenabile a bere, anche perchè il suo organismo si è assuefatto all’alcool e servono quantità sempre maggiori.
Spesso poi si raggiunge una tale sensibilità che bastano un paio di bicchieri di vino per andare in stato di ubriachezza (è il caso in cui si dice volgarmente che “ormai il vino cel’ha nel sangue”). L’alcoolizzato muta spesso la propria personalità, è irascibile, perde appetito e quindi salute (in particolare si compromettono il fegato, il cuore e il sistema nervoso, con il manifestarsi di attacchi di convulsioni, delirium tremens, demenza e in certi casi morte).

 

 


Droghe eccitanti: Cocaina, Anfetamine, Ecstasy


Coca e Cocaina

Cocaina

LA PIANTA: La piccole foglie dal sapore aspro della pianta Erytroxylon coca erano masticate a lungo (3 ore) dagli Inca in Perù già cinquemila anni fa, per vincere la fame e la sete in caso di grandi fatiche. Le foglie hanno forma d’uovo e sono lunghe 5-6 cm.
STORIA DELLA COCA: La coca fu importata dai conquistadores in Europa e Nord America, e usata in alcune bevande, come ad esempio la Coca-Cola (inventata nel 1886), che conteneva coca e Noce Kola, contenente caffeina: nel 1903 il governo ordinò di escludere la cocaina, infatti a partire da quella data la coca usata per fare la Coca-Cola è decocainizzata in centri controllati dal governo, e l’effetto tonico è dato solo dalla caffeina.
La cocaina è l’alcaloide attivo delle foglie di coca, è stata scoperta nel 1860 e si presenta come una polvere bianca e amara; in passato era ricavata dalle foglie di coca, oggi è prodotta anche sinteticamente: la cocaina viene in gran parte raffinata in Bolivia, Perù e Colombia, ed esportata sopratutto in Nord America, dove alcuni stimano che ci siano sessanta milioni di consumatori. Sigmund Freud nel 1884, dopo averla assunta, pubblicò un libro in cui ne elogiava gli effetti antidepressivi, che fece molto scalpore, si legge infatti: “Il mio collega, che non aveva toccato cibo dalla mattina presto e aveva lavorato come un dannato tutto il giorno, ingerì 0,05 g di cocaina e qualche minuto dopo dichiarò di sentirsi come uno che avesse appena divorato un pranzo abbondante, e di avvertire tanta energia da intraprendere una lunga passeggiata. Sir Robert Christison, che ha 68 annim scalò una montagna di tremila piedi, arrivando alla vetta completamente esausto: quindi assunse coca e discese invece con vigore giovanile e senza avvertire fatica”. Ma già due anni dopo, dopo il decesso di molti medici e pazienti che avevano fatto largo uso di coca, Freud fù accusato di dar via libera ad un flagello, per cui in seguito si astenne dal pubblicizzarla, scrivendo: “La cocaina usata troppo spesso come sostituto della morfina è più pericolosa della morfina stessa: molti morfinomani, che fino a quel momento erano riusciti a rimanere in vita, furono visti soccombere alla cocaina. L’intossicazione da cocaina provoca stati allucinatori con agitazione simile al delirium tremens e, secondo la mia esperienza, allucinazioni di animaletti striscianti sulla pelle”.
Agli inizi del novecento la coca era usata da pochi, soprattutto artisti (cubisti, dadaisti e astrattisti) e aristocratici. In seguito cantanti e complessi rock, come i Beatles, i Rolling Stones e Bob Dylan hanno propagandato la droga assumendola come protagonista di canzoni.
Attualmente, specie dopo il 1970, è detta “la droga dei ricchi”, dato che costa sulle 200mila lire a grammo ed è usata in particolare nell’alta società. Nel 1980 è comparso il crack, un composto fumabile ottenuto dalla pasta di coca, che non costa molto (50mila il grammo circa), e si è diffuso molto, specie tra i neri e i più poveri.

EFFETTI DELLA COCAINA: Quando la droga viene sniffata, gli effetti insorgono dopo circa dieci minuti: si avvertono sensazioni di benessere accompagnate da uno stato di eccitamento e aumento dell’immaginazione, si ha un’ impressione di onnipotenza, si pensa di essere in grado di fare qualsiasi cosa. I colori e i suoni diventano più vividi, e possono verificarsi illusioni e allucinazioni per lo più a contenuto gradevole, a meno che le dosi non siano elevate: in questo caso compaiono le idee deliranti e fobie persecutorie. Quando l’effetto ha termine, dopo venti-quaranta minuti, si ha uno stato piuttosto depressivo e di malessere, per cui si ha voglia di farsi un’altra sniffata, col rischio di diventare dipendenti. Tra l’altro, se si sniffa troppe volte l’effetto non si presenta, e occorre attendere un pò di tempo perchè si ricostituiscano le riserve di catecolamine nel cervello (far capire meglio).
Quando la droga viene assunta per via endovenosa o per fumo, gli effetti sono istantanei (si ha il rush cocainico, o stato di high, dove i rumori si sentono metallici e più forti, per questo la cocaina è chiamata anche “roba sonante”) e durano molto meno; il maggior numero di morti cocainiche avviene durante queste somministrazioni. Dopo lo stato di high però c’è quello di down, che porta a stare altrettanto male quanto si stava bene prima, così si sniffa o fuma nuovamente fino a che non finisce la sostanza (si arriva anche a 2-3 grammi).
DOSAGGI: Per la cocaina cloridrato (la polvere bianca, o neve) le dosi oscillano da 3 a 30 mg, se pura, pari a 1,5 g al giorno. Se tagliata (ossia “allungata”) si può arrivare a 2,5-3 g. Per il crack, che si presenta sotto forma di cristalli brunastri, le dosi variano da 60 a 100 mg, e in una giornata un fumatore ne può assumere fino a 30 g.
VIE DI ASSUNZIONE: Generalmente si dice che ci si fa “una pista”, una “sniffata”, oppure la cocaina si “pippa”, viene “pippata”, ci si fa un “pippotto”. In pratica la polvere bianca, detta anche “neve”, viene aspirata dalle narici, spesso attraverso un foglio arrotolato o una cannuccia di penna biro, oppure negli ambienti altolocati si usa una carta da L. 100.000 o una cannula in oro o argento.
La cocaina blocca la neuro-trasmissione della dopamina, e rimane in concentrazioni elevate a livello delle sinapsi producendo la sensazione di “high”.

Grosso modo gli effetti dell’uso cronico di cocaina possono paragonarsi a quelli del fumo. Esiste comunque un circolo chiuso: la cocaina a lungo andare provoca tutta una serie di effetti negativi sulla salute e questi ultimi, a loro volta, spingono a persistere nell’auto-cura cocainica.

Differenze tra le diverse forme di cocaina. c’è una sostanziale identità chimica fra le diverse forme di cocaina, è la modalità di assunzione (intranasale, endovena, per fumo) a determinare il potenziale di dipendenza fisica e le patologie comportamentali. Senza dubbio la cocaina idrocloruro è quella più in uso, specie presso i bianchi, mentre il crack è popolare fra afro-americani. Le foglie di coca sottoposte all’azione di diverse sostanze chimiche (alcali, solventi organici, acido idrocloridrico, ammoniaca) si trasformano in pasta di coca; il prodotto finale è la cocaina idrocloruro che è la forma esportata. L’idrocloruro non può essere fumato perché si decompone alle temperature necessarie per la sua vaporizzazione, ma mescolando l’idrocloruro con una sostanza alcalina come il bicarbonato di sodio o con ammoniaca si ha la cocaina base. Questa può essere fumata ad una temperatura nettamente inferiore a quella dell’idrocloruro e quindi forma il crack. Il potenziale di abuso-dipendenza è massimo con l’iniezione endovena di cocaina idrocloruro e di crack, ma il potenziale è minore per via intranasale; attualmente, anche in virtù del rischio AIDS, l’uso endovena è andato diminuendo a favore del fumo. E’ appena il caso di ricordare come il crack, provocando un aumento di atti sessuali, sopratutto nel quadro di “sesso contro droga”, sta costituendo un importante mezzo di trasmissione dello’HIV.

Vie di assunzione ed effetti fisiologici. In genere l’uso intranasale è quello iniziale, successivamente si passa al fumo; lo “sniffing” difficilmente porta ad un uso frequente e va ricordato come il picco dopo l’uso intranasale si abbia dopo 30-40 minuti, contro i 5 minuti del fumo e dell’iniezione endovena. Per via intranasale gli effetti fisiologici (tachicardia) e soggettivi durano più a lungo. Il passaggio dalla via endonasale al fumo provoca un aumento delle dosi ed un rapido avvicinamento alla fase di dipendenza. .
A dosaggi elevati può determinare una grave forma di alterazione psichica, assimilabile alla schizofrenia, e caratterizzata da allucinazioni visive, uditive e tattili (percezione di insetti sotto la pelle) con idee persecutorie.


TOSSICITA’ DELLA COCAINA E DEL CRACK: Le complicanze nell’abuso possono essere l’infarto, la rottura di arterie, febbre alta e convulsioni, edema polmonare, insufficienza renale, fegato spappolato, stato confusionale e delirante con amnesie e rincoglionimento cronico. Altre conseguenze possono essere insonnia, sanguinamento nasale, mal di testa, problemi di memoria e concentrazione. In ogni caso fumare il crack crea più dipendenza e più danni, fino alla morte che è molto frequente.

CRISI DI ASTINENZA DA COCAINA: La prima fase, quella di crash (crollo) dura da nove ore a quattro giorni dopo l’assunzione dell’ultima dose. Prima si avverte malessere, agitazione e affaticamento e naturalmente un forte desiderio della droga. Poi compare insonnia e voglia di dormire, dopodichè si ha un periodo in cui si dorme troppo. La seconda fase, quella di Withdrawal (astinenza) si protrae una settimana-dieci giorni, inizia riprendendosi dal sonno del crash, ed essendo scomparsa la voglia di cocaina, è un momento in cui si può ragionare sugli effetti negativi, anche perchè subito dopo si ha un periodo con passività, ansia e depressione, che può facilmente indurre alla riassunzione della cocaina. La terza fase, quella di estinzione, ha una durata indefinita, ed è caratterizzata da episodi di desiderio che durano qualche ora, anche a distanza di anni dall’ultima assunzione, magari evocati vedendo talco o zucchero, simili alla coca; comunque, non essendo accompagnate da dolori fisici, resistere non è difficile.

 


Droghe calmanti-abbioccanti: oppioidi, eroina


Oppioidi (morfina, eroina)

OPPIO: L’oppio è il succo essiccato, estratto dai semi non maturi del Papaver somniferum album (papavero bianco), pianta del medio oriente, contenente morfina e papaverina, che hanno la caratteristica di provocare sonnolenza e far rilasciare la muscolatura. Fumato è un potente stupefacente.
L’oppio è usato fin dall’antichità in Cina e Medio Oriente, poco in Europa. Viene mescolato con tè o caffè (tyl), fumato (soprattutto in cina), masticato o ingerito. Già i Sumeri, settemila anni fa, conoscevano gli effetti del “papavero che dona la gioia e l’ebbrezza”, e pare che l’imperatore romano Marco Aurelio fosse oppiomane. Tra le vittime illustri, si può citare l’alchimista Paracelso, morto nel 1541 per intossicazione da oppio: una dose eccessiva (più di 600 mg di polvere o di 30 g di “laudano”) procura la morte. Nella Parigi di inizio secolo tra i fumatori di oppio (misto spesso ad ashish) troviamo Baudelaire, Rimbaud, Maupassant, Apollineaire e Delacroix.

EFFETTI DELL’OPPIO: Prima si va in stato euforico, poi in condizione di serenità e sonnolenza piena di sogni, dove l’immaginario si confonde col reale, si attenuano gli stimoli esterni e le sensazioni sgradevoli. Aumentando uso e dosi però il distacco dalla realtà aumenta a dismisura. Un movimento involontario costante degli occhi a sguardo fisso rientra fra la sintomatologia della tossicodipendenza da oppioidi. La dipendenza fisica e psichica si manifesta dodici ore dopo l’ultima assunzione con irrequietezza, insonnia, tremori e dolori vari. L’intossicazione cronica porta ad apatia ed abbattimento, perdita di iniziativa ed interessi, scarso appetito, dimagrimento.

MORFINA: Agli inizi dell’ottocento è stata estratta dall’oppio la morfina, la quale veniva somministrata con siringhe ai soldati feriti in preda a forti dolori, per farli cessare. Ben presto però i medici si sono accorti del fatto che i soldati divenivano dipendenti, richiedendo (o rubando) morfina sempre più spesso simulando dolori da curare. E’ per questo che l’uso di morfina è stato ristretto quasi esclusivamente a soggetti in preda a dolori fortissimi o precedenti la morte. La dose letale di morfina è di 200-400 mg.

EROINA: Nel 1874 dall’oppio è stata ottenuta una sostanza semisintetica, l’eroina, che è più antidolorifica e meno ipnotica della morfina, ma a differenza delle previsioni si è rilevata più tossica e soggetta a rendere dipendenti. Il consumo di eroina in Italia è dilagato dai primi anni settanta, e se ne trovano quattro tipi: la bianca o thailandese (la più pregiata), la rosa (della Birmania), la brown sugar, che si presenta in granellini del colore dello zucchero bruciato, e la turco-persiana, detta anche eroina al limone, perchè si scioglie più facilmente in acqua con succo di limone.
La dose letale di eroina per chi non è assuefatto è di 100 mg, ma i dipendenti ne assumono 2 o 3 g al giorno in 2 o 3 dosi. La tolleranza e dipendenza eroinica è la più rapida tra le droghe.

PREPARAZIONE E ASSUNZIONE: L’eroina viene preparata disciogliendola in acqua distillata in un cucchiaio o un bicchierino ottenuto da carta stagnola, che viene scaldato con un accendino prima dell’iniezione.

EFFETTI DI MORFINA ED EROINA: Le prime assunzioni sono prive di effetti gradevoli, e alle volte si presenta ansia e nausea, e chi si aspetta molto rimane deluso. In una settimana o due si instaura lo stato di dipendenza, e l’effetto è quello di benessere, di distacco dall’esterno e dalle situazioni spiacevoli, come si fosse trasportati in un luogo creato dai propri desideri. Se le droghe sono somministrate con la siringa, si avverte il flash (detto anche sontuoso o royal), una sensazione che dura pochi istanti paragonato da molti all’orgasmo sessuale, come una vampata di calore; dopodichè si ha l’impressione di essere punti da spilli parsi su tutto il corpo (per questo l’eroina è detta “roba spillante”). Naturalmente il flash si fa sempre più breve e occorre aumentare la dose volta dopo volta. Gli effetti indesiderati, a parte la dipendenza, sono il restringimento delle pupille, calo della temperatura corporea, disturbi del sonno, rallentamento nella respirazione, nausea, mancanza di libido e impotenza. Il soggetto diventa apatico, vengono trascurati tutti gli impegni (scuola, lavoro e famiglia), interessa solo la droga.

CRISI DI ASTINENZA DA MORFINA ED EROINA: I primi sintomi compaiono dopo 6-12 ore dopo l’ultima assunzione: respiro velocizzato, sudorazione, scarichi di liquidi nasali, sbadigli. Dopo 24 ore gli sbadigli diventano così violenti da danneggiare la mandibola, la pupilla si dilata, insorgono tremori, dolori e scosse, la pelle diventa fredda, sudata, con peli eretti (la cosiddetta sindrome da tacchino freddo). Tra 24 e 48 ore, oltre ad aumentare questi sintomi, si aggiungono agitazione, insonnia, elevazione della temperatura e della pressione, del respiro e del battito cardiaco, con vomito e diarrea. Tra il secondo e il terzo giorno compaiono forti brividi squassanti e sensazione di freddo intenso, i piedi scalciano involontariamente, si sentono forti dolori alle ossa. Se il soggetto resiste a questa situazione per una settimana o due, senza assumere l’eroina, i sintomi cominciano a calare, anche se persisteranno in modo ridotto per alcuni mesi. A questo punto si tenta il recupero aiutando il soggetto sostituendo l’eroina col metadone o altre sostanze meno gratificanti, e facendogli fare una psicoterapia che dovrà durare almeno due anni in comunità o simili.

OVERDOSE DA EROINA: L’organismo si abitua un po’ alla volta all’eroina, per cui occorre aumentare la dose, che porterebbe alla morte se assunta da un non dipendente. Alle volte la dose assunta è superiore all’assuefazione, sia a scopo suicida, sia per assunzione di “roba” più pura quindi più forte, che per l’assunzione di eroina in forti dosi (come l’ultima assunzione) dopo una parziale disintossicazione in clinica o carcere. In caso di overdose le pupille si restringono fino ad apparire come punte di spillo, il respiro rallenta e si finisce in coma. Se non avviene una cura tempestiva con il naloxone (antagonista della morfina) la morte è certa; in ogni caso possono comparire altre complicanze come l’edema polmonare e la paralisi intestinale.

METADONE: Questa sostanza viene data come sostitutivo dell’eroina ai tossicodipendenti.

 


Anfetamine

Anfetamine

Le anfetamine sono droghe che velocizzano le funzioni del corpo: il cuore batte piu’ forte e l’adrenalina sale. Sono state usate nella seconda guerra mondiale per rendere più efficienti i soldati. Le anfetamine (chiamate anche speed, ovvero velocità) sono vendute in strada slitamente come polvere da sniffare (anfetamina solfato) o da iniettare (in quesgto caso i rischi sono maggiori).
Le anfetamine danno energia extra per 4-6 ore, riducono il sonno e l’appetito, velocizzano la respirazione e i battiti del cuore e allargano le pupille; inoltre danno allegria, e alle volte si può avvertire prurito quando la pelle viene toccata. Le riserve di energia del corpo vengono terminate a causa della mancanza di fame e sonno, per cui dopo l’effetto ci si può sentire stanchi per qualche giorno. Dosi alte e ripetute spesso possono causare delirio, panico e altri effetti da paranoia.
Chi assume anfetamine per un lungo periodo deve incrementare le dosi, e se smette risulta depresso e estremamente affamato: le anfetamine posticipano il bisogno di riposo e di cibo, non lo sostituiscono. Chi ha la pressione alta o fa grande esercizio fisico in seguito all’assunzione di anfetamine rischiano arresti cardiaci.
Le anfetamine possono ridurre l’efficienza delle pillole anticoncazionali, se prese in dosi troppo forti possono causare morti da overdose. E’ pericolosissimo assumere contemporaneamente anfetamine e altre droghe o alcool.


Ecstasy (MDMA)

L’MDMA è una metossiamfetamina, che ha acquisito popolarità tra i giovani a partire dagli anni Ottanta.
l’Ecstasy facilita una più diretta comunicazione fra persone coinvolte in un significativo rapporto emozionale. L’MDMA rimuove in particolare la paura di apparire emotivamente maldestri o ingenui
Il dosaggio non deve superare i 150 mg, e non si deve assumere assieme a sostanze come oppiacei e cocaina. L’uso continuato causa intensi danni neurologici.
Si narra che in una discoteca fiorentina un giovane la prima volta che si è “calato” una pasticca abbia perso la vista a causa di una sua particolare predisposizione (detta down level).

Le pasticche si “calano” o “mangiano”.

In discoteca sovente giungono gli spacciatori di pasticconi, che ti urlano nelle orecchie:
“Chicche?”
“Paste ne vuoi?”
“Vi interessano le caramelle?”

Gli effetti psicologici sono frenesia, eccitazione, nervosismo per 4-6 ore. E’ raro che ci sia un bad-trip, ovvero che il panico e il cattivo umore prevalgano, a meno che non fosse presente precedentemente uno stato del genere o ci siano conflitti psicologici irrisolti. Il flash back (ovvero il ripresentarsi degli effetti dopo un po’ di tempo) è assai raro.
Gli effetti fisici di una dose (75-100 mg di MDMA) salgono dopo 20 minuti – 1 ora dall’assunzione della pillola/capsula. I primi effetti sono il sentire delle “farfalle nello stomaco”, bocca secca, pupille dilatate e sesazioni varie di formicolio e prurito. I movimenti sono veloci e scoordinati, per cui guidare è pericoloso. Il cuore batte più forte e la pressione del sangue sale. Uno che “ha calato” più di una pasticca si riconosce dagli occhi “rigirati” con le pupille tirate su e/o giù, inoltre solitamente digrigna i denti e si lecca le labbra perchè la temperatura corporea gli si è innalzata (alle volte volte si superano i 42 gradi, sindrome detta “colpo di caldo”), inoltre sbava e sputa per la maggiore salivazione. Si sono registrati vari casi di morte causata principalmente da disidratazione o surriscaldamento in seguito all’assunzione di ecstasy in rave party o altre lunghe e movimentate feste. I sintomi gravi che possono portare all’estrema conseguenza sono: cessazione della sudorazione, crampi caldi a braccia e gambe, vertigini, stato di stanchezza e irritabilità, impossibilità di urinare.
Negli uomini l’ecstasy può impedire l’erezione e l’orgasmo, mentre pare che le femmine non siano inibite sessualmente.
Nei giorni seguenti all’uso solitamente si avverte un gran senso di stanchezza e fame.
L’Ecstasy non produce dipendenza fisica, comunque può indurre quella psicologica. La tolleranza sale velocemente, per cui servono dosi maggiori per ottenere lo stesso effetto; comunque basta avere dei periodi di astinenza perchè la tolleranza scenda.

Per ridurre i rischi, è consigliabile bere solo bevande non alcooliche, e fermarsi ogni tanto per raffreddarsi.

 

 


Cannabis (Canapa indiana)

Pianta tropicale, da cui si estraggono la marijuana o erba (foglie e inflorescenze, detta bhang in Asia) e l’hashish o kif (resina agglomerata in blocchi, ottenuta dalle influorescenze). La jinsemilla è marijuana coltivata in maniera particolare che non contiene semi, ed è molto forte. Si hanno notizie sull’uso della cannabis già nel 3000 avanti Cristo.
La droga si ricava in particolare dalle cime fiorite delle piante femminili non fecondate (la cannabis ha piante maschio e femmina) raccolte in Febbraio.
L’hashish è commercializzato in pani o piastre verde brunastre, mentre la marijuana si trova come polvere verdastra compressa sotto forma di mattonelle, riposta in piccoli astucci o bustine di plastica.
Il principio attivo è il cannabinolo (delta-9THC, abbreviato in THC), più presente nelle sommità fiorite (i “cimini”, detti ganja in Asia), quindi più presente nell’hashish (da 5 al 15% di THC) che nelle foglie (la marijuana ha dall’1 al 10% di THC). L’olio di cannabis è un concentrato alcoolico che contiene tra il 20 e il 55% di THC.
Il contenuto di THC cala del 3-5% al mese, specie se è esposta a calore e luce… insomma la stagionatura impoverisce la cannabis: dopo due anni, anche se conservata bene, la canapa è priva di effetti.
Marijuana e hashish vengono generalmente fumati, in questo caso i polmoni assorbono la metà del THC. Gli effetti iniziano qualche minuto dopo l’assunzione, raggiungono il massimo dopo circa mezz’ora, cominciano a diminuire dopo un’ora e svaniscono dopo circa tre.
Se la cannabis viene mangiata, l’assorbimento del THC è un terzo di quello da fumo, e l’effetto inizia dopo 45 minuti a stomaco vuoto o 2 ore a stomaco pieno, e dura da 6 a 12 ore: questo significa che a parità di effetto occorre quasi il triplo di cannabis, ed è più difficile controllare e prevedere il grado di “botta” che si prenderà.
L’olio di cannabis viene in genere fumato insieme al tabacco, e alle volte è tagliato (ossia sofisticato, mischiato) con altre sostanze, in certi casi piuttosto tossiche.

TOLLERANZA E DIPENDENZA DA CANNABIS: Per quanto riguarda la tolleranza e la dipendenza, ci sono pareri piuttosto contrastanti tra proibizionisti e antiproibizionisti, comunque la necessità di aumento delle dosi (tolleranza) si arresta interrompendo l’assunzione per qualche giorno, la dipendenza fisica è molto bassa o secondo alcuni inesistente, per cui la dipendenza sarebbe per lo più di tipo psicologico, spesso legata agli usi e costumi di gruppi di persone che fumano collettivamente. Nel caso di assunzione cronica, si ha un atteggiamento detto “marijuanismo”, ossia senso di insicurezza, insoddisfazione e sconforto, riduzione dell’efficienza, disturbi del sonno, mal di testa, necessità sempre maggiore della droga.

EFFETTI DELLA CANNABIS: Le prime volte alcuni restano delusi perchè gli sembra di non provare nulla: in certi casi si tratta di resistenze psicologiche o di ricerca di effetti che la cannabis non procura, come allucinazioni o altro.
I primi effetti si manifestano dopo 5 minuti dalla fumata e sono l’arrossamento degli occhi e una minore salivazione (il cosiddetto senso di bocca secca), l’accelerazione del polso e la diminuzione della pressione del sangue, alle volte con un senso di calore al volto; le mani diventano pesanti e la testa sembra ingigantita. Gli effetti psicologici, che si avvertono dopo un quarto d’ora, in genere sono i seguenti:
Le distanze appaiono più lunghe o brevi della realtà, il tempo sembra rallentarsi (i secondi sembrano minuti, oppure in rari casi il tempo si velocizza) e si perdono i legami con il passato ed il futuro, questo è uno dei motivi per cui si rimane più concentrati su ciò che accade nel presente. La memoria si indebolisce: in caso di dosaggi alti si dimentica perfino come si sono iniziate le conversazioni in corso, e i pensieri si susseguono saltando di palo in frasca senza nessi logici.
Si vedono in modo più accentuato i contorni e i colori delle immagini, per cui alle volte si possono interpretare in modo diverso oggetti di cui vediamo aspetti mai notati prima, in ogni caso non si hanno allucinazioni visive. Per quanto riguarda i suoni, si percepisce meglio la separazione delle fonti sonore, e ascoltando la musica ogni strumento viene seguito separatamente. Anche i sapori dei cibi si sentono più forti, e ciò a volte fa crescere l’appetito.
Altri effetti frequenti sono una maggiore accettazione delle contaddizioni e delle situazioni comiche (si ride più facilmente), una maggiore tendenza all’introspezione e a dare significati profondi a situazioni banali e comuni (questo effetto è detto jamais vu, e in caso di dosi forti può provocare un senso di depersonalizzazione e perdita dell’identità che da molti è vissuto in modo spiacevole).
Da notare che se è vero che aumenta l’intensità delle percezioni (rallentamento del tempo), altro effetto è la tendenza ad occuparsi di una cosa sola per volta, ad es. ascoltare la musica oppure parlare, anzichè ascoltare e parlare allo stesso tempo. Inoltre, ad alti dosaggi, l’immaginazione e il rincoglionimento aumentano troppo e la concentrazione è minore rispetto al normale, e l’intensificazione delle emozioni può portare a ridere eccessivamente o ad attacchi di ira o di panico, anche perchè gli oggetti possono apparire distorti e colorati a macchie, e le “scene” separate da dissolvenze come nei film (ormai si “connette” sporadicamente).
Per quanto riguarda il comportamento, diminuice il rispetto delle regole e dei ruoli sociali a cui ci si attiene solitamente, diminuisce la chiassosità e l’aggressività, si diventa più disinibiti come quando si è ubriachi da alcool, ma con meno aggressività, e si intensificano i rapporti con gli altri: se questi però non sono buoni la reazione è più traumatica del normale, essendo amplificato il senso di incomprensione. Lo stato d’animo iniziale è molto importante: se non è buono, dopo aver fumato gli effetti piacevoli possono non essere presenti, sostituiti da ansia, panico, sospetto (ci si sente spiati da tutti e insorgono idee di persecuzione con illusioni sgradevoli o terrificanti, si va in “paranoia”).
Molti fumatori fanno notare che aumenta il desiderio sessuale e che i contatti fisici sono sentiti in modo amplificato. A dosi forti comunque può avere un effetto negativo sui rapporti sessuali.
Guidare dopo che ci si è cannati è sconsigliabile anche se, a differenza di chi ha bevuto alcool, si tende ad andare più piano. L’uso congiunto di alcool e cannabis è molto più pericoloso per la guida dell’uso di una delle due sostanze da sola.
In sintesi, gli effetti che si hanno sono euforia, rilassamento e pace, sensibilià più acuta, specialmente dei suoni, aumento di fame e sete (bocca e gola secche), rallentamento del tempo e senso di fluttuazione, e anche se non sempre, tendenza al ridere e aumentato desiderio sessuale. Gli effetti più apprezzati sono l’aumentata possibilità di rilassarsi, evitando noia e irritazioni-depressioni, e godendo meglio cibi, sesso e altre attività ricreative, senza essere ossessionati dalle cose che si sono fatte prima o che si devono fare in futuro. I più giovani danno molta importanza al fatto di stare in rapporto stretto con gli amici con cui fumano e al cambiamento di prospettive, la conoscenza di se stessi ecc. Alcune persone non sentono gli effetti positivi, o non li gradiscono.
Secondi alcuni la marijuana fa compiere un “viaggio” migliore, mentre l’hashish che è troppo forte, induce troppo rapidamente il sonno (dopo 2 ore gli effetti scompaiono e compare una forte sonnolenza).

TOSSICITA’ DELLA CANNABIS: Una dose di cannabis per essere letale dovrebbe essere equivalente a qualche migliaio di spinelli, quindi teoricamente non c’è rischio di morte durante una fumata. Comunque l’uso di cannabis può provocare una serie di disturbi fisici, come l’aumento di pulsazioni cardiache, giramenti di testa e svenimenti/collassi, nausea, vomito, diarrea, mal di testa, insonnia, tremori, scoordinamento motorio. Uno di questi sintomi è riscontrato almeno una volta da un consumatore su due. Dal punto di vita psichico le reazioni negative possono essere ansia, angoscia, timore di non poter più tornare allo stato normale, depressione: uno di questi sintomi è riscontrato almeno una volta da un consumatore su tre. In casi piuttosto rari si hanno condizioni di paranoia, paura, allucinazioni e pensieri ossessivi.
Chi soffre di arterie coronariche o è iperteso può avere problemi in seguito all’effetto di accelerazione del polso ed abbassamento di pressione.
Se l’uso è cronico, invece (da 15 a 40 canne di ashish al giorno) si manifestano laringiti, bronchiti, ipertensione arteriosa, insonnia, dimagrimento, anemia, diarrea, crampi, riduzione della sessualità fino all’impotenza maschile, carie dentaria e unghie facilmente spezzabili. Dal punto di vista psicologico il fumatore cronico perde energia, interesse, memoria, e spesso è in stati confusionali con deliri di tipo persecutorio. Questi effetti comunque avvengono solo, come si è detto, in chi fuma una trentina di spinelli al giorno per molto tempo.
Se si confronta la tossicità della cannabis con quella dell’alcool, comunque, si riscontra che è peggio l’acool, sia per la maggiore dipendenza creata, sia per la maggiore aggressività prodotta (che porta a suicidi, omicidi e violenze varie), sia per la possibilità di andare in coma o morire in caso di assunzione eccessiva di alcoolici, a differenza delle grosse fumate che portano al massimo disturbi ai polmoni, come per le sigarette di tabacco.
Confrontando la tossicità della cannabis con quella del tabacco a parità di sostanza fumata (tossicità derivata semplicemente dall’assunzione del fumo contenente ossido di carbonio, prodotto da una qualsiasi sostanza), si riscontra che la cannabis è tre volte più tossica delle sigarette, ma solo perchè il fumo viene aspirato più profondamente e trattenuto più a lungo. E’ quindi falso che fumare cannabis è meno pericoloso che fumare tabacco, sempre fumo è.

APPLICAZIONI MEDICHE DELLA MARIJUANA: La cannabis ha effetti terapeutici per il glaucoma (eccessiva pressione dell’occhio), per l’inappetenza da chemioterapia e per gli attacchi di sclerosi multipla. Naturalmente i medici non possono prescrivere la cannabis come cura, e per questo ci sono continui scontri tra i sostenitori della cura con cannabis e la polizia antidroga.

MODALITA’ DI FUMATA CARATTERISTICA: Le “Trombe (si dicono anche così a Lucca, pare)” vengono fumate lentamente, per lo più in gruppo, trattenendo l’inspirazione per aumentare l’assorbimento e tenendo la sigaretta nel cavo della mano per ridurre l’autocombustione. Il contesto in cui si assume la sostanza è molto importante: la compagnia deve essere gradita, l’ambiente rilassato ed eventualmente ricco di musica adatta e colori. Infatti, la canna non provoca un particolare stato d’animo, ma accentua la situazione emotiva già esistente, negativa o positiva che sia.

DOSAGGI: Fumare le canne è illegale e gli effetti negativi sono stati esposti. Detto ciò, questi sono i consigli per ridurre (se non altro) i danni e i rischi al minimo. Per quanto riguarda il dosaggio, questo può essere controllato abbastanza quando si fuma, si consideri che l’effetto pieno si ha dopo mezz’ora, per cui occorre attenderla prima di sapere se è il caso di smettere. Nel caso di cannabis ingerita l’effetto si ha dopo 1-2 ore, per cui il controllo è più difficile.
Se non si sentono gli effetti voluti, è inutile insistere, probabilmente si cercano effetti che la cannabis non procura per niente: non si può sperare di avere allucinazioni o di diventare super euforici; altro consiglio è quello di fumare con persone con cui si va d’accordo: se ci sono contrasti, questi aumenteranno dopo l’assunzione.

Nomi di tipi di fumo trattati in vari modi:

SuperSkunch -> Marijuana con presenza (minima) di LSD.

Shitto: equivalente di hashish in gergo “rozzo”, usato soprattutto anni fa.

Marocchino (o marocco) -> Hashish di colore marroncino, si presenta in tavolette (si misura in “cinquantini”, “decini”, ventini”). Ha un sapore amarognolo, da una buona “botta”, dato che il momento di “veglia” è più duraturo rispetto al cioccolato. A differenza di quest’ultimo, il marocchino quando si scalda “gonfia”, cioè cresce di volume.

Cioccolato: Hashish più scuro del marocchino, consistenza simile, è tagliato a pezzi partendo da una “panettina”. Ha un sapore migliore del marocchino, ma fa abbioccare (addormentare) prima.

Preparazione canna: si prende una sigaretta, si da una leccatina sulla giuntura della cartina per aprirla e prendere il tabacco. Poi si usa una cartina, ci si mette il tabacco preso dalla sigaretta, con un pezzino di cartone arrotolandolo ci si fa il filtro. A questo punto con l’accendino si scalda un po’ il marocco/cioccolato per poterlo sfare (se è maria invece basta spezzettarla o tagliarla con le forbicine), poi si mischia per bene col tabacco e si chiude la “canna”.

Il “fumo” solitamente viene nascosto (a Lucca si dice “incistare”, ho “incistato” il fumo) e ripreso soltanto nel momento della fumata (spesso collettiva).

Le canne si rollano, o si girano.

Termini più rari e locali: fistioni, tromba

Tipi di spinelli/cannoni/joint: telaio, carciofo,cintola, baffo, veliero (con bottiglia di vodka)


Sostanze Psicotrope

 


LSD

LSD

LSD Simpson

Nelle immagini potete vedere il cosiddetto cartone (con stampato sopra Simpson, Superman, Batman) che si imbeve di LSD, detto anche “Acido”. Oltre al cartone ci sono le “micropunte” e le “piramidi”.
Tratteremo questo allucinogeno nella prossima versione del breviario.

 


mescalina


psilocibina


Funghi Magici (Magic Mushrooms)

Funghetti magici

Molti funghi hanno proprietà allucinogene. L’argomento sarà trattato in future versioni del breviario.


POP: Da la botta che dura solo pochi secondi. E’ un liquido, si sniffano le esalazioni che producono una vasodilatazione e un conseguente aumento del battito cardiaco.


Analgesici

Gli analgesici sono i farmaci che servono per diminuire o annullare le sensazioni di dolore, ad esempio gli anestetici.

Ketamina (Special K)

Ketamina da iniettare

Ketamina da sniffare

La Ketamina è un anestetico che era usato nella chirurgia infantile, oggi solo per anestetizzare animali, che a basse dosi diventa uno psichedelico molto potente, più dell’LSD. Questa sostanza in molti paesi (come l’Inghilterra) non è compresa nella lista degli stupefacenti, essendo usata come analgesico ed anestetico ed essendovi, da parte della classe medica, opposizioni alla sua inclusione nell’elenco in quanto farmaco veramente utile.
La Ketamina pone il soggetto in uno stato vegetativo, in cui i muscoli sono rilassati e non si presentano stati di ansietà, e il “viaggio” dura solo un quarto d’ora minimo, un’ora e mezzo al massimo. Di solito la si assume per via endonasale (sniffata). Dato che il soggetto rimane anestetizzato non è una droga da assumersi in locali o feste, in quanto si perde la festa, musica compresa, in quanto come primo effetto se ne và l’audio. E’ solitamente assunta in casa o in ritrovi di pochi amici. Chi la usa alle volte chiama la botta/viaggio (stato di high/trip) ketaminico “K Land”, ovvero “Mondo K”, descrivendo profonde allucinazioni che includono distorsioni visuali e perdita dle senso del tempo e dell’identità, e alle volte un “viaggio post-morte”, ovvero ci si vede dall’esterno, come fossimo un’anima, si imbocca un tunnel dove si rivive tutta la vita in pochi secondi, e al suo termine c’è la classica luce…
Stan Grof così descrive l’effetto della Ketamina: “Ti può portare alla realtà subatomica o astrofisica, ad altre galassie. Ti può far vivere la vita di un girino o sperimentare quello che tu senti sia la coscienza di oggetti inanimati”.
John Lilly, che ha assunto ketamina per cento giorni consecutivi, scrive: “Sotto Ketamina posso oltrepassare il confine che porta ad altre realtà… Ho sperimentato stati in cui posso contattare i creatori dell’universo”.
Riporto i risultati di un test sugli effetti della ketamina a dosi da anestesia: più o meno su 100 gatti che l’hanno assunta in ne muoiono 3, lo stesso vare per i cani, di cavalli ne muoiono in media uno ogni 70; per quanto riguarda le scimmie ne muoiono 3 ogni 100, ovvero una ogni 30 circa, questo dovrebbe far supporre una statistica simile per l’uomo. Naturalmente per scopi ricreativi la ketamina è usata in dose molto minore rispetto al trattamento anestetico, per cui il rischio di morte è assai ridotto, a parte i casi di overdose dove il cuore rallenta troppo, fino a fermarsi, oppure il cervello e i muscoli ricevendo poco ossigeno possono danneggiarsi.
I rischi sono soprattutto causati dallo stato di semi-anestesia in cui non si sente più il dolore, per cui è possibile ferirsi senza accorgersene durante il “viaggio”. Anche la Ketamina crea tolleranza, se usata con regolarità, per cui servono dosi sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto.
La ketamina si presenta come un liquido (nella foto in alto), adatta all’iniezione, mentre per ottenere la polvere sniffabile (detta solitamente Special K, nell’altra foto) viene bollita. Da notare che spesso viene spacciata col nome Special K un mix di ketamina e altre sostanze più pericolose, come il PCP!!!
Prima di assumere Ketamina non si deve mangiare (bisogna essere digiuni da almeno 2 ore) e dopo averla presa bisogna di evitare di mangiare nuovamente (bisogna aspettare altre 2 ore, meglio se più), altrimenti sopraggiunge nausea e vomito.
Il dosaggio per iniezione intramuscolare è il seguente: la dose solitamente è 60-80 mg (ovvero 0,4 mg/lb), mentre una dose più forte è 80-125 mg (0,5-0,8 mg/lb). Sopra 1 mg/lb, cioè più di 150 mg, si ha la dose anestetica, eccessiva per uso ricreativo. Le dosi sopra i 4500 mg (77 mg/Kg) provocano la morte del 50% degli animali, e si suppone anche degli uomini. Quando è presa per iniezione, l’effetto inizia dopo 2-3 minuti, dura 1 ora – 1 ora e mezzo, e dopo 2 ore si torna normali. Normalmente i muscoli fanno male dopo un’iniezione di ketamina, anche qualche giorno, se non si usano aghi sottili e non si inietta lentamente.
Il dosaggio per via nasale è di 150 mg (1 mg/lb), per una dose più forte si assumono 150-250 mg (1 – 1,5 mg/lb). Sopra i 4500 mg si ha la morte nel 50% dei casi. La polvere per uso nasale si ottiene bollendo lentamente la ketamina liquida. L’effetto della ketamina sniffata dura meno che negli altri modi di assunzione.
Il dosaggio per via orale e’ di 150 mg (1 mg/lb), per una dose più forte si assumono 300-375 mg (2 – 2,5 mg/lb), e la dose anestetica è di 600 mg o oltre (4 mg/lb). Sopra i 4500 mg si ha la morte nel 50% dei casi. L’effetto inizia dopo 5-20 minuti (dipende da quanto è che si è mangiato), dura un’ora e mezzo e si torna normali dopo 4 ore. Per preparare una dose da prendere per bocca, occorre mettere la polvere di ketamina in una tazza, poi versarci un cm di acqua calda e mescolare finche’ non si scioglie. Quindi riempire il resto della tazzina con un acido come ad esempio succo d’arancio.

 


Racconti del nonno:
Si narra che in tempo di guerra, viste le difficoltà economiche e la scarsità di approvvigionamenti merceologici vari, i nostri nonni fumassero sostanze “stupefacenti” come le code dell’aglio secche e le canne di granturco (incendiando la parte interna della canna, che si presenta morbida e spugnosa).


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gennaio 27, 2012

TERREMOTO IN NORD ITALIA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 10:26 pm
 
LA STAMPA.IT
27/01/2012 – LA TERRA TREMA

Forte scossa di terremoto al Nord
Torna la paura, ma danni limitati

 

Sisma di magnitudo 5.4 avvertito
dalle città piemontesi al Veneto.
La gente in strada anche al Giglio

 
torino

Una forte scossa di terremoto, appena due giorni dopo quella che aveva creato apprensione al Nord, ha nuovamente impaurito la gente nel pomeriggio, alle 15.53. Il sisma, di magnitudo 5.4, è stato avvertito dalla Svizzera all’Umbria e ha avuto per epicentro ancora una volta l’Emilia, tra le province di Parma e Reggio. E se mercoledì, alle 9.06, il cuore del sisma (in quel caso di magnitudo 4.9) era stato localizzato tra Brescello, Poviglio e Castelnovo Sotto, nel Reggiano, oggi si è spostatp sull’Alto Appennino parmense, tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti.

Immediate le verifiche a tappeto in tutta la zona: il bilancio stilato a sera parla di qualche danno, anche alla Reggia di Colorno già toccata dal precedente terremoto, ma nessun ferito a parte qualche contuso nella fuga o qualche lieve attacco di panico. Per precauzione, comunque, domani saranno chiuse le scuole in tutto il Parmense, alcune anche nel Reggiano, a Montecchio e Castelnovo Sotto. Due famiglie sono state invece evacuate a Meletole, una frazione di Castelnovo, per alcune crepe sospette nelle loro abitazioni.

Le Ferrovie dello Stato hanno temporaneamente sospeso la circolazione sulla Milano-Bologna (appena venti minuti sull’Alta Velocità) per permettere alle squadre tecniche di Rfi la verifica di binari, ponti e viadotti, controlli estesi – con interruzioni – ad altre linee della zona: Parma-La Spezia, Lucca-Pistoia, Modena-Verona. Una scossa forte, dunque, ma anche molto profonda: 60,8 chilometri, contro i circa 33 di quella di mercoledì. E un sisma così profondo, «inusuale per la nostra regione», viene facilmente avvertito in un’area molto estesa, «ma allo stesso tempo attutisce la sua forza e le sue conseguenze», spiega l’ingegner Demetrio Egidi, responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna. Altre scosse sono state registrate alle 16.23, a 63,6 km di profondità (magnitudo 2.7), e alle 16.34 (3.2). «Si tratta – aggiunge Egidi – di un evento sismico distinto rispetto all’episodio di due giorni fa, in linea con la classificazione sismica tipica di quel territorio».

Le prime notizie sugli effetti della scossa, e la conferma che anche questa volta l’ansia è stata più forte dei danni, sono circolate anche via Twitter, protagonisti gli stessi sindaci: «Bella botta! Lungo. Gente in piazza abbastanza tranquilla, giro in paese», fa sapere ad esempio dopo pochi minuti il primo cittadino di Vezzano sul Crostolo (Reggio), Mauro Bigi. «La gente è uscita per strada anche perchè la scossa è durata più a lungo di quella di mercoledì», dice Massimo De Matteis, primo cittadino di Corniglio: niente a che vedere però con il boato che alla metà degli anni ’90 spazzò via un quarto del paese e cinque prosciuttifici causa frana, «la più grande d’Europa» secondo il sindaco. Alla Reggia di Colorno, già lesionata mercoledì, i danni sono consistenti: tre statue sono cadute dalla facciata al suolo, così come delle balaustre di balconate già danneggiate due giorni fa. Ulteriori verifiche di vigili del fuoco e protezione civile sono state disposte su volte e solai, per capire se ci sono state lesioni profonde. A Berceto sopralluoghi sono stati compiuti nella cattedrale romanica, così come nell’abitato di Corchia, borgo medievale dove abitava il poeta Attilio Bertolucci. «Scossa fortissima, più forte di quella dell’altro giorno», secondo Giuseppe Vezzani, sindaco di Brescello, il paese di Peppone e Don Camillo sulla sponda reggiana del Po, dove l’altro giorno erano caduti calcinacci in chiesa. «Fortunatamente c’è stata solo una grande paura. Una paura che continua, non ci siamo abituati».

ECCO GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA DELLE ORE DI PAURA

18.31 La provincia di Parma ha disposto la chiusura delle scuole domani, al fine di fare una verifica di tutti gli edifici. La situazione vede anche l’evacuazione del municipio, nell’alta Val di Taro, così come di due persone in una vicina abitazione, nella frazione di Liveglia. Cinque persone sono state portate al pronto soccorso per attacchi di panico, mentre un operaio, caduto da un carrello al momento del terremoto, ha riportato lievi ferite.

18.24 «Non sono segnalati danni. La protezione civile si è subito allertata»: il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha così assicurato dopo la scossa di terremoto, con epicentro nel parmense, che si è sentita anche a Milano. L’assessore alla Protezione civile, Romano La Russa, ha spiegato che «non si registrano danni di rilievo». «Anche l’ Enel – ha aggiunto – non segnala interruzioni alle linee aeree. Le Ferrovie dello Stato informano che la linea ferroviaria Milano-Bologna ha subito rallentamenti e sono in corso sopralluoghi per verifiche tecniche».

18.13 È stato avvertito in tutta l’Italia settentrionale e scendendo verso Sud fino alla Toscana, il terremoto di magnitudo 5.4 che oggi ha colpito la zona compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia. È quanto emerge dalle mappe elaborate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) sulla base di circa 1.500 questionari «Hai sentito il terremoto?» comoilati online entro poche ore dalla scossa. Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nord e verso Sud fino ad Arezzo, Perugia, ad Ovest fino a Torino, a Nord fino a Sondrio, Trento, Bolzano e ad Est fino a Trieste, ha detto Valerio De Rubeis, che cura le mappe della percezione dei terremoti con Patrizia Tosi. «La magnitudo dell’evento è più alta rispetto a quella del terremoto del 25 gennaio, ma la profondità maggiore – ha osservato – ne ha limitato gli effetti».

18.05 La scossa di terremoto che poco prima delle 16 è stata chiaramente avvertita a Genova e in molte altre zone della Liguria ha provocato l’evacuazione di qualche scuola, a titolo precauzionale, ma nessun danno a persone o cose. Evacuato un asilo a Tovo San Giacomo, in provincia di Savona, il conservatorio di La Spezia, una scuola a Diano San Pietro, in provincia di Imperia, alcune scuole in provincia di Genova. Ma, al di là dello spavento, nessuna conseguenza.

18.01 Sono consistenti i danni registrati nella nuova scossa alla Reggia di Colorno, nel Parmense, già lesionata nel terremoto di due giorni fa. Le statue cadute dalla facciata al suolo sarebbero almeno tre, così come delle balaustre di balconate già danneggiate dal precedente sisma. Ora i tecnici dei vigili del fuoco e della protezione civile stanno verificando le volte e i solai per capire se ci sono lesioni profonde.

17.53 Come è accaduto nei terremoti avvenuti nei giorni scorsi il Reggiano e prima ancora il Veronese, è stato ancora oggi il movimento della placca Adriatica all’origine della scossa di magnitudo 5.4 che ha colpito l’area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia. È quindi ancora una volta il movimento della placca Adriatica l’unico legame, indiretto, fra il terremoto di oggi, quelli del Reggiano e la sequenza registrata nel Veronese nella notte fra il 24 e il 25 gennaio, ha rilevato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

17.45 Due fedeli, che si trovavano in una chiesa di Massa, sono rimasti illesi al crollo di una parte del tetto durante la scossa di terremoto avvertita oggi pomeriggio e con epicentro nella provincia di Parma. La porzione di tetto si è staccata nei pressi del campanile, cadendo sopra alcune panche. In chiesa c’erano solo due persone che, per poco, non sono state colpite dai calcinacci. Sempre a Massa crepe sono apparse negli edifici più antichi della città, tra cui Palazzo Ducale, sede della Provincia e della Prefettura. Evacuati asili, scuole e la biblioteca civica. Un intervento del 118 è stato necessario per un anziano disabile caduto mentre cercava di allontanarsi velocemente da casa.

17.38 In Lunigiana la scossa è stata sentita molto distintamente. A Fivizzano scuole chiuse anche domani. Evacuazioni anche all’ateneo di Pisa. Uffici e aule temporaneamente chiusi al Rettorato, alla Sapienza e alla facoltà di Lettere, ma anche alla Scuola Superiore Sant’Anna. Decine di studenti, insegnanti e impiegati si sono riversati in strada per alcuni minuti prima che la situazione tornasse alla normalità. Il sisma è stato percepito alla Scuola Normale mentre era in corso una ’lectio magistralis’ dello scrittore israeliano Abraham Yehoshua che ha comunque proseguito senza battere ciglio il suo intervento, mentre alcuni studenti che stavano seguendo l’evento in videoconferenza dalle altre aule sono usciti all’esterno. In Versilia i carabinieri hanno avuto segnalazioni di telefonini cellulari fuori uso. Evacuata per mezz’ora anche la biblioteca comunale e un asilo a Empoli. La scossa è stata avvertita anche a Piombino, in Maremma, nel Valdarno. Da tutta la Toscana sono state centinaia le telefonate di allarme che i cittadini hanno fatto ai vigili del fuoco. Al momento non si segnalano danni materiali, ma in base alle segnalazioni pervenute ai centralini del 115 sono già in corso verifiche su molti edifici.(

17.35 Nuovi danni sono stati registrati a causa della scossa delle 15.53 nella Reggia di Colorno (Parma), già colpita dal terremoto di due giorni fa con caduta di calcinacci insieme alla vicina chiesa di San Liborio. A quanto si è appreso, sarebbe caduta una statua di abbellimento della facciata e ci sarebbero altre lesioni al vaglio dei vigili del fuoco.

17.33 «Bella botta! Lungo. Sentiti anche Carabinieri. Nessuna segnalazione finora. Gente in piazza abbastanza tranquilla. Giro in paese». Così il sindaco di Vezzano Sul Crostolo (Reggio Emilia), Mauro Bigi, sul suo profilo twitter ha parlato del terremoto che ha colpito il nord Italia. Rassicurante anche il commento del primo cittadino di Casalgrande, sempre nel Reggiano, Andrea Rossi: «A Casalgrande controllo precauzionale dei tecnici Comune su scuole dopo terremoto ma nessuna segnalazione particolare a Pm e Cc».

17.23 Il capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli ha convocato il comitato operativo per fare il punto sulle scosse di terremoto che stanno interessando l’Italia e in particolare il nord in questi giorni. La riunione è convocata alle 19.30 nella sede del Dipartimento a Roma.

17. 15 Questa volta «abbiamo avuto un po’ più di preoccupazione. La scossa si è sentita fortissima, più forte di quella dell’altro giorno». Così il sindaco di Brescello, Giuseppe Vezzani, parla degli effetti del sisma di magnitudo 5.4 che ha avuto come epicentro Berceto, sull’Appennino parmense. Un sommovimento che segue quello di mercoledì scorso – di magnitudo 4.9 – con epicentro individuato nel Reggiano, proprio tra Brescello, Castelnuovo Sotto e Poviglio.

17.11 «La gente è uscita lì per lì di casa, ma è subito rientrata. I cittadini avevano già sentito la scossa dell’altro giorno, e questa l’hanno, diciamo così, assorbita». Lo ha spiegato Claudio Moretti, sindaco di Monchio delle Corti, uno dei Comuni dell’Appennino parmense epicentro del terremoto, raggiunto al telefono dall’ANSA. «Questo l’abbiamo avvertito forte. Non ci sono notizie di crolli, nè di danni a persone», ha confermato. «Ora sono in stretto contatto con i tecnici del Comune. Faremo verifiche nelle scuole, prima di mandare i bambini a scuola domani, per vedere se ci sono lesioni», ha aggiunto.

17.00 La circolazione ferroviaria in Emilia Romagna è stata sospesa dalle 15.55, in via cautelativa, sulle linee Milano -Bologna sia convenzionale sia Alta Velocità. La sospensione è stata necessaria per permettere alle squadre tecniche di Rfi la verifica dei binari, ponti, viadotti. Alle 16.15, verificata la perfetta tenuta dell’infrastruttura, il traffico ferroviario è ripreso sulla linea AV con una riduzione di velocità a 100 km/h per 60 km, da Reggio Emilia a Fidenza.

16.57 «Gli strumenti sismici sono andati in saturazione ma solo perchè sono tarati per segnalare i movimenti millimetrici. La nave non si è mossa se non di quei movimenti millimetrici che non dipendono dal terremoto». Lo ha detto il docente di geomorfologia all’università di Firenze, Sandro Moretti, membro del comitato tecnico- scientifico per l’emergenza al
Giglio.

16.50 Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano, «ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti». Lo dice all’AGI il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba, commentando la scossa di
magnitudo 5.4 di oggi nel parmense.

16.48 La scossa di terremoto delle 15.53 è stata avvertita in gran parte dell’Italia settentrionale e in parte di quella centrale:
numerosissime le chiamate arrivate ai centralini dei Vigili del fuoco, ma per ora nessuna richiesta di soccorso.

16.40 Grande paura, ma, per il momento almeno, non si registrano danni a cose e persone a Lucca per il terremoto di questo
pomeriggio. La scossa è stata avvertita in tutta la provincia di Lucca e, in particolare, in Garfagnana, come testimoniano dalla Prefettura e dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

16.39 Una scossa di terremoto di magnitudo 5.4 è stata avvertita alle 15.53 dalla popolazione in provincia di Parma e in tutto il centronord. A confermarlo è la Protezione civile, secondo cui le località prossime all’epicentro sono Corniglio, Berceto, Monchio delle Corti e Palanzano. In corso le verifiche della «Sala Situazione Italia» del dipartimento della Protezione civile «rispetto a eventuali danni a persone e/o cose».

16.35 È stata avvertita anche a Perugia e provincia la scossa di terremoto che ha interessato il Centro-Nord Italia poco prima delle 16.

16.32 «Questa scossa era di magnitudo 5,7 della scala Richter, più forte di quella dei giorni scorsi». Così Roberto Formigoni ha commentato il terremoto avvertito, in modo lieve, anche a palazzo Lombardia, sede della Regione. Il presidente della regione ha spiegato che «la protezione civile si è subito allertata».

16.27  La scossa di terremoto, più intensa di quella avvertita mercoledì mattina, è stata sentita anche a Cremona. Il movimento è stato percepito in particolar modo ai piani alti e nel casalasco.

16.24 La scossa di terremoto con epicentro in Emilia Romagna è stata avvertita anche in tutto il Friuli Venezia Giulia, da Pordenone e Udine a Trieste.
 Diverse, infatti, sono state le telefonate ai centralini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile regionale.

16.22 Anche la Protezione Civile della Liguria conferma che al momento non si registrano danni o feriti. (Alessandra Pieracci)

16.21 È di magnitudo 5,4 ed è avvenuto a circa 60 chilometri di profondità, secondo le prime stime dell’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (Ingv) il terremoto registrato nella provincia di Parma, nella zona di Corniglio e Berceto.

16.19  C’è paura tra la popolazione a Genova. Molte delle persone fuggite all’aperto, soprattutto dagli uffici del centro, non sono ancora rientrate, pallide e spaventate. I volti sono tesi, quanlcuno ha gridato. Anche all’interno dell’area portuale si è registrata la fuga dagli uffici sia di Palazzo San Giorgio, sia della Stazione Marittima. Migliaia le chiamate tra familiari per rassicurazioni. Ci sono difficoltà nelle comunicazioni con i cellulari. Al momento nessuna segnalazione di danni. (Alessandra Pieracci)

16.14 Scossa avvertita anche a Bologna.

16.10 La scossa è stata avvertita anche in Trentino Alto Adige, Piemonte, Liguria, Toscana.

16.05 La scossa di terremoto di poco fa è stata avvertita distintamente lungo la costa toscana e, ai piani più alti delle
abitazioni, anche a Firenze.

15.58 Un terremoto di magnitudo 5.1, secondo le primissime stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è avvenuto nella zona confine fra la provincia di Parma e Appennino tosco emiliano.

15.55 Una violenta scossa, durata alcuni secondi, è stata avvertita a Genova. La stessa scossa è stata avvertita anche a Milano verso le 15.55.

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/440129/
 

 
 
 
 

SONDRIO: ABUSA DELLA SORELLINA-CONDANNATO 35ENNE

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LEGGO.IT

SONDRIO, 35ENNE ABUSA DELLA SORELLINA
DI 11 ANNI. LEI DICE TUTTO ALLE MAESTRE

 
Martedì 24 Gennaio 2012 – 17:17

SONDRIO – Ha trovato il coraggio di raccontare alle maestre tutti gli abusi subiti dal fratello, con tutte quelle toccatine nelle parti intime e i tentativi di spogliarla. E così l’ha messo nei guai. Lui, 35enne, a più riprese ha abusato della sorellina di 11 anni, fino a quando la bambina ha trovato il coraggio di confidarsi con gli insegnanti che hanno fatto così scattare l’inchiesta della Procura di Sondrio. Oggi un uomo di 35 anni, residente in un paese dell’hinterland di Morbegno (Sondrio), è stato condannato a un anno di reclusione, per l’accusa di violenza sessuale ai danni della ragazzina, più volte palpeggiata in alcune parti intime e per avere, in almeno un caso, anche tentato di spogliarla.
L’uomo è stato condannato con rito abbreviato, godendo di un terzo di sconto sulla pena. Il giudice Carlo Camnasio ha stabilito anche una serie di pene accessorie, come l’interdizione perpetua da qualsiasi
incarico nelle scuole di ogni ordine e grado.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/sondrio_35enne_abusa_della_sorellina_di_11_anni_lei_dice_tutto_alle_maestre/notizie/160920.shtml

gennaio 23, 2012

GLI USA ATTACCHERANNO L’IRAN?

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Saranno gli USA ad attaccare l’Iran?

http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/06/flotta-aerea.jpg
di Giacomo Colonna
 
 
 
 
Nelle ultime settimane si vanno moltiplicando le prese di posizione statunitensi sulla questione dell’attacco preventivo all’Iran. Attacco preventivo, è il caso di premettere, che la dottrina politico-militare statunitense non esclude a priori, nonostante il diritto internazionale non lo riconosca come legittimo. Fin dal 1984, infatti, la cosiddetta “dottrina Shultz”, dal nome del segretario di Stato durante la presidenza Reagan, aveva accolto con favore questa possibilità, legittimando azioni militari preventive, anche segrete; con il documento ufficiale americano sulla sicurezza nazionale del 2002, poi, tale concetto è stato esplicitamente introdotto nella dottrina militare nordamericana:
“studiosi e giuristi di diritto internazionale condizionano spesso la legittimazione dell’intervento preventivo (preemption) ad una minaccia imminente, generalmente una visibile mobilitazione di eserciti, unità navali e forze aeree in preparazione di un attacco. Noi dobbiamo adattare il concetto di minaccia imminente (imminent threat) alla capacità ed agli obiettivi degli avversari odierni. Gli stati canaglia ed i terroristi non cercano di attaccarci usando mezzi convenzionali. (…) Gli Stati Uniti hanno a lungo considerato valida l’opzione di azioni preventive (preemptive actions) per contrastare un’effettiva minaccia (sufficient threat) alla nostra sicurezza nazionale. Maggiore la minaccia, maggiore il rischio in caso di inazione – e maggiormente cogente l’esigenza di intraprendere azioni anticipatorie per difenderci, anche se rimane incerto il momento ed il luogo dell’attacco nemico. Per anticipare o prevenire simili atti ostili da parte dei nostri avversari gli Stati Uniti, se necessario, agiranno preventivamente (act preemptively)” (1).
Il 16 dicembre scorso, il presidente Obama, parlando alla Union of Reform Judaism (organizzazione ebraica del giudaismo modernista) passa dal concetto difensivo, “un Iran nucleare è inaccettabile”, a quello offensivo, “siamo decisi a prevenire l’acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran”: dove viene fatto quindi esplicito riferimento al documento strategico nazionale del 2002.
Il 19 dicembre scorso, il segretario alla Difesa Panetta, fino a quel momento uno dei più decisi assertori dei rischi derivanti da un attacco contro l’Iran, improvvisamente dichiara che l’Iran potrebbe acquisire entro un anno la bomba nucleare e che questa è la “linea rossa” raggiunta la quale il governo Usa “adotterà qualsiasi passo necessario per affrontare la situazione”.
Il 20 dicembre, il presidente del consiglio dei comandanti in capo delle Forze Armate Usa, gen. Martin Dempsey, dichiara alla CNN che “le opzioni che stiamo sviluppando hanno raggiunto un punto che le rende eseguibili ove necessario”, e aggiunge: “la mia maggiore preoccupazione è che gli Iraniani sottovalutino la nostra determinazione”.
Il 21 dicembre, Dennis Ross, uno degli strateghi filo-israeliani che da oltre trent’anni opera nelle posizioni più rilevanti della politica estera americana trasversalmente a tutte le amministrazioni Usa, come ho già avuto modo di documentare dettagliatamente (2), dichiara alla televisione israeliana Channel 10 che il presidente Obama sarebbe pronto a “fare un certo passo”, se necessario, e che “questo vuol dire che quando tutte le opzioni sono sul tavolo, se si sono esauriti tutti gli altri mezzi, si fa quello che è necessario”.
Il 22 dicembre il ministro della difesa israeliano Ehud Barak, dopo avere svolto negli Usa una serie di incontri coi massimi vertici politico-militari americani (vedi clarissa.it ), dichiara, a commento delle dichiarazioni ricordate finora: “esse confermano un fatto che ci era già noto a seguito dei nostri incontri riservati. Queste dichiarazioni mettono in chiaro all’Iran che si trova difronte ad un bivio vero e proprio”.
Il 23 dicembre, infine, viene pubblicato sulla prestigiosa rivista del Council on Foreign Relations, Foreign Affairs, il contributo di Matthew Kroenig, un giovane promettente esperto delle problematiche dell’anti-terrorismo, con una già brillante carriera alle spalle: prima come analista militare della Cia nel 2004; poi come membro dell’ormai famoso Policy Planning Staff, l’ufficio di pianificazione politica del ministero della difesa nel 2005, periodo nel quale afferma di avere elaborato il primo piano di deterrenza Usa contro le reti terroristiche; quindi membro del già citato Council of Foreign Relations, il più importante think-tank di politica internazionale statunitense, nel quale ha più volte rivestito il ruolo di consigliere; infine, dal 2010 al luglio 2011, consigliere speciale del ministro della Difesa Usa per lo sviluppo e l’attuazione della politica e la strategia di difesa americane in Medio Oriente.
Questo testo, intitolato senza mezzi termini “Il momento di attaccare l’Iran – perché un attacco è il male minore” (3), è un’accurata analisi delle obiezioni finora sollevate contro l’ipotesi di una attacco militare chirurgico americano contro le installazioni nucleari iraniane. Kroenig si propone di dimostrare che “la verità è che un attacco militare rivolto a distruggere il programma nucleare dell’Iran, se gestito con attenzione, potrebbe evitare alla regione [mediorientale] ed al mondo una minaccia davvero concreta e potrebbe aumentare straordinariamente la sicurezza nazionale degli Usa a lungo termine”.
Kroenig esamina i rischi di una politica di semplice deterrenza, per concludere che la “deterrenza implicherebbe giganteschi costi economici e geopolitici e dovrebbe essere mantenuta fintantoché l’Iran resta ostile agli interessi Usa, vale a dire come minimo per decenni”. Afferma che militarmente, grazie in special modo alle nuove bombe ad lato potenziale ed alta penetrazione (MOD, Massive Ordnance Penetrator), la distruzione dei maggiori siti nucleari iraniani è tecnicamente fattibile, senza il rischio di grandi perdite fra i civili. L’attacco, se ben condotto, potrebbe nello stesso tempo rendere chiaro all’Iran che è consigliabile evitare un allargamento del conflitto ed evitare anche brillantemente, come già avvenuto con l’Iraq, il rischio di un intervento diretto israeliano. Anche da quest’ultimo punto di vista, prima l’attacco viene attuato e meglio è, sia per prevenire autonome operazioni israeliane, sia per evitare il rafforzamento dell’Iran e l’adozione di maggiori misure di protezione dei siti obiettivo. Per concludere:
“Con i conflitti in Afghanistan ed in Iraq in via di esaurimento e con gli Usa che stanno affrontando una dura crisi economica all’interno, gli Americani hanno poca voglia di ulteriori scontri. Tuttavia il rapido sviluppo del programma nucleare iraniano costringerà prima o poi gli Usa a scegliere tra un conflitto convenzionale ed una possibile guerra nucleare. Di fronte a questa decisione, gli Stati Uniti devono condurre un attacco chirurgico contro le installazioni nucleari iraniane, assorbire l’inevitabile ritorsione e quindi tentare rapidamente di evitare l’escalation della crisi. Affrontare subito questa minaccia eviterà agli Usa di affrontare una situazione assai più pericolosa in futuro”.
Alcuni commentatori israeliani, i più attenti in questo momento alla posizione Usa, interpretano come sintomo particolarmente significativo di una nuova impostazione americana questa lunga serie di prese di posizione e cominciano ad ipotizzare che davvero Obama potrebbe essersi convinto che l’attacco americano ai reattori iraniani sia preferibile ad un’autonoma azione israeliana, per una serie di ragioni importanti: in primo luogo, l’attacco Usa eviterebbe ai Paesi arabi di doversi affiancare all’Iran, cosa che non potrebbero evitare di fare nel caso in cui fosse lo Stato ebraico a colpire; poi, il recente ritiro delle truppe dall’Iraq evita agli Usa di offrire il destro a possibili ritorsioni, in un’area che gli iraniani potrebbero essere in grado di raggiungere; infine, Obama potrebbe essere tentato di adottare l’opzione militare anche alla luce delle elezioni dell’autunno 2012, perché in questo modo spunterebbe una delle armi più insidiose della propaganda repubblicana, l’accusa di essersi dimostrato debole nella politica estera, mediorientale in special modo (4).
La stessa questione siriana, del resto, potrebbe avere una lettura più rivolta all’Iran ed al Libano che non all’obiettivo di abbattere Assad. I sintomi sono tanti: il rapimento di tecnici iraniani ospitati nel paese; lo spostamento di alcune unità americane ritirate dall’Iraq in prossimità della frontiera giordana che fronteggia il sud della Siria; la pressione militare turca da nord sul regime di Damasco; la possibilità che la caduta del regime di Assad crei le condizioni per un regolamento dei conti finale con Hezbollah in Libano, magari utilizzando i risultati dell’inchiesta sull’uccisione di Hariri, finora congelata nei suoi effetti giuridici. Caduto il regime di Assad in Siria, l’Iran si troverebbe completamente isolato e circondato da Paesi in grado di ospitare forze militari ostili.
L’Iran per parte sua, proprio negli ultimi giorni, sta concentrando le proprie mosse dimostrative politico-miliari sul golfo di Hormuz, quasi a richiamare l’attenzione mondiale su l’effetto ritenuto più immediato di un’eventuale crisi militare nel Golfo – la possibile interruzione del flusso del petrolio, in un momento in cui la crisi economica mondiale non ha certo bisogno di un rialzo del prezzo delle materie prime strategiche. Nei giorni di Natale, l’Iran ha infatti svolto delle esercitazioni navali, assai modeste tecnicamente ma molto propagandate, proprio nell’area dello stretto. Proprio mentre l’amministrazione Obama si prepara a varare ulteriori misure economiche che porterebbero ad un vero e proprio strangolamento economico dell’Iran, il primo vice-presidente Mohammad-Reza Rahimi ha poi dichiarato che “nemmeno una goccia di petrolio passerà dallo stretto di Hormuz”, nel caso in cui gli Usa decidessero di imporre sanzioni che minaccino di impedire le esportazioni petrolifere iraniane.
Non è quindi facile stabilire quanto la nuova posizione americana intenda semplicemente accrescere la pressione politica sull’Iran e quanto essa preluda invece realmente all’opzione militare. Certo è che sul piano strategico complessivo, l’eliminazione della questione iraniana nel 2012 rappresenterebbe un risultato decisivo per gli Stati Uniti, consentendo di presentare al mondo un Medio Oriente dal quale sono stati spazzati via tutti i nemici degli Usa e di Israele, un’area da plasmare secondo il modello della Primavera Araba, che, pur senza risolvere nessuno dei problemi del mondo arabo né del Medio Oriente, ha però sicuramente eliminato dalla scena qualsiasi forza anti-occidentale ed anti-israeliana, in particolare gli ultimi residui del nazionalismo arabo, il cui terzaforzismo aveva molto impensierito gli anglo-sassoni per alcuni decenni: in cambio, promette al futuro di questi Paesi una frammentazione etnico-religiosa che non promette nulla di buono per la loro stabilità interna.
Certamente in queste settimane decisive una serrata partita di diplomazia e di intelligence è sicuramente in corso anche fra Usa ed Israele: lo Stato ebraico ha infatti tutto l’interesse a che siano gli Usa a incaricarsi dell’eliminazione dell’ultimo possibile avversario, ma non intende aspettare ancora molto prima di colpire, sapendo di essere perfettamente in grado di farlo; gli Stati Uniti devono valutare fino a che punto il proprio impegno diretto in Iran consentirà poi loro davvero di controllare, in un eventuale Medio Oriente normalizzato, l’ambizioso alleato. L’esperienza del passato ci insegna infatti che il solo reale beneficiario di un attacco militare contro l’Iran sarà lo Stato ebraico, che, regnando sul Medio Oriente come unica, incontrastabile potenza economica politica e militare, sarà pronto a risolvere in modo draconiano anche il problema palestinese.
In ogni caso, la pace resterà ancora molto lontana.

(1) The National Security Strategy of the United States of America, 20 settembre 2002, p. 15. Si veda la discussione di dettaglio di questo argomento in G. Colonna, Medio Oriente senza pace, Edilibri, Milano, 2009.
(2) G. Colonna, Medio Oriente senza pace, cit., pp. 226-227.
(3) M. Kroenig, “Time to Attack Iran”, Foreign Affairs, vol. 91, n. 1, p. 76-86.
(4) Si veda in particolare, C. Shalev, “Will a U.S. Attack on Iran become an Obama’s “October Surprise”?”, Haaretz, 27 dicembre 2011.

Fonte: Clarissa [scheda fonte] 29/12/2011

 

http://www.agerecontra.it/public/press/?p=15222&cpage=1#comment-17306

LA CINA CONTRO GLI USA: “SE ATTACCATE L’IRAN, ENTRIAMO IN GUERRA”

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LEGGO.IT

LA CINA CONTRO GLI USA: “SE ATTACCATE 
L’IRAN, ENTRIAMO IN GUERRA”

 
Lunedì 23 Gennaio 2012 – 14:29

PECHINO – La Cina si scaglia contro gli Usa e i suoi alleati: se l’Iran venisse attaccato da Washington, il governo di Pechino si schiererebbe con Ahmadinejad. A dichiararlo è stato il presidente cinese Hu Jintao citato da European Union Times (link 2), organo del Pentagono. Anche il premier russo Vladimir Putin ha confermato la notizia, menzionando le parole del capo di Stato cinese. Le forze marine della Cina sono attualmente in stato di massima allerta dietro l’ordine dello stesso Hu Jintao, che avrebbe anche promesso di aiutare l’Iran, al costo di far scoppiare la terza guerra mondiale. In Italia lo scrive NoCensura.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/la_cina_contro_gli_usa_se_attaccate_liran_entriamo_in_guerra/notizie/160504.shtml

PEDOFILIA: L’EX PARROCO PADRE ADOLFO NUVOLA DI PALERMO CONDANNATO

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LEGGO.IT

 

PALERMO, MOLESTIE A UN 16ENNE: 
UN ANNO E SEI MESI AL PARROCO

 
Lunedì 23 Gennaio 2012 – 13:20

PALERMO – L’ex parroco della chiesa Regina Pacis di Palermo, padre Aldo Nuvola, è stato condannato a un anno e sei mesi, pena sospesa, per avere tentato di ottenere prestazioni sessuali da un ragazzo di 16 anni. Secondo il Pm Caterina Malagoli, che aveva chiesto due anni e otto mesi, don Nuvola nel 2008 avrebbe chiesto ripetutamente favori sessuali al garzone di un bar, presentandosi come un professore di filosofia di liceo. È stato il ragazzo a denunciare le molestie alla polizia. Il prete è stato difeso dagli avvocati Mario Zito e Nino Caleca.

 
http://www.leggo.it/news/cronaca/palermo_molestie_a_un_16enne_un_anno_e_sei_mesi_al_parroco/notizie/160494.shtml

gennaio 22, 2012

COSTA CONCORDIA: IL NAUFRAGIO E LA MANOVRA DI SALVATAGGIO

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articolo di sabato 21 gennaio 2012

 

Il giallo del naufragio della Concordia
Ecco la manovra di salvataggio VIDEO

di Lucio Di Marzo

 

Aperta la cassaforte di Schettino, nelle mani degli inquirenti anche gli hard disk. La Protezione Civile: contaminazione ambientale. Recuperato il corpo di una donna: le vittime sono 12. Le immagini della manovra di salvataggio svelano che senza l’avvicinamento alla costa la nave sarebbe affondata in un punto dove la profondità supera i 100 metri
Mentre sono in corso le operazioni preparatorie al recupero del carburante, proseguono le indagini sul tragico naufragio. Nuovi dettagli su cosa realmente accadde quella notte, importanti per meglio definire le responsabilità, potrebbero venire dalle immagini delle telecamere e dagli hard disk recuperati dal relitto, ma anche dagli effetti trovati nella cabina di Schettino

Mentre sono in corso le operazioni preparatorie al recupero del carburante ancora contenuto nella Costa Concordia, proseguono le indagini sul tragico naufragio. Nuovi dettagli su cosa realmente accadde quella notte, importanti per meglio definire le responsabilità, potrebbero venire dalle immagini delle telecamere e dagli hard disk recuperati dal relitto. Intanto sulla Concordia è stato trovato il corpo di una donna.

Le immagini del satellite

Intanto è stata fatta luce sulla dinamica dell’incidente della nave. Grazie alle immagini diffuse dall’Ais, un sistema di identificazione satellitare, si possono vedere, minuto per minuto, le manovre effettuate in quei tragici momenti. La nave, dopo aver urtato contro lo scoglio, va alla deriva allontanandosi più di seicento metri dalla costa. A quel punto la rotta viene invertita e la nave compie una rotazione, una specie di testacoda, che le permette di andarsi lentamente ad arenare. Solo in quel momento viene lanciato l’allarme. Se la Concordia non si fosse avvicinata all’isola del Giglio, la nave sarebbe rimasta in un punto in cui la profondità supera i 100 metri, con la conseguente possibilità di un disastro ecologico e umano di maggiore entità.

Verso l’incidente probatorio

I sommozzatori dei carabinieri di Genova hanno recuperato dal relitto della Concordia due telecamere che erano poste sulla plancia della nave e l’hard disk, dai quali potrebbero venire nuovi elementi utili all’indagine. Lunedì dovrebbe arrivare l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio. Il gip darà il via alla notifica dell’incidente probatorio relativo alla scatola nera della Concordia, come richiesto dalla procura. La notifica raggiungerà tutti i passeggeri presenti sulla nave al momento dell’impatto con gli scogli, nonché i membri dell’equipaggio, per un totale di circa 4.200 persone. Un numero decisamente elevato, che renderà la notifica complessa, a cui si aggiunge la difficoltà di raggiungere molti turisti stranieri, già rientrati nei rispettivi Paesi di residenza. Il gip non ha escluso di utilizzare per la notifica canali non convenzionali, dai quotidiani stranieri, fino a Youtube e agli altri mezzi messi a disposizione dalla rete.

Intanto il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato d’emergenza in relazione al naufragio della nave da crociera. Una nota diffusa dal Cdm sottolinea come “al fine di portare a compimento le iniziative per l’adeguamento delle infrastrutture portuali, fognarie, di approvvigionamento idrico e di viabilità, oltre che per la messa in sicurezza delle aree soggette ad attività vulcanica, è stato prorogato lo stato d’emergenza già dichiarato nelle Isole Eolie“.

I carabinieri di Savona hanno raccolto la testimonianza dei responsabili della Ilma Sub, azienda savonese specializzata in riparazioni navali. La società, contattata la notte del naufragio dalla Costa, che chiedeva se fosse possibile controllare in tempi brevi un danno allo scafo della nave, è stata sentita per verificare se avesse conoscenza o meno della gravità del danno alla Concordia. 

Le operazioni vanno avanti

La ricerca dei dispersi in mare continua, come vanno avanti anche le perlustrazioni all’interno della nave. Si sono invece interrotte questa mattina le ricerche di persone all’interno del relitto, dopo che gli speleo-sub, scesi nei giorni scorsi nella parte immersa più profondamente dello scafo, hanno annunciato di avere completato il proprio lavoro. Conclusa anche l’operazione d’apertura di nuovi varchi, all’altezza del ponte 5, che permetterà agli uomini della marina militare di entrare in azione. Le operazioni dovrebbero procedere in sicurezza sia oggi che domani, aiutate dal meteo favorevole, mentre da lunedì potrebbero tornare le condizioni di mare piuttosto mosso che hanno destato più di una preoccupazione nei giorni scorsi.

Intanto continuano le operazioni intorno al relitto della Costa Concordia. Gli uomini al lavoro al Giglio hanno ultimato la prima fase della procedura di estrazione del carburante ancora contenuto nella nave, posando il terzo cerchio di panne intorno allo scafo, una misura più che altro cauterale, messa in atto per prevenire la fuoriuscita di quanto contenuto nei serbatoi.

Sempre per scongiurare il rischio di uno sversamento in mare, è arrivato oggi sul luogo del naufragio un macchinario, che sarà montato sulla nave Orione, in grado – in caso di bisogno – di aspirare fluidi e separare combustile e acqua di mare, con una portata di 100mila litri al giorno. La seconda fase delle operazioni di recupero delle 2.400 tonnellate di carburante avrà il via con l’arrivo di una nave cisterna, che si affiancherà a un pontone, per procedere all’estrazione di quanto contenuto nelle casse di combustibile. L’operazione durerà all’incirca tre settimane. Intanto si valutano ipotesi di ancoraggio per tenere la nave in sicurezza, visti soprattutto i movimenti di slittamento a cui è stata soggetta nei giorni scorsi, nel frattempo notevolmente rallentati.

I sommozzatori nella cabina di Schettino

I vigili del fuoco, dopo avere utilizzato la “tecnica speditiva” nei giorni scorsi, per evitare di aprire le porte e scongiurare i rischi per gli operatori, questa mattina hanno messo in campo una tecnica differente, utilizzando nella parte sommersa della nave speciali telecamere a fibra ottica fornite dai corpi speciali, che consentono di mostrare il contenuto di una cabina sfruttando un foro di dimensioni molto ridotte.

I sommozzatori, dopo due giorni di tentativi, sono riusciti a penetrare nella cabina del comandante Schettino e a recuperare dalla cassaforte diversi effetti personali, ma anche carte e documenti. Tra gli effetti un cd dati che i carabinieri stanno trattando con molta cura e il passaporto.

Gabrielli: “Contaminazione avvenuta”

Franco Gabrielli, Capo della Protezione Civile, si è recato questa mattina sull’isola del Giglio, per la costituzione del comitato scientifico da lui coordinato. Ben chiari due obiettivi: il recupero del carburante e quello del relitto. Per quanto riguarda il secondo obiettivo bisognerà anche decidere se provare a rimettere “in asse” la nave o imbrigliarla. Gabrielli, sull’isola come “commissario del governo” e non “commissario straordianario”, come ci tiene a precisare, ha speso qualche parola sull’intervento del suo predecessore, Guido Bertolaso, parlando di una Protezione Civile il cui ruolo “deve essere seriamente ripensato”, non solo in una logica di risparmio economico. Per Gabrielli è necessario che la Protezione civile “torni al suo core business”, dimenticando per esempio la gestione dei grandi eventi.

Da parte sua è poi arrivata una conferma su un dato già discusso nei giorni scorsi, ovvero il danno ecologico per Giglio e Argentario. Gabrielli non ha dubbi: “La contaminazione è avvenuta. Noi siamo concentrati su quelle 2.400 tonnellate di carburante ma non dobbiamo dimenticare che in quella nave ci sono olio, solventi, detersivi. Tutto ciò che serve ad una cittadina di 4 mila persone“.

http://www.ilgiornale.it/interni/recuperati_concordiadue_telecamere_e_hard_disk/21-01-2012/articolo-id=568129-page=0-comments=1


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gennaio 21, 2012

BOVALINO: VIOLENZA SESSUALE SULLA SORELLA DISABILE-ARRESTATO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 12:26 am

Giovedì 19 Gennaio 2012 12:52
 
 

Ragazza vittima violenza sessuale per 7 anni e’ rimasta incinta

 

BOVALINO (Reggio Calabria) – Da sei anni una ragazza di Bovalino (Rc), Adelina Sebanescu, di 23 anni, di origini rumene, con gravi difficoltà motorie è stata costretta a subire violenza sessuale dal proprio fratello. La storia è venuta fuori perché la giovane è rimasta incinta e si è confidata con un’amica che l’ha accompagnata all’ospedale per una visita di controllo. La ragazza a causa della scoliosi ha difficoltà a camminare: la malattia ha impedito anche la crescita fisica di Adelina che è alta appena 110 centimetri per 20 chili di peso e per muoversi ha bisogno del busto. La ragazza vive con la madre che sembra fosse al corrente delle continue violenze subite dalla giovane da parte del fratello Daniel, sposato e padre di due figli. Addirittura Adelina quando ha confessato alla mamma di essere incinta la risposta è stata: «Volevi tanto un figlio, adesso lo avrai».
L’ARRESTO – Il fratello stupratore è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Bovalino diretti dal dottor Giovanni Arcidiacono con l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata e incesto. Adelina è adesso al quinto mese di gravidanza e ha chiesto di poter tenere il bambino. Le condizioni fisiche, ma anche economiche della ragazza non consentirebbero però alla giovane di poter portare a termine la gravidanza. Del caso si sta occupando la magistratura di Locri: il sostituto procuratore Rosanna Sgueglia ha chiesto ai servizi sociali una relazione dettagliata ed ha affidato a un perito medico la valutazione sulle condizioni fisiche e psicologiche della giovane. Adelina è maggiorenne e non è interdetta quindi la valutazione sull’ipotesi di interrompere la gravidanza spetta comunque esclusivamente a lei.

SILENZIO – La ragazza è stata comunque allontanata da Bovalino e si trova adesso in una località segreta sottoposta alle terapie necessarie seguita da una psicologa. Adelina ha raccontato al magistrato di essere stata violentata la prima volta quando aveva sedici anni. Da quel momento in poi è stato un continuo dramma, vissuto dentro le mura domestiche senza mai poter abbozzare una reazione. La scoliosi l’ha costretta a lunghi periodi a letto. La giovane per molto tempo è stata impossibilita a muoversi. Il fratello-stupratore ha approfittato di questa condizione e per anni l’ha violentata facendo leva anche sul silenzio assenso della madre.CORRIERE

 

http://www.lameziaclick.com/notizie/dalla-calabria/16763-bovalino-rc-abusa-della-sorella-disabile-arrestato-muratore-romeno.html

 

Bovalino (RC), violenza sessuale su sorella disabile, arrestato

 
giovedì, gennaio 19th, 2012 | Posted by cristina

Continua con profitto l’attività di prevenzione e contrasto ai reati, coordinata dal Questore Carmelo CASABONA, anche nel territorio della provincia.

Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato P.S. di Bovalino (RC), diretto dal dr. Giovanni Arcidiacono, all’esito di una specifica attività investigativa, ha portato alla luce, ponendovi fine, una storia di abusi sessuali su una giovane disabile consumata in ambiente familiare.

Dalle indagini della Polizia di Stato si è appurato, difatti, che la ragazza, S.A., sin dall’età di 16 anni era oggetto di “particolari” attenzioni da parte del fratello, S.D., maggiorenne.

Da tempo i poliziotti lavoravano sul caso scontrandosi con l’omertà di chi pur sapendo o sospettando qualcosa tuttavia non collaborava e non denunciava il fatto. La svolta nelle indagini si è avuta a seguito di un accertamento presso l’ospedale di Locri ove è emerso un dato oggettivo inequivocabile e sconvolgente ossia la gravidanza della giovane disabile.

Gli elementi raccolti e le indicazioni fornite dal sofferto racconto della vittima hanno consentito di far emergere la verità e di procedere pertanto nei confronti di colui che di quello stato profittava.  Il fratello, infatti, da anni abusava sessualmente della ragazza tra le mura domestiche sebbene del tutto ne fosse a conoscenza anche la loro madre.

Composto il mosaico della vicenda, i Poliziotti, coordinati dal P.M. dott.ssa Sgueglia della Procura della Repubblica di Locri, traevano in arresto il ragazzo, accusato di volenza sessuale continuata su persona disabile.

L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Locri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 
 

gennaio 17, 2012

COSTA CONCORDIA: GLI ATTIMI DEL NAUFRAGIO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 2:06 am

TGCOM 24

Concordia, ecco cosa accadde dalle 21 alle 5: minuto per minuto gli attimi del naufragio

La ricostruzione della tragedia, tra virate, chiamate alla Capitaneria e soccorsi non chiesti

16.1.2012
 
foto LaPresse
 

22:06 – Le virate a velocità di crociera, l’allarme che non arrivava e una collisione con uno scoglio a lungo definito un blackout. La Capitaneria che dà il via ai soccorsi quasi 10 minuti prima che lo chiedesse la plancia del Concordia e il comandante che viene più volte chiamato al cellulare e invitato, anche con voce grossa, a tornare a bordo. Ecco, minuto per minuto, cosa accadde la notte del naufragio.

ore 21.07 – Alla velocità di 16 nodi la Costa Concordia accosta (cioè vira) e punta l’isola del Giglio, verso la sua sinistra, a ovest. Tiene una rotta fino a raggiungere i 278 gradi, vale a dire in perpendicolare verso ovest. Intorno alle 21.40 si registrerà un nuovo accosto a una velocità di 15 nodi per rimettere la prua verso nord: siamo a 500 metri dalle coste del Giglio. A bordo, secondo gli esperti della guardia costiera, hanno già capito che non ce la faranno.

ore 21.45 – La nave Concordia incaglia sugli scogli delle Scole. E’ una brusca ‘frenata’: alle 21.46 viaggia a 8 nodi, alle 21.47 a 6,7, alle 21.49 a 5 nodi e alle 21.52 3,9. I locali motori sono invasi dall’acqua, sono inservibili, la nave è in balia delle correnti e va in ‘testacoda’.

ore 22.06 – I carabinieri di Prato telefonano alla Capitaneria di Livorno dopo che una donna del posto ha ricevuto una telefonata da qualcuno a bordo della nave, già al buio.

ore 22.14 – La Capitaneria, dopo averla cercata con il sistema Ais, rintraccia la Concordia e chiama a bordo: dalla plancia rispondono che è solo un black-out, in corso da circa 20 minuti. Aggiungono che ritengono di risolvere il problema. Dalla sala operativa insistono spiegando di sapere che i passeggeri hanno i giubbotti salvagente e che in sala da pranzo si è verificato il cedimento del ponte. Tuttavia la plancia ribadisce che si tratta solo di un blackout.

ore 22.26 – La Capitaneria richiama la Concordia, che ormai ha una velocità inferiore al nodo (meno di 2 km orari). Dalla nave spiegano che c’è una ‘via d’acqua’. “Ci sono feriti o deceduti?” chiedono dalla Capitaneria. Dalla nave rispondono che è tutto a posto. La guardia costiera domanda se hanno bisogno di assistenza, ma dalla Concordia dicono che è sufficiente l’assistenza di un rimorchiatore. La Capitaneria invece avvia la macchina dei soccorsi. I soccorsi, secondo le prime indagini, sono partiti prima di essere richiesti.

ore 22.34 – La Capitaneria di Livorno chiama di nuovo la nave Costa, chiedendo un aggiornamento sulla galleggiabilità dell’imbarcazione. In più viene chiesto se la plancia dichiara il ‘distress’, cioè in gergo la necessità di soccorso. La plancia della Concordia a quel punto accetta: “Va bene, dichiariamo distress”. Sul posto iniziano a portarsi motovedette e navi in zona che possono portare assistenza.

ore 22.48 – La Capitaneria chiede: “Avete già valutato l’abbandono nave?” Da bordo rispondono: “Stiamo valutando”.

ore 22.58 – La nave è già ferma dov’è ora. La Capitaneria chiede di nuovo al comando della Concordia se vogliono dichiarare l’abbandono nave. Da bordo rispondono ok: abbandono nave.

ore 23.10 – La motovedetta della guardia di finanza comunica che i primi passeggeri sono scesi dalla nave, sono a bordo delle scialuppe e stanno raggiungendo terra.

ore 23.15 – L’Ais, il sistema satellitare di identificazione delle navi, perde il segnale per il blackout, la nave a quel punto è ferma nel punto in cui si trova ora.

ore 00.30 ca – Il comandante viene visto da testimoni attendibili (è anche riconoscibile dall’abbigliamento) su uno scoglio a destra della nave.

ore 4.46 – La guardia di finanza comunica che la nave è evacuata e che a bordo ci sono solo soccorritori.

 
 
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