Mirabilissimo100’s Weblog

marzo 15, 2012

“LE COPPIE GAY SONO COME UNA FAMIGLIA”: PRONUNCIA STORICA DELLA CASSAZIONE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 4:12 pm
LEGGO.IT
 

“LE COPPIE GAY SONO COME UNA FAMIGLIA”:
PRONUNCIA STORICA DELLA CASSAZIONE

 
Giovedì 15 Marzo 2012 – 16:39

ROMA – Diritto alla “vita familiare” e “vivere liberamente una condizione di coppia” per i gay. Lo ha affermato la Corte dei Cassazione, in una sentenza che è stata depositata oggi. Le coppie omosessuali, se con l’attuale legislazione «non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio nè il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero», si legge nella sentenza, tuttavia hanno il «diritto alla ‘vita familiare’» e a «vivere liberamente una condizione di coppia» con la possibilità, in presenza di «specifiche situazioni», di un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata».

È la prima volta, lo scrive la stessa Corte nella sentenza n.4184, che la Cassazione si trova ad affrontare il caso di una coppia gay che chiede il riconoscimento del proprio matrimonio contratto all’estero: i due uomini si erano sposati nel 2002 a L’Aja ed avevano poi chiesto la trascrizione del certificato di nozze, come atto pubblico, al comune di Latina dove sono residenti. Al rifiuto del Comune di riconoscere questo certificato e quindi il matrimonio, la coppia ha fatto ricorso sia in Tribunale che alla Corte d’Appello di Roma, ricorsi entrambi respinti. Di qui l’ulteriore istanza in Cassazione, dove la Prima Sezione Civile motiva la sua decisione – che è comunque di rigetto del ricorso – in circa 80 pagine.

La Suprema Corte spiega che, se è vero che in Italia ancora non esiste una legislazione che preveda il matrimonio tra gay (citando a questo riguardo anche la recente sentenza della Corte Costituzionale che appunto aveva detto no ai matrimoni omosessuali), il quadro europeo dei diritti dei gay ed il contesto sociale è fortemente cambiato. Infatti, essendo stata superata grazie alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo «la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico della stessa esistenza del matrimonio», la Cassazione sottolinea che «l’intrascrivibilità delle unioni omossessuali dipende non più dalla loro ‘inesistenza’ e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano». Le coppie gay, come i coniugi, hanno però il diritto ad una «vita familiare» e ad esigere e a far valere per questo il diritto ad un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata».

http://www.leggo.it/news/cronaca/le_coppie_gay_sono_come_una_famiglia_pronuncia_storica_della_cassazione/notizie/171049.shtml

MIRKO MORTO A 2 ANNI: GIALLO IN SARDEGNA-FERITA LA MADRE-COMPAGNO S’IMPICCA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 4:10 pm
Mirko Mocci, morto a due anni (Tgcom24)

 

 

LEGGO.IT

 

MIRKO, MORTO A 2 ANNI: GIALLO IN SARDEGNA.
FERITA LA MADRE, COMPAGNO S’IMPICCA -FOTO

 
Giovedì 15 Marzo 2012 – 15:56

CAGLIARI – Un giallo e una doppia tragedia si sono consumati nel giro di poche ore a Sant’Antioco, nel Sulcis, nella zona sud occidentale della Sardegna. Prima la morte, ancora misteriosa, di un bimbo di 2 anni e mezzo, Mirko Mocci, poi la mamma, una giovane donna di 22 anni, che esce di casa insanguinata per chiedere aiuto, colpita alla testa da una martellata al culmine di un violento litigio con il suo compagno. Infine, l’epilogo: l’uomo si rende irreperibile e viene trovato qualche ora dopo impiccato ad un albero nelle campagne del paese.
La cittadina è sotto choc e si interroga sul perchè di questo dramma senza precedenti. Nulla si sa sulle cause della morte del piccolo Mirko: quando la mamma, Daniela Sulas, ha chiamato i soccorsi, coperta da una maschera di sangue, il bimbo aveva già cessato di vivere, Inutile ogni tentativo di rianimarlo: sul suo corpo nessuna traccia di violenza.
La donna, nel frattempo, è stata accompagnata all’ospedale Sirai di Carbonia: i medici le hanno suturato la ferita alla testa e le sue condizioni non sarebbero gravi. Ma il suo stato mentale non le ha consentito finora di raccontare con esattezza quando accaduto nelle prime ore del mattino nella sua abitazione. Avrebbe comunque confermato di essere stata colpita con una martellata dal compagno, Igor Garau, trentenne, con il quale conviveva da poche settimane.
L’uomo, che non è il padre di Mirko, è scappato e i carabinieri si sono subito messi sulle tracce. Una fuga disperata con l’intenzione di farla finita: lo hanno trovato poco dopo le 14 nelle campagne del paese, impiccato ad un albero. Il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Maria Virginia Boi, ha disposto l’autopsia sul corpo del bimbo, che verrà eseguita probabilmente domani dal medico legale Roberto Demontis.
In un breve briefing con i giornalisti, il comandante provinciale dei carabinieri, col. Davide Angrisani, accompagnato dal responsabile del Reparto operativo, col. Franco Amabile, e dal comandente della Compagnia di Carbonia, cap. Giuseppe Licari, hanno fatto il punto sulle indagini che avranno un’accelerazione nelle prossime ore con i primi riscontri dai rilievi del Ris ed una più approfondita testimonianza della giovane mamma.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/mirko_morto_a_2_anni_giallo_in_sardegna_ferita_la_madre_compagno_simpicca_foto/notizie/171041.shtml

GESÙ NELLO SPOT RED BULL: GESÙ NELLO SPOT RED BULL

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 1:48 pm

LEGGO.IT

GESÙ NELLO SPOT RED BULL:
LA CHIESA PROTESTA -VIDEO

 
 
 
Mercoledì 14 Marzo 2012 – 23:49

ROMA – Dopo le ali, i miracoli. Il nuovo spot della Red Bull, la famosa bevanda energetica austriaca, sta facendo discutere in Sudafrica e Brasile, le due nazioni in cui è stato trasmesso. La pubblicità, che ha Gesù come testimonial, vede lo stesso in compagnia di due dei suoi discepoli, su una barca. Il Messia scende dall’imbarcazione e inizia a camminare sull’acqua: “Gesù, stai camminando sull’acqua, è un miracolo!”, dice uno dei discepoli. “Nessun miracolo, basta solo essere abbastanza furbi da trovare le pietre su cui camminare”, ribatte Gesù. Sarcasmo che non è piaciuto alle autorità ecclesiastiche, soprattutto a quelle brasiliane, che stanno valutando azioni legali.

 

http://www.leggo.it/zoom/gesu_nello_spot_red_bull_la_chiesa_protesta_video/notizie/170888.shtml

 

VIDEO

Lo spot Red Bull

 

http://www.leggo.it/video/lo_spot_red_bull/13481/170888.shtml

———————————————————-

 

 

Quotidiano.net

Vescovi contro Red Bull: ‘Spot con Gesù offensivo’

La pubblicità, inedita in Italia, è stata bloccata

La pubblicità della Red Bull che mostra un Gesù annoiato che cammina sull’acqua è offensiva e deve essere ritirata. E’ quanto ha dichiarato la Conferenza dei vescovi sudafricani. La versione dell’azienda: “E’ solo uno scherzo”

 

Roma, 15 marzo 2012 – La pubblicità della Red Bull che mostra un Gesù annoiato che cammina sull’acqua è offensiva e deve essere ritirata. E’ quanto ha dichiarato la Conferenza dei vescovi sudafricani, si legge oggi sul Times di Johannesburg. “Mentre le pubblicità di Red Bull sono caratterizzate dalla loro intelligenza, noi crediamo che Red Bull South Africa abbia passato il segno”, ha detto il portavoce della conferenza, il cardinale Wilfred Napier.

Il prelato ha accolto positivamente la decisione della casa produttrice della bevanda energetica di bloccare la campagna, ma ha sottolineato che se ne richiede la completa cancellazione. “Inoltre noi suggeriamo che il team di pubblicitari e le compagnie di pubbliche relazioni facciano dei corsi per imparare il rispetto delle sensibilità – ha aggiunto – le persone non sono solo consumatori e i simboli religiosi sono qualcosa di più che opportunità di mercato”.

COSA C’E’ DAVVERO NELLO SPOT SACRILEGO – Il Gesù animato dello spot tv è sulla barca da pesca assieme a due discepoli. Per costoro è solo grazie alla bevanda che il Messia riesce a camminare sull’acqua. Nella scenetta Gesù però ribatte: “Nessun miracolo. Basta solo essere abbastanza scaltri per trovare le pietre su cui camminare”. Ma l’esercizio sarcastico è spericolato, e finisce per ferire tanti e disturbare tantissimi.

RED BULL: ERA UNO SCHERZO – Nel frattempo, la società ha respinto le accuse di aver voluto deridere Gesù o la religione. “Abbiamo solo voluto scherzare. Oltre a ciò, in questa pubblicità abbiamo addirittura menzionato che Gesù non ha bisogno di bere Red Bull per camminare sulle acque”. 

 

http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/03/15/681392-vescovi-contro-red-bull-spot-offensivo.shtml

 

DANTE ALIGHIERI ACCUSATO DI ANTISEMITISMO E OMOFOBIA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 1:45 pm

Dante antisemita e omofobo. Indovinate perchè…

di Maurizio Blondet

Titolo del Corriere della Sera: «Dante antisemita e omofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici». L’urgentissimo allarme viene sollevato da «Gherush 92», un ente che il Corriere definisce come una «organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale per il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti». Ciò che il Corriere non dice, è che «Gherush 92» è un’organizzazione ebraica, creata da diversi sayanim italiani per diffondere la solita propaganda israeliana. Che ha trovato il modo di farsi un po’ di pubblicità gratuita. («Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»)

«Studiando la Divina Commedia – sostiene Gherush92 – i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle Messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti».

Sicchè, dice la presidente Valentina Sereni (in Katz?)

«È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali (…). In alternativa, alcune parti del poema andrebbero espunte dal testo».

Ora, qualche commentatore malevolo ha già bollato il gruppo «Gherush 92», per questa tanto giusta iniziativa, come «mentecatti», facendo notare che costoro «non sono innocui», in quanto il loro è «totalitarismo che si traveste da politicamente corretto». Qualcuno potrebbe spingersi a sottolineare la permanente tendenza di tanti sayanim ad imporre la censura, a tagliare testi sgraditi, a far tacere, ad instaurare la «polizia del pensiero», o psico-polizia orwelliana: fino al punto da denunciare alle autorità giudiziarie il notorio Alighieri Dante in forza della legge Mancino: antisemita, omofobo, sicuramente negazionista. (Mentecatti politicamente corretti crescono)

Sono accuse e derisioni – di chiaro sentore antisemita – da cui il sottoscritto prende energicamente le distanze.

Già fin da quando il notorio Alighieri Dante era ancora tra noi, le menti più illuminate dell’epoca l’hanno sospettato di grave scorrettezza politica: basti pensare alla diffamazione sfrenata con cui colpì il degnissimo e da tutti noi amatissimo Santo Padre Bonifacio VIII, e il mite Celestino V cui diede del vigliacco: («… Fece per viltade il gran rifiuto»), nonchè vescovi, cardinali, gran signori, ricchissimi borghesi usurai e falseggiatori di moneta come gli attuali speculatori finanziari – insomma la più rispettabile classe dirigente dell’epoca.

Purtroppo l’Inquisizione – che avrebbe tempestivamente posto fine allo scandalo come auspicato dalla Valentina Katz – non era ancora stata istituita. E il Dante se la cavò, ancorchè povero e ramingo; il suo libro malefico cominciò a circolare impunito, nella orrenda versione integrale. Spargendo in generazioni di giovani anime innocenti, costrette a leggerlo nelle scuole (nelle scuole! Orrore!) i veleni dell’antisemitismo, dell’omofobia, del razzismo anti-islamico.

Il danno così provocato dall’Alighieri e dai suoi complici in otto secoli di diffusione libera di quel testo satanico, è incalcolabile. A ragione la Valentina Sereni (o Katz) ci rivela le conseguenze ultime del crimine dantesco:

«Antisemitismo e razzismo significano eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture, di specie animali e vegetali».

Insomma: se gli ebrei stanno procedendo alla «eliminazione fisica o culturale» dei palestinesi, è colpa di Dante. Se i soldati americani pisciano sui cadaveri afghani, è perchè, nell’ozio dei loro accampamenti, si sono saturati degli endecasillabi del Fiorentino. Se gli Yanomani spariscono, è lui il colpevole. Non solo: «intere specie animali» – dalla Tigre siberiana al Panda – stanno sparendo, e tutto per il disprezzo della «diversità» insinuato nelle anime dei cacciatori mongoli dalla lettura della Divina Commedia.

Ma «Gherush 92» punta il dito su un delitto dantesco a cui – confessiamo – non s’era mai pensato: la scomparsa di «specie vegetali» come ultima conseguenza dell’ «antisemitismo e razzismo» della Commedia. Invano alcuni antisemiti accusano la Monsanto (della famiglia Shapiro) e le sue modificazioni genetiche per la scomparsa della bio-diversità: il vero colpevole è Dante. Finalmente smascherato. La Procura lo convochi immediatamente: «Cittadino Alighieri, che cosa ha fatto dell’asparago selvatico?».

Ci voleva appunto una organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale dell’ONU per rivelarci la tragica vastità dei delitti di Dante, e le infinite possibilità accusatorie di un sistema giudiziario che adottasse gli auspici di «Gherush 92»: qualcosa di cui i tribunali staliniani hanno tentato un’applicazione, ohimè pallida: «Compagno, ti è stata trovata in casa una copia della Divina Commedia. Venticinque anni a Vorkuta!». Sicuramente quando sarà istituito il Tribunale Supremo dell’Umanità a Gerusalemme, com’è nelle storiche ambizioni e nei secolari progetti ebraici, questo sistema di inquisizione troverà la sua più completa applicazione. E senza appello.

Conquistati da tale proposta di censura ultra-raffinata, trascinati dall’entusiasmo, osiamo additare alla sorveglianza accusatoria del gruppo«Gherush 92», perchè prenda gli opportuni provvedimenti anche e non solo in sede giudiziaria, contro un altro libro che avvelena le anime delle generazioni da molti secoli. È un libro assai più antico della Commedia dantesca; un libro infarcito di pregiudizi contro gli omosessuali e i travestiti; un libro che sparge odio contro i popoli «diversi», ed incita al loro sterminio, anzi allo sterminio aggiuntivo di tutti i loro animali domestici.

Un libro profondamente, spaventosamente omofobo, razzista, anti-animalista, per giunta anti-femminista; un libro che si rallegra di omicidi ed inganni, che prescrive furti e ordina stragi. E nonostante ciò, viene letto addirittura nelle chiese, e viene ritenuto ispirato da Dio.

Ne cito alcuni passi a caso, onde possiate prendere i dovuto provvedimenti contro l’Autore: si tratta di promesse fatte al popolo razzialmente eletto:

«Io ti benedirò e moltiplicherò il tuo seme… la tua progenie possiederà la porta dei tuoi nemici»

«Ed Egli darà i loro re nelle tue mani e tu estirperai i loro nomi… finchè non li abbia distrutti».

«Oggi comincerò a spargere spavento di te fra i goym, sotto tutto il cielo, tanto che esse si terrorizzeranno a sentire il tuo nome».

«Divora dunque tutti i popoli che il Signore tuo ti darà; locchio tuo non li risparmi».

«Voi vi ciberete dei beni delle genti, e vi farete magnifici della loro gloria»(Isaia 61,6). «Tu suggerai il latte delle genti, e popperai le mammelle dei re».«… E i figli degli stranieri edificheranno le tue mura».

«Chiedimi, ed io ti darò in eredità le genti e i confini della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con verga di ferro, li frantumerai come vaso dargilla» (Salmo 2, 8-9).

Fino allo spietato Salmo 137: «Figlia di Babilonia, votata alla distruzione: beato chi prenderà i tuoi pargoli e li sbatterà contro la roccia!».

Questo beatifico desiderio è stato oggi realizzato dalla devastazione di «Babilonia», ossia l’Iraq, compiuto per conto della razza eletta da un popolo che ha dato agli eletti le sue mammelle da mungere.

Tralascio i passi dove Dio ordina ai suoi eletti di massacrare 40 mila amaleciti sconfitti, e promette la totale distruzione di cananei, filistei, amorrei; tutti passi che – come voi giustamente dite, esimii Katz di «Gherush 92» –significano eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture».

Insegnato a memoria nelle scuole rabbiniche, questo orribile testo ha formato un intero popolo all’odio e al disprezzo dei «popoli e culture» diversi. Lo testimonia la particolarisssima pedagogia che si trova nel Talmud, su cui non mi dilungo. Solo alcuni pochi esempi nel gran mare di questo commento alla Bibbia:

«Che significa Har Sinà, cioè monte Sinai? Vuol dire il monte dal quale si è irradiato Sina, cioè lodio contro i popolo del mondo» (Shabbath 80 , col.1).

«Dovunque gli ebrei arrivano, devono farsi sovrani dei loro signori» (Sanhedrin 19, 89, 1).

«…Vi farò unici dominatori del mondo» (Chaniga, 3a, 3).

«Il migliore fra i non-ebrei, uccidilo» (Abodag Zarah, 26b, Tosefoth).

«Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo sono da chiamarsi bestiame» (Baba Mezia, 114, col.2 ).

Mica è teoria, signori. Mica è simbolo. Mica è metafora e licenza letteraria. Spesso i governanti attuali dello Stato d’Israele di oggi, se ne escono fuori a dire che i palestinesi sono bestie, e i loro rabbini di oggigiorno ancora insegnano che tutti i non-ebrei sono animali: dunque macellabili, e macellati spesso effettivamente là dove cadono nelle mani ebraiche.

È un insegnamento costante. Il filosofo Abravanel (1437-1508) ha scritto:

«Il profeta (Isaia) annuncia che il Signore lo ha unto per dire agli israeliti che saranno ad essi soggetti tutti i popoli, e che le genti straniere dovranno arare e lavorare sì che ai figli d’Israele non tocchi alcun lavoro pesante, ma possano servire Dio solo pregando. A che possano però aver tempo per servire Dio benedetto, dovete mangiare i beni dei popoli» (Meshmia jeshue, 89, col.4).

E quante volte, signori, i popoli hanno visto i loro beni divorati e mangiati da individui educati a questa scuola!

Rabbi Bar Nachmani: «Al tempo del Messia gli ebrei estirperanno tutti i popoli della terra» (Bammidbar Rabba, fol. 172, col.4).

Jeshaia Hurtzitz, Scene lukhot habberit, anno 1686: «Il mondo è stato creato per gli israeliti, essi sono la polpa, gli altri popoli non sono che la scorza».

Adolphe Crémieux (1796-1880), fondatore degli Archives Israelites: «La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sè tutto il mondo (…). Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra apparterranno esclusivamente agli ebrei (…) Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno».

E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:

«Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante lunificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante listituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dellumanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, lelemento direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con laiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra» (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

Lascio a voi giudicare, lucidi ricercatori del «Gherush 92», se qui non si preconizza e si progetta la «eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture», la più feroce discriminazione razziale, lo sfruttamento del prossimo, la violazione ripetuta dei diritti umani.

E – ripeto – questa si traduce in una precisa politica. Solo pochi giorni fa , il 12 marzo alle due di notte, aerei israeliani hanno sparato missili a Gaza, uccidendo 23 palestinesi, di cui sette appartenenti a un a sola famiglia, e ferendone 73 (tutti civili, alcuni bambini) in risposta a lanci di razzi – che non hanno mai provocato danno alcuno. E su una popolazione che da quattro anni Israele tiene sotto assedio, accampati sulle macerie, e in stato di quasi-fame, con evidenti intenti di pulizia etnica. (Israel kills 23 in Gaza, wounds 73, most of them civilians –PCHR)

Non c’è dubbio che azioni possibili vengano compiute per incitamento e adesione alla Torah, da gente che è stata formata dalla Bibbia a considerare tutti gli altri esseri umani «amaleciti» da cancellare o bestiame da macello. La cosa è tanto vera, signori ricercatori, che persino dei non-ebrei – inglesi protestanti, evangelici, non-denominazionalisti, cristiani rinati americani – a forza di leggere la Bibbia hanno finito per credersi il popolo eletto, e di conseguenza si sono dati con entusiasmo al genocidio di popoli interi (come i pellerossa) per mettersi al loro posto sulle loro terre, allo schiavismo, allo stermino atomico (Hiroshima), alla conquista mondiale a forza di guerre, sempre applicando il concetto biblico di «colpa collettiva», per cui «anche il migliore dei non-ebrei, uccidilo», e sempre convinti della loro superiore legittimità morale ad uccidere, sterminare ed arraffare la roba altrui.

È la Bibbia che li ha resi così. È un libro tanto più pericoloso in quanto, redatto in tempi primordiali, da parte di gente arretrata persino in rapporto ai popoli civilizzati dell’epoca, esso venga applicato come programma politico-religioso in questo nostro secolo dei Lumi, dei Diritti Umani e dell’Intervento Umanitario. Perciò facciamo integralmente nostre le parole della vostra Valentina Sereni, solo sostituendo alla parola «Commedia» la parola «Bibbia».

Riprendo dal Corriere:

«Non invochiamo nè censure nè roghi – precisa Sereni – ma vorremmo che si riconoscesse, in maniera chiara e senza ambiguità che nella Bibbia (Divina Commedia) vi sono contenuti razzisti, islamofobi e antisemiti. L’arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico. L’arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Bibbia (Divina Commedia) esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti. Persecuzioni, discriminazioni, espulsioni, roghi (…). Questo è razzismo che letture simboliche, metaforiche ed estetiche dell’opera, evidentemente, non rimuovono»

Parole sante, signora Valentina. Per cui sottoscrivo alla lettera le sue esortazioni:

«Oggi – conclude giustamente Sereni – il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall’odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Bibbia (Divina Commedia) presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Bibbia (Divina Commedia) dai programmi scolastici ministeriali».

Ed anche dalle pubbliche letture nelle Messe cattoliche, dalle sinagoghe, dalle assemblee luterane e genericamente protestanti.

Veglino le autorità giudiziarie: questo testo «pilastro delle letteratura ebraica (italiana) e della formazione degli studenti (rabbinici), presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro».

Se ne vieti la lettura ai giovani. Come minimo, si cancellino e si espungano dal capolavoro quelle parti. Circoli una versione espurgata della Torah, secondo i principii del politicamente corretto indicati dai «Gherush 92» dei Katz. Ancorchè – certo – ben poco ne rimarrebbe. Ma la civiltà lo esige.

Fonte: www.rischiocalcolato.it 14/03/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=9993#more-9993

MESSINA CHOC: IN MANETTE UN MILITARE: “ABUSI SULLE FIGLIOLETTE DI 2 E 4 ANNI”

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 1:43 pm

MESSINA CHOC, IN MANETTE UN MILITARE:
“ABUSI SULLE FIGLIOLETTE DI 2 E 4 ANNI”

 
 
Giovedì 15 Marzo 2012 – 11:03

MESSINA – La polizia ha eseguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a Messina nei confronti di un militare dell’esercito F.C., 38 anni, con l’accusa di violenza sessuale sulle sue figlie di 2 e 4 anni. Secondo quanto accertato l’uomo avrebbe toccato gli organi genitali delle due bambine diverse volte.
Le piccole mostravano disagio a stare con il padre e avevano anche chiesto alla madre di poter dormire con lei e non con l’uomo. La donna, dopo aver fatto fare visite mediche alle figlie, ha denunciato il marito alla polizia.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/messina_choc_in_manette_un_militare_abusi_sulle_figliolette_di_2_e_4_anni/notizie/170945.shtml

marzo 14, 2012

IN EGITTO VISSERO I GIGANTI: IL DITO DI UN GIGANTE SCOPERTO IN EGITTO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 5:31 pm
IN EGITTO VISSERO I GIGANTI:
 
LEGGO.IT
IL DITO DI UN GIGANTE SCOPERTO IN EGITTO.
LA BILD: “È AUTENTICO” – FOTO/VIDEO
 
 

 
 
Martedì 13 Marzo 2012 – 10:56

Un dito gigante di 38 centimetri fotografato nel 1988 in Egitto è stato mostrato per la prima volta dalla Bild, il quotidiano tedesco. Fu ritrovato dal fotografo e imprenditore svizzero 56enne Gregory Spoerri, grande appassionato di Egitto. La Bild ha pubblicato anche una radiografia e un certificato risalenti agli anni 69 che testimonierebbero che si tratta di un dito umanoide fossilizzato che fa pensare che appartenesse a un gigante alto parecchi metri.  
Il fotografo ha raccontato di aver potuto solo vedere il reperto pagando 300 dollari a un tombarolo egiziano che disse di averlo trovato nei pressi della Piramide di Giza in Egitto, dove pure sono presenti sarcofagi giganteschi. Nonostante le pressioni del fotografo svizzero, l’uomo non gliel’ha venduto perchè era un patrimonio troppo importante per la sua famiglia. 
Ma in Egitto esistevano davvero i giganti? Lo storico romano Giuseppe Flavio nel 79 dC scrive: “Vi erano dei giganti. Molto più grandi e di forma diversa rispetto alle persone normali. Terribile a vedersi. Chi non ha visto con i miei occhi, non può credere che siano stati così immensi”.

http://www.leggo.it/news/mondo/il_dito_di_un_gigante_scoperto_in_egitto_la_bild_e_autentico_foto_video/notizie/170518.shtml

 
 
 
 
 
VIDEO
 
http://www.leggo.it/video/il_misterioso_dito_del_gigante/13450/170518.shtml

GHERUSH92: “VIETATE LA DIVINA COMMEDIA É OMOFOBA”

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 5:29 pm
LEGGO.IT

“VIETATE LA DIVINA COMMEDIA: É OMOFOBA”

Lunedì 12 Marzo 2012 – 18:58

ROMA – “Vietate la Divina Commedia, ha contenuti antisemiti, razzisti, omofobici e contro l’Islam”. La richiesta arriva da un’organizzazione di ricercatori e professionisti accreditata alle Nazioni Unite come consulente speciale per il Consiglio Economico e Sociale. L’associazione di intellettuali, che si chiama “Gherush 92”, si occupa di sviluppo, diritti umani e risoluzione dei conflitti. «La Divina Commedia – spiega all’Adnkronos Valentina Sereni, presidente di Gherush92 – presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all’antisemitismo e al razzismo». Sott’accusa l’uso del termine Giuda e giudaico, il posto riservato a Maometto nell’Inferno, tra i seminatori di discordie e soprattutto il “trattamento” che Dante riserva agli omosessuali, chiamati sodomiti, descritti come i più numerosi e puniti mentre corrono sotto una pioggia di fuoco, condannati a non fermarsi mai.

 
http://www.leggo.it/zoom/vietate_la_divina_commedia_e_omofoba/notizie/170422.shtml

—————————————————————————————————

 

Giornalettismo.com

Gherush92

 
 
 
13 marzo 2012Che un’organizzazione di ricercatori e professionisti, con lo status di consulente speciale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, scopra che la Divina Commedia contiene troppi accenti razzisti, antisemiti, islamofobici e omofobici, e che per questo invochi la sua eliminazione dai programmi scolastici o quanto meno l’inserimento nell’opera, ossia nel testo scolastico più zavorrato di note della storia, dei «necessari chiarimenti», non mi sorprende affatto: è l’ennesima prova di come l’istruzione sia un gran svantaggio quando ci s’inabissa nell’imbecillità, e dell’insana fobia dei bacchettoni di tutte le risme e di tutti i tempi per ogni gesto o parola che trasudi umanità, intesa soprattutto nel senso sudaticcio del termine; in una parola, l’uomofobia nella sua rotonda perfezione, inodore come il più letale dei gas.

 

http://www.giornalettismo.com/archives/212237/gherush92/

 

——————————————————————–

 

Gherush92

http://www.gherush92.com/home_it.asp

 
 
 

UNO SHOW BLASFEMO CONTRO PADRE PIO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 5:26 pm

VERGOGNA: Ancora uno show blasfemo in Italia. Contro Padre Pio.

Segnalazione di Gabriele Simion

Il circolo UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) di Livorno ha patrocinato la prima rappresentazione dello spettacolo Padre Pio – una storia falsa, prodotto dall’associazione “La Bottega del Verrocchio”, autore Francesco Biondi, regista Jonathan Freschi. Lo spettacolo è andato in scena il 19 febbraio in prima nazionale a Livorno e replicato il 24 febbraio al Teatro Officina Refugio.  Un’intervista agli autori è disponibile sul sito Senza sosteIl Corriere del Mezzogiorno ne ha parlato l’8 marzo, presto imitato da Mattino, Messaggero e Gazzettino

Fonte: http://www.uaar.it/news/2012/03/13/spettacolo-teatrale-padre-pio/ 

 
Dal sito Senzasoste.it apprendiamo dagli autori i motivi di “grande spessore”, di “alto livello intellettuale e morale” che li hanno spinti a costruire uno spettacolo blasfemo:

…”Perchè viviamo in un paese dove i film agiografici su santi e papi e “Porta a Porta” dominano la cultura televisiva (guarda caso morente) del nostro tempo. Era proprio il momento di seppellirli tutti con una risata. (…)

I riferimenti per la scrittura del testo usati da questi soggetti sono: “…F: Sicuramente “IL SANTO IMPOSTORE” di Mario Guarino è stato il faro che mi ha guidato nella storia di Francesco Forgione (Padre Pio), dalla quale poi mi sono sempre più allontanato per poter mettere in scena il retroscena del fenomeno mediatico Padre Pio. J: Anche per me il “SANTO IMPOSTORE” di Mario Guarino (che tra l’altro ho incontrato per parlargli del progetto) e Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento di Luzzatto, ma anche delle agiografie come quella di Socci…”

… “F: Fondamentale è stato l’appoggio della Bottega del Verrocchio e l’impulso dell’UAAR di Livorno che si sono mostrati subito incuriositi dal soggetto. J: Si, la Bottega del Verrocchio che ha creduto nel progetto e lo ha prodotto senza mettere nessun ostacolo, nessuna preoccupazione ne censura. Ci ha permesso di lavorare liberi e senza alcun controllo…e ovviamente è stato molto importante anche l’interesse e l’aiuto dall’Uaar.”

Lo show è fatto appositamente per offendere. Lo dicono gli autori stessi: …”F: Avendo lo spettacolo una forte vena satirico-mistificatoria ci offenderemmo se così non fosse [qualcuno che si offenda, n.d.r.]. In realtà non vogliamo offendere nessuno, ma liberare noi stessi … J: Io mi sento offeso tutti i giorni..quando entro in una scuola, quando cammino per strada, quando guardo la tv, quando compro un giornale…se qualcuno si offende (e lo spero) sono un pò cazzacci suoi…”

“Che cos’è oggi Padre Pio? Una storia falsa? F: Se ti riferisci all’aspetto miracolistico-dogmatico di Padre Pio, la risposta dell’ateo e uomo del 2012 che è in me è “certo che si”. Anche se non c’è niente di falso nel modo in cui Padre Pio è diventato il santino della tua macchina. J: Oggi Padre Pio è una figura pop (???, n.d.r.) come Michael Jackson o Moana Pozzi..”

“…Qual’è il pubblico di uno spettacolo del genere? F: In realtà è il più vario possibile, solo ai morti preghiamo di non venire. J: Bah..quello che ha voglia di uscire e di frugarsi per vedere uno spettacolo. Poi a chi piace o non piace lo capiremo a fine spettacolo. (entrambi eludono la domanda per evitare di dire che si tratta in gran parte di “sinistri” d’ogni risma ed estrazione di Livorno “la rossa”, n.d.r.)

Dulcis in fundo, molto si può dedurre dalla risposta alla domanda “…Pregate spesso? F: Preferisco fare sesso. J: Io prego spesso, ma trovo sempre occupato…” (chissà chi e cosa prega…n.d.r.)

***********************************************************************************

PADRE PIO PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE FANNO

BUS SVIZZERA: MORTI 22 BAMBINI E 3 IN COMA

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 5:24 pm
LEGGO.IT

BUS SVIZZERA, MORTI 22 BAMBINI, 3 IN COMA.
“TORNAVANO DALLE VACANZE” -FOTO

 
 
Mercoledì 14 Marzo 2012 – 17:37

SIERRE – Tornavano a casa in Belgio dopo una bella settimana bianca in Svizzera. Avevano solo 12 anni, studenti di due cittadine delle Fiandre. Ma il pullman che doveva riportarli a casa, ieri sera si Š schiantato contro la parete di una galleria dell’autostrada, poco dopo la partenza, nel cantone del Vallese. Ventotto persone sono morte. Fra di loro, 22 bambini. Altri 24 sono ricoverati in ospedale, alcuni lottano fra la vita e la morte. Colpo di sonno dell’autista e alta velocità la causa più probabile. La tragedia si è consumata alle 21.15 sull’autostrada nei pressi di Sierre, in direzione Sion. Su un pullman belga nuovo di zecca, viaggiavano 52 persone, in gran parte studenti dodicenni delle cittadine di Lommel e Heverlee, nelle Fiandre. Tornavano a casa dopo una settimana bianca in Val d’Anniviers, organizzata da una organizzazione cattolica. All’improvviso, in galleria il pullman è sbandato, ha sfondato il guardrail sulla destra e si è schiantato violentemente contro la parete di una piazzola. La causa è ancora ignota: l’ipotesi più probabile è un colpo di sonno del conducente, unito alla velocità eccessiva. I due autisti che erano a bordo sono morti. I soccorritori svizzeri si sono trovati di fronte una scena tremenda. Il frontale del pullman accartocciato, corpi di bambini morti e feriti incastrati fra le lamiere. Per tutta la notte 200 operatori hanno lottato per salvare vite, 12 ambulanze e 8 elicotteri hanno fatto la spola fra l’imbocco della galleria e gli ospedali più vicini. «Mai visto niente di simile nel Vallese, una situazione davvero orribile», ha commentato un portavoce della polizia cantonale. È il peggior incidente stradale in Svizzera negli ultimi 30 anni. Negli ospedali sono stati ricoverati 24 feriti, alcuni in gravi condizioni. Le autorità svizzere hanno inviato alcuni psicologi per assistere i piccoli e le loro famiglie. La tragedia ha sconvolto stamani il Belgio. Il premier Elio Di Rupo ha annunciato che si recherà in giornata in Svizzera e ha commentato che «questo è un giorno tragico» per il paese. Il ministero della Difesa di Bruxelles ha messo a disposizione due aerei militari per portare le famiglie di vittime e feriti nel Vallese.

TRE BAMBINI IN COMA Molti dei feriti nell’incidente del pullman in Svizzera sono in condizioni gravi e tre di loro sono in coma: lo ha indicato il ministro alla sanità Laurette Onkelinx. «Molti sono ancora in uno stato grave, tre in coma, con lesioni cerebrali e toraciche», ha riferito il ministro. Una equipe di otto medici di pronto soccorso, collaboratori psico-sociali della Difesa e della Salute e sette specialisti in identificazione dei corpi sono partiti con gli aerei che trasportano i genitori delle vittime in Svizzera.

“ABBIAMO VISTO L’ORRORE” «Abbiamo visto l’orrore». Lo dice Erik Valmaderom, 60 enne, uno dei primi testimoni dell’incidente del pullman sotto il tunnel di Sierre in Svizzera, che con la moglie stava percorrendo in auto lo stesso tratto autostradale del bus. «Abbiamo visto una donna sbracciarsi, abbiamo rallentato, siamo scesi e abbiamo visto il pullman completamente schiacciato contro il muro, abbiamo aiutato alcuni bambini a scendere dal mezzo, una bimba aveva la gamba maciullata». «Non mi dimenticherò mai di quello che ho visto», ha raccontato Erik Valmaderom che con la moglie si è presentato oggi alla camera mortuaria dove sono stati ricomposti i 28 corpi. «Sentivamo che essere qui era per noi un dovere». Secondo il racconto dei due testimoni «la galleria era ben illuminata e forse l’incidente è stato causato da un malore dell’autista».

GENITORI ATTESI NELLA CAMERA MORTUARIA  I genitori e i parenti delle 28 vittime, di cui 22 bambini, dell’incidente del pullman avvenuto ieri in Svizzera, sono attesi a metà pomeriggio nella camera mortuaria di Sion, dove sono stati ricomposti i corpi. L’edificio si trova nella periferia ovest della città. La polizia cantonale sorveglia l’entrata dell’obitorio, impedendo ai giornalisti di avvicinarsi alla struttura. Alle 16.30 è stata convocata dalla polizia cantonale una conferenza stampa per illustrare gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’incidente nella galleria di Sierre.

TESTIMONE: “TANTO SANGUE” «C’era tanto sangue ovunque ed i bambini ancora vivi si agitavano per essere salvati». Così Marielle, citata dalla stampa locale, ha raccontato le immagini del dramma. La donna è passata nel tunnel maledetto subito dopo l’incidente stradale costato la vita a 28 persone, ieri sera nella galleria autostradale di Sierre, in Svizzera. «I sedili anteriori del pullman erano a pezzi, gli uni sugli altri», ha raccontato Marielle al quotidiano vallesano Le Nouveliste. «Era orribile». Marielle, madre di due bambini, è sconvolta. «Vedo ancora tutti quei volti che mi guardavano, non so se erano vivi o morti». Si stava recando al lavoro di guardia notturna, quando è passata davanti all’incidente. «Ho pensato che era appena successo perchè ho visto fogli volare ed il pullman ha iniziato a fumare». Ha subito rallentato. «Non c’era ancora nessuno, nè polizia, nè vigili del fuoco. Mi sono resa conto che non potevo fare niente da sola ed ho chiamato i soccorsi», ha raccontato. «Spero di aver fatto la cosa giusta», aggiunge turbata. «Ho parlato con i medici del 144 ed ho capito che non potevo salvare nessuno da sola». Madre di due bambini di 8 anni e 20 mesi, è ancora sotto shock.«Erano immagini atroci, degne di un film dell’orrore. Immagino il dolore dei genitori. Se fosse successo ai miei figli, non so cosa avrei fatto».
http://www.leggo.it/news/mondo/bus_svizzera_morti_22_bambini_3_in_coma_tornavano_dalle_vacanze_foto_video/notizie/170813.shtml

 
————————————————————————————————————
 

BUS SVIZZERA, SUL BLOG I MESSAGGI DEI
BIMBI: “MAMMA E PAPÀ, MI MANCATE” -LEGGI

 
 
Mercoledì 14 Marzo 2012 – 17:17

HEVERLEE – La notizia arriva con un fulmine a ciel sereno alla scuola Saint Lambertus di Heverlee, frequentata da alcune delle vittime della tragedia avvenuta ieri sera in Svizzera. Sul pullman si trovavano 24 allievi della piccola scuola cattolica di Sint-Lambertus e due accompagnatori che sono morti nell’incidente. Sedici alunni hanno invece riportato ferite più o meno gravi mentre di altri otto non si hanno notizie e si teme che siano tra le vittime. Per confortare i parenti dei bambini coinvolti nell’incidente questa mattina nella scuola si è recato anche l’arcivescovo di Bruxelles Andre-Joseph Leonard. Un messaggio di condoglianze indirizzato ai parenti delle vittime è stato diffuso in mattinata dal presidente permanente del Consiglio europeo, il belga Herman Van Rompuy. «Un orribile dramma umano ha colpito oggi il Belgio. Il mio pensiero va ai familiari delle vittime. A nome dell’Unione europea e mio personale rivolgo a tutti le mie più sincere condoglianze».

SU UN BLOG I RICORDI DELLA GITA «Oggi pomeriggio abbiamo mangiato zuppa e ravioli: buonissimi». «Oggi è stata la giornata migliore: il sentiero avventuroso è stato faticoso, ma molto figo». Questi ed altri messaggi, diventati ora tragico ricordo, sono stati lasciati sul blog delle loro vacanze sulla neve da alcuni studenti coinvolti nel terribile incidente stradale in Svizzera, dove 22 ragazzini hanno perso la vita. Il 10 marzo scorso un ragazzo ha postato: «le cose stanno andando benissimo qui in Saint-Luc. Lo sci, il clima, il cibo. Non è per niente brutto. Domani reciterò nel Muppet show…Ho visto pochi cani. Ora sto leggendo un libro: ‘perchè i cani hanno il naso bagnato’: molto interessante!». Negli ultimi post si intravvedono segni di nostalgia per la casa e i genitori: «Caro papà e cara mamma. Qui mi piace molto, ma mi mancate. Vi voglio bene. Baci». Oppure: «hey, mamma, babbo…Qui è super e c’è sole tutto il giorno, ma mi mancate!». Anche l’insegnante che accompagna i ragazzi, morto nel tragico schianto sotto il tunnel, ha lasciato sul blog il ricordo del viaggio in pullman. «Il viaggio in bus è stato scorrevole. C’era un pò di traffico. Abbiamo visto il film ‘Avatar’ e nessuno è stato male nelle curve delle Alpi», ha scritto Frank Van Kerckhove.

http://www.leggo.it/news/mondo/bus_svizzera_sul_blog_i_messaggi_dei_bimbi_mamma_e_papa_mi_mancate_leggi/notizie/170810.shtml

marzo 12, 2012

AFGHANISTAN: SOLDATO USA UCCIDE DONNE E BAMBINI-STRAGE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , , — mirabilissimo100 @ 6:30 pm
LEGGO.IT

SOLDATO USA UCCIDE 9 BIMBI E 3 DONNE
AFGHANI. OBAMA: “INCIDENTE” -FOTO

 
Domenica 11 Marzo 2012 – 20:17

KANDAHAR – Una carneficina, compiuta a sangue freddo, porta per porta, di donne, bambini di due-tre anni e vecchi, mentre in piena notte dormivano nell’ intimità delle loro case; sangue dappertutto, almeno 16 corpi (17 secondo una fonte) crivellati di pallottole e poi cosparsi di benzina e incendiati. Questo è accaduto in due villaggi della provincia afghana di Kandahar; questa la scena che si è presentata ai testimoni dopo l’incursione notturna di un (o più d’un) soldato americano. Un nuovo macigno sui difficili rapporti fra Stati Uniti e Afghanistan, con il presidente Hamid Karzai che grida all’ «omicidio deliberato», chiedendo spiegazioni a Usa e Nato. Una strage con due diverse versioni dei fatti: è opera di un soldato americano in forza all’Isaf, un killer solitario, forse in preda a un esaurimento nervoso, uscito di nascosto dalla vicina base in piena notte e poi riconsegnatosi a essa, dove ora è sotto custodia, per gli Stati Uniti e per la forza di coalizione Nato; il lavoro di un gruppo di soldati americani «ubriachi» che «ridevano» e «sparavano all’impazzata» secondo i testimoni locali, fra i quali un uomo, un anziano del villaggio, Haji Samad. Il quale era fuori casa e che, rientrando, ha trovato i cadaveri di undici membri della sua famiglia, fra cui figli e nipoti. I soldati «hanno versato liquido infiammabile sui corpi e tentato di dare loro fuoco», racconta in lacrime.

Quattro le case «visitate» dall’assassino, nei due villaggi di Alokozai e Garrambai, entrambi nel distretto de Panjwayi, culla spirituale ed ex roccaforte dei talebani, a 500 metri da una base Usa. Sul luogo del massacro si è precipitato un cronista della France Presse, che ha fornito una preziosa testimonianza di prima mano, che mostra analogie con la descrizione di Samad: «Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani», racconta. «In una delle abitazioni c’erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un’altra donna invece giaceva morta all’entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto almeno due bambini di et… fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati». «In un’altra casa», in un secondo villaggio, «c’erano quattro persone morte. Ho visto i loro cadaveri stesi in una stanza. Fra loro c’erano due uomini anziani e una donna». Ci sono inoltre almeno cinque feriti, che vengono curati in una struttura Isaf.

L’efferatezza del massacro rischia di far precipitare i rapporti, già tesi, fra Kabul e Washington e di far deflagrare l’ostilità popolare nei confronti delle truppe straniere, già esacerbata dal rogo del Corano e da uno stillicidio di episodi di gratuito disprezzo e di civili morti, vittime di azioni militari fuori bersaglio. E ora gli americani temono una nuova ondata di violenze e hanno invitato i concittadini a stare all’erta per possibili rappresaglie. «Abbottonato» e laconico il commento della Forza Nato: «Uno dei nostri soldati ha ucciso e ferito un certo numero di civili in un villaggio adiacente alla sua base», ha dichiarato il vicecomandante dell’Isaf, gen. Adrian Bradshaw, che ha detto di non essere «in grado di spiegare le ragioni del suo gesto», aggiungendo che «Un’inchiesta è in corso». Sull’identità, il corpo d’appartenenza o anche il grado (è solo trapelato che si tratterebbe di un sergente maggiore) non esce una parola. Il governo afghano per bocca del ministro per gli affari tribali nelle sue dichiarazioni mostra di aver metabolizzato la «verità» ufficiale del killer solitario, mentre quello della difesa sembra invece aver fatto sua la versione dei fatti fondata sui testimoni locali. Ed è senza appello la condanna lanciata nel pomeriggio dal presidente Hamid Karzai, che pure non si pronuncia sul numero degli esecutori: «Il governo (afghano) ha condannato a più riprese le operazioni condotte sotto la denominazione di ‘guerra al terrorismò e che causano perdite civili. Ma quando gli afghani vengono uccisi deliberatamente dalle forze americane, si tratta di un assassinio e perciò di un’azione imperdonabile», ha dichiarato il presidente afghano in un comunicato, nel quale si chiedono quindi «spiegazioni al governo americano».

OBAMA: “EVENTO TRAGICO” «Questo incidente è tragico e scioccante». Ora sarà fatto di tutto per «assicurare nei tempi più brevi possibili i responsabili alla giustizia». Barack Obama, il ‘Commander in Chief’ della prima potenza militare al mondo non perde tempo. In una nota ufficiale della Casa Bianca delinea con chiarezza la sua posizione sul massacro compiuto da un suo soldato ai danni di almeno 17 civili inermi, donne e bambini uccisi barbaramente nella provincia di Kandahar. All’ex professore di legge di Harvard, premio Nobel per la Pace, non gli basta esprimere il suo profondo cordoglio al popolo afgano. Va oltre, assicurando che saranno fatti tutti i passi necessari per accertare ogni dettaglio sull’accaduto. Ma anche sottolinea che quel soldato criminale «non rappresenta lo straordinario carattere dell’esercito americano e il profondo rispetto degli Stati Uniti nei confronti del popolo afgano». Una mossa chiara, netta, precisa che distingue responsabilità personali, da quelle politico-militari. Ma che annuncia anche un’inchiesta trasparente. Il suo obiettivo è salvaguardare il rapporto di fiducia che un paese e il suo Presidente deve sempre avere nei confronti delle sue forze armate, ma anche assicurare giustizia, allo scopo di placare l’ira di chi pensa già a una rappresaglia, magari riallacciando un filo di dialogo con il governo di Kabul. Una intricata faccenda poliico-diplomatica scoppiata durante una domenica prelettorale. l’America s’era svegliata con questa notizia drammatica, mentre i grandi media erano impegnati a raccontare la sfida nel sud tra Romney, Santorum e Gingrich. Ma i dettagli dell’eccidio fanno breccia e per qualche ora l’attenzione passa dall’Alabama all’Afghanistan. E Obama, dopo aver avuto un lungo briefing con i suoi esperti militari, all’ora di pranzo diffonde poche righe che non lasciano spazio a ambiguità di sorta. «Sono profondamente rattristato dalle notizie dell’uccisione e del ferimento di civili afgani. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie e agli amici di chi ha perso la sua vita, e al popolo afgano che hanno sopportato per troppo tempo violenza e sofferenza. Si tratta di un incidente – ha aggiunto Obama – tragico e scioccante che non rappresenta il carattere eccezionale del nostro esercito e il rispetto che gli Stati Uniti nutrono nei confronti del popolo afgano. Il mio pieno appoggio va al lavoro del capo della Difesa Leon Panetta e del generale Allen perchè si faccia piena luce sui fatti e si assicuri , nel più breve tempo possibile, i responsabili alla giustizia».

UN GIORNALISTA TESTIMONE: “DONNE E BIMBI UCCISI E POI BRUCIATI” «Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani», racconta in una testimonianza un reporter dell’agenzia Afp che ha visitato i villaggi afghani dove un soldato americano stamani ha compiuto una strage di civili. «In una delle abitazioni c’erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un’altra donna invece giaceva morta all’entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto (fra i cadaveri) almeno due bambini di età fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati». «In un’altra casa», situata in un secondo villaggio, «c’erano quattro persone morte. Ho visto i loro cadaveri stesi in una stanza. Fra loro c’erano due uomini anziani e una donna», racconta ancora la fonte giornalistica, che parla di un sedicesimo corpo in una terza abitazione. I nomi dei due villaggi, secondo il portavoce del governo provinciale di Kandahar, sono Alokozai e Garrambai, entrambi nel distretto de Panjwayi.

 

Older Posts »