Mirabilissimo100’s Weblog

marzo 15, 2012

DANTE ALIGHIERI ACCUSATO DI ANTISEMITISMO E OMOFOBIA

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Dante antisemita e omofobo. Indovinate perchè…

di Maurizio Blondet

Titolo del Corriere della Sera: «Dante antisemita e omofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici». L’urgentissimo allarme viene sollevato da «Gherush 92», un ente che il Corriere definisce come una «organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale per il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti». Ciò che il Corriere non dice, è che «Gherush 92» è un’organizzazione ebraica, creata da diversi sayanim italiani per diffondere la solita propaganda israeliana. Che ha trovato il modo di farsi un po’ di pubblicità gratuita. («Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»)

«Studiando la Divina Commedia – sostiene Gherush92 – i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle Messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti».

Sicchè, dice la presidente Valentina Sereni (in Katz?)

«È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali (…). In alternativa, alcune parti del poema andrebbero espunte dal testo».

Ora, qualche commentatore malevolo ha già bollato il gruppo «Gherush 92», per questa tanto giusta iniziativa, come «mentecatti», facendo notare che costoro «non sono innocui», in quanto il loro è «totalitarismo che si traveste da politicamente corretto». Qualcuno potrebbe spingersi a sottolineare la permanente tendenza di tanti sayanim ad imporre la censura, a tagliare testi sgraditi, a far tacere, ad instaurare la «polizia del pensiero», o psico-polizia orwelliana: fino al punto da denunciare alle autorità giudiziarie il notorio Alighieri Dante in forza della legge Mancino: antisemita, omofobo, sicuramente negazionista. (Mentecatti politicamente corretti crescono)

Sono accuse e derisioni – di chiaro sentore antisemita – da cui il sottoscritto prende energicamente le distanze.

Già fin da quando il notorio Alighieri Dante era ancora tra noi, le menti più illuminate dell’epoca l’hanno sospettato di grave scorrettezza politica: basti pensare alla diffamazione sfrenata con cui colpì il degnissimo e da tutti noi amatissimo Santo Padre Bonifacio VIII, e il mite Celestino V cui diede del vigliacco: («… Fece per viltade il gran rifiuto»), nonchè vescovi, cardinali, gran signori, ricchissimi borghesi usurai e falseggiatori di moneta come gli attuali speculatori finanziari – insomma la più rispettabile classe dirigente dell’epoca.

Purtroppo l’Inquisizione – che avrebbe tempestivamente posto fine allo scandalo come auspicato dalla Valentina Katz – non era ancora stata istituita. E il Dante se la cavò, ancorchè povero e ramingo; il suo libro malefico cominciò a circolare impunito, nella orrenda versione integrale. Spargendo in generazioni di giovani anime innocenti, costrette a leggerlo nelle scuole (nelle scuole! Orrore!) i veleni dell’antisemitismo, dell’omofobia, del razzismo anti-islamico.

Il danno così provocato dall’Alighieri e dai suoi complici in otto secoli di diffusione libera di quel testo satanico, è incalcolabile. A ragione la Valentina Sereni (o Katz) ci rivela le conseguenze ultime del crimine dantesco:

«Antisemitismo e razzismo significano eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture, di specie animali e vegetali».

Insomma: se gli ebrei stanno procedendo alla «eliminazione fisica o culturale» dei palestinesi, è colpa di Dante. Se i soldati americani pisciano sui cadaveri afghani, è perchè, nell’ozio dei loro accampamenti, si sono saturati degli endecasillabi del Fiorentino. Se gli Yanomani spariscono, è lui il colpevole. Non solo: «intere specie animali» – dalla Tigre siberiana al Panda – stanno sparendo, e tutto per il disprezzo della «diversità» insinuato nelle anime dei cacciatori mongoli dalla lettura della Divina Commedia.

Ma «Gherush 92» punta il dito su un delitto dantesco a cui – confessiamo – non s’era mai pensato: la scomparsa di «specie vegetali» come ultima conseguenza dell’ «antisemitismo e razzismo» della Commedia. Invano alcuni antisemiti accusano la Monsanto (della famiglia Shapiro) e le sue modificazioni genetiche per la scomparsa della bio-diversità: il vero colpevole è Dante. Finalmente smascherato. La Procura lo convochi immediatamente: «Cittadino Alighieri, che cosa ha fatto dell’asparago selvatico?».

Ci voleva appunto una organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale dell’ONU per rivelarci la tragica vastità dei delitti di Dante, e le infinite possibilità accusatorie di un sistema giudiziario che adottasse gli auspici di «Gherush 92»: qualcosa di cui i tribunali staliniani hanno tentato un’applicazione, ohimè pallida: «Compagno, ti è stata trovata in casa una copia della Divina Commedia. Venticinque anni a Vorkuta!». Sicuramente quando sarà istituito il Tribunale Supremo dell’Umanità a Gerusalemme, com’è nelle storiche ambizioni e nei secolari progetti ebraici, questo sistema di inquisizione troverà la sua più completa applicazione. E senza appello.

Conquistati da tale proposta di censura ultra-raffinata, trascinati dall’entusiasmo, osiamo additare alla sorveglianza accusatoria del gruppo«Gherush 92», perchè prenda gli opportuni provvedimenti anche e non solo in sede giudiziaria, contro un altro libro che avvelena le anime delle generazioni da molti secoli. È un libro assai più antico della Commedia dantesca; un libro infarcito di pregiudizi contro gli omosessuali e i travestiti; un libro che sparge odio contro i popoli «diversi», ed incita al loro sterminio, anzi allo sterminio aggiuntivo di tutti i loro animali domestici.

Un libro profondamente, spaventosamente omofobo, razzista, anti-animalista, per giunta anti-femminista; un libro che si rallegra di omicidi ed inganni, che prescrive furti e ordina stragi. E nonostante ciò, viene letto addirittura nelle chiese, e viene ritenuto ispirato da Dio.

Ne cito alcuni passi a caso, onde possiate prendere i dovuto provvedimenti contro l’Autore: si tratta di promesse fatte al popolo razzialmente eletto:

«Io ti benedirò e moltiplicherò il tuo seme… la tua progenie possiederà la porta dei tuoi nemici»

«Ed Egli darà i loro re nelle tue mani e tu estirperai i loro nomi… finchè non li abbia distrutti».

«Oggi comincerò a spargere spavento di te fra i goym, sotto tutto il cielo, tanto che esse si terrorizzeranno a sentire il tuo nome».

«Divora dunque tutti i popoli che il Signore tuo ti darà; locchio tuo non li risparmi».

«Voi vi ciberete dei beni delle genti, e vi farete magnifici della loro gloria»(Isaia 61,6). «Tu suggerai il latte delle genti, e popperai le mammelle dei re».«… E i figli degli stranieri edificheranno le tue mura».

«Chiedimi, ed io ti darò in eredità le genti e i confini della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con verga di ferro, li frantumerai come vaso dargilla» (Salmo 2, 8-9).

Fino allo spietato Salmo 137: «Figlia di Babilonia, votata alla distruzione: beato chi prenderà i tuoi pargoli e li sbatterà contro la roccia!».

Questo beatifico desiderio è stato oggi realizzato dalla devastazione di «Babilonia», ossia l’Iraq, compiuto per conto della razza eletta da un popolo che ha dato agli eletti le sue mammelle da mungere.

Tralascio i passi dove Dio ordina ai suoi eletti di massacrare 40 mila amaleciti sconfitti, e promette la totale distruzione di cananei, filistei, amorrei; tutti passi che – come voi giustamente dite, esimii Katz di «Gherush 92» –significano eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture».

Insegnato a memoria nelle scuole rabbiniche, questo orribile testo ha formato un intero popolo all’odio e al disprezzo dei «popoli e culture» diversi. Lo testimonia la particolarisssima pedagogia che si trova nel Talmud, su cui non mi dilungo. Solo alcuni pochi esempi nel gran mare di questo commento alla Bibbia:

«Che significa Har Sinà, cioè monte Sinai? Vuol dire il monte dal quale si è irradiato Sina, cioè lodio contro i popolo del mondo» (Shabbath 80 , col.1).

«Dovunque gli ebrei arrivano, devono farsi sovrani dei loro signori» (Sanhedrin 19, 89, 1).

«…Vi farò unici dominatori del mondo» (Chaniga, 3a, 3).

«Il migliore fra i non-ebrei, uccidilo» (Abodag Zarah, 26b, Tosefoth).

«Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo sono da chiamarsi bestiame» (Baba Mezia, 114, col.2 ).

Mica è teoria, signori. Mica è simbolo. Mica è metafora e licenza letteraria. Spesso i governanti attuali dello Stato d’Israele di oggi, se ne escono fuori a dire che i palestinesi sono bestie, e i loro rabbini di oggigiorno ancora insegnano che tutti i non-ebrei sono animali: dunque macellabili, e macellati spesso effettivamente là dove cadono nelle mani ebraiche.

È un insegnamento costante. Il filosofo Abravanel (1437-1508) ha scritto:

«Il profeta (Isaia) annuncia che il Signore lo ha unto per dire agli israeliti che saranno ad essi soggetti tutti i popoli, e che le genti straniere dovranno arare e lavorare sì che ai figli d’Israele non tocchi alcun lavoro pesante, ma possano servire Dio solo pregando. A che possano però aver tempo per servire Dio benedetto, dovete mangiare i beni dei popoli» (Meshmia jeshue, 89, col.4).

E quante volte, signori, i popoli hanno visto i loro beni divorati e mangiati da individui educati a questa scuola!

Rabbi Bar Nachmani: «Al tempo del Messia gli ebrei estirperanno tutti i popoli della terra» (Bammidbar Rabba, fol. 172, col.4).

Jeshaia Hurtzitz, Scene lukhot habberit, anno 1686: «Il mondo è stato creato per gli israeliti, essi sono la polpa, gli altri popoli non sono che la scorza».

Adolphe Crémieux (1796-1880), fondatore degli Archives Israelites: «La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sè tutto il mondo (…). Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra apparterranno esclusivamente agli ebrei (…) Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno».

E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:

«Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante lunificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante listituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dellumanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, lelemento direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con laiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra» (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

Lascio a voi giudicare, lucidi ricercatori del «Gherush 92», se qui non si preconizza e si progetta la «eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture», la più feroce discriminazione razziale, lo sfruttamento del prossimo, la violazione ripetuta dei diritti umani.

E – ripeto – questa si traduce in una precisa politica. Solo pochi giorni fa , il 12 marzo alle due di notte, aerei israeliani hanno sparato missili a Gaza, uccidendo 23 palestinesi, di cui sette appartenenti a un a sola famiglia, e ferendone 73 (tutti civili, alcuni bambini) in risposta a lanci di razzi – che non hanno mai provocato danno alcuno. E su una popolazione che da quattro anni Israele tiene sotto assedio, accampati sulle macerie, e in stato di quasi-fame, con evidenti intenti di pulizia etnica. (Israel kills 23 in Gaza, wounds 73, most of them civilians –PCHR)

Non c’è dubbio che azioni possibili vengano compiute per incitamento e adesione alla Torah, da gente che è stata formata dalla Bibbia a considerare tutti gli altri esseri umani «amaleciti» da cancellare o bestiame da macello. La cosa è tanto vera, signori ricercatori, che persino dei non-ebrei – inglesi protestanti, evangelici, non-denominazionalisti, cristiani rinati americani – a forza di leggere la Bibbia hanno finito per credersi il popolo eletto, e di conseguenza si sono dati con entusiasmo al genocidio di popoli interi (come i pellerossa) per mettersi al loro posto sulle loro terre, allo schiavismo, allo stermino atomico (Hiroshima), alla conquista mondiale a forza di guerre, sempre applicando il concetto biblico di «colpa collettiva», per cui «anche il migliore dei non-ebrei, uccidilo», e sempre convinti della loro superiore legittimità morale ad uccidere, sterminare ed arraffare la roba altrui.

È la Bibbia che li ha resi così. È un libro tanto più pericoloso in quanto, redatto in tempi primordiali, da parte di gente arretrata persino in rapporto ai popoli civilizzati dell’epoca, esso venga applicato come programma politico-religioso in questo nostro secolo dei Lumi, dei Diritti Umani e dell’Intervento Umanitario. Perciò facciamo integralmente nostre le parole della vostra Valentina Sereni, solo sostituendo alla parola «Commedia» la parola «Bibbia».

Riprendo dal Corriere:

«Non invochiamo nè censure nè roghi – precisa Sereni – ma vorremmo che si riconoscesse, in maniera chiara e senza ambiguità che nella Bibbia (Divina Commedia) vi sono contenuti razzisti, islamofobi e antisemiti. L’arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico. L’arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Bibbia (Divina Commedia) esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti. Persecuzioni, discriminazioni, espulsioni, roghi (…). Questo è razzismo che letture simboliche, metaforiche ed estetiche dell’opera, evidentemente, non rimuovono»

Parole sante, signora Valentina. Per cui sottoscrivo alla lettera le sue esortazioni:

«Oggi – conclude giustamente Sereni – il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall’odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Bibbia (Divina Commedia) presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Bibbia (Divina Commedia) dai programmi scolastici ministeriali».

Ed anche dalle pubbliche letture nelle Messe cattoliche, dalle sinagoghe, dalle assemblee luterane e genericamente protestanti.

Veglino le autorità giudiziarie: questo testo «pilastro delle letteratura ebraica (italiana) e della formazione degli studenti (rabbinici), presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro».

Se ne vieti la lettura ai giovani. Come minimo, si cancellino e si espungano dal capolavoro quelle parti. Circoli una versione espurgata della Torah, secondo i principii del politicamente corretto indicati dai «Gherush 92» dei Katz. Ancorchè – certo – ben poco ne rimarrebbe. Ma la civiltà lo esige.

Fonte: www.rischiocalcolato.it 14/03/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=9993#more-9993

4 commenti »

  1. non mi toccate il Sommo Dante

    Commento di Dante — marzo 15, 2012 @ 1:48 pm

  2. Il Talmud
    uno sguardo alle tradizioni religiose del giudaismo

    L’autore del seguente articolo è Irv Spielberg, ebreo, un tempo seguace
    del giudaismo, oggi cristiano. Egli scrive:

    Questa religione [il giudaismo] ha avuto origine con la comparsa stessa dell’uomo, con Adamo ed Eva. È la religione nata prima di ogni altra forma di culto — prima dell’Islam (apparso 14 secoli fa), prima dell’Induismo o del Buddismo (apparsi 25 secoli fa), prima dei vari culti pagani della Mesopotamia (60 secoli fa).

    In sostanza, i giudei dovevano condursi con giustizia e ubbidienza davanti al loro Dio e Creatore, amandoLo con tutto il loro cuore.
    A un certo punto, Dio rivolse ai giudei questo comandamento: “Amate il vostro prossimo – anche lo straniero che abita tra di voi – tanto quanto amate voi stessi”. Non passò molto tempo che i giudei cominciarono a ribellarsi contro Dio e a fare di testa loro.
    La loro ribellione durò secoli, prima che Dio permettesse la loro sconfitta e deportazione nell’antica Babilonia.

    In quel tempo, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove leggi e idee religiose che, secondo loro, servivano a spiegare e a completare i comandamenti che Dio aveva dato nell’Antico Testamento. Eppure, i loro insegnamenti annullavano quelli che Dio aveva dato loro!

    Le nuove leggi inventate da quei rabbini sono conosciute come “il Talmud”.
    Sebbene i rabbini siano esperti del Talmud, probabilmente neppure un ebreo su mille sa esattamente cos’è il Talmud. Ecco allora alcuni insegnamenti del Talmud (con le relative fonti).

    1) IL TALMUD INSEGNA DELLE FALSITÀ SCIENTIFICHE:

    Le iene si tramutano in pipistrelli dopo sette anni, per poi trasformarsi in spine e demoni (Baba Kamma, 16a).
    Stare nudi davanti a una lampada causa l’epilessia (Pesahim, 112b).
    La terra che si trova all’ombra di una stalla ha valore medicinale, come pure gli escrementi di un cane bianco (Gittin, 69a,b).
    2) IL TALMUD ODIA LE DONNE:

    La nascita di una bambina è un evento infelice (Baba Bathra, 16b).
    Non è mai una buona cosa parlare troppo a lungo con le donne, inclusa la propria moglie (Aboth, 1.5).
    È giusto divorziare dalla propria moglie se rovina il cibo, o se si trova una donna più bella (Gittin, 91a).
    3) IL TALMUD ODIA I BAMBINI:

    È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
    Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d’età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
    I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d’età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
    4) IL TALMUD ODIA TUTTI I NON EBREI:

    Tutti i Gentili (cioè i non ebrei) sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi (Yebamoth, 98a).
    Quando un non ebreo deruba un ebreo, deve restituirgli tutto, ma se avviene il contrario, l’ebreo non deve restituire nulla. Inoltre, se un non ebreo uccide un ebreo, dev’essere ucciso anche lui, ma non il contrario (Sanhedrin, 57a).
    È lecito “usare dei sotterfugi” davanti a un tribunale per raggirare un non ebreo (Baba Kamma, 113a).
    5) IL TALMUD ODIA GESU’ CRISTO E I CRISTIANI:

    Gesù nacque bastardo (Yebamoth, 49b; Jewish Encyclopedia).
    Maria era una prostituta (Sanhedrin, 106a,b).
    Gesù “praticò la stregoneria e portò Israele all’apostasia” (Sanhedrin, 43a).
    Gesù fu punito e mandato all’inferno dove fu gettato in “escrementi ribollenti” (Gittin, 56b,57a).
    I cristiani andranno all’inferno e “saranno puniti lì per tutte le generazioni” (Rosh Hashanah, 17a).
    Quelli che leggono “le opere dei giudeo-cristiani” (cioè il Nuovo Testamento) finiranno all’inferno (Sanhedrin, 90a).
    I libri dei cristiani “non possono essere salvati da un incendio, ma devono essere bruciati al loro posto, loro e i nomi sacri scritti in essi” (Shabbath, 116a).
    Verso il 500 d.C. circa, gli scribi ebrei avevano completato il voluminoso Talmud, la versione scritta di quella che era stata a lungo la tradizione religiosa orale degli ebrei – quella stessa tradizione che Gesù condanna duramente come è scritto in diverse parti del Nuovo Testamento (si leggano Matteo 15:3-9, Matteo 23:13-36, Marco 7:8-13; cfr. Colossesi 2:8).

    La Sacra Scrittura ci avverte:
    “…non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d’uomini che voltano le spalle alla verità…” (Tito 1:14)

    “…giacché questo popolo s’avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini…” (Isaia 29:13)

    Diversi ebrei affermano che sono dovuti ricorrere al Talmud scritto per difendersi dall'”anti-giudaismo” del Nuovo Testamento.
    In realtà, il Nuovo Testamento, come un giornale, si limita a raccontare le vere condizioni del giudaismo al tempo degli eventi narrati. Già prima della redazione del Nuovo Testamento, per molti secoli prima di Gesù e del cristianesimo, gli ebrei dicevano e facevano quelle stesse cose che sono citate dal Nuovo Testamento.
    Se dunque un resoconto scritto delle loro parole ed opere è considerato antisemita, il resoconto delle loro ribellioni offerto dall’Antico Testamento non è anch’esso antisemita?

    Qualche tempo fa incontrai un giovane a Los Angeles, che si stava preparando per diventare rabbino. Gli chiesi del Talmud, e mi sembrò scioccato nel constatare che conoscevo quell’argomento. Alla fine disse: “Beh, non credo che sia più così importante come lo era un tempo”. Quando gli dissi che un film d’odio come “L’Ultima Tentazione di Cristo” rispecchia in maniera incredibilmente accurata il Talmud – e che altri film d’odio del genere sono in produzione, grazie al fatto che il mondo di Hollywood prende il Talmud molto seriamente – il giovane rimase senza una spiegazione.

    Sapete una cosa? Ho constatato che alcuni dei passati capi del mio popolo hanno mentito riguardo alla scienza, alle donne, ai bambini, ai non-ebrei, e al cristianesimo e a Gesù Cristo. Ho potuto scoprire che Gesù è il solo Messia e Salvatore per ogni essere umano sulla terra, è il Cristo che Dio aveva promesso. Ho scoperto molte cose quando ho pregato Gesù e gli ho detto: “Se sei davvero quello che dici di essere nel Nuovo Testamento, allora rivelati a me e ti seguirò e avrò fiducia in te per sempre”.
    Egli lo ha fatto, e io ho mantenuto la mia promessa. Certo ci sono tanti che sbandierano il nome di Cristo a sproposito, esistono tante imitazioni religiose (ogni cosa di valore viene contraffatta), ma quando conoscerai Gesù nella tua vita, saprai tutto ciò di cui hai bisogno sulla salvezza – la tua salvezza!
    Non solo Egli ti offre gratuitamente la salvezza, ma ti darà la sua pace e ti farà libero.

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    Elenco dei libri che gli ebrei utilizzano oltre al Tanakh (Antico Testamento) e che fanno parte delle loro tradizioni religiose
    (a cura di G. Butindaro)

    La Mishnah (ebraico per ‘ripetizione’), è la codificazione della legge orale (ossia la tradizione ebraica) compiuta da Yehudà ha-Nassì all’inizio del terzo secolo dopo Cristo. Essa è scritta in ebraico dialettale.

    Il Talmud (ebraico per ‘studio’) è l’opera più importante tra quelle che costituiscono la ‘Torah orale’. In esso ogni paragrafo della Mishnah viene dibattuto dai rabbini. Le discussioni rabbiniche sono chiamate ghemaràh (‘completamento’). La Mishnah assieme alla Ghemaràh costituiscono appunto il Talmud. In queste discussioni ci sono l’halakah (ebraico per ‘la via da seguire’) che è la regola elaborata dai rabbini; e l’hagadàh (ebraico per ‘narrazione’) che è il materiale che comprende storie, leggende, e anche scherzi. Esistono due Talmud, quello palestinese e quello babilonese; quello più importante è il secondo che peraltro è anche più lungo. Ad esso si riferisce l’Ebreo quando parla del Talmud. Il Talmud è scritto in parte in ebraico e in parte in aramaico. E’ composto di 18 volumi in folio nell’edizione classica. Tutti gli Ebrei sono invitati a studiare il Talmud. Per diventare rabbini bisogna conoscere il Talmud. Non si può studiare il Talmud e non lo si può capire se non ci fosse il commento di Rashi, ossia Solomon Ben Isaac (1040-1105) studioso francese di discendenza davidica, perché è l’unico commento che segue passo passo tutta la discussione talmudica.

    Lo Zohar. Per parlare di questo libro occorre però dire prima qualcosa sulla Kabbalah (si veda anche questa pagina). L’ebraismo è stato fortemente influenzato dalla Kabbalah che significa ‘ricezione’ o ‘ciò che è stato ricevuto’. Kabbalah è un termine generale che sta ad indicare un insegnamento religioso tramandato oralmente dall’origine di generazione in generazione. In particolare però il termine kabbalah dopo l’XI secolo cominciò ad essere usato per indicare quel tipo di pensiero mistico giudaico che si diceva trasmesso dal lontano passato e che era stato affidato come dottrina segreta a pochi privilegiati e che diventerà, dal XIV secolo uno studio a cui si dedicheranno apertamente molti. La Kabbalah è composta di complicate dottrine esoteriche a cui si sentono tuttora attratti coloro che studiano e praticano le arti occulte. Essa ha determinato nuovi riti e costumi ed ha influenzato l’halakah. La Kabbalah comprende più libri tra i quali il più importante è lo Zohar (ebraico per ‘Splendore’) che comparve attorno al 1300, ed è lo scritto che dopo il Talmud ha esercitato l’influenza più profonda sul giudaismo. Lo Zohar viene attribuito ai seguaci di Simeone Bar Yochai (II secolo d.C.) che riferivano gli insegnamenti mistici che il loro maestro avrebbe imparato, a loro dire, da Elia negli anni trascorsi nascosto in una caverna! Il testo fu messo in circolazione solo nel tredicesimo secolo da un certo Moses de Leon (1240-1305), che sosteneva di possedere un antico manoscritto che Nachmanide (1194-1270) aveva spedito dalla terra santa in Spagna. Dopo la morte di Moses de Leon però si apprese che questo manoscritto non esisteva e che Moses de Leon aveva attribuito i suoi scritti (redatti con una tecnica di scrittura automatica) a Simeone Bar Yochai per venderli a coloro che erano interessati a testi mistici antichi. Gli studiosi moderni dicono che la maggiore parte dello Zohar fu redatto da Moses de Leon.

    Il Midrash (ebraico per ‘ricerca’) è il termine con cui vengono indicate le collezioni in cui sono raccolti gli insegnamenti dei primi rabbini. I testi più antichi del Midrash si concentrano sulle leggi contenute nei libri dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri e del Deuteronomio. Il Midrash fa spesso asserzioni fantastiche su persone ed eventi biblici. Per esempio viene detto che Giacobbe in realtà non morì!

    I Responsa (in ebraico she-elot u-teshuvot, che significa ‘domande e risposte’) sono raccolte di risposte a domande specifiche indirizzate alle autorità rabbiniche. I Responsa si occupano soprattutto di leggi rituali ebraiche, nella forma di semplici decisioni nei primi responsa o nella forma di lunghe ed erudite disquisizioni in quelli successivi. In essi sono affrontate tutte le questioni della vita ebraica. Questi Responsa iniziarono a comparire dopo la compilazione del Talmud babilonese, quando i saggi di Babilonia ricevevano richieste scritte di spiegazione di passaggi oscuri del Talmud e di decisioni su questioni di natura pratica. Da allora sono sorti migliaia di responsa.

    I Codici. Tra quelli più importanti segnaliamo i seguenti. Il Mishnèh Torah (‘ripetizione della Torah’), che fu compilato da Mosè Maimonide nel XII secolo, che è un grande compendio di legge ebraica. Il Codice si diffuse rapidamente in tutto Israele e per diversi secoli rimase per molte comunità il solo codice autorevole per la vita, il pensiero e la prassi giudaica. Il Shulchan Aruch (ebraico per ‘Tavola stabilita’) compilato dall’halakista di origine spagnola Joseph Caro (1488-1575), ed ampliato dal suo contemporaneo Mosè Isserles (1525-1572), anche lui uno studioso dell’halakah, però di origine polacca. Questo codice infatti inizialmente enumerava solo le regole e le tradizioni delle comunità ebraiche di origine sefardita, per cui trascurava quelle askhenazite, al che Moses Isserles decise di aggiungervi glosse e complementi (chiamati ‘tovaglia’) per includere nel codice anche la posizione askhenazita. Lo Shulchan Aruch divenne così accettabile per qualsiasi ebreo. Esso costituisce ancora oggi il più autorevole Codice di leggi e pratiche giudaiche. Molti halakhisti di oggi nei loro libri sulle pratiche del Giudaismo si rifanno a questo codice di Caro ampliato.

    Il Siddùr (ebraico per ‘ordine’), è il libro di preghiere giornaliere e del sabato. Questo libro però non è uguale per tutti, perché quello degli Ashkenaziti differisce da quello dei Sefarditi (e persino all’interno di questi due gruppi ci sono delle differenze). I movimenti moderni hanno prodotto i loro libri di preghiere come anche le comunità riformate e conservative. Il libro di preghiere delle feste è invece chiamato Machzor (ebraico per ‘ciclo annuale’), – e contiene anche i piyyuttim (che sono dei componimenti poetici), nella maggior parte dei casi solo quelli delle feste – ed anche questo varia tra le comunità ashkenazite e quelle sefardite, ed anche tra i vari movimenti ebraici. L’attuale usanza di avere un libro di preghiere giornaliere e uno per le feste si è imposta fra gli Ashkenaziti e poi sotto la loro influenza si è estesa ad alcune comunità sefardite. Prima di questa usanza però c’era un libro di preghiere unico chiamato siddur o machzor che conteneva le preghiere regolari per l’intero anno con le aggiunte per i giorni speciali (per esempio i piyyutim).

    http://camcris.altervista.org/talmud.html

    Commento di mirabilissimo100 — marzo 15, 2012 @ 2:18 pm

  3. I SAYANIM: “AGENTI DORMIENTI” MOLTO ATTIVI A SERVIZIO D’ISRAELE
    Postato il Sabato, 22 gennaio @ 16:10:00 CST di davide

    michelcollon.info

    I sayanim sono ebrei della diaspora che, per patriottismo, collaborano con il Mossad nell’ambito dello spionaggio o della disinformazione. Costituiscono ugualmente (allo stesso tempo) il tema principale dell’ultimo romanzo dello scrittore franco-marocchino Jacob Cohen. Investig’Action ha intervistato Cohen durante il suo passaggio (soggiorno) a Bruxelles su questa oscura rete d’influenza oltre che sullo stato attuale e l’evoluzione della situazione nel vicino Oriente. Intervista: Aurore Van Opstal & Abdellah Boudami

    Chi sono i sayanim?

    La parola ebraica sayan, al plurale sayanim, designa un ebreo che ama Israele e che, per « patriottismo », collabora con il Mossad in due settori precisamente: o il settore dello spionaggio o in attività di disinformazione, manipolazione, propaganda.
    I sayanim sono persone ripartite a tutti i livelli e classi sociali della società, presenti nel governo, in parlamento, nel settore dell’economia e dei media e in effetti, in tutti i diversi tipi di mestiere.
    Prendiamo per esempio il caso di un agente del Mossad che ha bisogno di un nascondiglio: un meccanico può offrire un riparo sicuro. Dunque il Mossad cerca di stabilire relazioni con tutta una serie di persone diverse, suscettibili un giorno o l’altro, di rendergli servizio.

    Non vi rimproverano spesso di essere partigiano della « teoria del complotto » ?

    Si, ma ciononostante, bisogna riconoscere innanzitutto che se Israele è quella che è oggi, è grazie alla sua diaspora. Questo paese non sarebbe mai stato quello che è oggi, raggiungendo un tale livello di sviluppo, senza che ci sia il sostegno di tutta la « diaspora » o meglio di tutte queste comunità ebraiche, un po’ ovunque nel mondo. Pensiamo al sostegno americano, francese, per esempio : ci sono chiaramente dei sostegni che vanno in questa direzione. Che lo si chiami complotto o altrimenti (in altro modo), c’é oggettivamente una comunione d’interessi, con sostegni (o apporti) concreti, soprattutto sostegni finanziari, materiali. Non si può negarlo. E se alcuni, senza cercare di negare i fatti sono testardi, vogliono semplicemente denigrarli chiamando tutto ciò « teoria del complotto », arriviamo al processo ben noto che consiste a qualificare d’antisemita chiunque critichi la politica israeliana.

    Come si esercita l’influenza dei sayanim in campo mediatico?

    Devo dire che non sono all’interno di questo settore ma, allo stesso tempo, ci sono dei casi che chiariscono questo tipo di interrogazioni.
    Un caso che mi sembra davvero rivelatore: il modo in cui si é diffuso il ritratto e il nome di questo giovane caporale israeliano, detenuto dalla banda di Gaza, Gilad Shalit. Non é un paese in Europa e in America, dove si ignorano il suo nome, la sua età. Questo é quello in cui consiste il campo mediatico.
    Ma questo stesso caso, illustra l’influenza dei sayanim in altri campi, specialmente diplomatici, politici, etc.

    In quanto lettore della stampa israeliana, ho notato che i genitori di questo giovane soldato sono stati ricevuti da tutti i governi delle grandi potenze. Dalla Merkel, cinque o sei volte, da Sarkozy altrettante, da Bush e Obama, dal parlamento europeo. Il padre di un caporale,al quale si srotola un tappeto rosso, sembra ricevere il trattamento che nemmeno la famiglia di un generale di uno di questi paesi riceverebbe.
    C’é chiaramente un’organizzazione efficace dietro tutto questo, perché ci vogliono mezzi finanziari e diplomatici importanti. E la famiglia di un modesto soldato non può mobilizzare da sola dei tali mezzi, soprattutto per un soldato d’occupazione, dobbiamo ricordarlo.

    Per ritornare ai media, possiamo pensare a un altro caso sorprendente: quello delle elezioni palestinesi, che Hamas aveva vinto democraticamente. Ma subito dopo il risultato delle elezioni, delle voci si sono alzate dappertutto, in coro, dicendo che non si deve assolutamente negoziare con Hamas.
    Un vero alzare lo scudo in modo sincronizzato, quando la logica la più elementare, per il parlamento europeo per esempio, sarebbe stata quella di dire ai Palestinesi: «Ok, prendiamo atto della vostra scelta, negozieremo con il rappresentante che vi siete scelti democraticamente”. E non sono bastati due o tre giorni perché quella che chiamiamo la “comunità internazionale” si pieghi, si inchini nel vero senso della parola, davanti a questo diktat insensato.
    Da un punto di vista pro-israeliano, d’altro canto, era completamente logico aver veicolato queste posizioni. E penso fermamente che i sayanim hanno fatto tutto ciò che hanno potuto per impedire ciò che Israele voleva evitare: Hamas come interlocutore delle negoziazioni. In realtà quest’ultimo non é corrotto come lo é una buona parte dell’autorità palestinese da molto tempo.

    Questi sayanim ricevono un compenso per i servizi resi?

    No, non penso. E’ abbastanza semplice per il Mossad. Non ha difficoltà a trovare dei sayanim.
    Per esempio gli é facile trovare delle persone disposte a fornire il loro aiuto in seno al B’nai B’rith , che é un’organizzazione franco-massonica ebraica che conta circa 500 000 membri nel mondo, e dove il profilo parte dalla media borghesia (per arrivare) fino alle sfere più alte della società.
    Ora, i membri di questa istituzione sono precisamente, secondo questo statuto, dei sostegni incondizionati a Israele.
    Su mezzo milione di persone, non é difficile chiedere i servizi di qualcuno.
    Victor Ostrovski (oggi scrittore, ha lavorato per il Mossad, ndr) diceva che c’erano certamente nel mondo un milione di ebrei pronti a sostenere ciecamente Israele. Ora questo paese non ha bisogno di un milione (di persone), una rete costituita da 50 000 persone é già molto efficace.

    Investendosi per Israele, alcuni ebrei non cercano, come lo lasciano intendere le reazioni dei militanti della Anti Defamation League nel film Defamation, di “ricomprarsi” un’identità ebraica e una coscienza “perdute”, in un certo senso, dal fatto che non sono ebrei in senso praticante e religioso?

    Innanzitutto, precisiamo che il sionismo, in quanto ideologia politica, é stata ultra minoritaria nelle comunità ebraiche prima del 1948.
    I nostri dirigenti comunitari, quando ero in Marocco ai tempi della mia infanzia, ci mettevano in guardia contro il sionismo.
    I sionisti erano minoritari non solo in Marocco: in Francia, in Germania, negli stati Uniti i sionisti erano visti come gente un po’ folle, insensata.
    Anche nell’ambito dell’ Yichouv, cioè in seno alle comunità ebraiche esistenti in Palestina, il sionismo non era cosa diffusa, senza contare che i militanti sionisti radicali picchiavano i titolari di imprese ebrei che assumevano degli arabi, e hanno addirittura assassinato un dirigente comunitario locale che voleva andare a Londra a lamentarsi dell’azione dei sionisti. E’ dopo il 1948 che i sionisti sono riusciti a “mettere la mano” sulle comunità, cioè a creare questo legame automatico tra ebreo e sostenitore di Israele. Non sono sicuro che sia un trasferimento dalla sfera religiosa verso l’ideologia sionista, poiché un buon numero di leader religiosi sostengono Israele oggigiorno. C’é molto condizionamento e propagazione di paura, che lascia intendere che se non difendiamo Israele, ci sarà di nuovo un genocidio, dei massacri, etc.
    Un esempio tra mille altri: (molto) recentemente, un ministro israeliano dichiarava che il ritorno alle frontiere del 1967 sarebbe un nuovo Auschwitz. Questo dimostra esattamente il lavaggio di cervello. Israele é presentata come una fortezza assediata. In Francia vedo (noto) nei membri delle comunità ebraiche una forte impressione che niente va, il sentimento che tutti li odiano, un ripiegamento su sé stessi. E Israele contribuisce molto a creare queste impressioni che gli permettono di rafforzare i suoi legami. Per esempio gli studenti francesi possono senza problemi studiare in Israele tre o cinque anni, tutte spese pagate.

    Ha un’idea del numero di sayanim che potrebbero esserci in Francia?

    La mia stima è che potrebbero essere sull’ordine dei cinquemila. Perché cinquemila? Victor Ostrovski, nei suoi scritti, parla di circa tremila sayanim soltanto per la città di Londra. Estrapolando un po’ per la Francia, possiamo pensare che devono arrivare abbastanza facilmente al numero di cinquemila. Per quanto riguarda un caso pratico in Francia, possiamo pensare a un aneddoto riportato da Ostrovski.
    Negli anni ottanta, in seguito a un accordo per una centrale nucleare, degli studenti iracheni erano venuti a studiare al Centre d’Etude Atomique (Centro di Studi Atomici) di Saclay.
    Chiaramente, su questo tipo di dossier, il Mossad é in dovere di ottenere delle informazioni e raccogliere tutti gli elementi possibili riguardo questi studenti, la possibilità di manipolarli, etc. Dei servizi segreti, normalmente, avrebbero dovuto consacrare varie settimane al difficile lavoro d’infiltrazione e di raccolta delle informazioni. Per il Mossad é ben più semplice ! Hanno potuto contare sull’aiuto di un sayan. Quest’ultimo ha contattato, ha fotocopiato i dossiers richiesti, li ha rimessi al loro posto e comunicato le copie al Mossad. Così, molto semplicemente.
    E’ chiaro che un’antenna del KGB avrebbe bisogno, per Parigi per esempio, di almeno qualche centinaia di agenti.
    Il Mossad può contare su sei o sette sayanim, poiché questi sono già al centro delle istituzioni.

    Ma perché non sentiamo mai parlare dei sayanim?

    E’ una domanda difficile, alla quale non ho una risposta certa da darvi.
    Se ne parla nel mondo sassone, e per niente nel mondo francofono. Sembra che l’atmosfera in Francia sia propizia al soffocamento, perché le persone hanno paura di essere indicate col dito, di subire delle critiche. Non si tratta neanche di minacce o limitazioni dirette. E poi, in ogni modo, come dice Noam Chomsky, la selezione si opera a monte e i giornalisti che detengono i posti chiave sono persone che vanno nel senso dell’ordine stabilito e non lo stravolgeranno. E coloro che non vi si conformano sono semplicemente licenziati
    Possiamo citare il caso di RFI (Radio France Internationale) che ha avuto tre redattori capo licenziati o spinti alla dimissione per aver espresso delle opinioni non conformi riguardo il conflitto israelo-palestinese. Conosco il caso di una giornalista d’Europe 1 di cui non farò il nome, che dopo aver realizzato un reportage sui bambini palestinesi, ha subito così tante vive critiche (accese) che ha preferito non parlarne più.

    Ma, in fondo, non é una pratica corrente degli stati di costituirsi delle reti all’estero? Possiamo pensare (immaginare il ) al regime marocchino che mobilizza delle tali reti nei paesi in cui risiedono degli immigrati partiti dal Marocco? O c’é una specificità israeliana? (o é una specificità)

    Non c’è confronto, tanto é impressionante la potenza della rete israeliana costituita dai sayanim. E’ chiaro che gli altri stati tentano di costruire delle reti all’estero, ma il Marocco farebbe fatica ad avere l’equivalente dei tremila sayanim in Belgio, per esempio.
    Gli sarebbe difficile avere degli esecutori che obbediscono ciecamente seguendo l’esempio di quello che i sayanim sono pronti a fare per Israele. Ci sono delle differenze che tengono (che si rifanno) a più ragioni. Da una parte, Israele é un paese in guerra, un paese d’occupazione. Deve quindi essere attivo al massimo. D’altra parte, c’é un carattere molto particolare dell’attaccamento che riservano certi membri della comunità ebraica a Israele, che gli altri stati non conoscono.

    Per ciò che riguarda il conflitto Israelo-palestinese, qual’é la vostra visione dello stato attuale (delle cose) e della possibile evoluzione?

    Ok, per me, una cosa é chiara : Israele non vuole la pace. E’ un principio chiaro e senz’appello stabilito dal nascente stato ebraico nel 1948, sapendo che non può esserci che un solo nazionalismo tra il Giordano e il Mediterraneo.
    Inoltre, da un punto di vista israeliano, per tre decenni, i Palestinesi non esistevano. Gli Israeliani li consideravano come Arabi venuti dalla Giordania, dalla Siria, che non avevano altro da fare che di ritornare (da dove erano venuti), e che nulla poteva giustificare un attaccamento di queste persone alle terre palestinesi.
    Questo metodo non é stato concludente, e alla fine di questo periodo, verso la fine degli anni ottanta, il metodo é cambiato. Gli Israeliani erano pronti a riconoscere ai Palestinesi una bandiera, qualche pezzetto di terra una parvenza d’autonomia, ecc. La prova concreta che non vogliono la pace, malgrado queste apparenti concessioni, é semplicemente che la colonizzazione prosegue senza sosta. Anche Yithzak Rabin, presentato come un uomo di pace, l’artefice degli accordi con i Palestinesi, era soprattutto un uomo molto intelligente e sionista fino in fondo! E’ riuscito un colpo da maestro con una parvenza di accordo di pace, ciò che ha permesso di aprire delle relazioni diplomatiche e commerciali con numerosi paesi importanti prima di ciò reticenti (India, Cina, etc) in cambio di un’autonomia di facciata e di qualche auto di funzione cedute a un’autorità palestinese molto debole e insignificante. Per la cronaca, un soldato israeliano ha fatto uscire un ministro palestinese dalla sua auto di servizio e l’ha obbligato a attraversare il check point a piedi! Per dirvi a che punto contano poco. L’immagine dell’ “Arabo” in Israele é disastrosa, ed è un’abitudine molto diffusa, laggiù, di incollare uno sticker “ morte agli Arabi” sulla parte posteriore della propria macchina.
    Israele è uno stato razzista, e non immagino questo paese desiderare la pace con degli individui profondamente disprezzati e disumanizzati.

    Quid dell’evoluzione del conflitto ?

    Penso che Israele si chiuderà sempre di più in questo impasse , e che la logica dell’occupazione prevarrà fino a determinare una grossa crisi, in particolare rispetto all’Unione Europea che non potrà più accettare e chiudere gli occhi sulla situazione del Vicino Oriente.
    Le azioni dei cittadini prenderanno verosimilmente dell’importanza e eserciteranno delle pressioni sui dirigenti. Dove potrà portarci tutto ciò? Difficile a dirsi, ma a mio parere, su una tragedia sanguinosa, ne ho ben paura (temo) o su un capovolgimento delle potenze.
    Perché dopo tutto, se l’Unione Europea e gli Stati Uniti al giorno d’oggi sostengono Israele, le cose possono cambiare tra dieci o quindici anni. E in questa prospettiva, penso che la soluzione di uno stato sia fattibile, con gli Israeliani obbligati a negoziare e a cedere. In ogni caso, penso che a termine, e non è tanto questione di ciò che vorrei ma di ciò che osservo, (la situazione non può che evolvere) verso la soluzione di uno stato. Spero una cosa, che non sarà troppo sanguinoso..

    Jacob Cohen è uno scrittore franco-marocchino. E’ nato nel 1944 nel Mellah de Meknès. Ottiene una laurea in diritto all’Università di Casablanca.
    In seguito farà Sciences Po (nome della prestigiosa scuola di scienze politiche di Parigi) a Parigi e emigra a Montréal e Berlino.
    Ritorna in Marocco nel 1978 e diventa assistente di ruolo all’Università di Casablanca fino al 1987.
    Infine, si insedia a Parigi e scrive.
    A oggi ha pubblicato cinque romanzi.
    Investig’action lo interroga sul suo ultimo romanzo : « Le printemps des sayanim » (La primavera dei sayanim)(1).

    Fonte: http://www.michelcollon.info
    Link: http://www.michelcollon.info/Les-sayanim-des-agents-dormants.html
    5.01.2011

    Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCA VIGNUDELLI

    Nota :

    (1) Vedere la presentazione del libro e dell’autore qui http://www.youtube.com/watch?v=KHXC1e8XOP4

    Aurore Van Opstal e Abdellah Boudami sono coautori con Michel Collon del libro Israël, parlons-en ! (Israele, parliamone!)

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7890

    Commento di mirabilissimo100 — marzo 15, 2012 @ 2:18 pm

  4. ————————————————————————

    IL CORANO CONDANNA I SODOMITI

    L’Islam non utilizza la parola “omosessuale”, ma parla di popolo empio, popolo di Lot e di popolo degenerato. L’omosessualità è presentata implicitamente. Nel Corano, l’omosessualità è considerata un male contro cui bisogna proteggersi. Tutto questo è detto in poche righe davvero terribili. Infatti il Corano ha palesemente per oggetto la conservazione dell’ordine. Si trattava di salvaguardare la forma famigliare tradizionale, di rinnovare l’ordine antico e di condannare ogni altra forma di trasgressione , compreso le forme di matrimonio non convenzionali.

    L’omosessualità è una delle maggiori interdizioni sin dal VIII e dal IX sec. Ma a Baghdad, nel XI secolo, la cultura omosessuale era molto marcata.

    http://www.gionata.org/notizie/approfondimenti/l-omosessualit-nella-cultura-araba.html

    ————————————————-

    IL CORANO VIOLENTO CONTRO GLI INFEDELI
    Alcune “perle” dal Corano e dagli Hadith
    Forse già conoscete questa “O voi che credete! Non abbiate amici tra gli Ebrei ed i Cristiani” [al-Ma’idah 5:51.11]
    Ma lo sapevate che ci sono 123 versi del Corano relativi al combattere ed uccidere per la causa di Allah? Ecco, di seguito, alcuni passaggi:
    – I musulmani sono incoraggiati ad occuparsi totalmente nel combattimento per la gloria di Allah [Sura 22:73]
    – Allah darà “una più grande ricompensa a coloro che combatteranno per lui” [Sura 4:96]
    – Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “ circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12]
    – Se un musulmano non si unisce alla guerra, Allah lo ucciderà [Sura 9:93]. Al fedele deve essere detto “ il calore della guerra è violento, ma più violento è il calore del fuoco dell’inferno” [Sura 9:81]
    – Un musulmano deve “combattere per la causa di Allah con la devozione a Lui dovuta” [Sura 22:78]
    – I musulmani devono far guerra agli infedeli che vivono intorno a loro [Sura 9:123]
    – I musulmani devono essere “brutali con gli infedeli” [Sura 48:29]
    – Un musulmano deve “gioire delle cose buone” che ha guadagnato con il combattimento [Sura 8:69]
    – Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per “giusta causa” [Sura 6:152]
    – Allah ama coloro che “combattono per la Sua causa” [Sura 6:13]. Chiunque combatta contro Allah o rinunci all’Islam per abbracciare un’altra religione deve essere “messo a morte o crocifisso o mani e piedi siano amputati da parti opposte” [Sura 5:34]
    – “Chiunque abiuri la sua religione islamica, uccidetelo”. [Sahih Al-Bukhari 9:57]
    – “Assassinate gli idolatri ogni dove li troviate, prendeteli prigionieri e assediateli e attendeteli in ogni imboscata” [Sura 9:5]
    – “Prendetelo (l’infedele n.d.t.) ed incatenatelo ed esponetelo al fuoco dell’inferno” [Sura 69:30]
    – “Instillerò il terrore nel cuore dei non credenti, colpite sopra il loro collo e tagliate loro la punta di tutte le dita” [Sura 8:12]
    – “Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]
    – “Sappiate che il paradiso giace sotto l’ombra delle spade” [Sahlih al-Bukhari Vol 4 p55]
    Domanda: dato che il Corano è la parola di Allah, che il Profeta Mohammed (la Pace sia su di Lui) altro non è che il diligente redattore del Libro e che dovere di ogni buon musulmano è applicare quanto scritto sul Corano (e non interpretarlo, si badi bene), è mai possibile un “Islam moderato”?
    Secondo me no.
    Pubblicato da Giancarlo Rondino a 15:02

    http://giancarlorodino.blogspot.com/2009/02/alcune-perle-dal-corano-e-dagli-hadith.html

    Commento di mirabilissimo100 — marzo 15, 2012 @ 2:19 pm


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