Mirabilissimo100’s Weblog

luglio 31, 2012

NUDISMO: VIETATO IL NUDISMO LUNGO LA SPIAGGIA DI ACQUABONA (MACERATA)

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LEGGO.IT

MARCHE, STOP AL NUDISMO IN SPIAGGIA.
“TROPPI ATTI OSCENI”. MULTE FINO A 500 €

 
Martedì 31 Luglio 2012 – 12:34

MACERATA- Stop al nudismo lungo la spiaggia di Acquabona a Potenza Picena (Macerata), dove secondo l’amministrazione comunale potentina «i nudisti, anche in presenza di altri bagnanti si abbandonano ad atti osceni». Il sindaco Sergio Paolucci ha emesso un’ordinanza che vieta «la pratica del nudo integrale su tutte le spiagge del territorio comunale».
Ai trasgressori «saranno applicate sanzioni che vanno da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro, fatta salva l’eventuale contestazione di diversi e più gravi reati». «Il provvedimento – spiega una nota – si è reso necessario in seguito a lamentele e conflitti tra alcuni nudisti e i frequentatori della spiaggia, soprattutto famiglie della zona, compresi numerosi bambini.
L’ordinanza serve per evitare che il fenomeno degeneri e per consentire la libera fruizione a tutti della spiaggia, nel rispetto delle regole dell’educazione e della decenza». A vigilare che venga applicata ci penseranno la Polizia municipale e i carabinieri. «Invito tutti ad osservare comportamenti rispettosi oltre che dell’educazione anche della convivenza civile – dice il sindaco -, Potenza Picena è una comunità accogliente ed ha piacere che tanti turisti frequentino le sue spiagge ma non possono esistere zone franche in cui non si rispettano le regole e si offende la sensibilità soprattutto delle persone più deboli ed indifese come i bambini».

 

http://www.leggo.it/news/social/marche_stop_al_nudismo_in_spiaggia_troppi_atti_osceni_multe_fino_a_500_euro/notizie/190300.shtml

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RACHEL LA BAMBINA AMERICANA CHE APRI’ UNA RACCOLTA FONDI PER L’ACQUA E’ MORTA IN UN INCIDENTE

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RACHEL LA BAMBINA AMERICANA CHE APRI’ UNA RACCOLTA FONDI PER L’ACQUA E’ MORTA IN UN INCIDENTE

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LEGGO.IT

APRÌ UNA RACCOLTA FONDI PER L’ACQUA:
RACHEL MUORE IN INCIDENTE A 9 ANNI

 
Rachel Beckwith

 
Rachel BeckwithRachel Beckwith
 
 
Lunedì 30 Luglio 2012 – 13:01

SEATTLE – “Sto per compiere 9 anni. Ho scoperto che molte persone non riescono a festeggiare il loro quinto compleanno perché non hanno acqua”. Così scriveva Rachel Beckwith poco più di un anno fa, qualche giorno prima di spegnere le sue nove candeline. La bambina, dopo aver ascoltato una conferenza sulla mancanza d’acqua in Africa, ha deciso di non farsi regalare giocattoli per il compleanno, bensì di aprire una raccolta di fondi da devolvere alle popolazioni a rischio siccità. Aiutata dalla mamma, Rachel aveva l’obiettivo di raggiungere un totale di 300 dollari. Era quasi vicina all’obiettivo nel luglio 2011, ma la piccola non è riuscita a vedere realizzato il suo sogno: è rimasta vittima di un tragico incidente in autostrada, schiacciata sotto il peso di grossi tronchi trasportati da un tir che si è ribaltato.

Rachel non ha visto il frutto del suo impegno, ma la madre questa settimana è stata in Etiopia a visitare i pozzi che sono stati costruiti grazie all’idea della bambina: più di un milione di dollari sono stati raccolti, con donazioni provenienti da ogni parte del mondo. In molti hanno donato 9 dollari, tanti quanti gli anni della piccola, ma in tantissimi sono stati ispirati da Rachel a fare del bene.

La mamma Samantha Paul pensava che il viaggio in onore della figlia sarebbe stato difficile da affrontare, ma in un’intervista telefonica all’Associated Press ha spiegato come l’aver visto la necessità di acqua in quelle zone le abbia fatto capire quanto la breve vita di Rachel sia stata un dono. Sua figlia, da cui è partita la raccolta di fondi, come ha sottolineato, non era nuova a gesti di carità: a scuola aveva donato tutti i suoi capelli ad un’associazione che creava parrucche per i bambini sottoposti a chemioterapia. Ora la famiglia di Rachel intende proseguire i suoi sforzi filantropici con una nuova campagna in onore della sorella minore di Rachel, Sienna, che festeggia il suo terzo compleanno.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/apri_una_raccolta_fondi_per_lacqua_rachel_muore_in_incidente_a_9_anni_foto/notizie/190143.shtml

IL CODICE DA VINCI TRA FALSITA’ E VERITA’

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Pagina storia
Pagina Nuovo Ordine Mondiale

Prolusione a “Il Codice da Vinci tra falsità e verità”
Marcello Pamio – 24 maggio 2006 

Qualche dato per comprendere la portata de “Il Codice da Vinci”

  1. Copie vendute nel mondo    à 60.000.000
  2. Copie vendute in Italia        à 2.800.000
  3. Lingue tradotte                 à 44
  4. Numero edizioni                 à 72

  Dal punto di vista editoriale “Il Codice da Vinci” è una vera e propria anomalia: sessanta milioni di copie in 44 lingue diverse denotano che dietro a Dan Brown (se naturalmente è lui l’autore) c’è ben altro…
    Centinaia di libri sugli stessi argomenti (Opus Dei, Priorato di Sion, Maria Maddalena moglie e madre, Santo Graal, Sang Real, Merovingi, ecc.), eppure nessun libro ha avuto lo stesso impatto mediatico: perché?
    Il Codice da Vinci, casualmente parlando, esce in un periodo caldissimo di “scontro di civiltà e di religioni”. Questo “scontro”, è bene ricordarlo, rientra in un vera e propria strategia portata avanti da una cricca potente di personaggi perlopiù neoconservatori di estrema destra (gli stessi che oggi controllano il burattino Bush junior e che simpatizzano per tutte le destra, ma i particolar modo per quella israeliana del Likud: Leeden, Perle, Wolfowitz, Rumsfeld, Rove, ecc.).

Cronologia degli accadimenti:

–         Fine 2002 > Forti frizioni fra Washington e Vaticano per la guerra in Iraq (il papa stesso critica Bush jr)
–         Dicembre 2002 > Scoppia lo scandalo pedofilia a Boston e investe il Vaticano…
–         20 marzo 2003 > Anglo-americani iniziano il genocidio in Iraq
–         Marzo 2003 > Esce “Il Codice da Vinci”
–         Febbraio 2006 > Vengono pubblicate le vignette anti-maometto da un giornale danese: dietro ci sono i falchi visti sopra
–         Marzo 2006 > Salta fuori dopo 20 secoli il Vangelo di Giuda…

    Il Prof. Franco Cardini (ordinario di Storia Medioevale dell’Università di Firenze) è convinto che «Il successo di Dan Brown appartiene ai messaggi mafiosi che la classe dirigente USA ha inviato al Vaticano ed è un brandello nella grande lotta per la conquista del potere universale».
    Nessuno può affermarlo con sicurezza, ma l’unica cosa veramente certa è che dietro il battage mediatico del libro e ora del film vi sono indubbiamente dei Poteri Forti (certamente economici, ma non solo), che hanno voluto veicolare, in questo ben preciso momento storico, un messaggio chiaro.  

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 Il Codice da Vinci tra falsità e verità
Giovanni Peccarisio – 24 maggio 2006

    Il 19 maggio 2006 è uscito in contemporanea mondiale il film che porta lo stesso nome del libro da cui è stato tratto “Il Codice da Vinci”.
Questo libro ha avuto e continua ad avere un successo clamoroso a mio avviso completamente immotivato e nelle pagine seguenti cercherò di spiegarne il perché.
    Il romanzo è un’opera narrativa del tipo thriller dalla trama complessa zeppa di azioni, con un ritmo incalzante che descrive una serie di cospirazioni. Procedendo a mano a mano con continui colpi di scena, si giunge a far affiorare, a svelare una verità a detta dell’autore sconvolgente che coinvolge direttamente la visione cristiana del mondo perché riguarda soprattutto la figura del suo massimo rappresentante: il Cristo.

    Prima di continuare queste mie riflessioni tengo a precisare che le contestazioni dei contenuti di questo libro non sono fatte a difesa nè della Chiesa cattolica, né di qualsiasi altra Chiesa che si fa all’operato del Cristo. E’ risaputo infatti che anche la Chiesa cattolica ha tenuto nascoste alcune verità, proprio per bocca di eminenti personaggi suoi ministri del culto, che oramai da tempo avrebbero dovuto essere conosciute dall’ Umanità. Questo mio contributo vuole smascherare menzogne che parlano della vita del Cristo e che vengono spacciate come vere per una mia personale ricerca di Verità e in modo del tutto indipendente da posizioni che possono sembrare pro o contro le varie confessioni religiose.

Desidero inoltre con questo mio scritto rendere attento il lettore delle astuzie a cui ricorrono al giorno d’oggi certi personaggi, di cui Dan Brown è solo uno dei tanti esempi, per mascherare sfacciate menzogne sotto una parvenza di Verità   

L’invito è quindi quello di portare un pensiero del lettore a distinguere: 

I) La menzogna dalla verità
II) individuare velocemente “cui prodest”, a chi giova? per scoprire chi siano i veri, occulti mandanti, 
III) imparare ad approfondire le proprie capacità di pensiero per scoprire le conseguenze delle menzogne che vanno a colpire situazioni collaterali che, la maggiorparte delle volte, sono il vero obiettivo.

In una parola il mio scopo è quello di aiutare il lettore a pensare fino in fondo 

Le sconvolgenti rivelazioni del libro di Dan Brown sono tutte, senza nessuna eccezione, affermazioni gratuite, dai fondamenti inesistenti: sono solo furbesche invenzioni dell’autore che per di più, non porta alcuna documentazione storica né scientifica.
    Ciò che trae in inganno il comune lettore è una pagina del libro (pag. 9 dell’edizione italiana) dal titolo “Informazioni storiche” nella quale si dice che “…tutte le descrizioni…di documenti e rituali segreti contenuti in questo romanzo, rispecchiano la realtà”, senza però citare nessuna fonte o documento a sostegno di questa affermazione gratuita e personale (pagina che stranamente dalla sesta edizione italiana in poi è stata sostituita da una tutta bianca, per poi ritornare invece nella edizione tascabile!)
    Tralasciando i vari momenti delle variegate, fantasiose avventure, vediamo di passare in rassegna i passaggi fondamentali riguardanti le eccezionali rivelazioni che vengono affermate da Dan Brown con l’avvertenza di dare per scontato che il lettore abbia già letto il romanzo, senza per altro far apparire questo un invito all’acquisto.

I° ) Costantino

     Viene affermato nel libro che nel Concilio di Nicea del 325 dopo Cristo, indetto da Costantino, i vescovi partecipanti, assieme ad altre questioni marginali, votarono e approvarono a maggioranza ristretta una proposta in cui si diceva che Cristo era “Figlio di Dio” (vedi pag. 273-4).
    La verità storica afferma invece che per tutti i partecipanti del Concilio, Cristo era in primis e senza dubbio alcuno un Essere divino e che il dibattito si era acceso su ben altro argomento. Il problema era come conciliare e interpretare l’Essere divino del Cristo col fatto che Gesù fu anche un essere umano. Ciò che fu messo in discussione quindi non fu assolutamente il riconoscimento della divinità di Cristo, perché la Sua origine divina era già accettata da tutti i cristiani come un dato di fatto fin dall’inizio.

Sembra comunque, da quello che viene falsamente riportato nel libro, che sia avvenuto un fatto positivo, giacché viene sottolineato come il Cristo non fosse riconosciuto a quei tempi solo come un grande profeta umano; però la proclamazione fatta dai vescovi in quel Concilio comporta conseguenze ben occultate da una apparenza positiva

    Che cosa di cela dietro questo, qual è il vero obiettivo? 
Osserviamo come la divinità del Cristo venga affermata per bocca dei vescovi, venga dichiarata per effetto di una votazione compiuta da esseri umani fallibili e per di più, cosa di non poco conto, sotto pressioni esercitate da Costantino.
    Il Cristo perciò non è divino per sua natura, ma solo per dichiarazione di quei vescovi. Quale valore può avere tutto ciò per l’uomo moderno che ha sviluppato una propria capacità pensante e non un vuole più basarsi solamente su dogmi o atti di fede imposti?

Ci si trova qui di fronte 
I) al solito furbesco miscuglio di falsità, inesattezze e mezze verità, 
II) per rendere difficile ricavare la verità da un guazzabuglio creato ad arte e scoprire così i veri obbiettivi
Ma proseguiamo nelle nostre ricerche.

II°) Qumran e Nag Hammadi: gli altri Vangeli

     La questione riguardante il fatto che il Cristo fosse o non fosse un essere esclusivamente umano, Dan Brown la fa risalire ad un complotto da parte del Vaticano che cercò di occultare i ritrovamenti di Qumran (i cosiddetti rotoli del Mar Morto) e i documenti copti di Nag Hammadi (pag. 275). 
    La comunicazione del contenuto, sia dei rotoli che dei documenti, che un personaggio fa ad un altro (Teabing a Sophie Neveu), risulta alla luce di una seria indagine storica o travisata, o falsa o comunicata da persona ignorante. I rotoli del Mar Morto (Qumran) infatti non furono trovati negli anni 50 bensì nel 1947.
    Si potrebbe fare una considerazione a questo punto e dire che questa mia precisazione non è poi così importante; l’ho riportata invece proprio come esempio di tante altre imprecisioni, per evidenziare un troppo facile pressapochismo o, si potrebbe anche dire, una cosciente falsità delle informazioni date.
Anche qui viene creata una falsità (data storica inesatta), si sfruttano le caratteristiche della Chiesa (occultamento e complotto) riluttante a far fluire alcune conoscenze esoteriche, per far passare e avvalorare un palese falso.
Continuiamo con altri esempi.

III°) Ancora sui rotoli del Mar morto e sui Vangeli

– I rotoli del Maro Morto non contengono Vangeli e non parlano del Cristo perché sono testi ebraici
–  Non è neppure vero che i Vangeli copti parlano di Gesù “…in termini profondamente umani“; al contrario invece i testi di Nag Hammadi parlano del Cristo come Essere spirituale in modo ancora più accentuato, più convincente dei Vangeli canonici (Matteo, Luca, Marco, Giovanni).
    Anche in questo caso si può osservare come una profonda Verità non potendo essere negata, viene incredibilmente rovesciata nel suo esatto contrario, diventando una caricatura.
– E’ falsa anche l’affermazione che i Vangeli ritrovati erano più di un’ottantina a loro volta ricavati basandosi su migliaia di scritti quando Gesù era ancora vivente. Quest’ultima indicazione è semplicemente ridicola giacché, ai tempi di Gesù, pochissime persone sarebbero state in grado di scrivere.
– Altro falso è il dire che fu Costantino, nel breve arco della sua vita, a riscrivere la Bibbia decidendo quali testi inserire nel Nuovo Testamento. La formazione del Nuovo Testamento iniziò secoli prima della nascita di Costantino e terminò circa cinquant’anni dopo la sua morte.  
– Infine né i rotoli né i libri copti di Nag Hammadi hanno nulla a che fare con il Graal

IV°) Gesù, Maria Maddalena, Priorato di Sion

     La verità storica di rivelazioni che, a detta dell’autore, possono addirittura essere considerate esplosive, non solo non risultano vere ma neppure sono originali. Infatti sono cose già affermate in un libro precedente al suo dal titolo “Il Santo Graal” di M Baigent, R. Leigh e M. Lincoln (traduzione italiana: Il Santo Graal, 1982 Ed. Mondadori), che ebbe numerose ristampe e che vendette più di due milioni di copie, un vero primato per quel tempo. Oggi quel primato sembra una vera ridicolaggine a fronte dei sessanta milioni circa di copie vendute a tutt’oggi dal libro “Il codice da Vinci ” e tradotto in 44 diverse lingue.
   Nel libro “Il Santo Graal“, ripreso da Dan Brown dice infatti che: 

a ) Gesù non è morto sulla croce,
b ) Gesù ha sposato Maria Maddalena,
c ) Gesù ha avuto figli,
d ) i figli di Gesù sono stati i capostipiti di una discendenza regale: i Merovingi,
e ) questa verità (supposta) è stata boicottata e occultata in tutti i modi dalla Chiesa cattolica e molto probabilmente da altre persone ancora,
f )  una società segreta (il mitico Priorato di Sion) per fortuna dell’umanità, ha salvato migliaia di documenti riguardanti questa verità.

    Solo la supposta esistenza del Priorato di Sion, che non è mai esistito se non nella fantasia funzionale agli scopi degli autori, meriterebbe una disamina molto più approfondita. 
Grazie alla sua inventata esistenza infatti, nascono complicatissimi intrecci che riguardano molti altri fattori quali: la storia dei Templari, la ricerca del Santo Graal, i Catari, i Rosacroce, Rennes le Chateau ed altri fatti ancora.
    Tutto ciò ha sempre un elemento in comune: 

1) si cerca di convincere il lettore (tramite menzogne) che il Cristo Gesù non è un Essere spirituale Divino, 
2) molto più semplicemente (vero obiettivo) Egli è stato un profeta, un uomo mortale molto elevato ma pur sempre un mortale con problemi e caratteristiche di qualsiasi altro essere umano e perciò non così credibile.

    Poter contestare punto per punto tutti gli aspetti di questa squallida storia, richiederebbe come detto molto tempo e più spazio. Quello che m’interessa è il poter andare alla radice del problema e dimostrare, come anche altri ricercatori hanno fatto, la colossale invenzione di tutto questo e cercare di comprenderne il perché.
Cercherò di scegliere ancora alcuni fatti per poter meglio dimostrare la grossolanità di questo libro così generoso dispensatore di falsità.

V°) Les Dossiers secrets

    Nella già citata pag. 9 del libro “Il codice da Vincí” viene affermato: “Il Priorato di Sion – società segreta fondata nel 1099 – è una setta realmente esistente”.
Vediamo ora di smascherare questa ulteriore menzogna.
    Nell’anno 1975 presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, sono state scoperte alcune pergamene note come “Les Dossiers secrets…”. Questi famosi Dossiers sono invece dei veri e propri falsi, come ufficialmente è stato affermato dagli stessi compilatori 
    Infatti un certo P. Plantard – ma ancora prima di lui un altro personaggio, un certo Philippe de Cherisey compagno del primo – hanno affermato che i “Dossiers secrets ” di Henri Lobineau depositati presso la Bibliothèque Nationale il 27 aprile 1967, sono “invenzioni deliranti” scritte da Phllippe de Toscane du Plantier sotto l’effetto della droga (lettera di P. de Cherisey a Plantard dell’ 11 luglio 1985).

Anche lo scritto conosciuto come “Henry Lobineau” depositato presso la Bibliothèque Nationale il 18 novembre 1964, viene dalla mano dello stesso P. Plantard.
Questi scritti perciò sono dei falsi creati appositamente, scoperti per caso e, al momento giusto, messi in circolazione.

    Il primo documento principalmente sia della nascita del Priorato di Sion che della lista dei loro Gran Maestri. 
Il secondo riguardava la storia di Gesù, Maddalena e della dinastia dei Merovingi.
    Concludendo quindi sono queste le “sconvolgenti rivelazioni” che assieme ad altre sono andate a formare i famosi “Dossiers secrets” tanto citati da Dan Brown, e che hanno dato il via alla vicenda di Rennes le Chateau. Questa storia è stata poi ripresa e ulteriormente ampliata da altri, ampliando e suggerendo ulteriori false speculazioni.

    Decine e decine di libri, soprattutto di area anglosassone, sono stati scritti aventi tutti questa medesima base di informazioni veridica, compresi il già citato “Il Santo Graal” e per l’appunto “Il Codice da Vinci” di Dan Brown.

    Giunti a questo punto sorgono spontanee varie domande:
– Come mai è stato creato un tale battage mediatico per un thriller, in fin dei conti per una sorta di libro giallo uguale a tanti altri e che oltre tutto ha dei contenuti conosciuti da più di quarant’anni?! 

– Qual è il vero scopo, quale il vero obiettivo e perché proprio in questo momento?
– Cui prodest? Possibile sia soltanto una forma di d’investimento, una manovra economica?

    Secondo la mia opinione, tutto ciò riguarda direttamente la Verità fondamentale del Cristianesimo stesso: si vuole far credere che il Cristo sia solo un Profeta, un essere umano e mortale, non invece un Essere Spirituale Divino e in quanto tale immortale. Desidero sottolineare ancora una volta come questo scritto vada aldilà di considerazioni e scelte di un credo personale, in nome di una ricerca della verità indipendentemente da altre opinioni.

    Io credo sia in atto una strategia per destabilizzare la coscienza dell’uomo occidentale tramite vari, molteplici strumenti economici che colpiscono i bisogni primari degli esseri umani: sicurezza economica, salute, perdita di ideali e quindi di speranza. 
In questo quadro si inserisce la perdita di certezze religiose. Le certezze religiose da me intese parlano di una religiosità non appartenente necessariamente ad una religione; intendo ciò un bisogno naturale di trascendenza, di una ricerca il più possibile cosciente e comunque connaturata all’essere umano.

    Questa strategia tende ad impedire agli esseri umani così coinvolti nelle loro necessità di evolversi verso un pensare libero.
    Certamente non diventano dubbiose le persone che già hanno intrapreso una loro personale strada di ricerca, ma bensì quelle persone incerte o che ancora sono legate ad una fede religiosa (che comunque dà loro delle certezze e sicurezza nella vita). Io credo che la maggior parte dell’umanità si trovi in questa condizione.

    Il “Codice da Vinci” si inserisce in questa strategia: viene reso cioè puramente terrestre un Ideale considerato da sempre spirituale e divino (il Cristo diventa un profeta umano) tramite un miscuglio di falsità e invenzioni rivestiti da una apparenza di verità.
   Tutto ciò genera disorientamento e paura alla maggior parte delle persone e quando si instaura la paura, contemporaneamente nasce un blocco e un indebolimento dell’evoluzione individuale interiore. Il singolo individuo che non sia ancora preparato ad approfondire alcune verità esoteriche, non solo viene deviato ma addirittura viene bloccato in una sua ricerca evolutiva.
    L’essere umano in queste condizioni non avrà perciò più una sua meta.
Perciò quale può essere il vero, il recondito obiettivo preparato da tante menzogne?

La coscienza che non ha mèta diventa molto più facilmente controllabile. 
    Controllare e manovrare la coscienza dell’uomo moderno perciò è il vero scopo, l’obiettivo finale di Forze contrarie all’evoluzione umana.
Come contrapporsi a tutto ciò?
    Occorre innanzitutto conoscere i metodi delle varie strategie. La strategia di base per far passare uno o più messaggi e creare in tal modo condizionamenti, consiste nel disorientare, bloccare e creare vuoti nelle coscienze, per poi riempirli con  adeguati contenuti.
    Tutto questo però, al contrario di quello che si potrebbe pensare, genera in un numero sempre maggiore di persone, una reazione del tutto positiva perché invita le persone a pensare con la propria mente, le invita a farsi un’idea propria ad esempio, sul libro “Codice da Vinci”, poiché questo libro come molti altri fatti che hanno le caratteristiche della menzogna e che continuamente succedono, suscitano domande, perplessità, e quindi salutari processi di conoscenza.

    Questa è la migliore unica possibilità, per superare il disorientamento, per rimuovere i vari blocchi suscitati dalla paura. Per riempire il vuoto occorre riempire il nostra animo di contenuti veritieri, contenuti ricercati da noi stessi, in prima persona anche andando aldilà di quello che ci è stato trasmesso per tradizione o per fede.

In tal modo di può vincere qualsiasi forma di paura e sempre più si può rinforzare la globalità della nostra coscienza.
   
L’operazione “Codice da Vinci” rientra in una programmata, non casuale manipolazione globalizzata delle coscienze alla quale ci si può contrapporre unicamente tramite continua evoluzione della coscienza individuale.
Ciascuno cioè deve occuparsi dello sviluppo della propria coscienza senza più demandarlo ad altri.
Questo è quello che intendevo all’inizio parlando del pensare fino in fondo

Giovanni Peccarisio
Laureato alla “Libera Università della Scienza e dello Spirito” di Dornach (Svizzera), come Maestro Waldorf (scuole steineriane) e Maestro di pittura

Bibliografia:

–  ” Il Codice da Vinci ” di Dan Brown ( Ed. Mondadori )
–   ” La verità sul Codice da Vinci ” di B. D. Ehrman ( Ed. Mondadori )
–   ” Il Santo Graal ” di Baigent. Leigh, Lincoln ( Ed. Mondadori )
–   ” Rennes le Chateau ” di M. Bizzarri ( Ed. Mediterranee)
–   ” Il tesoro scomparso di Rennes le Chateau ” di B. Putnam, J.E.Wood ( Ed. Newton & Compton )
–   ” Alla ricerca del Graal ” di R. Rohr ( Ed. Piemme ).

 
www.disinformazione.it

 

http://www.disinformazione.it/codice_da_vinci.htm

MUSULMANO DIVENTATO CRISTIANO PARLA DELLA SUA CONVERSIONE

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Parla un musulmano convertito a Cristo
 
 26/07/2012 15:26
ISLAM – CRISTIANESIMO
Parla un musulmano convertito a Cristo
di Bernardo Cervellera
Facendosi riprendere da una TV a pieno viso – col rischio di essere riconosciuto e perseguito per “apostasia” – Mohammed Christophe riafferma il valore della conversione e del battesimo. Ma diversi vescovi e sacerdoti nei Paesi a maggioranza islamica rifiutano il battesimo ai musulmani che vogliono diventare cristiani. Eppure convertirsi significa una rivoluzione nel rapporto con Dio che è Padre; con Gesù che mi dona la sua vita; abbandonando tutto a rischio di persecuzione e di morte per apostasia.

Roma (AsiaNews) – Nei giorni scorsi il sito di Notre Dame de Kabylie ha diffuso un video in cui un ex musulmano, Mohammed Christophe Bilek, racconta la sua conversione al cristianesimo. Il video è tratto dalla trasmissione “Dieu merci (Grazie a Dio)”, sul tema della “Persecuzione dei cristiani”, per la catena televisiva Direct 8.

Mohammed Christophe Bilek è nato in Algeria nel 1950 e vive in Francia dal 1961. È l’autore di due libri, “Un algerino non troppo cattolico” (1999, Cerf) e “Sant’Agostino raccontato a mia figlia”. Dagli anni ’90 egli è anche il responsabile del sito Notre Dame de Kabylie, per l’evangelizzazione dei musulmani e il dialogo islamo-cristiano.

Il video mette in luce il rischio per i musulmani convertiti di essere accusati di apostasia e perdere la vita, ma nonostante ciò l’intervistato ribatte l’importanza del battesimo, dell’incontro con Gesù Cristo e dell’appartenere alla Chiesa.

La testimonianza di Mohammed Christophe cozza contro le considerazioni di sacerdoti e vescovi dei Paesi a maggioranza islamici che, per timore di conseguenze sui convertiti e sulle comunità, preferiscono rallentare o addirittura escludere il battesimo per i musulmani che vogliono convertirsi.

 Proibito battezzare?

 Settimane fa, il vescovo di un Paese del Medio oriente arabo mi raccontava che una delle sue comunità è stata minacciata di chiusura da parte della polizia solo perché i fedeli stavano pubblicizzando un incontro di confronto e dialogo fra cristiani e musulmani. La polizia temeva che questo fosse il primo passo verso il cosiddetto “proselitismo” e “l’apostasia”. “Se questa è la reazione a un incontro sul dialogo – concludeva il vescovo con amarezza – figuriamoci quale sarebbe per una conversione!”.

A causa di ciò, e per salvare almeno la libertà di culto che si garantisce in quel Paese, il vescovo frena ogni conversione e battesimo.

La situazione è ancora più netta in Marocco – e fino a poco tempo fa in Algeria – dove le diocesi danno chiare indicazioni a non battezzare alcun musulmano che voglia convertirsi al cattolicesimo. Il motivo è che “le leggi del Paese lo proibiscono”.

P. Samir Khalil racconta che alcuni anni fa ha incontrato un musulmano che da 13 anni (!) chiedeva di essere battezzato e ciò gli veniva di continuo rifiutato. I sacerdoti spiegavano che il suo battesimo avrebbe portato enormi difficoltà a lui – che per evitare la morte per apostasia avrebbe dovuto emigrare – e al prete che gli avrebbe amministrato il battesimo. Intanto, il povero musulmano si era studiato da solo i vangeli e il catechismo, praticando una vita di preghiera.

Anche in Egitto si tende a frenare le conversioni e a non battezzare, sebbene alcuni sacerdoti mi abbiano confidato di aver amministrato qualche battesimo in segreto. Interrogato da AsiaNews, un religioso da decenni in Egitto ha risposto che voler battezzare a tutti i costi è “contro il Concilio Vaticano II perché il Concilio ha sottolineato la salvezza dei non cristiani anche al di fuori della Chiesa”. La conclusione sembra essere: non c’è bisogno di battezzare; ognuno si salva nella condizione in cui è.

Non vale la pena aprire qui un dibattito teologico sulla fede in Cristo e la salvezza dei non cristiani. Del resto, mi sembra che la Dominus Jesus e il documento della Dottrina della fede sul “proselitismo” ribadiscono l’importanza di un’appartenenza anche “sociale”, visibile al Cristo e alla Chiesa.

Mi importa sottolineare il fatto che essere battezzato è qualcosa che cambia la vita e la percezione della vita del convertito; il cambiamento avviene ora, nella storia, e non nel futuro di una vita “eterna” dopo la morte. Per questo, offrire il battesimo a chi lo chiede non è una questione di superficie, ma un dono di vita e di speranza già oggi. Non è dunque uguale a zero il bilancio fra essere e non essere battezzati.

 Il Dio “solare” dei cristiani; quello “lunare” del Corano

 La fede cambia il presente in modo profondo e significativo. In un’altra testimonianza riportata su Notre Dame de Kabylie, Mohammed Christophe, spiegando la sua conversione, sottolinea la sua nuova comprensione di Dio.

Il convertito si chiede: “Se il Dio del Corano è lo stesso di quello dei cristiani, perché io, Mohammed, sono divenuto Christophe?” E la risposta è “Avendo vissuto nell’islam, avendo praticato i suoi precetti, circondato da persone ancora oggi musulmane (la mia famiglia si definisce musulmana), io non cesso di essere abbagliato dalla scoperta del Vangelo. La luce che da esso emana può suggerire un paragone, che però suppone una premessa: chi vuol discutere del Dio dell’islam deve riferirsi al Corano. Ed ecco: se si rimpiazza la parola ‘Dio’ con quella di ‘luce’, quella del Corano è una luce lunare, quella del vangelo è una luce solare….

In effetti che Dio sia unico, creatore, o qualunque altro nome gli si attribuisca, si può ammetterlo. Ma se ci si ferma a questo postulato, non è necessario abbandonare l’islam per divenire cristiano. Ma Gesù è venuto per rivelare agli ebrei e poi a tutti gli uomini che ‘Dio è vostro Padre; Dio vi ama e vi vuole con Lui per donarvi la Sua vita!’. A questo punto io non esito nemmeno un istante: accetto quest’offerta non una sola volta, ma anche due! Del resto io so che [l’offerta] che mi fa il Corano è di meritare forse (perché non c’è garanzia) un paradiso carnale e materialista (s.38, 50-52), tanto da farmi pensare più a una pubblicità di qualche luogo di vacanza e di ozio, sotto il sole dei tropici, ma non mi dà alcuna certezza di ‘conoscere’ il mio Dio e Signore!”.

Mohammed Christophe fa poi un paragone fra la figura di Cristo e quella di Maometto: “E che dire del volto di Cristo e quello di Maometto? Basteranno due citazioni: Gesù (in Giov. 10,11) dice: ‘ Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la vita per le sue pecore’. Maometto (in s.33,47): O profeta! Ti è lecito sposare tutte le donne che hanno la dote; tutte le prigioniere che Dio ha messo nelle tue mani!’. Siamo seri: una cosa è dire ‘ Vi è un solo Dio per tutti’; altra cosa è dire che Egli si interessa a me, verme insignificante, fino a volermi ‘divinizzare’ in Gesù…. Questa è la rivelazione che mi ha chiamato!”.

 Gesù, la libertà dell’uomo senza “sottomissione”

 Mohammed Christophe si sofferma poi sulle questioni dell’apostasia e sul seguire Cristo fino al rischio della morte:

“[Cristo domanda:] Sei pronto a seguirmi e a lasciare tutto per me? Quando si è ben compreso ciò che Gesù richiede per amore, si misurano tutte le difficoltà per rispondere a Lui in modo affermativo. E una cosa è dirgli ‘sì’ con le labbra; altra cosa è lasciare tutto per Lui. A noi che veniamo dall’islam ciò ha per conseguenza di rompere con il proprio passato, la propria famiglia e comunità, le proprie certezze morali o spirituali.

Lo so, è molto più semplice rimanere musulmani. Non prendendo alcuna posizione (Beh, in fondo abbiamo lo stesso Dio), le scuse sono numerose e facili per non operare questo abbandono, accettare questa trasformazione, morire a se stesso e seguire Gesù, [in] una conversione esigente che si compie solo con il suo aiuto. È il passo che il giovane ricco del Vangelo non ha voluto fare, perché almeno all’inizio, occorre il proprio libero consenso: Gesù non mi impone di ‘sottomettermi'[islam], ma di amarlo in tutta libertà. Ed ecco ancora una grande differenza: Dio ci crea liberi o schiavi? A seconda della nostra risposta, Dio non diviene più lo stesso: in un caso io incorro nella punizione riservata agli apostati o agli empi; nell’altro io sono il figliol prodigo atteso dal padre, che chiama tutti i servitori non appena mi vede all’orizzonte. Lasciare l’islam è pericoloso, lo si fa a rischio della vita. E allora, cari fratelli e sorelle dell’occidente, accogliete e sostenete quelli che lo fanno….

Insisto: io non parlo del Dio dei musulmani, ma del Dio del Corano. I musulmani sono miei fratelli e forse domani saranno miei fratelli e sorelle in Cristo. E dagli anni ’90 questa non è solo una speranza, ma una realtà che mi fa gioire e lodare il Signore: Alleluia! Gesù è venuto per salvare tutti gli uomini, anche i musulmani!”.
http://www.asianews.it/notizie-it/Parla-un-musulmano-convertito-a-Cristo-25395.html

GESU’ ERA MUSULMANO PER IL PROFESSORE ROBERT SHEDINGER

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , — mirabilissimo100 @ 3:55 pm

Per il professor Robert Shedinger Gesù era musulmano

 
Il professor Robert Shedinger del Luther College in Iowa (USA) ha pubblicato la sua teoria sulla religione di Gesù Cristo. Nel libro che sarà pubblicato alla fine del 2012 il professore sostiene che la figura di culto più importante del cristianesimo fosse in realtà un musulmano.
Nella primavera del 2001 una delle sue studentesse musulmane mise in dubbio la metodologia di insegnamento dell’Islam di Shedinger. La ragazza si lamentava del fatto che il professore insegnasse un Islam diverso da quello appreso e predicato dai suoi genitori. Secondo Robert Shedinger questo evento lo indusse a ripensare completamente il concetto stesso di religione e il suo metodo didattico.
“Ho dovuto riconsiderare il concetto di Islam e sono giunto alla conclusione che era un movimento per la giustizia sociale. Penso che questo sia esattamente ciò che Gesù rappresentava nel primo secolo. Pertanto concludo che molto probabilmente Gesù era musulmano,” – ha dichiarato il professore.
L’obiezione più importante alla teoria Shedinger è che Gesù Cristo sia nato 600 anni prima dell’avvento dell’Islam e se avesse predicato alcune delle idee islamiche i musulmani avrebbero potuto trarre ispirazione dai suoi insegnamenti. Tenendo conto del fatto che l’Islam sia nato molto più tardi del cristianesimo gli oppositori dell’autore del libro “Gesù era musulmano?” provocatoriamente pongono un’altra domanda a Shedinger: “Era il profeta Maometto un cristiano?”
 

luglio 22, 2012

BOLOGNA: RAGAZZA PARTORISCE DUE GEMELLI-UNO LO GETTA NELLA SPAZZATURA E L’ALTRO MUORE IN OSPEDALE

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LEGGO.IT

PARTORISCE DUE GEMELLI: UNO LO GETTA
TRA I RIFIUTI, L’ALTRO MUORE ALL’OSPEDALE

 
 
 
Domenica 22 Luglio 2012 – 11:51

BOLOGNA – Non ce l’ha fatta il neonato di circa 23 settimane, ricoverato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna da giovedì notte. La madre, un’italiana di 21 anni, lo aveva partorito in ospedale, dopo aver dato alla luce nella sua casa di Ozzano Emilia al suo gemellino e averlo buttato nell’immondizia, dove la polizia lo ha poi trovato morto. Il piccolo è deceduto questa mattina intorno alle 6. Era ricoverato in terapia intensiva prenatale in prognosi ‘estremamente riservata’.

Il neonato aveva un peso di 490 grammi ed era nato estremamente immaturo. Nonostante gli sforzi dei sanitari del Sant’Orsola, che lo stavano assistendo in ventilazione meccanica, non ce l’ha fatta a sopravvivere. Ancora in ospedale la madre, accusata di infanticidio, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza. Imputazioni «provvisorie», in attesa degli accertamenti medico legali disposti dalla procura di Bologna per far luce sul caso. Sono molti, infatti, gli aspetti che i consulenti dovranno chiarire. Prima di tutto se il parto è stato indotto o meno, anche se la prima ipotesi non sembra al momento avere particolare credito. Poi, cosa fondamentale, se il primo gemellino è nato morto o vivo. Nel primo caso resterebbe infatti solo il reato di occultamento di cadavere, nel secondo il reato potrebbe arrivare sino all’omicidio. Al momento le indagini escludono che la ragazza, che vive con i genitori e la sorella in una famiglia definita normale, sia stata aiutata da qualcuno. È possibile che la procura decida di far valutare da uno psichiatra lo stato oggettivo della giovane. «Non sapevamo che fosse incinta. E nemmeno lei», hanno detto i genitori alla polizia. «L’avevamo vista un pò ingrassata – hanno aggiunto – ma non aveva cambiato le sue abitudini: faceva come sempre i suoi chilometri con la bici e l’altra sera io e lei ci siamo messi pure a fare gli addominali. Se lo avessimo saputo, non ci saremmo comportati così».

PM ACQUISIRÀ DATI CLINICI Sarà acquisita dagli inquirenti la cartella clinica con i dati del neonato, il secondo gemellino, deceduto all’alba all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Il bambino era nato prematuro, a circa 23 settimane, al policlinico giovedì notte, dopo che la madre aveva partorito nella propria casa di Ozzano Emilia un gemellino e lo aveva gettato nella spazzatura. La squadra mobile della polizia, che segue le indagini coordinate dal pm Domenico Ambrosino, acquisirà i dati clinici del piccolo, con anche i dettagli del decesso. A quanto si apprende la posizione della madre, una ragazza di 21 anni, non dovrebbe cambiare. La giovane è indagata per infanticidio, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza, reati collegati alla morte dell’altro figlio. La ragazza, che è sempre ricoverata al Sant’Orsola, è stata già avvisata della morte del neonato.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/partorisce_due_gemelli_uno_lo_getta_tra_i_rifiuti_laltro_muore_allospedale/notizie/189133.shtml

DENVER: STRAGE AL CINEMA ALLA PRIMA DI BATMAN

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 4:16 pm

DENVER: STRAGE AL CINEMA ALLA PRIMA DI BATMAN

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LEGGO.IT

DENVER, LA VITTIMA PIÙ PICCOLA HA 6 ANNI.
IN CARCERE: “UCCIDERE IL KILLER DI BIMBI”

 
Domenica 22 Luglio 2012 – 16:19

DENVER – L’America piange le 12 vittime del killer di Denver, e si mette in coda al botteghino del cinema per vedere la prima di Batman per esorcizzare la paura che possa accadere di nuovo una strage come quella messa in atto da James Holmes, il 24enne battezzato dai mezzi di informazione americani ‘Joker’, il cattivo della saga di Batman, che ha freddato 12 vittime in una carneficina in un cinema di Aurora.  

“IN CARCERE VOGLIONO UCCIDERE “JOKER””  Il sospetto killer, James Holmes, non mostra rimorso ed ha un comportamento squilibrato nella cella di isolamento della contea dove di trova. L’isolamento è stato deciso – riporta il Daily News – perchè molti parlano di volerlo uccidere. «Sputa alle guardie, sputa a tutti, si comporta in modo bizzarro» riferiscono fonti al Daily News. Nella prima notte in carcere gli altri carcerati hanno intonato un canto descrivendolo come un «killer di bambini», in riferimento alla morte della bimba di 6 anni. «Tutti parlano di ucciderlo e cercano un’occasione» ha detto al Daily News Watne Medley, da poco rilasciato dalla prigione dove si trova Holmes. Il volto di Holmer era coperto con un asciugamano rosso quando è arrivato in carcere due ore dopo la strage al cinema di Aurora.

“FATTO ENTRARE IN SALA” il sospettato killer della strage al cinema di Autora, è stato fatto entrare nella sale. È l’opinione di uno dei presenti al cinema nel momento della sparatoria. In un’intervista a KCNC, il testimone afferma: «Ero seduto al mio posto, quando ho notato una persona che nella fila davanti, sulla destra, ha ricevuto quella che sembrava una telefonata. Si è alzato e mosso verso l’uscita di sicurezza e ho pensato che fosse un posto strano per rispondere al telefono». Sarebbe quella, secondo le ricostruzioni, la porta da cui poi Š entrato Holmes.

DISINNESCATA LA CASA DEL ‘JOKER’ Continuano le indagini della polizia americana nella casa del killer di Denver: la ‘trappola esplosiva’ è stata ‘disinnescata’ e i vicini evacuati sono rientrati nelle loro abitazioni. Identificate intanto le 12 vittime, tutte morte per colpi d’arma da fuoco. Oggi il presidente Obama sarà ad Aurora per incontrare le loro famiglie. »Aspirante scienziato«, scriveva Holmes in un suo curriculum. Il 24enne si trova in cella d’isolamento.

Sono stati eliminati i principali pericoli nell’appartamento di James Holmes, il sospettato per la strage del cinema di Aurora, ridcendo così il rischio di esplosioni per consentire l’accesso. Lo afferma il capo della polizia di Aurora, Dan Oates, sottolineando che resta tuttavia ancora del lavoro da fare.

Gli agenti «sono riusciti a disinnescare la prima minaccia», ovvero un circuito di cavi connessi a una bottiglia incendiaria, ha spiegato la portavoce della polizia di Denver, Cassidee Carlson, precisando tuttavia che nell’appartamento vi è un secondo ordigno che sarà forse necessario neutralizzare con un’esplosione controllata.

La polizia si prepara a entrare nell’appartamento di James Holmes, il sospetto killer della strage del cinema di Aurora. La prima parte dell’operazione per l’ingresso nella casa avrebbe avuto successo: i cavi che avrebbero innescato dispositivi esplosivi sarebbero stati disarmati.

Sono arrivati gli artificieri ad Aurora per aiutare la polizia a entrare nell’appartamento di James Holmes, il sospetto killer della strage di ‘Batman’. Secondo quanto riferito dal sergente Cassidee Carlson, della polizia Autora, le autorità cercheranno di entrare nell’appartamento a breve, forse già nella prossima ora, inizialmente penetrandovi con un robot. Nella casa potrebbero esserci degli acceleranti e l’ingresso potrebbe includere «detonazioni controllate».

Si trasforma in una strage la prima mondiale dell’ultimo film di Batman, ‘The Dark Knight Rises’, il più cupo e cruento della serie: un uomo di 24 anni con una maschera antigas come quella del ‘cattivo’ del film, entra in un cinema di Denver, Colorado, nella proiezione di mezzanotte, e con un fucile e due pistole uccide almeno 12 persone e ne lascia 58 a terra ferite, con un’età compresa fra i 3 mesi e i 45 anni. Al Medical Center di Aurora sarebbero state ricoverate 12 persone, di cui tre curate per esposizione a sostanze chimiche, ovvero al gas lacrimogeno usato dal killer. Tra le vittime ci sarebbero anche dei bambini.

Il killer, arrestato dalla polizia nel parcheggio del cinema subito dopo la sparatoria, ha agito da solo. Si chiama James Holmes ed è nato il 13 dicembre del 1987. Era uno studente del dottorato di ricerca in neuroscienza all’Università del Colorado. Holmes aveva iniziato a seguire i corsi nel giugno 2011 ma ha deciso di lasciare il mese scorso. Le munizioni per le quattro armi in suo possesso sono state acquistate su internet. Lo afferma la polizia di Aurora. Secondo diversi testimoni, è entrato nel cinema Century 16 del quartiere di Aurora vestito di nero, con un giubbotto antiproiettile, un casco, la maschera antigas, ha aperto con un calcio la porta della sala dove era in corso la proiezione di ‘The Dark Knight Rises’, ha prima gettato un fumogeno e poi ha aperto il fuoco.

LA CASA ESPLODERÀ Ha acquistato online le munizioni per le sue armi James Holmes, presunto killer della strage di Denver, arrestato dalla polizia dopo l’uccisione di 12 persone e il ferimento di quasi 60 alla prima dell’ultimo film di Batman a Denver, Colorado. Nel suo appartamento gli agenti hanno trovato così tante bombe che se ne ritiene difficile il disinnesco e il piano è di farle detonare, mettendo prima l’area in sicurezza. Dolore per la tragedia è stato espresso dal regista della pellicola, che secondo le previsioni resta comunque destinata ad essere campione d’incassi. Lumini, fiori e cartelli fuori dal cinema.

LE VITTIME La polizia di Denver ha dato inizio alla dolorosa incombenza di notificare ufficialmente a parenti e familiari l’identità delle 12 vittime della strage del cinema di Aurora. La più piccola vittima è Veronica Moser-Sullivan: «Una vivace bimba di sei anni. Era esaltata, aveva appena imparato a nuotare», ha raccontato la zia di Ashley Moser all’Associated Press. La mamma, ferita al collo dal killer, ancora non sa che la sua piccola è morta. Tra le famiglie che hanno confermato l’identità dei loro congiunti, come riferiscono i media Usa, c’è quella del 27enne Alex Sullivan, caduto sotto i colpi sparati dal presunto killer, il 24enne James Holmes. I genitori di Sullivan, così come altri familiari delle vittime, hanno detto di aver cercato ininterrottamente per ore di entrare in contatto con il figlio , sperando fino all’ultimo che non fosse tra le vittime della strage. Poi, la conferma ufficiale della morte da parte della polizia. Tra le vittime finora identificate e la cui identità è stata resa pubblica dai familiari, ci sono anche la 23enne Micayla Medek, e l’aspirante giornalista sportiva, Jessica Ghawi. Notizie diffuse attraverso il social network Twitter riferiscono che la madre ha invitato gli utenti a lasciare un ricordo della figlia usando l’hastag #RIPJessica (Riposa in pace, Jessica).

“SONO JOKER”.  ‘Joker’, così come è già stato battezzato dai mezzi di informazione James Holmes sembrava un ragazzo normale: fedina penale pulita eccetto una multa, studente di medicina. Invece si è rivelato una «mente squilibrata» – come lo ha descritto il governatore del Colorado, John Hickenlooper – in grado di entrare in un cinema ad Aurora durante la prima di Batman e sparare sulla folla. Secondo indiscrezioni, Holmes si era colorato i capelli di rosso, come Joker, e avrebbe detto: «sono Joker» entrando nella sala proprio mentre il suo personaggio sarebbe comparso sul grande schermo poco dopo. Nato il 13 dicembre 1987 risiedeva ad Aurora.

STUDI. Holmes ha compiuto gli studi liceali a San Diego, dove ancora vive la madre Arlene Holmes, e poi si è trasferito in Colorado per un programma di dottorato di ricerca in neuroscienza lo scorso giugno, programma poi abbandonato il mese scorso: l’8 maggio avrebbe dovuto presentare uno ricerca per il corso di psichiatria e disordini neurologici che frequentava. Solitario secondo alcuni («Non rispondeva neanche al ciao» riferiscono alcuni vicini), si è descritto lo scorso anno – quando cercava un appartamento ad Aurora – una persona «tranquilla, calma e rilassata» Con indosso una maschera anti-gas, armato di un fucile e tre pistole, Holmes è entrato nella sala dove si teneva la prima di Batman dall’uscita di sicurezza. Tutto vestito di nero e – secondo indiscrezioni – un giubotto anti-proiettili. E ha sparato. La prima chiamata alla polizia è arrivata a mezzanotte e nove minuti: Holmes non ha opposto resistenza alla polizia quando è stato catturato. Si è limitato a dire che nel suo appartamento, a soli 7 chilometri dal luogo della strage, c’erano degli esplosivi.

ESPLOSIVI. La polizia accorsa lo ha confermato. «È una trappola esplosiva» affermano le autorità sottolineando che ci vorranno forse giorni per sgombrare la casa. Il palazzo e l’area circostante sono stati evacuati e per entrare la polizia ha deciso di usare un robot in dotazione agli artificieri. Holmes avrebbe agito da solo nell’effettuare la strage. I suoi amici e familiari sono stati interrogati dalle autorità. Alla madre, in viaggio da San Diego, sarebbe stata offerta una sicurezza rafforzata. «I nostri cuori sono con coloro che sono rimasti coinvolti nella tragedia e con le famiglie e gli amici delle vittime» afferma la famiglia di Holmes in un comunicato.

“RAFFICHE DI COLPI”. “Una raffica di colpi, tutti consecutivi, almeno 50-60”, ha raccontato un testimone. Gli spettatori non si sono accorti subito della follia omicida che li aveva raggiunti, convinti si trattasse di effetti speciali della pellicola: “Abbiamo sentito degli spari e un’esplosione, ma credevamo fosse il film, quando abbiamo visto che molte persone si alzavano e scappavano ci siamo alzati anche noi”, ha detto un testimone alla tv Usa 9news. L’Fbi, che lavora alle indagini con la polizia, ha escluso legami con il terrorismo. Il New York Police Department rafforzerà la sicurezza nei teatri newyorkesi.

 

http://www.leggo.it/news/mondo/denver_la_vittima_piu_piccola_ha_6_anni_in_carcere_uccidere_il_killer_di_bimbi_foto/notizie/189156.shtml