Mirabilissimo100’s Weblog

ottobre 28, 2012

NIGERIA: ATTACCO A UNA CHIESA CON “8 MORTI 145 FERITI”.

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NIGERIA, ATTACCO A UNA CHIESA: “8 MORTI
145 FERITI”. CRISTIANI BRUCIANO VIVO UN UOMO

 
 
Domenica 28 Ottobre 2012 – 14:28

ABUJA – Ennesima domenica di sangue nella Nigeria settentrionale. Due autobomba guidate da kamikaze sono esplose presso una chiesa a Kaduna e secondo quanto riferito dai testimoni ci sarebbero molte vittime. I morti sarebbero tre, tra i quali il kamikaze, e alcuni feriti. Lo ha annunciato un responsabile dei servizi di soccorso. «Ci sono almeno tre morti confermati», ha dichiarato il responsabile, che ha richiesto l’anonimato, aggiungendo che il guidatore del veicolo è tra le vittime.  

I CRISTIANI REAGISCONO COL MACHETE Cristiani armati di machete e di bastoni si aggirano per le strade di Kaduna, nel nord della Nigeria, attaccando chiunque presumano sia musulmano. Una reazione all’attentato di questa mattina contro una chiesa che è costato la vita a tre persone tra le quali il kamikaze che guidava l’autobomba esplosa presso l’edificio religioso. Secondo un portavoce dell’Agenzia nazionale di soccorso, anche un veicolo dei soccorritori è stato attaccato dopo l’attentato.
FOLLA BRUCIA UOMO VIVO Una folla di cristiani in collera dopo l’attentato kamikaze che ha colpito una chiesa cattolica a Kaduna, nel nord del Paese, ha bruciato vivo per rappresaglia un uomo, presunto musulmano. Lo hanno constatato testimoni sul luogo. Gli assalitori hanno fermato un uomo su un motorino e lo hanno cosparso di carburante, poi gli hanno dato fuoco. Un responsabile dei servizi di soccorso ha dichiarato che i soccorritori non avevano potuto salvarlo perchè gli aggressori erano troppo violenti.

OTTO MORTI E 145 FERITI Otto morti e 145 feriti è il bilancio, ancora provvisorio, dell’autobomba esplosa oggi davanti ad una chiesa cattolica a Kaduna in Nigeria e dei successivi scontri avvenuti tra cristiani e musulmani. Lo riferiscono fonti della polizia e ospedaliere.

http://www.leggo.it/news/mondo/nigeria_attacco_a_una_chiesa_8_morti_145_feriti_cristiani_bruciano_vivo_un_uomo/notizie/200089.shtml

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ottobre 27, 2012

POLLINO: LA SCOSSA MAGNITUDO 5 ALL’1,05 DEL 26 OTTOBRE 2012-DANNI E SFOLLATI

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LA STAMPA.IT
TERREMOTO FORTE AL POLLINO
 
26/10/2012 – la terra trema

La terra trema nel Pollino,
panico e decine di sfollati
Un anziano muore d’infarto

 
 
 
 
 
Tanta paura, case e un ospedale
evacuati a Mormanno. Pochi
danni sul versante della Basilicata.
Negli ultimi 2 anni oltre 650 scosse

Tanta paura, case e un ospedale evacuato, ma nessuna vittima, eccetto un 84enne morto d’infarto per lo spavento. È questa la situazione che si registra sul Pollino, colpito la scorsa notte da un terremoto di magnitudo 5 registrata all’1,05 nella zona del massiccio al confine tra Basilicata e Calabria tra le province di Potenza e Cosenza. Una scossa che ha rappresentato l’apice di uno sciame sismico che si protrae da oltre due anni. Solo nell’ultimo anno le scosse registrate sono state oltre 650, con punte di assoluta drammaticità, come nel caso delle 122, molte di minore entità, segnalate nei primi quattro giorni del mese di ottobre.  

Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 6,3 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune potentino di Rotonda e di quelli cosentini di Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno. La terra ha tremato almeno alter venti volte, con un’intensità variabile tra 2 a 3,3. Attimi di terrore anche nella zona sismica Alpi Sirino, sempre in Calabria, in un’area più a nord rispetto al Pollino, dove si è registrata una scossa di magnitudo 2 alle 3,30 .  

Il terremoto arriva a pochi giorni dalle condanne per il sisma dell’Aquila. «Se la Protezione civile ci convocasse, risponderemo», afferma il fisico Luciano Maiani, che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della commissione Grandi Rischi. «Quanto è accaduto non muta sostanzialmente il quadro», ha aggiunto Maiani riferendosi al terremoto nel Pollino. Senza voler ancora esprimere un commento sulla richiesta del Consiglio dei ministri di revocare le dimissioni, Maiani ha detto di aver convocato nei giorni scorsi, per il 30 ottobre, una riunione dell’ufficio di presidenza della commissione Grandi rischi per esaminare la questione delle dimissioni. Esiste quindi un periodo-finestra, fino al 30 ottobre, nel quale la situazioni potrebbe cambiare.  

Evacuato l’intero ospedale di Mormanno  

Nessun danno è stato segnalato al momento in Basilicata. In Calabria, invece, la situazione più critica è quella di Mormanno (Cosenza), dove è stato evacuato l’ospedale che, in quel momento, ospitava 36 pazienti. I più gravi sono stati trasferiti nei nosocomi del comprensorio; pochi quelli dimessi, mentre la maggior parte ha trovato sistemazione nelle tende allestite dai soccorritori. Molte le case danneggiate da lesioni e crepe, mentre risulta inagibile la chiesa madre del paese. Non si segnalano feriti gravi, ma la paura è altissima e la gente ha trascorso la notte in strada.  

Anziano muore per infarto a Scalea  

Per lo spavento provocato dal terremoto di stanotte un uomo di 84 anni è morto per infarto a Scalea, località marittima del cosentino non lontana dall’epicentro. Subito dopo il sisma, l’anziano è stato colto da malore nella sua abitazione ed è deceduto nonostante i soccorsi prestatigli dai parenti. Al momento l’unica vittima del sisma.  

Crolli ad Altomonte  

Ad Altomonte sono crollate due vecchie abitazioni, già evacuate nei mesi scorsi. Danneggiati anche il centro sanitario e il campanile della storica chiesa di Santa Maria della Consolazione. Anche qui il sindaco Gianpietro Coppola ha disposto la chiusura delle scuole, almeno per oggi. 

In Basilicata né danni né feriti  

Una «prima ricognizione» effettuata dalla Protezione civile della Regione Basilicata ha permesso di stabilire che «non risultano danni alle persone o danni evidenti alle cose». È stata subito attivata una sala operativa che segue la situazione nella zona e ha attivato le strutture locali del volontariato. In tutti i Comuni dell’area del Pollino lucano sono comunque in corso verifiche sugli edifici, sulle reti elettriche ed idriche e sulla viabilità, in particolare sul tratto compreso tra gli svincoli di Lagonegro e Lauria (Potenza) dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. La maggior parte dei sindaci ha deciso per la sospensione delle lezioni scolastiche.  

I terremotati: “Noi a casa non torniamo”  

Noi a casa non ci torniamo. È stato terribile e abbiamo troppa paura». Carmelo Parlato è un brigadiere dei Carabinieri in pensione. Come la gran parte degli abitanti di Mormanno ha trascorso la notte in auto alla moglie ed ai figli. «Abbiamo vissuto – dice – momenti di vero e proprio terrore. La casa ha tremato ed abbiamo temuto che da un momento all’altro ci crollasse addosso. Abbiamo preso le poche cose che siamo riusciti a trovare e ci siamo precipitati in strada. Eravamo preparati dopo le tante scosse degli ultimi mesi ma non pensavamo che potessimo vivere momenti così». 

Gabrielli: “Situazione critica, fare tesoro dell’esperienza dell’Aquila”  

«L’esperienza dell’Aquila ci ha insegnato che il tema della conoscenza del rischio è fondamentale per affrontare le conseguenze di un terremoto», ha detto capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, già arrivato nel Pollino per valutare la gravità dei danni. «Il fatto che qui la gente fosse preparata ad un possibile terremoto grave ha reso la situazione più fluida, ma – ha aggiunto – il problema sismico di questo territorio non è concluso anche se al momento non ci sono condizioni per dichiarare stato d’emergenza nazionale».  

http://www.lastampa.it/2012/10/26/italia/cronache/terremoto-di-grado-a-pollino-crolli-ad-altomonte-6OtVV5nzCFrsKuxWnUWJyN/pagina.html

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Magnitudo(Ml) 5 – CALABRIA – COSENZA
26/10/2012 01:05:24 (italiana)
25/10/2012 23:05:24 (UTC)

Map Location <!—->
 
Hai sentito il terremoto? Clicca qui.


Comunicato


Un terremoto di magnitudo(Ml) 5 è avvenuto alle ore 01:05:24 italiane del giorno 26/Ott/2012 (23:05:24 25/Ott/2012 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Pollino.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.
 


Dati evento


 
Event-ID 7225201050
Magnitudo(Ml) 5
Data-Ora 26/10/2012 alle 01:05:24 (italiane)
25/10/2012 alle 23:05:24 (UTC)
Coordinate 39.881°N, 16.009°E
Profondità 6.3 km
Distretto sismico Pollino
 
Comuni entro i 10KmROTONDA (PZ)
LAINO BORGO (CS)
LAINO CASTELLO (CS)
MORMANNO (CS)
Comuni tra 10 e 20kmCASTELLUCCIO INFERIORE (PZ)
CASTELLUCCIO SUPERIORE (PZ)
SAN SEVERINO LUCANO (PZ)
VIGGIANELLO (PZ)
ACQUAFORMOSA (CS)
AIETA (CS)
LUNGRO (CS)
MORANO CALABRO (CS)
ORSOMARSO (CS)
PAPASIDERO (CS)
SAN BASILE (CS)
SAN DONATO DI NINEA (CS)
SANTA DOMENICA TALAO (CS)
SARACENA (CS)
VERBICARO (CS)
 
Maggiori informazioni sismiche
 
 

AFGHANISTAN: UCCISO L’ ALPINO TIZIANO CHIEROTTI-UN ALTRO MARTIRE PER LA PACE

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AFGHANISTAN. UCCISO UN ALPINO ITALIANO.
TIZIANO AVEVA 24 ANNI, ALTRI TRE FERITI -FOTO

 
 
Tiziano Chierotti (Facebook)

Tiziano Chierotti (Facebook)Tiziano Chierotti (Facebook)Tiziano Chierotti (Facebook)Tiziano Chierotti (Facebook)Tiziano Chierotti (Facebook)Tiziano Chierotti (Facebook)
Venerdì 26 Ottobre 2012 – 08:16
di Giorgio Scura

ROMA – Afghanistan, inferno senza fine. Una pattuglia dell’esercito italiano, coadiuvata da alcuni militari afgani, ieri è stata investita da una pioggia di spari e colpi di Rpg anti-carro nella provincia di Farah, in Afghanistan. Ucciso un alpino di 24 anni, il caporale Tiziano Chierotti di Sanremo, feriti tre suoi compagni che non sono in pericolo di vita. Morto un soldato afgano che partecipava all’operazione.
Secondo le prime ricostruzioni, i militari italiani coinvolti erano impegnati in una attività di pattuglia nel villaggio di Siav, a 20 km a ovest della base operativa avanzata Lavaredo di Bakwa – dove è basata la Task Force South East costituita dal 2/o reggimento alpini di Cuneo – quando sono stati attaccati da un gruppo di insorti.
Immediata, fa sapere il comando italiano, la reazione della pattuglia. In trenta minuti i feriti sono stati trasportati in elicottero all’ospedale da campo di Farah, mentre il caporale Chierotti, gravemente colpito all’addome, è stato trasportato alla struttura sanitaria di livello superiore di Camp Bastion. Ma il giovane, originario di Sanremo, è morto facendo salire a 52 il triste bilancio delle vittime italiane in Afghanistan dall’inizio della missione, nel 2004.
Lo scontro fa capire come l’Afghanistan, a poco più di due anni dalla conclusione della missione Isaf decisa dalla Nato per fine 2014, è tutt’altro che pacificato. Il premier Monti ha auspicato che «tutto il mondo politico e istituzionale si raccolga intorno alle forze armate, confermando il pieno sostegno al loro impegno nelle aree di crisi».

 

http://www.leggo.it/news/mondo/afghanistan_ucciso_un_alpino_italiano_tiziano_aveva_24_anni_altri_tre_feriti_foto/notizie/199770.shtml

NY: LA BABY SITTER MASSACRA A COLTELLATE DUE BIMBI DI 2 E 6 ANNI

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CHOC A NY, LA BABY SITTER MASSACRA
A COLTELLATE DUE BIMBI DI 2 E 6 ANNI

 
Venerdì 26 Ottobre 2012 – 09:48

NEW YORK – La mamma era andata ad accompagnare una delle sue figlie alla lezione di nuoto, il papà era fuori città per lavoro, così Leo, 2 anni, e Lulu, 6, erano rimasti a casa con la tata cinquantenne. Tornata a casa, un condomionio di lusso a New York che affaccia su Central Park, Marina Krim è rimasta sorpresa dal trovare tutte le luci spente. Pensava che i suoi bimbi fossero usciti con la baby sitter, e invece li ha ritrovati in bagno, uccisi nella vasca, la donna riversa in una pozza di sangue con una ferita alla gola ma ancora viva.

A dare l’allarme sarebbe stata una vicina di casa dopo aver sentito le forti grida della donna nel pomeriggio. Sui corpi dei bambini, dichiarati morti sulla scena del crimine, c’erano numerose ferite da taglio inflitte con un coltello da cucina. La tata è stata ricoverata in stato di arresto e le sue condizioni sono critiche. 

 

http://www.leggo.it/news/mondo/choc_a_ny_la_baby_sitter_massacra_a_coltellate_due_bimbi_di_2_e_6_anni_foto/notizie/199783.shtml

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TATA UCCIDE DUE BIMBI, POI TENTA
IL SUICIDIO: CHOC A NEW YORK -FOTO
 
Yoselyn Ortega e i piccoli Lucia e Leo

Yoselyn Ortega e i piccoli Lucia e LeoYoselyn Ortega e i piccoli Lucia e LeoI piccoli Lucia e Leo uccisi dalla tata Jocelyn Ortega
 

 

Sabato 27 Ottobre 2012 – 22:00

NEW YORK – L’omicidio dei due bimbi a New York continua a sconvolgere l’America. Dopo aver ucciso Lucia, 6 anni, e suo fratellino Leo, 2 anni, la tata assassina ha tentato di suicidarsi con lo stesso coltello del duplice delitto. È successo quando la madre dei due bambini, Marina Krim, 36 anni, ha scoperto la scena dell’orrore, urlando a più non posso, sconvolta dal mare di sangue. Sono queste le ultime indiscrezioni della stampa Usa sull’ orribile omicidio dell’Upper West Side, uno dei quartieri di Manhattan che si affacciano su Central Park.

CHOC. Oggi, in una New York sconvolta dal dramma, tutti si interrogano ancora sui motivi che hanno spinto Yoselyn Ortega, 50 anni, ad accoltellare a morte i due bambini di cui era la tata. Ortega si trova ancora in ospedale per le ferite che si sarebbe procurata. La polizia continua a indagare ma finora non è stato possibile interrogare la tata omicida, sulla quale iniziano a filtrare informazioni sui suoi problemi «mentali, fisici e finanziari». Negli ultimi mesi «sembrava nervosa. Era molto dimagrita e sembrava non stare bene: era molto invecchiata, dopo pochi mesi sembrava avesse sette anni in più» riferiscono alcuni dei vicini di casa di Yoselin alla stampa americana.
E la stessa sorella della tata, Celia Ortega, spiega al New York Post che «ha perso la testa, non riusciamo a capire che cosa le sia successo.

TESTIMONI. Le informazioni vengono confermate dal portavoce della Polizia, Paul Browne, secondo il quale i parenti di Ortega l’avrebbero descritta come «fuori di sè negli ultimi mesi. Non sembrava più lei e stava cercando l’aiuto di uno specialista». Secondo alcuni amici della tata, Ortega stava già vedendo uno psicologo. A preoccupare la donna sarebbero state soprattutto questioni finanziarie. Al momento però non ci sono certezze: Ortega, di origine dominicana, è cittadina americana da 10 anni e non ha alcun precedente penale nè segnalazioni di nessun tipo alla polizia. «L’unica indizio che abbiamo al momento è il fatto che potrebbe aver ucciso i due bambini» riferiscono fonti della polizia alla stampa, anche se in realtà i dubbi che non sia lei l’assassino sono vicini allo zero.

STRANEZZE. Con la famiglia Kirm Yoselin lavorava da due anni ma fra le altre tate del vicinato non era molto conosciuta, sempre secondo alcune indiscrezioni. «Era molto strana, sempre rinchiusa nell’appartamento», raccontano i vicini. La famiglia Kirm, con la quale lavorava da qualche anno, non sembra però mai aver notato nulla di strano, anzi era in ottimi rapporti tanto da averla accompagnata una volta nel suo paese di origine, la Repubblica Domenicana. A Maria Lajara, una sua vicina di casa, Ortega aveva confidato, in questi ultimi mesi si essere contenta del suo lavoro, che era pagato bene . La famiglia Kirm – racconta Lajara – la trattava bene e di recente le aveva regalato una giacca di Ann Taylor, una nota stilista della Grande Mela.

 

 

 

ottobre 25, 2012

CAMILA BAMBINA BRASILIANA DI 5 ANNI VIOLENTATA UCCISA E GETTATA IN UN SACCO TRA I RIFIUTI

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , — mirabilissimo100 @ 5:31 pm

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CAMILA, 5 ANNI, VIOLENTATA, UCCISA
E GETTATA IN UN SACCO TRA I RIFIUTI -FOTO

 
Camila Graziele Vitoriano

Camila Graziele VitorianoCamila Graziele VitorianoCamila Graziele Vitoriano
Martedì 23 Ottobre 2012 – 21:27

SAN PAOLO – Ha tenuto il Brasile con il fiato sospeso per sei giorni la piccola Camila Graziele Vitoriano, bimba di cinque anni scomparsa da casa la settimana scorsa. Purtroppo, all’ansia sono seguite le lacrime per il ritrovamento del cadavere di Camila.

Il corpicino è stato rinvenuto in un grosso sacco di plastica accanto al altri sacchi vicino ad un ruscello da uno zio e da alcuni volontari che hanno affiancato la polizia nelle ricerche. Un portavoce della polizia militare ha detto che il cadavere presenta ferite da taglio. Secondo fonti di stampa, la bambina sarebbe stata anche violentata. Per il rapimento e l’omicidio della piccola Camila sono state fermate due persone: un uomo, il cui cellulare è stato trovato nel bosco vicino al cadavere, e una donna incinta di 25 anni, accusata di aver venduto alcuni dei suoi cinque figli. Dopo il ritrovamento del corpo, la scuola di Camila ed i negozi della sua città, Bom Sucesso, nello stato di Minas Gerais, hanno chiuso in segno di lutto.

 

 

http://www.leggo.it/news/mondo/camila_5_anni_violentata_uccisa_e_gettata_in_un_sacco_tra_i_rifiuti_foto/notizie/199452.shtml

CARINA RAGAZZA DANESE DI 19 ANNI: SI RISVEGLIA DAL COMA POCO PRIMA CHE LE ESPIANTINO GLI ORGANI

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CARINA, 19 ANNI, SI RISVEGLIA DAL COMA
POCO PRIMA CHE LE ESPIANTINO GLI ORGANI

 
 
Carina Melchior (foto Facebook)

Carina Melchior (foto Facebook)Carina Melchior (foto Facebook)
 
 
Domenica 21 Ottobre 2012 – 21:02

AARHUS (DANIMARCA) – Carina non ne voleva proprio sapere di morire. La 19enne era in coma, ma quando i medici stavano per dichiarare la sua morte cerebrale, decidendo di “staccare la spina” per espiantarle gli organi, lei si è risvegliata. E pensare che l’ospedale danese aveva già cominciato a prepararla per portarla in sala operatoria, con il consenso dei suoi familiari che avevano concordato con i medici di far cessare il supporto vitale e di spegnere quel respiratore che la teneva in vita.

Carina Melchior alla vita è rimasta aggrappata con le unghie e con i denti dopo un gravissimo incidente stradale. Oggi è in fase di recupero, cammina, parla e per il futuro ha le idee chiarissime: «Voglio fare la graphic designer e tornare a montare il mio cavallo, Mathilda, come si deve». Ma la sua storia colpisce al cuore l’intera Danimarca che s’interroga sulle responsabilità dei medici e della struttura ospedaliera di Aarhus (seconda città del Paese) che stavano per dichiarare la morte cerebrale un attimo prima che la ragazza si svegliasse. E i quesiti, i timori, l’impatto sull’opinione pubblica è stato tale da indurre il governo danese a rivedere le linee guida che regolano i trattamenti di fine-vita. «La ragazza che non voleva morire» è il titolo di un documentario che racconta la storia di Carina: nell’ottobre dell’anno scorso – riferisce il Daily Mail – il devastante scontro con la sua auto. Dalle lamiere era stato estratto un corpo dilaniato con pochissime speranze di sopravvivenza. Per tre giorni i genitori avevano sperato, poi la sua attività cerebrale aveva cominciato a rallentare facendo prevedere il peggio. È a quel punto che i medici hanno contattato la famiglia, hanno illustrato loro la situazione paventando la morte cerebrale di Carina (ma senza dichiararla in quel momento). A quel punto la famiglia acconsentì alla donazione degli organi. «Quei banditi in camice bianco avevano rinunciato troppo in fretta perchè volevano un donatore», ha detto, pieno di rabbia, il padre di Carina, Kim, al giornale danese Ekstra Bladet. L’avvocato dei Melchior ha spiegato che ancora oggi i genitori di Carina si chiedono se i medici volessero uccidere la loro figlia e hanno chiesto i danni all’ospedale. «Si tratta di un trauma enorme – ha spiegato il legale – sia per la ragazza che per i suoi genitori, i quali erano convinti che non ci fosse altro da fare e per questo avevano acconsentito alla donazione degli organi». I medici tuttavia si difendono ridimensionando l’episodio ad un esempio di «comunicazione errata tra medici e pazienti» e per questo hanno presentato le loro scuse. Ma respingono le accuse dei genitori di Carina. «Da un punto di vista medico non sono stati commessi errori. – ha spiegato un medico danese contattato dal Daily Mail -. Per la ragazza non è mai stata dichiarata la morte cerebrale. Al contrario, agendo in questo modo i medici le hanno salvato la vita. Ma questa storia dimostra quanto sia importante la comunicazione tra medici e pazienti: se il personale medico si fosse espresso in maniera diversa, i genitori non si sarebbero sentiti raggirati».

http://www.leggo.it/news/mondo/carina_19_anni_si_risveglia_dal_coma_poco_prima_che_le_espiantino_gli_organi/notizie/199189.shtml

ottobre 20, 2012

CARMELA PETRUCCI ASSASSINATA DAL EXFIDANZATO DELLA SORELLA

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CARMELA, UCCISA A 17 ANNI DALL’EX DELLA SORELLA. IL KILLER: “HO PERSO LA TESTA” -FOTO

Carmela Petrucci (Ansa)

Carmela Petrucci (Ansa)Carmela Petrucci (Ansa)Carmela Petrucci (Ansa)
 
 
Le foto dell’assassino di Carmela (Ansa)

Le foto dell'assassino di Carmela (Ansa)Le foto dell'assassino di Carmela (Ansa)Le foto dell'assassino di Carmela (Ansa)
 
 
 
Venerdì 19 Ottobre 2012 – 21:58

PALERMO – Dopo tre ore di interrogatorio Samuele Caruso, il 23/enne che ha ferito la ex fidanzata, Lucia Petrucci, accoltellandola e ha ucciso la sorella Carmela Petrucci, 17 anni, ha confessato il delitto e l’aggressione. Al Pm che l’ha sentito in Questura, subito dopo l’arresto avvenuto nella stazione ferroviaria di Bagheria, ha detto di aver agito in preda ad un raptus e di avere perso la testa. Caruso non si sarebbe rassegnato alla fine della storia d’amore con la ex fidanzata e l’avrebbe perseguitata per settimane. Oggi l’ha aspettata sotto casa e l’ha accoltellata. La sorella, Carmela, 17 anni, ha cercato di mettersi in mezzo ed ha avuto la peggio. L’assassino è stato rintracciato, mentre cercava di fuggire, grazie all’esame dei tabulati del suo cellulare che hanno rivelato le celle a cui il telefonino si andava agganciando durante gli spostamenti. Il Pm chiederà al Gip la convalida del fermo e la misura della custodia cautelare in carcere.

L’INTERROGATORIO Dopo le ricerche ora è in corso l’nterrogatorio all’assassino di Carmela. Si chiama Samuele Caruso e ha 22 anni l’assassino di Carmela Petrucci, accoltellata e uccisa a Palermo mentre cercava di difendere la sorella Lucia che con l’aggressore aveva avuto una relazione. Il ragazzo è in questura in stato di fermo di polizia e viene interrogato dal Pm che dovrà convalidare la misura restrittiva. Caruso si sarebbe ferito a una mano durante l’aggressione e anche attraverso le tracce di sangue lasciate da via Uditore, dove si è svolto l’assassinio, a piazzale Giotto, la polizia è riuscita a localizzarlo. Decisive comunque le analisi delle celle del telefonino dell’assassino fermato mente stava salendo su un treno nella stazione di Bagheria. Caruso non avrebbe accettato la fine della relazione con Lucia e avrebbe continuato a perseguitarla anche se non risulterebbero a suo carico denunce di molestie da parte della ragazza.

L’IDENTITÁ DEL KILLER SU FB Si fa chiamare «tigrotto» nel suo profilo di Facebook, Samuele Caruso, 22 anni, il ragazzo fermato con l’accusa di essere l’assassino di Carmela Petrucci, accoltellata e uccisa a Palermo mentre cercava di difendere la sorella Lucia che con l’aggressore aveva avuto una relazione. Sotto la sua foto Caruso ha postato una scritta «Se potessi esprimere un desiderio ed avessi la certezza che venisse realizzato, non chiederei ne soldi ne ricchezze, non chiederei un amore perchè un amore si conquista, non chiederei di essere felice per sempre, perchè non riconosci la felicità se non provi i dispiaceri, chiederei soltanto la salute per le persone che amo. Perchè l’unica cosa che non puoi cambiare è la perdita di qualcuno che ami». Parole che stridono con il delitto del quale secondo gli investigatori sarebbe l’autore. Nello stesso profilo nel social network Caruso ha messo una immagine di un gattino che gioca con una macchina fotografica, l’immagine di un cuoricino e lo stemma della Juventus.

L’OMICIDIO Tragedia in via Uditore, a Palermo, dove una ragazza di appena 17 anni, Carmela Petrucci, è stata assassinata a coltellate nell’androne di un palazzo. La sorella Lucia, che ha 18 anni, è rimasta ferita ed è stata soccorsa e trasferita subito all’ospedale Cervello.
Ai poliziotti che l’hanno assistita, Lucia ha fornito delle indicazioni sull’omicida, parlando di un ragazzo conosciuto a scuola. Lucia non è in pericolo di vita: ricoverata nel reparto di chirurgia dell’ospedale Cervello, è stata raggiunta dai fendenti alla regione lombare destra ma le coltellate – spiegano i medici – non hanno leso alcun organo interno. Le due ragazze frequentavano la succursale del liceo Umberto I all’incrocio tra viale Regione siciliana e via Perpignano.

KILLER FERMATO IN STAZIONE L’assassino, rintracciato e fermato alla stazione di Bagheria mentre cercava di fuggire in treno, era un ex fidanzato di Lucia, sorella della vittima. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, che ha 22 anni, e la ragazza avevano avuto una relazione di un anno alla quale Lucia Petrucci aveva posto fine. Ma l’ex fidanzato non si sarebbe mai rassegnato alla decisione della ragazza, che avrebbe continuato a molestare e a contattare per farle cambiare idea.
Oggi l’ultima lite durante la quale sarebbe intervenuta Carmela, la sorella minore, che avrebbe cercato di proteggere Lucia facendole scudo con il suo corpo e prendendosi così le coltellate mortali. Il giovane è stato rintracciato nella stazione di Bagheria grazie alle celle telefoniche del suo cellulare. La sua posizione è al momento al vaglio della magistratura.

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/carmela_uccisa_a_17_anni_dallex_della_sorella_il_killer_ho_perso_la_testa_foto/notizie/198987.shtml

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LEGGO.IT

CARMELA, IL KILLER PARLA AI MAGISTRATI:
“L’HO COLPITA PER SBAGLIO” – FOTO

Sabato 20 Ottobre 2012 – 15:00

PALERMO – Sono almeno venti le coltellate riportate da Lucia Petrucci, la studentessa ferita ieri a Palermo dall’ex fidanzato, Samuele Caruso, nel corso dell’aggressione costata la vita alla sorella Carmela. Ferite che non fanno temere per la sopravvivenza della giovane, ma che certamente lasceranno un segno indelebile nella vita della ragazza. A fare il punto sulle sue condizioni di salute è stato stamani il dottor Giuseppe Termine, primario di Chirurgia dell’Ospedale Cervello che ha curato la ragazza sin dal suo arrivo al Pronto Soccorso ieri pomeriggio. “Le ferite più estese sono cinque o sei – ha spiegato Termine -. La più ampia, di 12 o 13 cm, è localizzata nella zona lombare, e attraversava diagonalmente la zona sopra sacrale”. Dalla localizzazione delle ferite, in tutto il corpo, è possibile risalire alla furia con cui l’omicida si è scagliato sulle due ragazze. “Aveva ferite al volto, alla lingua, all’altezza della clavicola – ha detto Termine -. Poi aveva una ferita trasversale all’altezza dell’inguine di sinistra, di circa 7-8 cm. Segno che l’aggressore si è mosso probabilmente in maniera scomposta”.

LA CONFESSIONE Dopo tre ore di interrogatorio Samuele Caruso, il 23/enne che ha ferito la ex fidanzata, Lucia Petrucci, accoltellandola e ha ucciso la sorella Carmela Petrucci, 17 anni, ha confessato il delitto e l’aggressione. Al Pm che l’ha sentito in Questura, subito dopo l’arresto avvenuto nella stazione ferroviaria di Bagheria, ha detto di aver agito in preda ad un raptus e di avere perso la testa. Caruso non si sarebbe rassegnato alla fine della storia d’amore con la ex fidanzata e l’avrebbe perseguitata per settimane. Oggi l’ha aspettata sotto casa e l’ha accoltellata. La sorella, Carmela, 17 anni, ha cercato di mettersi in mezzo ed ha avuto la peggio. L’assassino è stato rintracciato, mentre cercava di fuggire, grazie all’esame dei tabulati del suo cellulare che hanno rivelato le celle a cui il telefonino si andava agganciando durante gli spostamenti. Il Pm chiederà al Gip la convalida del fermo e la misura della custodia cautelare in carcere.

L’INTERROGATORIO Dopo le ricerche ora è in corso l’nterrogatorio all’assassino di Carmela. Si chiama Samuele Caruso e ha 22 anni l’assassino di Carmela Petrucci, accoltellata e uccisa a Palermo mentre cercava di difendere la sorella Lucia che con l’aggressore aveva avuto una relazione. Il ragazzo è in questura in stato di fermo di polizia e viene interrogato dal Pm che dovrà convalidare la misura restrittiva. Caruso si sarebbe ferito a una mano durante l’aggressione e anche attraverso le tracce di sangue lasciate da via Uditore, dove si è svolto l’assassinio, a piazzale Giotto, la polizia è riuscita a localizzarlo. Decisive comunque le analisi delle celle del telefonino dell’assassino fermato mente stava salendo su un treno nella stazione di Bagheria. Caruso non avrebbe accettato la fine della relazione con Lucia e avrebbe continuato a perseguitarla anche se non risulterebbero a suo carico denunce di molestie da parte della ragazza.

IL KILLER ASCOLTATO DAI PM «Ho colpito Carmela per sbaglio, perchè Lucia si è difesa con le mani». Così Samuele Caruso, 23 anni, agli inquirenti durante l’interrogatorio sul delitto di Carmela Petrucci, 17 anni, uccisa a coltellate mentre la sorella Lucia, 18 anni, è rimasta ferita ed è ricoverata all’ospedale Cervello a Palermo. L’ex fidanzato di Lucia è accusato di omicidio volontario e tentativo di omicidio.

L’IDENTITÁ DEL KILLER SU FB Si fa chiamare «tigrotto» nel suo profilo di Facebook, Samuele Caruso, 22 anni, il ragazzo fermato con l’accusa di essere l’assassino di Carmela Petrucci, accoltellata e uccisa a Palermo mentre cercava di difendere la sorella Lucia che con l’aggressore aveva avuto una relazione. Sotto la sua foto Caruso ha postato una scritta «Se potessi esprimere un desiderio ed avessi la certezza che venisse realizzato, non chiederei ne soldi ne ricchezze, non chiederei un amore perchè un amore si conquista, non chiederei di essere felice per sempre, perchè non riconosci la felicità se non provi i dispiaceri, chiederei soltanto la salute per le persone che amo. Perchè l’unica cosa che non puoi cambiare è la perdita di qualcuno che ami». Parole che stridono con il delitto del quale secondo gli investigatori sarebbe l’autore. Nello stesso profilo nel social network Caruso ha messo una immagine di un gattino che gioca con una macchina fotografica, l’immagine di un cuoricino e lo stemma della Juventus.

L’OMICIDIO Tragedia in via Uditore, a Palermo, dove una ragazza di appena 17 anni, Carmela Petrucci, è stata assassinata a coltellate nell’androne di un palazzo. La sorella Lucia, che ha 18 anni, è rimasta ferita ed è stata soccorsa e trasferita subito all’ospedale Cervello.
Ai poliziotti che l’hanno assistita, Lucia ha fornito delle indicazioni sull’omicida, parlando di un ragazzo conosciuto a scuola. Lucia non è in pericolo di vita: ricoverata nel reparto di chirurgia dell’ospedale Cervello, è stata raggiunta dai fendenti alla regione lombare destra ma le coltellate – spiegano i medici – non hanno leso alcun organo interno. Le due ragazze frequentavano la succursale del liceo Umberto I all’incrocio tra viale Regione siciliana e via Perpignano.

KILLER FERMATO IN STAZIONE L’assassino, rintracciato e fermato alla stazione di Bagheria mentre cercava di fuggire in treno, era un ex fidanzato di Lucia, sorella della vittima. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, che ha 22 anni, e la ragazza avevano avuto una relazione di un anno alla quale Lucia Petrucci aveva posto fine. Ma l’ex fidanzato non si sarebbe mai rassegnato alla decisione della ragazza, che avrebbe continuato a molestare e a contattare per farle cambiare idea.
Oggi l’ultima lite durante la quale sarebbe intervenuta Carmela, la sorella minore, che avrebbe cercato di proteggere Lucia facendole scudo con il suo corpo e prendendosi così le coltellate mortali. Il giovane è stato rintracciato nella stazione di Bagheria grazie alle celle telefoniche del suo cellulare. La sua posizione è al momento al vaglio della magistratura.

OGGI L’AUTOPSIA errà eseguita oggi pomeriggio alle 15 all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo l’autopsia sul cadavere di Carmela Petrucci, la studentessa palermitana di 17 anni uccisa ieri a coltellate per difendere la sorella di un anno più grande, Lucia dalla furia dell’ex fidanzato. L’assassino, Samuele Caruso, ha confessato l’omicidio dopo tre ore di interrogatorio. Le due sorelle, poco prima delle 14, sono tornate casa accompagnate dalla nonna materna, quando hanno trovato nell’androne Caruso armato di coltello. Lucia, spaventata dall’ex che da tempo la perseguitava con telefonate e sms, ha gridato al fratello di aprire in fretta il portone. Urla, spintoni e all’improvviso la follia omicida. Carmela ha tentato di proteggere la sorella ma è stata raggiunta dai fendenti mortali. Lucia è invece rimasta gravemente ferita. Le sue condizioni sono comunque migliorate. È stata proprio Lucia a indicare agli investigatori il nome dell’assassino arrestato dopo poche ore. Caruso è rinchiuso nel carcere Ucciardone in attesa dell’udienza di convalida del gip di Palermo.

SUL SITO DEL LICEO L’ADDIO A CARMELA «Ciao, Carmela. Ti ricorderemo sempre così. I tuoi compagni e docenti dell’Umberto». La scritta campeggia grande sul sito del Liceo classico Umberto Primo di Palermo, la scuola frequentata da Carmela Petrucci, la studentessa di 17 anni uccisa ieri a coltellate da Samuele Caruso, 23 anni, l’ex fidanzato della sorella Lucia, gravemente ferita. Accanto alla scritta c’è una foto di Carmela sorridente, che passeggia in riva al lmare.
Oggi è giornata di lutto al Liceo Umberto, uno dei più prestigiosi di Palermo. Le due sorelle frequentavano la terza L, la stessa classe, perchè Carmela, di un anno più piccola di Lucia, è andata a scuola ad appena cinque anni. Oggi il preside dell’istutito, Vito Lo Scrudato, ha inviato una lettera aperta ai docenti e agli studenti per ricordare la tragedia che ha colpito la famiglia e la scuola.

SU FACEBOOK GLI AMICI LE DEDICANO UNA PAGINA Moltissimo è lo sgomento, tra parenti, amici. Per solidarietà, o forse semplicemente per sentirla ancora tra di loro, tutti gli affezionati a Carmela, le hanno dedicato una pagina su Facebook, all’indirizzo http://www.facebook.com/pages/Carmela-Petrucci-Riposa-in-pace/254182594704687

LA SORELLA FERITA NON SA ANCORA DELLA MORTE DI CARMELA Lucia Petrucci, la studentessa liceale di 18 anni accoltellata ieri dall’ex fidanzato Samuele Caruso, che ha ucciso la sorella Carmela di 17 anni, non sa ancora dell’atroce fine della sorella di un anno più piccola di lei. Ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cervello di Palermo, dove è stata ricoverata ieri subito dopo l’aggressione, non è più intubata, ma le sue condizioni sono ancora gravi. Da ieri sera, da quando non è più intubata, non fa che chiedere notizie della sorella Carmela, ma nessuno, neppure i genitori che l’hanno vista per qualche minuto soltanto, ha avuto il coraggio di dirle la verità. Carmela e Lucia frequentano la stessa classe fin dalla prima elementare. Chi le conosce le descrive come due ragazze particolarmente unite, sempre insieme. E ieri pomeriggio, come ricostruito dalla Polizia che indaga sull’omicidio, Carmela è morta proprio per difendere la sorella Lucia.

http://www.leggo.it/news/cronaca/carmela_il_killer_parla_ai_magistrati_lho_colpita_per_sbaglio_foto/notizie/199045.shtml

 

Don Martin Varkey Parappillil condanato per pedofilia e furto

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PRETE FA SESSO CON MINORENNI E RUBA
44MILA EURO ALLA CHIESA. CONDANNATO

 
Don Martin Varkey Parappillil

 
 
Venerdì 19 Ottobre 2012 – 10:39

SAVONA – Don Martin Varkey Parappillil, il prete di Murazzano (Savona) e prima viceparroco a Mallare è stato condannato a sei anni di carcere e un’ammenda di 30mila euro con l’accusa di atti sessuali su minorenni. Il religioso era anche stato indagato per produzione di materiale perdopornografico, ma il giudice del tribunale di Mondovì ha dereubricato il reato a semplice possesso. Esclusa l’accusa più grave di violenza sessuale, il sacerdote sconta nei sei anni anche la pena per appropriazione indebita: ha fatto sparire dai conti della parrocchia di Mallare 44mila euro.  

 

http://www.leggo.it/news/cronaca/prete_fa_sesso_con_minorenni_e_ruba_44mila_euro_alla_chiesa_condannato/notizie/198869.shtml

ottobre 18, 2012

PASQUALE ROMANO: UN RAGAZZO INNOCENTE UCCISO PER ERRORE

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PASQUALE ROMANO: UN RAGAZZO INNOCENTE  UCCISO PER ERRORE
 
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UCCISO PER ERRORE DAI CLAN. I GENITORI:
“MINISTRO CANCELLIERI, SALVI NAPOLI” -FOTO

Pasquale Romano

Pasquale Romano
 
 
 
Giovedì 18 Ottobre 2012 – 13:12

NAPOLI – Una ragazzo ‘pulito’, perbene, senza nessun legame con il mondo della criminalità. Morto per errore, ucciso dalla camorra. I genitori di Pasquale Romano sono indignati, e scrivono al Ministro Anna Maria Cancellieri. La loro lettera è stata pubblicata su ‘Il Mattino’ e ve la riportiamo integralmente.

LA LETTERA ALLA CANCELLIERI Signor ministro dell’Interno,
chi le scrive non ha più un futuro. Siamo i genitori di Pasquale Romano, ucciso lunedì scorso mentre con i suoi trent’anni, che tali rimarranno per sempre nella nostra memoria, con i suoi progetti per il futuro, con la sua voglia di vivere, usciva da casa della sua fidanzata, per andare a giocare a calcetto. Nostro figlio era una persona normale, per noi genitori sicuramente speciale. Aveva un lavoro. Aveva progetti. Voleva avere una famiglia tutta sua, da costruire con le sue forze. E, invece, la sua vita gli è stata strappata sulla pubblica via. Al confine con Scampia, in un quartiere che non appartiene più alla comunità del nostro Stato, ma che è irrimediabilmente perduto.
Consegnato a chi avvelena migliaia di giovani, uccidendoli giorno dopo giorno, lasciato in mano a chi, di fatto, ha in mano la vita di noi tutti, decidendo se dobbiamo vivere o morire. Hanno ucciso nostro figlio. Da quella sera nel nostro cammino non c’è più un orizzonte, e se ci voltiamo indietro non vediamo più l’orma dei nostri passi.
Signor Ministro, le chiediamo perché. Le chiediamo com’è possibile perdere così la vita in questo modo. Le chiediamo perché, in questo posto maledetto, si continua a uccidere e a uccidere ancora innocenti, che muoiono perché escono di casa, vanno a prendere i figli a scuola, tornano dalla spesa o si affacciano da un balcone. Che senso ha morire così? Che senso ha morire a trent’anni? Che senso può avere la nostra disperazione di genitori a cui è stato strappato dal cuore un figlio, solo perché si ostinano a dire che era «nel posto sbagliato al momento sbagliato»? Nostro figlio, invece, era al posto giusto al momento giusto. Ella può ancora garantire alle persone di avere il diritto a vivere e di muoversi per strada senza guardarsi intorno e senza preoccuparsi delle ombre? Non le pesa tutto questo? Ella è a conoscenza del fatto che sono già più di seicento le persone uccise per «sbaglio» (un termine orribile) dalla criminalità? Questa crudele lista dovrà continuare ancora?
Abbiamo perso un figlio. E non ci sono parole per definire il senso del dolore che proviamo da poche ore ma che ci sembra davvero antico. Le chiediamo giustizia. E una sicurezza che qui non esiste ancora, e che forse non è mai esistita. Le chiediamo ancora di provvedere affinché tutto questo non abbia a ripetersi mai più. Signor Ministro, non esiste nella nostra lingua, e nemmeno nelle altre, alcun termine per definire chi perde un figlio. Una condizione che non è stata mai immaginata, ma che a Scampia è invece all’ordine del giorno.

DOMANI I FUNERALI DEL RAGAZZO Si svolgeranno domani alle 15,30, nel Santuario di San Biagio a Cardito (Napoli) i funerali di Pasquale Romano, il trentenne ucciso nel quartiere napoletano di Marianella, vittima innocente della guerra tra i clan. Il sindaco della sua città, Giuseppe Cirillo, ha emesso un’ordinanza con la quale ha proclamato per domani il lutto cittadino. Romano, sottolinea il sindaco, «è stato barbaramente assassinato. L’intera città è stata profondamente turbata da questo drammatico avvenimento e si stringe intorno ai familiari e partecipa al loro enorme dolore». Domani, a partire dalle 12 sarà sospesa ogni attività in tutti gli uffici pubblici e in tutte le scuole di ogni ordine e grado con tre minuti di silenzio. Ai dirigenti scolastici l’invito ad organizzare iniziative di riflessione sull’avvenimento e sulla violenza in generale. Saranno inoltre chiusi gli esercizi commerciali, le imprese e le attività artigianali con l’abbassamento delle serrande dalle 15 alle 17.30 in concomitanza con la cerimonia funebre mentre le insegne luminose resteranno spente per l’intera giornata. Su edifici comunali, pubblici e scolastici, inoltre, la bandiera sarà esposta a mezz’asta.

http://www.leggo.it/news/cronaca/ucciso_per_errore_dai_clan_i_genitori_ministro_cancellieri_salvi_napoli_foto/notizie/198743.shtml

 

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UCCISO PER ERRORE A 30 ANNI DALLA CAMORRA.
LO STRAZIO DELLA FIDANZATA: “PERCHÉ?”

 

 

Mercoledì 17 Ottobre 2012 – 13:21

NAPOLI – Un perché per una morte assurda che non trova risposte. «Lino era appena sceso quando abbiamo sentito gli spari – dice Carmela Ferrigno, come riporta il Mattino di Napoli -. Tre, quattro rimbombi. Rosanna immediatamente ha provato a chiamarlo sul cellulare, ma lui non rispondeva. Mi sono precipitata per le scale. E ho sentito gli altri botti, quanti non lo so. Rosanna era alle mie spalle, ho aperto il portone e visto il ragazzo riverso tra l’auto e il selciato. Mi sono girata, ho cercato di bloccare mia figlia per non farle vedere il corpo del fidanzato crivellato di colpi. Ma lei era già fuori: ha guardato e ha cominciato a urlare». Carmela Ferrigno è la mamma di Rosanna, la fidanzata di Pasquale Romano. Racconta quei minuti maledetti che «hanno distrutto due famiglie, quella di Lino e la nostra». Accanto a lei la ragazza sdraiata sul divano, incosciente dopo una massiccia dose di sedativi, e il marito, Salvatore, che lavora nell’Associazione invalidi e mutilati di guerra. Intorno gli altri figli e i parenti, tutti accorsi per tentare di portare un conforto impossibile da trovare. Pasquale e Rosanna doveva sposarsi presto, molto presto. Lui aveva cominciato a lavorare alla Prysmian di Pozzuoli insieme al cognato, Gennaro. Aspettava il contratto a tempo indeterminato per poter finalmente mettere su famiglia dopo più di quattro anni di fidanzamento. «Era contento, felice. Finalmente vedeva arrivare quel futuro che aveva sempre sognato – racconta Genny – parlava sempre del matrimonio. Mi diceva ”adesso ci sposiamo, altrimenti quando lo fa un figlio tua sorella?”». Ieri sera i due ragazzi dovevano andare a giocare a calcetto. Lino, come lo chiamavano in famiglia, era passato da Rosanna per darle un bacio prima di andare alla partita. Erano le 9,30. Ha salutato tutti ed è sceso incontro alla morte. «È successa una cosa assurda, incredibile – dice Salvatore – Lino era un ragazzo onesto, come tutti nella sua e nella nostra famiglia. Noi siamo gente che ha sempre lavorato. Con i camorristi non abbiamo mai avuto a che fare. Noi siamo un’altra cosa, quelli là li abbiamo sempre combattuti. Io sono stato consigliere di quartiere, ho partecipato a tante manifestazioni per la legalità. Perciò adesso voglio parlare: la gente deve reagire, deve sapere che quello che è successo a noi può succedere a chiunque. Qua ci sono ragazzini, bambini mandati a sparare per poche lire. Gente che non sa niente, che non capisce niente. Adesso la giustizia li deve prendere. E deve prendere anche i capi, quelli che li convincono a uccidere».

Non ha dubbi Salvatore: Lino non può aver fatto niente per meritare di essere ammazzato così: «Credo che abbiano sbagliato persona, lo hanno preso per un altro», sostiene. «Lui era un ragazzo tranquillo, solare – dice Genny – anche sul posto di lavoro gli volevano tutti bene. E gli hanno sparato contro quattordici colpi. Quattordici colpi. Chissà cosa credevano di fare. «Non si può vivere così – interviene Salvatore – qua c’è una guerra. Noi lo sappiamo. Da Scampia, da Secondigliano che adesso sono piene di poliziotti e di carabinieri, quei maledetti si stanno trasferendo anche qua a Marianella. E noi abbiamo paura. Tutte le persone oneste hanno paura». Ma non può finire così, dice Salvatore, Lino non può essere scambiato per un camorrista. «Noi vogliamo parlare, vogliamo gridare. Vogliamo ribellarci. E la società civile deve essere con noi, deve dire basta. Non possiamo dargliela vinta. Perché quello che è successo a Lino che è stato ammazzato per niente, può succedere a chiunque. Non c’è difesa. E allora dobbiamo essere uniti. Dobbiamo dire che questa città è la nostra, non di questa gentaglia che ammazza solo per denaro. Dobbiamo scendere in piazza, dobbiamo riprenderci le strade, dobbiamo dire che questo spazio è nostro, non loro. Le bestie che ammazzano devono andare via. Noi siamo qua, vogliamo resistere. Io sto già cercando di prendere contatto con l’associazione delle vittime innocenti delle mafie. Ma se nessuno si schiererà con noi, se anche la morte di Lino non servirà a fermare questa carneficina, allora andremo via, in un’altra città, in un altro posto. Noi così non po

“PASQUALE RAGAZZO PERBENE” «Mio fratello è un ragazzo perbene, lo hanno ucciso come un criminale ma perchè?». Lucia Romano, la sorella di Pasquale, il giovane ammazzato l’altra sera nella zona di Marianella a Napoli, non riesce ancora a farsi una ragione. Gli investigatori seguono la pista dell’errore di persona. Il giovane, residente a Cardito, nel Napoletano, si trovava a Marianella per andare a salutare la fidanzata, rientrata da Modena. Quando i carabinieri l’altra sera si sono presentati a casa della famiglia Romano, i genitori di Pasquale hanno subito capito che era successo qualcosa di grave ma mai immaginavano una vicenda del genere. «Noi siamo persone perbene – aggiunge in lacrime lo zio Luigi – perchè, perchè, perchè?». Intanto a casa dei Romano continua il viavai di tante persone residenti nel comune a nord di Napoli che portano la loro solidarietà. Un’intera città sconvolta per il dolore che ha colpito una famiglia da tutti giudicata perbene.

http://www.leggo.it/news/cronaca/ucciso_per_errore_a_30_anni_dalla_camorra_lo_strazio_della_fidanzata_perche/notizie/198611.shtml

ottobre 17, 2012

ASTRONOMIA: SCOPERTO UN PIANETA CON QUATTRO SOLI

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SCOPERTO UN PIANETA CON QUATTRO SOLI:
“È A 5.000 ANNI LUCE DALLA TERRA” -FOTO

 
 
Martedì 16 Ottobre 2012 – 16:38

ROMA – A 5.000 anni luce dalla Terra esiste un pianeta illuminato da quattro soli.  E’ una scoperta che sa di fantascienza e che descrive per la prima volta un pianeta che orbita attorno a due soli e che, al suo esterno ha altri due soli. E’ una sorta di valzer, nel quale i due soli all’interno dell’orbita descritta dal pianeta ruotano l’uno attorno all’altro, così come fanno i due soli all’esterno.
Il pianeta è stato chiamato PH1, che sta per PlanetHunter 1, dal nome del programma nel quale astronomi dilettanti utilizzano i dati di risulta del telescopio Kepler, della Nasa, specializzato nel dare la caccia ai pianeti esterni al Sistema Solare. E’ stato così che, analizzando materiale non considerato di primo piano, gli astronomi dilettanti americani Kian Jek e Robert Gagliano hanno individuato il pianeta, il primo scoperto dal programma PlanetHunter. La scoperta è stata successivamente confermata da un gruppo internazionale di astronomi coordinato dall’università statunitense di Yale e presentata a Reno, nel congresso della Società Astronomica Americana.

http://www.leggo.it/zoom/scoperto_un_pianeta_con_quattro_soli_e_a_5000_anni_luce_dalla_terra_foto/notizie/198474.shtml

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