Mirabilissimo100’s Weblog

novembre 24, 2012

MARIJUANA LEGALE IN URAGUAY E REFERENDUM IN USA

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LEGGO.IT

URUGUAY, MARIJUANA LEGALE: LO STATO
LA VENDERÀ, MA SI POTRÀ PIANTARE

 
 
 
Martedì 13 Novembre 2012 – 22:29

MONTEVIDEO – Distribuzione pubblica, produzione privata, quattro varietà di marijuana disponibili per i consumatori registrati, autorizzazione della coltivazione in case e tetto massimo di 40 grammi al mese: queste le principali misure contenute nel disegno di legge del governo uruguayano che porterà, se è approvato in Parlamento, alla legalizzazione dell’ «erba». Il ddl è stato presentato oggi ai legislatori del Frente Amplio -la coalizione di sinistra al governo, che sponsorizza la riforma- e prevede anzitutto la creazione di un Istituto Nazionale del Cannabis (Inca), organismo statale che sarà responsabile di concedere le licenze per le piantagioni di marijuana e controllare il modo in cui sono gestite. In pratica, la marijuana sarà coltivata da aziende e club privati – anche se la norma non esclude la possibilità che anche lo Stato si dedichi a questa attività – e successivamente venduta a consumatori registrati attraverso una rete di dispensari pubblici, che consegneranno non più di 40 grammi per persona, in quattro varietà: cannabis indica, cannabis sativa e due miscele diverse delle due. I cittadini potranno hanno coltivare a casa loro fino a sei piante di cannabis, per un raccolto annuale che non superi i 480 grammi. In quanto ai club di consumatori, potranno solo coltivare il necessario al proprio consumo, e non potranno vendere a terzi. I consumatori saranno registrati ma la loro identità sarà protetta dalla legge sulla privacy, e non potrà essere divulgata che in base a un ordine giudiziario.
http://www.leggo.it/news/mondo/uruguay_marijuana_legale_lo_stato_la_vendera_ma_si_potra_piantare/notizie/202527.shtml

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MARIJUANA: REFERENDUM IN COLORADO E WASHINGTON
 
8 Novembre 2012
Marijuana legale: un business milionario

L’election day americano ha sancito la vittoria del presidente Obama e la conferma del suo sogno di un’America “generosa, compassionevole, tollerante”, capace di “tutelare i cittadini, aiutarli, sostenerli lì dove hanno bisogno”. Eppure, sempre più stati di questa grande nazione sembrano remare in direzione opposta, esprimendosi a favore di norme deleterie e irresponsabili come la legalizzazione della marijuana.

E’ il caso di Colorado e stato di Washington che hanno approvato, per la prima volta negli Stati uniti e probabilmente nel mondo, “l’uso ricreativo” della cannabis, che potrà essere acquistata in punti vendita autorizzati fino a 28 grammi o coltivata in casa per un massimo di sei piantine.

Si tratta di una scelta “devastante”, secondo molte organizzazioni statunitensi come Drug Free America che si battono contro la potente lobby legalizzatrice interessata, non troppo dietro le quinte, alle potenzialità del business miliardario della cannabis. Ma questi due referendum, in aperto contrasto con le leggi federali e le Convenzioni internazionali del ’61 e 88 firmate anche dagli Usa, sono una sfida aperta e allo stesso Obama, che più volte ha ribadito la sua contrarietà alla legalizzazione, e alle leggi federali che considerano la cannabis una droga illegale. Il dipartimento di Giustizia Usa ha subito reagito al voto, precisando che l’applicazione di tale norma “rimarrà invariata”, tanto da far immaginare che il risultato di questi referendum arriverà presto alla Corte suprema.

Il Colorado è l’unico stato del mondo dove esiste un mercato della cannabis regolamentato a scopo di lucro, con 100 mila persone autorizzate finora ad acquistarla per motivi medici. Quest’anno le vendite si avvicinano ai 200 milioni di dollari, una cifra che genera altre decine di milioni in tasse locali e statali. Ma l’enorme mercato della cannabis, finora a scopo medicinale, è in continua crescita e ha raggiunto 1,7 miliardi di dollari di vendite, cifra destinata ad aumentare nei prossimi anni. Considerata dalla Food and Drugs Administration (FDA) una sostanza “senza alcun’utilità medica dimostrata e senza un profilo di sicurezza accettabile” la cannabis in forma officianale è distribuita legalmente in diciannove stati, tra cui California, Massachusetts, District of Columbia e New Mexico.

Secondo stime attendibili, le dimensioni del mercato di marijuana medicinale potrebbero raggiungere gli 8,9 miliardi di dollari entro il 2016 mentre circa 25 milioni di americani potrebbero qualificarsi come pazienti per la prescrizione di marijuana.

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INCESTO CONSEZIENTE TRA PADRE E FIGLIA IN INGHILTERRA

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LEGGO.IT
Katrina Yates, il suo ex compagno e la figlia neonata (The Sun)

Katrina Yates, il suo ex compagno e la figlia neonata (The Sun)Katrina Yates, il suo ex compagno e la figlia neonata (The Sun)
 

FA SESSO CON IL PADRE: LA MADRE LO DENUNCIA. “ERA INNAMORATA” -FOTO 

Giovedì 15 Novembre 2012 – 10:39

LONDRA – «Sto vivendo un incubo, è rivoltante. Andrew è stato un buon padre ma ci siamo allontanati quando Nicola aveva quattro anni. Nel 2006 mia figlia lo ha rintracciato». Katrina Yates si sfoga così in un’intervista al Sun dopo aver raccontato di aver scoperto che l’uomo di cui si era innamorata la figlia era proprio il suo ex amante e padre biologico della ragazza. I due avevano una relazione e incontri sessuali. Disgustata Katrina ha deciso di denunciare tutto alla polizia. Andrew Butler così lo scorso anno è stato arrestato e ha promesso di lasciar perdere per sempre Nicola. Ma in questi giorni Andrew è stato liberato e contemporaneamente, e forse non casualmente, è scomparsa anche Nicola.

http://www.leggo.it/news/mondo/fa_sesso_con_il_padre_la_madre_lo_denuncia_era_innamorata_foto_/notizie/202734.shtml

EGITTO: TRENO CONTRO BUS-MORTI 47 BIMBI-IL CASELLANTE DORMIVA

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LEGGO.IT

EGITTO, TRENO CONTRO BUS: MORTI 47 BIMBI.
“IL CASELLANTE DORMIVA”

 
Sabato 17 Novembre 2012 – 14:20

IL CAIRO – Sale a 47 vittime il bilancio dello scontro fra un treno e uno scuolabus avvenuto stamani nel sud dell’Egitto. Lo ha riferito la tv di Stato egiziana, secondo cui altri 13 bambini sono rimasti feriti. L’incidente è avvenuto nel governatorato di Asyut. Quasi immediate sono arrivate le dimissioni del ministro dei Trasporti egiziano, Rashad al-Mateeni, il quale ha rimesso il suo incarico nelle mani del presidente Mohamed Mursi. Yahya Kishk, governatore di Asyut, ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sull’accaduto, promettendo risarcimenti per le famiglie dei bambini morti o rimasti feriti. Mursi ha invece assicurato che i responsabili della tragedia saranno puniti. Già all’inizio di novembre si era verificato un altro incidente ferroviario in Egitto. In quell’occasione due treni si erano scontrati nel governatorato di Faiyum, 85 chilometri a sud del Cairo, provocando quattro morti. Il peggior disastro ferroviario in Egitto rimane quello del febbraio 2002, quando morirono oltre 300 persone.

L’ADDETTO AL PASSAGGIO A LIVELLO DORMIVA  L’addetto al passaggio al livello nella città di Assiut dove stamane uno scuolabus è stato investito da un treno stava dormendo al momento dell’incidente. È quanto ha detto il governatore di Assiut, Yahya Keshk, in merito all’incidente nel quale i morti accertati finora sono 49: 47 bambini e due adulti.

TRA I 4 E I 6 ANNI  Avevano tra i 4 e i 6 anni i bambini rimasti uccisi in Egitto nello scontro tra il loro scuolabus e un treno. Testimoni hanno raccontato ai medici che il passaggio al livello sarebbe stato aperto al momento del passaggio dello scuolabus che è stato travolto dal treno. L’incidente è avvenuto nella citt… di Manfalut, vicino ad Assiut, a 300 chilometri a sud della capitale. L’agenzia ufficiale egiziana parla di 40 morti, mentre i medici dell’ospedale di Assiut, di 38 vittime e sei feriti gravi.

DIMISSIONI DEL MINISTRO DEI TRASPORTI  Il ministro dei Trasporti egiziano, Rachad al Metini, e il capo dell’Autorità per le ferrovie hanno rassegnato le dimissioni dopo l’incidente a uno scuolabus costato la vita a decine di bambini. Lo riferiscono i media ufficiali egiziani. Il presidente Mohamed Morsi ha ordinato al primo ministro, ai ministri della Difesa e della Salute e al governatore di Assiut «di offrire tutta l’assistenza possibile alle famiglie delle vittime».
http://www.leggo.it/news/mondo/egitto_treno_contro_bus_morti_47_bimbi_il_casellante_dormiva_foto_video/notizie/203031.shtml

NEONATA MUORE ABBANDONATA IN UNA LATRINA IN UGANDA

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LEGGO.IT

NEONATA MUORE ABBANDONATA IN UNA LATRINA. VIDEO CHOC DALL’AFRICA

 

 

 

Martedì 13 Novembre 2012 – 16:08

KAMPALA (UGANDA) – Video choc dall’Uganda. Una bambina è stata trovata avvolta in un sacco e abbandonata in una latrina dalla madre. A lanciare l’allarme sono stati i residenti della zona che hanno sentito il pianto della neonata.
Un video diffuso sul web mostra il salvataggio che però non è stato sufficiente a salvare la vita della piccola che è morta prima che riuscissero ad estrarla dalla terra.
La madre, una giovane di 22 anni, si trova ora in stato di fermo e in attesa del processo.

 
 
VIDEO
 
 

PREDICATORE MUSULMANO TORTURA ED UCCIDE LA FIGLIOLETTA

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LEGGO.IT

PREDICATORE TV TORTURA E UCCIDE
LA FIGLIOLETTA DI CINQUE ANNI

 
 

 

 
Martedì 13 Novembre 2012 – 13:42

RIYAD – Lamaa, di 5 anni, è morta in ospedale per un’emorragia dopo essere stata torturata dal padre, noto predicatore televisivo in Arabia Saudita. La madre ha raccontato che la piccola è stata ricoverata per una frattura al cranio e numerose lesioni. Il padre, Faihan al-Gamer,  è stato arrestato. Popolare personaggio televisivo, i suoi sermoni sono spesso trasmessi dalle tv satellitari arabe. 
“Ha torturato Lamaa in tutti i modi”, ha affermato la donna, divorziata dal marito. La bambina nelle scorse settimane aveva trascorso un periodo con il padre in base a un accordo tra i genitori, ma non è mai tornata dalla madre che l’aveva in affidamento. Secondo il referto medico, Lamaa è stata torturata con colpi di frusta, scosse elettriche e addirittura con un ferro da stiro arroventato. 

 

http://www.leggo.it/news/mondo/predicatore_tv_tortura_e_uccide_la_figlioletta_di_cinque_anni_video/notizie/202449.shtml

 

IL LIVELLO DEI MARI CONTINUA A CRESCERE

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , — mirabilissimo100 @ 3:20 pm

GREENREPORT.IT

Clima

 

Il livello dei mari riprende a salire. Studio della Nasa: la breve “pausa” del 2010-2011 causata da La Nina

 

[ 21 novembre 2012 ]

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Negli ultimi 20 anni il cambiamento climatico ha provocato un costante aumento dei livelli dei mari e degli oceani del nostro pianeta, ma nel 2011 questo fenomeno si era arrestato e si era verificata una diminuzione. Una contrazione che nella vastità degli oceani ha voluto dire una contrazione di un centimetro  del livello del mare, ma che è bastata agli ecoscettici per denunciare la “bufala” climatica.

Si trattava comunque di un cambiamento radicale di una tendenza generale e questo ha attirato l’attenzione dei ricercatori della Nasa ed europei che, utilizzando satelliti avanzati, hanno misurato il livello medio del mare con estrema precisione, scoprendo che dopo questa breve calo del livello degli oceani i mari di tutto il mondo sono nuovamente cresciuti e si sono nuovamente riportati in linea con l’aumento dei livelli degli ultimi 20 anni.

Una ricerca (After Brief Dip, Global Mean Sea Level Resumes Climb), pubblicata su Geophysical Research Letters e presentata graficamente sul sito del Joint propulsion laboratory (Jpl) della Nasa spiega, che «La  tregua si è verificato tra il 2010 e l’inizio dell’estate 2011». Utilizzando il Gravity recovery and climate experiment (Grace), il centro aerospaziale tedesco e della Nasa  ha scoperto che il calo è da addebitarsi ad un forte episodio de La Nina iniziato alla fine del 2010. Questo fenomeno, che si verifica nel Pacifico, cambia i modelli climatici e delle precipitazioni in tutto il pianeta, spostando enormi quantità di acqua dagli oceani e depositandole sui continenti, in particolare in Australia, Sud-Est asiatico e nel nord del Sud America.

I ricercatori del Jpl di Pasadena hanno rilevato che «Le variazioni del livello globale medio del mare, misurate da i satelliti (Nasa, nes Topex , Poseidon e Jason-1, e Nasa/Cnes/Noaa/Eumesat Jason-2) dal 1992 al 2012 mostrano un incremento medio  annuo di 3,2 millimetri all’anno. Gli stessi dati nel 2011 mostrano un aumento della massa d’acqua sui continenti e il nuovo studio della Nasa di mostra che «La maggior parte del calo del livello del mare nel 2010-11 [riguardava il trasporto di masse d’ acqua dal mare ai continenti» Entro la metà del 2012, a livello mondiale, il livello dei  mari si era ripreso gli oltre i 5 millimetri che aveva “perso” nel 2010/11.

La principale autrice dello studio Carmen Boening del Jpl, spiega che «L’acqua del mare “persa” è stata compensata abbastanza rapidamente. I dati più recenti indicano chiaramente che il calo nel 2010-11 era solo temporaneo». Il co-autore Josh Willis aggiunge: «La diminuzione del livello globale dei mari, che è stata  portata per la gentile concessione da un importante evento di La Nina, era poco più di un buco nella lunga strada verso l’aumento del livello del mare e a contrazione delle coste. Le gravi inondazioni che si sono verificate durante La Nina sono riuscite a trovare la loro strada verso gli oceani, come sempre, il ciclo idrologico sulla Terra continua a trovare il suo equilibrio».

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=19043

 

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SECONDO LO STUDIOSO ANDREW BERNHARD E’ FALSO

Filed under: Senza Categoria — Tag:, , , , , — mirabilissimo100 @ 3:15 pm

IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SECONDO LO STUDIOSO ANDREW BERNHARD E’ FALSO

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La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù
Karen King mostra il papiro
 

 

«Ecco come ti fabbrico il falso papiro sulla “moglie” di Gesù»

Secondo lo studioso inglese Andrew Bernhard la scoperta del frammento del IV secolo in lingua copta sarebbe una grossolana contraffazione

di Giorgio Bernardelli

Ricordate il «Vangelo della moglie di Gesù»? Un paio di mesi fa la professoressa Karen King, della Harvard Divinity School, presentò con grande clamore mediatico la scoperta di un piccolo frammento di papiro del IV secolo in lingua copta nel quale a Gesù venivano attribuite le parole «mia moglie». La sua tesi – scritta in un articolo che verrà pubblicato in gennaio nella rivista teologica della prestigiosa università americana – era che si tratterebbe di un nuovo Vangelo apocrifo che testimonierebbe come il celibato di Gesù fosse un tema discusso nelle comunità cristiane dei primi secoli.  

Fin da subito – come raccontato da VaticanInsider  – c’era stato anche chi aveva messo in dubbio l’autenticità del frammento, notando una serie di stranezze. Ora però Andrew Bernhard, uno studioso dei Vangeli antichi formatosi a Oxford, si spinge molto più in là spiegando come secondo lui «questo falso» sarebbe stato fabbricato. Bernhard sostiene infatti che si tratti di una combinazione molto grossolana di alcune frasi prese dal Vangelo di Tommaso, il Vangelo (apocrifo) copto ritrovato nel 1945 tra i papiri di Nag Hammadi, in Egitto. E aggiunge di aver addirittura individuato una serie di coincidenze tipografiche sospette con la traduzione interlineare copto-inglese di quel testo, curata da Michael Grondin e consultabile da chiunque on line .

In uno scritto intitolato «Note sulla contraffazione del “Vangelo della moglie di Gesù”», Andrew Bernhard spiega che le parole contenute nel nuovo frammento sono tutte presenti nel Vangelo di Tommaso. A parte un’unica eccezione: l’espressione copta che significa appunto «mia moglie», attribuita a Gesù. Non solo: nel frammento scoperto da Karen King le parole compaiono spesso anche nello stesso ordine. E ogni linea di testo del «Vangelo della moglie di Gesù» è composta da parole copte che si trovano nella stessa pagina nella traduzione copto-inglese citata del Vangelo di Tommaso: comporle insieme – sostiene Bernhard – non comporta nemmeno molta fatica. In pratica – continua lo studioso di Oxford – una volta inserita l’espressione «mia moglie» – basta prendere alcune frasi dell’altro testo, cambiare qualche maschile in femminile o qualche negazione in affermazione e si ottiene il nuovo Vangelo rivoluzionario. E a riprova di questa tesi cita il fatto che nel frammento comparirebbe addirittura un errore tipografico che si trova pari pari nel volume curato da Michael Grondin.  

Quanto infine all’espressione copta «mia moglie», si tratta comunque di una parola copta di sei lettere facilmente combinabili. Che – osserva sempre Bernhard – per una singolare coincidenza si trova molto vicino al centro del frammento. Quasi a voler essere proprio sicuri che non passi inosservata.

Fonte: Vatican Insider, 12/11/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=13787

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ NON E’ AUTENTICO SECONDO GLI STUDIOSI

 
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«Ecco come ti fabbrico il falso papiro sulla “moglie” di Gesù»

Secondo lo studioso inglese Andrew Bernhard la scoperta del frammento del IV secolo in lingua copta sarebbe una grossolana contraffazione

di Giorgio Bernardelli

Ricordate il «Vangelo della moglie di Gesù»? Un paio di mesi fa la professoressa Karen King, della Harvard Divinity School, presentò con grande clamore mediatico la scoperta di un piccolo frammento di papiro del IV secolo in lingua copta nel quale a Gesù venivano attribuite le parole «mia moglie». La sua tesi – scritta in un articolo che verrà pubblicato in gennaio nella rivista teologica della prestigiosa università americana – era che si tratterebbe di un nuovo Vangelo apocrifo che testimonierebbe come il celibato di Gesù fosse un tema discusso nelle comunità cristiane dei primi secoli.  

Fin da subito – come raccontato da VaticanInsider  – c’era stato anche chi aveva messo in dubbio l’autenticità del frammento, notando una serie di stranezze. Ora però Andrew Bernhard, uno studioso dei Vangeli antichi formatosi a Oxford, si spinge molto più in là spiegando come secondo lui «questo falso» sarebbe stato fabbricato. Bernhard sostiene infatti che si tratti di una combinazione molto grossolana di alcune frasi prese dal Vangelo di Tommaso, il Vangelo (apocrifo) copto ritrovato nel 1945 tra i papiri di Nag Hammadi, in Egitto. E aggiunge di aver addirittura individuato una serie di coincidenze tipografiche sospette con la traduzione interlineare copto-inglese di quel testo, curata da Michael Grondin e consultabile da chiunque on line .

In uno scritto intitolato «Note sulla contraffazione del “Vangelo della moglie di Gesù”», Andrew Bernhard spiega che le parole contenute nel nuovo frammento sono tutte presenti nel Vangelo di Tommaso. A parte un’unica eccezione: l’espressione copta che significa appunto «mia moglie», attribuita a Gesù. Non solo: nel frammento scoperto da Karen King le parole compaiono spesso anche nello stesso ordine. E ogni linea di testo del «Vangelo della moglie di Gesù» è composta da parole copte che si trovano nella stessa pagina nella traduzione copto-inglese citata del Vangelo di Tommaso: comporle insieme – sostiene Bernhard – non comporta nemmeno molta fatica. In pratica – continua lo studioso di Oxford – una volta inserita l’espressione «mia moglie» – basta prendere alcune frasi dell’altro testo, cambiare qualche maschile in femminile o qualche negazione in affermazione e si ottiene il nuovo Vangelo rivoluzionario. E a riprova di questa tesi cita il fatto che nel frammento comparirebbe addirittura un errore tipografico che si trova pari pari nel volume curato da Michael Grondin.  

Quanto infine all’espressione copta «mia moglie», si tratta comunque di una parola copta di sei lettere facilmente combinabili. Che – osserva sempre Bernhard – per una singolare coincidenza si trova molto vicino al centro del frammento. Quasi a voler essere proprio sicuri che non passi inosservata.

Fonte: Vatican Insider, 12/11/2012

 

http://www.agerecontra.it/public/press20/?p=13787

 

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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 
 
Karen King mostra il papiro
 

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Moglie di Gesù, l’Osservatore Romano: “Papiro è un falso”. Ma non l’hanno visto

 

Pubblicato il 27 settembre 2012 16:38 in Società

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CITTA’ DEL VATICANO – Non l’hanno visto e non sembrano avere alcuna intenzione di vederlo, perché per loro è “in ogni caso un falso”: all’Osservatore Romano,

 quotidiano del Vaticano, sono certi che il papiro che parla di una presunta moglie di Gesù non sia autentico.

”In ogni caso un falso”, ha detto il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian sulla vicenda della presunta ”moglie” che sarebbe attestata da un frammento papiraceo ”molto problematico e controverso”, oggetto del ”clamoroso annuncio” del 18 settembre scorso dalla studiosa americana Karen L. King, durante il decimo congresso internazionale di studi copti, che era ospitato dall’Istituto Patristico Augustinianum.

”Annuncio preparato senza lasciare nulla al caso: testate americane preavvertite, una conferenza stampa preventiva tenuta da Karen L. King per preparare uno scoop mondiale che però è stato subito messo in discussione dagli specialisti”, scrive Vian, il cui giornale pubblica la ricostruzione della vicenda fatta ”con prudenza e rigore” dal coptologo Alberto Camplani, docente di storia del cristianesimo alla Sapienza e tra gli organizzatori del convegno internazionale svoltosi all’Augustinianum.

”Ragioni consistenti indurrebbero a concludere che il papiro sia anzi una maldestra contraffazione (come tante altre provenienti dal Vicino Oriente) che potrebbe essere stata finalizzata alla vendita, da parte di un privato a una prestigiosa istituzione, del frammento e di altri manoscritti”, prosegue il direttore del giornale vaticano.

”Nel quadro, del tutto implausibile, di una lettura del fenomeno gnostico tendenziosa e piegata a un’ideologia contemporanea che con la vicenda storica del cristianesimo antico e con la figura di Gesù non ha nulla a che vedere. Insomma, in ogni caso un falso”.

 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ FALSO

 

 

GLORIA.TV

 

27/09/2012 09:55:21:
Girava da tempo la notizia del ritrovamento di un papiro , su cui era scritto che Gesù era sposato!
IL PAPIRO SULLA MOGLIE DI GESU’ E’ UN FALSO
Notizia: Il professore della Durham University Francis Watson ha negato l’autenticità del papiro contenente i dettagli della vita terrena di Gesù Cristo. Il britannico è giunto alla conclusione che il frammento ritrovato, che ha aperto un ampio dibattito nella comunità scientifica, è un falso ed è una raccolta di frammenti aggiunti al vero vangelo di Tommaso in copto. In precedenza la professoressa della Harvard University Karen King aveva affermato di aver scoperto nuove informazioni sulla vita terrena di Cristo, in particolare sul suo matrimonio con Maria Maddalena. Dopo aver analizzato e studiato attentamente il piccolo frammento di papiro risalente al IV secolo la King aveva concluso che Cristo non è solo realmente esistito, ma avrebbe avuto una famiglia. King ha aggiunto che il papiro le era stato consegnato da una persona sconosciuta con la richiesta di tradurlo.

 

 

 Approfondimento:

 

 STUDIO SUL VANGELO GNOSTICO DI FILIPPO: …
… GESU’ NON ERA SPOSATO Che valore storico hanno le notizie tratte dai Vangeli gnostici?
I codici – non rotoli – di Nag Hammadi, comunque, contengono Vangeli gnostici. Ma trattasi davvero dei più antichi documenti cristiani? In realtà tutti questi testi sono meno antichi di qualunque scritto contenuto nella Bibbia. Il nuovo Testamento, infatti, contiene testi composti nella seconda metà del secolo I; la prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi è stata scritta intorno all’anno 50, mentre i testi più tardivi (probabilmente l’Apocalisse o la seconda lettera di Pietro) sono datati alla fine del medesimo secolo[2]. Tra i Vangeli gnostici di Nag Hammadi quelli più antichi non possono essere fatti risalire più in là del II o III secolo (anche se la datazione del Vangelo di Tommaso è discussa) mentre tutti gli altri sono più tardivi. La maggioranza di essi non ci è pervenuta nella sua redazione originaria, ma solo attraverso una traduzione in lingua copta che talora è stata portata a termine nei secoli successivi.
Il Vangelo di Filippo è contenuto nel II codice di Nag Hammadi. Il codice è scritto in copto saidico ed è datato tra il 330 ed il 340, ragion per cui il testo deve essere precedente a questa data. Probabilmente una parte del materiale può risalire al II secolo, ma il tutto pare aver subito una definitiva sistemazione più tardi, per opera di un compilatore, nella seconda metà del III secolo[3]. Nella sua forma attuale il testo non assomiglia per nulla a un Vangelo, ma è una antologia priva di un ordine evidente, una raccolta di passi estratti da sermoni, catechesi, trattati o epistole degli gnostici seguaci di Valentino[4], i quali dall’Egitto avrebbero raggiuntola Siria, forse Antiochia, probabile regione di origine di questo scritto. Essendo posteriore al Nuovo Testamento, questo testo allude ad esso abbastanza spesso, e ne cita esplicitamente una dozzina di passi.
Prima di commentarne il testo, è opportuno dare qualche indicazione sui caratteri generali dello gnosticismo, in particolare quello valentiniano professato dal Vangelo di Filippo[5]. Esso si caratterizza per un infinito disprezzo del mondo creato, descritto come una prigione in cui gli uomini – che conservano nel loro profondo una traccia della luce celeste – sono costretti a vivere. Il creatore del mondo non sarebbe stato l’unico Dio onnipotente dei cristiani, ma un secondo Dio, detto demiurgo, invidioso dell’uomo; il demiurgo è spesso identificato con il Dio dell’Antico Testamento, parte della Bibbia che per questo motivo viene rigettata come falsa e deviante. Di qui ne derivano un’assoluta condanna del corpo e della carne umana, viste come prigioni dalle quali occorre fuggire, e spesso un rifiuto della riproduzione ed anche della sessualità, intesa come impurità.
Proprio perché la carne è impura, gli gnostici generalmente rifiutano l’idea della nascita di Cristo da una donna e dipingono Gesù come uomo apparente, non dotato di vero corpo carnale (docetismo). Conseguentemente, anche la sua passione sarebbe stata solamente apparente, una beffa messa in scena a discapito del demiurgo e dei suoi arconti. Quando invece si ammette una qualche dimensione materiale in lui, essa è considerata puramente esteriore, un involucro della sua reale consistenza psichica o spirituale, e fondamentalmente estranea alla sua vera natura.
Secondo gli gnostici la salvezza non è per tutti, ma è riservata a quegli eletti che tramite la conoscenza (gnosi) sono riusciti a riconoscere e perseguire la scintilla di divinità che sta in loro; questi eletti, stranieri in questo mondo, sarebbero i veri interpreti dell’autentico messaggio di Gesù, trasmesso segretamente a qualche personaggio privilegiato della sua cerchia (Tommaso, Filippo, Maria Maddalena o Giacomo). Ed ecco il motivo per cui questi scritti di tradizione gnostica sono stati attribuiti a questi personaggi, che – a differenza di quanto avviene nei quattro Vangeli canonici – sarebbero stati i destinatari di una rivelazione privata e segreta.
Il Vangelo di Filippo è una fonte interessantissima per conoscere il pensiero gnostico antico; non è certamente una fonte dalla quale trarre insegnamenti sulla persona e sull’insegnamento di Gesù. Gesù era un predicatore ebreo vissuto in Palestina nel primo secolo, e la sua vita e il suo messaggio non hanno nulla in comune con il pensiero gnostico dell’autore di questo Vangelo attribuito a Filippo. Nessuno storico serio pretenderebbe di poter presentare questo Vangelo come una fonte storicamente attendibile sulla vita di

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VEDI ANCHE

 
 
 
 
 
 
 
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IL PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU’: SIMILE AL VANGELO GNOSTICO DI TOMMASO

 

Le Sacre Scritture

 

 

 

 

Il papiro della moglie di Gesù, presentato a Roma durante il congresso di lingua Copta da Karen king,

con il nome di “The Gospel Of Jesus’ Wife,” il Vangelo della Moglie di Gesù.

 

Karen King è una grande esperta di gnosticismo, ma anche una sostenitrice dello gnosticismo.

Karen King ha scritto dei libri sullo gnosticismo, dove promuove le sue idee, come nel libro:

” Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù è la prima donna apostolo”, in questo libro si parla del Vangelo di Maria,

viene esaltata la figura di Maria Maddalena, come una vera apostola, e il vangelo gnostico di Maria viene

trattato come un vangelo canonico.

 

Il papiro della moglie di Gesù, proviene da un anonimo collezionista che lo avvrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista

che a sua volta lo aveva acquistato negli anni ’60 nela Germania dell’Est.

Il papiro piccolisimo ( centimetri 8×4), è scritto in dialetto copto-sadico,  dovrebbe provenire dall’Egitto, come tutti i testi copti,

e risale secondo la King  al IV secolo d.c.

 

 

 

Il brano è mutilo, soiglia ad un qualsiasi vangelo gnostico, per le parole che vi sono scritte.

 

Questo è il brano contenuto nel papiro della moglie di Gesù, si tratta sicuramente di un vangelo gnostico

ha molte somiglianze con il Vangelo Copto di Tommaso:

 

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 

3 ] negare.  Maria è degna di

4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

7] Per me, io abito con lei per… [ 

8] una immagine [

 

 

 

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Ecco i due vangeli comparati, dimostrano similitudini:

 

VT= Vangelo Copto Tommaso

 

 

VGM= The Gospel Of Jesus’ Wife

 

papiro della moglie di Gesù

 

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VGM1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 

 

VT 101,3-Poiché mia madre […], ma la mia vera madre mi ha dato la vita.”

 

(Gesù parla di sua madre in maniera gnostica anche in altri vangeli gnostici.

Mia  madre  compare anche  nel Vangelo degli Ebrei e nazarei :

“Poco fa mia madre, lo Spirito Santo, mi prese per uno dei miei capelli e mi trasporto sul grande monte Tabor”)

 

VGM2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.

 

 

VGM[ 3 ] negare.  Maria è degna di

 

VT 114,1-Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita!

 

 

VGM4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  

 

 

VGM5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 

 

VT102,1″Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo,

e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo.

 

 

VGM6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 

 

 

VGM7] Per me, io abito con lei per… [ 

 

 

VGM8] una immagine [

 

 

VT 52,1-Gesù disse, “Se vi diranno ‘Da dove venite?’ dite loro, ‘Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé,

 si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.’

 

VT 84,1Gesù disse, “Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell’immagine della luce del Padre.
 Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua luce.”

 

 

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Maria ( Maddalena), come discepola appare in moltissimi vangeli gnostici; il vangelo di Tommaso, di Maria, di Filippo,

La Sofia di Gesù Cristo, Il Dialgo del Salvatore, Pistis Sofia.

Tutti questi testi citati provengono dall’Egitto e sono scritti in lingua copta, sono datati quasi tutti al III seolo d.c.,

 quindi sono delle traduzioni dall’originale in greco più antico, si pensa verso il II secolo d.c.

 

Lo gnosticismo fu un movimento religioso e culturale insieme,

 diffusissimo dal I al IV secolo d.c., dall’attuale Iraq alla Siria, alla Turchia, alla Palestina,

all’Egitto, a Roma, a Lione, copriva non soltanto i paesi dell’Impero romano,

ma andava anche al di là. Non era un movimento omogeneo in quanto le

correnti gnostiche erano numerose e differenziate, mantenevano, tuttavia,

alcune linee fondamentali comuni. Gnosticismo deriva dal greco gnosis,

conoscenza, ma non ogni conoscenza è gnosticismo, la conoscenza dello

gnosticismo è rivolta all’origine dell’uomo e del suo mondo, ed è diretta alla

salvezza da questo mondo. Alla base dello gnosticismo c’è la descrizione

della creazione del mondo ad opera di un Demiurgo ingannato, e l’indicazione

di una via di salvezza mediante la gnosis, la conoscenza del proprio Io divino.

Per gli gnostici la gnosis era superiore alla fede.

 

Pistis Sofia si trova nel codice di Askewianus.

Il codice di Askewianus è chiamato così dal medico inglese A. Askew i quale lo aveva

comprato in una libreria di Londra. A.Askew era un collezionista di antichi manoscritti,

ed aveva una fornita biblioteca, dopo la sua morte il 1772, il Codice Askewianus è stato

conservato presso il British Museum.

La Sofia di Gesù Cristo e Il Vangelo di Maria si trovano nel codice di Berlino.

Il Codice di Berlino, è designato come Papiro 8502, proviene dall’ Egitto,

precisamente da Akhmìm e fu acquistato al Cairo nel 1896 da C. Reinhardt
per il Museo di Berlino, dove ora si trova.
La Sofia di Gesù Cristo di cui abbiamo parlato riguardo il Codice di Berlino,
Il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso e Il Dialogo del Salvatore,
sono manoscrtti scoperti a  Nag Hammadi furono  in Egitto il 1945,
Prima ancora della scoperta di Nag Hammadi, ci sono state altre scoperte;
il Codice Askewianus 1772, e il Codice Brucianus 1769.
Il secolo scorso sono venuti alla luce tanti Papiri, molti in frammenti come il Papiro di Berlino.
 
 

Vediamo che in questi vangeli Maria è la più amata da Gesù, la più sapiente.

Nel vangelo di Filippo è la compagna di Gesù, ed insieme formano la sizighia terrena,

mentre Cristo forma una sizighia con lo Spirito Santo, e Soter (il Salvatore) con Sofia (la Sapienza).

Queste sizighie sono presenti specialmente nel vangeli gnostici valentiniani,come il vangelo di Filippo.

Queste credenze gnostiche erano conosciuti dai Padri eresiologi.

Ecco cosa dice S.Ippolito Romano nel suo libro contro tutte le eresie; Refutatio VI: 36,4

“Maddalena+Gesù terreno, Cristo+Spirito Santo, Soter+Sofia.

 

Quindi nei testi gnostici che conosciamo Maria è unita a Gesù spiritualmente, misticamente, come Cristo è unito a Sofia.

Ora mentre nel vangelo di Filippo Maria è detta compagna di Gesù, (“Koinonos” significa compagna, consorte),

Nel papiro della moglie di Gesù troviamo la parola: ” Shime”,  che significa moglie, o anche donna.

Nel vangelo di Filippo la parola ” Shime” non viene mai usata per indicare il legame tra Gesù è Maria Maddalena.

 

Quindi ecco spegato la novità del papiro della moglie di Gesù, la parola moglie, è la prima volta che viene usata,

verso Maria, ma il testo mutilo porta a fare diverse ipotesi, cosa Gesù indica con  “ta shime” , “mia moglie”, non è chiaro,

ma dovrebbe essere Maria, la quale è degna di diventare sua dicepola, e Gesù sarà insieme a lei, unito a lei.

Il fatto che Gesù è unito a Maria Maddalena lo dice anche il vangelo di Fiippo, ma si tratta di unione puramente

spirituale, quindi possiamo ipotizzare che se nel papiro della moglie di Gesù, moglie indica Maria la sua discepola,

si tratta di unione spirituale, forse il brano è stato tradotto male dall’originale greco, invece di tradurre compagna,

l’autore della traduzione ha tradotto moglie, o donna, forse, si possono far tante ipotesi, come ad esempio, moglie  di Gesù

può  indicare la chiesa, come nel Nuovo Testamento. 

 

Pare che gli apostoli non vogliono accettare Maria come discepla di Gesù, nel papiro della moglie di Gesù,

questo lo vediamo anche nel vangelo di Tommaso:

 

VT114Simon Pietro disse loro: “Maria se ne vada da noi, ché le donne non meritano la vita! Gesù rispose:

Ecco, io la trarrò così da renderla uomo. Così anche lei diverrà spirito vivente, simile a voi uomini.

 Ogni donna che si fa uomo entrerà nel regno dei cieli”.

 

Quindi abbiamo anche questa somiglianza tra il papiro della moglie di Gesù e il vangelo di Tommaso.

 

Anche nel vangelo di Maria, gli apostoli non accettano Maria come discepola prediletta di Gesù:

“Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari.
Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi.”

Anche nel vangelo di Filippo, i discepoli non accettano che Gesù ami Maria Maddalena più di loro:

 

Vangelo di Filippo 32-Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei

e la Maddalena, la quale è detta sua compagna. Maria, in realtà, è sorella, madre e consorte di lui.

 

Vangelo di Filippo 55-La Sofia detta sterile è la madre degli angeli; la compagna di Cristo è Maria Maddalena.

Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciò più volte ( sulla bocca ).

Le altre donne, vedendo il suo amore per Maria, gli dissero: ” Perché ami lei più di noi tutte ?”

Il Salvatore rispose loro: ” Come mai io non amo voi come lei ?”.

 

Gesù quindi baciava Maria, è ‘amava più dlle altre, secondo il vangelo di Filippo.

 

 Per quanto riguarda il bacio va detto che nel vangelo di Filippo, non compare bocca,

essendo il testo danneggiato, e proprio dove ci dovrebbe essere bocca  c’è un buco.

 Gl studiosi hanno messo sulla bocca, sembrava il termine più giusto.

Gli gnosici praticavano come rito il bacio , come è descritto nel paragrafo 31 del Vangelo di Filippo,
 ed anche altrove come nella  Letterea di Eugnosto: 7.
Il bacio sulla bocca in segno di saluto allora era praticato anche tra uomini  come descrive;

I-Apocalisse di Giacomo: 31, 1-10; e II Apocalisse di Giacomo: 56,10-11.
 
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Sull’autenicità del papiro della moglie di Gesù, ci sono pareri diversi degli studiosi, e sono molti che pensano ad un falso,

ancora si attendono studi ed analisi, quindi non possiamp affermare che questo papiro sia autentico, ma anche se risulterà

autentico, non cambia nulla, sono stati trovati tantissimi frammenti di papiri gnostici autentici, dove sono scritte tante cose asurde ed eretiche.

La chiesa primitiva ha accettato solo i testi che conosciamo come Nuovo Testamento perché ispirati e conformi alla tradizione.

La chiesa primitiva non ha accettato mai vangeli gnostici ed apocrifi, infatti sono eretici, 

e moltissimi Padri della chiesa hanno scritto tanti libri confutando  tutte le eresie gnostiche.

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Conclusione: Il vero Gesù è solo quello del Nuovo Testamento, solo quello è importante per la nostra salvezza,

i Gesù dei vangeli gnostici sono inventati da eretici.

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Ci sono due ottimi articoli che parlano del papiro della moglie di Gesù e la somiglianza con il vangelo di Tommaso,
da cui abbiamo preso spunto, ecco i links:
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http://www.tyndale.cam.ac.uk/ReJesusWife?utm_medium=email&utm_campaign=Did+Jesus+Have+a+Wife&utm_content=Did+Jesus+Have+a+Wife+CID_7bb6cae6df6082e08b017f9c0f0abc71&utm_source=CampaignMonitor&utm_term=here

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LE SACRE SCRITTURE

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/

 

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/il-papiro-della-moglie-di-gesu-simile-al-vangelo-gnostico-di-tommaso

 

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ARTICOLI DA LIQUIDA MAGAZINE

La comunità scientifica critica il papiro della moglie di Gesù

Dopo la presentazione ufficiale al meeting romano dell’Associazione internazionale di studi apocrifi, lo studio di Karen King va incontro alle critiche degli esperti

[news.harvard.edu]

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Finora Karen King non aveva ancora condiviso con la comunità scientifica la sua scoperta di un nuovo frammento di vangelo apocrifo che proverebbe il legame matrimoniale tra Gesù e Maria Maddalena. Adesso che quel momento è arrivato, con la presentazione dello studio al meeting romano dell’Associazione internazionale di studi apocrifi, la ricercatrice americana dell’Harvard Divinity School deve fare i conti con le perplessità degli esperti. Per qualcuno si tratterebbe semplicemente di un falso, altri mettono in dubbio l’interpretazione dell’espressione “mia moglie”, molti criticano la scelta di King di intitolare enfaticamente lo studio “Il vangelo della moglie di Gesù” ponendolo al pari degli altri testi conosciuti come vangeli.

 

Pochi giorni fa la studiosa statunitense aveva conquistato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo con la notizia della scoperta di un frammento di vangelo apocrifo nel quale, stando alla sua interpretazione, Gesù pronuncerebbe l’espressione “mia moglie”. “Si tratta ovviamente di una scoperta importante” spiega al New York Times il professor Carl Haolladay della Candler School of Theology dell’Emory University, “ma le circostanze con le quali è venuta alla luce rendono necessaria la massima cautela“.

Nonostante la dottoressa King ribadisca che il frammento non provi il fatto che Gesù fosse sposato, essendo stato scritto con ogni probabilità circa tre secoli e mezzo dopo la sua morte, e che si tratti semplicemente della prova di un dibattito in atto sull’argomento all’interno delle prime comunità di Cristiani, la sua scoperta è finita sui giornali di mezzo mondo sotto al titolo “Gesù era sposato” con tutto un corredo di battute facilmente comprensibili.

Il professor Darrel Bock del Dallas Theological Seminary ha spiegato che l’espressione “mia moglie” potrebbe essere riferita metaforicamente alla Chiesa in generale, che l’apostolo Paolo definisce nella Bibbia la “sposa” di Cristo.

Il frammento che ha suscitato la sorpresa del mondo accademico è un pezzetto di papiro di 3,5 cm di larghezza per 7,5 cm di lunghezza, scritto in una lingua che King ha ritenuto compatibile con quella diffusa nell’Egitto del quarto secolo dopo Cristo. Su una faccia sono presenti 8 linee scritte, una delle quali conterrebbe le parole “Gesù disse loro, mia moglie…“, ed in altre parti del frammento ci sarebbe la prova che si tratti di un dialogo tra Gesù ed i discepoli.

La dottoressa King, che si è occupata in passato dei vangeli di Maria, di Giuda e di Filippo, scoperti recentemente e non ancora diventati parte della bibbia canonica, ha già attirato su di sè le critiche dei leader religiosi che considerano la Bibbia la trasposizione letterale della voce di Dio.

Martedì scorso a Roma i giornalisti dell’AFP hanno posto una serie di domande agli studiosi presenti al convegno dell’Associazione internazionale di studi apocrifi. In diversi hanno affermato che la forma, il tipo di scrittura e la grammatica fanno pensare ad un falso. La dottoressa King ha spiegato che una volta tornata negli Usa sottoporrà l’inchiostro del papiro ai tst che permetteranno di provarne l’autenticità. “Non si tratterà di un test definitivo” ha detto la studiosa, “ma sarà una prova in più a sostegno della mia teoria“.

Intanto la Società americana dei papirologi ha fatto sapere che non pubblicherà lo studio della dottoressa King fino a quando la sua esatta provenienza non sarà stabilita.

 

http://magazine.liquida.it/2012/09/21/la-comunita-scientifica-critica-il-papiro-della-moglie-di-gesu/

 

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Secondo la King, il testo copto è parte della copia di un vangelo, probabilmente scritto in greco nel II secolo. Il frammento non prova, ovviamente, che Gesù fosse sposato, ma aggiunge un nuovo elemento al lungo e antico dibattito interno al cristianesimo sul matrimonio e sul ruolo della donna.

Nel testo, spiega la studiosa, si trovano le parole “Gesù disse loro, mia moglie”; nel dialogo, i discepoli discutono se Maria sia degna, e Gesù risponde: “Può essere mia discepola”. “Il nuovo testo ci mostra che la questione [del matrimonio di Gesù, ndr] fu decisa solo tra veementi dibattiti sulla sessualità e sul matrimonio”.

“Fin dall’inizio i cristiani erano in disaccordo sull’opportunità o meno di sposarsi, ma è stato dopo oltre un anno dalla morte di Gesù che hanno iniziato a far riferimento alla posizione del maestro per supportare le loro idee”.

Non mancano, comunque, i dubbi sulla scoperta e gli inviti alla cautela: il frammento proviene da un collezionista privato e non sono ancora note le circostanze della scoperta, sebbene la professoressa King si dica sicura della sua provenienza egiziana e della sua datazione.

In particolare Ben Witherington III, biblista dell’Asbury Theological Seminary, frena gli entusiasmi, spiegando che il documento segue la linea di vari testi gnostici del II, III e IV secolo, “usando il linguaggio dell’intimità per parlare di relazioni spirituali”.

I vangeli gnostici sono un corpo di 53 scritti, tutti considerati apocrifi dalle tradizioni cristiane “ufficiali”, appartenenti alla tradizione dello gnosticismo cristiano, che hanno ispirato nei secoli e anche in epoche recenti numerose teorie e opere sulla vita e sugli insegnamenti di Gesù (l’ultimo esempio di successo è stato proprio il Codice Da Vinci).

In particolare è stato il Vangelo di Filippo il più esplicito nel supportare la tesi di una relazione tra Gesù e Maria Maddalena, ma testimonianze simili si possono trovare anche nel cosiddetto Vangelo di Maria.

Continua Witherington: “Nei testi gnostici troviamo questa pratica detta della sorella-moglie, in cui portavano con loro una discepola donna che cucinava, puliva e sbrigava le faccende domestiche per loro, ma non avevano alcuna relazione sessuale. In altre parole, non c’è nessuna conferma del Codice Da Vinci e neppure dell’idea che gli gnostici considerassero Gesù sposato nel comune senso del termine”.

Per quanto sensati, i dubbi non dovrebbero trattenere gli esperti dallo studio del documento, secondo Karen King, che ritiene che il testo faccia parte di un nuovo vangelo già denominato per comodità “Vangelo della moglie di Gesù”. Il dibattito, oggi come molti secoli fa, è aperto.

http://magazine.liquida.it/2012/09/19/gesu-e-la-maddalena-erano-marito-e-moglie/?fb_comment_id=fbc_408666709187498_4171284_408691055851730#f25f4b9a6175e4c

 

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Ben Witherington, uno studioso del Nuovo Testamento presso l’Asbury Theological Seminary, ha spiegato che la dottoressa King è una sostenitrice del «Vangelo di Maria e del Vangelo di Giuda, che ci raccontano la prime esperienze cristiane di vario genere, in particolare di tipo gnostico», lo stesso frammento trovato «potrebbe contribuire allo studio dello gnosticismo nel secondo o quarto secolo, ma mentre questo frammento è interessante, si tratta di molto rumore per nulla se siete interessati al Gesù storico». Inoltre, «il documento segue lo schema dei testi gnostici durante i periodi monastici dei secoli secondo, terzo e quarto, in cui il linguaggio dell’intimità è stato usato per parlare di rapporti spirituali. In considerazione del carattere prevalentemente ascetico dello gnosticismo, è probabile che abbiamo a che fare con il fenomeno della “sorella-moglie”, e il riferimento è ad un rapporto strettamente spirituale, vicino ma che non coinvolge l’intimità sessuale». Anche Antonio Socci, autore di un bellissimo e recente libro sulla storicità del cristianesimo “La guerra contro Gesù” (Rizzoli 2012),  ha ricordato che «la questione di Gesù sposatodel ruolo degli uomini e delle donne, anche l’aspetto sessuale della vita di Gesù è notoriamente un tema attinente alla religione gnostica, e dunque una questione puramente ideologica». Si è anche giustamente lamentato che «si ignorano le scoperte veramente straordinarie e clamorose che riguardano i vangeli canonici, tipo il papiro del vangelo di Giovanni che è stato trovato pochi anni fa e che riporta il vangelo all’età apostolica, demolendo tutte le illazioni e i teoremi costruiti su di esso in quanto vangelo apocrifo» e «si allestisce questa fiera del frammento apocrifo, quando sappiamo benissimo che i cosiddetti vangeli apocrifi o vangeli gnostici si distanziano anche secoli dai vangeli canonici».

Jim West, biblista presso la Quartz Hill School of Theology, ha spiegato che finché aleggia tutto questo mistero attorno al frammento, rispetto alla provenienza e alla fonte anonima sopratutto, esso «non è niente di più di una dichiarazione di nulla, senza contesto sostanziale è di nessuna utilità. Le uniche persone che accettano artefatti senza provenienza sono coloro che fanno gli spettacoli per Discovery Channel». Wolf-Peter Funk, un professore e noto linguista presso la Laval University del Quebec, che ha co-diretto il progetto di modifica francofona della biblioteca copta di Nag Hammadi, ha messo in dubbio l’importanza della scoperta ricordando che «ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si trovano cose folli, può essere qualsiasi cosa». Ha poi dubitato anche l’autenticità stessa, dicendo che la forma del frammento è “sospetta”. Anche Stephen Emmel, professore di Coptology presso l’Università di Muenster, membro del gruppo consultivo internazionale che ha rivisto nel 2006 la scoperta del Vangelo di Giuda, ha messo in dubbio l’autenticità del documento: «C’è qualcosa in questo frammento nel suo aspetto e anche nella grammatica del copto, che mi sembra essere in qualche modo non del tutto convincente».  Alin Suciu, papirologo presso l’Università di Amburgo, è stato più schietto: «direi che è un falso. La scrittura non sembra essere autentica rispetto ad altri campioni di papiro copto risalenti al 4° secolo».

«Ci sono un sacco di cose davvero dubbie su questo», ha commentato David Gill, professore di archeologia presso l’Università Campus Suffolk ed esperto del commercio illegale sull’antichità. «I responsabili accademici dovrebbero mantenere le distanze da esso». L’Institute of America, per esempio, si è rifiutato di pubblicare articoli sul suo giornale circa la scoperta di reperti antichi privi di una provenienza certificata. Hany Sadak, il direttore generale del Museo Copto del Cairo, ha affermato che l’esistenza del frammento era sconosciuta alle autorità egiziane fino a quando la notizia è emersa sui quotidiani: «Personalmente ritengo, come ricercatore, che il frammento non sia autentico perché, se fosse stato in Egitto, lo avremmo conosciuto e ne avremmo sentito parlare». Opinione condivisa da Larry Rothfield, docente presso l’Università di Chicago. Francis Watson, docente di Teologia biblica presso la Durham University ha ampiamente spiegato, traducendo le parole visibili sul reperto, perché il frammento dev’essere considerato un falso.

E’ importante notare comunque che -se questo frammento dovesse in futuro risultare autentico- l’unica cosa che proverebbe è che l’autore di questo testo, scritto secoli dopo il tempo di Gesù, credeva che Gesù fosse stato sposato (intimamente o spiritualmente con qualcuno). Infatti la stessa studiosa King, intervistata da “Repubblica” (che non vede l’ora di una feroce «reazione ufficiale della Chiesa cattolica») ha spiegato che il frammento può solo «fornire la prova che fra i primi cristiani [siamo nel IV secolo…difficile parlare di “primi” cristiani, nda] alcuni credevano che Gesù fosse sposato. Era dunque già presente un dibattito sulla questione se dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali». La cosa interessante, notata da Antonio Socci, è che «coloro che oggi contestano il celibato ecclesiastico lo fanno dicendo che è solo una legge canonica che non ha mai avuto valore dal punto di vista teologico o spirituale. Invece è una legge canonica che ha le radici nella vita apostolica. Se dicono che nel IV secolo c’era un dibattito in corso sul celibato dei preti», valorizzando l’autenticità di questo frammento, «si contraddicono e confermano che ha ragione la Chiesa».

 

http://www.uccronline.it/2012/09/22/gesu-aveva-una-moglie-uno-scoop-alla-corrado-augias/

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IL PAPIRO CHE PARLA DELLA MOGLIE DI GESU’ E’ AUTENTICO?
 
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Karen L. King, affermata docente ad Harvard, il 18-09 2012, ha svelato appena ieri a Roma l’esito delle sue ricerche su un anonimo papiro che – udite udite – parlerebbe di un Gesù ammogliato.
 La King è una grande esperta di gnosticismo, ha in passato commentato il vangelo-bufala gnostico di Giuda.
Oggi si cimenta in un’impresa fenomenale: ribaltare la visione comune della figura di Gesù,
 applicando le sue personali  convinzioni all’ermeneutica di un brandello di papiro di provenienza sconosciuta. 
 
Ed è da queste convinzioni della King, già autrice di opere discutibili e danbrowniane come “Il Vangelo di Maria Maddalena: Gesù e la prima donna apostolo“,che bisogna partire.
 
Sappiamo d’altra parte che la gnosi non deriva dal Cristianesimo, ma si è appropriata di alcuni aspetti del Cristianesimo e li ha rielaborati a suo uso e consumo.
 Purtroppo però questa visione “settaria” della Gnosi non è condivisa dalla professoressa King, che nel suo volume: ” What is Gnosticism?”
Invece di indagare la storia e la dottrina gnostica, si profonde in dotte elucubrazioni metodologiche che lasciano passare questa idea di fondo:
la Gnosi in quanto dottrina separata dal Cristianesimo e dall’identità propria non esiste.
 E’ stato piuttosto il Cristianesimo del II e III secolo a mettere ciò che non gli andava a genio nel bidone dei rifiuti chiamato poi Gnosi. 
 
 
 
Ma veniamo al dunque. Il papiro è scritto in dialetto copto-saidico e risale, secondo la datazione della King, al IV secolo d.C. Di che parla? Impossibile chiarirlo, dato il testo mutilo, ma ecco la traduzione datane dalla King, riga per riga (con tanto di congetture):

1. “no [a] me. Mia madre mi ha dato la vi[ta…” 
2 ] I discepoli dissero a Gesù, “.[ 
3 ] negare.  Maria è degna di
4 ]……” Gesù disse loro, “mia moglie . .[  
5 ]… sarà capace di essere mia discepola . . [ 
6 ] Che i malvagi si corrompano … [ 
7] Per me, io abito con lei per… [ 
8] una immagine [
Va precisato che allo stato attuale il testo è considerato spurio o falso da almeno uno dei tre reviewers nominati dall’Università di Harvard per valutarne l’autenticità.
In particolare a colpire è l’uso dell’inchiostro che – guardacaso – è più marcato nei pressi della parola “ta hime” (mia moglie). 
 
E poi c’è da dire che il papiro proviene da un anonimo collezionista che lo avrebbe acquistato nel 1997 da un altro collezionista che lo acquistò negli anni ’60 nella Germania dell’Est.
Ce n’è per un bel romanzo…

Ora, il centro del testo è appunto quell’espressione “mia moglie”, in copto saidico “ta hime”. “Shime” e “hime” sono usati in questo dialetto per tradurre sia donna che moglie (guné),
ma non è questo il punto. Anzitutto va precisato che questo testo rientra necessariamente nella serie infinita di testi gnostici redatti a cavallo fra il II e il IV secolo dopo Cristo.
Nella gnosi infatti il legame fra Gesù e Maria Maddalena giustifica l’unione divina fra il Cristo e la Sofia, emanazioni dirette della divinità che si oppone al Demiurgo,
 ossia al creatore del mondo come noi lo conosciamo. 
E visto che con tutta probabilità questo papiro proviene sempre dallo stesso contesto in cui furono redatti i codici di Nag Hammadi,
 è interessante notare come la parola “hime” diventi sinonimo della parola “hotre” o “koinonos” che sempre identificano il ruolo della Maddalena
quale “convivente” di Gesù nel cosiddetto Vangelo di Filippo.
Va però compreso perché – come nota il famoso ricercatore finlandese dei testi di Nag Hammadi, Antti Marjanen;
nello pseudo-Vangelo di Filippo la parola “hime” non ricorra mai per definire il rapporto fra Gesù e la Maddalena.
Dunque è il Vangelo di Filippo a sbagliarsi su questa relazione o è il papiro anonimo a tradurre malamente
(i testi in copto sono traduzioni dal greco) un termine proprio della “teologia” gnostica  (come ad esempio il greco syzygos)?
 
Pubblicato da Francesco Colafemmina
 
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Il mistero del papiro così Gesù parlava di sua “moglie Maria”

Una studiosa di Harvard presenta un testo del IV secolo: “Non dimostra nulla ma riflette il dibattito tra cristiani”
 
Matteo Sacchi– Gio, 20/09/2012 – 09:09

King, studiosa di storia della cristianità ad Harvard (occupa la cattedra di storia delle religioni più importante e antica degli Usa), ha annunciato la scoperta di un frammento papiraceo (4 per 8 cm) del IV secolo scritto in copto (l’egiziano parlato e non geroglifico) in cui Gesù fa riferimento a sua «moglie». Nel testo, ha spiegato la professoressa, c’è un dialogo in cui Gesù parla di «mia moglie», chiamata «Maria». La provenienza del testo è misteriosa, il collezionista che lo possiede ha chiesto di rimanere anonimo. La sua collocazione storica, secondo la King, nota per essere insieme a Elaine Pagels (che insegna a Princeton) una delle principali studiose dei vangeli gnostici, sarebbe però chiara. Apparterrebbe a quel corpus di scritti diffusisi in Egitto a partire dal II secolo che raccontavano la vita di Gesù in maniera diversa da quelli che ora consideriamo i Vangeli canonici. Vennero condannati dai padri della Chiesa e in gran parte distrutti. Un buon numero di questi testi è però stato ritrovato nel 1945 presso il villaggio di Nag Hammadi. Svariati rotoli furono nascosti, secondo la maggioranza degli studiosi, dai monaci di un vicino monastero, forse poco convinti della “messa al bando” dei testi da parte della chiesa ufficiale. Dalle sabbie apparirono, tra gli altri, un Vangelo di Tommaso, un Vangelo degli Egiziani, un Vangelo secondo Filippo, e svariate Apocalissi. Da questi testi emergevano descrizioni degli apostoli e di Gesù molto diverse da quelle a cui siamo abituati. Da allora hanno preso vigore le ricerche e la presunta scoperta della dottoressa King si inserisce in questo filone.Per quanto riguarda l’interpretazione, in un’intervista al New York Times la King ha subito messo in guardia il pubblico e i giornalisti: «Il testo non può essere affatto utilizzato come prova del fatto che Gesù fosse davvero sposato. È stato scritto secoli dopo la sua morte. Significa soltanto che su questo tema è esistita una controversia all’interno del Cristianesimo. In effetti anche da altre fonti sappiamo che dal secondo secolo in poi è esistito un forte dibattito, un dibattito che non riguardava solo e soltanto il Gesù storico, ma anche ciò che fosse lecito ai cristiani relativamente al sesso e al matrimonio». Resta la questione dell’autenticità del frammento, visto che la sua origine è molto meno certa di quella dei testi di Nag Hammadi. La King però ha gia fatto visionare il testo a degli esperti. I papirologi che l’hanno studiato direttamente, Roger Bagnall della New York University e Anne Marie Luijendijk di Princeton, propendono per l’autenticità. La Luijendijk si è espressa così: «Il frammento sarebbe impossibile da falsificare, è scritto in copto saidico, un dialetto dell’Egitto del sud. Le fibre, l’inchiostro e il contesto culturale corrispondono». Dello stesso parere Ariel Shisha-Halevy, linguista della Università ebraica di Gerusalemme: «Sulla base della lingua io direi che il testo è autentico». Ma non mancano gli scettici, e non tanto sull’antichità del frammento. Wolf-Peter Fung, studioso canadese che ha tradotto in francese il corpus degli scritti di Nag Hammadi per l’università del Quebec, afferma: «Ci sono migliaia di frammenti di papiro dove si possono trovare scritte cose folli. Ma se non se ne conosce la provenienza non servono assolutamente a niente». E sentito dal Giornale, Giuseppe Visonà, che insegna Filologia ed esegesi neotestamentaria all’Università Cattolica di Milano invita alla prudenza. «Il testo va contestualizzato, e prima va stabilito se è davvero antico. Se fosse degli gnostici la “moglie” di Gesù potrebbe essere un’espressione puramente simbolica… E poi è brevissimo e molto tardo. Insomma quello che va evitato assolutamente è il sensazionalismo».Ma certo il dibattito mediatico infurierà. Non tanto per questioni storiche, quanto per la grande attenzione che oggi come oggi c’è verso la questione del celibato o meno degli ecclesiastici.

 

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/mistero-papiro-cos-ges-parlava-sua-moglie-maria-839049.html

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Altri seri dubbi sul papiro della moglie di Gesù;
 
 
 
1)
Alin Suciun, papirologo dell’Università di Amburgo, ha detto ( Associated Press ), mentre prendeva parte al congresso di studi Copti a Roma ha detto:
” Lo scrittonon sembra autentico se comparato con gli altri scritti dei papiri copti datati al IV secolo.
 
 
2)

Stephen Emmel, professore di Coptologia all’Università di Monaco, il quale nel 2006 ha recensito laa scoperta del Vangelo di Giuda,
ha detto: ” C’è qualcosa su questo frammento  per quanto riguarda lo stile e la grammtica copta che mi colpicono  come qualcosa  che non mi convince completamente.
 
3)

Wolf-Peter Funk, un esperto il lingua Copta, co-direttore del progetto per l’edizione dei manoscritti  di Nag Hammadi alla Laval University del Quebec,

  pure dubita sull’autenticità, dichirando che la sua forma è “sospetta”:

“Egli ha detto  che non c’è modo di valutare il significato del frammento perché non ha contesto.

” Ci sono migliaia di brani di papiri dove si possono trovare cose folli, questo frammento può esere qualsiasi cosa.”

 
4)

Hany Sadak, director general of the Coptic Museum in Cairo, said Egypt’s antiquities authorities had no idea of the existence of the fragment until it hit news reports this week.

“I personally think, as a researcher, that the paper is not authentic because it was, if it had been in Egypt before, we would have known of it and we would have heard of it before it left Egypt,” he told AP.

 
Hany Sadak, direttore generale del museo Copto del Cairo, ha detto che leautorità competenti sui manoscritti antichi non avevano idea sull’esistenza di questo frammento  fino alla notizia di questa settimana.
Sadak ha detto: ” Personalmente penso, come ricercatore, che il papiro non è autentico perché se era autentico, noi lo avremmo saputo e lo avremmo udito prima nel pasato dell’Egitto.”
 

 

Estratto da:

http://www.wnd.com/2012/09/jesus-wife-papyrus-blasted-as-forgery/

 

 

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Ecco il “Vangelo della moglie di Gesù”

Paulus 2.0?

Aggiornamenti sul dibattito online

19.09: Già si affacciano i primi dubbi sull’autenticità del papiro (anche se sarà difficile contrastare l’autorevolezza di Bagnall). A sollevarli è un blogger tutt’altro che “devoto”: Thomas Verenna. Tra i molti interventi a caldo, il suo ci sembra per ora il più interessante, anche perché insiste sulla bizzarra inchiostratura in corrispondenza del termine chiave tahime.

19.09: Altre cautele sono espresse in modo molto puntuale e circostanziato da Simon J. Gathercole (Università di Cambridge). Ai dubbi di natura paleografica si aggiungono quelli di tipo intertestuale: troppe somiglianze col testo copto del Vangelo di Tommaso?

20.09: Il giovane coptologo Alin Suciu (Università di Amburgo), tramite Twitter, si dice convinto dell’inautenticità del papiro, e parla apertamente di “modern forgery”. Si attende un intervento più dettagliato nel suo sito personale.

20.09: In questo articolo dell’Huffington Post, il parere negativo di Alin Suciu è affiancato a quello di Stephen Emmel (Università di Münster), tra i massimi esperti di gnosticismo e di letteratura apocrifa in copto.

20.09: Anche James R. Davila (Università di St Andrews), nel suo autorevole e seguitissimo blog, affonda il coltello nella piaga: “Insomma, ci troviamo di fronte a un frammento che, fortuna delle fortune, preserva esattamente – ma proprio esattamente – le parole che vorremmo vedere sulle labbra di Gesù in un antico frammento evangelico”. Semplice coincidenza?

21.09: Thomas Verenna aggiunge alcune osservazioni sull’aspetto fisico del papiro, mentre in calce a questo post di Christian Askeland (che esprime ulteriore scetticismo) si può leggere una breve risposta di Roger Bagnall alle richieste di chiarimento sulla sua posizione.

21.09: James R. Davila esprime disappunto – molto giustamente – per la notizia che un documentario sulla scoperta è già in lavorazione (ed evidentemente lo era da un po’ di tempo…). Verrebbe da dire: Sancta simplicitas!

21.09: Francis Watson (Università di Durham) non ha dubbi: il “Vangelo della moglie di Gesù”, esaminato da un punto di vista redazionale e compositivo, si rivelerebbe opera di un moderno falsario. L’analisi di Watson si può leggere nel sito di Mark Goodacre, in due diverse versioni: la prima è destinata agli specialisti, e comprende trascrizione e commento del testo copto; la seconda ha un taglio più divulgativo, e si rivolge a un pubblico più ampio (entrambi i documenti sono in formato pdf).

http://letterepaoline.net/2012/09/19/ecco-il-vangelo-della-moglie-di-gesu/

 

STUDIO PIU’ APPROFONDITO:

http://ntweblog.blogspot.ch/search/label/Francis%20Watson

http://www.guardian.co.uk/world/2012/sep/21/gospel-jesus-wife-forgery

 

 

Gospel of Jesus’s Wife: Dr. Mark D. Roberts  comments

 

Experts Question Authenticity of the “Gospel of Jesus’s Wife”

 

 

 

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“Il papiro della moglie di Gesù non influisce sulla Chiesa”

E’ lapidario padre Federico Lombardi, responsabile della Sala Stampa della Santa Sede; il frammento di papiro copto del quarto secolo dopo Cristo con la frase: «Gesù disse loro: “mia moglie”, presentato a Roma nei giorni scorsi dalla studiosa di Harvard Karen L. King, non fornirebbe alcuna prova – come ha dichiarato al nostro giornale la stessa King – che fra i primi cristiani alcuni credevano che Gesù fosse sposato. «E’ una questione specialistica che riguarda gli studiosi di frammenti di papiri copti» ha tagliato corto il portavoce del Vaticano. (la Repubblica, 21.o9.2012)

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5529

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https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-papiro-che-parla-della-moglie-di-gesu-e-autentico

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GESU’ NON DESCRIVE LA FINE DEL MONDO SEONDO IL VANGELO DI PAPA BENEDETTO XVI

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GESU’ NON DESCRIVE LA FINE DEL MONDO SEONDO IL VANGELO DI PAPA BENEDETTO XVI
 
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18.11.12

Papa: Gesù non descrive la “fine del mondo”,
ma è il centro del presente e del futuro
All’Angelus Benedetto XVI “demitizza” i racconti apocalittici e catastrofisti sulla fine del mondo. Gesù non è un “veggente”, ma il vero “firmamento” che orienta il cammino dell’uomo. Davanti alle catastrofi naturali, alle guerre e al relativismo di oggi, “abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza”.

Asianews – “Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un «veggente». Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna”. Con queste parole pronunciate prima della preghiera dell’Angelus oggi in piazza san Pietro, Benedetto XVI “demitizza” false immagini sulla fine del mondo che poggiano su interpretazioni fasulle legate ad espressioni bibliche. Citando il brano evangelico della messa di oggi (33ma domenica durante l’anno, B, Marco 13,24-32), il papa ricorda “alcune immagini cosmiche di genere apocalittico: «Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli

 

 
verranno sconvolte» (v. 24-25)”. Tali immagini alimentano un mercato apocalittico e catastrofico, preveggenze e date caratteristiche di maghi e di sette pseudocristiane, come i Testimoni di Geova.

Il pontefice spiega che “Gesù utilizza immagini e parole riprese dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro, che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e risurrezione”.

E se “il brano odierno si apre con alcune immagini cosmiche di genere apocalittico”, questo elemento viene relativizzato da ciò che segue: «Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria» (v. 26)”.

“Il «Figlio dell’uomo» – continua il papa – è Gesù stesso, che collega il presente con il futuro; le antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile. A conferma di questo sta un’altra espressione del Vangelo di oggi. Gesù afferma: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (v. 31). In effetti, sappiamo che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici – sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio, esistono in quanto «chiamati» da essa. Questa potenza creatrice della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero «firmamento» che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un «veggente». Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani, per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore -, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo saremo giudicati”.

“Cari amici, – ha concluso Benedetto XVI – anche nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua Parola”.

 
 
 
 
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Da Vergine degli Ultimi Tempi

La fine del mondo

Il 2012! Non e la fine del mondo,

Matteo 24,4-8-

([4]Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; [5]molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. [6]Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. [7]Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; [8]ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori.)

Matteo – Capitolo 24

2. DISCORSO ESCATOLOGICO

Introduzione

[1]Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. [2]Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata».
[3]Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».

L’inizio dei dolori

[4]Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; [5]molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. [6]Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. [7]Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; [8]ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. [9]Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. [10]Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. [11]Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; [12]per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. [13]Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. [14]Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
La grande tribolazione di Gerusalemme [15]Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo – chi legge comprenda -, [16]allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, [17]chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, [18]e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. [19]Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. [20]Pregate perché la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. [21]Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. [22]E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. [23]Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E’ là, non ci credete. [24]Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. [25]Ecco, io ve l’ho predetto.

L’avvento del Figlio dell’uomo sarà manifestato

[26]Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: E’ in casa, non ci credete. [27]Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. [28]Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.
Dimensione cosmica di questo avvento
[29]Subito dopo la tribolazione di quei giorni,

il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.

[30]Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. [31]Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.

Parabola del fico

[32]Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. [33]Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. [34]In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. [35]Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
[36]Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

Vegliare per non essere sorpresi

[37]Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. [38]Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, [39]e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. [40]Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato. [41]Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata.
[42]Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. [43]Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. [44]Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà.

Parabola del maggiordomo

[45]Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? [46]Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! [47]In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. [48]Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, [49]e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, [50]arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e nell’ora che non sa, [51]lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.

Matteo – Capitolo 25

Parabola delle dieci vergini

[1]Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. [2]Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; [3]le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; [4]le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. [5]Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. [6]A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! [7]Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. [8]E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. [9]Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. [10]Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. [11]Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! [12]Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. [13]Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

Parabola dei talenti

[14]Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. [15]A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. [16]Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. [17]Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. [18]Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. [19]Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. [20]Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. [21]Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. [22]Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. [23]Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. [24]Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; [25]per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. [26]Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; [27]avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. [28]Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. [29]Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. [30]E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

Il giudizio finale

[31]Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. [32]E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, [33]e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. [34]Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. [35]Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, [36]nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. [37]Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? [38]Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? [39]E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? [40]Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. [41]Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. [42]Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; [43]ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. [44]Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? [45]Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. [46]E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

ELENCO DATE:

992
secondo Bernardo di Turingia;

999
31 dicembre 999: “mille anni dopo la nascita di Cristo”, è la data della fine del mondo secondo i vangeli apocrifi;

1186
settembre 1186: secondo l’astrologo Giovanni di Toledo, che aveva calcolato un allineamento dei pianeti per quel periodo;

1524
20 febbraio 1524: un anno colmo di predizioni di disastri, diluvi e catastrofi culminanti nella fine del mondo, secondo gli astronomi Johann Stàffler e Jakob Pflaumen;

1532
secondo il vescovo viennese Frederick Nausea;

1533
3 ottobre 1533 (ore 8.00): calcolata dal matematico tedesco Stifelius; 1533: un enorme incendio avrebbe distrutto la Terra ma, secondo l’anabattista Melchiorre Hoffmann, la città di Strasburgo si sarebbe salvata;

1537
secondo l’astrologo Pierre Turrel (che predisse la fine del mondo anche per il 1544, il 1801 e il 1814);

1584
secondo l’astrologo Cipriano Leowitz;

1588
secondo il saggio Regiomontanus (Johann Muller);

1648
secondo il rabbino Sabbati Zevi, di Smirne;

1654
secondo il medico alsaziano Helisaeus Roeslin;

1665
secondo il quacchero Solomon Eccles;

1704
secondo il cardinale Nicholas de Cusa;

1719
19 maggio 1719: secondo il matematico Jacques Bernoulli (il primo di una stirpe di otto celebri matematici);

1732
secondo alcune interpretazioni degli scritti di Nostradamus;

1757
secondo il mistico di Svezia Emanuel Swedenborg;

1774
secondo Joanna Southcott, leader di una setta religiosa inglese;

1761
5 aprile 1761: secondo il fanatico religioso William Bell;

1820
14 ottobre 1820: secondo il profeta John Turner, nuovo leader della setta di Joanna Southcott;

1836
John Wesley (il fondatore del metodismo), fece dei complessi calcoli basati sull’Apocalisse e giunse alla conclusione che la data prevista avrebbe dovuto essere il 18 giugno 1836.

1844
Altri, invece, fecero uso del libro del profeta Daniele, dove al passo 8,14 si legge: Gli rispose: “Fino a duemilatrecento sere e mattine: poi il santuario sarà rivendicato”, e da quale si poteva desumere un periodo di 2300 anni.
il 22 ottobre 1844, fu la data decisa dal predicatore battista William Miller come il giorno della parusìa: per lui i calcoli iniziavano invece dal 457 a.C., anno in cui il re Artaserse I di Persia (464-424) autorizzò la ricostruzione di Gerusalemme, come riportato dal libro di Esdra 7,12-26. Dal calcolo di Miller si otteneva il 1843, passato il quale senza sconvolgimenti di sorta, il predicatore si accorse che il calendario gregoriano non aveva l’anno zero, quindi corresse la sua previsione per il 1844, e accogliendo un suggerimento del suo seguace Samuel Snow (1806-1870), fissandola per la data del 22 ottobre.
1881: stando ai calcoli di alcuni studiosi delle misure geometriche delle piramidi; la data dell’apocalisse fu in seguito ridefinita per il 1936 e, quindi, per il 1953;

1914
Secondi i testimoni di Geova è questo l’anno fissato per la fine dei tempi

1918
Dopo il 1914 la data viene fissata per il 1918 e poi…

1925
…per il 1925, ma ancora non accade nulla.

1947
secondo John Ballou Newbrough, il “Più grande profeta d’America”

1967
secondo Sun Myung Moon, capo della Chiesa dell’Unificazione

1975
secondo i Testimoni di Geova e Herbert W. Armstrong, capo della Chiesa Universale di Dio

1977
secondo John Wroe, successore di John Turner alla guida della setta di Joanna Southcott, che fece la sua previsione nel 1823;

1980
secondo un antico presagio astrologico arabo;
anni ’80: secondo l’astrologa Jeane Dixon la fine del mondo sarebbe arrivata in seguito all’impatto di un’enorme cometa;

1999
secondo gli “interpreti” Nostradamus ha previsto la fine del mondo per questa data

2000
E’ l’anno del Millennium Bug, ossia una falla che se non prontamente sistemata avrebbe portato la tecnologia agli inizi del 1900…

2012
In particolar modo il 21 dicembre 2012. Tra i vari popoli che citano questa data il più famoso è senza dubbio il popolo Maya che fissa per questo giorno la fine e l’inizio di un’era. Secondo alcuni questi passaggi di ere sono sempre accompagnati da immani catastrofi ambientali.

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SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA: IL MIRACOLO PER LA CANONIZZAZIONE

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SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA: IL MIRACOLO PER LA CANONIZZAZIONE
 
 
SANT’ANNIBALE MARIA DI FRANCIA

Sant’Annibale Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851 da una famiglia della nobiltà cittadina. Giovanissimo, mentre era in adorazione dinanzi all’Eucaristia, sentì chiara la vocazione al sacerdozio, che egli stesso definì “improvvisa, irresistibile, sicurissima”. Tale chiamata si sviluppò e crebbe nella piena comprensione della primaria importanza della preghiera per le vocazioni prima che la scoprisse nel comando di Gesù, riportato nel Vangelo: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9, 37-38; Lc 10, 2).

Annibale era ancora Diacono quando un incontro provvidenziale con un mendicante lo portò alla scoperta drammatica delle “Case Avignone”, il quartiere più povero e malfamato di Messina, ritenuto da tutti “terra maledetta” perché costituiva un covo di ogni miseria morale e materiale. Dopo l’ordinazione sacerdotale (16 marzo 1878), ottiene dal suo Vescovo di stabilirvisi, facendone il campo del suo apostolato di promozione umana e di evangelizzazione di quella povera gente, volendo così condividere la compassione di Cristo per quelle folle stanche e abbandonate come gregge senza pastore (cf. Mt 9, 36). Fu proprio lì che il Di Francia iniziò le opere di soccorso e di educazione dell’infanzia e della gioventù maschile e femminile, fondando gli Orfanotrofi Antoniani per accogliere e promuovere “civilmente e religiosamente”, come ci teneva a sottolineare, i più bisognosi. Per mantenerli egli, di famiglia nobile, si fece mendicante, andando di porta in porta a chiedere aiuti e sovvenzioni. Tali Istituti poi si svilupparono in laboratori di arti e mestieri, collegi, centri di formazione professionale, colonie agricole e scuole di ogni tipo.

Sacerdote zelante, poeta prolifico, giornalista battagliero, predicatore dalla parola facile e convincente, Padre Annibale nella sua vita terrena ha saputo conciliare in un unico termine il binomio azione-contemplazione, mostrando la sua completezza di uomo spirituale, attivo ed instancabile, ma dotato di una intensa capacità contemplativa. Coltivò e predicò l’amore per la parola di Dio, per l’Eucaristia, per la Vergine Maria, per i Santi e la Chiesa, manifestando verso il Papa ed i Vescovi uno spirito di obbedienza e di particolare rispetto fino alla venerazione.

Tormentato dal pensiero che nel mondo vi erano milioni e milioni di persone bisognose di pane materiale e spirituale, afflitto per la scarsità di anime generose che si dedicassero alla loro salvezza spirituale e materiale, il Di Francia trovò la risposta nel comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe, convinto che le vocazioni dei nuovi apostoli sono dono di Dio e frutto della preghiera. Egli, già d’allora, considerò operai della messe non soltanto i sacerdoti ed i consacrati, ma anche tutti coloro che sono chiamati ad impegnarsi in attività a beneficio del prossimo nella chiesa e nella società: genitori, insegnanti, governanti.

Il Rogate (la preghiera per le vocazioni) divenne il programma della sua vita, “idea-risorsa e chiodo fisso” per tutte le sue opere. Attratti dal suo carisma, uomini e donne si unirono a lui. Padre Annibale fondò le due Congregazioni delle Figlie del Divino Zelo (1887) e dei Rogazionisti (1897), che esprimono con un quarto voto l’impegno di pregare e di agire in attività specifiche per le vocazioni con centri di spiritualità, di discernimento e di promozione vocazionale, con attività editoriali e con seminari.

L’esperienza spirituale di Padre Annibale e la sua speciale missione sono oggi condivise anche da numerosi laici, uomini e donne, che si impegnano a vivere lo spirito del “Rogate” nella Chiesa in forma privata o associata. Tra le diverse associazioni laicali vi è quella delle Missionarie Rogazioniste, costituita da donne che vivono la consacrazione nel mondo attraverso la professione dei consigli evangelici e del quarto voto del Rogate.

Il Di Francia, nell’impegnarsi ed impegnare alla preghiera per le vocazioni, tende a fare comprendere che chi domanda al Signore di provvedere la sua Chiesa di operai della messe, chiede non soltanto che essi siano numerosi, ma soprattutto che siano santi. Inoltre, egli insinua che chi prega per le vocazioni deve mettersi in prima persona in ascolto di Dio che chiama, pronto a dire: “Eccomi, Signore, se vuoi, manda me”.

Perciò, Padre Annibale, chiamato a ragione “vero padre degli orfani e dei poveri”, volle che i membri degli Istituti da lui fondati esprimessero concretamente il loro impegno per le vocazioni facendosi essi stessi operai della messe preferibilmente a favore dei piccoli e dei poveri in tutte le possibili attività di carità spirituale e materiale: orfanotrofi, scuole, istituti professionali, centri per portatori di handicap.

Il Di Francia, pur essendo un uomo di azione, visse in un crescente ed eroico esercizio di tutte le virtù cristiane, che convogliava nello zelo per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime. Innamorato a sua volta di Cristo, suo motto e sua esortazione era: Innamoratevi di Gesù Cristo.

Padre Annibale, bruciato dall’amore di Dio e del prossimo, spende la sua vita nell’adoperarsi instancabilmente affinché si obbedisca al comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Perciò compone, stampa e diffonde preghiere a tale scopo in varie lingue. Sollecita Papi e Vescovi a farsene maggior carico. Istituisce per la Gerarchia la Sacra Alleanza sacerdotale e per i laici la Unione di preghiera per le vocazioni. Impegna i suoi figli e figlie spirituali affinché, con tutti i mezzi a disposizioni, si adoperino a far sì che questo spirito di preghiera divenga “incessante ed universale”. Il suo anelito ha trovato finalmente la massima rispondenza ecclesiale nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, istituita da Paolo VI nel 1964.

Logorato dalle fatiche e pieno di meriti, si spense a Messina il 1° giugno 1927, confortato dalla visione della Vergine Maria, sempre da lui amata, lodata e venerata. L’espressione più ricorrente, ascoltata durante e dopo i funerali, fu: “E’ morto il Santo”.

La Chiesa onora Annibale Di Francia con il titolo di “insigne apostolo della preghiera per le vocazioni”. Giovanni Paolo II, che lo ha proclamato Beato il 7 ottobre 1990, lo ha dichiarato “autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”, e il 16 maggio 2004 lo ha iscritto nell’albo dei Santi.
Autore: P. Riccardo Pignatelli

 
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Il miracolo per la canonizzazione di Sant’Annibale Maria di Francia
     
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Maggio 2009 15:32
 
 

Caso clinico: guarigione della neonata CHARISSE NICOLE DIAZ affetta da grave meningoencefalite, complicata da stato settico, idrocefalo e atrofia corticale cerebrale.  

Il 28-1-1993, a Iloilo City (Filippine), nasceva presso il “St. Paul’s Hospital” Charisse Nicole Diaz, da una gravidanza a termine, tramite parto eutocico; il liquido amniotico era tinto da meconio. Per tale ragione fu praticata profilassi antibiotica per via endovenosa e trattenuta in Ospedale oltre al dovuto.

In 6a giornata di ricovero, comparvero numerose crisi convulsive di differente durata (da 20” a 6’), febbre e i segni tipici di un interessamento meningeo: la neonata aveva un aspetto settico, pianto lamentoso, fontanella bregmatica “bombé”, vomito ripetuto, rigidità nucale, letargia. Fatti gli accertamenti di rito, i Medici curanti arrivarono ad una diagnosi di meningite batterica da pseudomonas. In seguito una ecografia cerebrale evidenziava un notevole idrocefalo comunicante con conseguente atrofia della corteccia cerebrale. Furono praticate numerose punture lombari con risultato: fuoruscita di liquor purulento con più di 1000 cellule, proteinorachia aumentata, glicorachia diminuita, così come si evidenzia nelle meningiti batteriche. Infatti all’esame batteriologico culturale si evidenziava il batterio “pseudomonas aeruginoso”, che all’antibiogramma risultava resistente a tutti gli antibiotici cimentati.

Perduta ogni speranza ed incorrendo in un grave errore terapeutico, si ricorse all’Imipenem, il quale è un antibiotico a largo spettro, comprendente cocchi e bacilli: gram positivi e gram negativi, incluso lo pseudomonas; antibiotico, nel 1993 di recente acquisizione, con notevoli effetti indesiderati a carico dei vari organi ed apparati. Per di più, come riportato dal “Repertorio Farmaceutico Italiano, Refi, 7a edizione 1993”:

1)non si può somministrare a soggetti inferiori ai 12 anni,

2)tanto più, è formalmente contro indicato in bambini al di sotto dei 3 mesi,

3)è formalmente proscritto per il trattamento di qualsiasi meningite in special modo da pseudomonas.

La situazione era tale che lasciava poco sperare sulla sopravvivenza o, nella migliore delle ipotesi, anche la eventuale guarigione avrebbe dovuto avere gravi esiti psico-motori invalidanti. I genitori della bambina, ambedue medici, avevano già predisposto il luogo della sepoltura.

Sollecitati da un parente Rogazionista, alcuni familiari ed amici iniziarono con rinnovata fiducia una novena di preghiere per la intercessione del Beato Padre Annibale, mettendo contemporaneamente una sua reliquia sul corpicino della bambina.

Charisse fu dimessa, in 36a giornata di degenza, completamente guarita malgrado l’atrofia della corteccia cerebrale, senza esiti psico motori, così come chiaramente rilevano, non senza meraviglia degli esaminatori, le perizie neuro-spichiatriche alle quali è stata sottoposta anche recentemente. A confermare ciò stanno le indagini strumentali: Eco e TAC, che dimostrano chiaramente la risoluzione dell’idrocefalo e della atrofia.

A conclusione del Processo Diocesano sul presunto miracolo, la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi il 15 ottobre 2003, all’unanimità, ha concordato sulla inspiegabilità della guarigione e della totale assenza di esiti prevedibili.

Il Congresso dei Teologi prima e la Congregazione dei Cardinali poi hanno riconosciuto il nesso causale tra la inspiegabilità della guarigione e la preghiera di intercessione al Beato Annibale, fornendo al Papa gli elementi per dichiarare formalmente con un Decreto l’esistenza del miracolo, che prelude alla Canonizzazione ormai prossima.

 

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SITO UFFICIALE
 
 
 
 
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novembre 11, 2012

SAN MARTINO DI TOURS VESCOVO

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SAN MARTINO DI TOURS VESCOVO
 
11 NOVEMBRE
 
 
 

Nasce in Pannonia (oggi in Ungheria) a Sabaria da pagani. Viene istruito sulla dottrina cristiana ma non viene battezzato. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. È in quest’epoca che si colloca l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Lasciato l’esercito nel 356, già battezzato forse ad Amiens, raggiunge a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordina esorcista (un passo verso il sacerdozio). Dopo alcuni viaggi Martino torna in Gallia, dove viene ordinato prete da Ilario. Nel 361 fonda a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa. Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Si impegna a fondo per la cristianizzazione delle campagne. Muore a Candes nel 397. (Avvenire)

Martirologio Romano: Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell’odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.

 
  

 

Quattromila chiese dedicate a lui in Francia, e il suo nome dato a migliaia di paesi e villaggi; come anche in Italia, in altre parti d’Europa e nelle Americhe: Martino il supernazionale. Nasce in Pannonia (che si chiamerà poi Ungheria) da famiglia pagana, e viene istruito sulla dottrina cristiana quando è ancora ragazzo, senza però il battesimo. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. E’ in quest’epoca che può collocarsi l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo.
Lasciato l’esercito nel 356, raggiunge a Poitiers il dotto e combattivo vescovo Ilario: si sono conosciuti alcuni anni prima. Martino ha già ricevuto il battesimo (probabilmente ad Amiens) e Ilario lo ordina esorcista: un passo sulla via del sacerdozio. Per la sua posizione di prima fila nella lotta all’arianesimo, che aveva il sostegno della Corte, il vescovo Ilario viene esiliato in Frigia (Asia Minore); e quanto a Martino si fatica a seguirne la mobilità e l’attivismo, anche perché non tutte le notizie sono ben certe.
Fa probabilmente un viaggio in Pannonia, e verso il 356 passa anche per Milano. Più tardi lo troviamo in solitudine alla Gallinaria, un isolotto roccioso davanti ad Albenga, già rifugio di cristiani al tempo delle persecuzioni. Di qui Martino torna poi in Gallia, dove riceve il sacerdozio dal vescovo Ilario, rimpatriato nel 360 dal suo esilio. Un anno dopo fonda a Ligugé (a dodici chilometri da Poitiers) una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa.
Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Di qui intraprende la sua missione, ultraventennale azione per cristianizzare le campagne: per esse Cristo è ancora “il Dio che si adora nelle città”. Non ha la cultura di Ilario, e un po’ rimane il soldato sbrigativo che era, come quando abbatte edifici e simboli dei culti pagani, ispirando più risentimenti che adesioni. Ma l’evangelizzazione riesce perché l’impetuoso vescovo si fa protettore dei poveri contro lo spietato fisco romano, promuove la giustizia tra deboli e potenti. Con lui le plebi rurali rialzano la testa. Sapere che c’è lui fa coraggio. Questo spiega l’enorme popolarità in vita e la crescente venerazione successiva.
Quando muore a Candes, verso la mezzanotte di una domenica, si disputano il corpo gli abitanti di Poitiers e quelli di Tours. Questi ultimi, di notte, lo portano poi nella loro città per via d’acqua, lungo i fiumi Vienne e Loire. La sua festa si celebrerà nell’anniversario della sepoltura, e la cittadina di Candes si chiamerà Candes-Saint-Martin.

 
Autore: Domenico Agasso

Fonte:
 
Famiglia Cristiana


http://www.santiebeati.it/dettaglio/25050

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