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giugno 18, 2015

ALLA FINE TUTTI GLI EBREI ACCETTERANNO GESU’

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ALLA FINE TUTTI GLI EBREI ACCETTERANNO GESU’

ALLA FINE TUTTI GLI EBREI ACCETTERANNO GESU’

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Romani 9:1—fino–11: 36;
9:1 Dico la verità in Cristo, non mento – poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo –
9:2 ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore;
9:3 perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne,
9:4 cioè gli Israeliti, ai quali appartengono l’adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il servizio sacro e le promesse;
9:5 ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen!
9:6 Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra; infatti non tutti i discendenti d’Israele sono Israele;
9:7 né per il fatto di essere stirpe d’Abraamo, sono tutti figli d’Abraamo; anzi: “È in Isacco che ti sarà riconosciuta una discendenza”.
9:8 Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio; ma i figli della promessa sono considerati come discendenza.
9:9 Infatti, questa è la parola della promessa: “In questo tempo verrò, e Sara avrà un figlio”.
9:10 Ma c’è di più! Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre;
9:11 poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione,
9:12 che dipende non da opere, ma da colui che chiama) le fu detto: “Il maggiore servirà il minore”;
9:13 com’è scritto: “Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù”.
9:14 Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo!
9:15 Poiché egli dice a Mosè: “Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione”.
9:16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.
9:17 La Scrittura infatti dice al faraone: “Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra”.
9:18 Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.
9:19 Tu allora mi dirai: “Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?”
9:20 Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: “Perché mi hai fatta così?”
9:21 Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile?
9:22 Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione,
9:23 e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria,
9:24 cioè verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra gli stranieri?
9:25 Così egli dice appunto in Osea: “Io chiamerò “mio popolo” quello che non era mio popolo e “amata” quella che non era amata”;
9:26 e “avverrà che nel luogo dov’era stato detto: “Voi non siete mio popolo”, là saranno chiamati “figli del Dio vivente””.
9:27 Isaia poi esclama riguardo a Israele: “Anche se il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare,
solo il resto sarà salvato;
9:28 perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra in modo rapido e definitivo”.
9:29 Come Isaia aveva detto prima: “Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza,
saremmo diventati come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra”.
9:30 Che diremo dunque? Diremo che degli stranieri, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede;
9:31 mentre Israele, che ricercava una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge.
9:32 Perché? Perché l’ha ricercata non per fede ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d’inciampo,
9:33 come è scritto: “Ecco, io metto in Sion un sasso d’inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà deluso”.
10:1 Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati.
10:2 Io rendo loro testimonianza infatti che hanno zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza.
10:3 Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio;
10:4 poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono.
10:5 Infatti Mosè descrive così la giustizia che viene dalla legge: “L’uomo che farà quelle cose, vivrà per esse”.
10:6 Invece la giustizia che viene dalla fede dice così: “Non dire in cuor tuo: “Chi salirà in cielo?” (questo è farne scendere Cristo) né:
10:7 “Chi scenderà nell’abisso?”” (questo è far risalire Cristo dai morti).
10:8 Che cosa dice invece? “La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore”: questa è la parola della fede che noi annunziamo;
10:9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato;
10:10 infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.
10:11 Difatti la Scrittura dice: “Chiunque crede in lui, non sarà deluso”.
10:12 Poiché non c’è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo egli lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano.
10:13 Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.
10:14 Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunzi?
10:15 E come annunzieranno se non sono mandati? Com’è scritto: “Quanto sono belli
i piedi di quelli che annunziano buone notizie!”
10:16 Ma non tutti hanno ubbidito alla buona notizia; Isaia infatti dice: “Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?”
10:17 Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.
10:18 Ma io dico: forse non hanno udito? Anzi, “la loro voce è andata per tutta la terra
e le loro parole fino agli estremi confini del mondo”.
10:19 Allora dico: forse Israele non ha compreso? Mosè per primo dice: “Io vi renderò gelosi di una nazione che non è nazione; contro una nazione senza intelligenza provocherò il vostro sdegno”.
10:20 Isaia poi osa affermare: “Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano;
mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me”.
10:21 Ma riguardo a Israele afferma: “Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e contestatore”.
11:1 Dico dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Perché anch’io sono Israelita, della discendenza d’Abraamo, della tribù di Beniamino.
11:2 Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha riconosciuto già da prima. Non sapete ciò che la Scrittura dice a proposito di Elia? Come si rivolse a Dio contro Israele, dicendo:
11:3 “Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari, io sono rimasto solo e vogliono la mia vita”?
11:4 Ma che cosa gli rispose la voce divina? “Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal”.
11:5 Così anche al presente, c’è un residuo eletto per grazia.
11:6 Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia.
11:7 Che dunque? Quello che Israele cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti,
11:8 com’è scritto: “Dio ha dato loro uno spirito di torpore,occhi per non vedere
e orecchie per non udire, fino a questo giorno”.
11:9 E Davide dice: “La loro mensa sia per loro una trappola, una rete, un inciampo e una retribuzione.
11:10 Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano e rendi curva la loro schiena per sempre”.
11:11 Ora io dico: sono forse inciampati perché cadessero? No di certo! Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta agli stranieri per provocare la loro gelosia.
11:12 Ora, se la loro caduta è una ricchezza per il mondo e la loro diminuzione è una ricchezza per gli stranieri, quanto più lo sarà la loro piena partecipazione!
11:13 Parlo a voi, stranieri; in quanto sono apostolo degli stranieri faccio onore al mio ministero,
11:14 sperando in qualche maniera di provocare la gelosia di quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni.
11:15 Infatti, se il loro ripudio è stato la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non un rivivere dai morti?
11:16 Se la primizia è santa, anche la massa è santa; se la radice è santa, anche i rami sono santi.
11:17 Se alcuni rami sono stati troncati, mentre tu, che sei olivo selvatico, sei stato innestato al loro posto e sei diventato partecipe della radice e della linfa dell’olivo,
11:18 non insuperbirti contro i rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.
11:19 Allora tu dirai: “Sono stati troncati i rami perché fossi innestato io”.
11:20 Bene: essi sono stati troncati per la loro incredulità e tu rimani stabile per la fede; non insuperbirti, ma temi.
11:21 Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppure te.
11:22 Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti, anche tu sarai reciso.
11:23 Allo stesso modo anche quelli, se non perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio ha la potenza di innestarli di nuovo.
11:24 Infatti se tu sei stato tagliato dall’olivo selvatico per natura e sei stato contro natura innestato nell’olivo domestico, quanto più essi, che sono i rami naturali, saranno innestati nel loro proprio olivo.
11:25 Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d’Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri;
11:26 e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: “Il liberatore verrà da Sion.
11:27 Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro,
quando toglierò via i loro peccati”.
11:28 Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa vostra; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati a causa dei loro padri;
11:29 perché i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili.
11:30 Come in passato voi siete stati disubbidienti a Dio, e ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza,
11:31 così anch’essi sono stati ora disubbidienti, affinché, per la misericordia a voi usata, ottengano anch’essi misericordia.
11:32 Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti.
11:33 Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!
11:34 Infatti, “chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere?
11:35 O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?”
11:36 Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.
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Ebrei con Gesù

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