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giugno 20, 2015

LA DIVINA PROVVIDENZA

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LA DIVINA PROVVIDENZA

provvidenza divinaIl Vangelo ci invita ad abbandonarci con fiducia alla Provvidenza Divina: Egli tutto sa e tutto provvede. Questo abbandono però implica una grande fede e non tutti la possiedono, ecco perchè è importante conoscerla per saperla apprezzare e goderne i frutti.

Possiamo dire che la storia umana è diretta da due grandi forze: la provvidenza di Dio e la libertà dell’uomo. La provvidenza di Dio guida sempre ogni uomo verso il bene e la sua felicità, ma l’uomo con la sua libertà personale può accettare o rifiutare l’amore di Dio.

Se analizziamo attentamente l’Antico Testamento, vedremo una serie di fatti chiave nei quali si manifestano l’amore e la provvidenza di Dio sul suo popolo prediletto: la storia di Noè, la misteriosa nascita di Isacco, Sansone, Lot, la storia di Giuseppe… Non occorre dire che, nel Nuovo Testamento, i casi di intervento divino sono innumerevoli tramite la persona di Gesù.

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Dio ci ama tanto che ha desiderato scriverci una lettera d’amore nella Bibbia per insegnarci la via del bene e per non farci dubitare del suo amore. Lì ci dice: “Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono” (Sal 103, 13). E desidera che ci rivolgiamo a lui con piena fiducia chiamandolo papà, perché abbiamo ricevuto “uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”… Siamo figli di Dio, e se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Rm 15, 17).

Che bello sapere che, anche nei momenti più difficili della vita, quando tutto è oscurità e nebbia intorno a noi, Dio nostro Padre veglia su di noi! Non importa, se siamo importanti o semplici, Dio ci ama tutti allo stesso modo. Dio ha creato il piccolo ed il grande e si cura ugualmente di tutti (Sap 6, 7). Che bello leggere il Salmo 91, un canto alla provvidenza di Dio: Tu che abiti al riparo dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente, di’ al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido”. …

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Che tristezza vedere molti uomini senza fede che, non credendo nell’amore di Dio, cercano sicurezza negli indovini perché leggano loro il futuro o facciano l’oroscopo per poter così controllare il domani e potersi difendere dalle forze del male! Essi non credono nel potere di Dio né nel potere della preghiera e le loro vite vanno ogni giorno sempre più alla deriva, come navi senza bussola nelle tormente e nelle difficoltà della vita. La provvidenza di Dio è la cura e la sollecitudine che Dio ha per tutte le sue creature, procurando loro tutto ciò di cui necessitano. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “la sollecitudine della divina provvidenza… Si prende cura di tutto, dalle più piccole cose fino ai grandi eventi del mondo e della storia

Dice Gesù alla grande mistica francese Gabriella Bossis nel suo diario Lui e io n° 845: “Non ti è mai accaduto di pensare che questa o quella grazia, che hai ricevuto, ti è stata concessa a causa di una preghiera che qualcuno recitò per te? O che fu dovuta a questa o a quella benedizione di un sacerdote ? O per i meriti che ebbero in vita i tuoi genitori? O semplicemente per la divina misericordia? O per la bontà di mia Madre?”.

SANTA TERESINA2

Santa Teresina del Bambin Gesù dice inoltre: “Quante volte ho pensato che molte delle grazie straordinarie, con le quali Dio mi ha ricolmata, le devo a qualche anima umile che conoscerò solamente in cielo!” Questo cosa vuol dire? Che Dio ci dà molte grazie e benedizioni, se gliele chiediamo e non ce le darà se non gliele chiediamo. Pertanto, è una grande grazia di Dio darci il desiderio di chiedere qualcosa per il nostro bene.

Dice la stessa santa Teresina: “Dio non mi ha mai fatto desiderare qualcosa che poi non mi abbia concesso” (MA 71). “Non ha desiderato che avessi neanche un solo desiderio senza vederlo realizzato; non solo i miei desideri di perfezione, ma anche quelli la cui vanità io comprendevo senza averla provata” (MA 81).

Dice santa Teresina che “la preghiera è come una regina che ha sempre il permesso di entrare nel palazzo del Re, potendo ottenere tutto quello che chiede”. Ci rendiamo conto ora di quante benedizioni perdono quelli che non chiedono e non pregano? Cer­to la migliore preghiera è la Messa, poiché nella Messa Ge­sù si offre al Padre per la salvezza del mondo. Se ci offriamo con Gesù in ogni eucaristia, tutto sarà più facile, poiché, uniti a Gesù, il Padre ci vedrà come Gesù.

Nella sua provvidenza divina noi siamo come strumenti del suo amore per gli altri.

madre teresa di calcuttaMadre Teresa di Calcutta diceva: “Quando una persona muo­re di fame o di dolore, non è perché Dio l’ha trascurata, ma perché non abbiamo fatto nulla per aiutarla. Non siamo stati strumenti del suo amore, non abbiamo saputo riconoscere Cristo sotto l’apparenza di questo uomo derelitto, di questo bambino abbandonato”. Racconta Madre Teresa: “Un giorno andando per strada incontrai una bambina che tossiva ed era quasi morta dal freddo con un vestito rotto e sporco. Chiedeva l’elemosina con un viso macilento. Tutti passavano evitandola. Quello spettacolo mi irritò e mi fece esclamare interiormente: «Ma, perchè Dio permette questo? Perché non fa qualcosa perché ciò non accadaAl momento la domanda restò senza risposta. Ma nella notte, nel silenzio della mia camera udii la voce di Dio che mi diceva: “Certo che ho fatto qualcosa per risolvere questi casi, ho creato te”. Allora, forse a noi potrebbe dire lo stesso: Che cosa hai fatto tu per alleviare le sofferenze degli altri? Tu facevi parte della mia provvidenza per aiutare i tuoi fratelli. Compi la tua missione.

Ha senso il nostro dolore nella provvidenza di Dio?

preghiera uliviForse ci potrà sembrare assurdo ed incomprensibile secondo il nostro modo di pensare. Ma Dio ha una visione più ampia della vita e del mondo. Per questo, nei momenti difficili, quando non capiamo nulla, dobbiamo dire come Gesù nell’orto di Getsemani: “Padre mio, sia fatta la tua volontà” (Mt 26, 39). Dio ha un progetto superiore, che non ci ha mostrato, ma è migliore dei nostri progetti umani. Ci dice in Isaia: “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55, 8). Quello che lui desidera è la nostra fiducia, che non dubitiamo mai della sua bontà e del suo amore per noi, anche se non comprendiamo i suoi motivi. Lasciamoci portare in braccio come un bambino nelle braccia di sua madre, sapendo che ciò che lui ha disposto per noi è la cosa migliore.

La sua provvidenza non è provvidenzialismo facile.

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Vale a dire, non dobbiamo aspettare tutto da Dio, come se tutto dipendesse solo da lui. Dobbiamo pregare, sì, come se tutto dipendesse da lui. Ma, a nostra volta, dobbiamo sforzarci e lavorare, come se tutto dipendesse esclusivamente da noi stessi. La provvidenza di Dio non annulla la nostra libertà, ma la esalta. A questo proposito, diceva molto bene sant’Agostino: “Egli che ti creò senza di te, non ti salverà senza di te”. Dio non ti darà la salvezza senza la tua collaborazione e senza la tua volontà di essere salvato. Egli vuole che tu sia libero di accettare o rifiutare il suo amore. Per tutto questo, devi tenere come norma di vita l’Ora et labora dei Benedettini. Pregare e lavorare.

Dall’obbedienza, la provvidenza

Ma molti uomini non accettano i consigli di Dio e preferiscono essere liberi e fare quello che vogliono senza imposizioni o consigli di sorta, eppure è proprio attraverso l’obbedienza che si esprime la provvidenza. 

s. margherita maria alacoque2

Diceva santa Faustina Kowalska: “Un’anima disobbediente si espone a grandi danni e non progredirà mai nella perfezione e non otterrà nessun risultato nella vita spirituale. Dio, in cambio, colma di grazie abbondanti le anime obbedienti”. Gesù disse a santa Margherita Maria Alacoque: “Il mio Cuore rifiuta in tal modo i disobbedienti che, più cercano di avvicinarsi a me per mezzo dei sacramenti, preghiere ed altri esercizi, e più mi allontano da loro per l’orrore che mi ispirano… dato che il superiore, buono o cattivo che sia, occupa il mio posto” (Fram­menti autobiografici).

Santa Teresina del Bambin Gesù diceva: “Da molto tempo non mi appartengo, mi sono donata totalmente a Gesù; pertanto egli è libero di fare di me ciò che desidera…! Come sono felici le semplici religiose! Essendo la loro unica bussola la volontà dei superiori, sono sempre sicure di seguire la retta via. Non hanno paura di sbagliarsi, anche se sembra con certezza che i superiori si sbaglino. Ma, quando l’anima smette di guardare la bussola infallibile [dell’obbedienza], quando si separa dalla via che indica con il pretesto di fare la volontà di Dio che, secondo lei, non illumina con chiarezza quelli che senza dubbio sono i suoi rappresentanti, allora immediatamente, l’anima si perde per aride vie, dove presto viene a mancarle l’acqua della grazia” (MC f. 11).

La sofferenza

sant'alfonso maria de liguori1

A sant’Alfonso Maria de Liguori, essendo infermo, proibirono di scendere in chiesa per adorare Gesù sacramentato. A volte, portato dal suo amore per Gesù, si dimenticava della proibizione e si trascinava fino alla scala, attratto da una forza irresistibile; ma, subito, si ricordava del divieto e tornava nella sua camera dicendo: “Gesù, è meglio allontanarsi da te per obbedire, che rimanere ai tuoi piedi disobbedendo”.

Madre Teresa di Calcutta diceva: “L’obbedienza è Parola di Dio. Si deve obbedire per essere santi. La santità non è in un sentimento, ma nell’obbedienza… Credetemi, l’obbedienza è segno sicuro di santità. Chiedete a voi stessi: Sono santa? Come saprò di essere santa? Rifletti come va la tua obbedienza… Se l’obbedienza non va bene nella nostra vita religiosa, non siamo altro che un numero e nessuna di noi ha lasciato casa, famiglia, ecc. per essere un numero”. “Obbedite di cuore con un’obbedienza di anima e spirito. Obbedite fino al più piccolo dettaglio. Nelle cose più piccole e più ridicole? Anche in queste. Io posso sbagliare nel destinarvi qui o là, e dopo sei mesi altrove. Ma voi non sbaglierete mai obbedendo”. Riassumendo, obbedire è il modo più sicuro di fare la volontà di Dio e di non sbagliarsi, il modo migliore di compiere fedelmente il progetto che Dio, nella sua provvidenza, ha su di noi da tutta l’eternità.

Jean Pierre de Caussade

Jean Pierre de Caussade (1673-1751) scrisse un libro molto famoso “L’abbandono nella divina Provvidenza.” In questo libro parla di abbandonarsi fiduciosi nella provvidenza di Dio, facendo in ogni istante la sua santa volontà. Dice: “Tutto ciò che accade in ogni momento porta in sé il sigillo della volontà di Dio… Nessuno dei nostri istanti è piccolo, poiché tutti portano in sé un regno di santità” (p. 60). “Il momento presente è sempre come un ambasciatore, che manifesta la volontà di Dio” (p. 59).

Il cardinale vietnamita Nguyen Van Yhuan, che rimase 12 anni prigioniero dei comunisti del suo paese, imparò a vedere la volontà di Dio in ogni momento e a fare tutto con amore. Diceva: “Ho paura di perdere un secondo vivendo senza sentimento… Ogni conversazione telefonica, ogni decisione che prendo è la cosa più bella della mia vita e devo riservare per gli altri tutto il mio amore ed il mio sorriso… Perciò, il momento più bello per te deve essere il momento presente. Vivilo nella pienezza dell’amore di Dio. La tua vita è meravigliosamente bella, se è come un cristallo formato da milioni di questi momenti”.

Sant’Agostino diceva: “La volontà di Dio è che siate sani, alcune volte; altre, che siate infermi. Se la volontà di Dio è per te dolce quando sei sano, ed amara quando sei infermo, non sei perfetto di cuore. Perché? Perché non vuoi unire la tua volontà alla volontà di Dio, ma pretendi di piegare quella di Dio alla tua”.

san giovanni d'avila

San Giovanni d’Avila diceva ad un sacerdote infermo: “Amico mio, non esaminare quello che faresti se tu fossi sano, ma accontentati di essere un buon malato tutto il tempo che Dio vuole. Se è la sua volontà quello che cerchi, cosa ti importa essere sano o infermo?

E san Francesco di Sales: “Obbedite, prendete le medicine e gli alimenti ed altri rimedi per amore di Dio… Desiderate curarvi per servirlo, ma non rifiutate di essere ammalati per obbedirgli: e siate pronti a morire, se così vuole, per lodarlo e godere di lui… Umiliatevi di buona voglia davanti a quegli atti che esternamente sono meno degni, quando sapete che Dio lo vuole, perché non ha importanza che gli atti che facciamo siano grandi o piccoli, ma che si faccia la volontà di Dio. Aspirate spesso all’unione della vostra volontà con quella di nostro Signore”.

Se crediamo che Dio è amore e che ci ama con tutto il suo infinito amore, la conclusione è che possiamo abbandonarci tranquillamente nelle sue mani, sapendo che lui pensa a noi e ci guida e vuole il meglio per noi. Abbandonarsi è fidarsi di Dio. è accettare la sua volontà in ogni istante, e non ribellarsi ai suoi progetti su di noi. È lasciarsi portare senza domandarsi dove, né perché. È consegnargli la vita.

Santa Teresa di Calcutta diceva: “Gesù desidera che riponiamo tutta la nostra fiducia in lui. Io gli chiedo che faccia di me una santa, lasciando nelle sue mani la scelta dei mezzi che possono portarmi a questo”.

S. MARIA FAUSTINA KOWALSKA2

Santa Faustina Kowalska disse a proposito delle grandi tenebre spirituali che patì: “Il pensiero che più mi tormentava era l’essere respinta da Dio. Avevo questo pensiero: perché impegnarsi nella virtù e nelle buone azioni? Perché sono rifiutata da Dio? Solo Dio sa quello che succede nel mio cuore. In un momento che mi trovavo terribilmente oppressa per questa sofferenza entrai nella cappella e dissi, dal profondo della mia anima: Gesù fai di me ciò che vuoi. Ti adorerò in tutti i modi. Che sia fatta la tua volontà. Io loderò la tua misericordia. E, repentinamente, cessarono i miei terribili tormenti e vidi Gesù che mi disse: «Io sono sempre nel tuo cuore». Una gioia indicibile inondò la mia anima e la riempì di tanto amore di Dio che infiammò il mio povero cuore. Vedo che Dio non permette mai prove superiori a quelle che possiamo sopportare… un solo atto di fiducia, in questi momenti, dà più gloria a Dio che molte ore trascorse nel gaudio delle consolazioni”.

Quello che lui desidera è la nostra fiducia, che non dubitiamo mai della sua bontà e del suo amore per noi, anche se non comprendiamo i suoi motivi. Lasciamoci portare in braccio come un bambino nelle braccia di sua madre, sapendo che ciò che lui ha disposto per noi è la cosa migliore. Lui ha una visione d’insieme della realtà delle cose e desidera la nostra santificazione, poiché, per via di questa, avremo la nostra eterna felicità. Per questo possiamo dire con sicurezza che, se accettiamo senza ribellarci le sofferenze che ci arrivano senza cercarle, Dio ci può far avanzare nella via spirituale più che in molti anni di vita normale. Forse questo non lo possiamo capire facilmente, ma questa è la verità. Nell’accettare le nostre infermità, noi diventiamo simili a Gesù e la nostra sofferenza, unita alla sua, ci fa diventare collaboratori dell’umanità nella grande missione della salvezza.

Madre Teresa di CalcuttaI malati e tutti quelli che soffrono con amore, o almeno sen­za rifiutare espressamente, sono benefattori dell’umanità, anche senza saperlo. Madre Teresa di Calcutta diceva: “La vita dei poveri, dei rifiutati dalla società, degli inabili fisicamente, dei ciechi, dei sordi, dei moribondi… è una preghiera continua a Dio. Con la loro pazienza e sofferenze intercedono, senza saperlo, per la salvezza del mondo”. Le loro sofferenze, quindi, non sono inutili. E lei stessa diceva che la casa del moribondo a Calcutta era la sua banca spirituale da dove faceva uscire un’infinità di beni spirituali per tutte le sue opere. Inoltre, i poveri e malati, nel sentirsi umanamente deboli, sono, in genere più umili e questa è una benedizione dal punto di vista spirituale. Perciò, confidiamo nei progetti della provvidenza di Dio su di noi.

Egli ci dice: “Non temere, perché io sono con te” (Is 43, 5). “E ti ho preso per mano” (Is 42, 6). “Ti ho disegnato sulle palme delle mie mani” (Is 49, 16). “Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella mano del tuo Dio” (Is 62, 3). “Ma con affetto perenne ho avuto pietà di te… e non si allontanerebbe da te il mio affetto” (Is 54, 8-10). “E non saranno delusi quanti sperano in me” (Is 49, 23).

tratto da:Angel Peña © Edizioni Villadiseriane

Imprimatur – Mons. José Carmelo Martínez – vescovo di Chota (Perù)

http://blog.studenti.it/biscobreak/2015/06/la-divina-provvidenza/

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