Mirabilissimo100’s Weblog

settembre 18, 2015

SIRIA : TERRORISTI SCAPPANO COME PROFUGHI E QUALCUNO LI PROTEGGE!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:16 pm

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SIRIA:ELIMINARE LE CAUSE DELLA GUERRA E AIUTARE I SIRIANI A RIMANERE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:02 pm

Due vescovi e un medico di Aleppo: «Eliminare le cause della guerra. E aiutare i siriani a rimanere»

PROFUGHI GUERRA 6

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Gli aleppini, un popolo in faticoso cammino con le taniche d’acqua a far la spola dai camioncini cisterna alle scale di casa. Gli aleppini senza elettricità che scoppiano di caldo d’estate e non sanno come scaldarsi d’inverno. Gli aleppini e in genere i siriani ormai all’80% senza lavoro remunerato a causa della guerra – ha un reddito quasi solo chi è dipendente statale.

L’impossibile, rischiosa vita quotidiana dei siriani che non riescono o non vogliono lasciare quartieri e patria è descritta  nelle lettere del dottor Nabil Antaki, volontario dei Maristi Blu. La lettera n.23 dell’8 settembre (per intero è qui: http://oraprosiria.blogspot.it/2015/09/banalizzazione-dellorrore-lettera-dai.html) ricorda quello che«non fa più notizia» nei quartieri ancora controllati dall’esercito nazionale ma presi di mira dall’al Qaeda siriana, Al Nusra: «Aleppo manca di acqua e gli abitanti hanno sofferto molta sete e molto caldo quest’estate. Non era a causa della siccità o dell’abbassamento del livello dell’acqua nell’Eufrate.

La stazione di pompaggio esiste e non è stata distrutta. Siamo stati alla mercé di bande armate che hanno deciso di tagliarci l’acqua (con 40 gradi all’ombra) durante molte settimane». Così le autorità hanno scavato pozzi per fornire di acqua circa due milioni di persone: «Aleppo è diventata una gruviera». Il medico non si limita a riferire sulla situazione ad Aleppo e sull’impegno dei volontari locali, ma ammonisce: «Nel frattempo, fermate quella che avete scatenato in Siria e vedrete che il flusso dei profughi che vi disturba si prosciugherà perché le persone preferiscono restare a casa loro e conservare la loro dignità. Non dobbiamo dimenticare le migliaia di profughi che sono morti annegati o asfissiati. Vi siete indignati solamente quando i vostri media vi hanno mostrato l’immagine straziante del piccolo Aylan su una spiaggia turca. Bisognava farlo prima, e anche adesso, dopo questo dramma.»

__________

Padre George Abou Khazen, francescano libanese, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino, è in Italia per la riunione del Pontificio consiglio Cor Unum sulla crisi siriana e irachena. L’avevamo incontrato esattamente un anno fa (http://www.scoop.it/t/notizie-dalla-siria-una-iniziativa-www-sibialiria-org/p/4027946041/2014/09/13/chi-ha-fatto-salire-l-asino-sul-minareto-lo-faccia-scendere).

Nell’emergenza quotidiana dei siriani, quanto e come incidono le sanzioni occidentali (per avere un’idea della loro ampiezza,  si legga qui: http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2991, ndr).?

I siriani già stremati da oltre 4 anni di guerra sono puniti anche dalle sanzioni. Dobbiamo ringraziare il fatto che  la Siria ha tuttora fabbriche di medicinali che funzionano, altrimenti ci mancherebbero del tutto anche quelli. Ma la penuria è totale. Per esempio non arrivano i macchinari per gli ospedali. Tanti posti di lavoro sono stati  soppressi a causa della guerra peggiorata dalle sanzioni. Non si riesce a mandare il denaro agli studenti siriani all’estero con borsa di studio. Manca tutto e anche gli idrocarburi, perché i nostri pozzi sono nell’area controllata dal califfato.

I siriani che cercano di arrivare in Europa scappano soprattutto dalle zone conquistate dal califfato, ma anche dai quartieri di Aleppo. L’accoglienza è importante, ma se il paese si svuota…?

E’ proprio così. La Siria si svuota del suo popolo…Noi chiediamo, con forza, sì di accogliere chi è già arrivato da voi, ma soprattutto di aiutare chi rimane, anziché favorire le partenze. L’emorragia di cervelli e braccia è enorme. I benestanti sono già andati via anni fa, accolti anche grazie alla loro disponibilità di capitale. La classe media se ne sta andando adesso, vendono la casa e partono cercando asilo. Sono partitiin questi anni di guerra 35.000 medici, dopo aver studiato del tutto gratis. Se ne vanno tanti giovani che non vogliono rischiare la vita facendo il servizio militare di leva. Rimangono i poveri. Perché non si pensa a eliminare le cause di questo fenomeno?

Già, le cause. E’ proprio impossibile che finisca la guerra, alimentata da interventi armati occidentali diretti – come in Iraq e Libia – e indiretti – come in Siria? Un sondaggio pubblicato dal Washington Post su siriani delle 14 province del paese rivela che il 64% di loro ritiene possibili soluzioni diplomatiche, il 65% ritiene che si possa tornare a convivere e il 70% è contrario alla divisione del paese.

Certo! La pace non è mai impossibile. Anche in Libano sembrava che il conflitto sarebbe durato per sempre. Enell’operare per la pace tutti possono avere un ruolo. Ricordo che per esempio l’avvio di negoziati fra israeliani e palestinesi, decenni fa, iniziò perché il sindaco di Betlemme fu invitato in Italia e da lì iniziarono una serie di passi…anche se l’esito non è stato molto felice. Ma se la guerra va avanti, e se la Siria cade nelle mani del califfato e dei suoi cugini, se viene spezzettata in staterelli, è finita per tutto il Medioriente. Come prima cosa occorre un cessate il fuoco e un processo politico. Il governo siriano ha aperto all’opposizione ma ovviamente non si può accettare che abbiano una parte anche gli 85.000 combattenti stranieri, sostenuti dall’estero. Bisogna guardare alle cause della tragedia ed eliminarle… Grandi potenze straniere e gruppi tuttora appoggiano economicamente gruppi armati. Che sono più o meno come lo Stato islamico, come Jabath al Nusra e altri.

E allora come sconfiggere il califfato dell’Isis, che l’82% dei siriani intervistati dal suddetto sondaggio ritiene creato dagli Stati uniti e comunque dall’estero? Che cosa può fare l’Italia, che finora ha agito al traino di Usa, Arabia saudita, Qatar, Turchia, Francia e Gran Bretagna, contribuendo all’escalation?

Vanno chiusi i rubinetti! Da dove entrano le armi? E i camion e i mezzi militari fiammanti? Chi addestra e chi fa passare uomini venuti da combattere da tutto il mondo in Siria e Iraq? E chi compra il petrolio dei giacimenti che adesso sono controllati dall’Isis in Siria e Iraq? Chi compra dai terroristi i reperti archeologici iracheni e siriani, il tesoro forse più ricco al mondo? (ndr. Questo ha anche dichiarato padre George in un’intervista a la 7: https://www.youtube.com/watch?v=9yLccuQp17E).  Mi chiedo poi come mai non tagliano le linee di approvvigionamento: abbiamo tutti visto nel deserto i mezzi dell’Isis incolonnati, era così difficile fermarli? E perché non tagliano le comunicazioni? E’ tutto possibile, se si vuole, con la tecnologia.. Ma forse il califfato è servito e continua a servire…

Dal punto di vista dell’aiuto materiale a chi rimane in Siria, che cosa possono fare paesi, gruppi e singole persone?

Tanto! I Fratelli Maristi, la Caritas, la Mezzaluna siriana si danno da fare con l’aiuto della popolazione, in fratellanza. Direttamente gestiamo il programma di fornitura di acqua con camioncini muniti di serbatoi, pompe e generatore.Un ospedale religioso cura gratuitamente i feriti gravi di guerra. Distribuiamo alimenti e pasti caldi. Organizziamo attività pedagogiche per i bambini e gli adolescenti. Ci piacerebbe anche  «adottare una…finestra»: ovvero aiutare chi rimane a riparare in parte le case danneggiate. Così oltretutto si darebbe lavoro ad artigiani.

____

Monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo,  presidente di Caritas Siria, è intervenuto alla conferenza stampa «Cristiani di Siria: aiutateci a rimanere» organizzata da Aiuto alla Chiesa che soffre, Roma 16-IX-2015.

Chi rimane, e l’esodo che contribuisce alla rovina del paese

«Quando vado per strada ad Aleppo vedo miseria ovunque…i ricchi sono partiti da un pezzo, la classe media è diventata povera, i poveri si sono immiseriti. Le sanzioni alla Siria contribuiscono alla disgrazia».

«Conosco l’esperienza degli immigrati cristiani caldei che dall’Iraq sono arrivati in Siria. È un’esperienza di morte, di fine della presenza cristiana. Cerco quindi di far rimanere le persone qui, anche se capisco chi va via».

«I ragazzi scappano per non rischiare la vita con il servizio di leva. Tanti  vanno via perché non si sa quando finirà la tragedia, e la povertà spinge via. Inoltre l’Occidente esercita un’attrattiva forte».

Le colpe e i colpevoli

«Aleppo si trova a 40 chilometri dal confine con la Turchia che accoglie gruppi armati, li forma, li arma; da almeno 5 puntilanciano attacchi ai nostri quartieri. Ho paura che Aleppo faccia la fine dell’irachena Mosul…».

«Tutta questa guerra ha lo scopo di distruggere e dividere la Siria, per interessi strategici esterni e per il commercio di armi. Gli estremisti armati sono sostenuti da varie potenze sunnite».

«Da 5 anni aspettiamo una soluzione, ma sembra che ci sia la determinazione di continuare  la guerra fino a distruggere tutto, tutto come in Iraq, come in Libia, come in Yemen».

Il rimpianto della convivenza

«Non vorremmo in Siria parlare di persecuzione, non è la nostra storia. Questa non è la Siria, sono gruppi e pensieri che arrivano dall’esterno. Cristiani e musulmani hanno sempre convissuto, superando i conflitti…».

La pace è sempre possibile, ma…

«Una soluzione politica, negoziale è ancora possibile, i siriani sono capaci di riconciliazione.».

All’Agenzia stampa Fides, monsignor Audo spiega: «Noi facciamo di tutto per difendere la pace mentre in Occidente dicono di fare tutto in difesa dei diritti umani, e con questo argomento continuano anche ad alimentare una guerra infame. E’ il paradosso terribile in cui ci troviamo. Non riusciamo più a capire cosa vogliono davvero».

Marinella Correggia

http://www.siriapax.org/?p=23653

SIRIA- PORTAVOCE DI ASSAD : OCCIDENTE SI COALIZZI CON NOI CONTRO L’ISIS

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:57 pm

18 settembre 2015.

SPONDA SUD NEWS

In una lunga intervista all’emittente Abc, Bouthaina Shaaban, portavoce e stretta consigliera del presidente siriano Bashar al-Assad, ha chiesto al governo australiano e a tutti i paesi occidentali di cooperare con il regime per combattere il sedicente Stato islamico (Is). «Il mio messaggio al governo australiano – ha detto – è che deve esserci una volontà vera di combattere il terrorismo. E una volontà vera passa per una vera coalizione e cooperazione con la Russia, la Cina, il governo siriano e tutti i paesi e governi che sono veramente interessati a combattere il terrorismo».

All’inizio della settimana, l’Australia ha lanciato il suo primo raid aereo contro obiettivi dell’Is in Siria, nel quadro della coalizione internazionale guidata dagli Usa. Ma per Shaaban, finora i raid della coalizione non hanno prodotto risultati apprezzabili. A suo giudizio, i risultati saranno raggiunti solo quanto l’Occidente smetterà di opporsi al regime di Assad e di «interferire» nella politica interna del paese.

bouthaina_shaaban_syria

«Perché – si è chiesta – lanciate supposizioni sul nostro presidente invece di provare a risolvere il problema, a vantaggio del popolo siriano, della Siria, del Medio Oriente e del mondo intero? La Siria è un paese con 10.000 anni di storia, il popolo siriano è tra i più civilizzati, è capace di scegliere il suo governo e il suo presidente senza interferenze dell’Occidente».

Shaaban ha poi accusato i paesi che partecipano alla coalizione di voler fare della Siria «uno Stato satellite dell’Occidente». «Questa guerra – ha affermato – riguarda il pensiero autonomo della Siria, che è sempre stata un paese molto indipendente e che non è quello che l’Occidente vorrebbe che fosse».

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Infine la consigliera di Assad ha parlato del ruolo della Russia, commentando le notizie sul rafforzamento della sua presenza in Siria. A suo dire, Mosca ha nel paese solo un ruolo di consulenza. «Sappiamo che i russi non faranno nulla – ha detto – se non insieme al governo e all’esercito siriani». «Il modo migliore per combattere il terrorismo – ha ribadito – è far sì che questa coalizione si allarghi, vada oltre la Russia. Il terrorismo che oggi vedete e descrivete qui da noi, domani potreste trovarlo in Europa e il giorno dopo negli Stati Uniti»

http://spondasud.it/2015/09/siria-portavoce-di-assad-occidente-si-coalizzi-con-noi-contro-is-9680

SE NON VOLETE PIU’ PROFUGHI FERMATE LA GUERRA IN SIRIA !

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:52 pm

“Fermate la guerra che avete scatenato in Siria e vedrete che il flusso dei profughi che vi disturba si prosciugherà”

 PROFUGHI SIRIANI UNGHERIA

Due vescovi e un medico di Aleppo: «Eliminare le cause della guerra. E aiutare i siriani a rimanere”

di Marinella Correggia

Gli aleppini, un popolo in faticoso cammino con le taniche d’acqua a far la spola dai camioncini cisterna alle scale di casa. Gli aleppini senza elettricità che scoppiano di caldo d’estate e non sanno come scaldarsi d’inverno. Gli aleppini e in genere i siriani ormai all’80% senza lavoro remunerato a causa della guerra – ha un reddito quasi solo chi è dipendente statale. L’impossibile, rischiosa vita quotidiana dei siriani che non riescono o non vogliono lasciare quartieri e patria è descritta nelle lettere del dottor Nabil Antaki, volontario dei Maristi Blu. La lettera n. 23 dell’8 settembre (per intero è qui: http://oraprosiria.blogspot.it/2015/09/banalizzazione-dellorrore-lettera-dai.html) ricorda quello che «non fa più notizia» nei quartieri ancora controllati dall’esercito nazionale ma presi di mira dall’al Qaeda siriana, Al Nusra: «Aleppo manca di acqua e gli abitanti hanno sofferto molta sete e molto caldo quest’estate. Non era a causa della siccità o dell’abbassamento del livello dell’acqua nell’Eufrate. La stazione di pompaggio esiste e non è stata distrutta. Siamo stati alla mercé di bande armate che hanno deciso di tagliarci l’acqua (con 40 gradi all’ombra) durante molte settimane». Così le autorità hanno scavato pozzi per fornire di acqua circa due milioni di persone: «Aleppo è diventata una gruviera».

Il medico non si limita a riferire sulla situazione ad Aleppo e sull’impegno dei volontari locali, ma ammonisce: «Nel frattempo, fermate quella che avete scatenato in Siria e vedrete che il flusso dei profughi che vi disturba si prosciugherà perché le persone preferiscono restare a casa loro e conservare la loro dignità. Non dobbiamo dimenticare le migliaia di profughi che sono morti annegati o asfissiati. Vi siete indignati solamente quando i vostri media vi hanno mostrato l’immagine straziante del piccolo Aylan su una spiaggia turca. Bisognava farlo prima, e anche adesso, dopo questo dramma.»

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Padre George Abou Khazen, francescano libanese, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino, è in Italia per la riunione del Pontificio consiglio Cor Unum sulla crisi siriana e irachena. L’avevamo incontrato esattamente un anno fa (http://www.scoop.it/t/notizie-dalla-siria-una-iniziativa-www-sibialiria-org/p/4027946041/2014/09/13/chi-ha-fatto-salire-l-asino-sul-minareto-lo-faccia-scendere).
Nell’emergenza quotidiana dei siriani, quanto e come incidono le sanzioni occidentali (per avere un’idea della loro ampiezza,  si legga qui: http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2991, ndr).?
I siriani già stremati da oltre 4 anni di guerra sono puniti anche dalle sanzioni. Dobbiamo ringraziare il fatto che  la Siria ha tuttora fabbriche di medicinali che funzionano, altrimenti ci mancherebbero del tutto anche quelli. Ma la penuria è totale. Per esempio non arrivano i macchinari per gli ospedali. Tanti posti di lavoro sono stati  soppressi a causa della guerra peggiorata dalle sanzioni. Non si riesce a mandare il denaro agli studenti siriani all’estero con borsa di studio. Manca tutto e anche gli idrocarburi, perché i nostri pozzi sono nell’area controllata dal califfato.
– I siriani che cercano di arrivare in Europa scappano soprattutto dalle zone conquistate dal califfato, ma anche dai quartieri di Aleppo. L’accoglienza è importante, ma se il paese si svuota…?
E’ proprio così. La Siria si svuota del suo popolo…Noi chiediamo, con forza, sì di accogliere chi è già arrivato da voi, ma soprattutto di aiutare chi rimane, anziché favorire le partenze. L’emorragia di cervelli e braccia è enorme. I benestanti sono già andati via anni fa, accolti anche grazie alla loro disponibilità di capitale. La classe media se ne sta andando adesso, vendono la casa e partono cercando asilo. Sono partiti in questi anni di guerra 35.000 medici, dopo aver studiato del tutto gratis. Se ne vanno tanti giovani che non vogliono rischiare la vita facendo il servizio militare di leva.

– Rimangono i poveri. Perché non si pensa a eliminare le cause di questo fenomeno?

Già, le cause. E’ proprio impossibile che finisca la guerra, alimentata da interventi armati occidentali diretti – come in Iraq e Libia – e indiretti – come in Siria? Un sondaggio pubblicato dal Washington Post su siriani delle 14 province del paese rivela che il 64% di loro ritiene possibili soluzioni diplomatiche, il 65% ritiene che si possa tornare a convivere e il 70% è contrario alla divisione del paese.
Certo! La pace non è mai impossibile. Anche in Libano sembrava che il conflitto sarebbe durato per sempre. E nell’operare per la pace tutti possono avere un ruolo. Ricordo che per esempio l’avvio di negoziati fra israeliani e palestinesi, decenni fa, iniziò perché il sindaco di Betlemme fu invitato in Italia e da lì iniziarono una serie di passi…anche se l’esito non è stato molto felice. Ma se la guerra va avanti, e se la Siria cade nelle mani del califfato e dei suoi cugini, se viene spezzettata in staterelli, è finita per tutto il Medioriente. Come prima cosa occorre un cessate il fuoco e un processo politico. Il governo siriano ha aperto all’opposizione ma ovviamente non si può accettare che abbiano una parte anche gli 85.000 combattenti stranieri, sostenuti dall’estero. Bisogna guardare alle cause della tragedia ed eliminarle… Grandi potenze straniere e gruppi tuttora appoggiano economicamente gruppi armati. Che sono più o meno come lo Stato islamico, come Jabath al Nusra e altri.

– E allora come sconfiggere il califfato dell’Isis, che l’82% dei siriani intervistati dal suddetto sondaggio ritiene creato dagli Stati uniti e comunque dall’estero? Che cosa può fare l’Italia, che finora ha agito al traino di Usa, Arabia saudita, Qatar, Turchia, Francia e Gran Bretagna, contribuendo all’escalation?
Vanno chiusi i rubinetti! Da dove entrano le armi? E i camion e i mezzi militari fiammanti? Chi addestra e chi fa passare uomini venuti da combattere da tutto il mondo in Siria e Iraq? E chi compra il petrolio dei giacimenti che adesso sono controllati dall’Isis in Siria e Iraq? Chi compra dai terroristi i reperti archeologici iracheni e siriani, il tesoro forse più ricco al mondo? (ndr. Questo ha anche dichiarato padre George in un’intervista a la 7: https://www.youtube.com/watch?v=9yLccuQp17E).  Mi chiedo poi come mai non tagliano le linee di approvvigionamento: abbiamo tutti visto nel deserto i mezzi dell’Isis incolonnati, era così difficile fermarli? E perché non tagliano le comunicazioni? E’ tutto possibile, se si vuole, con la tecnologia.. Ma forse il califfato è servito e continua a servire… 
Dal punto di vista dell’aiuto materiale a chi rimane in Siria, che cosa possono fare paesi, gruppi e singole persone?
Tanto! I Fratelli Maristi, la Caritas, la Mezzaluna siriana si danno da fare con l’aiuto della popolazione, in fratellanza. Direttamente gestiamo il programma di fornitura di acqua con camioncini muniti di serbatoi, pompe e generatore. Un ospedale religioso cura gratuitamente i feriti gravi di guerra. Distribuiamo alimenti e pasti caldi. Organizziamo attività pedagogiche per i bambini e gli adolescenti. Ci piacerebbe anche  «adottare una…finestra»: ovvero aiutare chi rimane a riparare in parte le case danneggiate. Così oltretutto si darebbe lavoro ad artigiani.
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Monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo,  presidente di Caritas Siria, è intervenuto alla conferenza stampa «Cristiani di Siria: aiutateci a rimanere» organizzata da Aiuto alla Chiesa che soffre, Roma 16-IX-2015.
Chi rimane, e l’esodo che contribuisce alla rovina del paese
«Quando vado per strada ad Aleppo vedo miseria ovunque…i ricchi sono partiti da un pezzo, la classe media è diventata povera, i poveri si sono immiseriti. Le sanzioni alla Siria contribuiscono alla disgrazia».
«Conosco l’esperienza degli immigrati cristiani caldei che dall’Iraq sono arrivati in Siria. È un’esperienza di morte, di fine della presenza cristiana. Cerco quindi di far rimanere le persone qui, anche se capisco chi va via».
«I ragazzi scappano per non rischiare la vita con il servizio di leva. Tanti  vanno via perché non si sa quando finirà la tragedia, e la povertà spinge via. Inoltre l’Occidente esercita un’attrattiva forte».
Le colpe e i colpevoli
«Aleppo si trova a 40 chilometri dal confine con la Turchia che accoglie gruppi armati, li forma, li arma; da almeno 5 punti lanciano attacchi ai nostri quartieri. Ho paura che Aleppo faccia la fine dell’irachena Mosul…».
«Tutta questa guerra ha lo scopo di distruggere e dividere la Siria, per interessi strategici esterni e per il commercio di armi. Gli estremisti armati sono sostenuti da varie potenze sunnite».
«Da 5 anni aspettiamo una soluzione, ma sembra che ci sia la determinazione di continuare  la guerra fino a distruggere tutto, tutto come in Iraq, come in Libia, come in Yemen».
Il rimpianto della convivenza
«Non vorremmo in Siria parlare di persecuzione, non è la nostra storia. Questa non è la Siria, sono gruppi e pensieri che arrivano dall’esterno. Cristiani e musulmani hanno sempre convissuto, superando i conflitti… ».
La pace è sempre possibile, ma…
«Una soluzione politica, negoziale è ancora possibile, i siriani sono capaci di riconciliazione.».
All’Agenzia stampa Fides, monsignor Audo spiega: «Noi facciamo di tutto per difendere la pace mentre in Occidente dicono di fare tutto in difesa dei diritti umani, e con questo argomento continuano anche ad alimentare una guerra infame. E’ il paradosso terribile in cui ci troviamo. Non riusciamo più a capire cosa vogliono davvero».

GLI USA VOGLIONO DISTRUGGERE LA SIRIA?

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:46 pm

“Per contenere Mosca e garantire la superiorità di Israele, gli Usa pronti a cancellare intere nazioni come Iraq e Siria”

L’AntiDiplomatico intervista Alberto Negri de il Sole 24 ore. “L’Europa è disarmata. Tutto quello che ci sta arrivando addosso sono gli effetti delle guerre e della destabilizzazione che abbiamo seminato”

SIRIA PROFUGHI E BOMBE

di Mara Carro
Dopo oltre 300mila vittime, sette milioni di sfollati e migliaia di rifugiati che partono per l’Europa alla ricerca di un futuro migliore, la guerra siriana è ormai entrata nel suo quinto anno. La situazione sul campo continua a segnare uno stallo che sembra senza uscita eppure, in queste settimane, qualcosa sembra si stia muovendo. Ne parliamo con Alberto Negri, inviato de Il Sole 24 Ore e testimone sul campo di tutte le guerre degli ultimi 30 anni.
Attraverso una lucida analisi degli obiettivi statunitensi in Medio Oriente, degli interessi finanziari esercitati dalle monarchie del Golfo in Occidente e una severa critica alle “guerre senza senso” degli ultimi anni, Negri fornisce le coordinate per orientarsi in questa “guerra per procura tra le potenze regionali cui hanno contribuito attivamente anche gli americani” e gli europei.
– L’offerta del Cremlino di costituire un coalizione internazionale contro lo Stato Islamico è stata, forse troppo precipitosamente, respinta dall’Occidente che, allo stato attuale dei fatti, non sembra avere ancora una strategia. Mercoledì il generale americano Lloyd J. Austin, il capo del Central Command dell’Esercito americano ha informato il Congresso che solo 4 o 5 dei primi 60 ribelli addestrati dagli Usa per combattere contro lo Stato Islamico sono al momento in Siria. Non è arrivato il momento di negoziare con Putin considerando che l’intervento russo fa comodo a tutti, americani compresi, preoccupati dal collasso di Assad? 
Sarebbe il caso di negoziare se, come in tutti i grandi drammi, non circolasse, come sempre, una buona dose di propaganda. Gli Stati Uniti stanno cercando di giustificare una eventuale svolta in Siria, che comprenda anche un negoziato, un accordo, un’intesa con la Russia di Putin, e questo lo evinciamo dalle notizie diffuse dai giornali americani. La Casa Bianca, il Pentagono e lo stesso Congresso non sarebbero stati informati correttamente sulla situazione sul campo. In realtà non c’è stata nessuna manipolazione. Gli Stati Uniti sanno perfettamente qual è la situazione sul campo nella lotta al Califfato: circa il 60-70% dei raid si concludevano con un nulla di fatto. Basta vedere quello che accade in Iraq dove ci sono città delle dimensioni di Mosul o Ramadi ancora nelle mani del Califfato.
Qualcuno ha condotto un’offensiva? Sono gli americani che dovrebbero sostenere un’offensiva per la quale il governo di Baghdad non ha né i messi né le forze. Quando la situazione sul terreno è questa bisogna chiedersi quali siano gli obiettivi. Gli Stati Uniti non avevano nessuna intenzione di fare la guerra al Califfato e dare così una mano ad Assad che volevano già bombardare nel 2013.

– Allora qual è l’obiettivo degli Stati Uniti?

L’obiettivo degli Stati Uniti è quello che avevano già negli anni ’80 con l’Iran e con l’Iraq: non assegnare la vittoria a nessuna delle parti in campo, sunnita o sciita che sia, ma tenere un bilanciamento delle forze che in qualche modo confermi una situazione di stallo. Sono le tattiche americane del doppio contenimento, tattiche che però a volte sono destinate a deragliare, come avvenuto in Medio Oriente e che, ci porteranno, in dote, dal Levante, altri profughi.

Quando si parla di Assad, bisogna tenere a mente che né i russi né gli iraniani vogliono tenere a tutti i costi il presidente siriano al potere. Mosca e Teheran sarebbero ben disposte a negoziare un’uscita di scena di Assad ma nel quadro di una cosiddetta transizione ordinata, una cosa che hanno già detto molte volte negli ultimi due o tre anni.  Cosa vuol dire transizione ordinata: un’uscita di scena di Assad ma non la fine del regime, la fine dei vertici militari o dell’Esercito siriano. Un punto che non è stato interamente accettato né dagli Stati Uniti, né in parte dagli europei né dai loro, controversi, alleati.
– In poche parole Lei sintetizza perfettamente la parabola della guerra siriana: “un conflitto civile diventato quasi subito una guerra per procura tra le potenze regionali cui hanno contribuito attivamente anche gli americani”. Oltre agli enormi interessi geopolitici delle parti coinvolte e quelli relativi al controllo dei flussi del gas, spiccano gli interessi finanziari occidentali così intrecciati alle monarchie del Golfo.
Pongo questa domanda ai lettori: perché questi paesi non accolgono un profugo? Questi Paesi oggi ci “pagano” in termini di commesse militari e civili, di acquisto di bond, e quindi del nostro debito, di partecipazioni commerciali e industriali nelle imprese europee e occidentali per accogliere i rifugiati. Sono questi i veri interessi oggi. L’integrazione del mondo sunnita, soprattutto di quello meno democratico, è innervato profondamente negli interessi occidentali. È a causa di questi interessi che gli Stati Uniti e l’Europa non potranno mai condurre una politica davvero bilanciata in Medio Oriente. Siamo disposti ad avere meno posti di lavoro, meno investimenti, meno soldi pur di sganciarci da queste autocrazie di famiglia? Ne dubito. Guardiamo alla Francia, ad esempio. Hollande è stato l’unico capo di stato occidentale ad essere invitato, quest’anno, a un vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo. La Francia ha appena venduto impianti nucleari e armi a Riad. Parigi ha mollato persino il Qatar pur di vendere ai sauditi. Questi sono gli interessi veri, i più forti, quelli veramente determinati: il capitale finanziario che questi paesi investono nelle nostre economie.
– Nel suo articolo dell’11 settembre, ha scritto che “l’Occidente non è ancora uscito dalla macchina infernale delle guerre senza senso innescata dagli attentati dell’11 settembre 2001”. Parla di “guerre senza obiettivo politico”: Iraq 2003, Libia 2011. Qui si innesta anche il problema dei profughi. Seguendo a ritroso il percorso di queste masse di persone vediamo che partono da paesi che gli Stati Uniti e l’Europa, con i loro alleati regionali, hanno contribuito a destabilizzare senza poi lavorare ad una ricostruzione. Non interferire negli affari di paesi sovrani può essere un primo passo per la soluzione al problema dei profughi?
Ero nell’ufficio di Tareq Aziz a Baghdad quando il Segretario di Stato americano, Colin Powell, fece il famoso discorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 5 febbraio,  agitando la famosa fiala per provare al mondo intero l’esistenza della cosiddetta “smoking gun”, la pistola fumante, la falsa prova che gli americani esibirono sulla presenza di armi di distruzione di massa nelle mani di Saddam Hussein. Aziz non alzò mai lo sguardo verso la diretta della CNN. “Ci faranno la guerra anche se consegnassimo fino all’ultimo dei nostro kalashnikov”.
Negli ultimi 35 anni, dalla guerra in Afghanistan, abbiamo vissuto dentro ad uno schema americano finalizzato non a costruire un nuovo ordine in Medio Oriente, come è stato detto, ma a perseguire due obiettivi: il contenimento dell’Urss prima e della Russia poi e la frammentazione degli Stati arabi della regione in modo che non ci potesse essere nessuna potenza militare, economica mediorientale che potesse essere concorrente di Israele e degli alleati arabi degli Stati Uniti. Questi sono i due obiettivi a cui tutto è stato subordinato, compresa l’intera cancellazione di nazioni come l’Iraq e la Siria. Di fronte a questa strategia ben chiara, l’Europa è disarmata perché non è stata capace di intervenire per frenare questa disgregazione e, addirittura, come nel caso della Libia e dell’Iraq, l’ha avallata e vi ha partecipato. Tutto quello che ci sta arrivando addosso sono gli effetti delle guerre e della destabilizzazione che abbiamo seminato, insieme agli Stati Uniti, in tutta l’area mediorientale e ai nostri confini.
– Sempre sulle contraddizioni occidentali, passiamo alla Turchia e al capitolo curdi. Dopo averli appoggiati in funzione anti-Isis, l’Occidente gli ha voltato le spalle. Lo “zelo” della Turchia nell’accelerare la scomparsa di Stato islamico è motivato principalmente dal desiderio del presidente Erdogan di annullare la vittoria alle urne del partito HDP che ha ottenuto il 13% dei voti in un’elezione, quella dello scorso giugno, che ha visto l’AKP perdere la sua maggioranza assoluta in Parlamento per la prima volta in oltre un decennio. La Turchia sta essenzialmente usando una finta campagna contro lo Stato islamico per giustificare un nuovo conflitto con il Pkk, colpendo in realtà tutto il movimento curdo e anche il partito politico Hdp. Qual è il quadro a un mese e mezzo dalle elezioni del 1° novembre?
L’obiettivo di Erdogan, com’è noto, è l’HDP ma i sondaggi, per ora, non danno ragione al presidente turco. Vedremo cosa succederà da qui al primo novembre ma le elezioni sono già ipotecate, nella loro regolarità, da quanto accade nell’Anatolia del sud-est, il cosiddetto Kurdistan.
C’è però un altro aspetto da sottolineare, le conseguenze politiche delle recenti mosse di Erdogan.  La decisione del presidente turco di sospendere la tregua e aprire le ostilità con il PKK e i curdi ha prodotto il ritorno in primo piano dei militari, quelle Forze Armate emarginate dalla politica e messe sotto processo proprio dall’unico – almeno finora – burattinaio della politica turca. Adesso però Erdogan ha bisogno dei militari per condurre questa guerra e il loro ritorno sulle scene rischia di condizionare le mosse del presidente. Riprova è che la stessa retorica politica del partito AKP è cambiata. Mentre prima l’accento era posto sull’aspetto neo-ottomano, sul panislamismo, oggi si è tornati al nazionalismo. Il ritorno sulla scena dei militari determina un’altra svolta nella politica interna turca, un politica già fortemente condizionata – in senso antidemocratico – dalle mosse di Erdogan che mira a riprendersi il monopolio della politica turca e diventare il leader incontrastato del paese. In questo quadro di politica interna si innesta una situazione di doppio conflitto, uno più convinto con il PKK e uno meno convinto contro l’Isis, con il paese che vede ancora di più restringersi e assottigliarsi le sue chances di cambiamento democratico. In questo senso, le elezioni del primo novembre sono in qualche modo decisive.
Notizia del: 18/09/2015
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=12682

Russia: “Non siate stupidi, l’Isis è uno strumento degli Stati Uniti per destabilizzare il Medio Oriente”

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:34 pm

Russia: “Non siate stupidi, l’Isis è uno strumento degli Stati Uniti per destabilizzare il Medio Oriente”

(di Franco Iacch)
17/09/15

“Il processo di trasformazione del gruppo terroristico dell’Isis in uno Stato con un proprio esercito, polizia, bilancio, tasse e strutture sociali non sarebbe mai avvenuto senza l’aiuto dell’Occidente e delle monarchie del Golfo Persico”. Gli analisti russi, ripresi dall’agenzia di stampa TASS, puntano il dito contro l’Occidente e gli Stati Uniti per quel mostro (lo Stato islamico) che secondo loro sarebbe stato partorito a tavolino.

L’Isis nasce come una cellula di al-Qaeda in Iraq nel 2013. In pochissimo tempo è cresciuto a dismisura, riuscendo a dichiarare guerra ad alcuni paesi. Nell’estate dello scorso anno i fondamentalisti conquistano Mosul, la seconda città più grande dell’Iraq e dichiarano la nascita di un califfato che si estende da Aleppo, nel nord della Siria, alla provincia di Diyala, a est dell’Iraq, con una popolazione di sei milioni di persone.

“Nonostante fosse ad un livello embrionale, l’Isis già riceveva finanziamenti e rifornimenti da diversi paesi. Tra questi il Qatar, lo stesso paese che ospita il comando delle forze armate degli Stati Uniti in Medio Oriente”.

Sappiamo che ad un certo punto, dal Qatar sono stati trasferiti allo Stato islamico una somma di 300 milioni di dollari tramite conti correnti fittizi. Il principale conto era registrato in una banca svizzera a Berna (poi sequestrato). Proprio da questo fondo, l’Isis avrebbe attinto per porre le sue basi.

“Lo Stato Islamico, oggi, ha risorse finanziarie proprie. Oltre alle azioni tipiche dei terroristi (sequestri, estorsioni, opere d’arte), il califfato ricava cospicui utili dalla vendita del petrolio alla Turchia, Giordania e Siria”.

E’ strano come l’Occidente (così come una certa stampa) non si ponga questa domanda: il governo del presidente siriano Bashar Assad acquista il petrolio dallo Stato islamico a prezzi gonfiati. Perché? Proprio il contrabbando è la terza fonte principale di reddito dello Stato islamico.

“Mettono in scena degli spettacoli. Non sono mica stupidi. I terroristi distruggono delle copie in gesso. Il patrimonio trafugato è stato già venduto al mercato nero e magari è già esposto in qualche villa miliardaria”.

L’intero studio è un attacco agli Stati Uniti rei, secondo i russi, di aver creato lo Stato islamico.

“Suvvia. La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, creata apparentemente per combatter lo Stato islamico, è una farsa. Dei 60 paesi membri, solo due o tre effettuano raid con truppe di supporto sul campo. Solo una nuova coalizione internazionale con Siria, Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Russia e Stati Uniti sarebbe in grado di sconfiggere lo Stato islamico. La leadership russa ha sottolineato questa idea più di una volta”.

“Il bilancio dell’Isis? Centinaia di miliardi di dollari. Fondi illimitati che gli consentono di disporre di un esercito di 150 mila militanti a libro paga. Senza il sostegno esterno, lo Stato islamico non sarebbe mai stato in grado di mantenere i territori sequestrati”.

“Cosa è lo Stato islamico? lo strumento principale di Washington creato per destabilizzare la situazione in Medio Oriente. Lo scopo degli Stati Uniti è quello di stravolgere la situazione nella Regione con l’obiettivo finale di riconquistare posizioni chiave in Medio Oriente”.

E se i russi avessero ragione?

Se cosi fosse, la strategia USA sarebbe chiara. Perché se l’Isis riuscisse a spodestare Assad, potrebbe poi rivolgersi verso l’Asia Centrale ed il Caucaso del Nord, da dove sarebbe in grado di rappresentare una minaccia alla sicurezza della Russia e della Cina.

Concludono gli analisti russi: “In Europa il piano ha funzionato. Centinaia di migliaia di profughi dalla Siria e dal Nord Africa richiedono costi colossali per sostenere il programma di assistenza, che porterà ad un danno economico nell’Unione europea. Gli Stati Uniti hanno potranno portare avanti facilmente il progetto di cooperazione transatlantica”.

http://www.difesaonline.it/mondo-militare/russia-non-siate-stupidi-lisis-%C3%A8-uno-strumento-degli-stati-uniti-destabilizzare-il

SALMO 110

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:30 pm

FIUME ALBERATO

SALMO DI RE DAVID

Sal.110

Grandi sono le opere del Signore.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, tra gli uomini retti riuniti in assemblea. Grandi sono le opere del Signore: le ricerchino coloro che le amano.

Il suo agire è splendido e maestoso, la sua giustizia rimane per sempre. Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie: misericordioso e pietoso è il Signore.

Egli dà il cibo a chi lo teme, si ricorda sempre della sua alleanza. Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere, gli diede l’eredità delle genti.

I SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE MARIA PREGHIERA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:26 pm

SETTE DOLORI QUADRO

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PRIMO DOLORE

Il vecchio Simeone annuncia a Maria che una spada di dolore le trapasserà l’anima.

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose  che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.    (Lc 2,33-35)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria, non si è ancora dileguata la dolcezza per la nascita di Gesù, che già comprendi che sarai pienamente coinvolta nel destino di dolore che attende il Tuo Divin Figlio. Per questa Tua sofferenza intercedi per noi dal Padre la grazia di una vera conversione del cuore, una completa decisione per la santità senza temere le croci del cammino cristiano e le incomprensioni degli uomini. Amen.

SECONDO DOLORE

Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe.

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finchè non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”.

Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre, e nella notte fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.   (Mt 2,13-15)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,

 le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria, dolcissima Madre, che hai saputo credere alla voce degli Angeli e docilmente ti sei messa in cammino fidandoti, in tutto, di Dio, facci diventare come Te, pronti a credere sempre che la Volontà di Dio è solo sorgente di grazia e di salvezza per noi.

Rendici docili, come Te, alla Parola di Dio e pronti a seguirLa con fiducia.

TERZO DOLORE

Lo smarrimento di Gesù.

Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. (Lc 2,48)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,

 le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria, noi Ti preghiamo di insegnarci a meditare nel cuore, con docilità e amore, tutto ciò che il Signore ci offre da vivere, anche quando non riusciamo a capire e l’angoscia vuole sopraffarci. Dacci la grazia di starTi vicino perché Tu possa comunicarci la Tua forza e la Tua fede. Amen.

QUARTO DOLORE

Maria incontra suo Figlio carico della Croce.

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. (Lc 23,27)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,

 le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria, noi Ti preghiamo di insegnarci il coraggio di soffrire, di dire di sì al dolore, quando questo viene a fare parte della nostra vita e Dio ce lo manda come mezzo di salvezza e di purificazione.

Facci essere generosi e docili, capaci di guardare Gesù negli occhi e di trovare in questo sguardo la forza per continuare a vivere per Lui, per il Suo piano d’amore nel mondo, anche se questo dovesse costarci, come è costato a Te.

QUINTO DOLORE

Maria sta presso la Croce del Figlio

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù, allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E dal quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19,25-27)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,

 le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria,  Tu che conosci il soffrire, rendici sensibili anche al dolore degli altri, non solo al nostro. In ogni sofferenza donaci la forza per continuare a sperare e a credere nell’amore di Dio che supera il male con il bene e che vince la morte per aprirci alla gioia della Risurrezione.

SESTO DOLORE

Maria riceve il corpo inanimato di suo Figlio.

Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza di seppellire per i Giudei. (Gv 19,38-40)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,

 le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria, accetta la nostra lode per quanto fai per noi e accogli l’offerta della nostra vita: non vogliamo staccarci da Te perché in ogni momento possiamo attingere dal Tuo coraggio e dalla Tua fede la forza di essere testimoni di un amore che non muore.

Per quel Tuo dolore senza tempo, vissuto nel silenzio, donaci, Mamma Celeste, la grazia di staccarci da ogni attaccamento alle cose e agli affetti terreni ed aspirare unicamente all’unione con Gesù nel silenzio del cuore. Amen.

SETTIMO DOLORE

Maria alla tomba di Gesù.

Ora, nel luogo dov’era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. ( Gv 19,41-42)

Padre nostro

7 Ave Maria

Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore,

 le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo:

O Maria, quale dolore provi ancora oggi nel constatare che tante volte il sepolcro di Gesù sta nei nostri cuori.

Vieni, o Madre e con la Tua tenerezza visita il nostro cuore nel quale, a causa del peccato, spesso seppelliamo l’amore divino.

E quando abbiamo l’impressione di avere la morte nel cuore, donaci la grazia di volgere prontamente il nostro sguardo a Gesù Misericordioso e di riconoscere in Lui la Risurrezione e la Vita. Amen.

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/i-sette-dolri-della-beata-vergine-maria-preghiera

LA PROFEZIA DI SIMEONE ALLA BEATA VERGINE MARIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:22 pm
SETTE DOLORI UNA SPADA
Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, se­gno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34-35).
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La Beata Vergine Maria, dal momento che riceve la profezia di Simeone, fino alla risurrezione di Gesù,
 avrà questa spada che le trafigge l’anima continuamente, sapendo che a Gesù accadranno cose terribili,
anche se Gesù è il Figlio di Dio e il Messia atteso, dovrà bere un calice amaro, e lei pure lo beve insieme a Lui.
 
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Affinché la devozione ai dolori di Ma­ria si radichi nel nostro cuore, conside­riamo una ad una le spade che trafissero il Cuore Immacolato della Vergine.

I Profeti avevano descritta la vita di Gesù in tutti i particolari, specialmente iella Passione. La Madonna, che cono­;ceva le profezie, accettando di divenire Madre dell’Uomo dei dolori, sapeva be­ne a quante sofferenze- sarebbe andata incontro.

È cosa provvidenziale non conoscere le croci che Dio ci riserva nel corso della vita; la nostra debolezza è tale che resterebbe schiacciata al pensiero di tutte le tribolazioni future. Maria Santissima, af­finché soffrisse e meritasse di più, ebbe una conoscenza dettagliata delle pene di Gesù, che sarebbero state anche pene sue. Per tutta la vita portò in pace nel cuore la sua amarezza amarissima.

Presentando Gesù Bambino al Tem­pio, senti dirsi dal vecchio Simeone: « Questo Bambino è posto in segno di contraddizione … Ed una spada trapas­serà la tua stessa anima » (S. Luca, II, 34).

Ed invero, il cuore della Vergine senti sempre la trafittura di questa spada. A­mava senza limiti Gesù e si doleva che un giorno sarebbe stato perseguitato, chia­mato bestemmiatore ed indemoniato, sa­rebbe stato condannato innocentemente e poi ucciso. Dal suo Cuore materno non si allontanava tale visione dolorosa e poteva dire: Il mio- diletto Gesù è per me un mazzetto di mirra!
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Scrive il Padre Engelgrave essere sta­ta rilevata a Santa Brigida questa soffe­renza. La Vergine disse: Nutrendo il mio Gesù, io pensavo al fiele ed all’aceto che i nemici gli avrebbero dato sul Calvario; rivolgendolo nelle fasce, il mio pensiero andava alle corde, con le quali sarebbe stato legato come un malfattore; quando lo contemplavo addormentato, me lo figu­ravo morto; quando miravo quelle sue sacre mani ed i piedi, pensavo ai chiodi che l’avrebbero trafitto ed ‘ allora i miei occhi si riempivano di lacrime ed il mio Cuore era straziato dal dolore. –

Anche noi abbiamo ed avremo nella vita la nostra tribolazione; non sarà la spada acuta della Madonna, ma certo per ogni anima la propria croce è sem­pre pesante. Imitiamo nella sofferenza la Vergine e portiamo in pace la nostra amarezza.

A che giova dirsi devoti della Ma­donna, se nel dolore non ci si sforza a rassegnarsi ai voleri di Dio? Non si dica mai quando si soffre: Questa sofferenza e troppa; supera le mie forze! – Il dire così è una mancanza di fiducia in Dio ed un affronto alla sua bontà e sapien­za infinita.

Gli uomini conoscono i pesi che i loro giumenti possono portare e non danno ad essi un peso più forte, per non aggra­varli. Il vasaio sa quanto tempo la sua creta deve rimanere nel forno, per essere cotta al grado di calore che la renda pronta agli usi; non ve la lascia né più né meno.

Bisogna non aver riflettuto mai per osare dire che Dio, Sapienza infinita e che ama di amore infinito, possa caricare le spalle delle sue creature di un fardello troppo pesante e possa lasciare più a lungo di quanto occorra nel fuoco della tribolazione.

Sul Calvario, mentre si compiva il grande sacrificio di Gesù, si potevano mi­rare due vittime: il Figlio, che sacrifica­va il corpo con la morte, e la Madre Ma­ria, che sacrificava l’anima con la coíìi­passione. Il Cuore della Vergine era il riflesso dei dolori di Gesù.

D’ordinario la madre sente le soffe­renze dei figli più delle proprie. Quanto dovette soffrire la Madonna a vedere morire Gesù in Croce! Dice San Bona­ventura che tutte quelle piaghe ch’erano sparse sul corpo di Gesù, erano nello stesso tempo tutte unite nel Cuore di Maria. – Più si ama una persona e più si soffre nel vederla soffrire. L’àmore che la Vergine nutriva per Gesù era smisu­rato; lo amava di amore soprannatu­rale come suo Dio e di amore naturale come suo Figlio; ed avendo un Cuore delicatissimo, soffrì tanto da meritare il titolo di Addolorata e di Regina dei Martiri.

Il Profeta Geremia, tanti secoli pri­ma, la contemplò in visione ai piedi del Cristo morente e disse: « A che ti para­gonerò o a chi ti somiglierò, figlia di Ge­rusalemme? … La tua amarezza infatti è grande come il mare. Chi ti potrà consolare? » (Geremia, Lam. II, 13). E lo stesso Profeta pone in bocca alla Ver­gine Addolorata queste parole: « O voi tutti che passate per la via, fermatevi e vedete se c’è dolore simile al mio! » (Geremia, I, 12).

Dice Sant’Alberto Magno: Come noi ‘ siamo obbligati a Gesù per la sua Passio­ne sofferta per nostro amore, così pure siamo obbligati a Maria per il martirio che ebbe nella morte di Gesù per la no­stra eterna salute. –

La nostra riconoscenza verso la Ma­donna sia almeno questa: meditare e compatire i suoi dolori.

Gesù rivelò alla Beata Veronica da Binasco che molto si compiace nel vede­re compatita la Madre sua, perché gli sono care le lacrime che Ella sparse sul Calvario.

La stessa Vergine si dolse con Santa Brigida che sono molto pochi coloro che la compatiscono e la maggior parte di­mentica i suoi dolori; onde le raccoman­dò tanto di aver memoria delle sue pene.
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https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/la-profezia-di-simeone-alla-beata-vergine-mariaSETTE DOLORI UNA SPADA

settembre 17, 2015

ROSARIO DEI SETTE DOLORI DI MARIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 4:24 am

MADONNA ADDOLORATA 1ROSARIO DEI SETTE DOLORI DI MARIA

A proposito della recita del Rosario dei Sette Dolori Maria dice nell’apparizione in Kibeho alla veggente Marie Claire:

“Ciò che vi chiedo è il pentimento. Se reciterete questo rosario, meditandolo, allora avrete la forza di pentirvi. Oggi molti non sanno più chiedere perdono. Essi mettono di nuovo il Figlio di Dio sulla croce. Per questo ho voluto venire a ricor­darvelo, soprattutto qui in Rwanda, perché qui ci sono ancora persone umili, che non sono attaccate alla ricchezza e ai soldi”.

La Mamma Celeste, consiglia di pregare questo Rosario il martedì e il venerdì, meditando la Passione di Gesù.

SETTE DOLORI 1 SIMEONE

PRIMO DOLORE: Maria nel tempio ascolta la profezia di Simeone.

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, se­gno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34-35).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”, 7 Ave Maria.

 

  SETTE DOLORI 2 EGITTO

 

SECONDO DOLORE: Maria fugge in Egitto per salvare Gesù.

Un angelo del Signore ap­parve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nel­la notte e fuggì in Egitto. (Mt 2, 13-14). Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi con te il bam­bino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». (Mt 2, 19-20).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”. 7 Ave Maria.

 

 SETTE DOLORI 3 TEMPIO

TERZO DOLORE: Maria smarrisce e ritrova Gesù.

Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cer­cavamo». (Lc 2, 43-44, 46, 48).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”. 7 Ave Maria.

SETTE DOLORI 4 CALVARIO

QUARTO DOLORE: Maria incontra Gesù che porta la croce.

Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”. 7 Ave Maria.

 

  SETTE DOLORI 5 CROCE

 

  QUINTO DOLORE Maria è presente alla crocifissione e morte di Gesù.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei» (Lc 23, 33; Gv 19, 19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!» E, chinato il capo, spirò. (GV 19, 30).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di

Gesù”.7 Ave Maria.

 

  SETTE DOLORI 6 PIETA'

 SESTO DOLORE Maria riceve sulle braccia Gesù deposto dalla croce.

Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò co­raggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove ve­niva deposto. (Mc 15, 43, 46-47).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”. 7 Ave Maria.

 

  SETTE DOLORI 7 SEPOLCRO

 

SETTIMO DOLORE Maria accompagna Gesù alla sepoltura.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27).

“Madre di misericordia, ricordaci ogni giorno la Passione di Gesù”. 7 Ave Maria.

 

Preghiera, dettata dalla Madonna, per accecare satana.

«Irradia, o Maria, su tutta l’umanità la luce di grazia della tua Fiamma d’Amore, ora e nell’ora della nostra morte. Amen».

ROSA ROSSA BELLISSIMA

 LITANIE DEI SETTE DOLORI DI MARIA

Santa Maria, prega per noi

Santa Madre di Dio, prega per noi

Santa Vergine delle Vergini, prega per noi

Madre del Crocifisso, prega per noi

Madre dolorosa, prega per noi

Madre lacrimosa, prega per noi

Madre afflitta, prega per noi

Madre derelitta, prega per noi

Madre desolata, prega per noi

Madre del figlio privata, prega per noi

Madre dalla spada trafitta, prega per noi

Madre nei travagli immersa, prega per noi

Madre di angustie ripiena, prega per noi

Madre col cuore alla croce confitta, prega per noi

Madre mestissima, prega per noi

Fonte di lacrime, prega per noi

Cumulo di patimenti, prega per noi

Specchio di pazienza, prega per noi

Rupe di costanza, prega per noi

Ancora di confidenza, prega per noi

Rifugio dei derelitti, prega per noi

Difesa degli oppressi, prega per noi

Rifugio degli increduli, prega per noi

Sollievo dei miseri, prega per noi

Medicina dei languenti, prega per noi

Forza dei deboli, prega per noi

Porto dei naufraghi, prega per noi

Quiete nelle procelle, prega per noi

Ricorso dei piangenti, prega per noi

Terrore dei demoni, prega per noi

Tesoro dei fedeli, prega per noi

Luce dei profeti, prega per noi

Guida degli apostoli, prega per noi

Corona dei martiri, prega per noi

Sostegno dei confessori, prega per noi

Perla delle vergini, prega per noi

Consolazione delle vedove, prega per noi

Madre degli orfani, prega per noi

Letizia di tutti i santi, prega per noi

http://www.preghiereagesuemaria.it/rosari/rosario%20dei%20sette%20dolori%20di%20maria.htm

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo ascoltaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi

Preghiamo: O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

 

 

http://www.preghiereagesuemaria.it/rosari/rosario%20dei%20sette%20dolori%20di%20maria.htm

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