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febbraio 4, 2016

JAMES TABOR: LA SUA FALSA E BLASFEMA TEORIA SUL SOLDATO PANTERA CHE SAREBBE IL PADRE DI GESU’

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JAMES TABOR : LA SUA FALSA E BLASFEMA TEORIA SUL SOLDATO PANTERA CHE SAREBBE IL PADRE DI GESU’

LA LAPIDE DEL SOLDAO PANTERA
Nel mese di ottobre del 1859, durante la costruzione della ferrovia di Bingen (Germania) nove sepolture romane vennero scoperte con i loro monumenti e lapidi. L’iscrizione su una di esse (CIL XIII 7514) era di Tiberio Giulio Abdes Pantera, della I coorte ausiliari arcieri, nato a Sidone (Fenicia, oggi Libano), morto a 62 anni nell’anno 40, in un vicino accampamento di legionari. L’iscrizione recita appunto: Tib(erius) Iul(ius) Abdes Pantera / Sidonia ann(orum) LXII / stipen(diorum) XXXX miles exs(ignifer?) /coh(orte) I sagittariorum /h(ic) s(itus) e(st) (“Tiberio Giulio Abdes Pantera, nato a Sidone, di 62 anni, per 40 anni soldato vessillifero della I corte arcieri, qui giace”).
Tiberio Giulio Abdes Pantera (in latino Tiberius Iulius Abdes Panthera o Pantera; Sidone, 22 a.C. – Bingium, 40) è stato un militare romano di origine fenicia, la cui tomba è stata ritrovata nel XIX secolo nei pressi dell’odierna Bingerbrück.
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Lo storico James Tabor identificò, in una controversa ipotesi, questo legionario con un soldato romano chiamato appunto Pantera, che, secondo il filosofo greco-romano antico Celso, sarebbe stato il padre naturale di Gesù Cristo, cosa citata anche in alcune fonti ebraiche anti-cristiane, contenute nel Talmud, come il Toledot Jeshu, un testo di origine forse medievale; secondo Celso
« Di esser nato da una vergine, te lo sei inventato tu [Gesù]. Tu sei nato in un villaggio della Giudea da una donna del posto, una povera filatrice a giornata. Questa fu scacciata dal marito, di professione carpentiere, per comprovato adulterio. Ripudiata dal marito e ridotta a un ignominioso vagabondaggio, clandestinamente ti partorì da un soldato di nome Pantera. A causa della tua povertà, hai lavorato come salariato in Egitto, dove sei diventato esperto in taluni poteri, di cui vanno fieri gli Egiziani. Poi sei tornato, e insuperbito per questi poteri, proprio grazie ad essi ti sei proclamato figlio di Dio. »
(Celso, Discorso veritiero, «Il giudeo»: capitolo I, 28)
Pantero, Pantera, Panthera o Pandera è in origine il cognome o soprannome di un presunto soldato romano la cui notorietà storica si deve al filosofo greco Celso, che gli ha attribuito la paternità di Gesù di Nazaret nella sua opera Discorso veritiero (II secolo), una sorta di pamphlet diretto contro i cristiani. Questa ipotesi è stata solitamente respinta nel corso della storia, non solo per il carattere anticristiano del lavoro, ma anche per l’assenza di riferimenti e prove fornite da Celso, che spesso prende le notizie da fonti indirette. La menzione di questo rapporto di parentela (ripreso forse da ambienti ebraici, è riportato appunto nella Toledot Jeshu) è stato quasi sempre considerata come pura diffamazione, da parte di un autore neoplatonico che cercava di ripristinare l’antica religione romana contro l’avanzata del cristianesimo nell’Impero romano, accusando il fondatore di natali incerti e vita da “brigante”. Questa è perlomeno l’opinione di Origene, che tentava di confutare l’opera di Celso e ne costituisce l’unica fonte, anche se alcuni studiosi alternativi, talvolta anticlericali, hanno preso ad esempio questo fatto per suffragare l’ipotesi di inconsistenza e falsità degli eventi narrati del Nuovo Testamento, o talvolta assumendo per verità quanto affermato dal filosofo, specie considerando “Yeshu ben Panthera” come uno dei personaggi che hanno dato vita al mito di Gesù. Secondo alcuni critici Panthera (nel Talmud chiamato anche Stadha) è un nome di diversi presunti legionari, ritrovato in iscrizioni in Palestina, dove potrebbe esserci stata una legione omonima (quindi non associabile a un vero soldato), o sarebbe solo un gioco di parole greco con la parola parthenos (“vergine”).
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James Tabor fu il primo a proporre l’ipotesi di identificazione tra il legionario di stanza in Germania e il soldato Pantera nominato da Celso. Secondo questa ipotesi i nomi di Tiberio Giulio sono denominazioni adottate da qualcuno che ha acquisito la cittadinanza romana attraverso il servizio militare, per esempio, dopo aver servito da straniero provinciale (o addirittura come liberto), in un ruolo di rango inferiore, l’esercito romano per circa 25 anni.Pantera era un nome greco, o meglio soprannome, attestato nell’ambiente legionario, mentre i primi due nomi sarebbero in onore dell’imperatore Tiberio e della sua famiglia, i giulio-claudii. Il nome Abdes (o Abdeo) è la versione greco-latina di Ebed, che in aramaico significa invece “servo di Dio” e quindi Pantera potrebbe essere stato di origine semitico-giudaica o egiziana, oppure fenicia, vista la sua nascita a Sidone. Secondo Tabor Gesù si sarebbe recato a trovare il presunto padre o i suoi parenti del ramo paterno in Fenicia, e ciò sarebbe accennato nel vangelo di Marco:
« Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. »
(Marco, 7, 24)
Tabor sostiene che, essendo considerato un figlio semi-illegittimo dai rabbini, Gesù poté sposare, secondo la legge mosaica, solo una donna straniera, che secondo lui era Maria Maddalena; sempre secondo lo studioso, Maria era infatti anch’essa di origine fenicia, oltre a essere pagana (Tabor ipotizza una presenza del culto efesino di Artemide in Galilea, legato alla presenza di api sacre); basa le sue ipotesi sulla Maddalena su alcuni apocrifi (Vangelo di Tommaso, Vangelo di Maria Maddalena, Vangelo di Filippo, Vangelo della moglie di Gesù, Libro di Giuseppe e Aseneth).
Riguardo a Pantera, la I coorte di arcieri servì, in effetti, durante il regno di Tiberio, in Giudea (per lo meno fino al 6 d.C.) e poi a Bingen. Sulla base di queste date, Tabor indica un giovane Pantera (quasi coetaneo della madre di Gesù, a differenza del marito che era più anziano) in Giudea nelle date in cui Gesù avrebbe potuto essere concepito, tra il 10 e il 3 a.C., quando le operazioni militari, contro le rivolte locali culminate dieci anni dopo nella rivolta del censimento di Quirinio guidata da Giuda di Gamala, portarono le legioni in Galilea, anche nei dintorni di Nazaret. La successiva soppressione di queste rivolte portò a crocifissioni collettive di rivoltosi.
Wikipedia
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(anonimo), 28/05/2009


La figura del soldato panthera diviene nota con gli scritti del filosofo greco-romano Celso, vissuto nel II secolo d.c., fu seguace del medio platonismo che a quel tempo conobbe una notevole fioritura con Plutarco, Attico, Albino, Massimo di Tiro ed altri ancora.
Celso scrisse un’opera dedicata interamente alla polemica contro i Cristiani, dal titolo Discorso veritiero ( Alethès lógos ); esso è comunemente datato tra il 177 e il 180, gli ultimi anni della coreggenza di Marco Aurelio col figlio Commodo (171-180). Ma quest’opera è stata ignorata a quel che sembra dai contemporanei e trascurata dalle generazioni successive. Celso scrisse la sua opera come una polemica contro i cristiani nel 178 circa. Lo divise in due sezioni, una in cui obiezioni vengono messe in bocca ad un interlocutore ebreo, e l’altra in cui Celso parla da filosofo pagano qual è. Celso ridicolizzava i cristiani in quanto sacrificavano ad una fede cieca l’uso della ragione. Circa sessant’anni dopo la pubblicazione, il libro scritto da Celso ispirò una massiccia confutazione da parte di Origene nel Contro Celso, che è divenuto la nostra fonte di informazioni su Celso, il quale venne in seguito condannato insieme ad altri critici come Porfirio.

Celso non riconosce ai Cristiani nulla di buono, fu uno scrittore polemico nei confronti del cristianesimo. Accusa il cristianesimo di essere il figlio bastardo della religione giudaica e tollera solamente l’etica di Cristo e la dottrina del Logos . Da quello che si percepisce di Celso dagli scritti rinvenuti, si capisce che la sua religione non era niente di più e niente di meno che l’impero ed era un uomo acuto, logico, di mondo, scettico e satirico.

Leggete in che modo parla di Gesù:
“Gesù raccolse attorno a sé dieci o undici uomini sciagurati, i peggiori dei pubblicani e dei marinai, e con loro se la svignava qua e là, vergognosamente e sordidamente raccattando provviste”, inoltre lo accusa di avere imparato le arti magiche nel soggiorno in Egitto, utilizzando pratiche esoteriche.

La filosofia platonica di Celso ci può dare qualche indicazione sul contrasto filosofico e morale tra le sue posizioni e il cristianesimo originario: lui dice che è cosa difficile trovare il padre e creatore di questo universo, e dopo averlo trovato è impossibile renderlo conosciuto a tutti, l’anima eletta deve successivamente precisare e sviluppare; i cristiani al contrario sostenevano che dio è noto a tutti e che tutti possono conoscerlo; un altro punto di contrasto tra Celso e i cristiani è il problema del male. Celso considerava il male costante in quanto esso era una caratteristica della materia; perciò considerava assurda l’idea della resurrezione del corpo (a quel tempo ancora non ben definita ) e ridicolo qualsiasi tentativo di sollevare le masse dalla loro degradazione, non c’era possibilità di ascendere socialmente alle classi più elevate. Inoltre emerge anche parte del senso comune pagano nell’opera di Celso, infatti i pagani non potevano concepire un Dio come Gesù, un Dio povero, miserabile e assassinato in quella brutale maniera era una bestemmia per i pagani, un Dio non poteva e non doveva avere quelle basse qualità morali e sociali, la concezione pagana di Dio era opposta alla teologia cristiana, gli Dei pagani era temuti, riveriti, adorati per essere superiori all’uomo, si esaltava la loro potenza, meschinità, maestà, ricchezza, ecc…

Gesù invece, secondo Celso nacque da un adulterio e la sua pretesa dignità divina è smentita dalla sua povertà e dalla sua morte miserabile. Attributi divini impensabili per i pagani!

Arriviamo alla panthera, Celso scrive:
“Gesù era originario di un villaggio della Giudea e aveva avuto per madre una povera indigena che si guadagnava da vivere filando. Accusata di adulterio, perché resa incinta da un certo soldato di nome Panthera, fu scacciata da suo marito, un artigiano. Errando in modo miserevole, dette alla luce di nascosto Gesù. Costui, cresciuto, spinto dalla povertà, andò in Egitto a lavorare; qui apprese alcune di quelle arti segrete per cui gli Egiziani sono celebri, ritornò dai suoi tutto fiero per le arti apprese e grazie ad esse si autoproclamò Dio” (Contro Celso, 1, 28.32).

L’accusa di illegittimità e la figura del soldato Panthera sono state rinvenute anche in ambiente giudaico ( “Mishnah” di cui parlerò più avanti): in tal senso, l’origine del nome Gesù figlio di Panthera (Jesûa‘ ben Pandera), testimoniato con piccole varianti grafiche, sarebbe una corruzione del greco parthénos (vergine), una qualifica di Maria che sarebbe stata grossolanamente mal interpretata dai Giudei, fino a farne il nome di un presunto violentatore di lei.
“Panthera” è una deformazione della parola greca parthènos, “vergine”, che i cristiani applicavano a Maria. (delle scritture giudaiche ho approfondito nella parte 1)
Si confermava così, sia pure indirettamente, la dottrina cristiana della verginità di Maria, considerata come un dato comune nella Chiesa delle origini.
Origene risponde alle accuse di Celso, mettendo in risalto la perfetta ignoranza dei fatti del filosofo, ad esempio quando parla di dieci o undici discepoli, quando è ben noto che fossero dodici. Celso non condanna definitivamente la cristianità. Ammette che la cristianità è una dottrina coerente, e l’unica accusa che muove agli insegnamenti morali di Gesù è di plagio; è d’accordo con il concetto cristiano secondo cui il Logos è il figlio di Dio.
Quindi vogliamo continuare ancora con questa barzelletta della pantera? E’ un gioco di parole tra pantheros e parthenos, pantera e vergine, che faceva sollazzare gli anticristiani del primo secolo.

Sostengono questa tesi di Panthera i seguaci dei movimenti esoterici del sedicente guru Samael Aun Weor (antropologia gnostica, etc) vissuto nel ‘900.

Se non credete a come è nato Gesù nei vangeli, andatevi a leggere il corano!

E’ giusto farsi venire dei dubbi anche su Gesù, ma un po’ di onesta intellettuale non fa mai male, anzi!

Sull’autorevolezza di James Tabor che si richiama alla tesi di panthera (autore de “Dinastia di Gesù”) nutro seri dubbi, visto che le ricerche ed il libro di Tabor fanno riferimento alla scoperta da parte di un gruppo di archeologi americani, nei pressi di Gerusalemme, di un’ossario risalente al I secolo d.C. . In un primo momento l’ossario si pensa sia quella di Giacomo (presunto) figlio di Maria, fratello di Gesù. Da qui, una serie di indagini porterà alla luce il fatto che Gesù, primo di sette fratelli, non aveva nessuna intenzione di fondare una nuova religione, ma di restaurare, con l’aiuto di dodici governatori, il Regno di Israele, in quanto diretto discendente del re Davide. …ecc., ecc.” !

Un ossario perchè, al tempo di Gesù la sepoltura presso gli ebrei avveniva in due momenti: prima il corpo, unto con oli ed profumi, era deposto ad essiccarsi avvolto in un sudario; poi dopo un anno le ossa venivano raccolte e deposte in una cassetta.

L’ossario è stato ritenuto oramai da anni un clamoroso falso da tutti gli studiosi, e chi l’ha prodotto è anche finito in galera.

Più precisamente l’ossario è stato giudicato autentico, risalente al primo secolo d.c. rinvenuto in un cimitero tra tante altre tombe risalenti a all’epoca di Gesù, ma l’ISCRIZIONE E’ FALSA.

Anche la storia del ritrovamento della tomba è rocambolesco, pare che inizialmente non c’erano ne la tomba ne l’iscrizione perchè erano state rubate da esperti tombaroli, Tabor riesce ad entrare in contatto con emissari dei tombaroli che prospettano la restituzione delle iscrizioni rubate in cambio di cospicue somme di denaro, ma l’intifada del 2002 lo costringe in ottobre ad abbandonare il campo.

Verrà successivamente presentata alla stampa la cassetta funebre con l’iscrizione:
Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù

E’ un falso, prodotto da esperti falsari, infatti, un tribunale israeliano, dopo il sequestro da parte della magistratura, ha giudicato l’urna autentica, ma l’iscrizione parzialmente falsa e ha condannato a due anni quello che considera l’autore del falso. Tuttavia il procedimento penale è ancora aperto, tra un ricorso e l’altro e durerà anni. La parte falsa dell’iscrizione è l’ultima: “fratello di Gesù”. Quanto alla prima parte autentica, “Giacomo figlio di Giuseppe”, i due nomi da soli non dicono nulla, perchè la combinazione di soli due nomi molto comuni può a sua volta essere considerata comune. La vera schiacciante prova sarebbe stata l’autenticità della fratellanza con Gesù, per di più sottolineata in quel modo.
La falsità dell’iscrizione è stata dimostrata grazie al ritrovamento di sedimenti e componenti chimici differenti tra la prima parte della iscrizione e l’ultima, gli scienziati hanno dichiarato che l’ultima parte dell’iscrizione è palesemente falsa.
Il motivo che ha spinto il falsario a contraffare l’iscrizione può essere l’elevato valore che avrebbe acquisito sul mercato dei falsi, un iscrizione riguardante la presunta fratellanza di Gesù.

Sono delle congetture un po’ forzate quelle su Pantera, diciamoci la verità!

Il nome pantera appare anche sotto le varianti di Pantri, Pantori, Pandera. Dopo il definitivo distacco del cristianesimo dal giudaismo, i Giudei udivano dai cristiani di lingua greca asserire che Gesù era figlio di “parthènou”, ossia d’una vergine; e quindi il nome comune fu creduto nome proprio, e da appellativo della madre divenne nome personale del padre illegittimo. Questa spiegazione è molto verosimile, e dimostrerebbe una volta di più che il giudaismo non ebbe un suo particolare patrimonio di notizie riguardo a Gesù, ma le prese dal cristianesimo deformandole tendenziosamente.

Come dico sempre bisogna guardare il contesto in cui nascono queste storie e versioni, e non prendere tutto alla lettera.

Dopo la venuta di Gesù in Palestina, ci furono delle destabilizzazioni nel mondo ebraico, poichè molti riconobbero in Gesù il messia profetizzato nell’Antico Testamento, ma altri non lo riconobbero come il Messia, bensì come un sobillatore ed un impostore.
Le comunità rabbiniche giudaiche, per far fronte a questo terremoto religioso, e per ben distinguersi dal cristianesimo nato in ambito ebraico, iniziarono a denigrare la persona di Gesù, così come i seguaci delle prime comunità cristiane, l’intento era quello di relegare il personaggio stesso nell’ambito delle creazioni favolistiche di origine parodica, uno di questi metodi fu l’alterazione in senso ingiurioso del termine greco “parthenos” (cioè vergine) in Panthera e da quel nome iniziarono molte congetture. Celso in realtà, parlando di Yeshua ben Panthera, si riferì a quelle tradizioni orali, probabilmente circolanti già in epoca remota in quella parte della comunità giudaica romana ostile al cristianesimo, che incontriamo in forma molto simile nella letteratura rabbinica dei secoli successivi come il Mishnah nel Talmud. Ad un racconto così antico, circostanziato e ben argomentato, deve essere riconosciuta una certa storicità, anche se, come le successive attestazioni rabbiniche, non può essere preso alla lettera in quanto, almeno in qualche misura, sicuramente inficiato da un chiaro intento denigratorio nei confronti del cristianesimo.
L’ebraismo dei primi secoli dopo la nascita di Gesù si sentiva minacciato dal crescente consenso in favore del cristianesimo anche in ambito pagano.
Inoltre ricordo la devastante situazione ebraica negli anni che seguirono alla nascita di Cristo, con il saccheggio di Gerusalemme e la distruzione della città e del suo Tempio da parte delle truppe Romane al comando di Tito, futuro imperatore.
L’ebraismo di quegli anni fu colpito su più fronti in ambito religioso e sociale, a questo indebolimento religioso i rabbinati ebraici dei primi secoli risposero con dure condanne e denigrazioni del cristianesimo anche per distaccarsene definitivamente e non incorrere nelle persecuzioni anticristiane che nel frattempo iniziavano a colpire i cristiani nell’impero. Tutta la vicenda riguardo alle voci su panthera è possibile farla risalire dal II secolo in poi.

Queste opere di denigrazione da parte giudaica continuarono fino al medioevo e questo rende le fonti giudaiche e rabbiniche inattendibili poichè denotano:
• l’esigenza di ricostruire la fisionomia culturale e con essa l’identità nazionale di un popolo che non aveva più il proprio riferimento nel tempio e non aveva più una propria città santa;
• l’esigenza di creare un universo culturale e religioso simile ad un microcosmo blindato ed inaccessibile per popoli e culture ad esso estranee, per proteggersi dalle accuse del paganesimo prima e del cristianesimo poi. Per sortire tale risultato, intere narrazioni, sentenze, discussioni e approfondimenti della Mishnah e della Ghemarah (Talmud) furono resi criptici e fuorvianti per depistare;
• l’esigenza di difendersi dal feroce antisemitismo derivante dall’accusa di deicidio: evidentemente per gli eredi del mondo farisaico il modo migliore fu la reazione affidata alla parodia: se Gesù di Nazareth era all’origine dei propri guai, valeva la pena “farne il verso” evidenziandone in maniera grottesca le caratteristiche negative (apostasia… stregoneria… impostura ecc.). D’altra parte, confusa la memoria storica di fatti ormai lontani (per via di tragici eventi di portata epocale che avevano decimato più di una generazione), si sforzarono di delegittimarne natura e discendenza divina.
Quindi i testi giudaici riferiti a Panthera possono considerarsi inattendibili.

La tomba ritrovata in Germania potrebbe essere di chiunque, il soprannome Panthera era ampiamente in uso tra soldati romani, ed era un cognome molto diffuso nell’antica Roma (panther, panthera) e la pantera rientrava nella simbologia militare come le aquile, i leoni o i tori, potrebbe essere un soprannome o un riferimento iconografico che richiamava al coraggio o alla ferocia del soldato in battaglia. Oltretutto il nome Panthera si ritrova in iscrizioni di numerosi soldati romani in Palestina, quindi è plausibile che in Palestina vi fosse di istanza una legione che portasse quel nome, o probabilmente era una modalità per distinguere i soldati provenienti dalla Palestina che avevano il colore della pelle più scuro come una pantera.

La tomba più precisamente è intestata a Tiberius Julius Abdèus Panther (Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera), milite dell’esercito romano nel quale, probabilmente, rivestì il grado di centurione, di una coorte militare di guarnigione in Palestina fino al 9 d.C. Successivamente fu trasferito in Germania e morì all’età di 62 anni vicino all’attuale Bingerbrück dove è stato trovato un monumento funebre in cui appare inciso il suo nome:

Tiberio Giulius Abdes Panthera
di Sidone, anni 62
soldato con 40 anni di servizio
nella prima coorte di arcieri
giace qui.

Sulla tomba compare anche il riferimento a Sidone, quindi è vero che il soldato era originario di Sidone che era situato nella regione siro-fenicia (confinante con la Galilea, attuale Libano) a 35 km da Tiro. L’esercito romano era multietnico, composto non solo da romani, ma da moltitudini di legionari provenienti da ogni parte dell’impero, quindi anche dal medioriente.
E’ molto probabile che il siro Panthera fosse comunque di discendenza ebraica, questa origine ebraica entrerebbe in contrasto quindi, con le fonti rabbiniche e Mandee (gnostici) che accusavano Gesù di essere un Romano, era un evidente intento diffamatorio e privo di alcun fondamento, l’obbiettivo era quello di provare che Gesù era esterno al mondo ebraico.
L’origine mediorientale di Panthera è sostenuta dalle ricerche operate sulla tomba, le quali ci dicono che era originario di Sidone nella siro-fenicia, che il soldato non era quindi romano di nascita ma aveva acquisito il nome TIBERIO GIULIO dal nome dei due imperatori per cui è stato al servizio, il nome di origine ABDES è una versione latinizzata dell’aramaico (diffuso in medioriente) “EBED” che significa servo di Dio.

E’ interessante anche osservare come dalla formula (polemica e anticristiana) Gesù-ben Pantera sia sorta, per assonanza, l’immagine figurata di Gesù come pantera, leopardo o tigre, frequente nei bestiari medievali.

Riguardo al vangelo di Tommaso non ci sono riferimenti a Panthera e nemmeno alla romanità di Gesù, il vangelo di Tommaso non è un racconto, ma è composto da 114 detti che Gesù avrebbe trasmesso a Tommaso. Presumo che la frase incriminata sarebbe questa:
[105] Gesù disse: ” Colui che conosce il padre e la madre sarà detto “figlio di una prostituta” ”

Questa frase potrebbe aprirsi a qualsiasi interpretazione. E comunque essendo frasi singole scritte indipendentemente da un preciso contesto, ognuno può dargli il significato che meglio crede. Quindi anche questa fonte non è molto attendibile.

Inoltre se ai tempi di Gesù si fosse anche solo saputo (non erano necessarie molte prove) che Maria già promessa sposa a Giuseppe avesse avuto un rapporto al di fuori del fidanzamento (prematrimoniale) con uomo pagano originario di Sidone e per di più passato alle file dell’esercito oppressore, sarebbe stata lapidata per direttissima e tutta la sua famiglia ricoperta di infamia per generazioni. Quindi è chiaro che la storia è stata costruita posteriormente, ed è strano che nessuno ne fosse a conoscenza durante la vita di Gesù! Non appena se ne fosse avvertito il sentore di questa relazione clandestina sarebbero stati condannati e ripudiati dalle rispettive famiglie sia Maria che Giuseppe in quanto responsabile della donna affidatagli. Aggiungo che se ci fossero stati anche solo voci sulla relazione di Maria con un soldato romano pagano sarebbe stato impossibile presentare Gesù al tempio adempiendo alla legge mosaica. Inoltre i vangeli ci dicono che Giuseppe e Maria erano genitori molto osservanti che ogni anno si recavano al tempio di Gerusalemme per celebrare la Pasqua, sarebbe stato impossibile mettervi piede se solo ci fossero state voci sulla relazione di Maria con un soldato romano, l’esercito oppressore!
E’ evidente che questa è un’accusa infamante nata a posteriori, per screditare i cristiani.
Se la relazione con Panthera fu così rilevante per gli ebrei secoli dopo la morte di Gesù, perchè non lo fu per gli stessi ebrei contemporanei di Gesù?

Riguardo al riferimento del viaggio di Gesù a Sidone, come se volesse andare a trovare suo padre Panthera, è citato in Marco e Matteo.
Gesù andò a Sidone per ricambiare la grande quantità gente che da Sidone andò in Galilea ad ascoltare i suoi discorsi, Tiro e Sidone erano una regione avversa agli ebrei del tempo perchè erano di religione pagana per questo erano considerati impuri, proprio per questi presupposti Gesù ci va, ed aveva i suoi buoni motivi: insegnare che non devono esistere barriere tra popoli e razze diverse e che un vero credente non può ritenere Dio una specie di proprietà privata, al punto che tutti quelli che non credono nello stesso Dio, siano da radiare da questo mondo! Se ha voluto andare nel territori di Tiro e di Sidone è perché aveva un suo progetto, una sua lezione da dare agli ebrei e a tutti i fanatici religiosi, è significativo il suo viaggio a Sidone in quanto fa conoscere il suo messaggio ai pagani, vuole aiutarli!

Come in molte altre località che Gesù tocca nella predicazione in Palestina, spesso si ritira in case lontane dalla folla o di nascosto per non essere visto e assalito dalla moltitudine di gente osannante che richiedeva miracoli e benedizioni. Ad esempio anche in Marco 7-17:18 dove si racconta il viaggio a Betsaida si dice: ” Ed entrato in una casa lontano dalla folla, i suoi discepoli gli domandarono…”
Poi non bisogna fare la solita furbata in cui si prende il pezzo di una frase tagliando tutto il resto, perchè se leggiamo attentamente il vangelo:

Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi…

Come si legge, Gesù non fa neanche a tempo ad entrare nella casa dove voleva nascondersi, perchè subito una donna lo riconosce e si butta ai suoi piedi, è la Cananea che ha una figlia posseduta da demonio.

Le illazioni che pretendono che Gesù vada a Sidone per incontrare il padre pantera non reggono.

Controlliamo le datazioni: Gesù iniziò a predicare all’età di 29/30 anni, quindi se la data storica della morte di Cristo si fa risalire dal 30 al 33 d.c. ipotiziamo che abbia iniziato a predicare nel 25 d.c., è molto probabile che Gesù si sia recato a Sidone tra il 25 e il 30 d.c., peccato che Panthera non l’avrebbe comunque trovato perchè la prima coorte di Arcieri, in cui milito Abdes, sarebbe giunta dalla Dalmazia nel 6 D.C. proveniente dalla Palestina, e fu stata trasferita alla confluenza del Reno e del Nahe nel 9 D.C.
Quindi arruolato nell’esercito romano rimase in Palestina fino al 6 d.c., Gesù sarebbe dovuto andare in Germania per trovarlo!

La teoria del Panthera fa acqua da tutte le parti!

http://www.deiricchi.it/index.php?op=2&se=19&ar=&do=1330

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C., sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C. esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!

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Bibliografia e Fonti;

The Jesus Dynasty: The Hidden History of Jesus, His Royal Family, and the Birth of ChristianityPaperback– April 24, 2007

http://www.amazon.com/The-Jesus-Dynasty-History-Christianity/dp/074328724X

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http://www.beliefnet.com/columnists/bibleandculture/2006/04/did-jesus-found-a-dynasty-james-tabors-new-book.html

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http://www.edizpiemme.it/autori/james-d-tabor

http://www.sindone.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=50

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Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_storico

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Centro Anti-Blasfemia

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home

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