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febbraio 4, 2016

LA TOMBA DI TALPIOT NON ERA LA TOMBA DI GESU’ E DEI SUOI FAMIGLIARI

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LA TOMBA DI TALPIOT NON ERA LA TOMBA DI GESU’ E DEI SUOI FAMIGLIARI

LA TOMBA TALPIOT
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DAL 2007 AD OGGI C’E’ UN GEOLOGO ISRAELIAN ARYEH SHIMRON CHE AFFERMA FALSITA’ SU GESU’, SAREBBE STATA TROVATA LA SUA TOMBA!
E che Yehoshua e Yoseph – i nomi trovati sull’ossuario (trovato a Talpiot )- erano molto comuni nella Gerusalemme di duemila anni fa e quindi il fatto di trovarli insieme in una tomba di famiglia da solo non prova proprio nulla.
Amos Kloner, l’archeologo israeliano che per primo ha studiato quei reperti, non dà credito all’operazione: «Vogliono soltanto ricavarne dei soldi, quella non è la tomba di Gesù».
«Ogni Natale e ogni Pasqua arrivano queste baggianate – spiega al Giornale padre Michele Piccirillo, l’archeologo francescano che da una vita studia i reperti della Terra Santa (www.terrasanta.net) –. Questa presunta scoperta è una bufala: sarebbe come scavare in un cimitero italiano e credere di aver trovato il corpo di Mussolini perché su una tomba si è trovato il nome Benito. Qualche tempo fa ci avevano provato dicendo di aver individuato la tomba di Caifa oppure la grotta di Giovanni il Battista».
Padre Piccirillo così spiega la tendenza a identificare questi ossari come cristiani: «Nel 1954 si tenne a Roma un convegno di archeologia cristiana e mentre si parlava della tomba di Pietro sotto la Basilica, il professor Eliezer Sukenik disse che in realtà l’urna funeraria del principe degli apostoli era al museo della Flagellazione, a Gerusalemme, di proprietà dei francescani. C’è lì infatti un’urna con l’iscrizione in aramaico «Simone figlio di Giona», che è il nome di Pietro. Ma anche in questo caso, ciò non significa niente, sarebbe come attribuire al Manzoni un’urna con scritto «Alessandro figlio di Pietro».
L’archeologo francescano svela anche un altro interessante particolare: «Credo che dietro all’operazione ci sia una questione di soldi. Appartiene infatti a queste presunte identificazioni anche l’ossario di “Giacomo”, che si è voluto identificare come il fratello di Gesù. Un reperto che è stato acquistato da un museo israeliano ma che un tribunale ha sancito essere falso. Non escluderei che il documentario di Cameron si inserisca in questa battaglia legale».
Inizialmente questi ossari furono attribuiti alla comunità giudeo-cristiana: secondo la legge ebraica, infatti, non è possibile toccare i morti e dunque risulta strano che qualche tempo dopo la sepoltura vi fosse chi raccoglieva le ossa del defunto per riporle in queste urne. «Ma dopo la conquista israeliana dell’intera città – continua Piccirillo – con l’intensificarsi degli scavi, sono emerse tantissime tombe di questo tipo e l’idea che si tratti di resti cristiani non sta più in piedi».
Quanto all’identificazione, «è dai tempi di Sukenik che si gioca con i nomi e di questo passo non mi stupirei se qualcuno affermasse di aver trovato anche le ossa di Dio. Noi francescani in Terra Santa una volta eravamo accusati di essere inventori di santuari, creduloni. Adesso invece siamo i difensori della scienza, contro i parolai che ogni anno propongono assurde “scoperte”. Ci vedo purtroppo una strategia, motivata da scopi economici. Che in questo caso si traduce anche in un attacco al cristianesimo. Nulla, proprio nulla, ci dice che quegli ossari siano legati in qualche modo a Gesù di Nazaret. Mentre le fonti che identificano il luogo del sepolcro di Cristo sono pre-bizantine. Se la storia si fa con i documenti, non possiamo non tenerne conto. Già Eusebio e Girolamo scrivevano che l’imperatore Adriano aveva voluto seppellire il luogo dove si venerava la resurrezione di Gesù costruendoci sopra un tempio pagano. Costantino, tra il 325 e il 335, farà abbattere quella costruzione e dagli scavi emergerà il Santo Sepolcro».
Questi nomi erano così comuni nella Terrasanta antica che a nessun archeologo è venuto in mente di collegare quelle ossa al Messia. Undici anni più tardi, il documentario The Lost Tomb of Jesus (Discovery, 2007), diretto da James Cameron, rievocava la scoperta, in stile thriller, collegando i nomi a Gesù e alla sua famiglia.
L’urna di argilla con l’iscrizione, in ebraico, “Gesu’, figlio di Giuseppe” e’ stata trovata nel 1980 a Talpiot, un quartiere meridionale di Gerusalemme. Insieme ad altre cinque urne con i nomi di Maria, un’altra Maria, Giuseppe, Matteo e “Giuda, figlio di Gesu'”, era dentro una caverna che fu fatta esplodere con il tritolo per far posto ad un palazzo.
All’ epoca gli archeologi israeliani non diedero importanza alla scoperta ma, nel 1996, un documentario della ‘Bbc’ porto’ il caso in primo piano. Quella di Gesu’ assomiglia ad una scatola, misura 65 centimetri per 25 e ha una profondita’ di 30 centimetri. Non contiene ossa né cenere. Nel primo secolo dopo Cristo gli ebrei usavano questo tipo di contenitori per le ossa dei defunti che venivano raccolte dall’ originario luogo di sepoltura un anno dopo la morte. In quelli riemersi a Talpiot nel 1980 non ci sono ossa, segno – sottolinea la ‘Bbc’- che furono vandalizzati, con ogni probabilita’ in tempi molto antichi. L’archeologo israeliano Amos Kloner, intervistato dalla Bbc, osservo’ che i nomi ‘Yeshua’ (Gesu’), ‘Yoseph’ (Giuseppe), ‘Mati’ (Matteo), ‘Yehuda’ (Giuda), e ‘Miriam’ (Maria) o ‘Marya’ nella versione greca, erano molto comuni in quel tempo, e concluse: “Penso che la probabilita’ che si tratti della famiglia di Gesu’ Cristo sia quasi vicina a zero”. Comunque, ossari con gli stessi nomi (ed altri) erano gia’ venuti alla luce in passato.
Nel 1873, in un ipogeo del Monte degli Ulivi, a sud est di Gerusalemme, erano venute alla luce urne con i nomi di Gesu’, Giuda, Maria, Marta, Salomé, Lazzaro. Nel 1945, sempre nella zona di Talpiot, erano stati trovati 14 ossari con i nomi di Gesu’ e Miriam figlia di Simeone. A ottobre 2002 compare un’urna funebre, di circa 50 centimetri, con la scritta “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesu'”, proprieta’ di un controverso collezionista israeliano, Oded Golan, che ha spiegato di averlo acquistato 15 anni prima per qualche centinaio di dollari da un commerciante arabo di antichita’. Questa presunta scoperta viene smascherata presto come un falso dal Dipartimento israeliano per le antichita’ che dimostra che la scrittura non e’ autentica e che inoltre, in alcuni punti, la incisione delle lettere ebraiche tagliava la patina che aveva ricoperto l’ossario.
RIASSUNTO DEGLI ARTICOLI RIPORTATI QUI IN SEGUITO
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Un geologo israeliano: “Ho trovato la tomba di Gesù”
12 Aprile 2015
Aryeh Shimron ha lavorato sul caso per 35 anni eseguendo oltre 150 test. Alla vigilia di Pasqua ha rivelato la sua presunta scoperta in una lunga intervista con il New York Times ma soltanto oggi la notizia viene ripresa da diversi media internazionali.
NEW YORK. “Gesù non è mai risorto e fu sepolto in una tomba «di famiglia» con la moglie Maria Maddalena e il figlio Giuda”. Non è la trama dell’ultimo kolossal americano sulla vita di Cristo ma la tesi di un geologo israeliano che sostiene di avere prove «virtualmente inequivocabili» che la Tomba di Talpiot, sito funebre scoperto negli anni ’80 a Gerusalemme est, sia il luogo in cui è stato sepolto Gesù con moglie e figlio.
Aryeh Shimron ha lavorato sul caso per 35 anni eseguendo oltre 150 test. Alla vigilia di Pasqua ha rivelato la sua presunta scoperta in una lunga intervista con il New York Times ma soltanto oggi la notizia viene ripresa da diversi media internazionali. Al centro di un documentario di James Cameron del 2007 intitolato ‘L’ultima tomba di Gesu«, a Talpiot furono ritrovati nove ossari sui quali erano iscritti nomi associati con il Nuovo Testamento e anche quelli di ‘Gesù figlio di Giuseppè, ‘Marià. All’epoca la scoperta fu bollata come una mera coincidenza, ma per Shimron invece c’è molto di più. La sua tesi si basa sul ritrovamento di un decimo ossario sul quale c’è l’iscrizione in aramaico, ‘Giacomo figlio di Giuseppe fratello di Gesu». «Le prove vanno oltre quanto mi aspettassi», ha dichiarato lo studioso. Dai test geochimici che ha eseguito sui resti contenuti negli ossari, secondo Shimron, emerge che Gesù si è sposato e ha avuto un figlio. Non solo, la presenza stessa dei resti negherebbe di fatto che la resurrezione sia mai avvenuta.
La tesi del geologo è destinata a suscitare un forte dibattito nella comunità scientifica e un’ondata di polemiche da parte degli esponenti religiosi, come avvenne in passato con l’uscita del documentario su Talpiot. Intanto il collezionista proprietario dell’ ‘ossario di Giacomo’ ha sminuito la scoperta definendola «non definitiva» e gli archeologi israeliani prendono tempo dichiarando di voler aspettare che la ricerca sia pubblicata su una rivista accademica.
 
8 04 2015 Aryeh Shimron, ora avrebbe fatto una nuova scoperta;
La nuova scoperta del geologo invece riguarderebbe decimo ossario, una bara di marmo trafugata dalla tomba prima della sua scoperta e acquistata da un collezionista israeliano nel 1970. Qui il geologo sostiene di aver decifrato un’incisione in aramaico che reciterebbe “Giacomo figlio di Giuseppe fratello di Gesù”. Se così fosse, verrebbe rafforzata l’ipotesi che la tomba fosse di proprietà di Gesù Cristo e della sua famiglia: un’ipotesi a cui molti studiosi non credono
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IL MISTERO DELLA TOMBA DI GESU’
In un sepolcro di Gerusalemme due archeologi avrebbero scoperto la più antica rappresentazione della risurrezione. Operazione molto commerciale e poco storica
Giorgio Bernardelli
27/11/2011
Come luminarie e mercatini, anche il mondo dell’archeologia spettacolo ci segnala che Natale si sta avvicinando. Insieme ai pacchi della festa è infatti in via di confezionamento la «nuova scoperta» destinata a farci capire come sono andate sul serio le cose nella vicenda di quel tale chiamato Gesù.
Basta andare sul sito del grande gruppo editoriale americano Simon & Schuster per scoprire che il 3 gennaio arriverà in libreria The Jesus Discovery, il nuovo best-seller di Simcha Jacobovici e James Tabor. La «scoperta di Gesù» nel senso che questi due archeologi avrebbero trovato, in una tomba rimasta sigillata fino ad oggi a Gerusalemme, la più antica rappresentazione della risurrezione, che (secondo loro) precederebbe addirittura i racconti dei Vangeli. Qualcuno potrebbe far notare che il 3 gennaio viene dopo Natale. Ma niente paura: lo scarno comunicato di Simon & Schuster annuncia già che il libro arriverà sugli scaffali solo dopo che sul canale tv di National Geographic sarà andato in onda in prima serata un documentario curato dagli stessi archeologi. Preceduto, ovviamente, dall’immancabile conferenza stampa in cui i due sveleranno i dettagli di questa scoperta che – citiamo testualmente – «è destinata a rivoluzionare quello che sappiamo su Gesù e sugli inizi del Cristianesimo». Basta fare due conti e ci si accorge che l’operazione arriverà sui giornali di mezzo mondo più puntuale di un orologio svizzero.
Del resto il protagonista di questa storia è una vecchia conoscenza: Simcha Jacobovici è infatti lo stesso archeologo israelo-canadese che – alla vigilia della Pasqua 2007 – fece sobbalzare il mondo con un altro documentario andato in onda su Discovery Channel: sosteneva, infatti, di aver trovato nel quartiere di Talpiot a Gerusalemme la vera tomba di «Gesù figlio di Giuseppe». Un sepolcro però pieno: Gesù sarebbe ancora lì e dunque la sua risurrezione sarebbe un mito. Per di più – ciliegina sulla torta, in perfetto stile Codice da Vinci – non sarebbe solo: negli ossuari di quella tomba di famiglia sarebbero sepolte anche la madre Maria, la moglie Maria Maddalena e un figlio chiamato Giacomo. L’«eccezionale scoperta» diede la stura a una valanga di articoli, resa possibile da una mossa scaltra: il documentario andò in onda a scatola chiusa, senza alcun confronto scientifico con altri archeologi sulle prove mostrate. Perché se no sarebbe venuto fuori che quella tomba in realtà era già stata scoperta 25 anni prima e nessuno l’aveva interpretata in quel modo. E che Yehoshua e Yoseph – i nomi trovati sull’ossuario – erano molto comuni nella Gerusalemme di duemila anni fa e quindi il fatto di trovarli insieme in una tomba di famiglia da solo non prova proprio nulla. Il giochetto poté così fruttare comunque un audience da 4 milioni di spettatori e un Emmy Award a Jacobovici, noto al grande pubblico per la trasmissione The naked archeologist (in onda anche su History Channel).
Ora, dunque, ci riprova con un’altra tomba scoperta proprio nella stessa zona di Talpiot. Come al solito per il momento si sa pochissimo su questa eccezionale prima rappresentazione della risurrezione di Gesù:l’anticipazione del libro parla solo di due ossuari su cui sono scolpite un’immagine e un’iscrizione in greco. Un dettaglio, però, appare già chiarissimo: l’archeologo israelo-canadese non ha per niente cambiato idea sul fatto che si tratti solo di un racconto mitico. Perché Simon & Schuster si affretta a precisare che il nuovo best-seller «rilancia» l’attendibilità della «tomba di famiglia di Gesù», dal momento che la nuova scoperta è avvenuta ad appena 200 piedi di distanza (60 metri) da quella balzata all’onore delle cronache nel 2007.
C’è da aggiungere che ultimamente Jacobovici sembra essere diventato una vera e propria fabbrica di questo tipo di operazioni. Quest’anno, infatti, già a Pasqua aveva sparato un’altra cartuccia: i chiodi della croce di Gesù, ritrovati nella tomba di un certo Caifa, che per lui senza ombra di dubbio sarebbe il sommo sacerdote di cui parlano i racconti della Passione. Accortosi dell’importanza del condannato – è la sua tesi – avrebbe conservato quel cimelio. Inutile aggiungere che anche il quel caso altri archeologi hanno fatto notare come il tipo di tomba fosse incompatibile con il prestigio di un sommo sacerdote; e che i chiodi esibiti nell’immancabile conferenza stampa fossero troppo corti rispetto a quelli comunemente usati dai romani nelle crocifissioni.
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L’’ultima bufala su Gesù Cristo un film sulla tomba di famiglia
Andrea Tornielli – Dom, 04/03/2007 – 03:03
da Roma

Puntuale come ogni anno, sotto Pasqua, arriva la bufala su Gesù. Nel 2006 ci aveva pensato il National Geographic a presentarci il «Vangelo di Giuda», testo gnostico che riabilita l’apostolo traditore facendone un eroe.
Quest’anno è il regista di «Titanic», James Cameron, che ha prodotto un film documentario, in onda stasera su Discovery Channel, nel quale sostiene di aver individuato le ossa di Gesù, della «moglie» Maria Maddalena, e di alcuni figli (tra cui un Giuda).
Una «scoperta» e una identificazione alla quale gli archeologi non danno un briciolo di credito. Ancora una volta, dunque, aveva ragione Chesterton nel constatare che il guaio dell’uomo d’oggi non è il non credere in nulla; è, al contrario, il credere a tutto.
Cameron, nel documentario «La tomba perduta di Gesù», presenta 2 antichi ossari, dove venivano raccolti i resti dei defunti un anno dopo la sepoltura, scoperti nel 1980 durante i lavori di costruzione di un condominio a Talpiot, quartiere a nord di Gerusalemme. La tomba è ben lontana dal Santo Sepolcro, il luogo venerato come sepoltura di Gesù e identificato come tale fin dai primissimi secoli. Amos Kloner, l’archeologo israeliano che per primo ha studiato quei reperti, non dà credito all’operazione: «Vogliono soltanto ricavarne dei soldi, quella non è la tomba di Gesù». Ci sono voluti 20 anni per decifrare i nomi sugli ossari: Gesù figlio di Giuseppe, Maria, una seconda Maria, Matteo, un altro Giuseppe e infine Giuda. Un gruppo familiare, nomi comunissimi nella Palestina dei primi secoli dell’era cristiana. Secondo Cameron si tratta, invece, della famiglia del Nazareno. E per provarlo intende presentare anche i risultati del test sul Dna (ma con quale altro Dna l’avrà comparato?).
«Ogni Natale e ogni Pasqua arrivano queste baggianate – spiega al Giornale padre Michele Piccirillo, l’archeologo francescano che da una vita studia i reperti della Terra Santa (www.terrasanta.net) –. Questa presunta scoperta è una bufala: sarebbe come scavare in un cimitero italiano e credere di aver trovato il corpo di Mussolini perché su una tomba si è trovato il nome Benito. Qualche tempo fa ci avevano provato dicendo di aver individuato la tomba di Caifa oppure la grotta di Giovanni il Battista».
Padre Piccirillo così spiega la tendenza a identificare questi ossari come cristiani: «Nel 1954 si tenne a Roma un convegno di archeologia cristiana e mentre si parlava della tomba di Pietro sotto la Basilica, il professor Eliezer Sukenik disse che in realtà l’urna funeraria del principe degli apostoli era al museo della Flagellazione, a Gerusalemme, di proprietà dei francescani. C’è lì infatti un’urna con l’iscrizione in aramaico «Simone figlio di Giona», che è il nome di Pietro. Ma anche in questo caso, ciò non significa niente, sarebbe come attribuire al Manzoni un’urna con scritto «Alessandro figlio di Pietro».

 L’archeologo francescano svela anche un altro interessante particolare: «Credo che dietro all’operazione ci sia una questione di soldi. Appartiene infatti a queste presunte identificazioni anche l’ossario di “Giacomo”, che si è voluto identificare come il fratello di Gesù. Un reperto che è stato acquistato da un museo israeliano ma che un tribunale ha sancito essere falso. Non escluderei che il documentario di Cameron si inserisca in questa battaglia legale».
Inizialmente questi ossari furono attribuiti alla comunità giudeo-cristiana: secondo la legge ebraica, infatti, non è possibile toccare i morti e dunque risulta strano che qualche tempo dopo la sepoltura vi fosse chi raccoglieva le ossa del defunto per riporle in queste urne. «Ma dopo la conquista israeliana dell’intera città – continua Piccirillo – con l’intensificarsi degli scavi, sono emerse tantissime tombe di questo tipo e l’idea che si tratti di resti cristiani non sta più in piedi».
Quanto all’identificazione, «è dai tempi di Sukenik che si gioca con i nomi e di questo passo non mi stupirei se qualcuno affermasse di aver trovato anche le ossa di Dio. Noi francescani in Terra Santa una volta eravamo accusati di essere inventori di santuari, creduloni. Adesso invece siamo i difensori della scienza, contro i parolai che ogni anno propongono assurde “scoperte”. Ci vedo purtroppo una strategia, motivata da scopi economici. Che in questo caso si traduce anche in un attacco al cristianesimo. Nulla, proprio nulla, ci dice che quegli ossari siano legati in qualche modo a Gesù di Nazaret. Mentre le fonti che identificano il luogo del sepolcro di Cristo sono pre-bizantine. Se la storia si fa con i documenti, non possiamo non tenerne conto. Già Eusebio e Girolamo scrivevano che l’imperatore Adriano aveva voluto seppellire il luogo dove si venerava la resurrezione di Gesù costruendoci sopra un tempio pagano. Costantino, tra il 325 e il 335, farà abbattere quella costruzione e dagli scavi emergerà il Santo Sepolcro».
 
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Questi nomi erano così comuni nella Terrasanta antica che a nessun archeologo è venuto in mente di collegare quelle ossa al Messia. Undici anni più tardi, il documentario The Lost Tomb of Jesus (Discovery, 2007), diretto da James Cameron, rievocava la scoperta, in stile thriller, collegando i nomi a Gesù e alla sua famiglia.
 
 
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Tomba di Gesù: nuove ipotesi da un film

1/01/1970 01:00:00

Desta gia’ interesse in Israele un documentario che il regista James Cameron (‘Titanic’) si accinge a presentare nei prossimi giorni negli Stati Uniti in cui afferma che una cripta scoperta per caso nel 1980 a Gerusalemme “ospito’ gli ossari di Gesu’ di Nazareth e della Vergine Maria e di Maria Maddalena”. Il documentario e’ firmato anche dal documentarista Simcha Jacobovici con la consulenza dell’archeologo Charles Pellegrino. Il giornale Yediot Ahronot dedica grande attenzione all’evento e promette che pubblichera’ informazioni molto piu’ estese lunedi’, prima della conferenza stampa dei realizzatori del documentario.

 Una portavoce del Dipartimento israeliano per le antichita’,Osnat Guez, ha confermato all’ANSA che, su richiesta del canale televisivo Discovery, alcune urne funebri trovate nel 1980 a Talpiot (a Gerusalemme) sono state inviate nei giorni scorsi negli Stati Uniti. Ma il Dipartimento, ha aggiunto, non esprime alcun giudizio scientifico sul documentario in questione. Gli ossari di Talpiot, ha aggiunto, furono studiati da un esperto (il professor Amos Kloner) che non dipende dal Dipartimento.
Cameron, scrive Yediot Ahronot, ha lavorato per tre anni seguendo le indagini condotte da Jacobovici e Pellegrino sia sul terreno che in laboratori di varie specializzazioni. Il giornale precisa che nella cripta di Talpiot furono trovati dieci ossari, su sei dei quali erano incisi i seguenti nomi, tutti molto frequenti nella zona duemila anni fa: Yeshua (Gesu’) Bar Yosef, Maria (due volte), Mati (Matteo), Yofe e Yehuda (Giuda) Bar Yeshua.
 Il giornale israeliano anticipa che gli autori del documentario ritengono che egli fosse “il figlio di Gesu’ “. Alcuni anni fa un’altra urna funebre, di proprieta’ di un controverso collezionista israeliano, fu presentata come quella di “Yaakov Bar Yosef Ahi Yeshu” (Giacomo figlio di Giuseppe, fratello di Gesu’). Di fronte al clamore internazionale, il reperto fu studiato da esperti israeliani i quali giunsero nel 2003 alla conclusione che l’ossario sembrava effettivamente risalire al primo secolo d.C, mentre la scritta lasciava adito a forti dubbi: sia per la calligrafia, sia per il contenuto, sia per la patina che la copriva.
 Un rapporto presentato allora alla Knesset (parlamento) stabili’ che la incisione della scritta era da ritenersi un falso. Ma in un comunicato stampa che presenta un libro di prossima pubblicazione (pure intitolato ‘La Tomba di Gesu’, firmato da Jacobovici e Pellegrino) sostiene che fra i dieci ossari di Talpiot e la urna “di Giacomo” esiste un legame “che lascia sbigottiti”. Le spiegazioni del caso, conclude Yediot Ahronot,saranno divulgate lunedi’ dai programmi di Discovery, dal Channel 4 britannico e da una televisione canadese.
 I TANTI RITROVAMENTI DELLE TOMBE DI GESU’ – L’urna di argilla con l’iscrizione, in ebraico, “Gesu’, figlio di Giuseppe” e’ stata trovata nel 1980 a Talpiot, un quartiere meridionale di Gerusalemme. Insieme ad altre cinque urne con i nomi di Maria, un’altra Maria, Giuseppe, Matteo e “Giuda, figlio di Gesu'”, era dentro una caverna che fu fatta esplodere con il tritolo per far posto ad un palazzo.
 All’ epoca gli archeologi israeliani non diedero importanza alla scoperta ma, nel 1996, un documentario della ‘Bbc’ porto’ il caso in primo piano. Quella di Gesu’ assomiglia ad una scatola, misura 65 centimetri per 25 e ha una profondita’ di 30 centimetri. Non contiene ossa né cenere. Nel primo secolo dopo Cristo gli ebrei usavano questo tipo di contenitori per le ossa dei defunti che venivano raccolte dall’ originario luogo di sepoltura un anno dopo la morte. In quelli riemersi a Talpiot nel 1980 non ci sono ossa, segno – sottolinea la ‘Bbc’- che furono vandalizzati, con ogni probabilita’ in tempi molto antichi. L’archeologo israeliano Amos Kloner, intervistato dalla Bbc, osservo’ che i nomi ‘Yeshua’ (Gesu’), ‘Yoseph’ (Giuseppe), ‘Mati’ (Matteo), ‘Yehuda’ (Giuda), e ‘Miriam’ (Maria) o ‘Marya’ nella versione greca, erano molto comuni in quel tempo, e concluse: “Penso che la probabilita’ che si tratti della famiglia di Gesu’ Cristo sia quasi vicina a zero”. Comunque, ossari con gli stessi nomi (ed altri) erano gia’ venuti alla luce in passato.
Nel 1873, in un ipogeo del Monte degli Ulivi, a sud est di Gerusalemme, erano venute alla luce urne con i nomi di Gesu’, Giuda, Maria, Marta, Salomé, Lazzaro. Nel 1945, sempre nella zona di Talpiot, erano stati trovati 14 ossari con i nomi di Gesu’ e Miriam figlia di Simeone. A ottobre 2002 compare un’urna funebre, di circa 50 centimetri, con la scritta “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesu'”, proprieta’ di un controverso collezionista israeliano, Oded Golan, che ha spiegato di averlo acquistato 15 anni prima per qualche centinaio di dollari da un commerciante arabo di antichita’. Questa presunta scoperta viene smascherata presto come un falso dal Dipartimento israeliano per le antichita’ che dimostra che la scrittura non e’ autentica e che inoltre, in alcuni punti, la incisione delle lettere ebraiche tagliava la patina che aveva ricoperto l’ossario.
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Supposed Discovery of Jesus’ Family Tomb
 
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DIECI RAGIONI DI ARCHEOLOGI E STUDIOSI CHE PROVANO LA FALSITA’ DELLE SCOPERTE DI JAMES CAMERON
8 Marzo 2007
Fonte:
La riproduzione di questa traduzione in italiano è consentita solo alle seguenti condizioni:
a) che venga riprodotta integralmente senza togliere né cambiare niente, compreso il nostro commento finale;
b) che vengano sempre citate tutte le fonti;
c) che venga sempre riportato l’indirizzo completo del presente sito che pubblica l’articolo per la prima volta in italiano:
d) che vengano sempre riportate tutte queste precisazioni di cui ai punti A, B, C e D.
(Giugno 2007)
1. I risultati dei tests sul DNA mitocondriale recuperato negli ossari non provano affatto che si tratta del Gesù di Nazareth storico.
2. L’analisi delle statistiche non è affidabile.
3. Il nome di “Gesù” era un nome molto diffuso durante il primo secolo: appariva su altre 98 tombe e ben 21 ossari
4. Non esiste alcuna prova storica attestante che Gesù sia stato sposato e abbia avuto un figlio.
5. I primi discepoli di Gesù NON LO HANNO MAI CHIAMATO “Gesù figlio di Giuseppe” !
6. E’ fortemente improbabile che Giuseppe, che è morto in Galilea, sia stato sepolto a Gerusalemme, poiché durante il censimento di Cesare Augusto, EGLI ABITAVA A NAZARETH, ed era andato a iscriversi a Betlemme, città di David!
7. La Tomba e gli ossari scoperti a Talpiot (quartiere di Gerusalemme) testimoniano che essi appartengono AD UNA FAMIGLIA RICCA, E QUESTO STORICAMENTE NON CORRISPONDE AFFATTO A CIO’ CHE SAPPIAMO DELLA FAMIGLIA DI GESU’ !
8. Eusebio, primo storico del cristianesimo, racconta che il corpo di Giacomo, fratello di Gesù, è stato sepolto da solo vicino al Monte del Tempio e che durante i primi secoli, andavano a raccogliersi sulla sua tomba, e questa è una prova in più che la tomba di Talpiot non è affatto quella della “famiglia di Gesù”.
9. Gli ossari delle due Marie ritrovati nella tomba non menzionano Migdal (o Magdala) ma semplicemente il nome di “Maria”, che è un nome femminile LARGAMENTE COMUNE fra i nomi ebraici dell’epoca !!
10. Tutti i racconti più antichi sono d’accordo nel dire che la Tomba di Gesù ERA VUOTA, non lasciando quindi probabilità sul fatto che il corpo decomposto fosse stato trasportato in un’altra tomba un anno più tardi, mettendo le ossa in un ossari, anche perché per gli ebrei era considerata una cosa assolutamente impura e contro le loro leggi toccare un corpo decomposto !
Commento di “L’Amore per la Verità” (18 marzo 2007)
E’ interessante leggere in proposito gli articoli di Cutting Edge Ministries dai quali riportiamo i punti più salienti, riguardo al legame che vi è fra questo preteso “ritrovamento” di Cameron (e del suo progetto di farne un filmato e un libro, che poi sarà diffuso a livello mondiale), e il messaggio del libro e del film di D. Brown “Il Codice Da Vinci”.
Come affermano i redattori di Cutting Edge, in entrambi i casi si tratta di un attacco diretto al messaggio centrale del cristianesimo, e lanciato a livello MONDIALE !
In entrambi i casi, emerge chiaramente un unico messaggio, secondo cui Gesù si sarebbe sposato con Maria Maddalena e con la quale avrebbe avuto una bambina, che poi trasferitasi in Francia insieme alla madre, avrebbe dato i natali alla dinastia dei Merovingi, e da questa discendenza, sparsa attualmente in Europa e protetta dal Priorato di Sion, dovrebbe nascere il messia d’Israele…!
Ebbene, E’ DA SOTTOLINEARE, CHE PROPRIO QUESTO E’ IL CREDO DI TUTTI GLI ILLUMINATI E MASSONI DIRIGENTI MONDIALI CHE STANNO PIANIFICANDO DIETRO LE QUINTE IL “NUOVO ORDINE MONDIALE”, OVVERO LA MANIFESTAZIONE E IL REGNO DEL FALSO MESSIA (L’ANTICRISTO DELLA BIBBIA !).
Ecco chi c’è dietro a questi messaggi mondiali che ATTACCANO LA RADICE DEL VERO CRISTIANESIMO:
OVVERO DEI SATANISTI PRATICANTI CHE VOGLIONO CERCARE DI DISTRUGGERE APERTAMENTE DAVANTI ALL’OPINIONE PUBBLICA MONDIALE LA DIVINITA’ DI GESU’ CRISTO, PER PREPARARE LA STRADA AL LORO FALSO MESSIA, CIOE’ L’ANTICRISTO !!
A proposito di queste credenze occulte e il messaggio di D. Brown, è interessante sapere che davanti al Louvre, oltre alla grande piramide eretta davanti a questo grande museo, vi è un’altra piramide – questa volta sotterranea e posta a rovescio – con la punta sotto il suolo che indica un’altra piccola piramide la quale, secondo le credenze occulte dei massoni e degli illuminati sarebbe il luogo dove venne sepolta proprio MARIA MADDALENA, E TUTTO QUESTO E’ BEN VISIBILE E VISITATO proprio scendendo nel sottosuolo !!!
Ma non è tutto ! A far costruire questa piccola piramide sotterranea sarebbe stato il presidente francese Mitterant (che, come è stato affermato nella trasmissione televisiva di RAI 2 “Voyager” andata in onda oggi domenica 18 marzo 2007, E’ UN APPASSIONATO DI OCCULTISMO )…!
Anche questa notizia la dice lunga sul grande legame che vi è fra la massoneria e quindi l’occultismo e la politica di molti Paesi !!
Ma tutti noi, veri cristiani, non ci stupiamo affatto nell’apprendere dai media queste aberrazioni, poiché è stato predetto nella Bibbia che questo sarebbe accaduto.
Ma è stato predetto ugualmente che vi sarà UN GRAVISSIMO GIUDIZIO DI DIO su tali personaggi (occultisti, massoni e illuminati) e sull’Anticristo stesso: ed anche questo si avvererà puntualmente !
A Gesù Cristo Signore e Salvatore – l’UNICO VERO MESSIA – rendiamo ancora – e di più in questi tempi terribili ! – TUTTO L’ONORE E LA GLORIA PER SEMPRE !! A LUI CHE VIVE E REGNA PER I SECOLI DEI SECOLI !!

 

 http://www.geocities.ws/sentinelles2004/b37.html

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http://www.simoneventurini.it/it/ritrovata-la-tomba-di-gesu-1/

http://www.simoneventurini.it/it/ritrovata-la-tomba-di-gesu-2/

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http://www.uccronline.it/tag/archeologia-nuovo-testamento/

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C. esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!

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