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febbraio 4, 2016

UN NEMICO ACERRIMO DI GESU’ E DEL VANGELO E’ SIMCHA JACOBOVICI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:32 am
Simcha Jacobovici
Regista
Data di nascita: 4 aprile 1953 (età 62), Petah Tiqwa, Israele
 
 
 
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Questo israeliano da anni sta cercando di distruggere Gesù con le sue assurde teorie, è fissato che Gesù era sposato, aveva figli, ed è morto.
Questo nemico di Gesù e del Vangelo da anni è riuscito a scandalizzare il mondo con le sue operazioni blaseme.
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La tomba perduta di Gesù è un documentario co-prodotto e trasmesso per la prima volta su Discovery Channel e Vision TV in Canada il 4 marzo 2007 riguardante la scoperta della Tomba di Talpiot. È stato diretto dal regista e produttore canadese Simcha Jacobovici e prodotto da Felix Golubev e Ric Esther Bienstock, mentre James Cameron ha svolto la funzione di produttore esecutivo. Il film è stato lanciato contemporaneamente con un libro sullo stesso soggetto, La tomba di famiglia di Gesù, uscito a fine febbraio 2007 e scritto a quattro mani da Jacobovici e Charles R. Pellegrino. Quanto affermato dal libro e dal documentario è attualmente oggetto di controversia sia in campo archeologico che teologico, come anche tra gli studiosi di linguistica e biblistica.
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La tomba, nota come Tomba di Talpiot, fu scoperta nel 1980 durante la costruzione di un’abitazione. Furono trovati dieci ossari in una grotta, comprendenti i sei che sono il soggetto del film di Jacobovici. Tuttavia, uno dei dieci ossari andò perduto anni fa, presumibilmente rubato.
“Nel film si afferma che le ‘informazioni fornite non sono mai state diffuse prima’, ma in realtà non c’è alcuna novità. “Io ho pubblicato tutti i dettagli nell’Antiqot journal nel 1996, e non ho mai detto che fosse la tomba della famiglia di Gesù,” ha affermato Amos Kloner, oggi professore di archeologia presso l’Università Israeliana Bar-Ilan e autore del rapporto dello scavo originale per il predecessore dell’Autorità Israeliana per le Antichità.
“Io penso che si tratti di un lavoro poco serio. Io pubblico solo lavori accademici…,” ha affermato Kloner. “[Questo film] è un mucchio di stupidaggini.”
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Nel gennaio del 2008 si è tenuto un convegno internazionale sulla tomba di Talpiot. Al termine, fu emesso un comunicato, nel quale si affermava che “la maggior parte degli studiosi che hanno partecipato ai lavori – inclusi tutti gli archeologi e gli epigrafisti che hanno presentato dei paper sulla tomba di Talpiot – escludono che la tomba appartenesse alla famiglia di Gesù Cristo o ritengono questa conclusione altamente speculativa”
 
 
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Il film afferma ancora che il decimo ossario, che andò perduto anni fa, è l’Ossario di Giacomo ritenuto contenere il corpo di Giacomo, il fratello di Gesù.
In La tomba di famiglia di Gesù, Simcha Jacobovici afferma che l’Ossario di Giacomo avrebbe fatto parte di questa tomba, ma fu portato via da mercanti di oggetti d’arte, e quindi scoperto separatamente. L’autenticità dell’ossario di Giacomo è stata messa in dubbio, e uno dei suoi passati proprietari è stato accusato di truffa a causa di questo manufatto.
Ben Witherington III, che ha lavorato con Jacobovici in un documentario di Discovery Channel sull’ossario di Giacomo, nega questo rapporto su queste due basi:
“L’ossario di Giacomo, secondo il rapporto dei mercanti di antichità dai quali Oded Golan ebbe l’ossario, viene da Silwan, e non da Talpiot, e presentava tracce di terra che non corrispondono a quella che si trova in quella zona di Gerusalemme.”
“Inoltre, Eusebio riferisce che il segno della sepoltura di Giacomo si trovava vicino al punto in cui Giacomo venne martirizzato cioè vicino al colle del tempio, quindi in prossimità delle famose tombe della Valle Kidron come la cosiddetta Tomba di Assalonne. Talpiot non si trova affatto in quella zona.”
Un’altra considerazione fu che le misure dell’ossario di Giacomo non corrispondono alle misure note per il decimo ossario, che non è più conservato insieme al resto della collezione. L’ossario di Giacomo si ritiene misurasse 50 cm di lunghezza x 30 centimetri di larghezza ad un’estremità e 25,5 centimetri all’altra.[13] Il decimo ossario della collezione Talpiot dovrebbe essere lungo 60 centimetri e largo 26 centimetri ad un’estremità e 30 centimetri all’altra. Inoltre, Amos Kloner ha affermato che il decimo ossario non aveva iscrizioni. E Joe Zias, ex-curatore del Museo Rockefeller, che ricevette e catalogò gli ossari, ha anch’egli respinto queste affermazioni sul suo sito personale.
Nuove informazioni hanno ora dimostrato che la discrepanza tra le misure dei due ossari è spiegabile con la misurazione della base dell’ossario, che è effettivamente di 50 centimetri, piuttosto che con la sua lunghezza. La lunghezza della base superiore dell’ossario di Giacomo, e non la base, che è di forma trapeziodale, secondo le ultime misurazioni eseguite dall’Autorità Israeliana per le Antichità, è di 57,5 centimetri. Tuttavia, ciò non prova in alcun modo che l’ossario di Giacomo sia il decimo ossario mancante della tomba Talpiot.
Wikipedia
 
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Simcha Jacobovici non ha trovato i chiodi della crocifissione di Gesù
maggio 2, 2011
Esattamente come l’anno scorso (qui la storia, qui la spiegazione), anche quest’anno, prima di Pasqua, è saltata fuori la scoperta di uno o più chiodi spacciati per essere stati usati per la crocifissione. L’annuncio è stato naturalmente associato al nome di Gesù.
Il regista Simcha Jacobovici sta rilasciando un documentario intitolato “The Nails Of The Cross” (I chiodi della Croce), che “indaga” sulla presunta scoperta dei chiodi della crocifissione di Gesù.
Il film inizia con la rivisitazione del luogo di sepoltura annunciato come il luogo di sepoltura di Caifa, colui che nel Nuovo Testamento presiede il processo di Gesù. La tomba, insieme a una serie di ossari, è stata scoperta durante i lavori di costruzione su una collina pochi chilometri a sud della Città Vecchia di Gerusalemme. Caifa è una figura importante nei Vangeli, avendo mandato Gesù ai Romani e alla sua morte. Ora: due chiodi di ferro sono stati trovati nella presunta tomba di Caifa – uno per terra e uno all’interno di un ossario – e, secondo il film, sono scomparsi poco dopo. “Quello che stiamo portando al mondo è il miglior argomento archeologico mai fatto che due dei chiodi della crocifissione di Gesù sono stati trovati”, ha detto Jacobovici. “Se si guarda a tutta la storia, storica, testuale, archeologica, tutto sembra indicare che questi due chiodi furono usati per una crocifissione. E poiché Caifa è solo associato con la crocifissione di Gesù, fate due più due e sembra che questi siano i chiodi”.
Ecco, facciamo due più due.
Simcha afferma di aver trovato la tomba del sommo sacerdote Caifa, il che è già di per sè incerto perché gli archeologi non sono nemmeno sicuri che la tomba sia la sua (vedi sotto).
Lo scavo ha trovato due chiodi nella tomba, uno per terra e l’altro in uno dei 12 ossari della tomba (non si sa più in quale di preciso).
I chiodi sono scomparsi (cioè qualcuno li ha presi o sono stati smarriti).
I chiodi sono “magicamente riapparsi” in un laboratorio di Tel Aviv 20 anni dopo.
Poiché Caifa viene menzionato nella storia di Gesù, e i chiodi sono “scomparsi” per un certo tempo, devono essere i chiodi della crocifissione di Gesù?
“Questa storia non ha senso”, dice Robert Cargill. “Perché non [considerare] i chiodi scoperti nella tomba di Gesù, che Simcha affermò di aver scoperto nel 2007 come parte di una campagna pubblicitaria del suo ultimo risibile documentario “The Jesus Family Tomb“, poco prima della Pasqua del 2007 (che è stato così pesantemente criticato dagli studiosi per le sue imprecisioni e conclusioni sensazionalistiche che Discovery ha smesso di mandarlo in onda)? Oppure il signor Jacobovici pensa che il mondo avrebbe dimenticato il suo ultimo annuncio infondato?”.
La Israel Antiquities Authority ha dichiarato:
“La Israel Antiquities Authority, che ha supervisionato lo scavo a Gerusalemme, ha detto in reazione all’uscita del film che non è mai stato dimostrato oltre ogni dubbio che la tomba fosse il luogo di sepoltura di Caifa. Ha inoltre detto che i chiodi si trovano comunemente nelle tombe. Non c’è dubbio che il talentuoso regista Simcha Jacobovici abbia creato un film interessante con al centro un vero e proprio reperto archeologico, ma l’interpretazione presentata in esso non ha alcun fondamento coi reperti archeologici o la ricerca”.
Così, ancora una volta, continua Cargill, Simcha Jacobovici fa degli irreali, infondati annunci, una settimana prima di Pasqua con il solo scopo di convincere la gente a guardare il suo documentario privo di senso. Ricordatevi: chiunque abbia scavato in un sito di epoca romana in Israele ha trovato molto probabilmente dei chiodi. Ma affermare che sono i chiodi della Crocifissione è del tutto irresponsabile, anche se fossero stati trovati in una tomba. L’unico chiodo veramente usato per una crocifissione a Gerusalemme, una replica del quale è all’Israel Museum, è stato scoperto dall’archeologo della IAA Vassilios Tzaferis; il chiodo era in un osso della caviglia in un ossario chiaramente inscritto in ebraico con il nome di “Yehohanan ben Hagkol
Il blog Rogue Classicism fa notare anche che quei piccoli chiodi avrebbero potuto sì penetrare le mani, ma difficilmente avrebbero potuto sostenere il peso di un uomo.
Concludo riportando un commento ironico di un lettore della rivista Time, alla quale Simcha Jacobovici ha dichiarato: “Non stiamo dicendo che queste sono i chiodi. Stiamo dicendo questi potrebbero essere i chiodi”:
“Ho una roccia. Non sto dicendo che è una roccia che Gesù ha toccato. Sto dicendo che potrebbe essere una roccia che Gesù ha toccato. È certamente abbastanza antica… milioni di anni, in effetti. Ed è stata trovata a… un attimo… Israele… dove Gesù ha vissuto”.
 
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lastampa.it/2011/11/27
 
Come luminarie e mercatini, anche il mondo dell’archeologia spettacolo ci segnala che Natale si sta avvicinando. Insieme ai pacchi della festa è infatti in via di confezionamento la «nuova scoperta» destinata a farci capire come sono andate sul serio le cose nella vicenda di quel tale chiamato Gesù.
Basta andare sul sito del grande gruppo editoriale americano Simon & Schuster per scoprire che il 3 gennaio arriverà in libreria The Jesus Discovery, il nuovo best-seller di Simcha Jacobovici e James Tabor. La «scoperta di Gesù» nel senso che questi due archeologi avrebbero trovato, in una tomba rimasta sigillata fino ad oggi a Gerusalemme, la più antica rappresentazione della risurrezione, che (secondo loro) precederebbe addirittura i racconti dei Vangeli. Qualcuno potrebbe far notare che il 3 gennaio viene dopo Natale. Ma niente paura: lo scarno comunicato di Simon & Schuster annuncia già che il libro arriverà sugli scaffali solo dopo che sul canale tv di National Geographic sarà andato in onda in prima serata un documentario curato dagli stessi archeologi. Preceduto, ovviamente, dall’immancabile conferenza stampa in cui i due sveleranno i dettagli di questa scoperta che – citiamo testualmente – «è destinata a rivoluzionare quello che sappiamo su Gesù e sugli inizi del Cristianesimo». Basta fare due conti e ci si accorge che l’operazione arriverà sui giornali di mezzo mondo più puntuale di un orologio svizzero.
Del resto il protagonista di questa storia è una vecchia conoscenza: Simcha Jacobovici è infatti lo stesso archeologo israelo-canadese che – alla vigilia della Pasqua 2007 – fece sobbalzare il mondo con un altro documentario andato in onda su Discovery Channel: sosteneva, infatti, di aver trovato nel quartiere di Talpiot a Gerusalemme la vera tomba di «Gesù figlio di Giuseppe». Un sepolcro però pieno: Gesù sarebbe ancora lì e dunque la sua risurrezione sarebbe un mito. Per di più – ciliegina sulla torta, in perfetto stile Codice da Vinci – non sarebbe solo: negli ossuari di quella tomba di famiglia sarebbero sepolte anche la madre Maria, la moglie Maria Maddalena e un figlio chiamato Giacomo. L’«eccezionale scoperta» diede la stura a una valanga di articoli, resa possibile da una mossa scaltra: il documentario andò in onda a scatola chiusa, senza alcun confronto scientifico con altri archeologi sulle prove mostrate. Perché se no sarebbe venuto fuori che quella tomba in realtà era già stata scoperta 25 anni prima e nessuno l’aveva interpretata in quel modo. E che Yehoshua e Yoseph – i nomi trovati sull’ossuario – erano molto comuni nella Gerusalemme di duemila anni fa e quindi il fatto di trovarli insieme in una tomba di famiglia da solo non prova proprio nulla. Il giochetto poté così fruttare comunque un audience da 4 milioni di spettatori e un Emmy Award a Jacobovici, noto al grande pubblico per la trasmissione The naked archeologist (in onda anche su History Channel).
Ora, dunque, ci riprova con un’altra tomba scoperta proprio nella stessa zona di Talpiot. Come al solito per il momento si sa pochissimo su questa eccezionale prima rappresentazione della risurrezione di Gesù:l’anticipazione del libro parla solo di due ossuari su cui sono scolpite un’immagine e un’iscrizione in greco. Un dettaglio, però, appare già chiarissimo: l’archeologo israelo-canadese non ha per niente cambiato idea sul fatto che si tratti solo di un racconto mitico. Perché Simon & Schuster si affretta a precisare che il nuovo best-seller «rilancia» l’attendibilità della «tomba di famiglia di Gesù», dal momento che la nuova scoperta è avvenuta ad appena 200 piedi di distanza (60 metri) da quella balzata all’onore delle cronache nel 2007.
C’è da aggiungere che ultimamente Jacobovici sembra essere diventato una vera e propria fabbrica di questo tipo di operazioni. Quest’anno, infatti, già a Pasqua aveva sparato un’altra cartuccia: i chiodi della croce di Gesù, ritrovati nella tomba di un certo Caifa, che per lui senza ombra di dubbio sarebbe il sommo sacerdote di cui parlano i racconti della Passione. Accortosi dell’importanza del condannato – è la sua tesi – avrebbe conservato quel cimelio. Inutile aggiungere che anche il quel caso altri archeologi hanno fatto notare come il tipo di tomba fosse incompatibile con il prestigio di un sommo sacerdote; e che i chiodi esibiti nell’immancabile conferenza stampa fossero troppo corti rispetto a quelli comunemente usati dai romani nelle crocifissioni.
 
 
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La bufala che Gesù fu padre e marito
novembre 18, 2014
 
Un nuovo libro afferma che Gesù sposò Maria Maddalena ed ebbe due figli da lei. Il libro, intitolato “The Lost Gospel” (Il Vangelo Perduto) sostiene anche che Gesù scampò a un tentativo di assassinio all’età di venti anni, e che fosse legato a delle potenti figure politiche dell’impero romano.
Il libro è opera di Simcha Jacobovici, scrittore e produttore israelo-canadese, e di Barrie Wilson, docente di studi religiosi all’Università di York a Toronto. Segue il filone, iniziato col Codice Da Vinci e L’ultima tentazione di Cristo, nel quale Gesù sarebbe stato marito di Maria Maddalena.
“Quello di cui il Vaticano aveva paura – e che Dan Brown solo sospettava – è diventato realtà”, è l’inizio del libro. “Ora ci sono prove scritte secondo cui Gesù era sposato con Maria Maddalena ed ebbero figli insieme”, continua.
Le prove, secondo gli autori, giacciono in un manoscritto che “stava prendendo la polvere nella British Library”.
Scritto su pergamena in siriaco, una lingua mediorientale vicina all’aramaico, il testo è noto nella traduzione inglese come “La storia ecclesiastica di Zaccaria Scolastico”. Venne comprato dal British Museum nel 1847 da un monastero egiziano, e venti anni fa venne trasferito nella British Library.
Secondo Wilson e Jacobovici, il manoscritto di 29 capitoli è niente meno che una copia del VI secolo d.C. di un vangelo sconosciuto.
Riprendendo dove Matteo, Marco, Luca e Giovanni lasciarono, questo quinto vangelo perduto racconterebbe come Gesù “si sposò, ebbe relazioni sessuali e fece figli”, scrivono gli autori. “Prima che qualcuno tiri fuori le sue credenze teologiche, tenete in mente che non stiamo attaccando la teologia di nessuno. Stiamo riportando un testo”, aggiungono.
 
Il problema è che questo testo, lungi dall’essere un manoscritto dimenticato coperto di polvere, non menziona nemmeno Gesù e Maria Maddalena.
“È un testo antico molto noto, spesso chiamato Giuseppe e Aseneth. La maggior parte degli studiosi lo considera una storia ebraica, sebbene venne forse curata o addirittura scritta dai cristiani”, spiega Greg Carey, professore del Nuovo Testamento alla Lancaster Theological Seminary.
Carey fa notare che diverse traduzioni sono disponibili agli studiosi da molto tempo. “Un mio amico fa addirittura tradurre questo testo in un corso intermedio di greco per gli studenti universitari. In altre parole, non so se il manoscritto in questione sia nuovo, ma i contenuti sono ampiamente conosciuti”.
Mark Goodacre, docente di Nuovo Testamento e Origini cristiani all’Università di Duke, aveva creato un sito su Giuseppe e Aseneth già nel 1999. “Il testo di Giuseppe e Aseneth è molto conosciuto da tanto tempo. Il documento della British Library è una traduzione siriaca del testo greco – e viene indicato come tale. E il testo non ha assolutamente niente a che fare con Gesù e Maria Maddalena”, dice Goodacre.
 
 
Invece, Wilson e Jacobovici hanno interpretato il racconto del personaggio del Vecchio Testamento, Giuseppe, e della sua moglie egiziana, Aseneth, come un resoconto cifrato della relazione di Gesù con Maria Maddalena.
La chiave sarebbe un passaggio tradotto in un altro modo che racconta la cerimonia del matrimonio della coppia. Venne celebrata dal faraone d’Egitto stesso, che dice a Aseneth: “Benedetta sei tu dal Signore Dio di Giuseppe, perché lui è il primogenito di Dio, e tu sarai chiamata la Figlia di Dio Più Alta e la sposa di Giuseppe ora e per sempre”. Il testo poi rivela che “Giuseppe aveva un rapporto con Aseneth… E Aseneth concepì da Giuseppe e partorì Manasseh e suo fratello Ephraim nella casa di Giuseppe”.
Così il manoscritto fornisce le prime prove di Gesù come marito e padre.
“Sono felice di sentire che il nome di Gesù in verità era Giuseppe, me lo ero sempre chiesto”, dice Robert Eisenman, autore di ‘Giacomo il fratello di Gesù’ e ‘Il codice del Nuovo Testamento’. “Comunque, Giuseppe e Asaneth è semplicemente quello che dice di essere, un libro apocrifo riguardo la relazione di Giuseppe con la figlia della sacerdotessa egiziana di On (Eliopoli), Asaneth, nel Vecchio Testamento. Non contiene significati nascosti o interpretazioni esoteriche”.
Non è la prima volta che Jacobovici fa degli annunci controversi. Tra le sue “scoperte” più dibattute ci sono i chiodi che crucifissero Gesù e l’identificazione della Tomba di Gesù e della sua famiglia nel sobborgo di Talpiot a Gerusalemme.
“Jacobovici aveva già fatto alcune bizzarre dichiarazioni, ma quest’ultima potrebbe essere quella più incredibile”, dice Goodacre.
L’idea che Gesù potrebbe essersi sposato era stata già avanzata. L’anno scorso la professoressa di Harvard Karen L. King svelò il “Vangelo della moglie di Gesù”: un papiro grande quanto un biglietto da visita scritto in copto e contenente un testo che si riferisce a Gesù come se fosse sposato. La datazione al carbonio indica che il papiro risale all’incirca all’ottavo secolo.
 
“Non abbiamo prove che Gesù fosse sposato o padre. Questo non vuol dire che non sia possibile. Tuttavia, i vangeli forniscono una forte impressione che Gesù fosse celibe e incoraggiasse chi lo seguiva e condurre delle vite da celibi. Non abbiamo motivo di credere diversamente”, dice Carey.
Eisenman si spinge oltre: “Prima di parlare di ‘Gesù’ come sposato e padre di due figli, dobbiamo prima essere convinti che ci sia un ‘Gesù’, o almeno uno simile a quello rappresentato nei Vangeli del quale siamo tutti così affascinati”.
“La sola ragione per cui questo tipo di scrittori si fissano con Maria Maddalena come moglie o consorte e madre dei suoi figli, è che lei era l’unica altra donna fondamentalmente menzionata nei Vangeli e non hanno idea di chi potrebbe essere stata e/o cosa farne”.
 
 
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Siamo sicuri che Simcha Jacobovici, troverà qualche altra fantomatica scoperta per rilanciare la sua teoria di Gesù sposato, padre, morto e sepolto per sempre!
Che questo israeliano voglia distruggere il cristianesimo è molto chiaro, è sempre riuscito a lanciare le sue bufale, che all’inizio prima d’essere clamorosamente smentite dagli esperti, hanno fatto scandalo, e a lui hanno fatto guadagnare un mucchio di soldi ogni volta.
 
 
 
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Analisi a cura del Centro Anti-Blasfemia

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.c, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C. esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!

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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_storico

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Centro Anti-Blasfemia

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home

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