Mirabilissimo100’s Weblog

febbraio 21, 2016

ALESSANDRO DE ANGELIS ATEO E BLASFEMO FALSIFICA IL CRISTIANESIMO E PERFINO LA STORIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:37 pm
ECCO UN ARTICOLO CHE SPIEGA LA TESI BLASFEMA E FALSA CONTRO IL CRISTIANESIMO E LA STORIA DI ALESSANDRO DE ANGELIS
——————————————————————————————————————————————————————–
Maria Vergine: i veri motivi della fuga da Erode in Egitto Quando ho scoperto in Maria Vergine la moglie del re Erode il Grande (vedi articolo Maria Vergine terza moglie di Erode il Grande), mi sono chiesto per quale motivo dovesse cospirare contro il marito cercando di avvelenarlo, dal momento che il re era gravemente malato ed aveva nominato Erode Gesù suo successore al trono e futuro re d’Israele, come raccontatoci dallo storico ebreo Flavio Giuseppe in Guerra Giudaica:

Si trovò che anche Mariamme (Maria), la figlia del sommo sacerdote, era partecipe della congiura; lo svelarono, infatti, i suoi fratelli sottoposti alla tortura. Della colpa materna il re punì anche il figlio, cancellando dal testamento Erode (Gesù), suo figlio, che vi era nominato come successore di Antipatro1.

Doveva esserci un grave motivo per rischiare la vita in questa cospirazione contro il re, il motivo è stato scoperto grazie alla comparazione tra i vangeli di Matteo e di Luca:

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme2.

Da questi versetti sappiamo che i Magi andarono a Gerusalemme , incontrarono Erode il Grande e domandarono dove è il re dei giudei che è nato? Di certo non sarebbero partiti sapendo che Maria era incinta, molte volte i neonati morivano, inoltre come potevano sapere in anticipo la notizia che Maria era incinta? Il re Erode era idumeo da parte di padre e arabo-nabateo da parte di madre, quindi è ovvio pensare che alla nascita del suo ultimo figlio, Gesù, i re di quelle nazioni che si trovavano ad Oriente, mandassero doni al re Erode, in quel tempo personaggio importante. I Magi parlavano di Gesù come re dei Giudei, quindi un re terreno e sappiamo che Erode lo aveva nominato re d’Israele. Sappiamo dall’apocrifo pseudo Matteo che i Magi arrivarono dopo il secondo anno dalla nascita del Cristo:

Trascorso poi il secondo anno, dall’oriente vennero dei magi a Gerusalemme, portando doni. Essi interrogarono sollecitamente i Giudei, domandando: – dov’è il re che vi è nato? Infatti abbiamo visto in oriente la sua stella e siamo venuti ad adorarlo3.

L’evangelista Matteo ci fa sapere che Gesù era già nato e che aveva due anni all’arrivo dei Magi, Maria prima di arrivare a Betlemme si fermò da sua cugina Elisabetta che era incinta di Giovanni Battista:

Al tempo di Erode, re della Giudea. […] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo4.

Sappiamo ancora dal vangelo di Luca che l’angelo Gabriele annunciò a Maria la sua gravidanza sei mesi dopo che l’aveva annunciata ad Elisabetta:

«Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo». […] Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria5.

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia6.

Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo7.

Ma se Gesù era già nato da due anni, allora di chi era incinta Maria? Non certo di Gesù! Vediamo di chi, nella seconda apocalisse di Giacomo, nel brano dopo l’apparizione del “risorto”, ecco cosa scrive Giacomo il Giusto:

Una volta, mentre ero seduto e meditavo, egli (Gesù) aprì la porta. Colui che avete udito e perseguitato venne da me. Egli mi disse: “Salve, fratello mio! Fratello mio, salve”. Allorché alzai il viso per guardarlo, la madre mi disse: “Non ti stupire, figlio, che Egli ti abbia detto “fratello mio!”. Voi foste nutriti tutti e due con lo stesso latte. “Perciò egli mi chiama: “madre mia! […]8.

In questo passaggio Gesù è andato a casa della madre Maria, che dice a suo figlio Giacomo di non stupirsi che egli lo chiami “fratello”, in quanto entrambi furono allattati da lei. Questo vuol dire che Maria è madre sia di Gesù che di Giacomo, ma mentre il padre di Gesù è Erode, Giacomo è il figlio di Giuseppe. Analizziamo ora dei passi di liturgia copta, che possiede fra il suo tesoro omiletico una lunga Catechesi, attribuita a Cirillo di Gerusalemme.

Maria risponde a Cirillo e gli narra le sue origini familiari e territoriali «Ed ecco che la vergine, dal canto suo, stendendo la mano verso di me, mi dice: “Io sono Maria Maddalena, dal nome del villaggio in cui sono nata: Magdalia. Il mio nome è Maria di Cleopa. Io inoltre sono Maria di Giacomo, figlio di Giuseppe il falegname, a cui mi consegnarono.9

Ecco svelato il mistero, Maria la vergine, ovvero la madre di Gesù che ha allattato sia Gesù che Giacomo. Ora sappiamo il vero motivo che spinse Maria a congiurare contro suo marito Erode per cercare di ucciderlo con un veleno che fece venire dall’Egitto, paese in cui fuggirà. Era incinta di Giuseppe e quest’ultimo dovette fuggire con lei per non essere ucciso da Erode il Grande. Non solo, abbiamo svelato chi era la famosa Maria Maddalena: la madre di Gesù. Nel prossimo articolo le prove di Maria figlia del sacerdote Simone Boeto e della regina Cleopatra d’Egitto.

Tutte le scoperte sono soggette a copyright e sono tratte dai libri Sangue Reale, Gesù il figlio segreto del re Erode il Grande e L’ultimo Faraone Erode Gesù- La discendenza reale del sangue di Cristo, acquistabili su macrolibrarsi.

Alessandro De Angelis ricercatore di storia delle religioni comparata.

1gg I, 599, 600.

2mt 2:1-3.

3pseudo matteo, 16:1.

4lc 1:5-41.

5lc 1:19-27.

6lc 2:15, 16.

7lc 2:4-7.

8 seconda apocalisse di giacomo, 50.

9gharib g., testi mariani del primo millennio, vol. IV, città nuova 1991, pp. 686-697, passim.

http://apocalisselaica.net/maria-vergine-i-veri-motivi-della-fuga-da-erode-in-egitto/

———————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————-

CONFUTAZIONE : VEDIAMO COSA DICONO LE FONTI STORICHE E CRISTIANE

1) LA MOGLIE DI ERODE IL GRANDE CHE CERCO DI AVVELENARLO E’ MARIAMNE I ASMONEA  SECONDA MOGLIE  E NON MARIAMNE II DI BOETO TERZA MOGLIE

Quando Salomè insinuò che Mariamne progettava di avvelenare Erode, questi fece torturare l’eunuco favorito di Mariamne, il quale confessò che Mariamne era avversa a Erode a causa dell’ordine dato a Soemo. Erode, infuriato, fece mettere subito a morte Soemo, ma permise a Mariamne di sottoporsi al processo per tentato omicidio; Alessandra, per ottenere il favore di Erode, accusò la figlia di lesa maestà, e Mariamne fu condannata e messa a morte nel 29 a.C. Erode la pianse per molti mesi.

Mariamne (in greco: Μαριάμη, Mariame; … – 29 a.C.) fu la seconda moglie di Erode il Grande. In quanto nipote di Aristobulo II, fu il tratto di unione tra gli Asmonei e la dinastia erodiana. È talvolta indicata come Mariamne I, per distinguerla dalle altre donne erodiane di nome Mariamne.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariamne_(seconda_moglie_di_Erode_il_Grande)

—————————————————————————————————————————————————————————————————

MARIAMNE  II DI BOETO  TERZA MOGLI DI ERODE NON CERCO DI AVVELENARE ERODE, MA FU’ ABBANDONATA PER AVER TACIUTO SULLA COSPIRAZIONE

Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo: Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie, depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.

Mariamne, floruit 25 a.C.4 a.C. (greco: Μαριάμη o Μαριάμμη; … – …), fu la terza moglie di Erode il Grande, seconda con questo nome.

Cadde in disgrazia presso il marito, che la allontanò da corte.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariamne_(terza_moglie_di_Erode_il_Grande)

————————————————————————————————————————————————————————————————————————-

2) NON RISULTA DA NESSUN DATO STORICO CHE MARIAMNE II FIGLIA DI BOETO AVEVA UNA MADRE DI NOME CLEOPATRA, E NON POTEVA ESSERE FIGLIA DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO.

Per conoscenza riportiamo;
Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.
 
Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra VII Thea Philopatore è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Fu l’ultima regina del Regno tolemaico d’Egitto, l’ultimo membro della Dinastia tolemaica e l’ultima sovrana dell’età …
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Berenice IV, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia

——————————————————————————————————————————————————————-

Per conoscenza riportiamo;

Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.

Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita, in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C.
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Luogo di morte: Roma
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Wikipedia

———————————————————————————————————————————————————————-

Per conoscenza riportiamo;

Non ha legame con la dinastia degli Erodi.

Cleopatra VIII
Cleopatra VIII Selene II fu l’unica figlia femmina della regina d’Egitto Cleopatra VII e del triumviro romano Marco Antonio, gemella di Alessandro Helios. Sposò Giuba II. Wikipedia
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 6 a.C., Cherchell, Algeria
Coniuge: Giuba II
Figli: Tolomeo di Mauretania, Drusilla di Mauretania
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Tolomeo XV, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Wikipedia
————————————————————————————————————————————————————————————-
Per conoscenza riportiamo;
Questa è l’unica Cleopatra che fa parte della dinastia degli Erodi.
 
Cleopatra di Gerusalemme
Cleopatra di Gerusalemme (florì) 25 a.C. – dopo il 4 a.C.) fu la quinta moglie di Erode il Grande.
Nulla si conosce delle origini di Cleopatra. Sposò Erode nel 25 a.C. e gli diede due figli: Filippo (II), nato nel 20 a.C., ed Erode II, nato nel 18 a.C. circa.
Sopravvisse alla morte di Erode avvenuta nel 4 a.C.
 
   Wikipedia

—————————————————————————————————————————————————————————————————–

3) MARIAMNE II, NON PUO’ ESSERE MARIA DI NAZARETH E IL FIGLIO DI MARIAMNE II ERODE FILIPPO NON PUO’ ESSERE GESU’

Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. , non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C) ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.
 

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

——————————————————————————————————————————————————————————–

4) I RE MAGI

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
“.

“Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
“Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt., 2, 1-12).

Oltre ai Vangeli ‘canonici’ (riconosciuti dalla Chiesa come ispirati), ne parlano anche i vangeli apocrifi.
Il Protovangelo di Giacomo, probabilmente anteriore al IV secolo, (cap. 21-23); il Libro dell’infanzia del Salvatore, circa IX secolo, (cap. 89-91); il Vangelo dello Pseudo Matteo, verso il VI secolo, (cap. 16-17); il Vangelo Arabo dell’infanzia del Salvatore, circa la metà del VI secolo, (cap. 7-9); il Vangelo Armeno dell’Infanzia, fine VI secolo, (cap. V, 10) che ci riferisce anche i nomi, accettati poi normalmente nella tradizione. Riporto solo la citazione di quest’ultimo: ” Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. E’ da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell’Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi”.
E’ anche interessante che il “Libro della Caverna dei Tesori”, scritto nel V secolo d.C., ma riferentesi ad un testo siriaco più antico, descrive i Magi come Caldei, re e figli di re, in numero di tre.

5)LA STELLA

E’ un fenomeno celeste che riguarda una profezia messianica.

I re astronomi avevano visto questa stella ed avevano capito che era nato un grande Re, il Re dei giudei.

……………………………………………………………………………………………………………………………………….

Molto si è scritto su questa stella. Diverse sono state le ipotesi che possono riassumersi a tre: una cometa, una ‘stella nova’, una sovrapposizione di satelliti.
E’ difficile accettare l’identificazione della stella con la cometa di Halley in quanto comparsa 12 anni prima della nostra era. Precedentemente era stata avvistata nel 240, 164, 88 a.C.; riapparsa anche nel nostro secolo, nel 1910 e nel 1985/86. Del resto nei cieli della Palestina non è apparsa nessuna cometa tra il 17 a.C. ed il 66 d.C.
Non si può neppure pensare ad una ‘stella nova’, bagliore prolungato emesso da corpi celesti invisibili al momento della loro esplosione. Infatti nell’area di Gerusalemme non ne comparve nessuna tra il 134 a.C. ed il 73 d.C.
La Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia (21) sembra propendere per la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da Keplero: “Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di un’insolita posizione di Giove, l’antica costellazione regale. L’astronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e l’ha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione Giove-Saturno dell’anno 6/7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dell’Ariete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una ‘grande’ congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età dell’oro), mise in allarme l’intero mondo antico”.
Il Prof. Baima Bollone propende per questa possibilità. Si appoggia su conclusioni dell’astronomia che sostiene che la sovrapposizione di Giove con Saturno si verifica ogni 179 anni; nel periodo in esame avvenne proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci, secondo i calcoli di Keplero. “Betlemme si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da Oriente. Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a.C. che nei cieli della sponda meridionale del Mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dell’episodio dei Magi” (22).
Questa ipotesi sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire una diversa impostazione.
Il Ricciotti commenta: “In questi tentativi, fuor della buona intenzione, non c’è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulle particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara” (23).
Anche lo studioso Andrés Fernández propende per questa linea: “Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali… Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley – N.d.A.), l’unica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali; la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica… I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell’ordine naturale” (24).
Anche “La Sacra Bibbia”, a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma (25) nella Nota al brano di Matteo 2, 2, sostiene la stessa opinione: “La stella, veduta dai Magi, secondo l’opinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore”.

http://www.mariadinazareth.it/Re%20Magi/L’arrivo%20a%20Betlemme.htm

————————————————————————————————————————–

LA PROFEZIA DELLA STELLA DEL MESSIA

È parere unanime degli esegeti che l’evangelista Matteo, con l’indicazione dell’astro, abbia implicitamente voluto indicare l’adempimento di un oracolo profetico di carattere messianico dell’Antico Testamento.[5] L’oracolo in questione è quello pronunciato da Balaam, un profeta moabita che, invitato più volte dal suo re a maledire il popolo d’Israele al momento dell’ingresso nella terra promessa, più volte, sospinto dallo spirito di Dio, lo benedice invece di maledirlo. L’episodio si situerebbe attorno al 1200 a.C., al termine della peregrinazione nel deserto del popolo ebraico. Questo il testo dell’intero oracolo nel quale è inclusa la profezia della stella:

« 15Egli pronunciò il suo poema e disse: Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
oracolo dell’
uomo dall’occhio penetrante,
16oracolo di chi
ode le parole di Dio
e conosce la scienza dell’Altissimo,
di chi vede la
visione dell’Onnipotente,
cade e gli è tolto il
velo dagli occhi.
17Io lo vedo, ma non ora,
io lo contemplo, ma non da vicino:
una
stella spunta [ἀνατελεῖ ἄστρον] da Giacobbe
e uno scettro sorge da Israele,
spacca le tempie di
Moab
e il cranio di tutti i figli di Set;
18Edom diverrà sua conquista
e diverrà sua conquista
Seir, suo nemico,
mentre
Israele compirà prodezze.
19Uno di
Giacobbe dominerà
e farà
perire gli scampati dalla città“. »

Il senso immediato della profezia va verosimilmente visto nella vittoria ottenuta dal re Davide contro i moabiti e gli edomiti,[6] poco prima del 1000 a.C. (cfr. 2Sam 8,2).

Il senso pieno, identificato dalla successiva tradizione ebraica è però attinente alla figura del messia, che Matteo riconosce nella persona di Gesù.[7]

http://it.cathopedia.org/wiki/Stella_di_Betlemme

——————————————————————————————————————————

6) LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Episodio evangelico

L’episodio è narrato nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), senza paralleli negli altri vangeli canonici.

Il racconto comincia dopo la nascita di Gesù, al tempo di Erode il Grande (734 a.C.). Alcuni magi giunsero a Gerusalemme chiedendo dove si trovasse il re dei Giudei, appena nato. Erode si turbò alla notizia e chiese ai sommi sacerdoti e agli scribi del popolo il luogo dove sarebbe dovuto nascere il messia e, avuta risposta che le profezie indicavano Betlemme, disse ai magi, convocati in segreto, di recarsi nella cittadina giudea e di tornare a riferirgli, affinché potesse adorarlo anche lui. Avvertiti in sogno da un angelo, i magi decisero di non tornare a Gerusalemme. Avvertito a sua volta da un angelo, Giuseppe portò la sua famiglia in Egitto; Erode, sentendosi preso in giro, ordinò l’uccisione di tutti i neonati maschi dai due anni in giù del territorio di Betlemme (Mt 2,1-16).

L’episodio termina ricordando come la strage degli innocenti avesse adempiuto una profezia dell’Antico Testamento, narrata nel Libro di Geremia (Mt 2,17-18).

Storicità

Nessuna fonte, evangelica o non evangelica, riporta questo evento al di fuori del Vangelo secondo Matteo.

Nel Vangelo secondo Luca, ad un mese circa dalla nascita, Gesù è portato al tempio e poi la famiglia ritorna a Nazaret (Lc 2,21-39). La storicità dell’episodio è messa in dubbio dalla mancanza di cenni alla strage in Flavio Giuseppe, lo storiografo ebraico grande avversario di Erode e principale fonte non evangelica sul periodo.

D’altro canto, “il racconto appare del tutto conforme al modo di agire di Erode”[4]. Secondo il Ricciotti, il re Erode “è uno degli uomini più sanguinari che la storia conosca”[5], e non si fece scrupolo nel ricorrere alla violenza temendo per il proprio trono. Nel 37 a.C. mise a morte quarantacinque asmonei e molti membri del sinedrio; nel 35 a.C. uccise il sommo sacerdote e suo cognato Aristobulo; nel 34 suo zio Giuseppe; nel 29 Mariamme (una delle sue mogli) e sua suocera Alessandra; nel 25 il cognato (marito della sorella) Kostobar, e quindi due figli (Alessandro e Aristobulo) con trecento ufficiali, e nel 4 a.C. anche il primogenito Antipatro.

Sempre il Ricciotti afferma che il numero di bambini nati a Betlemme in quel periodo, essendo circa mille gli abitanti adulti, poteva aggirarsi intorno ai sessanta individui. Volendo però Erode uccidere solo i bambini maschi il numero degli uccisi è dunque, approssimativamente, di circa trenta neonati e, contando che la mortalità infantile in Vicino Oriente era molto alta, il numero si restringe a soli venti. La notizia, se forse giunse a Roma, non rappresentò però motivo di cordoglio da parte dell’imperatore, che non esitava a soffocare nel sangue possibili rivolte.

Secondo Macrobio, Augusto, ricevuta la notizia della strage, disse scherzosamente: “È meglio essere il maiale di Erode piuttosto che uno dei suoi figli”, poiché Erode, essendo giudaizzato, non poteva mangiare carne di maiale, ma non esitava però ad uccidere i propri figli. La frase però non si sarebbe riferita a questo evento, ma al successivo omicidio di Erode Antipatro[6].

http://it.cathopedia.org/wiki/Strage_degli_Innocenti

————————————————————————————————————————————————————————————————-

7) MARIA DI NAZARETH EBBE SOLO UN FIGLIO GESU’ E’ NON E’ MARIA DI CLEOFA CHE INVECE E’ SUA COGNATA

 I FRATELLI DI GESU’ SONO I FIGLI DI CLEOFA
Simone è figlio di Cleofa, fratello di Giuseppe,secondo Esegippo
 Giacomo è fratello di Gesù in Galati 1,10, Egesippo dice che è figlio di Cleofa fratello di Giuseppe.
Giuda è fratello di Giacono in Giuda 1,1
—————————————————————-
Maria di Cleofa di Giovanni 19,25 è sicuro la sposa di Cleofa, fratello di Giuseppe, quindi è madre di Simone e Giacomo.
——————————————————————-
Maria di Cleofa, è la Maria detta madre di Giacomo e Giuseppe, che è presente alla crocifissione, in Matteo 27,56; in Marco 15,40;
in Luca 24, 10, infatti mentre in Giovanni presso la croce c’è Maria di Cleofa, citata come sorella ( cognata) della Madre di Gesù,
Matteo, Marco e Luca, hanno Maria di Giacomo e Giuseppe.
Quindi Maria di Cleofa, è madre di Simone, Giacomo e Giuseppe, e siccome Giuda è fratello di Giacomo, Giuda è pure suo figlio.
Quindi i fratellidi Gesù, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda,
citati in Matteo 13,55, in Marco 6,3, sono figli di Cleofa fratello di Giuseppe, e sua moglie viene chiamata Maria di Cleofa
 e cognata della madre di Gesù in Giovanni,
 e Maria di Giacomo e Giuseppe in Matteo e Marco.
 
 
———————————————————————————————————————————————————————————
 
8) MARIA DI MAGDALA NON E’ LA MADRE DI GESU’
 
Di Maria di Magdala sappiamo poche cose (ma importanti), e altre si possono intuire. Non è menzionata molte volte nei Vangeli, anche perché il contesto socio-culturale e religioso ebraico di allora (e in cui nacquero i Vangeli stessi) poneva ai      margini la donna ed il suo ruolo in generale. Il Vangelo di Luca (8,2-3) scrive semplicemente che Maria di Magdala era stata guarita da Gesù e che da lei erano usciti “sette demoni”. Che significa? Il “demonio” nel linguaggio evangelico non è solo radice di un male morale ma anche fisico che può “occupare” e sottomettere l’intera persona. Nella simbologia biblica poi il numero sette significa pienezza. Quindi Maria aveva avuto una qualche malattia morale o fisica molto grave dalla quale Gesù la liberò. Ecco la ragione da dove scaturì l’aiuto e l’assistenza durante la predicazione (fatta con i propri beni, insieme ad altre donne) fino ai piedi della croce. Si trattava insomma di un debito di gratitudine: lei seguiva Gesù per riconoscenza o “per grazia ricevuta”. Maria viene mostrata quindi come una vera discepola di Gesù, viene indicata come un modello di persona guarita, riconciliata con se stessa, con gli altri e con Dio.
 
Secondo un’antichissima (e seria) tradizione Maria di Magdala morì e fu sepolta nella città di Efeso o dintorni, dove visse anche Maria di Nazaret, la Madre di Gesù.
 
MARIA DI MAGDALA CON TANTI EQUIVOCI
 

Veramente possiamo dire che quella di Maria Di Magdala è una storia di equivoci, antichi e recenti, volontari e involontari.
Il primo: l’identificazione della Maddalena con una prostituta, con quella donna peccatrice pubblica, descritta da Luca (7,36-50), 

     in casa del notabile fariseo, Simone. Questi rimase enormemente scandalizzato dal comportamento non scandalizzato anzi comprensivo e addirittura perdonante del giovane rabbi di Nazaret. Il perché dell’errore forse nel fatto che subito dopo si parli di Maria di Magdala e dei suoi “sette demoni”.

Un secondo equivoco, dovuto al gioco di sovraimpressioni: Maria di Magdala identificata con la Maria di Betania (sorella di Marta e Lazzaro). Anche lei compì lo stesso gesto (Gv 12,1-8) della peccatrice anonima: “cospargere i piedi di Gesù con olio profumato di vero nardo e di asciugarli con i propri capelli”. Era questo un segno di squisita ospitalità e di esaltazione per l’ospite Gesù da parte di Maria.
Ma non basta. Qualcuno l’ha fatta diventare non solo una vera leader delle prime comunità cristiane (ed      è anche possibile, date le credenziali di testimone della morte e Risurrezione di Cristo) ma anche l’autrice del quarto vangelo: Maria di Magdala al posto di Giovanni, insomma l’apostolo prediletto… è lei stessa (così, secondo una interpretazione fantasiosa, sarebbe anche nel celebre dipinto di Leonardo Da Vinci!).

Altri equivoci e distorsioni sono arrivate dai vangeli apocrifi, come il vangelo di Maria Maddalena e il vangelo di Filippo. Quest’ultimo (rinvenuto a Nag Hammadi nel 1945) ma già noto in alcuni frammenti fin dall’antichità, è di almeno 200 anni posteriore a quelli canonici. Contiene palesi influenze eretiche (gnostiche) e affermazioni senza nessuna traccia anzi in aperta contraddizione con quelli canonici approvati dalla tradizione. È in sostanza un vangelo che disprezza la corporeità, il matrimonio e quindi anche la donna. Nel Vangelo non è così, per niente. Anzi il contrario. Si pensi solamente al primo miracolo operato da Gesù, a Cana (Gv 2,1-11), quasi per sigillare cioè benedire da parte di Dio (perché i miracoli li fa solo Dio) l’amore di due giovani sposi all’inizio del loro matrimonio.

Maria di Magdala è citata due volte nei brevi detti che compongono il vangelo di Filippo. Una volta per affermare che Maria la madre di Gesù, Maria la sorella di lei (sic!) e Maria di Magdala sono solo manifestazioni apparenti dell’unica Maria spirituale. Così dice infatti il versetto 32: “Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, Maria la sorella di lei e la Maddalena, la quale è detta sua compagna: Maria, in realtà, è sorella, madre e coniuge di lui” (G. Ravasi). Maria Maddalena che è tutto, insomma. È stato specialmente questo il versetto apocrifo, che ha dato forza alla leggenda della Maddalena “compagna” (come si intende oggi) di Gesù, ripreso abbondantemente da romanzi fanta-teologici e da codici vari (e dai film susseguenti, imposti dalla legge del business) apparsi recentemente e letti anche da cristiani non si sa con quanto spirito critico.

 
In un’altra leggenda, di stampo medievale (Jacopo da Varagine) afferma che “San Pietro affidò Maria Maddalena a San Massimino, uno dei 72 discepoli del Signore. E così Massimino, Maria Maddalena, Lazzaro, Marta (…) furono allontanati in mezzo al mare dagli infedeli” per arrivare nel sud della Francia, in Provenza… Intrecciato con questo viaggio la storia del Santo Graal, della dinastia dei Merovingi, e del “segreto” portato dalla Maddalena, e del Codice ultimo di Da Vinci. Un fiume di pura fantasia. In Francia c’è comunque stato un forte culto alla santa di Magdala (anche con santuari diventati famosi). Tuttavia “è certo, comunque, che risalgono a falsi documenti medievali le pretese di luoghi francesi come Veselay e Saint-Maximin di custodire il corpo della santa” (Vittorio Messori).
 Nei Vangeli apocrifi  e gnostici ci sono altri errori su Maria Di Magdala,vediamo che in quelli sorti nella cristianità d’Egitto attorno al III secolo, in alcuni di questi scritti, come nello Pseudo-Cirillo, Maria di Magdala viene identificata con Maria , la madre di Gesù!
Vediamo che i Vangeli apocrifi e gnostici non sono stati accolti dalla Chiesa, per essere pieni di errori, falsità ed eresie, e non hanno nemmeno validità storica, essendo per maggior parte prodotti di fantasia.
 
 
——————————————————————————————————————————————————————-
9) LA DINASTIA DEGLI ERODI NON ERA AMATA DAGLI EBREI E NONAVEVA VALORE PER I ROMANI
 
Erode il Grande non era un ebreo, e quindi non fu mai accettato dagli ebrei, che cercavano di ribellarsi a lui, e poi ai suoi eredi
La famiglia di Erode.

 

La Giudea venne assoggettata a Roma e posta sotto il governatore della provincia della Siria. Gli ebrei furono però liberi di praticare la loro religione e di avere propri governanti e precisamente — dal 37 al 4 a.C. — un ebreo idumeo di nume Erode. Nonostante i suoi ambiziosi progetti edilizi — tra cui la costruzione di un nuovo tempio in Gerusalemme — Erode il Grande fu odiato dagli ebrei ed è ricordato soprattutto per la sua tirannia.

(Gesù nacque sono il suo regno e per suo ordine fu perpetrato il massacro degli innocenti a Betlemme).

Alla sua morte il regno fu diviso tra i suoi tre figli Archelao ereditò la Giudea e la Samaria, ma fu un sovrano talmente repressivo che nel 6 d.C. i romani lo deposero e nominarono al suo posto un governatore o ‘procuratore’. (Dal 26 al 36 d.C. Ponzio Pilato). Erode Antipa governò la Galilea e la Perea, mentre Filippo ebbe l’Iturea, la Traconitide e il territorio a nord-ovest.

http://www.parrocchie.it/calenzano/santamariadellegrazie/La%20speranza%20ebraica.htm

——————————————————————————————————-
Erode, denominato ‘Il Grande’, era il padre di quello della passione, Erode Antipa (4 a.C-9 d.C.), che aveva avuto dalla samaritana Maltace.
Le notizie ci vengono riferite specialmente dallo storico Giuseppe Flavio nelle due opere: La Guerra Giudaica e Le Antichità Giudaiche.
Suo padre si chiamava Antipatro, giudeo dell’Idumea (regione a sud della Galilea) e la madre Kypros, di origine araba.
Antipatro raggiunse una posizione molto influente in Giudea dopo la conquista romana (63 a.C.) e nel 47 a.C. fu nominato procuratore da Giulio Cesare.
Antipatro ebbe due figli: Fasael ed Erode, nato verso il 73 a.C.
Il nome Erode significa ‘discendente da eroi’.
Erode fu certamente un eroe di operosità e tenacia, di sontuosità e magnificenza, ma fu soprattutto un genio di crudeltà e brutalità. Da sfondo faceva una smisurata ambizione ed una frenesia di dominio.
Antipatro, in seguito alla sua nomina a procuratore nominò il figlio Erode a prefetto militare della Galilea.
A questo Erode nel 40 a.C. il senato conferì il titolo di ‘Re dei Giudei’. Tuttavia solo dopo tre anni di lotte ininterrotte e di terribili stragi (26) poté ascendere al trono di Giudea e regnare per 33 anni (dal 37 a.C. al 4 a.C.).
In positivo il suo nome è legato alla ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, iniziata nel 20/19 a.C. La sua dedicazione avvenne dieci anni dopo. Seppure le rifiniture durarono ancora molto tempo (sostanzialmente fino al governo del procuratore Albino, 62-64 d.C.), doveva essere ugualmente bellissimo se gli apostoli un giorno al tramonto del sole dissero affascinati al Signore: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!” (Mc., 13,1).
Questo tempio era il terzo: il primo quello costruito da Salomone e distrutto nella campagna di Nabucodonosor nel 586 a.C.; il secondo fu edificato dopo il ritorno dall’esilio babilonese ed inaugurato nel 515 a.C.; questo tempio al tempo di Erode era così decadente che si ritenne meglio abbatterlo e costruirne uno completamente nuovo. Questo terzo tempio fu distrutto nella famosa guerra giudaica nel 67-70 d.C.
Ma, insieme al Tempio, Erode fece costruire anche altri edifici pagani in onore della dea Roma e del divino Augusto a Samaria, a Cesarea al Panion ed altrove.
Questa prodigalità non deve far supporre che si trattava di sentimenti religiosi sinceri. La corte di Erode a Gerusalemme era pagana. Per la corruzione ed oscenità triviale superava di gran lunga le altre corti orientali.
Inoltre si impegnò molto ad abbellire le città con grandi costruzioni e nuovi monumenti civili.
A Gerusalemme costruì un teatro ed un anfiteatro; abbellì la fortezza Baris dei Maccabei, dandole il nome di Antonia in onore del suo protettore Marco Antonio; edificò lo splendido palazzo reale a nord-ovest della città; restaurò la città di Samaria, che chiamò Sebaste in onore di Augusto (Augustus è la latinizzazione del nome greco Sebastos); edificò il palazzo-fortezza Haerodium a sud di Betlemme, ed altro; fondò la nuova capitale Cesarea Marittima, sulla sponda del Mediterraneo.
Siffatta attività gli valse il titolo di Grande.
Ma, nonostante questo, Erode sapeva benissimo che i suoi sudditi lo odiavano e che godevano di qualunque disgrazia familiare che si rovesciava sulla corte, perché Erode non amava il popolo. Al mancato affetto dei sudditi, il monarca suppliva con la coscienza della propria forza; ad ogni manifestazione di rancore popolare rispondeva con ulteriori rivalse e vendette.
Purtroppo Erode è uno degli uomini il cui bene realizzato è offuscato da tantissimo male. Espongo alcune sue ‘malefatte’ non per gusto di cronaca nera, ma per evidenziare come l’ordine da lui impartito dell’uccisione dei bambini di Betlemme non è un fatto isolato e tantomeno inventato ma del tutto collimante con il suo agire precedente.
Un certo Malico uccise suo padre Antipatro facendolo avvelenare (43 a.C.). Erode per vendicare la morte del padre fece uccidere l’assassino presso Tiro (27).
Inoltre fece imprigionare il fratello Fasael, il quale per disperazione si suicidò fracassandosi la testa contro un muro (28)
Dopo aver ordinato l’uccisione di sua moglie Mariamne I (29 a.C.) (29) nel 7 a.C. dispose la stessa sorte per i due figli avuti da lei: Alessandro ed Aristobulo (30).
Cinque giorni prima di morire fece giustiziare un altro suo figlio Antipatro, avuto da Doris, una delle sue mogli (31).
Infine, sentendo ormai prossima la morte, progettò un ultimo atto di crudeltà. Sapeva che i suoi sudditi avrebbero gioito per la sua scomparsa. Questo lui non lo poteva accettare: tutti dovevano piangere la sua morte. Per questo ordinò alla sorella Salome di convocare a Gerico (dove si trovava ammalato al momento della morte) tutti i grandi del regno, conferendole il mandato di farli uccidere tutti appena lui fosse spirato.
Così ci riferisce Giuseppe Flavio: Erode, sentendosi prossimo alla morte, “giunse al punto di deliberare un’azione ch’era fuor di ogni legge. Radunati infatti da ogni borgata di tutta la Giudea gli uomini più insigni, comandò che fossero chiusi dentro al luogo chiamato Ippodromo; chiamata poi la sorella Salome con suo marito Alexa disse: So che i Giudei faranno festa per la mia morte; eppure io posso essere pianto per altre ragioni ed ottenere uno splendido funerale, qualora voi vogliate seguire le mie commissioni. Questi uomini che stanno rinchiusi, voialtri, quando io sarò spirato, ammazzateli tutti, dopo averli fatti circondare dai soldati, cosicché tutta la Giudea e tutte le famiglie anche non volendo verseranno lacrime per me” (32).
Per fortuna in questo caso la sorella si dimostrò meno crudele del fratello: morto il re rimise tutti i dignitari in libertà.
Erode morì a Gerico nell’aprile del 750 di Roma (= 4 a.C.), all’età di circa 70 anni, dopo sei mesi di atroce malattia.
Il suo cadavere, già in vita roso dai vermi, fu trasportato con grandi onori all’Erodion, palazzo-fortezza che aveva fatto costruire, divenne suo mausoleo.
Sempre secondo Giuseppe Flavio, il funerale si svolse nel modo più splendido possibile: “Erode fu posto su di una lettiga d’oro tempestata di perle preziose e molteplici gemme di diversi colori e una coperta di porpora; anche il morto era vestito con un abito di porpora, portava un diadema sul quale era sistemata una corona d’oro, sul lato destro giaceva il suo scettro” (33).
Erode fu sempre tenacemente attaccato alla sua corona acquistata a gran prezzo e non esitò a sopprimere chiunque potesse considerare un suo ipotetico rivale, fossero anche amici, parenti o gli stessi familiari.

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=82&id_n=2143
 
————————————————————————————————————————–
I SUCCESSORI DI ERODE IL GRANDE
 
 

.Erode Archelao (23 a.C.18 d.C.) fu re di Giudea dal 4 a.C. al 6 d.C..

Figlio di Erode il Grande, re della Giudea, e di Maltace la samaritana, fu nominato successore al trono dal padre poco prima della sua morte avvenuta nel 4 a.C.

Erode Antipa (Herodes Antipatros; 20 a.C. – dopo il 39) era figlio di Erode il Grande, re di Giudea, e della sua quarta moglie, la samaritana Maltace.

Secondo i Vangeli, fece arrestare e uccidere Giovanni il Battista e incontrò Gesù durante la sua passione.

Erode Agrippa I detto il Grande (in latino: Marcus Iulius Agrippa; 10 a.C.44) è stato un re di Giudea. Era nipote di Erode il Grande e figlio di Aristobulo e Berenice (a sua volta figlia di Salome, sorella di Erode), quando nel 39 fu investito del titolo di re.

Al momento della sua morte, l’unico erede legittimo di Erode Agrippa era il figlio adolescente Agrippa II, perciò l’imperatore Claudio decise di riportare la provincia Iudaea sotto il diretto controllo di Roma attraverso un Procurator Augusti. A Cuspio Fado (44-46) successe nel governo Tiberio Giulio Alessandro fino al 48.

Wikipedia

———————————————————————————————————————————————————————————-

10) DALLE FONTI STORIVHE E CRISTIANE NON ESISTE NESSUN LEGAME FRA LA DINASTIA DEGLI ERODI E LA SACRA FAMIGLIA DI GESU’

DALLE FONTI CRISTIANE
SANTA MARIA DI NAZARETH
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù. (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l’arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.
Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.
Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..
Dopo l’ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.
Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove muore e viene assunta in cielo in anima e corpo.
Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38). La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:
« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. » (Lc 1,38)
Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi. Da Elisabetta Maria è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).
Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
Francesco Botticini, L’Assunzione della Vergine Maria
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.
Negli Atti degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14). Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).
———————————————————————————————————————————————————————————
Nei Vangeli apocrifi
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei, che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).
Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù. Maria sarebbe rimasta nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe, che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.
Cathopedia
————————————————————————————————————————————————————————
GESU’ DI NAZARETH
Gesù di Nazaret (Betlemme, 7 a.C.-2 a.C.[2] – Gerusalemme, 26-36) è il fondatore e la figura centrale del Cristianesimo, religione che lo riconosce come il Cristo (Messia), atteso dalla tradizione ebraica, e Dio fatto uomo. Durante gli ultimi anni della sua vita, Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista nella provincia romana della Giudea, la regione storica della Palestina.
Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua), che significa “YHWH è salvezza” o “YHWH salva”. Secondo la tradizione cristiana, le principali fonti testuali relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici. Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l’attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi, sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.
I vangeli narrano la nascita di Gesù da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull’annuncio del Regno dei Cieli e sull’amore al prossimo e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione, morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il Figlio di Dio. Le neotestamentarie lettere di Paolo esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione. Per le principali confessioni religiose cristiane è la seconda persona della Trinità, assieme al Padre e allo Spirito Santo e “vero Dio e vero uomo”.
Dai vangeli appare come la predicazione e l’operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto territorialmente ma che ha, secondo le fonti canoniche, raggiunto vari strati della società. Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce, richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall’autorità di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte), su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Gesù ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione, facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale.
Wikipedia
—————————————————————————————————————————————————————————
SAN GIUSEPPE DI NAZARETH
Giusèppe, santo – Sposo di Maria madre di Gesù, di cui G. era “reputato” (Luca 3, 23) padre; le poche notizie che abbiamo su di lui sono nei Vangeli (soprattutto Matteo e Luca), mentre pressoché privi di valore sono i tardi racconti dei Vangeli apocrifi che ebbero però molta influenza sulla tradizione e sull’arte. Presentato nella genealogia di Gesù come discendente di David, forse nato a Betlemme (o a Nazaret), esercitava un mestiere (di carpentiere o falegname: il gr. ha τέκτων che la Vulgata traduce faber); secondo gli Apocrifi e parte della tradizione antica (orientale, Ambrogio e, con qualche incertezza, Agostino) già vedovo prima di sposare Maria, G. avrebbe avuto dal primo matrimonio dei figli: ipotesi questa adottata per spiegare la presenza dei “fratelli di Gesù” nei Vangeli; ma già s. Girolamo avversava questa ipotesi (secondo la comune teologia cattolica quei “fratelli” sarebbero dei cugini), ritenendo G. vergine prima e dopo il matrimonio con la madre di Cristo. Nel racconto dell’Annunciazione, quando l’angelo Gabriele si presenta a Maria, essa è detta vergine sposa promessa a G. (Matt. 1, 18; Luca 1, 27), ma costui non l’aveva ancora introdotta nella sua casa (Matt. 1, 18): quindi erano uniti da vincolo di fidanzamento (che presso gli Ebrei era giuridicamente considerato già matrimonio). I Vangeli non dicono dell’età di G. (secondo alcuni apocrifi era di età avanzata) quando egli chiese la mano di Maria, mentre mettono in risalto la verginità di lei e il fatto che G. non ebbe alcuna parte nel concepimento di Gesù. Tuttavia, prima di conoscere il carattere prodigioso della maternità di Maria, G., preso da dubbio, nella sua giustizia pensò di scindere il contratto matrimoniale senza denunciare la gestante; poi, avvertito in sogno dall’Angelo del mistero del concepimento di Maria, G. visse con lei senza consumare il matrimonio (nella dottrina cattolica Maria restò vergine anche post partum). Il censimento indetto da Augusto obbligò G. a recarsi da Nazaret, sua dimora abituale, a Be tlemme, paese d’origine, giacché questa era stata la patria di David (Luca 2, 1-5); e ivi nacque Gesù. La persecuzione di Erode lo costrinse con la sua sposa e il bambino a rifugiarsi in Egitto, donde ritornò con essi, dopo la morte del re, a Nazaret: ivi restò forse fino alla fine della vita, probabilmente avvenuta prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Enciclopedia Treccani
———————————————————————————————————————————————————————–
CONCLUSIONE:
Nei primi secoli dell’era cristiana, nessuno ebreo o pagano sarebbe stato così matto da trasformare Erode Filippo, figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade,
padre di Salomè, in un messia ebraico salvatore, questo Erode Filippo non era nemmeno un personaggio famoso e conosciuto, visse a Roma,
e fu perfino ripudiato da sua moglie Erodiade.
Questa assurda idea è venuta in mente ad Alessandro De Angelis, che su Gesù cambia spesso idee, per vendere i suoi libri, ha inventato, che Gesù non è mai esistito, poi che era Giovanni il Galileo, personaggio inventato da un romanziere, poi che era Giovanni Battista,  poi che era Barabba, poi che era gay, e aveva un amante, poi che ebbe un figlio,
in ultimo che era il figlio di Erode il Grande, proprio quello che ordinò la strage degli innocenti.
———————————————————————————————————————————————————————–

Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

—————————————————————————————————-

Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
————————————————————————————–
————————————————————————————————————————————
CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.C ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!
————————————————————————————————————————————-
 Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia
Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: