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marzo 4, 2016

ALESSANDRO DE ANGELIS DICHIARA CHE LA SANTA VERGINE MARIA ERA FIGLIA DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO

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LA SACRA FAMIGLIA GIUDEA UMILE E PIA   DISCENDENTE DEL RE DAVID NON
HA NESSUN LEGAME CON MARIAMNE II SPOSA DI ERODE IL GRANDE
NEMICO DELLA SACRA FAMIGLIA E CON  GLEOPATRA VII REGINA D’EGITTO E SACERDOTESSA DI ISIDE
RICCA E PIENA DI LUSSURIA

 Dal Film Cleopatra, Cleopatra VII e il marito Marco Antonio

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Estratto dal suo libro

L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro

         

La discendenza reale del sangue di Cristo

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Ora  secondo De Angelis Giuseppe d’Arimatea sarebbe anche Giuseppe il falegname di Nazareth.

Maria di Nazareth, secondo De Angelis sarebbe Mariamne II sposa prima di Erode il Grande e poi di Giuseppe d’Arimatea.

Gesù di Nazareth,secondo De Angelis sarebbe figlio di Eode il Grande e Mariamne II, che sarebbe Maria di Nazareth,

e figlia di Cleopatra e sorella di Marta, e Lazzaro.

Gesù secondo De Angelis sarebbe Erode Fippo figlio di Erode il Grande e Mariamne II.

Gesù secondo De Angelis sarebbe anche il Sommo Sacerdote Gesù Gamaliel.

Maria di Nazareth secondo De Angelis  sarebbe anche Maria Maddalena e Maria di Betania.

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DE ANGELIS COME PRIMA OPERAZIONE TRASFORMA L’EBREA MARIAMNE II E SUO PADRE SIMONE BOETO IN EGIZIANI

 Mariamne II, la terza moglie di Erode il Grande, figlia del sacerdote Simone Boeto, sarabbe figlia della regina Cleopatra VII,

 la quale allora avrebbe sposato anche il sacerdote Simone di Boeto, cioè un sacerdote ebreo avrebbe sposato una regina pagana,

ma anche Simone Boeto sacerdote ebreo sarebbe un sacerdote di Iside.

Quindi poi trasforma Mariamne II in Maria di Nazareth

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LA REGINA CLEOPATRA VII MATRIMONI E FIGLI SECONDO LA STORIA

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Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra Tea Filopatore, nota alla storiografia moderna come Cleopatra VII o semplicemente Cleopatra,
 è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Wikipedia
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Tolomeo XIV, Berenice IV
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia
Filopatore, ultima regina d’Egitto (m. 31 a. C.).
 Figlia di Tolomeo XII Aulete, alla morte del padre salì al trono assieme al fratello giovinetto Tolomeo XIII.
 Cacciata da una congiura di palazzo, tornò più tardi in Alessandria con l’aiuto di Cesare, che le associò al trono l’altro fratello,
Tolomeo XIV.
Divenuta l’amante di Cesare, visse per un certo tempo a Roma col figlio Cesarione nato da questa unione.
Tornò in Egitto alla morte di Cesare, fece assassinare il fratello e associò al trono il figlio.
Dopo la battaglia di Filippi (42 a. C.) si unì a Marco Antonio, dal quale ebbe altri tre figli,
ottenne il riconoscimento di Cesarione come coreggente condividendone gli ambiziosi programmi politici.
 Fu presente allo scontro navale di Azio (31 a. C.) che segnò la sconfitta sua e di Antonio dinnanzi a Ottaviano.
In seguito, nonostante i suoi tentativi di trattare separatamente con il vincitore, fu da questi costretta al suicidio.
Sapere.it
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Alla morte del padre (51 a. C.) e in conformità del testamento da lui lasciato, salì al trono in età di 17 o 18 anni,
 come la maggiore dei quattro figli tuttora viventi, avendo associato nel potere il meno giovane dei fratelli, Tolomeo XII, fanciullo di circa dieci anni.
 
La regina divenne amante di Giulio Cesare amante. Il 23 giugno del 47, C. diede alla luce un bambino,
cui impose lo stesso nome del dittatore, ma che è più conosciuto sotto il sarcastico diminutivo di Cesarione.
 
Cleopatra VII il 42 a.C, Si unì a Marco Antonio.
 
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Gaio Giulio Cesare
Ex Dittatore romano
Gaio Giulio Cesare è stato un militare, console, dittatore, oratore e scrittore romano,
 considerato uno dei personaggi più importanti e influenti della storia.
 
Data di nascita: luglio 100 a.C., Roma
Assassinato: 15 marzo 44 a.C., Roma
Figli: Augusto, Tolomeo XV, Giulia
Genitori: Aurelia Cotta, Gaio Giulio Cesare
Wikipedia
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Cesarione
Tolomeo XV
Sovrano
Tolomeo XV Filopatore Filometore Cesare, in latino: Ptolomaeus XV Philopator Philometor Caesar, chiamato anche “piccolo Cesare”,
Cesarione, figlio di Giulio Cesare e Cleopatra fu l’ultimo sovrano, assieme alla madre, del Regno tolemaico d’Egitto.
Data di nascita: 23 giugno 47 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Genitori: Cleopatra VII, Gaio Giulio Cesare
Fratelli: Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Wikipedia
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Marco Antonio
Politico
Marco Antonio è stato un politico e militare romano durante il periodo della Repubblica.
 Abile condottiero e coraggioso combattente, discendente da una famiglia patrizia, fu luogotenente di Gaio Giulio …
Data di nascita: 14 gennaio 83 a.C., Roma
Data di morte: 1 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Fulvia (s. 46 a.C.–40 a.C.), altri
Figli: Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo, altri
Genitori: Giulia, Marco Antonio Cretico
Fratelli: Lucio Antonio, Gaio Antonio
Wikipedia
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Cleopatra VIII
Cleopatra VIII Selene II fu l’unica figlia femmina della regina d’Egitto Cleopatra VII e del triumviro romano Marco Antonio,
 gemella di Alessandro Helios. Sposò Giuba II.
Data di nascita: 25 dicembre 40 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 6 a.C., Cherchell, Algeria
Coniuge: Giuba II
Figli: Tolomeo di Mauretania, Drusilla di Mauretania
Wikipedia
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Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita,
 in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C.
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Luogo di morte: Roma
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Tolomeo XV, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Wikipedia
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Tolomeo Filadelfo
Figlio di Marco Antonio
Tolomeo Filadelfo fu un principe egiziano della dinastia dei Lagidi.
 Era terzogenito del triumviro Marco Antonio e della regina d’Egitto Cleopatra VII,
 dopo i gemelli Alessandro Helios e Cleopatra Selene II.
Data di nascita: 36 a.C., Antiochia di Siria
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Alessandro Helios
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Nonni: Tolomeo XII, Cleopatra V, Marco Antonio Cretico, Giulia
Wikipedia

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MARIAMNE II NON HA NESSUN LEGAME CON CLEOPATRA VII

Quando Mariamne II nacque il 45 a.C., Cleopatra il 44 a.C, era ancora con Giulio Cesare a Roma.

Il 45 era in Egitto, e dopo aver fatto assassinare il fratello-sposo, si impossessò del trono.

Il 42 si unì con Marco Antonio, il 40 a.C, nacquero i gemelli Cleopatra VIII e Alessandro Helios,

poi il 36 a.C. nacque Tolomeo Filadelfo.

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Il padre di Mariamne II Simone Boeto, era un sacerdote ebreo del Tempio di Gerusalemme, ed era povero,

poi Erode il Grande lo nomina Sommo Sacerdote. Mai Simone Boeto avrebbe potuto avere relazioni con

una donna pagana, era vietato dalla legge ebraica, poi era sacerdote, e poi con Cleopatra Regina d’Egitto sarebbe stato

totalmente impossibile. Simone Boeto nacque verso il 64 a.C.

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Mariamne II, sposò Erode il Grande il 25 a.C., il 27 a.C. nacque il Figlio Erode Filippo.

Il 25 a.C. Mariamne aveva 20 anni nata il 45 a.C., mentre Erode il Grande aveva 48 anni, nato il 73 a.C.

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DATI STORICI COMPLETI

MARIAMNE

Le donne che ebbero questo nome all’interno della dinastia erodiana furono:
•Mariamne (seconda moglie di Erode il Grande), anche nota come Mariamne I o Mariamne Asmonea, seconda moglie di Erode il Grande;
•Mariamne (terza moglie di Erode il Grande), anche nota come Mariamne II, terza moglie di Erode il Grande;
•Mariamne (figlia di Aristobulo), anche nota come Mariamne III, figlia di Aristobulo IV;
•Mariamne (figlia di Agrippa I), figlia di Erode Agrippa I.
•Mariamne (figlia di Giuseppe), moglie di Erode di Calcide;
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Quella usata da De Angelis sarebbe la figlia del sacerdote Simone Boeto

Mariamme II

Biografia

Mariamne,  nacque il 45 a.C. sposò  Erode il Grande verso il 25,  fu la terza moglie di Erode il Grande, seconda con questo nome.
Cadde in disgrazia presso il marito, che la allontanò da corte il 4 a.C.
 
Mariamne era la figlia di Simone Boeto, un sacerdote ebreo di Gerusalemme ma nativo di Alessandria d’Egitto. Aveva fama di essere una bellissima donna,
 «la più bella donna dell’epoca», riferisce lo scrittore Flavio Giuseppe.[1] La fama di Mariamne raggiunse Erode il Grande, che conobbe la ragazza innamorandosene,
e decise che sarebbe stato opportuno sposarla. Il problema era che Simone era un semplice sacerdote e non sarebbe stato opportuno imparentarsi con lui;
Erode,allora, tolse l’onore del sommo sacerdozio a Gesù figlio di Phiabet e lo conferì a Simone (25 a.C.),
rimuovendo tale ostacolo al matrimonio con Mariamne.[1]
Dal matrimonio tra Mariamne ed Erode nacque Erode Filippo I (anche noto come Erode Boeto), marito di Erodiade e padre di Salomè.
 Filippo era il quarto figlio maschio di Erode, dopo Antipatro (figlio della prima moglie Doride) e Alessandro e Aristobulo (figli di Mariamne);
 nel 7 a.C. Erode fece giustiziare per tradimento Alessandro e Aristobulo, e Filippo divenne secondo nella linea di successione.
Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo:
Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie,
depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.
Note
[1] Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVII.4.2.
 
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Erode il Grande
Governante
Erode Ascalonita detto il Grande, fu re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.C. alla morte.
Luogo di nascita: Edomiti
Data di morte: 4 a.C., Gerico
Luogo di sepoltura: Giudea
Erode il Grande nacque intorno al 73 a.C. da padre idumeo, Antipatro, e da madre araba, Cipro, originaria di Petra, capitale dei Nabatei.
 L’Idumea, una regione compresa tra il regno di Giuda e il deserto del Negev,
era stata conquistata dagli ebrei ed i suoi abitanti convertiti a forza all’ebraismo,
 ai tempi del re asmoneo Giovanni Ircano (135-104 a.C.), circa cinquanta anni prima.
Erode ebbe tre fratelli (Giuseppe, Fasael, Ferora) e una sorella, Salomè.
 
Coniuge: Mariamne I (s. 38 a.C.–29 a.C.), Mariamne II (s. 23 a.C.–4 a.C.), Doris (s. ?–4 a.C.), altre.
Figli: Erode Antipa, Erode Archelao, Filippo, Erode, Antipatro, altri
Genitori: Cypros, Erode Antipatro
La strage degli innocenti è un episodio presente soltanto nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), in cui Erode il Grande,
re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi.
Secondo la narrazione evangelica, Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto;
solo dopo la morte di Erode Giuseppe tornò indietro, stabilendosi in Galilea, a Nazaret.
 
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Erode Antipa
Erode Antipa era figlio di Erode il Grande, re di Giudea, e della sua quarta moglie, la samaritana Maltace. Secondo i Vangeli,
 fece arrestare e uccidere Giovanni il Battista e incontrò Gesù durante la sua passione.
Data di nascita: 20 a.C., Giudea
Data di morte: 39 d.C.
Coniuge: Erodiade (s. ?–39 d.C.)
Genitori: Maltace, Erode il Grande
Fratelli: Erode Archelao, Filippo, Erode, Archelao
Nipote: Salomè
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Erodiade
Data di nascita: 15 a.C.
Data di morte: 39 d.C.
Coniuge: Erode Filippo, Erode Antipa (s. ?–39 d.C.),
Figli: Salomè
Genitori: Berenice, Aristobulo
Fratelli: Erode Agrippa I
 
Dapprima fu sposa di Erode Filippo (figlio di Mariamne II, terza moglie di Erode il Grande) da cui ebbe una figlia, Salomè. Dopo il divorzio da Erode Filippo,
sposò Erode Antipa, altro figlio di Erode il Grande e tetrarca di Galilea. La loro relazione scatenò gli strali del profeta Giovanni Battista.
ErodeAntipa lo fece mettere in prigione, ma non osava ucciderlo, per timore di sollevazioni popolari. Secondo quanto riportato nel Vangelo di Marco,
 fu Erodiade che chiese alla giovane figlia Salomè di pretendere in dono da Erode la testa di Giovanni Battista dopo aver ballato per lo zio in un convito.
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Erode Filippo
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana.
 Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò
 (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata
 da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).
Fonti storiche
Viene citato da Giuseppe Flavio (18,5,1.4) col nome di “Erode”, senza alcuna specificazione, mentre nei vangeli viene citato come “Filippo” (Mt 14,3; Mc 6,17;
 v. anche Lc 3,19 che non riporta il nome)
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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C.
poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito
 e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti.
 Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri,
 a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto.
Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte.
 Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”.
 Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua,
 uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
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Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. ,
non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C)
 ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,

e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

Il  Sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.,era zio di Erode Filippo,

 perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo,

e non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

NEL MODO PIU’ ASSOLUTO LA SANTA VERGINE MARIA POTREBBE ESSERE MARIAMNE II O LA FIGLIA DELLA REGINA  D’EGITTO CLEOPATRA VII SACERDOTESSA DI ISIDE

 
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VEDIAMO COSA DICE IL NUOVO TESTAMENTO
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I personaggi del Nuovo Testamento vissero il I secolo d.C.
 
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SANTA MARIA DI NAZARETH
 
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù.
 (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l’arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.
Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.
Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..
Dopo l’ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.
Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove muore e viene assunta in cielo in anima e corpo.
 
Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che,
 promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38).
 La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:
« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. » (Lc 1,38)
Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi.
 Da Elisabetta Maria è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe,
seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).
Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e,
preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
Francesco Botticini, L’Assunzione della Vergine Maria
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele,
che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica,
ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.
Negli Atti degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14).
 Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).
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Nei Vangeli apocrifi
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa.
 I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei,
che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).
Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù.
Maria sarebbe rimasta nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe,
 che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.
Cathopedia
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GESU’ DI NAZARETH
Gesù di Nazaret (Betlemme, 7 a.C.-2 a.C.[2] – Gerusalemme, 26-36) è il fondatore e la figura centrale del Cristianesimo,
 religione che lo riconosce come il Cristo (Messia), atteso dalla tradizione ebraica, e Dio fatto uomo. Durante gli ultimi anni della sua vita,
 Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista nella provincia romana della Giudea, la regione storica della Palestina.
Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua), che significa “YHWH è salvezza” o “YHWH salva”. Secondo la tradizione cristiana,
le principali fonti testuali relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni).
 Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento,
 in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici.
 Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l’attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi,
sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.
I vangeli narrano la nascita di Gesù da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull’annuncio del Regno dei Cieli,
 e sull’amore al prossimo e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione,
 morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il Figlio di Dio.
 Le neotestamentarie lettere di Paolo esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione.
 Per le principali confessioni religiose cristiane è la seconda persona della Trinità, assieme al Padre e allo Spirito Santo e “vero Dio e vero uomo”.
Dai vangeli appare come la predicazione e l’operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto
 territorialmente ma che ha, secondo le fonti canoniche, raggiunto vari strati della società.
Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce,
 richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall’autorità di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte),
su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Gesù ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione,facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale.
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SAN GIUSEPPE DI NAZARETH
 
Giusèppe, santo – Sposo di Maria madre di Gesù, di cui G. era “reputato” (Luca 3, 23) padre;
le poche notizie che abbiamo su di lui sono nei Vangeli (soprattutto Matteo e Luca),
 mentre pressoché privi di valore sono i tardi racconti dei Vangeli apocrifi che ebbero però molta influenza sulla tradizione e sull’arte.
 Presentato nella genealogia di Gesù come discendente di David, forse nato a Betlemme (o a Nazaret),
esercitava un mestiere (di carpentiere o falegname:
il gr. ha τέκτων che la Vulgata traduce faber); secondo gli Apocrifi e parte della tradizione antica (orientale,
Ambrogio e, con qualche incertezza, Agostino) già vedovo prima di sposare Maria, G. avrebbe avuto dal primo matrimonio dei figli:
 ipotesi questa adottata per spiegare la presenza dei “fratelli di Gesù” nei Vangeli; ma già s.
Girolamo avversava questa ipotesi (secondo la comune teologia cattolica quei “fratelli” sarebbero dei cugini),
 ritenendo G. vergine prima e dopo il matrimonio con la madre di Cristo. Nel racconto dell’Annunciazione,
quando l’angelo Gabriele si presenta a Maria, essa è detta vergine sposa promessa a G. (Matt. 1, 18; Luca 1, 27),
 ma costui non l’aveva ancora introdotta nella sua casa (Matt. 1, 18): quindi erano uniti da vincolo di fidanzamento
 (che presso gli Ebrei era giuridicamente considerato già matrimonio). I Vangeli non dicono dell’età di G. (secondo alcuni apocrifi era di età avanzata)
quando egli chiese la mano di Maria, mentre mettono in risalto la verginità di lei e il fatto che G. non ebbe alcuna parte nel concepimento di Gesù. Tuttavia,
 prima di conoscere il carattere prodigioso della maternità di Maria, G., preso da dubbio, nella sua giustizia pensò di scindere il contratto matrimoniale senza denunciare la gestante;
 poi, avvertito in sogno dall’Angelo del mistero del concepimento di Maria, G. visse con lei senza consumare il matrimonio
 (nella dottrina cattolica Maria restò vergine anche post partum). Il censimento indetto da Augusto obbligò G. a recarsi da Nazaret, sua dimora abituale,
 a Be tlemme, paese d’origine, giacché questa era stata la patria di David (Luca 2, 1-5); e ivi nacque Gesù.
 La persecuzione di Erode lo costrinse con la sua sposa e il bambino a rifugiarsi in Egitto, donde ritornò con essi,
 dopo la morte del re, a Nazaret: ivi restò forse fino alla fine della vita, probabilmente avvenuta prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Enciclopedia Treccani
 
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GIUSEPPE DI ARIMATEA
Giuseppe di Arimatea è un personaggio del Nuovo Testamento e degli apocrifi del Nuovo Testamento,
 coinvolto in modo particolare nella crocefissione e deposizione di Gesù;
durante il medioevo sorsero alcune leggende che lo collegano alla Britannia e al mito del Santo Graal.
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa luterana, dalla Chiesa ortodossa e da alcune Chiese anglicane;
in Occidente la sua ricorrenza è il 31 agosto,
 mentre gli ortodossi lo commemorano la domenica dei “portatori di mirra” (la seconda domenica dopo pasqua) e il 31 luglio.
 
nel Vangelo secondo Marco, Giuseppe è presentato come membro autorevole del sinedrio, «che aspettava anche lui il regno di Dio»;
ricevuta la richiesta di Giuseppe,
 Pilato, sorpreso che Gesù fosse già morto, chiede conferma del decesso ad un centurione, e solo dopo concede il corpo a Giuseppe;
 la tomba era un sepolcro scavato nella roccia,
chiuso rotolandovi davanti una pietra;
nel Vangelo secondo Matteo, Giuseppe è un ricco uomo di Arimatea diventato discepolo di Gesù;
solo in questo vangelo il sepolcro è detto essere la sua tomba,
e si aggiunge che era nuovo;
il Vangelo secondo Luca dedica ben due versetti alla presentazione di Giuseppe;
oltre a definirlo un membro del sinedrio che attendeva il regno di Dio,
 nota come fosse una «persona buona e giusta» e che non avesse condiviso la decisione degli altri membri del sinedrio
 riguardo alla condanna di Gesù; della tomba dice che non era mai stata usata;
nel Vangelo secondo Giovanni si racconta che Giuseppe era discepolo di Gesù,
ma che mascherava questa sua adesione alle prediche del Nazareno per non far ricadere su di sé i sospetti dei Giudei.
 Giuseppe e Nicodemo chiesero il corpo di Gesù a Pilato, che glielo concesse.
Giuseppe si recò al patibolo con Nicodemo, che recava mirra e aloe;
i due deposero il corpo dalla croce e lo avvolsero in bende e oli aromatici.
Nel luogo dell’esecuzione c’era un giardino con all’interno una tomba mai usata; lì deposero Gesù,
 in quanto era Parascève e la tomba era vicina e utilizzabile prima dell’inizio del sabato.
Wikipedia
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SAN GIUSEPPE D’ARIMATEA
I pochi riferimenti storici si desumono dai quattro Evangelisti allorquando narrano la deposizione e la sepoltura di Gesú. Originario di Arimatea, di condizione assai agiata, era un discepolo di Gesú, ma come Nicodemo non aveva dimostrato la propria fede per paura dei Giudei,

 fino al periodo della Passione. Tuttavia durante il processo di Gesú, partecipando alle sedute del sinedrio,

 per il senso di giustizia che l’animava e per l’aspettativa del regno di Dio, aveva osato dissentire dai suoi colleghi

non approvando le risoluzioni e gli atti di quell’assemblea.

Anzi maggior coraggio dimostrò dopo la morte del Maestro, quando arditamente, come si esprime Marco,

si presentò a Pilato per ottenere la sua salma e darle degna sepoltura,

 impedendo così che fosse gettata in una fossa comune, con quella dei due ladroni. Nel pietoso intento,

Giuseppe trovò collaborazione, oltre che nelle pie donne, anche in Nicodemo, accorso portando con sé aromi (mirra ed aloè).

Giuseppe, secondo quando detto in Mt. 27,59, aveva comprato una bianca sindone.

I due coraggiosi discepoli, preso il corpo di Gesú, lo avvolsero in bende profumate e lo deposero nel sepolcro nuovo, scavato nella roccia,

che Giuseppe si era fatto costruire nelle vicinanze del Calvario.

Era il tramonto quando Giuseppe “rotolata una grande pietra alla porta del sepolcro andò via”.
La storia ha qui termine, ma il personaggio non fu trascurato dalla leggenda ed in primo luogo dagli anonimi autori degli apocrifi.

Nello pseudo-Vangelo di Pietro (sec. II)

la narrazione non si distacca da quella del Vangelo; l’unica differenza sta nel fatto che Giuseppe chiese a Pilato

 il corpo di Cristo ancora prima della Crocifissione. Ricchi di nuovi fantastici racconti sono inveci gli Atti di Pilato o

Vangelo di Nicodemo (sec. V), in cui si narra che i Giudei rimproverarono a Nicodemo e a Giuseppe

 il loro comportamento in favore di Gesú e che proprio per questo, Giuseppe venne imprigionato, ma, miracolosamente liberato,

 fu ritrovato poi ad Arimatea.

 Riportato a Gerusalemme narrò la prodigiosa liberazione. Ancora piú singolare è una narrazione denominata Vindicia Salvatoris (sec. IV?),

che ebbe poi larghissima diffusione in Inghilterra ed Aquitania. Anzi, a questo opuscoletto si è voluto dare un intento polemico contro Roma,

giacchè il Vangelo sarebbe stato diffuso in quelle zone non da missionari romani, ma da discepoli di Gesú.

Il racconto si dilunga nel descrivere l’impresa di Tito,

 figlio dell’imperatore Vespasiano, che partì da Bordeaux con un grande esercito per recarsi in Palestina a vendicare la morte di Gesú,

voluta ingiustamente dai Giudei.

Occupata la città, trovò Giuseppe in una torre dove era stato rinchiuso dai Giudei perché morisse di fame e di stenti;

egli era invece sopravvissuto per nutrimento celeste. Già Gregorio di Tours faceva menzione di questa prigionia di Giuseppe.

Altre leggende di origine orientale riferiscono che Giuseppe fu il fondatore della Chiesa di Lydda, la cui cattedrale fu consacrata da s Pietro.
Ma nell’ambiente francese ed inglese dei secc. XI-XIII la leggenda si colorì di nuovi particolari inserendosi

 e confondendosi nel ciclo del Santo Graal e del re Artù.

 Secondo una di queste narrazioni Giuseppe, prima di seppellire Gesú, ne lavò accuratamente il corpo tutto cosparso di sangue,

 preoccupandosi di conservare quest’acqua e sangue in un vaso, il cui contenuto fu poi diviso fra Giuseppe e Nicodemo.

 Il prezioso recipiente si tramandò da Giuseppe ai suoi figli e cosí per varie generazioni fino a quando venne in possesso del patriarca di Gerusalemme.

 Questi nel 1257, temendo cadesse in mano degli infedeli, su consiglio dei suffraganei,

lo consegnò ad Enrico III d’Inghilterra, perchè lo tutelasse.
Altre leggende, pur collegandosi alla precedente, riferiscono che Giuseppe, con il prezioso reliquiario,

 peregrinò accompagnato da vari cavalieri per evangelizzare la Francia (alcuni racconti dicono che sarebbe sbarcato

 a Marsiglia con Lazzaro e le sue sorelle Marta e Maria),

la Spagna (dove sarebbe andato con s. Giacomo, che lo avrebbe creato vescovo!), il Portogallo ed infine l’Inghilterra.

Quivi il vaso (il Santo Graal) andò smarrito e solo un cavaliere senza macchia e senza paura l’avrebbe ritrovato.

 Questa leggenda del Santo Graal fa parte del ciclo di Lancillotto e specialmente della ‘Estoire du Graal’,

che non è altro che una versione in prosa del poema di Roberto di Boron.
Forse questa diffusione della leggenda in Francia si collega anche alla narrazione riguardante le ossa di Giuseppe. Un racconto del sec.

 IX riferisce che il patriarca Fortunato di Gerusalemme per non essere catturato dai pagani, fuggí in Occidente al tempo di Carlo Magno

 portando con sé le ossa di Giuseppe d’Arimatea; nel suo peregrinare si fermò per ultimo nel monastero di Moyenmoutier, di cui divenne abate.

 Le reliquie del santo furono poi trafugate dai canonici.
Il culto più antico sembra però stabilito in Oriente. In alcuni calendari georgiani del sec. X la festa è menzionata il 30, 31 Agosto

 o anche la terza domenica dopo Pasqua. Per i Greci invece la commemorazione era il 31 luglio.

In Occidente fu particolarmente venerato a Glastonbury in Inghilterra,

 ove, secondo una tradizione, avrebbe fondato il primo oratorio. Nel Martirologio Romano fu inserito al 17 marzo dal Baronio.

Al compilatore degli Annali l’inserimento fu suggerito dalla venerazione che i canonici della basilica vaticana davano ad un braccio del santo,

proprio il 17 marzo. Al tempo del Baronio la più antica documentazione della reliquia era uno scritto del 1454.

 Tuttavia nessun martirologio occidentale prima di tale data faceva menzione di culto a s. Giuseppe d’Arimatea.

Gian Domenico Gordini. Enciclopedia dei Santi

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I FRATELLI DI BETANIA LAZZARO MARTA E MARIA

Nel Nuovo Testamento sono citati;
• In Lc 10,38-42, le due sorelle accolgono Gesù in casa, ma mentre Marta si occupa delle faccende domestiche,
Maria si siede ad ascoltare la parola di Gesù.
Marta se ne lamenta con Gesù, ma questi le risponde: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,
 ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno.
Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».
•In Gv 11,1-46, le due sorelle mandano a chiamare Gesù perché venga a guarire Lazzaro che si è ammalato,
 
ma Gesù si attarda e quando giunge Lazzaro è già morto.
Gesù dialoga con Marta e ottiene da lei una professione di fede: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo,
 il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
 Quindi si reca al sepolcro e risuscita Lazzaro.
• In Gv 12,1-9, Lazzaro e le sue sorelle ospitano Gesù a cena; Marta serve a tavola.
 Durante la cena Maria cosparge i piedi di Gesù con un unguento molto prezioso e li asciuga con i propri capelli.
 Il fatto è riportato anche nel Vangelo secondo Matteo (26,6-13) e nel Vangelo secondo Marco (14,3-9),
 che però non nominano le due sorelle e situano la cena in casa di Simone il lebbroso.

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TRADIZIONE ORIENTALE

Nella tradizione della Chiesa ortodossa, anche se non espressamente menzionate come tali nei Vangeli,

 Maria e Marta erano tra le “Donne Mirrofore” (che portavano la mirra). Queste donne, fedeli seguaci di Gesù,

 lo accompagnarono sul Golgota e assistettero alla sua Crocifissione. Dopo la notte che seguì il sabato, seguendo la tradizione ebraica,

andarono al Sepolcro di Cristo portando con sé la mirra (pregiatissimo unguento aromatico), per ungere il corpo del Signore.

 Le Mirrofore divennero le prime testimoni della Risurrezione di Gesù, trovando la tomba vuota e ricevendo da un angelo la gioiosa notizia.

 La tradizione ortodossa riferisce anche che il fratello di Marta, Lazzaro, dovette allontanarsi da Gerusalemme,

 durante la persecuzione della Chiesa di Gerusalemme dopo il martirio di Santo Stefano. Le sue sorelle Marta e Maria fuggirono con lui,

 e lo aiutarono nella proclamazione del Vangelo nei diversi luoghi dove sostarono. I tre poi giunsero a Cipro,

dove Lazzaro divenne il primo Vescovo di Kition. Tutti e tre sono morti a Cipro. Lazzaro durò nell’episcopato per circa un trentennio.

Già dal IV secolo si diffuse questa versione, forse per suffragare le pretese di autocefalia della Chiesa di Kition]], l’odierna Larnaca.

Tuttavia, a supporto di questa versione, nell’anno 890 fu ritrovata una lapide con l’iscrizione “Lazzaro, l’amico di Cristo”.

Successivamente le reliquie furono traslate a Costantinopoli e quindi in Francia dai Crociati. Nel 1972 sotto l’altare della chiesa di Larnaca

 fu rinvenuta un’arca di marmo contenente resti umani, che si ritengono quelli di Lazzaro.

 Secondo quest’ipotesi, il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli fu soltanto parziale.

TRADIZIONE OCCIDENTALE

Invece secondo la tradizione occidentale, Lazzaro, la tre Marie e Marta, dopo essere passati da Cipro,

 approdarono nel 48 d.C. in Provenza, alla foce del Rodano, nel luogo dove poi sorse la cittadina chiamata Saintes-Maries-de-la-Mer,

 e qui portarono il credo cristiano. Lazzaro sarebbe diventato il primo Vescovo di Marsiglia,

subendo poi il martirio durante la persecuzione di Diocleziano, sul luogo del suo martirio fu costruita la prigione di San Lazzaro.

Cathopedia

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SANTA MARIA DI MAGDALA

 
Maria Maddalena è stata, secondo il Nuovo Testamento, una importante seguace di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica,
che celebra la sua festa il 22 luglio.
La sua figura viene descritta sia nel Nuovo Testamento che nei Vangeli apocrifi. Il soprannome Maddalena pare che derivi da Magdala –
una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche di Genezaret.
Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso alcuni versetti, facendoci constatare quanto ella fosse una delle
 più importanti e devote discepole di Gesù.
 Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell’avvenuta resurrezione.
Maria Maddalena è menzionata nel Vangelo secondo Luca (8:2-3) come una delle donne che «assistevano Gesù con i loro beni».
 Secondo tale vangelo, esse erano spinte dalla gratitudine: proprio da Maria Maddalena «erano usciti sette demòni».
Costoro finanziavano personalmente la missione itinerante del Maestro.
Secondo la tradizione, era una della tre Marie che accompagnarono Gesù anche nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme
 (Matteo 27:55; Marco 15:40-41; Luca 23:55-56), dove furono testimoni della crocifissione.
Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba ad opera di Giuseppe di Arimatea.[3]
« Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria Maddalena. » (Giovanni 19,25)
Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salomè e Maria la madre di Giacomo il Minore (Matteo 28:1 e Marco 16:1-2,
 oltre che nell’apocrifo Vangelo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere la salma.
Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una “visione di angeli” che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28:5).
« Nel giorno dopo il sabato, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio,
e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro…
Maria Maddalena andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. » (Giovanni 20,1;20,18) .
Nella Chiesa antica[modifica
Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti
della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua,
chiamata “delle mirofore”. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione
e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.
Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva Maria Maddalena, l’unica che è sempre citata in tutti e quattro i vangeli canonici.
 Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti;
si sposta poi a Costantinopoli, dove all’epoca di Leone il Filosofo (nell’886) sarebbe stato trasferito il corpo,
e si diffonde poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo.
Wikipedia
Nei Vangeli Apocrifi sono scritte le stesse cose dei Vangeli Canonici, ma molto romanzati. Nei Vangeli gnostici Maria Maddalena è un Apostolo,
 importante e anche di più degli altri Apostoli.
 
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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
 
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C.
 sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa,
risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C.
esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia,
 anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia,
 poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici,
 nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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 Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia
 
 
Č
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