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marzo 26, 2016

GESU’: DALL’ULTIMA CENA ALL’ARRESTO DAL VANGELO SECONDO SAN MATTEO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:19 pm

 

Gesù presso il Getsemani soffre la sua passione interiore
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Matteo capitolo 26
26:1 Quando Gesù ebbe finito tutti questi discorsi, disse ai suoi discepoli:
26:2 “Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso”.
26:3 Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote che si chiamava Caiafa,
26:4 e deliberarono di prendere Gesù con inganno e di farlo morire.
26:5 Ma dicevano: “Non durante la festa, perché non accada qualche tumulto nel popolo”.
26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso,
26:7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.
26:8 Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: “Perché questo spreco?
26:9 Quest’olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri”.
26:10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: “Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me.
26:11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre.
26:12 Versando quest’olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura.
26:13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei”.
26:14 Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti,
26:15 e disse loro: “Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?” Ed essi gli fissarono trenta sicli d’argento.
26:16 Da quell’ora cercava il momento opportuno per consegnarlo.
26:17 Il primo giorno degli azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo la cena pasquale?”
26:18 Egli disse: “Andate in città dal tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te, con i miei discepoli””.
26:19 E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e prepararono la Pasqua.
26:20 Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici discepoli.
26:21 Mentre mangiavano, disse: “In verità vi dico: Uno di voi mi tradirà”.
26:22 Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l’altro: “Sono forse io, Signore?”
26:23 Ma egli rispose: “Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.
26:24 Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato”.
26:25 E Giuda, il traditore, prese a dire: “Sono forse io, Maestro?” E Gesù a lui: “Lo hai detto”.
26:26 Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: “Prendete, mangiate, questo è il mio corpo”.
26:27 Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti,
26:28 perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati.
26:29 Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”.
26:30 Dopo che ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.
26:31 Allora Gesù disse loro: “Questa notte voi tutti avrete in me un’occasione di caduta; perché è scritto: “Io percoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse”.
26:32 Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea”.
26:33 Pietro, rispondendo, gli disse: “Quand’anche tu fossi per tutti un’occasione di caduta, non lo sarai mai per me”.
26:34 Gesù gli disse: “In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”.
26:35 E Pietro a lui: “Quand’anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.
26:36 Allora Gesù andò con loro in un podere chiamato Getsemani e disse ai discepoli: “Sedete qui finché io sia andato là e abbia pregato”.
26:37 E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a essere triste e angosciato.
26:38 Allora disse loro: “L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate con me”.
26:39 E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi”.
26:40 Poi tornò dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: “Così, non siete stati capaci di vegliare con me un’ora sola?
26:41 Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.
26:42 Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: “Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”.
26:43 E, tornato, li trovò addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti.
26:44 Allora, lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole.
26:45 Poi tornò dai discepoli e disse loro: “Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina, e il Figlio dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.
26:46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino”.
26:47 Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una gran folla con spade e bastoni, da parte dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo.
26:48 Colui che lo tradiva, aveva dato loro un segnale, dicendo: “Quello che bacerò, è lui; prendetelo”.
26:49 E in quell’istante, avvicinatosi a Gesù, gli disse: “Ti saluto, Maestro!” e gli diede un lungo bacio.
26:50 Ma Gesù gli disse: “Amico, che cosa sei venuto a fare?” Allora, avvicinatisi, gli misero le mani addosso e lo presero.
26:51 Ed ecco, uno di quelli che erano con lui, stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e, colpito il servo del sommo sacerdote, gli recise l’orecchio.
26:52 Allora Gesù gli disse: “Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada.
26:53 Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli?
26:54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?”
26:55 In quel momento Gesù disse alla folla: “Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro un brigante, per prendermi. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare e voi non mi avete preso;
26:56 ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti i discepoli l’abbandonarono e fuggirono.
26:57 Quelli che avevano preso Gesù, lo condussero da Caiafa, sommo sacerdote, presso il quale erano riuniti gli scribi e gli anziani.
26:58 Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero al cortile del sommo sacerdote; ed entrò, mettendosi a sedere con le guardie, per vedere come la vicenda sarebbe finita.
26:59 I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire;
26:60 e non ne trovavano, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni.
26:61 Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: “Costui ha detto: “Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni””.
26:62 E il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: “Non rispondi nulla? Non senti quello che testimoniano costoro contro di te?”
26:63 Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: “Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”.
26:64 Gesù gli rispose: “Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo”.
26:65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: “Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia;
26:66 che ve ne pare?” Ed essi risposero: “È reo di morte”.
26:67 Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono,
26:68 dicendo: “O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?”
26:69 Pietro, intanto, stava seduto fuori nel cortile e una serva gli si avvicinò, dicendo: “Anche tu eri con Gesù il Galileo”.
26:70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: “Non so che cosa dici”.
26:71 Come fu uscito nell’atrio, un’altra lo vide e disse a coloro che erano là: “Anche costui era con Gesù Nazareno”.
26:72 Ed egli negò di nuovo giurando: “Non conosco quell’uomo”.
26:73 Di lì a poco, coloro che erano presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: “Certo anche tu sei di quelli, perché anche il tuo parlare ti fa riconoscere”.
26:74 Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo!” In quell’istante il gallo cantò.
26:75 Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: “Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. E, andato fuori, pianse amaramente.
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