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settembre 11, 2016

IL GESU’ DEL VANGELO CONTRO LE FALSITA’ BLASFEME DEL FILM DI ROGER YOUNG

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Una scena del film Jesus, che dimostra quanto sia poco evangelico questo Gesù che  vive come un uomo senza pudore.
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Jesus è una miniserie televisiva del 1999 diretta da Roger Young e interpretata da Jeremy Sisto e Gary Oldman.
Ideato dalla Lube per Lux Vide.
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Riassunto del film dal Centro Anti-Blasfemia
Il 1999, i cattolici hanno fatto un film, “Jesus” di R.Young, dove Gesù inganna una fanciulla, Maria di
Betania, la fa innamorare pazzamente, e mentre lei vuole sposarlo, lui bruscamente la lascia per
la missione, giustamente Lazzaro fratello di Maria lo chiama vigliacco perché si è preso gioco di sua sorella.
In questo film Gesù, scherza, gioca, balla la tarantella invece di insegnare, in casa sta in mutande,
un cretino, che non ha nesuna divinità, per giunta viene crocifisso solo per volere dell’imperatore romano,
il sinedrio non avrebbe nessuna colpa, che bugie e falsità.
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VEDIAMO ALCUNE FALSIFICAZIONE NEL FILM
1)Nel film Gesù non conosce la sua missione, non sa chi è veramente, tanto che amoreggia con la sua amica Maria di Betania che sogna di sposarlo.
Marta spiega la situazione di Maria a Gesù: “È una donna, ha bisogno di un uomo.”
Una volta conosciuta la sua missione Gesù lascia la sua amata Maria, e si prende i rimproveri del fratello di lei Lazzaro.
Con questa invenzione di Gesù e Maria di Betania innamorati si vuole eliminare la divinità e la castità purissima del Figlio di Dio.
E’ una vera cattiveria trasformare una discepola prediletta tanto degna di avere preso la parte migliore, per essere così santa e pura, in amante e seduttrice di Gesù.
2) Nel film è sua madre Maria che lo spinge alla sua missione.
3) Nel film Gesù non ha alcuna divinità e santità, in casa passeggia in mutande, con gli Apostoli gioca e scherza, in pubblico si lancia in danze scherzose.
Nel film ci sono elementi sconcertanti; il Satana appare come un normale uomo vestito in pantaloni e giacca stile Armani, ed illustra a Gesù il poco roseo futuro dell’Umanità (tra gli altri, si vedono soldati che combattono la prima guerra mondiale). Nella conclusione dell’episodio del battesimo di Gesù, che Young estende per ben due giorni, e al momento dell’epifania di Dio, il sole si stacca dal cielo, scende in zig-zag, come una spettacolare stella a più punti, verso Gesù, si ferma drammaticamente davanti a lui ed entra nel suo petto. L’effetto speciale, tanto spicciolo e volgare quanto inspiegabile e superfluo, stona terribilmente. Nell’ultima scena, successiva alla Resurrezione, Gesù ricompare in una città dei nostri giorni, vestito in pantaloni e camicia, e accoglie un cospicuo gruppo di bambini.
4) Nel film Gesù non prega mai, non parla con il Padre, non ha nessun atteggiamento mistico, non parla di Dio, dei Profeti, delle leggi divine.
Non parla né di Mosè né di Giovanni Battista e evidentemente non si identifica con loro; non parla come profeta e non dà il minimo senso di dover morire come profeta. Clamorosamente assente dal film è il brano dal Vangelo di Luca nel quale Gesù legge da Isaia nella sinagoga – “Lo Spirito del Signore è su di me …” (Is 61,1-2) – e poi annuncia che “Oggi è adempiuta questa scrittura …” (Lc 4,21)
Il Gesù di Jesus non parla della legge di Mosè, della nuova legge e di se stesso come il compimento della legge. Nemmeno una volta fa una domanda radicale sugli ascoltatori e sui discepoli. Non entra in conflitto con i dottori della legge riguardo al suo modo di vivere il sabato o al loro modo ipocrita di imporre pesi impossibili sulla gente, e non condanna i farisei. In fin dei conti, la presenza ed attività pubblica di questo Gesù è così innocua che alla fine non si capisce affatto perché le autorità lo fanno fuori alla fine del film.
Gesù non parla della preghiera e non propone nessun insegnamento morale; non viene interpellato dal giovane ricco e non pronuncia parole dure sul destino dei ricchi.
Questo Gesù dice la parola “peccato” una sola volta. Non indica il peccato come condizione universale dell’uomo, dalla quale deve essere salvato. Non parla della giustizia di Dio, non chiama nessuno alla responsabilità e alla conversione, e senz’altro non dà il minimo segno di avere la missione di salvare gli uomini dai loro peccati. Tra i suoi pochi miracoli, non ne compie nemmeno uno nel quale la guarigione fisica viene abbinata al perdono dei peccati.
Nel Gesù del Vangelo, la dimensione cruciale che contraddistingue drammaticamente la sua vita interiore e missionaria proprio dall’inizio è il rapporto che ha con il suo Padre divino. Nel protagonista di Jesus, questo rapporto con Dio come Padre non esiste. In tutto il film, che dura tre ore, Gesù fa riferimento al Padre poche volte e sono riferimenti formali, come se stesse leggendo un copione. Il suo rapporto col Padre non è una cosa vissuta, sentita; non è la profonda realtà esistenziale che dà forma, specificità e significato alla sua vita. Questo è particolarmente evidente quando Maria sua madre dice a Gesù, “Tuo padre sarebbe molto fiero di te,” e Gesù, con un sorriso ironico, risponde, “Quale dei due?” Maria dice “Entrambi.” Il rapporto di Gesù con Dio viene ridotto ad uno scherzo, una leggerezza.
Se il Gesù di Young non dimostra nessun autentico rapporto con Dio come Padre, non dimostra nemmeno l’esperienza di essere autenticamente Figlio di questo Padre. Questo Gesù parla una volta della “buona novella,” ma non identifica mai se stesso come questa “buona novella.” Per di più, quando fa riferimento alla sua missione, ne parla in termini generali ed universali. Dice al Tentatore, per esempio, che Dio lo ha mandato per nutrire “l’umanità … di libertà.”
Il regista non permette al suo protagonista di rivelare Dio come Padre di tutti. Non gli fa predicare l’amore del Padre, la giustizia del Padre, la misericordia del Padre. Non gli fa raccontare la parabola del Figlio Prodigo, né altre parabole che rappresentano il rapporto Dio Padre-Gesù e Dio Padre-uomo. Non annuncia il regno di Dio e, forse l’omissione più clamorosa del film, Young non permette al suo Gesù di insegnare il “Padre Nostro.”
Se nei vangeli l’episodio dell’Ultima Cena è l’apice della vita e della missione di Gesù, un momento che egli vive con piena consapevolezza e totale impegno, l’Ultima Cena rappresentata da Young è svuotata di ogni significato autentico. Inspiegabilmente ridotta alle parole di istituzione, più un accenno al tradimento e un indifferente commento di Gesù sulla risurrezione, non è un rito sacro ebraico, non include né una preghiera sacerdotale di Gesù al Padre (come in Giovanni), né un atto didattico (come la lavanda dei piedi in Giovanni).
5) Nel film i miracoli sono pochi e non rispettano il racconto evangelico, sono alterati per sembrare cose non molto miracolose.
Nel film,Young rappresenta quattro miracoli di Gesù direttamente, ma riesce ad offuscare la forza spirituale di questi gesti meravigliosi che nel Vangelo dimostrano l’amore e la misericordia di Dio, e sono segni del Regno di Dio già presente in Gesù. Alle nozze di Cana, per esempio, Gesù resiste a lungo davanti all’aggressiva insistenza di sua madre e finalmente trasforma l’acqua in vino, ma non tanto come un gesto di misericordia verso gli sposi quanto per convincere i primi due discepoli che egli è il Messia. Poi, la forza della pesca miracolosa, come si è già detto, viene diminuita dall’atmosfera di scherzi che la circonda. La guarigione delle gambe di un ragazzo, accompagnata da gesti magici – Gesù copre le gambe con un tessuto – e dalle incomprensibili grida del soggetto, sa più di circo che non dell’atto taumaturgico di un Dio misericordioso.Il grande miracolo della risurrezione di Lazzaro viene diminuito in significato da tanti elementi che distraggono lo spettatore dal profondo significato teologico di questo gesto di Gesù,Young accenna altri tre miracoli – l’esorcismo di una bambina indemoniata compiuto a distanza da Gesù, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, e la guarigione di lebbrosi – ma il fatto che non vengano rappresentati direttamente, e che gli ultimi due miracoli siano riportati da Livio e da Erode, diminuisce notevolmente la loro forza e il loro significato spirituale.
6) Nel film Gesù viene fatto morire da Pilato, il quale ha usato una spia per spiarlo e poi farlo catturare.
Young attribuisce peraltro la responsabilità della condanna di Gesù non tanto al Tempio di Gerusalemme, diviso tra sacerdoti amici dei romani, ma alla volontà dell’intrigante Ponzio Pilato, il procuratore della Giudea romana.
L’invenzione più clamorosa di Roger Young è il personaggio di Livio. Cittadino romano del tutto fittizio, Livio appare ben tredici volte nel film, in qualche occasione alla presenza di Gesù ma soprattutto alla presenza di Ponzio Pilato, Erode e Caifa. Il regista rappresenta Livio come “storico di Cesare … la sua spia:” l’uomo conosce meglio di Pilato la situazione politico-religiosa in Palestina e gli serve da consigliere. Per di più, Livio domina Erode e manipola Caifa. Questa ingegnosa associazione di una figura del tutto fittizia con tre figure storico-bibliche è un’operazione insidiosa perché nella mente del tipico telespettatore Livio così diventa una figura evangelica.
Il ruolo di Livio diventa cruciale è durante la Passione. Quando Gesù è davanti a Erode, è Livio che accusa: “Minaccia il paese, incoraggia la ribellione… proclama di essere re”. Quando Gesù è presentato alla folla da Pilato, è Livio che incita tutti a gridare per la liberazione di Barabba e sul Calvario, quando Gesù prega, “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno”, Livio risponde con una battuta tanto violenta e crudele quanto volgare: “Sappiamo esattamente quello che facciamo, Messia, ti stiamo uccidendo.”
È chiarissimo che Young crea il personaggio fittizio di Livio per togliere la responsabilità della morte di Gesù dalle storiche autorità religiose ebraiche.
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VEDIAMO COSA DICE IL VANGELO
1) Gesù conosce chi è, conosce la sua missione, vediamo che già a 12 anni dice che deve occuparsi del Padre suo.
Luca 2: 40-52;
2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
2:41 I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
2:42 Quando giunse all’età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l’usanza della festa;
2:43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all’insaputa dei genitori;
2:44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
2:45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo.
2:46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande;
2:47 e tutti quelli che l’udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte.
2:48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena”.
2:49 Ed egli disse loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?”
2:50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro.
2:51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
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2) Gesù era cosciente d’essere il Figlio di Dio, tanto che dichiarava la sua preesistenza.
Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;
Giovanni 3: 13
Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.
Giovanni 6: 51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.
Gesù spiega bene la sua preesistenza ;
Giovanni 8: 23
Egli diceva loro: “Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.
Giovanni 8: 58
Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.
Giovanni 13:3
Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava…
Giovanni 16:28
Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre”.
Giovanni 17: 5
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Giovanni 17: 24
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;
poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
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Gesù non poteva e non voleva sposarsi.
Vediamo che Gesù non nasce da una unione matrimoniale, ma per opera dello Spirito Santo;
Matteo 1: 20-21
Ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria,
tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Luca 1: 26-35
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”.
Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo.
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Gesù nasce come Dio incarnato, non può prendere moglie, anche se assume la natura umana, conserva la sua natura divina.
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Gesù è Dio, e non può prendere moglie come Lui stesso insegna.
Nel Vangelo, Gesù ci insegna quale sarà la vita degli eletti che risorti vivranno nel Regno di Dio,
vivranno come gli angeli e non prenderanno moglie o marito;
Luca 20: 34-37
Gesù rispose: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;
ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito;
e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Ora vediamo che sia gli angeli che gli eletti risorti ,sono figli di Dio, non possono prendere moglie o marito, non possono quindi avere
rapporti sessuali, ma vivono castissimi e purissimi.
Gesù prima di nascere in questo mondo, viveva presso Dio, era il Verbo e il Figlio di Dio;
Giovanni 1: 1
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Giovanni 1: 14
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;
Giovanni 3: 13
Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.
Giovanni 6: 51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.
Gesù spiega bene la sua preesistenza ;
Giovanni 8: 58
Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.
Giovanni 17: 5
E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Giovanni 17: 24
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;
poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
Quindi Gesù è Dio e venendo al mondo non può prendere moglie, ma è come un angelo.
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Gesù non solo Lui è vergine in eterno, ma a chi può consiglia di rimanere vergine.
Matteo 19: 12
Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini,
e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”.
Ora se Gesù chiede ai suoi seguaci di rimanere vergini, anche Lui è vergine in piena volonta’.
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Il Vangelo non racconta storie di un Gesù che amoreggia con le fanciulle, ma Gesù si comporta sempre pieno di santità e castità.
Dal Vangelo sappiamo che Gesù era amico di Maria, Marta e Lazzaro i tre fratelli di Betania.
Giovanni 11: 1-5;
11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.
11:2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato.
11:3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”.
11:4 Gesù, udito ciò, disse: “Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato”.
11:5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
Maria viene lodata da Gesù per aver preso la parte migliore, quindi Maria verso Gesù non aveva sentimenti errati,
ma era una discepola piena di sentimenti santi  e puri verso Gesù ed era credente come anche sua sorella Marta.
Giovanni 11: 21-27;
11:21 Marta dunque disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;
11:22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà”.
11:23 Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”.
11:24 Marta gli disse: “Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno”.
11:25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?”
11:27 Ella gli disse: “Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo”.
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Gesù lodò Maria come discepola ed anche per il profumo.
Luca 10: 38-42;
10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua.
10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.
10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria.
10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.
Matteo 26: 6-13;
26:6 Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso,
26:7 venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d’olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.
26:8 Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: “Perché questo spreco?
26:9 Quest’olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri”.
26:10 Ma Gesù se ne accorse e disse loro: “Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me.
26:11 Perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre.
26:12 Versando quest’olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura.
26:13 In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei”.
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2) Gesù sapeva quando era la sua ora per iniziare la sua missione e lo dice anche a sua madre.
Giovanni 2: 1-4;
2:1 Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.
2:2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.
2:3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”.
2:4 Gesù le disse: “Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta”.
Gesù inizia la sua missione ufficialmente leggendo una profezia.
Luca 4: 14-21;
4:14 Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la regione.
4:15 E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.
4:16 Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere,
4:17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto:
4:18 “Lo Spirito del Signore è sopra di me;perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi,
4:19 e a proclamare l’anno accettevole del Signore”.
4:20 Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui.
4:21 Egli prese a dir loro: “Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite”.
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3) Gesù dall’infanzia è stato pieno di grazia e sapienza.
Luca 2: 40; 2: 52;
2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
Gesù aveva suo Padre come guida.
Giovanni 7: 14-17;
7:14 Verso la metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare.
7:15 Perciò i Giudei si meravigliavano e dicevano: “Come mai conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi?”
7:16 Gesù rispose loro: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.
7:17 Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio.
Gesù fa sempre quello che piace al Padre suo.
Giovanni 8: 28-30;
8:28 Gesù dunque disse loro: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato.
8:29 E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono”.
8:30 Mentre egli parlava così, molti credettero in lui.
Gesù era ammirato per la suo comportamento autorevole.
Matteo 7: 28-29;
7:28 Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, la folla si stupiva del suo insegnamento,
7:29 perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.
Matteo 22: 15-22;
22:15 Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nelle sue parole.
22:16 E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: “Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità,
 e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone.
22:17 Dicci dunque: Che te ne pare? È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”
22:18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: “Perché mi tentate, ipocriti?
22:19 Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli porsero un denaro.
22:20 Ed egli domandò loro: “Di chi è questa effigie e questa iscrizione?”
22:21 Gli risposero: “Di Cesare”. E Gesù disse loro: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio”.
22:22 Ed essi, udito ciò, si stupirono e, lasciatolo, se ne andarono.
Quindi Gesù si comportava pieno di santità, sapienza e giustizia.
Non si comportava da pagliaccio come fa il Gesù di Young, infatti per essere creduto Messia bisogna avere un’atteggiamento idoneo,
autorevole, serio, giusto, casto, santo come aveva sicuramente Gesù Dio incarnato.
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4) Nel Vangelo Gesù parla del Padre, insegna la dottrina del Padre, parla dei Profeti e delle leggi divine,
queste cose fanno parte del suo insegnamento.
Nei Vangeli Sinottici Gesù prega sempre,prega personalmente quando viene rivelata la sua missione dal Padre (Lc 3,21-22); prima della chiamata degli apostoli (Lc 6,12); rendendo grazie a Dio prima della moltiplicazione dei pani (Lc 9,16); nella trasfigurazione sul monte (Lc 9,28-29); quando risana il sordomuto (Mc 7,34); quando risuscita Lazzaro (Gv 11,41); prima di provocare la confessione di Pietro (Lc 9,18); quando insegna ai discepoli a pregare (Lc 11,1); quando i discepoli tornano dalla missione (Lc 10,21); quando benedice i fanciulli (Mt 19,13); per Pietro (Lc 22,32).
Pregare per Gesù è come respirare. Ricerca la solitudine e le condizioni adatte alla intimità col Padre, nella sua tensione d’amore: nel deserto o sul monte a pregare (Lc 5,16); la mattina presto (Mc 1,35); la notte intera (Mt 14,23; Lc 6,12).
Gesù prega in alcuni momenti decisivi; al momento del battesimo (investitura profetica messianica: Lc 3,21),
nella notte da solo in Galilea (Mc 1,35; Lc 5,16), prima della scelta dei Dodici, nucleo del nuovo Israele (Lc 6,12),
dopo il miracolo dei pani (Mc 6,46; Mt 14,23), prima dell’annuncio della passione (Lc 9,18), sul monte della trasfigurazione (Lc 9,28),
benedice e loda il Padre per la scelta dei piccoli (Mt 11,25-26), prima di insegnare a pregare ai discepoli (Lc 11,1),
nel giardino del Getsemani (monte degli Ulivi: Lc) (Mc 14,32-36), Gesù non è un suicida né un malato,
ma un uomo sano che chiede di essere liberato dalla morte, uniformandosi tuttavia alla volontà divina,sulla croce prima della morte,
preghiera di perdono (Lc 22,34); abbandono al Padre (Lc 22,46) (Sal 31,6), grido del morente, giusto (Mc 15,34; Mt 27,46) (Sal 22,2)
Sulla croce si esprimono insieme l’angoscia e la fiducia. Chiede perdono, non perché irresponsabili,
ma perché non hanno riconosciuto il Messia, perché sono stati infedeli.
Nel Vangelo di Giovanni
Giovanni è il vangelo spirituale, ma presenta spesso Gesù in preghiera, delle bellissime preghiere.
Gesù è il Figlio che nella piena comunione con il Padre rivela la sua gloria, quella dell’Unigenito pieno di grazia e di verità,
Gesù prega davanti alla tomba dell’amico Lazzaro (11,41-42), Gesù prega nell’ora della crisi e della gloria (12,27-28),
Gesù prega a conclusione del testamento davanti ai discepoli (17,1-26)
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5) Nei Vangeli, i miracoli di Gesù descritti dai quattro evangelisti sono 35, e precisamente: 23 guarigioni di malattie fisiche ed esorcismi ;
9 nei confronti delle forze della natura; 3 risurrezioni di morti (la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain e Lazzaro).
Matteo, Marco, Luca e Giovanni ci raccontano che Gesù ha comandato alle forze della natura. Ci sono gli episodi della tempesta sedata,
di Gesù che cammina sulle acque, delle migliaia di persone sfamate, della pesca miracolosa, del cambiamento dell’acqua in vino.
Matteo ha descritto 21 miracoli, Marco e Luca ne hanno citati 20, Giovanni 8.
Nei miracoli è possibile rilevare l’importanza della missione di Gesù, “Egli prese su di se le nostre infermità” (Is 53, 4),
cioè che Gesù si fa servitore esprimendo concretamente l’amore, principio e fine dell’attività di Gesù.
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6) Nel Vangelo la morte di Gesù è voluta da Dio Padre.”Perchè Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16). Iddio è “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti.” (Romani 8:32). Gesù stesso disse a Pilato, “Tu non avresti alcun’autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto.” (Giovanni 19:11).
Gesù è venuto sulla terra per morire per noi, ha detto della sua vita che “Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio.” (Giovanni 10:18). Quando l’apostolo Pietro ha detto che Cristo non doveva morire, Cristo ha chiamato Pietro “Satana”.
“Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi,
ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo:
“Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai. Ma Gesù, voltatesi, disse a Pietro:
Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.” (Matteo 16:21-23). Difatti, Cristo ha annunciato a suoi discepoli che è venuto al mondo per morire: “Poi cominciò a insegnare loro che era necessario che il Figlio dell’uomo soffrisse molte cose, fosse respinto dagli anziani,
dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, e fosse ucciso e dopo tre giorni risuscitasse.” (Marco 8:31).
Giovanni 12: 23-30;
12:23 Gesù rispose loro, dicendo: “L’ora è venuta, che il Figlio dell’uomo dev’essere glorificato.
12:24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.
12:25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.
12:26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà.
12:27 Ora, l’animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest’ora.
12:28 Padre, glorifica il tuo nome!”
Allora venne una voce dal cielo: “L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!”
12:29 Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Gli ha parlato un angelo”.
12:30 Gesù disse: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
Nel Vangelo la principale colpa per la morte di Gesù è di parte ebraica, lo dice Gesù stesso.
Giovanni 19: 9-11;
19:9 e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: “Di dove sei tu?” Ma Gesù non gli rispose.
19:10 Allora Pilato gli disse: “Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?”
19:11 Gesù gli rispose: “Tu non avresti alcun’autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa”.
La Bibbia ci presenta che i capi dei sacerdoti e i farisei (Ebrei) erano colpevoli della Sua morte. “I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio…Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla, e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione. Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.” (Giovanni 11:47-53). Sono questi capi degli Ebrei che, davanti al governatore Pilato, hanno falsamente accusato Cristo d’essere colpevole di sedizione. Quando Pilato ha voluto liberare Gesù, “I Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare.” (Giovanni 19:12). Però la loro vera motivazione era politica. Hanno detto, ” Se lo lasciamo fare. tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione.” (Giovanni 11:48). Quindi, loro insistevano presso Pilato che secondo la loro legge, doveva morire, ma che per la legge Romana, non era permesso loro di farlo. “I capi dei sacerdoti e le guardie gridavano:
Crocifiggilo, Crocifiggilo! Pilato disse loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo; perchè io “non trovo in lui alcuna colpa. I Giudei gli risposero: Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perchè si è fatto Figlio di Dio. Pilato quindi disse loro:
Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire nessuno.” (Giovanni 19:6-7; 18:31).
Anche Pilato, il governatore, era colpevole della morte di Gesù perchè sapeva che Cristo era stato arrestato dagli Ebrei per invidia. “Egli (Pilato) sapeva che glielo avevano consegnato per invidia.” (27:18). Ciò nonostante Pilato lo condannò a morte. “Da quel momento Pilato cercava di liberarlo: ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa rè, si oppone a Cesare. Pilato dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù…(e) lo consegno’ loro perchè fosse crocifisso.” (Giovanni 19:12-16).
Dall’inizio della sua missione, farisei, scribi ed erodiani volevano ucciderlo.
Marco
3:6 I farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli erodiani contro di lui, per farlo morire.
Vediamo che tante volte i giudei cercano di uccidere Gesù.
Matteo
21:46 e cercavano di prenderlo, ma ebbero paura della folla, che lo riteneva un profeta.
Citato anche in Marco 12:12; Luca 20: 19;
Giovanni molte volte cita che i giudei cercarono di uccidere Gesù.
Giovanni
5:18 Per questo i Giudei più che mai cercavano d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
7:19 Mosè non vi ha forse dato la legge? Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate d’uccidermi?”
7:30 Cercavano perciò di arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta.
7:44 e alcuni di loro lo volevano arrestare, ma nessuno gli mise le mani addosso.
7:45 Le guardie dunque tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei, i quali dissero loro: “Perché non l’avete portato?”
7:46 Le guardie risposero: “Nessuno parlò mai come quest’uomo!”
8:59 Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
10:31 I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.
10:32 Gesù disse loro: “Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?”
10:33 I Giudei gli risposero: “Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”.
10:39 Essi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani.
Vediamo che ad un certo punto i Capi giudei decisero di far morire Gesù veramente.
Giovanni 11: 45-54;
11:45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.
11:46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto.
11:47 I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: “Che facciamo? Perché quest’uomo fa molti segni miracolosi.
11:48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione”.
11:49 Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla,
11:50 e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione”.
11:51 Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione;
11:52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi.
11:53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.
11:54 Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli.
Citato anche in Matteo 26: 3-5;
26:3 Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote che si chiamava Caiafa,
26:4 e deliberarono di prendere Gesù con inganno e di farlo morire.
26:5 Ma dicevano: “Non durante la festa, perché non accada qualche tumulto nel popolo”.
Citato anche in Marco 14: 1-2; Luca 22: 1-2;
Vediamo che Satana entra in Giuda il traditore.
Luca 22:3-6;
22:3 Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici.
22:4 Egli andò a conferire con i capi dei sacerdoti e i capitani sul modo di consegnarlo nelle loro mani.
22:5 Essi si rallegrarono e pattuirono di dargli del denaro.
22:6 Egli fu d’accordo e cercava l’occasione buona per consegnare loro Gesù di nascosto alla folla.
Citato anche in Giovanni 13:26-27;
Matteo 26: 14-16;
26:14 Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti,
26:15 e disse loro: “Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?” Ed essi gli fissarono trenta sicli d’argento.
26:16 Da quell’ora cercava il momento opportuno per consegnarlo.
Marco 14: 10-11.
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Come abbiamo visto il Vangelo è molto diverso dal film falso e blasfemo Jesus di Roger Young.
Gesù ci ha comandato di insegnare il suo Vangelo non romanzi di fantasia.
I Gesù inventati dei film non ci salvano, e il giorno del Giudizio, dovremo confrontarci con il vero Gesù, non quello inesistente dei film blasfemi.
Concludiamo con le parole di Vittorio Messori:«Mi rifiuto di leggere romanzi o vedere film sulla figura di Gesù. Il motivo? Per un credente, la sola biografia possibile di Cristo sono i quattro Vangeli. Non voglio né di più né di meno. Gesù non appartiene al regno della fantasia».
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Bibbia Nuova Versione Riveduta
Analisi critica del Centro Sacre Scritture
 https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/il-gesu-del-vangelo-contro-le-falsita-blasfeme-del-film-di-roger-young
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