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ottobre 27, 2016

TERREMOTO NELLE MARCHE DEL 26 OTTOBRE 2016: USSITA DISTRUTTA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:06 pm

 

Terremoto Ussita: “Il bar del paese ha aperto nonostante il terremoto per regalarci caffé e cornetti

TERREMOTO NELLE MARCHE DEL 26 OTTOBRE 2016 : VISSO E USSITA/VIDEO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:02 pm

 

Terremoto, i soccorsi all’opera sulle macerie a Visso e Ussita

TERREMOTO NELLE MARCHE DEL 26 OTTOBRE 2016

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 2:59 pm

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Cartina Marche


Terremoto centro Italia – Il geologo Tozzi a Rainews 24: “Gli sciami sismici possono durare mesi” L’opinione del geologo Mario Tozzi sul terremoto che ha colpito l’Italia Centrale – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Terremoto-centro-italia-geologo-Mario-Tozzi-a-Rainews-24-Gli-sciami-sismici-possono-durare-mesi-5deca2e7-b2fc-42c7-882a-f40e03a8fe24.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Terremoto-centro-italia-geologo-Mario-Tozzi-a-Rainews-24-Gli-sciami-sismici-possono-durare-mesi-5deca2e7-b2fc-42c7-882a-f40e03a8fe24.html

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Terremoto, Ingv: «Sisma collegato ad Amatrice». Per il Cnr «c’è una nuova faglia»

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/terremoto_macerata_collegato_amatrice-2047530.html#

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Il terremoto nelle Marche

Decine di persone hanno trascorso la notte fuori dalle loro case, dopo le tre scosse di ieri sera di magnitudo 5.4, 5.9 e 4.5: le ultime notizie

Decine di persone hanno trascorso la notte fuori casa nella Valnerina, la zona delle Marche dove nella serata di mercoledì 26 ottobre ci sono state diverse scosse di terremoto, che hanno causato crolli in diversi paesi e che sono state avvertite anche nelle regioni vicine, tra Umbria, Lazio, Toscana e Abruzzo. La più intensa, di magnitudo 5.9, si è verificata alle 21:18 ed era stata preceduta alle 19:10 da un’altra scossa di magnitudo 5.4; ad alcune ore di distanza, intorno alle 23:42, c’è poi stata una nuova scossa di magnitudo 4.6.

La notte è proseguita con diverse altre scosse di entità minore rilevate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e un terremoto di magnitudo 4.4, con epicentro nel maceratese, intorno alle 5:50 del mattino. Le aree più interessate sono state quelle dei paesi di Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera, dove sono stati segnalati numerosi crolli. Altri danni sono stati rilevati nei paesi già interessati dal terremoto del 24 agosto scorso, e già sgomberati da tempo per la presenza di numerosi edifici pericolanti.

Dopo la prima scossa delle 19:10, molte persone sono uscite in strada e non sono più rientrate nelle loro abitazioni, cosa che ha probabilmente contribuito a ridurre il numero di incidenti. Stando alle informazioni raccolte finora dalla Protezione Civile, non ci sono stati morti causati direttamente dal terremoto, e il numero dei feriti è contenuto. In una conferenza stampa tenuta poco dopo la mezzanotte di giovedì 28 ottobre, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha detto che “non ci sono feriti gravi”, aggiungendo che “ci sono una, due, tre persone che sono state soccorse dal corpo nazionale o dal 118 e ci sono una serie di persone che si sono recate spontaneamente, l’ordine di grandezza è di qualche decina, ma al momento non registriamo situazioni gravi”.

A Visso, paese in provincia di Macerata, le scosse hanno comunque causato seri danni a diversi edifici. Il sindaco della città, Giuliano Pazzaglini, ha detto che buona parte del centro storico è inagibile e che ci sono “danni pesanti”: “Molti edifici hanno perso la facciata. È crollata una chiesa a Borgo Sant’Antonio e danni importanti ci sono stati nella frazione di Borgo San Giovanni”. A Camerino, sempre in provincia di Macerata, ci sono stati numerosi crolli e si è resa necessaria l’evacuazione del carcere, con il trasporto delle persone detenute verso Rebibbia. Un crollo ha causato il ferimento di un bambino le cui condizioni sarebbero gravi. Nel vicino comune di Tolentino un uomo di 73 anni è morto d’infarto, forse per l’agitazione seguita alle scosse del terremoto. In uno stabilimento industriale un operaio è rimasto ferito a causa del crollo di un controsoffitto, ma le sue condizioni sono in miglioramento.

Secondo le prime stime e valutazioni dei tecnici, il terremoto di ieri ha interessato una zona vicina a quella dell’Ascolano, dove si erano registrati molti danni dopo il sisma del 24 agosto, e ha causato nuovi danni più seri nel maceratese. A Ussita il sindaco, Giuliano Rinaldi, ha detto che i crolli sono stati causati soprattutto dalla scossa delle 21:18: sono rimaste danneggiate numerose abitazioni e la facciata di una chiesa. Per diverse ore è rimasta isolata la frazione di Casali, anche a causa delle piogge intense cadute nella serata di ieri nelle zone del terremoto. Circa 200 persone hanno trascorso la notte in automobile o in altre strutture della zona, dicendo di non volere rientrare in casa per il timore di nuove scosse.

Il terremoto ha inoltre causato l’interruzione delle linee elettriche e telefoniche nelle aree vicine all’epicentro, con ulteriori disagi e complicazioni per la gestione dei soccorsi e dei sopralluoghi a Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera. A Fabriano, in provincia di Ancona, otto persone sono rimaste lievemente ferite a causa di alcuni crolli e sono segnalate diverse abitazioni rese inagibili dal terremoto.

Continua…

http://www.ilpost.it/2016/10/27/terremoto-marche-macerata-ussita-visso-castelsantangelo-sul-nera/

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Due forti terremoti di magnitudo 5.9 e 5.4 al confine tra Marche e Umbria

L’epicentro tra Macerata, Terni e Perugia. Crolli e paura, un ferito lieve. Un unico a morto a Tolentino a causa di un infarto
A CURA DI FRANCESCO ZAFFARANO E MARINA PALUMBO

Una scossa di terremoto molto forte, di magnitudo 5.9, è stata avvertita alle 21.17, dopo una prima di magnitudo 5.4 alle 19.11, avvertita in tutte le Marche. La seconda scossa, in ordine cronologico, è stata avvertita anche in Veneto. Ne danno notizia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e la Protezione civile, quest’ultima riportando, però, una magnitudo di 6.2 per l’ultima scossa, ma il dato sarebbe errato. Il secondo sisma è avvenuto alla profondità di 8,4 chilometri nella zona di Ussita (Macerata), tra Visso e Castel Sant’Angelo sul Nera. Una nuova scossa di terremoto è stata nettamente percepita in tarda serata a Visso. Durante la scossa si sono verificati nuovi crolli negli edifici già lesionati precedentemente. Si registra un solo morto a Tolentino: si tratterebbe di un uomo di 73 anni deceduto a causa di un infarto, probabilmente causato dallo choc.

 

DIRETTA TV DAI LUOGHI DEL TERREMOTO

 

ARCHIVIO La bufala della magnitudo falsata per non pagare i danni ai cittadini

 

Di «situazione meno drammatica del previsto» ha parlato il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, nel punto stampa di mezzanotte a Rieti. «I sindaci ci dicono che ci possono essere stati anche altri crolli – continua Curcio – ma dobbiamo verificare bene con la luce del sole. Ma ora sono importanti le persone, che sono il punto importante e cruciale in queste situazioni». Intanto, nelle Marche, tre ospedali sono stati evacuati in via precauzionale: «Il servizio salute della Regione ha predisposto evacuazioni da ospedali di Tolentino, Matelica e Cingoli ricollocando i pazienti in altre strutture della regione», dopo le due forti scosse di terremoto. Così il presidente della Regione Luca Ceriscioli su Facebook.

Continua…

http://www.lastampa.it/2016/10/26/italia/cronache/forte-scossa-di-terremoto-nelle-marche-avvertita-anche-a-roma-MtoVVuAkHpTDp1WlPKp7rN/pagina.html

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ottobre 24, 2016

Hillary Clinton Begs Forgiveness From Rothschilds In Leaked Email

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:07 pm

ByWhitney WebbPosted on October 18, 2016
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Hillary Clinton asked Lady de Rothschild “Let me know what penance I owe you” after requesting Tony Blair accompany her on official business, preventing him from attending a Rothschild event scheduled for that same weekend.

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The Clintons with Sir and Lady de Rothschild at a 2003 party / Credit – dailymail.co.uk

Though the influence of money in politics is well-known, many people are amazed to learn that most of that money comes from a very few individuals – the 1% of the 1% as it were. These individuals comprise the global elite, whose mind-boggling fortunes are often used to buy ‘favors’ and even set policy in governments all over the world, not just the United States. Many of these elites made their fortunes through centuries-old banking dynasties. The most infamous of these are undoubtedly the Rothschild family, who have been the world’s wealthiest family for over 200 years.

Indeed, the most well-known Rothschild patriarch, Mayer Amschel Rothschild, once said “Give me control of a nation’s money and I care not who makes its laws.” The Rothschilds and their international banking cartel, ‘Rothschild & Co,’ are majority owners of numerous corporations spanning nearly every industry. They are also co-owners of numerous private banks including the International Monetary Fund, which essentially functions as a global loan shark with no government or international oversight, as well as many of the world’s central banks, which are private entities despite their associations with federal governments.

Several politicians, especially those who are the most willing to bend over backwards for wealthy interests, have made their careers by catering to the whims of the Rothschilds and other families like them. In US politics today, there is no better example of this archetype than Democratic Presidential nominee Hillary Clinton. In fact, less than two months ago, Clinton flew just 20 miles in a private jet to attend a private Rothschild fundraiser in her honor. Yet, this is just one of the latest examples of her intimate relationship to the banking dynasty.

In emails from her private server made available to the public by WikiLeaks, Clinton’s close relationship to Lady de Rothschild is evident due to their warm exchanges which include phrases such as “You are the best […] Sweet dreams,” “I remain your loyal adoring pal,” and “Much love.” This is significant as, judging by Clinton’s other emails, her communication style is almost always curt and concise, never approaching the outright declarations of affection found only in her exchanges with Lady de Rothschild. Lady de Rothschild, married into the Rothschild family in 2000 after being introduced to Sir Evelyn de Rothschild, who alone is worth $20 billion, at the 1998 Bilderberg Conference. War criminal Henry Kissinger served as the couple’s “match-maker.”

Yet, the most bizarre interaction between Clinton and Lady de Rothschild took place in an email titled “Info for you” (ID#1606), which was sent while Clinton was serving as US Secretary of State. In the email, Clinton tells Lady de Rothschild that she had to ask Tony Blair (then-Prime Minister of England) to accompany her to Israel due to the Middle East peace negotiations taking place at the time. Blair had previously planned to spend the weekend in Aspen, Colorado with the Rothschilds at an unspecified conference, but accepted Clinton’s invitation. Clinton then says “I hope you all understand. […] Let me know what penance I owe you.” For those who are not familiar with the word, penance is defined as follows: “An act of self-mortification or devotion performed voluntarily to show sorrow for a sin or other wrongdoing.” Does this sound like something Hillary Clinton would normally say?
Read More: http://www.trueactivist.com/hillary-clinton-begs-forgiveness-from-rothschilds-in-leaked-email/

 

 

USA: Unrest and Martial Law?

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:05 pm

This tip came through the back channels; its implications are astounding.

If there is any truth to it, the 2016 election could be a kick-off for total tyranny.

According to an unnamed source – who has provided accurate intel in the past – an unannounced military drill is scheduled to take place during a period leading up to the election and throughout the month after.

It appears that the system is gearing up to handle outbreaks of violence, chaotic rallies and poll stations, and the possibility that the people of the United States may become very dissatisfied with the outcome by using military force and martial law.

The drill could, of course, go live at any time; Homeland Security and the military are prepared to contend with a period of unrest, and restore order to a divided and broken country – regardless of whether people like their new leader or not.

As you know, DHS is already monitoring this election and prepared to take over its ‘critical infrastructure’. The scope of this drill would, of course, take things much further:

Hi Guys,

I got some gouge from a former military colleague who is in contact with active duty personnel and he received an email about an upcoming drill.  We need confirmation on this, but if we put it out there we might get a leaker to come forward and confirm:

Date:  October 30th – 30 days after the election
Suspected Region:  Northeast, specifically New York

1st Phase:  NROL (No Rule of Law) – drill involving combat arms in metro areas (active and reserve).  Source says active duty and reserve service members are being vaccinated as if they are being deployed in theatre.

2nd Phase:  LROL (Limited Rule of Law) – Military/FEMA consolidating resources, controlling water supply, handing out to public as needed.

3rd Phase:  AROL (Authoritarian Rule of Law) – Possible new acronym or term for “Martial Law”.  Curfew, restricted movements, basically martial law scenario.

Source said exercise involves FEMA/DHS/Military

At this time, information concerning a drill has not been confirmed, nor has it been announced publicly.

However, there is reason to believe that the federal government is preparing for all contingencies – including those that might lead to violence or civil unrest after the election.

With Donald Trump openly calling out the “rigged” electoral system, there is reason to think that the public may not accept a Hillary win – particularly if there is any clear evidence that the vote was rigged, manipulated or poorly counted.

Just imagine for a moment thousands or even millions of people rising up in protest.

But is the system really expecting this could happen?

All bets are off in 2016, and quite frankly, it seems like something very creepy is rising to the surface.

The email also noted that this same source provided information which was covered by Shephard Ambellas and Infowars exposing that a mock American town had been constructed for urban warfare training under SPECWAR and DHS:

FORT CHAFFEE, ARKANSAS — Carnis Village is what the Army National Guardcalls it. A mock American town which even contains dummy citizens for domestic training purposes. Located on the grounds of the Fort Chaffee Maneuver Training Center, the massive training compound is likely a dead-ringer clue foreshadowing the grim path we are now traversing as a nation.

[…]

The center at Ft. Chaffee seems eerily similar to any given US downtown location. There is a church, not a mosque. There is a bank that has a drive in ATM and even has the triangle of the local Arvest Bank. There are townhouses, a city hall, a two story high school with boys and girls restrooms and more.

The fine details of the facility make it quite obvious to myself that this site was set up for domestic warfare training proposes or for a westernized nation that shares a similar culture of architecture to that of America.

They are training to take on Americans after an economic collapse, an election upset, or an attack by an enemy… and the photos (via Intellihub.com) are chilling.

Continue…..

Unrest and Martial Law? Leaked Military Drill Anticipates “No Rule of Law” After Election Results

ALEPPO AND MOSUL IN WAR

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:03 pm

The Aleppo / Mosul Riddle

There’s no question Baghdad needs to take back Mosul from ISIS/ISIL/Daesh. It could not do it before. In theory, the time is now.

The real question is the conflicting motivations of the large “who’s who” doing it; the Iraqi Army’s 9th Division; the Kurdish Peshmerga, under the baton of wily, corrupt opportunist Barzani; Sunni tribal lords; tens of thousands of Shi’ite militias from southern Iraq; operational “support” from US Special Forces; “targeted” bombing by the US Air Force; and lurking in the background, Turkish Special Forces and air power.

Now that’s a certified recipe for trouble.

Much like Aleppo, Mosul is – literally – the stuff of legend. The successor of ancient Nineveh, settled 8000 years ago; former capital of the Assyrian Empire under Sennacherib in the 7th century B.C.; conquered by Babylon in the 6th century B.C.; a thousand years later, annexed to the Muslim empire and ruled by the Umayyads and the Abbasids; the key hub, from the 11th to the 12th century, of the Atabegs medieval state; a key Ottoman hub in a 16th century post-Silk Road spanning the Indian Ocean all the way to the Persian Gulf, the Tigris valley, Aleppo and Tripoli in the Mediterranean.

After WWI, everyone craved Mosul – from Turkey to France. But it was the Brits who managed to dupe France into letting Mosul be annexed to the British Empire’s brand new colony: Iraq. Then came the long Arab nationalist Ba’ath party domination. And afterwards, Shock and Awe and hell; the US invasion and occupation; the tumultuous Shi’ite-majority government of Nouri al-Maliki in Baghdad; and the ISIS/ISIL/Daesh takeover in the summer of 2014.

Mosul’s historic parallels could not but have a special flavor. That 11th/12th century medieval state happened to have roughly the same borders of Daesh’s phony “Caliphate” – incorporating both Aleppo and Mosul. In 2004, Mosul was de facto ruled by disgraced, failed “presidential material” Gen. David Petraeus. Ten years later, after Petraeus’s phony “surge”, Mosul was ruled by a phony Caliphate born in a US prison near the Kuwaiti border.

Since then, hundreds of thousands of residents fled Mosul. The population may be as much as halved compared to the original 2 million. That’s a mighty lot to be properly “liberated”.

Aleppo “falls”

The hegemonic narrative about the ongoing Battle of (East) Aleppo is that an “axis of evil”(as coined by Hillary Clinton) of Russia, Iran and “the Syrian regime” is relentlessly bombing innocent civilians and “moderate rebels” while causing a horrendous humanitarian crisis.

In fact, the absolute majority of these several thousand-strong “moderate rebels” is in fact incorporated and/or affiliated with Jabhat Fatah al-Sham (Conquest of Syria Front), which happens to be none other than Jabhat al-Nusra, a.k.a. al-Qaeda in Syria, alongside a smatter of other jihadi groups such as Ahrar al-Sham (Al-Nusra’s goals – and who supports them – are fully documented here).

Meanwhile, few civilians remain trapped in eastern Aleppo – arguably no more than 30,000 or 40,000 out of an initial population of 300,000.

And that brings us to the crux of the matter explaining the Pentagon sabotage of the Russia-US ceasefire; those fits of rage by Samantha Batshit Crazy Power; the non-stop spin that Russia is committing “war crimes”.

If Damascus controls, apart from the capital, Aleppo, Homs, Hama and Latakia, it controls the Syria that matters; 70% of the population and all the important industrial/business centers. It’s practically game over. The rest is a rural, nearly empty back of beyond.

For the headless chicken school of foreign policy currently practiced by the lame duck Obama administration, the ceasefire was a means to buy time and rearm what the Beltway describes as “moderate rebels”. Yet even that was too much for the Pentagon, which faces a determined Syria/Iran/Russia alliance fighting all declinations of demented Salafi-jihadis, whatever their terminology, and committed to keep a unitary Syria.

So reconquering the whole of Aleppo has to be the top priority for Damascus, Tehran and Moscow. The Syrian Arab Army (SAA) will never have enough military to reconquer the rural, ultra hardcore Sunni back of beyond. Damascus may also never reconquer the Kurdish northeast, the embryonic Rojava; after all the YPG is directly backed by the Pentagon. Whether an independent Rojava will ever see the light of day is an interminable future issue to be solved.

The SAA, once again, is tremendously overextended. Thus, the method to reconquer East Aleppo is indeed hardcore. There is a humanitarian crisis. There is collateral damage. And this is only the beginning. Because sooner or later the SAA, supported by Hezbollah and Iraqi Shi’ite militias, will have to reconquer East Aleppo with boots on the ground as well – supported by Russian fighter jets.

The heart of the matter is that the former “Free Syrian Army”, absorbed by al-Qaeda in Syria and other Salafi-jihadis, is about to lose East Aleppo. Regime change and/or “Assad must go” – the military way – in Damascus is now impossible. Thus the utter desperation exhibited by the Pentagon’s Ash “Empire of Whining” Carter, neocon cells implanted all across lame duck Team Obama, and their hordes of media shills.

Enter Plan B; the Battle of Mosul.

Fallujah remixed?

The Pentagon plan is deceptively simple; erase any signs of Damascus and the SAA east of Palmyra. And this is where the Battle of Mosul converges with the recent Pentagon attack on Deir Ezzor. Even if we have an offensive in the next few months against Raqqa – by the YPG Kurds or even by Turkish forces – we still have a “Salafist principality” from eastern Syria to western Iraq all mapped up, exactly as the Defense Intelligence Agency (DIA) was planning (dreaming?) in 2012.

London-based Syrian historian Nizar Nayouf, as well as unnamed diplomatic sources, have confirmed that Washington and Riyadh closed a deal to let thousands of phony Caliphate jihadis escape Mosul from the west, as long as they head straight to Syria. A look at the battle map tells us that Mosul is encircled from all directions, except west.

But what about Sultan Erdogan in all this? He’s been spinning that Turkish Special Forces will enter Mosul just as they entered Jarablus in the Turkish-Syrian border; without firing a shot, when the city will be cleaned of jihadis.

Meanwhile, Ankara is preparing its spectacular entrance in the battlefield, with Erdogan in full regalia shooting at random. For him, “Baghdad” is no more than “an administrator of an army composed of Shi’ites”; and the YPG Kurds “will be removed from the Syrian town of Manbij” after the Mosul operation. Not to mention that Ankara and Washington are actively discussing the offensive against Raqqa, as Erdogan has not abandoned his dream of a “safe zone” of 5,000 km in northern Syria.

In a nutshell; for Erdogan, Mosul is a sideshow. His priorities remain a fractured, fragmented Syria, “safe zone” included; and to smash the YPG Kurds (while working side by side with the Peshmerga in Iraq).

As far as the US Plan B is concerned, Hezbollah’s Sheikh Nasrallah has clearly seen through the whole scheme; “The Americans intend to repeat the Fallujah plot when they opened a way for ISIL to escape towards eastern Syria before the Iraqi warplanes targeted the terrorists’ convoy.” He added that “the Iraqi army and popular forces” must defeat ISIS/ISIL/Daesh in Mosul; otherwise, they will have to chase them out across eastern Syria.

It’s also no wonder that Russian Foreign Minister Sergey Lavrov has also clearly seen The Big Picture: “As far as I know, the city is not fully encircled. I hope it’s because they simply couldn’t do it, not because they wouldn’t do it. But this corridor poses a risk that Islamic State fighters could flee from Mosul and go to Syria.”

It’s clear Moscow won’t sit idly by if that’s the case;“I hope the US-led coalition, which is actively engaged in the operation to take Mosul, will take it into account.”

Of course Mosul – even more than Aleppo – poses a serious humanitarian question.

The International Committee of the Red Cross (ICRC) estimates as many as 1 million people may be affected. Lavrov goes straight to the point when he insists “neither Iraq nor its neighbors currently have the capacity to accommodate such a large number of refugees, and this should have been a factor in the planning of the Mosul operation.”

It may not have been. After all, for the “US-led” (from behind?) coalition, the number one priority is to ensure the phony Caliphate survives, somewhere in eastern Syria. Over 15 years after 9/11, the song remains the same, with the war on terra the perennial gift that keeps on giving.

This piece first appeared in Strategic-Culture.

Pepe Escobar is the author of Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge and Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009).  His latest book is Empire of ChaosHe may be reached at pepeasia@yahoo.com.

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The Aleppo / Mosul Riddle

Putin & Russia ‘hysteria’ help to sell copies of Western media

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:00 pm

Putin & Russia ‘hysteria’ help to sell copies of Western media – Spectator editor to RT

© The Spectator @spectator
The figure of Putin and hysteria about Russia in West are good for business, Freddy Gray, The Spectator deputy editor, said after the UK magazine put the Russian leader and the RT logo on its cover.

The Spectator ran two articles on Russia in its latest issue, with the first piece by Paul Wood speculating if Moscow was trying to trick the world into thinking it is planning an invasion of the Baltic States.

In the second entry, Rod Liddle urged the West to stop saber rattling against Russia, and suggested that Putin is on top in the propaganda war.

“Our readers are very interested in Putin,” Gray told RT.  “We have two articles in this issue that look at the matter of Putin, the matter of the Baltic States and also Syria, and, generally, the Western hysteria towards Russia, which we, in the office, all feel is very unhelpful to the West. It’s obviously a good selling subject for us, but it doesn’t mean that we’re covering it in a biased way.”

According to him, The Spectator finds itself in a unique position of “not being Russophobic, but also not being Russophilic.”

The British journalist said the Western “hysteria” about Russia can be explained by “some deep psychic need for an enemy, which Putin is filling very neatly for us at the moment.”

“A lot of it might be to do with the American election. Hillary Clinton is going to come in very soon, it looks like,” he said.

Gray added that “American and British hawks are getting hysterical” due to Clinton being one of the people who are whipping up aggression against Putin.

As for the leaks of the DNC and Podesta emails, the Clinton team “are very, very keen to pin the blame on Russia as the [releases by] WikiLeaks are embarrassing to the Democrats. So, if they can say that: ‘Nobody should be talking about this. We shouldn’t give the enemy an advantage,’ obviously that’s advantageous to them,” he said.

He stressed that when it comes to cyber security “there does seem to be quite a lot of activity coming from Russia,” but added that the West has no concrete proof against Moscow.

Claims that the Russian government is somehow meddling with the outcome of the US presidential election are a manifestation of the same hysteria, Gray said.

The journalist predicted that after all of Clinton’s rhetoric about Russia “there’s going to be some kind of showdown over the no-fly zone in Syria. And that’s’ a very frightening prospect.”

He said it’s “silly on our part to provoke Putin,” adding that the Russian leader is “going to advance Russia’s national interest and that may mean some sort of confrontation in eastern Europe.”

READ MORE: It’s Russia & RT! Team Clinton knows who’s to blame for Podesta leaks

Gray expressed the belief that “the more people that can say how hysterical we’re being in the West [about Russia] – the better. And that we were trying to do this week in The Spectator.’”

He also commented on the recent attempt to close RT’s bank accounts in UK, saying that such developments pose a “great danger.”

“We’re so afraid of these threats to our free society from the East that we’re actually in danger of not being a free society ourselves… I think you do spread propaganda on your channel. I think you do. But we’re a free society and we should allow you to do it,” he said.

According to The Spectator deputy editor, Russia and Putin are “winning the information war. It seems his propaganda is rather superior to ours. And we seem to be losing on many fronts.”

When asked about the different tone in which the Western media covers similar operations in Mosul by the US-led coalition in Iraq and in Aleppo by Russia in Syria, he said that “there are huge double standards in Western media. There are huge double standards in Eastern media, I’m sure. And even on such an honest channel as RT.”

READ MORE: Pro-Hillary US State Dept ‘behind Assange internet cutoff’ – WikiLeaks activist to RT

“There’s double standards in Yemen too. The [UK] government doesn’t speak up as much about what’s happening in Yemen because Saudi Arabia… is, of course, an ally,” Gray said.

However, the problem with the situation in the West is that “we aren’t that aware of our double standards” and something should be done about that, he said.

 

https://www.rt.com/news/363565-russia-putin-spectator-rt/

 

Western-backed rebels murder little boy in Aleppo

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:57 am

Western-backed rebels murder little boy in Aleppo

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ALEPPO, SYRIA (2:05 A.M.) – A young boy in Aleppo City was gunned down by a rebel sniper on Saturday, resulting in his untimely death near his home.

According to local activists, the young boy was identified as Baraa Hamdou, a 7 year old resident of the Bab Al-Faraj District of Aleppo.

The young boy was reportedly gunned down on Saturday by a rebel sniper from a nearby district while he was walking along Baron Street.

https://www.almasdarnews.com/article/western-backed-rebels-murder-little-boy-aleppo/

SIRIA: GUERRA DA ALEPPO FINO A MOSUL IN IRAQ

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:52 am

Il rebus di Aleppo/Mosul

Sabotaggio del Pentagono sulla tregua di USA e Russia, la furia di Samantha Power (detta la pazza) e calunnie sulla Russia e i ‘crimini di guerra’. E altri scenari

di Pepe Escobar

Non c’è dubbio che Baghdad debba riprendere il controllo di Mosul sottreandola all’ISIS/ISIL/Daesh. Non lo poteva fare prima. In teoria, questo è il momento.
La vera domanda è “chi sta facendo cosa” nel conflitto: la nona divisione dell’esercito iracheno, i Peshmerga curdi, sotto il controllo dell’astuto e corrotto opportunista Barzani, i lord tribali sunniti, decine di migliaia di guerriglieri sciiti dell’Iraq del sud, il “supporto” delle Forze Speciali USA, i bombardamenti “mirati” dell’Air Force statunitense e, dietro la scena nelle retrovie, le Forze Speciali e l’aviazione turche.

Esiste un chiave di lettura in questa confusione

Come Aleppo, Mosul è – letteralmente – legata ad una leggenda. Nata dalle ceneri di Ninive, costruita 8.000 anni fa, ex capitale dell’impero assiro sotto Sennacherib nel 7° secolo a.c., conquistata dai Babilonesi nel 6° secolo a.c., un migliaio di anni dopo fu annessa all’impero musulmano e governata dagli Umayyad e dagli Abbasidi, rimase importante come centro dall’ 11° al 12° secolo, nello stato medievale degli Atabeg, uno dei fulcri dell’Impero Ottomano nel 16° secolo in seguito alla decadenza delle vie della seta, connettendo l’Oceano Indiano al Golfo Persico, alla valle del Tigri, ad Aleppo e a Tripoli sul Mediterraneo.

Dopo la prima guerra mondiale tutti volevano il controllo di Mosul,- dalla Turchia alla Francia. Furono tuttavia i Britannici a beffare i Francesi, annettendo Mosul alla nuova colonia dell’impero: l’Iraq. Poi ci fu il periodo della dominazione del partito nazionalista iracheno Ba’ath. Successivamente ci fu l’inferno dell’operazione” shock and awe”, l’invasione USA e l’occupazione, il tumultuoso governo a maggioranza sciita di Nouri al-Maliki a Baghdad ed infine la presa da parte di Daesh nell’estate del 2014.

I paralleli storici di Mosul hanno un sapore speciale. Lo stato medievale del’11°-12° secolo aveva gli stessi confini del finto “califfato” di Daesh – includendo sia Aleppo sia Mosul. Nel 2004 Mosul era di fatto governata dalla fallita “figura presidenziale”, il Generale Davis Petraeus. Dieci anni dopo, dopo la falsa “furia” di Petraeus, Mosul era governata da un finto califfato, nato all’interno di una prigione statunitense vicino al confine col Kuwait.
Da allora, centinaia di migliaia di abitanti sono fuggiti da Mosul. La popolazione si è più o meno dimezzata rispetto agli originali due milioni. È bel po’ di gente che deve essere “liberata” a dovere.

La presa di Aleppo

La propaganda egemonica USA circa l’attuale Battaglia di Aleppo (Orientale) è quella per cui esiste un “asse del male” (definizione coniata da Hillary Clinton) formato da Russia, Iran e dal “regime siriano” che sta incessantemente bombardando civili innocenti e “ribelli moderati”, causando una orribile crisi umanitaria.
Infatti, la maggioranza di queste molte centinaia di “ribelli moderati” è affiliata a Jabhat Fatah al-Sham (Fronte per la Conquista della Siria), che altro non è che Jabhat al-Nusra, ovvero l’al-Qaeda siriana, oltre ad altri gruppi jihadisti come Ahrar al-Sham (gli obiettivi di al-Nusra – e di chi li supporta – sono spiegati qui).
Nel frattempo alcuni civili sono intrappolati nella zona orientale di Aleppo – circa 30-40.000 persone, a fronte di una popolazione iniziale di 300.000.

Tutto ci porta al fulcro del problema, che spiega il sabotaggio da parte del Pentagono del cessate il fuoco accordato da USA e Russia, la furia di Samantha (la Pazza) Power e le continue affermazioni che la Russia sta commettendo “crimini di guerra”.

Se Damasco controlla, oltre alla capitale, Aleppo, Homs, Hama e Latachia, controlla la Siria che conta: il 70% della popolazione e tutti i centri industriali ed economici. È praticamente un “game over”. Tutto il resto sono zone rurali e semideserte.
Per le galline senza cervello che si occupano della politica estera dell’amministrazione del brutto anatroccolo Obama, il cessate il fuoco era una scusa per guadagnare tempo e riarmare quelli che Washington chiama “ribelli moderati”. Già quello era troppo per il Pentagono, che si trova di fronte un’alleanza determinata tra Siria, Iran e Russia, la quale combatte senza tirarsi indietro qualsiasi forma di jihadisti salafiti, senza curarsi di come si autodefiniscano, con l’obiettivo di mantenere unita la Siria.

Riconquistare tutta Aleppo deve essere una priorità assoluta per Damasco, Teheran e Mosca. L’Esercito Arabo Siriano (SAA) non avrà mai abbastanza forza militare per controllare tutte le zone desertiche sunnite. Damasco potrebbe anche non riconquistare mai il nordest curdo, lo stato embrionale del Rojava, dopotutto l’YPG è sostenuto direttamente dal Pentagono. Se il Rojava vedrà mai la luce del giorno è una questione che solo il futuro potrà risolvere.

L’Esercito siriano (SAA), ancora una volta, è eccessivamente dispiegato, per cui, l’unico modo per conquistare Aleppo è con il sangue. C’è una crisi umanitaria in atto. Ci sono i danni collaterali. È solo l’inizio. Presto o tardi l’SAA, supportato da Hezbollah e dalle milizie sciite irachene, dovrà riprendere Aleppo con i suoi uomini sul terreno – con il supporto dall’aviazione russa.
Il nocciolo del problema è che l’ex “Esercito di Liberazione Siriano”, assorbito da al-Qaeda in Siria e da altri jihadisti, sta per perdere Aleppo. Il cambio di regime a Damasco, meglio conosciuto come “Assad deve andarsene” – con mezzi militari – ora come ora è impossibile. Da qui la disperazione dimostrata da Ash “Impero dei Piagnoni” Carter, dai neocon impiantati nel team Obama e dalle schiere di pupazzi dei media.

Ecco il piano B: la Battaglia di Mosul.
Remix di Falluja?

Il piano del Pentagono è semplicissimo: cancellare ogni segno di Damasco e dell’Esercito siriano ad est di Palmira. Ecco dove la battaglia di Mosul collima con il recente attacco del Pentagono a Deir Ezzor. Anche se nei prossimi mesi ci carà un’offensiva contro Raqqa – da parte dell’YPG o addirittura dalle forze turche – avremo comunque un “principato salafita” dalla Siria orientale all’Iraq occidentale, proprio come la DIA pianificava (o sognava?) nel 2012.

Lo storico siriano Nizar Nayouf, di stanza a Londra, così come alcune fonti diplomatiche anonime, ha confermato che Washington e Riyadh hanno sottoscritto un accordo per far fuggire migliaia di guerriglieri del finto Califfato da Mosul, con via libera per passare in Siria. Se guardiamo la mappa della zona dove si svolge la battaglia, possiamo facilmente verificare che Mosul è accerchiata da tutte le direzioni, tranne che a occidente.

Qual è la parte del Sultano Erdogan in tutto ciò? Sta sostenendo che le Forze Speciali turche faranno ingresso a Mosul proprio come avevano fatto con Jarablus sul confine turco-siriano: senza sparare un colpo, quando la città era già libera dai jihadisti.
Nel frattempo Ankara sta preparando un ingresso spettacolare sul campo di battaglia, con Erdogan a sparare ovunque in pompa magna. Per lui, “Baghdad”non è più di “l’amministratore di un esercito di sciiti” e i Curdi dell’YPG “saranno cacciati dalla città siriana di Manbij” dopo l’operazione su Mosul. Per non dire che Ankara e Washington stanno attivamente discutendo l’offensiva contro Raqqa, dato che Erdogan non ha abbandonato il suo sogno di una “zona sicura” di 5.000km nel nord della Siria.

In breve per Erdogan Mosul è secondaria. Le sue priorità restano una Siria a pezzi, compresa la “zona sicura”, e fare a pezzi i Curdi dell’YPG (lavorando fianco a fianco con i Peshmerga in Iraq).
Per quanto riguarda il piano B degli USA, lo sceicco Nasrallah di Hezbollah ha capito tutto lo schema: “gli Statunitensi vogliono ripetere lo schema di Falluja, quando avevano aperto un corridoio per far fuggire l’ISIL verso la Siria orientale, prima che gli aerei iracheni attaccassero i convogli dei terroristi”.

Ha aggiunto che “l’esercito iracheno e le forze popolari” devono sconfiggere Daesh a Mosul, altrimenti dovranno stanarli per tutta la Siria orientale.
Non c’è da stupirsi che il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov abbia capito il quadro generale: “per quanto ne so, la città non è stata completamente accerchiata. Spero che ciò sia successo per mancanza di possibilità, non per mancanza di volontà. Questo corridoio potrebbe permettere ai guerriglieri dello Stato Islamico di fuggire da Mosul verso la Siria”.
È chiaro che Mosca non se ne starà seduta immobile in quel caso “spero che la coalizione guidata dagli USA, attivamente coinvolta nelle operazioni per riprendere Mosul, ne terrà conto”.
Ovviamente Mosul – ancor più di Aleppo – pone una grave questione umanitaria.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha stimato che quasi un milione di persone potrebbero essere coinvolte. Lavrov va dritto al punto quando afferma “né l’Iraq né i paesi limitrofi hanno la capacità per accogliere un tale numero di rifugiati e questo va tenuto in considerazione nel pianificare le operazioni su Mosul”.
Ma forsequesto non è stato davvero tenuto in considerazione . Dopotutto, per la coalizione “guidata dagli USA” (dalle retrovie?), la priorità numero uno è assicurare la sopravvivenza del finto Califfato, da qualche parte nella Siria orientale. Più di 15 anni dopo l’11 settembre, la canzone è sempre la stessa, la “guerra al terrore” è sempre il contenuto del perenne regalo che stanno portando.

Fonte: CounterPunch

Traduzione: L.Lago

Siria e Afghanistan, trampolini di lancio contro Russia e Cina

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:47 am

Siria e Afghanistan, trampolini di lancio contro Russia e Cina

Chi dovesse ipotizzare che la Siria sia stata così brutalmente aggredita per il petrolio (0,5 delle riserve mondiali), per il gas, per corridoi energetici strategici, si sbaglia alla grande. Conosciamo le voglie neo-ottomane di Erdogan, le ambizioni delle petromonarchie di creare un califatto sunnita che si anteponga all’eresia sciita, il sogno sionista di un grande Israele, il patetico recupero neocolonialista della Francia. Ma perché gli Stati Uniti? Se hanno urgenza energetica perché non concentrarsi maggiormente sul più vicino Venezuela (1/5 delle risorse planetarie di petrolio) ed effettuare un colpo di stato che restituisca la democrazia alle multinazionali?
Non si abbattono tre torri in casa propria, assassinando più di duemila connazionali, se non si hanno progetti di grande ampiezza che riguardino il destino della civiltà, il destino della nazione americana, il popolo eletto da Dio, dopo quello ebraico, a governare il mondo, come già si diceva nel ‘700 con gli Inglesi in casa. Del resto con la dottrina del “destino manifesto” non avevano già ricevuto l’incarico da Dio di sterminare un Continente?

I dirigenti russi, con piena partecipazione di popolo, si erano espressi a chiare lettere: la Siria è oggi la nostra Stalingrado. Infatti se cadesse sotto le orde barbariche di Turchi, di sauditi, di sionisti, di francesi, di Inglesi, gli States si imporrebbero sopra tutti loro con la forza della finanza o delle armi e costruirebbero degli avanposti per i loro micidiali sistemi missilistici di difesa, così come in Romania, in Polonia, in Corea del sud. Non solo! Potrebbero addestrare meglio i loro alleati jihadisti e armarli adeguatamente per portare il terrore nel Caucaso, a partire dalla Cecenia.
Creare il caos nelle aree sudoccidentali della federazione russa per favorire un attacco simultaneo dall’Estonia al Mar Nero e al Caucaso, con l’appoggio determinante di sistemi missilistici tattici e strategici.

Purtroppo per i sionisti Usa il conflitto bellico non sta andando come da loro previsto e sperato. Le espressioni sconsolate di John Kerry evidenziano la rinuncia della coalizione anti Assad alla protezione dgli ultimi resistenti jihadisti ad Aleppo est, il che significa che Assad con le due principali città in mano al suo esercito potrà governare con l’area maggiormente popolata ed economicamente sviluppata. Cosa rimane da fare agli States? Qualcosa per gli USA l’hanno saputa fare i militari turchi assieme alle loro bande terroriste dell’esercito libero siriano. Un’area nel nord-est che potrebbe fungere da stato o addirittura proclamarsi tale. Una non poca cosa per “gli amici della Siria”. E quale piano sceglieranno gli Americani? Il piano A? Il piano B? Il piano C?
E’ probabile che, dati i vari poteri contrastanti di cui soffre l’ex prima superpotenza, potrebbero andare in scena tutti e tre simultaneamente.

Il piano A relativo ad una risoluzione diplomatica è portata avanti dal Presidente Obama con un certo vigore ora che i jihadisti ad Aleppo appaiono in grave difficoltà.
Il piano B consisterebbe in un’escalation del conflitto, voluto dai più fanatici tra i neocon e i vertici militari. La no.fly zone ipotizzata da Hillary Clinton avrebbe comportato la distruzione di aerei USA e di vite umane grazie ai sofisticati sistemi di difesa aerea di cui dispone l’esercito siriano (e di cui non disponeva Gheddafi)
Il piano C consisterebbe in una replica del piano Brzezinski adottato in Afghanistan contro l’Unione Sovietica. Una guerra a bassa intensità per destabilizzare Siria e Medioriente. Credo che questo piano, che potrà favorire atti criminali con la ripresa delle azioni kamikaze, sia quello che prevarrà in sintonia con false azioni di dialogo del piano A allo scopo di distrarre l’opinione pubblica inventando magari “l’assenza di collaborazione” della parte avversa.

A Kabul dopo un attentato con due kamikaze rivendicato dai Talebani costato alla popolazione civile 24 morti, l’11 ottobre sempre a Kabul un gruppo di jihadisti dello stato islamico ha sparato su dei fedeli che commemoravano l’Ashura provocando diciotto morti. Un ‘enorme esplosione il giorno dopo. Solo feriti. Nessuna rivendicazione. Questo è l’Afghanistan creato dagli Americani con l’operazione “Libertà duratura”. Questa è la violenza che si può registrare nelle grandi città. Ma ben poco si sa di quello che succede nelle campagne infestate da militari americani (gli italiani sono ad Herat e a Kabul), da Talebani, Stato islamico, soldati governativi. Ma l’inferno può arrivare anche dal cielo con i droni che precipitano su feste religiose, matrimoni, funerali.

Nel 2001 l’avversario più temuto era la Cina che secondo il calendario prefissato doveva essere aggredita nel 2017. Da qui la necessità di invadere e occupare il territorio che sarebbe risultato molto utile al momento opportuno. Da qui l’indegna sceneggiata imbandita dell’abbattimento delle torri ad opera di Osama Bin Laden rifugiatosi nelle montagne dell’Afghanistan ed eventualmente protetto dai Talebani che vengono sconfitti. Al loro posto governi quisling. Finora 170.000 morti secondo Manlio Dinucci. L’attuale operazione “Sostegno Risoluto”. Per che cosa?
Perché l’Inferno permanga e si allarghi? Allevando altre truppe di fanatici terroristi per attizzare l’incendio nello XIn Yang cinese e creare nuovo terrore, secondo un progetto che è molto gradito al tiranno turco per il suo delirante progetto neo-ottomano.

Gli assalti belluini contro Afghanistan, Iraq, Libia,Siria, tappe necessarie da percorrere per abbattere la Cina e dominare l’Asia. C’è un problema però per gli States. La Cina è cresciuta molto anche sul piano della tecnologia militare…e la Russia alleata stretta della Cina, dopo gli anni di umiliazione in seguito al governo di Boris Eltsin, è di nuovo una superpotenza militare.

Siria e Afghanistan, trampolini di lancio contro Russia e Cina

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