Mirabilissimo100’s Weblog

ottobre 5, 2016

LA GUERRA SIRIANA: UNA RIFLESSIONE DI ALE ARAMU

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 12:36 am

SULLA SIRIA. UNA RIFLESSIONE

Ad Aleppo Est ci sono 25mila uomini armati che tengono in ostaggio circa 90 mila persone. Una buona parte di questi miliziani appartiene ad Al Qaeda (nella foto) – che nel frattempo ha cambiato più volte nome – e ad altri gruppi jihadisti. Sono, per dirla tutta, terroristi. Il cosiddetto Free Syrian Army, addestrato e armato dalla CIA, è minoritario. Questi uomini hanno deciso di fare la guerra alla Siria. Non per la libertà e democrazia, visto che all’interno di questo schieramento ci sono molti combattenti provenienti da altri paesi, tutti guidati da un’ideologia radicale, a cui non importa proprio nulla della Siria. Combattono in larga parte per soldi, sono mercenari disposti a vendersi al miglior offerente.
E’ una guerra. Una guerra al terrorismo e io penso che sia assolutamente normale che la Siria con i suoi alleati si difenda, anche al costo di procurare molte vittime tra la popolazione civile. Il Governo di Damasco ha offerto ai terroristi la possibilità di lasciare Aleppo volontariamente, in modo da porre fine alle sofferenze della popolazione. Ovviamente nessuno dei 25mila combattenti (o di quanti realmente sono) ha intenzione di abbandonare il terreno. Vogliono combattere fino alla morte o alla sconfitta di Assad.
Peraltro in questa azione sono supportati dalla comunità internazionale e dagli Stati Uniti. Obama da un lato uccide Osama Bin Laden e dall’altro supporta i suoi seguaci in Siria per far cadere l’odiato Assad. Niente di nuovo. Washington quando ha potuto ha creato i terroristi e li ha usati a suo piacimento per eliminare i nemici di turno. Nello scontro finale ad Aleppo moriranno molte persone, molti civili e tra questi molti bambini. Tanti ne sono già morti, ma quelli uccisi dai ribelli/terroristi non hanno svegliato le coscienze dell’opinione pubblica e delle finte ong umanitarie che oggi si accorgono che ad Aleppo c’è la guerra solo perché la battaglia sta per essere vinta dalla Siria e dalla Russia. Moriranno molte persone, ma io tra i terroristi di al Nusra e Assad, preferisco di gran lunga il secondo. Che, per inciso, non è mai stato un pericolo per l’interesse nazionale di altri Stati. Neppure di Israele che pure ha sottratto a Damasco un pezzo del suo territorio, quelle alture del Golan che sono una rappresentazione di come l’occupante viva impunito grazie alla copertura delle Nazioni Unite e all’inutilità del diritto internazionale. In realtà in Siria è tutto chiaro da tempo e nella sua sostanza le posizioni sono immutate da anni.
Fare la cronaca delle battaglie, dei territori persi da quelli e riconquistati dagli altri serve a poco. Anche le analisi geopolitiche sono abbastanza ripetitive. Molto è cambiato ma nella sostanza gli schieramenti sono gli stessi di 5 anni fa. L’unica variabile, per niente impazzita, è rappresentata dai curdi, odiati e osteggiate quasi da tutti, tranne che dagli americani. A un certo punto bisognerà chiedersi perché. In Siria i curdi hanno spesso giocato la parte delle vittime ma in fondo da questa guerra hanno guadagnato molto, non solo in termini di terreno conquistato e di autonomia. Anche in termini di denaro.
In Siria non ci sono più insorti da tempo. Non c’è neanche la rivoluzione, semmai si possa dire che sia esistita. E’ una narrazione che non funziona più. Se non per i media occidentali che ovviamente non hanno mai trasmesso le immagini della popolazione siriana in festa dopo essere stata liberata dai terroristi. E’ accaduto dovunque. Anche ad Aleppo. Anche in questi giorni di menzogne mediatiche e di grande ipocrisia. Quelle immagini sono state censurate. La storia di questa guerra andrà riscritta. Sono certo che quando il terrorismo sarà sconfitto e si smetterà di raccontare che da una parte c’erano i buoni e dall’altra il cattivo, il primo a farsi da parte sarà proprio il presidente siriano Assad, che paga il prezzo di essere circondato da uomini corrotti che hanno impedito che in quel paese ci fossero piene libertà e una distribuzione della ricchezza equilibrata. In ogni caso dovranno essere i siriani, soltanto loro, a scegliere il presidente della Siria. L’ assenza di riforme è stata la vera debolezza del governo di Damasco prima della guerra. Le ha promesse quando era troppo tardi, a combattimenti in corso. A quel tempo i suoi nemici avevano già scelto le armi alla politica. Era tardi, tragicamente tardi. Una cosa è certa: senza Assad, il laico Assad, l’uomo forte Assad, quel paese si sarebbe trasformato nel più grande covo di terroristi del Vicino Oriente, nella più grande minaccia per la sicurezza dell’Europa e del mondo intero. Non che oggi non lo sia. Ma si immagini che cosa sarebbe diventata la Siria in mano ai tagliagole o ai proconsoli sunniti scelti dall’Arabia Saudita, dal Qatar o dalla Turchia di Erdogan. Che piaccia o meno, se il mondo oggi non è un’enorme strage di Parigi o di Bruxelles permanente, è anche grazie a Bashar Al Assad. (a.a.)

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