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ottobre 10, 2016

Russia – USA: le opzioni in Siria, prima di una guerra mondiale

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 11:43 pm

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Sul sito d’informazione The Unz, un interessante articolo dell’analista The Saker evidenzia l’improvvisa escalation tra Russia e USA in Siria: dalle esplicite minacce del portavoce del Dipartimento di Stato USA alle truppe russe allo spiegamento di sistemi d’arma modernissimi e all’eliminazione chirurgica dei consiglieri militari stranieri da parte russa. Quello che rende l’attuale crisi molto peggiore perfino della crisi dei missili di Cuba è che chiaramente una superpotenza – gli Stati Uniti – è impazzita e, posta di fronte alla scelta tra accettare le condizioni dell Russia o abbandonare la Siria, sembra disponibile a dare il via alla Terza Guerra Mondiale per mantenere lo status di “nazione indispensabile al mondo”.

di The Saker, 6 ottobre 2016

Le tensioni tra Russia e Stati Uniti hanno raggiunto un livello senza precedenti. Sono pienamente d’accordo con i partecipanti di questo dibattito di CrossTalk – la situazione è ancora peggiore e più pericolosa rispetto alla crisi dei missili di Cuba. Entrambe le parti stanno andando verso il cosiddetto “Piano B”, che, in poche parole, significa, nel migliore dei casi, nessuna trattativa e, nel peggiore dei casi, una guerra tra Russia e Stati Uniti.

La cosa fondamentale da capire della posizione russa in questo ed altri recenti conflitti con gli Stati Uniti è che la Russia è ancora molto più debole degli Stati Uniti e che, quindi, non vuole la guerra. Ciò non significa, tuttavia, che non si sta attivamente preparando per la guerra. In realtà, si sta preparando molto ed energicamente. Tutto questo significa che se dovesse verificarsi un conflitto, la Russia tenterebbe, al meglio delle sue possibilità, di mantenerlo quanto più limitato possibile.

In teoria, questi sono i possibili livelli di confronto, molto approssimativamente:

  1. una situazione di stallo militare à la Berlin nel 1961. Si potrebbe obiettare che questo è ciò che sta già avvenendo in questo momento, anche se in modo meno visibile e su distanze più grandi.
  2. un singolo incidente militare, come ad esempio quello successo di recente, quando la Turchia ha abbattuto un SU-24 russo e la Russia ha scelto di non reagire.
  3. Una serie di scontri localizzati simili a ciò che sta accadendo tra India e Pakistan.
  4. Un conflitto limitato al teatro di guerra siriano (diciamo come la guerra tra il Regno Unito e l’Argentina per le isole Malvinas)
  5. Un confronto militare regionale o globale tra Stati Uniti e Russia
  6. Una guerra termonucleare globale tra Stati Uniti e Russia

Durante i miei anni da studente di strategia militare ho partecipato a molti esercizi di escalation e de-escalation e posso attestare che, mentre è molto facile mettere insieme scenari di escalation, devo ancora vedere uno scenario credibile di de-escalation. Ciò che è possibile, tuttavia, è la cosiddetta “escalation orizzontale” o “escalation asimmetrica” in cui una parte non sceglie di alzare la posta o fare direttamente un’escalation, ma invece sceglie un obiettivo diverso in ritorsione, non necessariamente più prezioso, soltanto uno diverso e sullo stesso livello di importanza concettuale (in USA Joshua M. Epstein e Spencer D. Bakich ha fatto la maggior parte del lavoro pionieristico su questo argomento).

Il motivo principale per cui ci si può aspettare che il Cremlino cercherà di provare le opzioni asimmetriche per rispondere a un attacco degli Stati Uniti è che nel contesto siriano la Russia è irrimediabilmente superata dagli USA/NATO in potenza di fuoco, almeno in termini quantitativi. La soluzioni logica per i russi è quella di usare il loro vantaggio qualitativo o di cercare “obiettivi orizzontali” per possibili opzioni di ritorsione. Questa settimana, è accaduto qualcosa di molto interessante e molto insolito: il generale Igor Konashenkov, a capo della Direzione del Servizio Stampa e dell’Informazione del Ministero della Difesa della Federazione Russa, ha menzionato apertamente un’opzione del genere. Ecco cosa ha detto:

“Riguardo alle minacce di Kirby su possibili perdite di aerei russi e sul ritorno in Russia dei militari dentro sacchi di plastica, direi che sappiamo esattamente dove e come operano in Siria e nella provincia di Aleppo molti “specialisti non ufficiali” e sappiamo che sono coinvolti nella pianificazione operativa e che supervisionano le operazioni dei combattenti. Naturalmente, si può continuare ad insistere col fatto che sono coinvolti senza successo nel tentativo di separare i terroristi di al-Nusra dalle forze di “opposizione”. Ma se qualcuno cerca di dare seguito a queste minacce, non c’è alcun dubbio che questi combattenti dovranno sbrigarsi ad andarsene di corsa”.

Bello, no? Konashenkov sembra minacciare i “combattenti”, ma è sicuro nel dire che ci sono un sacco di “specialisti” non ufficiali tra questi militanti e che la Russia sa esattamente dove sono e quanti ce ne sono. Naturalmente, ufficialmente Obama ha dichiarato che ci sono alcune centinaia di questi consiglieri speciali statunitensi in Siria. Una fonte russa ben informata suggerisce che ci siano fino a 5.000 ‘consulenti’ in supporto ai Takfiri di cui circa 4.000 americani. Suppongo che la verità sia da qualche parte tra queste due cifre.

Quindi la minaccia russa è semplice: voi ci attaccate e noi attacchiamo le forze degli Stati Uniti in Siria. Naturalmente, la Russia negherà con veemenza di prendere di mira i militari degli Stati Uniti e insisterà sul fatto che l’attacco era solo contro i terroristi, ma entrambe le parti capiranno cosa sta succedendo. È interessante notare che, proprio la settimana scorsa l’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che un attacco russo di questo tipo era già accaduto:

30 ufficiali dei servizi segreti esteri israeliani uccisi in un attacco russo di missili Caliber ad Aleppo

“Le navi da guerra russe hanno sparato tre missili Caliber nella sala operativa di coordinamento degli ufficiali stranieri nella regione di Dar Ezza nella parte occidentale di Aleppo, vicino alla montagna Sam’an, uccidendo 30 ufficiali israeliani e occidentali”, ha riportato mercoledì il servizio in lingua araba della agenzia di stampa russa Sputnik citando una fonte sul campo di battaglia ad Aleppo. La sala operativa era situata nella parte occidentale della provincia di Aleppo, nel mezzo di vecchie caverne sulla montagna Sam’an. La regione è ben dentro una catena di montagne. Diversi ufficiali di Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Qatar e Gran Bretagna sono stati uccisi assieme agli ufficiali israeliani. Gli ufficiali stranieri che sono stati uccisi nella sala operativa di Aleppo stavano dirigendo gli attacchi dei terroristi ad Aleppo e Idlib. “

Che questo sia realmente accaduto o che i russi stiano facendo filtrare queste storie per indicare che potrebbero accadere, resta il fatto che le forze Usa in Siria potrebbero diventare un bersaglio ovvio per la rappresaglia russa, attraverso o missili cruise o bombe a gravità o azioni operative dirette da parte delle forze speciali russe. Gli Stati Uniti hanno anche diverse installazioni militari segrete in Siria, tra cui almeno un campo di volo con aerei V-22 Osprey convertiplano multi-missione.

Un altro sviluppo recente interessante è stato il resoconto di Fox News sul fatto che i russi stanno schierando gli S-300V (alias “sistema antimissile e antiaereo SA-23 Gladiator”) in Siria. Date un’occhiata a questo eccellente articolo per una discussione dettagliata sulle capacità di questo sistema missilistico. Io riassumerei dicendo che il S-300V può ingaggiare missili balistici, missili da crociera, aerei a sezione radar equivalente molto bassa (aerei invisibili, “Stealth”) e velivoli AWACS. Si tratta di un sistema di difesa aerea a livello di esercito/corpo d’armata, ben capace di difendere la maggior parte dello spazio aereo siriano, ma anche di raggiungere agevolmente Turchia, Cipro, Mediterraneo orientale e Libano. I potenti radar di questo sistema potrebbero non solo rilevare e ingaggiare gli aerei degli Stati Uniti (tra cui gli “stealth”) a lunga distanza, ma potrebbero anche fornire un aiuto eccezionale ai pochi caccia da superiorità aerea russi dando loro una chiara immagine dei cieli e degli aerei nemici utilizzando collegamenti dati crittografati. Infine, la dottrina aerea degli Stati Uniti è estremamente dipendente dall’uso degli aerei AWACS per guidare e sostenere i caccia degli Stati Uniti. Il S-300V costringerà gli AWACS USA/NATO ad operare dalla distanza più disagevole. Tra i radar a lungo raggio dei Sukhoi russi, i radar sugli incrociatori russi al largo della costa siriana, e i radar S-300 e S-300V a terra, i russi avranno una consapevolezza della situazione molto migliore rispetto alla loro controparte statunitense.

Sembra che i russi stiano cercando di compensare la loro inferiorità numerica implementando sistemi di fascia alta per i quali gli Stati Uniti non hanno alcun reale equivalente o buone contromisure.

Ci sono fondamentalmente due opzioni di deterrenza: la negazione, quando si impedisce al nemico di colpire i propri obiettivi, e la ritorsione, quando si rende inaccettabilmente alto al nemico il costo di un suo attacco. Sembra che i russi stiano perseguendo entrambe le strade contemporaneamente. Possiamo così riassumere l’approccio russo come segue:

  1. Ritardare un confronto il più a lungo possibile (guadagnare tempo)
  2. Cercare di mantenere qualsiasi confronto al livello più basso possibile di escalation
  3. Se possibile, rispondere con le escalation asimmetriche/orizzontali
  4. Invece di “prevalere” contro gli Stati Uniti/NATO – rendere troppo alti i costi di un attacco
  5. Provare a mettere pressione sugli “alleati” degli Stati Uniti, al fine di creare tensioni all’interno dell’Impero
  6. Provare a paralizzare gli Stati Uniti sul piano politico, rendendo troppo alti i costi politici di un attacco
  7. Provare gradualmente a creare le condizioni in loco (Aleppo) per rendere inutile un attacco degli Stati Uniti

A quelli cresciuti coi film di Hollywood e che ancora guardano la TV, questo tipo di strategia susciterà solo frustrazione e disapprovazione. Ci sono milioni di strateghi da divano che sono sicuri di poter fare un lavoro molto migliore di Putin nel contrastare l’impero degli Stati Uniti. Queste persone ci dicono da *anni* che Putin “ha venduto” i siriani (e la Novorussia) e che i russi dovrebbero fare X, Y e Z per sconfiggere l’Impero AngloSionista [il riferimento è alle frange più nazionaliste dell’arco politico russo – ad esempio quella di Alexander Dugin -, che vorrebbero un confronto apertamente muscolare con gli USA, NdVdE]. La buona notizia è che nessuno di questi strateghi da divano siede al Cremlino e che i russi sono rimasti fedeli alla loro strategia nel corso degli ultimi anni, un giorno alla volta, anche quando criticati da coloro che vogliono soluzioni “facili” e rapide. Ma la principale buona notizia è che la strategia russa sta funzionando. Non solo l’Ucraina occupata dai nazisti sta letteralmente cadendo a pezzi, ma gli Stati Uniti sono fondamentalmente a corto di opzioni in Siria (si veda questa eccellente analisi dal mio amico Alexander Mercouris su The Duran).

I soli passi logici rimanenti lasciati agli Stati Uniti in Siria sono accettare le condizioni della Russia o abbandonare il paese. Il problema è che non sono affatto convinto che i neocon, che gestiscono la Casa Bianca, il Congresso e i media statunitensi, siano affatto “razionali”. Questo è il motivo per cui i russi hanno impiegato così tante tattiche dilatorie e hanno agito con la massima cautela: hanno a che fare con ideologi professionisti e incompetenti che semplicemente non rispettano le regole non scritte ma chiare delle civili relazioni internazionali. Questo è ciò che rende l’attuale crisi molto peggiore perfino della crisi missilistica cubana: chiaramente una superpotenza è impazzita.

Gli americani sono abbastanza folli da rischiare la Terza Guerra Mondiale per Aleppo?

Forse sì forse no. Ma cosa succede se riformuliamo questa domanda e ci chiediamo:

Gli americani sono abbastanza folli da rischiare la Terza Guerra Mondiale per mantenere il loro status di “nazione indispensabile al mondo”, “leader del mondo libero”, “città sulla collina” e tutto il resto di questa assurdità imperialista?

Qui proporrei che sì, potenzialmente lo sono.

Dopo tutto, i neocon sono nel giusto quando sentono che se la Russia se ne va sfidando e sconfiggendo apertamente gli Stati Uniti in Siria, nessuno prenderà più molto sul serio gli AngloSionisti.

Cosa pensate che pensino i neocon quando vedono il presidente delle Filippine chiamare pubblicamente Obama “figlio di puttana“, e poi dire alla UE di andare a “farsi f****e“?

Naturalmente, i neocon possono ancora trovare qualche conforto nel servilismo abietto delle elite politiche europee, ma tuttavia sanno che la scritta è sul muro e che il loro impero si sta rapidamente sgretolando, non solo in Siria, Ucraina o in Asia, ma anche all’interno degli Stati Uniti. Il pericolo più grande è che i neocon potrebbero tentare di riunire la nazione intorno alla bandiera, o mettendo in scena un’operazione sotto falsa bandiera o innescando una vera e propria crisi internazionale.

Arrivati a questo punto tutto ciò che possiamo fare è aspettare e sperare che ci sia abbastanza resistenza all’interno del governo degli Stati Uniti da evitare un attacco degli Stati Uniti contro la Siria prima che subentri la prossima Amministrazione. E anche se non sono un sostenitore di Trump, concorderei che Hillary e la sua malvagia cricca di neocon russofobici è così dannosa che Trump mi dà qualche speranza, almeno in confronto a Hillary.

Quindi, se Trump vince, allora la strategia della Russia sarà sostanzialmente giustificata. Una volta che Trump sia alla Casa Bianca, c’è almeno la possibilità di una completa ridefinizione delle relazioni USA-Russia che, naturalmente, inizierà con una de-escalation in Siria: mentre Obama/Hillary rifiutano categoricamente di sbarazzarsi di Daesh (con questa intendo al-Nusra, al-Qaeda, e tutte le loro diverse denominazioni), Trump sembra essere determinato a combatterli sul serio, anche se ciò significa che Assad rimarrà al potere. Vi è sicuramente una base per il dialogo. Se vince Hillary, allora i russi dovranno fare una scelta assolutamente cruciale: quanto è importante la Siria nel contesto del loro obiettivo di ri-sovranizzare la Russia e abbattere l’Impero AngloSionista? Un altro modo di formulare la stessa domanda è “la Russia preferirebbe un confronto con l’Impero in Siria o in Ucraina?”.

Un modo per misurare lo stato d’animo in Russia è quello di esaminare il linguaggio di una recente proposta di legge fatta dak Presidente Putin e adottata dalla Duma, che ha affrontato il tema del Plutonium Management and Disposition Agreement (PDMA) [Accordo sulla Gestione e Cessione del Plutonio, ndt] tra Russia e USA che, ancora una volta, ha visto l’inadempienza degli Stati Uniti verso i propri obblighi e che la Russia ha ora sospeso. Ciò che è interessante, è il linguaggio scelto dai russi per elencare le condizioni alle quali riprenderebbero la loro partecipazione a questo accordo e, in fondo, concorderebbero a riprendere qualsiasi tipo di negoziato sugli armamenti:

  1. Una riduzione delle infrastrutture militari e del numero delle truppe statunitensi di stanza sul territorio degli Stati membri della NATO che hanno aderito all’alleanza dopo il 1 settembre 2000, ai livelli ai quali erano quando l’accordo iniziale è entrato in vigore.
  2. L’abbandono della politica ostile degli Stati Uniti nei confronti della Russia, che dovrebbe essere messo in pratica con l’abolizione del Magnitsky Act del 2012 e delle condizioni dell’Ukraine Freedom Support Act (legge per il supporto della libertà dell’Ucraina, ndt) del 2014, dirette contro la Russia.
  3. L’abolizione di tutte le sanzioni imposte dagli Stati Uniti ad alcuni soggetti della Federazione Russa, persone fisiche e giuridiche russe.
  4. Il risarcimento per tutti i danni subiti dalla Russia a causa dell’imposizione di sanzioni.
  5. Gli Stati Uniti sono inoltre tenuti a presentare un piano chiaro per la cessione irreversibile del plutonio sotto l’accordo PMDA.

Ora, i russi non stanno delirando. Sanno bene che gli Stati Uniti non potranno mai accettare tali termini. Di conseguenza a cosa serve tutto questo? E’ un modo diplomatico ma inequivocabile per dire agli Stati Uniti la stessa cosa che il presidente filippino Duterte (e Victoria Nuland) hanno detto all’Unione Europea.

Gli americani farebbero meglio ad iniziare a prestarvi attenzione.

 

Russia – USA: le opzioni in Siria, prima di una guerra mondiale

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