Mirabilissimo100’s Weblog

dicembre 31, 2016

TANTI AUGURI PER IL NUOVO ANNO 2017

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dicembre 20, 2016

BUON NATALE 2016

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NATALE : LA NASCITA DI GESU’ SECONDO SAN MATTEO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:43 am
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Matteo 1: 18-24; 2: 1-23;
1:18 La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
1:19 Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente.
1:20 Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo.
1:21 Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”.
1:22 Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
1:23 “La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele”, che tradotto vuol dire: “Dio con noi”.
1:24 Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie;
1:25 e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.
2:1 Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:
2:2 “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”.
2:3 Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.
2:4 Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere.
2:5 Essi gli dissero: “In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:
2:6 “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele””.
2:7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa;
2:8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: “Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch’io vada ad adorarlo”.
2:9 Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov’era il bambino, vi si fermò sopra.
2:10 Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.
2:11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.
2:12 Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra via.
2:13 Dopo che furono partiti, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Àlzati, prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dico; perché Erode sta per cercare il bambino per farlo morire”.
2:14 Egli dunque si alzò, prese di notte il bambino e sua madre, e si ritirò in Egitto.
2:15 Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: “Fuori d’Egitto chiamai mio figlio”.
2:16 Allora Erode, vedendosi beffato dai magi, si adirò moltissimo, e mandò a uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi.
2:17 Allora si adempì quello che era stato detto per bocca del profeta Geremia:
2:18 “Un grido si è udito in Rama, Un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata,
perché non sono più”.
2:19 Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto, e gli disse:
2:20 “Àlzati, prendi il bambino e sua madre, e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino”.
2:21 Egli, alzatosi, prese il bambino e sua madre, e rientrò nel paese d’Israele.
2:22 Ma, udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea,
2:23 e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno.
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NATALE: LA NASCITA DI GESU’ SECONDO SAN LUCA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 10:33 am
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Luca 2: 1-40
2:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero.
2:2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,
2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.
2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;
2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.
2:8 In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.
2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.
2:10 L’angelo disse loro: “Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
2:11 “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.
2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia””.
2:13 E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
2:14 “Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!”
2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: “Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere”.
2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;
2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.
2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.
2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunziato.
2:21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo prima che egli fosse concepito.
2:22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,
2:23 come è scritto nella legge del Signore: “Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore”;
2:24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
2:25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;
2:26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore.
2:27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,
2:28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
2:29 “Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;
2:30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
2:31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
2:32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”.
2:33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui.
2:34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: “Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione
2:35 a te stessa una spada trafiggerà l’anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati”.
2:36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni.
2:37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
2:38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
2:39 Com’ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.
2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.
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AVVENTO: GESU’ PRIMA DI NASCERE IN QUESTO MONDO ESISTEVA PRESSO DIO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:43 am

 

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LA PREESISTENZA DI GESU’ SECONDO NT

Gesù prima di nascere in questo mondo, viveva presso Dio, era il Verbo e il Figlio di Dio;

Giovanni 1: 1

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Giovanni 1: 14

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

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Quindi Gesù esisteva prima di nascere in questo mondo, e Lui stesso lo insegna;

Giovanni 3: 13

Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.

Giovanni 6: 51

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

Gesù spiega bene la sua preesistenza ;

Giovanni 8: 23

Egli diceva loro: “Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.

Giovanni 8: 58

Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”.

Giovanni 13:3

Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava…

Giovanni 16:28

Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre”.

Giovanni 17: 5

E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Giovanni 17: 24

Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato;

poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
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Filippesi 2,5-11

5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
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Colossesi 1,15-20

15 Egli è immagine del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura;
16 poiché per mezzo di lui
sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potestà.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
17 Egli è prima di tutte le cose
e tutte sussistono in lui.
18 Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa;
il principio, il primogenito di coloro
che risuscitano dai morti,
per ottenere il primato su tutte le cose.
19 Perché piacque a Dio
di fare abitare in lui ogni pienezza
20 e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificando con il sangue della sua croce,
cioè per mezzo di lui,
le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

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Ebrei 1: 1-3

1:1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,
1:2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l’universo.
1:3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi.
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AVVENTO: GESU’ LA LUCE VENUTA NEL MONDO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:35 am

 

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Giovanni 1: 1-14;

1:1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
1:2 Essa era nel principio con Dio.
1:3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
1:4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.
1:5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.
1:6 Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni.
1:7 Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui.
1:8 Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce.

1:9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.
1:10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.
1:11 È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto;
1:12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;
1:13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.

1:14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.

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AVVENTO: LA STELLA DI BETLEMME

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:19 am

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Cosa mai sarà stata la misteriosa stella che sorse nel cielo, guidando i Re Magi fino a Betlemme?

Nelle Sacre Scritture vediamo Dio che comunica molte volte con gli uomini tramite segni della natura: la brezza della sera nel Paradiso, l’arcobaleno dopo il diluvio, il roveto ardente, la diafana nuvola di Sant’Elia ecc. E in occasione della sua stessa nascita, Egli ha voluto usare un segno del cielo: la Stella di Betlemme. Questo fatto ci è narrato solo da uno degli evangelisti: San Matteo.

In verità, a quell’epoca si credeva che la nascita di persone importanti fosse in relazione con certi movimenti degli astri celesti. Così, si diceva che Alessandro il Grande, Giulio Cesare, Augusto e perfino filosofi come Platone avessero avuto la loro stella, apparsa nel cielo quando essi erano venuti al mondo.

Il mistero della stella di Betlemme
Molti commenti sono stati fatti riguardo la stella apparsa ai tre re magi, guidandoli fino al luogo benedetto in cui il Salvatore sarebbe dovuto nascere. Non sono mancati uomini di scienza che hanno tentato di trovare una spiegazione naturale a questo evento soprannaturale, centro della storia umana. Non abbiamo la pretesa di fare un compendio scientifico al riguardo, ma continua a suscitare interesse il conoscere, seppure in modo sommario, i principali tentativi di risolvere questo enigma.

Una delle prime teorie che sono state avanzate era che quest’astro sarebbe stato il pianeta Venere. Infatti ogni 19 mesi, poco prima del sorgere del sole, egli appare dieci volte più chiaro della più brillante delle stelle: Sirio. Questo però già allora era un fenomeno ben conosciuto dai popoli dell’oriente e, pertanto, per i Re Magi non avrebbe avuto un carattere straordinario.

Un’altra ipotesi fu sollevata da un astronomo noto negli ambienti scientifici del secolo XVI: Giovanni Keplero. Egli tentò di dimostrare con i suoi approfonditi studi, che quest’astro non era soltanto uno, ma la congiunzione di due pianeti: Giove e Saturno. Quando essi si sovrappongono, si sommano le rispettive luci. Uno di questi fenomeni fu da lui osservato nel 1604 e poteva produrre un effetto simile a quello narrato dalla Bibbia. A partire da qui, Keplero difese la sua teoria.

Ma sorgono tre problemi nel sostenere questa tesi: primo, la congiunzione dura soltanto alcune ore, mentre la stella che apparve ai re magi fu a loro visibile per settimane; secondo, Giove e Saturno non si fondono mai completamente in un’unica stella. Anche ad occhio nudo, sarebbero sempre visibili due corpi; terzo, a meno che la data di nascita di Gesù Bambino sia molto mal calcolata, tale congiunzione si sarebbe potuta verificare soltanto tre anni dopo.

C’è chi afferma che la stella fu, in verità, una meteora particolarmente brillante. Ma una meteora può durare soltanto per alcuni secondi e sarebbe molto forzato credere che questi pochi secondi di visibilità siano bastati a guidare i re magi in un lunghissimo viaggio attraverso un deserto inabitabile , e che giunti a Betlemme, sia apparsa un’altra meteora simile, indicante il luogo esatto dove si trovava il Bambino-Dio.

Il mistero della stella di Betlemme
Origene, Padre della Chiesa nato ad Alessandria,in Egitto, arrivò a credere che la stella di Betlemme fosse una cometa. Infatti alcune comete giungono ad essere centinaia di volte più grandi della terra e la loro luce può dominare il firmamento per settimane.

A parte questo, alcuni sostengono che San Matteo sarebbe rimasto così impressionato dalla cometa Halley, vista nel cielo nel 66 d.C., o dalla testimonianza dei più antichi cristiani che l’avevano vista nel 12 d.C., che la incluse nella storia. Altri affermano che fu la stessa Halley, la stella di Betlemme. Dobbiamo inoltre riconoscere che le due date citate sono molto lontane dalla nascita di Gesù, per essere associate a lui e che secondo i dati catalogati, non c’è menzione di nessun’altra cometa che sia stata vista ad occhio nudo tra gli anni 7 a.C. e 1 d.C., periodo nel quale si accetta essere nato il Messia. Per ultima cosa, nell’antichità si era soliti dire che le comete erano annunciatrici di disgrazie e non di benedizioni.

Un’ultima ipotesi cosiddetta scientifica è quella che sia stata una “Nova”. Esistono certe stelle che esplodono in una forma tale che la loro luce aumenta centinaia di volte in poche ore. Sono le cosiddette “Nove”, o “Supernove”, a seconda dell’intensità dell’esplosione. Si calcola che ogni mille anni, all’incirca, una stella si trasformi in “Supernova”, essendo questo fenomeno visibile per vari mesi, persino durante il giorno.

E’ comunque un’ipotesi che si tende a scartare, poiché tali esplosioni, a causa della loro grandezza, anche dopo secoli lasciano tracce inconfondibili nello spazio, come macchie stellari ecc. Quindi, finora non si è scoperto nessun indizio di tale fenomeno capitato in questo periodo storico.

Sebbene vari tentativi di spiegazione scientifica non abbiano dato risposte pienamente soddisfacenti al mistero della stella di Betlemme, questo non diminuisce per nulla il merito degli sforzi compiuti dagli studiosi che con retta intenzione cercano di svelare gli enigmi della natura.

Ma lasciando da parte queste ipotesi per un momento, volgiamo i nostri occhi all’altro aspetto della questione: il campo teologico, dove si considera questa stella la realizzazione della profezia dell’Antico Testamento: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (Num 24, 17).

Alcuni teologi sostengono che San Matteo ha fatto un’interpretazione delle tradizioni dell’epoca, riferendosi all’astro non come a una stella nel senso letterale, ma come simbolo della nascita di un personaggio importante.

San Tommaso, il dottore angelico, a suo tempo ci aveva già pensato risolvendo la questione nella Summa Teologica, con l’utilizzo di cinque argomenti tratti da San Giovanni Crisostomo:

1º Questa stella ha seguito un percorso da nord a sud, cosa generalmente non comune alle stelle.

2º Essa appariva non solo di notte, ma anche di giorno.

3º Delle volte appariva e altre si occultava.

Il mistero della stella di Betlemme
4º Non aveva un movimento continuo: si muoveva al camminare dei magi e si fermava quando essi dovevano fermarsi, come la colonna di nuvole nel deserto.

Ma se non propriamente una stella del cielo, che cos’era allora quest’astro?

Secondo lo stesso San Tommaso, ancora citando il Crisostomo, poteva essere:

1º Lo Spirito Santo, così come apparve in forma di colomba su Nostro Signore nel Suo Battesimo, apparve anche ai magi in forma di stella.

2º Un angelo, lo stesso che apparve ai pastori, apparve ai re magi in forma di stella.

3º Una specie di stella creata a parte rispetto le altre, non nel cielo ma nell’atmosfera vicina alla terra, e che si muoveva secondo la volontà di Dio.

Come soluzione al mistero della stella di Betlemme, San Tommaso credeva più probabile e corretta quest’ultima alternativa.

In ogni caso, abbiamo la certezza che questa stella continua a brillare non solo in cima agli alberi di Natale, ma soprattutto nell’anima di ogni cristiano per commemorare la Luce nata a Betlemme al fine di illuminare il cammino dell’umanità.

(Revista ARALDI DEL VANGELO,Dicembre/2007, n. 56, p. 36 á 37)

http://it.arautos.org/…/4067-il-mistero-della-stella-di-bet…

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AVVENTO:LE PROFEZIE MESSIANICHE DELL’ANTICO TESTAMENTO SI SONO AVVERATE IN GESU’ DI NAZARETH

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:18 am

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CRISTO “PROGENIE DELLA DONNA”
Questa è la profezia più antica, pronunciata da Dio contro il tentatore, Satana e contenuta in Genesi 3:15: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, tra la tua progenie e la progenie di lei: questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno.”
Lettera dell’Apostolo Paolo ai Galati 4:4: “Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge.”

CRISTO, PROGENIE DI ABRAAMO
Genesi 12:3: “Poiché Abraamo deve diventare una nazione grande e potente e in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra.”
Atti degli Apostoli 3:25,26: “Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: «Nella tua discendenza tutte le nazioni saranno benedette». A voi, per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo (Cristo), lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità.”

CRISTO, EREDE DEL TRONO DI DAVIDE
Isaia 9:6: “…per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno e stabilirlo fermamente.”
Evangelo di Matteo 1:1: “Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo.”

IL LUOGO DELLA NASCITA DI CRISTO
Michea 5:1 “Ma da te Betleem di Efrata (…) mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele e le cui origini risalgono ai giorni eterni.”
Evangelo di Matteo 2:1: “Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode.”

GESÙ, NATO DA UNA VERGINE
Isaia 7:14: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco la vergine partorirà un figlio e gli porrà nome Emanuele.”
Evangelo di Matteo 1:18-25: “La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, si propose di lasciarla segretamente.
“Mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il mio popolo dai loro peccati».
“Tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «La vergine sarà incinta e partorirà un figlio al quale sarà imposto il nome di Emmanuele», che tradotto vuol dire «Dio con noi».
“Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; e non ebbe con lei rapporti coniugali, finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.”

ALCUNE CARATTERISTICHE DI GESÙ
Isaia 11:2: “Lo Spirito dell’Eterno riposerà su Lui: spirito di sapienza e d’intelligenza. Spirito di consiglio e di forza, spirito di conoscenza e di timore dell’Eterno.”
Evangelo di Luca 2:52: “Gesù cresceva in sapienza, statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.”
Evangelo di Matteo 13:54-57: “Recatosi nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga, così che stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono tanta sapienza e queste opere potenti? Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda e le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove vengono tutte queste cose?»”

IL MINISTERO DI GESÙ IN GALILEA
Isaia 9:1: “Il popolo che camminava nelle tenebre vede una grande luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende.”
Evangelo di Matteo 4:13-16: “Lasciata Nazaret, venne a abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali, affinché si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia: «Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, di là dal Giordano, la Galilea dei pagani, il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce, su quelli che erano nella contrada dell’ombra della morte una luce si è levata»”.

GESÙ È STATO RESPINTO
Isaia 53:3: “Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, famigliare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno nasconde la sua faccia, era spregiato…”
Evangelo di Giovanni 1:11; 5:43: “È venuto in casa sua, ma i suoi non l’hanno ricevuto”. “Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se uno verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete”.

GESÙ È ENTRATO TRIONFALMENTE IN GERUSALEMME
Zaccaria 9:9: “Egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina…”
Evangelo di Giovanni 12:12-14: “Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo e gridava: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco il tuo re viene montato su un puledro d’asina!»”

È RIMASTO IN SILENZIO DAVANTI AI SUOI ACCUSATORI
Isaia 53:7: “Maltrattato umiliò se stesso e non aperse la bocca.”
Evangelo di Matteo 26:62,63: “Il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che costoro testimoniano contro di te?». Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio.»”

PERCOSSO DAGLI EMPI
Isaia 50:6: “Io ho presentato il dorso a chi percoteva e le mie guance a chi mi strappava la barba: io non ho nascosto il volto all’onta agli sputi.”
Evangelo di Marco 14:65: “Alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli la faccia, a dargli dei pugni e a dirgli: «Indovina!». E le guardie si misero a schiaffeggiarlo.”

È STATO CROCIFISSO COI PECCATORI
Isaia 53:12: “…perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato contato fra i trasgressori, perché Egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i trasgressori.”
Salmo 22:6,7,8,14,16: “Ma io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli uomini e il disprezzato del popolo. Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo dicendo: «Egli si affida al Signore: lo liberi dunque; lo salvi, perché lo gradisce!». Tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera, si scioglie in mezzo alle mie viscere. (…) Poiché cani mi hanno circondato; una folla di malfattori mi ha attorniato, m’hanno forato le mani e i piedi…”
Evangelo di Matteo 27:38: “Allora furono crocifissi con lui due ladroni, uno a destra e uno a sinistra”;
Evangelo di Marco 15:27,28: “Con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra e si adempì la Scrittura che dice: «È stato contato fra i malfattori.»”

HA INTERCEDUTO PER I TRASGRESSORI
Isaia 5:12: “Ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i trasgressori.”
Evangelo di Luca 23:34: “E Gesù diceva: «Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno.»”

FU DERISO E INSULTATO
Salmo 22:6-8: “Io sono un verme e non un uomo: chiunque mi vede si fa beffe di me (…) dicendo: «Egli si rimette nell’Eterno: lo liberi, dunque! Lo salvi perché lo gradisce!»”
Evangelo di Matteo 27:39,42: “E quelli che passavano di lì lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso!» (…) Così pure i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Se è il re d’Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemo in lui!»”

GLI HANNO DATO DA BERE L’ACETO
Salmo 69:21: “Mi hanno dato del fiele per cibo e, nella sete m’han dato da bere dell’aceto.”
Evangelo di Giovanni 19:29,30: “C’era un vaso pieno di aceto: posta dunque una spugna imbevuta d’aceto in cima a un ramo d’issopo, l’accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!». E chinato il capo rese lo spirito”.

È STATO VENDUTO DA UN AMICO
Salmo 41:9: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro di me.”
Evangelo di Marco 14:10,11: “Giuda Iscariota, uno dei dodici, andò dai capi sacerdoti con lo scopo di consegnare loro Gesù. Essi dopo averlo ascoltato, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro.”

È STATO VENDUTO PER 30 SICLI D’ARGENTO
Zaccaria 11:12: “Se vi par bene, datemi il mio salario (…) ed essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d’argento.”
Evangelo di Matteo 26:14,15: “Allora uno dei dodici, che si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi sacerdoti e disse: «Che cosa siete disposti a darmi, se ve lo consegno?» Ed essi gli fissarono trenta sicli d’argento.”

COL DENARO FU COMPRATO IL CAMPO DEL VASAIO
Zaccaria 11:13: “E l’Eterno mi disse: «Gettalo per il vasaio questo magnifico prezzo col quale mi hanno stimato». E io presi i trenta sicli d’argento e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio.”
Evangelo di Matteo 27:4-7: “Giuda disse: «Ho peccato, consegnandovi sangue innocente (…) buttàti i sicli nel tempio, andò a impiccarsi. Ma i capi dei sacerdoti, presi quei sicli, dissero: «Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché sono prezzo di sangue». E, tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il campo del vasaio, perché servisse per la sepoltura degli stranieri.”

IL COSTATO DI CRISTO FU TRAFITTO
Zaccaria 11:13: “E riguarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, ne faran cordoglio…”
Vangelo di Giovanni 19:34: “Uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.”

I SOLDATI TIRARONO A SORTE SULLA SUA VESTE
Salmo 22:18: “Spartiscono tra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia veste.”
Evangelo di Marco 15:24: “Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirandole a sorte, per sapere quello che ciascuno dovesse prendere.”
Evangelo di Giovanni 19:23,24: “I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e anche la tunica. La tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi»; affinché si adempiesse la Scrittura: «Hanno spartito fra loro le mie vesti e hanno tirato a sorte la mia tunica». Questo fecero dunque i soldati.”

NON UN SOLO SUO OSSO FU ROTTO
Salmo 34:20: “Egli preserva tutte le ossa di lui, non uno ne è rotto.”
Evangelo di Giovanni 19:33: “I soldati (…) giunti a Gesù, lo videro già morto e non gli spezzarono le gambe.”

FU SEPPELLITO NELLA TOMBA DEL RICCO
Isaia 53:9: “Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze, né v’era stata frode nella sua bocca.”
Evangelo di Matteo 27:57-60: “Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose della propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato la pietra se ne andò.”

GESÙ CRISTO È RISUSCITATO
Salmo 16:10: “Poiché non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione della fossa.”
Evangelo di Matteo 28:9: “Gesù si fece loro incontro (alle donne venute per imbalsamare il corpo), dicendo: «Vi saluto!» Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono.”
Evangelo di Marco 16:9,12,14: “Gesù, essendo risuscitato il primo giorno della settimana apparve prima a Maria Maddalena (…) Dopo questo apparve a due discepoli che erano in cammino verso i campi (…) poi apparve agli undici, mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l’avevano visto risuscitato.”
Prima Lettera di Paolo Apostolo ai Corinzi 15:5-8: “Apparve a Cefa, poi ai dodici; poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo e a tutti gli apostoli e ultimo di tutti apparve anche a me…”

http://www.istitutobiblicobereano.org/…/347-l-incredibile-e…

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AVVENTO: PERCHE’ IL FIGLIO DI DIO E’ VENUTO PROPRIO 2000 ANNI FA?

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Perché Dio ha mandato Gesù proprio 2000 anni fa? Perché non più tardi.

Risposta: “Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge” (Galati 4:4). Questo versetto dichiara che Dio Padre ha mandato Suo Figlio nella “pienezza del tempo”. Nel primo secolo stavano succedendo molte cose che, seguendo ragionamenti umani, fanno sembrare che questo fosse un tempo ideale per la venuta di Cristo.

1) C’era un forte senso di attesa tra i Giudei di quell’epoca intorno alla venuta del Messia. Il dominio dei Romani su Israele aveva accentuato il desiderio dei Giudei per la venuta del Messia.

2) Roma aveva unificato molto del mondo sotto il proprio governo, dando un senso di unità tra i vari territori. Inoltre, dato che l’impero era relativamente pacificato, era possibile viaggiare, il che rese più facile la propagazione del vangelo da parte dei primi Cristiani. In altre epoche questa libertà di spostamento sarebbe stata impossibile.

3) Oltre alla conquista militare romana, c’era stata una conquista culturale dei Greci. Una forma “comune” di linguaggio Greco (diverso dal Greco classico) era diventata la lingua commerciale comune che veniva parlata in tutto l’impero, e rendeva possibile la comunicazione del vangelo a molte persone attraverso un linguaggio comune.

4) Il fatto che molti falsi idoli non erano riusciti a dare la vittoria sui conquistatori Romani, fece abbandonare a molti l’adorazione di questi dèi. Allo stesso tempo, nelle città più “acculturate”, i filosofi Greci e la scienza dell’epoca aveva lasciato un vuoto spirituale, così come hanno fatto oggi i governi atei e comunisti.

5) Le religioni misteriche dell’epoca enfatizzavano un salvatore-dio che richiedeva agli adoratori sacrifici di sangue, e ciò rendeva più credibile ai loro adepti il vangelo di Cristo che comportava un sacrificio finale e completo. I Greci credevano anche nell’immortalità dell’anima (ma non del corpo).

6) L’esercito Romano reclutava soldati da tutte le provincie, introducendo ai suoi uomini la cultura Romana e le idee (come il vangelo) che ancora non erano giunte alle provincie più remote. La prima volta che il vangelo giunse in Britannia fu infatti attraverso i soldati Cristiani che stazionavano lì.

Le affermazioni appena fatte sono basate sulle osservazioni umane di quell’epoca e sulle conseguenti speculazioni sul perché esso era un punto particolarmente adatto della storia per la venuta di Cristo. Ma noi capiamo che le vie di Dio non sono le nostre vie (Isaia 55:8) e che questi potrebbero essere o non essere motivi validi per i quali Dio ha scelto quell’epoca particolare per mandare il Figlio. Dal contesto di Galati 3 e 4, è evidente che Dio ha cercato di porre un fondamento attraverso la Legge Giudaica per preparare la venuta del Messia. La Legge aveva lo scopo di aiutare le persone a capire la profondità del proprio peccato (erano infatti incapaci di osservare la Legge) in modo che sarebbero stati preparati ad accettare la cura per il peccato attraverso Gesù il Messia (Galati 3:22-23; Romani 3:19-20). La Legge fu data anche come “precettore” (Galati 3:24) per condurre le persone a Gesù come Messia. Lo ha fatto attraverso le molte profezie che riguardavano il Messia adempiute da Gesù. A questo va aggiunto il sistema sacrificale che indicava sia il bisogno del sacrificio per il peccato sia la propria inadeguatezza (ogni sacrificio infatti richiedeva sempre sacrifici aggiuntivi). La storia dell’Antico Testamento ha anche dipinto immagini della persona e dell’opera di Cristo attraverso vari eventi e varie festività religiose (come la disponibilità di Abramo di offrire Isacco, o i dettagli della Pasqua durante l’esodo dall’Egitto, etc.).

Infine, Cristo è venuto 2000 anni fa per adempiere delle profezie specifiche. Daniele 9:24-27 parla delle “settanta settimane” o dei settanta “sette” Dal contesto, vediamo che queste “settimane” o “sette” si riferiscono a gruppi di sette anni, non sette giorni. Possiamo esaminare la storia e allineare i dettagli delle prime sessantanove settimane (la settantesima settimana avrà luogo nel futuro). Il conto alla rovescia delle settanta settimane inizia con “l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme” (versetto 25). Questo ordine fu dato da Artaserse Longimano nel 445 a.C. (vedi Neemia 2:5). Dopo sette “sette” più 62 “sette”, o 69 x 7 anni, la profezia annuncia che “un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. Il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario” e “la sua fine verrà come un’inondazione” (intesa come una grande distruzione)(v.26). Questo è un chiaro riferimento alla morte del Salvatore sulla croce. Un secolo fa, nel suo libro The Coming Prince (Il Principe che Viene), Sir Robert Anderson ha pubblicato una serie di calcoli dettagliati delle sessantanove settimane, usando “anni profetici”, calcolando anni bisestili, errori nel calendario e il cambio tra a.C. e d.C., per dimostrare che le sessantanove settimane si conclusero il giorno esatto dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, cinque giorni prima della Sua morte. A prescindere dall’uso di questo particolare calendario di eventi, il punto è che l’incarnazione di Cristo è legata ad una profezia dettagliata di Daniele fatta più di cinquecento anni prima.

Il momento dell’incarnazione di Cristo è tale che le persone di quell’epoca erano pronte per la Sua venuta. Da allora, in ogni epoca c’è stata evidenza abbondante che Gesù era realmente il Messia promesso, attraverso il Suo adempimento delle Scritture che raffigurano e profetizzano la Sua venuta in grande dettaglio.

https://gotquestions.org/Italiano/mandato-Gesu-proprio.html

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AVVENTO: PERCHE’ E’IL FIGLIO DI DIO E’ VENUTO IN TERRA?

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Perché il Figlio di Dio si è fatto uomo?

Nel “Credo” si dice: “Credo in Gesù Cristo, unico Figlio di Dio, il quale fu concepito di Spirito Santo e “nacque da Maria Vergine.”

Con il peccato dei nostri progenitori avevamo perso l’amicizia con Dio e si era chiusa la via del Cielo. Ma “Dio ci ha amato e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,10).
Gesù Cristo si è fatto carne – si è fatto uomo- per salvarci riconciliandoci con Dio. “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna ” (Gv 3,16). ” In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo perché noi avessimo la vita per lui” (1Gv 4,9).

Dobbiamo contemplare Gesù Bambino, nostro Amore, nella culla. Dobbiamo contemplarlo consapevoli di essere di fronte a un mistero. È necessario accettare il mistero con un atto di fede; solo allora sarà possibile approfondirne il contenuto, guidati sempre dalla fede. Abbiamo bisogno, pertanto, delle disposizioni di umiltà proprie dell’anima cristiana. Non vogliate ridurre la grandezza di Dio ai nostri poveri concetti, alle nostre umane spiegazioni; cercate piuttosto di capire che, nella sua oscurità, questo mistero è luce che guida la vita degli uomini.
L’amore divino fa sì che la seconda persona della Santissima Trinità, il Verbo Figlio di Dio Padre, prenda la nostra carne, e cioè la nostra condizione umana, eccetto il peccato. E il Verbo, Parola di Dio, è Verbum spirans amorem, la parola dalla quale procede l’Amore. L’amore ci si rivela nell’Incarnazione, nel cammino redentore di Gesù Cristo sulla nostra terra, fino al sacrificio supremo della Croce.
Perché Gesù è detto Cristo?
Il catechismo raccoglie i dati della Sacra Scrittura sul nome di Gesù. L’angelo disse alla vergine Maria quale doveva essere il nome del Bambino che sarebbe nato per opera dello Spirito Santo: si chiamerà “Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1, 21); “non vi è sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (At 4,12).

Cristo viene dalla traduzione greca del termine ebraico “Messia” che significa “unto”. Non diventa il nome proprio di Gesù se non perché egli compie perfettamente la missione divina da esso significata. Gesù è il Cristo. Egli era “colui che doveva venire” (Lc 7, 19), l’oggetto “della speranza di Israele” (At 28,20). Per essere cristiani si deve credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio (cfr. 1Gv 2,23).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 436, 453-454

Cristo svuotò se stesso assumendo una condizione di servo… umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome
Contemplare il mistero
Devi perdere la paura di chiamare il Signore col suo nome —Gesù— e di dirgli che lo ami.
Che gioia mi ha dato l’epistola di oggi! Lo Spirito Santo, per bocca di San Paolo, ci insegna il segreto dell’immortalità e della Gloria. Tutti noi uomini aneliamo a perdurare. Vorremmo rendere eterni gli istanti della vita che riteniamo felici. Vorremmo glorificare la nostra memoria…
Vorremmo l’immortalità per i nostri ideali. Per questo, nei momenti di apparente felicità, quando c’è qualcosa che consola la nostra desolazione, tutti, naturalmente, diciamo e ci auguriamo: per sempre, per sempre…
Quante ne sa il demonio! Come conosceva bene il cuore umano! Diventerete come Dio, disse ai nostri progenitori. Fu un inganno crudele. San Paolo, nell’epistola ai Filippesi che abbiamo letto, insegna un segreto divino per ottenere l’immortalità e la Gloria: Gesù spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo… Umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte, e morte di Croce. Per questo, Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome: perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei Cieli, sulla terra e sotto terra…
Che cosa si intende per mistero dell’Incarnazione?

Riprendendo l’espressione di san Giovanni (“Il Verbo si fece carne”: Gv 1,14), la Chiesa chiama “incarnazione” il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto una natura umana per realizzare in essa la nostra salvezza. La Chiesa così confessa che Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo. Egli è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare d’essere Dio, nostro Signore: “Rimase quel che era e quel che non era assunse”, canta la liturgia.
“Il Figlio di Dio […] ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato”.

Quando la Vergine rispose di sì, liberamente, ai disegni che il Creatore le rivelava, il Verbo divino assunse la natura umana: l’anima razionale e il corpo, formato nel seno purissimo di Maria. La natura divina e la natura umana si univano in un’unica Persona: Gesù Cristo, vero Dio e, da allora, vero Uomo; Unigenito eterno del Padre e, da quel momento, come Uomo, vero figlio di Maria: per questo la Madonna e Madre del Verbo incarnato, della Seconda Persona della Trinità Beatissima che ha unito a se per sempre — senza confusione — la natura umana.

Il Figlio di Dio si è fatto carne ed è perfectus Deus, perfectus homo. In questo mistero c’è qualcosa che dovrebbe emozionare profondamente i cristiani. Ero commosso e lo sono ora. Vorrei ritornare a Loreto: mi porto là con il desiderio, per rivivere gli anni dell’infanzia di Gesù ripetendo e meditando quelle parole: Hic Verbum caro factum est.
Iesus Christus, Deus homo: ecco i magnalia Dei, le opere meravigliose di Dio, dinanzi alle quali dobbiamo meditare e di cui dobbiamo rendere grazie al Signore, a colui che è venuto a portare la pace in terra agli uomini di buona volontà, a tutti coloro che vogliono unire la loro volontà alla Volontà santa di Dio: non soltanto ai ricchi, né soltanto ai poveri, ma a tutti gli uomini, a tutti i fratelli. Perché tutti siamo fratelli in Gesù, tutti figli di Dio e fratelli di Cristo; e sua Madre è nostra Madre.

Che senso ha venerare o pregare davanti alle immagini di Gesù o al Presepe?

Poiché il Verbo si è fatto carne assumendo una vera umanità, l’aspetto umano di Cristo può essere “rappresentato” (Gal 3,1). Nel settimo Concilio Ecumenico la Chiesa ha riconosciuto legittimo che venga raffigurato mediante immagini sacre.
La Chiesa ha sempre riconosciuto che nel corpo di Gesù il “Verbo invisibile apparve visibilmente nella nostra carne”. In realtà, le caratteristiche individuali del corpo di Cristo esprimono la Persona divina del Figlio di Dio. Questi ha fatto a tal punto suoi i lineamenti del suo corpo umano che, dipinti in una santa immagine, possono essere venerati, perché il credente che venera “l’immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto”.

Quando giunge il tempo natalizio mi piace contemplare le immagini di Gesù Bambino. Quelle figure che rappresentano il Signore nel suo annientamento mi ricordano che Dio ci chiama, che l’Onnipotente ha voluto presentarsi a noi indifeso e come bisognoso degli uomini. Dalla culla di Betlemme Gesù dice a me e a te che ha bisogno di noi; ci sollecita a una vita cristiana senza compromessi, a una vita di donazione, di lavoro, di gioia. Ineffabile grandezza di un bambino che è Dio! Suo Padre è il Dio che ha fatto i cieli e la terra, eppure Egli è lì, in una mangiatoia, quia non erat eis locus in diversorio, perché non c’era altro posto sulla terra per il Signore di tutto il creato.
Dalla culla di Betlemme Gesù dice che ha bisogno di noi; ci sollecita a una vita cristiana senza compromessi, a una vita di donazione, di lavoro, di gioia
Quando parlo davanti al presepio, cerco sempre di immaginarmi Gesù Nostro Signore proprio così, avvolto in fasce e adagiato sulla paglia di una mangiatoia; ma al tempo stesso cerco di vederlo, mentre è ancora bambino e non parla, come Dottore e Maestro. Ho bisogno di considerarlo in questo modo, perché devo imparare da Lui. Per imparare da Lui è necessario conoscere la sua vita; è necessario leggere il santo Vangelo e meditare le scene del Nuovo Testamento per addentrarci nel senso divino dell’esistenza terrena di Gesù.

http://www.it.josemariaescriva.info/…/perche-il-figlio-di-d…

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