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dicembre 20, 2016

AVVENTO: PERCHE’ E’IL FIGLIO DI DIO E’ VENUTO IN TERRA?

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:06 am

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Perché il Figlio di Dio si è fatto uomo?

Nel “Credo” si dice: “Credo in Gesù Cristo, unico Figlio di Dio, il quale fu concepito di Spirito Santo e “nacque da Maria Vergine.”

Con il peccato dei nostri progenitori avevamo perso l’amicizia con Dio e si era chiusa la via del Cielo. Ma “Dio ci ha amato e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,10).
Gesù Cristo si è fatto carne – si è fatto uomo- per salvarci riconciliandoci con Dio. “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna ” (Gv 3,16). ” In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo perché noi avessimo la vita per lui” (1Gv 4,9).

Dobbiamo contemplare Gesù Bambino, nostro Amore, nella culla. Dobbiamo contemplarlo consapevoli di essere di fronte a un mistero. È necessario accettare il mistero con un atto di fede; solo allora sarà possibile approfondirne il contenuto, guidati sempre dalla fede. Abbiamo bisogno, pertanto, delle disposizioni di umiltà proprie dell’anima cristiana. Non vogliate ridurre la grandezza di Dio ai nostri poveri concetti, alle nostre umane spiegazioni; cercate piuttosto di capire che, nella sua oscurità, questo mistero è luce che guida la vita degli uomini.
L’amore divino fa sì che la seconda persona della Santissima Trinità, il Verbo Figlio di Dio Padre, prenda la nostra carne, e cioè la nostra condizione umana, eccetto il peccato. E il Verbo, Parola di Dio, è Verbum spirans amorem, la parola dalla quale procede l’Amore. L’amore ci si rivela nell’Incarnazione, nel cammino redentore di Gesù Cristo sulla nostra terra, fino al sacrificio supremo della Croce.
Perché Gesù è detto Cristo?
Il catechismo raccoglie i dati della Sacra Scrittura sul nome di Gesù. L’angelo disse alla vergine Maria quale doveva essere il nome del Bambino che sarebbe nato per opera dello Spirito Santo: si chiamerà “Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1, 21); “non vi è sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (At 4,12).

Cristo viene dalla traduzione greca del termine ebraico “Messia” che significa “unto”. Non diventa il nome proprio di Gesù se non perché egli compie perfettamente la missione divina da esso significata. Gesù è il Cristo. Egli era “colui che doveva venire” (Lc 7, 19), l’oggetto “della speranza di Israele” (At 28,20). Per essere cristiani si deve credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio (cfr. 1Gv 2,23).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 436, 453-454

Cristo svuotò se stesso assumendo una condizione di servo… umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome
Contemplare il mistero
Devi perdere la paura di chiamare il Signore col suo nome —Gesù— e di dirgli che lo ami.
Che gioia mi ha dato l’epistola di oggi! Lo Spirito Santo, per bocca di San Paolo, ci insegna il segreto dell’immortalità e della Gloria. Tutti noi uomini aneliamo a perdurare. Vorremmo rendere eterni gli istanti della vita che riteniamo felici. Vorremmo glorificare la nostra memoria…
Vorremmo l’immortalità per i nostri ideali. Per questo, nei momenti di apparente felicità, quando c’è qualcosa che consola la nostra desolazione, tutti, naturalmente, diciamo e ci auguriamo: per sempre, per sempre…
Quante ne sa il demonio! Come conosceva bene il cuore umano! Diventerete come Dio, disse ai nostri progenitori. Fu un inganno crudele. San Paolo, nell’epistola ai Filippesi che abbiamo letto, insegna un segreto divino per ottenere l’immortalità e la Gloria: Gesù spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo… Umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte, e morte di Croce. Per questo, Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome: perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei Cieli, sulla terra e sotto terra…
Che cosa si intende per mistero dell’Incarnazione?

Riprendendo l’espressione di san Giovanni (“Il Verbo si fece carne”: Gv 1,14), la Chiesa chiama “incarnazione” il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto una natura umana per realizzare in essa la nostra salvezza. La Chiesa così confessa che Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo. Egli è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare d’essere Dio, nostro Signore: “Rimase quel che era e quel che non era assunse”, canta la liturgia.
“Il Figlio di Dio […] ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato”.

Quando la Vergine rispose di sì, liberamente, ai disegni che il Creatore le rivelava, il Verbo divino assunse la natura umana: l’anima razionale e il corpo, formato nel seno purissimo di Maria. La natura divina e la natura umana si univano in un’unica Persona: Gesù Cristo, vero Dio e, da allora, vero Uomo; Unigenito eterno del Padre e, da quel momento, come Uomo, vero figlio di Maria: per questo la Madonna e Madre del Verbo incarnato, della Seconda Persona della Trinità Beatissima che ha unito a se per sempre — senza confusione — la natura umana.

Il Figlio di Dio si è fatto carne ed è perfectus Deus, perfectus homo. In questo mistero c’è qualcosa che dovrebbe emozionare profondamente i cristiani. Ero commosso e lo sono ora. Vorrei ritornare a Loreto: mi porto là con il desiderio, per rivivere gli anni dell’infanzia di Gesù ripetendo e meditando quelle parole: Hic Verbum caro factum est.
Iesus Christus, Deus homo: ecco i magnalia Dei, le opere meravigliose di Dio, dinanzi alle quali dobbiamo meditare e di cui dobbiamo rendere grazie al Signore, a colui che è venuto a portare la pace in terra agli uomini di buona volontà, a tutti coloro che vogliono unire la loro volontà alla Volontà santa di Dio: non soltanto ai ricchi, né soltanto ai poveri, ma a tutti gli uomini, a tutti i fratelli. Perché tutti siamo fratelli in Gesù, tutti figli di Dio e fratelli di Cristo; e sua Madre è nostra Madre.

Che senso ha venerare o pregare davanti alle immagini di Gesù o al Presepe?

Poiché il Verbo si è fatto carne assumendo una vera umanità, l’aspetto umano di Cristo può essere “rappresentato” (Gal 3,1). Nel settimo Concilio Ecumenico la Chiesa ha riconosciuto legittimo che venga raffigurato mediante immagini sacre.
La Chiesa ha sempre riconosciuto che nel corpo di Gesù il “Verbo invisibile apparve visibilmente nella nostra carne”. In realtà, le caratteristiche individuali del corpo di Cristo esprimono la Persona divina del Figlio di Dio. Questi ha fatto a tal punto suoi i lineamenti del suo corpo umano che, dipinti in una santa immagine, possono essere venerati, perché il credente che venera “l’immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto”.

Quando giunge il tempo natalizio mi piace contemplare le immagini di Gesù Bambino. Quelle figure che rappresentano il Signore nel suo annientamento mi ricordano che Dio ci chiama, che l’Onnipotente ha voluto presentarsi a noi indifeso e come bisognoso degli uomini. Dalla culla di Betlemme Gesù dice a me e a te che ha bisogno di noi; ci sollecita a una vita cristiana senza compromessi, a una vita di donazione, di lavoro, di gioia. Ineffabile grandezza di un bambino che è Dio! Suo Padre è il Dio che ha fatto i cieli e la terra, eppure Egli è lì, in una mangiatoia, quia non erat eis locus in diversorio, perché non c’era altro posto sulla terra per il Signore di tutto il creato.
Dalla culla di Betlemme Gesù dice che ha bisogno di noi; ci sollecita a una vita cristiana senza compromessi, a una vita di donazione, di lavoro, di gioia
Quando parlo davanti al presepio, cerco sempre di immaginarmi Gesù Nostro Signore proprio così, avvolto in fasce e adagiato sulla paglia di una mangiatoia; ma al tempo stesso cerco di vederlo, mentre è ancora bambino e non parla, come Dottore e Maestro. Ho bisogno di considerarlo in questo modo, perché devo imparare da Lui. Per imparare da Lui è necessario conoscere la sua vita; è necessario leggere il santo Vangelo e meditare le scene del Nuovo Testamento per addentrarci nel senso divino dell’esistenza terrena di Gesù.

http://www.it.josemariaescriva.info/…/perche-il-figlio-di-d…

https://sites.google.com/site/mariadinazarethsemprebeata/home/avvento-4-peche-il-figlio-di-dio-e-venuto-in-terra

 

 

 

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