Mirabilissimo100’s Weblog

gennaio 28, 2017

TRUMP ACCUSA INGIUSTAMENTE L’IRAN DI FAVORIRE IL TERRORISMO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:31 pm

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Qualcuno spieghi a Trump che l’Iran non c’entra nulla con il terrorismo

Incredulità, paura, disgusto. Queste le reazioni degli iraniani in queste ore al decreto firmato ieri da Trump. (Ma anche la mia, che in quel Paese ho trascorso cinque anni straordinari della mia vita, e standoci molto bene). Un’umiliazione disumana, oltraggiosa, dettata unicamente dalla volontà di confermare in qualche modo i proclami farneticanti della campagna elettorale. Altro che post-verità, qui siamo alla post-politica, ridotta a ciancia da postribolo, quando non al puro turpiloquio. Un decreto che, anziché colpire i finanziatori del terrorismo internazionale – i Paesi del Golfo in primis – sbaglia clamorosamente mira. Colpisce chi – pur fra contraddizioni e compromessi – aveva cercato di proporre un ordine alternativo nella regione, l’Iran, e soprattutto chi patisce nel modo più drammatico le conseguenze di una guerra foraggiata in larga parte dall’esterno, l’Iraq e la Siria. Fra i sette Paesi musulmani interessati dallo stop all’immigrazione firmato ieri da Trump ci sono anche loro, insieme a Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Una strategia che punisce le vittime anziché i carnefici, ammesso che la parola strategia si adatti ancora alle magnifiche sorti e progressive dell’epoca di Trump.

Incredulità, paura e disgusto, dicevamo. Chi non ha vissuto in Iran negli anni di Ahmadinejad non potrà mai capire la vergogna e la frustrazione – pane quotidiano di milioni di cittadini – di un Paese piegato dalle sanzioni e dipinto dai media e dalla politica internazionale come la fonte di tutti i mali. Chi non ha vissuto in Iran non potrà neppure capire come questa immagine sia lontana, anzi antitetica rispetto alla realtà. Una società naturalmente aperta all’Occidente, da sempre curiosa nei confronti delle altre culture, attenta a farci sentire a proprio agio, anche permettendoci in quanto stranieri di avere libertà che molti iraniani non si sono mai potuti permette.

Un Iran che aveva accolto come un trionfo prima l’ascesa di Rohani, poi l’accordo sul nucleare che sembrava porre fine a un isolamento ultradecennale. E quando dico un trionfo, intendo migliaia di persone scese a ballare in strada di notte dalla gioia. Letteralmente: io c’ero, nel primo dei due casi, e non oso neppure immaginare l’umiliazione e la frustrazione di chi, in quelle ore, aveva così tanto sperato, guardando agli USA e all’Europa come a un riferimento. Altro che lotta all’ISIS, se quello iraniano non fosse un popolo assai più civile e colto di tanti altri (incluso quello a stelle e strisce) da un atto come quello di Trump rischierebbero di nascere intere generazioni di terroristi. E invece la reazione di Rohani, come dei suoi concittadini, è stata assolutamente pacata. Il tutto mentre si separano intere famiglie, a cui viene in queste ore improvvisamente negato l’ingresso negli USA, anche se in possesso di visto o green card. Ingresso che sarà negato – a quanto riporta la stampa iraniana – anche a Asghar Farhadi, regista il cui film è candidato agli Oscar come migliore film straniero. Neanche il cinema e i suoi sogni ormai hanno più posto nell’America di Trump.

«The horror! The horror!», le parole pronunciate da Kurtz in Cuore di tenebra di Conrad mi martellano alle tempie mentre scrivo queste righe. Il tutto mentre un’agenzia batte che vengono fermati al Cairo prima dell’imbarco per New York sei iracheni e uno yemenita, e mentre iniziano ad affiorare le prime storie di traumi e separazioni nate da questo decreto. Chi non conosce l’umiliazione di vedersi rifiutato l’ingresso in un Paese non potrà capire. Il fatto che tutto questo sia propagandato come guerra al terrore rende ancora tutto più disgustoso e grottesco. Certo, Trump non è un nuovo Hitler, ma ciò non toglie che quanto avviene oggi non sia meno pericoloso. La politica mutilata, priva di ogni fondamento logico, e resa pure pulsione, emozione o rabbia, può condurre facilmente a una nuova catastrofe. Su quegli iraniani e musulmani improvvisamente privati della libertà di movimento pesa il macabro ricordo delle leggi razziali e della Shoah.


Chi è Simone Zoppellaro

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Giornalista e ricercatore. Ha trascorso sei anni lavorando fra l’Iran e l’Armenia, con frequenti viaggi e soggiorni in altri paesi dell’area. Scrive di Caucaso e di Medio Oriente (ma anche di Germania, dove vive) su varie testate, dal Manifesto, alla Stampa, fino al Giornale, e ancora sulla rivista online della Treccani. Autore del volume ‘Armenia oggi’, edito da Guerini e Associati nel 2016. Collabora con l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccarda.
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27 GENNAIO: LILIANA SEGRE – Una bambina di 13 anni ad Auschwitz

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:26 pm

gennaio 26, 2017

LA DIFFERENZA TRA OLOCAUSTO E SHOAH

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:34 pm

shoahDifferenza tra Olocausto e Shoah significato

Differenza tra Olocausto e Shoah

Quale è la differenza tra Olocausto e Shoah? In quali contesti storiografici si usano?
Col termine Olocausto viene attualmente designato il genocidio o sterminio di una considerevole componente degli ebrei d’Europa. Assieme agli ebrei altri gruppi finirono nel programma di sterminio dei regimi nazi-fascisti, anche se l’ostilità antiebraica – nella sua nuova veste di moderno antisemitismo razziale – fu fin dall’inizio parte integrante della ideologia del Nazismo tedesco.
Il termine olocausto, che deriva dal greco e successivamente dal latino, traduce anche un termine biblico legato alla sfera dei sacrifici cruenti e animali. Con tale termine si traduce in lingua greca il sacrificio ebraico detto ‘olah, ossia innalzamento, un sacrificio che viene “tutto bruciato”. Il fumo che sale “è odore gradito al Signore”.
Il termine utilizzato per descrivere la lo sterminio degli ebrei d’Europa si è mantenuto nella lingua inglese (Holocaust). Che esso provenga da ambienti cristiani di età medievale, che indichi un lemma proveniente dal mondo pagano, che abbia un significato troppo religioso, come spesso si afferma, è tutto sommato irrilevante. Certo ci può essere una sorta di assonanza tra il fumo dei campi di sterminio e quello della vittima sacrificale, ma si tratta di assonanza superficiale e deviante, poiché l’immagine biblica indica ben altro gesto culturale. Cosa si voleva intendere quando si associo’ lo sterminio degli ebrei all’offerta sacrificale del mondo antico? Un “sacrificio” dei nazisti al “dio della Razza”? O una autoconcezione del sé ebraico come vittima sacrificale simile alle concezioni del sacrificio cristiano?
L’ambiguità del significato di questo termine è ovvia, provoca di certo disagio.

Da qualche decennio – per lo più nei paesi di tradizione non anglosassone – è invalso l’uso di utilizzare un termine ebraico, ritenuto più pertinente.

Il termine Shoah –  שואה – veicola, nel lessico biblico, diversi significati legati all’idea di distruzione. Esso è certamente più neutro, meno  connotato in senso religioso, anche se a dire il vero, il lemma ricorre frequentemente nel libro di Giobbe, nella lingua del profeta Isaia e in alcuni salmi, ed essendo in qualche senso legato alla sfera del religioso, non è così determinato dalle azioni di carattere cultuali.

http://storicamente.org/giorno-della-memoria-facchini_link1

27 GENNAIO: POESIE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:28 pm

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La giornata della memoria

Nessuna certezza,
tutela mancata,
dolore infinito:
lavoro forzato,
tortura
e poi morte.

Fu questa la sorte
per tanti diversi
nei lager e nei ghetti
di tutto privati,
percossi,
insultati,
alla fine annientati.

Per quei poveri corpi
così martoriati
un brivido corre lungo la schiena,
e ogni vena
lamenta un acuto dolore,
c’è pena nel cuore
per l’oltraggio compiuto!

Mai più umanità così persa…
fu per nulla una farsa
e vivo è il ricordo di quella scomparsa,
che fu atroce sterminio
o omicidio di massa.

Maria Rosaria Longobardi

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Infanzia miserabile

Infanzia miserabile, catena
che ti lega al nemico e alla forca.
Miserabile infanzia, che dentro il
suo squallore
già distingue il bene e il male.
Laggiù dove l’infanzia dolcemente
riposa
nelle piccole aiuole di un parco
laggiù, in quella casa, qualcosa si è spezzato
quando su me è caduto il disprezzo:
laggiù, nei giardini o nei fiori
o sul seno materno, dove io sono nato
per piangere…
Alla luce di una candela m’addormento
forse per capire un giorno
che io ero una ben piccola cosa,
piccola come il coro dei 30.000,
come la loro vita che dorme
laggiù nei campi,
che dorme e si sveglierà,
aprirà gli occhi
e per non vedere troppo
si lascerà riprendere dal sonno…
Zanus Zachenburg 19/07/1929 – Auschwitz 18/12/1943

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Auschwitz
Son morto ch’ero bambino
son morto con altri cento
passato per il camino
e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’inverno
e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano non ho imparato
a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può l’uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà.
Francesco Guccini

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Nel giorno della memoria
ricordiamoci di guerre assurde
senza senso, di forni accesi
pronti a uccidere anime innocenti.

Nel giorno della memoria
ricordiamoci di urla non ascoltate
di quell’indifferenza al dolore
di chi è morto ingiustamente.

Nel giorno della memoria
ricordiamo di quanto l’uomo
sia una vera bestia
di quella morale persa a combattere.

Nel giorno della memoria
ricordiamoci dell’atrocità
di ogni assurdo gesto compiuto
di quelle vite che non ci sono più.

Nel giorno della memoria
ricordiamoci dei fatti
di quei “orrori ” compiuti
di chi non c’è più.

Di vite colpite senza “colpe”.

Silvana Stremiz

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27 GENNAIO: NATI IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:04 pm

27 GENNAIO: IL DIARIO DI ANNA FRANK

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:01 pm

27 GENNAIO: IL DIARIO DI ANNA FRANK

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:34 pm

27 GENNAIO: IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:32 pm

27 GENNAIO PER NON DIMENTICARE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:28 pm

Gam gam-Versione di Morricone-giornata della memoria-testo ebraico

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:25 pm

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