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gennaio 26, 2017

27 GENNAIO: POESIE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:28 pm

ebrei-olocausto-bimbi

La giornata della memoria

Nessuna certezza,
tutela mancata,
dolore infinito:
lavoro forzato,
tortura
e poi morte.

Fu questa la sorte
per tanti diversi
nei lager e nei ghetti
di tutto privati,
percossi,
insultati,
alla fine annientati.

Per quei poveri corpi
così martoriati
un brivido corre lungo la schiena,
e ogni vena
lamenta un acuto dolore,
c’è pena nel cuore
per l’oltraggio compiuto!

Mai più umanità così persa…
fu per nulla una farsa
e vivo è il ricordo di quella scomparsa,
che fu atroce sterminio
o omicidio di massa.

Maria Rosaria Longobardi

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Infanzia miserabile

Infanzia miserabile, catena
che ti lega al nemico e alla forca.
Miserabile infanzia, che dentro il
suo squallore
già distingue il bene e il male.
Laggiù dove l’infanzia dolcemente
riposa
nelle piccole aiuole di un parco
laggiù, in quella casa, qualcosa si è spezzato
quando su me è caduto il disprezzo:
laggiù, nei giardini o nei fiori
o sul seno materno, dove io sono nato
per piangere…
Alla luce di una candela m’addormento
forse per capire un giorno
che io ero una ben piccola cosa,
piccola come il coro dei 30.000,
come la loro vita che dorme
laggiù nei campi,
che dorme e si sveglierà,
aprirà gli occhi
e per non vedere troppo
si lascerà riprendere dal sonno…
Zanus Zachenburg 19/07/1929 – Auschwitz 18/12/1943

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Auschwitz
Son morto ch’ero bambino
son morto con altri cento
passato per il camino
e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’inverno
e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano non ho imparato
a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come può l’uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà.
Francesco Guccini

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Nel giorno della memoria
ricordiamoci di guerre assurde
senza senso, di forni accesi
pronti a uccidere anime innocenti.

Nel giorno della memoria
ricordiamoci di urla non ascoltate
di quell’indifferenza al dolore
di chi è morto ingiustamente.

Nel giorno della memoria
ricordiamo di quanto l’uomo
sia una vera bestia
di quella morale persa a combattere.

Nel giorno della memoria
ricordiamoci dell’atrocità
di ogni assurdo gesto compiuto
di quelle vite che non ci sono più.

Nel giorno della memoria
ricordiamoci dei fatti
di quei “orrori ” compiuti
di chi non c’è più.

Di vite colpite senza “colpe”.

Silvana Stremiz

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