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febbraio 27, 2017

SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA 27 FEBRAIO

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SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA

27 febbraio

Assisi, Perugia, 1 marzo 1838 – Isola del Gran Sasso, Teramo, 27 febbraio 1862

Francesco Possenti nacque ad Assisi nel 1838. Perse la madre a quattro anni. Seguì il padre, governatore dello Stato pontificio, e i fratelli nei frequenti spostamenti. Si stabilirono, poi, a Spoleto, dove Francesco frequentò i Fratelli delle scuole cristiane e i Gesuiti. A 18 anni entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle (Macerata), prendendo il nome di Gabriele dell’Addolorata. Morì nel 1862, 24enne, a Isola del Gran Sasso, avendo ricevuto solo gli ordini minori. È lì venerato, nel santuario che porta il suo nome, meta di pellegrinaggi, soprattutto giovanili. È santo dal 1920, copatrono dell’Azione cattolica e patrono dell’Abruzzo. (Avvenire)

Etimologia: Gabriele (come Gabrio e Gabriella) = uomo di Dio, dall’assiro o forza, fortezza

Martirologio Romano: A Isola del Gran Sasso in Abruzzo, san Gabriele dell’Addolorata (Francesco) Possenti, accolito, che, rigettata ogni vanità mondana, entrò adolescente nella Congregazione della Passione, dove concluse la sua breve esistenza.
Immaginiamo un giovane studente di quasi diciotto anni. Un ragazzo di famiglia agiata (suo padre era un alto funzionario dello Stato Pontificio), di buona intelligenza, di carattere esuberante, aperto a tutto il fascino che la vita può offrire. Era un bel ragazzo, biondo di capelli, che teneva ben curati, di figura delicata e snella e di carnagione rosea.
Come tutti i giovani, ci teneva al proprio look: vestiva infatti bene (oggi si direbbe con abiti griffati), a volte anche in maniera raffinata. Ogni vestito lo portava in maniera signorile e distinta.
Era poi un ragazzo di buona compagnia, molto socievole, dalla battuta pronta e intelligente. Aveva anche recitato in qualche accademia, dove aveva incantato tutti con la sua voce dolce, maliosa ed evocatrice. Era ben consapevole di questo dono. Non amava certo la vita chiuso in casa, ma gli piaceva la natura, andare a caccia in allegra compagnia. Non disdegnava né le letture romanzesche, né il teatro e la danza (invidiava il fratello perché il padre gli aveva dato il permesso di… fumare). Aveva un debole per la musica come tanti giovani moderni.
Di carattere emotivo, sentimentale: era buono di cuore, facile a commuoversi davanti a spettacoli di miseria. Talvolta però bastava una minima scintilla per far nascere in lui reazioni di ribellioni e d’ira. Ma, a differenza di molti giovani dei nostri giorni, anche cristiani, non si vergognava affatto di andare in chiesa e di pregare. Ultimo particolare non trascurabile, anzi importante per dare il quadro completo del ragazzo: per un po’ di tempo non era rimasto insensibile ad un incipiente amore umano.
Abbiamo qui tutti gli ingredienti perché questo ragazzo faccia la sua strada nel mondo, approfittando di tutte le opportunità che la vita, agiata e fortunata, gli offrirà.
Invece questo giovane di diciotto anni andò in convento per diventare religioso passionista. Un taglio netto con gli interessi e abitudini, amicizie e progetti precedenti. Che cosa c’è stato all’origine di una tale “rivoluzione personale”?
Andiamo con ordine. Prima di diventare Gabriele dell’Addolorata il ragazzo si chiamava Francesco, Possenti di cognome. Era concittadino di Francesco e Chiara di Assisi. Nacque infatti in questa cittadina il 1° marzo del 1838, in una famiglia numerosa che suo padre Sante e la madre Agnese curavano e allevavano con amore. Il padre poi era un personaggio importante e facoltoso, un uomo in carriera quindi, ma che tuttavia si prese molto a cuore il compito dell’educazione civile e religiosa dei figli, preparandoli alla vita nei suoi aspetti belli e dolorosi. Anche Francesco conobbe ben presto la sofferenza.

“Tua mamma è lassù”

Quando si trovava già a Spoleto (per un nuovo incarico amministrativo del padre) alla tenera età di quattro anni perse la madre, morta a trentotto anni. Ogni volta che il piccolo cercava e invocava la presenza della mamma, gli rispondevano, puntando il dito verso il cielo, “Tua mamma è lassù”. Gli facevano lo stesso gesto quando gli parlavano della Madonna. E se chiedeva dove si trovasse la risposta era: “È lassù”. Francesco crebbe con il ricordo di queste due mamme, ambedue lassù, che vegliavano su di lui amorevolmente. Anche quando, in ginocchio, fin da piccolo recitava il Rosario accanto al padre, il pensiero correva nello stesso tempo alle sue due mamme in cielo. Così si comprende la grande e tenera devozione che Francesco avrà per la Vergine Maria. Nella sua camera poi aveva una statua della Madonna Addolorata nell’atto di sorreggere sulle ginocchia il suo Figlio Gesù morto. Francesco la contemplava a lungo, piangendo per i dolori della Madre davanti al Figlio. Questa “devozione” alle sofferenze della Madre di Gesù davanti a Gesù deposto dalla Croce, sono la spiegazione del nome che prese quando diventò religioso, a diciotto anni, nel 1856: Gabriele dell’Addolorata.
All’origine di questa conversione relativamente improvvisa vi sono due episodi significativi e importanti. Francesco aveva già perso oltre la madre anche due fratelli. Ma fu proprio la morte, a causa del colera, della sorella maggiore Maria Luisa (nel 1855) a scuotere profondamente il ragazzo, costringendolo a pensare ad una esistenza diversa da quella che aveva condotto fino a quel momento.
La perdita della sorella lo determina sempre più fortemente a prendere le distanze dalla vita di società e pensare più seriamente alla vita religiosa.
Si dice sempre che non dobbiamo aspettarci interventi diretti da parte di Dio per comunicarci la sua volontà ed il suo progetto su di noi. Dio ama parlare non in prima Persona ma attraverso le cause seconde, come possono essere gli avvenimenti, belli o brutti, piacevoli o dolorosi. Per Francesco questo lutto familiare grave era già stato un messaggio che lo aveva fatto riflettere sulla propria strada. Ma c’è stato anche qualcosa di soprannaturale, di diretto, una comunicazione in prima persona per Francesco. Da parte della Madonna.
Era il 22 agosto 1856. A Spoleto si celebrava una grande processione per solennizzare l’ultimo giorno dell’ottava dell’Assunzione. Anche Francesco era presente, anche lui inginocchiato tra la folla attende il passaggio della Madonna. Lei arriva, e sembra cercare tra la folla qualcuno. L’ha trovato e l’ha guardato. “Appena toccato da quello sguardo, scaturisce dal profondo del suo cuore un fuoco che divampa dolcissimo e inestinguibile. Ogni altro affetto, provato prima, è insipidità a paragone di quella forza d’amore da cui ora è tutto posseduto. Intanto ode distintamente una voce che lo chiama per nome e gli dice: «Francesco che stai a fare nel mondo? Tu non sei fatto per il mondo. Segui la tua vocazione». (Card. Giovanni Colombo)”. Fu la svolta radicale. La conversione alla santità.

Francesco diventa Gabriele di Maria Addolorata

Poco dopo, con il parere favorevole del confessore e contrario di suo padre (che lo aveva già come collaboratore nel suo lavoro amministrativo e non voleva rinunciare al suo aiuto) entrò nel noviziato dei Passionisti, presso Loreto. Sceglie il nome di Gabriele di Maria Addolorata. “Francesco sente di aver scelto finalmente la via giusta: «Davvero la mia vita è piena di contentezza» scrisse al padre, in attesa di un sano ripensamento e del ritorno a casa. «O papà mio, credete ad un figlio che vi parla col cuore sulle labbra: non baratterei un quarto d’ora di stare dinanzi alla nostra consolatrice e speranza nostra Maria Santissima, con un anno e quanto tempo volete, tra gli spettacoli e divertimenti del mondo». La vita religiosa non lo spaventò. «Il giovane diciottenne si adatta infatti con entusiasmo alla rigida regola della Congregazione, inaugura una vita di austera penitenza e mortificazione e segue con attenzione la formazione spirituale incentrata sull’assidua meditazione della passione di Cristo»” (F. De Palma).
Nel 1859 Gabriele e i suoi compagni si trasferiscono a Isola del Gran Sasso, in Abruzzo per continuare gli studi in vista del sacerdozio. Intensifica le sue pratiche di mortificazione e di autorinuncia a beneficio degli altri (poveri o compagni), approfondisce la spiritualità mariana, aggiungendo anche il voto personale di diffondere la devozione all’Addolorata.
La sua salute però si andava deteriorando, sia per la sua costituzione fisica fragile, sia per la vita rigida della comunità, sia per le sue privazioni volontarie supplementari. La tubercolosi polmonare lo condurrà alla morte, nel 1862, a soli 24 anni. Prima di morire chiese al suo confessore di distruggere il diario in cui aveva scritto le grazie ricevute dalla Madonna. Temeva infatti che il diavolo se ne potesse servire per tentarlo di vanagloria negli ultimi momenti del combattimento finale. Il confessore obbedì a questa sua ultima richiesta di umiltà. Gabriele lo ringraziò, ma noi abbiamo perso un prezioso documento di vita spirituale.
Sappiamo che da sempre i giovani nella loro crescita verso la maturità hanno bisogno di esempi e di modelli di identificazione. Spesso però questi modelli sono banali e superficiali, legati all’effimero, talvolta addirittura negativi, risultando invece che costruttivi distruttivi per la loro formazione. Oggi come ieri. Era così anche nel secolo scorso, ai tempi di Gabriele dell’Addolorata. Proprio per offrire un modello giovanile di santità coraggiosa e profonda sia la Congregazione dei Passionisti sia la Chiesa Cattolica accelerarono il processo di canonizzazione del giovane abruzzese. Non ultimo a spingere questo movimento fu la devozione dei fedeli nei confronti del loro conterraneo. L’intero iter fu abbastanza rapido. Gabriele fu dichiarato santo, e quindi proposto alla venerazione ed imitazione di tutti i fedeli ma specialmente dei giovani, il 13 maggio 1920 dal Papa Benedetto XV. Pochi anni dopo, nel 1926, Pio XI lo dichiarò Patrono della Gioventù Cattolica italiana.
Il ricordo di questo santo morto a soli 24 anni è molto vivo specialmente in Abruzzo, nel Santuario di Isola, che è meta di pellegrinaggio di centinaia di migliaia di giovani ogni anno. Questi ragazzi vedono in Gabriele un santo ancora oggi valido e moderno, un aiuto alla loro crescita umana e spirituale. Da ricordare e da imitare.

Autore: Mario Scudu sdb

http://www.santiebeati.it/dettaglio/31500

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febbraio 25, 2017

Russia will veto Western resolution threatening sanctions on Syria under pretext of chemical weapons

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:16 am

 

24 February، 2017

New York, SANA – Russia’s Permanent Representative at the UN Vladimir Safronkov said that Russia will veto a draft resolution prepared by the US, UK, and France which threatens to impose sanctions on Syria under the pretext of chemical weapons use.

In a statement to journalists on Friday following a closed Security Council meeting, Safronkov said that he clearly explained Russia’s position which is that it will veto the draft resolution if it was listed on the agenda, asserting that the evidence that the three states base their resolution upon are insufficient and that it violates the principle of innocence until the investigation is other.

Hazem Sabbagh

http://sana.sy/en/?p=100875

Italia Saudita. Sempre in ginocchio davanti ai petrodollari

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:09 am

 

Alfano incontra a Roma il suo omologo saudita


23  02 2017
di Marinella Correggia
Italia Saudita. Sempre in ginocchio davanti ai petrodollari

L’Arabia saudita può bombardare funerali, mercati, scuole e ospedali (ben segnalati, non nascosti) in Yemen; può sostenere da anni in Siria gruppi armati il cui confine don Daesh e Al Qaeda è quanto mai labile; può vincere la gara dei più duraturi e generosi padrini del terrorismo mondiale; può decapitare e smembrare cittadini a piacimento; ma non importa: i governi dello Stivale sono sempre generosi di sorrisi e complimenti nei confronti della famiglia-Stato petro-monarchica wahabita, il cui re assoluto molto modestamente si fa chiamare«Custode delle Due Sacre Moschee».

 

Le «ottime relazioni bilaterali fra i due paesi» sono state ribadite anche lo scorso 20 febbraio nell’incontro a Roma fra il ministro degli esteri Angelino Alfano e il suo omologo di Riad, Adel Al Jubeir, il quale poi ha incontrato l’altrettanto cordiale presidente del consiglio Paolo Gentiloni.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-italia_saudita_sempre_in_ginocchio_davanti_ai_petrodollari/82_19092/

 

SIRIA: IL PIANO CRIMINALE DI HOLLANDE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:03 am

 

23 febbraio 2017. — MEDIO ORIENTE

Nel giorno in cui il quotidiano Le Figaro rivela l’esistenza di un piano della Francia per aiutare i ribelli, e quindi alimentare ulteriormente la guerra in Siria, arriva anche la notizia della visita segreta del senatore repubblicano statunitense John McCain a Kobane, città della Siria settentrionale sotto controllo delle milizie curde. Lo riferisce il Wall Street Journal che cita “fonti anonime del Pentagono”. Il senatore avrebbe discusso  con ufficiali statunitensi e combattenti curdi impegnati nell’offensiva contro la capitale autoproclamata dello Stato islamico in Siria, Raqqa.

Secondo alcuni osservatori, proprio i legami di McCain con una parte dell’opposizione armata siriana potrebbero nascondere un’iniziativa parallela rispetta a quella che ufficialmente sta portando avanti la Casa Bianca che ha dichiarato di voler combattere solo il Califfato e il terrorismo di matrice islamica e non il governo di Damasco, con il quale comunque non ha avviato alcuna trattativa dal punto di vista diplomatico.

Il quotidiano “Le Figaro”, come anticipato, ha pubblicato alcuni estratti di una nota confidenziale del ministero degli Esteri che indica quale debba essere la posizione francese dopo la sconfitta dei gruppi armati anti Assad in Siria. Per il governo di Parigi le principali priorità, come ricorda anche l’Agenzia Nova,  sono due: aiutare i ribelli nelle cosiddette “zone liberate” della Siria, nella provincia nord-occidentale di Idlib (dove sono presenti in maggioranza gruppi jihadisti) e nella regione meridionale alla frontiera con la Giordania; e silurare la ricostruzione di una “Siria unitaria”.

La nota, redatta dal Centro di analisi, di previsioni e di strategia del Quay d’Orsay, è intitolata “Quale posto per la Francia nel conflitto siriano all’indomani della caduta di Aleppo?”. Da essa si evince che la priorità della diplomazia francese attualmente è di finanziare la “Siria dei margini”, appunto gli ultimi bastioni in mano ai gruppi armati anti governativi all’estremo nord ed all’estremo sud del paese, piuttosto che la ricostruzione del paese, come vorrebbe invece l’Ue e che secondo i francesi avrebbe l’unico effetto di rafforzare il presidente siriano Bashar al Assad.

Si tratta, scrive il “Figaro”, di una strategia rischiosa: come infatti hanno sottolineato diversi esperti ai quali il quotidiano ha chiesto un parere sulla nota del Quay d’Orsay, nelle cosiddette “zone liberate” che i governo di Parigi dovrebbe aiutare, a farla da padroni non sono affatto i ribelli moderati o presunti “laici” quanto piuttosto le milizie islamiste e talvolta apertamente jihadiste. A ciò si aggiunge il fatto che in questa sua scelta politica la Francia è totalmente isolata: la nota ammette questo isolamento e ciononostante la Francia sembra voler mantenere la propria posizione: “ostacolare il progetto russo-iraniano” in Siria, a tutti i costi.

Intanto a Ginevra si svolge un nuovo raid di colloqui tra i delegati del governo di Damasco e dell’opposizione. Gli incontri vedono per la prima volta i delegati di entrambe le fazioni dopo che i negoziati mediati dalle Nazioni Unite sono stati sospesi nell’aprile del 2016. De Mistura non ha fornito indicazioni sul formato preciso dei colloqui e sulla loro durata, ma è probabile che le due delegazioni utilizzeranno ancora il cosiddetto formato separato. Come nei passati colloqui i rappresentanti del governo di Damasco e dell’Alto comitato negoziale dell’opposizione siriana formuleranno le loro richieste in stanze separate comunicando unicamente con l’inviato Onu.

Intanto, dall’ultima sessione, nell’aprile del 2016, la situazione sul terreno è molto cambiata. Le forze governative hanno riconquistato Aleppo e le milizie armate anti Assad non controllano che il 13% del territorio. La Turchia, che sostiene l’opposizione, è di fatto diventata parte belligerante, dopo l’intervento delle sue truppe di terra nelle aree occidentali del Paese. Ankara, inoltre, si è avvicinata a Mosca, che però è la principale alleata del governo di Damasco, e sponsorizza con Russia e Iran il cessate il fuoco negoziato ad Astana, in Kazakistan.

Con Fonte:

http://www.agenzianova.com/a/58aeb51d856d37.93664063/1512413/2017-02-23/siria-le-figaro-il-piano-francese-di-aiuti-ai-ribelli

http://www.askanews.it/esteri/siria-riunione-a-ginevra-opposizione-chiede-negoziati-diretti_7111016523.htm

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Siria:McCain si reca in Siria in segreto e incontra le forze USA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:53 am

23/02/2017

Secondo la CNN, il senatore statunitense John McCain è stato in Siria la scorsa settimana, dove ha visitato le truppe degli Stati Uniti e ha sostenuto la necessita di un’azione militare più aggressiva nel paese arabo.


Questo viaggio segreto è stato confermato, ieri, da Julie Tarallo, portavoce del senatore repubblicano, che riferisce come la visita non era stata annunciata, secondo la CNN.

“Il senatore McCain si è recato nella Siria del Nord la scorsa settimana per visitare le forze Usa lì e per discutere della campagna contro l’ISIS (Daesh, in arabo) e sulle operazioni in corso per riprendere Raqqa”, ha spiegato Tarallo.

Secondo le informazioni fornite, il Partito del senatore repubblicano ha difeso la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di ordinare una revisione di 30 giorni di tutta la strategia del suo paese contro il Daesh.

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In questo senso, McCain ha definito questo viaggio “una preziosa occasione per valutare le condizioni e le dinamiche sul terreno in Siria e Iraq.”

L’ultima volta che questo senatore degli Stati Uniti ha visitato la Siria è stato nel 2013(Foto) In quella occasione incontrò i membri della sedicente Free Syrian Army (ELS), che chiesero agli Stati Uniti di inviare loro armi.

Fonte: CNN

 

Siria-Padre Ibrahim: “Nel cuore della popolazione siriana la speranza della pace non si affievolisce”

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 3:06 am

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Padre Ibrahim Alsabagh, parroco latino di Aleppo, commenta l’odierna fase di colloqui in Svizzera:

Radio Vaticana, 23/02/2017

R. – Sicuramente, ogni tentativo di dialogo e ogni appuntamento tra le diverse parti per noi è un grande segno di speranza. Siamo realisti, sappiamo quante sfide ci sono… abbiamo saputo che le rappresentanze di alcune parti sono composte solo di poche persone ma, dall’altra parte, rimane un segno di speranza per un futuro migliore.
D. – Padre Ibrahim, tra due settimane sarà il sesto anniversario dello scoppio prima delle proteste e poi di tutta una serie di eventi che hanno poi portato alla catastrofe della guerra. Lei che risultati vede, oggi?  R. – Sicuramente, vediamo la gente più sofferente, più appesantita, più povera. Ad esempio, ad Aleppo abbiamo grande difficoltà con l’acqua, perché l’Is ha tagliato le condutture verso la città; l’elettricità non esiste e per tutti, significa mancanza di lavoro. E tutto questo sempre con i prezzi alle stelle. E’ una situazione diciamo “post-guerra”, anche se non è finita per Aleppo, ma questo post-guerra significa sempre sofferenza e tante attese.
D. – Uno dei posti dove ancora si lotta, ad esempio, è Idlib: c’è stato un allarme dell’Unicef per i bambini, che torna a farci pensare quanto siano stati protagonisti in questi sei anni. Ecco, l’infanzia ad Aleppo: come stanno i bambini? Hanno ripreso la scuola? Sono rimasti, i bambini?  R. – Sì, ci sono i bambini sempre con i segni della sofferenza, di tanti shock psicologici, ma non solo i bambini. Vediamo anche tantissime donne con disturbi, tantissimi uomini anche mutilati; vediamo questo ogni giorno e sappiamo che se ad Aleppo è così, allora anche in ogni luogo della Siria.
D. – Prima, la Siria era il luogo del dialogo; ora a Ginevra si combatte per ricostruirlo, questo dialogo. Secondo lei, c’è spazio, oggi, con quello che è accaduto, per tornare a stare insieme?  R. – Sicuramente, per noi c’è sempre la possibilità di un dialogo, di ricucire questa bellissima società-mosaico che è stata lesa nella sua unità. Quello che cerchiamo di fare noi è di andare incontro all’altro: non importa cosa l’altro abbia fatto ieri, noi gli andiamo incontro con tutto quello che possiamo fare, nonostante le nostre ferite, i nostri limiti come Chiesa locale. Per me è molto facile ricucire o aprire un dialogo: basta uscire in strada, basta dire buongiorno a una persona, soffermarsi ad ascoltare la sofferenza, basta bussare alla porta di un capo religioso e fare una visita.
D. – Si può tradurre in politica, questo?   R. – Le cose grandi iniziano dalle cose piccole, dalle cose più semplici: da una stretta di mano, da un sorriso, da un saluto dal cuore… Abbiamo tanta speranza che questi semi facciano veramente grandi miracoli. E noi riusciamo a vederli, specialmente quando si tratta delle Chiese: noi possiamo oggi fare molto, molto di più di quello che i canali istituzionali possono fare.
D. – Lei dice quindi anche a livello di dialogo interreligioso?   R. – Certo. Come concittadini, come persone, come responsabili di un cammino possiamo fare tanto. La Chiesa qua, per esempio, ha una grande influenza, un grande potere morale che può, spesso, cambiare anche il camino di un popolo. Noi sentiamo questa forza, oggi, e cerchiamo di approfittare proprio di questa nostra autorità morale per riprendere in mano il timone e cercare di guidare il Paese verso il dialogo, verso la pace.

Siria: Patriarca Younan, alla presentazione di StandTogether chiede aiuto per i cristiani

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 2:57 am

È sempre una bella esperienza parlare con Sua Beatitudine Ignace Youssef III Younan, Patriarca siro-cattolico di Antiochia. Il sorriso e l’amabilità non nascondono un pensiero lucido e deciso sulla situazione gravissima dei cristiani in Medio Oriente, soprattutto in Iraq, Siria. Cristiani che fuggono dalla persecuzioni dei fondamentalisti e dalla guerre. Cristiani, cattolici, che non riescono neanche a trovare una nuova casa in Libano, perché nel paese non c’è una legge per i rifugiati.

Ieri sera, nella sede dell’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, in occasione della campagna mediatica #StandTogether, il Patriarca si è intrattenuto con i giornalisti.

La prima questione da affrontare è come far sì che i cristiani non debbano fuggire dalla loro terra.

Si deve creare un ambiante accogliete e pacifico perché possano tornare. Sono fuggiti perché sono minacciati, perseguitati e non hanno più niente. Il problema essenziale per l’ Occidente allora è evitare l’opportunismo. Ogni paese va a cercare trattative commerciali, e va evitato, e poi va evitato il paternalismo.

Certo la regione ha molte “malattie”, ma è più un problema politico internazionale o i popoli stessi, i cristiani, potrebbero prendere in mano il loro destino?

In Medio Oriente questo è praticamente impossibile. Basti pensare alla guerra in Libano: i cristiani erano in numero simile agli islamici, eppure è stata una catastrofe per tutti ma specialmente i cristiani perché non potevano trovare una soluzione. E negli altri paesi è impossibile, perché i cristiani sono piccole minoranze. Come ad esempio in Egitto. I Copti sono solo 10 milioni su 80, e per loro è difficilissimo avere un deputato. Sono le moschee che dirigono le elezioni. Allora noi possiamo solo cercare di vivere in pace, ma abbiamo bisogno di interventi dalla famiglia delle nazioni, per dire a certi popoli: vivete nel XXI secolo, non nel VII. E ci vuole una politica unica di fronte alla questione.

E rapporti con le comunità islamiche?

Le relazioni sono buone a livello formale, politico e diplomatico. Si ci incontriamo, ora c’è il congresso ad Al- Azhar, ci sarà un rappresentante della Chiesa siro-cattolica, ma la cosa importante è sapere che noi siamo oppressi dal fondamentalismo dell’Islam radicale che riceve fondi e aiuti finanziari. Allora che fare? Speriamo che l’Europa si risvegli e trovi una soluzione adeguata.

E l’incontro ad al-Azhar che importanza ha?

Lo abbiamo fatto altre volte, si è un modo di far vedere al mondo che sono aperti. Ma nella università si insegnano delle lezione che usano i versetti come sono. Alcuni sono tolleranti, altri molto meno. E questo si vede anche dall’indottrinamento avuto per esempio che hanno subito gli assassini di padre Hamel. É una situazione molto difficile. Anche al-Azhar deve riformarsi. Ci sono dei musulmani che sono fuori dal Medio Oriente che dicono appunto questo, che bisogna cambiare. E l’incontro del Papa con lo sceicco di Al- Azhar è un passo diplomatico”.

Qual è la vostra preoccupazione?

Come convincere i giovani a tornare nelle loro terre natali. Speriamo che pace e riconciliazione e la stabilità tornino presto. Il problema è che ci sono agende geopolitiche che non capiamo. E la nostra gioventù sta perdendo speranza. Non si sa davvero quando poter tornare. Dopo la liberazione della piana di Ninive sono andato in visita e ho visto che le chiese erano state incendiate. Solo le chiese cristiane. Le città cristiane devastate. Allora la gente non pensa di poter tornare senza una presenza governativa forte. Allora cercano di andare soprattutto in Australia, Canada e Svezia.

Sarebbe utile una visita del Papa?

Noi saremmo felici ovviamente se il Papa ci visitasse, ma vogliamo dei fatti che possano rassicurare i nostri. C’è una differenza molto grande tra una visita in paesi come i vostri e la nostra situazione.

E allora che può fare la diplomazia vaticana?

Sta facendo, ma non è ancora sufficiente. Nel sinodo del 2015 ho proposto che la Santa Sede organizzi un incontro dei leader delle grandi potenze e delle Nazioni Unite per decidere una politica comune. Per dire: tutte le nostre comunità cristiane che hanno le loro origini in quella parte del mondo sono in pericolo di scomparire, dovete fare qualcosa e  non solo i vostri interessi.

#StandTogether è una piattaforma digitale, inclusiva ed ecumenica, creata per dare voce a tutti i cristiani che vivono in situazioni di discriminazione o persecuzione. Il progetto nasce dall’incontro tra diverse istituzioni interessate a rafforzare una cultura del dialogo e della pace, uno spazio comune a tutti questi soggetti per valorizzarne il lavoro e amplificarne la voce. Il portale nasce dalla cooperazione tra il Centro Internazionale di Comunione e Liberazione, Associazione Amici di Rome Reports, Fundación Promoción Social de la Cultura e Associazione ISCOM, ideatori del progetto.

 

http://www.acistampa.com/story/il-patriarca-younan-alla-presentazione-di-standtogether-chiede-aiuto-per-i-cristiani-5495

febbraio 23, 2017

SAN POLICARPO VESCOVO E MARTIRE 23 FEBBRAIO

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:46 am

SAN POLICARPO MARTIRIO.jpg

È stato istruito nella fede da “molti che avevano visto il Signore”, e “fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne”. Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia (oggi Francia).
Policarpo, nato da una famiglia benestante di Smirne, viene messo a capo dei cristiani del luogo verso l’anno 100. Nel 107 è testimone di un evento straordinario: il passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio, decretato in una persecuzione locale. Policarpo lo ospita durante la sosta; più tardi Ignazio gli scrive una lettera che tutte le generazioni cristiane conosceranno, lodandolo come buon pastore e combattente per la causa di Cristo.
Nel 154 Policarpo dall’Asia Minore va a Roma, in tutta tranquillità, per discutere con Pp Aniceto (di origine probabilmente siriana) sulla data della Pasqua. E da Lione un altro figlio dell’Asia Minore, Ireneo, li esorta a non rompere la pace fra i cristiani su questo problema. Roma celebra la Pasqua sempre di domenica, e gli orientali sempre il 14 del mese ebraico di Nisan, in qualunque giorno della settimana cada. Aniceto e Policarpo non riescono a mettersi d’accordo, ma trattano e si separano in amicizia.
Periodi di piena tranquillità per i cristiani sono a volte interrotti da persecuzioni anticristiane, per lo più di carattere locale. Una di quelle, appunto, scoppia a Smirne dopo il ritorno di Policarpo da Roma, regnando l’imperatore Antonino Pio. Undici cristiani sono già stati uccisi nello stadio quando un gruppo di facinorosi vi porta anche il vecchio vescovo (ha 86 anni), perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Quadrato vuole invece risparmiarlo e gli chiede di dichiararsi non cristiano, fingendo di non conoscerlo. Ma Policarpo gli risponde tranquillo: “Tu fingi di ignorare chi io sia. Ebbene, ascolta francamente: io sono cristiano”. Rifiuta poi di difendersi di fronte alla folla, e si arrampica da solo sulla catasta pronta per il rogo. Non vuole che lo leghino; verrà poi ucciso con la spada: è il 23 febbraio 155, verso le due del pomeriggio.
Lo sappiamo dal “Martyrium Polycarpi”, scritto da un testimone oculare in quello stesso anno. È la prima opera cristiana dedicata unicamente al racconto del supplizio di un martire. E anzi è la prima a chiamare “martire” (testimone) chi muore per la fede.
Tra le lettere di Policarpo alle comunità cristiane vicine alla sua, si conserverà quella indirizzata ai Filippesi, in cui il vescovo ricorda la Passione di Cristo: “Egli sofferse per noi, affinché noi vivessimo in Lui. Dobbiamo quindi imitare la sua pazienza… Egli ci ha lasciato un modello nella sua persona”.
Dalla “Lettera della chiesa di Smirne sul martirio di S. Policarpo”:
«… levando gli occhi al cielo disse: “Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest’ora di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la risurrezione dell’anima e del corpo nella vita eterna, nell’incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato e me l’hai fatto vedere in anticipo e ora l’hai adempiuto. Per questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico insieme con l’eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora e nei secoli futuri. Amen”.»
Significato del nome Policarpo : “che dà molti frutti” (greco).

©Evangelizo.org 2001-2017

febbraio 18, 2017

L’UOMO HA UNA SOLA VITA TERRENA SECONDO LA SACRA BIBBIA SECONDA PARTE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:04 am

 

 

Il Giudizio Universale
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IL NUOVO TESTAMENTO INSEGNA CHE OGNI UOMO E’ UNICO

 
Gesù disse che nel giorno del Giudizio risusciteranno tutti gli uomini vissuti sulla terra, i quali è chiaro che sono vissuti una sola vita, e ogni uomo è unico.
Matteo 12: 41-42;
12:41 I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona!
12:42 La regina del mezzogiorno comparirà nel giudizio con questa generazione e la condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c’è più che Salomone!

Matteo 13: 36-43;
13:36 Allora Gesù, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: “Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo”.
13:37 Egli rispose loro: “Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo;
13:38 il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno;
13:39 il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli.
13:40 Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente.
13:41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità,
13:42 e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.
13:43 Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi [per udire] oda.

 
Matteo 16: 27; Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l’opera sua.
 
Matteo 24: 30-31;
24:30 Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo
  venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.
24:31 E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli.
 
Matteo 25: 30-31;
25:31 “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso.
25:32 E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri;
25:33 e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
 
 Giovanni 5: 24-29;
5:24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
5:25 In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.
5:26 Perché come il Padre ha vita in sé stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in sé stesso;
5:27 e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo.
5:28 Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori;
5:29 quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio.

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In Ebrei c’è un passo che toglie ogni dubbio sull’inesistenza della reincarnazione.
Ebrei 9:27, che dice che è stabilito che ciascuno di noi muoia una sola volta, dopo di ché viene il giudizio – non la reincarnazione o la rinascita ciclica. Verrà il giorno in cui tutti compariremo davanti a Dio. Egli ci porrà questa unica domanda: “Che ne hai fatto del dono di Dio offertati attraverso Gesù Cristo?”.
 
Ebrei 9: 24-28;
9:24 Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d’uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi;
9:25 non per offrire sé stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo.
9:26 In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio.
9:27 Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio,
9:28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.

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GESU’ HA SVELATO COME E’ L’ALDILA’

Gesù insegna che l’uomo ha una sola vita terrena, e dopo la morte passa nell’aldilà, e secondo le sue opere va in Paradiso o all’Inferno.
Luca 16: 19-31;
 
16:19 “C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente;
16:20 e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri,
16:21 e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri.
16:22 Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto.
16:23 E nel soggiorno dei morti, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno;
16:24 ed esclamò: “Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma”.
16:25 Ma Abraamo disse: “Figlio, ricòrdati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato.
16:26 Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi”.
16:27 Ed egli disse: “Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre,
16:28 perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”.
16:29 Abraamo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”.
16:30 Ed egli: “No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno”.
16:31 Abraamo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita””.
 
Luca 13: 22-30;
13:22 Egli attraversava città e villaggi, insegnando e avvicinandosi a Gerusalemme.
13:23 Un tale gli disse: “Signore, sono pochi i salvati?” Ed egli disse loro:
13:24 “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno.
13:25 Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici”. Ed egli vi risponderà: “Io non so da dove venite”.
13:26 Allora comincerete a dire: “Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!”
13:27 Ed egli dirà: “Io vi dico che non so da dove venite. Allontanatevi da me, voi tutti, malfattori”.
13:28 Là ci sarà pianto e stridor di denti, quando vedrete Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi ne sarete buttati fuori.
13:29 E ne verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e staranno a tavola nel regno di Dio.
13:30 Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi”.
 
Matteo 7: 21-23;
7:21 “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
7:22 Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?”
7:23 Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”
Matteo 8: 11-12;
 
8:11 E io vi dico che molti verranno da Oriente e da Occidente e si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,
8:12 ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Là ci sarà pianto e stridor di denti”.

 
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I SANTI VANNO DIRITTI IN PARADISO
Giovanni  14: 1-3;
14:1 “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!
14:2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?
14:3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;
 
Scrive Paolo.
Filippesi 1: 21-26;
1:21 Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno.
1:22 Ma se il vivere nella carne porta frutto all’opera mia, non saprei che cosa preferire.
1:23 Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio;
1:24 ma, dall’altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi.
1:25 Ho questa ferma fiducia: che rimarrò e starò con tutti voi per il vostro progresso e per la vostra gioia nella fede,
1:26 affinché, a motivo del mio ritorno in mezzo a voi, abbondi il vostro vanto in Cristo Gesù.

 
2Corinzi 5: 1-11;
5:1 Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli.
5:2 Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste,
5:3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi.
5:4 Poiché noi che siamo in questa tenda, gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.
5:5 Or colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito.
5:6 Siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore
5:7 (poiché camminiamo per fede e non per visione);
5:8 ma siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore.
5:9 Per questo ci sforziamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che ne partiamo.
5:10 Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male.
5:11 Consapevoli dunque del timore che si deve avere del Signore, cerchiamo di convincere gli uomini; e Dio ci conosce a fondo, e spero che nelle vostre coscienze anche voi ci conosciate.
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GESU’ E’ VENUTO A SALVARCI
Non è necessario reincarnarsi per diventare perfetti, infatti con la reincarnazione non si diventa perfetti,
per diventare perfetti occorre accettare Gesù come Unico Salvatore.
Giovanni 11: 25-26;
11:25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai.
Marco 16: 15-16;
16:15 E disse loro: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.
16:16 Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.
 
Ebrei 10: 5-23;
10:5 Ecco perché Cristo, entrando nel mondo, disse: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta ma mi hai preparato un corpo;
10:6 non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
10:7 Allora ho detto: “Ecco, vengo” (nel rotolo del libro è scritto di me) “per fare, o Dio, la tua volontà””.
10:8 Dopo aver detto: “Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici, né offerte, né olocausti, né sacrifici per il peccato” 
 (che sono offerti secondo la legge),
10:9 aggiunge poi: “Ecco, vengo per fare la tua volontà”. Così, egli abolisce il primo per stabilire il secondo.
10:10 In virtù di questa “volontà” noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre.
10:11 Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati,
10:12 Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio,
10:13 e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi.
10:14 Infatti con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati.
10:15 Anche lo Spirito Santo ce ne rende testimonianza. Infatti, dopo aver detto:
10:16 “Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti”,
egli aggiunge:
10:17 “Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità”.
10:18 Ora, dove c’e perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato.
10:19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù,
10:20 per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne,
10:21 e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio,
10:22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica
da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
10:23 Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse.
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IL NUOVO TESTAMENTO CI PARLA DELLA VITA MORTE ALDILA’ E RESURREZIONE
Vediamo che nel Nuovo Testamento è insegnato che l’uomo vive solo una vita terrena, e poi da morto va nell’aldilà, Paradiso o Inferno
secondo i meriti, e il giorno del Giudizio risusciteremo tutti, e gli eletti vivranno in eterno nel Regno dei Cieli,
e i dannati finiranno insieme a Satana e ai suoi demoni nel fuoco eterno.
Matteo 13: 40-43;
13:40 Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente.
13:41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità,
13:42 e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.
13:43 Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi [per udire] oda.
Matteo 25: 34; Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio;
 ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo.
Matteo 25:41;25:41 Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno,
 preparato per il diavolo e per i suoi angeli!
Matteo 25: 46; Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna”.
 
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CHI ACCETTA LA TEORIA DELLA REINCARNAZIONE NEGA LA DIVINITA’ E MISSIONE SALVIFICA DI GESU’
Chi crede nella reincarnazione non può essere cristiano, perché non solo il Nuovo Testamento, non la insegna
ma la reincarnazione esclude la salvezza eterna che ci viene solo dal Signore Gesù, il quale si è sacrificato per noi.
 
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Le Sacre Scritture
Bibbia Nuova Versione Riveduta
 
Le Sacre Scritture
Bibbia Nuova Versione Riveduta

L’UOMO HA UNA SOLA VITA TERRENA SECONDO LA SACRA BIBBIA PRIMA PARTE

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La Trasfigurazione di Gesù
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LA REINCARNAZIONE NON E’ INSEGNATA NEL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO
 
Secondo il Vecchio e Nuovo testamento l’uomo ha solo una vita terrena.
Nel Vecchio Testamento gli insegnamenti sull’aldilà e la risurrezione sono molto vaghi, ed anche incerti o assenti, e la reincarnazione è del tutto sconosciuta.
Nel Nuovo Testamento è insegnato bene l’aldilà, la risurrezione e la vita eterna.
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Ci sono alcuni che affermano che nel Nuovo  Testamento ci sarebbero riferimenti  alla reincarnazione.
1) Dicono che Giovanni il Battista era la reincarnazione del Profeta Elia.
2) Dicono che si credeva che Gesù fosse uno dei Profeti del passato.
3) Dicono che Gesù insegno’ che bisogna nascere di nuovo.
4) Dicono che il cieco nato avrebbe potuto peccare nella vita precedente.
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Risposte  e chiarimenti dal Nuovo Testamento.
1) “Vi mando Elia il profeta”, predisse Dio, e Gesù mostrò che Giovanni il Battista adempì quella profezia (Malachia 4:5, 6; Matteo 11:13, 14).
Ma questo non significa che Elia si fosse reincarnato in Giovanni il Battista. Giovanni stesso disse di non essere Elia (Giovanni 1:21).
Piuttosto, proclamando il messaggio di Dio che invitava tutti a pentirsi, Giovanni compì un’opera simile a quella di Elia (1 Re 18:36, 37; Matteo 3:1).
 Inoltre, Giovanni diede prova di essere “forte e potente come il profeta Elia” (Luca 1:13-17, Parola del Signore).
Vediamo che Elia apparve a Gesù durante la Trasfigurazione, e subito dopo Gesù dice che Elia sarebbe Giovanni battista, quindi  Giovanni Bttista
non è proprio Elia, ma è molto simile a lui, è come Elia in potenza e santità.
Matteo 17: 1-13;
17:1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte.
17:2 E fu trasfigurato davanti a loro; la sua faccia risplendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce.
17:3 E apparvero loro Mosè ed Elia che stavano conversando con lui.
17:4 E Pietro prese a dire a Gesù: “Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende; una per te, una per Mosè e una per Elia”.
17:5 Mentre egli parlava ancora, una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: “Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo”.
17:6 I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore.
17:7 Ma Gesù, avvicinatosi, li toccò e disse: “Alzatevi, non temete”.
17:8 Ed essi, alzati gli occhi, non videro nessuno, se non Gesù tutto solo.
17:9 Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest’ordine: “Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo sia risuscitato dai morti”.
17:10 E i discepoli gli domandarono: “Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?”
17:11 Egli rispose: “Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.
17:12 Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figlio dell’uomo deve soffrire da parte loro”.
17:13 Allora i discepoli capirono che egli aveva parlato loro di Giovanni il battista.
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Da ” IL CAMMINO CRISTIANO”
La profezia del ritorno di Elia si trova nel libro del profeta Malachia (3,1; 4,5-6): “Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del Signore, giorno grande e terribile. Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio”. Proprio prima dell’adempimento di questa profezia con la nascita del battista, un angelo aveva annunciato a suo padre Zaccaria: “…andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto” (Luca 1:17). Cosa significano le parole “con lo spirito e la potenza di Elia”? Secondo gli altri passaggi biblici che si riferiscono a Elia e al battista, non insegnano la reincarnazione.
 
Al tempo in cui Giovanni il battista cominciò la sua predicazione pubblica, i sacerdoti gli chiesero: “Sei tu Elia?” (Giovanni 1:21). In tali circostanze un vero “guru” non avrebbe esitato a dichiarare la sua posizione nella successione dei maestri spirituali (guru parampara) della tradizione che egli rappresenta. Ma Giovanni il battista rispose semplicemente: “Non lo sono” (stesso verso).
 
Il motivo della sua negazione è che Giovanni il battista era un TIPO di Elia, un profeta che avrebbe dovuto ripetere la missione di Elia in un contesto simile al suo. Come Elia prima di lui, anche Giovanni il battista dovette subire la persecuzione della casa reale e agire nel contesto di degenerazione spirituale in cui versava la nazione d’Israele, con la missione di ricondurre le persone a Dio. Il battista aveva lo stesso incarico spirituale del profeta Elia, ma non la stessa anima o lo stesso “sè”. Dunque nell’espressione “con lo spirito e la potenza di Elia” non bisogna vedere l’idea della reincarnazione di una persona, ma la necessaria ripetizione di un episodio ben conosciuto nella storia d’Israele. Un altro testo biblico che contraddice la teoria della reincarnazione in questo caso è la storia della scomparsa di Elia da questo mondo. Elia non morì fisicamente, ma fu trasportato in cielo (2 Re 2,11). La teoria classica della reincarnazione afferma che una persona deve prima morire affinché il suo sè possa reincarnarsi in un altro corpo. Nel caso di Elia, questo ovviamente non accadde. Infine, dobbiamo ricordare l’esperienza dei tre apostoli al monte della trasfigurazione (Matteo 17,1-8, Marco 9,2-8, Luca 9,28-36), dove in presenza di Cristo apparve Elia e fu identificato dagli apostoli senza alcun fraintendimento che potesse trattarsi del battista.
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2) Gesù chiese agli Apostoli cosa credeva la gente su di Lui, e la risposta fu che fosse uno dei profeti.
Matteo  16: 13-16;
16:13 Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?”
16:14 Essi risposero: “Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”.
16:15 Ed egli disse loro: “E voi, chi dite che io sia?”
16:16 Simon Pietro rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
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Erode venuto a conoscenza di Gesù, e sapeva che la gente lo credeva un profeta risorto o Giovanni Battista.
Luca 9: 7-9;
9:7 Erode, il tetrarca, udì parlare di tutti quei fatti; ne era perplesso, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”;
9:8 altri dicevano: “È apparso Elia”; e altri: “È risuscitato uno degli antichi profeti”.
9:9 Ma Erode disse: “Giovanni l’ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dire queste cose?” E cercava di vederlo.
Vediamo che Gesù non era un Profeta o Giovanni Battista risorto, a parte il fatto che Gesù fu battezzato da Giovanni Battista ed è chiaro
che erano due persone diverse, Gesù prima di nascere sulla terra esisteva come il Verbo di Dio.
Giovanni 1: 1-5;
1:1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
1:2 Essa era nel principio con Dio.
1:3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.
1:4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.
1:5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.
Gesù nacque per opera dello Spirito Santo.
Luca 1: 26-35;
1:26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret,
1:27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.
1:28 L’angelo, entrato da lei, disse: “Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te”.
1:29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.
1:30 L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
1:31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù.
1:32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.
1:33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”.
1:34 Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?”
1:35 L’angelo le rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò,
 anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.
 
Gesù prima di nascere era Dio.
Filippesi 2: 6-11;
 
2:6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente,
2:7 ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini;
2:8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.
2:9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,
2:10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra,
2:11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.
 
Colossesi 1: 15-20;
 
1:15 Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;
1:16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
1:17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.
1:18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato.
1:19 Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza
1:20 e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.
Ebrei 1:1-13;
1:1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,
1:2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l’universo.
1:3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi.
1:4 Così è diventato di tanto superiore agli angeli, di quanto il nome che ha ereditato è più eccellente del loro.
1:5 Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: “Tu sei mio Figlio, oggi io t’ho generato”? e anche: “Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio”?
1:6 Di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: “Tutti gli angeli di Dio lo adorino!”
1:7 E mentre degli angeli dice: “Dei suoi angeli egli fa dei venti, e dei suoi ministri fiamme di fuoco”,
1:8 parlando del Figlio dice: “Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.
1:9 Tu hai amato la giustizia e hai odiato l’iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni”.
1:10 E ancora: “Tu, Signore, nel principio hai fondato la terra e i cieli sono opera delle tue mani.
1:11 Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito,
1:12 e come un mantello li avvolgerai e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e i tuoi anni non avranno mai fine”.
1:13 E a quale degli angeli disse mai: “Siedi alla mia destra finché abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”?
 
 
 
Gesù stesso parla della sua preesistenza;
Giovanni 8: 57-58;
8:57 I Giudei gli dissero: “Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abraamo?”
8:58 Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono”.
Giovanni 17: 4-5;
17:4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare.
17:5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.
 
Giovanni 17: 24;
17:24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.

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3)Con l’espressione “nascere di nuovo” la Bibbia si riferisce a una rinascita spirituale che ha luogo mentre la persona è ancora in vita (Giovanni 1:12, 13).
Giovanni 1: 9-13;
 
1:9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.
1:10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non  l’ha conosciuto.
1:11 È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto;
1:12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar  figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;
1:13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne,  né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.

 
Questa rinascita non è l’inevitabile conseguenza delle azioni passate, ma un dono di Dio, il quale dà a chi lo riceve una particolare speranza per il futuro
Giovanni 3: 1-12;
3:1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.
3:2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: “Rabbì, noi  sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può  fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui”.
3:3 Gesù gli rispose: “In verità, in verità ti dico  che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”.
3:4 Nicodemo gli disse: “Come può un uomo nascere quando è  già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di  sua madre e nascere?”
3:5 Gesù rispose: “In verità, in verità ti dico che  se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno  di Dio.
3:6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è  nato dallo Spirito, è spirito.
3:7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”.
3:8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né  da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato  dallo Spirito”.
3:9 Nicodemo replicò e gli disse: “Come possono avvenire queste  cose?”
3:10 Gesù gli rispose: “Tu sei maestro d’Israele e non sai queste  cose?
3:11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò  che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete  la nostra testimonianza.
3:12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi  parlerò delle cose celesti?

 
1 Pietro 1:3-5;
 
1:3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti,
1:4 per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi,
1:5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.
 

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4) La guarigione dell’uomo nato cieco, riportata in Giovanni 9: 1-3. 
 

Giovanni 9:1-3;

9:1 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita.
9:2 I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”
9:3 Gesù rispose: “Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.

Consideriamo la domanda degli apostoli: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”. E’ ovvio che se fosse valida la prima opzione (l’uomo sarebbe nato cieco a causa dei suoi peccati) significherebbe che l’uomo poteva aver peccato solo in una vita precedente. Secondo la teoria classica della reincarnazione, in una vita precedente quell’uomo sarebbe potuto essere un crudele dittatore che ora stava subendo la condanna per le sue azioni.
Comunque, la domanda degli apostoli non implica che tra gli israeliti fosse diffusa qualche forma di dottrina della reincarnazione. Conferma anzi che alcune fazioni religiose dell’epoca insegnavano la fantasiosa teoria che il feto può commettere peccati mentre è ancora nel grembo della madre.
 
Era pensiero comune che all’origine di ogni malattia ci fosse un peccato: quella cecità era causata da un peccato del cieco o dei suoi genitori? Circa i suoi genitori ci si riferiva a (Es 20,5; Dt 5,9; 2Sam 12,14s). La punizione fino alla terza e alla quarta generazione (Es 20,5; Dt 5,9) riguardava il fatto che chi in Israele dava origine ad una discendenza idolatrica, adultera, imponendo ai figli le sue vedute, non poteva sperare che essa sussistesse, perché era tagliata fuori dalle benedizioni legate all’alleanza (Sap 3,19; Sir 16,4). Riguardo al caso del figlio adulterino di Davide, non è che Dio lo abbia messo a morte positivamente, ma ha lasciato che una malattia avesse il suo tragico corso.
Circa la domanda sull’attribuzione del peccato all’uomo cieco, poteva esserci alla base la teoria di alcuni rabbini del tardo giudaismo, che si spingevano a dire che anche l’embrione poteva peccare, probabilmente appoggiandosi a (Gn 25,22; Os 12,3).
Se Gesù avesse considerato vera la reincarnazione, sicuramente avrebbe utilizzato questa opportunità – come Egli era solito fare – per spiegare loro la legge del karma e per applicare la reincarnazione al caso di quell’uomo. Gesù non mancò mai di cogliere simili occasioni per istruire i suoi discepoli riguardo alle questioni spirituali, e la reincarnazione sarebbe stata una dottrina cruciale da apprendere.

Ciò nonostante, con la risposta che diede loro, Gesù rigettò entrame le ipotesi suggerite dagli apostoli. Sia l’idea di poter peccare prima della nascita, sia quella della punizione per i peccati dei genitori, erano sbagliate. Gesù disse: “Né lui ha peccato, né i suoi genitori” (Giovanni 9,3). Quella situazione offrì a Gesù la possibilità di offrire alla gente una prova della Sua divinità, guarendo il cieco nato, Giovanni 9:39, Gesù disse: “Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi”.

 
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