Donbass ancora in fiamme: le forze di Kiev riprendono l’iniziativa a due passi da Donetsk

(di Giampiero Venturi)
03/02/17

Continuano gli scontri nel Donbass: da una parte le forze regolari ucraine, dall’altra le Forze Armate Unite della Novorossiya, cartello delle milizie separatiste considerato un gruppo di terroristi dal governo di Kiev.

Nell’area di Avdiivka, città in mano alle forze governative a meno di 20 km a nord di Donetsk, l’attività delle artiglierie non conosce sosta, mentre movimenti di truppe di terra lasciano presupporre una recrudescenza delle operazioni nei prossimi giorni.

Tutto l’arco di territorio che va da Peski (a ovest di Donetsk) a Gorlovka (nord est) è interessato da un ridispiegamento di forze ucraine.

Truppe aviotrasportate dell’80a Brigata e unità della 79a Brigata d’Assalto Aereo sarebbero state dislocate come rinforzo alla 72a Brigata meccanizzata del colonnello Sokolov, ormai completamente schierata nell’area di Avdiivka.

I reparti paracadutisti reimpiegati in queste ore, sono ufficialmente di stanza rispettivamente a Leopoli sotto il Comando Operazioni Ovest e a Mykolaiv nel sud ovest dell’Ucraina. Così come le truppe della storica 72a Brigata sono state però impiegate fin dal 2014 nelle operazioni belliche contro le forze filorusse del Donbass e vantano una grande esperienza sul terreno. Insieme alla 79a e alla 80a Brigata (che dispone attualmente anche di carri T-80) sono operative in tutta l’area del Donbass anche altre unità aviotrasportate: la 25a Brigata (costretta ad abbandonare la Crimea nel 2014) e l’81a Brigata costituita proprio nel 2014 con elementi provenienti dalla 25a.

La concentrazione di truppe ucraine servirebbe a scongiurare la penetrazione delle forze filorusse a ovest della strada 20, lungo il bacino carbonifero che costeggia Avdiivka sul lato sinistro. L’eventualità potrebbe comportare l’isolamento di interi reparti ucraini, con lo spettro dei rovesci subiti nel 2015.

Al di là della situazione militare sul terreno, le condizioni della popolazione civile peggiorano e ricomincia la fuga dalla aree sulla linea del fronte. Interrotta la distribuzione di luce e gas in molte zone urbane. In parallelo si rialzano i toni tra Kiev e Mosca, che si accusano reciprocamente circa le responsabilità della nuova escalation.

Secondo il Cremlino, il governo di Kiev sta forzando la mano per evitare un possibile isolamento conseguenza dell’elezione del presidente Trump. Un’eventuale intesa tra Russia e Stati Uniti nell’Europa dell’Est, priverebbe l’attuale leadership ucraina del suo principale sponsor politico, economico e militare. Gli scontri sarebbero ricominciati per iniziativa dei paramilitari ucraini appoggiati dall’artiglieria delle forze regolari. I bombardamenti nelle ultime 48 ore avrebbero coinvolto quartieri periferici di Donetsk, facendo ripiombare  la città ucraina nell’orrore della guerra.

Viceversa Kiev accusa la Russia di puntare sul nuovo corso americano per continuare ad armare i ribelli separatisti del Donbass e avere così mano libera nell’Ucraina orientale.

La diplomazia è al lavoro per evitare il riaccendersi del conflitto che in previsione della fine dell’inverno, potrebbe riesplodere su vasta scala.

Le prossime ore saranno cruciali per capire non tanto le possibili evoluzioni militari quanto gli eventuali nuovi equilibri geopolitici.

(foto: Giorgio Bianchi)

Sull’argomento vedi i reportage di Difesa Online sul Donbass.

http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/donbass-ancora-fiamme-le-forze-di-kiev-riprendono-liniziativa-due-passi-da