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febbraio 18, 2017

LA REINCARNAZIONE PROVE E SMENTITE

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:03 am

 

PROVE’ A SOSTEGNO DELLA REINCARNAZIONE – LA LORO REALE SPIEGAZIONE

Anima eterea
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Ci sono dei fatti che – a dire dei reincarnazionisti – proverebbero che la reincarnazione è una dottrina vera, e perciò questi fatti sarebbero delle prove irrefutabili. Ecco quali sono questi fatti e come noi rispondiamo.

1) Il déjà-vu (“già visto”). Un fenomeno che consiste nella sensazione, anzi nella certezza, di conoscere perfettamente un luogo mai visto, nel quale si va per la prima volta. Alcuni di questi fenomeni sono spiegati dalla scienza come risultato di un affaticamento del cervello. Ma ci sono diverse persone che asseriscono di essersi trovate in qualche posto per la prima volta e di avere visto cose o persone che essi già conoscevano. Cosa dire a riguardo di queste esperienze? Dopo averne lette alcune sono giunto alla conclusione che si tratta di un’opera del diavolo il quale riesce in qualche modo a fare credere all’individuo di avere vissuto in un’altra vita in un castello del Medioevo, in un paese del deserto, ecc. Noi credenti riconosciamo solo un tipo di ‘déjà-vu’; è quell’esperienza che si sperimenta tale e quale dopo che noi l’abbiamo vista in sogno o in visione. In questi casi Dio ci annunzia un evento che deve avere luogo e ci fa vedere esattamente come esso avverrà; quando la cosa succede diciamo: ‘E’ proprio così come Dio mi aveva fatto vedere in sogno o in visione’.

2) Regressioni ipnotiche. L’ipnotista chiede al paziente di tornare in un tempo precedente alla sua nascita e lui sotto ipnosi crede di vivere in un altro tempo della storia, in circostanze a lui estranee e così di seguito. In altre parole mediante queste sedute ipnotiche gli individui sarebbero in grado di ricordare le loro vite passate. Anche in questo caso si deve dire che si tratta di un’opera del diavolo.

3) Le sedute medianiche. In queste sedute il medium dice alla persona chi lui era e dove ha vissuto nelle sue vite precedenti (l’attrice americana Shirley MacLaine – che da anni divulga idee del New Age – in un suo libro racconta come un medium le disse chi lei era stata nelle sue vite precedenti). In questo caso degli spiriti seduttori parlano tramite la bocca di questi ministri di Satana per indurre le persone a credere nella menzogna. Bisogna tenere presente quando si parla della reincarnazione che il diavolo ha tutti gli interessi a fare sì che le persone la credano, perché sa che chi l’accetta non sentirà affatto il bisogno di ravvedersi dai suoi peccati e di credere in Gesù Cristo, perché penserà che la salvezza è nelle sue mani, che dipende da lui. Non c’è dunque da meravigliarsi che questi medium parlino molto di vite passate, di registri akascici, e di tante altre cose del genere.

4) I cosiddetti colpi di fulmine, ossia l’innamoramento improvviso tra due persone che non si sono mai viste prima. Due persone si innamorano a prima vista e pare che si siano sempre conosciute perché si sarebbero conosciute in una vita precedente e quindi esse si sarebbero reincontrate. Non è affatto vero, perché l’innamoramento a prima vista, quello vero che sfocia nel matrimonio, è dovuto all’imperscrutabile opera di Dio nei loro cuori.

5) Le capacità straordinarie di quei “bambini prodigio” che riescono a suonare o fare delle cose che alla loro età normalmente non si possono fare. Se per esempio un bambino sa suonare maestrevolmente, significherebbe che è la reincarnazione di Mozart, di Beethoven o di qualche altro famoso musicista del passato; se riesce a scrivere delle belle poesie sarà la reincarnazione di un famoso poeta e così via. Nel caso dei bambini prodigio diciamo che in qualche caso si tratta di possessione demoniaca; cioè degli spiriti maligni prendono possesso del bambino che comincia a fare delle cose impensabili per un bambino della sua età. Un esempio di ciò è riportato nella New Age Encyclopedia di Melton Gordon dove viene detto che un bambino prodigio di nome Pepito Arriola nel 1900, all’età di tre anni e mezzo componeva marce, valzer, minuetti e riusciva a suonare a memoria 20 difficili pezzi musicali. La risposta spiritualista per le sue abilità fu data solo undici anni più tardi quando Arriola cominciò a esercitare una pratica occulta, la scrittura automatica (J. Gordon Melton, Clark Jerome, Kelly Aidan A., New Age Encyclopedia, Detroit 1990, 1 ed., pag. 294). Ricordiamo però che come il diavolo riesce a fare stupire le persone tramite questi bambini, così Dio riesce a fare stupire molto di più sempre tramite bambini. Un bambino può essere infatti costituito profeta sin dalla sua giovanissima età, e lasciare stupiti per i doni di rivelazione che si manifestano tramite lui; Samuele e Geremia ne sono degli esempi. Anche Gesù da bambino fece meravigliare gli uomini, infatti a dodici anni egli faceva delle domande ai dottori della legge e tutti stupivano del suo senno e delle sue risposte. Ma tutto ciò era dovuto all’opera di Dio Padre in lui. Una cosa deve essere chiara; quando è Dio a visitare un bambino o un fanciullo, il Suo nome viene glorificato e le persone sono attratte a Cristo Gesù per la loro salvezza.

6) Il fatto che taluni dimostrano capacità nello studio delle lingue o di particolari materie difficili. Cioè, se l’individuo è riuscito nelle lingue per cui è in grado di parlare dieci lingue sarà stato uno studioso di lingue del passato, se è riuscito invece nella medicina, allora sarà stato un famoso dottore del passato, e così di seguito. Non è affatto così; quell’individuo riesce in quella cosa in virtù dei suoi studi e basta. Si è impegnato ed è riuscito, tutto qui.

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LA REGRESSIONE IPNOTICA COME PROVA DELLA REINCARNAZIONE

L’ipnosi può essere definita come un metodo per indurre uno stato alterato di coscienza, che fa sì che la persona divenga molto ricettiva ai suggerimenti dell’ipnotista. Il metodo è stato in psicanalisi per il trattamento delle malattie psichiche, evocando gli eventi dolorosi che ne sono stati causa nel passato (specialmente durante l’infanzia), e poi suggestionando la persona in modo che possano guarire quelle ferite che ne affliggono ancora il presente.
Sebbene vi siano dei risultati incoraggianti nell’uso di questo tipo di terapia, è un fatto che l’ipnosi può mischiare la fantasia con i ricordi autentici o addirittura creare episodi interamente inventati. In stato profondo di ipnosi, alcuni soggetti hanno dichiarato di avere avuto esperienze “fuori dal corpo” (OOB), e di aver viaggiato in misteriosi luoghi spirituali. Altri hanno avuto un’esperienza mistica di unità con l’universo.

La regressione ipnotica cominciò ad essere utilizzata come metodo per “ricordare le vite precedenti” nel 1952, quando Ruth Simmons del Colorado (USA), fu portata mediante ipnosi “indietro nel tempo” fino a prima della sua nascita. Improvvisamente ella cominciò a parlare con un marcato accento irlandese, affermando che il suo nome era Bridey Murphy e che viveva in Irlanda nell’anno 1890. Le sue brevi descrizioni sembravano descrivere bene la società irlandese del tardo 19° secolo. Si credette allora che era stata trovata la prova scientifica della reincarnazione. Perciò, questo metodo fu usato da un numero sempre crescente di ipnotisti per ottenere informazioni sulle presunte vite passate dei loro pazienti.
Recentemente il metodo si è diffuso in molti ambienti e viene usato per spiegare il motivo di paure e ansie. Durante la regressione, alcuni pazienti adottano personalità diverse, cambiano voce, comportamento ed espressione facciale. Tutte le informazioni ottenute sono il risultato di un dialogo tra l’ipnotista e il paziente, in cui le domande devono essere poste in modo semplice e chiaro al fine di ottenere la giusta risposta.

Fintanto che le informazioni prodotte da queste persone non possono essere state apprese durante l’arco della loro vita, possiamo desumere che si tratti di reali residui di esperienze di vita passata. Questa conclusione solleva però diverse difficoltà, in quanto esistono altre spiegazioni plausibili a questi fenomeni.

Una possibile spiegazione, valida per una parte dei casi, è la criptoamnesia. Così come l’ipnosi può essere usata per riportare a galla ricordi dimenticati del proprio passato, fatti che non sono più disponibili alla memoria cosciente, allo stesso modo può essere utilizzata per rievocare informazioni udite da altre persone, lette nei libri, o viste nei film, in cui il soggetto dell’ipnosi viene coinvolto come partecipante durante la seduta. La sua memoria subcosciente ha immagazzinato quelle informazioni e l’ipnosi ne determina l’uso in uno scenario completamente fittizio. Ian Stevenson, uno dei più importanti ricercatori su questo fenomeno, cita un caso a conferma di quanto detto:

“Vi è un altro caso inglese che è stato studiato da un docente universitario di Cambridge. Una giovane donna sembrava in grado di descrivere la vita di una certa Blanche Poynings, vissuta nel 14° secolo alla corte di Riccardo II. Diede un gran numero di dettagli sulla gente conosciuta da questa persona, citò diversi nomi propri e parlò del tipo di vita che ella conduceva. Gli studiosi continuarono a scavare nei suoi ricordi, finché a un certo punto le chiesero specificamente quale fosse la fonte di quelle informazioni. In stato di trance ipnotica, la ragazza stessa citò i riferimenti di un libro, Countess Maud, pubblicato verso la fine del 19° secolo; un romanzo classico vittoriano incentrato sulla corte di Riccardo II. Il soggetto era stato leggermente alterato, ma essenzialmente ciò che la ragazza aveva descritto proveniva da quel libro. Si scoprì poi che sua zia aveva in casa una copia del libro. La giovane non ricordava di averlo letto, ma ricordava distintamente di averne sfogliato le pagine” (Omni Magazine, 10(4):76, 1988).

Un aspetto intrigante delle testimonianze registrate sotto ipnosi è il fatto che esse dipendono pesantemente dai dati preesistenti nell’attuale conoscenza storica. In molti casi, sebbene le informazioni corrispondono ai dati storici generalmente riconosciuti, successive scoperte archeologiche le contraddicono, sollevando seri dubbi sulla veracità di queste “vite precedenti”.
Ian Wilson, un altro importante ricercatore di questi fenomeni, descrive molti casi del genere nel suo libro Reincarnation (p. 88-90). Una delle persone citate nel libro diceva di essere la reincarnazione di un antico egizio vissuto durante il regno del faraone Ramses III. Ma invece di dire che la capitale era “No”, disse che il nome era “Tebe” (quello che i greci usarono molto tempo dopo). D’altra parte, un antico egizio non avrebbe mai potuto dire di conoscere un faraone basandosi sul numero (Ramses III), dato che la numerazione dei faraoni fu adottata dagli egittologi vittoriani durante il 19° secolo. Un altro errore fu il fatto di menzionare l’uso dei sesterzi come moneta, la quale fu introdotta dai romani solo mille anni più tardi.
Un altro caso riguardava una persona che raccontava di aver assistito agli sbarchi dei vichinghi nel Nord America durante l’11° secolo. Secondo la descrizione data, essi indossavano elmetti con dei corni, il che non è storicamente vero. Negli ultimi anni gli studiosi hanno provato che quest’idea, per quanto comune, è falsa, in quanto i vichinghi indossavano copricapi conici. Gli elmetti cornuti venivano indossati soltanto durante le cerimonie religiose da individui di alto rango. Questi e altri casi dimostrano che le esperienze di “ricordi di vite passate” dipendono moltissimo dalla conoscenza storica che l’uomo ha al momento in cui viene effettuata la seduta di regressione ipnotica, e che spesso queste informazioni vengono contraddette dalle scoperte più recenti, dimostrandone l’infondatezza.
Questo è anche il motivo per cui gli scrittori di esperienze di reincarnazione di solito evitano di menzionare dati specifici che a un esame più attento potrebbero essere confutati.

Un’altra possibile spiegazione per il fenomeno dei ricordi delle vite passate è l’influenza dell’ipnotista stesso, la cui capacità di suggestionare è una condizione “sine qua non” all’efficacia dell’ipnosi. L’altro fattore necessario è la ricettività del paziente alle suggestioni dell’ipnotista. Sebbene le due condizioni determinino l’efficienza dell’ipnosi quando è usata nel trattamento psichiatrico, nel caso della regressione l’abilità dell’ipnotista di suggestionare può diventare un grave impedimento all’ottenimento di informazioni reali, in quanto può contaminare la storia del paziente. Ian Stevenson afferma:

“Nella mia esperienza, quasi tutte le cosiddette personalità precedenti evocate mediante l’ipnosi sono del tutto immaginarie e sono il risultato del desiderio del paziente di ubbidire ai suggerimenti dell’ipnotista. Non è un segreto che siamo altamente suggestionabili quando siamo sotto ipnosi. Questo tipo di investigazione può in realtà essere pericoloso. Alcuni sono stati terribilmente spaventati dai loro presunti ricordi, e in altri casi le personalità multiple evocate non sono più scomparse prima di un lungo tempo” (Omni Magazine 10(4):76, 1988).

Sotto ipnosi, il soggetto è pronto ad accettare ogni tipo di distorsione, ad avere la sua realtà plasmata dalla volontà dell’ipnotista. In molti casi è facile discernere le convizioni religiose dell’ipnotista nelle storie raccontate dai suoi pazienti.
Il rischio di costruire scenari completamente fittizi mediante l’ipnosi non può essere ignorato. Anzi è già accaduto molte volte. Ricorderemo i numerosi casi di donne che durante un trattamento d’ipnosi per problemi comuni scoprirono di aver subito abusi sessuali durante l’infanzia, il che alla fine si rivelò essere falso.
Persino Freud abbandonò l’ipnosi come metodo di trattamento quando scoprì i tanti casi di falsi ricordi. Più ancora, fu osservato che i ricordi “scoperti” sotto ipnosi possono arrivare a sostituire i veri ricordi dopo che la sessione d’ipnosi è terminata, distorcendo completamente la vita della persona. Questo caso è chiamato “false memory syndrome” (sindrome dei falsi ricordi).
I tribunali specie all’estero sono al corrente di questi pericoli e molti di essi non accettano testimonianze rese da persone che sono state precedentemente ipnotizzate. Lo stesso dicasi per i casi di abusi sessuali sui bambini, scoperti mediante ipnosi, che si rivelarono essere falsi. Il quadro non cambia per i ricordi di vite precedenti e per i ricordi di rapimenti extraterrestri.

Un altro fattore compromettente è la preparazione che la persona subisce prima della seduta: la persona viene informata dello scopo della regressione, e questo induce in lei una grande aspettazione. Il desiderio conscio di conoscere la verità sulle sue “vite precedenti” indubbiamente influenza le risposte date sotto ipnosi.

Una terza possibilità per spiegare questi fenomeni appartiene specificamente al campo della psichiatria. Le personalità multiple sono conosciute in essa come disturbi della personalità. Una stessa persona può cambiare nel giro di poco tempo anche fino a 20 diverse personalità, come se stesse giocando diversi ruoli successivi. Queste personalità contraddittorie hanno mentalità, comportamenti, voci e persino sessi diversi dalla persona reale. Di solito accade che una delle personalità conosce e osserva gli atti e i pensieri delle altre, ed è anche in grado di parlare a nome di tutte.

Dal punto di vista psichiatrico, le testimonianze di vite precedenti confermate mediante ipnosi possono essere il risultato di un disordine da personalità dissociate indotto attraverso l’ipnosi. Ciò si è verificato in diversi casi di cura della schizofrenia: nel tentativo di far uscire fuori le personalità nascoste e reintegrarle con quella reale, molti casi di ipnosi hanno invece prodotto nuove personalità, che sono rimaste attive anche dopo il trattamento. E’ dunque possibile creare personalità addizionali e ricordi addizionali mediante l’ipnosi.

Comunque, resta ancora un mistero al quale le interpretazioni naturalistico-scientifiche non hanno una risposta soddisfacente: come sono distribuiti i ruoli delle “vite passate”, chi decide quale sarà la prossima a manifestarsi? Non può essere un processo casuale. Ian Wilson scrive: “Da qualche parte, in qualche modo, deve esserci un “direttore”. E’ come guardare uno show di marionette, guardare i fili che le animano, senza vedere il burattinaio”. Chi potrebbe essere il regista dello show delle personalità multiple? La spiegazione naturalistica dice che dev’essere la mente della persona, laddove la coscienza è suddivisa in entità separate, una delle quali assume il ruolo di dirigere le altre. A conferma di questo si può dire che a volte, durante l’ipnosi, una certa parte della mente continua ad essere cosciente, continua a ricevere dati dall’area reale che la circonda. Il problema irrisolto in questa spiegazione è la motivazione che anima tale entità (rimasta cosciente nella mente della persona) ad agire in questo modo. Perché dovrebbe ingannare altri riguardo a delle vite precedenti?

Giungiamo dunque a un’altra possibile spiegazione per il ricordo di vite precedenti. In parapsicologia è chiamato channeling (canalizzazione), termine che rappresenta il fenomeno di trasmettere delle informazioni generate da entità spirituali esterne al nostro mondo. Spesso agiscono attraverso delle persone (i medium) mentre sono in stati alterati di coscienza. Nel channeling vi sono sempre esseri esterni personali (spiriti) coinvolti nella trasmissione di informazioni attraverso i medium. L’annichilimento della coscienza normale attraverso l’ipnosi crea le condizioni ottimali per contattare questi “maestri” esterni, che possono presentare se stessi come personalità delle vite passate di una persona. Si può rigettare questa ipotesi solo presumendo che l’entità che sta comunicando attraverso il medium non ha motivo di mentire quando afferma di essere una personalità reincarnata e non uno spirito esterno.
Esistono moltissimi casi di simili entità che, come è stato scoperto in seguito, hanno mentito; analizzeremo comunque in dettaglio più avanti la loro possibile identità e le loro motivazioni.

In conclusione, il solo criterio per poter stabilire la veracità dei “ricordi di vita precedente” è la nostra fiducia nell’ipnotista e nella sua interpretazione di tali ricordi. Esamineremo quindi le altre “prove decisive” per la reincarnazione attraverso il ricordo di vite passate.

SE LA REINCARNAZIONE NON E’ VERA, COME SI SPIEGANO I RICORDI DI VITE PRECEDENTI?

In un precedente capitolo abbiamo discusso dell’equivalenza tra il rievocare “i ricordi di vite passate” mediante l’ipnosi, e il fenomeno delle personalità multiple. Ma, dicevamo, se si considera la questione da un punto di vista puramente naturalistico, rimane un elemento irrisolto: come sono distribuiti i ruoli delle diverse personalità, chi dirige cioè questo processo? Non può essere casuale. Usando le parole di Wilson, “lo show deve avere un ‘direttore'”.

I parapsicologi tendono ad attribuire il ruolo del “direttore” a delle entità personali esterne, che agiscono attraverso un processo di channeling. L’ipnosi crea delle condizioni perfette per entrare in contatto con queste entità mediante l’abolizione della normale coscienza. Invece di presentare la loro vera identità, tali entità si presentano come personalità rievocate dalle vite precedenti della persona. Fino ad oggi sono stati documentati sufficienti casi di interferenza da parte di spiriti esterni nella produzione di storie di reincarnazione. La maggior parte delle persone che cercano di rievocare tali ricordi non sono consapevoli di queste entità parassite. Quelli che ne sono consci invece le accettano come aiuti preziosi nel processo di ricostruzione dei ricordi. Il solo motivo per accettare i ricordi così ottenuti è la fiducia cieca nella sincerità di queste entità spirituali.

Ora se passiamo dal campo della parapsicologia a quello del Cristianesimo, appare evidente che tali “entità spirituali esterne” esistono, e hanno sufficienti motivi per mentirci riguardo alle realtà spirituali. Sono chiamati demoni e hanno sviluppato diversi sistemi ingegnosi per ingannare gli esseri umani. La Bibbia commenta:

“Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11,14-15).

Se accettiamo la rivelazione biblica, ammettendo che i demoni esistono e che fanno del loro meglio per diffondere le loro “verità” sulle realtà spirituali, perché non si dovrebbe considerare il loro possibile coinvolgimento nella produzione di prove a favore della reincarnazione, un concetto che si oppone vistosamente all’essenza del Cristianesimo e al tempo stesso si adatta perfettamente ai loro scopi? Se le migliori condizioni per esprimersi si verificano proprio sotto ipnosi (quando la coscienza di sè viene abolita), perché non dovrebbero agire? Perché non dovrebbero rispondere a un pubblico invito di adempiere i loro scopi in un modo affascinante per un pubblico credulo e ignorante delle realtà spirituali?

L’esperienza della possessione spiritica rappresenta un pieno o parziale controllo dell’essere umano da parte di un’entità spirituale esterna (un demone). Questo fenomeno è conosciuto alla maggior parte delle religioni e nell’occultismo. Lo spirito parassita esercita il suo controllo sul comportamento, sulle funzioni mentali e sulle emozioni della persona coinvolta, essendo capace di produrre sensazioni e sintomi nel corpo fisico. Questa figura è ovviamente molto vicina a ciò che accade durante una seduta di regressione ipnotica. Perché allora rigettare la spiegazione della possessione spiritica e scegliere di credere a un’evidenza di vita precedente? Le informazioni prodotte (i ricordi di vite precedenti) corrispondono in parte alla realtà, al fine di guadagnare la fiducia dell’uomo; se queste informazioni sono conosciute dagli esseri umani, quanto più sono conosciute dai demoni. Se gli uomini sono in grado di creare degli scenari storici basandosi sulle informazioni a loro disposizione, quanto più creativi sapranno essere i demoni?

Nel caso dei “ricordi spontanei di vite passate” da parte dei bambini, il meccanismo è simile. All’età in cui essi ricordano le loro presunte vite precedenti (in genere tra i due e i cinque anni) il loro discernimento spirituale non è ancora neppure formato, il che li rende vulnerabili a ogni manipolazione. In un precedente capitolo su questo fenomeno, abbiamo visto che ci sono casi in cui la presunta reincarnazione dell’anima si sovrappone alla personalità del bambino, presentando i tipici sintomi della possessione demoniaca.

In conclusione, non è possibile riconciliare il Cristianesimo e la reincarnazione. Da un punto di vista di studio, come Ian Stevenson ha affermato, le cosiddette esperienze di reincarnazione rilevate fino ad oggi possono solo “suggerire” l’idea della reincarnazione, ma a un esame attento non dimostrano nulla. Da un punto di vista cristiano, invece, suggeriscono evidenza di possessione demoniaca e pertanto questi metodi non andrebbero mai usati.

 

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