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aprile 5, 2017

ARCIDIOCESI DI PALERMO DOVE REGNA L’APOSTASIA E VIENE PROIBITO DIFENDERE LA TRADIZIONE CATTOLICA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:39 am

Palermo, ritratto di una arcidiocesi dove non è proibito nulla, tranne difendere la Tradizione Cattolica!

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Palermo è una delle arcidiocesi più importanti del sud Italia alla cui guida Papa Francesco ha chiamato, nel 2015, Corrado Lorefice, “un outsider – come scrisse Famiglia Cristiana al tempo della nomina – voluto dal Papa per la sua vicinanza ai poveri e agli ultimi e in prima fila nella lotta al racket della prostituzione in Sicilia”. Lo scorso anno il vescovo balzò alle cronache nazionali per quel “giro in bici” che fece nel presbiterio della sua Cattedrale con addosso ancora i paramenti liturgici e la mitria in testa. Sempre lo scorso anno partecipò al primo matrimonio indù celebrato nell’arcidiocesi di Palermo. Lorefice prese parte all’intera cerimonia e a conclusione del tutto benedisse la coppia.

 

Mons. Lorice che benedice il matrimonio della coppia Indù

Mons. Lorefice in Cattedrale mentre prova in abiti liturigici la bici donatagli

 

Ma l’arcidiocesi di Palermo è famosa mediaticamente anche per un parroco (definito seguendo la moda del linguaggio odierna, di “frontiera”) don Fabrizio Fiorentino, noto per la sua vicinanza ai movimenti LGBT

(alcuni lo definiscono un vero e proprio attivista!) e per l’introduzione della prima “aperi-messa”. Don Fabrizio (come riportò trionfalmente un articolo de L’Espresso) “ha inventato “l’Aperimessa”: prima la cerimonia religiosa, poi, alla fine del rito, nello stesso luogo dove si celebra la messa, l’aperitivo e le danze al ritmo di samba e bossanova….Un fenomeno di massa, amplificato da una rete di “amicizie” virtuali che diffondono il verbo postmoderno buono a coniugare rito e mondanità”. Il tutto, pare, senza ricevere il minimo disturbo ecclesiale del suo vescovo. Sempre lo scorso anno don Fabrizio annunciò la sua partecipazione a GIACINTO – NATURE LGTB, festival di informazione ed approfondimento dedicato alla cultura omo-transessuale, quale relatore (presentato come “teologo pastolarista”) insieme a Valentina e Valentina, mamme dell’associazione Famiglie Arcobaleno, il transessuale e personaggio televisivo Eva Robin’s. Solo l’intervento in massa dei movimenti laici anti-gender lo fece desistere mentre di richiami ufficiali non ce ne fu traccia nei media. Don Fabrizio, probabilmente, vista l’impunità ha continuato le sue affermazioni poco “misericordiose”. Non solo dal suo profilo di facebook dette letteralmente del “criminale” a padre Livio Fanzaga, il direttore di Radio Maria, ma augurò la morte (sempre dal famoso social) del card. Angelo Bagnasco in occasione della morte del noto radicale anti-cleriacale, Marco Pannella: “Così va il mondo: invece del cardinale Bagnasco, muore Marco Pannella. A lui sì avrei affidato la guida dei Vescovi italiani”.13510796_10209865372301804_7282551561230388632_nMons. Lorece e don Fabrizio, selfie in Cattedrale

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Silenzio anche nell’ottobre scorso quando a Palermo padre Cosimo Scordato (anche lui insignito con il “prestigioso” titolo di “prete di strada”) benedisse dall’altare Elisabetta Cina e Serenella Fiasconaro, una coppia lesbica che il giorno dopo avrebbe celebrato l’unione civile in Municipio.  Anche in questo caso, come negli altri, sembra non ci sia stato alcun richiamo ufficiale dall’arcidiocesi.

 

Padre Cosimo Scordato mentre benedice coppia lesbica in chiesa

 

Ora mons. Corrado Lorefice sembra, invece, intenzionato a punire severamente (e canonicamente) un sacerdote, don Alessandro Minutella, reo di “dividere la comunità dei fedeli”. Le accuse al prete attualmente sono molto generiche, ma quello che possiamo apprendere, allo stato attuale delle cose, dalle sue omelie, dai video che egli stesso pubblica on line e dagli estratti di qualche sua conferenza, che non è presente nulla di contrario alla fede Cattolica. Al momento non ci azzardiamo a dare giudizi sulla vicenda, ma seguiremo gli sviluppi, cercando di capire cosa abbia portato l’arcivescovo di Palermo ad una decisione così severa contro don Minutella e, al contrario, ad essere così tollerante verso i suoi “sacerdoti di frontiera”.

PER LE FOTO LEGGETE DAL SITO

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2017/04/palermo-ritratto-di-una-arcidiocesi-dove-non-e-proibito-nulla-tranne-difendere-la-tradizione-cattolica/

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