Mirabilissimo100’s Weblog

maggio 28, 2017

ASCENSIONE DI GESU’ AL CIELO 28 MAGGIO 2017

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:39 am

 

GESU' ASCENDE BELLA

ASCENSIONE DI GESU’ AL CIELO

Domenica 28 Maggio 2017
Ascensione del Signore, solennità
L’Ascensione è l’ultimo episodio della vita terrena di Gesù: questi, quaranta giorni dopo la sua Morte e Risurrezione, secondo quanto riportato narrato dal Nuovo Testamento, ascese al cielo.

La ricorrenza è celebrata da tutte le confessioni cristiane e, insieme a Pasqua e Pentecoste, è una delle solennità più importanti del Calendario Ecclesiastico.
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Atti degli Apostoli
Capitolo 1

[1] Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio

[2] fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.

[3] Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.

[4] Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quella, disse, che voi avete udito da me:

[5] Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni”.

[6] Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”.

[7] Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta,

[8] ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”.

[9] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo.

[10] E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero:

[11] “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.

[12] Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

[13] Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.

[14] Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

[15] In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi) e disse:

[16] “Fratelli, era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù.

[17] Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.

[18] Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere.

[19] La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue.

[20] Infatti sta scritto nel libro dei Salmi:
La sua dimora diventi deserta,
e nessuno vi abiti,
il suo incarico lo prenda un altro.

[21] Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi,

[22] incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione”.

[23] Ne furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia.

[24] Allora essi pregarono dicendo: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai designato

[25] a prendere il posto in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto da lui scelto”.

[26] Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Studio Biblico
Bibbia CEI

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https://www.facebook.com/GESU-IL-FIGLIO-DI-DIO-376016983399/

Leader Fratelli musulmani: il sangue dei cristiani verrà versato a fiumi

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:34 am

EGITTO ATTACCO BIMBI COPTI 26 05 2017

Da  Mag 27, 2017

L’attacco terroristico contro la comunità copta ortodossa avvenuto ieri nel governatorato di Minya da parte di un gruppo di uomini armati, costato la vita a 28 persone, ha coinvolto almeno tre veicoli su cui viaggiavano membri della minoranza cristiana. Gli attentatori avrebbero inoltre rubato oggetti di valore e gioielli in possesso delle vittime.

Il vescovo Agathon ha dichiarato che militanti hanno bloccato i tre veicoli a circa quattro chilometri dal monastero di San Samuel.

“I militanti hanno chiesto ai passeggeri se erano cristiani. Alla loro risposta affermativa hanno individuato gli uomini trascinandoli fuori dalle vetture prima di sparare”, ha dichiarato il vescovo. “Hanno rubato ogni cosa di valore in possesso delle vittime, compresi i pochi gioielli in oro delle donne”, ha sottolineato il prelato.

Un leader latitante dei Fratelli musulmani, Ahmed el Mugheir, ha lanciato un appello ai seguaci del movimento a uccidere i cristiani che “pagano il prezzo della loro alleanza con il presente regime”. In un messaggio su Facebook citato dai media egiziani e pubblicato poco dopo l’attentato ad un bus di pellegrini copti ortodossi nel governatorato di Minya (Alto Egitto), El Mugheir ha sottolineato: “Non vi è alcuna soluzione per loro, a meno che non vogliano riconciliarsi con i musulmani. Il loro sangue verrà versato a fiumi e nessuno si prenderà cura di loro”. AGENZIANOVA

Manigestazione dei cristiani copti in Italia

Nota: Anche in Europa iniziano a manifestarsi molte preoccupazioni presso la comunità egiziana copta formata da immigrati egiziani fuggiti per sottrarsi alle persecuzioni dei radicali islamici. In Italia, a Torino, ci sono state manifestazioni di solidarietà con le comunità cristiane perseguitate in Egitto ed in altri paesi arabi dove avvengono continuamente stragi ed attacchi contro le Chiese cristiane.

La comunità cristiana copta in particolare esprime la sua condanna e la sua perplessità per il fatto che l’Europa non fornisce alcun aiuto alle comunità cristiane di Egitto, Siria ed Iraq ma al contrario si trova in stretta alleanza con quelle stesse formazioni islamiste radicali, di ispirazione wahabita e salafita, che sono i peggiori assassini e persecutori dei cristiani. Queste formazioni e questi gruppi terroristi sono tutti ispirati dalla ideologia wahabita/salafita diffusa dall’Arabia Saudita che viene riempita di armi dagli USA e dalla Gran Bretagna, di cui risulta stretta alleata.  I cristiani copti rifugiati in Europa denunciano il fatto che l’Occidente ha di fatto abbandonato i cristiani  ad un destino di persecuzioni e si è alleato con i peggiori regimi canaglia (come Arabia Saudita e Qatar ) che alimentano e finanziano i gruppi terroristi assassini di cristiani in tutto il mondo arabo.

Una domanda destinata purtroppo a rimanere senza risposta di fronte alla vigliaccheria dell’Europa ed alla politica di totale sottomissione agli interessi economici e strategici degli USA e dell’Arabia Saudita. Il sangue dei bambini cristiani assassinati in Egitto non risveglia le coscienze di quello che Juan Manuel Prada ha giustamente chiamato il  “putridume europeo”.

http://www.controinformazione.info/leader-fratelli-musulmani-il-sangue-dei-cristiani-verra-versato-a-fiumi/

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CHI SONO I FRATELLI MUSULMANI

http://www.ilpost.it/2011/02/08/chi-sono-i-fratelli-musulmani/

 

Strage di cristiani in Egitto: 26 bambini cristiani uccisi

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:10 am

EGITTO ATTACCO BIMBI COPTI 26 05 2017

 

 

Da  Mag 26, 2017

Redazione- IL CAIRO – Ancora tragiche notizie dall’Egitto con un’altro massacro, questa vlta di bambini.
La visita di Papa Bergoglio in Egitto non è servita a produrre un cambiamento: gli islamici radicali odiano e massacrano i cristiani, questa la realtà. I terroristi hanno voluto colpire i bambini cristiani copti. E’ salito a 26 morti di religione copta il bilancio provvisorio dell’attentato contro un autobus avvenuto nel governatorato di Minia.
Secondo quanto riferisce la fonte del Ministero della Salute egiziano, si tratta di bambini che erano diretti al monastero di padre Samuel, nel governatorato dell’Alto Egitto.

L’attacco presumibilmente compiuto da dieci uomini a volto coperto ed ha provocato il ferimento di altre 25 persone, tre delle quali di giovane eta’ ed in condizioni critiche. Secondo quanto riferito dalla stampa egiziana.

Sull’autobus viaggiavano circa 40 bambini ed un accompagnatore, un religioso. Finora nessun gruppo ha rivendicato la responsabilita’ dell’attacco. La comunita’ copta egiziana e’ stata vittima di attacchi terroristici nella Domenica delle palme lo scorso 9 aprile, quando sono state prese di mira le chiese copte di Tanta e Alessandria.

Lo scorso 11 aprile la Camera dei rappresentanti dell’Egitto ha approvato all’unanimita’ lo stato di emergenza dichiarato dal presidente della Repubblica, Abdel Fatah al Sisi, dopo gli attacchi terroristici della Domenica delle Palme. Nella stessa sessione, i parlamentari hanno votato un emendamento per estendere la detenzione preventiva a oltre un mese. Lo stato di emergenza ha durata 90 giorni e riguarda anche Facebook, Twitter e Youtube.

Dalle informazioni ricevute,le indagini puntano al gruppo dei Fratelli Mussulmani, un gruppo estremista radicale, imbevuto di ideologia wahaita/salafita, che da anni opera nel paese e che era protetto dal precendente presidente egiziano, Morsi, deposto. Il gruppo dispone di forti collegamenti con l’Arabia Saudita e risulta in passato essere stato in stretto contatto con i servizi di intelligence degli USA.

Fonti: Al Masdar News

http://www.controinformazione.info/strage-di-cristiani-in-egitto-26-bambini-cristiani-uccisi/

 

maggio 26, 2017

EGITTO: TERRORISTI ATTACCANO DUE BUS CON CRISTIANI E NE UCCIDONO 35!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:19 pm

Attacco armato a bus di cristiani in Egitto: “Ci sparavano contro e filmavano tutto”

26 Maggio 2017

Almeno 35 morti, molti bambini. Il pullman era diretto al monastero di Anba Samuel. In serata l’esercito egiziano colpisce i miliziani in Libia
rolla scolari

Stavano andando a pregare al monastero di Anba Samuel, vicino a Minya, nell’Alto Egitto, 220 chilometri a Sud del Cairo. Uomini armati hanno fermato il loro autobus. Erano otto o dieci, secondo i testimoni. E hanno iniziato a sparare, filmando tutta la scena. Hanno ucciso almeno 35 persone, molti bambini. È l’ennesima strage di cristiani copti in Egitto, in cinque mesi. La comunità, che rappresenta il 10 per cento di una popolazione egiziana di 92 milioni, si era a malapena ripresa dallo choc del doppio attentato che il 9 aprile, nella Domenica della Palme, durante le messe o poco dopo, ha colpito due chiese: una a Tanta, nella regione del Delta del Nilo, e l’altro nella cattedrale di San Marco ad Alessandria, da dove il papa Tawadros, leader della Chiesa copta d’Egitto, era uscito da pochi minuti.

 

 

I cristiani copti quel giorni hanno pianto 46 morti, altre 29 persone erano morte nell’attentato alla chiesa di Botroseya, nel complesso della grande cattedrale del Cairo, a dicembre. In entrambi i casi, gli attacchi erano stati rivendicati dallo Stato Islamico, che è sempre più attivo nel Sinai egiziano, da dove almeno 300 famiglie di copti nei mesi passati sono scappati verso le città del Delta per sfuggire alle persecuzioni degli estremisti. L’assalto all’autobus non è ancora stato rivendicato da alcun gruppo. In febbraio, dopo l’attacco alla chiesa del Cairo, e utilizzando le immagini di quella strage, lo Stato Islamico ha pubblicato online un video in cui indicava i cristiani come le sue “prede preferite”.

 

 

Il nuovo massacro arriva alla vigilia del mese sacro del digiuno di Ramadan, che si apre domani. In passato, gruppi estremisti hanno indicato questo periodo come il momento ideale per portare a termine le loro azioni di morte. Benché la comunità copta sostenga il presidente AbdelFattah al-Sisi, che ha promesso di arginare i terroristi in Egitto e di proteggere i cristiani, questo ennesimo atto di sangue farà sorgere nuove domande sulla protezione della comunità e in generale la sicurezza nel Paese minacciato dai fondamentalisti. Dopo l’attentato di dicembre, nelle principali città egiziane le chiese hanno ottenuto maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine, eppure agli estremisti è stato possibile colpire durante le celebrazioni della Pasqua.

 

Nella serata di venerdì responsabili egiziani hanno riferito che aerei da combattimento egiziani hanno compiuto raid e hanno colpito basi di miliziani nell’est della Libia. Si tratta, hanno detto, della risposta al sanguinoso attentato compiuto oggi contro i cristiani copti egiziani.

 

Le fonti egiziane hanno spiegato che i caccia egiziani hanno preso mira le roccaforti del Consiglio della Shoura nella città libica di Darna, dove peraltro le milizie locali sono note per essere legate all’organizzazione terroristica di al Qaida e non allo Stato Islamico.

http://www.lastampa.it/2017/05/26/esteri/attacco-armato-a-bus-di-cristiani-in-egitto-dELAukBmF0L3f82Qc6wZEM/pagina.html

FILIPPINE: L’ISIS CONQUISTA LA CITTADINA DI MARAWI

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 9:08 pm

Filippine, l’Isis controlla una città di 200 mila abitanti

25 Maggio 2017

Giordano Stabile

Inviato a Beirut

Ottocento jihadisti occupano Marawi: chiese bruciate e bandiere nere

AFP

Pubblicato il25/05/2017
Ultima modifica il 25/05/2017 alle ore 08:24
giordano stabile
inviato a beirut

Con un blitz a sorpresa i gruppi jihadisti filippini alleati con l’Isis hanno occupato la città di Marawi, 200 mila abitanti, nell’isola meridionale di Mindanao. Le formazioni Abu Sayyaf e Maute si sono unite per formare un battaglione di “500-800 combattenti”, secondo stime locali. Sono armati con moderni fucili mitragliatori, armi pesanti, fuoristrada.

Gli islamisti hanno cacciato la polizia locale, ucciso numerosi agenti, occupato l’ospedale principale, assaltato e distrutto la prigione, issato la bandiera nera sugli edifici governativi del distretto. Poi hanno assaltato la Cattedrale di Nostra Signora, dato alle fiamme l’edificio e sequestrato il sacerdote Teresito Sugano, assieme a 13 fedeli, come ha confermato la Conferenza episcopale delle Filippine.

 

Il governo del presidente Rodrigo Duterte ha reagito con l’imposizione della legge marziale, ha chiesto a tutta la popolazione di chiudersi in casa. Le forze speciali della 103esima brigata, unità di élite per il controterrorismo, stanno per dare l’assalto ai check-point islamisti nei sobborghi della città e nei villaggi circostanti.

http://www.lastampa.it/2017/05/25/esteri/filippine-lisis-controlla-una-citt-di-mila-abitanti-bKfvEg1IlN8NW04BWjnANN/pagina.html

 

Trump: La prossima campagna di guerra contro l’Iran e la Siria, la vera posta in gioco di Trump in Medio Oriente

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:29 pm

TRUMP COME UN ISIS

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25 Maggio 2017

CONTROINFORMAZIONE

Luciano Lago

Il vecchio progetto USA di “balcanizzazione” del Medio Oriente è stato ripreso dall’Amministrazione Trump che vuole portarlo ad attuazione ed è stato questo, a quanto sembra, il vero oggetto dei colloqui tenuti dal Presidente statunitense nel corso della sua visita prima a Rijad e poi in Israele.

Gli USA contano sulla collaborazione e sull’appoggio finanziario dell’Arabia Saudita (e delle monarchie del Golfo) per creare un fronte dei paesi sunniti che si formi come “NATO Araba” in Medio Oriente per contrastare l’espansione dell’Iran e dei paesi a guida sciita, come la Siria, l’Iraq ed il Libano affiliato ad Hezbollah.

Come altre volte abbiamo scritto, il progetto nasce dalla volontà di smembrare gli stati arabi e ridisegnare i loro confini in base alle divisioni confessionali ed etniche. Questo consentirà più facilmente agli USA di esercitare la loro egemonia sulla regione e consentirà ad Israele di ottenere maggiore sicurezza dall’indebolimento dei suoi avversari. Vedi: Il Piano di balcanizzazione del Medio Oriente

Il primo paese obiettivo della campagna è naturalemte la Siria che da oltre 6 anni sta resistendo, grazie anche all’intervento russo, all’aggressione che fino ad ora era stata condotta facendo leva sui gruppi terroristi e mercenari armati e finanziati essenzialmente da Stati Uniti ed Arabia Saudita e con la complicità dei loro alleati.

Da adesso la situazione cambia, gli USA stanno preparandosi ad entrare con proprie forze dirette in Siria da sud, dalla frontiera giordana e da nord, attraverso i curdi dell’YPG, che gli USA stanno provvedendo ad armare pesantemente e che sono affiancati da forze speciali USA a loro protezione.

Il vero obiettivo (come ormai tutti hanno capito) non è quello di annientare l’ISIS ma piuttosto quello di rovesciare comunque il governo di Damasco. Persino il New York Times, media controllato dai neocons, ha sostenuto di recente in un editoriale, l’utilità di mantenere attivo l’ISIS per utilizzarlo contro i russi ed i siriani, svelando quello che è il “segreto di Pulcinella”, la funzione dell’ISIS come pretesto per rovesciare governi e giustificare la presenza di truppe occidentali nella regione. Vedi: Why Is Trump Fighting ISIS in Syria?

Anche l’attentato di Manchester può rientrare in questo contesto, ulteriore giustificazione per un intervento militare britannico in Siria ed Iraq per bloccare la “minaccia alla sicurezza”rappresentata dall’ISIS. Non per nulla il terrorista che si è fatto saltare a Manchester aveva dei chiari legami con i servizi britannici (lui e la sua famiglia).

La nuova strategia dell’Amministrazione USA è quella di voler spingere la Russia fuori dalla regione con minacce e con ricatti, per avere campo libero prima in Libano, in Siria ed in Iraq e, successivamente, per una attacco in forze di USA-Israele contro l’Iran a cui si aggregherebbero le forze saudite e di una coalizione araba sunnita, la stesssa che sta operando attualmente contro lo Yemen.

L’Arabia Saudita è il perno di questa alleanza e di questa strategia e la sua funzione è essenziale per i piani di Washington: questo spiega l’estrema attenzione ed il consolidamento dei vincoli commerciali con le mega forniture di armi in cambio di un supporto finanziario ed investimenti sauditi, utilissimi per alimentare il complesso militare industriale di Washington.

Il piano è sponsorizzato dai neocons e non prevede possibilità alternative: la Russia o si piega e si convince o verrà attaccata. Non per nulla la NATO, proprio oggi, attraverso il suo Segretario generale Stoltenberg, ha dichiarato ufficialmente di scendere in campo anche in Siria (naturalmente per combattere contro l’ISIS). Guarda un pò la coincidenza. Il nemico finale è l’Iran contro cui si sta montando una grossolana campagna di menzogne senza base reale.

La Russia potrebbe essere esposta ad un attacco mediante gli stessi gruppi terroristi takfiri utilizzati in Siria ed in Iraq, in modo da portare il caos nel paese e favorire un indebolimento del Governo di Putin o peggio, potrebbe trattarsi di un attacco diretto, mirato a infliggere il primo colpo per neutralizzare le difese russe, per quanto azzardato ed illusorio. Non abbiamo a che fare con persone razionali ma con il gruppo di neocons di Washington che sono ormai dei paranoici che seguono a tutti i costi il loro progetto, costi quel che costi.

Sauditi con militari

La Siria deve essere smembrata in tre stati, come previsto dal piano illustrato anche a suo tempo nei doumenti della DIA (Defence Intelligence Agency), uno stato sunnita integrato al nord con l’Iraq centrale, uno stato curdo, uno stato alawita. Altrettanto dovrà essere fatto con l’Iraq, evitando che questo rimanga un unico stato a maggioranza sciita, influenzato dall’Iran, come lo è attualmente. Il grande sbaglio fatto dagli USA con la guerra per rovesciare Saddam Hussein.

Facile pensare che il Libano dovrà essere l’obiettivo di un prossimo attacco di Israele e USA in collaborazione per annientare le strutture e le difese missilistiche di cui Hezbollah dispone. Implicita la necessità di rovesciare il Governo di Beirut e la presidenza di Micheal Aoun, cristiano maronita, dichiaratamente filo Hezbollah.

Tutti i paesi del Medio Oriente devono diventare un protettorato saudita e statunitense, rinunciando alle loro connotaziponi originarie, che questo piaccia o no alle comunità sciite, cristiane, druse o sunnite tradizionali che non nutrono simpatia per l’ideologia religiosa wahabita/salafita professata in Arabia Saudita. A Washington hanno deciso così.
Questa sarà, nei piani di Washington e di Tel Aviv, la nuova cartografia del Medio Oriente risultante dalla strategia del caos che le Amministrazioni USA stanno portando avanti senza soste da oltre 15 anni nella regione.

Non è però certo che un piano complesso ed articolato come questo possa essere attuato in pratica, viste le enormi difficoltà e vista la determinazione della Russia di Putin ad esercitare un ruolo di garante e protettore dell’asse sciita (Iran-Siria-Hezbollah) contro il fronte sunnita spinto alla guerra dagli USA e dai sauditi.
Per i guerrafondai di Washington la reazione della Russia di Putin e dell’Iran, stretto al proprio esercito, potrebbe essere molto dura ed il costo sarebbe quello di un conflitto generale combattuto con armi nucleari.

Alcuni analisti militari parlano di sommergibili russi armati di missili a testata atomica già piazzati sui fondali del Golfo del Messico in attesa di ordini e, se arriverà l’ordine, gli abitanti della costa est degli Stati Uniti sarebbero fra i primi a pagare il prezzo della follia della elite di potere che si trova attualmente a Washington.

http://www.controinformazione.info/la-prossima-campagna-di-guerra-contro-liran-e-la-siria-la-vera-posta-in-gioco-di-trump-in-medio-oriente/

TRUMP CONTRO L’IRAN COME OBAMA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 8:03 pm

TRUMP LODATO DALL'ISIS

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Da Obama a Trump, il solito errore: inchinarsi ai sauditi e prendersela con l’Iran

Il presidente Usa va in Israele e in Arabia Saudita a “normalizzare” i rapporti con alleati storici. Attinge alla cassaforte saudita che finanzia anche il terrorismo. Mentre in Europa il terrorismo wahabita continua a mietere vittime

23 Maggio 2017

Siria: Assad spiega come realmente funzionano gli Stati Uniti

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:53 pm

ASSAD CONTRO USA ISLAM

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VIETATO PARLARE

25 Maggio 2017

Il giornalista Rolando Segura di Telesur ha intervistato il presidente Assad a Damasco il 25 aprile scorso.

Interessanti le risposte che il presidente siriano ha dato, ne ripropongo alcune. Alla domanda sulle politiche attuate dal presidente americano Trump , Assad ha risposto così: 

Il presidente americano non ha politiche. Le politiche attuate dalle istituzioni americane controllano il regime americano. Queste istituzioni sono le agenzie di intelligence, il Pentagono, le multinazionali, le compagnie petrolifere e le istituzioni finanziarie, oltre ad alcune altre lobby che influenzano il processo decisionale americano.

Il presidente americano semplicemente implementa queste politiche.  E la prova è che quando Trump cercò di muoversi su una pista diversa, durante e dopo la sua campagna elettorale, non ha potuto. Egli è stato oggetto di un feroce attacco.

Come abbiamo visto nelle ultime settimane, ha cambiato la sua retorica completamente e si è sottomesso alle condizioni dello ‘stato  profondo’ americano, o ‘regime americano profondo’. Ecco perché è irrealistico e uno spreco di tempo fare una valutazione della politica estera del presidente americano, perché potrebbe fare la differenza; ma in ultima analisi fa esattamente ciò che queste istituzioni gli dettano. Questo modo di operare  non è cosa nuova: è la politica americana in vigore da decenni.

E’ stato chiesto ad  Assad di commentare  la rappresentazione fornita dai media occidentali che lo raffigurano come un “diavolo” che uccide e opprime il suo stesso popolo. Questa la sua risposta:

Sì, da una prospettiva occidentale, ora sei seduto con il diavolo… Questo è il modo in cui mi commercializzano in Occidente. Ma questo è sempre avvenuto quando uno Stato, un governo o un individuo non si sottraggono agli loro interessi del proprio paese e non lavorano per i loro interessi contro gli interessi del proprio popolo.

Queste sono state le richieste coloniali occidentali in tutta la storia. Dicono che questa persona malvagia sta uccidendo il suo popolo. Ok, se sta uccidendo il suo popolo, chi lo ha sostenuto negli ultimi sei anni? Né la Russia, né l’Iran, né uno stato amico può sostenere un individuo a spese del popolo. Questo è impossibile. Se sta uccidendo la gente, come mai la gente lo supporta? Questa è la narrazione occidentale contraddittoria; ed è per questo che non dobbiamo perdere il nostro tempo sulle narrazioni occidentali perché sono sempre state piene di bugie durante la storia, il che non è qualcosa di nuovo.

Alla domanda sulle accuse lanciate dagli Stati Uniti contro il  governo siriano reo di aver mantenuto alcuni stock di armi chimiche, Assad ha risposto così:

Tu e io ricordiamo bene quello che è successo nel 2003, quando Colin Powell ha mostrato al mondo  di fronte alle Nazioni Unite quello che ha affermato di essere la prova che dimostrava che il presidente Saddam Hussein possedeva armi chimiche, nucleari ed altre armi di distruzione di massa. Tuttavia, quando le forze americane hanno invaso l’Iraq, è stato dimostrato che tutto quello che aveva detto era una bugia.

Powell stesso ha ammesso che le agenzie di intelligence americane lo hanno ingannato con quelle prove false.

Non era la prima né sarà l’ultima volta. Questo significa che se si vuole essere un politico negli Stati Uniti, devi essere un vero e proprio bugiardo. Questo è ciò che caratterizza i politici americani: essi si trovano su base quotidiana, e dire qualcosa e fare qualcosa di diverso. Ecco perché non dovremmo credere a quello che dice il Pentagono, o a qualsiasi altra istituzione americana, perché dicono cose che servono le loro politiche, non le cose che riflettono la realtà ed i fatti sul terreno.

http://www.telesurtv.net/english/news/Full-Transcript-of-teleSURs-Exclusive-Interview-with-Syrian-President-Assad-20170426-0018.html

http://www.vietatoparlare.it/assad-spiega-realmente-funzionano-gli-stati-uniti/

SIRIA: LA NATO ENTRA NELLA COALIZIONE ANTI ISIS

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:42 pm

La NATO sa che la coalizione ammazza i bambini? E adesso Trump nomina la Russia come minaccia

Di Mauro Bottarelli , il 25 maggio 2017 78 Comment

 

Ci siamo, la tarantella è partita. La NATO fa ufficialmente parte della coalizione anti-Isis e adesso si può giocare a carte quasi scoperte. Ma, per farlo, paradossalmente occorre rimescolare ancora un po’ il mazzo. Prima di prendere la parola al Vertice atlantico tenutosi a Bruxelles oggi pomeriggio, Donald Trump ha sparato uno dei suoi proverbiali tweet, chiedendo al Dipartimento di giustizia USA di aprire un’indagine riguardo la fuga di notizia relative all’attentato di Manchester, definite “profondamente disturbanti”. Et voilà, si offre il culo alle lamentele inglesi, ci si dimostra inflessibile con gli alleati per quanto riguarda la segretezza delle informazioni sensibili e l’affaire sulla condivisione di intelligence con Serghei Lavrov si depotenzia. Non basta, perché l’accaduto consente al presidente di gettare una bella aura di irresponsabilità su quel “New York Times” che lo sta martellando quotidianamente riguardo al Russiagate. Ed eccoci arrivare al punto. Anzi, al primo dei punti. Prendendo poi la parola al Vertice atlantico, ecco che il presidente USA ha elencato quelle che a suo modo di vedere devono essere la priorità della NATO: terrorismo, immigrazione e “le minacce dalla Russia e verso i confini orientali e meridionali dell’Alleanza”.

Insomma, l’uomo del disgelo con Mosca e della discontinuità in politica estera si sta dimostrando perfettamente in linea non solo con le amministrazioni precedenti ma, soprattutto, con l’agenda neo-con del Deep State. E mentre su Salman Abedi, il presunto attentatore di Manchester, escono novità ogni ora – l’ultima riguarda una sua presenza a Dusseldorf quattro giorni prima dell’attentato, sembra Igor il russo -, si delinea sempre di più il quadro: l’Isis è lo straordinario alibi che verrà usato per chiudere i conti con Mosca e Teheran. O, almeno, questa sarebbe l’idea. Da oggi, quindi, ogni giorno è buono per una bella false flag. E, state certi, che saranno molti altri i media che subiranno un’improvvisa mutazione genetica in chiave globalista-atlantista come il fu TgLa7 di Enrico Mentana, ormai diventato l’Emilio Fede del Deep State.

C’è da riflettere su quanto sta accadendo. Ma, soprattutto, su come sta accadendo. Martin Luther King disse che “un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire. E non c’era nessuno”. Il problema è che qui nessuno ha il coraggio di alzarsi e andare ad aprire la porta di menzogne che governi, agenzie di intelligence e soprattutto media stanno propinandoci senza soluzione di continuità. Cosa resterà del terremoto geopolitico di cui la strage di Manchester rischia di essere stata l’accelerante? La strage delle bambine, quei volti sorridenti che mettono angoscia dalle prime pagine dei giornali. Il riferimento ai figli, alla paura continua e costante di quanto possa accadere, l’incertezza come unico Dio: basterebbe un pochino di freddezza e prospettiva, forse non occorre nemmeno scomodare il coraggio, per essere liberi.
I dati che sto per elencarvi sono stati diffusi stamattina dal Syrian Observatory for Human Rights, quindi una fonte tutt’altro che vicina o benevola con Bashar al-Assad e il suo regime. I raid aerei condotti dalla coalizione a guida USA in Siria, quella di cui la NATO ora fa parte ufficialmente, hanno ucciso 225 civili tra il 23 aprile e il 23 maggio scorsi, tra cui 44 bambini e 36 donne: il computo più alto da quando è iniziata la campagna anti-Isis il 23 settembre 2014. Il secondo fu tra il 23 febbraio e il 23 marzo, quando furono uccisi 220 civili. Con quest’ultima mattanza, il computo totale dei civili ammazzati dalla coalizione anti-Isis è salito a 1.481, di cui 319 bambini. E, attenzione, stiamo parlando di dati ufficiali resi noti da una ONG che opera da Coventry, nel Regno Unito e che è smaccatamente schierata a favore dei ribelli: forse, i raid alla Top Gun degli americani cominciano a disturbare persino loro. E quanti jihadisti sono stati uccisi nel medesimo lasso di tempo, tra 23 aprile e il 23 maggio? Ben 122, oltre a 8 soldati dell’esercito di Damasco.

Insomma, ai fenomeni della coalizione serve accoppare due civili per centrare un obiettivo giusto. E quali dati forniscono gli americani al riguardo? All’inizio del mese, l’esercito USA ha comunicato di aver ucciso “non intenzionalmente” in Iraq e Siria 352 civili da quando è iniziata la campagna: ne hanno ammazzati poco meno solo in Siria e solo nell’ultimo mese. Civili. Donne. E bambini, proprio come quelli di Manchester, magari un po’ meno fotogenici. E, soprattutto, meno in grado di garantire capriole geopolitiche come quella che, stranamente, ha comunicato venerdì scorso – prima di tutto il delirio di questa settimana – il capo del Pentagono, Jim “Mad dog” Mattis, alla stampa: “Il presidente Trump ci ha dato istruzioni di annientare l’Isis in Siria al fine di evitare che i foreign fighters tornino a casa”. Tu guarda che culo, un presunto foreign fighters ha appena fatto uno strage di bambini a Manchester e, casualmente, tornando dalla Libia si sarebbe fermato anche in Siria, stando allo spoiler sparato dal ministro dell’Interno francese ieri. E c’è da capirlo un buon Mattis, perché queste due mappe


ci mostrano la differenza che passa tra un’operazione militare che vuole perseguire un obiettivo e una che, invece, fa il doppiogioco. La prima ci mostra gli avanzamenti delle truppe siriane nell’ultimo mese, con l’aiuto di russi, iraniani e milizie Hezbollah, mentre la seconda ci mostra il guadagno territoriale conseguito dall’Isis in cinque mesi all’inizio della campagna della coalizione a guida statunitense. Delle due, l’una: o hanno piloti miopi o invece che bombe sganciavano rifornimenti. Occorre che quell’avanzata dei lealisti si fermi, questa la parola d’ordine a Washington.

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Adesso, poi, il quadro si è chiarito ulteriormente. Durante la due giorni tra Arabia Saudita e Israele, Trump ha attaccato continuamente l’Iran, mentre oggi ha citato la “minaccia della Russia” fra le tre priorità della NATO, al pari del terrorismo. E non ha citato gli hacker o i missili balistici russi ma direttamente le frontiere Est e Sud, dove da qualche mese proprio la NATO sta dispiegando una santabarbara di mezzi e uomini, tra Polonia, Germania e Baltico. Due più due, ancora per qualche giorno, dovrebbe fare quattro. E in base a questo assunto, come interpretare il gioco delle parti intercorso tra Al-Nusra e Dipartimento di Stato USA? Hayat Tahrir Al-Sham, ultimo rebrand del fronte islamista siriano, è infatti sparita delle formazioni terroristiche individuate e sanzionate dagli Stati Uniti e dal Canada. Ed essere usciti dalla watchlist del terrore, che benefici comporta? Permette ai cittadini di questi Paesi di donare soldi ai terroristi, risorse che consentono loro di viaggiare, di combattere e di diffondere la loro propaganda senza troppi intoppi.

Capito, questo reso possibile da chi formalmente vuole evitare il ritorno a casa dei foreign fighters. Sulla vicenda è intervenuta Nicole Thompson, portavoce del Dipartimento di Stato americano: “Riteniamo che queste azioni rappresentino una strategia di Al Qaida per portare l’opposizione siriana sotto il suo controllo operativo. Stiamo ancora esaminando la questione con attenzione”. Tuttavia, come sottolinea Evan Dyer sul portale dell’emittente televisiva canadese CBC che ha condotto l’intervista, “per gli Stati Uniti inserire Tahrir Al-Sham nella lista nera delle organizzazioni terroristiche significherebbe riconoscere che lo stesso governo ha fornito ai jihadisti armi molto sofisticate, tra cui potenti missili anti-carro e richiamare l’attenzione sul fatto che gli Stati Uniti continuano ad armare le milizie islamiste in Siria”. Amen, per oggi chiudo qui. Tanto temo che questa pantomima rivoltante durerà ancora a lungo. Magari con un altro conflitto proxy fra Stati Uniti e Russia in Venezuela che nessuno si aspetta ma che sta già prendendo forma.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

 

 

I TERRORISTI DI AL-NUSRA NON SONO PIU’ TERRORISTI PER GLI USA

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 7:12 pm
Al-Nusra rimossa dalla blacklist Usa
24 Maggio 2017
L’operazione di «lifting» fatto a suo tempo da Al-Nusra in Siria ha avuto i suoi effetti. Hayat Tahrir Al-Sham, ultima incarnazione del fronte islamista, è sparita dalla blacklist delle formazioni terroristiche individuate dagli Stati Uniti e dal Canada. Un «rebranding» efficace, dunque, che ha dato nuova linfa al gruppo salafita capeggiato da Abu Jaber Shaykh, responsabile di innumerevoli crimini di guerra ai danni della popolazione siriana. La formazione terroristica, a lungo conosciuta come Jabhat Al-Nusra o Fronte Al-Nusra, rappresenta il ramo di Al Qaida in Siria dopo la nascita di Daesh nel 2014.
Fu stata inserita sulla blacklist delle organizzazioni terroristiche statunitensi e canadesi per la prima volta nel 2012. Come rileva la giornalista Vanessa Beeley su MintPress, «con il cambio di nome in Hayat Tahrir al-Sham (HTS), il gruppo è riuscito a ottenere la rimozione dalle watchlist del terrore sia negli Stati Uniti che in Canada. Questo permette ai cittadini di questi paesi di donare soldi ai terroristi; risorse che li consentono di viaggiare, di combattere e di diffondere la loro propaganda senza intoppi». Hayat Tahrir Al-Sham nacque ufficialmente lo scorso 28 gennaio dalla fusione tra le più importanti compagini della galassia islamista: Jabhat Fateh Al-Sham (ex Al Nusra), il Fronte Ansar al-Din, Jaysh al-Sunna, Liwa al-Haqq e il Movimento Nour al-Din al-Zenki.
L’imbarazzo del Dipartimento di Stato USA
Sulla vicenda è intervenuto Nicole Thompson, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ai microfoni della CBC: «Riteniamo che queste azioni rappresentino una strategia di Al Qaida per portare l’opposizione siriana sotto il suo controllo operativo. Stiamo ancora esaminando la questione con attenzione». Tuttavia, come sottolinea Evan Dyer sul portale della stessa emittente televisiva, «per gli Stati Uniti inserire Tahrir Al-Sham nella lista nera delle organizzazioni terroristiche significherebbe riconoscere che lo stesso governo ha fornito ai jihadisti armi molto sofisticate, tra cui potenti missili anti-carro, e richiamare l’attenzione sul fatto che gli Stati Uniti continuano ad armare le milizie islamiste in Siria».
Dopotutto Al-Nusra ha sempre tentato di presentarsi come una formazione «moderata», capace di fronteggiare sia le forze lealiste del presidente siriano Bashar al-Assad, sia lo Stato Islamico.
Quando il Qatar disse: “Bisogna lavorare con loro”
Non è un mistero che i jihadisti siano stati armati e sostenuti dai governi stranieri – in particolare dalle petromonarchie del Golfo – con il preciso obiettivo geostrategico di rovesciare il governo siriano. Nel 2015, in un’intervista pubblicata su Le Monde, il ministro degli Esteri del Qatar Khaled al-Attiyah affermava in merito: «Siamo ovviamente contro l’estremismo ma, oltre a Daesh, tutti questi gruppi stanno combattendo per rovesciare il regime di Assad. I moderati non possono dire ad Al-Nusra che non lavoreranno con loro. Occorre leggere la situazione ed essere realisti».
Al-Qaida guida l’opposizione contro Assad
Archiviata l’opposizione «moderata», ora è Tahrir al-Sham – Al Qaida – a guidare l’opposizione contro il governo di Bashar al-Assad. A evidenziarlo è un’analisi pubblicata su Foreign Policy: «Messa di fronte a poche altri opzioni, l’opposizione armata capeggiata da Al Qaida ha dimostrato un certo pragmatismo, accettando di partecipare ai colloqui per la pace in Kazakistan e in Svizzera, anche se la base rimane fortemente contraria a questi segnali di compromesso. Spronata dal progressivo indebolimento della base più moderata dell’opposizione – sottolinea Lister sull’autorevole rivista americana – il gruppo di Al-Qaida si pone come l’unica componente del vasto movimento rivoluzionario siriano dotato di pragmatismo e di una strategia militare definita».
E con la rimozione dalla lista delle formazioni terroristiche, Tahrir al-Sham (Al Qaida) potrà tentare ancor più efficacemente di minare gli sforzi del governo siriano – supportato da Russia e Iran – di sconfiggere i terroristi. Perché nonostante le mirate strategie di marketing, la sostanza rimane sempre la stessa.
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