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maggio 23, 2017

SIRIA: SECONDO ATTACCO AEREO USA. BOMBARDATI I PARAMILITARI IRACHENI CHE COMBATTONO L’ISIS

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 5:42 am

 

19 Maggio 2017

di Giampiero Venturi

Il clamore suscitato ieri dal bombardamento del convoglio siriano vicino ad Al Tanf sul confine siro-iracheno ha offuscato la notizia di un altro raid aereo compiuto da aerei americani della Coalizione anti ISIS.

Secondo quanto riporta la tv satellitare irachena Afaq, caccia USA avrebbero colpito ripetutamente una colonna di miliziani sciiti iracheni all’altezza di Abu Kamal, sul fiume Eufrate a ridosso del confine tra Siria e Iraq (200 km a est di Al Tanf).

I miliziani appartenevano alla KSS (Katai’b Sayed Al Shuada, KSS), Brigata dei Martiri nata nel 2013 e parte delle Unità di Mobilitazione Popolare (Hashd Al-Sha’abi), potente milizia sciita irachena protagonista nella lotta contro l’ISIS nell’Iraq del nord.

Secondo l’International Institute for Counter-Terrorism il gruppo paramilitare avrebbe una forza compresa tra i 500 e 1000 uomini addestrati ed equipaggiati dalle forze Quds iraniane.

La guerra siriana, nella tragedia, finisce alle volte per diventare grottesca. Il dato curioso è che le milizie sciite impegnate in queste ore nella battaglia a Sinjar in Iraq (ovest di Mosul) fanno parte della grande armata a guida USA che intende debellare lo Stato Islamico. In sostanza i caccia americani avrebbero bombardato in Siria una milizia che in Iraq gli è alleata. Il motto di Inherent Resolve “One mission, many nations” a questo punto strappa un sorriso.

L’attacco che avrebbe causato una vittima, otto feriti e ingenti danni materiali, è avvenuto a 120 km a sud di Deir Ezzor dando conferma di quanto sostiene Difesa Online da alcune settimane:

– il fronte sud della Siria sta diventando lo scacchiere decisivo per le sorti politiche del Paese;

– gli Stati Uniti sono ormai coinvolti direttamente nella guerra e la loro attività militare cresce di giorno in giorno.

Sul quadrante di Deir Ezzor e lungo tutto il corso dell’Eufrate fino all’Iraq, si attendono novità importanti nei prossimi giorni. Abu Kamal è ancora sotto controllo dello Stato Islamico, ma il raggio d’azione delle milizie sciite si allarga, fino a cozzare apertamente con gli interessi della Coalizione in Siria.

Ricordiamo che l’Iraq è l’unico Paese arabo a maggioranza sciita. Dopo la caduta del sunnita Saddam Hussein nel 2003, il peso politico e militare degli sciiti è cresciuto esponenzialmente, fino a dimostrarsi un boomerang per gli Stati Uniti che lo avevano alimentato. Gli alleati principali degli sciiti iracheni sono il governo alawita di Assad, hezbollah e ovviamente il grande fratello Iran. Nonostante la guerra allo Stato Islamico (sunnita) sia impossibile senza l’aiuto dei miliziani sciiti (circa 100.000 uomini armati in Iraq), i primi ad esserne preoccupati sono i due principali alleati USA nella regione: Israele e Arabia Saudita.

(foto: US DoD, Inherent Resolve)

http://www.controinformazione.info/siria-secondo-attacco-aereo-usa-bombardati-i-paramilitari-iracheni-che-combattono-lisis-con-laiuto-usa/


Raid statunitense contro le forze di Damasco

Il regime di Damasco ha definito come una “aperta aggressione” i raid compiuti ieri da aerei della Coalizione internazionale a guida Usa contro un convoglio pro-regime diretto verso un presidio della coalizione vicino alla frontiera giordana. Lo riferiscono media governativi.

“L’aperta aggressione contro una postazione dell’esercito arabo siriano eseguito dalla sedicente coalizione internazionale smaschera la falsità dei suoi appelli di combattere il terrorismo e conferma senza ombra di dubbi la verità del piano sionista-americano nella regione ed il tentativo di giustificare tale aggressione con la mancata risposta delle forze prese di mira all’avvertimento di non avvicinarsi e del tutto falso”, ha detto una fonte militare citata dall’agenzia di stampa ufficiale Sana.

Ieri, nel dare l’annuncio dei raid, un responsabile della Difesa Usa ha indicato che “un convoglio che percorreva la strada non ha risposto ai numerosi inviti a non avvicinarsi troppo alle forze della coalizione ad At Tanf”, spiegando che “c’è stato alla fine un attacco contro la parte di testa” di quel convoglio.

Peer Mosca l’attacco della coalizione a guida americana contro un convoglio di miliziani filo-Assad in Siria è “del tutto inaccettabile” e mostra che gli Stati Uniti hanno “passato il segno violando la sovranità” l paese mediorientale. Ad affermarlo è il vice ministro degli Esteri russo, Gennady Gatilov.

Ieri era intervenuto il Segretario alla Difesa, James Mattis, per sottolineare che gli Stati Uniti “non stanno intensificando il loro impegno in Siria” ma, aveva aggiunto, difenderemo noi stessi (se) vengono fatti passi aggressivi contro di noi. Questa è una politica in corso da lungo tempo da parte nostra”.

Non è chiaro se il raid abbia centrato anche forze militari regolari siriane.

http://www.analisidifesa.it/2017/05/raid-statunitense-contro-le-forze-di-damasco/


Siria: secondo attacco aereo USA. Bombardati i paramilitari iracheni che combattono l’ISIS (con l’aiuto USA…)

(di Giampiero Venturi)
19/05/17

Il clamore suscitato ieri dal bombardamento del convoglio siriano vicino ad Al Tanf sul confine siro-iracheno ha offuscato la notizia di un altro raid aereo compiuto da aerei americani della Coalizione anti ISIS.

Secondo quanto riporta la tv satellitare irachena Afaq, caccia USA avrebbero colpito ripetutamente una colonna di miliziani sciiti iracheni all’altezza di Abu Kamal, sul fiume Eufrate a ridosso del confine tra Siria e Iraq (200 km a est di Al Tanf).

I miliziani appartenevano alla KSS (Katai’b Sayed Al Shuada, KSS), Brigata dei Martiri nata nel 2013 e parte delle Unità di Mobilitazione Popolare (Hashd Al-Sha’abi), potente milizia sciita irachena protagonista nella lotta contro l’ISIS nell’Iraq del nord.

Secondo l’International Institute for Counter-Terrorism il gruppo paramilitare avrebbe una forza compresa tra i 500 e 1000 uomini addestrati ed equipaggiati dalle forze Quds iraniane.

La guerra siriana, nella tragedia, finisce alle volte per diventare grottesca. Il dato curioso è che le milizie sciite impegnate in queste ore nella battaglia a Sinjar in Iraq (ovest di Mosul) fanno parte della grande armata a guida USA che intende debellare lo Stato Islamico. In sostanza i caccia americani avrebbero bombardato in Siria una milizia che in Iraq gli è alleata. Il motto di Inherent Resolve “One mission, many nations” a questo punto strappa un sorriso.

L’attacco che avrebbe causato una vittima, otto feriti e ingenti danni materiali, è avvenuto a 120 km a sud di Deir Ezzor dando conferma di quanto sostiene Difesa Online da alcune settimane:

– il fronte sud della Siria sta diventando lo scacchiere decisivo per le sorti politiche del Paese;

– gli Stati Uniti sono ormai coinvolti direttamente nella guerra e la loro attività militare cresce di giorno in giorno.

Sul quadrante di Deir Ezzor e lungo tutto il corso dell’Eufrate fino all’Iraq, si attendono novità importanti nei prossimi giorni. Abu Kamal è ancora sotto controllo dello Stato Islamico, ma il raggio d’azione delle milizie sciite si allarga, fino a cozzare apertamente con gli interessi della Coalizione in Siria.

Ricordiamo che l’Iraq è l’unico Paese arabo a maggioranza sciita. Dopo la caduta del sunnita Saddam Hussein nel 2003, il peso politico e militare degli sciiti è cresciuto esponenzialmente, fino a dimostrarsi un boomerang per gli Stati Uniti che lo avevano alimentato. Gli alleati principali degli sciiti iracheni sono il governo alawita di Assad, hezbollah e ovviamente il grande fratello Iran. Nonostante la guerra allo Stato Islamico (sunnita) sia impossibile senza l’aiuto dei miliziani sciiti (circa 100.000 uomini armati in Iraq), i primi ad esserne preoccupati sono i due principali alleati USA nella regione: Israele e Arabia Saudita.

(foto: US DoDInherent Resolve)

http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/siria-secondo-attacco-aereo-usa-bombardati-i-paramilitari-iracheni-che


Aerei della Coalizione attaccano l’esercito di Damasco. Si alza la tensione nel sud della Siria

(di Giampiero Venturi)
19/05/17

Un convoglio militare siriano è stato attaccato ieri (18 maggio) da caccia della Coalizione a guida USA nel sud della Siria a circa 15 km dal posto di frontiera siro-iracheno di Al Tanf.  Secondo quanto riportato dal Pentagono e rimbalzato dai principali quotidiani, il convoglio era diretto verso le postazioni delle milizie del Free Syrian Army schierate nell’area di frontiera ma “nonostante i ripetuti avvertimenti non ha accennato a invertire la marcia”.

I dettagli emergono solo oggi mentre Mosca, attraverso il viceministro degli esteri Gatilov, esprime indignazione per l’intollerabile violazione di sovranità.

Fonti occidentali (Telegraph), parlano di un convoglio di 27 carri armati. Fonti siriane fanno invece riferimento a una colonna di 5 carri T-62 e altri veicoli corazzati attaccati da caccia USA provenienti dallo spazio aereo di Amman. Altre fonti militari specificano che i caccia erano giordani.

Secondo Damasco oltre a 6 soldati uccisi, sarebbero stati distrutti due carri e un semovente antiaereo Shilka.

Nel convoglio erano presenti oltre a soldati regolari dell’esercito anche unità delle Forze di Difesa Nazionale, paramilitari iracheni e miliziani Hezbollah.

Non è la prima volta che caccia della Coalizione attaccano militari siriani (Damasco conta oltre 100 morti totali), ma il bombardamento di ieri oltre ad essere stato deliberato sembra sintomatico della crescente tensione nel sud della Siria.

I caccia della Coalizione a guida americana sono di fatto diventati la forza aerea del Free Syrian Army, presente nell’area sotto forma di diverse sigle e gruppi armati.

Pesanti scontri tra l’esercito siriano e i ribelli del Jaysh Assoud Al Sharqiya erano iniziati nel Governatorato frontaliero di Sweida all’inizio della settimana.

Reparti della 12a Brigata corazzata siriana, appartenente alla 5a Divisione e unità della 7a Divisione meccanizzata (che dispone di armi antiaeree), erano avanzate per 40 km verso est, nell’area desertica che costeggia la frontiera con la Giordania.

L’obiettivo di Damasco di recuperare i confini meridionali abbandonati dallo Stato Islamico, sta entrando in collisione con gli interessi delle milizie ribelli e della Coalizione, intenzionati a rafforzare la presenza in quella che dovrebbe diventare un’area cuscinetto filooccidentale.

Al Tanf, ufficialmente conosciuto come Al Waleed, è uno dei tre punti di transito tra Siria e Iraq e ha una grande importanza strategica: è situato sull’autostrada Damasco-Baghdad ed è l’unico punto di passaggio a ridosso anche del confine giordano.

Da luglio 2016, sono segnalate nell’area forze speciali britanniche.

(foto: SAA / U.S. Air Force)

http://www.difesaonline.it/geopolitica/brevi-estero/aerei-della-coalizione-attaccano-lesercito-di-damasco-si-alza-la-tensione

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