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maggio 26, 2017

MANCHESTER: IL TERRORISTA E’ UN LIBICO LEGATO ALLA GUERRA CONTRO GHEDDAFI!

Filed under: Senza Categoria — mirabilissimo100 @ 6:44 pm

Manchester, arrestati in Libia padre e fratello del kamikaze. Il giovane: “Abbiamo aderito all’Isis”

La polizia: indagini su un «network». Le rivelazioni Usa irritano gli inglesi
Pubblicato il24/05/2017

Ultima modifica il 25/05/2017 alle ore 00:52

Sono stati arrestati in Libia padre e fratello minore di Salman Abedi, il kamikaze di Manchester che ha massacrato 22 persone e ne ha ferite 59 all’uscita di un concerto. Bloomberg scrive che Ramadan e Salman Abedi sono stati portati via a bordo di tre veicoli da uomini armati. Il giovane non solo sarebbe stato a conoscenza del piano del fratello, ma stava a sua volta preparando un attacco a Tripoli: «Ha confessato di aver aderito all’Isis con suo fratello Salman», si legge in un comunicato della Kowa Rada Al Akhassat, la «Forza di deterrenza speciale» dipendente dal ministero degli Interni del governo libico, emesso al termine dell’interrogatorio

 

Usa: “Bomba potente, preparata da esperto”

Il New York Times ha pubblicato sul sito la foto di quelli che afferma essere i resti dell’ordigno fatto esplodere lunedì sera a Manchester, molto più sofisticato di quanto inizialmente riferito. Secondo Il Nyt, che cita risultati preliminari dell’inchiesta britannica l’ordigno era «piccolo ma estremamente potente riposto in un contenitore di metallo celato a sua volta o in una maglietta nera in uno zaino azzurro Karrimor e aveva un detonatore che teneva nella mano sinistra». Sempre secondo il Times dall’analisi «dei resti non è possibile stabilire il tipo di esplosivo usato ma emerge che l’ordigno era stato preparato con cura e grande attenzione» Questo è confermato anche dall’analisi della disposizione delle vittime rispetto al kamikaze da cui emerge che le biglie di ferro usate come proiettili letali nel mix con l’esplosivo, hanno penetrato i corpi ad altissima velocita ed erano state «disposte con attenzione» nella bomba per creare il massimo danno possibile. Le autorità hanno trovato una i resti di una «pila Yuasa da 12 volt molto più potente di quelle normalmente usate (per attivare l’innesco) nei giubbetti dei kamikaze. Si tratta di un pila usata per luci di emergenza che costa circa 20 dollari». A conferma che la bomba è stata preparata da un esperto la scoperta che dentro il detonatore «era saldato un circuito elettrico (ulteriore)». Un sistema quindi ridondante per essere sicuri che l’ordigno sarebbe esploso. Non è chiaro se si trattava di un detonatore anche azionabile a distanza in caso di ripensamenti, come talvolta è accaduto, del kamikaze. Sembra poi che siano stati ritrovati altri ordigni pronti a a esplodere.

 

Irritazione degli inglesi

Le rivelazione del Nyt sono destinate ad alimentare ulteriormente l’irritazione di Londra per le informazioni rese note dai media Usa prima che dal governo, come ha sottolineato oggi il ministro dell’Interno Amber Rudd. In Gran Bretagna intanto Ian Hopkins, il capo della polizia di Manchester ha detto «Stiamo investigando su un network terrorista islamico», rispondendo a chi gli chiedeva della «caccia» delle forze dell’ordine al costruttore della bomba usata nella strage Albert Square e del raid compiuto nel centro della città inglese, in quello che secondo alcune ipotesi poteva essere un appartamento usato per assemblare gli ordigni: «È chiaro che l’inchiesta porta a una rete».

 

Livello di allerta ai massimi

Nelle ultime ore sono stati compiuti altri arresti a Wigam in connessione con l’attentato; l’ultimo arrestato – il settimo – è un uomo di Nuneaton nel Warwickshire; in serata era stata fermata una donna a nord di Manchester. Il livello di allerta terrorismo in Gran Bretagna è stato elevato da «grave» a «critico», il livello massimo che equivale all’aspettativa di un nuovo attacco «imminente»: a darne l’annuncio ieri sera la stessa primo ministro Theresa May, dopo aver riunito il Cobra, il comitato d’emergenza. Si tratta della terza volta che questa decisione viene presa da quando il sistema è stato introdotto: la prima fu nel 2006, dopo che era stato sventato un complotto per far esplodere in volo aerei passeggeri in rotte transatlantiche con esplosivi liquidi – che ha portato all’abolizione di flaconi e bottiglie in cabina. La seconda volta fu nel 2007, quando un uomo cercò di compiere un attentato in una discoteca e poi di attaccare con la sua auto l’aeroporto di Glasgow, in Scozia, schiantandosi con una jeep Cherokee piena di bombole di gas propano contro una porta del terminal.

 

Leggi – Barba lunga e preghiere in strada, così Salman Abedi ha trovato la jihad

 

Analisi – L’apparente ritirata nel deserto anticipa la trincea Europa

 

Il kamikaze di Manchester era appena tornato dalla Libia

di Giordano Stabile, inviato a Beirut

Salman Abedi, il 22enne figlio di un rifugiato libico, era appenato tornato dalla Libia prima di farsi esplodere all’Arena di Manchester lunedì sera. Lo ha rivelato al quotidiano “The Times” un suo amico. «Era partito per la Libia tre settimane fa ed era tornato di recente, da qualche giorno». Non è chiaro in quale zona della Libia abbia viaggiato il terrorista. Nelle aeree desertiche fra Bani Walid e l’oasi di Jufra operano ancora gruppi dell’Isis, con l’appoggio di alcune di tribù locali. A gennaio un campo di addestramento era stato distrutto dai bombardieri strategici americani B2. Se questi contatti fossero confermati, significa che Abedi aveva legami organici con lo Stato islamico e potrebbe essere stato addestrato all’uso di esplosivi prima di compiere l’attacco. Secondo, il ministro degli interni francese Abadi sarebbe stato anche in Siria ed avrebbe dato prova dei suoi legami con l’Isis.

 

Leggi – Strage di Manchester: le storie delle vittime

http://www.lastampa.it/2017/05/24/esteri/il-regno-unito-alza-il-livello-di-allerta-si-temono-attacchi-imminenti-dBOisG4VP2868elsjuOu8J/pagina.html

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Manchester, il fratello di Abedi arrestato in Libia: “Sono dell’Isis, sapevo dell’attentato”

Si stringe il cerchio sulla famiglia del jihadista di Manchester. Preso a Tripoli il fratello minore: ha partecipato all’organizzazione dell’attacco. In manette anche il padre di Abedi

Mer, 24/05/2017

“Sono dell’Isis, sapevo dell’attentato”. Alla fine Hashem Abedi, fratello minore dell’autore della strage di Manchester, Salman Abedi, è crollato.

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Non solo ha ammesso di aver partecipato all’organizzazione dell’attacco islamista al termine del concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena, ma ha anche rivelato che stava a sua volta preparando un altro attentato a Tripoli.

Le forze di intelligence inglese stringono sulla famiglia di Salman Abedi. Per il momento sono scattate le manette ai polsi del padre e dei due fratelli del terrorista. In mattinata è stato arrestato Ismail Abedi (23 anni). Secondo il Daily Mail, che ha diffuso le immagini dell’arresto, l’operazione è scattata alle 10.30, di fronte a un supermarket della catena Morrisons a Chorlton-Cum-Hardy, nella zona di Manchester sud. Agenti arrivati sul luogo a bordo di una Mercedes nera hanno ordinato all’uomo, che è manager nel settore dell’IT, di stendersi a terra.

In serata, poi, sono stati arrestati a Tripoli il padre Ramadan Abedi e il fratello più piccolo Hashem Abedi. A far scattare l’operazione è stato il fatto che Hashem abbia preso in consegna una somma consistente di denaro, 4.500 dinari libici, inviatagli dal fratello maggiore Salman prima dell’attentato islamista. Durante l’interrogatorio Hashem ha ammesso di far parte, insieme al fratello deceduto, dello Stato islamico e di essere stato in Gran Bretagna durante la fase di preparazione dell’attentato. Hashem si è, quindi detto, al corrente di tutti i dettagli dell’azione condotta dall’Is. Hashem ha inoltre spiegato di aver lasciato la Gran Bretagna lo scorso 16 aprile e da allora di essere sempre stato in contatto con il fratello.

Anche il padre dell’attentatore è stato arrestato nel tardo pomeriggio a Tripoli. Responsabile amministrativo delle Forze di sicurezza centrale a Tripoli, Ramadan Abedi è stato prelevato da tre veicoli militari. In precedenza l’uomo aveva assicurato l’innocenza del figlio e lo aveva descritto come “molto religioso”. Durante l’interrogatorio aveva addirittura giurato che Salman si fosse sempre espresso “contro attacchi simili sferrati in passato”. Spiegando di aver parlato al telefono con il figlio cinque giorni fa, Ramadan aveva detto che il figlio si stava preparando all’hajj, il pellegrinaggio annuale in Arabia Saudita. “Il padre voleva che Salman restasse in Libia – riferiscono fonti della Rada – ma quest’ultimo (Hashem Abedi, ndr) ha insistito per andare a Manchester”.

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/manchester-fratello-abedi-arrestato-libia-sono-dellisis-1401633.html

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